11 2001

direttiva 30 novembre 2001, n. 171
Attività Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa

direttiva 30 novembre 2001, n. 170
Attività Istituto nazionale di valutazione del sistema dell’istruzione

nota 30 novembre 2001, Prot. n. 3390
Assistenza di base agli alunni in situazione di handicap

nota 30 Novembre 2001, Prot. n. 634
Premiazioni Concorso EURO – Prima Sezione – (CM n.280/00) – Svolgimento delle premiazioni

30 novembre Esami – Candidati Esterni

La CM 164/01 fissa al 30 novembre 2001 il termine di partecipazione agli esami di Stato da parte dei candidati esterni, previsto dall’art. 3, comma 11, del Regolamento (DPR 323/98).
Confermate, in attesa dell’approvazione delle nuove disposizioni previste dalla Legge Finanziaria 2002, le disposizioni emanate con la C.M. 22 novembre 2000 n.261.

30 novembre Concorsi

Il decreto ministeriale 30 giugno 2001 proroga al 30 novembre 2001 il termine utile (già prorogato prima al 31 marzo dal decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2000, n. 306, quindi al 30 giugno 2001 dal decreto legge 19 febbraio 2001, n. 16 convertito dalla legge 29 marzo 2001, n. 117) per la pubblicazione delle graduatorie definitive dei concorsi non ancora conclusi alla data del 30 giugno 2001.

Sul tema si veda in Educazione&Scuola:

In Educazione&Scuola:

decreto Presidente Consiglio Ministri 29 novembre 2001 (in GU 8 febbraio 2002, n. 33)
Definizione dei livelli essenziali di assistenza

nota 29 novembre 2001, Prot. n.5672/A5
Corsi di aggiornamento proposti da enti ed associazioni a norma della direttiva 305/96. Autorizzazioni per l’anno scolastico 2001/2002. Elenco definitivo

lettera circolare 29 novembre 2001, Prot. n.758
Comparto scuola – C.C.N.L. Accordo per la disciplina sperimentale di conciliazione e arbitrato Attivazione – Supporto organizzativo

nota 28 novembre 2001, Prot. 20349/INT/U03
Programma Leonardo da Vinci 2000-2006

nota 27 novembre 2001, Prot. n.3531
Decreto Interministeriale 19 novembre 2001 – Indizione delle prove di accertamento della conoscenza delle lingue straniere finalizzate alla mobilità professionale del personale docente e ATA della scuola verso le istituzioni scolastiche e universitarie all’estero

nota 26 novembre 2001, Prot. n. 627
Educazione interculturale – Progetto di formazione a distanza – Convenzione MPI/RAI 1997 – Contratto 4.12.2000

26 – 28 novembre Elezioni ENAM

Il 26 e 27 novembre 2001 (27 e 28 novembre in Sicilia e nella provincia di Rovigo), rispettivamente per il personale docente e dirigente delle scuole elementari e materne, si svolgono le elezioni per il rinnovo degli organi di governo dell’E.N.A.M. (Ente Nazionale Assistenza Magistrale), secondo le procedure stabilite dal regolamento elettorale.

In Educazione&Scuola:

decreto 23 novembre 2001, n. 166
Progetti di formazione dei responsabili di direzione delle scuole paritarie

decreto legge 23 novembre 2001, n. 411 (in GU 26 novembre 2001, n. 275)
Proroghe e differimenti di termini

nota 23 novembre 2001, Prot. n. 877
Accesso delle scuole non statali al sito WEB INTRANET ISTRUZIONE

22 novembre Supplenze ATA

Scade il 22 novembre 2001 il termine ultimo (trenta giorni dalla pubblicazione del DM 150/01 nella Gazzetta ufficiale 4a Serie Speciale 23 ottobre 2001, n. 84) per la presentazione della domanda di inserimento nella terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per le supplenze temporanee come assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, infermiere e guardarobiere.
La domanda, unica per tutti i profili richiesti, per non più di 30 istituzioni scolastiche della medesima provincia, deve essere indirizzata all’istituzione scolastica indicata per prima nel modello Allegato D.

Sul tema si veda in Educazione&Scuola:

nota 21 novembre 2001, Prot. 19970/INT U04
PREMIO LABEL EUROPEO (Riconoscimento europeo per progetti innovativi nel campo dell’ insegnamento – apprendimento delle lingue) – Anno 2002

lettera circolare 21 novembre 2001, Prot. n.5397/A2
8° Concorso europeo del giovane consumatore 2001- 2002

nota 21 novembre 2001, Prot. 1388/U
Procedure di selezione per il passaggio alla posizioni economiche B3, C2 e C3 – rettifica ed integrazione

circolare 21 novembre 2001, n.165
D.M. n. 103 del 4 giugno 2001 – Graduatorie di circolo e d’istituto per il conferimento delle supplenze temporanee al personale docente ed educativo

circolare 20 novembre 2001, n. 164
Esami di Stato conclusivi dei corsi di istruzione secondaria superiore – Candidati esterni – Anno scolastico 2001/2002

Circolare ministero Economia e Finanze 20 novembre 2001, n. 9
Aspetti normativi dello stato giuridico dei dipendenti

20 novembre Giornata della Bontà

Il 20 novembre, a Roma, il C.A.B.S. (Centro Apostolato della Bontà nella scuola), nel quadro della la celebrazione della 51^ “Giornata della Bontà nella Scuola”, conferisce i Premi nazionali “Livio Tempesta” destinati ad alunni e/o classi delle scuole elementari e medie, che abbiano compiuto significativi ed esemplari atti di bontà e di solidarietà.
Ne dà notizia con la circolare 12 gennaio 2001, n. 7 il MPI.

decreto interministeriale 19 novembre 2001 (in GU n. 94 – 4^ serie speciale, 27 novembre 2001)
Indizione delle prove di accertamento della conoscenza delle lingue straniere finalizzate alla mobilità professionale del personale docente e ATA della scuola verso le istituzioni scolastiche e universitarie all’estero

decreto 19 novembre 2001, n. 163
Termini di presentazione domande di collocamento a riposo, dimissioni e trattenimento in servizio per il personale dirigenziale, docente, educativo ed ATA della scuola

lettera circolare 19 novembre 2001, Prot. n. 739
Esercizio finanziario 2001 – Capitolo 4151 – Concessione di contributi alle scuole materne non statali per la partecipazione alla realizzazione del sistema pre-scolastico integrato. Trasmissione D.M. n. 147 dell’8.10.2001

nota 19 novembre 2001, Prot. n. 628
Rettifica tabelle nn. 2 e 3 allegate al piano di distribuzione delle funzioni aggiuntive

circolare INPS 19 novembre 2001, n. 203
Legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili). Misure per incentivare l’assunzione di soggetti disabili. Istruzioni procedurali e contabili. Variazioni al piano dei conti

decreto direttoriale 19 novembre 2001
Sussidi per il mantenimento e la diffusione delle scuole materne non statali

19 – 25 novembre Netdays 2001

L’Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa (ex BDP) in collaborazione con il Servizio per l’Automazione Informatica e l’Innovazione Tecnologica del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, promuove anche quest’anno la partecipazione delle scuole italiane al Progetto Netdays Europe.

Netdays Europe è un’iniziativa della Commissione Europea volta a promuovere l’educazione all’uso dei nuovi media all’uso dei nuovi media per la comunicazione di contenuti culturali

I temi del Netdays 2001 sono:

  • Giovani europei in Rete
  • Cittadinanza europea e Internet
  • Diversità culturale europea in Rete

L’iniziativa culmina con una settimana dimostrativa (dal 19 al 25 novembre 2001) che si svolgerà in tutta Europa con eventi online ed offline.
Promotori di progetti possono essere organizzazioni giovanili, università e altre istituzioni che abbiano un ruolo educativo, come ad esempio scuole, organizzazioni culturali (musei, teatri, cinema etc.), biblioteche pubbliche, istituzioni locali etc.
Maggiori informazioni all’URL http://www.bdp.it/netdays2001/home.htm o, via email, all’indirizzo netdays@bdp.it.

Sul tema si veda in Educazione&Scuola:

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

legge 16 novembre 2001, n. 405 (in GU 17 novembre 2001, n. 268)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, recante interventi urgenti in materia di spesa sanitaria

I Livelli Essenziali di Assistenza definiti in accordo tra lo Stato e le Regioni consentiranno di mettere a disposizione dei cittadini, per la prima volta dalla Riforma sanitaria del 1978, l’elenco di tutte le prestazioni ottenibili dal Servizio Sanitario Nazionale, con riferimento all’assistenza ospedaliera, a quella specialistica, a quella socio-sanitaria e a quella farmaceutica.
Si tratta dell’individuazione delle prestazioni, valide in tutto il territorio nazionale, che sono erogate con un finanziamento complessivo che, si avvicina al 6 per cento del Pil, portando la spesa sanitaria italiana a un livello analogo a quello  dei principali Paesi europei.

decreto Direttore Generale 16 novembre 2001
Personale amministrativo – comparto ministeri – Passaggi interni aree B e C, rettifica e integrazione relative alla valutazione dei titoli

nota 16 novembre 2001, Prot. n. 3410
Personale ATA – Assunzioni a tempo determinato per l’anno scolastico 2001/2002

nota 15 novembre 2001, Prot. n. 394/DIP/V01
Compensi per le ore di avviamento alla pratica sportiva

15 novembre Superstar dell’Euro

La Banca centrale europea e le 12 banche centrali nazionali dell’Eurosistema indicono un concorso dal titolo “Diventa una Superstar dell’euro!”.

Fino alla mezzanotte del 15 novembre 2001 tutti i ragazzi di età compresa fra 8 e 12 anni (nati tra il 1° ottobre 1989 e il 30 settembre 1993) che abitano e studiano nei 12 paesi dell’area dell’euro possono partecipare al concorso

  • inviando a mezzo posta il tagliando (stampato sul retro del poster inviato alle scuole e rispondendo a tutte le domande) al seguente indirizzo: Gir Promomarketing – “Concorso Diventa una superstar dell’euro” Casella postale 61 – 00060 Formello RM
  • collegandosi al sito Internet http://www.euro.ecb.int e rispondendo in Rete alle domande.

Maggiori informazioni sono reperibili nel regolamento del concorso e, in Rete, all’URL: http://www.euro.ecb.int/it/another/superstar.html.

Di seguito la lettera inviata ai direttori didattici dal ministro e dal governatore della Banca d’Italia il 2 ottobre 2001

Signor Direttore,
a partire dal 1° gennaio 2002 banconote e monete in euro saranno nelle mani dei cittadini. La Banca d’Italia è stata ed è impegnata perché il passaggio alla moneta unica avvenga in condizioni di funzionalità e sicurezza. La fase conclusiva del passaggio al nuovo segno monetario esige uno sforzo straordinario di comunicazione e di oggettiva rassicurazione da parte di istituzioni, organismi, associazioni. Trecento milioni di cittadini europei dovranno disporre di tutte le necessarie informazioni sulle caratteristiche delle nuove banconote e monete, sulle modalità e sui tempi della conversione. A tal fine, le banche centrali dei Paesi dell’area dell’euro hanno promosso la Campagna euro 2002, nel cui ambito è stata avviata una iniziativa che coinvolge gli alunni di quarta e quinta elementare dei rispettivi paesi. “Diventa una Superstar dell’euro!”, questo è il nome dell’iniziativa.
L’iniziativa prevede l’invio a tutte le scuole elementari dei dodici Paesi dell’euro di un manifesto contenente informazioni sulla nuova moneta. Al manifesto è collegato un concorso che si svolgerà contemporaneamente in tutti i Paesi dell’area. Si dedica particolare cura a coinvolgere nella conoscenza i ragazzi che si affacciano alla vita di relazione, ai quali, negli anni a venire, sarà affidato il futuro dell’economia e della società.
I vincitori del premio – due per ogni Paese – accompagnati dai genitori, saranno invitati a Francoforte, presso la Banca centrale europea, per la cerimonia di premiazione che si svolgerà il 31 dicembre 2001. I ventiquattro bambini riceveranno dal Presidente della Banca centrale europea, Wim Duisenberg, una serie completa di banconote in euro, sigillate fra due lastre trasparenti, e un computer. Ai compagni di classe dei vincitori saranno inviate le magliette dell’euro.
Ulteriori informazioni sul concorso sono incluse nel regolamento che viene allegato. Eventuali richieste di chiarimenti potranno essere ottenute inviando un messaggio all’indirizzo di posta elettronica eurosuperstar@insedia.interbusiness.it
Il successo dell’iniziativa dipende in gran parte dal Suo sostegno. Le chiediamo di voler assicurare la più ampia partecipazione delle classi che fanno capo alla Sua direzione.
Nel ringraziarLa per la collaborazione, Le inviamo i più cordiali saluti.

Sul tema si veda in Educazione&Scuola:

decreto ministero Lavoro e Politiche sociali 14 novembre 2001, n. 471 (in GU 25 Gennaio 2002, n. 21)
Regolamento recante norme circa l’iscrizione e la cancellazione delle associazioni a carattere nazionale nel Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale, a norma dell’articolo 8, comma 1, della legge 7 dicembre 2000, n. 383

nota 14 novembre 2001, Prot. n.606
D.M. prot. 66 del 20.4.2001 – Ulteriori indicazioni riguardanti i contratti di collaborazione coordinata e continuativa

nota 14 novembre 2001, Prot. n. 714
O.M. n. 215 del 26 giugno 1992- Scuole elementari parificate. Rinnovo e modifica convenzioni di parifica – A.S. 2001/2002

nota 14 novembre 2001, Prot. n.3394 / Uff. VI
Assunzioni di personale scolastico per l’a.s. 2001/2002

14 – 20 novembre Giornata Mondiale Infanzia

Il 20 novembre si celebra la Giornata Mondiale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Riportiamo di seguito il saluto del ministro al convegno “Il diritto di crescere, un dovere di tutti

(Roma, 19 novembre 2001) Uno dei compiti fondamentali della scuola come comunità di famiglie, docenti e studenti, è quello di essere un luogo di accoglienza, incontro, per l’infanzia e la gioventù, un luogo che deve aiutare a crescere, a dare protezione e sostegno ai più deboli, a chi ha bisogno non solo di apprendere ma anche e soprattutto di formazione ed educazione.
La conferma di questo ruolo fondamentale dell’istituzione scolastica è arrivata, in questi tempi di guerra, dai genitori ed insegnanti che ci hanno segnalato come il nostro invito a far esprimere i bambini ed i ragazzi, dopo quel terribile 11 settembre, abbia contribuito a trasformare lo shock per quel dramma gigantesco in una presa di coscienza collettiva della vita che cambia intorno a noi, insieme a noi anche nei suoi aspetti più negativi.
La scuola, cosi’ come la famiglia, deve sempre saper ascoltare i giovani e mai lasciarli soli nei loro periodi di difficoltà. Deve essere valorizzato il ruolo della scuola nel supporto alla famiglia nel delicato compito educativo, a partire dai primi anni della crescita. La scuola deve prendere tutte le iniziative di sostegno ai minori per cancellare il disagio di tanti bambini, illuminando i momenti bui della vita di tanti adolescenti.
Una recente indagine Eurispes ha rilevato il diffuso fenomeno di tanti bambini lasciati soli davanti alla Tv ed ai computer per molte ore della giornata. Da queste situazioni di solitudine nascono purtroppo forme di emarginazione e disagio sempre più profonde fino a sfociare nell’uso di sostanze stupefacenti. Risulta da un’altra indagine dello stesso istituto di ricerca che l’ottanta per cento dei giovani entrati in comunità ha cominciato ad assumere droghe tra i 10 ed il 17 anni. Il Ministero dell’Istruzione, d’intesa con quello della Sanità e delle Politiche sociali hanno dato vita ad una serie di iniziative concrete che fanno perno sulle scuole di tutto il territorio nazionale per prevenire forme di disagio giovanile ed aiutare i giovani nel loro percorso di crescita.
Ho ascoltato con interesse l’intervento del Presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia Maria Burani Procaccini e del ministro Roberto Maroni, titolare del dicastero del lavoro e delle politiche sociale che hanno sottolineato questo ruolo dell’istituzione scolastica, il luogo dove l’investimento sul futuro dei giovanissimi e dei ragazzi, in questi mesi difficili e confusi che viviamo, è forse l’unica finestra aperta per le nostre speranze di serenità, benessere e giustizia.
Dedicarsi a loro, con amore e dedizione, pensare con responsabilità alle loro esigenze e aspirazioni rappresenta quindi un investimento sul capitale umano di oggi e di domani e ci consente di guardare con più serenità ad un futuro di pace e convivenza civile. Si tratta di un compito di grande responsabilità e complessità anche se ci si limita al settore dell’istruzione; infatti nel mondo oltre cento milioni di bambini, quest’anno, non hanno avuto un primo giorno di scuola. Ecco perché parlare e riflettere sull’infanzia è una forte occasione di impegno per la scuola che è il motore sociale e civile per la formazione delle nuove generazioni, un’opportunità che va sottolineata proprio in coincidenza con la celebrazione della giornata mondiale dell’infanzia.
Da quell’11 settembre ci sono arrivati dalle scuole molti disegni di bambini, torri che crollano, aerei che si incendiano, ma anche che scompaiono per far posto a stelle animali e fiori. Sono i segnali, raccolti tra i banchi, che molte sicurezze e certezze sono cadute per i più piccoli ma anche che, con l’aiuto dei maestri, dei professori, delle mamme e dei papà, le fantasie catastrofiche possono trasformarsi in fiducia, sfociando nella solidarietà.
La scuola italiana ha dimostrato di saper mettere a disposizione quel suo patrimonio inestimabile di amore per l’educazione che può operare questa trasformazione, coinvolgendo gli alunni, dall’infanzia all’adolescenza, rassicurandoli nelle loro insicurezze ed aiutandoli a crescere e ad aprirsi ad altre forme di impegno, all’aiuto per coetanei meno fortunati. Per affrontare sempre meglio questo compito naturalmente è necessario procedere sulla strada della formazione degli insegnanti, nel loro aggiornamento, per metterli nelle condizioni migliori per intercettare, prima possibile, situazioni di difficoltà, di disorientamento. Ho scritto recentemente una lettera ai docenti della scuola italiana sottolineando come la loro funzione sociale, il loro ruolo professionale, sia fondamentale nell’assicurare una crescita serena alle nuove generazioni, assicurando che il governo farà tutto il possibile per mettere in campo risorse ed intelligenze a sostegno del loro lavoro.
C’è una ragione di fondo perché la scuola italiana sta dimostrando e dimostrerà di essere capace di questi grandi interventi sull’infanzia: perché è saldamente radicata nella cultura d’Europa, un continente che ha un patrimonio di civiltà, di benessere, di democrazia ed è stato capace di superare guerre, divisioni interne, insegnando ai giovani, sin dai primi anni del loro percorso nella società, che solo partendo dalla solidarietà e dalla comprensione delle diversità si può costruire un pianeta pacificato e ricco delle differenze dei popoli.
Famiglia e scuola, scuola e famiglia: qualunque intervento a favore dell’infanzia deve dunque passare attraverso questi pilastri fondamentali della nostra società che oggi, più che mai, sono chiamati ad una collaborazione sempre più stretta in nome di interessi e valori che nascono dal profondo delle nostre tradizioni.

