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Appello per una assemblea cittadina delle scuole

Appello per una assemblea cittadina delle scuole

lunedì 10 dicembre ore 16.30

Salone della Chiesa Valdese, via Spezio n. 43 (dietro il Teatro Politeama)

In queste ultime settimane, docenti, Ata, studenti e genitori hanno dimostrato che la Scuola non accetta supinamente ulteriori tagli.

Due scioperi nella scuola, le grandi manifestazioni del 27 ottobre a Roma, poi il 14 e il 24 novembre in tante città d’Italia, hanno bloccato l’aumento dell’orario di lavoro a parità di retribuzione e il disegno di legge Aprea-Ghizzoni.

Profumo e Monti sono in grande difficoltà: il primo sconfessa se stesso affermando la propria contrarietà al DdL Aprea-Ghizzoni, il secondo inveisce contro i docenti rei di “usare i giovani per perpetuare il loro corporativismo” e di essere indisponibili a lavorare di più gratis.

Affinché questi primi successi non rimangano isolati, invitiamo a discutere tutti insieme, docenti, Ata, studenti e genitori come proseguire e allargare le mobilitazioni in atto a Palermo e in tutto il paese.

Pertanto convochiamo un’assemblea cittadina, lunedì 10 dicembre alle ore 16.30 presso il Salone della Chiesa Valdese, in via Spezio n. 43 (dietro il Teatro Politeama).

Rsu,  docenti e Ata delle scuole:

S.M.S “GRAMSCI” – Palermo
L.S. “SAVARINO” – Partinico
L.A.S. “DAMIANI ALMEYDA” – Palermo
L.A.S. “CATALANO” – Palermo
S.M.S “LEONARDO DA VINCI” – Palermo
S.M.S. “BORGESE” – Palermo
I.C.S “ABBA-ALIGHIERI” – Palermo
I.T.C. “PARETO” – Palermo
I.T.I. “VOLTA” – Palermo
I.I.S.S. “MEDI” – Palermo
I.C.S. Vittorio Emanuele III
IPSOEA P.Piazza
L.S. B.Croce
L.S. Cannizzaro
L.S. Einstein
Liceo Danilo Dolci
Liceo  Margherita.

Stellacci attacca duramente i sindacati

Stellacci attacca duramente i sindacati

Roma – Il ventiquattresimo congresso dell’Uciim ha aperto i battenti nei giorni scorsi con la relazione del presidente uscente Giovanni Villarossa sulla attività svolta e con l’insediamento degli organi congressuali.
I lavori sono proseguiti oggi (ieri per chi legge) con tre interventi su : In dialogo per un nuovo modello di società, tenuti, il primo, dal prof. Gian Cesare Romagnoli, ordinario di politica economica dell’università Roma Tre che ha messo in rilievo, tra l’altro, l’importanza di un recupero del dialogo con le nuove generazioni.
Il secondo tenuto dal prof. Giuseppe Zanniello, presidente del corso di laurea di Scienze della Formazione dell’università di Palermo, che ha sviluppato il suo pensiero su cinque punti fondamentali, tra gli altri, ha messo l’accento sulle aspettative sociali della scuola, su quale scuola e quale società civile vogliamo e sulla necessità di favorire l’associazionismo scolastico.
L’ultimo è stato tenuto dal Capo Dipartimento Istruzione del Ministero dell’istruzione, università e ricerca che ha sottolineato come la scuola sia determinante sempre per lo sviluppo della società.
Ha, poi, puntato l’indice contro il mancato utilizzo da parte delle scuole, dei fondi per l’alternanza scuola-lavoro. Ci sono a disposizione 26 milioni di euro che spesso non si sanno utilizzare o si utilizzano male.
Occorre, ha continuato Stellacci, ripensare all’organizzazione scolastica, bisogna porre al centro della didattica un metodo laboratoriale, trasformare i propri metodi in laboratorio, in modo che i ragazzi si sentano costruttori del proprio sapere.
Il sapere deve essere unitario, il miglior settore della nostra scuola è quello primario, i settori successivi sono disuniti, frammentati.
Infine, un duro attacco ai sindacati, responsabili, secondo il capo dipartimento,  del mancato miglioramento della condizione dei docenti.

Uno scatto… di verità

Uno scatto… di verità

Cosa comporta il recupero dello scatto d´anzianità del 2011. Pollice verso della Gilda nei confronti di campagne di disinformazione

Occorre fare chiarezza sulle molte informazioni sbagliate che, in questi giorni, circolano nelle scuole sulla vertenza per il pagamento degli scatti, la quale si concluderà positivamente in sede ARAN mercoledì 12 dicembre.

Le cifre oggettive, comunicate dal governo, sono queste:

– Anno 2011
Somme occorrenti: 93 milioni
Somme disponibili: 101,89 milioni (risparmi certificati)

– Anno 2012
Somme occorrenti: 381 milioni
Somme disponibili: 117 milioni (86 + 31 risparmi certificati); 461 milioni non ancora assegnati (i 4/12 del 2012); 1.385 milioni (MOF 2013).

In concreto, fatte salve le poste per il pagamento delle ore eccedenti e degli IDEI (corsi di recupero), la somma prelevata dal MOF 2012/13 (che ricordiamo comprende anche il Fondo di Istituto), risulta essere inferiore a 300 milioni di euro. Al FIS resta sicuramente più di un miliardo di euro che la Gilda degli Insegnanti ritiene più che sufficiente a garantire le attività fondamentali legate al POF.

