02 1999

28 febbraio Dimensionamento definitivo delle unità scolastiche

Scade il 28 febbraio 1999 il termine utile per l’approvazione definitiva, da parte delle Regioni, dei Piani provinciali di dimensionamento delle unità scolastiche in vista del conferimento dell’autonomia, approvati dalle apposite Conferenze Provinciali entro il 31-12-1998. Sono dunque possibili ancora ripensamenti e rettifiche in sede regionale, mentre a livello nazionale si stanno “facendo i conti” per verificare gli esiti quantitativi e qualitativi della complessa operazione. Un dato sembra emergere: il grande successo delle “verticalizzazioni” per la scuola dell’obbligo; ma anche molte polemiche per i metodi spesso utilizzati.

Mariella Spinosi, ispettrice nelle Marche, interviene sull’argomento con molta “intensità” in Dimensionamento: il gioco dei numeri, ovvero la scuola a “pezzi”

“Cosa significa per il territorio l’istituzione di una scuola in verticale? Un’offerta di qualità, una scuola più organizzata e più rispondente ai bisogni dell’utenza? Potrebbe essere invece solo un’opportunità per tenere in piedi istituzioni fatiscenti? Ha senso che siano gli amministratori locali i nuovi decisori delle politiche scolastiche senza una legge di Riforma? Il futuro Riordino dei cicli sarà calibrato sul nuovo paesaggio disegnato dalle operazioni di dimensionamento? O invece potrebbe anche non tenerne conto tracciandone uno nuovo?”

circolare INPS 18 febbraio 1999 n. 37
Permessi di cui all’articolo 33 della legge 104/1992. Disposizioni varie

12 – 27 febbraio Pubblico e Privato

Trentamila persone partecipano a Bologna alla manifestazione contro i finanziamenti pubblici alla scuola privata promossa dai comitati “Scuola e Costituzione”.

Il tema della parità scolastica torna al centro del dibattito politico: il 12 febbraio il Consiglio dei Ministri esamina la legge della regione Emilia Romagna (approvata il 15 gennaio us) per l’istituzione di un “Diritto allo studio ed all’apprendimento per tutta la vita e qualificazione del sistema formativo integrato” e rinvia la stessa al Consiglio Regionale accompagnata da specifici rilievi.
La legge regionale prevede finanziamenti per 12 miliardi dei quali 8 (art. 18) per assegni studio destinati agli alunni delle scuole pubbliche e private (rispettivamente di 350.000 e 3.500.000 lire per studente) che abbiano una media del sette ed appartengano a famiglie con un reddito inferiore ai 50 milioni l’anno.

Di seguito un estratto del Comunicato Ufficiale n. 23 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, relativo alla seduta del 12 febbraio 1999:

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:
il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 11,15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Massimo D’Alema; Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Franco Bassanini.
(…) Il Consiglio, su proposta del Ministro Bellillo, ha deliberato il rinvio a nuovo esame della legge della Regione Emilia Romagna in materia di diritto allo studio e qualificazione del sistema formativo integrato, rilevando che essa contiene, insieme a disposizioni attinenti alle materie del diritto allo studio di competenza regionale, talune disposizioni che attengono alle materie dell’ordinamento dell’istruzione e della disciplina generale della parità scolastica che sono di competenza dello Stato: in queste ultime materie alcune competenze saranno bensì delegate alle regioni, ma nei termini e nei limiti stabiliti dall’articolo 138 del decreto legislativo n. 112 del 1998.
La seduta ha avuto termine alle ore 13,50.

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

04 – 26 febbraio Nuovo CCNL Scuola

Nella settimana 22 – 26 febbraio continua a ritmo serrato il confronto sul nuovo CCNL Scuola: l’ARAN presenta alle OOSS della Scuola una nuova bozza  di articolato.

Proseguono gli incontri ARAN – OOSS nel corso della settimana 15 – 19 febbraio; all’odg:

  • la mobilità (15 febbraio);
  • l’orario di servizio ed il personale delle scuole italiane all’estero (16 febbraio);
  • il personale ATA e le relazioni sindacali (17 febbraio);
  • gli istituti giuridici contrattuali (18 febbraio);
  • le Accademie ed i Conservatori (19 febbraio).

Gli incontri fra ARAN e OOSS Scuola proseguono nei giorni 4 e 9 febbraio: divise le OOSS sulla proposta ARAN di incentivazione economica differenziata del personale docente in ragione di quanto previsto dall’art. 16 della terza proposta di articolato.

Nella sezione Archivio/Accordi, Convenzioni, Contratti, Pareri, Sentenze di Educazione&Scuola:

25 febbraio Nuovi termini iscrizioni

Con la circolare n. 22 dell’1 febbraio 1999, il MPI, in ragione all’innalzamento dell’obbligo scolastico di un anno previsto dalla legge 20 gennaio 1999, n. 9, proroga al 25 febbraio i termini per le iscrizioni (fissato precedentemente al 25 gennaio dalla circolare n. 426 del 20 ottobre 1998).

La nuova modulistica per le iscrizioni, elaborata sulla base dei principi di semplificazione amministrativa introdotti dalla Legge 127/97, modificata e integrata dalla Legge 191/98 (si veda anche la CM 349/98), è allegata alla circolare n. 489 del 22 dicembre 1998.

Con la circolare n. 6 del 16 gennaio 1999 il MPI ha integrato la modulistica allegata alla CM 489/98: rettificate le schede A, B e C (opportunità educative offerte dalle scuole) e predisposte le schede D ed E (insegnamento della religione cattolica).

25 febbraio Telelavoro

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della seduta del 25 febbraio, approva un Regolamento recante norme organizzative in materia di telelavoro nelle pubbliche amministrazioni.