Il 14 novembre l’Eurispes presenta alla stampa il 2° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia, della preadolescenza e dell’adolescenza.

In Interlinea con… a cura di Nadia Scardeoni

In Statistiche a cura di Sergio Casiraghi e Vincenzo D’Aprile

14 – 18 novembre Forum Nazionale Orientamento

Dal 14 al 18 novembre si svolge, presso i Magazzini del Cotone di Genova, il 1° Forum Nazionale dell’Orientamento, sul tema “Dalle esperienze al sistema“.
Promosso dal Ministero del Lavoro ed organizzato dall’Agenzia Liguria Lavoro, il Forum è un’occasione di approfondimento per meglio definire e condividere i criteri e le regole su cui costruire lo sviluppo delle politiche e delle pratiche di orientamento in una prospettiva a medio-lungo termine.

Sul tema si veda in Educazione&Scuola:

decreto 13 novembre 2001, n.162
Disposizioni sulle assunzioni con contratto a tempo indeterminato per il personale docente, educativo e ATA – Anno Scolastico 2001-2002

decreto 13 novembre 2001
Cap.4151 – Concessione di contributi alle Scuole Materne non statali per la partecipazione alla realizzazione nel sistema pre-scolastico integrato

nota 13 novembre 2001, Prot. n. 597
Ripartizione delle funzioni aggiuntive relative all’anno scolastico 2001-2002

nota 12 novembre 2001, Prot.n.1879/A/2
Direttiva sulla formazione e l’aggiornamento del personale della scuola. Esercizio finanziario 2001

lettera circolare 12 novembre 2001, Prot. n.704
Finanziamenti finalizzati all’integrazione degli alunni in situazione di handicap nelle scuole paritarie nell’a. s. 2000-2001

lettera circolare 9 novembre 2001, Prot. n. 1370
Circolare n.139 del 13.9.2001 – Nota tecnica per accreditamento fondi – A.F. 2001 – Integrazione

nota 9 novembre 2001, Prot. n.5113/A2
Concorso nazionale COOP “Pensa a cosa mangi”

nota 9 novembre 2001, Prot. n. 7267
Dirigenti scolastici. Gestione del contenzioso

nota 9 novembre 2001, Prot. n. 3302
Graduatorie di circolo e di istituto per il conferimento di supplenze temporanee al personale ATA – D.M. n. 150 del 10.10.2001- Errata-corrige

09 novembre Qualità dell’Istruzione

Si svolge il 9 novembre, presso l’Auditorium Don Bosco di Milano, il seminario “La Qualità dell’Istruzione: una sfida per l’Europa”, organizzato da Lyceum in collaborazione con RCS Scuola e con il patrocinio della Provincia di Milano e l’adesione del Consiglio della Regione Lombardia.

Maggiori informazioni ed il modulo di iscrizione sono reperibili sul sito di Tramontana

Di seguito il programma del seminario:

Apertura dei lavori
Lino Ronchi – Presidente di Lyceum

Saluto delle Autorità
Piergianni Prosperini – Vice Presidente Consiglio Regionale Lombardia
Carla De Albertis – Presidente Commissione Cultura e Grandi Eventi – Comune di Milano
Maria Grazia Cavenaghi-Smith – Head Information Office in Milan Parlamento Europeo

Relazioni

  • Criteri ispiratori dell’organizzazione regionale
    Mario Dutto – Direttore Regionale per la Lombardia
  • Il quadro della situazione
    Valentina Aprea – Sottosegretario all’Istruzione
  • Qualità e innovazione scolastica in Europa: professionalità insegnante, autonomia degli istituti e programmi aperti
    Gianni Ghisla – Responsabile settore innovazione Istituto Pedagogico della Formazione professionale di Lugano
  • Scuola di qualità e qualità degli insegnanti: solo un gioco di parole?
    Luisa Ribolzi – Università di Genova
  • Valorizzazione dei crediti per la formazione universitaria e l’inserimento nel mondo del lavoro
    Giancarlo Forestieri – Università Bocconi

Presiede e conclude
Mariolina Moioli – Ministero P.I.

nota 8 novembre 2001, Prot. n. Uff. V/5510
Sicurezza nelle scuole – Trasmissione Convenzione 25 ottobre 2001 con il Ministero dell’Interno, Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi antincendi per la formazione delle cd. figure sensibili

nota 8 novembre 2001, Prot. n.544
Progetto Euroscuola 2001/2002 Campagna di Informazione/Formazione sull’Euro Evento: la settimana sull’euro (dal 9 al 15 dicembre 2001)

nota 7 novembre 2001, Prot. 5056/A2
Partecipazione all’evento ” Motor show – Bologna 7-16 dicembre 2001″

07 novembre Italia in Guerra

Il 7 novembre la Camera (con 513 voti favorevoli, 35 contrari e 2 astenuti) ed il Senato (con 246 voti favorevoli e 32 contrari) approvano l’impiego di forze nazionali nell’operazione Enduring Freedom.

Emergency diffonde un appello:

Chiunque sia contrario alla guerra – soldati italiani che uccidono civili, donne e bambini afghani, e che possono essere a loro volta uccisi – indossino un lembo di stoffa bianco: appeso alla borsetta o alla 24 ore, attaccato alla porta di casa o al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino, alla cartella di scuola… Uno straccio di pace. Se fossimo in tanti ad averlo non potranno dire che l’Italia intera ha scelto la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Sappiamo che molti sono favorevoli a questa entrata in guerra. Vogliamo che anche quelli contrari abbiano voce.

In Interlinea con… a cura di Nadia Scardeoni

Si veda nel settore Cronologia di Educazione&Scuola:

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

decreto ministero Economia e Finanze 6 novembre 2001 (in GU 9 novembre 2001, n. 261)
Disposizioni per l’anticipo del pagamento di stipendi ed altri assegni fissi e continuativi e della tredicesima mensilità al personale statale

circolare 6 novembre 2001, n.160
Corsi scolastici di lingua a favore dei cittadini extracomunitari – Risorse finanziarie per l’anno 2001 – Ripartizione

nota 6 novembre 2001, Prot.DGPSA/Uff.7/4559
Integrazione agli elenchi delle sedi disponibili per la destinazione all’Estero, per l’anno scolastico 2001/2002

06 – 28 novembre Attività Sindacale

Proseguono gli incontri di ARAN e MIUR con le OOSS della Scuola:

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

05 – 21 novembre Finanziaria e Scuola

Il 21 novembre ha inizio l’iter parlamentare della Legge Finanziaria 2002 alla Camera.

Il 15 novembre il Senato approva con 158 voti a favore e 58 contrari la Legge Finanziaria 2002, che passa ora all’esame della Camera.

Il 9 novembre il Senato approva l’art. 13 della Legge Finanziaria 2002:

Di seguito il testo definitivo degli articoli 9 e 13 come approvati dal Senato (vd. nuovo sondaggio di Educazione&Scuola):

Art. 9. (Rinnovi contrattuali)

1. Ai fini di quanto disposto dall’articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per il biennio 2002-2003 gli oneri posti a carico del bilancio statale derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale, determinati in ragione dei tassi di inflazione programmata, e le risorse da destinare alla contrattazione integrativa, comportanti ulteriori incrementi nel limite massimo dello 0,5 per cento per ciascuno degli anni del biennio, sono quantificati, complessivamente, in 1.110,90 milioni di euro per l’anno 2002 ed in 2.035,36 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004. Restano a carico delle risorse dei fondi unici di amministrazione, e comunque di quelle destinate alla contrattazione integrativa, gli oneri relativi ai passaggi all’interno delle aree in attuazione del nuovo ordinamento del personale.
2. Le somme occorrenti per corrispondere i miglioramenti economici al rimanente personale statale in regime di diritto pubblico sono determinate in 406,45 milioni di euro per l’anno 2002 e in 746,28 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004, con specifica destinazione, rispettivamente, di 378,05 milioni di euro e 694,12 milioni di euro per il personale militare e delle Forze di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni.
3. Per la prosecuzione delle iniziative dirette alla valorizzazione professionale del personale docente della scuola, ed in aggiunta a quanto previsto dal comma 1, l’apposito fondo costituito ai sensi dell’articolo 50, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, da utilizzare in sede di contrattazione integrativa, è incrementato di 108,46 milioni di euro a decorrere dall’anno 2002. Il predetto fondo è incrementato, per l’anno 2003, di 381,35 milioni di euro e, a decorrere dall’anno 2004, della somma complessiva di 726,75 milioni di euro, subordinatamente al conseguimento delle economie derivanti dal processo attuativo delle disposizioni contenute nei commi 1 e 4 dell’articolo 13 della presente legge. Eventuali economie di spesa, da verificarsi annualmente, derivanti dalla riduzione della consistenza numerica del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, non conseguenti a terziarizzazione del servizio, sono destinate ad incrementare le risorse per il trattamento accessorio del medesimo personale. Un’ulteriore somma di 35 milioni di euro per l’anno 2002 è destinata, secondo i criteri e le modalità fissate nella contrattazione integrativa, al rimborso delle spese di autoaggiornamento, debitamente documentate, sostenute dai docenti. In relazione alle esigenze determinate dal processo di attuazione dell’autonomia scolastica, ed in aggiunta a quanto previsto dal comma 1, è stanziata, per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, la somma di 20,66 milioni di euro destinata al personale dirigente delle istituzioni scolastiche.
4. In aggiunta a quanto previsto dal comma 2 è stanziata, per l’anno 2002, la somma di 273,72 milioni di euro e, a decorrere dal 2003, la somma di 480,30 milioni di euro da destinare al trattamento accessorio del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, impiegato direttamente in operazioni di contrasto alla criminalità e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica che presentano un elevato grado di rischio ovvero in operazioni militari finalizzate alla predisposizione di interventi anche in campo internazionale.
5. A decorrere dall’anno 2002, in aggiunta a quanto previsto dal comma 2, sono stanziate le somme di 5,16 milioni di euro e di 9,30 milioni di euro da destinare, rispettivamente, al personale della carriera diplomatica ed al personale della carriera prefettizia.
6. Le somme di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, comprensive degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dell’IRAP di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, costituiscono l’importo complessivo massimo di cui all’articolo 11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come sostituito dall’articolo 5 della legge 23 agosto 1988, n. 362.
7. Ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio 2002-2003 del personale dei comparti degli enti pubblici non economici, delle regioni, delle autonomie locali, del Servizio sanitario nazionale, delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione e delle università, nonché degli enti di cui all’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e gli oneri per la corresponsione dei miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono a carico delle amministrazioni di competenza nell’ambito delle disponibilità dei rispettivi bilanci. I comitati di settore, in sede di deliberazione degli atti di indirizzo previsti dall’articolo 47, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si attengono, anche per la contrattazione integrativa, ai criteri indicati per il personale delle amministrazioni di cui al comma 1 e provvedono alla quantificazione delle risorse necessarie per i rinnovi contrattuali.

Art. 13. (Disposizioni in materia di organizzazione scolastica)

1. Nel quadro della piena valorizzazione dell’autonomia e di una migliore qualificazione dei servizi scolastici, le dotazioni organiche del personale docente delle istituzioni scolastiche autonome sono costituite sulla base del numero degli alunni iscritti, delle caratteristiche e delle entità orarie dei curricoli obbligatori relativi ad ogni ordine e grado di scuola, nonché nel rispetto di criteri e di priorità che tengano conto della specificità dei diversi contesti territoriali, delle condizioni di funzionamento delle singole istituzioni e della necessità di garantire interventi a sostegno degli alunni in particolari situazioni.
2. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca definisce con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, i parametri per l’attuazione di quanto previsto nel comma 1 e provvede alla determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed alla sua ripartizione su base regionale.
3. Le dotazioni organiche di cui al comma 1 sono definite, nell’ambito di ciascuna regione, dal dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale, su proposta formulata dai dirigenti delle istituzioni scolastiche interessate, sentiti i competenti organi collegiali delle medesime istituzioni, nel limite dell’organico regionale assegnato con il decreto di cui al comma 2.
4. Nel rispetto dell’orario di lavoro definito dai contratti collettivi vigenti, i dirigenti scolastici attribuiscono ai docenti in servizio nell’istituzione scolastica, prioritariamente e con il loro consenso, le frazioni inferiori a quelle stabilite contrattualmente come ore aggiuntive di insegnamento oltre l’orario d’obbligo fino ad un massimo di 24 ore settimanali.
5. L’insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare viene prioritariamente assicurato all’interno del piano di studi obbligatorio e dell’organico di istituto.
6. Le istituzioni scolastiche autonome, ad eccezione delle scuole dell’infanzia e delle scuole elementari, possono provvedere alla sostituzione del personale assente utilizzando, in coerenza con il piano dell’offerta formativa, le proprie risorse di personale docente, anche oltre i limiti temporali previsti dalle disposizioni vigenti e fino a un massimo di 15 giorni. Le conseguenti economie di risorse finanziarie concorrono ad incrementare il fondo di istituto.
7. La commissione di cui all’articolo 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, è composta dagli insegnanti delle materie di esame della classe del candidato per le scuole del servizio nazionale di istruzione. Il dirigente regionale competente nomina il presidente tra il personale docente e dirigente delle scuole secondarie superiori, per ogni sede di esame. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede alla determinazione del numero dei componenti la commissione di esame. Per la corresponsione dei compensi previsti dall’articolo 4, comma 5, della citata legge n. 425 del 1997, il limite di spesa è fissato in 40,24 milioni di euro.

Ordini del Giorno – Art. 13

G.13.100 (Accolto dal Governo come raccomandazione)
«Il Senato, in sede di esame del disegno di legge finanziaria per l’anno 2002,premesso che:
la riforma degli ordinamenti didattici ha comportato, a costo zero, un aumento dell’impegno orario dei docenti universitari per ogni corso da essi tenuto;
si è generalizzato il sistema dello svolgimento di due corsi da parte di ogni singolo docente;
occorre retribuire il secondo corso in modo più adeguato di quanto avvenga attualmente;
appare conforme a princìpi di equità valorizzare quei docenti che si dedicano a tempo pieno allo svolgimento dell’attività di insegnamento e di ricerca,
impegna il Governo:
a prendere atto della nuova situazione determinatasi, rendendo obbligatorio lo svolgimento di un secondo corso per tutti i docenti a tempo pieno;
a retribuire il secondo corso per una somma pari alla metà dello stipendio percepito dal docente stesso».

G.13.101 (Accolto dal Governo come raccomandazione)
«Il Senato, in sede di esame del disegno di legge finanziaria per l’anno 2002,
considerato che nella relazione introduttiva al disegno di legge finanziaria per l’anno 2002 una quota dell’accantonamento previsto nella Tabella B allegata, e relativo al Ministero dell’economia e delle finanze, risulta genericamente destinata «alla tecnologia dell’informazione nell’organizzazione della pubblica amministrazione«;
in considerazione del fatto che con l’anno 2002 dovrà essere rifinanziata la convenzione per la gestione del sistema informativo del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
in relazione alla necessità di dare sviluppo all’introduzione delle nuove tecnologie nell’insegnamento, già avviata con apposito piano quadriennale ormai completato,
impegna il Governo:
a far sì che il suddetto intervento possa essere ulteriormente sviluppato con l’impiego di specifici e consistenti stanziamenti».

G.13.102 (Accolto dal Governo come raccomandazione)
«Il Senato, in sede di esame del disegno di legge finanziaria per l’anno 2002, preso atto che:
nel giugno 2000 è stato siglato un Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Forum del Terzo settore in cui viene ribadito il comune obiettivo nell’ambito della formazione, educazione ed integrazione culturale;
rilevato che l’attività del Terzo settore si candida a svolgere nei prossimi anni un’azione importante nell’ambito della formazione continua, dell’educazione permanente e della promozione dell’innalzamento delle conoscenze tra i cittadini, in particolare tra i giovani, donne ed anziani;
rilevato che:
il provvedimento in esame non tiene conto delle passate intese e non intende rilanciare un nuovo patto per l’educazione che coinvolga, oltre la scuola e l’università, i numerosi soggetti che oggi, in modo qualificato, producono cultura e formazione: enti, fondazioni, università popolari, associazioni,
impegna il Governo:
a dare piena attuazione agli impegni assunti nel Protocollo d’intesa siglato nel giugno 2000, valorizzando la risorsa del volontariato e la collaborazione tra soggetti pubblici e privati per incrementare e diffondere la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità;
a conseguire una più giusta ripartizione delle risorse a disposizione tra scuola, università e enti del Terzo settore;
a realizzare misure agevolative per l’utilizzo degli spazi e delle aule delle scuole pubbliche che confermino la collaborazione con il Terzo settore e impediscano l’uso commerciale delle stesse;
alla valorizzazione degli enti no profit nei percorsi di implementazione dell’obbligo formativo e della formazione professionale».

G.13.201 (Accolto dal Governo)
Il Senato, in sede di esame del disegno di legge finanziaria per l’anno 2002, premesso che:
al personale dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza e della Polizia di Stato, che abbia superato il previsto ciclo di studi presso le rispettive scuole sottufficiali o presso l’istituto di perfezionamento della Polizia di Stato, non sono riconosciuti crediti formativi per il conseguimento del diploma universitario,
impegna il Governo
ad emanare, in tempi brevi, atti normativi al fine di riconoscere anche con apposite convenzioni tra le amministrazioni interessate e le Università, il riconoscimento dei suddetti crediti.

G13.203 (Accolto dal Governo come raccomandazione)
Il Senato premesso che:
la carenza di insegnanti di sostegno impedisce l’esercizio di un diritto riconosciuto agli alunni portatori di handicap;
che a fronte di tale obiettiva e grave situazione, da parte di alcuni dirigenti regionali scolastici, contrariamente a quanto avviene in altre regioni, non vengono riconosciuti i titoli conseguiti dagli insegnanti che, in relazione ad apposite leggi regionali, hanno partecipato a corsi e attività formative biennali, con superamento di esame finale, per operatore sociale-assistenza handicappato (insegnanti di sostegno) organizzati da enti legalmente riconosciuti,
impegna il Governo:
a valutare la possibilità per i titoli di insegnante di sostegno, conseguiti come indicato nelle premesse, del riconoscimento di equipollenza al titolo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 970/75, con conseguente validità in tutto il territorio nazionale, ai fini del conferimento dell’incarico di insegnante di sostegno negli istituti e scuole di ogni ordine e grado.

L’8 novembre 2001, mentre il Senato approva l’art. 9 della Legge Finanziaria 2002, il ministro indirizza ai docenti una lettera aperta “(…) per rassicurarli sulla Finanziaria 2002, che non prevede tagli per l’istruzione, l’università e la ricerca, e per confermare l’impegno a riconoscere una specifica area professionale nel prossimo contratto di lavoro”.

