Incontro con Rocco Barbaro

Incontro con l’attore Rocco Barbaro nelle scuole della Basilicata con lo spettacolo “Giulietta e Romiao” di Emanuela Da Ros

di Mario Coviello

 

L’attore Rocco Barbaro con la scrittrice Emanuela Da Ros è il 27,28 e 29 febbraio  2012 nelle scuole di Bella,Baragiano,Rionero,Filiano e Picerno per presentare il suo spettacolo teatrale “Giulietta e Romiao che racconta la storia di un gatto rock Romiao che conduce una vita emarginata, inseguendo un solo sogno: quello dell’amore, o della felicità. Sulla sua strada Romiao, il gatto dallo spirito libero, incontra Giulietta, una gattina troppo per bene. Una gattina chic. Una gattina “antropizzata” nello spirito, nel modo di pensare. La relazione potrebbe apparire impossibile. Ma l’apparenza sotto gli artigli della sostanza, o del caso, o della vita, finisce sempre con l’essere graffiata e messa a nudo. Rocco Barbaro è  nato a Torino da genitori emigrati da Reggio Calabria e  ha trascorso a Reggio l’infanzia e la giovinezza. Frequenta la scuola di dizione e recitazione  di Rodolfo Chirico e Gianni Diotayuti e il laboratorio dell’attore di  Raul Manso. Ha iniziato la sua carriera con alcune esperienze nel cinema, nel teatro e in televisione, poi il successo arriva allo Zelig di Milano a fianco di David Riondino.  Rocco Barbaro ha lavorato per Rai 2, Telemontecarlo e Radio 105 ed ha debuttato nei più prestigiosi teatri italiani : Parioli di Roma ed il Ciak di Milano. Ha trovato anche il tempo per scrivere un libro dal titolo”Menefotto!”. Brillante autore ed interprete, racconta in tono ironico la sua esperienza di emigrante alle prese con la stressante realtà milanese. Ecco le nostre domande e le sue risposte

Chi è Rocco Barbaro ?

Rocco Barbaro è un ragazzo di  56 anni (1-11.1955) che ha smesso di crescere da quando è diventato padre di Tommaso, quasi 7 anni fa.

Perché  fai il comico ?

Faccio il comico perché  mi sono accorto di esserlo sempre stato senza saperlo, e allora ho deciso di coniugare l’utile al dilettevole, accorgendomi che far sorridere gli altri è un compenso che, oltre a darti da vivere, ti arricchisce umanamente.

Quali sono stati i tuoi maestri ?

Sarebbero tanti i maestri di riferimento dai quali prendo ispirazione, dal musicista cantautore al postino che non consegna più lettere d’amore. Se devo indicare due figure che mi hanno sempre affascinato facendomi sorridere, dico Totò e Giorgio Gaber.

Nel corso della tua carriera hai raccontato il Sud, anticipando il filone di “Benvenuti al Sud “di Bisio e Siani  e il successo di Rocco Papaleo al Festival di Sanremo che si è appena concluso. Quale è il sud che ti piace raccontare?

Al sud si vive benissimo fino a quando ti accorgi che stai partendo da quel sud in cerca di qualcosa che, probabilmente, si trova da qualche altra parte.

Forse al nord. Mi piace raccontare tutto quello che mi appartiene, e il sud fa parte del mio vissuto. Mi piace raccontare il bisogno di riscatto che è tipico del meridionale, mi piacerebbe raccontare quella rivincita del sud, ma è un copione che non ho ancora trovato.

Secondo te con la crisi, lo spread, i debiti della Grecia c’è ancora speranza per la rinascita del nostro meridione?

C’è sicuramente speranza per il sud non solo per una rinascita, ma per uno sviluppo nuovo rispetto al “nuovo” del nord.

Il sud nel  muovere certi passi, può evitare di fare quelli inutili( e in questo saremmo maestri con lostro sano culto dell’ozio).

Il sud è ricco e ancora non lo sa! (..quando il sud ha scoperto che c’era il nord l’ha detto a tutti, quando il nord ha scoperto che c’era il sud non l’ha detto a quelli del sud).

Mi sono permesso di citare una mia battuta per sintetizzare quello che non saprei dire in altro modo.

Chi è il meridionale che va al nord oggi? Come fa a rimanere se stesso ?

Per me non è mai esistito un confine tra sud e nord. Dopo quasi trent’ anni che vivo a Milano mi rimprovero solo di non essere mai andato in Norvegia o in Lapponia, piuttosto che  in Tanzania o in Australia. E’ così vasto il mondo che bisognerebbe, quantomeno, tentare di perdersi in esso annullando ogni punto di riferimento possibile.

Lavori da anni in teatro, in televisione e hai anche avuto esperienze cinematografiche. Dove, secondo te, dai il meglio di te stesso.  Quali corde diverse suoni per far ridere, riflettere il tuo pubblico ? 

Penso che il meglio di me stesso lo do quando lavoro dal vivo, ma ammetto che qualsiasi altro mezzo (televisione, cinema, radio), se usato  bene, può valorizzare il racconto che si vuol fare uscire. Nel cinema, per esempio, si dimentica spesso il gran buon lavoro fatto in fase di montaggio di un film, o la grande professionalità del doppiaggio, o come la direzione della fotografia sia stata determinante per raggiungere certi effetti. Alla fine è sempre il risultato di un lavoro di gruppo, anche se si notano solo le “star”.

Nelle scuole della Basilicata presenti ” Giulietta e Romiao”, uno spettacolo per bambini. Come ti avvicini al loro mondo ? Su cosa li vuoi invitare a pensare con la storia dei due gatti innamorati ?

Il testo di Emanuela Da Ros racconta una storia d’amore e questo sarebbe già sufficiente a giustificarne la messa in scena, ma la riflessione , comunque, nasce dal conflitto che scaturisce tra i due protagonisti Giulietta e Romiao: lei con la puzza sotto il naso vanitosa e ambiziosa, lui scapestrato vagabondo perdigiorno. Due modelli a confronto nella leggerezza di un racconto per bambini: la sete di potere contro il piacere della pura semplicità.

Come finisce? Ci vediamo allo spettacolo.

Grazie.

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