Di seguito un estratto del Comunicato Ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (n. 25 del 25 febbraio 1999):

(…) Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
su proposta del Presidente del Consiglio, D’Alema:
– un regolamento che, in attuazione della legge n.191 del 1998, disciplina le modalità organizzative per la diffusione del telelavoro nell’ambito delle Amministrazioni pubbliche. L’iniziativa, che costituisce una novità di grande rilievo nel settore pubblico, si inserisce nel processo di modernizzazione e di flessibilità del lavoro avviato dal Governo, con l’obiettivo anche di conseguire una più efficiente organizzazione delle attività lavorative e opportune economie di gestione.
In particolare, le singole Amministrazioni predisporranno dei progetti specifici nei quali saranno indicati gli obiettivi, le attività interessate, le tecnologie utilizzate ed il numero dei dipendenti coinvolti; questi ultimi potranno, a richiesta, essere successivamente reintegrati nella sede di lavoro originaria. In sede di contrattazione collettiva si provvederà ad adeguare alle specifiche modalità della prestazione la disciplina economica e normativa del rapporto di lavoro, assicurando un trattamento equivalente a quello degli altri dipendenti e, soprattutto, una adeguata tutela della salute e della sicurezza del lavoro. La postazione di telelavoro è installata e collaudata a cura dell’amministrazione interessata, sulla quale gravano altresì le spese di gestione e manutenzione;
– uno schema di regolamento che, in attuazione della legge n.127 del 1997, stabilisce modalità e procedure per il rilascio ai comuni dell’autorizzazione all’installazione ed all’esercizio di impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici ed alle zone a traffico limitato. Il provvedimento chiarisce, inoltre, che durante il funzionamento degli impianti non è necessaria la presenza di un organo della polizia stradale e che, conseguentemente, la contestazione di violazioni può avvenire in un tempo successivo, a seguito di rilevazioni automatiche.
Il provvedimento sarà trasmesso alla Conferenza unificata Stato-regioni e autonomie locali ed al Consiglio di Stato per l’espressione dei rispettivi pareri (…).

25 febbraio Autonomia

Il Consiglio dei Ministri approva il DPR relativo al «Regolamento sull’autonomia didattica e organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo».

Di seguito un estratto del Comunicato Ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (n. 25 del 25 febbraio 1999):

(…) Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 9,50 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Massimo D’Alema; Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Franco Bassanini.
(…) Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
(…) su proposta del Ministro della Pubblica Istruzione, Berlinguer:
– un regolamento che disciplina l’autonomia delle istituzioni scolastiche, in attuazione della legge n.59 del 1997.:
Le più importanti novità possono così riassumersi:
a) a decorrere dal 1° settembre 2000 le scuole avranno personalità giuridica ed autonomia didattica, organizzativa, di ricerca e sviluppo;
b) i programmi in vigore saranno progressivamente sostituiti da curricoli così composti:
– materie e attività definite dal Ministero;
– materie e attività scelte liberamente dalle scuole;
Il Ministero definirà comunque gli obiettivi generali, il quadro orario complessivo di ogni indirizzo, le materie fondamentali e circoscriverà il margine orario entro il quale potranno essere fatte le scelte da parte delle scuole.
c) le scuole potranno organizzare le loro attività con modalità liberamente scelte, ad esempio distribuendo lo studio delle diverse materie in moduli, aree, tempi diversi da quelli tradizionali;
d) fin dalla data di entrata in vigore del regolamento le scuole potranno utilizzare gli attuali programmi in termini di obiettivi e competenze, mirando al miglioramento dei risultati dell’apprendimento degli alunni più che al rispetto formale di tutti gli argomenti attualmente previsti;
e) le scuole potranno organizzarsi in reti per raggiungere obiettivi di comune interesse nonché scambiarsi temporaneamente i docenti che vi acconsetano o lo chiedano. Potranno altresì progettare percorsi integrati di istruzione e formazione sulla base di accordi con le regioni;
f) le scuole potranno organizzare per gli adulti iniziative che tengano conto delle loro esperienze, personalizzando programmi e percorsi al fine del conseguimento dei titoli di studio;
g) le scuole potranno sperimentare modelli innovativi didattici e organizzativi.
Il regolamento, che è finalizzato a favorire la crescita del successo formativo, contiene inoltre numerose disposizioni che valorizzano il ruolo delle famiglie; incoraggiano il rapporto della scuola con gli enti locali e con la realtà locale; garantiscono il riconoscimento di periodi di studio compiuti all’estero; tendono alla valorizzazione di tutte le vocazioni degli alunni; riconoscono il valore e rafforzano l’integrazione degli alunni con handicap; rafforzano lo scambio di informazioni e documentazione; stimolano la ricerca didattica; aprono nuove prospettive per la formazione continua; favoriscono il recupero della dispersione.
Il regolamento prevede inoltre un ampio trasferimento di competenze amministrative dall’Amministrazione della pubblica istruzione alle scuole, tenendo conto delle competenze da trasferire o delegare alle regioni e agli enti locali in base al decreto legislativo n.112/98.
Sul provvedimento si sono espresse favorevolmente le competenti Commissioni parlamentari e la Conferenza unificata Stato-regioni e autonomie locali;
(…) La seduta ha avuto termine alle ore 11,10.

Prevista per il prossimo aprile la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

04 – 25 febbraio Nuovi compensi Esami

Il 25 febbraio il ministro della PI firma il decreto interministeriale relativo alle misure dei compensi dei compensi per i commissari d’esame; stanziati 313 miliardi con aumenti medi pari al 40%, che si traducono in compensi lordi pari a:

  • 2.650.000 lire per i presidenti,
  • 2.050.000 lire per i commissari esterni,
  • 1.000.000 lire per i commissari interni.

Saranno oltre 130 mila i componenti delle commissioni d’esame (12.500 presidenti, 40.000 commissari esterni e 80.000 commissari interni); 540 mila i candidati.

Il 4 febbraio la 7a Commissione Senato approva definitivamente il DdL 3451-B AS – Compensi per le Commissioni Giudicatrici degli Esami di Stato (già approvato dal Senato – 5238 AC).

