Lotta alle fake news e al cyberbullismo: la scuola si apre all’educazione civica digitale

da Il Sole 24 Ore

Lotta alle fake news e al cyberbullismo: la scuola si apre all’educazione civica digitale

di Pierangelo Soldavini

Se Facebook crede che possano essere gli utenti e riconoscere le notizie false, è necessario che ciascuno abbia gli strumenti adeguati per riconoscerle. D’altra parte sviluppare spirito critico, consapevolezza e responsabilità negli studenti di fronte alla nuova realtà dei media digitali è ormai uno dei compiti prioritari della scuola di oggi di fronte ai comportamenti a rischio, dalle fake news al cyberbullismo, dal trolling alle campagne di odio in rete. Per questo il ministero dell’Istruzione ha messo online la piattaforma di educazione civica digitale , con l’obiettivo di fornire materiali e contenuti messi a disposizione da soggetti diversi per educare alla convivenza attiva e partecipativa nella nuova società digitale.

Si tratta di materiali messi a disposizione dei docenti, dalla primaria alla secondaria superiore, il più possibile sotto forma di unità didattica per avviare un percorso curricolare definito per i ragazzi. I contenuti, messi a disposizione da un centinaio di soggetti esterni (tra cui anche Nòva24-Il Sole 24 Ore), saranno arricchiti entro fine mese in modo da permettere alle scuole di tenerne conto per la preparazione dei piani formativi. L’obiettivo del Miur è arrivare a costruire gli “obiettivi di competenze” (per livelli e gradi di scuole) che affiancheranno i contenuti già presenti e permetteranno alle scuole di costruire i curricoli verticali, lungo tutto il percorso scolastico.

Formazione adeguata al digitale

Come si afferma anche nel decalogo stilato dal Miur per l’uso del cellulare a scuola, l’innovazione non va subita ma può diventare opportunità se accompagnata da un’adeguata educazione che si basi su spirito critico e responsabilità. «Spirito critico perché è fondamentale – per studenti e non solo (docenti e famiglie sono altrettanto coinvolti) – essere pienamente consapevoli che dietro a straordinarie potenzialità si celano profonde implicazioni sociali, culturali ed etiche», afferma il “sillabo” che introduce i principi dell’educazione civica digitale.

E responsabilità “perché i media digitali, nella loro caratteristica di dispositivi non solo di fruizione ma anche di produzione e pubblicazione dei messaggi, richiamano chi li usa a considerare gli effetti di quanto attraverso di essi vanno facendo. Solo spirito critico e responsabilità possono costruire «la capacità di saper massimizzare le potenzialità della tecnologia (in termini di educazione, partecipazione, creatività e socialità) e minimizzare quelli negativi (in termini di sfruttamento commerciale, violenza, comportamenti illegali, informazione manipolata)».

Necessariamente la formazione riguarda anche – e in via prioritaria – i docenti, spesso impreparati a padroneggiare non solo dal punto di vista tecnico i device digitali. Il Miur mette a disposizione 5 milioni di euro per la formazione dei 25 milioni per la formazione (fase 2) del Piano Nazionale Scuola Digitale (circa 5 milioni di Euro, per formare persone in ogni singola scuola), e una copertura dei costi per la progettualità in classe fino a 60 ore all’anno per i prossimi due anni, a valere sul Pon cittadinanza e creatività digitale.

Dai social media alla creatività

I materiali messi a disposizione da attori esterni, in una sorta di chiamata di corresponsabilità sono organizzati in cinque aree che vogliono coprire l’intero spettro di tematiche connesse con l’avvento del web e del digitale. La prima parte è incentrata proprio su internet e sulla sua architettura come «metafora del cambiamento del nostro tempo» con la comprensione delle sfide e del valore della neutralità della rete e della governance, insieme alle conseguenze e alle trasformazioni dei modelli economici.

Accanto a questo c’è una seconda parte sull’”educazione ai media” sociali, sia in termini della dimensione dell’individuo, a partire dalla privacy come difesa della propria e rispetto di quella altrui, che dell’aspetto della socialità, con la necessità di sviluppare la consapevolezza del ruolo delle azioni e delle conseguenze. Connesse c’è tutta l’area dell’”educazione all’informazione”: «Tra le competenze di base essenziali per ogni aspetto della vita, rientra la capacità di cercare, decodificare e utilizzare consapevolmente e criticamente l’informazione», sapendo quindi valutare provenienza e credibilità delle fonti in modo da poter avere le difese adeguate per evitare “fake news” sempre in agguato in rete.

Il quadro è completato da un’area più tecnica legata a “quantificazione e computazione”, in relazione allo sviluppo delle competenze di base in campo matematico-statistico per la gestione dei dati e dell’intera economia che ne deriva dalla loro lettura e dall’estrazione di significato.

Ma il digitale è anche un’opportunità per abilitare nuove produzioni culturali , frutto dell’utilizzo di multimedialità, interattività, ipertestualità e interfaccia come strumenti per comunicare ed esprimere la propria creatività. Ed è questa l’ultima parte in cui è suddivisa la piattaforma. Quella che guarda allo sfruttamento del digitale per il racconto di sè e del mondo futuro.

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