09 2007

01 –  30 settembre Attività Sindacale

Proseguono gli incontri di ARAN e MIUR con le OOSS su:

  • 26: concorso a dirigente tecnico
  • 24: area V Dirigenza Scolastica concorsi, sottoscrizione definitiva CIN Area V mobilità 2007-2008
  • 18, 19, 20: CCNL Scuola, quadriennio normativo 2006/2009 e biennio economico 2006/2007
  • 13: assunzioni a tempo determinato personale docente ed ATA
  • 07: CCNI FUA 2007
  • 05: schema DdL sull’apprendimento permanente, regolamento debiti formativi, riorganizzazione IFTS
  • 05, 28: CCNQ aree dirigenza quadriennio 2006-2009

Sul tema si veda la rubrica di Educazione&Scuola:

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

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Nota 28 settembre 2007, Prot. n.1536
Piano Nazionale di Formazione per l’integrazione degli alunni disabili “I CARE: Imparare, Comunicare, Agire in una Rete Educativa” – anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009

Scuola: 702 nuovi insegnanti di sostegno
(Roma, 27 Settembre 2007) Il ministero dell’Istruzione ha assegnato questa mattina 702 nuovi insegnanti di sostegno da impiegare su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa fa parte del nuovo Piano per la disabilità nella scuola presentato oggi dal ministro Fioroni nel corso di una conferenza stampa.
A trent’anni dalla legge 517, che inseriva le ragazze e i ragazzi disabili nelle classi insieme ai loro compagni, il nuovo Piano per la disabilità rilancia la capacità della scuola di offrire insegnamenti speciali. Diventano, di conseguenza, significative e importanti le politiche che il Governo si propone di mettere in atto in questa direzione.
Il ministro ha precisato che la redistribuzione dei nuovi insegnanti di sostegno per gli alunni diversamente abili sarà effettuata in base a un criterio di uniformità in tutta Italia.
Tra i punti cardine del Piano la formazione iniziale dei docenti, che consenta approfondimenti teorici e sviluppo di strategie metodologico – didattiche e organizzative centrate sull’idea della scuola come comunità inclusiva, con riferimento specifico ai temi delle disabilità e dei bisogni educativi speciali.
Destinatarie del progetto – che si svilupperà negli anni scolastici 2007/2008, 2008/2009 – sono le scuole di ogni ordine e grado. Con un investimento di 4 milioni di euro, le singole scuole sono coinvolte nel progetto direttamente, nel rispetto della loro autonomia, col supporto delle sedi regionali del ministero.
Tra le finalità del progetto, il consolidamento di una rete di supporto alle politiche dell’inclusione e l’individuazione dei livelli essenziali della qualità dell’inclusione.

A trent’anni dalla legge 517 che inseriva le ragazze e i ragazzi disabili nelle classi insieme ai loro compagni, è il tempo di una valutazione e soprattutto di un rilancio della capacità della Scuola di offrire insegnamenti speciali. Diventano, di conseguenza, significative e importanti le politiche che il Governo si propone di mettere in atto in questa direzione. Si riassumono qui le linee principali:
– Osservatorio sulla disabilità a Scuola: attivo da un anno, composto da un Comitato scientifico che accompagna innovazioni e formazione e di una Consulta delle Associazioni nazionali, con cui costruire le politiche in modo partecipato.
– Piano nazionale straordinario di formazione: sono stati investiti 4 milioni di euro. Sono coinvolte direttamente le singole scuole, nel rispetto della loro Autonomia, col supporto dalle sedi regionali del Ministero.
Obiettivi: realizzare un modello di formazione di tutele figure professionali della scuola; passare da esperienze valide a modelli estendibili; consolidare reti di supporto alle politiche dell’inclusione; individuare livelli essenziali di qualità che tutte le scuole devono poter offrire.
– Formazione iniziale dei docenti: nel gruppo di lavoro Ministero della Pubblica Istruzione – Ministero dell’Università è in programma lo studio sull’inserimento della pedagogia speciale nei percorsi iniziali di laurea per tutti gli aspiranti docenti e formazione ulteriore e specifica per i docenti di sostegno che diverranno sempre di più figure ad alta specializzazione di supporto all’intero consiglio di classe.
– Nuove tecnologie e disabilità: un progetto in corso, partito agli inizi del 2006, sta implementando in ogni provincia una scuola ‘Polo tecnologico’, dove operano docenti adeguatamente formati per offrire consulenze sulle tecnologie e su altri strumenti utili all’apprendimento per i disabili.
– Presa in carico degli alunni in situazione di disabilità: d’intesa col Ministero della Salute si è costruito un progetto innovativo per una “nuova certificazione” che sarà oggetto di un accordo di programma in Conferenza stato regioni al quale si sta già lavorando con le Regioni. Alcuni degli aspetti salienti: unica commissione per tutti gli aspetti della disabilità di una persona, commissione integrata con un membro del MPI all’appressarsi della scuola o quando si scopre disabilità, ogni Istituto scolastico compone unico progetto per tutti suoi alunni disabili, riceve risorse adeguate e stabili che vengono integrate con altre risorse sociali e sanitarie del territorio nei tavoli dei Piani sociali di zona. Gli insegnanti di sostegno in numero e sede stabili come figure specialiste della scuola con sufficiente flessibilità in modo da far incontrare specialità con determinata disabilità. Un gruppo di ispettori accompagnerà l’operazione in tutto il Paese.
Tutto ciò risponde ad una esigenza rafforzare la capacità complessiva della Scuola inclusiva che proprio nel 2007 compie 30 anni, e che, senza un passo in avanti, non potrebbe mantenersi, crescere e, auspichiamo, anche influire sulle scelte della Scuola europea di cui finora è all’avanguardia per scelte, ma non ancora per elaborazione del proprio peculiare modello

Nota 28 settembre 2007, Prot. n.4603
Festa nazionale dei nonni, 2 ottobre 2007

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Nota 27 settembre 2007, Prot. n. AOODGPER. 18529
Graduatorie istituto III fascia – Commissione valutazione titoli artistici strumento musicale – art. 5, comma 4, D.M. n.131 del 13 giugno 2007- Regolamento supplenze

Nota 27 settembre 2007, Prot. n. 9967
Concorso “Io & il videogioco”

Avviso 27 settembre 2007
Sottoscrizione del modello 770 delle istituzioni scolastiche da parte dei revisori dei conti

Nota Agenzia Entrate 27 settembre 2007
Dichiarazione del sostituto di imposta (Mod. 770) presentata dalle istituzioni scolastiche. Sottoscrizione dell’organo di controllo

Avviso 27 settembre 2007
Riapertura funzioni per il censimento dei laboratori scientifici

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Nota 26 settembre 2007, Prot. n. AOODGPER n.18434
Personale ATA – applicazione art. 7 CCNL 7-12-2005 – trasmissione dati al MEF-SPT – istruzioni operative –

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Decreto Ministeriale 25 settembre 2007, n. 78
Integrazione e aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (tabella di valutazione dei titoli, approvata con D.M. n. 27 del 15 marzo 2007 e allegata al D.D.G. 16 marzo 2007)  –  Equiparazione ai Diplomi di specializzazione pluriennali, ai Master e ai Corsi di perfezionamento, conseguiti in Italia, di quelli rilasciati dalle Università statali o non statali legalmente riconosciute degli Stati membri dell’Unione Europea

Nota 25 settembre 2007, Prot. n.1482
Progetto ” Leggere Dante oggi”

Nota 25 settembre 2007, Prot. MPIAOODGRUREG.UFF.604/USC
Pubblicazione del Bollettino Ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione sul Portale “Biblioteca Virtuale dello Stato”

Nota 25 settembre 2007, Prot. n. AOODGPER. 18329
Regolamento supplenze D.M. n.131 del 13 giugno 2007: Chiarimenti

Nota 25 settembre 2007, Prot. n. AOODGPER.18234
Trasmissione Contratto Integrativo Nazionale per il personale dell’area V della dirigenza scolastica per l’a.s. 2007/2008 sottoscritto in data 24.9.2007 – Mobilità

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Avviso 24 settembre 2007
Commissione Europea – Consultazione On-line sul multilinguismo

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Nota 21 settembre 2007, Prot. n. 9460
Orientascienze per i docenti- “Premio nazionale didattica della scienza”- Proroga termini e chiarimenti bando

Avviso 21 settembre 2007
Direttiva n. 90 del 1.12.2003. A.s. 2008/2009. Avviso scadenza Domande di accreditamento/qualificazione

21 settembre Quaderno Bianco

Il 21 settembre 2007 si svolge il seminario di presentazione del  “Quaderno Bianco sulla scuola” realizzato da MPI e MEF

Di seguito il comunicato stampa del MPI:

Scuola, domani seminario di presentazione del “Quaderno Bianco”
Conclusioni con Padoa Schioppa, Fioroni e Prodi
(Roma, 20 settembre 2007) Domani venerdì 21 settembre alle ore 10 alla Casa dell’Architettura – ex Acquario romano – in piazza Manfredo Fanti 47, a Roma, si svolgerà il seminario di presentazione del “Quaderno Bianco sulla scuola”.
Realizzato da un gruppo di esperti del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il “Quaderno Bianco” effettua una ricognizione della situazione della scuola italiana prefigurando scenari di sviluppo e possibili soluzioni ai problemi individuati.
All’introduzione del viceministro della Pubblica Istruzione, Mariangela Bastico, seguiranno gli interventi di Fabrizio Barca, Dirigente generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Giuseppe Cosentino, Capo dipartimento per l’Istruzione del Ministero della Pubblica Istruzione e di Emanuele Barbieri, Capo dipartimento per la programmazione ministeriale del Ministero della Pubblica Istruzione.
A conclusione dell’incontro sono previsti gli interventi del Ministro dell’Economia e delle finanze Tommaso Padoa Schioppa, del Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e del Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi.