02 – 25 febbraio Scuola e Parlamento

La 7a Commissione della Camera si occupa:

  • il 9 febbraio del testo unificato dei DdL sulla Riforma degli Organi collegiali della scuola (testo licenziato il 10 febbraio);
  • il 3, 17 e 25 febbraio dell’audizione del Ministro della pubblica istruzione sullo stato di attuazione e sulle prospettive di intervento in materia di integrazione scolastica degli alunni con handicap;
  • il 4, 11, 18 e 24 febbraio dell’Indagine Conoscitiva sulla dispersione scolastica;
  • il 17 e 23 febbraio dei DdL sui Libri scolastici in comodato (AC. 2338, 3582).

Il 3, 17 e 23 febbraio il Comitato Ristretto della 7a Commissione Camera affronta i DdL sul Riordino dei Cicli Scolastici.

L’11a Commissione della Camera nei giorni 2, 3, 9, e 10 febbraio esamina, in sede referente, il decreto legge 5/99, Disposizioni urgenti in materia di elezioni delle rappresentanze unitarie del personale e di valutazione della rappresentatività delle organizzazioni e confederazioni sindacali nel comparto “scuola”.
Il decreto legge 5/99, ai fini della conversione in legge, viene affrontato in Aula il 17 ed approvato il 18 febbraio (188 voti favorevoli e 128 contrari).

La 7a Commissione del Senato esamina:

Il 4 febbraio, la 7a Commissione Senato, in sede deliberante, approva definitivamente il DdL 3451-B AS – Compensi per le Commissioni Giudicatrici degli Esami di Stato (approvato con modifiche dalla Camera – 5238 AC ).

Nei giorni 2, 3, 4, 9, 10 e 16 febbraio le settime Commissioni di Senato e Camera esprimono il loro parere al presidente del CdM riguardo lo Schema di regolamento in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche.
Riportiamo di seguito lo schema di parere approvato a maggioranza dalla 7a Commissione del Senato il 10 febbraio:

“La Commissione, esaminato, ai sensi dell’articolo 21, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59, lo schema di regolamento in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche,
considerato che
il sistema di autonomia delineato nel regolamento garantisce l’esercizio effettivo dei diritti delle diverse componenti della scuola, ponendo al centro l’obiettivo del successo formativo degli alunni, attraverso la valorizzazione delle potenzialità di ciascuno, e al tempo stesso riconosce e tutela la libertà di insegnamento e quella di scelta educativa delle famiglie,
il regolamento pone i presupposti per l’attuazione di un sistema di rapporti interistituzionali all’interno dei quali la scuola si collega e dialoga con il territorio, anche se i termini di tale rapporto dovranno essere integrati e precisati in alcuni passaggi,
raccomanda
che, nella definizione degli obiettivi generali del processo formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento dei singoli percorsi, il Ministro si avvalga delle più alte competenze tecnico-scientifiche esistenti nel paese, tenendo altresì nel massimo conto gli indirizzi che emergeranno in sede parlamentare, e che – anche ai fini di quanto previsto dall’articolo 8 dello schema di regolamento – nell’ambito della piena applicazione della legge n. 59 del 1997 sia prevista la costituzione di un organismo di consulenza dotato di competenze tecnico-scientifiche,
che, per l’attuazione del nuovo sistema, l’Amministrazione si avvalga anche delle competenze tecniche di docenti e di dirigenti scolastici, il cui servizio dovrà essere valutato a tutti gli effetti come servizio di istituti,
che l’organizzazione dei servizi di revisione amministrativo-contabile si ispiri a criteri di territorialità
ed esprime conseguentemente parere favorevole con le seguenti osservazioni:
– all’articolo 1, comma 1, occorre sostituire le parole “Le istituzioni scolastiche sono autonomie funzionali” con le seguenti “Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale”;
– all’articolo 1, comma 1, occorre precisare che l’autonomia è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale;
– all’articolo 1, comma 1, occorre sostituire le parole “con le comunità locali” con le seguenti “con gli enti locali”;
– all’articolo 1, comma 1, occorre aggiungere infine le parole “nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti attribuiti ai Comuni ai sensi degli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”;
– all’articolo 2, comma 3, dopo le parole “relative alla determinazione dei curricoli” occorre inserire le seguenti “e lo armonizzano con quelle relative”;
– all’articolo 2, comma 4, dopo la parola “esperienze” occorre inserire le seguenti “e attività”;
– all’articolo 3, comma 2, occorre sostituire le parole “del territorio” con le seguenti “della realtà locale, anche nel quadro della programmazione territoriale dell’offerta formativa”;
– all’articolo 3, comma 3, dopo le parole “sulla base degli indirizzi generali” occorre inserire le seguenti “per le attività della scuola”;
– all’articolo 3, comma 4, occorre sostituire le parole “Ai fini di cui al comma 3” con le seguenti “Ai fini di cui al comma 2”; inoltre, dopo le parole “attiva i necessari rapporti” occorre inserire le seguenti “con gli enti locali e”;
– all’articolo 4, comma 2, lettera e), occorre sostituire le parole “ambiti ed aree disciplinari” con le seguenti “aree e ambiti disciplinari”;
– all’articolo 6, comma 3, occorre rafforzare la previsione di scambio di documentazione ed informazioni fra le scuole; inoltre, dopo le parole “soggetti pubblici e privati” occorre aggiungere le seguenti “che svolgono attività di ricerca”;
– all’articolo 7, occorre sostituire il comma 1 con il seguente: “1. le istituzioni scolastiche possono promuovere accordi di rete o aderire ad essi per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali”;
– all’articolo 7, comma 3, occorre sostituire le parole “fra le istituzioni che partecipano alla rete” con le seguenti “fra le istituzioni i cui docenti abbiano uno stato giuridico omogeneo”;
– all’articolo 7, comma 4, occorre sostituire le parole da “L’accordo” fino a “progetto” con le seguenti “L’accordo individua l’organo responsabile della gestione delle risorse e del raggiungimento delle finalità del progetto, la sua durata, le sue competenze e i suoi poteri”;
– all’articolo 7, comma 9, occorre sostituire le parole “compiti di carattere formativo” con le seguenti “compiti istituzionali”;
– all’articolo 7, occorre introdurre una norma che garantisca la non esclusione dagli accordi di rete delle scuole che intendano parteciparvi e preveda tutte le iniziative idonee a favorire la partecipazione agli accordi stesse delle scuole che presentano situazioni di difficoltà;
– all’articolo 8, comma 1, dopo la lettera f) occorre inserire la seguente “f-bis) gli indirizzi generali circa la valutazione degli alunni, il riconoscimento dei crediti e il recupero dei debiti formativi”;
– all’articolo 8, comma 4, occorre sostituire le parole “dalle comunità locali” con le seguenti “dagli enti locali”;
– all’articolo 8, comma 5, occorre sopprimere le parole “può essere”, nonchè la parola “e”;
– all’articolo 14, comma 3, occorre correggere l’errore materiale sostituendo la parola “può” con la seguente “possono”;
– all’articolo 14, comma 4, dopo le parole “alla specifica formazione” occorre inserire le seguenti “e aggiornamento”;
– all’articolo 17, comma 1, occorre sostituire le parole “articolo 129, commi 2 e 6” con le seguenti “articolo 129, commi 2, 4, limitatamente alla parola ‘limitatamente’, e 6”.