Il 5 novembre il Senato comincia l’esame della Legge Finanziaria 2002 nel testo approvato, con emendamenti, il 31 ottobre us dalla 5a Commissione Senato; sono comunque circa duemila gli emendamenti presentati all’Aula da maggioranza ed opposizione.

Di seguito gli esiti del sondaggio, svolto, nel mese di ottobre, dalla rubrica Statistiche di Educazione&Scuola:

Finanziaria e Scuola: risparmi e razionalizzazione
voti perc.
1.)  Favorevole 109 14%
2.)  Contrario 645 86%
1 2

Totale Voti:  754

Ottobre 2001

In Statistiche a cura di Sergio Casiraghi e Vincenzo D’Aprile

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

03 – 21 novembre Nomine MIUR

Il 21 novembre Giovanni Trainito è nominato dal CdM presidente dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione.
Fra il 6 ed il 14 novembre le 7e Commissioni di Camera e Senato esprimono il proprio parere sulla proposta, avanzata dal CdM nel corso della seduta del 18 ottobre us., di nomina di Giovanni Trainito a presidente dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione (rammentiamo che l’ex presidente Vertecchi ed il precedente Consiglio di amministrazione avevano rassegnato le proprie dimissioni lo scorso settembre).

Alle commissioni per il Riordino dei Cicli (presieduta da Bertagna) ed a quella sulla Valutazione (presieduta da Giacomo Elias) – si veda Educazione&Scuola del luglio US – il ministro affianca:

  • la “Commissione sulla deontologia professionale del personale docente“, presieduta dal cardinale Ersilio Tonini (presidente onorario) e da Plinio Sacchetto (avvocato dello Stato): Paola Zeman (avvocato dello Stato), Carmela Lo Giudice (direttrice generale ufficio scolastico dell’Umbria), Roberto Leoni (ispettore tecnico), Rosario Drago (consigliere ministro), Massimo Tocci (dirigente MIUR), Giancarlo Cappello (dirigente scolastico), Carla Xodo e Giuliano Piazzi (docenti universitari), Giuseppe Savagnone (docente, direttore del Centro diocesano per la pastorale della cultura e dell’Ufficio regionale per la cultura, l’educazione, la scuola e l’università della Conferenza Episcopale Siciliana, già componente del Comitato nazionale per la Bioetica e della Commissione di studio per il programma del riordino dei cicli di istruzione), Alessandra Cenerini (presidente ADI), Marco Rossi Doria (maestro di strada), Emilio Brogi (AN), Carlo Cerofolini (FI), Luciana Lepri (Fondazione Nova Spes), Valeria Marcon e Gianni Mereghetti (docenti), Maurizio Salvi (AGE);
  • il “Gruppo di lavoro per la semplificazione normativa del MIUR“, presieduto dal Sottosegretario di Stato sen. Maria Grazia Siliquini e coordinato dal Consigliere della Corte dei Conti Giovanni Rossi: Gabriella Palmieri, Silvio Criscuoli, Antonio lo Bello, Enzo Martinelli, Francesco de Sanctis Michele Calascibetta, Domenico Croce, Mauro Zilli, Rosario Drago, Antonia Borrello, Antonio Campanelli, Leonardo Nardella, Paolo Di Persio, Mario Perrini, Francesco Pezzuto, Roberto Di Masi, Rosina Caruso, Sandro Aldisio, Angelo De Vita, Giovanni Gaeta, Antonio Petrolino, Giuseppe Russi, Rosella Tabarelli, Carlo Di Michele, Giuseppe Arganese, Giovanna Di Ciancia e Paola Perlini;
  • la “Commissione per l’applicazione della legge sulla parità tra scuola statale e non statale“, coordinata da Mariolina Moioli (consigliere ministro): Gianfranco Garancini (docente dell’Università statale di Milano, giurista e notista di “Avvenire”), don Guglielmo Malizia (pedagogista Università Salesiana), Enzo Meloni (presidente AGeSC), Franco Nembrini (responsabile scuola della Compagnia delle Opere), Luisa Ribolzi (docente di Sociologia dell’educazione a Genova), Attilio Oliva (ex responsabile scuola di Confindustria), Pier Giorgio Cataldi (Istruzione media non statale MIUR), Domenico Croce (dirigente ufficio legislativo MIUR), Mario Dutto (direttore generale ufficio scolastico della Lombardia, ex direttore generale istruzione Media non statale), Nicola Rossi (docente Economia, Università di Roma – Tor Vergata), Maria Paola Tinagli (già componente Commissione di studio per il programma del riordino dei cicli di istruzione).

Di seguito i comunicati stampa del MIUR:

(Roma, 3 novembre 2001) E’ il Cardinale Ersilio Tonini il Presidente onorario del gruppo di lavoro per definire il codice deontologico del personale della scuola. Lo ha nominato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dott.ssa Letizia Moratti.
Presidente del gruppo di lavoro è l’Avvocato Generale dello Stato Plinio Sacchetto.

(Roma, 9 novembre 2001) Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, ha nominato un Gruppo di lavoro per la semplificazione normativa del Ministero. L’obiettivo è quello di ridurre la grande produzione di circolari, decreti, ordinanze ecc. indirizzati alle istituzioni scolastiche.
Fanno parte del Gruppo di studio, presieduto dal Sottosegretario di Stato sen. Maria Grazia Siliquini e coordinato dal Consigliere della Corte dei Conti Giovanni Rossi, Gabriella Palmieri, Silvio Criscuoli, Antonio lo Bello, Enzo Martinelli, Francesco de Sanctis Michele Calascibetta, Domenico Croce, Mauro Zilli, Rosario Drago, Antonia Borrello, Antonio Campanelli, Leonardo Nardella, Paolo Di Persio, Mario Perrini, Francesco Pezzuto, Roberto Di Masi, Rosina Caruso, Sandro Aldisio, Angelo De Vita, Giovanni Gaeta, Antonio Petrolino, Giuseppe Russi, Rosella Tabarelli, Carlo Di Michele, Giuseppe Arganese, Giovanna Di Ciancia e Paola Perlini.
“E’ mio intendimento riportare i docenti e i dirigenti scolastici ai compiti per i quali si sono formati”, ha dichiarato la presidente Siliquini. “Lo studente deve essere il centro della scuola, normativa e decreti devono essere un utile supporto per l’insegnamento e non uno scoglio sul quale si arenano le attività e le iniziative della scuola”.

(Roma, 9 novembre 2001) Il Ministro dell’Istruzione, Università e della Ricerca Letizia Moratti ha costituito un gruppo di lavoro, coordinato dal Cons. Mariolina Moioli, con il compito di svolgere “una riflessione complessiva in merito all’attuazione e al riconoscimento della funzione pubblica della scuola non statale nell’ambito dl sistema nazionale di istruzione”.
Il gruppo di lavoro è formato da Gianfranco Garancini, Guglielmo Malizia, Enzo Meloni, Franco Nembrini, Luisa Ribolzi, Attilio Oliva, Pier Giorgio Cataldi, Domenico Croce, Mario Dutto, Nicola Rossi e Maria Paola Tinagli.

In Riforme On Line, a cura di Giancarlo Cerini

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

01 – 30 novembre Riforme

Il 29 ed il 30 novembre il rapporto della Commissione Bertagna viene presentato, rispettivamente, agli assessori regionali all’Istruzione, ed alle associazioni dei genitori; previsti successivamente incontri con la Confindustria, i sindacati della scuola, il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, la Commissione Conservatori e Accademie, l’Unione Province italiane e l’Associazione Nazionale Comuni italiani.

Di seguito un estratto del comunicato del MIUR:

(Roma, 30 novembre 2001) Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, ha incontrato oggi, nella sede di viale Trastevere del Miur, le Associazioni dei genitori per illustrare il documento del Gruppo di lavoro ministeriale contenente le proposte di riorganizzazione complessiva dei cicli di studio. Erano presenti all’incontro il sottosegretario Valentina Aprea, il presidente del Gruppo, prof. Giuseppe Bertagna, i rappresentanti di Age, Agesc, Cgd, Faes, Forum delle Associazioni familiari, Moige, Uig.
“Vogliamo costruire, anche con il vostro fondamentale contributo, un sistema di istruzione e di formazione che promuova il successo educativo, culturale e professionale per tutti”, ha sottolineato il Ministro, “offrendo strade diverse e flessibili, secondo le esigenze e le aspirazioni di ciascun ragazzo”.
Sottolineando che il documento rappresenta una bozza di lavoro e di discussione per gli Stati generali dell’Istruzione, in programma il 19 e 20 dicembre prossimi, il Ministro ha annunciato la creazione, presso il Ministero degli Affari regionali, di un tavolo di lavoro sulle problematiche scuola-lavoro tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e i Ministeri delle Attività produttive, del Lavoro e politiche sociali nonché la Conferenza Stato-Regioni.

Il 28 novembre 2001 il MIUR diffonde il documento finale elaborato dalla Commissione Bertagna sulla riforma dei cicli di studio.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

(Roma, 28 novembre 2001) Diritto-dovere per tutti all’istruzione e/o alla formazione fino a 18 anni; scelta del percorso di studi a 14 anni, alla fine della terza media; istruzione e formazione intese come canali paralleli e di pari dignità, con possibilità permanenti di passaggio dall’uno all’altro; accesso all’università per tutti, anche per coloro che hanno scelto la formazione secondaria in alternanza scuola-lavoro, attraverso eventuali “moduli di riallineamento” dei percorsi di studio precedenti: sono queste alcune delle principali novità contenute nel documento finale del Gruppo ristretto di lavoro presieduto dal professor Giuseppe Bertagna, incaricato dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, di elaborare una proposta complessiva per riorganizzare i cicli di studio.
Il documento, che sarà diffuso in Internet sul sito www.istruzione.it da oggi, mercoledì 28 novembre 2001, costituirà parte del materiale di discussione degli Stati Generali dell’Istruzione, convocati per il 19 e 20 dicembre prossimi. Il documento di studio è il frutto di un lungo lavoro di confronto, che ha visto la collaborazione di 10 focus group e la convocazione di 119 incontri con associazioni studentesche, di genitori e insegnanti, nonché ottomila risposte ad uno specifico questionario Istat. Ma il confronto con chiunque voglia esprimere opinioni o proposte non è concluso: un forum on line raccoglie infatti suggerimenti fino a sette giorni prima degli Stati Generali (19 e 20 dicembre).
Gli Stati Generali saranno composti da rappresentanti delle famiglie, degli studenti, dei docenti, da esponenti della cultura, delle professioni e di tutta la società civile. Tutte queste componenti, insieme alla consultazione con i cittadini avviata con un forum telematico, forniranno i riscontri per procedere al nuovo piano di attuazione per la riforma degli ordinamenti e per approntare le eventuali modifiche di legge.
Ecco i punti qualificanti del documento di studio del Gruppo di lavoro:
riconoscimento della frequenza della scuola dell’infanzia, che resta facoltativa e triennale, come uno degli almeno 12 anni di istruzione/formazione necessari per ottenere una Qualifica (oggi ne bastano 10);
mantenimento della struttura ordinamentale attuale per la scuola primaria (cinque anni) e per la scuola media (tre anni); scelta degli studi secondari, quindi, a 14 anni, come adesso, e non più a 13, come previsto dalla legge 30/2000. Resta inteso che dopo questa scelta lo studente può sempre cambiare idea, trattandosi di percorsi formativi caratterizzati dalla massima flessibilità;
– suddivisione di questi due cicli ordinamentali in 4 cicli biennali unitari sul piano della continuità didattica e organizzativa, nonché in due cicli quadriennali per le attività dei Laboratori;
accesso all’università anche per i diplomati della formazione secondaria;
– possibilità di scelta per tutti tra università e formazione superiore;
– per promuovere il profilo finale degli allievi e gli obiettivi didattici specifici ad esso relativi, disponibilità, per gli allievi e le famiglie, di affiancare all’orario obbligatorio di 825 ore annuali quello facoltativo fino a 300 ore annuali, da svolgersi in laboratori di Informatica, Lingue straniere, Attività motorie e sportive, Attività espressive (teatro, musica, pittura, cinema, fotografia…), Recupero e sviluppo degli apprendimenti;
– tre possibilità per giungere all’istruzione e alla formazione superiore oppure per entrare nel mercato del lavoro: la prima si riferisce all’istruzione secondaria (Licei), la seconda alla formazione secondaria a tempo pieno (Istituti), la terza alla formazione secondaria in alternanza scuola-lavoro;
potenziamento della formazione superiore, chiamata a diventare sempre più concorrenziale con i corsi universitari e a distribuirsi su un arco temporale da un trimestre a sei semestri;
accertamento della preparazione degli studenti in ingresso all’istruzione universitaria e alla formazione superiore;
– possibilità, per chi risultasse carente, di frequentare per il tempo necessario (da un mese ad un anno) moduli specifici di riallineamento contenutistico e metodologico, organizzati in collaborazione tra l’università e la formazione superiore e la scuola secondaria.

Il 28 novembre il ministro incontra, sui temi della riforma, le Associazioni Studentesche che aderiscono al Forum degli Studenti.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

(Roma, 24 novembre 2001) Il Ministro Letizia Moratti ha convocato per le ore 12.00 di mercoledì 28 novembre 2001, al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca di Viale Trastevere, le Associazioni Studentesche che aderiscono al Forum degli studenti.
La riunione sarà dedicata all’esame del contributo delle Associazioni Studentesche, al lavoro delle Commissioni ministeriali per la riforma della scuola e alla loro partecipazione agli Stati Generali.
Il Ministro farà pervenire l’invito per partecipare alla riunione anche a rappresentanti del Liceo Tasso di Roma.
Nei giorni successivi il Ministro Moratti incontrerà, inoltre, le Associazioni dei Genitori.

Il 21 novembre ha inizio in Aula alla Camera il dibattito sul DdL AC. 1534-A, Riforma organizzazione del Governo, che rinnova la delega per la riforma degli organi collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e periferico (si veda in tal senso anche l’art.6 del DL 411/01 approvato dal CdM il 21 novembre e pubblicato sulla GU 26 novembre 2001, n. 275); il DdL AS 761, Disposizioni concernenti la scuola, l’università e la ricerca scientifica, in discussione nella 7a Commissione Senato, proroga al 31 dicembre 2002 il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, i consigli scolastici provinciali e i consigli scolastici distrettuali, a causa delle “difficoltà interpretative” del Decreto Legislativo 30 giugno 1999, n. 233, “nonché per i ritardi occorsi nella definizione delle articolazioni territoriali dell’Amministrazione scolastica periferica”.

Mentre si preannuncia un disegno di legge per la globale riforma degli esami di Stato (rammentiamo che la Legge Finanziaria 2002 prevede che, già dal corrente anno scolastico, le commissioni siano composte dagli insegnanti delle materie di esame della classe del candidato e presiedute da un docente o dirigente scolastico esterno nominato dal dirigente regionale competente), il 21 novembre il governo presenta alla Camera un PdL di Riforma degli Organi Collegiali della Scuola.

Nel Progetto di Legge sono contemplati quattro organi delle istituzioni scolastiche con funzioni di indirizzo (i compiti di gestione spettano esclusivamente al dirigente scolastico):

  • il Consiglio di amministrazione, che ha compiti di indirizzo generale dell’attività dell’istituzione scolastica,
    • dura in carica 3 anni,
    • è formato da non più di 11 componenti (docenti, genitori, studenti, un rappresentante dell’ente tenuto per legge alla fornitura dei locali della scuola, ed un massimo di tre esperti in ambito educativo, tecnico o gestionale),
    • è presieduto dal dirigente scolastico (il direttore dei servizi generali amministrativi funge da verbalizzante);
  • il Collegio dei docenti, che ha compiti di indirizzo, programmazione coordinamento e monitoraggio delle attività didattiche ed educative e provvede alla elaborazione del Piano dell’Offerta Formativa, è presieduto dal dirigente scolastico;
  • gli Organi collegiali di valutazione degli alunni;
  • il Nucleo di valutazione del funzionamento della scuola e della qualità complessiva del servizio scolastico, composto in prevalenza da esperti nel campo della valutazione.

Il Regolamento d’Istituto, deliberato dal Consiglio di amministrazione, definisce i criteri

  • per l’organizzazione e il funzionamento dell’istituzione scolastica,
  • per la partecipazione degli studenti e delle famiglie alle attività della scuola,
  • per la designazione dei responsabili dei servizi e dei progetti.

Cominciano ad emergere in questi giorni (vd. anche la lettera aperta indirizzata dal ministro ai docenti l’8 novembre 2001) dati più precisi sulla proposta di riforma dei cicli che la commissione presieduta da Giuseppe Bertagna sottoporrà – fra il 18 ed il 20 dicembre pv – agli ‘Stati Generali dell’Istruzione”, secondo le modalità previste e comunicate alle Camere dal ministro, il 18 ed il 19 luglio us, nel corso della presentazione del programma del suo dicastero.