PROGRAMMA

Ore 10:00 Introduzione
On. Mariangela Bastico, Vice Ministro della Pubblica Istruzione

Presentazione Quaderno Bianco
Dott. Fabrizio Barca, Dirigente Generale (MEF)
Dott Giuseppe Cosentino, Capo Dipartimento per l’Istruzione (MPI)
Dott. Emanuele Barbieri, Capo Dipartimento per la Programmazione Ministeriale (MPI)

Intervengono:
On. Tommaso Padoa Schioppa, Ministro dell’Economia e delle Finanze
On. Giuseppe Fioroni, Ministro della Pubblica Istruzione
On. Romano Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri (*)

Ore 12:00 Pausa Caffè

(*) L’intervento del Presidente del Consiglio è previsto per le ore 13.00

In Educazione&Scuola:

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Circolare Ministeriale 20 settembre 2007, n. 77
A.F. 2007 – Apertura delle funzioni di “Rilevazione oneri scuole” – Finanziamenti a saldo

Circolare Ministeriale 20 settembre 2007, n. 76
Attuazione direttiva ministeriale n. 65 del 26 luglio 2007. Valorizzazione ” eccellenze” ottenute dagli studenti negli esami di Stato dell’anno scolastico 2006/2007

Decreto Direttore Generale 20 settembre 2007
Attuazione direttiva ministeriale n. 65 del 26 luglio 2007. Valorizzazione ” eccellenze” ottenute dagli studenti negli esami di Stato dell’anno scolastico 2006/2007

Nota 20 settembre 2007, Prot. n. AOODGPER 17965
Graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia del personale docente ed educativo a.s. 2007/08 e 2008/09

Nota 20 settembre 2007, Prot.n. 2765
Seminario Nazionale “Democrazia, Costituzione, Cittadinanze”

Nota 20 settembre 2007, Prot. 9426
“Sulle orme di…”- Progetto nazionale per una nuova didattica dell’accoglienza turistica: Educational Marsala (TP) – 16 -18 ottobre 2007

Nota 20 settembre 2007, Prot. 9425
Oggetto:”Sulle orme di…”- Progetto nazionale per una nuova didattica dell’accoglienza turistica: Educational Costa degli etruschi (LI) – 5-7 ottobre 2007

19

Nota 19 settembre 2007, Prot.n. 9382
“Sulle orme di…”- Progetto nazionale per una nuova didattica dell’accoglienza turistica. I progetti del Veneto: “Sulle orme di Tiziano” e “Sulle orme della Grande Guerra” -“EducTour: TURISMO SCOLASTICO TRA CULTURA, NATURA E SPORT, in Cadore e Cortina”. Pieve di Cadore (BL) – 28-30 settembre 2007

Nota 19 settembre 2007, Prot. n. 9386
Protocollo Intesa Ministero Pubblica Istruzione-VIS / Bando Concorso “8 Goal per un mondo migliore”

Nota 19 settembre 2007, Prot. n.9383
Corso di formazione in Storia della fisica – Laboratori Nazionali del Gran Sasso: 26 Novembre – 1 dicembre 2007

18

Circolare Ministeriale 18 settembre 2007, n. 75
Anagrafe nazionale delle scuole paritarie

Nota 18 settembre 2007, Prot. n. 9355
Olimpiadi di Informatica Nazionali ed Internazionali anno 2008

Avviso 18 settembre 2007
Registrazione Direttiva n. 65 del 26 luglio 2007

17 16 15

Nota 17 settembre 2007, Prot. n. 9282
VIº Festa Internazionale della Scuola – anno 2008

Nota 17 settembre 2007, Prot. n. 2797
Assegnazione alle scuole di personal computer dismessi

14

Nota 14 settembre 2007, Prot. n. 4301/P3^
Concorso “1° Rassegna Nazionale dell’ Arte e della Creatività studentesca” – Segnalazione dei vincitori

Avviso 14 settembre 2007
Premio “Franco Rizzi” – Concorso Nazionale per la realizzazione di materiali sulla didattica della storia

13

Nota 13 settembre 2007, Prot. n. 4261/P2°
Relazione finale e valutazione progetto “Lauree Scientifiche” – anni 2005/2007

12

Decreto Ministeriale 12 settembre 2007, n. 74
Costituzione Comitato scientifico per il miglioramento della qualità dell’insegnamento della matematica

Circolare Ministeriale 12 settembre 2007, n. 73
Progetto TELETHON YOUNG “Missione Possibile – Una sfida per battere le malattie genetiche.”

Nota 12 settembre 2007, Prot.n. 9111
Protocollo d’Intesa MPI-ANCI. 9° BANDO DI CONCORSO “La scarpa italiana: un cammino affascinante”. Anno scolastico 2007/2008

11

Nota 11 settembre 2007, Prot. n. AOODGPER 17154
Docenti che hanno frequentato i corsi abilitanti speciali previsti dal D.M. 85/05 e conseguito abilitazione – iscritti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento- iscrizione nella II fascia delle graduatorie d’istituto

Nota 11 settembre 2007, Prot. n. AOOUFGAB n. 11833/FR
Nota interpretativa prot. n. PG 9434/2007 P dd. 2/8/2007 del Procuratore Generale presso la Corte dei Conti. Danno erariale – Denuncia – Obbligo

Nota 11 settembre 2007, Prot. n. 2726
Sistema di Governo e di Controllo (SGC): giornata di informazione/formazione 20.9.2007

Avviso 11 settembre 2007
GIORNATE DELL’IDENTITA’ CULTURALE IL FILO DI ARIANNA: ARTE COME IDENTITA’ CULTURALE – Progetto di ricerca 2007/2009

10

10 – 14 settembre Esami

Il DM 60/07 stabilisce il seguente calendario per la sessione straordinaria degli Esami di Stato:

10 settembre Insediamento delle commissioni, nella stessa composizione in cui hanno operato nella sessione ordinaria
11 settembre Prima Prova ScrittaTerza Prova Scritta per i candidati che non devono sostenere le prime due prove scritte

Colloquio per i candidati che non devono sostenere alcuna prova scritta

12 settembre Seconda Prova ScrittaEsame per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta
14 settembre Terza Prova ScrittaEsame per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta
Dopo la correzione delle prove scritte Colloquio

In Educazione&Scuola:

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

09 08 07

Decreto Legge 7 settembre 2007, n. 147 (in GU 7 settembre 2007, n. 208)
Disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2007-2008 ed in materia di concorsi per ricercatori universitari

Circolare Ministeriale 7 settembre 2007, n. 71
Corsi integrativi per diplomati dei licei artistici statali, paritari e ll.rr.. Anno scolastico 2007-2008. Decreto Legislativo n.297/94, art.191

Nota 7 settembre 2007, Prot. n. 2672
Funzioni Organico di fatto 2007/08 – Personale Docente

Avviso 7 settembre 2007
Procedura di stabilizzazione, di cui all’art. 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), del personale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato

06

Nota 6 settembre 2007, Prot. n. 2666
Predisposizione flussi informatici INPDAP pensioni

06 settembre Innalzamento Obbligo

Il 6 settembre 2007, alle 11.30, presso il Ministero della Pubblica Istruzione, il Ministro presenta l’innalzamento dell’obbligo di istruzione fino a 16 anni e le cifre relative all’inizio del nuovo anno scolastico.

Di seguito i comunicati stampa del MPI:

Obbligo di istruzione, Bastico: grande investimento per elevare il livello di istruzione dei giovani e del Paese
(Roma, 6 settembre 2007) Il Vice Ministro alla Pubblica istruzione Mariangela Bastico esprime grande soddisfazione per l’entrata in vigore del regolamento sull’obbligo di istruzione a 16 anni.
“Si tratta – dice il Vice Ministro – del più grande investimento, formativo e culturale, per elevare i livelli di istruzione dei giovani, dopo quello realizzato nel 1962 con l’introduzione della scuola media unica. Innalzare l’obbligo di istruzione a 16 anni significa realizzare “la scuola del non uno di meno”, che accompagni tutti i ragazzi verso un livello di istruzione superiore. Condizione necessaria per diventare cittadini attivi e consapevoli attraverso strumenti sufficienti ad affrontare la vita e il lavoro contemporaneo. Ecco perché il primo nemico da combattere è la dispersione scolastica, che oggi supera il 20%, puntando a centrare progressivamente l’obiettivo del 10% fissato a Lisbona”
Il Vice Ministro Bastico sottolinea che tra gli effetti del nuovo l’obbligo c’è l’innalzamento dell’età di ingresso nel mondo del lavoro a 16 anni.
“Obbligo di istruzione non significa “biennio unico”, cioè uguale in tutte le scuole superiori. Non è un prolungamento della scuola media: i due anni di obbligo appartengono alla scuola superiore che continua ad articolarsi in licei, istituti tecnici e professionali.”
“L’unitarietà della scuola dell’obbligo – precisa il Vice Ministro – è data non dall’unicità dei programmi, ma dalla omogeneità dei livelli di apprendimenti e di saperi – suddivisi per competenze, conoscenze ed abilità – che devono raggiungere tutti i ragazzi al termine del percorso di istruzione obbligatoria. Questi livelli, articolati in quattro assi culturali – dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico e storico-sociale – non costituiscono un appiattimento degli insegnamenti, ma sono il traguardo minimo comune, pur in presenza di programmi che rimangono differenti, ad esempio tra un liceo classico e un istituto tecnico.”
“Va chiarito che l’obbligo non costituisce un punto terminale del percorso scolastico: i ragazzi devono conseguire almeno una qualifica professionale triennale o un diploma di scuola superiore. Dopo l’obbligo c’è, infatti, il diritto-dovere all’istruzione fino almeno a 18 anni, che si realizza nella scuola, nella formazione professionale e nell’apprendistato.”
Il regolamento sull’obbligo entra in vigore da quest’anno scolastico ed è applicato in via sperimentale per due anni, “nei quali – spiega il Vice Ministro – ci sarà un approfondito confronto con il mondo della scuola: si avvieranno sperimentazioni e si accoglieranno proposte di modifica ed integrazione da inserire nel testo regolamentare che andrà definitivamente in vigore.”
“Proprio per questo – conclude Bastico – le norme sull’obbligo costituiscono un riferimento di carattere culturale e di innovazione didattica e non determinano modifiche ordinamentali.”

