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Nota 5 giugno 2018, AOODGFIS 7308

Direttori e Presidenti di Istituzioni Afam
Personale dipendente delle Istituzioni Afam
LORO SEDI

Nota 5 giugno 2018, AOODGFIS 7308

Oggetto: Pubblicazione codici disciplinari personale amministrativo, tecnico e docente delle Istituzioni Afam.

Accesso ai corsi accademici di I livello

AFAM, firmato il decreto sui percorsi propedeutici per l’accesso ai corsi accademici di I livello

Emanato l’11 maggio 2018 il decreto che prevede la possibilità per gli Istituti Superiori di studi musicali e coreutici previsti dalla legge 508/1999 e dal dpr 212/2005 di organizzare corsi propedeutici per la preparazione delle prove per l’accesso ai corsi di studio accademici di primo livello dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Una formazione di altissimo livello che punta a intercettare e valorizzare, fin dalla scuola secondaria di II grado, i talenti di studentesse e studenti, rafforzando il rapporto fra il sistema dell’istruzione e quello dell’AFAM. Il decreto si inserisce nell’ambito di un più complessivo piano di rilancio della promozione dell’arte e della cultura umanistica nel sistema scolastico e di istruzione superiore previsto dalla legge 107 del 2015 e ha avuto ieri il via libera in Conferenza Unificata.

Fra i criteri indicati per l’organizzazione dei corsi ci sono la durata (che per gli Istituti musicali non potrà superare il triennio e per la danza gli 8 anni), la compatibilità con la frequenza della scuola secondaria, l’obbligo del rilascio, al termine del percorso formativo e a richiesta dell’interessato, di una certificazione attestante il programma di studio svolto, gli obiettivi formativi raggiunti e la durata del corso propedeutico.

Per armonizzare l’attività e l’offerta formativa delle Istituzioni AFAM sono stati predisposti, in appositi allegati al decreto, i requisiti di accesso per ciascun corso propedeutico e gli obiettivi formativi e i livelli tecnici previsti per l’ammissione al relativo triennio accademico. Sono state definite, inoltre, le competenze e la preparazione necessarie ai fini dell’ammissione al primo anno della sezione musicale dei Licei musicali e coreutici.

Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, AOOUFGAB 382

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Ufficio del Gabinetto del MIUR

Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, AOOUFGAB 382

Armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale adottato ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n.60

Decreto Ministeriale 16 gennaio 2018, n. 18

Decreto Ministeriale 16 gennaio 2018, n. 18

Ridefinizione dei bienni di Didattica della Musica e dello Strumento Musicale

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

VISTA   la legge 21 dicembre 1999, n. 508, di riforma delle Istituzioni di Alta Formazione e specializzazione artistica e musicale e successive modifiche ed integrazioni;

VISTA   la legge 22 novembre 2002, n. 268, ed in particolare l’articolo 6, comma 2, il quale fino all’entrata in vigore di specifiche norme di riordino del settore, riconosce al diploma di didattica della musica valore abilitante per l’insegnamento dell’educazione musicale nelle scuole e per l’ammissione ai corrispondenti concorsi a posti di insegnamento nelle scuole secondarie, purché congiunto al diploma di istruzione secondaria superiore e al diploma di Conservatorio;

VISTO   il decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, concernente il regolamento recante criteri per l’autonomia statutaria regolarmente ed organizzativa delle istituzioni artistiche e musicali;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 12 novembre 2004, n. 109, con il quale, fermo restando l’ordinamento curriculare, sono state apportate alcune modifiche all’ordinamento della scuola di didattica, consentendo di organizzare un percorso formativo in semestri, solo per gli studenti in possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado e di diploma di Conservatorio;

VISTO   il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, recante norme sulla definizione degli ordinamenti didattici delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 7 ottobre 2004, n. 82, con il quale sono stati istituiti presso le Accademie di Belle Arti corsi biennali di II livello ad indirizzo didattico, con esame finale avente valore di esame vistato abilitante;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 28 settembre 2007, n. 137 con il quale si è proceduto alla ridefinizione del corso ordinamentale di Didattica della Musica mediante l’istituzione di un corso biennale ad indirizzo didattico il cui esame finale ha valore abilitante e all’attivazione di un ulteriore indirizzo per la classe di concorso di strumento, sempre con valore abilitante;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 3 luglio 2009, n. 90, con il quale sono stati definiti i settori artistico – disciplinari, con le relative declaratorie e campi disciplinari di competenza dei Conservatori di musica;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 30 settembre 2009, n. 124, che definisce gli ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento del diploma accademico di primo livello nei Conservatori di Musica;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 12 novembre 2009, n. 154, con il quale è stata definita, in applicazione dell’articolo 6, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005,  n. 212, in relazione ai crediti da conseguire da parte degli studenti dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati, la frazione dell’impegno orario che deve essere riservata alle diverse tipologie dell’offerta formativa;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 10 settembre 2010, n. 249, recante regolamento concernente definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e in particolare l’articolo 3, comma 3 e l’articolo 9, comma 1;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 8 novembre 2011 recante riordino dei corsi biennali di II livello ad indirizzo didattico, di cui ai citati decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 28 settembre 2007, n. 137 e 7 ottobre 2004, n. 82;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 11 novembre 2011, n. 194, recante definizione delle modalità di svolgimento e delle caratteristiche delle prove di accesso ai corsi accademici di II livello di cui all’articolo 3, comma 3 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, ai sensi dell’articolo 5, comma 3 del medesimo decreto  per l’anno accademico 2011/12;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 20 febbraio 2013, n. 119, che modifica ed integra il citato del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 3 luglio 2009, n. 90, di definizione dei settori artistico – disciplinari, con le relative declaratorie e campi disciplinari di competenza dei Conservatori di musica;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 20 febbraio 2013, n. 120, che modifica ed integra il citato del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 30 settembre 2009, n. 124, di definizione degli ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento del diploma accademico di primo livello nei Conservatori di musica;

VISTO    il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 agosto 2017, n. 611, che introduce l’area delle discipline interpretative del pop rock, delle musiche improvvisate e audiotattili comprendente i nuovi settori artistico disciplinari del pop rock con relative declaratorie e campi disciplinari;

