09 2002

circolare 30 settembre 2002, n.105
Corsi integrativi per diplomati dei licei artistici statali, paritari e ll.rr.. Anno scolastico 2002-2003. Decreto Legislativo n. 297/94, art. 191

nota 30 settembre 2002, Prot. n. 3252/Uff. VI
Atti di diffida – assunzioni a tempo indeterminato per l’a.s. 2002/2003

30 settembre Finanziaria e Scuola

Il Consiglio dei ministri vara, nella notte fra il 29 ed il 30 settembre, il testo della Legge Finanziaria 2003 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato), che, dopo la presentazione alle parti sociali, inizierà in ottobre il suo iter parlamentare.

Riportiamo di seguito gli artt. 20 e 22, capo II (Oneri del personale), direttamente riferiti alla contrattazione ed allo specifico scolastico:

Art. 20 (Rinnovi contrattuali e disposizioni sul controllo della contrattazione integrativa)
1. Ai fini di quanto disposto dall’articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le risorse per la contrattazione collettiva nazionale previste dall’articolo 16, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, a carico del bilancio statale, sono incrementate, a decorrere dall’anno 2003, di 570 milioni di euro da destinare anche all’incentivazione della produttività.
2. Le risorse previste dall’articolo 16, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, per corrispondere i miglioramenti retributivi al personale statale in regime di diritto pubblico sono incrementate, a decorrere dall’anno 2003, di 208 milioni di euro, di cui 185 milioni di euro da destinare ai trattamenti economici, finalizzati anche all’incentivazione della produttività, del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, mediante l’attivazione delle apposite procedure previste dallo stesso decreto legislativo n.195 del 1995. In aggiunta a quanto previsto dall’articolo 16, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, per la progressiva attuazione del disposto di cui all’articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 86, sono stanziate le ulteriori somme di 50 milioni di euro per l’anno 2003, di 150 milioni di euro per l’anno 2004 e di 500 milioni di euro a decorrere dall’anno 2005.
3. Le somme di cui ai commi 1 e 2, comprensive degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.446, costituiscono l’importo complessivo massimo di cui all’articolo 11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto 1978, n.468, come sostituito dall’articolo 5 della legge 23 agosto 1988, n. 362.
4. Ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio 2002-2003 del personale dei comparti degli Enti pubblici non economici, delle Regioni e delle autonomie locali, del Servizio sanitario nazionale, delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione, delle università, nonché degli enti di cui all’art. 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e gli oneri per la corresponsione. dei .miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del predetto decreto legislativo, sono a carico delle amministrazioni di competenza nell’ambito delle disponibilità dei rispettivi bilanci. 1 comitati di settore, in sede di deliberazione degli atti di indirizzo previsti dall’articolo 47, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si attengono ai criteri previsti per il personale delle amministrazioni di cui al comma 1 del presente articolo e provvedono alla quantificazione delle risorse necessarie per l’attribuzione dei medesimi benefici economici individuando le quote da destinare all’incentivazione della produttività.
5. Al quarto periodo del comma 3-ter dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, dopo le parole “per gli enti pubblici non economici” sono inserite le seguenti: “e per gli enti e le istituzioni di ricerca”.

Art. 22 (Misure di razionalizzazione in materia di organizzazione scolastica)
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 22 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, ed in particolare dal comma 4, le cattedre costituite con orario inferiore all’orario obbligatorio d’insegnamento dei docenti, definito dal contratto collettivo nazionale di lavoro, sono ricondotte a 18 ore settimanali, anche mediante l’individuazione di moduli organizzativi diversi da quelli previsti dai decreti costitutivi delle cattedre, salvaguardando l’unitarietà d’insegnamento di ciascuna disciplina. In sede di prima attuazione e fino all’entrata in vigore delle norme di riforma in materia di istruzione e formazione, il disposto di cui al presente comma trova applicazione ove, nelle singole istituzioni scolastiche, non vengano a determinarsi situazioni di soprannumerarietà, escluse quelle derivanti dall’utilizzazione, per il completamento fino a 18 ore settimanali di insegnamento, di frazioni di orario già comprese in cattedre costituite fra più scuole.
2. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono fissati i criteri ed i parametri per la definizione delle dotazioni organiche dei collaboratori scolastici in modo da conseguire nel triennio 2003/2005 una riduzione complessiva del 6 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l’anno scolastico 2002/2003. Per ciascuno degli anni considerati, detta riduzione non deve essere inferiore al 2 per cento.
3. Dall’anno scolastico 2003/2004 il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario del comparto scuola utilizzato presso i Distretti scolastici di cui alla parte prima, titolo I, capo II, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, è restituito ai compiti d’istituto.
4. Il personale docente dichiarato inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, dalla Commissione medica operante presso le aziende sanitarie locali, qualora chieda di essere collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti, è sottoposto ad accertamento medico da effettuare dalla commissione di cui all’articolo 2bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 157, come modificato dall’articolo 5 del decreto legislativo 29 giugno 1998, n. 278, competente in relazione alla sede di servizio. Tale commissione è competente altresì ad effettuare le periodiche visite di controllo disposte dall’autorità scolastica. Il personale docente collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti per inidoneità permanente ai compiti di istituto può chiedere di transitare nei ruoli dell’amministrazione scolastica o di altra amministrazione statale o Ente pubblico. Il predetto personale, qualora non transiti in altro ruolo, viene mantenuto in servizio per un periodo massimo di cinque anni dalla data del provvedimento di collocamento fuori ruolo e/o di utilizzazione in altri compiti. Decorso tale termine, si procede alla risoluzione del rapporto di lavoro sulla base delle disposizioni vigenti. Per il personale già collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti, il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Per il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario dichiarato inidoneo a svolgere le mansioni previste dal profilo di appartenenza non si procede al collocamento fuori ruolo. I collocamenti fuori ruolo eventualmente già disposti per detto personale cessano il 31 agosto 2003.
6. Ai fini di un’equa distribuzione sul territorio nazionale, l’attivazione di posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni di cui all’articolo 40 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è autorizzata dal dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale nell’ambito di un contingente di posti assegnato con il decreto da emanarsi ai sensi dell’articolo 22, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
7. Fermo restando il disposto di cui all’art. 16, comma 3, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, secondo periodo, le economie di spesa derivanti dall’applicazione del comma 4 del presente articolo sono destinate ad incrementare le risorse annuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione professionale del personale docente della scuola, subordinatamente al conseguimento delle economie medesime. Gli importi di 39 milioni di euro per l’anno 2004, di 58 milioni di euro per l’anno 2005 e di 70 milioni di euro a decorrere dall’anno 2006, sono destinati ad incrementare le risorse per il trattamento accessorio del personale ATA, previa verifica dell’effettivo conseguimento delle economie derivanti dall’applicazione dei commi 2, 3 e 5.
8. Le istituzioni scolastiche possono deliberare l’affidamento in appalto dei servizi di pulizia e igiene ambientale dei locali scolastici e delle loro pertinenze, come previsto dall’articolo 40, comma 5, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, aderendo prioritariamente alle convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e dell’articolo 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. La terziarizzazione dei predetti servizi comporta la indisponibilità dei posti di collaboratore scolastico della dotazione organica dell’istituzione scolastica per la percentuale stabilita con il decreto del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, emanato di concreto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per la determinazione degli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario del comparto scuola per l’anno scolastico 2002-2003. La indisponibilità dei posti permane per l’intera durata del contratto e non deve determinare posizioni di soprannumerarietà. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previo accertamento della riduzione delle spese di personale derivante dalla predetta indisponibilità di posti, . sono effettuate le occorrenti variazioni di bilancio per consentire l’attivazione dei contratti.

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

30 settembre Ritardo Servizio Leva

Gli studenti di scuola media superiore e gli iscritti al 1° anno di università, che intendono chiedere il ritardo dell’adempimento degli obblighi di leva per motivi di studio (Decreto Legislativo n. 504 del 30 dicembre 1997), devono presentare la relativa domanda entro il 30 settembre 2002 presso l’Ufficio Leva/Distretto Militare o la Capitaneria di Porto (per la sola leva mare) di appartenenza, ovvero presso l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile se già riconosciuti obiettori di coscienza.

Ulteriori informazioni possono essere acquisite presso i citati Uffici o presso il numero verde 800-010010 della Direzione Generale della Leva.

circolare 27 settembre 2002, n. 106
Scuole collocate in zone a forte processo immigratorio (artt. 5 e 29 del C.C.N.I. – Comparto Scuola – 1999) – Anno scolastico 2002/03

nota 27 settembre 2002, Prot. n. 2626 /SEGR
Linee guida in materia di organizzazione del servizio di educazione motoria, fisica e sportiva

nota 26 settembre 2002, Prot. n. 4006/A2
Prosecuzione corsi sperimentali per il conseguimento del “patentino” per la guida dei ciclomotori per l’a.s.2002/2003 – Diffusione del materiale didattico

nota 26 settembre 2002, Prot. n.4007/A2
3° Edizione “Scuola MusicaFestival”

nota 25 settembre 2002, Prot. n.2611/DIP./Segr.
Lo sport nell’Italia antica

nota 25 settembre 2002, Prot.n. 3993/A3
Monitoraggio relativo alle elezioni delle consulte provinciali degli studenti

decreto legge 25 settembre 2002, n. 212 (in GU 26 settembre 2002, n. 226)
Misure urgenti per la scuola, l’università, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicale

nota 25 settembre 2002, Prot. n. 624
Ripartizione delle funzioni aggiuntive relative all’anno scolastico 2002/03

nota 24 settembre 2002, Prot. n. 16395/INTUO4
GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE – 26 settembre 2002 – Iniziative a cura delle Direzioni Scolastiche Regionali

nota 24 settembre 2002, Prot.n.16361
Gara Nazionale per gli alunni degli Istituti Tecnici che hanno conseguito l’ammissione al quinto anno di corso negli scrutini conclusivi dell’anno scolastico 2001/2002 – Indicazioni organizzative

circolare 23 settembre 2002, n. 104
Articolo 37 del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del comparto scuola del 31 agosto 1999. Funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa. Anno scolastico 2002/03

circolare 23 settembre 2002, n. 103
Contratto integrativo nazionale (C.I.N.) per il personale dell’area V della dirigenza scolastica relativo al periodo 1.9.2000/31.12.2001 – Sottoscrizione definitiva

21 settembre Software Libero

Il 21 settembre 2002 si svolge a Torino, presso Villa Gualino, il convegno “Softwarelibero@scuola“, una giornata di riflessione e confronto per conoscere il software libero nella scuola.
Per partecipare gratuitamente occorre iscriversi  all’URL: http://gnug.it/Scuola

Sul tema si veda in Educazione&Scuola:

nota 20 settembre 2002, Prot.3958/A2
Workshop di aggiornamento Progetto “Sole a scuola”. Manfredonia (FG) 30 settembre / 4 0ttobre 2002

20 settembre Misure Urgenti dal MIUR

Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta del 20 settembre, approva un decreto legge contenente “Misure urgenti per la scuola, l’università, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicale”.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