Obbligo di istruzione a 16 anni
(Sintesi intervento del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni)
(Roma, 06 settembre 2007) Fioroni: in Italia il 20.6% dei ragazzi esce dal sistema di istruzione e formazione senza né diploma né qualifica professionale. E 19.000 “scompaiono” dopo essersi iscritti al primo anno superiore.
Sono tassi di “dispersione fisica e mentale” non più tollerabili. L’ascensore sociale è fermo al garage, al piano -1: il sistema formativo italiano deve saper intercettare questa fuga fisica e mentale se vuol far tornare quell’ascensore a salire.
L’equità si garantisce ampliando l’offerta formativa in modo reale per incrociare gli stili cognitivi dei ragazzi e non facendo proliferare ulteriormente gli indirizzi. Non basta “stare” o “andare” a scuola: è cruciale quello che i ragazzi imparano.
* Con l’obbligo di istruzione, l’Italia punta all’Europa facendo proprie le competenze chiave per l’apprendimento permanente indicate dall’Ue il 18 dicembre 2006.
* Il regolamento sul nuovo obbligo di istruzione 22 agosto 2007 (G.U. n. 202 del 31 agosto 2007) contiene le indicazioni nazionali sulle competenze e i saperi che tutti i giovani devono possedere a sedici anni, indipendentemente dalla scuola che frequentano.
* L’obbligo di istruzione non significa che gli studenti possano smettere di studiare a 16 anni. Tutti i giovani devono continuare a studiare fino a 18 anni per conseguire un titolo di studio o almeno una qualifica professionale (resta valido il diritto-dovere all’istruzione e formazione fino a 18 anni). In Italia il 20.6% di giovani tra i 18 e i 24 anni esce dal sistema di istruzione senza né qualifica né diploma ed è in possesso della sola licenza media. Un dato superiore alla media europea e ancora lontano dall’obiettivo del 10% fissato a Lisbona 2000. Gli anni più a rischio sono il primo e il secondo della scuola secondaria di secondo grado (con una media di 18.2% di bocciati al primo anno e di 13.1% al secondo anno), con punte del 30% nelle prime classi degli istituti professionali. Solo nello scorso anno scolastico più di 19mila alunni di prima e seconda non sono stati scrutinati per interruzione non formalizzata degli studi: abbiamo cioè 19.000 “fantasmi”.
A che serve·
* L’obbligo di istruzione è uno strumento in più per un maggiore impegno ad educare (e non solo ad istruire) i giovani. E’ rappresentato dalle competenze e dai saperi indispensabili – pochi e essenziali – contenuti nel decreto.
* Le otto competenze chiave di cittadinanza che tutti gli studenti devono acquisire a 16 anni sono necessarie per la costruzione e il pieno sviluppo della loro persona, di corrette e significative relazioni con gli altri e di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale. La scarsa attenzione a queste competenze è una delle principali cause del disorientamento e del disagio giovanile.
Ecco quello che tutti devono sapere acquisire e sapere oggi per entrare da protagonisti nella vita domani
(Le 8 competenze chiave di cittadinanza)
1. Imparare ad imparare: ogni giovane deve acquisire un proprio metodo di studio e di lavoro. (Oggi molti di loro si disperdono perché non riescono ad acquisirlo).
2. Progettare: ogni giovane deve essere capace di utilizzare le conoscenze apprese per darsi obiettivi significativi e realistici. Questo richiede la capacità di individuare priorità, valutare i vincoli e le possibilità esistenti, definire strategie di azione, fare progetti e verificarne i risultati. (Oggi molti di loro vivono senza la consapevolezza della realtà e delle loro potenzialità).
3. Comunicare: ogni giovane deve poter comprendere messaggi di genere e complessità diversi nella varie forme comunicative e deve poter comunicare in modo efficace utilizzando i diversi linguaggi. (Oggi i giovani hanno molte difficoltà a leggere, comprendere e a scrivere anche testi semplici in lingua italiana).
4. Collaborare e partecipare: ogni giovane deve saper interagire con gli altri comprendendone i diversi punti di vista. (Oggi i giovani assumono troppo spesso atteggiamenti conflittuali e individualistici, perché non riconoscono il valore della diversità e dell’operare insieme agli altri).
5. Agire in modo autonomo e responsabile: ogni giovane deve saper riconoscere il valore delle regole e della responsabilità personale. (Oggi spesso i giovani agiscono in gruppo per non rispettare le regole e per non assumersi responsabilità).
6. Risolvere problemi: ogni giovane deve saper affrontare situazioni problematiche e saper contribuire a risolverle. (Oggi i giovani tendono, spesso, ad accantonare e a rinviare i problemi per la situazione di malessere esistenziale che vivono nell’incertezza del futuro).
7. Individuare collegamenti e relazioni: ogni giovane deve possedere strumenti che gli permettano di affrontare la complessità del vivere nella società globale del nostro tempo. (Oggi molti giovani non possiedono questi strumenti).
8. Acquisire ed interpretare l’informazione: ogni giovane deve poter acquisire ed interpretare criticamente l’informazione ricevuta valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti e opinioni. (Oggi molti giovani sono destinatari passivi di una massa enorme di messaggi perché sono sprovvisti di strumenti per valutarli).
Quattro assi culturali
I giovani possono acquisire le competenze chiave di cittadinanza attraverso le conoscenze e le abilità riferite a competenze di base che sono ricondotte a questi quattro assi culturali:
* asse dei linguaggi: prevede come primo obiettivo la padronanza della lingua italiana, come capacità di gestire la comunicazione orale, di leggere, comprendere e interpretare testi di vario tipo e di produrre lavori scritti con molteplici finalità. Riguarda inoltre la conoscenza di almeno una lingua straniera; la capacità di fruire del patrimonio artistico e letterario; l’utilizzo delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione.
Competenze di base a conclusione dell’obbligo di istruzione
Padronanza della lingua italiana:
o Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti;
o Leggere, comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo;
o Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi
Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi
Utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione consapevole del patrimonio artistico
e letterario
Utilizzare e produrre testi multimediali
* asse matematico: riguarda la capacità di utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico ed algebrico, di confrontare e analizzare figure geometriche, di individuare e risolvere problemi e di analizzare dati e interpretarli, sviluppando deduzioni e ragionamenti.
Competenze di base a conclusione dell’obbligo dell’istruzione
Utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico ed algebrico, rappresentandole anche sotto forma grafica
Confrontare ed analizzare figure geometriche, individuando invarianti e relazioni.
Individuare le strategie appropriate per la soluzione di problemi
Analizzare dati e interpretarli sviluppando deduzioni e ragionamenti sugli stessi anche con l’ausilio di rappresentazioni grafiche, usando consapevolmente gli strumenti di calcolo e le potenzialità offerte da applicazioni specifiche di tipo informatico
* asse scientifico-tecnologico: riguarda metodi, concetti e atteggiamenti indispensabili per porsi domande, osservare e comprendere il mondo naturale e quello delle attività umane e contribuire al loro sviluppo nel rispetto dell’ambiente e della persona. In questo campo assumono particolare rilievo l’apprendimento incentrato sull’esperienza e l’attività di laboratorio.
Competenze di base a conclusione dell’ obbligo di istruzione
Osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti alla realtà naturale e artificiale e riconoscere nelle sue varie forme i concetti di sistema e di complessità
Analizzare qualitativamente e quantitativamente fenomeni legati alle trasformazioni di energia a partire dall’esperienza
Essere consapevole delle potenzialità e dei limiti delle tecnologie nel contesto culturale e sociale in cui vengono applicate
* asse storico-sociale: riguarda la capacità di percepire gli eventi storici a livello locale, nazionale, europeo e mondiale, cogliendone le connessioni con i fenomeni sociali ed economici; l’esercizio della partecipazione responsabile alla vita sociale nel rispetto dei valori dell’inclusione e dell’integrazione.
Competenze di base a conclusione dell’obbligo di istruzione
Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica attraverso il confronto fra aree geografiche e culturali.
Collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente
Riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio economico per orientarsi nel tessuto produttivo del proprio territorio.
Cosa cambia nella scuola?
* Il regolamento sull’obbligo di istruzione non cambia gli attuali ordinamenti scolastici, ma impegna le scuole, soprattutto i docenti, a utilizzare metodologie e modelli innovativi nell’organizzazione della didattica. Questo valorizza la loro libertà di insegnamento e professionalità. Insieme a questo richiede loro una maggiore collegialità perché i giovani raggiungano effettivamente i risultati di apprendimento attesi.
* Le competenze e i saperi relativi ai quattro assi culturali hanno carattere sperimentale nella prima fase di attuazione dell’obbligo di istruzione, in questo e nel prossimo anno scolastico, in quanto è necessario validarli sul campo attraverso l’esperienza dei docenti prima di metterli a regime. La costruzione di una buona scuola capace di educare dipende soprattutto dal lavoro degli insegnanti e non da proposte “calate dall’alto”.
* In questa prima fase proseguiranno i percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale nel quadro dell’accordo con le Regioni e gli enti locali del 19/06/03, che sono frequentati da poco meno di 100.000 giovani. Si conta di potenziare i progetti e i percorsi per prevenire e contrastare la dispersione scolastica, da realizzare presso strutture formative di qualità nell’ambito di accordi con le singole Regioni.
Come si attuerà il piano
* Un apposito piano di intervento accompagnerà, a partire dalle prossime settimane, la realizzazione dell’obbligo d’istruzione. Esso riguarda l’orientamento dei giovani e delle loro famiglie, la formazione dei docenti e misure di sostegno alle scuole secondarie superiori, il monitoraggio e la valutazione dei risultati progressivamente conseguiti, anche per la diffusione delle pratiche migliori.
L’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione ed anche l’ISFOL collaboreranno all’attuazione del piano, che costituisce una priorità nell’utilizzo delle risorse finanziarie già disponibili sul bilancio del ministero della pubblica istruzione in diversi capitoli di spesa, affinché questa innovazione sia effettivamente praticata nella scuola e non rimanga una mera esercitazione formale “sancita sulla Gazzetta Ufficiale”.

