03 1999

circolare 31 marzo 1999, n. 84
Autocertificazione

circolare 31 marzo 1999, prot. n. 37199 /BL
Attuazione del piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche

nota MPI 31 marzo 1999, prot. n. 304/N/99
Rivalsa Interessi

31 marzo Università e Attività integrative scolastiche

Il Consiglio dei Ministri approva un disegno di legge sulla valutazione interna delle Università ed un regolamento che modifica il DPR 567/96 sulla disciplina delle attività integrative scolastiche.

Di seguito l’estratto del comunicato n. 32 della presidenza del Consiglio dei Ministri relativo alla seduta del 31 marzo 1999:

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 10,00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Massimo D’Alema; Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Franco Bassanini.

(…) Successivamente, il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’approvazione dei seguenti provvedimenti:

(…) su proposta del Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, Zecchino:
– un disegno di legge che impegna gli atenei ad adottare un sistema di valutazione interna con il coinvolgimento attivo anche degli studenti.
E’ inoltre istituito il comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario che detta criteri e metodologie uniformi per le attività di valutazione esterna degli atenei.
Sono poi previsti incentivi per l’impegno didattico dei professori e dei ricercatori, attraverso l’istituzione di un fondo integrativo di circa 270 miliardi nel prossimo triennio, da erogare per progetti finalizzati, in particolare, alla riduzione dell’abbandono degli studi e della differenza fra durata effettiva e durata legale dei corsi di studio.
E’ previsto inoltre un incremento dei fondi da destinare all’edilizia universitaria ed il rifinanziamento della ricerca industriale e dell’attività di grandi enti di ricerca;

(…) su proposta del Ministro della Pubblica Istruzione, Berlinguer:
– un regolamento che modifica e integra il DPR n. 567 del 1996 relativo alla disciplina delle iniziative complementari e delle attività integrative nelle istituzioni scolastiche.
Il nuovo regolamento definisce scolastiche, a tutti gli effettti, le attività organizzate dalle scuole sulla base di un proprio progetto formativo anche se organizzato in rete o in partenariato con altre istituzioni o agenzie presenti nel territorio; disciplina l’utilizzazione, per tali finalità, del personale docente in esubero; applica le norme del codice civile alle associazioni studentesche; rafforza infine la base istituzionale delle consulte provinciali degli studenti e ne amplia i compiti.

(…) La seduta ha avuto termine alle ore 13,40.

31 marzo Conto Consuntivo

La CM 40/99 stabilisce che, “entro il 31 marzo 1999, il conto consuntivo relativo all’esercizio finanziario 1998, deliberato dal consiglio di circolo o di istituto, deve essere trasmesso (il Mod. A in triplice copia) corredato della prescritta documentazione, la cui elencazione è rinvenibile nelle CC.MM. n. 180/97 e n. 127/98, al Provveditore agli studi per l’approvazione, ai sensi dell’art. 52 del Decreto interministeriale del 28 maggio 1975.”

11 –  31 marzo Bandi Concorso a Cattedre

Come E&S aveva segnalato in anteprima l’11 marzo us, il Ministro, nel corso di una conferenza stampa svoltasi il 17 marzo, ha illustrato i nuovi bandi di concorso per tutti gli ordini di scuola.

Le date fissate per la pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta Ufficiale sono:

  • scuola secondaria: 13 aprile (scadenza iscrizioni: 13 maggio)
  • scuola elementare: 20 aprile (scadenza iscrizioni: 20 maggio)
  • scuola materna: 27 aprile (scadenza iscrizioni: 27 maggio)

Il sottosegretario alla PI Delfino, nel corso della seduta del 17 marzo della 7a Commissione del Senato,” precisa che il Ministro ha solo emanato l’indispensabile direttiva agli uffici per avviare le procedure di bando; per l’espletamento dei concorsi ordinari occorrono infatti determinati tempi tecnici di cui occorre tener conto se si vogliono svolgere i concorsi entro l’anno. Il Ministro ha peraltro nel contempo dichiarato che – confidando nella sollecita conclusione dell’iter parlamentare del disegno di legge n. 932-B – è sua intenzione dare luogo alle procedure per la sessione riservata prima dello svolgimento delle prove dei concorsi ordinari, assicurando così la contestualità fra i due canali di reclutamento“.

Il prossimo 12 ottobre saranno pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le date delle prove, che si svolgeranno entro la fine del 1999.

Il 31 marzo il Consiglio dei Ministri ha dato parere favorevole, ai sensi dell’art. 39 della Legge 449/97,  ai concorsi ordinari nelle scuole.

Il testo dei decreti ed i relativi allegati hanno subito alcune modifiche con l’esclusione dalla tornata concorsuale di alcune classi di concorso ed ambiti disciplinari delle scuole medie inferiori e superiori che risultano in esubero.

Sono esclusi:

  • l’ambito disciplinare 2 (Educazione fisica)
  • l’ambito disciplinare 3 (Educazione musicale)
  • le classi di concorso 2/A; 4/A; 5/A; 6/A; 9/A; 11/A; 15/A; 17/A; 23/A; 27/A; 40/A; 53/A; 54/A; 74/A.

I testi dei bandi e gli allegati aggiornati sono disponibili nella rubrica di Educazione&Scuola Concorsi@edscuola.com.

Di seguito l’estratto del comunicato n. 32 della presidenza del Consiglio dei Ministri relativo alla seduta del 31 marzo 1999:

(…) il Ministro Berlinguer ha rappresentato al Consiglio l’esigenza di avviare, con immediatezza, le procedure concorsuali per il reclutamento del personale docente delle scuole di ogni ordine e grado, i cui adempimenti si presentano lunghi e complessi per il prevedibile elevato numero di candidati. Inoltre l’eventuale definizione preventiva del tetto programmato delle assunzioni (che non potrà avvenire per il Ministero ragionevolmente prima del prossimo mese di giugno, in attesa di conoscere l’entità delle domande di pensionamento) determinerebbe disfunzioni sul piano organizzativo. Il Consiglio, condivise le motivazioni, ha autorizzato il Ministro della Pubblica Istruzione ad avviare le predette procedure concorsuali, previo accertamento dell’effettivo conseguimento degli obiettivi di riduzione del personale.

Su Concorsi e Precariato si veda la rubrica ‘aperta’ di Educazione&Scuola:

02 – 31 marzo Scuola e Parlamento

Il 25 marzo l’11a Commissione Lavoro della Camera, in sede referente, comincia ad esaminare il DdL 4754 (ex 932-B approvato dal Senato il 17 marzo us).

La 7a Commissione della Camera si occupa:

  • il 2, 10, 16 e 23 marzo dei DdL sui Libri scolastici in comodato (AC. 2338, 3582);
  • il 3, 9, 17 e 24 marzo del disegno di legge del Governo relativo alle arti musicali, visive e coreutiche (AC 5029);
  • il 3, 4, 11 e 25 marzo dell’Indagine Conoscitiva sulla dispersione scolastica;
  • il 10 e 17 marzo del testo unificato (AC. 2761 e abb.) sulle società e associazioni sportive dilettantistiche e enti di promozione sportiva.