(Roma, 20 settembre 2002) Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, ha approvato oggi il decreto-legge “Misure urgenti per la scuola, l’università, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicale”. Il provvedimento concerne tutti i settori di competenza del Miur. “Gli interventi approvati oggi”, ha detto il ministro Letizia Moratti, “sono finalizzati in particolare a proseguire il processo di moralizzazione nella gestione delle risorse per la scuola e a rispondere a precisi bisogni e interessi degli studenti”. Si tratta per lo più di misure già approvate dal Consiglio dei Ministri come disegno di legge ordinaria e in alcuni casi già approvate da un ramo del Parlamento, che vengono riproposte in un decreto legge in quanto le problematiche investite hanno assunto carattere di urgenza. Ecco i principali provvedimenti contenuti nel decreto-legge.
Corsi di riconversione per insegnanti in soprannumero – Il decreto-legge introduce l’obbligo, per i docenti in soprannumero per effetto di modifiche degli ordinamenti scolastici, di partecipare ai corsi di riconversione professionale previsti dall’art. 473 del testo unico sull’istruzione del 1994 e successive modificazioni. L’elemento di novità è costituito dal fatto che è resa obbligatoria per i docenti in soprannumero la partecipazione ai corsi di riconversione, partecipazione che ora è facoltativa. Dei molti docenti in soprannumero, circa 6.000 non hanno partecipato ai corsi di riconversione e vengono ad oggi retribuiti senza poter essere effettivamente utilizzati. La norma è quindi necessaria per far cessare questa situazione di spreco di denaro pubblico. E’ prevista, inoltre, l’emanazione di un decreto ministeriale per l’individuazione del personale docente in situazione di soprannumerarietà. La norma riveste carattere di urgenza in quanto le procedure di riconversione professionale del personale vanno attivate in tempo utile affinché si riesca ad utilizzarlo a decorrere dai prossimi anni scolastici.
Organico d’istituto secondo le necessità – Il provvedimento chiarisce la portata di una norma contenuta nel decreto legge adottato nel luglio dell’anno scorso per favorire il regolare avvio dell’anno scolastico, facendo salvi comunque gli accorpamenti di classi, in modo da mantenerne la costituzione nei parametri previsti dalle vigenti disposizioni. Anche questa norma ha l’obiettivo di una maggiore responsabilizzazione dei dirigenti scolastici per la definizione, all’inizio dell’anno scolastico (nel momento, cioè, in cui devono formare le classi), dell’organico d’istituto, commisurandolo strettamente alle effettive necessità. Inoltre, si fa divieto di disporre sdoppiamenti di classi dopo l’inizio dell’anno scolastico.
Garantita la continuità del servizio di pulizia nelle scuole – Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri intende inoltre far fronte ai bisogni finanziari conseguenti al subentro dello Stato nei contratti di appalto stipulati dagli enti locali per assicurare i servizi di pulizia dei locali scolastici. Come è noto, la legge 124/1999 ha trasferito dagli enti locali allo Stato il personale non docente delle scuole prevedendo che il trasferimento avvenisse a costo zero. Poiché in molti enti locali si provvedeva al servizio di pulizia tramite appalti, anziché tramite i collaboratori scolastici (“bidelli”), i relativi contratti sono ugualmente stati trasferiti allo Stato. L’intera operazione di trasferimento si è rivelata onerosissima; si è reso, conseguentemente, necessario provvedere alla copertura degli oneri, non prevista dalla legge 124/1999. Va fatto presente che la norma è stata inserita dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, nel disegno di legge A.S. 1271, attualmente all’esame dell’assemblea dello stesso ramo del Parlamento. Allo stato attuale essa però riveste uno straordinario carattere di urgenza, ad evitare che, con l’inizio del corrente anno scolastico, si possano determinare interruzioni o gravi turbative del servizio di pulizia e custodia delle scuole.
Diritto allo studio nelle università non statali – Il decreto-legge autorizza la spesa per la sanatoria di situazioni debitorie delle università, per il diritto allo studio nelle università non statali, e per interventi di edilizia a favore delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale, attivando al proposito gli stanziamenti iscritti nella Tabella A e nella Tabella B della legge finanziaria 2002. L’intervento d’urgenza, che introduce norme già proposte nell’ambito di disegni di legge di iniziativa governativa, si è reso necessario per alleggerire da subito l’indebitamento contratto dagli Atenei statali per far fronte agli incrementi stipendiali dei docenti; per sopperire agli indifferibili e primi interventi di manutenzione e messa a norma sull’edilizia delle Accademie e Conservatori, e infine per assicurare l’esonero dalle tasse e contributi degli studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi, nelle università non statali, fin dall’inizio del prossimo anno accademico.
Accademie e Conservatori, diplomi equiparati alla laurea triennale – Il provvedimento introduce alcune modifiche alla legge 508/99, di riforma delle Accademie e dei Conservatori, relativamente al valore dei titoli rilasciati da tali istituzioni in base all’ordinamento previgente, consentendo ai diplomati delle Accademie e Conservatori di accedere ai corsi di studio universitari di laurea specialistica e ai pubblici concorsi. Queste disposizioni sono già comprese in un più ampio disegno di legge di modifica della citata legge 508/99 (AC 2899), il cui esame è stato soltanto avviato dalla VII Commissione della Camera dei deputati nel luglio scorso. Il decreto-legge consente l’iscrizione alle università dei possessori dei titoli in questione fin dal prossimo anno accademico. Risultano, infatti, presentate da parte dei diplomati delle Accademie numerose richieste di iscrizione ai corsi di laurea specialistica, oggi non consentite dalle norme vigenti.
Favorita l’attività delle cooperative studentesche – Una norma particolarmente attesa, già introdotta con emendamento parlamentare nel disegno di legge AS 761 (ora AC 2238), incentiva le Università a favorire le attività di servizio agli studenti svolte da associazioni e cooperative studentesche e dai collegi universitari legalmente riconosciuti, con particolare riguardo a quelle di orientamento e tutorato e alle iniziative culturali. Il provvedimento consente di intervenire immediatamente, in vista dell’apertura del nuovo anno accademico, per garantire i servizi di orientamento e di assistenza agli studenti. E’ stata infine introdotta una modifica alla legge n. 338/2000 per accelerare la realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari, previa valutazione dei progetti da parte di una Commissione nominata dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

circolare 19 settembre 2002, n. 102
Legge 10 marzo 2000, n. 62 – Termine di presentazione delle istanze per il riconoscimento della parità a partire dall’anno scolastico 2003/2004 –

circolare 18 settembre 2002, n. 101
Decreto di attuazione del progetto nazionale di sperimentazione ex art. 11 D.P.R. n. 275/99 – Scuola dell’infanzia e prima classe di scuola elementare – Indicazioni e istruzioni

decreto 18 settembre 2002, n. 100
Progetto nazionale di sperimentazione ex art. 11 D.P.R. n. 275/99

circolare 19 settembre 2002, n. 99
Inquadramento economico dei dirigenti scolastici in applicazione del C.C.N.L. dell’area V della dirigenza scolastica, firmato il 1° marzo 2002

nota 18 settembre 2002, Prot. n.3903
Direttiva n. 87 del 24.7.2002, concernente la formazione e l’aggiornamento dei dirigenti scolastici. Comunicazione estremi di registrazione

decreto 18 settembre 2002, n. 98
Formazione del personale preposto alla direzione delle scuole paritarie

18 – 20 settembre COM-P.A.

Dal 18 al 20 settembre 2002 si svolge, presso il quartiere fieristico di Bologna, la IX edizione del COM-P.A. Salone della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino, promosso dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.
Quattro i temi istituzionali trattati: Comunicazione, Innovazione Tecnologica, Riforma della Pubblica Amministrazione, Europa.

nota 16 settembre 2002, Prot. n. 2562
Protocolli d’intesa tra MIUR, MLPS e Regioni per la sperimentazione di nuovi modelli nel sistema di istruzione e di formazione

nota 16 settembre 2002, Prot. n.2554/Dip/Segr
European Parent Association – 8 ottobre 2002 “I^ Giornata Europea dei Genitori e della Scuola”

15 settembre Concorso Titoli Personale ATA

Con la nota 16.07.02, prot. n. 2051, viene trasmesso il testo registrato dalla Corte dei Conti (in data 11 luglio 2002, reg. 5, foglio 291) dell’OM 57/02, concernente l’indizione dei concorsi per soli titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA della scuola: il termine per la presentazione della domanda di ammissione è fissato al 15 settembre 2002.

Sul tema si veda in Educazione&Scuola:

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

nota 13 settembre 2002, Prot. n. 1391
La scuola in ospedale. Anno Scolastico 2002/2003 Trasmissione CD ROM “Insegnare in ospedale”

nota 11 settembre 2002, Prot. n° 3832/A2
2° Concorso per la realizzazione di un prodotto audiovisivo multimediale sul tema:” la promozione della cultura sulla sicurezza stradale tra i giovani” – Progetto “ICARO”. Comunicazione vincitori

circolare 10 settembre 2002, n. 96
Esami di Stato. Crediti formativi acquisiti all’estero

10 – 30 settembre Mobilità AFAM

L’OM 19 giugno 2002 fissa i seguenti termini per i trasferimenti del personale docente e non docente delle Accademie e dei Conservatori di musica e del personale non docente degli Isia:

  • Rinuncia, reclami, rettifiche: 
    10 settembre 2002
  • Pubblicazione dei trasferimenti: 
    24 settembre 2002
  • Comunicazione delle cattedre e posti disponibili per le Utilizzazioni temporanee: 
    30 settembre 2002

Sul tema si veda la rubrica di Educazione&Scuola:

In Mobilità, Utilizzazioni e Assegnazioni Provvisorie

10 – 30 settembre Riforme e Controriforme

Il 30 settembre il MIUR comunica l’elenco delle 250 scuole nelle quali si avvia la sperimentazione prevista dal DM 100/02.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

(Roma, 30 settembre 2002) Sulla base delle comunicazioni pervenute dagli Uffici scolastici regionali, il Miur rende noti i dati delle istituzioni scolastiche statali e paritarie che, per l’anno scolastico 2002-2003, attueranno progetti sperimentali di ricerca e di verifica nella scuola dell’infanzia e nella prima classe della scuola elementare, per accompagnare il processo di riforma attualmente all’esame del Parlamento.
Verificate le condizioni di fattibilità ed acquisite le delibere degli organi collegiali delle scuole, i direttori generali degli Uffici scolastici regionali procederanno quanto prima alla pubblicazione dei piani regionali, comprendenti le singole istituzioni scolastiche inserite nel progetto nazionale di sperimentazione.
Le istituzioni scolastiche impegnate nella sperimentazione sono complessivamente 250, tra statali e paritarie, suddivise in modo uniforme nelle diverse aree del Paese: 48 nel Nord Ovest, 46 nel Nord Est , 64 al Centro, 53 al Sud e 39 nelle Isole. Le scuole aderenti al progetto realizzeranno la sperimentazione, sulla base di linee-guida definite dalle “Indicazioni nazionali”, con ampia flessibilità didattica e organizzativa secondo le prerogative dell’autonomia scolastica.
Ministero, Uffici scolastici regionali e Centri servizi amministrativi (ex-provveditorati agli studi) hanno già attivato task force di sostegno impiegando il meglio delle risorse e delle competenze di cui dispongono, per sostenere adeguatamente il personale delle istituzioni scolastiche statali e paritarie impegnate nel progetto.
Un apposito piano di formazione assistita a distanza, gestito unitamente all’Indire di Firenze e destinato al personale della scuole statali e paritarie coinvolte, accompagnerà la realizzazione della sperimentazione. Il processo sarà altresì seguito e sostenuto dagli Osservatori nazionale e regionali, con il compito di orientare, rilevare e verificare, anche mediante il contributo del mondo accademico, l’andamento delle attività attraverso monitoraggi continui, in modo da garantire il massimo di efficacia dell’iniziativa in ogni sua fase.

COSI’ LA RIPARTIZIONE DELLE SCUOLE

Regione Totale
Abruzzo
10
Basilicata
7
Calabria
17
Campania
16
Friuli V.G.
10
Emilia
20
Lazio
13
Liguria
9
Lombardia
25
Marche
10
Molise
6
Piemonte
14
Puglia
13
Sardegna
10
Sicilia
29
Toscana
18
Umbria
7
Veneto
16
TOTALE
250

Il 19 settembre sono approvati gli articoli 3 e 4, mentre il 25 settembre gli articoli 5 e 6 del DdL A.S. 1306, assunto quale testo base, concernente la delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale.
Il 17 settembre riprende l’esame, in 7a Commissione Senato, del DdL A.S. 1306: alla seduta interviene il ministro.

Il MIUR conferma la partenza della sperimentazione: il 18 settembre il ministro firma il decreto 100/02 (vd. Commento al DM 100/02 sulla Sperimentazione a cura di Mariella Spinosi), che modifica la bozza di decreto contenente la sperimentazione della riforma alla luce dei pareri del CNPI e dell’ANCI.

Il 17 settembre i Senatori e le Senatrici dell’Ulivo nella Commissione Istruzione, nel corso di una conferenza stampa, presentano un documento sulla riforma in dibattito.

Il 17 settembre, nel corso dell’incontro con le OOSS della scuola, il MIUR fornisce un’informativa sulla sperimentazione.

