In vista del contratto scuola: precari senza card del docente

da Tuttoscuola

In vista del contratto scuola: precari senza card del docente 

Un giudizio positivo sulla card del docente (500 euro annui per l’aggiornamento personale) i sindacati non l’hanno mai espresso con convinzione, anche se la critica di qualche rappresentante sindacale per la mancata estensione di quel benefit ad altre categorie di personale (Ata, precari, dirigenti scolastici, docenti delle paritarie) suona implicitamente come valutazione positiva di quello strumento non contrattato.

In sede di rinnovo del CCNL sembra esserci poco spazio per contrattare interventi integrativi, considerato l’ampio dettaglio in merito già definito dalla legge 107/15.

L’ipotesi di estendere il beneficio della card ad altro personale escluso sembra di difficile attuazione, visto che potrebbe intaccare le annunciate scarse risorse a disposizione per gli aumenti stipendiali.

Se fosse possibile, comunque, estendere quel beneficio ad altra categoria di personale, su chi potrebbe cadere l’intervento? E come?

Rimanendo nell’ambito della legge che ha individuato nel personale docente della scuola statale il destinatario della card per l’aggiornamento, questa potrebbe essere prevista in qualche misura anche per i docenti con contratto a tempo determinato, annuale o fino al termine delle attività.

Nello stesso tempo la previsione della formazione obbligatoria in servizio prevista soltanto per i docenti di ruolo (“Nell’ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale”comma 124) dovrebbe essere prevista ragionevolmente anche per i docenti con contratto a tempo determinato.

Dove trovare le risorse? Dalla stessa legge 107/15, comma 123, che prevede lo stanziamento annuo dei 381,137 milioni. Le somme attualmente non utilizzate potrebbero costituire il fondo per la card dei docenti precari, integrato anche dalle quote dei docenti che, a vario titolo (distaccati, comandati, ecc.) non esercitano la funzione nel corso dell’esercizio di competenza.

In caso di insufficienza di fondi, la card del precario potrebbe avere un valore dimezzato rispetto a quello del docente di ruolo. Sarebbe comunque un buon contributo all’aggiornamento professionale di docenti che in condizione di precarietà “tirano la carretta” della scuola italiana.

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