Innalzamento Obbligo Istruzione

I numeri della scuola per l’anno scolastico 2007/2008
(Roma, 06 settembre 2007) Saranno oltre 42.000 le scuole statali di ogni e grado, che dal 10 al 18 settembre a seconda dei diversi calendari regionali, accoglieranno circa 7 milioni e 800 mila alunni. Se a questi si aggiungono i valori della scuola non statale nei prossimi giorni 57.000 scuole accoglieranno circa 9 milioni di alunni: anche quest’anno le cifre della macchina che si sta per mettere in moto sono a diversi zeri.
I primi dati dell’anno scolastico 2007/2008, relativi alle scuole statali, diffusi oggi, sono contenuti nella pubblicazione “I numeri della scuola – settembre 2007”
Scuole
Con 42.007 scuole – facenti capo a 10.759 istituzioni scolastiche – (vedi tab. 7 e 8) la rete scolastica costituisce il sistema pubblico più diffuso ed articolato sul territorio. Il sistema postale italiano, ad esempio, nonostante sia anch’esso molto decentrato, può contare su circa 15.000 uffici dislocati nelle diverse zone del paese.
Un altro dato indicativo della capillarità della rete scolastica è quello delle scuole che sono presenti in 7.040 comuni (l’87% di tutti i comuni italiani).
Questa diffusione rende possibile che frequentino scuole nello stesso comune di residenza: oltre il 92% di alunni frequentanti le scuola dell’infanzia e di quella primaria; oltre l’89% degli alunni di scuola secondaria di primo grado ed il 49 % di quelli di secondo grado. (graf. 14).
Anche per il prossimo anno alcune di queste scuole saranno destinate a situazioni particolari, quali ad esempio:
* 200 scuole presso ospedali e luoghi di cura (48 dell’infanzia; 122 primarie e 30 secondarie di primo grado);
* 198 scuole situate su piccole isole (66 dell’infanzia; 68 primarie; 34 secondarie di primo grado e 30 di secondo grado);
* 209 scuole presso istituti penitenziari (98 primarie, 47 secondarie di primo grado e 64 di secondo grado).
Alunni
La popolazione scolastica iscritta, per l’anno scolastico 2007/2008, è di 7.742.294 alunni: rispetto allo scorso anno (7.740.883 alunni) si incrementa dello 0,02% (tab. 1 e seguenti)
A livello di singolo ordine di scuola negli ultimi anni, invece, si è registrato un decremento costante degli alunni della scuola secondaria di primo grado ed un incremento altrettanto costante degli alunni delle scuole superiori, mentre la popolazione scolastica dell’infanzia statale e della primaria appare abbastanza stabile nel tempo (grafici 3 e 4).
Per quanto riguarda l’istruzione secondaria di secondo grado, gli istituti tecnici continuano ad essere le scuole più frequentate (877.940 alunni) ed il 55,5% dei ragazzi iscritti alla prima superiore si sono indirizzati verso istituti tecnici o professionali (tab. 2 e graf. 2).
Gli iscritti alle scuole statali per l’a.s. 2007/2008, diversamente abili sono 157.900 (tab. 3) con una distribuzione sensibilmente differenziata tra i diversi ordini di scuola ed i diversi anni di corso (graf. 5). Si evidenzia che la rilevazione delle effettive frequenze di alunni disabili dell’anno scolastico che inizia (organico di fatto) è comunque ancora in corso.
Relativamente agli alunni non italiani che frequentano le nostre scuole vengono anticipati alcuni dati relativi alle scuole statali e non statali nel loro complesso ed allo scorso anno scolastico (tab. 4 e seguenti)
Gli alunni provenienti da altre nazioni sono 501.494 (5,6 % di tutti gli alunni) e rappresentano la quasi totalità degli Stati del pianeta, 192 nazioni su 194 (mancano solo Lesotho e Vanuatu) . Anche per quest’anno si confermano alcuni aspetti quantitativi già registrati negli ultimi anni quali:
– le scuole primarie sono quelle con il maggior numero di stranieri (6,8%);
– l’area geografica che vede la maggior incidenza di alunni non italiani è il Nord Est (9,3%);
– la provincia con la più alta percentuale è Mantova (14%);
– il comune capoluogo con maggior presenza: Milano(14,2%).
La distribuzione per genere degli alunni, nei vari ordini di scuola, rispecchia l’analoga distribuzione della popolazione in età scolare con una leggera prevalenza del numero di maschi (graf. 10) mentre rimane molto differenziata la presenza femminile nei diversi tipi di istituto del secondo grado: bassa negli istituti tecnici (34,7%) e professionali (43,1%), elevata nei licei classici (70%) e negli ex istituti magistrali (85,9%)(graf. 11).
Personale
Per l’anno scolastico che sta per iniziare il turn-over del personale torna ad essere, dopo alcuni anni, positivo: il numero di personale docente neo nominato in ruolo supererà di circa 10.000 unità il numero dei pensionamenti. Come prima conseguenza si stima che il personale docente con contratto a tempo indeterminato raggiungerà il valore di 721.579 unità (tab. 10) corrispondente ad un incremento di 10.207 insegnanti (+1,4%) rispetto allo scorso anno scolastico.
Si avvierà così, inoltre, anche l’inversione di quella tendenza, registrata negli ultimi anni, che ha visto sempre crescere l’età degli insegnanti italiani (graf. 17)
Infatti, considerando che l’età media di chi esce è di 59,9 anni e quella di chi entra di 40,1, per ogni docente sostituto si avranno circa venti anni (19,8) di “ringiovanimento”.
Per l’anno scolastico che si sta per aprire poco più di un docente su dieci (11,1%) insegnerà in una scuola, o in una materia o in un ordine di scuola diverso da quella dell’anno precedente. Per 73.353 docenti, infatti, è stata accolta la domanda di mobilità (su 130.063 domande presentate) (tab. 14, 15 e 16).
Finanziamento alle scuole
Infine, il documento riporta, nelle tabelle 17 e 18 i finanziamenti assegnati alle scuole alla data del 31 agosto 2007. Il procedimento di assegnazione dei fondi è stato radicalmente innovato e semplificato dalla Legge Finanziaria 2007. Alla data del 31 agosto, quindi, sono stati resi disponibili alle scuole i 2/3 dell’intero stanziamento (oltre 2 miliardi di euro sugli oltre 3 miliardi disponibili)

I numeri della Scuola 2007

05

Nota 5 settembre 2007, Prot. n. 8814
Esami di Stato – Anno scolastico 2007-08 –

Nota 5 settembre 2007, Prot. n. 8857
Premio nazionale “Didattica della scienza”

04

Nota 4 settembre 2007, Prot. 4104/P4°
Seminario nazionale di studio e di produzione per l’istruzione domiciliare: Viterbo, 26 – 27 settembre 2007

Nota 4 settembre 2007, Prot. n. AOODGPER.16713
Dirigenti scolastici – Flussi retributivi di posizione (parte variabile) e di risultato

Avviso 4 settembre 2007, Prot.n. 8789
Legge 15 dicembre 1999, n. 482 – art. 5 – Piano di interventi e di finanziamenti per la realizzazione di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali appartenenti ad una minoranza linguistica – a.s. 2007/08

Nuove Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione

(Roma, 04 settembre 2007) “Le scuole dovranno educare istruendo gli studenti e mettere al centro l’alunno-persona: solo così si riduce il rischio che gli istituti diventino progettifici dove si perde di vista la specificità di ciascun ragazzo. Il curricolo diventa più snello e si privilegiano italiano, matematica, storia e geografia a inglese, informatica e impresa. Prima di passare ad altro, infatti, è fondamentale conoscere l’essenziale”. Così il Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha commentato le nuove Indicazioni per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione presentate oggi al Ministero.
Cosa sono
Le nuove Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione tracciano le linee e i criteri per il conseguimento delle finalità formative e degli obiettivi di apprendimento per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo, in sostituzione delle precedenti Indicazioni proposte transitoriamente alle scuole negli anni scorsi.
Quando partono
Le scuole sono chiamate da quest’anno alla elaborazione dei curricoli di studio, tenendo conto delle nuove Indicazioni, secondo una metodologia operativa di studio e di approfondimento, accompagnata da flessibilità e gradualità di applicazione.
Due anni di sperimentazione
La prima fase sperimentale di attuazione durerà fino al 2009. Consentirà alle scuole di conoscere e sperimentare le nuove Indicazioni e al Ministero di raccogliere suggerimenti, valorizzare le buone pratiche e favorire processi di condivisione e di sostegno. Dal 2009-2010 le Indicazioni per il curricolo entreranno definitivamente a regime, accompagnate da apposito Regolamento.
L’organizzazione
Le Indicazioni sono proposte culturali ma non toccano l’organizzazione oraria degli insegnanti. Dopo la sperimentazione dei due anni si procederà a una risistemazione complessiva di tutto il periodo dell’obbligo.
I fondi stanziati
Per la prima fase iniziale di accompagnamento saranno stanziati 36 milioni di euro come previsto dalla Finanziaria 2007.
Tre grandi aree disciplinari
Le singole discipline sono considerate nella loro specificità ma vengono proposte all’interno di tre grandi aree disciplinari: area linguistico-artisticoespressiva; area storico-geografica; area matematico-scientifico-tecnologica.
Viene così sottolineata l’importanza di un insegnamento disciplinare non frammentato, ma capace di far cogliere le interconnessioni tra i diversi saperi e di avviare gli alunni ad una visione unitaria della conoscenza. Si favorisce l’interdisciplinarietà e il lavoro collegiale tra insegnanti di discipline diverse.
Non “ricette” ma criteri di buona scuola
La lista degli obiettivi è stata sfoltita e non scade nei dettagli. Tiene conto degli orientamenti europei, ma è anche attenta ai contenuti più significativi della nostra tradizione culturale. La didattica delle Indicazioni, senza trascurare una solida competenza strumentale, intende accrescere l’autonomia di pensiero, di studio e di apprendimento dell’alunno. Le nuove Indicazioni intendono essere rispettose dell’autonomia degli insegnanti: definiscono i criteri che una buona proposta didattica deve rispettare, ma non prescrivono in modo dettagliato e minuzioso come devono lavorare gli insegnanti. I criteri sostituiscono le ricette, ci si rivolge ad una scuola adulta che, proprio per la libertà di cui può disporre, viene ulteriormente responsabilizzata.
Gruppo di coordinamento
In questa fase importante d’avvio che si svilupperà nel corso del 2007, sono previsti interventi degli Uffici scolastici territoriali, il coinvolgimento dell’Invalsi per il monitoraggio e la valutazione, un piano di ricerca da parte della Agenzia nazionale di sostegno dell’autonomia e, presso il Ministero della Pubblica Istruzione, l’attivazione di un apposito gruppo di coordinamento nazionale con il compito di accompagnare la fase iniziale.
Il web
Per favorire il confronto, la discussione e la messa in comune di esperienze nella fase sperimentale di applicazione delle Indicazioni, la Direzione Generale degli Ordinamenti realizzerà un’area dedicata all’interno del portale del ministero per le interazioni telematiche necessarie per informare, orientare e documentare.
La Consultazione
Nella primavera del 2008, dopo la fase di iniziale accompagnamento, è prevista una Consultazione nazionale nelle scuole per la raccolta sistematica e ragionata di commenti, riflessioni e proposte scaturite direttamente dall’esperienza degli insegnanti.