Esempio di quanto mediamente “entrerà nelle tasche” di un docente di scuola secondaria di secondo grado con il recupero degli scatti 2010 e 2011:
F. stip. 0-8           → Somme recuperate nella carriera € 23.745
F. stip. 9-14         → Somme recuperate nella carriera € 19.943
F. stip. 15-20       → Somme recuperate nella carriera 14.340
F. stip. 21-27       → Somme recuperate nella carriera     8.366
F. stip. 28-34       → Somme recuperate nella carriera     3.120
F. stip. 35 e oltre  → Somme recuperate nella carriera            0

La nostra mobilitazione ha permesso a tutti di recuperare nello stipendio tabellare le somme dovute con gli scatti, pensionabili e che incrementano la liquidazione, che altrimenti avremmo perso. La Gilda degli Insegnanti ha sempre sostenuto che il FIS sia da utilizzare per il miglioramento dell´offerta formatva, non per incarichi di carattere burocratico e amministrativo.

Chi parla di azzeramento del FIS, di lavoro obbligatorio aggiuntivo non retribuito e altre amenità, dice delle non verità per legittimare ancora una volta l´immagine stereotipata del sindacato di lotta.

Ricordiamo che tale atteggiamento ha portato negli ultimi anni la Flc-CGIL a non firmare gli accordi per l´immissione in ruolo dei precari (piano triennale di assunzioni) che ha consentito di stabilizzare più di 80.000 precari della scuola negli ultimi due anni e a non firmare l´accordo per il riconoscimento degli scatti del 2010.

Paradossale è anche che la Flc-CGIL accusi la Gilda e le altre OO.SS. che hanno promosso la vertenza sugli scatti di aver rotto l´unità sindacale. Vorremmo ricordare alla Flc-CGIL che fino a pochi giorni or sono era d´accordo con le motivazioni che avevano portato all´indizione dello sciopero sugli scatti e sull´orario. Nel giro di poche ore ha cambiato radicalmente idea accusando le altre OO.SS. di tradimento.

Tale atteggiamento è inaccettabile e confidiamo che i docenti sappiano valutare adeguatamente tra chi ha, a viso aperto e con correttezza, difeso le ragioni della categoria e chi invece cerca di sfruttare strumentalmente il pesante disagio degli insegnanti, derivato da anni di riforme che hanno penalizzato la scuola pubblica e la funzione centrale della docenza.

IMU alle scuole: più scuola, più scuole, per tutti!

L’AIMC sull’IMU alle scuole: più scuola, più scuole, per tutti!

In una fase di reale crisi, come quella che sta attraversando il nostro Paese, è doveroso che chi ha la pesante responsabilità di governo chieda sacrifici e trovi soluzioni, anche impopolari, ma necessarie nell’ottica del perseguimento del bene comune e nel supremo interesse della Repubblica.

Vi sono, però, campi che afferiscono alla persona, alla sua dignità, al suo benessere e al suo sviluppo che sono, e devono restare, intangibili. Educazione e istruzione, sanità, cultura, assistenza – in particolare ai disabili e ai minori –, sono dimensioni di civiltà per un popolo e per una Nazione. Gli ultimi provvedimenti del Governo sembrano, purtroppo, seguire una cieca e semplificatoria “logica”, dettata da esigenze di cassa legate all’immediato, piuttosto che dal cercare soluzioni forse più complesse, ma di minore impatto sociale.

L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) considera fortemente penalizzante per l’intero sistema scolastico pubblico l’imposizione dell’Imposta MUnicipale propria (IMU) alle scuole gestite da enti non profit. Introdurre il pagamento dell’IMU per attività legate al mondo dell’educazione e istruzione non può che avere ripercussioni negative sugli alunni, ragione d’essere di ciascuna e di tutte le scuole appartenenti al sistema scolastico pubblico, così come delineato dalla Legge 62/2000 della Repubblica.

Aumentare la pressione impositiva in una congiuntura economica già difficile e complessa significa decretare l’inevitabile chiusura di molte istituzioni scolastiche paritarie, in particolare del mondo cattolico, che al pari delle statali fanno del servizio alla persona la loro ragione d’essere. La contemporanea riduzione di fondi al sistema scolastico pubblico e la richiesta di nuove tasse potrà, forse, riempire un po’ le casse, ma renderà, sicuramente, il nostro Paese più povero di fronte alle nuove generazioni e al loro futuro.

Scatti di anzianità

Scatti di anzianità – I sindacati svendono i lavoratori della scuola a basso prezzo.
Il recupero parziale degli aumenti stipendiali sarà pagato dallo stesso Miur attraverso il taglio progressivo del Mof, destinato a docenti e Ata per svolgere le attività di supporto alla didattica. Ma questi rappresentanti della categoria sanno che i diritti non si contrattano? Poco male: la politica del ‘panem et circenses’ questa volta finirà nei tribunali della Repubblica italiana.

Svenduti a basso prezzo. È questo il destino dei lavoratori della scuola, dopo aver avuto oggi conferma da Cisl, Uil, Snals e Gilda che il recupero parziale degli scatti di anzianità saranno pagati dallo stesso Ministero dell’Istruzione attraverso il taglio progressivo del Mof, il Miglioramento dell’offerta formativa, destinato a docenti e Ata per svolgere le attività di supporto alla didattica.

Premesso che questa operazione appare davvero insoddisfacente, poiché va sempre a discapito degli stessi lavoratori, va sottolineato che se i “nobili” sindacati rappresentativi avessero ragione dovremmo allora ritornare alla maturazione degli scatti prevista nelle date indicate nei cedolini dello stipendio del 2010. Ma le cose non stanno così.