CONSIDERATO che il Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale, costituito con decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca del 16 febbraio 2007, è stato prorogato sino al 31 dicembre 2012 e, che non essendo stata prevista una proroga ulteriore è decaduto il 15 febbraio 2013;

VISTA    la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti ed in particolare, l’articolo 1, comma 27, della predetta legge il quale prevede che nelle more della ridefinizione delle procedure per la rielezione del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale, gli atti e i provvedimenti adottati dal Ministero dell’istruzione, dell’ Università e della ricerca in mancanza del parere del medesimo Consiglio, nei casi esplicitamente previsti dall’articolo 3, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono perfetti ed efficaci ed in particolare la delega di cui all’articolo 1, comma 181, lettera b);

VISTO  il decreto del Capo del Dipartimento della formazione superiore e per la ricerca 19 ottobre 2015, n. 2326, con cui è stata costituita, presso il medesimo Dipartimento, una Commissione che, nelle more della ridefinizione delle procedure per la rielezione del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale, svolge le valutazioni tecniche relative agli ordinamenti didattici dei corsi Afam delle Istituzioni di cui all’articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508 e delle altre Istituzioni non statali, per le finalità di cui agli articoli 10 e 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;

VISTO   il decreto del Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca 2 novembre 2015, n. 2454, con il quale è stata integrata la commissione costituita con il suddetto decreto del Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca 19 ottobre 2015, n. 2326;

VISTO   il decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, recante regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, a norma dell’articolo 64, comma 4, lettera a), del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e in particolare l’articolo 5 “Norme transitorie e finali”;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 maggio 2017, n. 259, recante revisione ed aggiornamento della tipologia delle classi di concorso per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado previste decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19;

VISTO   il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, recante riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 agosto 2017, n. 616, che, ai sensi dell’articolo 5, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, ha definito i settori disciplinari, gli obiettivi formativi, le modalità organizzative e gli eventuali costi a carico degli interessati per il conseguimento dei 24 crediti che costituiscono requisito di accesso ai concorsi nazionali per la selezione dei candidati al percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente della scuola secondaria, ed in particolare l’articolo 3;

VISTO   il verbale n. 24 del 13 novembre 2017 con il quale la Commissione preposta alle valutazione degli ordinamenti dei corsi di studio AFAM, nominata con il citato decreto del Capo Dipartimento della formazione superiore e per la ricerca 19 ottobre 2015, n. 2326 e successivamente integrata con il richiamato decreto del Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca 2 novembre 2015, n. 2454 ha espresso parere favorevole a che, “nelle more dell’emanazione del decreto di riordino dei corsi di II livello di diploma accademico e, posto che si renderà necessario aggiornare il predetto decreto, in via transitoria, le Istituzioni possano attivare i corsi di II livello ordinamentali di Didattica della musica e dello strumento “non abilitanti e ad accesso libero” sulla base delle tabelle di cui all’allegato n. 1 (tabelle A e B), corrispondenti alle tabelle 8 e 9 del D.M. 249/2010;

RITENUTO OPPORTUNO nelle more della definizione dei requisiti generali di accreditamento dei diplomi accademici di secondo livello ed in via transitoria, dover procedere alla ridefinizione, dei corsi accademici di secondo livello ordinamentali di didattica della musica e dello strumento anche al fine di razionalizzare il funzionamento degli stessi in relazione alle disposizioni normative sopravvenute;

CONSIDERATO che la predetta razionalizzazione consente la piena utilizzazione dei docenti di ruolo operanti nelle scuole di didattica;

CONSIDERATO che non ci sono nuovi o maggiori oneri dello stato

DECRETA

Art. 1 – A decorrere dall’anno accademico 2017 – 2018 gli Istituti Superiori di Studi musicali –  Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati –  sedi di Dipartimenti di didattica della musica, sono autorizzati ad attivare corsi di diploma accademico di secondo livello ordinamentali di didattica della musica e dello strumento ridefiniti come corsi di diploma accademico di secondo livello non abilitanti e ad accesso libero.

Art. 2 – Gli ordinamenti didattici, gli obiettivi formativi e gli sbocchi professionali dei corsi di studio per il conseguimento del diploma accademico di secondo livello in didattica della musica e didattica dello strumento dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati sono riordinati secondo le allegate tabelle A e B che fanno parte integrante del presente decreto.

Art. 3 – I Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati provvederanno ad integrare i propri regolamenti didattici in conformità a quanto previsto dall’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212 e nel rispetto di quanto previsto nel presente decreto e nel decreto ministeriale 3 luglio 2009, n. 90.

IL MINISTRO
Sen. Valeria Fedeli


Decreto Ministeriale 9 gennaio 2018, n. 14

Decreto Ministeriale 9 gennaio 2018, n. 14

Messa a ordinamento dei bienni sperimentali AFAM

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

 

VISTA la Legge n. 508 del 21 dicembre 1999 di riforma delle Accademie di Belle Arti, dell’Accademia Nazionale di Danza, dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, dei Conservatori di Musica e degli Istituti Musicali Pareggiati;
VISTO il D.P.R. 28 febbraio 2003, n. 132, concernente il regolamento sui criteri per l’autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa delle Istituzioni artistiche e musicali, a norma delle Legge 21 dicembre 1999, n. 508;
VISTO il D.P.R. 8 luglio 2005, n.212, recante la disciplina per la definizione degli ordinamenti didattici delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, a norma dell’articolo 2 della Legge 21 dicembre 1999, n.508;
VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 30 settembre 2009, n. 123, con il quale sono stati definiti i nuovi ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento dei diplomi accademici di primo livello delle Accademie di Belle Arti e successive modificazioni;
VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 30 settembre 2009, n. 124, con il quale sono stati definiti i nuovi ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento dei diplomi accademici di primo livello nei Conservatori di musica;
VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 30 settembre 2009, n. 127, con il quale sono stati definiti i nuovi ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento dei diplomi accademici di primo livello degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche;
VISTO L’art. 1 commi 105, 106 e 107 della Legge n. 228 del 24 dicembre 2012 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)”;
VISTO L’art. 1 comma 27 della Legge 13 luglio 2015 n. 107 di “Riforma del sistema nazionale d’istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative” che prevede: “Nelle more della ridefinizione delle procedure per la rielezione del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale, gli atti e i provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in mancanza del parere del medesimo Consiglio nei casi esplicitamente previsti dall’art. 3, comma 1 della Legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono perfetti ed efficaci”;
CONSIDERATA La necessità di concludere la fase sperimentale riconducendo ad ordinamento i corsi accademici di secondo livello attivati in via sperimentale dalle Istituzioni.