Ha inizio il dibattito intorno alla lettera inviata da Bertagna il 2 ottobre us alle associazioni delle famiglie, alle riviste specializzate, alle OOSS della scuola, ed alla CRUI; queste le linee essenziali della proposta di riforma:

  • obbligo ai 18 anni, con possibile credito di un anno per chi ha frequentato la scuola dell’infanzia (triennale e non obbligatoria)
  • scuola di base della durata di 8 anni, con conseguente eliminazione della cosiddetta ‘onda anomala’
  • articolazione differenziata del quadriennio dell’obbligo successivo e del successivo triennio (in alternativa alla scelta universitaria) in due percorsi paralleli:
    • scuola secondaria superiore (con una riduzione a nove discipline curricolari) alla quale potrebbe far seguito una eventuale specializzazione non universitaria
    • formazione professionale settennale (su tre livelli graduali: qualifica professionale, diploma professionale secondario, diploma professionale superiore)
  • valorizzazione dell’autonomia delle Scuole e dei CFP e di percorsi didattici personalizzati da parte di studenti e famiglie

Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:

In Riforme On Line, a cura di Giancarlo Cerini

in Autonomia – Documenti

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05 – 29 novembre Parlamento

Camera
Aula 28 Interrogazioni

COLA. – Ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del lavoro e delle politiche sociali. – Per sapere – premesso che:
moltissimi responsabili amministrativi di istituzioni scolastiche con contratto a tempo determinato sono stati riconfermati nel loro incarico, di anno in anno, dai vari provveditorati, per circa dieci anni;
a questi lavoratori, dopo essere stati disoccupati per due o quattro mesi – alcuni sono rimasti addirittura senza lavoro – è stata attribuita la qualifica di assistenti amministrativi, qualifica che è inferiore a quella per cui gli stessi hanno prestato per anni ed in modo continuativo il loro servizio;
nel 1990 i responsabili amministrativi (ora direttori amministrativi) con almeno due anni di servizio sono stati ammessi a partecipare ad un corso e, successivamente, ad un esame per essere immessi in ruolo;
la legge n. 124 del 1999 che regola la trasformazione delle graduatorie provinciali di responsabile amministrativo in graduatorie permanenti esclude tutti coloro che per anni hanno prestato servizio per il medesimo profilo come supplenti. Secondo il nuovo regolamento per essere inseriti nella nuova graduatoria occorre aver superato le prove di un concorso per l’accesso al ruolo di responsabile amministrativo con trecentosessanta giorni di servizio in qualità di responsabile amministrativo nel triennio antecedente oppure cinque anni di ruolo nella qualifica immediatamente inferiore (assistente amministrativo);
numerosi sono coloro che, pur possedendo i requisiti del servizio e del titolo di studio, ma sprovvisti di idoneità per partecipare al concorso per responsabili amministrativi, di fatto non si sono potuti inserire nelle preesistenti graduatorie permanenti e, quindi, sono stati esclusi dal diritto di essere presenti nella nuova graduatoria;
inoltre, l’articolo 48 del contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola del 31 agosto 1999, al comma 7 prevede per l’accesso all’area D procedure selettive su base provinciale o regionale per personale già di ruolo, escludendo ancora una volta il personale non di ruolo;
alla luce delle condizioni di cui sopra i responsabili amministrativi – personale Ata – sono stati fatti oggetto di una vera e propria iniquità, in quanto questi lavoratori hanno contribuito al buon funzionamento delle scuole, anche in sedi disagiate, ed hanno prestato il loro servizio con professionalità e dedizione -:
quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per risolvere questa disparità di trattamento fra lavoratori di una medesima categoria;
se non ritengano equo predisporre, anche per il personale non di ruolo che abbia i requisiti previsti all’articolo 48, comma 4, del contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola del 31 agosto 1999, un percorso formativo, alla fine del quale sia contemplato uno specifico esame-concorso che ne possa confermare la idoneità nel ruolo ricoperto, considerando il servizio prestato in qualità di responsabile amministrativo come credito formativo. (3-00093) (16 luglio 2001)

DELL’ANNA. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. – Per sapere – premesso che:
l’applicazione della legge sul precariato n. 124 del 1999 realizza una disparità tra i precari docenti ed i precari Ata (in particolare i responsabili amministrativi supplenti privi di idoneità);
l’ordinanza ministeriale n. 33 del 2000 ed il decreto-legge n. 146 del 2000 consentono l’inserimento nelle graduatorie, anche se con riserva, dei docenti precari che abbiano prodotto domanda per conseguire l’idoneità e la conseguente abilitazione -:
se non ritenga opportuno adottare immediati provvedimenti atti a ristabilire equità tra la categoria dei docenti e dei responsabili amministrativi precari consentendo a questi ultimi di poter presentare la domanda di inclusione nelle graduatorie permanenti, anche se con riserva, in attesa della partecipazione a specifico corso abilitante e dell’acquisizione della richiesta idoneità. (3-00253) (19 luglio 2001)

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Signor Presidente, nel rispondere alle interrogazioni presentate dagli onorevoli Cola e Dell’Anna, in via preliminare, si ritiene opportuno precisare che, in omaggio all’autonomia riconosciuta alle istituzioni scolastiche dall’articolo 21 della legge n. 59 del 1997, si è posta la necessità di individuare nuovi profili professionali per il personale amministrativo tecnico ed ausiliario della scuola, chiamato a svolgere più complessi compiti.
Con il CCNL relativo al quadriennio normativo 1998-2001 per il personale del comparto scuola, siglato il 26 maggio 1999, è stato definito, quindi, il profilo del direttore dei servizi generali ed amministrativi, appartenente alla qualifica-fascia superiore rispetto a quella del responsabile amministrativo, nel quale sono stati inseriti, nella fase di prima applicazione del CCNL medesimo, i responsabili amministrativi a tempo indeterminato che abbiano superato uno specifico corso di formazione.
Quanto al profilo di responsabile amministrativo, lo stesso CCNL ha previsto il suo mantenimento nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, ad eccezione delle accademie e dei conservatori di musica, sino al 31 agosto 2000. I candidati inseriti nelle graduatorie permanenti, per soli titoli, di responsabile amministrativo, dovevano accedere al nuovo profilo previo superamento di uno specifico corso di formazione – e così pure il personale a tempo indeterminato della qualifica inferiore: area «B», assistenti amministrativi e assimilati – in base alla procedura prevista nel CCNL del 1999, che ha sostituito il vecchio concorso riservato.
Tali corsi non sono stati svolti in quanto si è verificata una complessiva soprannumerarietà di personale nel profilo di direttore dei servizi amministrativi. Peraltro, fatta salva la procedura di corso-concorso per il personale a tempo indeterminato dell’area B del personale ATA della scuola, per l’accesso al nuovo profilo di direttore dei servizi amministrativi o al concorso pubblico, non è attualmente prevista alcuna procedura per esami e o per soli titoli. Il concorso ordinario per esami e titoli, come d’altra parte la procedura per soli titoli inerente al profilo di responsabile amministrativo, non sono stati più indetti, essendo stato detto profilo mantenuto soltanto fino al 31 agosto 2000. Con riguardo poi alla sostituzione dei direttori dei servizi amministrativi, l’articolo 34 del suddetto contratto collettivo nazionale di lavoro del personale della scuola e l’articolo 51 del contratto collettivo nazionale integrativo, siglato, per gli anni 1998-2001, il 3 agosto 1999, hanno previsto che, a decorrere dal 1o settembre 2000, il direttore dei servizi generali e amministrativi deve essere sostituito, in caso di assenza, dall’assistente amministrativo in servizio nella stessa scuola o in altre scuole in possesso dei necessari titoli professionali o, in subordine, tale ruolo deve essere assegnato per reggenza ad un direttore dei servizi generali e amministrativi di scuole viciniore. Si desidera, comunque, far presente che la materia in trattazione sta subendo profonde modifiche che potranno trovare la loro definizione in sede ARAN nell’ambito del rinnovo contrattuale del comparto scuola, alla luce delle rinnovate esigenze gestionali delle scuole dell’autonomia. In attesa di una revisione complessiva di profili dell’area del personale amministrativo tecnico ed ausiliario, in attuazione di quanto previsto dall’accordo ARAN del 20 luglio 2000 sui criteri di inquadramento del personale già dipendente dagli enti locali e transitato nel comparto della scuola, recepito, con decreto ministeriale 5 aprile 2001 articolo 9, commi 4 e 5, in data 28 settembre 2001, è stata siglata l’ipotesi di accordo che prevede l’istituzione di uno specifico profilo amministrativo denominato coordinatore amministrativo con compiti di responsabilità e di coordinamento di aree e settori organizzativi di vicariato, da collocarsi nell’area C prevista dal contratto collettivo nazionale della scuola del 26 maggio 1999 e con progressione economica corrispondente alla ex qualifica di responsabile amministrativo. In tale profilo, nei limiti previsti dal suindicato accordo del 2000, sono inquadrati anche i responsabile amministrativi del comparto scuola con contratto a tempo indeterminato, non inquadrati come direttori dei servizi generali e amministrativi ai sensi dell’articolo 34 del contratto nazionale di lavoro del 26 maggio 1999. Pertanto, le istanze dei responsabili amministrativi con contratto a tempo determinato potranno essere oggetto di un più attento esame successivamente alla definizione della suddetta sequenza contrattuale.

SERGIO COLA. Signor Presidente, sono parzialmente soddisfatto e devo dire, in premessa, che questa interrogazione riproduce pedissequamente un’altra interrogazione, presentata nella precedente legislatura, a cui purtroppo non è stata data alcuna risposta, ancorché questa interrogazione fosse stata presentata un anno e mezzo circa prima della scadenza della legislatura stessa. Già vi è un progresso, per la verità, perché siamo ad appena sei mesi dall’insediamento del Governo ed è stata data una risposta. Una risposta che non fa assolutamente una grinza sotto il profilo dell’esposizione dei problemi giuridico-amministrativi che sussistono, ma che invece mi pare possa o debba essere considerata parzialmente insoddisfacente in relazione ai quesiti, in relazione soprattutto alle aspettative di una vasta categoria di persone.
Se il sottosegretario dovesse porre mente, anche ora, per un solo istante, all’interrogazione e al contenuto della stessa, potrebbe rilevare che nella stessa interrogazione facciamo cenno ad una vastissima categoria di persone che, non da ora, ma da circa dieci anni, in modo veramente certosino, con grande spirito di abnegazione, ha svolto questo ruolo a livello di supplenza, senza soluzione di continuità e l’ha svolto – questo è l’aspetto più importante e più inquietante del problema – con grande competenza, avendo acquisito un’esperienza che, a mio modo di vedere, è di gran lunga superiore a quella degli attuali direttori dei servizi generali amministrativi istituiti dal famoso decreto legislativo.
Dunque il problema che si poneva era il seguente: quando è stato dato un assetto definitivo a varie categorie, tra cui i docenti delle scuole materne, delle scuole superiori e anche delle scuole elementari con un apposito concorso fatto ad hoc, sono, purtroppo, state disattese le aspettative di questi signori che, come ella potrà sicuramente constatare nell’interrogazione, chiedono l’accesso ad un concorso riservato a persone che avessero svolto, per almeno trecentosessanta giorni (pari a due anni), il servizio di personale docente. Qui ci troviamo, in verità, di fronte a persone che hanno svolto, di media, 7 o 8 anni di lavoro ininterrotto e che hanno contribuito, veramente, a risolvere i problemi in cui si dibatteva la scuola italiana con delle lacune con dei deficit a livello amministrativo. Mia moglie insegna al liceo scientifico e mi aggiorna, quotidianamente, su questi deficit a livello organizzativo e, soprattuto, amministrativo e bisogna dire che i responsabili amministrativi hanno risolto questi problemi veramente in modo ammirevole, facendo riprendere alla scuola la strada della positività.
Queste persone chiedevano, tra l’altro – è scritto anche nell’interrogazione – un percorso formativo che avrebbe potuto essere il presupposto per accedere al concorso, e la possibilità di sostenere, eventualmente, un colloquio per l’immissione in ruolo. Tale colloquio sarebbe stato alternativo oppure successivo alla formazione con un corso professionale, che avrebbero superato, veramente, in maniera agevole, avendo ricoperto, di fatto, un ruolo superiore per tanti e tanti anni.
La risposta che ella mi dà è una risposta parzialmente soddisfacente perché potrebbe risolvere, in futuro, il problema di tanti e tanti che sono ancora precari e che sono stati scavalcati da coloro che erano, sicuramente, in una situazione meno favorevole….

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Hanno fatto il concorso.

SERGIO COLA. Siamo d’accordo, ma coloro che hanno fatto i concorsi hanno almeno avuto la possibilità di farli.
Queste persone non hanno neanche avuto la possibilità di accedere al concorso, era questo il problema!
Il motivo della mia parziale insoddisfazione è che la proposta e le prospettive che sono state segnalate nella sua risposta sono prospettive che risolvono i problemi, non solo al momento ma in un possibile futuro, non si sa se certo o meno, mentre ci saremmo aspettati un altro tipo di risposta ed un altro tipo di iniziative che sollecitiamo e affidiamo alla sua più che nota sensibilità di esperta del settore scolastico, chiedendole di trovare una situazione specifica, ad hoc, per queste persone che, veramente, non meritano di essere trattate così come sono state trattate.

GREGORIO DELL’ANNA. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario che, in maniera abbastanza celere, ci ha dato la possibilità di sapere come il Governo intenda proporsi rispetto a queste problematiche. Sicuramente nella prospettiva c’è la possibilità, come appunto diceva l’onorevole Valentina Aprea, che le future figure professionali possano assorbire quello che oggi è un problema. Certamente, però, come diceva l’onorevole Cola, il problema rimane irrisolto per quanto riguarda coloro che, pur non avendo l’idoneità e pur avendo operato per lungo tempo, si sono visti esclusi dalla possibilità di essere immessi in ruolo attraverso le procedure concorsuali adottate anche per il personale scolastico. Dunque, chiaramente c’è una discriminazione palese ed evidente verso il personale della scuola, quindi dipendente dallo stesso Ministero, che viene trattato in modo diverso a seconda della fascia e del ruolo di appartenenza.
Certamente teniamo in alta considerazione l’impegno del Governo. Siamo convinti che il Ministero potrebbe sicuramente rivedere la posizione assunta nei confronti di questo personale che, per professionalità e competenza, rappresenta una risorsa, e non certamente un peso collocato sulle spalle del Ministero stesso. Tra l’altro, nonostante tutto, questi soggetti continuano ancora a svolgere la loro attività come supplenti. Ciò che vogliamo richiamare è la questione della continuità nell’esperienza professionale, al fine di stimolare l’impegno del Governo per far si che il personale in oggetto si senta realizzato nel corso della propria attività. La ringraziamo per la celerità della risposta e per l’impegno, e ci sentiamo soddisfatti limitatamente alla descrizione in prospettiva. Per il problema specifico attendiamo che il Governo assuma impegni precisi e concreti.

Aula 21, 26, 27 Il 27 novembre l’Aula approva il DdL AC. 1534-A, Riforma organizzazione del Governo

(26.11.01) NUCCIO CARRARA, Relatore. Signor Presidente, il provvedimento che stiamo per discutere contiene alcune deleghe al Governo per settori diversi. Ad esempio: gli articoli 1, 2 e 3 riguardano il Governo; l’articolo 4 il riordino degli emolumenti di natura assistenziale; l’articolo 5 la riforma degli organi collegiali della pubblica istruzione livello nazionale e periferico; l’articolo 6 l’emanazione di un testo unico delle disposizioni concernenti la minoranza slovena della regione Friuli Venezia Giulia; l’articolo 7 il riassetto e la codificazione in materia di beni culturali e ambientali, spettacolo, sport, proprietà letteraria e diritto d’autore.
Vado brevemente ad illustrare, articolo per articolo, per capire quali sono le ragioni che hanno fatto ritenere necessario delegare il Governo all’emanazione di decreti legislativi. (…)
L’articolo 5 contiene una delega per la riforma degli organi collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e periferico. Va subito fatto notare che la rubrica è stata modificata rispetto al testo originario per far capire che in questa materia sono intervenute, sempre a causa del nuovo articolo 117 della Costituzione, nuove competenze delle regioni. La rubrica è quindi stata modificata proprio perché si vuol far riferimento alle competenze esclusive dello Stato, senza invadere le nuove competenze delle regioni. Anche in questo caso il Governo è autorizzato ad emanare decreti legislativi correttivi o modificativi di precedenti decreti, senza che sia aggiunto alcunché. Anche in questo caso nella norma è contenuto un riferimento esplicito alla legge delega n. 59 del 1997, la cosiddetta legge Bassanini. (…)
L’esercizio della delega per tutti gli articoli, tranne che per l’articolo 6 riguardante il testo unico di cui abbiamo parlato, è contenuta nell’ambito di 18 mesi. Così ha voluto la Commissione proprio per uniformare i diversi periodi che, precedentemente, erano stati suggeriti articolo per articolo.
Un’ultima segnalazione che mi permetto di rassegnare all’Assemblea, è quella di tornare sempre sulla questione dei principi e dei criteri che non sono innovativi rispetto a precedenti determinazioni di precedenti maggioranze (perché – come si sa – nella XIII legislatura la maggioranza non era sicuramente di centrodestra e i governi non sono stati di centrodestra).
Voglio, inoltre, ricordare brevemente (qualora dovessero sorgere, come è già accaduto, obiezioni rispetto ad un presunto profluvio di deleghe, richieste o concesse all’attuale Governo) che, in questa legislatura, il Governo non ha ancora emanato neppure un decreto legislativo per esercitare una delega che gli sia stata conferita da una legge in particolare. Finora, in questa legislatura, sono state approvate soltanto due leggi di delega e queste ultime contengono soltanto quattro deleghe. Si può dire, quindi, che il Governo non sta abusando dello strumento della delega e sta intervenendo soltanto laddove oggettivamente ciò è inevitabile, per un migliore riassetto organizzativo delle istituzioni.

Aula 22 Interpellanze Urgenti

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che:
ventitré studenti del liceo classico «Tasso» di Roma sono in sciopero della fame per sollecitare un incontro con il Ministro dell’istruzione, Letizia Moratti;
gli studenti, in una lettera inviata al Ministro, chiedono perché a sei mesi dall’assunzione dell’incarico la responsabile del dicastero non abbia ancora incontrato delegazioni di studenti della scuola pubblica per illustrare i suoi programmi;
i provvedimenti annunciati dal Governo sulla scuola pubblica, al centro di un importante dibattito nel Paese, sono oggetto di confronto con le forze sindacali e con tutta la categoria dei docenti impegnata in una mobilitazione per la difesa della scuola pubblica e per la valorizzazione professionale degli insegnanti, anche sul piano dell’adeguamento degli stipendi ai parametri europei;
le iniziative del Governo sul tema della scuola non possono non essere oggetto di un confronto ampio, democratico, pluralista che veda coinvolti tutti i soggetti interessati;
l’iniziativa degli studenti del Tasso, insieme alla mobilitazione degli insegnanti, dà un segno tangibile del malessere diffuso oggi nella scuola e del mancato coinvolgimento di tutti i soggetti protagonisti della scuola pubblica, a partire dai provvedimenti annunciati dal Governo nel disegno di legge finanziaria;
in riferimento all’iniziativa degli «Stati generali» dell’istruzione annunciata dal Ministro Moratti, diventa urgente aprire un confronto con tutti i rappresentanti degli studenti, al fine di ottenere un quadro completo e veritiero della complessa realtà della scuola pubblica e dei suoi bisogni -:
se non ritenga opportuno predisporre un incontro con gli studenti del liceo «Tasso» che hanno adottato una forma di protesta estrema per sottolineare l’urgenza e l’importanza di tale incontro finora negato;
quali iniziative, più in generale, intenda prendere al fine di coinvolgere a pieno titolo i rappresentanti degli studenti della scuola pubblica, nell’ambito dei provvedimenti di riforma annunciati;
se, tenuto conto delle mobilitazioni dei docenti, non ritenga necessario rivedere complessivamente i contenuti delle iniziative del Governo sulla scuola, accogliendo gli elementi di correzione e di dissenso sollevati dalla categoria.
(2-00154) «Titti De Simone, Giordano». (20 novembre 2001)