“La politica del ‘panem et circenses’ – sostiene Marcello Pacifico, presidente dell’Anief – questa volta finirà nei tribunali della Repubblica italiana. Dove migliaia di lavoratori si sono rivolti per ottenere il diritto allo sblocco del contratto di lavoro e al riconoscimento degli aumenti automatici stipendiali reali, previsti dal CCNL. In questo modo otterremo dei risultati veri. Senza minare la dignità professionale di docenti e Ata. E senza mercanteggiare sulle altre risorse, tra l’altro già ridotte all’osso dai tagli draconiani degli ultimi 6 anni, destinate al migliore funzionamento della scuola”.

L’Anief ricorda che il fatto stesso che da diverse settimane continuino ad arrivare segnalazioni sulla mancata ricostruzione di carriera del personale assunto nel 2010, proprio a seguito del blocco degli scatti di anzianità nel triennio 2010-1013, è la riprova che già l’apparente soluzione trovata lo scorso anno da Cisl, Uil, Snals e Gilda non dava adeguate garanzie. E questo semplicemente perché quei soldi non sono più recuperabili. Quindi c’è poco da stare tranquilli: quanto annunciato oggi dai sindacati, dopo l’incontro all’Aran, è tutt’altro che un punto di arrivo. L’unico modo per assicurarlo è, invece, un intervento esterno imposto dal tribunale.

“Piuttosto che avanzare una semplicistica soluzione – commenta ancora il presidente dell’Anief – i sindacati avrebbero fatto bene a puntare i piedi.  Perché i diritti dei lavoratori non possono essere contrattati. Per questa ragione il nostro sindacato continuerà a raccogliere adesioni dal personale della scuola, al fine di impugnare la Legge 122/2010 ed ottenere quel risultato, sugli scatti indebitamente sottratti, già raggiunto dai magistrati e dagli avvocati dello Stato a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dato loro pienamente ragione”.

Scatti di anzianità

Scatti di anzianità: si conferma il gioco delle tre carte sulla pelle dei lavoratori
Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
Dopo il primo incontro di oggi, 6 dicembre 2012, presso l’ARAN sul pagamento degli scatti di anzianità si conferma quanto la FLC CGIL ha sempre dichiarato. Si tratta del gioco delle tre carte dove c’è una sola certezza. Si perde sempre. Perdono i lavoratori che pagano con il loro salario accessorio gli scatti, perde la scuola che avrà meno risorse per il miglioramento dell’offerta formativa, perdono gli studenti che avranno meno qualità.

Il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, che costituisce il salario accessorio del personale della scuola, sarà infatti decurtato a regime del 25% come ci è stato oggi confermato.

Inoltre, per coloro che scatteranno nei prossimi anni, la strada è già segnata: si attinge di nuovo al salario accessorio, che nell’arco di un triennio sarà completamente azzerato.

Per la FLC CGIL questo passaggio rappresenta un ulteriore taglio di questo Governo ai diritti, ai salari e alla qualità della scuola pubblica.

Scatti di anzianità

Si è appena concluso l’incontro all’ARAN che abbiamo ottenuto con la nostra azione di mobilitazione.

Le condizioni per chiudere presto e bene la trattativa sul recupero degli scatti ci sono: abbiamo avuto conferma, viste le cifre presentate dall’ARAN, che è possibile ottenere un buon risultato, salvaguardando una parte importante della retribuzione di tutti, ferma restando una dotazione significativa di risorse per il salario accessorio.

I conti ci dicono che per il MOF (Miglioramento dell’Offerta Formativa) resta circa un miliardo di euro: nessun azzeramento del fondo, dunque, come qualcuno strumentalmente afferma.

Siamo certi che la soluzione individuata per ridare validità al 2011 ai fini delle progressioni economiche risponda a un interesse cui va data oggi priorità (la difesa del salario fondamentale di tutti) e incontri anche le attese dei lavoratori, che attendono da tempo la conclusione di una vicenda trascinatasi troppo a lungo.

I lavoratori non hanno bisogno di parole, ma dei fatti che derivano dalla capacità del sindacato di fare scelte in modo accorto e responsabile.

 

Francesco Scrima – Cisl Scuola

Massimo Di Menna – Uil Scuola

Marco Paolo Nigi – Snals

Rino Di Meglio – Gilda

Scatti di anzianità

Scatti di anzianità: negoziato rapido
Incontro ARAN/Sindacati

Verso la conclusione – fissato l’incontro mercoledì 12

Il presidente dell’Aran ha illustrato i contenuti dell’Atto di indirizzo da parte del Governo, finalizzato al riconoscimento dell’anno 2011 ai fini della progressione economica ed al pagamento degli scatti con relativi arretrati.A tal fine sono state confermate le fonti di finanziamento,risparmi certificati e quote a carico del Mof.L’Aran si e’ impegnata a predisporre gli approfondimenti tecnici ,necessari per la stesura di una proposta di intesa.

Il presidente ha ricordato che l’atto di indirizzo indica tempi rapidi per la conclusione del negoziato, stante l’esigenza di assegnare alle scuole le risorse del fondo.

I sindacati scuola Uil, Cisl, Snals, Gilda hanno apprezzatola disponibilità dell’Aran,e ,sulla base dell’Atto di indirizzo, hanno confermato la disponibilità a sottoscrivere l’accordo e indicato la esigenza dei lavoratori della scuola che il negoziato sia concluso nel prossimo incontro.

Per la Uil scuola hanno partecipato Di Menna, Turi, Proietti e Lacchei.

È stato concordato per mercoledì 12 dicembre un incontro che avrà carattere conclusivo. Sarà la no stop.