Il 24 febbraio la Commissione Speciale in materia d’infanzia del Senato esamina:

Il 24 febbraio il Senato approva definitivamente il DdL 3506-B (Delegificazione e codificazione di norme concernenti procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1998).

09 – 25 febbraio DdL 932-B al Senato

Il 9 febbraio la 7a Commissione del Senato affronta, in terza lettura, come sede deliberante, il DdL 932-B AS – Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico, (già approvato dalla Camera – DdL AC 4754).

Di seguito l’estratto del resoconto della 271a seduta (9 febbraio) relativo alla presentazione alla Commissione del DdL da parte del relatore:

(…) Il relatore BISCARDI riferisce sulle modifiche apportate dalla Camera dei deputati al disegno di legge n. 932, nonchè sulla petizione n. 534 ad esso attinente, ricordando che il provvedimento torna all’esame del Senato dopo un lungo esame presso l’altro ramo del Parlamento e sull’onda di una polemica giornalistica per alcuni versi fondata ma per altri invece assai approssimativa. Egli ritiene pertanto indispensabile riepilogare la situazione, a tutela del Parlamento e soprattutto del lavoro attento ed equilibrato del Senato.
La pressione del precariato per l’introduzione di sessioni riservate da un lato e il rinvio dei concorsi ordinari dall’altro hanno infatti determinato una situazione assai difficile in cui non sono mancate anche altre responsabilità: innanzitutto quella del Ministero della pubblica istruzione, che da quasi un decennio ritarda l’indizione di nuovi concorsi nonostante che la legge n. 341 del 1990 avesse impostato il reclutamento in termini innovativi; inoltre, l’approvazione di un emendamento alla manovra finanziaria che prefigurava l’immissione in ruolo ope legis dei precari; infine, il comportamento delle forze politiche, non sempre coerente con i principi proclamati ad esempio con riferimento alla valorizzazione del merito dei docenti.
Nonostante la complessità della situazione, il Senato aveva peraltro raggiunto un difficile equilibrio fra le crescenti pressioni – sovente corporative e financo demagogiche – e la necessità di un rispetto almeno minimale dei meccanismi di reclutamento per concorso. Il testo del disegno di legge n. 932 approvato dal Senato avrebbe potuto dunque essere approvato senza modifiche dalla Camera dei deputati, consentendo così l’immediata indizione dei nuovi concorsi. La Camera ha invece voluto modificare il testo, accogliendo molte delle pressioni cui il Senato era riuscito a resistere. Delle modifiche apportate dall’altro ramo del Parlamento egli critica in particolare: quella relativa al personale dei conservatori, conseguente all’approvazione dell’emendamento presentato dall’onorevole Prestigiacomo, che è stata giudicata aberrante dalle stesse forze di opposizione; quella al comma 4 dell’articolo 2, secondo cui nel punteggio finale interverrà, a titolo di riconoscimento della professionalità acquisita in servizio, una quota proporzionale agli anni di insegnamento prestato, che rappresenta una dizione o superflua o foriera di conseguenze inaccettabili; quella relativa ai presidi incaricati, per i quali è stata disposta adirittura una riserva di posti del 50 per cento, che egli proporrà di ridurre quanto meno al 20-25 per cento; infine, quella relativa alla composizione delle commissioni d’esame per le sessioni riservate di abilitazione, in ordine alla quale ha prevalso l’orientamento di Rifondazione comunista che chiedeva l’esclusiva presenza di membri interni, contemperata dal solo presidente esterno. A tale ultimo proposito, egli si riserva di valutare l’applicazione che il Ministro vorrà dare a detta norma, suscettibile di legittimare l’accusa di promuovere, di fatto, una immissione in ruolo ope legis, se il tenore delle sessioni riservate non sarà tenuto sufficientemente alto.
Egli ricorda poi che, nel frattempo, è stata pubblicata la sentenza n. 1 del 1999 della Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità di un concorso interno per fasce dirigenziali del Ministero delle finanze. Tale sentenza, rileva, ha una valenza di carattere generale di grande rilievo, dal momento che individua il concorso pubblico come necessario strumento di selezione tecnica e neutrale dei più meritevoli al fine di garantire l’imparzialità della Amministrazione pubblica. Detta sentenza ribadisce altresì che l’esame del merito deve essere indipendente da ogni considerazione connessa alla condizione personale dei vari concorrenti. Se tali considerazioni riguardavano un concorso interno a fasce professionali superiori, prosegue il relatore, esse si addicono a fortiori agli esami riservati ai presidi incaricati di cui alla lettera b) del comma 15 dell’articolo 11 del testo modificato dalla Camera dei deputati.
Non intendendo avallare soluzioni che rappresenterebbero un affievolimento dei precetti costituzionali, egli preannuncia pertanto la presentazione di emendamenti sui punti dianzi illustrati, oltre che di quelli necessari per recepire il parere espresso sul provvedimento dalla Commissione bilancio: questa infatti – conclude – ha espresso parere favorevole, condizionato – ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione – all’introduzione di talune modifiche.