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. (…) Come già riferito dal ministro Moratti in sede di audizione sulle linee programmatiche del Governo in materia di istruzione, è preciso intendimento del Governo, nel procedere alla riforma del sistema scolastico, consultare e far partecipare alla discussione tutti i protagonisti della scuola – docenti, allievi, famiglie – perché siano loro stessi a chiarirla, giustificarla e volerla. Nei primi due mesi di Governo, si sono svolti incontri con settanta gruppi, tra cui associazioni dei docenti, dei genitori e degli studenti e organizzazioni sindacali; nel corso di tali incontri è emersa un’ampia condivisione della decisione presa dal Governo di sospendere la realizzazione della riforma, al fine di approfondirne gli aspetti e pervenire a soluzioni più immediate. A tal fine, al gruppo di lavoro presieduto dal professor Giuseppe Bertagna è stato affidato il compito di esaminare – attraverso la costituzione di gruppi focus, audizioni mirate, seminari, analisi di caso e comparazioni internazionali -, tutti gli aspetti connessi alla riforma stessa e le varie alternative, per eventuali integrazioni o correzioni della legge sulla riforma dei cicli scolastici.
Le associazioni anche studentesche, le riviste, le istituzioni scolastiche già consultate dal gruppo presieduto dal professor Bertagna sono 119, come sono in grado di dimostrare anche in questa sede, se gli onorevoli interroganti lo vorranno, in quanto ho con me l’elenco di queste associazioni. Questo lavoro, attualmente in corso, formerà un primo supporto alla discussione. Dalla prossima settimana sono programmati incontri con le regioni, le parti sociali, le organizzazioni sindacali per l’esame della proposta. Il 19 ed il 20 dicembre 2001 la proposta verrà discussa nel corso degli Stati generali dell’istruzione, ai quali parteciperanno tutte le associazioni ed istituzioni del settore, tra le quali sicuramente anche le associazioni studentesche. Fin d’ora, peraltro, è assicurata ampia informazione sullo stato dei lavori attraverso un apposito forum aperto sul sito del ministero (www.istruzione.it) che registra 20 mila contatti al giorno ed una newsletter sui lavori della Commissione presieduta dal professor Bertagna, che viene diramata a tutti coloro che la richiedono attraverso il sito, i quali finora sono stati 2500. I ragazzi del liceo Tasso possono quindi accedere al sito e ottenere tutte le informazioni sui lavori in corso. La situazione è monitorata dal direttore scolastico regionale De Sanctis, che ha inviato all’istituto un ispettore. Peraltro, si è invitato il dirigente dell’istituto a mettere in pratica tutte le necessarie azioni per evitare qualsiasi danno alla salute e alle persone. Attualmente, il dirigente scolastico ci ha riferito che il liceo Tasso è occupato, che non gli è possibile accedervi, ma che ha segnalato tale situazione alle autorità competenti.
Fin qui i fatti e le risposte di tipo burocratico. Personalmente, mi auguro che i ragazzi del liceo Tasso possano smettere presto questa forma di protesta estrema, così come è stata anche definita dagli onorevoli interroganti, e che siano aiutati dagli adulti, dalle famiglie, dagli insegnanti, dai politici che oggi hanno presentato questa interpellanza, a comprendere che non si può arrivare a «costringere» un ministro a fare qualcosa attraverso forme di proteste pacifiche ma sicuramente molto forti (Commenti dei deputati Mascia e Titti De Simone) , che creerebbero – lo dico a titolo personale, ma ci credo davvero – precedenti pericolosi rispetto al giusto rapporto tra un ministro della pubblica istruzione e gli studenti. Se questi ragazzi, come hanno dichiarato alla stampa, si battono per una scuola giusta, giusto deve essere anche il rapporto tra il ministro e tutti gli studenti, anche perché, come dimostrato nella prima parte della mia risposta, il dialogo tra questo Governo e gli studenti avviene nelle forme peraltro organizzate, volute e definite da chi ci ha preceduto al Governo negli anni passati: mi riferisco al forum degli studenti, alle consulte studentesche, a tutte le forme democratiche presenti nella scuola che rappresentano il modo con cui gli studenti italiani si confrontano con l’amministrazione, ai diversi livelli fino al ministro.
GRAZIELLA MASCIA. Con le newsletter?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Ci sono rappresentanti degli studenti che incontrano periodicamente il ministro nel forum degli studenti: sono organismi che ha creato il Governo di centrosinistra nella scorsa legislatura e sono quegli stessi organismi che stanno funzionando (Commenti dei deputati Mascia e Titti De Simone). Beh, onorevoli colleghi, se gli organismi di rappresentanza se non funzionano (Commenti dei deputati Mascia e Titti De Simone), allora, probabilmente, dobbiamo ripensare a questa forma di rappresentanza. Ho detto che è una forma di protesta estrema …
GRAZIELLA MASCIA. Dovreste apprezzare che sono forme pacifiche!
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Mi scusi, onorevole Mascia, poi avrà modo di rispondere, ma si tratta di forme molto violente perché fanno violenza a sé stessi quei ragazzi.
TITTI DE SIMONE. Ma cosa dice?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Sono forme estremamente violente portate avanti in un luogo, la scuola, dove i ragazzi dovrebbero essere messi nelle condizioni di apprendere, studiare e dialogare, innanzitutto con i docenti e con i propri coetanei. La scuola non è un luogo dove portare avanti – esattamente ciò che lei diceva – manifestazioni o proteste, certamente pacifiche – ci mancherebbe – ma estremamente violente. Noi siamo molto preoccupati per la salute di quei ragazzi e ci meravigliamo, onorevole, che persone adulte come genitori e docenti non riescano a far capire loro che per una scuola giusta è anche giusto studiare ed utilizzare gli strumenti che ci sono – come ho cercato di dimostrare – per dialogare anche con il ministro attraverso il sito del ministero e le forme di rappresentanza.
GRAZIELLA MASCIA. Si certo, quel sito!
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Se invece voi credete che non siano necessarie o utili le forme di rappresentanza, bene, lo voglio sapere, ditecelo perché ciò sarà motivo di riflessione. Se si ritiene ingiusto che i ragazzi si facciano rappresentare dai loro organismi è inutile che questi ultimi vengano mantenuti e che si lavori con le consulte studentesche o con il forum degli studenti costituito presso il ministero. Attraverso questi organismi e il forum degli studenti che si riunisce sistematicamente e periodicamente in nome di tutti gli studenti italiani, il ministro in persona, i sottosegretari e l’amministrazione studiano le soluzioni ai problemi dei ragazzi. I giovani che partecipano a questo forum sono stati eletti in nome di tutti gli studenti italiani, il dialogo non si è mai interrotto, ci sono le consulte, un sito del Ministero; come ho appena finito di dire è possibile mantenere un dialogo costante e continuo persino con il ministro. Noi crediamo che queste forme e questa strumentalizzazione non costituiscano un segno positivo né per i ragazzi né per la scuola italiana e possono creare un precedente assolutamente pericoloso perché, se domani mattina tutti i ragazzi decidessero di attivarsi in questo senso…
TITTI DE SIMONE. Speriamo!
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. … benissimo, vedo che c’è molta preoccupazione per un regolare svolgimento delle lezioni! Se volete una forma di rivolta fate pure però non chiedete alla ministero e a chi è deputato a garantire la libertà di insegnamento e di apprendimento di prestare il fianco a questo tipo di provocazioni, perché queste sono provocazioni.
GRAZIELLA MASCIA. Provocazioni? Ma dove!
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Sulla questione relativa al disegno di legge finanziaria 2002 è stato già più volte precisato all’onorevole interrogante – l’ultima volta nell’ambito di un’interrogazione a risposta immediata del 24 ottobre 2001 – che sul contenuto generale della legge finanziaria sono stati tenuti incontri da parte del Governo con le confederazioni sindacali della scuola prima della presentazione del disegno di legge in Parlamento. Successivamente vi è stato un confronto con le organizzazioni sindacali della scuola, nel corso del quale le norme sono state riformulate al fine di chiarire le incertezze interpretative segnalate dalle stesse organizzazioni sindacali. Questo è avvenuto nell’ambito di una procedura di conciliazione sindacale che si è conclusa favorevolmente nei confronti di SNALS, CISL, UIL.
PRESIDENTE. L’onorevole Titti De Simone ha facoltà di replicare.
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, signor sottosegretario, noi naturalmente non ci riteniamo assolutamente soddisfatti della sua risposta. Ci sembra davvero di assistere ad una sorta di gioco dell’assurdo; in questo momento ci sono degli studenti che chiedono, anche attraverso una forma di mobilitazione estrema come lo sciopero della fame, di incontrare – legittimamente – il ministro per confrontarsi e per sviluppare quel dialogo che voi tanto sbandierate ma che invece non volete, come avete dimostrato ampiamente per le cose che avete fatto fin qui.
Voi cosa fate? Rimandate al sito Internet, alle newsletter, cioè ad una visione della democrazia virtuale svuotata della partecipazione, dei luoghi pubblici di incontro,…
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. … E le consulte? I forum?
TITTI DE SIMONE. …della cittadinanza. Tutti gli interventi che proponete, sottosegretario, come ad esempio, la questione degli stati generali sono tardivi. È inutile che ci prendiamo in giro perché i provvedimenti sulla scuola sono già stati avviati. La controriforma che voi state preparando è già in itinere ed i contenuti di questa finanziaria lo dicono molto chiaramente.
Non c’è un investimento da parte di questo Governo sulla scuola pubblica che viene trattata come un settore contabile; l’unica parola che si ritrova – ne abbiamo parlato anche oggi in Commissione – è compatibilità di bilancio. La scuola è per voi sostanzialmente un’azienda, un settore su cui infliggere i tagli. I docenti che si mobilitano in queste settimane, in questi mesi, contro i vostri provvedimenti e gli studenti italiani che chiedono, giustamente e legittimamente, di essere ascoltati, di essere coinvolti e di partecipare a questo percorso democratico sul futuro della scuola italiana rappresentano solo un fastidio. Solo un fastidio! L’unico disegno è quello di smantellare la scuola pubblica a favore di quella privata e degli interessi del mercato. L’anticipazione evidente di tali orientamenti – mi sembra – si ritrova nella finanziaria. Voi continuate, in modo arrogante, ad andare avanti.
Ma dov’è, signor sottosegretario, il consenso nei confronti degli interventi di cui lei faceva riferimento precedentemente? Vi sono scioperi, mobilitazioni degli insegnanti e delle categorie sindacali; vi sono scuole e licei in agitazione. Allora, dov’è questo consenso sottosegretario Aprea? Noi non lo vediamo e non solo noi! Questi giovani, insieme agli insegnanti, esprimono un disagio ed un malessere. I giovani del liceo Tasso parlano a nome di tutti gli studenti che, in questo momento, in questo paese, esprimono preoccupazione, disagio e malessere per il futuro della scuola pubblica, alla luce dei provvedimenti che voi state portando avanti.
Non prendiamoci in giro quindi con queste iniziative virtuali, con l’elaborazione e la promozione di focus, con siti internet, newsletter, stati generali che arrivano tardivamente, mentre la vostra controriforma è già bella che avviata!
Persino in merito alla questione degli organi collegiali, che mi sembra estremamente pertinente perché riguarda la partecipazione democratica alle scelte del percorso didattico, della gestione, del ruolo degli istituti, vi avocate la delega con un decreto, mentre i partiti della maggioranza depositano un progetto di legge. Anche in merito a ciò…
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Lo dovete chiedere ai partiti della maggioranza!
TITTI DE SIMONE. …le chiedo sottosegretario: sono stati coinvolti gli studenti? Intendete coinvolgerli! Intendete coinvolgere gli insegnanti oppure pensate di andare avanti sulla stessa strada, come state facendo fino adesso? Voi ignorate gli studenti, ignorate la mobilitazione degli insegnanti, ignorate il dissenso profondo manifestato nel paese nei confronti delle politiche sulla scuola che state portando avanti. Noi, invece, ringraziamo questi studenti e sa perché? Perché gli studenti del liceo Tasso esprimono un elemento fondamentale che è la voglia di partecipazione alle scelte democratiche, alle scelte del paese, al futuro della scuola, al suo ruolo sociale, culturale e politico.
Vi assumete una grande responsabilità. Una grave responsabilità. Non solo per il merito della controriforma che state portando avanti, ma anche per il metodo antidemocratico per questa grave rottura politica che state perseguendo con una generazione politica che esprime un protagonismo, che è ossigeno per la nostra democrazia e per il futuro della politica e del paese.
La vostra, quindi, è una scissione con il paese reale che è quello del liceo Tasso, quello di Genova, quello delle mobilitazioni per la pace e per la giustizia sociale, con un movimento di giovani, di lavoratrici, di lavoratori, di precari che, malgrado la vostra arroganza, la vostra repressione, è qui ed è vivo e cresce di consenso. Continuerete a farci i conti.
Dal canto nostro, vi diamo appuntamento, con questo movimento, ad un intransigente e determinata opposizione sociale nel paese. Noi ci auguriamo che ci siano dieci, cento, mille esperienze simili a quella del liceo classico «Tasso» di Roma che vi travolgano.

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che:
le recenti, ripetute polemiche afferenti la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, riportate dalla stampa e dai mezzi di comunicazione nazionali, hanno gravemente ferito il sentimento religioso di una parte rilevante della popolazione italiana, la stragrande maggioranza della quale si riconosce nella religione cattolica;
in una trasmissione televisiva (confronta Porta a Porta, del 5 novembre 2001), il presidente dell’Unione musulmani d’Italia, signor Adel Smith, ha testualmente dichiarato che «Il crocifisso dovrebbe essere tolto da ogni scuola italiana perché l’immagine di un cadavere in miniatura turba i bambini» irridendo e offendendo in diretta il simbolo della cristianità (confronta Avvenire, 7 novembre 2001);
pochi giorni innanzi (confronta Il Secolo XIX del 30, 31 ottobre e 1o novembre 2001) a La Spezia, l’insegnante di scuola media Ornella Orlandini, senza il consenso della preside e degli organi collegiali, aveva, a giudizio dell’interrogante, arbitrariamente staccato il crocifisso dalla parete (e non era, ha dichiarato lei stessa, né la prima volta, né l’unica volta che l’aveva fatto), perché ciò avrebbe potuto infastidire un bambino musulmano presente, sì che gli stessi «ambienti della Curia spezzina non hanno nascosto il loro disappunto sulla decisione dell’insegnante, giacché non vi è alcun motivo di togliere un crocifisso dall’aula dove la maggioranza degli studenti è di religione cristiana» (Il Secolo XIX), mentre il provveditore agli studi di La Spezia, Roberto Bacchioni, ha solidarizzato con l’insegnante;
la circolare del Ministro della pubblica istruzione n. 367 del 19 ottobre 1967, in materia di edilizia e arredamento delle scuole dell’obbligo, contemplava fra gli altri oggetti per l’appunto il crocifisso da affiggere nelle aule;
il Consiglio di Stato, nel parere n. 63 conferito in data 27 aprile 1988, ha autorevolmente avallato la suddetta disposizione, rilevando che «il Crocifisso o, più semplicemente, la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da una specifica confessione religiosa»;
sempre il Consiglio di Stato, nel citato parere, ha argomentato che «la Costituzione repubblicana, pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose, non prescrive alcun divieto all’esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come quello del Crocifisso, per i principi che evoca […] fa parte del patrimonio storico», soggiungendo che la presenza dell’immagine del Crocifisso nelle aule scolastiche non può «costituire motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa»;
le conclusioni del Consiglio di Stato nel citato parere sono categoricamente nel senso che le disposizioni (articolo 118 del regio decreto 30 aprile 1924, n. 965 e l’allegato c) del regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297) «concernenti l’esposizione del Crocifisso nelle scuole siano tuttora legittimamente operanti», né si sono mai poste in contrasto con i Patti Lateranensi, né tanto meno con l’ordine all’esposizione del Crocifisso nelle scuole, sì che detti trattati «non possono influenzare, né condizionare la vigenza delle norme regolamentari di cui trattasi»;
gli accordi di Villa Madama in Roma di revisione dei Patti Lateranensi, firmati il 18 febbraio 1984 dal Presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal cardinale Segretario di Stato Agostino Casaroli, pur affermando l’aconfessionalità e la neutralità religiosa dello Stato, assicurano tuttavia, all’articolo 9 comma 2, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche per quanti intendono avvalersene, «la Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano», come testualmente recita il nuovo Concordato con la Santa Sede;
il preside dell’Istituto «Momigliano» di Ceva (Cuneo) (che comprende le scuole medie di Ceva e Murazzano ed elementari di Murazzano e Sale Langhe con le materne) vara un calendario scolastico che prevede per il 17 novembre, giorno di inizio del Ramadan (e di una seconda data ancora da fissare), una giornata di vacanza;
in data 24 maggio 2001 la direzione regionale per il Piemonte del ministero della pubblica istruzione emanava la circolare regionale n. 34 (protocollo 3595/A34) avente per oggetto «calendario scolastico 2001-2002», in particolare tale circolare precisava all’articolo 4: «gli adattamenti suddetti potranno essere deliberati dalle istituzioni scolastiche previe opportune intese con il territorio e facilitare, ove ne ricorra l’opportunità, l’articolazione di un calendario scolastico di istituto che tenga conto delle caratteristiche di multi etnicità delle classi e che consenta agli allievi il rispetto delle principali festività religiose;
contrariamente a quanto disposto nella citata circolare, che prevede, «previe opportune intese con il territorio», il preside dell’istituto Cebano non solo non definisce alcuna intesa con il territorio, ma non rende nota tale decisione, tanto che sia la popolazione che le autorità locali apprendono la decisione soltanto ad ottobre con l’articolo apparso sulle pagine locali del quotidiano «La Stampa» del 14 ottobre 2001 (vedasi a questo riguardo le dichiarazioni del sindaco di Ceva Vizio apparso sul quotidiano «La Stampa» dell’11 novembre 2001);
la maggioranza della popolazione nel nostro Paese è decisamente contraria a simili decisioni, tenendo conto che la religione prevalente è ancora quella cattolica e che molte delle festività religiose cattoliche non sono riconosciute nel calendario civile e scolastico -:
se rientri nelle intenzioni del Governo l’emanazione di un provvedimento che disponga di vigilare affinché, pur nel rispetto dell’autonomia scolastica, non vengano messi in discussione i simboli e i valori fondanti della nostra comunità.
(2-00155) «Bricolo, Guido Giuseppe Rossi, Cè, Polledri». (20 novembre 2001)