DECRETA

  CAPO I
ISTITUZIONE DI CORSI ACCADEMICI DI SECONDO LIVELLO (DASL) ORDINAMENTALI

 

 

Art. 1

  1. Il presente decreto definisce, ai sensi dell’art. 3 comma 1 punto b), e comma 4 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212, gli ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento del diploma accademico di secondo livello nelle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica, pubbliche e private, e le relative modalità di accreditamento dei corsi stessi.
  2. Le Istituzioni possono istituire, con le modalità di cui al presente decreto, corsi di diploma accademico di secondo livello appartenenti a una o più Scuole o Dipartimenti. Non possono essere istituiti due diversi corsi di diploma accademico di secondo livello afferenti alla medesima Scuola qualora le attività formative dei rispettivi ordinamenti didattici non si differenzino per almeno 40 crediti individuati tra le attività formative caratterizzanti.
  3. I regolamenti didattici delle Istituzioni, disciplinanti gli ordinamenti didattici dei corsi di studio di cui al comma 1, sono adeguati in conformità alle disposizioni di cui all’art. 10 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212, e del presente decreto.
  4. Successivamente all’accreditamento dei corsi di secondo livello ai sensi del presente decreto, i corsi di diploma accademico di secondo livello attivati in via sperimentale sono soppressi, fatta salva la garanzia agli studenti iscritti di portare a compimento il percorso di studi secondo il previgente ordinamento.

 

Art. 2

  1. Un corso di diploma accademico di secondo livello può essere attivato con il concorso di più Scuole della stessa istituzione o di più istituzioni nazionali o internazionali di pari livello.
  2. L’attivazione di un corso di diploma accademico di secondo livello viene proposto dalle Istituzioni come riferimento al proseguimento degli studi di un triennio o come nuova attivazione con indirizzi specifici.
  3. Per l’individuazione dei settori artistico disciplinari si fa riferimento ai decreti ministeriali di attivazione delle singole Scuole.
  4. Fatto salvo quanto specificamente previsto per gli ISIA al successivo comma 8, per quanto attiene i corsi accademici di secondo livello che costituiscono per denominazione e contenuti di indirizzo la prosecuzione dei trienni ordinamentali già autorizzati e attivati dalle Istituzioni, i crediti minimi delle attività formative di base e caratterizzanti, da definire in una percentuale pari a non meno del 60% (72 crediti) ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DPR 212/2005, sono così individuati rispetto ai settori indicati nei rispettivi trienni ordinamentali:
    • a. da 12 a 18 crediti nell’ambito dei settori delle discipline di base
    • b. da 54 a 60 crediti nell’ambito dei settori delle discipline caratterizzanti
  5. Per gli Istituti Superiori di Studi Musicali, nel rispetto delle quote previste dalle lettere a. e b) di cui al precedente comma 4, le restanti quote di crediti relative al 40% (48 crediti) vanno riservate dalle singole Istituzioni:
  • a. fino ad un massimo del 25% (12 crediti) a ulteriori attività di base e/o caratterizzanti individuate, in riferimento agli obiettivi formativi, tra i settori artistico-disciplinari previsti dai relativi decreti;b. alle attività integrative e affini o ulteriori (art. 9 comma 2, lett. b) e c) del DPR 212/2005);

    c. alle attività autonomamente scelte dallo studente per almeno 6 crediti formativi (art. 9 comma 4 del DPR 212/2005));

    d. alle attività formative relative alla prova finale per almeno 9 crediti (art. 9 comma 2 lett. a) del DPR 212/2005).

  1. Negli Istituti Superiori di Studi Musicali, per le nuove attivazioni di corsi accademici di secondo livello con denominazioni e contenuti specifici non corrispondenti a trienni precedenti, si fa riferimento a trienni ordinamentali già autorizzati, istituendo corsi accademici di secondo livello con specifici indirizzi coerenti con gli obbiettivi formativi e gli sbocchi professionali autonomamente definiti dalle Istituzioni. In tal caso almeno il 60% dei crediti da individuare ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DPR 212/2005, vanno scelti con il seguente criterio:
    • a. per almeno  il 50% (36 crediti) nell’ambito dei settori disciplinari di base e caratterizzanti presenti nei trienni già in ordinamento
    • b. per la restante quota, con autonoma determinazione delle Istituzioni, sulla base della specificità del percorso formativo che si vuole attuare, nell’ambito delle aree di riferimento coerenti con l’obbiettivo formativo che connota l’indirizzo prescelto.
  1. Per le Accademie di Belle Arti, l’Accademia Nazionale di Danza e l’Accademia Nazionale “Silvio D’Amico”, nel rispetto delle quote previste dalle lettere a. e b. di cui al precedente comma 4, le restanti quote di crediti relative al 40% (48 crediti) vanno riservate dalle singole Istituzioni:
  • a. per almeno il 50% (24 crediti) a ulteriori attività di base e caratterizzanti individuate, in riferimento agli obiettivi formativi, tra i settori artistico-disciplinari previsti dai relativi decreti;
  • b. alle attività integrative e affini o ulteriori (art. 9 comma 2, lett. b) e c) del DPR 212/2005);
  • c. alle attività autonomamente scelte dallo studente per almeno 6 crediti formativi (art. 9 comma 4) del DPR 212/2005);
  • d. alle attività formative relative alla prova finale per almeno 9 crediti (art. 9 comma 2 lett. a) del DPR 212/2005).
  1. Limitatamente agli Istituti Superiori per le industrie artistiche, per quanto attiene i corsi accademici di secondo livello che costituiscono per denominazione e contenuti di indirizzo la prosecuzione dei trienni ordinamentali già autorizzati, i crediti minimi delle attività formative di base e caratterizzanti, da definire in una percentuale pari a non meno del  60% (72 crediti) ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DPR 212/2005, sono così individuati rispetto ai settori indicati nei rispettivi trienni ordinamentali:
    • a. Fino a un massimo del 25% (18 crediti) nell’ambito dei settori delle discipline di base
    • b. Almeno il 75% (54 crediti) e comunque fino al raggiungimento di 72 CFA minimi nell’ambito dei settori delle discipline caratterizzanti.