In ragione delle modifiche proposte la discussione generale sul disegno di legge si svolge il 18 febbraio.

Di seguito un estratto del resoconto della 274a seduta (18 febbraio) della 7a Commissione Senato:

(…) Concluso il dibattito, agli intervenuti replica il relatore BISCARDI, il quale prende atto con soddisfazione della serenità che ha caratterizzato gli interventi sia della maggioranza che dell’opposizione. Egli ripercorre quindi brevemente le tappe del provvedimento su cui continuano a riflettersi, a causa della lentezza con cui procede l’iter, gli insaziabili appetiti dei soggetti interessati. Egli ricorda quindi che il disegno di legge n. 932 era stato originariamente presentato dal Governo per sopprimere una norma introdotta alla Camera nel provvedimento collegato alla manovra finanziaria del 1995 con un emendamento del Gruppo Alleanza Nazionale, che al Senato non era stato possibile modificare, attesa l’urgenza di approvare in via definitiva il provvedimento stesso. Nel corso dell’esame in prima lettura al Senato del disegno di legge n. 932 si era purtroppo registrata l’impossibilità di convergere sulla soppressione di quella norma e si era convenuto di prevedere sessioni riservate di abilitazioni che consentissero l’inserimento nella graduatoria del doppio canale. Ciò, nonostante che dalla stessa parte politica da cui era scaturito l’emendamento “incriminato” in Senato se ne fosse richiesta la cancellazione. Successivamente alla trasmissione del disegno di legge n. 932 alla Camera dei deputati, è poi intervenuta l’ulteriore richiesta da parte dei precari di una immissione ope legis, cui occorre che il Parlamento sappia dare una risposta seria e non ipocrita.
Per quanto riguarda i nodi specifici su cui si è incentrata la discussione, egli rileva che la questione della composizione delle commissioni d’esame era già stata lungamente dibattuta in Senato in prima lettura, ove la posizione di Rifondazione Comunista a favore di una composizione prevalentemente interna era stata posta in minoranza; alla Camera invece essa è prevalsa e pare ora registrare un rassegnato consenso. Egli ribadisce poi di considerare una mostruosità giuridica le modalità di calcolo del punteggio finale delle sessioni riservate d’esame previste dal comma 4 dell’articolo 2 nel testo licenziato dalla Camera. Esprime altresì soddisfazione per le critiche manifestate dalla stessa opposizione in ordine alla modifica introdotta dalla Camera relativamente alle graduatorie del personale docente dei conservatori. Quanto infine alla norma sui presidi incaricati, egli sottolinea che la riserva del 50 per cento dei posti introdotta dalla Camera differisce macroscopicamente dalla riserva già prevista dal decreto legislativo con cui è stata attribuita la dirigenza ai capi di istituto e che pertanto essa non può essere in alcun modo condivisa.
Il relatore si sofferma poi sui tempi di esame del provvedimento, rilevando che l’esame in seconda lettura presso la Camera dei deputati è durato ben otto mesi, nel corso dei quali non è stata avviata alcuna consultazione con il Senato né da parte della Camera stessa né del Governo. Ciò, nonostante che la Camera si apprestasse ad accogliere alcuni emendamenti (come ad esempio quello sulla ammissione alle sessioni riservate d’esame dei docenti delle scuole elementari) che erano già stati proposti al Senato e respinti su pressante richiesta del Governo, nonostante l’orientamento favorevole del relatore. Analogamente, egli manifesta rammarico per le dichiarazioni rese dal sottosegretario Delfino nell’ultima seduta, nel corso della quale quest’ultimo ha ventilato l’ipotesi che il Governo proceda al bando dei concorsi qualora il Parlamento non approvi tempestivamente il disegno di legge in esame: a suo giudizio, tali dichiarazioni avrebbero infatti potuto essere svolte anche alla Camera nel corso del lungo iter in seconda lettura. Né va dimenticato che il Governo avrebbe comunque da tempo potuto bandire i concorsi quanto meno per il 50 per cento dei posti disponibili, riservando il restante 50 per cento ad una fase successiva all’approvazione del provvedimento.
Il relatore conclude infine la propria replica ricordando di aver egli stesso suggerito, nel corso della prima lettura, che le graduatorie rimanessero vigenti fino alla conclusione del concorso successivo, ma che il Governo ritenne preferibile che esse avessero vigenza solo fino all’indizione del concorso stesso. Ancora una volta, alla Camera dei deputati il Governo ha tuttavia tenuto un atteggiamento difforme rispetto a quello tenuto in Senato. (…)
Ha quindi la parola per la replica il sottosegretario DELFINO, il quale riconosce che nell’iter del provvedimento sono maturati atteggiamenti tali da suscitare non poche perplessità. Il Governo si è tuttavia sempre adoperato per raccogliere la massima convergenza possibile al fine di consentire una risposta sollecita alle aspettative del mondo della scuola. Alcune soluzioni, riconosce, non sono certamente soddisfacenti sul piano tecnico-giuridico. Il Governo ha tuttavia ritenuto di accoglierle al fine di conseguire il risultato di una sollecita approvazione: questa è stata infatti la motivazione costante dell’atteggiamento del Governo, che in alcuni casi si è trovato effettivamente costretto a muoversi in maniera non del tutto lineare. Auspica quindi che l’iter volga finalmente al termine, pur tenendo nel debito conto le osservazioni espresse dalla Commissione bilancio.  (…)
Il presidente ASCIUTTI, nel ribadire che l’ipotesi di fissare il termine a domani era già stata avanzata nella seduta del 9 febbraio scorso, fa presente che una sua posticipazione a martedì renderebbe di fatto impossibile acquisire i pareri in tempo utile per concludere l’esame del provvedimento entro la settimana prossima, come unanimemente auspicato. Egli conferma poi al senatore RESCAGLIO che, ai sensi dell’articolo 104 del Regolamento, nella fase attuale possono essere presentati solo emendamenti in diretta correlazione con quelli introdotti dalla Camera dei deputati. Emendamenti riferiti a parti non modificate sarebbero invece dichiarati inammissibili.
Il relatore BISCARDI concorda con la proposta del Presidente di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti a domani. Egli stesso preannuncia la presentazione di alcune proposte emendative sulle quali occorrerà acquisire il parere della Commissione bilancio, nell’auspicio che quest’ultima riconsideri il parere precedentemente reso.
La Commissione conviene infine sulla proposta del Presidente di fissare a domani venerdì 19 febbraio, alle ore 18, il termine per la presentazione degli emendamenti.
Il seguito della discussione è quindi rinviato.