Con l’OdG dell’11 settembre 2002, Prot.n.15831 (di seguito riportato), il CNPI chiede al ministro di poter acquisire – per l’obbligatorio parere di competenza – gli specifici progetti di sperimentazione per l’assolvimento dell’obbligo scolastico mediante la frequenza di percorsi di formazione professionale previsti dai protocolli di intesa attivati tra il MIUR ed alcune regioni (vd. protocolli d’intesa con le regioni Lazio, Molise, Piemonte e Puglia, e con la Provincia di Trento)

Oggetto: O.d.g. su “Specifici progetti di sperimentazione” – Adunanza dell’11.09.02 –
IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Visto il D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297 e successive modifiche ed integrazioni;
Visto l’art.30 – Capo X – del proprio Regolamento interno;
PRESO ATTO che sono stati attivati protocolli di intesa tra MIUR ed alcune regioni anche relativamente all’assolvimento dell’obbligo scolastico mediante la frequenza di percorsi di formazione professionale, sulla base di specifici progetti di sperimentazione, modificando quanto previsto dalla vigente legge 9/99
RITENUTO che tali progetti non possano che essere ricondotti ad attività di sperimentazione ex art.11 del DPR 275/99
CHIEDE AL SIG. MINISTRO di poter acquisire i suddetti progetti per l’obbligatorio parere di competenza;
INVITA l’Amministrazione a verificare, come risulta anche da notizie di stampa che si allegano a titolo esemplificativo, l’avvenuta iscrizione e la prevista frequenza di alunni, in possesso esclusivamente del diploma di licenza di scuola secondaria di 1° grado direttamente ai corsi di formazione professionale, disattendendo in tal modo la vigente normativa in materia di assolvimento dell’obbligo scolastico.
Si chiede pertanto di attivare urgentemente i necessari interventi di competenza, anche al fine di evitare un diffuso contenzioso, per ripristinare la correttezza delle iniziative e delle relative procedure a garanzia degli stessi studenti.

Il 10 settembre la Commissione Scuola dell’ANCI – dopo l’incontro preliminare con il MIUR del 29 agosto us per la costituzione del tavolo delle regole – esprime una “valutazione complessivamente negativa” sulla sperimentazione della riforma.

Di seguito il testo del Documento approvato dalla Commissione Scuola dell’ANCI ed i comunicati stampa di ANCI e MIUR:

(Roma 11 settembre 2002) La Commissione Scuola dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia riunita in data 10 settembre 2002, ha approvato il seguente documento in relazione alla preannunciata sperimentazione.
L’ANCI ribadisce la valutazione complessivamente negativa già espressa sul disegno di legge in discussione in Parlamento, relativo alle norme generali sull’Istruzione e sui livelli essenziali delle prestazioni in materia di Istruzione e di Formazione Professionale evidenziandone con forza i limiti in relazione a:
– la possibile riduzione quantitativa e qualitativa del servizio scolastico pubblico;
– la carenza di impianto culturale e pedagogico e la mancata attenzione alla continuità in relazione ai vari ordini e gradi di scuola, nonché ai processi di apprendimento e formazione lungo tutto l’arco della vita;
– il rischio della differenziazione precoce tra percorsi d’istruzione e percorsi professionali;
– il rischio di limitazione dell’autonomia delle scuole e quella degli stessi enti locali, a fronte della nascita di un nuovo centralismo regionale nel sistema dell’istruzione;
– la mancata previsione di adeguati impegni per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio di edilizia scolastica;
– le negative implicazioni conseguenti alla possibilità per le famiglie di iscrivere i bambini in anticipo, che rende incerto il principio dell’obbligo scolastico e può portare alla formazione di classi con alunni di età e sviluppo psico- fisico molto differenziate.
E’ noto che nel Paese è iniziato un periodo di aumento demografico che durerà almeno per i prossimi cinque anni, pertanto qualsiasi discussione sull’assetto organizzativo della Scuola Materna ed Elementare, non può prescindere dalla garanzia che il Governo deve dare sui livelli finanziari indispensabili a rispondere all’aumentata domanda sociale.
All’impegno per la generalizzazione dei servizi, già presente nella Legge 30 e confermato nel disegno di legge Moratti, deve corrispondere quindi la previsione di adeguate risorse.
L’ANCI esprime la sua contrarietà per le sperimentazioni che vengono annunciate, con incertezze politiche sulla estensione, per la fretta nella preparazione e nella organizzazione, per l’improvvisazione pedagogica e culturale, intravedendo il rischio che vengano di fatto anticipati frammenti di riforma, senza organicità e senza possibilità di verificare l’impatto reale dei cambiamenti che dovrebbero essere introdotti.
Inoltre tante piccole o grandi sperimentazioni potrebbero determinare una situazione a “macchia di leopardo” in cui sarebbe difficile cogliere gli elementi di omogeneità, di confrontabilità, per monitorare i processi e valutare i risultati.
In particolare, per quanto riguarda l’anticipo della scuola dell’infanzia ed elementare, potrebbe verificarsi una situazione estremamente variegata, in cui le singole Istituzioni Scolastiche stipulando intese con l’E.L. potrebbero dar vita a sperimentazioni in condizioni diverse, in modo non omogeneo e senza che né i Comuni né la Scuola abbiano un quadro di riferimento nazionale a cui riferirsi.
Soltanto in forza dei seguenti principi, che l’ANCI ritiene irrinunciabili e da attuarsi prima dell’avvio della sperimentazione, sarà possibile concertare modalità e tempi d’attuazione.
L’anticipo dell’ingresso alla scuola dell’infanzia di bambini che sarebbero, sia pure per pochi mesi, in età d’asilo-nido, pone agli enti gestori problemi di varia natura, che debbono essere affrontati singolarmente sul piano tecnico, ma che rendono assolutamente indispensabile una organizzazione dei servizi affinchè siano rispettati i diritti degli utenti vecchi e nuovi a prestazioni elevate ed il diritto degli Enti a continuare ad erogare servizi qualitativamente validi, che sino ad oggi hanno contraddistinto l’intervento dei Comuni nel settore della prima e seconda infanzia.
La sperimentazione dovrà avere caratteristiche di riproducibilità, quindi il fatto che per il primo anno si vada verso la individuazione di sedi scolastiche dove le condizioni dovranno essere già garantite e disponibili e dove quindi non dovranno essere realizzate modifiche strutturali, non elimina il problema della ristrutturazione delle sedi scolastiche nel momento in cui si andrà a regime.
E’ pertanto necessario che le schede di valutazione della sperimentazione tengano conto anche degli aspetti e dei relativi costi, che in questa prima fase non saranno contabilizzati.
Requisiti di qualità per la sperimentazione dell’ingresso degli alunni tra i 2 e mezzo e i 3 anni nella scuola dell’infanzia:
– possibilità di formare sezioni con età omogenea compresa tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni e mezzo, con un rapporto bambini educatori che tenga conto della legislazione regionale per i servizi alla prima infanzia (0-3 anni);
– presenza di locali, servizi ausiliari e servizi igienici idonei;
– assenza di liste d’attesa, in presenza delle quali gli incrementi di organico dovranno prioritariamente soddisfare tale domanda;
– interventi di formazione, anche in itinere, per il personale insegnante e ausiliario (materiale, rapporti con la famiglia, etc.);
– rielaborazione del Piano dell’Offerta Formativa in relazione alle caratteristiche dello sviluppo psicofisico dei bambini più piccoli;
– definizione del profilo professionale dei docenti;
– progettazione e trasformazione ambientale degli spazi (per renderli non solo capienti ma anche funzionali e confortevoli);
– adeguamento del servizio mensa ai parametri nutrizionali legati all’età;
– attivazione del sostegno ai disabili;
– studio, sperimentazione e attuazione di un diverso modello organizzativo.
La sperimentazione incide direttamente nella organizzazione di due servizi fondamentali per i Comuni: asili nido e materne, pertanto solo in presenza delle suesposte condizioni, che dovranno confluire nel previsto accordo nella sede della Conferenza Unificata, l’ANCI ritiene che si possa instaurare un costruttivo dialogo tra istituzioni.

(ANCI – Roma, 11 settembre 2002) “La riforma del sistema scolastico è un processo organico troppo importante perché possa essere realizzato attraverso anticipazioni frammentarie e improvvisate, che rischiano di peggiorare la situazione attuale.
Questa è sempre stata la posizione dell’Anci, che si è confrontata con Parlamento e Governo sulla complessiva normativa di riforma, presentando le proprie proposte, anche alla luce della nuova riforma Costituzionale del Titolo V”.
Così Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze, Presidente dell’Anci, il quale illustra la posizione dell’Associazione rispetto alle problematiche più specifiche della sperimentazione.
Con riguardo a questa, afferma Domenici, la Commissione Scuola dell’Anci, dopo aver attentamente esaminato tutte le questioni e le difficoltà legate all’avvio della sperimentazione, ha assunto la decisione che, solo a determinate condizioni, sarebbe possibile effettuarla.
In ogni caso, la sperimentazione deve prevedere una puntuale verifica delle condizioni di fattibilità, specie in vista di un eventuale ampliamento.
Solo dopo questa verifica si potrà constatare in concreto la possibilità di introdurre novità nel sistema scolastico.
Fra le condizioni che si ritengono essenziali per avviare la sperimentazione, occorre considerare la possibilità di formare sezioni di età compresa tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni e mezzo, con un rapporto bambini-educatori che tenga conto della legislazione regionale e di poter usufruire di locali, di servizi ausiliari e igienici idonei.
Inoltre, è necessario che non vi siano liste di attesa riguardanti le scuole interessate e che il personale sia specificamente formato.
Infine sarebbe assai opportuno che la sperimentazione si svolgesse nei plessi in cui sono presenti tanto per le scuole per l’infanzia quanto le scuole elementari in modo da non creare problemi organizzativi e difficoltà alle famiglie.

(MIUR – Roma, 11 Settembre 2002) Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca prende atto con soddisfazione del parere espresso dall’Anci, Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, sulla sperimentazione che viene introdotta a partire dall’anno scolastico in corso.
Le osservazioni e le condizioni formulate dall’Anci sono pienamente condivise dal Ministero in quanto sono finalizzate ad assicurare serietà, rigore e qualità.
Questo è l’obiettivo del Ministero che vuole attraverso la sperimentazione mettere a fuoco le modalità ottimali per ampliare il servizio della scuola materna ai bambini della fascia di età dai due anni e mezzo ai tre anni, oggi, spesso esclusi.

Il 10 settembre il CNPI esprime unanimemente un giudizio critico sui tempi, le risorse economiche, e la scelta delle scuole previsti dalla bozza di decreto contenente la sperimentazione della riforma, chiedendone sostanziali modifiche ed il conseguente rinvio.

Di seguito la risposta del ministro al CNPI:

