E i ragazzi scelgono di parlare del lavoro

da Corriere della sera

E i ragazzi scelgono di parlare del lavoro

È come se i presunti sdraiati, gli eterni bamboccioni, ieri si fossero rialzati per dire la loro sulle sfide che vanno sotto il titolo di «Nuove tecnologie e lavoro», dove si parla di droni che portano la posta e di auto senza guidatore, dei robot che sostituiranno in un tempo molto prossimo gli uomini e il loro lavoro, della manodopera superata e infine dell’importanza di «abbracciare la rivoluzione digitale a partire dai banchi di scuola».

Gianna Fregonara e Orsola Riva

A leggere le scelte dei cinquecentomila ragazzi che ieri hanno affrontato la prima prova dell’esame di maturità, sorge una speranza: due maturandi su 5 hanno svolto il tema dell’ambito socio-economico, che è quello che parla di più di loro stessi e del loro futuro. È come se i presunti sdraiati, gli eterni bamboccioni, ieri si fossero rialzati per dire la loro sulle sfide che vanno sotto il titolo di «Nuove tecnologie e lavoro», dove si parla di droni che portano la posta e di auto senza guidatore, dei robot che sostituiranno in un tempo molto prossimo gli uomini e il loro lavoro, della manodopera superata e infine dell’importanza di «abbracciare la rivoluzione digitale a partire dai banchi di scuola». Come è ovvio, sono stati soprattutto i maturandi degli istituti tecnici e professionali a scegliere questa traccia . E certamente li ha aiutati il contenuto molto ampio e forse un po’ generico e molto vicino alle loro esperienze extrascolastiche. Anche agli insegnanti va riconosciuto il merito di compiere uno sforzo continuo per non perdere il treno della modernità investendo sulle nuove tecnologie e sulle esperienze-ponte con il mondo del lavoro. Ma dietro la giusta insistenza sull’aggiornamento di metodi e mezzi didattici, la scuola non dovrebbe mai dimenticare la sua funzione primaria, quella di formare cittadini consapevoli dando loro le indispensabili competenze di base. Solo i liceali, che non a caso possono competere per preparazione con i loro coetanei del Nord Europa, ieri hanno osato misurarsi con i due temi più classici, che richiedono un curriculum solido: quello artistico-letterario sulla «natura tra minaccia e idillio» (14 per cento) e l’analisi della poesia di Giorgio Caproni (12,4 per cento), traccia che vince la palma dell’ironia e dello stupore nei commenti sui social e che dunque sulle prime deve aver lasciato perplessi molti studenti. Un’ultima riflessione meriterebbe la storia. Non tanto sul tema scelto dal ministero ma sul programma e il suo svolgimento negli anni delle scuole superiori. Anche quest’anno si è confermato il contro- primato dei temi che riguardano la storia recente: la traccia sul boom economico è stata scelta dall’1,9 per cento. Certo non ha eguagliato l’insuccesso del tema sulle foibe, scelto nel 2010 da Mariastella Gelmini, ma segnala una scarsa familiarità dei maturandi con gli argomenti e le epoche storiche recenti.

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