Nuove Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione
Qualche esempio “in pillole”

Storia
L’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado (terza media) sarà dedicato alla storia del Novecento. (“L’analisi del mondo contemporaneo reclama un suo spazio educativo preciso: le guerre mondiali, il fascismo, il comunismo, la liberaldemocrazia, la decolonizzazione e le complesse vicende che caratterizzano il mondo attuale; la formazione dell’Unione europea; la nascita e le vicende della Repubblica italiana sono da considerarsi decisive, se osservate dal punto di vista del raggiungimento degli obiettivi di cittadinanza e della capacità di orientarsi nella complessità del mondo attuale e di progettare il futuro”). Sarà più collegata alla geografia.
Geografia
Dà grande importanza agli aspetti di tipo morfologico (nomi dei fiumi, dei mari, dei monti…) e recupera sin dalle elementari lo studio dell’Europa e del mondo.
Viene dato rilievo anche agli aspetti sociali: questo consentirà sin dalle elementari di affrontare problemi contemporanei, comparati con il passato.
Matematica
Più impulso all’area matematico-scientifica per garantire quelle basi indispensabili per migliorare i livelli di conoscenze e competenze degli studenti italiani in ambito matematico.
Il curricolo sarà fortemente integrato con l’insegnamento tecnologico-scientifico sin dalle elementari per favorire la formazione di una mentalità scientifica.
Scienze sperimentali e naturali
Lo studio della scienza della natura è visto in una prospettiva storica ed evolutiva. Più sperimentazione e osservazione della realtà.
Lingua italiana
Ha un ruolo principe anche come strumento di identità culturale e deve essere oggetto di attenzione da parte di tutti i docenti: tutte le discipline devono concorrere all’apprendimento della lingua italiana (anche durante l’ora di matematica, scienze, informatica…)
Tornano in evidenza la GRAMMATICA e la SINTASSI (partendo dalla riflessione sulla lingua); l’educazione alla capacità di scrittura, di esposizione orale e di lettura di quegli autori fondamentali per il nostro patrimonio culturale.
Più attività di laboratorio e più valorizzazione delle biblioteche scolastiche per l’incontro con la lettura e con gli autori non solo per i testi strettamente “scolastici”. La lingua italiana si raccorda con tutti gli altri linguaggi: arte, musica…
Sensibilizzare agli apporti che arrivano anche da altre lingue e culture, europee ma anche dell’area del Mediterraneo, diventa una risorsa anche per l’integrazione.
Lingue comunitarie
Si conferma lo studio della lingua inglese per tutto il primo ciclo e l’insegnamento obbligatorio di una seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado. Cruciale diventa il metodo comunicativo; assume grande rilievo l’uso dei laboratori linguistici.
Nuove tecnologie informatiche
Spazio all’aggiornamento per l’uso delle nuove tecnologie informatiche. Il computer è proposto come strumento per raccogliere dati, tabelle e appunti per lo studio; per conoscere le diverse forme testuali (poesia, racconto, video…) e produrre creativamente ipertesti.
Meno “educazioni” più educazione
Si recuperano gli aspetti educativi presenti nel cuore di ogni disciplina; le “educazioni” frammentate e confinate “a parte” rendevano il curricolo appesantito. L’educazione alla salute, ad esempio, non può essere confinata in un’unica ora ma deve essere valorizzata nelle scienze, nella pratica motoria ecc.. Lo stesso dicasi per l’educazione alla cittadinanza per cui, ad esempio, le attività didattiche della lingua italiana o straniera sono pensate in situazioni di dialogo e di interazione per educare al rispetto di punti di vista diversi dai propri. Ogni insegnamento disciplinare deve essere un contributo all’educazione intesa come aiuto alla crescita della persona (educare), al rispetto degli altri e della realtà.

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01 – 24 settembre Inizio A.S. 2007-2008

Il 24 settembre si svolge a Roma, nel Cortile d’onore del Palazzo del Quirinale, l’annuale cerimonia di apertura dell’anno scolastico.

Di seguito il comunicato stampa del MPI, il messaggio del Presidente della Repubblica e del Ministro della Pubblica Istruzione:

CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL’ANNO SCOLASTICO 2007/2008
Com’ è ormai consuetudine, anche quest’anno la Presidenza della Repubblica ed il Ministero della Pubblica Istruzione promuovono la Cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico, che avrà luogo a Roma, nel Cortile d’onore del Palazzo del Quirinale, il 24 settembre 2007. Alla manifestazione parteciperanno il Presidente della Repubblica, il Ministro della Pubblica Istruzione e le più alte autorità dello Stato; saranno inoltre presenti rappresentanze scolastiche regionali di ogni ordine e grado. Il messaggio agli studenti e alle loro famiglie del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e del Ministro Giuseppe Fioroni sarà trasmesso nel corso della trasmissione“ Tutti a scuola” condotta da Fabrizio Frizzi, che andrà in onda in diretta su Rai Uno dalle 17.15 alle 18.45. Durante la cerimonia, alcuni studenti saliranno sul palco insieme a personalità del mondo della cultura e della scienza, dell’arte e dello sport, dando vita ad uno spettacolo coinvolgente.

Messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale – 24 settembre 2007
Care ragazze e cari ragazzi,
a voi tutti, agli insegnanti e a quanti a qualsiasi titolo operano nella scuola, il mio più affettuoso augurio. Benvenuti qui al Quirinale, buon inizio di anno scolastico. E un augurio speciale ai più piccoli che per la prima volta sono entrati in una materna, in un asilo, in una scuola elementare. Mi sento vicino non solo a voi studenti ma anche alle vostre famiglie, cui spetta il difficile compito di accompagnarvi nella crescita e nell’educazione, di indirizzarvi, di seguire da vicino il vostro impegno scolastico.
Di un caldo augurio la scuola italiana ha davvero bisogno : non può di certo riposare sugli allori.
Proprio in questi giorni, è stato presentato dai ministri dell’Economia e della Pubblica Istruzione il “Quaderno bianco sulla scuola”, uno studio di grande ampiezza e completezza che ci dice come l’Italia sia rimasta indietro per quantità e qualità dell’istruzione rispetto ai paesi più avanzati in Europa e nel mondo. [Molto più alta è da noi la percentuale dei giovani che abbandonano gli studi senza concluderli, senza conseguire un diploma di scuola secondaria superiore; e più alta è anche la percentuale degli studenti che non raggiungono il livello richiesto per quel che riguarda la capacità di svolgere i compiti “necessari per vivere nella società”: innanzitutto nella matematica e nella padronanza del linguaggio.] E va aggiunto che la media nazionale, già insoddisfacente, nasconde gravissime differenze, profondi divari tra il Nord, dove la macchina dell’istruzione è molto più efficiente, il Centro e il Sud. Si registrano differenze nei risultati fra scuole e fra studenti, a danno dei giovani la cui condizione economica e sociale è meno favorevole. Tutto questo incide molto – bisogna esserne coscienti – sulle possibilità per ciascun giovane, quando diventa adulto, di godere dei diritti di cittadinanza, di esprimere le proprie potenzialità, di avanzare nella scala sociale, di rendere di più per sé e per la società.
E’ dunque essenziale che si lavori intensamente per elevare, e in tempi brevi, quantità e qualità dell’istruzione in Italia. E possiamo farcela, sono convinto che questa sia la vostra speranza, la vostra fiducia.
Il ministro Fioroni ha indicato le novità di quest’anno, le decisioni prese di recente dal governo, e ci ha spiegato come non abbia voluto stravolgere quel che era stato deciso in precedenza. In effetti, la scuola esige scelte di lungo periodo, tenacia e continuità nel perseguire gli obbiettivi fondamentali: non si può ricominciare tutto da capo ogni volta che cambia il governo.
Bisogna investire risorse, energie e capacità nell’istruzione. Bisogna premiare chi studia bene. Mi fa piacere accogliere oggi una rappresentanza dei ragazzi che hanno ottenuto il massimo dei voti, 100 e lode, alla maturità. E mi fa piacere rendere omaggio a chi insegna bene : con dedizione e con impegno culturale, anche a fronte di scarsi compensi.
E’ cruciale che la scuola riesca ad essere sempre più attraente come produttrice di apprendimento utile, a mostrarsi capace di fornire competenze che aiutino a crescere intellettualmente e a qualificarsi sotto il profilo lavorativo. La scuola deve sempre di più riuscirvi in tutte le regioni d’Italia così da aiutare le ragazze e i ragazzi che vengono dalle famiglie e dalle aree più svantaggiate: aiutarli a superare gli ostacoli che si oppongono alla piena realizzazione dei loro talenti e delle loro aspirazioni. Questa è la concezione del principio di uguaglianza affermata nella nostra Costituzione. Ed è fondamentale che la scuola venga percepita da tutti come il principale motore di uguaglianza.
Produrre competenze e ridurre disuguaglianze sono i compiti primari dell’istruzione pubblica, ed è bene che questi compiti siano svolti con estrema cura. Se si persegue questo obbiettivo, non si può trascurare la formazione scientifica, tecnica, linguistica. Un “bravo” quindi ai vincitori delle olimpiadi di matematica e dei Certamen di fisica e altre materie.
Ma la scuola non forma solo lavoratori, forma anche persone. Ed è un vanto della scuola italiana avere studenti che sanno di storia, di letteratura e di arte.
Guardo quindi con favore anche alla decisione di cominciare a introdurre nelle scuole l’educazione e la pratica musicale. Il modo di stare al mondo di questi giovani sarà più ricco ed aperto.
E’ ancora più importante che la scuola formi cittadini. Perciò in occasione dell’apertura dell’anno scolastico abbiamo voluto conferire due medaglie d’oro al Merito civile e al Valore civile ad un’insegnante e ad uno studente che si sono distinti per la loro abnegazione. E’ cruciale che la scuola sappia promuovere la condivisione di valori fondamentali, che addestri al dialogo civile e religioso, che insegni a non discriminare e che trasmetta il rispetto della legalità. Oggi che il nostro paese accoglie con l’immigrazione nuove culture, talora portatrici di valori diversi, c’è bisogno di un bagaglio minimo di valori condivisi, che la scuola può contribuire a costruire. Sia dunque benvenuto l’impegno di diffondere nelle scuole la “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione” promossa dal Ministro Amato. E si dia merito, oggi qui, ai vincitori del concorso “La Costituzione vista dai giovani”.
Nelle scuole che accolgono, sempre di più, grandi numeri di studenti stranieri, occorre mettere in campo misure tali da facilitarne l’avvicinamento alla nostra lingua e al nostro sistema d’istruzione. Per la scuola questa è una difficile sfida.
Dobbiamo aiutarla a trasformare questa sfida in uno stimolo a crescere. Sia di esempio la scuola multiculturale di Roma qui presente.
L’anno scolastico 2006-2007 ha registrato purtroppo – e ce lo ha già ricordato il Ministro Fioroni – non solo impegno e buone pratiche. Sotto il profilo della disciplina e del decoro, è stato un anno difficile : per i troppi fenomeni di bullismo e di stupida volgarità, di violenza e prevaricazione nei confronti dei più deboli. Sono comportamenti in profondo contrasto con una cultura democratica. Dobbiamo in fretta voltare pagina, contando non solo sulle opportune misure disciplinari recentemente introdotte, ma anche sulle energie e sull’impegno degli studenti, degli insegnanti e dei genitori per contrastare un simile degrado morale.
Non è retorico concludere ricordando che nella scuola è responsabilità comune lavorare seriamente, rispettare se stessi, la propria dignità e quella degli altri, praticare obbedienza alle leggi dello Stato, mostrare senso del decoro e del limite. Ma non può forse aiutare tutti, in questo sforzo da compiere nella nostra scuola, l’esempio che dovrebbe venire dai vertici della politica e delle istituzioni? Ebbene, è a ciò che tende, care ragazze e cari ragazzi, cari insegnanti e operatori della scuola, qualche appello scomodo del Presidente della Repubblica.