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Signor Presidente, all’onorevole Bricolo vorrei rispondere in primo luogo richiamando tutta una serie di norme; è giusto anche rendere conto della nostra legislazione vigente. Successivamente mi riservo di svolgere alcune considerazioni di tipo personale.
Si ritiene opportuno far presente che le disposizioni contenute nell’articolo 118 del regio decreto n.965 del 1924 e quelle contenute nel regio decreto.
(…) L’insieme di queste norme che prevedono l’esposizione di crocifissi nelle scuole sono state oggetto di esame da parte del Consiglio di Stato, il quale ha ribadito, con parere del 27 aprile del 1988, diffuso con circolare n. 157 del giugno 1988, che le disposizioni in questione non sono state modificate per effetto delle modifiche apportate al Concordato lateranense con l’accordo ratificato e reso esecutivo dalla legge 25 marzo 1985, n. 121.
L’esposizione del crocifisso era dunque da ritenersi norma vigente. In tale sede, il Consiglio di Stato ha manifestato l’avviso che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche non si pone in contrasto con i principi costituzionali che assicurano pari libertà a tutte le confessioni religiose, atteso che la croce, a parte il suo significato per i credenti, rappresenta un simbolo della civiltà e della cultura cristiana nella sua radice storica quale valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa. Detta cultura è parte integrante del patrimonio storico del nostro paese.
Al riguardo, va però fatto presente che la Corte di Cassazione, con sentenza n.439 del primo marzo 2000, relativamente ad un caso diverso dalla materia scolastica, in quanto riferito al rifiuto di assunzione dell’ufficio di scrutatore in presenza di crocifisso, ha ritenuto invece che la sopracitata normativa in materia di esposizione di detta immagine sia da considerare normativa secondaria connessa all’articolo 140 del regio decreto n. 4336 del 1860 contenente il regolamento per l’istruzione elementare di attuazione della legge n.3725 del 1859. Quest’ultima prescriveva il crocifisso tra gli arredi delle aule scolastiche.
Poiché tali norme trovavano fondamento nel principio della religione cattolica come sola religione di Stato contenuto nell’articolo 1 dello Statuto albertino e che è stato espressamente abrogato dal punto 1 del protocollo addizionale degli accordi di revisione del 1984, la Corte stessa ha ritenuto implicitamente abrogata la normativa secondaria derivata e, nel caso specifico, l’articolo 118 del regio decreto n. 965 del 1924. Il Ministero ha, pertanto, allo studio le opportune iniziative da assumere per disciplinare in maniera chiara e certa la materia riguardante l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, tenendo conto delle considerazioni espresse al riguardo nel citato parere del Consiglio di Stato.
Con riguardo poi al caso cui fa riferimento l’onorevole interrogante, ovvero quello concernente la scuola media «Cattaneo», il provveditore agli studi di la Spezia ha fatto presente che la rimozione del crocifisso dalla parete, da parte della docente di lettere, è stata momentanea. Il crocifisso è rimasto sulla scrivania ed è stato ripreso al termine della lezione, anche se, come riferito dal provveditore agli studi, tale atto voleva essere soltanto un momento di distensione, per insegnare come la scuola italiana operi per l’attuazione dei principi di uguaglianza e di rispetto della persona, a prescindere da razze, culti ed ideologie.
Il comportamento della docente è stato oggetto di richiamo da parte del capo dell’istituto in quanto adottato senza la preventiva valutazione degli organi collegiali della scuola e sono state anche fornite precise indicazioni comportamentali in tal senso a tutto il corpo docente.
Per quanto riguarda la presunta solidarietà, che sarebbe stata espressa dal provveditore agli studi nei confronti della docente, il medesimo provveditore ha precisato che le sue dichiarazioni hanno semplicemente messo in rilievo che la scuola italiana, a differenza di quella dei paesi di provenienza degli alunni musulmani, non svolge insegnamenti catechistici, ma della religione di questo paese, da cui si traggono i principi su cui si fonda la nostra società.
Infine, con riguardo all’istituto comprensivo «Momigliano» di Ceva, è stato già riferito alla Commissione, in data 13 novembre ultimo scorso e, in quella sede, è stato anche precisato che, in materia di calendario scolastico, il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, all’articolo 74, comma 3, prevede che allo svolgimento delle lezioni siano assegnati almeno 200 giorni nell’anno scolastico. Il regolamento in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, emanato ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 59 del 1997, con decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999 n. 275, all’articolo 5 stabilisce che le istituzioni scolastiche adottano il calendario scolastico in relazione alle esigenze derivanti dal piano dell’offerta formativa, nel rispetto delle funzioni, in materia di determinazione del calendario scolastico, esercitate dalle regioni, a norma dell’articolo 138, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Con ordinanza 29 marzo 2001, n. 59, recante disposizioni circa il calendario scolastico per l’anno scolastico 2001-2002, è stato precisato che i direttori degli uffici scolastici regionali, sentite le regioni e i consigli scolastici provinciali, determinano, entro il 31 maggio 2001, la data di inizio delle lezioni, che può essere diversificata per grado ed ordine di scuola, ed il calendario relativo allo svolgimento, dopo aver sentito, per un’opportuna conoscenza delle esigenze locali, i responsabili degli uffici scolastici periferici.
In merito alla questione evidenziata, dalla documentazione acquisita risulta che, in data 24 maggio 2001, il direttore generale regionale per il Piemonte, dopo avere acquisito i pareri dei consigli scolastici provinciali e della giunta regionale del Piemonte, e dopo aver sentito il provveditore agli studi del Piemonte, i presidenti dei consigli scolastici provinciali e il rappresentante della regione Piemonte, ha emesso il decreto recante il calendario scolastico per l’anno scolastico 2001-2002. In ottemperanza al decreto dirigenziale, in data 27 giugno 2001, gli organi di governo della scuola hanno approvato adattamenti del calendario scolastico e le scelte effettuate hanno tenuto nella debita considerazione anche la significativa presenza di allievi di religione musulmana (40 su 406 iscritti a detta scuola) che quel giorno, il giorno del Ramadan, non sarebbero comunque andati a scuola. In data 3 settembre 2001, in sede di collegio dei docenti unificato, il capo di istituto ha distribuito ad ogni plesso scolastico copia del calendario regionale e ha comunicato le date di sospensione dell’attività didattica, già stabilite. Risulta, quindi, che le decisioni in questione sono state adottate dalla scuola nella consapevolezza dell’esercizio delle prerogative riconosciute dalla normativa in materia di autonomia scolastica, anche per quanto riguarda le scelte educative di fondo, e che le medesime sono conformi alle direttive impartite dal dirigente dell’ufficio scolastico regionale per il Piemonte.
Anche in questa sede, tuttavia, ritengo opportuno precisare che è auspicabile una più approfondita riflessione su tali tematiche e, in modo particolare, superando il livello burocratico, vorrei dire che condivido la posizione espressa dall’opinionista Francesco Merlo sul Corriere della Sera, quando giorni fa scriveva che «purtroppo, il buonsenso non si può imporre per legge» e che «per capirsi, serve conoscersi e non nascondersi». Inoltre, egli faceva riferimento proprio al crocifisso sul muro nelle scuole, che è il testimone innocuo di una tradizione secolarizzata, di una storia, di una identità ormai tollerante e laica, e diceva che noi, mentre senza dubbio auspichiamo la diversità delle fedi, non intendiamo rinunciare alla nostra identità – ed io condivido questa posizione, anche in qualità di sottosegretario -, che è fatta anche di Natali, campanili e crocifissi.
FEDERICO BRICOLO. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, questa interpellanza ha lo scopo di fare chiarezza e di dare certezze alle famiglie che vivono nel nostro paese e che si sono trovate spiazzate da fatti di cronaca che hanno, a dir poco, dell’incredibile.
Ne parlava, in precedenza, anche lei, signor sottosegretario: un insegnante della scuola media di La Spezia ha staccato il crocifisso dalla parete dell’aula perché avrebbe potuto mettere a disagio un bambino musulmano; un preside di un istituto del cuneese vara un calendario scolastico che prevede una giornata di vacanza per il giorno di inizio del Ramadan; sui giornali si legge di scuole in cui non verrà più fatto il presepe e non si festeggerà il Natale, sempre per non urtare gli allievi appartenenti ad altre religioni. Inoltre, sulle televisioni nazionali, spadroneggiano leader di comunità musulmane – come Adel Smith, ospite della trasmissione televisiva Porta a Porta, di poche settimane fa – che irridono ed offendono i simboli della nostra religione.
I cittadini nel nostro paese sono, dunque, indignati e confusi ci chiedono chiarezza e che il Governo si faccia sentire. La gente ci ferma per strada per chiederci di intervenire in difesa delle nostre tradizioni culturali e religiose che adesso sono messe in discussione.
Non è possibile né ammissibile, a mio avviso, assistere inermi, passivamente, a questa escalation di azioni che ha il solo intento di minare ed indebolire i principi fondanti della comunità (a tale obiettivo, comunque, si vuole arrivare). Quest’offensiva, che definisco di «multiculturalismo» forzato, preoccupa, ancora di più, i nostri cittadini, perché va ad inserirsi proprio nel modo della scuola, luogo e momento di formazione dei nostri giovani.
Quando un popolo, signor sottosegretario, abbandona, rinuncia, rinnega il proprio passato, perde, inevitabilmente, la sua identità. Ebbene, noi, deputati del gruppo della Lega nord Padania, non siamo disposti ad accettarlo. Fra l’altro, ci arrivano messaggi da ambienti, anche istituzionali, del mondo islamico che sono, a dir poco, inquietanti. Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo e grazie alle nostre leggi religiose vi elimineremo: sono le parole di un alto esponente religioso musulmano, pronunciate durante uno dei tanti incontri di dialogo islamo-cristiano promossi dalla Chiesa cattolica. A divulgarlo, in una lettera di denuncia, è il Monsignor Giuseppe G. Bernardini, arcivescovo di Izmir, in Turchia, che, di fronte al Pontefice e al Sinodo, ha duramente criticato l’atteggiamento dei musulmani nei confronti del mondo cristiano. L’arcivescovo afferma che il dominio islamico è cominciato con i petroldollari usati, non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa e del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali islamici nei paesi europei, meta della loro emigrazione. Non sto uscendo dal tema, ma cerco, semplicemente, di evidenziare quella che, comunque, è la grande polemica che nasce e che converge attorno ai crocifissi e agli eventi di Ceva.
Pertanto, a nostro avviso, è senz’altro opportuno attivarsi. Ne parlavo oggi con il collega parlamentare Giuseppe Rossi, cofirmatario dell’interpellanza, affinché fatti del genere non accadano più e si faccia chiarezza. Concordo con la risposta fornita dal sottosegretario ossia che è intenzione del ministro trovare un nuovo riferimento normativo che si occupi sia del problema dei crocifissi sia dei calendari imposti in modo così arbitrario, senza comunicare tali decisioni al territorio; la legge prevede, comunque, che il preside stabilisca un collegamento con il territorio e, dunque, con gli enti locali. È opportuno attivarsi al fine di impedire ulteriori comportamenti da parte di presidi ed insegnanti che vanno, comunque, ad offendere il sentimento religioso della maggioranza di cittadini e a delegittimare i simboli e valori che fanno parte della storia, della cultura e delle tradizioni del nostro paese. Rispettiamo le minoranze. Su ciò sono d’accordo: siamo senz’altro un paese civile, quindi, le minoranze devono essere rispettate, ma non siamo disposti a cambiare i nostri usi, le nostre credenze, i nostri valori.
Dunque, mi permetta, signor sottosegretario: io sono convinto che, finché i musulmani non saranno maggioranza nel nostro paese, saranno loro a doversi adattare alle nostre regole e non noi alle loro.

Aula 07 Comunicazioni del Governo sull’impiego di contingenti militari italiani all’estero in relazione alla crisi internazionale in atto. La Camera approva con 513 voti favorevoli, 35 contrari e 2 astenuti
7a Com. Sistema dei servizi per la prima infanzia
7a Com. 29 Interrogazioni a risposta immediata
7a Com. 29 in sede referente, DdL AC 587, 756, 835, 1184 e 1213, Disciplina delle attività musicali
7a Com. 21, 22, 26, 27, 28 Il 28 novembre la Commissione approva la proposta di relazione favorevole del relatore e nomina il deputato Garagnani quale relatore per la VII Commissione presso la Commissione bilancio per la Tabella 2, limitatamente alle parti di competenza, e per le connesse parti del disegno di legge finanziaria.Sede consultiva: Alla V Commissione:
Legge finanziaria per l’anno 2002
(S. 699 Governo);
Bilancio dello Stato per l’anno 2002 e bilancio pluriennale 2002-2004 (C. 700 Governo):
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2002, limitatamente ai settori dell’informazione e dell’editoria;
Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per l’anno 2002;
Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali per l’anno 2002
(esame congiunto).
7a Com. 28 Audizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per l’informazione e l’editoria, Paolo Bonaiuti, sugli orientamenti programmatici del Governo in materia di informazione ed editoria.
7a Com. 14 DdL AC. 1315, Equipollenza tra diploma in educazione fisica e laurea in scienze motorie e sportive
7a Com. 07 Audizione di rappresentanti dell’Andu, Apu, Cidum, Cipur, Cisl-Università, Cnu, Firu, Snals-Università, Snur-Cgil, Uil-Paur in relazione agli interventi del disegno di legge finanziaria in materia di università e ricerca
7a Com. 06, 07,13, 14 Il 14 novembre la Commissione esprime parere favorevole a maggioranza (17 favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti) alla proposta di nomina del professor Giovanni Trainito a Presidente dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione(13.11.01) Interrogazione a risposta immediata
Sugli organi direttivi dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione

  • 5-00390 Gambale e Bimbi: Organi direttivi dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione.
  • 5-00391 Angela Napoli e Butti: Attività di valutazione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
  • 5- 00392 Sasso: Dimissioni del professor Benedetto Vertecchi da presidente dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione.

Il sottosegretario Valentina APREA, rispondendo, precisa, preliminarmente, che le dimissioni del professor Vertecchi dalla presidenza del Cede sono scaturite, coerentemente e necessariamente, dalle sue ripetute dichiarazioni di forte critica sia del programma di Governo in materia scolastica, anche rispetto alle intenzioni espresse sul sistema di valutazione, sia del ministro Moratti. Non si tratta, pertanto, di una scelta legata alla persona, ma a divergenti vedute sul sistema nazionale di valutazione.
Precisa, inoltre, che è stato scelto il professor Trainito, per la presidenza dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione, per l’alto senso delle istituzioni da lui dimostrato nell’ambito dell’amministrazione della pubblica istruzione e perché non ha mai espresso critiche sulle politiche della scuola del Governo in carica.
Riguardo alle finalità del nuovo servizio di valutazione, il Governo ritiene che non debba fare ricerca, ma attuare verifiche di sistema e contribuire a far emergere il livello culturale del paese. In ogni caso, precisa che, quando il «programma pilota» sarà consegnato al Governo, si procederà al confronto, per poi avviare il nuovo sistema di valutazione.
Richiama, in conclusione, il ruolo del professor Bertani, che presiede l’apposita commissione per il riordino dei cicli scolastici, e delle altre commissioni di studio istituite.

Franca BIMBI (MARGH-U), replicando, si dichiara insoddisfatta della risposta fornita dal rappresentante del Governo e giudica poco saggio procedere alle nomine e modificare il sistema nazionale di valutazione, senza avere chiarito prima gli obiettivi che esso dovrà perseguire.
Ritiene, comunque, difficile costruire un sistema di valutazione che sappia anche incontrare il consenso dei docenti.

Angela NAPOLI (AN), intervenendo in sede di replica, richiama i contenuti di alcune notizie di stampa sul commissariamento dell’Istituto nazionale di valutazione del sistema di istruzione, proprio perché non si conoscevano bene i compiti che avrebbe avuto tale organismo.
Si configura pertanto un istituto legato ad un sistema di valutazione non ancora ben definito e si affida al professor Trainito la presidenza dello stesso, senza considerare che, pur nella sua vasta esperienza all’interno dell’amministrazione della pubblica istruzione, egli non ha mai ricoperto incarichi inerenti ai criteri e al sistema di valutazione.
Osserva che non vi è certezza in merito al fatto che il «progetto pilota» sia valutato positivamente dal Parlamento, visto che non si sa come verrà applicato il sistema di valutazione. Sottolinea, poi, che il Parlamento apprende tutto dalla stampa e non dal Governo.
Esprime l’auspicio che, anche in termini di valutazione, non si vengano a creare istituzioni scolastiche di serie A e di serie B.
In conclusione, sottolinea come non si sappia nulla sul sistema di valutazione e che il Parlamento debba accettare le nomine proposte e accontentarsi di una prospettiva di cui il Governo non conosce le linee di fondo.

Alba SASSO (DS-U), intervenendo in sede di replica, si dichiara insoddisfatta della risposta del rappresentante del Governo anche perché da essa emerge che, chi critica questo Esecutivo, non avrà il diritto di ricoprire alcun incarico.
Invita il sottosegretario Aprea ad informarsi meglio sia sulle dichiarazioni rese dal professor Vertecchi, che non hanno messo in discussione la qualità e la produttività dell’Istituto di valutazione, sia sull’attività dello stesso istituto; ricorda, infatti, che sono state avviate numerose verifiche di sistema e di apprendimento, e non solo ricerche.
Esprime la preoccupazione che, con la scelta di separare la valutazione del sistema dall’attività dell’istituto, si finisca con il depauperare tutte e due.
Ritiene, in conclusione, che l’affermazione del rappresentante del Governo in merito al fatto che il professor Trainito non abbia rivolto critiche alla politica scolastica dell’Esecutivo, metta a dura prova la disponibilità dei deputati del suo gruppo.

Proposta di nomina del professor Giovanni Trainito a Presidente dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione

(13.11.01 ) Il sottosegretario Valentina APREA, facendo riferimento anche al dibattito svoltosi nella precedente seduta sulle interrogazioni a risposta immediata, rileva come nel nostro paese manchi una cultura della valutazione per il sistema scolastico; per questo motivo, risulta difficile mettere in piedi un sistema di valutazione scolastico.
Ritiene che non si possano equiparare il sistema di valutazione scolastico e quello universitario, poiché presentano differenti caratteristiche.
Rivolgendosi al deputato Sasso, osserva che il merito del professor Vertecchi è stato quello di fare costose rilevazioni a livello nazionale, richieste dall’OCSE e finanziate dal Ministero, che peraltro non hanno avuto ricadute sull’attività delle singole scuole.
In conclusione, ritiene che il Governo abbia risposto con trasparenza sulle questione in esame.