(Roma, 09 settembre 2002) La sperimentazione riguarda la scuola dell’infanzia e il primo anno della scuola elementare e si sviluppa su due fronti di intervento: l’uno didattico pedagogico, l’altro concernente anche l’anticipo delle iscrizioni.
Le motivazioni che sorreggono l’iniziativa attengono all’esigenza di accompagnare il delicato processo di riforma tuttora all’esame del Parlamento, attraverso l’apporto di un circuito di scuole che consenta di verificare i contenuti della riforma per la parte concernente i due primi segmenti formativi.
La finalità della sperimentazione è proprio quella di accertare sul campo se i nodi critici segnalati dal gruppo redazionale del C.N.P.I., sotto il profilo pedagogico, didattico ed organizzativo, possano essere, nella pratica, superati attraverso l’impegno attivo e partecipato della sperimentazione.
In sostanza, nel rispetto di un metodo di lavoro che ha scelto la strada di un ampio dibattito da parte di tutte le componenti scolastiche interessate, quale linea di riferimento per un’azione riformatrice, l’iniziativa sperimentale tende proprio a verificare e a far esprimere dalle scuole quali siano i fabbisogni in termini di strutture, personale e finanziamenti di cui la scuola stessa ha bisogno per realizzare la riorganizzazione complessiva del sistema scolastico.
Si deve aggiungere, a tal proposito, che il dibattito parlamentare sul disegno di legge delega, rappresenta un’occasione utile per un’informazione- formazione sulle linee ispiratrici del disegno riformatore, in modo tale da evitare il rischio di una riforma calata dall’alto senza prendere a riferimento esperienze già vissute e compiutamente maturate nelle scuole.
Si tratta in sostanza di cogliere l’occasione di una partecipazione attiva e di un reale protagonismo delle scuole nel processo di riforma; occasione questa che sembra essere condivisa dal C.N.P.I., il quale giustamente individua nell’art. 11 del D.P.R. n. 275/99 uno strumento di valorizzazione delle potenzialità dell’autonomia scolastica.
Fatta questa premessa sembra necessario soffermarsi sulle criticità evidenziate nel documento del gruppo redazionale del C.N.P.I..
I temi da affrontare sono riconducibili agli aspetti concernenti i tempi per l’attuazione della sperimentazione, il problema della riapertura delle iscrizioni, le risorse professionali e finanziarie, alcuni aspetti pedagogici, metodologici e didattici della riforma, i momenti e gli strumenti di monitoraggio e verifica della sperimentazione, e le azioni di formazione e aggiornamento del personale scolastico.
La preoccupazione espressa dal C.N.P.I., in ordine alla ristrettezza dei tempi rappresenta un giusto richiamo.
Tuttavia, l’obiettivo strategico al quale si faceva in precedenza riferimento, di inserire il processo di riforma in un effettivo circuito di sperimentazione che ne verifichi via via i vari aspetti, ha determinato l’esigenza di non rinviare l’avvio dell’iniziativa sperimentale.
Inoltre, le azioni già poste in essere e quelle che si svilupperanno a seguito dell’espressione del formale parere del C.N.P.I., consentono di poter affermare che non vi saranno conseguenze sull’ordinato svolgimento dell’anno scolastico e che la scelta delle scuole possa essere effettuata con scrupolo e rigore, non condizionata dalla brevità dei termini.
A seguito della richiesta di parere al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, i documenti relativi alla sperimentazione (bozza di provvedimento, Indicazioni nazionali e Raccomandazioni) sono stati portati a conoscenza dei Direttori regionali affinché potessero attivare le iniziative preliminari alla individuazione delle scuole. Tali iniziative si sono concretate nella richiesta di adesione alla sperimentazione di circa un migliaio di istituti.
Tale richiesta è avvenuta da parte dei dirigenti scolastici, fatto questo che non rappresenta di per sé l’adesione della scuola al progetto la quale, viceversa, va formalizzata attraverso la delibera degli organi collegiali (collegio docenti, consiglio di istituto).
Allo stato attuale, risulta che una gran parte delle scuole che si sono proposte per la sperimentazione hanno già formalizzato il loro interesse a partecipare.
Poiché le adesioni sono in numero superiore a quelle previste nella bozza di decreto per l’attivazione della sperimentazione, è necessario individuare quali siano le condizioni di fattibilità della sperimentazione stessa (disponibilità di strutture logistiche, di personale e finanziarie).
I criteri per l’individuazione, specie per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, si stanno concordando con l’ANCI, con cui è aperto un tavolo permanente di consultazione. Si è in attesa di ricevere le proposte che l’ANCI, nell’incontro avuto il 29 agosto u.s., si è impegnato a far pervenire entro il 12 c.m. e cioè subito dopo la formalizzazione del parere del C.N.P.I..
Immediatamente dopo l’espressione del parere da parte del C.N.P.I. e le indicazioni dell’ANCI saranno adottate tutte le soluzioni utili per l’avvio della sperimentazione, in modo da assicurare anche la validità dell’anno scolastico per quanto riguarda la durata prevista.
In concreto, a partire dalla stessa giornata del 12 settembre sono stati già programmati incontri con i Direttori Generali regionali unitamente agli ispettori tecnici della scuola dell’infanzia e della scuola elementare, per illustrare nel dettaglio i contenuti del progetto sperimentale, fornendo tutte le indicazioni utili per la definitiva scelta delle scuole presso cui attivare la sperimentazione stessa e per la redazione del piano regionale delle istituzioni scolastiche prescelte.
La verifica delle condizioni e l’esame attento da parte del corpo ispettivo territoriale, il sostegno degli I.R.R.E., dei responsabili dei CSA e della Direzione generale regionale dovrebbero consentire l’avvio effettivo della sperimentazione entro la seconda decade del corrente mese.
Peraltro, sono già in programma conferenze di servizio con i dirigenti scolastici interessati, in modo tale da offrire il massimo della consulenza possibile sui contenuti, le procedure e gli obiettivi della sperimentazione. Tali conferenze opereranno in stretto rapporto con una struttura centrale specificatamente preposta alle azioni di interrelazione con il territorio.
Una delle condizioni necessarie per l’attivazione della sperimentazione, ferma restando la libera adesione dei genitori, sarà soprattutto quella di non comportare la riapertura dei termini di iscrizione dei bambini che compiono l’età richiesta, rispettivamente tre e sei anni, entro il 28 febbraio 2003.
A tal fine, la scelta dovrebbe ricadere prioritariamente su scuole dell’infanzia ed elementari aventi sede nel medesimo circolo didattico o istituto comprensivo e, per quanto concerne la scuola dell’infanzia, nello stesso territorio in cui opera un asilo nido.
Rimane il fatto che l’anticipo delle iscrizioni nella scuola dell’infanzia è consentito solo nell’ipotesi che non vi siano, in lista d’attesa, bambini che compiano i tre anni entro il 31.12.2002.
Per quanto riguarda la scuola elementare, nell’ipotesi in cui la richiesta di frequenza anticipata non sia, per particolari condizioni ambientali, correlata all’esistenza di una scuola dell’infanzia nello stesso circolo, la scelta dei bambini sarà ovviamente rimessa all’autonoma valutazione delle scuole ed alle compatibilità presenti nel territorio.
La sperimentazione non incide sulla determinazione degli organici del circolo didattico o dell’istituto comprensivo coinvolto.
Una delle condizioni della sperimentazione è quella di non avere classi o sezioni “sature”.
L’incremento del numero di iscrizioni per l’anticipo sarà riassorbito attraverso una distribuzione dei bambini sui posti disponibili in ciascuna sezione o classe, fermo restando il tetto massimo di alunni per ciascuna sezione o classe.
Per la scuola dell’infanzia il numero dei bambini che anticipano l’iscrizione determinerà per ciascuna sezione la riduzione proporzionale del numero massimo di iscrizioni consentite.
Le esigenze connesse alla presenza di bambini al di sotto dei tre anni potranno essere soddisfatte attraverso una stretta interrelazione con il personale degli asili nido ovvero anche mediante contratti di prestazione d’opera per il reperimento di personale qualificato.
Per la scuola elementare la diversa organizzazione didattica, che prevede la figura dell’insegnante tutor cui viene affidato un numero di ore di insegnamento frontale oscillante tra le 18 e le 21, non altera il principio della pari dignità dei docenti attualmente impegnati nei moduli (tre docenti per due classi), atteso che al terzo docente verrebbe affidata la responsabilità di prestazioni professionali correlate alla gestione dell’insegnamento frontale e dei cosiddetti laboratori.
L’elaborazione dei criteri di scelta dell’insegnante tutor sarà rimessa all’autonomia degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche. A tale riguardo, è appena il caso di far presente che la delibera degli organi collegiali di adesione al progetto sperimentale già necessariamente prende a riferimento la possibilità non solo di attivare la figura dell’insegnante tutor – che rappresenta uno degli elementi caratterizzanti la sperimentazione sotto il versante della metodologia e della didattica – ma anche di accertare la presenza di docenti che possano impartire l’insegnamento della lingua inglese e della prima alfabetizzazione informatica.
La sperimentazione sotto questi profili non comprime il principio dell’autonomia scolastica, ma, anzi, responsabilizza le scuole nella elaborazione del progetto finalizzato al raggiungimento di obiettivi specifici di apprendimento nel rispetto del sistema nazionale di istruzione.
Rimane pieno e maggiormente responsabilizzato l’intervento didattico che si avvale di strumenti di flessibilità organizzativa, di metodologie diversificate, volti a favorire il successo formativo di ogni singolo alunno facendo leva sulle potenzialità di ciascuno.
Uno degli strumenti attraverso i quali è possibile rilevare ed annotare i percorsi seguiti e i progressi dei risultati raggiunti è rappresentato dal Portfolio delle competenze.
Tale Portfolio, per la cui compilazione esistono numerose indicazioni consolidate a livello internazionale, non costituisce un’incombenza esclusiva da parte dell’insegnante tutor, quanto, invece, il risultato di una condivisione da parte di tutti coloro che sono coinvolti nel processo educativo: docenti, alunni e famiglie.
Per quel che riguarda le risorse finanziarie necessarie per eventuali esigenze aggiuntive, sono stati già previsti specifici stanziamenti a sostegno del processo di sperimentazione, sia nei provvedimenti attuativi della Legge n. 440/1997, che nella Direttiva sulla formazione, tenendo conto che la portata della sperimentazione è contenuta e, pertanto, non comporta costi rilevanti.
In ogni caso, ad eventuali richieste di maggiore finanziamento si può far fronte con il fondo allocato presso le Direzioni regionali – nella misura del 10% dei finanziamenti territoriali – che è disponibile proprio per le azioni relative alle innovazioni e al potenziamento dell’offerta formativa.
L’attività di monitoraggio e di verifica sarà sostenuta dagli Osservatori Nazionale e Regionali che si avvarranno, oltre che dei soggetti individuati nella Bozza di provvedimento, soprattutto di docenti della scuola militante e di docenti universitari esperti del settore, astenendosi dal definire criteri per l’attuazione.
L’Amministrazione, d’intesa con l’INDIRE e gli IRRE, sta predisponendo percorsi di informazione/formazione del personale della scuola, destinati non solo al personale che opera nelle classi sperimentali, ma più in generale a tutti i docenti.
Pertanto, fin dai primi giorni del mese di ottobre saranno sviluppate iniziative secondo il modello di e-learning integrato già sperimentato per la formazione dei 65.000 docenti assunti in prova nell’anno scolastico 2001/2002.
Per la documentazione di merito sulla formazione è evidente che un ruolo specifico sarà svolto dalle scuole coinvolte nel processo sperimentale, che potranno costituire un polo di riferimento ai fini della costruzione di una rete di scuole.

Di seguito gli esiti del sondaggio svolto nel mese di agosto dalla rubrica Statistiche:

La proposta di sperimentazione della Riforma per il 2002-2003 è…

Percentuale

N° voti

Ottima 19.7 674
Buona 1.6 56
Sufficiente 0.9 31
Mediocre 2,7 92
Pessima 75.1 2567
Voti totali:

3420

In Educazione&Scuola:

decreto presidente Consiglio Ministri 6 settembre 2002 (in GU 6 novembre 2002, n. 260)
Determinazione del periodo di vigenza dell’ora legale per l’anno 2003

decreto legge 6 settembre 2002, n. 194 (in G.U. n. 209 del 6 settembre 2002)
Misure urgenti per il controllo, la trasparenza ed il contenimento della spesa pubblica

circolare Funzione Pubblica 6 settembre 2002, n. 4
“Settimana europea per la sicurezza e salute sul lavoro” – anno 2002

nota 5 settembre 2002, Prot.n.3749/A4
Attività Sportiva anno scolastico 2002/2003 – Trasmissione schede tecniche

nota 5 settembre 2002, Prot. n. 2782
Definizione delle graduatorie di circolo e di istituto per l’a.s. 2002/2003

nota 4 settembre 2002, Prot. n. 4547
Netd@ys e Cined@ys Europe 2002

04 – 15 settembre Esami

La nota 5 luglio 2002, prot. n.12590, stabilisce per il 4 settembre 2002 la data di inizio delle prove per gli esami di abilitazione per odontotecnico e ottico, disciplinati dall’OM 180/00.
Le singole istituzioni scolastiche possono differire, per tutti i candidati, tale data fino ad un massimo, di norma, di 3 giorni al fine di consentire agli interessati di sostenere le prove di accesso all’Università.

Il DM 88/02 stabilisce il seguente calendario per la sessione straordinaria degli Esami di Stato 2001-2002:

09 settembre 2002 Insediamento delle commissioni, nella stessa composizione in cui hanno operato nella sessione ordinaria
10 settembre 2002 Prima Prova ScrittaTerza Prova Scritta per i candidati che non devono sostenere le prime due prove scritte

Colloquio per i candidati che non devono sostenere alcuna prova scritta

11 settembre 2002 Seconda Prova ScrittaEsame per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta
13 settembre 2002 Terza Prova ScrittaEsame per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta
Dopo la correzione delle prove scritte Colloquio

In Educazione&Scuola:

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

nota 3 Settembre 2002, Prot. 3028
Computabilità dell’indennità integrativa speciale nella retribuzione delle ore eccedenti l’orario d’obbligo: tentativo obbligatorio di conciliazione

decreto 3 settembre 2002
Autonomia Scolastica scuole italiane all’estero

nota 2 settembre 2002, Prot. 3730/A3
Elezioni dei rappresentanti degli studenti nelle Consulte Provinciali

02 – 30 settembre Progetto Docente

Dal 2 al 30 settembre 2002, 5 mila insegnanti delle scuole medie superiori di tutta Italia avranno la possibilità di approfondire le proprie competenze tecnologiche ed esplorare nuove modalità di insegnamento iscrivendosi a Progetto Docente – iniziativa, promossa da Microsoft in collaborazione con il MIUR – compilando il modulo pubblicato sul sito Apprendere in Rete.
La selezione avverrà sulla base di un test di ingresso – 15 domande multiple di informatica di base – e di criteri oggettivi (iscrizione completata in modo corretto, copertura geografica, materia di insegnamento).
Il corso, della durata di 3 settimane, completamente gratuito, richiede un impegno di circa un’ora e mezza al giorno ed è strutturato in 8 moduli suddivisi in un livello base e uno intermedio.
I docenti partecipanti riceveranno, al termine del percorso formativo, un kit di prodotti composto da Microsoft Office XP Professional e Microsoft Publisher 2002 versione Education.