Le restanti quote di crediti relative al 40% (48 crediti) vanno riservate dalle singole Istituzioni:

  • a. Fino a un massimo del  50% (24 crediti) a ulteriori attività di base e caratterizzanti individuate, in riferimento agli obiettivi formativi, tra i settori artistico-disciplinari previsti dai relativi decreti;
  • b. alle attività integrative e affini o ulteriori (art. 9 comma 2, lett. b) e c) del DPR 212/2005)
  • c. alle attività di tirocinio per almeno 9 crediti; 
  • d. alle attività autonomamente scelte dallo studente per almeno 6 crediti formativi (art. 9 comma 4) del DPR 212/2005);
  • e. alle attività formative relative alla prova finale per almeno 9 crediti (art. 9 comma 2 lett. a) del DPR 212/2005).

9. Al fine di evitare la parcellizzazione delle attività formative, in ciascun corso di diploma di secondo livello, non possono comunque essere previsti in totale più di 14 esami, fatte salve eventuali valutazioni finali con idoneità.

10. Quando il contenuto del corso non sia in nulla assimilabile ad una prosecuzione o ad una specificazione di indirizzo rispetto ad un triennio ordinamentale non si potranno attivare corsi accademici di secondo livello e si dovrà far riferimento all’attivazione di corsi di specializzazione o master di primo e secondo livello.

11. Fermo restando quanto indicato nel comma precedente, gli Istituti Superiori di Studi Musicali, considerate le peculiarità formative relative alle musiche d’insieme, possono attivare in tale ambito corsi di diploma accademico di secondo livello cui non corrisponde direttamente un unico corso di diploma accademico di primo livello.

Art. 3

  1. Gli ordinamenti didattici dei singoli corsi di diploma accademico di secondo livello ricompresi nelle Scuole di cui al D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212, comunque denominati, definiscono le modalità di svolgimento della prova finale.
  2. Nel definire gli ordinamenti didattici dei corsi di diploma accademico di secondo livello, le istituzioni specificano gli obiettivi formativi in termini di risultati di apprendimento attesi, anche con riferimento al sistema di descrittori adottato in sede europea e individuano gli sbocchi professionali.
  3. Relativamente al trasferimento degli studenti da un corso di diploma accademico di secondo livello a un altro, ovvero da un corso di una Istituzione a un altro di altra Istituzione di pari livello, i regolamenti didattici assicurano il riconoscimento del maggior numero possibile dei crediti già maturati dallo studente, secondo criteri e modalità previsti dal regolamento didattico del corso di diploma accademico di secondo livello di destinazione, anche ricorrendo eventualmente a colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute. Il mancato riconoscimento di crediti deve essere adeguatamente motivato.
  4. Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di diploma accademico di secondo livello appartenenti alla medesima Scuola, la quota di crediti direttamente riconosciuti allo studente non può essere inferiore al 50% di quelli già maturati.
  5. Le Istituzioni possono riconoscere, secondo quanto previsto dall’articolo 9, comma 3 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212 le conoscenze e le abilità professionali certificate individualmente ai sensi della normativa vigente in materia, nonché le altre conoscenze e abilità maturate in attività formative alla cui progettazione e realizzazione l’Istituzione abbia concorso. Il numero massimo di crediti formativi accademici riconoscibili è fissato per ogni corso di diploma accademico di secondo livello nel proprio ordinamento didattico e non può comunque essere superiore a 12. Le attività già riconosciute ai fini dell’attribuzione di crediti formativi accademici nell’ambito di corsi di diploma accademico di primo livello non possono essere nuovamente riconosciute come crediti formativi nell’ambito di corsi di diploma accademico di secondo livello.

       Art. 4

  1. I regolamenti didattici dei corsi di diploma accademico di secondo livello determinano i requisiti curricolari che devono essere posseduti per l’ammissione a ciascun corso, ai sensi dell’articolo 10 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212. Eventuali integrazioni curricolari in termini di crediti formativi accademici devono essere acquisite prima della verifica della preparazione individuale di cui al comma 2.
  2. I Regolamenti di cui al comma precedente fissano anche le modalità di verifica dell’adeguatezza della personale preparazione ai fini dell’ammissione al corso di diploma accademico di secondo livello, ai sensi dell’articolo 10, comma 4, lettera e), del predetto decreto.
  3. L’ordinamento didattico di ciascun corso può prevedere una pluralità di curricula al fine di favorire l’iscrizione di studenti in possesso di lauree o diplomi accademici di primo livello differenti, anche appartenenti a Scuole diverse, garantendo comunque il raggiungimento degli obiettivi formativi del corso.

 

Art. 5

  1. A completamento del processo di messa a ordinamento, previsto dall’art. 1, comma 105, della legge 228 del 24 dicembre 2012, i corsi di diploma accademico di secondo livello vengono inseriti da ciascuna Istituzione nei rispettivi Regolamenti didattici, previo espletamento delle procedure di cui al presente decreto. I corsi accademici di secondo livello assumono specifiche codifiche e denominazioni derivanti dalla trasformazione di quelle dei corrispondenti corsi di primo livello, attraverso la sostituzione negli acronimi dei codici, delle lettere PL con SL.