MIUR condannato a 66.000 Euro per lite temeraria

Ricorsi Pettine ANIEF: MIUR condannato a 66.000 Euro per lite temeraria

Nuovi successi ANIEF presso i Tribunali del Lavoro per i ricorsi Pettine. Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli ottengono altre 16 immissioni in ruolo in favore dei nostri iscritti e la condanna del MIUR per responsabilità aggravata per il reiterato e intenzionale inadempimento degli innumerevoli ordini giudiziali ottenuti in questi anni dal nostro sindacato.
Presso il Tribunale di Gela (CL) soddisfacente successo per l’ANIEF e per i suoi legali sul territorio, Claudio Cutrera e Graziano Baglio, che ottengono dai giudici l’immediata immissione in ruolo retrodatata di due nostri iscritti e la condanna del MIUR per inadempimento degli ordini giudiziali. La decisione presa dal MIUR di “accantonare” le immissioni in ruolo che sarebbero spettate ai ricorrenti ANIEF legittimamente inseriti “a pettine” nelle graduatorie d’interesse è stata, infatti, definita dal Giudice una pratica che ha generato un’attesa “temeraria” in quanto non era ravvisabile “alcuna necessità di aspettare la conclusione del presente giudizio, stante le chiare indicazioni della giurisprudenza amministrativa e costituzionale”.
Il MIUR è stato, pertanto, condannato ex art. 96, comma 3, c.p.c. al pagamento in favore dei ricorrenti ANIEF non solo delle intere spese processuali quantificate in un totale di € 3.000, ma di ulteriori 6.000 Euro in quanto “il comportamento ostruzionistico del Ministero resistente, nonostante le numerose decisioni giurisprudenziali – soprattutto alla luce delle pronunce di incostituzionalità del Giudice delle Leggi – è da ritenere grave e non giustificato”.
Identica sentenza ottengono i nostri legali nazionali Fabio Ganci e Walter Miceli presso il Tribunale di Termini Imerese (PA) con una straordinaria vittoria che decreta l’immissione in ruolo con decorrenza giuridica ed economica dal 1° settembre 2009 di ben 12 nostri iscritti e la definitiva condanna nei confronti del MIUR per lite temeraria che costa al Ministero dell’Istruzione 60.000 Euro a titolo di risarcimento danni in favore dei ricorrenti patrocinati dai nostri legali e 18.000 Euro di spese legali.
Anche l’Avvocato Tiziana Sponga, legale ANIEF sul territorio, continua la sua inarrestabile serie di successi in Tribunale e ottiene dal Giudice del Lavoro di Ferrara l’immissione in ruolo di due nostre iscritte con conseguente condanna alle spese per il MIUR per un totale di € 5.280. Nelle due sentenze, di identico tenore, il Giudice ha evidenziato “la matrice privatistica della condotta datoriale adottata dal MIUR nella vicenda” e ha concluso per l’irrilevanza delle argomentazioni del MIUR ribadendo che il diritto all’immissione in ruolo è da considerarsi “un diritto soggettivo pieno della ricorrente a fronte del quale le osservazioni del MIUR appaiono peraltro del tutto generiche ed ipotetiche”.
L’ANIEF aveva più volte denunciato l’illecito comportamento del MIUR, la sua pervicace ostinazione nel mancato adempimento delle pronunce ottenute in questi anni in favore dei propri iscritti e il totale spregio dei dettami costituzionali; ora il giovane sindacato, che da subito si era schierato in favore del merito, del diritto e della libera circolazione dei lavoratori sul territorio nazionale, accoglie con compiaciuta soddisfazione le pronunce di definitiva condanna espresse dai Giudici nazionali nei confronti delle “code della vergogna”.

Personale ATA: 13 dicembre ore 10.00, sit-in davanti al MIUR

Personale ATA: 13 dicembre ore 10.00, sit-in davanti al MIUR

La FLC CGIL chiede la stabilizzazione per tutti i posti liberi del personale ATA e la cancellazione delle norme che prevedono la riduzione dei diritti retributivi dei lavoratori. La nostra piattaforma su cui chiamiamo alla mobilitazione.
La situazione dei lavoratori ATA (amministrativi, tecnici, ausiliari) della scuola è aggravata dagli interventi normativi degli ultimi mesi: dimensionamento, spending review, operazioni di inizio anno scolastico, legge di stabilità, circolari varie.

Il sit-in nazionale che abbiamo organizzato per il 13 dicembre 2012 alle ore 10.00 davanti al MIUR, si svolgerà contemporaneamente anche davanti ad Uffici Scolastici Regionali e Prefetture di ogni città e vuole richiamare l’attenzione a questa vera e propria emergenza nella scuola, che ha messo a rischio i diritti dei lavoratori e l’efficacia ed efficienza del servizio scolastico.

La nostra posizione

Ancora una volta ribadiamo che la stabilizzazione del personale ATA è una delle nostre priorità.
Blocco delle immissioni in ruolo, blocco delle indennità, taglio degli organici, anarchia amministrativa, aggravio dei carichi di lavoro a parità stipendiale, molestie burocratiche, transito forzoso dei docenti inidonei e ITP nei ruoli ATA. Questa vergogna deve finire!
Le nomine in ruolo attese da settembre 2012 sono ferme, nonostante siano già state previste dalla legge. In questi giorni abbiamo inviato diffida legale al MIUR per l’assenza delle immissioni in ruolo previste dal piano triennale.

Questa la piattaforma su cui chiamiamo alla mobilitazione tutto il personale ATA della scuola.