Il 2, 9, 16, 17  e 24 marzo il Comitato Ristretto della 7a Commissione Camera affronta i DdL sul Riordino dei Cicli Scolastici.

Il 9 marzo si riunisce il Comitato dei nove della 7a Commissione della Camera, nominato per l’esame degli emendamenti alle proposte di legge concernenti il turismo scolastico nei parchi (AC. 4906 e 5087).

La 7a Commissione del Senato esamina:

I DdL all’odg della 7a Commissione del Senato per il 31 marzo non vengono affrontati per mancanza del numero legale.

Il 23 marzo il DdL 3824 AS – Conversione in Legge del Decreto legge 5/99, Disposizioni urgenti in materia di elezioni delle rappresentanze unitarie del personale e di valutazione della rappresentatività delle organizzazioni e confederazioni sindacali nel comparto “scuola” (già approvato dalla Camera il 18 febbraio 1999) viene discusso ed approvato in aula dal Senato.

In 7a Commissione Senato viene prorogato al 17 marzo il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al testo unificato ed ai DdL relativi alla Riforma delle Accademie e dei Conservatori.

Il 4 e 11 marzo la Commissione Speciale in materia d’infanzia del Senato esamina:

21 – 28 marzo Scienza ed Educazione

‘Scienza ed Educazione’ è il tema che caratterizza, per il 1999, la “IX Settimana della cultura Scientifica e Tecnologia”, organizzata dal MURST in collaborazione con i ministeri della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali: oltre mille le iniziative presentate.

La trasmissione televisiva Mediamente, dal 23 al 29 marzo, affronta il tema con lo speciale “Scuola e Nuove Tecnologie“, realizzato da Michele Fabbri (componente  del Comitato Scientifico di Educazione&Scuola).

27 marzo Giornata dell’arte e della creatività studentesca

Sulla base di quanto previsto dalla circolare ministeriale 20 ottobre 1998, n. 425, le consulte studentesche organizzano il 27 marzo la Giornata dell’Arte e della Creatività Studentesca: molte le iniziative che interessano l’intero territorio nazionale.

L’Ispettorato per l’Educazione Fisica e Sportiva, con la nota 10 marzo 1999, prot. n. 1132/A1, precisa che tale giornata deve essere considerata “a tutti gli effetti attività didattica curriculare“.

12 – 26 marzo Sospese Elezioni CNSU

Il 26 marzo l’Assemblea generale della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) chiede al ministro dell’Università di adoperarsi per accelerare al massimo le elezioni del CNSU, la cui mancata costituzione risulta particolarmente delicata “(…) in un momento in cui si prospetta una profonda riforma degli studi universitari, sulla quale verrebbe a mancare il parere di rappresentanze studentesche democraticamente elette”.

Il Ministro ha convocato per il 25 marzo, alle ore 10, le organizzazioni studentesche, per fissare una nuova data per lo svolgimento delle elezioni universitarie: dalle indicazioni ricevute emerge la fissazione delle votazioni per la primavera del 2000.

Il 23 marzo il Consiglio di Stato conferma la sentenza del TAR Toscana: sospese definitivamente le elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari previste per il 24 e 25 marzo pv.

Il 16 marzo il ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, contro la sentenza del TAR Toscana, ha interposto appello al Consiglio di Stato: in attesa della decisione definitiva da parte di quest’ultimo, l’iter elettorale proseguirà regolarmente.

Il Tribunale Amministrativo della Toscana sospende su tutto il territorio nazionale le prime elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari previste per il 24 e 25 marzo pv in quanto non sarebbe stato ‘garantito il periodo necessario per gli adempimenti relativi al procedimento elettorale.’

Nella stessa giornata il Sottosegretario di Stato all’Università, Luciano Guerzoni, era intervenuto contro i ricorsi proposti allo stesso fine ai TAR di Lazio e Campania affermando che:

“La confederazione degli studenti mente sapendo di mentire. La disciplina delle elezioni prevede espressamente che l’elettorato attivo e passivo spetta agli studenti iscritti per l’anno accademico 1998-’99, in corso o fuori corso che siano. Pertanto non c’è alcuna lesione dei diritti democratici nel pretendere che questa regola sia osservata da tutti: si tratta piuttosto di un elementare principio di certezza del diritto e di eguaglianza davanti alla legge. Che gli studenti fuori corso possano, in alcune università, iscriversi all’anno accademico 1998-’99 anche dopo la data prevista per le elezioni non può intaccare il principio che l’elettorato attivo e passivo per le elezioni del CNSU spetta unicamente agli studenti regolarmente iscritti per l’anno 1998-’99.
La realtà è che qualcuno vuole giocare con le carte truccate, pretendendo di candidare e di far votare studenti fuori corso che, qualora si iscrivessero per l’anno 1998-99, andrebbero al terzo anno fuori corso e, quindi, non potrebbero, per legge, essere candidati per le elezioni del CNSU. Costoro, per definire un loro presunto privilegio, si assumono la gravissima responsabilità di privare 1.650.000 universitari del proprio organo di rappresentanza nazionale. E questo, proprio nel momento in cui stanno per essere varate riforme decisive per il futuro dell’università italiana”.

25 marzo DdL 4754-B alla Camera

Il 25 marzo, in Commissione Lavoro alla Camera, ha inizio l’iter parlamentare, in terza lettura, del DdL 4754-B (ex 932-B approvato dal Senato il 17 marzo us): se non saranno apportate ulteriori modifiche lo stesso potrà divenire legge dello Stato.

Il DdL 4754-B è stato assegnato in sede referente alla Commissione Lavoro: chiesta la sede deliberante, è stato fissato al 6 aprile il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti.

Di seguito un estratto della seduta del 25 marzo 1999:

