Playing and Singing With English

Playing and Singing With English
(Strategie Didattiche in un percorso di vita da docente)

di Rosanna Maniglia

Lo studio di una lingua straniera è sempre più presente nella nostra società multilinguistica e con un’economia globale. Come cittadino europeo è indispensabile conoscere almeno una lingua comunitaria oltre la propria madrelingua.
La scuola primaria è il luogo di un primo contatto con una lingua straniera, l’inglese nel caso dell’Italia, e, inoltre, ed il periodo di maggiore plasticità cerebrale per l’apprendimento linguistico del bambino coincide proprio con l’inizio del percorso educativo.
Ricerche psicolinguistiche e pedagogiche hanno evidenziato che la mente dei bambini fino agli 11/12 anni è caratterizzata da un’estrema plasticità, perché in questo periodo l’emisfero destro del cervello ha la capacità di assumere anche le funzioni dell’emisfero sinistro. Per questo si pensa che questo sia il periodo migliore per apprendere una o più lingue straniere. Dopo questa fase è sempre possibile apprendere un’altra lingua, ma ciò avviene secondo modalità diverse perché, a questo punto, le interferenze dalla lingua madre possono rallentare il processo di apprendimento. In una realtà come quella attuale, quindi, in cui i contatti internazionali si fanno sempre più fitti, lo studio di una lingua straniera dalla scuola materna è diventata sempre più una necessità, sia perché si vuole sfruttare questa plasticità delle menti dei bambini, e sia perché, in questo modo, è favorita l’apertura alla diversità e alla multiculturalità. È stato scelto l’inglese come lingua d’insegnamento perché oggi essa ha acquisito lo status di lingua franca, sia nella rete di internet sia nell’economia internazionale.
L’insegnamento della lingua inglese e le strategie didattiche per motivare l’apprendimento nei bambini sono i due punti chiave di questo lavoro.