Almadiploma: 2 diplomati su 5 pentiti della scuola scelta

da Tuttoscuola

Almadiploma: 2 diplomati su 5 pentiti della scuola scelta

Più di 2 diplomati su 5 si dicono pentiti del corso di studi scelto, anche se in generale poi sono soddisfatti del lavoro intrapreso. Il 70% continua gli studi, specie se è uscito dalla maturità con un voto alto. Stage, esperienze all’estero e anche le esperienze di alternanza scuola – lavoro aiutano a trovare con più facilità un’occupazione. E a dirlo sono i numeri, precisamente quelli del rapporto  di Almadiploma e Almalaurea “Scelte formative e condizione occupazionale dei diplomati 2015, 2013 e 2011” presentati proprio oggi, 15 febbraio. L’indagine ha riguardato circa 115 mila diplomati del 2015, 2013 e 2011 intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del diploma, appartenenti ai circa 350 Istituti di scuola secondaria superiore coinvolti nell’Indagine.

Studenti pentiti della scuola frequentata
Ad appena qualche mese dalla maturità, circa il 45% dei diplomati ammette di aver sbagliato a scegliere a quale scuola superiore iscriversi dopo le medie. Nello specifico, il 26% afferma che, se potesse tornare indietro, cambierebbe sia scuola che indirizzo, l’11% manterrebbe lo stesso corso di studi ma scegliendo una scuola diversa e l’8% invece rimarrebbe nel suo istituto, ma cambiando indirizzo di studi. A un anno dal diploma diminuisce, anche si poco, la percentuale dei pentiti. Chi sono gli studenti che farebbero una scelta diversa? Soprattutto quelli degli istituti professionali.

E dopo il diploma?
Secondo il rapporto di Almadiploma e Almalaurea, il 70% dei diplomati prosegue gli studi iscrivendosi all’università. Con il passare del tempo cresce invece la quota di occupati, tanto che a cinque anni dal diploma lavora circa il 54% dei ragazzi. 

Voto maturità basso? Meglio lavorare
Ancora una volta sono i numeri a parlare. A un anno dal diploma lavora appena il 13% di chi si è diplomato con un voto alto, contro il 21% circa di chi ha ottenuto risultati meno brillanti all’esame di Stato. A tre anni le quote di quanti lavorano solamente sono rispettivamente 20% e 31%, mentre a cinque 32% e 42%. Come è facile immaginare, chi ha ottenuto voti di maturità alti nella maggior parte dei casi preferisce proseguire gli studi e iscriversi a un corso di laurea.

Stage, esperienze all’estero e alternanza scuola  – lavoro: un aiuto che facilita la ricerca dell’impiego
Dai dati di Almadiploma e Almalaurea emerge chi ha svolto un’esperienza di stage o tirocinio durante gli studi ha il 60% di probabilità in più di trovare lavoro. Allo stesso modo anche le esperienze di studio all’estero concorrono ad aumentare le possibilità di trovare un impiego, tanto che in questo senso accrescono le chance dei neodiplomati del 31%. Una menzione a parte la merita l‘alternanza scuola – lavoro. Tra i diplomati che hanno partecipato all’indagine, circa il 59% afferma che il suo percorso di studi prevedeva questo tipo di esperienza. Come è facile immaginare è particolarmente diffusa negli istituti professionali (dichiarano che il progetto era previsto 9 diplomati su 10) e nei istituti tecnici (per oltre l’86%), un po’ meno nei licei (37%). Fatto sta che l’analisi di Almadiploma e Almalaurea dimostra che molto spesso queste esperienze si traducono in un rapporto di lavoro.

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Soddisfatti del loro lavoro
Se infatti i ragazzi si dichiarano spesso pentiti del percorso di studi intrapreso, sono molti di meno quelli che possono dire altrettanto del loro lavoro. In una scala da 1 a 10, 7 è il voto medio che i neodiplomati danno al grado di soddisfazione per il loro impiego. Cosa li soddisfa di più? I diplomati del 2011 indagati a 5 anni dal titolo si dichiarano particolarmente appagati dai rapporti con i colleghi (7,9), dall’indipendenza o autonomia (7,5), dal luogo di lavoro e dall’acquisizione di professionalità (7,3, per entrambi). Di contro, l’unico aspetto che non ha raggiunto la sufficienza è la coerenza con gli studi fatti (5,5).

La scuola? Non ha insegnato niente che riescano a mettere in pratica
A un anno da diploma, oltre 2 diplomati su 5 ammettono di non utilizzare le competenze imparate tra i banchi di scuola al lavoro. Sono soprattutto i ragazzi del liceo ad ammetterlo (45%, contro il 38% e il 38,5% dei diplomati tecnici e professionali). Il quadro però migliora nel lungo periodo: a cinque la percentuale scende al 34,5% per i liceali, contro il 31% e il 26% dei diplomati tecnici e professionali.

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