Intervento del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni
Palazzo del Quirinale – 24 settembre 2007
Signor Presidente,
prima di tutto grazie per averci dato l’opportunità anche quest’anno di aprire insieme a Lei, e in questa casa, l’anno scolastico. Grazie poi agli insegnanti e a tutto il personale della scuola: tra mille difficoltà ogni giorno garantiscono il diritto ad educare istruendo i nostri figli. Grazie alle famiglie, senza le quali nessuna azione educativa è destinata al successo.
E a voi, studentesse e studenti, un bentornati a scuola. La troverete con alcuni cambiamenti, forse un po’ più difficile, seria. Certamente più esigente sia sul piano del comportamento che su quello dello studio. Ma, credetemi, questa è l’unica strada per aiutarvi a mettere radici profonde oggi per poter aprire le ali e volare domani, nella costruzione del vostro futuro.
Non ho voluto fare grandi riforme che stravolgessero ancora una volta le vostre giornate e il nostro sistema di istruzione: ho voluto riconsegnare la scuola al buon senso e alla saggezza di tutti, in primo luogo degli insegnanti, impegnandomi a sostenerli concretamente, fornendo loro quelle certezze che permettono di lavorare con serenità e che certo non vanno d’accordo con la parola “precarietà”.
Si apre un anno-cantiere per tutti quelli che amano e lavorano nella scuola. Un cantiere che con le nuove Indicazioni per il curricolo di infanzia e primo ciclo avvia i lavori, come nella costruzione di una casa, dalle fondamenta. Sottolineare che i nostri studenti devono imparare bene l’italiano, la matematica, la storia e la geografia non significa affatto negare l’importanza di materie come l’inglese o l’informatica.
Inoltre abbiamo voluto destinare risorse all’apertura delle scuole il pomeriggio anche per far sviluppare laboratori musicali, scientifici e per approfondire lo studio di Dante.
Tutto questo significa semplicemente stabilire una priorità, concentrando gli sforzi perché queste basi di cultura e conoscenza siano acquisite prima che sia troppo tardi, perché la scuola sappia far rintracciare a ogni studente il senso di quello che fa e di quello che è.
La scuola italiana vuole dare pari opportunità a tutti: questo non significa livellare verso il basso ma anzi stimolare ciascuno a dare il meglio. E’ in questa direzione che va vinta la sfida dell’integrazione dei figli dell’immigrazione. Non servono proclami: serve quel lavoro quotidiano nelle aule che può vincere le diffidenze e le differenze. Un lavoro che aiuti ad acquisire prima di tutto la padronanza della lingua italiana e quegli strumenti culturali e professionali con i quali costruire il proprio futuro dentro il nostro Paese. Perché, come scriveva Don Milani, “io sono sicuro che la differenza fra il mio figliolo e il vostro non è nella quantità né nella qualità del tesoro chiuso dentro la mente e il cuore ma in qualcosa che è sulla soglia fra il dentro e il fuori, anzi è la soglia stessa: la Parola”.
Il cemento di questa casa in costruzione si chiama serietà: a questo principio si ispira la riforma dell’esame di Stato, con il ripristino del giudizio di ammissione e di metà dei commissari esterni e con l’obbligo di saldare i debiti contratti negli anni precedenti. Apprezzare il lavoro che fate, care ragazze e ragazzi, significa valorizzare il merito e garantire a tutti la possibilità di potersi rimettere in pari. Per questo ho voluto anche predisporre norme e risorse perché le scuole assicurino lo svolgimento dei corsi di recupero e perché la carriera scolastica abbia un valore per l’ammissione all’Università e per premiare le eccellenze anche con incentivi economici.
Vogliamo che voi ragazzi disponiate dei mezzi per costruire la vostra vita e che possiate essere strumento di innovazione ma anche custodi dei valori su cui si fonda la nostra Costituzione, primo fra tutti il rispetto della legalità che è prioritariamente rispetto della dignità della persona.
Le modifiche apportate al regolamento delle Studentesse e degli Studenti, con l’inasprimento di alcune sanzioni disciplinari, hanno questo scopo: ricordare a tutti che, a scuola come in ogni luogo, non è accettabile e non è tollerabile nessuna forma di violenza, nessun atto che leda la dignità della persona.
E’ inaccettabile giustificare una situazione nella quale le vittime di aggressioni e violenze dovevano cambiare istituto mentre gli aggressori restavano pressoché indisturbati. Proprio perché la scuola è il luogo dell’educazione non è consentito a nessuno immaginare di farne una sorta di porto franco dell’assunzione di responsabilità. Una scuola più seria e rigorosa garantisce tutti: dovreste essere voi i primi a pretenderla e a reclamarla.
Educare alla responsabilità, dunque. Ho letto in questi giorni, a proposito della vicenda dei test universitari, la dichiarazione di uno studente coinvolto nell’inchiesta che concludeva dicendo: “si, forse ho imbrogliato anch’io ma così fanno tutti, bisogna farsi furbi”. Se sostituiamo la furbizia alle capacità e le scorciatoie all’impegno, se di fronte a un ostacolo pensiamo solo al modo di aggirarlo e mai di superarlo non ne esce sconfitta solo la legalità: ne usciamo sconfitti tutti.
La nostra è anche una scuola dell’accoglienza. Sono pochi i Paesi in cui si attua come da noi una politica seria per l’integrazione dei diversamente abili. Occorre però che la scuola non sia lasciata sola in questo compito caricando tutte le responsabilità sull’insegnante di sostegno. E’ necessario un patto tra le diverse istituzioni, la scuola, la famiglia, per creare condizioni che diano a tutti pari opportunità.
La scuola italiana per essere veramente di tutti deve essere di qualità, una scuola per voi, per aiutarvi a conoscere, a sapere, a crescere come donne e uomini, come cittadini consapevoli delle proprie potenzialità. Una scuola così è l’unico investimento certo per il futuro: il mondo, che si è sempre diviso tra chi ha e chi non ha, si dividerà sempre di più tra chi sa e chi non sa.
È questo il motivo per cui abbiamo introdotto il nuovo obbligo di istruzione a 16 anni: l’obiettivo non è far fare a tutti lo stesso percorso ma far sì che tutti acquisiscano quei saperi e quelle competenze essenziali per conseguire un diploma o una qualifica professionale. Per questo abbiamo ripristinato gli istituti tecnici e professionali, abbiamo valorizzato quei percorsi di formazione che possano incrociare le diverse attitudini dei ragazzi aiutando ciascuno a trovare la propria strada. Il problema non è stare tante ore a scuola: bisogna starci diversamente, desiderando imparare. Nessuno può farlo al vostro posto.
Conto su di voi e come Ministro non farò mancare il mio impegno perché la scuola diventi sempre più capace di accogliere e accompagnare ognuno nel percorso di formazione che sta compiendo.
Nonostante le difficoltà che ogni giorno abbiamo davanti io mi ostino a credere, anzi ne sono sicuro, che ce la faremo. Ce la faremo perché lo vogliamo e perché non possiamo rinunciare a essere donne e uomini liberi e forti.
Buon anno scolastico a tutti

Il 10 ed il 14 settembre il ministro indirizza sue lettere a operatori scolastici, genitori e studenti:

Lettere Ministro Pubblica Istruzione 10-14 settembre 2007

Il 1° settembre 2007 ha inizio il nuovo anno scolastico 2007-2008.

L’art. 138 del D.L.vo 31 marzo 1998, n. 112 delega alle regioni la determinazione del calendario scolastico annuale; rimangono competenza del MPI (OM 57/07):

  • la determinazione per l’intero territorio nazionale della data di inizio (prima prova) degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore;
  • la determinazione del calendario delle festività a rilevanza nazionale.

Riportiamo di seguito una tabella riepilogativa del calendario nazionale e dei calendari regionali:

CALENDARIO SCOLASTICO NAZIONALE

Inizio esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore: 18 giugno 2008Festività: tutte le domeniche; il 1° novembre, festa di tutti i Santi; l’8 dicembre, Immacolata Concezione; il 25 dicembre, Natale; il 26 dicembre; il 1° gennaio, Capodanno; il 6 gennaio, Epifania; il giorno di lunedì dopo Pasqua; il 25 aprile, anniversario della Liberazione; il 1° maggio, festa del Lavoro; il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica; la festa del Santo Patrono.

Sessioni speciali di esami di istruzione secondaria di 1° grado, di qualifica professionale, di licenza di maestro d’arte possono essere effettuate anche nel corso dell’anno scolastico.
Relativamente al conseguimento dei diplomi di qualifica professionale e di maestro d’arte, l’individuazione del momento in cui collocare, nel corso dell’anno, tali sessioni di esami è rimessa alle determinazioni organizzative delle singole istituzioni scolastiche, statali e paritarie.

NB: l’art. 138 del D.L.vo 31 marzo 1998, n. 112, delega alle regioni la determinazione del calendario scolastico

CALENDARI SCOLASTICI PER REGIONI E PROVINCE AUTONOME

In Educazione&Scuola:

Parlamento

I lavori delle Camere riprendono lunedì 10 settembre.

Camera
Aula 24, 25, 26 DdL AC 3025 – Conversione in legge del decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, recante disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2007-2008 ed in materia di concorsi per ricercatori universitari
Aula 11 DdL AC 2272 – ter – A – Disposizioni urgenti in materia di pubblica istruzione (già articoli 28, 29, 30 e 31 del disegno di legge 2272, stralciati con deliberazione dell’Assemblea il 17 aprile 2007)
Commissioni
7a 18, 19, 20

DdL AC 3025 – Conversione in legge del decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, recante disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2007-2008 ed in materia di concorsi per ricercatori universitari

7a 20 Norme in materia di difficoltà specifiche di apprendimento (seguito esame C. 563 Fabris, C. 2474 Formisano e C. 2843, approvata dalla 7^ Commissione del Senato – rel. Barbieri)

Governo

28 – 29 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 17,15 a Palazzo Chigi