La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Michele RICCI (PD-U), relatore, illustra le modifiche apportate dal Senato, sulle quali esprime un giudizio complessivamente positivo.
All’articolo 2, lo stanziamento di 36.630 milioni per l’anno 1999 per l’attuazione delle norme transitorie relative al personale docente è stato configurato come tetto di spesa.
All’articolo 3, l’elencazione dei titoli per l’inclusione nelle graduatorie nazionali permanenti è stata modificata sopprimendo il riferimento ai 360 giorni di servizio effettivo nel periodo 1989-1998 (in effetti superfluo) e includendovi, invece, il richiamo al conseguimento di almeno 24 punti nella valutazione dei titoli artistico-culturali e professionali, in base alla previgente normativa.
Il Senato ha poi ricondotto al limite di spesa di cui all’articolo 2, comma 4, l’onere per l’attuazione delle disposizioni sui modelli viventi, la cui assunzione con contratto annuale si prevede avvenga nei limiti del fabbisogno annuale delle Accademie di belle arti e dei licei artistici.
All’articolo 8, relativo al trasferimento di personale ATA degli enti locali alle dipendenze dello Stato, il Senato ha previsto che il diritto al mantenimento della sede è subordinato alla disponibilità del posto: si tratta di una precisazione condivisibile.
All’articolo 11, al di là degli aggiustamenti formali, il Senato ha apportato una modifica che suscita qualche perplessità. Almeno in apparenza, infatti, viene ora esclusa la possibilità per i docenti di strumento musicale abilitati ad essere immessi in ruolo, a domanda, in presenza dei prescritti requisiti di servizio. Si tratta di una scelta opposta a quella compiuta dalla Camera e non comprensibile.
E’ consapevole che il disegno di legge non pur essere inviato all’altro ramo del Parlamento per un’ulteriore lettura; giudica, comunque, che l’accoglimento di un apposito ordine del giorno in Assemblea possa ricondurre la disposizione agli indirizzi fissati dalla Camera e recepiti in un decreto in fase di predisposizione da parte del Ministro della pubblica istruzione.
All’articolo 12, infine, il Senato ha individuato una specifica clausola di copertura finanziaria.
In conclusione, auspica che si possano verificare i presupposti indicati dal regolamento affinché il disegno di legge possa essere trasferito alla sede legislativa.
Il sottosegretario Teresio Delfino assicura sin d’ora l’assenso del Governo al trasferimento alla sede legislativa.
In merito all’articolo 11, conviene sul fatto che il testo approvato dal Senato possa generare dubbi interpretativi; un’attenta lettura della disposizione, tuttavia, consente di affermare che i docenti abilitati, in possesso dei prescritti requisiti di servizio, vantano un vero e proprio diritto all’inclusione nelle graduatorie permanenti. Solo per i docenti non abilitati l’inclusione nelle graduatorie è subordinata al superamento della sessione riservata di esami.
Michele RICCI, (PD-U), relatore, si dichiara soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo.
Nondimeno reputa che un ordine del giorno sia utile per fare definitivamente chiarezza sul punto.
Renzo INNOCENTI, presidente, avverte che verificherà la sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 92, comma 6, del regolamento ai fini del trasferimento del disegno di legge alla sede legislativa.
Nessun altro chiedendo di parlare, dichiara concluso l’esame preliminare.
Fissa il termine per la presentazione degli emendamenti per martedl 6 aprile 1999, alle ore 12, e rinvia ad altra seduta il seguito dell’esame.

Su Concorsi e Precariato si veda la rubrica ‘aperta’ di Educazione&Scuola:

25 marzo Handicap e Integrazione

Il 25 marzo, a Roma, nel corso di una conferenza nazionale sul tema, il ministro della PI presenta i nuovi orientamenti per l’integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap.

Nella sezione Archivio di Educazione&Scuola:

  • Decreto Ministeriale
    Formazione Classi con alunni portatori di handicap – Anni Scolastici 1999/2000 – 2000/2001

nota MPI 24 marzo 1999, prot. n. 36977/BL
C.C.D.N. sulla mobilità del personale della scuola per l’a.s. 1999/2000

circolare 24 marzo 1999, n. 78
Comparto-scuola – Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro sottoscritti il 4.8.1995 e 1°.8.1996 – Passaggi di ruolo o di qualifica – Istruzioni operative

circolare 24 marzo 1999, n. 77
Legge 10-12-1997, n. 425 – Credito scolastico e valutazione degli alunni

legge 24 marzo 1999, n. 69
Conversione in legge del decreto-legge 22 gennaio 1999, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di elezioni delle rappresentanze unitarie del personale e di valutazione della rappresentatività delle organizzazioni e confederazioni sindacali nel comparto «scuola»

21 – 24 marzo Riforme

Il 24 marzo, alla Camera, il ministro della PI dichiara che a realizzare le ‘valutazioni oggettive’ del lavoro dei docenti sarà un organismo autonomo, previsto nella riforma del MPI, indipendente sul piano tecnico, giuridico e finanziario dal ministero stesso, e che si occuperà “di valutare le scuole, i risultati, l’apprendimento e la qualità“.

I progetti di riforma, il concorso a cattedre, il problema del precariato ed il nuovo contratto scuola sono al centro dell’intervista rilasciata dal ministro della PI al Corriere della Sera: entro la prossima estate potrebbero arrivare in porto il riordino dei cicli e la riforma del MPI.

Per quanto riguarda riforma dei cicli (attualmente al vaglio del Comitato Ristretto della 7a Commissione Camera), ed innalzamento dell’obbligo il Ministro afferma:

(…) «Con l’obbligo ai 15 anni siamo arrivati esattamente alla metà del guado. Ora la discussione sul riordino dei cicli ci riporterà per forza in Europa. Personalmente resto affezionato alla mia proposta (sei di primaria + sei di secondaria) ma il testo del relatore del comitato ristretto, Sergio Soave, in Commissione istruzione alla Camera mi sembra snello e utile, e raccoglie le posizioni emerse nel dibattito. Per cui oggi l’ipotesi prevalente, che condivido, è quella del “sette + cinque”, con un anno di anticipo alla materna. Entro l’estate comunque avremo il riordino dei cicli. (…) Tra poco ripartirà la discussione sui saperi, sulle conoscenze e sulle competenze. Noi non produrremo una scuola di ignoranti, il quinquennio superiore sarà unitario e non generico. Nel biennio dovremo rivedere i contenuti delle materie. Il consolidamento di indirizzo avverrà poi nel triennio. Prima dell’estate il Governo darà un segnale forte. Coinvolgeremo commissioni di esperti ma anche gli insegnanti.
[Sull’assolvimento del nuovo anno di obbligo nel sistema della formazione professionale] (…) inviterei a sdrammatizzare. In fondo questo è un problema che il primo anno riguarda meno di 30 mila ragazzi. Mi sembra che gli enti di formazione siano preoccupati per la continuità del loro lavoro in modo esagerato. Guardiamo ai ragazzi. Con l’obbligo noi dobbiamo offrire loro più cultura di base. E questo sarà possibile solo nella scuola. Allo stato attuale la formazione professionale non è attrezzata a offrire uno zoccolo adeguato di cultura di base. Quindi, l’obbligo del quindicesimo anno andrà svolto per legge entro l’offerta scolastica. Ciò non esclude forme di collaborazione e sperimentazioni tra scuole, per esempio istituti tecnici e istituti professionali di Stato, e il sistema di formazione professionale. (…) Fino al biennio il sistema sarà unitario. Ma il vero sistema duale, formazione e istruzione, nascerà a 16, 17 e 18 anni».

Imminenente, poi, anche la riforma del Ministero della Pubblica Istruzione (la Bozza del Decreto L.vo è disponibile su E&S):

(…) «Stiamo dando vita alla riforma del ministero della Pubblica istruzione. Avremo una bozza entro un paio di settimane.
(…) Sarà una rivoluzione. Il centro perderà funzioni (…). Ricordiamo che c’è l’autonomia, che esige un cambiamento dei ruoli. Spariranno dalla scena tutti i provveditori, che sono un centinaio. Ci sarà un’organizazione basata sul livello regionale. In ogni capoluogo di regione verrà insediato un dirigente di alto livello, con responsabilità di budget, e nel territorio verranno istituiti dei presìdi sub-regionali, non coincidenti con le province. Il general manager, chiamiamolo così per comodità, sarà l’interfaccia dell’Assessore regionale.
[Il centro] (…) manterrà un ruolo di coordinamento e di offerta di linee-guida. Verranno istituiti due dipartimenti: uno dedicato alle politiche; l’altro al coordinamento delle regioni. Inoltre al centro vi saranno almeno tre grandi servizi: bilancio, comunicazione, informatizzazione.
(…) La riforma del ministero della Pubblica istruzione andrà in Gazzetta Ufficiale entro il 31 luglio».