Sul tema si veda in Educazione&Scuola:

02 – 30 settembre Attività Sindacale

Proseguono gli incontri di ARAN e MIUR con le OOSS su:

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

(Roma, 24 settembre 2002) In data odierna questa Aministrazione e le OO.SS. del Comparto scuola hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo finalizzato alla ripartizione per l’anno scolastico 2002/2003 delle funzioni aggiuntive previste dall’art. 36 del C.C.N.L. del 26 maggio 1999, e dall’art. 50 del C.C.N.I. del 31 agosto 1999 del Comparto scuola per la valorizzazione della professionalità del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario.
Le risorse stanziate ammontano a euro 71.823.009,72 e sono relative all’attribuzione di n. 92796 funzioni aggiuntive.
Le funzioni aggiuntive sono ripartite alle scuole sulla base dei criteri fissati in sede di contrattazione decentrata regionale, che devono prioritariamente riapettare i principi sanciti dall’Accordo 8 novembre 2001.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

(Roma, 23 settembre 2002) In data odierna questa Amministrazione e le OO.SS. del Comparto scuola hanno sottoscritto due ipotesi di intesa da attuare nel corso del corrente anno scolastico 2002/2003.
Con la prima intesa sono definiti i criteri di ripartizione del fondo destinato a finanziare iniziative nelle scuole collocate in zone a forte processo immigratorio. In particolare, le risorse finanziarie disponibili, pari a €. 5. 164. 600, 00, sono destinate nella misura del 70% alle scuole con una percentuale di alunni stranieri e/o nomadi superiore al 10% delle rispettive popolazioni scolastiche. Il restante 30% è ripartito a livello regionale in rapporto al numero di alunni stranieri o nazionali.
Con la seconda intesa è stato definito il piano di ripartizione delle risorse destinate a finanziare le funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa (personale docente). Le risorse disponibili per il corrente anno scolastico ammontano a €. 12.850.914, 00 e consentono di assegnare n. 58.296 funzioni strumentali, così ripartite:
– n. 41.417, tra le quali è compresa quella di collaboratore vicario del dirigente scolastico, alle istituzioni scolastiche;
– n. 228 per gli istituti di alta cultura;
– n. 60 alle scuole italiane e ai corsi all’estero.
Restano confermati i criteri di distribuzione adottati dalle intese del 28 ottobre 1999, 28 agosto 2000, 3 ottobre 2001.
Oggi, dopo il visto positivo degli organi di controllo, è stato anche definitivamente sottoscritto il C.C.N.I. per il personale dell’area V della dirigenza scolastica, periodo 1 settembre 2000 – 31 dicembre 2001.
Si ricorda che il contratto in parola disciplina i seguenti istituti:
a) fondi regionali;
b) articolazioni delle funzioni dirigenziali per l’assegnazione della retribuzione di posizione e di risultato;
c) i contratti individuali di lavoro, gli incarichi e la mobilità professionale;
d) la formazione;
e) onnicomprensività della retribuzione;
f) particolari posizioni di stato.
Potranno, perciò, essere formalizzate le ipotesi di accordo già realizzatesi in ciascuna Direzione Regionale, e conseguentemente adeguate le retribuzioni dei dirigenti scolastici.

Di seguito la nota distribuita dal MIUR:

INFORMATIVA ALLE OO.SS. IN ORDINE ALLA SPERIMENTAZIONE RELATIVA ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA E AL PRIMO ANNO DELLA SCUOLA ELEMENTARE
Il parere espresso dal CNPI nella seduta del 10 settembre u.s., recepisce, sostanzialmente, le osservazioni formulate dai Comitati orizzontali della scuola dell’infanzia e della scuola elementare. Nella medesima seduta, il Ministro, in un ampio intervento aveva già fornito alcune precisazioni sui rilievi mossi dai Comitati.
Il provvedimento che sarà adottato recepirà le osservazioni nei limiti delle precisazioni fornite dal Ministro, tenendo altresì conto del contributo offerto dall’ANCI, per quanto concerne i criteri e i requisiti di scelta delle scuole.
I punti di maggior interesse, relativamente alla bozza originariamente sottoposta all’attenzione del ONPI, sono ‘ seguenti:
AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE
La sperimentazione potrà coinvolgere anche gli Istituti Comprensivi.
Nella precedente bozza, invece, la sperimentazione si rivolgeva soltanto a circoli didattici e a scuole paritarie.
Si prevede la possibilità di procedere a compensazione, per tipologie di scuole (statali e paritarie), a livello regionale e a livello nazionale, fermo restando il numero complessivo di istituzioni scolastiche coinvolte.
AMMISSIONE ANTICIPATA ALLA FREQUENZA SCOLASTICA
Rispetto alla precedente bozza non vengono riaperti i termini per le iscrizioni anticipate, in quanto, per la scuola elementare, “il bacino d’utenza” viene limitato alle scuole materne statali e comunali funzionanti nello stesso ambito territoriale.
Il numero delle iscrizioni consentito va calcolato nell’ambito della disponibilità dei posti, in relazione a sezioni e classi già istituite.
Per la scuola dell’infanzia la frequenza anticipata è subordinata alla inesistenza di liste di attesa di bambini che compiano tre anni entro il 31 dicembre e alla presenza, nell’ambito territoriale, di asili nido con i quali le scuole dell’infanzia possono stabilire opportune intese.
Nell’ipotesi di richieste di iscrizioni in numero eccedente la disponibilità dei posti, saranno gli organi collegiali della scuola a stabilire i criteri di scelta.
Per la scuola dell’infanzia la quota di posti disponibili per il raggiungimento del tetto massimo di bambini per sezione potrà essere ridotta di una-due unità per ciascun bambino di età inferiore ai tre anni ammesso alla frequenza anticipata. Le ammissioni anticipate non potranno pregiudicare il diritto alla frequenza dei bambini già iscritti..
TEMPI DI ATTUAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE
Nella relazione svolta in occasione dell’adunanza del CNPI, il Ministro ha già dato ampia informazione su tutte e iniziative che si sono svolte prima dell’espressione del parere. Nei giorni immediatamente successivi al 10 settembre u.s. si è una svolta una serie di incontri con i direttori regionali e con gli ispettori referenti per la scuola dell’infanzia ed elementare, durante i quali sono state fornite le indicazioni per la scelta delle scuole, da effettuare anche secondo i criteri fatti pervenire dall’ANCI.
Il piano regionale delle scuole ammesse alla sperimentazione si presume sarà definito nei prossimi giorni e comunque in tempo utile per garantire la validità dell’armo scolastico.
Ovviamente, l’adesione delle scuole alla sperimentazione è condizionata dalla delibera degli organi collegiali.
RISORSE PROFESSIONALI
In accoglimento delle preoccupazioni espresse dal CNPI, il provvedimento prevede la figura dell’insegnante di riferimento. Ne consegue che l’organizzazione didattica si svolgerà sempre rispettando i criteri di team ed insisterà sul fatto che anche il terzo docente, cui sono affidate prevalentemente funzioni di responsabilità di tipo laboratoriale, partecipi con pari dignità alla compilazione del portfolio delle competenze che accompagna l’allievo durante tutto il corso di studi.
Per la scuola dell’infanzia risorse professionali che possano sopperire alle esigenze dei bambini al di sotto dei tre anni, saranno assicurate in via convenzionale con gli asili nido funzionanti nello stesso territorio, ovvero ricorrendo a contratti di prestazione d’opera.
RISORSE FINANZIARIE
Stante anche la limitatezza del numero delle istituzioni scolastiche coinvolte, in linea di massima, il progetto sperimentale non dovrebbe comportare aggravio di costi. Ad eventuali esigenze finanziarie aggiuntive, i direttori regionali potranno far fronte con la quota del 10 per cento dei finanziamenti loro assegnati in base alla legge 440/97 e destinata ad azioni perequative e di sviluppo dei processi educativi.
FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE IN SERVIZIO
Sulla base del modello di e-learning integrato, già sperimentato per la formazione dei 65 mila docenti neo assunti per l’anno scolastico 2001-2002, d’intesa con l’INDIRE e gli IRRE, si sta predisponendo un piano organico di informazione/formazione destinato a tutto il personale della scuola, riservando particolare cura a quello coinvolto nella sperimentazione, soprattutto per quanto concerne l’insegnamento della lingua inglese e l’alfabetizzazione informatica.
Le azioni di formazione e di aggiornamento si avvarranno anche dell’apporto dei docenti formatori già utilizzati per il progetto Lingue 2000. Le risorse finanziarie occorrenti saranno messe a disposizione de la scuola, essendo già disponibili a livello nazionale; in base alle direttive concordate con 1e organizzazioni sindacali.
MONITORAGGIO E VERIFICA
Il monitoraggio e la verifica saranno garantiti da strutture appositamente costituite presso ciascuna regione (Osservatorio regionale) e presso l’Amministrazione centrale (Osservatorio nazionale). L’Osservatorio regionale sarà composto, oltre che dal direttore generale regionale, che lo presiede, da ispettori tecnici della scuola dell’infanzia e della scuola elementare, da docenti universitari, da docenti rappresentanti delle scuole statali e paritarie interessate, da un rappresentante dell’IRRE degli enti locali interessati. L’Osservatorio regionale; sarà assistito anche da un gruppo tecnico di lavoro, costituito da ispettori tecnici, docenti formatori, dirigenti scolastici e docenti referenti delle scuole coinvolte, per svolgere una capillare azione di sostegno e supporto della sperimentazione stessa.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

(Roma, 2 settembre 2002) L’Avvocatura Generale dello Stato ha appellato, per conto del Miur, la sentenza del Tar Lazio del 13 agosto 2002, n. 7121. Tale sentenza ha annullato in parte la circolare ministeriale del 14 giugno 2002, n. 69, che aveva dato indicazioni per l’attuazione della precedente sentenza del Tar Lazio n. 4731 del 28 maggio 2002.
In particolare – come è stato chiarito oggi pomeriggio dai rappresentanti del Miur nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali della scuola – nell’appello si evidenzia anzitutto la violazione del principio del contraddittorio, poiché non è pervenuto alla difesa del Miur alcun avviso della Camera di consiglio nella quale è stata trattata l’istanza di sospensiva. Infatti il collegio giudicante in sede di sospensiva ha ritenuto di pronunciarsi definitivamente con una sentenza breve, come è ora possibile in base alle norme di procedura recentemente introdotte, senza darsi carico di verificare se tutte le parti cointeressate fossero presenti, ed in particolare se fosse presente il Ministero, per dargli la possibilità di difendersi.
In secondo luogo, i docenti precari ricorrenti hanno rinunciato, nell’udienza di sospensiva, alla impugnativa delle graduatorie. Pertanto, le graduatorie non sono state toccate dalla sentenza e restano valide ed efficaci. Infine, la sentenza è essenzialmente basata su un equivoco. Infatti, l’inizio dell’anno scolastico è antecedente di almeno due mesi all’inizio dei corsi di specializzazione, fissato solitamente o con l’avvio dell’anno accademico (primi di novembre) o in eventuali date anche posteriori stabilite dalle singole università nella loro autonomia. La circolare ha quindi correttamente previsto che venissero dedotti dal punteggio complessivo i punti maturati per il servizio svolto dopo l’inizio dei corsi e contemporaneamente al loro svolgimento e non quelli maturati prima dell’inizio dei corsi stessi.
La questione del duplice punteggio ha, comunque, una portata limitatissima, poiché i docenti interessati sono poche centinaia e sono, tra l’altro, presenti soltanto in alcune regioni.
Tenuto conto che sono tuttora pendenti gli appelli dei “sissini” che vogliono l’intero punteggio, il Ministero, in attesa di un definitivo chiarimento del Consiglio di Stato, non procederà a modifiche delle graduatorie provinciali. Pertanto, anche quest’anno, le famiglie e gli studenti troveranno in classe tutti i professori fin dall’inizio dell’anno scolastico.