 

Scuola: il personale ATA sempre più discriminato

Blocco delle immissioni in ruolo, blocco delle indennità, taglio degli organici, anarchia amministrativa, aggravio dei carichi di lavoro dovuto a molestie burocratiche. Questa vergogna deve finire. Le iniziative della FLC CGIL e il sit-in del 13 dicembre a Roma.

Nell’indifferenza generale si sta perpetrando una pesante discriminazione sociale nei confronti del personale Amministrativo Tecnico e Ausiliario (ATA) della scuola.
Le immissioni in ruolo attese da settembre 2012 sono ferme, nonostante siano già state previste dalla legge. Come quelle dei docenti, per fortuna già avvenute, sono operazioni a “costo zero” perché si tratta della copertura di posti esistenti per cui lo Stato paga un supplente o un precario.

Ma non finisce qui, questo l’elenco: il congelamento di ben 8.500 posti ATA (Assistenti, Collaboratori Scolastici e DSGA), la mancata retribuzione degli AA che svolgono la funzione superiore di Direttore dei Servizi generali e Amministrativi (DSGA), l’ingiusta riduzione, a partire dal 1 gennaio 2013, del compenso loro spettante, la mancata emanazione dell’atto di indirizzo per la trattativa sulla retribuzione dei DSGA che sono costretti a reggere, oltre alla scuola di titolarità, quelle cosiddette “sottodimensionate”, il congelamento di circa 3.500 posti di assistente tecnico laddove nella provincia ci siano ITP in soprannumero, il continuo taglio di organici, soprattutto DSGA e collaboratori scolastici, per effetto dei piani di dimensionamento.

In questo scenario generale si aggiunge il continuo aumento dei carichi di lavoro dovuti agli aggravi amministrativi. Con le nuove regole per la liquidazione dei compensi al personale supplente breve, gli assistenti amministrativi dovranno per un anno supportare STP nell’elaborazione delle liquidazioni secondo le modalità richieste. Infatti, l’elaborazione e trasmissione dei dati retributivi e giuridici a SPT, dovranno essere espletate comunicando la liquidazione al lordo dipendente per ciascun assegno, scorporando le varie voci.

Anche l’introduzione della Tesoreria Unica non facilita il lavoro del personale delle segreterie, sia come quantità, sia come laboriosità.
Ugualmente la Circolare n. 25, contenente gli schemi di relazione illustrativa e tecnico- finanziaria che debbono corredare i contratti integrativi, si configura ancora come l’ennesima molestia burocratica nei confronti dei DSGA.

Ulteriori molestie burocratiche: l’adempimento obbligatorio dell’Istat sul censimento generale dell’industria e dei servizi 2011; nonché i continui monitoraggi, come quello aggiuntivo sui residui attivi.
Tutte queste incombenze gravano ancora una volta sul personale, nonostante la riduzione continua dovuta ai tagli degli organici, a parità di stipendio e senza nessuna certezza sul salario accessorio.

Ce n’è di che protestare. Il sit-in del 13 dicembre

La FLC CGIL proseguirà la sua battaglia a fianco del personale ATA nelle piazze e nei tribunali.
Il prossimo appuntamento è il 13 dicembre prossimo con un sit-in di fronte al MIUR e al Dipartimento della Funzione Pubblica a Roma per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su queste discriminazioni e soprattutto sulle ferite che l’efficienza e l’efficacia del servizio scolastico stanno subendo da queste sciagurate politiche del governo.

Questa la piattaforma su cui chiamiamo alla mobilitazione il personale ATA della scuola.

Basta con la discriminazione ai danni dei Collaboratori scolastici che non vengono immessi in ruolo
La legge di revisione della spesa ha stabilito che circa 3.000 inidonei (docenti che per causa di malattia sono impossibilitati a insegnare) e ITP provenienti dagli Enti locali vengano impiegati nelle segreterie scolastiche in qualità di Assistenti amministrativi (AA) o nei laboratori come assistenti tecnici. È un provvedimento vergognoso, sia perché non si costringono le persone a fare un lavoro che non possono e non sanno svolgere, sia perché il servizio di segreteria e di laboratorio non può essere affidato a personale non formato in quel campo.

Questa norma va ritirata, ma il Governo non prende nessuna decisione.
E intanto sono bloccate le immissioni in ruolo di tutto il personale ATA, non solo degli Assistenti.
Che senso ha bloccarle per i Collaboratori scolastici (CS) e per tutte le altre figure ATA? Evidentemente è un puro pretesto, per non immettere in ruolo ben 5.500 ATA in maggioranza CS.
Tutto ciò deve finire. Non è sufficiente aver nominato i CS fino al 31 agosto: occorre immetterli in ruolo. Nessuno ostacolo impedisce che tali assunzioni previste dalla legge abbiano luogo.

Basta con la discriminazione ai danni degli Assistenti amministrativi e tecnici che non vengono immessi in ruolo
Analoga sorte, blocco immissione in ruolo, sta toccando agli assistenti e alle altre figure ad essi equiparati. Anzi, per loro, a causa dell’incapacità del Governo di risolvere la questione dei docenti inidonei, non vi è stata neppure la nomina fino al 31 agosto, ma solo fino a “nomina dell’avente diritto”. Con che funzionalità per le segreterie scolastiche e laboratori e con quale disagio per il personale e per gli studenti non è difficile immaginare.

Anche questa incertezza deve finire.

Pagare le Indennità di funzioni superiori agli Assistenti amministrativi che svolgono le funzioni di DSGA
Per una strana forma di anarchismo amministrativo si verifica che le Ragionerie dello Stato si siano arrogate il diritto di bloccare il pagamento delle indennità di funzioni superiori degli AA che svolgono la funzione di DSGA, nonostante la circolare MIUR sul programma annuale 2012 sia chiara sull’obbligo al pagamento. Eppure in alcuni casi l’amministrazione ha addirittura bloccato lo stipendio mensile degli assistenti.