Nella seduta del 23 febbraio il termine per la presentazione degli emendamenti, inizialmente fissato alle ore 18 del 19 febbraio, viene spostato alle ore 12 del 24 febbraio.

Il 24 febbraio la 5a Commissione (Bilancio) del Senato esprime parere di nulla osta sugli emendamenti trasmessi dalla 7a Commissione al DdL

Le votazioni si effettueranno probabilmente il 2 marzo; il DdL dovrà quindi far ritorno alla Camera per la definitiva approvazione.

Di seguito un estratto della 277a seduta della 7a Commissione (25 febbraio):

Il presidente OSSICINI avverte che, pur sussistendo il numero legale per dare inizio alla seduta, non è stato raggiunto quello – più alto – necessario per proseguire l’esame in sede deliberante del disegno di legge n. 932-B all’ordine del giorno. Osserva che le assenze di vari colleghi sono dovute a ragioni di salute e formula fervidi auguri per il loro pronto ristabilimento. Comunica infine che l’Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, nella riunione testé conclusa ha deliberato che il seguito della discussione del disegno di legge n. 932-B figuri al primo punto dell’ordine del giorno delle sedute della settimana prossima.

Su Concorsi e Precariato si veda la rubrica ‘aperta’ di Educazione&Scuola:

circolare 23 febbraio 1999, n. 49
Utilizzo delle tecnologie multimediali e accesso ad Internet

23 febbraio Semplificazione amministrativa

La circolare del Consiglio dei Ministri 05.02.99 fissa al 23 febbraio 1999 l’entrata in vigore del DPR 403/98, relativo alla semplificazione delle norme sulla documentazione amministrativa; possibili, fra l’altro, le autocertificazioni relative a:

  • titolo di studio o qualifica professionale posseduta;
  • esami sostenuti;
  • titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica.

Sull’applicazione del DPR 403/98 si veda anche, nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

22 febbraio Strutture scolastiche

Da una ricerca condotta dalla UIL Scuola sulle strutture scolastiche emerge che le migliori sono presenti (nell’ordine) a Bolzano, Udine e Vercelli; invece le peggiori sono a Reggio Calabria, Cosenza, Roma e Caltanissetta, insieme a Nuoro, Trapani, Siracusa, Latina Ragusa, L’Aquila, Sassari, Genova, Foggia, Brindisi, Livorno, Matera, Catania, Benevento, Parma, Bari e Ferrara.

Dei 32.657 edifici presenti in Italia:

  • il 79.22% è stato costruito per ospitare istituti scolastici,
  • il 18.22% è stato adattato a scuola,
  • il 58.46% ha un certificato di agibilità statica,
  • il 34.64% ha un certificato di prevenzione infortuni,
  • il 56.29% ha un certificato igienico sanitario,
  • il 21% ha scale di sicurezza (il 12% ha scale da rifare),
  • il 25% ha infissi e intonaci scadenti,
  • il 20% ha impianti igienici ed elettrici da rinnovare,
  • il 15% ha pavimenti, tetti e impianti di riscaldamento inadeguati.

Nella sezione Archivio di Educazione&Scuola:

circolare 19 febbraio 1999, n. 47
Legge 23 dicembre 1998, n. 448 – Monitoraggio – Raccolta ed elaborazione dei dati ai fini della predisposizione del conto annuale 1998 e delle previsioni di bilancio per l’anno 2000

circolare 19 febbraio 1999, n. 46
Concorso FAO Radio-RAI, riservato agli alunni delle quinte elementari e delle prime classi delle scuole medie: riflessioni/messaggi per spots radiofonici e per un diario scolastico sul tema della fame e della povertà nel mondo

19 febbraio Referendum

Il Consiglio dei Ministri fissa al 18 aprile 1999 la data in cui si svolgerà il referendum antiproporzionale.

Sull’argomento interviene, dalle pagine di Educazione&Scuola, Eugenio Donadoni con Referendum, istruzioni per l’uso, una veloce guida, dagli intenti meramente divulgativi, con lo scopo di preparare gli studenti al prossimo referendum.
La prima parte è dedicata alla normativa costituzionale e legislativa in materia referendaria; segue una seconda parte, che entra nel merito del referendum elettorale in questione, e degli allegati che illustrano le funzioni del Parlamento e la legge elettorale di Camera e Senato, ed una terza parte dedicata agli effetti del Referendum del 18 aprile.