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

02 – 17 settembre Ammissione Università

Il ministro con il DM 20.05.02 stabilisce modalità, contenuti e date di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato per l’a.a. 2002/2003

Date di svolgimento delle prove

Corsi di laurea in Architettura 4 settembre 2002
Corso di laurea in Medicina e Chirurgia 5 settembre 2002
Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria 6 settembre 2002
Corso di laurea in Medicina Veterinaria 9 settembre 2002
Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria 11 settembre 2002

Il ministro con il DM 21.05.02 stabilisce modalità, contenuti e date di svolgimento per la prova di ammissione alle scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario

Date di svolgimento delle prove

Indirizzo date

Economico giuridico

2 settembre 2002

Arte e disegno

3 settembre 2002

Musica e spettacolo

4 settembre 2002

Scienze motorie

5 settembre 2002

Sanitario e della prevenzione

6 settembre 2002

Lingue straniere

9 settembre 2002

Scienze naturali

10 settembre 2002

Fisico informatico matematico

11 settembre 2002

Linguistico letterario

12 settembre 2002

Scienze umane

13 settembre 2002

Tecnologico

17 settembre 2002

In Educazione&Scuola:

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

01 – 30 settembre Inizio AS 2002-2003

La cerimonia d’apertura dell’anno scolastico 2002-2003 si svolge a Roma dal Vittoriano il 18 settembre sui temi dell’Identità Nazionale e della Solidarietà.
Gli stessi temi sono oggetto del programma “Un sogno… una speranza”, di Aldo Bruno, che Rai Educational in collaborazione con il MIUR presenta su RAI3 alle ore 08.05, dal 16 al 20 settembre, attraverso 11 filmati che raccontano le storie di altrettante scuole italiane.
Di seguito il comunicato del MIUR ed il programma della manifestazione:

(Roma, 10 settembre 2002 – Servizio per la Comunicazione)
OGGETTO: SCHOOL DAY – la programmazione RAI
Il 18 settembre a Roma, al Vittoriano, si svolgerà la cerimonia di apertura dell’anno scolastico.
Alla presenza di 1500 studenti provenienti da tutte le regioni italiane, il Presidente Ciampi e il Ministro Moratti rivolgeranno un messaggio augurale a tutti i ragazzi, gli insegnanti, le famiglie.
Alcuni studenti, insieme a personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, delle arti, della moda, presenteranno esperienze significative realizzate dalle scuole nell’ambito dei due temi che ispirano la manifestazione di quest’anno: l’identità nazionale e la solidarietà.
La cerimonia sarà trasmessa in diretta su RAI 1 dalle 11.00 alle 12.30.
Il 17 settembre a Formia (LT) le delegazioni studentesche regionali daranno vita a saggi teatrali, spettacoli musicali, sportivi, coreografie artistiche ecc.
RAI Educational dedicherà l’intera settimana dal 16 al 20 settembre all’apertura dell’anno scolastico, offrendo:
una serie di servizi che raccontano storie di identità nazionale e di solidarietà di cui si sono rese protagoniste alcune scuole italiane.
Dal 16/9 al 20/9 su RAI 3, dalle ore 8.05 alle ore 9.05 le riprese dallo stadio di Formia.
Il 18/9 su RAI 3 dalle ore 7.00 alle ore 8.05 e, lo stesso giorno, sul canale satellitare RAI EduCultura, dalle ore 9.05 alle ore 11.00 la diretta della cerimonia al Vittoriano.
Il 18/9 sul canale satellitare RAI EduCultura, dalle ore 11.00 alle ore 12.30.

SCHOOL DAY
La programmazione di RAI 3

Lunedì
16/09
Martedì
17/09
Mercoledì
18/09
Giovedì
19/09
Venerdì
20/09
Solidarietà Identità Nazionale Solidarietà Identità Nazionale Identità Nazionale Solidarietà
7,00 – 8,00
Formia: cronaca di un giorno di festa

Filmati: scuole medie Olivieri di Pesaro e di Palma di Montechiaro (AG)

8,00 – 9,05
Roma chiama Johannesburg

Scuola Media G. Mazzini di Roma

Madre Teresa – L’angelo di Calcutta

Miti antichi e identità moderne

Liceo Classico Platone
di Palazzolo Acreide
(SR)

Viva l’Italia – La nostra storia in musica

Lezioni di vita

Filmati all’interno delle scuole:
1- Scuola Media Maiuri di
Pompei (NA)
2- Liceo Scientifico Mattei
di Maglie
(LE)
3- Ist. Tecnico Agrario di
Alba (CN)
4- Dir. Didattica di S.
Stefano di Magra
(SP)

I segreti del mare

Istituto Tecnico Nautico di Brindisi

I. P. per la Ceramica Artistica Caselli di Capodimonte (NA)

Viva l’Italia – La nostra storia in musica (seconda parte)

L’isola ieri, oggi, domani

Liceo Classico Manzoni di Milano

La storia di Giorgio Perlasca

La programmazione di RAI – Canale satellitare Educultura

Mercoledì
18/09
9,05 – 11,00
Replica delle riprese a Formia
11,00 – 12,30
Diretta dal Vittoriano

A partire dall’anno scolastico 2002/2003, l’art. 138 del D.L.vo 31 marzo 1998, n. 112 delega alle regioni la determinazione del calendario scolastico annuale; rimangono competenza del MIUR (vd. OM 51/02):

  • la determinazione per l’intero territorio nazionale della data di inizio (prima prova) degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore;
  • l’indizione eccezionale, in corso d’anno, di sessioni speciali di esami di licenza di scuola media, di qualifica professionale e di licenza di maestro d’arte per sovvenire alle esigenze di riconversione professionale dei lavoratori specie se in mobilità;
  • la determinazione del calendario delle festività a rilevanza nazionale.

Riportiamo di seguito una tabella riepilogativa dei calendari nazionale e regionali:

CALENDARIO SCOLASTICO NAZIONALE

Inizio esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore: 18 giugno 2003

Festività: tutte le domeniche; il 1° novembre, festa di tutti i Santi; l’8 dicembre, Immacolata Concezione; il 25 dicembre, Natale; il 26 dicembre; il 1° gennaio, Capodanno; il 6 gennaio, Epifania; il giorno di lunedì dopo Pasqua; il 25 aprile, anniversario della Liberazione; il 1° maggio, festa del Lavoro; il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica; la festa del Santo Patrono; S. Patrono

Termine delle attività educative nelle scuole dell’infanzia: 30 giugno 2003

CALENDARI SCOLASTICI PER REGIONI E PROVINCE AUTONOME

REGIONI E PROVINCE

Inizio lezioni

Vacanze

Termine lezioni

Note

Settembre 02

Natalizie Pasquali Altre

Giugno 03

Dicembre 02 Gennaio 03 Aprile 03
PIEMONTE 9 23 6 17 – 22

7

VALLE D’AOSTA 11 23 6 17 – 24 8-12/5

10

LOMBARDIA 10 23 6 17 – 27 2/11

7

TRENTO 10 22 6 17 – 21 2/11; 6-11/3; 26/4

16

1
BOLZANO 10 24 6 17 – 21 2/11; 3-6/3

16

2
VENETO 16 23 4 17 – 19 2/11; 26/4

10

FRIULI-VENEZIA G. 16 23 4 17 – 19 1 g. “Id. Reg.”

7

LIGURIA 18 23 6 17 – 21

7

3
EMILIA ROMAGNA 16 23 4 17 – 19 2/11

7

TOSCANA 16 24 6 17 – 22 2/11; 30/11

7

UMBRIA 16 23 4 17 – 22 2/11 7
MARCHE 16 Dodici giorni

11

LAZIO 18 23 4 17 – 22

11

MOLISE 12 23 6 17 – 22 2/11; 5/3; 26/4

7

ABRUZZO 16 23 4 17 – 22

7

CAMPANIA 12 23 6 17 – 22 2/11 7
PUGLIA 19 23 6 17 – 22 2/11; 26/4

11

BASILICATA 11 23 4 18 – 19 2/11; 4/3; 26/4/

7

CALABRIA 16 23 5 17 – 21 26/4

7

4
SICILIA 17 23 7 17 – 22 7 5
SARDEGNA 16 23 4 17 – 19 2/11; 4/3; 28/4

10

6

note

1) Prov. TRENTO I consigli di circolo e di istituto possono deliberare la sospensione delle lezioni e dell’attività educativa per n. 3 giorni a scelta.
2) Prov. BOLZANO N. 5 o 6 giorni a disposizione del consiglio d’istituto a seconda se l’orario settimanale delle lezioni si articola su cinque o sei giorni e previo accordo tra la Direzione della scuola materna, i Consigli di circolo o di istituto dei circoli di scuola elementare, degli istituti comprensivi e pluricomprensivi e delle scuole secondarie di primo grado del corrispondente bacino di utenza.
3) Reg. LIGURIA I consigli di circolo e di istituto possono deliberare la sospensione delle lezioni e dell’attività educativa per n. 4 giorni a scelta.
4) Reg. CALABRIA L’inizio dell’a.s. è stato spostato al 23.09.02.
5) Reg. SICILIA L’inizio dell’a.s. è stato spostato al 30.09.02, con conseguente modifica delle altre date prefissate.
6) Reg. SARDEGNA I consigli di circolo e di istituto possono deliberare la sospensione dell’attività didattica per n. 2 giorni a scelta.

Di seguito una tabella relativa a popolazione scolastica, classi/sezioni e posti del personale docente per l’anno scolastico 2002-2003:

Regione

Alunni

Classi

Posti

Mat Ele Med Sup Totale Alunni Mat Ele Med Sup Totale Classi Mat Ele Med Sup Totale Posti
Abruzzo 27413 57353 39614 64262 188642 1220 3366 1945 2828 9359 2452 5347 3613 5783 17195
Basilicata 13590 30100 21297 36001 100988 660 1776 1074 1642 5152 1352 3051 2274 3304 9981
Calabria 46741 105141 76031 120483 348396 2279 6633 3935 5620 18467 4572 10805 8113 11322 27176
Campania 141467 319549 238438 325038 1024492 6151 19235 11281 14163 50830 12139 27790 21618 28115 89662
Em. Rom. 41455 147446 92975 138806 420682 1721 7904 4344 6368 20337 3412 13908 8248 13110 38678
Friuli 15482 43158 27488 42760 128888 686 2611 1374 2125 6796 1406 4555 2636 4347 12944
Lazio 80922 222253 153830 240476 697481 3497 11860 7214 10933 33504 6198 20844 13792 22205 63039
Liguria 19551 52545 35297 51527 158920 817 3003 1660 2420 7900 1605 5295 3239 4851 14990
Lombardia 102032 367803 226575 322011 1018421 4199 19903 10706 14466 49274 8408 35115 21567 28973 94063
Marche 31087 62283 40784 66210 200364 1332 3470 1944 3070 9816 2657 5707 3659 6274 18297
Molise 6500 15042 10292 17889 49723 308 939 542 821 2610 601 1434 1034 1592 4661
Piemonte 63893 162407 103947 150988 481235 2624 9270 4903 6958 23755 5251 16524 9979 14311 46065
Puglia 97785 218268 150456 220564 687073 4157 10752 7650 9777 32336 7592 17520 13109 19768 57989
Sardegna 28438 72068 55167 88291 243964 1389 4210 2944 4180 12723 2882 7110 5859 8540 24391
Sicilia 116444 276629 199388 266070 858531 5073 14628 9545 11973 41219 8740 23437 18950 23655 74782
Toscana 57744 128932 86798 132452 405926 2400 7189 4035 6104 19728 4769 12487 7752 12344 37352
Umbria 15788 33643 21899 36236 107566 701 2062 1060 1741 5564 1366 3271 2049 3415 10101
Veneto 39620 193599 120185 168980 522384 1689 11136 5699 7755 26279 3349 17934 11418 16012 48713
Totale 945952 2508219 1700461 2489044 7643676 40903 139947 81855 112944 375649 78751 232134 158909 227921 697715
Fonte: elaborazione CGIL Scuola su dati MIUR