La FLC CGIL per tutelare i lavoratori ha fatto ricorso. E puntualmente i tribunali hanno riconosciuto i diritti dei lavoratori. A danno dell’erario, giacché l’amministrazione soccombente ha dovuto pagare le spese processuali. Uno spreco di cui qualcuno dovrà pur rispondere.

Fino a quando il MIUR consentirà questa costosa anarchia dell’Amministrazione e questa ingiustizia a danno del personale?

Ripristinare la giusta misura dell’indennità di funzioni superiori

Il MIUR ha deciso di inserire nelle legge di stabilità una norma per chiarire che l’indennità di funzioni superiori è una spesa fissa e ricorrente da porre a carico del MEF. Ma questo atto di buona volontà si è trasformato in una nuova beffa per gli assistenti amministrativi i quali si vedranno decurtato questo compenso dall’anzianità stipendiale posseduta. Se questa norma andrà in porto alcuni colleghi ci rimetteranno anche 300 euro al mese. Una norma ingiusta e anti sindacale di cui la FLC ha chiesto il ritiro. Per questi colleghi chiediamo una soluzione chiara e definitiva dal punto di vista sia economico che giuridico. Per loro chiediamo anche l’immediata riapertura della mobilità professionale. Essi lavorano da molti anni sui posti vacanti di DSGA, ma per un’errata interpretazione delle leggi Brunetta il Ministero non fa ripartire i passaggi ai profili superiori.

Pagare i DSGA che reggono le scuole sottodimensionate

Una rovinosa e affrettata operazione di dimensionamento delle istituzioni scolastiche conseguente alla legge 111/2011 ha determinato la creazione di scuole “sottodimensionate” che non possono avere Dirigenti e DSGA titolari, ma solo reggenti.

Ma il Governo non emana ancora l’atto di indirizzo per aprire la specifica sequenza negoziale che sancisca la giusta retribuzione per questa gravosa incombenza.
In questo vuoto normativo e contrattuale, nelle scuole sottodimensionate il diritto all’indennità di direzione parte variabile a carico del FIS da parte del DSGA reggente è oggetto di atteggiamenti e interpretazioni diverse.

Fermare le interpretazioni fantasiose e arbitrarie delle Ragionerie Territoriali dello Stato
Si metta fine tramite una cooperazione interistituzionale alle interpretazioni unilaterali delle Ragionerie Territoriali dello Stato che hanno bloccato il pagamento degli istituti contrattuali e hanno omesso il visto di regolarità alle ricostruzioni di carriera elaborate dal SIDI del personale confermato in ruolo a decorrere dal 2011. Questi interventi delle RTS oltre che danneggiare i lavoratori appesantiscono il lavoro delle segreterie ed espongono l’Amministrazione ad un vasto contenzioso.

Bandire subito il concorso ordinario a DSGA

Sono passati oltre 12 anni dall’avvio dell’autonomia scolastica senza che il MIUR abbia mai bandito un concorso ordinario per DSGA, nonostante la corte dei Conti abbia autorizzato la copertura di 450 posti. Anche questa vergogna deve finire: si bandisca subito il concorso e si immettano in ruolo i DSGA sui posti liberi per dare stabilità e continuità alla gestione dei servizi amministrativi.

Scatti biennali ai precari

Scatti biennali ai precari: l’ANIEF vince ancora in Tribunale

 

Nuovi successi in Tribunale per i ricorsi patrocinati dall’ANIEF: pieno accoglimento delle richieste dei docenti precari che si sono affidati alla capacità e all’esperienza dei nostri legali per vedersi riconosciuto il diritto alla medesima progressione stipendiale dei docenti di ruolo. Sul punto vengono accolti i ricorsi patrocinati dall’Avv. Leonardo Tovoli presso il Tribunale di Livorno, dall’Avv. Irene Lo Bue presso il Tribunale di Piacenza, dall’Avv. Fortunato Niro presso il Tribunale di Reggio Emilia.

Le sentenze ottenute dall’ANIEF, tutte di identico tenore, riconoscono il diritto dei docenti precari alla parità di trattamento retributivo rispetto ai docenti a tempo indeterminato. In particolare, il Giudice del Lavoro di Reggio Emilia rileva che “nel caso della disciplina italiana, non si rinviene alcuna ragione espressa per il diverso trattamento, né l’Amministrazione resistente è stata in grado di addurne nel caso in esame. Né naturalmente una ragione oggettiva può essere ravvisata nell’esigenza di contenimento della spesa, perché ciò equivarrebbe a dire che il peggior trattamento trova giustificazione in sé stesso e non si spiegherebbe perché, a parità di condizioni, tale contenimento debba essere garantito dai docenti temporanei anziché da quelli di ruolo, a parità di mansioni e condizioni”.

Dando piena ragione a quanto da anni sostenuto dall’ANIEF, dunque, il Giudice conviene che gli anni di precariato sono a tutti gli effetti equiparabili agli anni di lavoro a tempo indeterminato e che “lo scatto di anzianità ha la funzione di parametrare il trattamento retributivo alla progressiva acquisizione di una maggior professionalità e competenza del lavoratore. Esso, in sostanza, tiene conto della maturazione della sempre più ampia esperienza che ciascun docente consegue in forza del protratto svolgimento della propria prestazione”.