Riguardo il concorso a cattedre ed il problema del precariato:

(…) «Si tratta di oltre 2 mila concorsi, disseminati nel tempo, nello spazio e nei distretti interessati. Non si concorre in milioni per un ruolo. Vi sono cento materie e nove ambiti disciplinari, divisi in 20 regioni. Certo vi è un’attesa arretrata di dieci anni. Credo che questo tipo di concorso debba essere l’ultimo, mentre bisogna pensare a introdurre maggiore regolarità e frequenza nelle politiche di reclutamento del personale. Nel frattempo abbiamo ridotto gli insegnanti e il personale Ata di 80 mila unità. Non stiamo gonfiando la spesa. Nel ’90 si spesero 600 miliardi, noi ne spenderemo circa 80. (…) Oggi i posti previsti sono poco più di 40 mila, ma è un dato mobile. Non credo che i candidati saranno più di due milioni, mentre i partecipanti veri e propri alle prove saranno meno di un milione, frazionati nel tempo e nei luoghi.
[I precari] (…) sono meno di 60 mila. Sono insegnanti che hanno dimostrato in questi anni di saper insegnare. Rifiuto il disprezzo che circola su di loro, come se fossero dei parassiti. Si sono fatti carico della scuola per colpa dello Stato, che non ha indetto prima i concorsi. Loro chiedevano l’ope legis. Noi valuteremo invece prima le loro capacità, poi useremo il parametro dell’anzianità. Non è vero quindi, come ha sostenuto Biscardi, che con il meccanismo dell’anzianità finiremo per premiare i somari».

Sulle critiche al nuovo CCNL Scuola:

(…) «Certo, potevamo avere più risorse. E’ stata un’operazione politica, che per la prima volta introduce elementi di qualità nella scuola italiana. Con le prove e gli incentivi faremo emergere il volontariato sommerso, i più bravi e meritevoli. Dopo la registrazione del contratto da parte della Corte dei conti, a maggio faremo il contratto integrativo e stabiliremo i meccanismi di verifica delle capacità dei docenti».

13 – 23 marzo Trasferimenti e Mobilità

Di seguito le scadenze per la presentazione delle domande previste dall’OM 15/99:

Tipo di personale Termine presentazione
domande
Docenti Materne 23 marzo
Docenti Elementari 13 marzo
Docenti I grado 13 marzo
Docenti Il grado 13 marzo
Personale Educativo 13 marzo

Su Mobilità e Trasferimenti si veda la rubrica ‘aperta’ di Educazione&Scuola:

decreto 22 marzo 1999, n. 75
Termini di presentazione della revoca delle domande di dimissioni volontarie dal servizio del personale del comparto Scuola

ordinanza 22 marzo 1999, n. 74
Incarichi di Presidenza

decreto 22 marzo 1999, n. 73
Previsioni delle Dotazioni organiche dei dirigenti scolastici – Anno Scolastico 2000-2001

decreto 22 marzo 1999, n. 72
Formazione Classi con alunni in situazione di handicap

decreto 22 marzo 1999, n. 71
Sperimentazione dell’autonomia scolastica – Organico funzionale

circolare 19 marzo 1999, Prot. n. 36867/BL
Esami conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado. Decreto Interministeriale n. 41 del 15 febbraio 1999

circolare 19 marzo 1999, n. 70
Collocamenti fuori ruolo e comandi del personale direttivo e docente presso: – enti e associazioni che svolgono attività di prevenzione del disagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento di tossicodipendenti; – associazioni professionali ed enti cooperativi da esse promossi; – università ed altri istituti di istruzione superiore. Legge 23/12/1998, n° 448 – Art. 26, commi 8 e 10 – Anno scolastico 1999/2000 e seguenti

circolare 19 marzo 1999, n. 69
Assegnazione di personale direttivo e docente per lo svolgimento dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica – Legge 23/12/1998, n° 448 – Art. 26, comma 8 – Anno scolastico 1999/2000 e seguenti

circolare 18 marzo 1999, n. 68
A scuola con l’autore“: Prima Giornata Nazionale della Lettura a scuola (23 aprile 1999)

decreto 18 marzo 1999
Edilizia Scolastica

02 – 17 marzo Senato approva DdL 932-B

Il 16  e 17 marzo la 7a Commissione del Senato, in sede deliberante, prosegue le votazioni sugli emendamenti al DdL 932-B AS: approvati l’ordine del giorno n. 70 (nel nuovo testo) e gli artt. 2 (come emendato), 3 (accolti gli emendamenti 3.18 e 3.19), 4 (nel testo trasmesso dalla Camera), 5 (nel testo trasmesso dalla Camera), 6 (accolto l’emendamento 6.7), 7 (nel testo trasmesso dalla Camera), 8 (accolto l’emendamento 8.3), 10 (nel testo trasmesso dalla Camera), 11 (accolto l’emendamento 11.14, subemendato dal 11.14/1) e 12 (accolto l’emendamento 12.1, subemendato dal 12.1/1).

Infine la 7a Commissione del Senato approva l’intero DdL 932-B AS – Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico così come emendato.
Il disegno di legge farà ora ritorno alla Camera per la definitiva approvazione.

Il 10 marzo il Presidente della 7a Commissione affida l’incarico di relatore alla senatrice Pagano.
Si passa alle votazioni: respinti gli emendamenti 2.3, 2.9, 2.4; ritirato il 2.32; trasformato in ordine del giorno (n. 71) il 2.10; accolto il 2.14 (Al comma 4, undicesimo periodo, sostituire le parole: “valutato in” con le seguenti: “nel limite massimo di”.)

Di seguito l’estratto del resoconto della seduta 282a (10 marzo):

Riprende la discussione, sospesa nella seduta di ieri, al termine della quale – ricorda il PRESIDENTE – a seguito della votazione sull’emendamento 2.31 il senatore BISCARDI aveva rinunciato all’incarico di relatore. Informa pertanto la Commissione di aver conferito detto incarico alla senatrice PAGANO.
La relatrice PAGANO, nel rinnovare espressioni di stima e fiducia al senatore Biscardi, ritiene che i motivi del voto del Gruppo Democratici di Sinistra – L’Ulivo sull’emendamento 2.31 nella seduta di ieri siano stati sufficientemente chiariti. Si impegna ora a proseguire l’opera svolta dal senatore Biscardi, cui rivolge un sincero ringraziamento, nell’interesse comune della scuola.
Su richiesta del PRESIDENTE, ella si esprime poi sugli emendamenti all’articolo 2 non ancora posti in votazione (pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 2 marzo scorso), manifestando parere contrario su tutti gli emendamenti, tranne che sul 2.14, presentato dal senatore Biscardi per ottemperare a una condizione posta dalla Commissione bilancio.