 

 

CAPO II
ACCREDITAMENTO INIZIALE DEI CORSI ACCADEMICI DI SECONDO LIVELLO AFAM

Art. 6

  1. Nelle more dell’emanazione del Decreto di cui all’art. 2, comma 7, lett. g), della legge 21 dicembre 1999, n. 508, relativo alle procedure, tempi e modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta formativa,   i corsi di studio di cui al presente decreto sono accreditati nel rispetto dei criteri e delle procedure di cui ai successivi articoli, fermo restando la conformità all’ordinamento didattico, verificata dal Ministero sulla base  di quanto previsto nel Capo I del presente decreto.
  2. Le Istituzioni, con delibere del Consiglio di Amministrazione su proposta conforme del Consiglio Accademico, inoltrano al Ministero istanza di accreditamento dei corsi di studio biennali.
  3. I singoli corsi di secondo livello sono approvati con decreti ministeriali secondo modalità, tempistiche e procedure che saranno definite con successivi provvedimenti direttoriali per rendere operativa in via informatica la procedura per le richieste di accreditamento.
  4. L’accreditamento dei corsi decorre dall’anno accademico 2018-2019.
  5. Limitatamente agli Istituti Superiori di studi musicali di cui all’art. 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, vengono istituiti i Comitati territoriali di coordinamento tra le Istituzioni, con il compito di vagliare le istanze di accreditamento di cui al comma 2 al fine di ottimizzare l’offerta formativa sulla base dei seguenti criteri:
    1. sostenibilità dell’iniziativa in riferimento al numero di studenti che si intendono iscrivere ai corsi accademici di secondo livello;
    2. configurazione di analoga offerta formativa già presente, o contemporaneamente richiesta, in altra Istituzione territorialmente contigua  tale da non giustificare sul piano numerico e finanziario una duplice attivazione.
  6. I Comitati di cui al comma precedente sono costituiti dai Direttori delle Istituzioni territorialmente competenti come da allegato A.

Art. 7

  1. In via preliminare saranno accreditati i  corsi già autorizzati in via sperimentale con Decreto del Ministro ai sensi dell’art. 5, comma 4, del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212.
  2. Concluse  le procedure di accreditamento di cui al comma precedente  con la determinazione delle nuove codifiche ai sensi dell’art. 5, verrà emanata la tabella di corrispondenza di cui all’art. 1, comma 106, della legge n. 228 del 24 dicembre 2012.

 

Art. 8

  1. La richiesta di attivazione di nuovi corsi di secondo livello da parte delle Istituzioni, ivi comprese quelle di cui all’art. 11 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212,  è esaminata dal Ministero e, per quanto di competenza, dall’Anvur sulla base dei seguenti elementi:

 

    • a. parere rilasciato dai Comitati di cui all’art. 6, comma 5, limitatamente agli Istituti musicali di studi superiori interessati.
    • b. possesso dei requisiti didattici e di qualificazione della ricerca.
    • c. valutazione relativa alla sussistenza di dotazioni edilizie e strumentali che devono avere carattere di stabilità.
    • d. valutazione, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, della docenza da impegnare nei corsi commisurata al numero e alla tipologia delle attività formative e rapportata al numero degli studenti iscrivibili.
    • e. valutazione relativa alla sussistenza di adeguate risorse finanziarie con l’obiettivo di verificare la sostenibilità e la qualità complessiva dell’Istituzione e dei corsi con particolar riguardo alla congruità delle risorse economiche previste per la docenza in rapporto alla tipologia dei corsi da attivare
    • f. organizzazione dell’istituto coerente con i principi organizzativi di cui  D.P.R. n. 132/2003

Art. 9

  1. Con successivo Decreto del Ministro saranno stabilite le modalità e i tempi di verifica per la valutazione dei percorsi biennali intrapresi ai sensi dei commi precedenti, anche ai fini della loro prosecuzione, tenuto conto:
    • a) della persistenza dei requisiti che hanno condotto all’accreditamento iniziale e del possesso di ulteriori requisiti di qualità, di efficienza e di efficacia delle attività svolte, anche con l’analisi dei dati della relazione annuale dei Nuclei di Valutazione interna sulla base delle indicazioni date annualmente dall’ Anvur;
    • b) della rispondenza degli obiettivi formativi ai risultati di apprendimento attesi e agli sbocchi occupazionali individuati, nell’ambito dei percorsi formativi;
  2. Nel caso di disattivazioni, le Istituzioni assicurano comunque la possibilità per gli studenti già iscritti di concludere gli studi conseguendo il relativo titolo prevedendo anche la facoltà per gli studenti di optare per l’iscrizione ad altri corsi di studio attivati.

 

Il Ministro
Sen.Valeria Fedeli


Accademie e Conservatori, anche per l’AFAM va a regime il 3+2

Accademie e Conservatori, anche per l’AFAM va a regime il 3+2

Fedeli: “Provvedimento atteso, ora offerta formativa più ricca”

Il 3+2 va a regime anche per Accademie e Conservatori. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che rende finalmente ordinamentali, portandoli fuori dalla fase sperimentale in atto dal 2005, i bienni specializzanti delle istituzioni dell’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e che equipara definitivamente i titoli finali con quelli universitari, garantendo un quadro chiaro delle equipollenze.

“Si tratta di una novità attesa – spiega Fedeli – che ci mette in linea con il quadro europeo per la riconoscibilità dei titoli e che consentirà finalmente alle istituzioni AFAM di garantire un’offerta formativa più ricca e flessibile. Dal 2012, infatti, non era possibile fare variazioni: l’offerta formativa, in attesa della messa a regime dei bienni specialistici, era stata congelata. Questo sblocco consentirà a istituzioni che costituiscono un tassello importante e di grande pregio del nostro sistema di istruzione di qualificare ulteriormente l’offerta, garantendo opportunità formative in linea con i tempi alle iscritte e agli iscritti. Sull’AFAM stiamo convintamente portando avanti tutte le azioni necessarie per dare ad un settore che il mondo ci invidia le risorse e gli strumenti di cui ha bisogno per operare ai massimi livelli. Dopo la riforma del 1999 per troppo tempo l’AFAM è rimasta in balia di ritardi e rinvii – prosegue Fedeli -. Negli ultimi mesi abbiamo operato un’accelerazione importante per la valorizzazione di questo settore. Ricordo, ad esempio, le misure contenute nella legge di bilancio per la stabilizzazione del personale precario e per rendere definitivo il processo di statizzazione. Abbiamo poi incrementato le risorse e stiamo procedendo sul piano dell’offerta formativa con due operazioni fondamentali attuate dal Ministero. Abbiamo già proceduto alla modifica o attivazione di corsi dei Conservatori, degli Istituti superiori musicali, degli ISIA, delle Accademie statali e legalmente riconosciute per oltre 3.500 piani di studio triennali: erano quattro anni che queste richieste giacevano inevase. Con il decreto firmato oggi completiamo la messa ad ordinamento di tutti i corsi biennali sperimentali di secondo livello, che era prevista dalla legge finanziaria per il 2013. Si tratta di azioni e investimenti seri, concreti, con cui diamo una risposta alle legittime richieste del settore, rimaste inevase, va ripetuto, per troppo tempo”.

