Dirigenti Scolastici: confermato sciopero del 25 maggio

da Tuttoscuola

Dirigenti Scolastici: confermato sciopero del 25 maggio

Ieri, 15 maggio, la Commissione di garanzia sugli scioperi ha confermato il via libera all’astensione dal servizio, per il prossimo giovedì 25 maggio, da parte dei dirigenti scolastici italiani: lo sciopero dei presidi sarà possibile perché il sindacato Cub ha specificato (con nota del 9 maggio scorso) che il giorno successivo è stata organizzata l’astensione dal lavoro solo per la categoria dei docenti e del personale Ata (escludendo quindi proprio i dirigenti scolastici).

Arriva, dunque, l’atteso disco verde per attivare la massima protesta dei capi d’istituto: lo sciopero, già annunciato nei giorni scorsi dalla Funzione Pubblica, si svolgerà, nel giorno della mobilitazione nazionale e provinciale organizzata dalle altre organizzazioni sindacali, per rivendicare un adeguato aumento stipendiale, dei carichi di lavoro più umani e una riduzione delle cogenti responsabilità, anche di carattere penale, che oggi più che mai contraddistinguono la professione di chi dirige un istituto scolastico. Sempre per il 25 maggio, Udir ha programmato una manifestazione nazionale a Roma e, in contemporanea, delle assemblee sindacali in varie città d’Italia. “Il nostro giovane sindacato si contraddistingue dagli altri – spiega Marcello Pacifico, segretario organizzativo della Confedir, cui aderisce Udir – perché è pronto a impugnare al Tar del Lazio tutti i Contratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti. Alla mobilitazione sindacale, infatti, seguirà la tutela giudiziaria con dei ricorsi specifici che impugneranno gli atti ministeriali illegittimi al Tribunale Regionale”.

A questo proposito, la nuova organizzazione che tutela la dirigenza mette a disposizione sin d’ora ai capi d’istituto degli specifici modelli di diffida, finalizzati al recupero di una serie di ‘voci’ e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

Ma la contestazione dell’operato del Governo non riguarda solo il mancato adeguamento dello stipendio che a oggi rimane dimezzato rispetto ai colleghi del comparto privato: “Lo sciopero – continua Pacifico – vuole sensibilizzare le istituzioni anche sul recupero del dimensionamento, che ha cancellato 4mila scuole e ridotto un quarto degli organici, sull’esigenza di raddoppiare il Fondo unico nazionale, assegnato invece alle altre aree dirigenziali dello Stato, sulla mancata assegnazione dei 226 euro mensili di indennità di vacanza contrattuale, in attesa del recupero di una cifra analoga per la firma del contratto da settembre 2015, sulla necessità di conferire la Ria – la Retribuzione Individuale di Anzianità – anche a tutti i neo-assunti dal 2001

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