Il 9 marzo la maggioranza si divide nella votazione dell’emendamento 2.31 (che con il 2.32 sostituiscono il 2.13), presentato dal relatore, che prevedeva l’introduzione della clausola del superamento delle prove d’esame nel quarto periodo del comma 4, art. 2 del DdL (“Nel punteggio finale” inserire le seguenti: “, per quanti avranno superato le prove di esame,”.).
L’emendamento viene respinto (12 voti contrari e 9 favorevoli) e lo stesso Biscardi si dimette dall’incarico di relatore.

Di seguito l’estratto del resoconto della seduta 281a (9 marzo):

(…) Il relatore BISCARDI interviene prendendo atto delle perplessità suscitate dall’emendamento 2.13, nonché dei dubbi da più parti manifestati in ordine all’ipotesi di non riconoscere affatto la professionalità acquisita dai docenti precari nei numerosi anni di servizio prestato. Nel ribadire la propria convinzione che si tratti di questione di grande rilievo, egli dichiara di ritirare l’emendamento 2.13 e di presentare, in sua sostituzione, gli emendamenti 2.31 e 2.32 (pubblicati in allegato al presente resoconto). Con il primo emendamento, precisa il relatore, egli ha inteso chiarire che la valutazione del servizio prestato ai fini dell’attribuzione del punteggio finale avrà luogo solo per coloro che avranno superato le prove d’esame; con il secondo, ha inteso compiere un’operazione di giustizia, sulla base della normativa attuale che riconosce pienamente il servizio prestato nelle scuole statali e al 50 per cento quello prestato presso le scuole non statali. D’altronde, già in alcuni ordini del giorno – come ad esempio il n. 26 del senatore Toniolli – si era anticipata la richiesta che il servizio fosse riconosciuto solo una volta superato l’esame della sessione riservata; analogamente, ordini del giorno che si muovevano in direzione contraria sono stati ritirati dal senatore Asciutti.
(…) Il sottosegretario DELFINO prende atto del ritiro dell’emendamento 2.13, che certamente risponde all’esigenza di assicurare un iter sollecito al provvedimento. Quanto ai due nuovi emendamenti, ribadisce l’invito a non introdurre nel testo elementi che possano essere di ostacolo ad un celere prosieguo dell’esame presso l’altro ramo del Parlamento. Si rimette comunque alla Commissione sull’emendamento 2.31, riconoscendone la valenza e la portata modificativa. Con riferimento all’emendamento 2.32, invita poi la Commissione a tenere conto del fatto che l’articolo 2 detta una nuova disciplina in ordine alla valutazione del servizio ai fini dell’accesso al concorso riservato, superando la distinzione fra servizio prestato nella scuola statale e quello prestato nella scuola non statale. Occorre dunque riflettere con grande attenzione sulla opportunità o meno di mantenere tale distinzione, benché attualmente prevista dalla normativa vigente per coloro che partecipano al “doppio canale”, con riferimento alla valutazione del medesimo servizio ai fini dell’attribuzione del punteggio. Considerando tuttavia prioritario concludere sollecitamente l’iter del provvedimento, anche sull’emendamento 2.32 egli si rimette alla Commissione.
Si passa quindi alla votazione dell’emendamento 2.31.
– Il relatore dichiara che l’emendamento 2.31 – (…) riflette coerentemente la sua storia politica e personale. Tanto più a fronte della recente conclusione della contrattazione collettiva, che ha visto finalmente emergere la valutazione del merito personale dei docenti, egli ritiene infatti di non poter in alcun modo accedere a forme mascherate di inquadramento ope legis. Si riserva peraltro di trarre le proprie valutazioni all’esito del voto.
(…) L’emendamento 2.31 è infine posto ai voti e respinto.
Il relatore BISCARDI prende atto democraticamente del dissenso manifestato dal Gruppo Democratici di Sinistra – L’Ulivo, cui egli appartiene, nei confronti dell’emendamento 2.31. Ritenendo di aver ampiamente dimostrato che la finalità sottesa al testo pervenuto dalla Camera dei deputati differisce sostanzialmente da quella a suo tempo concordata in Senato, dichiara di rinunciare all’incarico di relatore sul disegno di legge n. 932-B.
Il PRESIDENTE prende atto di tale dichiarazione e rinvia il seguito della discussione.
La seduta termina alle ore 16,15.

Di seguito gli estratti dei resoconti delle sedute 278a (2 marzo) e 279a (3 marzo):

(…) Il presidente OSSICINI, prima che si passi all’esame degli articoli, ricorda che oggetto dell’esame, ai sensi dell’articolo 104 del Regolamento, sono solo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati al testo approvato in prima lettura dal Senato. Nuovi emendamenti – precisa la stessa disposizione – possono essere presi in considerazione solo se si trovino in diretta correlazione con gli emendamenti introdotti dalla Camera dei deputati. Ne consegue che sono improponibili per estraneità all’oggetto dell’esame tutti gli emendamenti recanti nuove disposizioni, a meno che non siano direttamente collegati alle modifiche della Camera, nonché gli emendamenti volti a modificare o integrare disposizioni già approvate nel medesimo testo dal Senato e dalla Camera.
Conseguentemente, sono improponibili gli emendamenti 1.5, 1.6, 1.1, 1.3, 1.7, 2.16, 2.15, 2.17, 2.22, 2.18, 2.1, 2.12, 2.2, 2.20, 2.24, 2.23, 2.25, 2.5, 2.27, 2.6, 2.11, 2.30, 2.0.1, 2.0.3, 2.0.2, 3.21, 3.17, 4.1, 4.2, 4.3, 5.2, 5.1, 6.1, 6.6, 6.2, 7.1, 7.2, 7.0.1, 8.2, 8.6, 8.1, 8.4, 10.3, 10.1, 10.4, 10.2, 11.2, 11.4, 11.25, 11.8, 11.5, 11.3, 11.6, 11.26, 11.7, 11.9, 11.15, 11.17, 11.10, 11.21, 11.12, 11.11, 11.13, 11.22.
L’emendamento 3.3 ha natura di mero coordinamento.
L’emendamento 8.5, benché relativo ad un comma non modificato dalla Camera, è ammissibile perché in diretta correlazione ad una modifica apportata dalla Camera al comma precedente. Analogamente l’emendamento 11.23 è ammissibile perché in diretta correlazione con il comma 15 dell’articolo 11, introdotto dalla Camera.
Avverte quindi che la 1a Commissione ha espresso parere di nulla osta su tutti gli emendamenti; la 5a Commissione, a sua volta, ha espresso parere di nulla osta su tutti gli emendamenti, tranne su quelli presentati dopo la riapertura del termine.
(…) Avverte quindi che la 1a Commissione ha espresso parere di nulla osta su tutti gli emendamenti; la 5a Commissione, a sua volta, ha espresso parere di nulla osta su tutti gli emendamenti, tranne su quelli presentati dopo la riapertura del termine. (…)