decreto 17 febbraio 1999, n. 149
Regolamento recante modificazioni al decreto ministeriale 18 settembre 1998, n. 359, concernente le modalità e i termini per l’affidamento delle materie oggetto degli esami di Stato ai membri esterni e i criteri e le modalità di nomina e di designazione dei componenti le commissioni degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore

decreto 17 febbraio 1999, n. 44
Rettifiche ed integrazioni al decreto ministeriale 30 gennaio 1998, n. 39, relativo al testo coordinato delle disposizioni in materia di ordinamento delle classi di concorso a cattedre e a posti nelle scuole secondarie

decreto interministeriale 15 febbraio 1999, n. 41
Esami conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado

circolare 15 febbraio 1999, n. 40
Conto consuntivo delle istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado e dei distretti scolastici per l’esercizio finanziario 1998

legge 15 febbraio 1999, n. 32
Disposizioni in materia di compensi per le commissioni giudicatrici degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore

nota circolare 15 febbraio 1999, prot. n. 425
Intesa M.P.I. – S.G.I. – Società Geografica Italiana Corso di Formazione ed Aggiornamento in didattica della geografia. “La geografia della sostenibilità: contenuti e valenza didattica” Anzio – 19-24 aprile 1999

circolare INPDAP 24 febbraio 1999, n. 12
Circolare esplicativa delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, in materia di riscatto dei corsi universitari di studio dei periodi di lavoro all’estero

ordinanza 11 febbraio 1999, n. 38
Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 1998/99

circolare 10 febbraio 1999, n. 35
Prime indicazioni in materia di controversie sul lavoro e di conciliazione

decreto 10 febbraio 1999, n. 34
Individuazione delle tipologie di esperienze che danno luogo ai crediti formativi

comunicazione 10 febbraio 1999, prot. n. 35644
Tempo parziale del personale del comparto scuola. Termini per la presentazione delle domande

10 febbraio Pensionamenti

La CM 496/98 ed il DM 495/98 prevedono, per i dirigenti scolastici, il 10 febbraio come scadenza per la presentazione  e l’accoglimento delle domande di collocamento a riposo per compimento del quarantesimo anno di servizio utile al pensionamento, di dimissioni dall’impiego e di trattenimento in servizio.

08 – 10 febbraio Conferenza Ministri Istruzione

Si svolge a Napoli la prima Conferenza dei Ministri dell’Istruzione del Mediterraneo Occidentale; presenti anche i rappresentanti dei maggiori Organismi Internazionali del settore.

circolare 9 febbraio 1999, n. 31
Cap. 1293 – Spese per interessi o rivalutazione monetaria per ritardato pagamento delle retribuzioni, pensioni e provvidenze di natura assistenziale a favore dei creditori dell’Amministrazione – Applicazione disposizioni di cui al regolamento adottato con decreto dell’1.9.98, n. 352 del Ministero dei Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica

legge 9 febbraio 1999, n. 30 (in SO alla GU 23 febbraio 1999, n. 44)
Ratifica ed esecuzione della Carta sociale europea, riveduta, con annesso, fatta a Strasburgo il 3 maggio 1996

circolare 8 febbraio 1999, n. 28
Fiera internazionale dei libro di Bologna 8-11 aprile 1999 – Seminario nazionale di aggiornamento e stand espositivo

07 febbraio Riforma Università

In un’intervista al quotidiano La Repubblica il ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica illustra le linee fondamentali della riforma dell’università che, sulla base delle linee programmatiche espresse dalla Prima e dalla Seconda Nota di indirizzo sull’autonomia didattica degli atenei, sarà, entro breve, presentata alle competenti commissioni parlamentari.

Fra le novità:

  • due livelli di formazione (il primo triennale ed il secondo biennale), ai quali segue il dottorato di ricerca (triennale);
  • il monte ore di studio (compreso fra le 1.200 e le 1.800 ore annue);
  • il credito formativo;
  • l’autonomia didattica degli atenei;
  • la valutazione del lavoro dei docenti universitari.

Di seguito un estratto dell’intervista:

(…) La prima grande novità è che le università avranno larghi margini di autonomia didattica, mentre oggi abbiamo un sistema rigido e ingessato nella sua uniformità totale. Con la rivoluzione che stiamo realizzando ogni ateneo stabilirà, nel quadro di alcuni principi che noi fissiamo dall’alto, in modo flessibile l’indirizzo degli studi. Solo così l’università riuscirà a superare la separatezza dal mondo del lavoro e dal contesto sociale.
(…) Tutto è legato a garantire un’ effettiva partecipazione degli studenti e dei docenti alle attività didattiche. Oggi un corso di laurea prevede tanti, troppi esami. Molti studenti non frequentano, l’esame è ormai quell’ostacolo che si tenta e si ritenta di superare. Esami e lezioni s’intersecano, complicando la vita a tutti. Noi abbiamo pensato di selezionare le attività di apprendimento, secondo un’ unità di misura che si chiama credito formativo
– cioè – il tempo che viene ritenuto necessario per ogni insegnamento e viene ripartito in ore di lezione, di laboratorio o attività pratiche e di studio a domicilio. È un calcolo astratto, però così si fissano dei criteri che fissano il tempo per conseguire l’apprendimento, vale a dire partecipazione e studio. Ogni studente dovrà “sopportare” ogni anno dalle 1200 alle 1800, a seconda delle aree di apprendimenti. Un gruppo di esperti sta elaborando un decreto che fissa i principi generali e individua lo spettro disciplinare diviso in 5 macro-aree didattiche
(…) Qualche giorno fa sono stato polemico nei confronti di un settore di docenti, quelli che si applicano “tiepidamente” al cambiamento. A mio avviso questa riforma non sarebbe completa se non contenesse in sè anche un’altra novità: la creazione di un rigoroso, effettivo, sistema di valutazione. Una valutazione complessiva del funzionamento di ciascuna università per le quali lo Stato copre l’ 85 per cento del bilancio, quindi ha il il dovere di verificare in modo concreto l’esplicazione dell’autonomia. Abbiamo il diritto di valutare i risultati della formazione e della ricerca (…) La prossima settimana presenterò una proposta di legge per la valutazione dei docenti, quelli che lavorano più e meglio avranno incentivi economici (…) L’incentivazione non può passare se non attraverso la valutazione, dobbiamo costruire un sistema con un organo centrale e terminali in ogni ateneo per esaminare l’operato dei docenti e delle università. Quelli che esistono oggi vanno riformati e lo faremo per legge.
– Il numero chiuso – (…) l’ho già abolito per tutte le facoltà statali che non sono vincolate dagli obblighi comunitari che lo prevedono per Medicina, Architettura, Veterinaria e Farmacia. Nel passato i Tar hanno imposto l’ iscrizione con riserva degli studenti che facevano ricorso. Il 27 novembre del ’98 la Consulta ha sentenziato che il numero chiuso può essere stabilito dal Parlamento, io ho risposto che il governo non aveva intenzione di estenderlo. La sanatoria? Il Consiglio di Stato sta per decidere sui ricorsi degli atenei contro il Tar. Ho in mente di varare una legge per codificare i criteri della selezione, ma solo per le quattro facoltà individuate dalla Cee”.