Con il provvedimento firmato dalla Ministra sui corsi biennali di II livello si chiude un percorso che va avanti dai primi anni 2000. Con l’emanazione del Regolamento  (D.P.R.) 212 del 2005, infatti, l’attivazione dei corsi accademici biennali nei Conservatori di Musica, nelle Accademie di Belle Arti, negli ISIA, nell’Accademia nazionale di Arte drammatica e nell’Accademia Nazionale di Danza è stata possibile solo in via sperimentale. Una provvisorietà che si è protratta a lungo, tanto che con la legge 228 del 2012 (Finanziaria 2013) si è intervenuti per accelerare il processo di chiusura della fase sperimentale. Da allora l’offerta è però rimasta ‘congelata’.

Ora si giunge ad un punto fermo. Sarà finalmente possibile attivare corsi biennali ordinamentali, con il via libera anche al rinnovamento dell’offerta formativa. E si potrà anche procedere alla conversione dei titoli già rilasciati, sia a seguito dei percorsi  sperimentali sia a seguito di quelli del vecchio ordinamento, come richiesto anche da studentesse e studenti che, in questo modo, avranno finalmente riconosciuto pieno valore, anche a livello europeo, al titolo di studio faticosamente conseguito.

Premio Nazionale delle Arti 2016/2017

Lunedì 11 dicembre 2017, alle ore 21, il Teatro Argentina di Roma ospiterà la serata finale del Premio Nazionale delle Arti 2016/2017, organizzato dalla Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore del MIUR per sostenere la formazione artistica e promuovere l’eccellenza delle studentesse e degli studenti del sistema AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) nel campo delle arti.

Ad aprire questa dodicesima edizione sarà la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. Seguiranno le esibizioni delle studentesse e degli studenti dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, l’esecuzione della “Sinfonia n. 9 in mi minore” di Dvořák da parte dell’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori, diretta da Alessandro Cadario, e quella di “Capriccio Italiano” di P. I. Čajkovskij ad opera della stessa orchestra e del Corpo di ballo dell’Accademia Nazionale di Danza, guidato dal coreografo Mario Piazza.

Durante la serata, inoltre, verranno premiati i vincitori del Premio.

L’evento è realizzato con la collaborazione del Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina, del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, del Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone – CREA, dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche – ISIA di Faenza, dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’amico” e dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

AFAM: al via definitivo processo di statizzazione

Afam, Fedeli: “Con approvazione legge bilancio finalmente al via definitivo processo di statizzazione”

(Venerdì, 01 dicembre 2017) “Con l’approvazione della legge di bilancio 2018 potrà finalmente essere avviato il definitivo processo di statizzazione dei 18 Istituti Musicali Pareggiati e delle 5 Accademie storiche non statali di belle arti”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. “Sino ad oggi questo processo non ha potuto concretizzarsi perché le risorse complessive non erano sufficienti – spiega Fedeli -. Con la statizzazione la maggiore spesa che passa a carico dello Stato è, infatti, quella relativa agli stipendi del personale. In questi anni, seppur tra molte difficoltà – prosegue la Ministra – è stato comunque possibile sostenere queste realtà con specifici contributi annuali sufficienti ad assicurare il funzionamento delle Istituzioni e far fronte, con interventi di natura straordinaria, a quelle situazioni che presentavano il maggiore livello di difficoltà finanziaria”.

In particolare si ricorda che:

nell’anno 2015 sono stati assegnati:
7,9 milioni di euro ai 18 Istituti Musicali Pareggiati, di cui 1 milione di euro a titolo di contributo straordinario, agli Istituti “Mascagni” di Livorno (180.000 euro), “Toscanini” di Ribera – AG (370.000 euro), “Paisiello” di Taranto (450.000 euro); 1 milione di euro alle 5 Accademie storiche non statali di belle arti.

nell’anno 2016 sono stati assegnati:
10 milioni di euro ai 18 Istituti Musicali Pareggiati, di cui 2 milioni di euro a titolo di contributo straordinario agli Istituti “Mascagni” di Livorno (210.000 euro), “Toscanini” di Ribera – AG (650.000 euro), “Paisiello” di Taranto (890.000 euro), “Bellini” di Catania (250.000 euro); 4 milioni di euro alle 5 Accademie storiche non statali di belle arti, di cui 2 milioni di euro destinatati ad accordi di programma di durata triennale, preordinati all’avvio di processi di statizzazione, che sono stati stipulati con le Accademie “Vannucci” di Perugia (515.000 euro annui), “Ligustica” di Genova (670.000 euro annui) e di Verona (815.000 euro annui).

nell’anno 2017 sono stati assegnati, al momento:
4,49 milioni di euro ai 18 Istituti Musicali Pareggiati; 2,1 milioni di euro alle 5 Accademie storiche non statali di belle arti.
Grazie alle risorse stanziate con il decreto legge 50 del 2017 saranno poi assegnati, entro la fine dell’anno, con decreto del MEF, su proposta del MIUR, ulteriori 7,5 milioni di euro.