(…) Il sottosegretario DELFINO svolge preliminarmente due considerazioni di carattere generale: in primo luogo, egli manifesta il massimo interesse del Governo per l’approvazione del disegno di legge, il che impone una omogeneità di comportamento rispetto all’atteggiamento assunto nel corso dell’esame in seconda lettura presso la Camera dei deputati (condotta che ha consentito un iter se non celere quanto meno proficuo); in secondo luogo, egli prende atto della dichiarazione di improponibilità di molti emendamenti resa dal Presidente, ribadendo che il Governo è tenuto al rispetto delle procedure regolamentari tanto quanto il Parlamento.
(…) Quanto agli ordini del giorno, egli accoglie il n. 51 del relatore. Non accoglie invece gli ordini del giorno nn.1, 25 e 33, di identico tenore, tanto più che alla Camera dei deputati si era convenuto di procedere al primo aggiornamento della graduatoria permanente dopo l’espletamento delle procedure ordinarie e di quelle riservate.
Quanto all’ordine del giorno n. 15, egli non accoglie il primo dispositivo, ma accoglie come raccomandazione i dispositivi nn. 2), 3) e 4). Dell’ordine del giorno n. 17, accoglie il primo dispositivo, non accoglie il secondo e accoglie come raccomandazione il terzo, testimoniando l’intenzione del Governo di avviare con la massima sollecitudine le procedure ordinarie e riservate. Analogamente, accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno nn. 32 e 44 (di identico tenore), gli ordini del giorno nn.11, 36, 39 e 21 (di identico tenore), gli ordini del giorno nn.20, 31 e 43 (di identico tenore), nonché gli ordini del giorno nn.22 e 29 (di identico tenore).
Non accoglie invece gli ordini del giorno nn.3, 27 e 37, concordando con le osservazioni del relatore.
Egli accoglie quindi come raccomandazione il primo dispositivo dell’ordine del giorno n.46, mentre non accoglie il dispositivo n. 2).
Concordando con il relatore, egli non accoglie altresì gli ordini del giorno nn. 26, 28 e 35. (…)

Accolti dal Governo anche gli ordini del giorno nn. 19 e 41 riferiti al DdL nel suo complesso.

Conclusa l’illustrazione degli emendamenti e degli ordini del giorno ed acquisiti i pareri del relatore e del rappresentante del Governo ha inizio la votazione degli emendamenti.

Di seguito una sintesi degli ordini del giorno accolti (anche sotto forma di raccomandazione) dal Governo:

La 7a Commissione del Senato impegna il Governo:

  • 19.
    – a riconoscere al responsabile amministrativo una nuova e più appropriata qualifica correlata alle maggiori responsabilità e a disciplinare il rapporto di lavoro del responsabile amministrativo delle scuole in sede di contrattazione collettiva del comparto scuola.
  • 41.
    – a sanare la situazione di questi docenti ammettendoli alla frequenza di corsi di riconversione profili abilitanti, in virtù dell’articolo 473 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, prevedendo un requisito minimo circa il servizio prestato come docenti di tirocinio, di almeno due anni di docenza;
    – a riconoscere che la riconversione più indicata risulta essere la microarea AD 7 (36A-37A);
    – a far sì che l’abilitazione così conseguita consenta una opportuna mobilità profili, come ex articolo 473 già ricordato.
  • 51.
    – ad assumere gli opportuni provvedimenti affinché, fino a quando non si provveda alla prima integrazione delle graduatorie permanenti, restino valide le vigenti graduatorie per il conferimento delle supplenze.
  • 15.
    – a stabilire criteri generali a livello nazionale per la formulazione delle prove d’esame;
    – a tenere i corsi su base provinciale o distrettuale a seconda del numero dei partecipanti e delle distanze da percorrere;
    – a non computare le assenze per documentate ragioni di servizio ai fini del conteggio delle presenze utili per la partecipazione alle prove conclusive.
  • 17.
    – in attesa della messa a regime delle graduatorie permanenti, a prorogare le attuali graduatorie provinciali in modo da consentire agli organi competenti di utilizzarle per il conferimento di supplenze annuali e di supplenze temporanee fino al termine delle attività scolastiche; (…)
    – a prevedere che le procedure relative alla sessione riservata di cui al comma 4 dell’articolo 2 vengano avviate entro sessanta giorni dall’approvazione della suddetta legge.
  • 32-44.
    – a prevedere che le procedure relative alla sessione riservata di cui al comma 4 dell’articolo 2 vengano avviate entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
  • 11-21-36-39.
    – affinché i corsi siano tenuti su base provinciale ovvero distrettuale a seconda del numero dei partecipanti.
  • 20-31-43.
    – affinché nel conteggio delle presenze utili per la partecipazione alle prove conclusive, non vengano computate le assenze per ragioni di servizio.
  • 22-29.
    – a stabilire che le prove d’esame previste vengano preparate, nell’ambito di criteri generali stabiliti a livello nazionale, dalle singole commissioni.
  • 46.
    – a far sì che le prove d’esame vengano predisposte dalle singole commissioni nell’ambito di criteri generali stabiliti a livello nazionale.
  • 45.
    – a prevedere una proroga delle attuali graduatorie provinciali in attesa della messa in regime delle graduatorie permanenti.
  • 70.
    – ai fini della attribuzione del punteggio per l’integrazione e l’aggiornamento delle graduatorie permanenti, compresa la prima integrazione delle graduatorie stesse, a valutare il servizio prestato con gli stessi criteri già adottati per l’attribuzione del punteggio ai fini dell’aggiornamento delle graduatorie dei concorsi per soli titoli
    – ad attenersi ai criteri di proporzionalità di cui sopra ai fini dell’attribuzione del punteggio finale nelle sessioni riservate degli esami di abilitazione e idoneità di cui al comma 4.

Su Concorsi e Precariato si veda la rubrica ‘aperta’ di Educazione&Scuola:

01 – 15 marzo Part-Time

La comunicazione 10 febbraio 1999, prot. 35644, fissa al 15 marzo 1999 (art. 7.2. dell’O.M. 13 febbraio 1998, n. 55) la scadenza per la presentazione delle istanze di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
Viceversa “la richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, è stato anticipato al 1 marzo (art. 1 e 2 del D.M. 30 dicembre 1998, n, 495) esclusivamente per coloro che intendano beneficiare del D.I. 29 luglio 1997, n. 331 che, com’è noto, prevede la possibilità di richiedere contestualmente al collocamento in quiescenza, la permanenza in servizio con prestazione oraria almeno pari al 50% dell’orario a tempo pieno.”

legge 12 marzo 1999, n. 68
Norme per il diritto al lavoro dei disabili

12 marzo Tasse smaltimento rifiuti

La circolare del MPI 20.01.99, n. 11, con la quale si attribuivano agli Enti Locali gli oneri per il pagamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani delle scuole, sulla scorta del parere espresso dalla Presidenza del CdM in data 28/10/1998 e dalla circolare del ministero dell’Interno n. 3/99, è stata contestata dall’UPI, dall’ANCI e dall’UNCEM.