Nel settore Diritto di Educazione&Scuola:

06 febbraio Riforme e Concorsi

Il ministro della PI interviene sul Corriere della Sera del 6 febbraio:

(…) Leggere sui giornali di un presunto semianalfabetismo di tanti diplomati sfornati dalla nostra scuola mi ha fatto un po’ male. Essi non sono certo quelli che conseguirono la maturità classica trenta, quaranta anni fa; ma sono un numero assai più elevato di ieri, e la loro qualità non sfigura rispetto agli attuali loro colleghi di altri Paesi europei.
Al contrario, essi sono ancora pochi perché in Italia ci sono troppi ragazzi che si perdono agli studi, e il Paese spreca così, inutilmente, risorse umane. E che dire di tanti ragazzi che si trascinano stancamente negli anni scolastici, e poi – nel lavoro o nell’università – si rivelano veri talenti che quella scuola non era riuscita a riconoscere e valorizzare? E’ l’autonomia delle scuole – ora finalmente in cammino – e la flessibilità dei percorsi formativi che cambierà quella scuola, non il nostalgico disprezzo per i «tanti».
Per difendere la qualità degli studi abbiamo introdotto un nuovo esame finale, con tutte le materie, con più prove scritte, più rigoroso. E’ ancora presto per dirlo, ma già da ora si vede che gli studenti si applicano ormai a tutte le materie dell’ultimo anno.
Ho letto qua e là che la nuova legge sull’estensione dell’obbligo scolastico cambierebbe il primo anno delle superiori in un «anno di orientamento». Non è vero. Il greco, la matematica, certe materie tecniche si cominceranno a studiare
seriamente fin dal primo anno, a seconda dell’indirizzo prescelto. Altra cosa è introdurre limitati moduli di materie con funzione di orientamento come avviene in tanti Paesi evoluti. E altra cosa è l’attenzione che noi rivolgeremo d’ora in poi a quelle minoranze di ragazzi che non si iscrivevano alla prima superiore o che dopo l’iscrizione si perdevano ugualmente.
Nelle società evolute c’è bisogno di un elevamento della cultura di base, e non di un’anticipata professionalizzazione di modesto profilo culturale, considerata da tutti (o quasi tutti, pardon!) insufficiente.
Quando si parla di insegnanti poi, si esercita oggi un nuovo sport nazionale: il tiro al piattello. Non è giusto e non è giustificato. Ognuno di noi ha esperienza di insegnanti di altissima qualità. C’è, al contrario, una questione di ringiovanimento del corpo docente. Per la scuola secondaria non si bandiscono i concorsi dal 1990. E noi entro febbraio li bandiremo. Anche questa politica mira alla qualità.
Appena divenuto ministro, io stesso ho impedito che si desse luogo ai cosiddetti corsi abilitanti, voluti da un voto parlamentare. Lo stesso Parlamento oggi sta per consegnarci una nuova legge nella quale – certo – si prevede una forma riservata di reclutamento per i precari, ma con una prova finale scritta e orale e quindi non
ope legis.
Sempre in tema di qualità, abbiamo chiesto che, con il nuovo contratto della scuola, si introduca una novità assoluta: la differenziazione nella disciplina della professione docente, l’incentivazione della preparazione, la sua valutazione, e un adeguato riconoscimento economico e di carriera a chi si sottoporrà a prove di verifica. (…)

Sul tema della riforma della scuola interviene Giancarlo Cerini dalle pagine di Educazione&Scuola, nella rubrica Riforme On Line, con: In nome della legge: e spuntò l’obbligo a 15 anni.

circolare Consiglio dei Ministri 5 febbraio 1999, n. 1.1.26/10888/9.84
Attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403

nota MPI 5 febbraio 1999, prot. n. 35542/BL
Legge n. 9 del 20 gennaio 1999. – Disposizioni urgenti per l’elevamento dell’obbligo scolastico

decreto 4 febbraio 1999, n. 26
Programma della prova d’esame del concorso per esami e titoli per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola materna nonché per l’accesso ai ruoli provinciali del personale docente della scuola materna statale

circolare 4 febbraio 1999, n. 25
Celebrazione della “Giornata della Bontà” a cura del Centro Apostolato della bontà nella scuola – Premio “Livio Tempesta” – Anno scolastico 1998/99

circolare ministero interno 2 febbraio 1999, n. 199
D.P.R. 20.10.1998, N. 403 recante norme di attuazione degli articoli 2 e 3 della legge 15 maggio 1997 n. 127, in materia di semplificazione delle certificazioni amministrative

circolare 1 febbraio 1999, n. 24
Chiarimenti e integrazioni alla C.M. n. 462 del 25-11-1998

circolare 1 febbraio 1999, n. 22
Disposizioni urgenti per l’elevamento dell’obbligo scolastico – C.M. n. 426 del 20.10.1998 – Riapertura dei termini per l’iscrizione

Febbraio Anno di Formazione

In queste settimane presso le Sovrintendenze scolastiche ed i Provveditorati si stanno mettendo a punto i corsi di formazione per gli insegnanti in anno di prova.
Dalla CM 267 del 10-9-1991, che ne disciplina le modalità di svolgimento, nulla di innovativo è intervenuto. Ma oggi la scuola si sta trasformando profondamente sotto la spinta dei processi di riforma in atto. Gli insegnanti neonominati sono portatori di esigenze differenti rispetto a qualche anno fa. E’ possibile trovare soluzioni più adeguate alle domande delle nuove professionalità?
A questi interrogativi cerca di rispondere la nostra collaboratrice Mariella Spinosi, Ispettrice presso l’Irrsae Marche, con un suo intervento su L’anno di Formazione.

Educazione&Scuola©

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