Contratto scuola: ok inserimento sanzioni, ma non solo per abusi sessuali

da Tuttoscuola

Contratto scuola: ok inserimento sanzioni, ma non solo per abusi sessuali

Le violenze sui bambini della scuola dell’infanzia non sono meno gravi delle molestie sessuali dei docenti sulle studentesse.

Negli ultimi giorni le cronache hanno riportato notizie di abusi sessuali da parte di insegnanti nei confronti di allieve. È comprensibile e condivisibile, quindi, che la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, abbia opportunamente preso posizione per cambiare e inasprire le regole contrattuali in materia, dopo aver sottolineato la fondamentale funzione sociale svolta dalla grande maggioranza dei docenti.

La durezza delle dichiarazioni rilasciate alla stampa è in linea con l’indignazione dell’opinione pubblica per la violazione – nei pochi ma gravissimi casi oggetto di cronaca – del patto educativo tra docente e studente, e servono anche ad un distinguo importante e necessario per non accomunare in un giudizio sommario l’intera categoria dei docenti che merita ben altra considerazione e apprezzamento.

I docenti svolgono un ruolo decisivo, per quanto spesso sottovalutato. L’importanza sociale della loro figura e le loro responsabilità diventano sempre più delicate, e il loro compito più complesso.

Chiarito questo (e non sarà mai sottolineato abbastanza), il tema degli abusi verso gli alunni va inquadrato in un contesto più ampio. Parlare solo di molestie sessuali potrebbe essere limitativo. Le poche “mele marce” non sono solo quelle che compiono questo reato.

Basta, infatti, andare alle settimane scorse e agli ultimi mesi per trovare altre sgradevoli notizie di violenze nella scuola. Sono quelle di alcune maestre di scuola dell’infanzia, riprese, grazie a telecamere nascoste, mentre mettevano in atto ripetutamente atti di violenza fisica o psichica nei confronti di bambini di pochi anni di età.

La ministra Fedeli ha parlato di codice etico e di misure sanzionatorie molto dure da introdurre nel contratto scuola attualmente in trattativa all’Aran. Su chi compie atti di  violenza fisica (e psichica, aggiungiamo noi) è stata più prudente nell’intervista al Corriere: «Per loro ci sono le norme generali per il momento, ma dovremo rifletterci. Dopo i recenti fatti di cronaca affrontiamo il tema della violenza a sfondo sessuale». E ha aggiunto: «Va detto che oltre alle sanzioni io credo molto alla prevenzione e dunque alla formazione dei docenti che, se ben fatta, ci dovrebbe aiutare a tenere fuori questi fenomeni dalle nostre scuole».

Se il contratto scuola (sindacati permettendo) includerà disposizioni ad hoc contro i docenti violenti o molestatori, sarebbe limitativo prevedere soltanto interventi sugli abusi sessuali.

Non estendere eventuali norme contrattuali anche alle violenze nella scuola dell’infanzia sarebbe una occasione perduta. Nell’interesse non solo degli studenti, ma anche del buon nome della stragrande maggioranza degli insegnanti che lavora seriamente e merita riconoscenza e rispetto.

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