Organi Collegiali nell’Istituto Comprensivo

Organi Collegiali nell’Istituto Comprensivo

di Marisa Bracaloni

“Nel momento in cui abbiamo deciso di diventare genitori abbiamo scelto di andare incontro ad una sfida, tra le più importanti e difficili di tutte: l’educazione, la crescita e la formazione della generazione futura.”
È una frase  scritta da un gruppo di genitori e pubblicata sul sito di un Istituto Comprensivo. A ben vedere questa affermazione potrebbe anche  appartenere ad  un gruppo di docenti  ; per questo, scuola e genitori sono legati dallo stesso fine e  per questo non si dovrebbe  solo parlare di partecipazione , ma anche di cooperazione, sostegno, azione congiunta. Questo ci porta a capire perchè sono ancora attuali quei  Decreti Delegati che diedero vita alla partecipazione  dei genitori e perché si continua a  discutere e a scrivere sull’argomento.Dietro l’istituzione  degli Organi Collegiali nel 1974 , c’era una grande idea : mettere al centro del processo educativo il bambino  con i suoi problemi e coinvolgere  tutti gli interessati, genitori e insegnanti in primo luogo , per promuoverne la formazione completa.In più di trenta anni molti pedagogisti hanno scritto libri su questo  possibile collegamento tra scuola e  famiglia , cercando strade sempre nuove e ribadendo la necessità del passaggio di una scuola chiusa  e autoritaria ad una comunità partecipativa.Quindi il primo punto è quello di mettere al centro delle azioni il bambino, il successo formativo dell’alunno. Gli Organi Collegiali sono in funzione del bambino; sono finalizzati a migliorare il percorso formativo dell’alunno  e  questa finalità dovrebbe essere sempre evidenziata per ogni azione. I  protagonisti sono i bambini  e non gli adulti.

Secondo punto
Dal 70 ad oggi siamo passati dalla contestazione all’informazione, alla partecipazione ,all’idea di comunità.Vorrei ricordare al proposito l’incessante riflessione di Luciano Corradini il quale ha sempre sostenuto l’idea della scuola come comunità, a cui si assegnano compiti di cittadinanza e in cui , attraverso un confronto , si stabiliscono funzioni e doveri ( ricordiamo lo statuto degli studenti e le studentesse, il patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia…) .E’ importante e necessario partecipare al processo formativo  per realizzare funzioni di democrazia e cittadinanza :in particolar modo la famiglia, prima responsabile dell’educazione dei figli, dovrebbe collaborare per consolidare una formazione civile secondo i principi della Costituzione . I principi della Costituzione dovrebbero essere la  guida del patto sociale che motiva e avvalora gli organi collegiali. Corradini scrive :“…le scuole dell’autonomia potrebbero trovare le radici di un impegno educativo a 360 gradi proprio nella Costituzione, che, se sperimentata e portata ad ordinamento, diventerebbe in tal modo, anzitutto per i docenti e poi per gli studenti e per i genitori, la mappa valoriale organica in base alla quale affrontare le diverse problematiche educative, più o meno “emergenziali”, che la scuola si trova ad affrontare nei diversi contesti sociali e istituzionali.
In conclusione la scuola è una comunità che opera la crescita del fanciullo e  interagisce con la comunità civile per appropriarsi e farsi portatrice dei valori di cittadinanza. Valori che sono tanto più importanti ora , al momento che  si pone l’emergenza  educativa di cui si parla da tempo. Vorrei a questo proposito citare un interessante articolo di Marco Rossi Doria pubblicato sull’Unità del 7 settembre 2010, in cui si mettono in luce le esigenze di una relazione rinnovata nel rispetto e fiducia reciproca .Egli sostiene che  “ è saltato il patto tra scuola e famiglia, per cui la riforma deve partire da qui “
“…Sono cambiati per sempre i fondamenti sui quali si è a lungo basata la scuola. Infatti è saltato il patto implicito tra scuola e famiglia. Manca, più in generale, il patto tra adulti. Che sta alla base del rivolgersi alle nuove generazioni con vero rispetto e autorevolezza. I docenti di oggi non possono più dare per scontato l’accordo con i genitori dei propri alunni com’è stato per decenni. Né possono farlo gli allenatori sportivi, i capi scout, gli animatori delle parrocchie,ecc.
Questa rottura del patto tra adulti ha molte cause che riguardano il nostro comune paesaggio antropologico e vanno ben oltre l’essere di destra e di sinistra e che sarebbe importante dibattere. E tutti constatiamo che è urgente un nuovo patto tra adulti, una risposta innovativa alla «crisi dell’educare».Tutti vediamo che contano enormemente i modelli, spesso privi di contenimento e regola, di consumo, comportamento e relazione veicolati dall’insieme della società. E che influenzano lo strutturarsi di ogni ragazzo, il lavoro di identificazione e differenziazione di ogni adolescente.
Al contempo, i valori dei genitori, non si formano più entro comunità culturalmente omogenee bensì in modi molto differenziati. Il che ha aspetti negativi e anche positivi. Che non possono, però,essere trattati con una bacchetta magica ma, al contrario, richiedono, una rinegoziazione paziente su cosa serve per crescere oggi e imparare a stare al mondo.
E’ tutto questo che si riverbera sul «come si sta a scuola», che davvero non è più qualcosa di scontato. E impone alla scuola di farsi luogo pubblico e cantiere aperto per la rinegoziazione tra adulti e la riscoperta e ricostruzione delle funzioni educative.