L’Unione delle Province d’Italia ha invitato le amministrazioni provinciali ad astenersi dai pagamenti relativi a tali oneri, richiedendo ai ministeri competenti uno specifico finanziamento.

circolare 10 marzo 1999, n. 60
Introduzione dell’insegnamento non curriculare e facoltativo di una seconda lingua comunitaria nella scuola media – Diffusione delle “Linee Guida” e ulteriori indicazioni operative

nota IEFS 10 marzo 1999, prot. n. 1132/A1
Giornata dell’arte e della creatività studentesca – 27 marzo 1999

nota DGSC 9 marzo 1999, prot. n. 2175/G2S
EUROPEAN LABEL – Riconoscimento europeo per iniziative innovative nel campo dell’insegnamento apprendimento delle lingue. Anno 1999

09 marzo Riforma Asili Nido

Il ministro per la Solidarietà Sociale presenta al Consiglio dei Ministri un disegno di legge di riforma degli asili nido (Norme per lo sviluppo e la qualificazione di un sistema di servizi per i bambini di età inferiore ai 3 anni e per le loro famiglie).

Il DdL, anticipato il 20 novembre us a Firenze nel corso della Giornata Nazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, prevede la trasformazione degli asili in vere e proprie scuole attraverso la realizzazione di micro nidi, nidi familiari, part time e a tempo pieno, ludoteche, educatori a domicilio.

In Italia, in ragione di quanto regolamentato dalla Legge 1044, sono presenti 2.000 asili nido distribuiti in maniera disomogenea sul territorio (30% in Emilia Romagna e 1% al Sud).

Di seguito un estratto del Comunicato Ufficiale n. 27 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, relativo alla seduta del 9 marzo 1999:

(…) Il Consiglio ha adottato i seguenti ulteriori provvedimenti:
su proposta del Presidente del Consiglio, D’Alema e del Ministro per la Solidarietà Sociale, Turco:
– un disegno di legge che, in attuazione degli impegni assunti dal Governo con il Piano d’Azione per la promozione dei diritti e delle opportunità per l’infanzia e l’adolescenza, persegue i seguenti obiettivi: promuovere e sostenere lo sviluppo di nidi d’infanzia e, più in generale, di un sistema di servizi per i bambini fino a 3 anni di età sull’intero territorio nazionale, con particolare attenzione alle aree che ne sono sprovviste; offrire risposte adeguate sul piano quantitativo e qualitativo ai diritti e alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie; ridefinire il ruolo e i compiti delle istituzioni di governo nel settore, a livello centrale e decentrato, alla luce delle recenti riforme introdotte con la legge n.59 del 1997 e con i relativi decreti attuativi, offrendo anche un quadro normativo di riferimento certo alle Regioni e agli Enti locali, della loro azione legislativa, programmatoria e gestionale; promuovere anche in questo settore, all’interno di un nuovo sistema di welfare, un rapporto tra cittadini e istituzioni che veda una condivisione di responsabilità tra Enti locali, soggetti pubblici e privati, società civile organizzata e famiglie, sollecitando altresì un nuovo protagonismo dei genitori; definire le finalità e le caratteristiche delle diverse tipologie di servizi per l’infanzia, in modo da consentire l’affermarsi di una loro identità educativa sul territorio nazionale, attraverso l’adozione di orientamenti pedagogici, in grado di assumere le acquisizioni culturali prodotte dalla ricerca scientifica e dalle esperienze più avanzate; individuare standard strutturali ed organizzativi appropriati, a partire da una formazione di base e permanente degli educatori, così da assicurare la necessaria professionalità che richiede l’occuparsi di bambini molto piccoli; assicurare infine la partecipazione degli utenti ai costi di servizi, ponendo particolare attenzione ai principi di equità di trattamento di tutti i cittadini e ad una razionalizzazione della spesa. (…)

09 marzo Federalismo e Parità tra i sessi

Il Consiglio dei Ministri approva un disegno di legge costituzionale (Ordinamento Federale della Repubblica) che, riprendendo i lavori svolti dalla Commissione Bicamerale, stabilisce una ripartizione della potestà legislativa tra Stato e regioni in senso federalista.

Lo stesso disegno di legge promuove la parità tra i sessi nelle leggi elettorali di Stato e regioni.

Di seguito un estratto del Comunicato Ufficiale n. 27 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, relativo alla seduta del 9 marzo 1999:

(…) Su proposta del Presidente del Consiglio D’Alema e del Ministro per le Riforme istituzionali Amato, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge costituzionale per la trasformazione in senso federalista dell’ordinamento dello Stato.
Il testo riprende i lavori della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali della Camera dei deputati sulla riforma della forma dello Stato in senso federale e tiene conto sia del generale dibattito che ne è seguito, sia dell’approfondimento contenuto in testi successivi e in particolare nella proposta di legge costituzionale presentata alla Camera dei Deputati il 1° dicembre 1998 (AC5467). Il lavoro recepisce anche il voto della Camera sull’elezione diretta dei Presidenti delle Regioni.
I punti salienti sono:
a) la ripartizione della potestà legislativa tra Stato e Regioni è delineata secondo il principio federalista che riserva allo Stato solo la disciplina di definite materie.
Alle Regioni, inoltre, sono conferiti poteri sublegislativi, e segnatamente regolamentari, distinti dai poteri di gestione amministrativa; essi appaiono necessari al completamento della funzione di governo complessivo del territorio regionale. Quanto, invece, alle funzioni amministrative in senso stretto, esse sono attribuite in linea generale ai Comuni, salvo che la legge ne ritenga necessario l’esercizio unitario a livelli superiori;
b) la più ampia autonomia statutaria alle Regioni. In sede di definizione del primo Statuto conseguente alla riforma è tuttavia prevista una diretta partecipazione delle autonomie territoriali. All’autonomia statutaria è rimessa anche la definizione della forma di governo regionale; tuttavia è previsto, in assenza di disposizioni statutarie diverse, che il Presidente della Regione sia eletto a suffragio universale e diretto e che nomini e revochi i componenti della Giunta;
c) la previsione, in ogni Regione, del Consiglio delle autonomie locali per assicurare un’ampia partecipazione delle autonomie territoriali al governo regionale;
d) l’istituzione di un Consiglio regionale di giustizia, formato dai giudici di pace e da rappresentanti della professione forense e delle autonomie territoriali, cui spettano i provvedimenti concernenti i giudici di pace e l’organizzazione e il funzionamento dei loro uffici.
Il disegno di legge, come già è noto, prevede che le leggi elettorali, sia dello Stato che delle Regioni, promuovano l’equilibrio delle rappresentanze tra i sessi.
Il Governo è, infine, consapevole che uno dei pilastri di un sistema federalista compiuto è la presenza, nel Parlamento nazionale, di un Organo rappresentativo delle Regioni. Tuttavia, per ragioni di correttezza costituzionale, ritiene che il tema non si debba affrontare direttamente in un disegno di legge governativo, ma piuttosto demandarlo alla successiva fase parlamentare. Conseguentemente, alla stessa sede è stata rimessa la questione della composizione della Corte costituzionale e della eventuale costituzionalizzazione della Conferenza tra Stato, Regioni ed enti locali.
Il testo sarà sottoposto alla Conferenza Unificata prima dell’esame parlamentare. (…)

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275
Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59

circolare 8 marzo 1999, n. 56
Applicazione dell’art. 26 – comma 22 – della legge n. 448/98. Stanziamenti per gli IDEI. Confluenza nel fondo d’istituto. Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. Anno finanziario 1999

legge 8 marzo 1999, n. 50
Delegificazione e codificazione di norme concernenti procedimenti amministrativi. Legge di semplificazione 1998

03 marzo Siglato CCNL Scuola 1998/2001

Al termine di un confronto proseguito ininterrottamente dal 27 febbraio, la mattina del 3 marzo l’ARAN e le OOSS hanno siglato il nuovo contratto di lavoro del personale della Scuola.