Con l’entrata in vigore della legge di bilancio, nel mese di gennaio 2018 sarà definito anche il decreto MIUR-MEF che fissa i criteri per la statizzazione degli Istituti musicali pareggiati e delle Accademie storiche non statali di belle arti. L’obiettivo sarà quello di accompagnare le Istituzioni in questo percorso. Il finanziamento complessivo a disposizione si attesta a 25,8 milioni euro nel 2018, 32,13 milioni euro nel 2019 e 58,63 milioni euro a decorrere dal 2020. Ci sarà dunque un sostegno finanziario crescente fino alla messa a regime nel 2020, e, dunque, entro e non oltre un triennio, della statizzazione di tutte le Istituzioni, delle quali si continueranno a salvaguardare l’indispensabile ruolo e le rispettive identità territoriali. Il riconoscimento sarà simultaneo: visti i finanziamenti, riguarderà tutti e non solo una parte degli Istituti.

Per quanto riguarda il settore statale dell’AFAM, si ricorda che l’ammontare complessivo del finanziamento statale da attribuire a Conservatori, Accademie di belle arti e Istituti Superiori per le Industrie Artistiche si è leggermente incrementato nel corso del 2017, rispetto al 2016, passando da 12,5 a 13,8 milioni di euro. Quest’ultimo importo è stato ulteriormente integrato di 1,5 milioni di euro con il decreto legge 50 del 2017. Si tratta di fondi che sono in corso di attribuzione delle Istituzioni AFAM per compensarle del minor gettito della contribuzione studentesca derivante dall’introduzione della no tax area per gli studenti a basso reddito prevista dalla legge di bilancio 2017.

Il consolidamento finanziario va ora accompagnato con la realizzazione dei Regolamenti delegati dalla legge 508 del 1999 che riguardano la programmazione degli assetti territoriali e l’indispensabile riforma della governance, nella consapevolezza che si tratta di un percorso da condividere con tutti i soggetti interessati.
“Sul piano dell’offerta formativa due sono le operazioni fondamentali attuate dal Ministero – spiega la Ministra -. La prima è l’aver proceduto alla modifica o attivazione di corsi presso Conservatori, Istituti superiori musicali, Accademie statali e legalmente riconosciute per oltre 3.500 piani di studio triennali: erano quattro anni che queste richieste giacevano inevase. La seconda è aver completato, dopo un ultimo parere delle Conferenze dei Direttori, la messa ad ordinamento di tutti i corsi biennali sperimentali di secondo livello, che era prevista dalla legge finanziaria del 2013. È pronta, infatti, una proposta funzionale alla messa a ordinamento dei bienni ancora sperimentale, la cui decretazione avverrà prima della fine dell’anno. Con quest’ultima operazione sarà completato il quadro nazionale degli ordinamenti della formazione superiore artistica e si darà completa attuazione alla legge 228 del 2012 con la piena definizione delle equipollenze dei titoli accademici di secondo livello AFAM a quelli di laurea magistrale universitaria”.
Prima di Natale sarà poi “portato in Consiglio dei Ministri, per la prima lettura, il testo del Regolamento per disciplinare le modalità di reclutamento del personale che si attende ormai da ben 18 anni (legge 508/1999) – aggiunge Fedeli -. Il Dpr prevede, tra l’altro, procedure riservate per la stabilizzazione del personale precario per tutta la durata del triennio 2018-2020, mutuando gli stessi principi già presenti nella legge Madia”.

In particolare si prevede la trasformazione della graduatoria della legge 128 del 2013, utilizzabile sino ad ora solo per contratti a tempo determinato, anche per il reclutamento a tempo indeterminato. Allo stesso tempo, si prevede la possibilità di essere assunti, previo inserimento in una graduatoria nazionale, di coloro che hanno insegnato almeno per tre anni negli ultimi otto nelle Istituzioni AFAM. A questo scopo vengono rese disponibili le facoltà assunzionali pari al 100% dei posti liberi da turnover, incrementate del 50% dei posti vacanti in organico. Attenzione viene data anche alla situazione dei docenti di II fascia che potranno utilizzare dei posti riservati nei concorsi della singola Istituzione per il passaggio alla I fascia.

“Infine – conclude Fedeli – dobbiamo proseguire, nei tempi e nei modi che saranno possibili, le operazioni per rinnovare l’assetto del sistema e la governance delle singole Istituzioni, con particolare riferimento alla revisione della composizione degli organi (Presidente, Direttore, Direttore amministrativo, Consiglio di amministrazione, Consiglio accademico) e delle rispettive competenze”.

Decreto Direttoriale 28 luglio 2017, n.1893

IL DIRETTORE GENERALE
VISTI i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro relativi al personale del comparto delle Istituzioni di Alta Formazione e Specializzazione Artistica e Musicale sottoscritti il 16 febbraio 2005 e il 4 agosto 2010;
VISTO in particolare il CCND siglato il 31 maggio 2002 tra la delegazione di parte pubblica e le organizzazioni sindacali con il quale sono stati concordati criteri e principi della mobilità territoriale del personale docente, tecnico e amministrativo delle Accademie e dei Conservatori e del personale tecnico e amministrativo degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche;
VISTA l’Ordinanza Ministeriale del 5 giugno 2017 n° 376 e successiva integrazione del 7 luglio 2017       n° 8239 con la quale sono state impartite disposizioni organizzatorie, intese a disciplinare le operazioni di mobilità del predetto personale delle Accademie, dei Conservatori di musica e del personale tecnico e  amministrativo degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche;
VISTO l’esito della procedura di mobilità per l’anno accademico 2017/2018 del personale delle Accademie, dei Conservatori di Musica, dell’Istituto Superiore Statale di studi musicale “G. Braga di Teramo” e degli ISIA
DECRETA
Art. 1 – I trasferimenti del personale docente, tecnico e amministrativo delle Accademie, dei Conservatori di musica e del personale tecnico e amministrativo degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche per l’anno accademico 2017/2018, sono disposti come da elenchi allegati al presente provvedimento del quale costituiscono parte integrante.
Art. 2 – Il presente decreto è pubblicato sul sito www.miur.gov.it di questo Ministero, nonché sul sito http://afam.miur.it.
Art. 3 – Dalla data di pubblicazione del presente provvedimento, i trasferimenti disposti sono impugnabili dinanzi al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.
IL DIRETTORE GENERALE
Daniele Livon