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, ha approvato all’unanimità l’annuale manovra finanziaria, consistente in:
Relazione previsionale e programmatica per l’anno 2008:
Nota di aggiornamento del Documento di programmazione economica e finanziaria per gli anni 2008-2011;
– disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-
legge Finanziaria 2008;
– disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2111;
– un
decreto-legge che reca disposizioni urgenti in materia finanziaria.
La manovra si completerà con un collegato “di sessione” previdenza-lavoro, che dà seguito al Protocollo di luglio 2007.
La manovra complessiva si sviluppa a partire dagli obiettivi raggiunti con la Finanziaria dello scorso anno e orienta le risorse pubbliche verso la crescita, l’equità sociale e la stabilità.
Punti essenziali del complesso delle misure approvate sono: una Finanziaria più snella e trasparente; l’avvio della riduzione della pressione fiscale; il riutilizzo delle risorse derivanti dalla lotta all’evasione fiscale per casa, non autosufficienti, fasce deboli; la semplificazione e la riduzione dei costi fiscali per le imprese; la piena applicazione del Protocollo del 23 luglio scorso; un forte impulso alle infrastrutture, all’università e alla ricerca; la razionalizzazione e le risorse aggiuntive per la sicurezza; il sostegno alla cooperazione; la riqualificazione della spesa pubblica e la riduzione dei costi della politica.
L’azione di risanamento dei conti pubblici, che nel 2007 ha permesso di raggiungere risultati migliori delle previsioni, proseguirà nel 2008 con la progressiva riduzione del deficit e del debito.
Il rapporto deficit-PIL, che per il 2007 è del 2,4%, sarà del 2,2% nel 2008, confermando gli obiettivi di finanza pubblica sottoscritti in sede europea. Il debito pubblico, che ha ripreso a scendere nel 2007, si ridurrà progressivamente fino a portarsi sotto il 100% già nel 2010. L’avanzo primario, che nel 2006 era pressoché azzerato, nel 2007 è stato significativamente ricostituito (2,5% del PIL) e nel 2008 sarà pari al 2,6%. La pressione fiscale, rispetto al tendenziale, diminuisce.
Il Bilancio dello Stato è stato semplificato attraverso una riclassificazione per missioni e programmi che consente una sua lettura trasparente e agile.
Gli interventi approvati dal Consiglio dei Ministri si articolano in:
decreto-legge per 7,5 miliardi di euro con effetti immediati sul 2007;
disegno di legge finanziaria per gli anni 2008-2010 del valore di 11 miliardi.
Il decreto legge prevede riduzioni fiscali per 2,2 miliardi di euro e investimenti per circa 3,4 miliardi. In questo ambito, sono stati destinati 910 milioni in aiuti alla cooperazione allo sviluppo, 500 milioni di euro per l’anticipo del contratto del pubblico impiego e 150 milioni aggiuntivi per il capitolo 5 per mille.
Il disegno di legge finanziaria, la cui entità è inferiore di oltre un terzo alla manovra dello scorso anno, è interamente dedicato a equità e sviluppo, non dovendo destinare risorse alla riduzione del deficit. Le risorse sono reperite attraverso maggior gettito per 6,3 miliardi di euro e tagli di spesa per 4,6 miliardi.
Con le misure fiscali del decreto-legge si realizza l’obiettivo previsto nella Finanziaria per il 2007 di redistribuire una parte delle entrate ottenute con il recupero dell’evasione.
Questi i principali provvedimenti fiscali contenuti nel decreto-legge e nel disegno di legge:
– un sostegno economico corrisposto per via fiscale ai contribuenti IRPEF per i quali l’imposta netta sia risultata uguale a zero a causa delle modeste condizioni di reddito, commisurate anche all’ampiezza dell’eventuale nucleo familiare. Il sostegno economico si tradurrà in 150 euro netti per ogni contribuente e per ciascuno dei familiari a suo carico. I lavoratori dipendenti ed i pensionati potranno ottenere queste somme attraverso il datore di lavoro o l’ente previdenziale (il sostituto di imposta) e gli altri contribuenti interessati attraverso la dichiarazione dei redditi;
– sconti fiscali anche per l’abitazione, sia per i proprietari, sia per gli affittuari. Per la casa di abitazione, i proprietari degli immobili con un reddito individuale non superiore ai 50 mila euro annui potranno sommare all’attuale detrazione ICI di 103,29 euro un’ulteriore detrazione di imposta annuale, a carico dello Stato centrale, pari al 30 per cento dell’aliquota base dell’Ici. Compresa la detrazione già in vigore, lo sconto di imposta non potrà superare i 303,29 euro l’anno per contribuente. Per gli affittuari (con contratto di affitto registrato), lo sconto sarà di 300 euro l’anno per gli inquilini con reddito complessivo Irpef fino a 15.494 euro lordi l’anno e di 150 euro l’anno per i contribuenti con un reddito complessivo compreso tra 15.494 e 30.987 euro lordi l’anno. La detrazione non è prevista per i titolari di alloggi popolari assegnati, i quali pagano un canone già fortemente scontato. Agli affittuari a basso reddito o a coloro i quali non sono tenuti a pagare l’Irpef (tanto sono bassi i loro redditi) verranno corrisposte le stesse somme;
– per i non autosufficienti sono previsti interventi pari a 200 milioni di euro;
– novità e semplificazioni degli adempimenti fiscali sono previste per circa un milione di piccoli imprenditori. Per le imprese l’IRES scende di 5 punti e mezzo, dal 33 al 27,5%, a partire dal 1° gennaio 2008. Di questo taglio potranno beneficiare anche le società di persone e le ditte individuali che reinvestono gli utili in azienda. Anche l’IRAP cala significativamente, passando dal 4,25 al 3,9%. Il complesso delle misure fiscali di semplificazione e taglio delle aliquote non avrà costi per lo Stato.
Il decreto-legge destina consistenti risorse per gli investimenti e per la mobilità.
In particolare: come anticipo spese per il 2008 alle FF.SS. vanno 1,03 miliardi di euro e all’ANAS 215 milioni.
Per quanto concerne le infrastrutture:
– 150 milioni di euro alle opere infrastrutturali nelle città per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia;
– 80 milioni di euro per la Salerno-Reggio Calabria;
– 1,38 miliardi di euro per la mobilità urbana (metro C Roma, mobilità Milano, metro Napoli, Mose Venezia e altro);
– 550 milioni per l’edilizia residenziale pubblica.
Il disegno di legge 2008-2010 finanzia per il triennio i capitoli “contratti pubblico impiego” (1,85 miliardi nel 2008, 650 milioni per il 2009 e altrettanti per il 2010) e quello riguardante previdenza e lavoro (2,08 miliardi di euro per il 2008, 1,23 per il 2009 e 2,75 per il 2010), includendo in questo gli impegni sottoscritti con il Protocollo sul welfare, oggetto di un apposito provvedimento di prossima approvazione.
Con la riqualificazione della spesa pubblica si reperiscono risorse per 3,72 miliardi di euro nel 2008, 3,89 nel 2009, 4,05 nel 2010. Un risultato che è conseguito attraverso il miglioramento della gestione e manutenzione degli immobili pubblici, la razionalizzazione del bilancio dello Stato, minori spese per acquisti di beni e servizi e risparmi derivanti da proposte di razionalizzazione nei singoli ministeri. Il complesso delle norme tese a ridurre i cosiddetti “costi della politica” produrrà a regime un risparmio di 1 miliardo di euro, con riflessi virtuosi sul bilancio dello Stato, sul Patto di stabilità interno e sui bilanci delle società partecipate. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 3,45 del 29 settembre 2007.

Di seguito le dichiarazioni del Governo ed il comunicato del MPI:

(Roma, 29 Settembre 2007) Contestualmente alla presentazione della legge finanziaria, il governo si è assunto l’impegno di sostenere l’iter delle riforme istituzionali, stabilire un confronto permanente con le regioni – anche in previsione della stipula di nuovi patti collaborazione – e procedere alla piena attuazione degli accordi relativi ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego.
DICHIARAZIONE DEL GOVERNO: RIFORME ISTITUZIONALI
Nel momento in cui si avvia l’iter della seconda manovra finanziaria della legislatura e mentre il Parlamento affronta il tema della legislazione di attuazione del Titolo V della Costituzione, il Governo sottolinea l’urgenza di alcune riforme indispensabili per migliorare il funzionamento delle istituzioni parlamentari e di Governo, per dare un assetto coerente alle relazioni tra Stato centrale e autonomie regionali e locali e per rafforzare la fiducia dei cittadini nel funzionamento delle istituzioni e della democrazia.
In coerenza con il programma presentato nella primavera del 2006, il Governo ribadisce il proprio sostegno al lavoro già compiuto nella Commissione Affari Costituzionali della Camera e sollecita una rapida approvazione dei disegni di legge di riforma costituzionale.
Al lavoro compiuto nella Commissione Affari Costituzionali hanno contribuito come relatori sia esponenti della maggioranza che dell’opposizione. Il lavoro affronta la riforma dell’attuale sistema bicamerale del Parlamento, la riduzione del numero dei parlamentari ed il rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio.
11 Governo, per quanto di sua competenza, ha operato ed opererà per rendere possibile l’approvazione di tali riforme, che sono indispensabili all’Italia ed al rinnovamento della nostra democrazia. In particolare sottolinea l’importanza e l’urgenza dei seguenti temi:
A) Riduzione del numero dei parlamentari. In tale prospettiva il Governo ribadisce il suo orientamento — già contenuto nell’audizione del 23 aprile scorso alle commissioni competenti delle Camere — affinché i deputati passino dagli attuali 630 a 450 e i senatori dagli attuali 315 a 200. Questa riduzione deve entrare in vigore fin dalla prossima legislatura.
B) Rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio, attraverso l’attribuzione del potere di proporre non solo la nomina ma anche la revoca dei ministri, l’attribuzione della fiducia del Parlamento al solo candidato alla Presidenza, l’introduzione della sfiducia costruttiva.
C) Revisione del bicameralismo paritario, prevedendo che solo alcune materie come quelle elettorali, costituzionali e quelle relative ai rapporti tra Stato centrale ed Autonomie regionali e locali siano riservate ad entrambe le Camere, mentre per le altre materie l’intervento del Senato resta solo eventuale, riservando l’ultima parola sempre alla Camera dei Deputati. Ciò presuppone che il rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento si instauri esclusivamente alla Camera dei Deputati.
D) Attribuzione al Governo del potere di incidere sull’ordine dei lavori delle Camere e fissazione di limiti ulteriori al potere governativo di adozione di atti aventi forza di legge.
E) Correzioni di alcuni aspetti del Titolo V relativi al sistema delle competenze concorrenti.
Su questi temi, inclusi gli importanti provvedimenti relativi all’attuazione del Titolo V della Costituzione, quali il Nuovo Codice delle Autonomie e il disegno di legge per la riforma in senso federale della finanza regionale e locale, già approvati dal Consiglio dei Ministri, il Governo eserciterà il massimo impegno affinché si pervenga alle riforme ipotizzate, tenendo conto delle proposte che verranno dalle opposizioni, alle quali presterà una significativa attenzione, in modo da realizzare la massima convergenza possibile.
Il Governo ritiene necessario — anche sostenendo proposte di legge già presentate alla Camera e al Senato — procedere in questa legislatura alla modifica del quorum previsto dall’art. 138 della Costituzione, elevando la maggioranza per l’approvazione, in seconda lettura, di leggi di revisione costituzionale.
Ciò impedirà che le riforme costituzionali possano essere approvate dalla sola maggioranza parlamentare anziché attraverso un ampio consenso.
In ogni caso dovrà essere mantenuta la facoltà di sottoporre a referendum le leggi di revisione della Costituzione.
DICHIARAZIONE DEL GOVERNO: PUBBLICO IMPIEGO
Il Governo, con la legge finanziaria per l’anno 2008, prevede lo stanziamento di consistenti risorse aggiuntive per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego dirette a consentire, entro il medesimo 2008, la rapida chiusura del biennio contrattuale 2006-2007 secondo le intese e gli accordi sul pubblico impiego sottoscritti nel corso del 2007.
Considerando di difficile attuazione la chiusura delle trattative per il successivo periodo contrattuale entro il 31 marzo 2008, renderà disponibili, con la Legge finanziaria del 2008, ulteriori risorse finanziarie corrispondenti a circa 700 milioni di euro per l’anno 2008 e a circa 1.200 milioni di euro per gli anni seguenti.
Relativamente alla prossima stagione contrattuale auspica che, in attuazione dello specifico impegno sottoscritto con le organizzazioni sindacali nell’ambito dell’intesa del 29 maggio 2007, si giunga in tempi brevi alla definizione della durata triennale degli accordi.
Contestualmente il Governo, attraverso un serio ed approfondito confronto con le parti sociali, si impegnerà a compiere i passi necessari per assicurare le occorrenti disponibilità finanziarie.
DICHIARAZIONE DEL GOVERNO: RAPPORTO GOVERNO – REGIONI
Le Regioni hanno proposto al Governo, in relazione alla Finanziaria 2008, oltre alla conferma del Patto per la salute, un Patto per lo sviluppo e un Patto fiscale.
Il Governo riconosce il valore strategico per il Paese e la necessità di questa impostazione basata sul principio della leale collaborazione. Si impegna da qui all’approvazione definitiva della manovra di bilancio 2008 ad attivare un confronto permanente per le Regioni, con l’obiettivo di arrivare alla stipula di veri e propri “Patti” come già lo scorso anno è avvenuto per la Sanità.