7a Com. 06 DdL AC. 1534, Riforma organizzazione del Governo

La VII Commissione,
esaminato il disegno di legge C. 1534, recante riforma dell’organizzazione del Governo, nel testo risultante dall’approvazione degli emendamenti da parte della Commissione;
valutato favorevolmente il rinnovo della delega per la riforma degli organi collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e periferico;
ritenuto opportuno meglio specificare i termini della delega per il riassetto e la codificazione in materia di beni e attività culturali;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente condizione:
i commi 1 e 2 dell’articolo 5-bis siano sostituiti dai seguenti:
«1. Ferma restando la delega di cui all’articolo 1, per quanto concerne il Ministero per i beni e le attività culturali il Governo è delegato ad emanare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto e la codificazione delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di:
a) beni culturali e ambientali;
b) cinematografia;
c) teatro, musica, danza e altre forme di spettacolo dal vivo;
d) sport;
e) proprietà letteraria e diritto d’autore.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 si attengono ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) adeguamento all’articolo 117 della Costituzione;
b) adeguamento alla normativa comunitaria e agli accordi internazionali;
c) miglioramento dell’efficacia degli interventi concernenti i beni e le attività culturali attraverso il riordino e la semplificazione della normativa anche allo scopo di conseguire l’ottimizzazione delle risorse assegnate e l’incremento delle entrate;
d) quanto alla lettera a) del comma 1: identificare nuovi strumenti di individuazione, conservazione e protezione dei beni culturali e ambientali; riorganizzare i servizi offerti anche attraverso la concessione a privati; provvedere alla revisione del sistema sanzionatorio in materia di tutela; adeguare la disciplina degli appalti di lavori pubblici concernenti i beni culturali; ridefinire le modalità di costituzione e funzionamento degli organismi consultivi che intervengono nelle procedure per la concessione di contributi e agevolazioni in favore di enti ed istituti culturali;
e) quanto alle lettere b) e c) del comma 1: razionalizzare gli organismi consultivi e le relative funzioni, anche mediante soppressione, accorpamento e riduzione del numero e dei componenti; snellire le procedure di liquidazione dei contributi, e ridefinire le modalità di costituzione e funzionamento degli organismi che intervengono nelle procedure di individuazione dei soggetti legittimati a ricevere contributi e di quantificazione degli stessi; rivedere il sistema dei controlli sull’impiego delle risorse assegnate e sugli effetti prodotti dagli interventi;
f) quanto alla lettera d) del comma 1: armonizzare la legislazione ai princìpi generali a cui si ispirano i Paesi dell’Unione europea in materia di doping; riordinare i compiti dell’Istituto per il credito sportivo, assicurando negli organi anche la rappresentanza delle regioni e delle autonomie locali; garantire strumenti di finanziamento anche a soggetti privati;
g) quanto alla lettera e) del comma 1: riordinare la Società Italiana Autori ed Editori (SIAE), il cui statuto dovrà assicurare una adeguata presenza degli autori, degli editori e degli altri soggetti creativi negli organi dell’Ente e la massima trasparenza nella ripartizione dei proventi dell’esazione dei diritti di autore tra gli aventi diritto.

Senato
Aula 05, 06, 07, 08, 09, 12, 13, 14, 15 Il 15 novembre il Senato approva con 158 voti a favore e 58 contrari la Legge Finanziaria 2002, che passa ora all’esame della Camera.Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004  (700)

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002) (699)

Aula 07 Comunicazioni del Governo sull’impiego di contingenti militari italiani all’estero in relazione alla crisi internazionale in atto. Il Senato approva con 246 voti favorevoli e 32 contrari
7a Com. 20, 21, 28 DdL AS 761, Disposizioni concernenti la scuola, l’università e la ricerca scientifica

(20.11.01) Riferisce alla Commissione il senatore VALDITARA, il quale sottolinea anzitutto il carattere eterogeneo delle disposizioni contenute nel provvedimento e rileva in particolare la pregnanza politica degli articoli 1 e 5.
Egli illustra quindi nel dettaglio i cinque articoli di cui consta il disegno di legge. L’articolo 1 modifica il decreto legislativo n. 233 del 1999, prorogando al 31 dicembre 2002 il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, i consigli scolastici provinciali e i consigli scolastici distrettuali. Tale proroga si rende indispensabile per le difficoltà interpretative sorte con riferimento al predetto decreto legislativo n. 233, nonché per i ritardi occorsi nella definizione delle articolazioni territoriali dell’Amministrazione scolastica periferica. Essa offre peraltro l’occasione per un ripensamento di detti organismi, con riferimento sia alla loro composizione che al loro numero e alle procedure elettorali.
La proroga è peraltro indispensabile atteso che altrimenti sarebbe assai discutibile applicare le disposizioni vigenti in materia di prorogatio degli organi amministrativi.
L’articolo 2 reca invece stanziamenti in favore di alcuni istituti universitari, a carico del bilancio 2001. Fra di essi, il relatore sottolinea in particolare quello destinato al potenziamento del Fondo per le agevolazioni per la ricerca (FAR), cui è dedicato anche l’articolo 3. Con tale ultimo articolo infatti, ferma restando l’assegnazione dei fondi stanziati dall’articolo 108, comma 7, della legge finanziaria per il 2001 in favore del Fondo (90 miliardi per ciascuno degli anni dal 2001 al 2003), si prende atto che il decreto del Ministro dell’industria che avrebbe dovuto recarne le modalità di utilizzo non è stato ancora emanato e li si destina pertanto al sostegno delle forme di intervento disciplinate dal decreto del Ministro dell’università 8 agosto 2000, già pienamente operativo.
L’articolo 4 è a sua volta complementare rispetto all’articolo 3, atteso che gli interventi finanziati concernono la diffusione delle nuove tecnologie e rendono pertanto necessario un aggiornamento della relativa disciplina, nonché un significativo coordinamento con il Ministero per l’innovazione e le tecnologie.
L’articolo 5 rappresenta infine, insieme all’articolo 1, uno dei cardini politici del provvedimento: il comma 1 proroga di 12 mesi il termine entro cui le università potranno adeguare i propri ordinamenti didattici alla riforma; il comma 2 proroga invece il mandato dei componenti del Consiglio universitario nazionale (CUN) fino al 30 giugno 2002. Quanto al primo comma, il relatore osserva che la proroga appare più che mai giustificata al fine di verificare approfonditamente le modalità applicative della riforma introdotta con il regolamento n. 509 del 1999, anche al fine di ipotizzare maggiori margini di flessibilità come richiesto in particolare da alcune facoltà. Quanto al secondo comma, esso si impone non solo per assicurare i tempi tecnici necessari al rinnovo del mandato, ma anche al fine di assicurare continuità nella valutazione degli ordinamenti didattici.
Conclusivamente, il relatore manifesta un giudizio favorevole sul provvedimento, di cui auspica una sollecita conclusione.

7a Com. 08, 15, 27, 28 Seguito Indagine conoscitiva, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, sui nuovi modelli organizzativi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. Audizione del sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Sgarbi

(08.11.01) Il PRESIDENTE, preso atto della perdurante assenza del sottosegretario Sgarbi, chiamato a rispondere in data odierna all’interrogazione n. 3-00145 dei senatori Guerzoni e altri, nonché a concludere la propria audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui nuovi modelli organizzativi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, rammentato che anche nella precedente seduta dedicata all’indagine egli era intervenuto con notevole ritardo ai lavori della Commissione, sentito l’orientamento della Commissione, toglie la seduta riservandosi di adire le vie formali per stigmatizzare tale irrispettoso comportamento.

7a Com. 14 La Commissione esprime parere favorevole alla Giunta per gli affari delle Comunità europee sulla Relazione sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea nel 2000 (Doc. LXXXVII, n. 1)

La relatrice BIANCONI illustra la Relazione sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2000, su cui la Commissione è chiamata ad esprimere il proprio parere alla Giunta per gli affari delle Comunità europee per le parti di competenza, evidenziando in primo luogo come l’attuale Governo – dando così un forte segnale bipartisan – abbia ripresentato il medesimo documento già presentato dal Governo Amato allo scadere della XIII legislatura e che il precedente Parlamento non fece in tempo ad esaminare per il sopravvenuto scioglimento delle Camere. Ella ricorda poi che, a seguito delle modifiche normative introdotte dalla legge comunitaria per il 1998, tale relazione viene presentata alle Camere con scadenza annuale e rappresenta un momento importante di partecipazione dei Parlamenti nazionali alla “fase ascendente” del diritto dell’Unione europea. Il tempo trascorso tuttavia dalla predisposizione del documento stesso, nonché i tragici eventi nel frattempo intercorsi l’11 settembre, rendono necessari alcuni aggiustamenti e fanno sì che il Parlamento attenda ormai con maggiore interesse la nuova Relazione che il Governo si accinge a presentare il prossimo gennaio con riferimento all’anno 2001.
Passando all’analisi di dettaglio della Relazione in esame, la relatrice informa che essa è articolata in dieci capitoli, dedicati ai vari campi di attività dell’Unione, alcuni dei quali riguardanti da vicino le competenze della 7ª Commissione. In particolare, il primo capitolo sintetizza le conclusioni scaturite dal Consiglio europeo di Lisbona di marzo, dal Consiglio europeo di Feira di giugno e dal Consiglio europeo di Nizza di dicembre. Ella evidenzia quindi come, in occasione del primo dei vertici sopra richiamati, si sia affermata l’esigenza di imprimere un forte impulso all’ammodernamento del sistema della ricerca, di dare vita ad una rete europea ad altissima velocità per le comunicazioni scientifiche da realizzare anche con il sostegno della Banca europea per gli investimenti (BEI), di assicurare un adeguamento permanente della formazione dei lavoratori, di istituire partenariati fra scuole, centri di formazione, imprese e strutture di ricerca, di garantire a tutte le scuole l’accesso a Internet e alle risorse multimediali entro la fine del 2001, di garantire maggiore trasparenza alle procedure di riconoscimento delle qualifiche e infine di rimuovere gli ostacoli esistenti alla mobilità di studenti e docenti, nel tentativo di attrarre in Europa docenti sempre più qualificati.
Per quanto riguarda invece gli obiettivi individuati dal Consiglio europeo di Feira, ella fa riferimento all’intenzione di istituire un collegamento transatlantico a larga banda tra i centri di ricerca e di istruzione europei e statunitensi e di delineare una strategia dell’Unione diretta a cogliere le opportunità offerte dalle innovazioni introdotte dalla ricerca scientifica e a sottoporre a verifica i risultati raggiunti in tale campo. Viceversa, a Nizza, i quindici Capi di Stato e di Governo hanno evocato i progressi compiuti nella realizzazione dello Spazio europeo della Ricerca.
Sempre in relazione al primo capitolo, infine, ella ricorda come dalla presidenza di turno per il primo semestre 2001 siano state indicate alcune tematiche prioritarie, fra le quali l’apprendimento a lungo termine, l’impegno a dare impulso allo Spazio europeo della Ricerca e la rimozione entro il 2002 degli ostacoli esistenti alla mobilità dei ricercatori, al fine di attrarre i più dotati e qualificati fra di essi.
Anche il terzo capitolo della Relazione, dedicato al primo pilastro dell’Unione, interessa le competenze della Commissione, in considerazione del fatto che una particolare attenzione viene prestata innanzitutto al sistema dei brevetti, cui anche la Commissione ha dedicato la propria attenzione in occasione dell’esame di uno dei provvedimenti dei “100 giorni”, poi divenuto legge n. 248 di quest’anno. Al riguardo, l’Unione europea pensa di porre in essere un sistema unitario a livello comunitario, con riferimento al quale l’Italia è impegnata a difendere la lingua nazionale ed a garantire un sistema giurisdizionale comunitario decentrato, almeno in prima istanza.
Sempre nell’ambito del primo pilastro, un intero paragrafo è dedicato alla cultura, ricerca ed innovazione tecnologica e al riguardo la prima linea di azione indicata è la lotta al doping, argomento sul quale l’Italia si è già resa protagonista riuscendo a far approvare in sede comunitaria un apposito progetto di campagna televisiva. La posizione in materia dell’Unione europea è peraltro conforme alla Dichiarazione dell’ONU per il Millennio relativa alla promozione della pace e della comprensione reciproca grazie allo sport e alla tregua olimpica e del resto la 7^ Commissione ha dimostrato di essere in linea con queste esigenze approvando lo scorso 27 settembre i disegni di legge nn. 681 e 682 concernenti appunto la lotta al doping.
Proposte italiane sono state inoltre recepite dalla risoluzione approvata dal Consiglio cultura del 16 maggio a Bruxelles, relativa alla conservazione e valorizzazione del patrimonio cinematografico europeo, che fa espresso riferimento all’opportunità sollecitata appunto dall’Italia di mettere allo studio una Carta europea del restauro cinematografico. L’Italia ha altresì espresso la preoccupazione che nel settore cinematografico vengano applicati rigidamente i principi vigenti nei settori economici della Comunità, con il conseguente rischio che i sostegni nazionali vengano considerati in contrasto con il Trattato ed ha inoltre rinnovato la sua proposta di dare vita ad uno Spazio cinematografico europeo.
Coerentemente con dette posizioni, nel Consiglio Cultura del 23 novembre a Bruxelles, l’Italia ha contribuito all’approvazione di due risoluzioni relative la prima all’applicazione dei sistemi nazionali di fissazione del prezzo del libro e alla qualità architettonica dell’ambiente urbano e rurale e la seconda agli aiuti nazionali al cinema e all’audiovisivo, insistendo in particolare per ottenere il consenso degli altri Stati sul riconoscimento della fase della promozione cinematografica come momento a sé dell’iter che porta alla creazione filmica e ad annettere un ruolo speciale alle nuove tecnologie nell’industria di tale settore.
Per quanto riguarda infine la ricerca, la relatrice ricorda che le Presidenze di turno del 2000 – portoghese e francese – avevano messo a punto un apposito documento che ne definiva i nuovi orientamenti a livello europeo. A tale proposito il Consiglio Ricerca del 16 novembre, dopo aver dato conto dell’andamento del V Programma Quadro (valido per il periodo 1998-2002) ridefinendone obiettivi e priorità, ha collegato la realizzazione dello Spazio europeo della Ricerca con il VI Programma Quadro, sia sollecitando un maggiore raccordo fra programmi nazionali e iniziative di altro tipo, sia auspicando una maggiore sinergia con le iniziative regionali e i fondi strutturali.
Il Consiglio europeo di Feira ha poi adottato il Piano d’azione e-Europe 2002, che precisa le azioni politiche volte a favorire, entro il 2002, lo sviluppo rapido delle tecnologie digitali in vari settori, con riflessi positivi fra l’altro nei comparti dell’istruzione e delle reti di ricerca. In tale direzione, fra gli impegni dell’Italia per il 2001 figurano la salvaguardia degli aiuti nazionali al cinema e all’audiovisivo e l’implementazione del citato Piano d’azione e-Europe 2002. La relatrice rileva peraltro che, essendo ormai giunti quasi al termine del 2002, all’inizio del prossimo anno sarà opportuno procedere ad una verifica del rispetto dei predetti impegni assunti dall’Italia.
Ella dà quindi conto del quinto capitolo della Relazione che, riferendosi al sostegno dell’occupazione e alla politica sociale, richiama l’esigenza di una strategia globale incentrata sul ruolo fondamentale della persona umana come principale risorsa dell’Europa. Dal momento che i sistemi europei di istruzione e formazione dovranno essere adeguati alle esigenze della società dei saperi e alla necessità di migliorare il livello e la qualità dell’occupazione, offrendo possibilità di apprendimento adeguate alle diverse fasi della vita, il Consiglio ha conseguentemente invitato gli Stati membri ad avviare una serie di iniziative – di cui la relatrice dà analiticamente conto – volte a garantire un adeguato investimento nelle persone e ad assicurare loro un sistema di apprendimento valido lungo tutto l’arco della vita, quale elemento di base del modello sociale europeo. Infatti, la formazione lungo tutto l’arco della vita e gli abbandoni scolastici rientrano fra gli indicatori più rilevanti che il Consiglio europeo di Lisbona ha individuato ai fini della relazione di sintesi che la Commissione presenterà annualmente ai Consigli europei dedicati alla politica economica e sulla base dei quali gli Stati membri e l’Unione nel suo complesso verranno valutati in confronto agli Stati Uniti e al Giappone.
Da ultimo, la Relatrice riferisce sul sesto capitolo del Documento in esame, dedicato alla coesione economica e sociale. A tale proposito, ella evidenzia che, relativamente al primo dei tre obiettivi tradizionali dell’Unione, l’attuazione del Quadro comunitario di sostegno per le regioni del Mezzogiorno passerà attraverso 14 programmi specifici, di cui 7 regionali e 7 settoriali; fra questi ultimi 2 sono relativi rispettivamente alla ricerca e alla istruzione. A differenza del periodo 1994-1999, questi programmi dovranno essere completati da una nuova serie di documenti (cosiddetti “complementi di programmazione”) che non saranno negoziati fra l’Unione e lo Stato italiano, ma saranno decisi direttamente a livello nazionale o regionale e su questo piano l’Europa ci è maestra nel perseguire obiettivi più vicini alle esigenze della società civile e quindi nel conformarsi al principio di sussidiarietà.
Se le decisioni concernenti l’obiettivo 2 non interessano da vicino la Commissione istruzione, viceversa il Quadro comunitario e di sostegno specifico relativo all’obiettivo 3 (destinato all’Italia centrale e settentrionale) registra fra le proprie priorità l’adeguamento e l’ammodernamento dei sistemi e delle politiche per l’istruzione, la formazione e l’occupazione. Fra le linee di intervento relative a tale piano rientra lo sviluppo dell’istruzione, della formazione professionale e della consulenza nel contesto dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Esso sarà realizzato attraverso 15 programmi operativi regionali, riferiti a regioni non rientranti nell’obiettivo 1.
Propone conclusivamente l’espressione di un parere favorevole nei termini indicati.

7a Com. 13 Interrogazioni

Il sottosegretario APREA risponde all’interrogazione n. 3-00171 del senatore Menardi, concernente la decisione assunta dai dirigenti di alcuni istituti scolastici piemontesi di introdurre nel calendario scolastico due giorni di festività in concomitanza con l’inizio della celebrazione del Ramadan, in atto di rispetto nei confronti di alcuni alunni di fede islamica. Al riguardo, il Sottosegretario precisa che la deliberazione sopra richiamata di quegli istituti scolastici si inscrive all’interno del quadro normativo delineato dal testo unico sulla scuola, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, in base al quale l’anno scolastico, per le scuole di ogni ordine e grado, deve contemplare almeno 200 giorni effettivi di lezione. Nel rispetto di tale limite, oltre che delle direttive impartite in materia a livello regionale, all’autonomia delle singole istituzioni scolastiche è rimessa la fissazione dei calendari, secondo quanto stabilisce l’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275.
Per quanto concerne l’anno scolastico 2001-2002, l’ordinanza 29 marzo 2001, n. 59, ha richiesto ai direttori degli uffici scolastici regionali di deliberare in tema di inizio delle lezioni e di calendario scolastico entro il 31 maggio del corrente anno. La relativa deliberazione del direttore generale regionale del Piemonte ha rinviato ai consigli di circolo e di istituto ogni eventuale decisione in merito agli adattamenti del calendario scolastico, che avrebbero potuto essere effettuati non solo per esigenze derivanti dal piano dell’offerta formativa, bensì anche al fine di tenere conto delle caratteristiche di multietnicità delle classi e di consentire agli allievi il rispetto delle principali festività religiose. Il collegio dei docenti di un istituto comprensivo ha quindi avanzato all’unanimità al competente dirigente scolastico – che l’ha approvata – una proposta di calendario che, fra le sospensioni delle attività didattiche per l’anno scolastico in corso, prevedeva anche due giorni di festività relativi alla religione islamica, uno dei quali è stato fissato per il 17 novembre 2001.
L’intera procedura è stata pertanto conforme alla normativa vigente e alle direttive impartite dal dirigente dell’ufficio scolastico regionale per il Piemonte, né si è registrato alcun dissenso in merito a tale scelta. Il Sottosegretario evidenzia inoltre che, su 406 allievi iscritti presso quell’istituto comprensivo, gli extra comunitari sono 51, di cui 40 di religione islamica.
Il rappresentante del Governo ritiene tuttavia che una questione così delicata non possa essere risolta con un mero rinvio alla disciplina in vigore, richiedendo piuttosto una approfondita riflessione sia da parte del Governo che del Parlamento. A titolo personale, infatti, ella dichiara di veder riflesso il proprio pensiero in un articolo recentemente apparso sul Corriere della Sera, nel quale ci si appellava all’orgoglio dell’identità. Pur rispettando l’autonomia concessa agli istituti scolastici, sarebbe infatti opportuna una adeguata vigilanza affinché le scelte da essi adottate si informino non soltanto alle norme vigenti quanto anche alle più elementari regole di buon senso.