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

03 – 30 settembre Parlamento

Camera
Aula 18 Interrogazioni a risposta immediata

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, la questione al nostro esame è assai grave. L’anno scolastico si è aperto all’insegna del caos in questo paese, in un clima di profonda instabilità, precarietà e disagio, determinato da una serie di pesanti provvedimenti portati avanti da questo ministero e da questo Governo, a partire dalla legge finanziaria approvata nello scorso anno.
Le riduzioni di spesa sulla scuola sono state pesantissime e a pagarne le conseguenze è stata la qualità della scuola pubblica. Siamo dinanzi ad una situazione, a fronte di un «buco» degli organici di oltre 100 mila unità, in cui questo Governo non ha ancora previsto l’immissione in ruolo che era stata promessa all’inizio per un contingente di 21 mila unità.
Successivamente la stampa ha dichiarato che vi era la disponibilità per 4 mila e 500 immissioni in ruolo, di cui oggi non abbiamo traccia. Chiediamo di conoscere quali siano le reali intenzioni di questo Governo.
LETIZIA MORATTI, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Signor Presidente, l’onorevole Titti De Simone ripropone oggi temi che sono già stati ampiamente trattati nella seduta del 27 luglio scorso, nel corso della quale fu il ministro Giovanardi a rispondere ad una analoga interrogazione presentata dall’onorevole Capitelli.
Come è stato già detto in quell’occasione, stupisce che venga addebitato al Governo il fatto di non aver provveduto a tutt’oggi ad assunzioni di personale per l’anno 2002-2003. Devo infatti ricordare che i precedenti governi hanno solitamente effettuato le assunzioni di personale ad anno scolastico già ampiamente iniziato e che è stato questo Governo a provvedere per la prima volta ad assumere, entro l’agosto 2001, 30 mila docenti per l’anno scolastico 2001-2002 e a sanare anche l’arretrato di altri 30 mila che il Governo precedente avrebbe dovuto assumere e non ha assunto per l’anno scolastico 2000-2001.
Quest’anno peraltro la questione degli organici della scuola è stata approfondita adeguatamente per evitare sprechi ed inefficienze a danno dei cittadini e della qualità della scuola. A titolo esemplificativo vorrei ricordare che vi sono 18 mila docenti distolti a vario titolo dalla funzione di insegnamento; a seguito di tale approfondimento e dei necessari correttivi, si è provveduto a richiedere l’immissione in ruolo.
Inoltre, vorrei ricordare che l’assunzione di 85 mila supplenti annuali, conclusasi il 31 luglio come l’anno scorso, a differenza di quanto accadeva negli anni precedenti, sta consentendo il regolare inizio dell’anno scolastico e la decorrenza della retribuzione, anche questa a differenza degli anni precedenti, per tutti i docenti e i supplenti annuali a partire dal primo settembre 2002.
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, non siamo assolutamente soddisfatti di questa risposta da lei fornitaci che continua a sottolineare e a denotare da parte di questo Governo una profonda insensibilità nei confronti di ciò che sta avvenendo nel mondo della scuola e che è stato determinato dai vostri provvedimenti. Avevate promesso cose che non state facendo.
Le 20 mila immissioni in ruolo che erano state previste per quest’anno non sono state effettuate perché anche questo Ministero, come gran parte degli altri, è in una situazione di tutela assoluta da parte del Ministero del tesoro e della finanza creativa del ministro Tremonti.
C’è una situazione di vuoto, c’è un buco negli organici, una condizione in cui il personale della scuola è sempre più precarizzato. Vi state rifiutando di autorizzare le immissioni in ruolo per spingere il personale docente verso una situazione di assoluta precarietà nelle condizioni di lavoro, nei diritti, nelle situazioni contributive e salariali. Ciò significa andare verso un sistema di dequalificazione della scuola pubblica, che verrà pagato in modo molto salato, soprattutto dalle famiglie.
Voi continuate a non rispondere alla nostra domanda di fondo: quando autorizzerete le immissioni in ruolo? Avevate promesso che gli effetti giuridici delle immissioni in ruolo sarebbero decorsi a partire dall’anno scolastico 2002-2003, mentre gli effetti economici dall’anno scolastico 2003-2004. Voi continuate a non rispondere, anche su questo punto: non ci dite quando, se e come le farete. La verità è soltanto una a guardare anche i contenuti del DPEF e della prossima legge finanziaria, di queste immissioni in ruolo non ve ne sarà neanche una.
Quindi, il mondo della scuola rimarrà in una condizione di estrema precarietà. Su questo continueremo a fare pressione ed a mobilitarci, insieme al mondo della scuola, che non vuole queste vostre controriforme

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli ministri, l’esposizione del crocifisso nelle corsie ospedaliere e nelle scuole è stata ripetutamente oggetto nel nostro paese di contestazioni da parte di altre confessioni religiose ed anche di alcune formazioni politiche. Tuttavia, il Consiglio di Stato nell’aprile del 1998, con un parere motivato, affermò che non vi è alcun divieto all’esposizione del crocefisso nei luoghi pubblici, proprio perché si tratta di un simbolo, di un patrimonio storico della civiltà del nostro paese e che non sono state modificate in nessun caso le norme del regio decreto del 1928, neanche dopo le modifiche al Concordato lateranense del 1929.
Un anno fa alcuni colleghi rivolsero al Ministero della pubblica istruzione una domanda simile: come è possibile applicare queste norme tuttora vigenti e come, quindi, il crocefisso potrà tornare nei luoghi pubblici, tra cui le aule scolastiche?
LETIZIA MORATTI, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Signor Presidente, cari colleghi, onorevole Volontè, devo prima di tutto confermare che il Consiglio di Stato ha preso in esame le norme dei regi decreti citate dall’onorevole Volontè, concludendo che esse non sono state abrogate dall’accordo che ha modificato il Concordato lateranense e che, quindi, l’esposizione del crocifisso nelle scuole è tuttora prevista dalla normativa vigente.
Il Consiglio di Stato ha inoltre affermato che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche non contrasta con i principi costituzionali che assicurano pari libertà a tutte le confessioni religiose, in quanto il crocifisso rappresenta un simbolo della civiltà cristiana, della sua radice storica e del suo valore universale, che sono elementi essenziali del patrimonio storico e culturale del nostro paese. Sono personalmente profondamente convinta che le considerazioni del Consiglio di Stato siano del tutto condivisibili e che sia, quindi, doveroso assicurare che il crocifisso venga esposto nelle aule scolastiche, a testimonianza della profonda radice cristiana del nostro paese e di tutta l’Europa.
Le iniziative da assumere per disciplinare in maniera chiara e certa l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche sono attualmente in via di definizione e alle stesse verrà data attuazione nei prossimi mesi.
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevole ministro, sono completamente soddisfatto della sua risposta. Spero che entro la fine dell’anno o all’inizio dell’anno prossimo, dal primo gennaio 2003, possa dare attuazione, attraverso queste direttive, all’applicazione di una legge tuttora vigente nel nostro Stato, nella speranza di poter mettere fine a questa querelle che tanto spesso viene sollevata nell’ambito pubblica opinione italiana. Concordiamo con lei che il crocifisso rappresenti, non solo la tradizione dei cattolici italiani, ma anche la tradizione culturale della morale civile di questo paese e della civiltà europea, riconoscendo – esattamente com’è stato fatto qualche mese con una normativa approvata da questo ramo del Parlamento sugli oratori – che la laicità dello Stato non può essere in contraddizione con la morale civile del nostro paese.

Aula 16 Discussione congiunta dei disegni di legge:
Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2001. (2922)
Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2002. (2923/A)
Aula 3 Comunicazioni del Presidente
Commissioni
7a 26 atti del Governo, Schema di decreto per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per il 2002
7a 25 comitato ristretto, AC 587, Disciplina delle attività musicali
7a 24, 25 sede referente, DdL AC 1773, Regolarizzazione iscrizioni a diplomi universitari e di laurea per l’anno accademico 2000-2001Il 25 settembre la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea sul provvedimento
7a 18, 25 sede referente, Promozione e sviluppo dello sport per le persone disabili (DdL AC 2128, 2181)
7a 19, 24 sede referente, DdL AC 2899, Titoli accademici rilasciati dalle istituzioni di alta formazione artistica e musicale
7a 19, 24 sede referente, DdL AC 2988, Disposizioni per l’università e l’alta formazione artistica e musicale
7a 18 la Commissione approva in sede referente il DdL  AC 2238, Disposizioni concernenti la scuola, l’università e la ricerca
11a 17, 24 DdL Insegnanti di religione cattolica (DdL AC 561, 580, 737, 909, 1433, 1487, 1493, 1908/L, 1972, 2480)
Senato
Aula 26 DdL A.S. 1306, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale
Commissioni
7a 17, 18, 19, 24, 25, 26 DdL A.S. 1306, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionaleDdL A.S. 1251, Legge-quadro in materia di riordino dei cicli dell’istruzione

Il 17 e 18 settembre il ministro interviene in 7a Commissione

Il 19 settembre sono approvati gli articoli 3 e 4 e il 25 settembre gli art. 5 e 6 del DdL A.S. 1306

I gruppi parlamentari raggiungono un accordo per concludere l’esame dei disegni di legge entro mercoledì 25 settembre 2002

7a 26 Interrogazioni

Il sottosegretario Valentina APREA risponde congiuntamente alle interrogazioni n. 3-00622 del senatore Monticone, n. 3-00623 dei senatori Compagna ed altri, e n. 3-00627 dei senatori Tessitore ed altri e sull’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Al riguardo, chiarisce anzitutto l’episodio specifico richiamato nell’interrogazione n. 623 precisando, come peraltro già esposto alla Camera dei deputati lo scorso novembre in risposta ad una interrogazione di analogo tenore, che in quel caso la rimozione del Crocifisso dalla parete fu solo momentanea essendo stato poi riappeso al termine della lezione.
Ella si sofferma quindi sulle norme, risalenti agli anni Venti, che prevedono l’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche, quale parte dell’ordinario arredamento la cui buona conservazione compete al capo d’istituto.
Ricorda altresì il parere del Consiglio di Stato del 1988, con il quale fu ribadito che le norme sull’esposizione del Crocifisso sono ancora vigenti e non possono essere considerate abrogate dall’Accordo del 1984 di modifica del Concordato.
Più di recente, rispettivamente nel 1999 e lo scorso luglio, anche la Corte di cassazione e l’Avvocatura dello Stato hanno confermato tale orientamento sostenendo che la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche non contrasta con la libertà religiosa.
Il Sottosegretario ribadisce quindi che le disposizioni vigenti già prevedono la presenza del Crocifisso nelle scuole. In alcuni casi essa ha tuttavia dato luogo a contestazioni essendo stata interpretata come imposizione di una scelta di carattere confessionale, in contraddizione con la dimensione multiculturale e multietnica che si va affermando nelle classi.
Ciò induce a non dare per scontata la comprensione del valore del Crocifisso come simbolo universale e a considerare come importante obiettivo di convivenza civile il formarsi in tutte le scuole della consapevolezza del rispetto della cultura e delle tradizioni del nostro Paese. Tale obiettivo il Governo intende fermamente perseguire ponendosi, in un contesto multiculturale multireligioso, a garante della tolleranza e della libertà religiosa in un ovvio quadro di reciprocità.

Il senatore MONTICONE si dichiara solo parzialmente soddisfatto della risposta fornita dal Sottosegretario, che lascia inevase alcune questioni sottese all’interrogazione. Condivide peraltro i riferimenti agli obiettivi di tolleranza religiosa tanto più se idonei a conferire al simbolo del Crocifisso un significato di dialogo universale.
Esprime altresì soddisfazione per l’impegno manifestato dal Governo a riconoscere il primato dei principi di libertà religiosa e di tolleranza rispetto a quello di elementi simbolici.
Auspica pertanto che il Ministero non intenda intraprendere iniziative normative al riguardo, in sintonia con una civiltà che si evolve nel senso di una sempre maggiore apertura. Contestualmente, si augura che la scuola promuova una condivisa educazione alla libertà in un clima di fiducia reciproca fra amministrazione centrale, istruzioni scolastiche e famiglie.

In una breve interruzione, il sottosegretario APREA nega che il Ministero intenda adottare nuove normative al riguardo.

Il senatore MONTICONE ne prende atto con soddisfazione.

Il senatore COMPAGNA si dichiara molto soddisfatto per la risposta fornita dal sottosegretario Aprea, pur lamentando che il Governo, avendo risposto nel novembre scorso ad un’interrogazione analoga alla sua presso la Camera dei deputati, non abbia assicurato pari attenzione all’attività di sindacato ispettivo del Senato. Osserva poi che, da allora, la questione si è aggravata, assumendo sempre più i toni di una contrapposizione fra Islam e Cristianesimo.

