Per una scuola efficace

Per una scuola efficace

di Enrico Maranzana

 

“Sistema educativo di istruzione e formazione” è la denominazione della scuola del 2003 che, nel 2015, è diventata: “Sistema nazionale di istruzione e formazione”.

Il ricorrente termine “sistema” sintetizza la progressiva dilatazione del problema educativo degli ultimi 50 anni: gli insegnamenti hanno perso la loro autonomia per essere collocati all’interno di un coordinato e sinergico flusso di forze, teso al conseguimento del fine istituzionale[1].

L’art.2 della legge 53/2003 identifica l’orientamento del sistema scolastico e lo esprime in termini generali: “È promosso l’apprendimento in tutto l’arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea”.

Il comma 7 della legge 107/2015 definisce per elencazione gli “obiettivi formativi ritenuti prioritari”: “Competenze linguistiche”, “competenze matematico-logiche e scientifiche”, “competenze nella pratica e nella cultura musicale” ..[2]

“Competenza” è la parola chiave.

La finalità del sistema scolastico è espressa in termini di competenze.

Le competenze possono essere generali o specifiche. Quelle generali costituiscono il traguardo di sistema; le competenze specifiche attengono a una singola disciplina.

 

Le competenze generali vincolano la progettazione didattica dei docenti[3].

Al Consiglio di classe é delegata la funzione del coordinamento didattico e della realizzazione dei rapporti interdisciplinari: in ambito sistemico costituisce l’organo responsabile del successo formativo[4].

Il suo compito primario è armonizzare i traguardi generali con la specificità della classe con cui interagisce, per progettare percorsi d’apprendimento unitari.

Il Consiglio di classe è l’organo operativo della struttura organizzativa[5]: è sottordinato al Collegio dei docenti che “programma l’azione educativa” per ipotizzare e governare itinerari volti ai traguardi identificati dal Consiglio di Istituto[6].

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è il programma di lavoro del Consiglio di classe:

  • Elenca le competenze generali che il dirigente scolastico ha richiesto al Consiglio di Istituto;
  • Identifica le capacità sottese alle competenze generali[7];
  • Formula strategie per “programmare l’azione educativa”[8];
  • Indica modalità e tempi per verificare l’efficacia dell’azione didattica[9].


[1] “Se correttamente interpretate, tutte le discipline curriculari – sia pure in forme diverse – promuovono nell’allievo comportamenti cognitivi, gli propongono la soluzione di problemi, gli chiedono di produrre risultati verificabili, esigono che l’organizzazione concettuale e la verifica degli apprendimenti siano consolidate mediante linguaggi appropriati. Nella loro differenziata specificità le discipline sono, dunque, strumento e occasione per uno sviluppo unitario, ma articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere scelte”. CFR programmi scuola media 1979

 

[2] Il legislatore confonde i fini con i mezzi: più del 50% dei “traguardi formativi ritenuti prioritari” è sbagliato.

 

[3] Il Miur nel 2010 ha commesso un duplice errore:

  • Le indicazioni nazionali non rispettano i vincoli posti dai regolamenti di riordino: l’ordine gerarchico delle norme è stato infranto [DM<DPR]

Le competenze specifiche sono state stilate indipendentemente dai traguardi indicati dalle competenze generali.

  • Le competenze specifiche non possono essere definite centralmente perché l’autonomia delle istituzioni scolastiche attribuisce alle singole scuole il compito della loro elaborazione e adozione [progettazione educativa, formativa, dell’istruzione].

 

[4] Assegnare premi a docenti privi del mandato conferito dal Consiglio di classe è sintomo dell’assenza della cultura sistemica.

[5] Il T.U. 297/94 disegna una struttura decisionale con organi strategici, organi tattici e organi operativi.

 

[6] Il Consiglio d’istituto “elabora e adotta gli indirizzi generali” e li esprime sotto forma di competenze generali. Norma non scalfita dalla legge 107/2015 che stabilisce: “Il PTOF è approvato dal Consiglio di Istituto”.

 

[7] Un sottoinsieme: Analizzare   Applicare Argomentare/Giustificare   Comunicare Comprendere   Decidere/Scegliere Generalizzare   Interpretare   Memorizzare   Modellare   Progettare   Relativizzare   Riconoscere   Ristrutturare   Sintetizzare   Sistematizzare   Trasferire   Valutare.

 

[8] Dal progetto ministeriale Mercurio: “Essenziale costituire un progetto comune cui ciascuna disciplina concorra con la propria specificità di metodi e di oggetti. I principi ispiratori dovrebbero essere quelli di graduare la complessità delle competenze ..”

 

[9] “Valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica” TU 297/94 art. 7 lettera d)

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