L’ANIEF denuncia da anni la violazione da parte del MIUR del principio di non discriminazione nei confronti dei lavoratori a tempo determinato sancita dalla normativa europea e per questo i Giudici del Lavoro di tutta Italia continuano ad accogliere le richieste del nostro sindacato e accertano il diritto dei nostri iscritti alla medesima progressione stipendiale spettante ai docenti in ruolo. Finché il Ministero dell’Istruzione continuerà a perpetrare questa iniqua discriminazione, l’ANIEF continuerà la sua azione legale per garantire pari dignità ai lavoratori della scuola a tempo determinato.

Il MIUR ripartisce i posti per le abilitazioni A077

Il MIUR ripartisce i posti per le abilitazioni A077

Il Coordinamento Nazionale Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (CNAFAM) comunica l’emanazione da parte del MIUR del D.M. n. 192 del 29/11/2012, con il quale il Ministero determina per gli anni accademici 2012/13 e 2013/14 la ripartizione dei posti disponibili in ciascun Conservatorio di Musica per le immatricolazioni ai corsi di II livello ad indirizzo didattico per la classe di concorso A077.

Nel Decreto Ministeriale si fa riferimento alla nota della Direzione Generale per il Personale Scolastico prot. n. 6957 del 20 settembre 2012, con la quale è stata comunicata la previsione del fabbisogno per la formazione personale docente nelle scuole secondarie di I grado relativa alla classe di concorso A077, pari a complessivi 1.164 posti per il triennio 2012-2015.

Al fine di programmare l’organizzazione didattica delle Istituzioni interessate in relazione alla previsione dell’offerta formativa annua, e razionalizzare i costi di funzionamento dei corsi, il MIUR ritiene coerente –  in relazione alla organizzazione didattica delle istituzioni superiori di studi musicali, e tenuto conto della peculiarità dell’insegnamento riferito allo strumento musicale – di fissare in dodici unità il numero annuo di studenti da ammettere per ciascun Conservatorio (suddivisi nelle varie sottoclassi relative a ciascuno strumento), elevabile sino ad un massimo di quindici per le regioni ad alta previsione di fabbisogno: Calabria, Molise, Toscana, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il risultato è che per gli a.a. 2012/2013 e 2013/2014 il numero totale dei posti è 1.128, distribuiti nei Conservatori di Musica italiani che hanno attiva al proprio interno la Scuola di Didattica della Musica.

L’avvio dei corsi biennali di II livello ad indirizzo didattico per la classe di concorso A077 sembra a questo punto imminente.

Domenico Piccichè
Referente Nazionale CNAFAM

L’UCIIM a congresso

L’UCIIM a congresso

L’Uciim, unione cattolica di insegnanti medi, associazione di dirigenti scolastici, docenti e formatori, si riunirà in Congresso dal 6 al 9 dicembre prossimi.
L’assise nazionale chiama a raccolta gli iscritti per eleggere il nuovo presidente e il consiglio centrale che dirigeranno l’associazione per i prossimi tre anni.
L’appuntamento è presso la struttura alberghiera Duca d’Este di Tivoli Terme in provincia di Roma dove i congressisti si confronteranno sul tema: Oltre la crisi, la scuola in dialogo.
Ricco e interessante il programma della quattro giorni.
Il primo giorno il presidente in carica Giovanni Villarossa, relazionerà sul proprio operato e presenterà le tematiche del congresso. Poi, saranno insediati gli organi congressuali.
Il secondo giorno, sulla tematica In dialogo per un nuovo modello di società, relazioneranno il Prof. Gian Cesare Romagnoli – Ordinario di Politica Economica – Università Roma Tre, il  Prof. Giuseppe Zanniello – Presidente Scienze della formazione – Università di Palermo e la Dott.ssa Lucrezia Stellacci – Capo Diparimento Istruzione MIUR. Sono stati invitati a partecipare il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e gli ex ministri Giuseppe Fioroni e Maria Stella Gelmini.
Molto ricco il pomeriggio che vedrà confrontarsi i congressisti sul tema Etica, politica, educazione.
Nuccio Fava, Presidente Associazione Giornalisti europei, coordinerà la tavola rotonda alla quale siederanno l’On.le Fabio Granata, Componente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera dei Deputati – FLI; la Dott.ssa Giulia Rodano, Responsabile Dipartimento Cultura e Istruzione – IDV; l’On.le Paola Goisis, Componente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera dei Deputai – LN; l’On.le Giovanni Bachelet, Presidente Forum nazionale politiche dell’istruzione – PD; l’On.le Valenina Aprea – Assessore P.I. Regione Lombardia – PDL e l’On.le Luisa Capitanio Santolini, Capogruppo VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera Deputai – UDC.
Subito dopo seguirà una tavola rotonda su La crisi: cause e prospettive di soluzione, coordinata da Michele Mirabella, conduttore RAI, e alla quale parteciperanno la Prof.ssa Sandra Chistolini, Ordinario Pedagogia Generale e Sociale, Università Roma Tre, la Prof.ssa Consuelo Corradi, Ordinario di Sociologia, Direttore Dipartimento Scienze umane, Lumsa, Roma, la Prof.ssa Stefania Cosci, – Ordinario di Economia Politica, Presidente Corso di Laurea Servizi Sociali, Lumsa, – Roma, il prof. Angelo Gismondi, Docente di Psicologia, Pontificia Facoltà Teologica Italia Meridionale e  Don Maurizio Viviani – Direttore Unesu della Cei.
Le altre due giornate saranno dedicate a gruppi di studio e all’elezione degli organi statutari.
Vista l’alta valenza educativa e di studio della manifestazione, Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito al Congresso una propria medaglia di rappresentanza.
Il congresso può essere seguito via internet collegandosi al sito www.uciim.it dalle 15.30 alle 20.00 del primo giorno e dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 20.00 del sette dicembre.