Il senatore TESSITORE prende atto delle dichiarazioni del Governo ed in particolare che il Ministero non intende emanare una nuova normativa sulla questione. Si dichiara tuttavia meno compiaciuto per la struttura della risposta del Sottosegretario, che ha fatto riferimento ad una normativa assai datata senza tener conto del fatto che, fino al 1946, la Carta costituzionale allora vigente prevedeva la religione cattolica come religione di Stato e che quindi tutta la legislazione si ispirava a tale comune sentire.
Nega poi che il Crocifisso sia espressione della tradizione culturale del Paese, rivestendo al contrario un valore che nulla ha a che vedere con le tradizioni nazionali.
Nell’auspicare pertanto che coloro i quali rivestono ruoli di maggiore responsabilità dimostrino maggiore attenzione nelle loro dichiarazioni, ricorda infine di aver già avuto occasione di manifestare il proprio dissenso anche nei confronti di un ipotizzato obbligo di rimozione del Crocifisso. Si tratta infatti a suo giudizio di approcci culturalmente rozzi e addirittura blasfemi che non si sente in alcun modo di condividere.
Coglie peraltro l’occasione per ribadire il proprio rammarico a fronte dell’indifferenza che la maggioranza, nonostante la sollecitudine della risposta del Governo e la sensibilità della Presidenza nell’organizzazione dei lavori della Commissione, continua a dimostrare rispetto a tematiche di grande rilievo.

05 – 30 settembre Governo

29 – 30 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 23,25 a Palazzo Chigi

Il Consiglio, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tremonti, ha approvato:
– un disegno di legge concernente le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge finanziaria 2003. La manovra per il 2003 è ispirata a realizzare gli obiettivi del rigore di bilancio, dello sviluppo economico del Paese e dell’equità sociale, nel rispetto del Patto per l’Italia e del Patto di stabilità e crescita europeo. L’entità della manovra è pari a 20 miliardi di euro e consentirà di portare nel 2003 l’indebitamento netto della P.A. all’1,5% del Pil, rispetto al 2,1% del 2002. La manovra si incentra su interventi di razionalizzazione della spesa pubblica e misure dal lato delle entrate. In particolare i provvedimenti riguardano: la spesa dei Ministeri, gli oneri del personale, la sanità, il finanziamento degli investimenti, la scuola, il lavoro ed altri interventi, tra cui un incremento della misura e della durata dell’indennità di disoccupazione. Dal lato delle entrate, la Finanziaria, coerentemente con l’impegno assunto con le Parti sociali, avvia la riforma fiscale, che prevede sgravi delle imposte sui redditi delle famiglie per 5,5 miliardi di euro; a questo si aggiunge la riduzione di due punti dell’Irpeg (dal 36 al 34%) e una rimodulazione dell’Irap. Vengono introdotti il concordato triennale preventivo, il concordato per gli anni pregressi e la chiusura delle liti fiscali pendenti. Viene inoltre prorogato lo “scudo fiscale”;
– un disegno di legge relativo al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2003 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2003-2005;
– la Relazione previsionale e programmatica per l’anno 2003 e la Nota di aggiornamento al Dpef. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 05,30 del 30 settembre 2002.

20 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 10,20 a Palazzo Chigi

(…) Il Consiglio ha poi approvato i seguenti ulteriori provvedimenti:
su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Moratti:
– un decreto-legge che reca misure per la scuola, l’università, la ricerca, l’alta formazione artistica e musicale. Queste le principali misure: per la scuola, l’obbligo per i docenti in soprannumero di partecipare ai corsi di riconversione professionale, fino ad oggi possibile solo su base volontaria; norme più chiare per la costituzione delle classi e l’attivazione dei posti di sostegno. Per le università statali: interventi finanziari tesi a risanare situazioni debitorie per gli oneri relativi alla progressione economica di docenti e ricercatori. Per gli istituti statali di alta formazione artistica e musicale: disposizioni in materia di valenza dei titoli (viene previsto in particolare che i diplomi rilasciati da questi Istituti vengano equiparati ai diplomi di laurea ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi e ai corsi di laurea specialistica). Viene altresì previsto il potenziamento e la valorizzazione delle associazioni e cooperative studentesche per le attività di orientamento e di servizio in favore degli studenti; (…)
Il Ministro Frattini ha svolto una relazione in merito all’andamento della tornata contrattuale sul pubblico impiego e agli incontri finora tenuti con le Organizzazioni sindacali. Ha inoltre informato il Consiglio sullo stato di attuazione della legge di riforma della dirigenza pubblica e sui processi di riorganizzazione delle Amministrazioni. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 14,00.

13 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 17,30 a Palazzo Chigi

Il Consiglio ha inoltre deliberato:
su proposta del Presidente del Consiglio, di concerto con il Ministro dell’interno:
– nomina del prefetto dott.ssa Anna Maria D’ASCENZO a Commissario straordinario per la provvisoria gestione dell’Ordine Mauriziano di Torino, in considerazione dell’accertata, grave situazione di dissesto finanziario ed al fine di attivare con immediatezza un percorso di risanamento;
su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali:
– conferma del dott. Guido BOLAFFI nell’incarico di Capo del Dipartimento delle politiche sociali e previdenziali, nonché nell’incarico, ad interim, di Capo del Dipartimento delle politiche del lavoro e dell’occupazione e tutela dei lavoratori;
– avvio della procedura per la nomina del dott. Fabio TRIZZINO a Presidente dell’INPS. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 18,25.

06 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 17,00 a Palazzo Chigi

– Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
su proposta del Presidente del Consiglio, Berlusconi, e dei Ministri Maroni e Pisanu:
– un decreto-legge che reca norme in materia di legalizzazione del lavoro irregolare dei lavoratori extracomunitari ed attua l’impegno assunto dal Governo in Parlamento di accompagnare l’entrata in vigore della legge “Fini-Bossi” in materia di immigrazione (10 settembre) con norme per la legalizzazione dei lavoratori extracomunitari. Il provvedimento prevede che i lavoratori extracomunitari occupati nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore del decreto-legge possono essere regolarizzati a domanda, presentata direttamente dal datore di lavoro e con il versamento di una somma pari a 700 euro; previo accertamento da parte della Prefettura di eventuali motivi ostativi e la conclusione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno annuale, potranno ricevere il permesso di soggiorno. Viene inoltre stabilito che l’obbligo dei rilievi fotodattiloscopici previsto per i lavoratori extracomunitari sia esteso anche ai cittadini italiani all’atto della consegna della carta d’identità elettronica.
Contestualmente, il Consiglio ha avviato l’esame di un separato decreto recante ulteriori misure incentivanti, in materia fiscale ed organizzativa, ai fini dell’emersione del “lavoro nero”; saranno poi istituiti i comitati per il lavoro e l’emersione del sommerso (CLES) presso le direzioni provinciali del lavoro in ogni capoluogo di provincia, che ricevono e valutano i piani di emersione individuali del sommerso presentati dai datori di lavoro interessati all’emersione progressiva. Tali disposizioni recepiscono “l’avviso comune“ in materia concordata tra Governo e Sindacati nel luglio scorso. L’esame di tale decreto sarà completato nella prossima riunione; (…)
su proposta del Ministro delle comunicazioni, Gasparri:
– un disegno di legge recante norme di principio in materia di assetto del sistema televisivo e della RAI spa, nonché delega al Governo per l’emanazione del codice della radiotelevisione, con l’obiettivo di realizzare una complessiva riforma della disciplina del sistema radiotelevisivo basata sul pluralismo e sull’imparzialità dell’informazione. Il provvedimento tiene conto dell’avvento della tecnologia digitale e si muove sulla linea del suo sviluppo attraverso una adeguata disciplina transitoria, che stabilisce tempi certi per la sua introduzione e favorisce la diffusione degli apparecchi utilizzabili per la ricezione delle trasmissioni in tecnica digitale. L’obiettivo principale è far cadere le tradizionali barriere fra settori dei media ed iniziare a delineare un sistema integrato delle comunicazioni, che necessita di una diversa e specifica disciplina antitrust diretta a definire i limiti della raccolta delle risorse. Altro importante obiettivo del provvedimento è quello di ridefinire i compiti del servizio pubblico radiotelevisivo e di adeguarne le forme di finanziamento a quanto previsto dal Protocollo sul sistema di radiodiffusione pubblica allegato al Trattato istitutivo della Comunità Europea. Viene individuato quale principio generale dell’informazione radiotelevisiva la obiettiva presentazione dei fatti e degli avvenimenti nei telegiornali e nei giornali radio e viene affidato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di determinare ulteriori regole e criteri per rendere effettiva l’osservanza di tali principi. Viene inoltre prevista, al seguito della fusione per incorporazione della RAI Holding spa nella RAI-radiotelevisione spa, la progressiva dismissione della proprietà azionaria da parte dello Stato secondo modalità e tempi che verrano stabiliti dal CIPE. All’atto della discussione del provvedimento, il Presidente Berlusconi ed il Sottosegretario Letta si sono doverosamente assentati dalla sala del Consiglio; (…)
su proposta del Presidente del Consiglio, Berlusconi, e del Ministro dell’ambiente, Matteoli:
– uno schema di decreto legislativo recante la nuova organizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, che nasce dall’esigenza di una profonda rivisitazione del sistema di gestione e monitoraggio dell’ambiente e che si propone un controllo quanto più soddisfacente dello sviluppo durevole e sostenibile, capace di prendere atto e di rapportarsi al meglio con i risultati della ricerca scientifica del settore, con l’individuazione delle migliori tecnologie disponibili e con la definizione di progetti che siano all’altezza delle esigenze pubbliche. Obiettivo della nuova fisionomia del Ministero è pertanto quello di essere organizzato in maniera semplificata, di essere più agevolmente accessibile dal punto di vista della comunicazione e di essere in grado di elaborare efficacemente i programmi che il Governo intende sostenere. Sul provvedimento saranno acquisiti i prescritti pareri;
su proposta del Ministro dell’ambiente, Matteoli:
– un decreto che istituisce il Parco nazionale dell’Asinara e ne delimita in via definitiva il perimetro. Il provvedimento, che segue l’istituzione dell’area marina protetta “Isola dell’Asinara” avvenuta nel mese di agosto, istituisce il relativo Ente Parco, sottoposto alla vigilanza del Ministero, con sede legale in Porto Torres (SS), ne definisce organi, funzionamento ed entrate, classifica le zone del Parco per rilevanza di interesse naturalistico, ambientale, paesaggistico, storico-culturale e agricolo-ambientale e disciplina la tutela dei valori naturalistici, la promozione di attività di formazione, ricerca scientifica e turistiche nella misura compatibile, la difesa ed il ripristino di equilibri ecologici ed idrogeologici, la conservazione delle testimonianze storiche presenti sull’Isola, elencando infine espressamente i divieti di attività che ne possano alterare l’integrità. Sul testo è stata acquisita l’intesa della regione Sardegna e il parere della Conferenza unificata; (…)
Il Consiglio ha infine deliberato le seguenti conferme di incarichi dirigenziali ai sensi della legge 15 luglio 2002, n.145, recante nuove norme sulla dirigenza (“legge Frattini”): (…)
su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca:
– conferma del dirigente di prima fascia dott. Giovanni D’ADDONA a Capo del Dipartimento per la programmazione, il coordinamento e gli affari economici;
– conferma del dirigente di prima fascia dott. Pasquale CAPO a Capo del Dipartimento per lo sviluppo dell’istruzione, con reggenza temporanea del Dipartimento per i servizi nel territorio.
Il Consiglio, infine, su proposta del Ministro per gli Affari Regionali, La Loggia, ha esaminato talune leggi regionali a norma dell’art. 127 della Costituzione.
La seduta ha avuto termine alle ore 22,10.

05 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 13,25 a Palazzo Chigi

Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato, ha approvato, su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro Tremonti, un decreto-legge recante misure di controllo, trasparenza e contenimento della spesa pubblica. Al fine di assicurare un rigoroso monitoraggio dei conti pubblici, il provvedimento introduce misure volte a consentire un più stringente controllo degli andamenti di finanza pubblica e una razionalizzazione delle procedure di spesa. In particolare, si dispone che le previsioni legislative di spesa costituiscano un limite finanziario invalicabile, al fine di garantire il rispetto dell’art.81 della Costituzione. Sono state inoltre previste, in presenza di rilevanti scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica, limitazioni alla possibilità di assumere impegni di spesa e di effettuare pagamenti, con esclusione di quelli relativi a stipendi, pensioni e altre spese obbligatorie.
La seduta ha avuto termine alle ore 16,10

Educazione&Scuola©

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