Come coinvolgere ?
Come ridare regole?

Gli Organi Collegiali nell’Istituto Comprensivo
La partecipazione dei genitori nell’istituto comprensivo  è  una risorsa  irrinunciabile e  anche diritto per due motivi: per l’obbligo scolastico che impegna alla frequenza     e perché   la durata  dell’Istituto comprensivo   comprende  due fasi della vita   fondamentali alla formazione dell’essere umano:l’infanzia e l’adolescenza.
In questo periodo il bambino si separa  dalla famiglia e entra in contatto con il mondo esterno composto da adulti e coetanei fino alle soglie del delicato momento adolescenziale In questi passaggi cosi critici , sarà fondamentale la presenza  e il supporto della famiglia.Ma in quale modo possono gli organi collegiali favorire questa relazione con la famiglia?
Ci sono  alcune criticità riguardo la  partecipazione dei genitori:  il  Consiglio di Istituto è ritenuto molto impegnativo e troppo numeroso come composizione, i Consigli di interclasse sono   ritenuti inutili  . La maggior parte dei genitori eletti partecipano passivamente, senza entusiasmo, per far piacere agli insegnanti.  Svolgono il loro compito diligentemente partecipando agli incontri , facendo resoconti delle riunioni e informando tutti i genitori, spesso chiedono informazioni sull’offerta formativa e sull’organizzazione , ma tutto ciò non porta risultati significativi alla scuola, anzi alcuni ritengono i consigli di interclasse una  perdita di tempo ed evitano di farsi rieleggere.
Scarsa è la partecipazione alle votazione per il rinnovo degli organi collegiali,in particolar modo  per le votazioni dei rappresentanti di classe ; ogni anno è sempre più difficile  trovare persone disponibili al farsi eleggere e a stare al seggio per le votazioni.

Alcuni suggerimenti:
PROPOSTA  PER IL CONSIGLIO DI ISTITUTO
Dovrebbe essere composto da un numero paritetico e ristretto di persone , esempio tre  docenti e tre genitori rappresentanti di ogni ordine di scuola, il dirigente e un  rappresentante della comunità  delle famiglie.
Non è più giustificata la partecipazione di solo volontariato, pertanto deve essere riconosciuto l’impegno anche attraverso una remunerazione con gettoni di presenza.
Poi sarebbe necessaria la sostituzione dei consigli di intersezione e interclasse con le assemblee di tutta la classe : la fase della riunione collegiale sembra determinante in questo momento in cui è necessario dibattere pubblicamente su alcune questioni educative.L’assemblea è vivace , coinvolgente, stimolante, chiarificatrice.
PROPOSTA  PER L’ASSEMBLEA GENERALE DEI GENITORI
L’assemblea dei genitori della scuola è costituita da tutti i genitori dei bambini iscritti.L’assemblea all’inizio dell’anno elegge, durante una  seduta, il proprio presidente che dura in carica un anno.L’assemblea esamina la programmazione proposta dal collegio docenti ed esprime pareri relativi ad iniziative scolastiche progettate per la qualità dell’offerta formativa.Poi si affrontano via via tutte  le questioni importanti che si incontrano nella vita quotidiana
GLI INCONTRI INDIVIDUALI i con i genitori sono importanti e quindi dovrebbero essere costanti per lo scambio delle informazioni relative al singolo alunno e per valutare il processo di apprendimento.
Infine sarebbero importanti altre iniziative di supporto quali  lo Sportello di ascolto e la Formazione dei genitori.

Merita concludere queste brevi considerazioni sugli  O.O.C.C. con un pensiero scritt0 da un genitore.
“L’insegnante non può educare senza il genitore e un genitore non può fare altrettanto senza l’insegnante. Nell’educazione nessuno oggi è autosufficiente. Perché la scuola funzioni bisogna restituire consenso al sistema educativo. Deve essere una linea da perseguire soprattutto come genitori per il bene dei figli.”

Un buon punto di partenza per cominciare un cammino insieme basato sull’ indispensabile cooperazione con la scuola e l’ esercizio del diritto/dovere delle famiglie alla corresponsabilità educativa.

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