Appello ai ministri Grilli e Profumo per la restituzione dei residui attivi

Appello ai ministri Grilli e Profumo per la restituzione dei residui attivi alle istituzioni scolastiche
Si continuano a fare monitoraggi. Altri se ne sono fatti. Ora basta! Appello dei Presidenti dei Consigli di Istituto, RSU, Dirigenti, Direttori perché vengano restituiti i fondi alle scuole.

Nella giornata del 28 novembre 2012 a Firenze, nell’Aula Magna del ITIS Leonardo Da Vinci, nel corso del Seminario organizzato dalla FLC CGIL su “Programmare le risorse finanziarie in tempi di revisione della spesa pubblica”, è stato lanciato un appello al Ministro dell’Economia e Finanze, Vittorio Grilli,  e dell’Istruzione, Francesco Profumo, per la restituzione dei crediti che vantano le scuole dal 2006 cumulati come residui attivi dalle singole scuole.

Essi sono frutto degli anticipi di cassa effettuati dalle Istituzioni scolastiche per far fronte al pagamento delle supplenze (non finanziate per lungo tempo dal Ministero), dei compensi degli esami di stato e revisori, della tassa ambientale, attingendo al fondo d’istituto e al contributo delle famiglie. Perciò devono essere restituiti.

Con tali fondi le scuole potranno migliorare l’offerta formativa a fronte dei mancati finanziamenti da parte del Governo.

Chiediamo che l’appello che pubblichiamo venga firmato – e inviato – dai Presidenti del Consiglio d’istituto, dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie, dai Dirigenti Scolastici e dai Direttori dei servizi Generali e Amministrativi.

Per la riuscita dell’iniziativa chiediamo che l’appello  firmato sia indirizzato al Capo Gabinetto del Ministro Grilli, al Capo Gabinetto del Ministro Profumo e alla Segreteria FLC CGIL.

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Roma, 3 dicembre 2012

Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
Prof. Francesco Profumo

Al Ministro dell’Economia e della Finanze
Prof. Vittorio Grilli

Oggetto: Appello, Sanare la questione dei residui attivi delle scuole

Signori Ministri,
con il presente documento, noi Presidenti dei Consigli di Istituto, Dirigenti Scolastici, Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi, Rappresentanze Sindacali Unitarie,  facciamo appello alla Vostra sapienza di amministratori e di gestori avveduti della cosa pubblica affinché risolviate l’annoso problema dei cosiddetti residui attivi dei bilanci delle Istituzioni Scolastiche Autonome (ISA).

Questo il fatto.

Da più di sette anni, da un esercizio finanziario all’altro, si registra, nelle casse delle ISA, tale fenomeno, che non è solo contabile, che in termini monetari ammonta complessivamente a oltre un miliardo di euro.

Perché le scuole, nella loro stragrande maggioranza, vantano questo enorme credito nei confronti dell’Amministrazione centrale?

Perché esse, a partire dal 2006, non hanno ricevuto dal MIUR l’intero ristoro delle spese obbligatorie: supplenze, compensi esami di stato e revisori, tassa ambientale.

Le scuole, per senso di responsabilità e per una ordinaria applicazione delle norme, hanno utilizzato sovente, dietro consiglio degli stessi Uffici ministeriali, il Fondo dell’Istituzione Scolastica (FIS) di derivazione contrattuale  o i contributi delle famiglie per pagare gli stipendi dei supplenti.

Ricordiamo che proprio la generosità delle famiglie ha consentito alle scuole di affrontare spese indispensabili per il loro funzionamento (materiali di pulizia, cancelleria, sicurezza, registri, funzionamento didattico, ecc).

Infatti la nostra scuola ha subito, in anni terribili che sembrano non passare mai, non solo i tagli al personale e a numerose provvidenze che costituivano il minimo indispensabile per una qualificata offerta formativa, ma anche il non finanziamento delle supplenze. Negli anni 2009 e il 2010 le scuole non hanno ricevuto neanche ciò che la legge stabiliva, cioè l’ordinario finanziamento per il  funzionamento amministrativo e didattico.

Le ISA, messe alle strette, di fronte anche alla chiamata in giudizio che si risolveva in maniera sempre negativa per l’Amministrazione, hanno fatto ricorso, come già detto o al FIS o ai contributi delle famiglie.

Il risultato è stato però che si sono bloccati i progetti e gli investimenti né è stato possibile retribuire  con il FIS le attività prestate dal personale.

Dirigenti Scolastici e DSGA sono stati obbligati a nominare e pagare con i fondi disponibili in cassa i supplenti: in primo luogo perché la legge che prevede la nomina di un supplente in assenza del titolare al fine di garantire il diritto allo studio e la stessa incolumità degli allievi; in secondo luogo per una ragione di equità al fine remunerare il lavoro prestato ed evitare all’amministrazione la soccombenza certa in sede giudiziaria; in terzo luogo per non creare disservizio all’organizzazione scolastica costretta talora a dividere gli alunni delle classi scoperte fra tutte le altre classi.

Nel frattempo sono state fatte diverse rilevazioni dalle scuole su richiesta del MIUR e del MEF, ma gli esiti e le finalità di queste indagini non sono state mai portate a trasparenza.

Adesso questi crediti rischiano di andare perduti.

Ci rivolgiamo alle SS.VV. affinché sia reso noto il risultato di un monitoraggio sui residui che dovrebbe ormai essersi  concluso, e finalmente si restituisca, in tempi brevi e certi,  alle scuole quanto esse, senza che questo si trasformi in un danno permanente contro esse stesse.