Interviene quindi il senatore MENARDI, interrogante, il quale, pur prendendo atto della risposta del rappresentante del Governo, esprime il proprio imbarazzo per la situazione determinatasi e si chiede quali esigenze derivanti dal piano dell’offerta formativa si siano intese soddisfare mediante un calendario scolastico di quel tipo. Egli denuncia peraltro il rischio che un atteggiamento culturale propendente per una eccessiva apertura ai valori di culture diverse possa mettere in discussione la già fragile identità culturale del Paese. Gli sforzi messi in atto dalle più alte istituzioni, a partire dallo stesso Presidente della Repubblica, per inculcare il rispetto della patria e dei suoi valori testimoniano dell’esigenza di tutelare l’identità culturale nazionale.
Nell’esprimere la propria preoccupazione circa l’esistenza di altre simili realtà, al di là dei dati conosciuti, e augurandosi che in futuro episodi del genere non abbiano più a ripetersi, ribadisce la propria convinzione per cui i valori dell’identità nazionale debbano prevalere sui doveri di ospitalità nei confronti degli stranieri che scelgono di vivere in Italia.

7a Com. 07 La Commissione esprime parere favorevole sulla proposta di nomina del professor Giovanni Trainito a Presidente dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione

08 – 29 novembre Governo

29 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 9.40 a Palazzo Chigi

Il Consiglio ha approvato, su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro della Difesa, Martino, un decreto-legge che dispone le necessarie risorse finanziarie per la partecipazione di contingenti militari all’operazione multinazionale “Enduring Freedom” contro il terrorismo. Il decreto disciplina altresì il trattamento economico e lo status giuridico del personale impegnato nella missione.
Contestualmente al predetto provvedimento è stato approvato un disegno di legge recante alcune modifiche di aggiornamento e di adeguamento al diritto internazionale umanitario della legislazione penale militare.
Il Consiglio ha poi condiviso l’iniziativa del Presidente Berlusconi di adottare, su proposta del Ministro Tremaglia, una direttiva per l’indizione della “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, che sarà celebrata ogni anno l’8 agosto. L’iniziativa, la cui ricorrenza coincide con quella della tragedia mineraria avvenuta nel 1956 a Marcinelle (Belgio), a ricordo dei minatori italiani deceduti, è finalizzata a mantenere viva la memoria, soprattutto per le nuove generazioni, del contributo in termini di sviluppo sociale, culturale ed economico fornito dai connazionali attraverso il lavoro ed il proprio sacrificio nei Paesi ospitanti. L’evento costituisce anche l’occasione per riscoprire i valori culturali e storici che hanno caratterizzato il processo di emigrazione dal nostro Paese e per comprendere meglio anche le ragioni e lo spirito di coloro i quali chiedono oggi di essere accolti in Italia. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 12,05.

21 Il Consiglio dei Ministri riunito alle ore 12.30 a Palazzo Chigi, ha approvato i seguenti provvedimenti:

su proposta del Presidente Berlusconi e dei Ministri di settore:
– un decreto-legge che provvede a prorogare e differire termini previsti da disposizioni legislative, in alcuni casi per esigenze sociali, politiche ed organizzative, in altri per consentire alle Amministrazioni, in relazione a recenti e complesse nuove leggi, di predisporre le opportune misure organizzative di attuazione. In particolare è stato deciso di posticipare: (…) – al 31 dicembre 2002 le operazioni relative alla costituzione dei nuovi organi collegiali della Scuola, nonché l’efficacia di alcune disposizioni connesse, contenute nel testo unico in materia di istruzione;
(…) su proposta del Presidente Berlusconi:
– uno schema di decreto legislativo che, attraverso modifiche ed integrazioni alla legge n. 675 del 1996 e al decreto n.171 del 1998, provvede ad adeguare la normativa in materia di protezione dei dati personali all’evoluzione sociale e tecnica nel frattempo intervenuta, introducendo, altresì, elementi di semplificazione e di razionalizzazione dell’impianto prescrittivo e sanzionatorio. Il riordino del quadro normativo sarà completato nei prossimi mesi con l’emanazione di un testo unico sull’intera materia. Viene tra l’altro previsto che, in caso di telefonate a numeri di emergenza, non possa essere disattivata la funzione di identificazione del numero chiamante. Vengono infine semplificate numerose procedure per la notifica dei trattamenti di dati sensibili da parte di cittadini e di imprese.
Sul provvedimento sarà acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari;
(…) Previa relazione del Ministro Bossi, il Consiglio ha avviato una articolata discussione sullo schema di disegno di legge recante modifiche agli articoli 116, 117, 118 e 123 della Costituzione, che sarà conclusa nelle prossime riunioni.
Il Consiglio ha inoltre adottato le seguenti deliberazioni:
(…) su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca:
– nomina del Prof. Giovanni TRAINITO a Presidente dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione.
La seduta ha avuto termine alle ore 15,25.

15 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 9,50 a Palazzo Chigi:

Il Consiglio, appositamente convocato, ha approvato due Note di variazioni al bilancio dello Stato per il 2002 e per il triennio 2002-2004, conseguente al voto parlamentare in prima lettura presso il Senato.
La prima Nota di variazioni riveste carattere esclusivamente tecnico, in quanto provvede ad aggiornare il bilancio a legislazione vigente a seguito degli effetti finanziari dei decreti-legge sull’Euro, sulle privatizzazioni e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, nonché della legge recante interventi per il rilancio dell’economia.
La seconda Nota di variazioni considera il disegno di legge finanziaria comprensivo degli emendamenti approvati dalla V Commissione e dall’Aula del Senato.
La seduta ha avuto termine alle ore 18,30.

Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 9,50 a Palazzo Chigi:

Il Presidente Berlusconi ed il Vicepresidente Fini hanno informato il Consiglio che nei prossimi giorni sarà istituito presso la Presidenza del Consiglio una struttura dipartimentale antidroga.
Su proposta del Ministro Maroni, il Consiglio ha approvato un disegno di legge delega (collegato alla Finanziaria) volto a realizzare obiettivi di prioritaria importanza nell’ambito del disegno riformatore del mercato del lavoro contenuto nel Libro Bianco.
Tali obiettivi riguardano:
a) la realizzazione di un mercato del lavoro trasparente ed efficiente;
b) il perseguimento di efficaci politiche della occupabilità prioritariamente rivolte ai lavoratori beneficiari di forme di integrazione al reddito;
c) la introduzione di tipologie contrattuali utili a realizzare l’adattabilità delle imprese e dei lavoratori e ad allargare la partecipazione al mercato del lavoro di soggetti a rischio di esclusione sociale;
d) il riconoscimento di un maggiore ruolo delle organizzazioni di tutela e di rappresentanza, con particolare attenzione alle forme bilaterali, in funzione tanto del conseguimento di “avvisi comuni”, quanto della gestione di attività utili alle politiche di occupabilità.
Misure per la occupabilità
Si tratta di interventi per accrescere l’efficienza del mercato, al fine di aumentare le possibilità occupazionali degli individui, con particolare riguardo alle fasce a maggiore rischio di esclusione sociale, valorizzando l’integrazione tra politiche passive e politiche attive del lavoro.
1. Si prevede una delega a legiferare in materia di collocamento pubblico e privato. Poiché la materia del mercato del lavoro, con particolare riferimento ai servizi pubblici per l’impiego, è di competenza delle Regioni (che potranno legiferare in modo concorrente sulla base della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), la nuova normativa in materia si pone come legislazione cornice che definirà gli ambiti entro i quali potrà esercitarsi la suddetta potestà legislativa concorrente.
2. Per il sistema di collocamento pubblico si prevedono interventi di semplificazione e riordino che fra l’altro attivano un coordinamento e raccordo tra operatori pubblici e privati, anche attraverso un sistema informativo e una “borsa continua” del lavoro.
3. Gli operatori privati potranno agire nell’incontro fra domanda e offerta sulla base di un regime autorizzatorio che supererà l’attuale oggetto sociale esclusivo delle società di lavoro temporaneo e delle agenzie di collocamento privato.
4. Viene superata la legge 23 ottobre 1960, n.1369, in materia di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro e disciplina degli appalti di manodopera, consentendo a soggetti privatistici, preventivamente autorizzati, di somministrare manodopera anche a tempo indeterminato, utilizzando la positiva esperienza del lavoro interinale.
5. Si riordina la materia degli incentivi finanziari all’occupazione, con particolare riferimento a categorie a rischio di esclusione sociale, ai processi di riemersione, alla trasformazione di assunzioni a termine in impiego stabile, a forme di lavoro a tempo parziale su base volontaria e alla trasformazione in contratti a tempo pieno.
6. Sono previste la revisione e la razionalizzazione del sistema degli ammortizzatori sociali e strumenti di sostegno al reddito, sulla base di un assetto delle tutele che non scoraggi la ricerca attiva di opportunità occupazionali, disponendo l’estensione a settori e situazioni attualmente non coperti e semplificando i procedimenti autorizzatori.
Misure per la adattabilità
Si tratta di interventi volti a realizzare una razionalizzazione delle tipologie contrattuali esistenti, nonché a introdurre contratti di lavoro innovativi, al fine di accrescere la flessibilità (sia pure regolata dalla contrattazione collettiva) del mercato del lavoro e assicurare un rapido adattamento tra esigenze delle imprese e bisogni dei lavoratori. Sono in particolare previste le seguenti misure.
1. Riordino dei contratti a contenuto formativo nel rispetto delle competenze delle Regioni e della nuova legge costituzionale, con particolare riferimento all’apprendistato inteso come strumento di formazione in alternanza, raccordato con il sistema della istruzione, e con speciale attenzione alla ridefinizione dei compiti del contratto di formazione lavoro, del tirocinio con finalità formative e del tirocinio di imprese.
2. Completamento della trasposizione della direttiva comunitaria del 1993 in materia di orario di lavoro, con particolare riferimento alla revisione della disciplina sul lavoro notturno e sul lavoro straordinario, nonché all’estensione ai settori commercio, turismo, pubblici esercizi ed agricoltura.
3. Riforma della disciplina del lavoro a tempo parziale con agevolazione del ricorso al lavoro supplementare ed alle clausole flessibili ed elastiche, disponendo altresì la integrale estensione di questa tipologia al settore agricolo.
4. Disciplina delle tipologie di lavoro (a chiamata, temporaneo, coordinato e continuativo, occasionale, accessorio e a prestazioni ripartite) per modernizzare l’attuale normativa lacunosa ed obsoleta; tutte queste forme contrattuali sono ampiamente diffuse in Europa e consentiranno di regolarizzare il mercato del lavoro, realizzando nel contempo un allargamento della base occupazionale.
5. Procedura per la certificazione dei rapporti di lavoro, al fine di ridurre il rischio di contenzioso nella qualificazione giuridica dei rapporti stessi, utilizzando enti bilaterali delle parti sociali o sedi amministrative per supportare le parti individuali del rapporto di lavoro nella ricerca delle forme contrattuali più confacenti alle reciproche aspettative.
6. Sperimentazione di un regime provvisorio, in deroga all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, per la durata di quattro anni, disponendo il risarcimento – in luogo del reintegro – del lavoratore ingiustamente licenziato. Tale sperimentazione potrà avvenire per favorire processi di riemersione dal lavoro non dichiarato, per incentivare trasformazioni di assunzioni a termine in impiego stabile e per incoraggiare la crescita occupazionale delle piccole imprese,che fino a 15 dipendenti hanno già questo regime.
7. Incentivazione dell’arbitrato volontario nella definizione delle controversie individuali di lavoro, ammettendo che il lodo arbitrale, pronunciato secondo equità, disponga in materia di licenziamento la reintegrazione o il risarcimento del lavoratore. Il lodo, provvisoriamente esecutivo nonostante la impugnazione proposta in unico grado, potrà essere contestato solo per vizi procedimentali.
Quanto al confronto con le parti sociali, il Consiglio ha convenuto di proporre alle stesse di procedere alla attività di normazione secondaria sui temi precedentemente richiamati con l’espressione di avvisi comuni su particolari materie, ovvero attraverso un confronto triangolare tra Governo, regioni e parti sociali.
Sono stati poi approvati i seguenti ulteriori provvedimenti, sempre collegati alla Finanziaria:
su proposta del Ministro Marzano:
– un disegno di legge recante misure per favorire l’iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza, ed in particolare la promozione di nuove imprese (piccole e medie), nonché lo sviluppo dell’economia informatica (new economy). Il provvedimento prevede altresì disposizioni in materia di proprietà industriale finalizzate al riordino della normativa di settore ed alla istituzione di sezioni giurisdizionali specializzate in materia. Ulteriori norme riguardano la delega al Governo in materia di biotecnologie, modifiche alla disciplina sulla RCA concernenti la denuncia di sinistro e la previsione del reato di truffa in assicurazione, nonché interventi di politica energetica;
su proposta del Ministro Frattini:
– un disegno di legge recante norme di razionalizzazione, di semplificazione dell’attività amministrativa e di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, al fine di migliorarne l’efficienza e l’economicità di gestione. Il provvedimento contiene in particolare norme relative all’istituzione dell’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione; disposizioni in materia di formazione e mobilità del personale; norme di semplificazione della documentazione amministrativa e di progetti innovativi; misure in favore degli enti di ricerca; disposizioni dirette a favorire la partecipazione italiana ad associazioni e fondazioni; norme in materia di difesa, di riordino del settore agricolo, per lo sviluppo delle tecnologie nelle comunicazioni, nonché in materia sanitaria, ivi compresa la delega per la trasformazione degli istituti di ricovero e cura in fondazioni;
su proposta del Ministro Matteoli:
– un disegno di legge recante disposizioni in materia ambientale.
Il provvedimento stanzia nel triennio 2002-2004 circa 65 milioni di euro (120 miliardi di lire) per interventi in campo ambientale.
Tra le disposizioni più significative contenute nel provvedimento si segnalano: l’istituzione degli Osservatori ambientali, cui è affidata la verifica del rispetto delle prescrizioni della valutazione di impatto ambientale sulle grandi opere; l’obbligo per gli uffici e le amministrazioni pubbliche di usare beni e manufatti in materiale riciclato per una quota pari almeno al 30%. Altri interventi riguardano la gestione delle aree marine protette, l’attuazione di un programma di comunicazione ambientale, la classificazione del combustibile da rifiuto come rifiuto speciale, anziché urbano, la nascita del “velocipide elettrico” (o veicolo “a pedalata assistita”) non inquinante, che potrà circolare senza le limitazioni previste per i ciclomotori;
su proposta del Ministro Lunardi:
– un disegno di legge recante disposizioni in materia di infrastrutture e di trasporti.
Nell’ambito del provvedimento vanno evidenziate le norme riguardanti:
– l’accelerazione dei procedimenti relativi al contenzioso in tema di opere pubbliche;
– le rilevanti modifiche della legge-quadro sui lavori pubblici n. 109 del 1994, in relazione al recente riassetto delle competenze statali e regionali;
– il programma per il miglioramento della sicurezza stradale sulla rete nazionale e gli interventi per la sicurezza degli aeroporti;
– le misure in favore delle imprese armatoriali che esercitano il cabotaggio e per il completamento della rete interportuale;
– gli interventi in materia di trasporto ferroviario e per lo sviluppo dello stesso per le merci. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 14.00.

08 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 9,30 a Palazzo Chigi:

(…) il Presidente Berlusconi ha manifestato la propria soddisfazione per l’esito del voto espresso ieri dal Parlamento in ordine alla partecipazione di contingenti militari italiani alle operazioni in Afghanistan. La convergenza politica delle forze di maggioranza e di larga parte di quelle di opposizione su una scelta così delicata ed importante è motivo di orgoglio per il Paese e per le stesse Forze armate che si apprestano a dare il loro contributo alla lotta contro il terrorismo internazionale. Il Presidente Berlusconi ha altresì svolto una relazione sulla riunione svoltasi domenica a Londra su iniziativa del premier Blair.
I Ministri Ruggiero e Martino hanno riferito, per le parti di rispettiva competenza, sull’intensa attività internazionale svolta negli ultimi giorni in ordine alla crisi afghana.
Il Ministro Scajola ha assicurato di avere impartito ulteriori disposizioni per intensificare (a seguito del coinvolgimento diretto italiano nelle operazioni di contrasto al terrorismo e delle recenti dichiarazioni rese da Osama Bin Laden) i controlli sul territorio nazionale.
Il Consiglio ha poi approvato i seguenti provvedimenti:
(…) su proposta dei Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maroni, e per le Pari Opportunità, Prestigiacomo:
– un disegno di legge finalizzato a determinare i livelli essenziali che devono essere assicurati negli asili nido per favorire la formazione e la socializzazione dei bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni, nonché per incentivare azioni di sostegno ai bisogni sociali dei genitori. Lo Stato, le regioni e gli enti locali concorderanno in sede di Conferenza unificata i criteri generali per l’equilibrato sviluppo dei servizi degli asili nido su tutto il territorio nazionale, i requisiti minimi organizzativi, gli obiettivi di formazione e socializzazione, nonché la ripartizione delle risorse finanziarie statali sulla base di specifici parametri (tassi di natalità, di occupazione delle donne con figli in età minorile, ecc.). Le Amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali possono istituire micro nidi all’interno delle proprie strutture, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. Restano ferme la competenza legislativa delle Regioni e le funzioni amministrative degli enti locali in materia di asili nido. Sul testo sarà acquisito il parere della Conferenza unificata;
su proposta del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Urbani:
– due disegni di legge finalizzati a disciplinare :
1) l’attività di tutela dei beni archeologici subacquei svolta dalle competenti Soprintendenze. Si tratta del primo provvedimento che disciplina in modo organico la materia e che assume particolare significato in relazione al fatto che il patrimonio sommerso, secondo le stime, è di notevole rilevanza. A tali fini, è istituita l’abilitazione di operatore archeologico subacqueo da conferire a personale dipendente dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, ovvero da concessionari espressamente autorizzati, previo rigorso accertamento di requisiti specifici;
2) il deposito legale dei documenti (stampati e pubblicazioni) di interesse culturale destinati all’uso pubblico. Il provvedimento ha la finalità di regolare in modo organico il deposito obbligatorio degli stampati e pubblicazioni allo scopo di conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana; a tal fine sono previste procedure snelle e semplificate; (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 13.05.

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