Finanziaria, ecco il decalogo per la scuola (MPI – Roma, 01 ottobre 2007)
1. Meno fondi ai partiti più sicurezza nelle scuole
Con il taglio del 10% dei rimborsi ai partiti politici si finanzierà la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Questi fondi verranno utilizzati dai Ministeri delle Infrastrutture e della Pubblica Istruzione per finanziare la messa in sicurezza degli edifici sull’intero territorio nazionale.
2. Risorse per il funzionamento delle scuole
Cento milioni di euro andranno al funzionamento delle scuole (la somma è iscritta nella tabella A), fondi che vanno a sommarsi ai 154 milioni di euro stanziati nel decreto-legge. Le Istituzioni scolastiche sono state escluse dalle riduzioni delle spese di funzionamento previste per tutta la Pubblica amministrazione.
e per valutazione e recuperi scolastici
Si confermano i 220 milioni di euro previsti dalla scorsa Finanziaria per: corsi di recupero, potenziamento del sistema nazionale di valutazione, scuole aperte il pomeriggio, sezioni primavera, educazione degli adulti, istruzione tecnica superiore post- diploma.
3. Detrazioni fiscali, aggiornarsi costerà di meno
Ogni insegnante, anche il supplente annuale, avrà diritto a detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese per l’auto-aggiornamento e la formazione (libri, corsi, stage…) fino a un importo massimo di 500 euro.
4. Precari, arrivano 10.000 Ata in più (personale tecnico e amministrativo)
Nel piano di assunzione dei precari arrivano 10.000 Ata in più, che si aggiungono ai 20.000 già previsti nella precedente Finanziaria, di cui 10.000 già nominati per questo anno scolastico.
5. Diversamente abili: aumentano da 48.000 a 65.000 i posti dell’organico di diritto degli insegnanti di sostegno.
Si passa dall’emergenza alla stabilizzazione e alla specializzazione
Aumentano da 48.000 a 65.000 i posti dell’organico di diritto. Viene autorizzato un contingente di circa 94.000 posti di sostegno complessivi rispetto all’attuale contingente di circa 91.000. Saranno, soprattutto, insegnanti non precari: oggi solo circa la metà degli insegnanti di sostegno sono di ruolo; si porta la percentuale al 70%. Questa modifica evita l’incertezza di ogni inizio anno sulla effettiva erogazione del servizio che spetta alla scuola e garantisce una maggiore continuità didattica. I nuovi criteri fissati consentono quindi di assicurare un rapporto medio nazionale tendenziale di 1 insegnante di sostegno ogni 2 alunni diversamente abili, anche attraverso compensazioni tra Province diverse, fermo restando il rispetto dei principi sull’integrazione degli alunni diversamente abili fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 e dalla legge 4 agosto 1977, n. 517.
6. Migliorare la qualità: parte una sperimentazione fra Scuole e Autonomie locali
E’ prevista la sperimentazione in alcune Province, perché Regioni ed enti locali abbiano la reale possibilità di prendersi in carico la rete scolastica e quella dell’offerta formativa; per migliorare l’utilizzo del personale e delle risorse e per favorire, attraverso appositi accordi territoriali, il rapporto con le Regioni e gli enti locali. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dei servizi offerti, dalla formazione di mediatori culturali e linguistici per i figli dell’immigrazione, all’assistenza ai diversamente abili, per un maggiore coordinamento dell’offerta formativa sul territorio. Eventuali risparmi confluiranno in un fondo che rimarrà a disposizione delle scuole e degli enti locali “virtuosi”.
7. Nessuna riduzione di organici
Non ci sarà nessuna ulteriore riduzione di organici del personale della scuola e, anzi, verrà diluito in tre anni (2008-2010), l’obiettivo di razionalizzazione fissato nella precedente Finanziaria.
8. Azzerata la clausola di salvaguardia
La ridefinizione/rimodulazione azzera gli effetti della clausola di salvaguardia per il 2007 che prevedeva un taglio automatico di risorse da parte del Ministero dell’Economia contemporaneamente all’eccesso di spesa rispetto agli obiettivi di contenimento. Raggiunto parzialmente l’obiettivo del 2007, a causa dell’aumento della popolazione scolastica, la clausola di salvaguardia non si applica.
9. Reclutamento, nuovi concorsi per gli insegnanti: tirocinio e verifiche
Per evitare che si continui ad alimentare nuovo precariato, superato dalla chiusura delle graduatorie permanenti, trasformate in graduatorie ad esaurimento, ci saranno nuove modalità di reclutamento degli insegnanti con corsi di specializzazione universitari, con forte componente di tirocinio, concorsi periodici e verifica delle capacità didattiche degli insegnanti prima della loro immissione in ruolo a tempo indeterminato.
10. Misure contro il caro scuola
Con il Decreto legge vengono assegnati alla scuola 304 milioni di euro complessivi per l’obbligo di istruzione, il recupero scolastico e il miglioramento dell’offerta formativa e per il funzionamento delle scuole.
150 milioni di euro vanno per il sostegno alle famiglie contro il caro scuola e per favorire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione fino a 16 anni.

Presentazione Legge Finanziaria 2008

21 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 9,50 a Palazzo Chigi

Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti: (…)
Su proposta del Ministro della pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, è iniziato l’esame di uno schema di regolamento (da inviare al parere del Consiglio di Stato) che disciplina condizioni e modalità per la stipula di convenzioni con le scuole primarie paritarie. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 13,55.

13 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 9,40 a Palazzo Chigi

Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
su proposta del Ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero:
un disegno di legge che promuove una partecipazione piena e compiuta delle persone sorde (in Italia circa 70.000) alla vita collettiva, assicurandone l’integrazione sociale, economica e politica, in attuazione della recentissima Convenzione di New York sui diritti delle persone con disabilità (30 marzo 2007). Il provvedimento, che è stato predisposto in stretta collaborazione con le associazioni di tutela e promozione dei diritti di tali persone, verrà completato da un successivo regolamento che disciplinerà in dettaglio i seguenti aspetti: interventi diagnostici precoci, abilitativi e riabilitativi per tutti i bambini nati o divenuti sordi, ai fini dei necessari interventi protesici e logopedici (anche attraverso la configurazione di apposite figure professionali); misure volte a favorire la diffusione di strumenti e modalità di accesso all’informazione ed alla comunicazione; garanzie per l’uso effettivo della lingua italiana dei segni (LIS) e di ogni soluzione idonea per favorire la comunicazione delle persone sorde nei rapporti con la pubblica amministrazione e nei giudizi civili e penali. Il disegno di legge verrà inviato alla Conferenza unificata per il parere sugli aspetti di competenza; (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 11,50.

7 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 11,00 a Palazzo Chigi

Il Consiglio ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, una rilevante modifica al regolamento interno del Consiglio dei Ministri (emanato dal Presidente Ciampi nel 1993), tesa a garantire che ogni provvedimento posto all’ordine del giorno del Consiglio sia corredato dalla attestazione del proponente che l’atto risulta compatibile con l’ordinamento comunitario. Sarà potestà del Presidente del Consiglio differirne l’approvazione qualora tale compatibilità non risulti all’atto della consueta verifica istruttoria, ovvero, ove l’incompatibilità si evidenziasse successivamente all’approvazione, disporne il riesame nell’immediato Consiglio successivo. (…)
Il Consiglio ha poi autorizzato il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, ad esprimere il parere favorevole del Governo sui seguenti Atti:
– ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale del comparto Enti pubblici non economici (quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007);
– ipotesi di accordo per l’istituzione del Fondo nazionale di previdenza complementare per i lavoratori dei Ministeri, degli Enti pubblici non economici, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ENAC e del CNEL.
In prossimità della scadenza del mandato del Presidente Mario Egidio Schinaia, il Consiglio dei Ministri ha nominato, su proposta del Presidente Prodi, il nuovo Presidente del Consiglio di Stato nella persona del professor Paolo SALVATORE. Nel porgere al prof. Salvatore gli auguri più fervidi di buon lavoro, il Consiglio ha rivolto ringraziamenti sentiti al Presidente Schinaia per l’eccellente attività svolta al servizio della magistratura amministrativa e delle istituzioni. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 13,00.

5 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 9,50 a Palazzo Chigi

Il Consiglio ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio Prodi e del Ministro della pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, un decreto-legge volto a consentire alle istituzioni scolastiche di programmare gli interventi di competenza fin dall’inizio dell’anno scolastico, realizzando le condizioni per un avvio ordinato delle attività; le disposizioni urgenti intendono superare, in particolare, lo stato di incertezza in cui si trova il settore in relazione a richieste provenienti dalle famiglie in materia di “tempo-scuola” (con la reintroduzione di classi funzionanti a tempo pieno) e agli adempimenti connessi allo svolgimento degli esami di Stato, nonché a disciplinare questioni connesse al personale della scuola. Viene inoltre assicurato il finanziamento dei concorsi per ricercatori universitari.
La seduta ha avuto termine alle ore 10,50.

Educazione&Scuola©

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