Questi i punti fondamentali:

  • aumenti
Cadenza Incremento stipendiale

Beneficiari

Decorrenza

mensile 210.000 lire tutto il personale + 1,8% Novembre 1998
+ 1,5% Giugno 1999
annuale 3.000.000 lire circa 50.000 docenti
individuati dal CdD per incarichi di coordinamento
settembre 1999
annuale 6.000.000 lire circa 250.000 docenti
in servizio da più di dieci anni, previo il superamento di specifiche prove attestanti la professionalità raggiunta
gennaio 2001
  • formazione
    • eliminato l’obbligo dell’aggiornamento professionale ai fini della progressione di carriera
    • formazione in servizio per riconversione e mobilità
  • assenze
    • se relative a gravi patologie non determinano riduzioni stipendiali
  • incentivi
    • per i docenti impegnati in aree individuate a rischio
  • personale ATA
    • i responsabili amministrativi acquisiscono il nuovo ruolo di ‘direttori amministrativi’

Di seguito i comunicati del MPI, della Presidenza del CdM e la dichiarazione congiunta Governo – Sindacati sul nuovo contratto:

Il Ministero della Pubblica Istruzione apprezza il risultato raggiunto dagli incontri svoltisi fra ARAN e Organizzazioni Sindacali che ha consentito di giungere alla sigla dell’intesa per il rinnovo contrattuale del personale della scuola con CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e SNALS.
Tale intesa consente di introdurre innovazioni molto significative in relazione ai processi di riforma in corso e valorizza, rispetto al passato, le funzioni e le professionalità del personale.
Queste innovazioni vanno sostenute con ulteriori adeguati interventi finanziari e con una costanza delle poste di bilancio che consenta la programmazione delle misure di riforma. L’impegno, assunto da Governo e parti sociali il 22-XII-1998, di predisporre in vista del DPEF un piano pluriennale per la scuola e la formazione è un primo elemento concreto.
Esso però deve essere accompagnato dalla rapida approvazione da parte del Parlamento del disegno di legge di spesa di 2.700 miliardi previsti dalla legge Finanziaria per migliorare la qualità della prestazione professionale dei docenti.
Analogamente il Ministro è impegnato secondo quanto dichiarato già il 12 gennaio ad operare perché le risorse già conferite alla scuola (e la cui utilizzazione è ipotizzata nella intesa raggiunta) vengano consolidate negli anni successivi.

*******************

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Massimo D’Alema ha presieduto questa mattina a Palazzo Chigi la riunione conclusiva della preintesa per il contratto del comparto scuola con i Ministri della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer e della Funzione Pubblica Angelo Piazza, il sottosegretario alla Presidenza Franco Bassanini, il Presidente dell’ARAN Carlo Dell’Aringa, i Segretari Generali della CGIL Sergio Cofferati, della CISL Sergio D’Antoni, della UIL Pietro Larizza, del CONFSAL Nino Gallotta.
Il Presidente D’Alema ha espresso vivo compiacimento per la positiva conclusione del confronto contrattuale in un comparto decisivo del pubblico impiego che, con un milione di addetti, coinvolge circa un terzo di tutto il personale, e soprattutto per le significative innovazioni che riguardano in primo luogo la valorizzazione delle professionalità e l’introduzione di nuove figure professionali più qualificate, rese necessarie dalla riforma dell’autonomia scolastica.
Trova così una prima significativa espressione l’impegno forte del Governo per l’ammodernamento della scuola e per il rilancio della formazione che costituisce una delle priorità del Patto per il lavoro. Un impegno che avrà ulteriore concretizzazione nelle scelte fondamentali del prossimo documento di programmazione economica e finanziaria.
Il Presidente D’Alema ha altresì sottolineato che il risultato acquisito con il contratto del comparto scuola è da collegarsi organicamente con le scelte di riforma già varate e a quelle ancora all’esame del Parlamento, a partire dalla riforma dei cicli scolastici, che debbono essere portate a compimento al più presto.

*******************

Il Governo e i sindacati CGIL CISL UIL e CONFSAL-SNALS, nell’esprimere apprezzamento per l’accordo sottoscritto tra ARAN e sindacati di categoria del comparto scuola, in quanto segna l’inizio di un processo di rivalutazione del ruolo professionale dei docenti e di tutto il personale della scuola, hanno ribadito l’esigenza che, in coerenza con quanto concordato nel Patto per il lavoro sottoscritto il 22 dicembre 1998, nel Documento di programmazione economico – finanziaria (DPEF) vengano recepite le indicazioni del piano pluriennale per la scuola e la formazione, al fine di consolidare, in una prospettiva di accrescimento le risorse finanziarie destinate alla riforma e al rinnovamento della scuola e alla valorizzazione delle professionalità del personale in essa operante.
Il Governo e le organizzazioni sindacali, nel concordare sull’urgenza dell’approvazione del disegno di legge relativo all’utilizzazione delle somme finalizzate dalla Legge finanziaria 1999, sottolineano il legame inscindibile tra la politica di valorizzazione del personale della scuola e i processi riformatori all’esame del Parlamento, che completano un percorso di innovazione del sistema formativo già avviato.

Nella sezione Archivio/Accordi, Convenzioni, Contratti, Pareri, Sentenze di Educazione&Scuola:

nota 3 marzo 1999, prot.n. 36335/BL
Celebrazione della Prima Giornata Nazionale della Musica a Scuola – 5 maggio 1999

nota 2 marzo 1999, prot. n. 545
Internet Fiesta 99

02 marzo 1999 – Contratto Decentrato Nazionale concernente l’applicazione del comma 22 dell’art. 26 della legge 23 dicembre 1998 n. 448 recante confluenza nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa e le prestazioni aggiuntive del personale della scuola dei finanziamenti per gli interventi didattici educativi

02 marzo Nuove Tecnologie Didattiche

Da un’indagine condotta dal Censis risulta che:

  • la formazione tecnologica ha interessato mediamente il 25% dei docenti;
  • oltre il 27% degli insegnanti fa uso del computer nell’attività didattica;
  • più del 90% degli intervistati ritiene utile l’introduzione delle nuove tecnologie nella didattica;
  • il maggiore ostacolo alla diffusione di tali strumenti è da attribuire all’assenza o alla carenza delle occasioni di aggiornamento per il 63% del campione.

Una ricerca condotta dal ministero dell’istruzione americano rileva che oltre il 50% delle scuole negli Stati Uniti è collegata ad Internet: solo il 3% risultava in Rete nel 1994.

01 marzo Pensionamenti

La CM 496/98 ed il DM 495/98 prevedono, per il personale docente, educativo e ATA, l’1 marzo come scadenza per la presentazione  e l’accoglimento delle domande di collocamento a riposo per compimento del quarantesimo anno di servizio utile al pensionamento, di dimissioni dall’impiego e di trattenimento in servizio.

Educazione&Scuola©

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