Allegati

Decreto Direttoriale 9 giugno 2017, Prot. n. 1458

IL DIRETTORE GENERALE

VISTA la legge 21 dicembre 1999, n. 508 concernente la riforma delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica;

VISTA la legge 11 dicembre 2016, n. 232, di approvazione del “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”;

VISTO il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 102065 del 27 dicembre 2016 recante la “Ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019”;

VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 16 febbraio 2017, n. 87, con il quale sono state assegnate le risorse finanziarie per l’anno 2017 al Capo del Dipartimento preposto al Centro di responsabilità amministrativa denominato “Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca”;

VISTO il D.D. n. 631 del 27 marzo 2017 con il quale il Capo Dipartimento Prof. M. Mancini ha attribuito la delega per l’esercizio di spesa, in termini di competenza, cassa e residui, per le risorse di cui all’allegato “A”, al Dr. Daniele Livon Direttore Generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni delle formazione superiore;

VISTO l’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, che prevede l’unificazione del pagamento delle competenze fisse ed accessorie nel cosidetto “cedolino unico”;

VISTO l’articolo 4, commi 4-bis e seguenti, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 recante disposizioni in materia di pagamento di stipendi e competenze accessorie;

VISTO il Decreto 1 dicembre 2010 del Ministero dell’Economia e delle Finanze che disciplina il sistema di erogazione unificata delle competenze fisse e accessorie al personale delle amministrazioni dello Stato, denominato “cedolino unico”;

VISTA la circolare, n. 24 del 9 novembre 2016 – del Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, Ispettorato generale di bilancio – uff. IX – contenente le istruzioni operative e il calendario degli adempimenti per la chiusura delle contabilità dell’esercizio finanziario 2016;

VISTO l’articolo 2, comma 2 del D.P.R. 10/11/1999, n. 469, relativo alla riassegnazione delle somme versate entro la chiusura dell’esercizio alle corrispondenti unità previsionali di base;

VISTO il decreto direttoriale del 16/12/2016, prot. 3434, con il quale è stato disposto il versamento in conto entrate capo 13° cap. 3638 art. 1 al Tesoro dello Stato, della somma di € 3.752.101,52 quali economie realizzate alla fine dell’esercizio finanziario 2016 sul cap. 1603/4;

VISTA la quietanza di versamento in conto entrate dello Stato n. 751231 del 20/12/2016 di € 3.752.101,52;

VISTO il D.M.T. n. 27222/2017, registrato dalla Corte dei Conti il 14/4/2017, N. 412, con il quale è stata disposta la riassegnazione di competenza e cassa di € 3.752.102,00 sul capitolo 2403/4 del corrente esercizio finanziario;

VISTA la disponibilità di competenza e cassa del cap. 2403/4 dello stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’esercizio finanziario 2017;

RITENUTO di non procedere alla riassegnazione di economie di importo inferiore a 5 euro per una somma complessiva di € 5,34;

RITENUTO di dover procedere alla riassegnazione della somma di € 3.661.504,38 sul capitolo 2403/4 del corrente esercizio finanziario per il pagamento dei compensi e indennità per il miglioramento dell’offerta formativa del personale delle Istituzioni AFAM;

TENUTO CONTO che si è provveduto agli adempimenti previsti dall’articolo 22 del D. Lgs 14 marzo 2013, n. 33;

DECRETA

La somma di € 3.661.504,38 tratta dal cap. 2403/4 dello stato di previsione del M.I.U.R. relativo al corrente esercizio finanziario è riassegnata, quale economia dell’esercizio finanziario 2016, a favore delle sottoelencate Istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica per l’importo a fianco di ciascuna indicato, per il pagamento dei compensi ed indennità per il miglioramento dell’offerta formativa.

ISTITUZIONI

IMPORTO €

Conservatori di musica

 

ADRIA

9.240,02

AVELLINO

146.375,75

BARI

488.451,38

BENEVENTO

46,97

BOLOGNA

38.662,21

BRESCIA

67.754,26

CAGLIARI

410,88

CAMPOBASSO

28.082,95

CASTELFRANCO VENETO

208,00

COSENZA

109.591,84

CUNEO

6.053,86

FERMO

65.991,82

FERRARA

330,00

FIRENZE

2.514,89

FOGGIA

183.388,42

FROSINONE

9.684,89

GENOVA

167.229,01

LA SPEZIA

35.434,40

LATINA

40.992,45

MANTOVA

6.631,79

MATERA

168.737,70

MESSINA

28.694,76

MILANO

45.012,50

MONOPOLI

44.581,70

NAPOLI

286.412,18

NOVARA

3.960,42

PALERMO

218,91

PARMA

28.022,08

PERUGIA

30.788,94

PESARO

4.284,34

PESCARA

58.684,73

PIACENZA

131.708,81

POTENZA

221.641,27

REGGIO CALABRIA

129.868,80

ROMA

2.716,61

ROVIGO

13.055,08

SALERNO

32.545,44

SASSARI

13.186,64

TERAMO

23.820,00

TORINO

101.812,77

TRAPANI

10.052,50

UDINE

107.628,11

VENEZIA

2.083,26

VERONA

39.596,40

VIBO VALENTIA

128.337,77

VICENZA

52.143,26

Accademie di belle arti
BOLOGNA

201,81

CARRARA

4.495,10

CATANIA

5.461,79

CATANZARO

14.025,82

FIRENZE

210.340,30

FOGGIA

105.945,71

FROSINONE

343,02

L’AQUILA

58,30

LECCE

9.258,45

MACERATA

421,90

NAPOLI

186,72

PALERMO

11.858,50

REGGIO CALABRIA

156.899,71

ROMA

8.334,58

SASSARI

2.981,05

Accademie Nazionali
DANZA

37,54

ARTE DRAMMATICA

3.056,18

Isia
FAENZA

7.593,79

FIRENZE

3.333,34

TOTALE €

3.661.504,38

 

IL DIRETTORE GENERALE
F.to Daniele Livon

Ordinanza Ministeriale 5 giugno 2017, AOODGFIS 376

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca

Nota 7 giugno 2017, AOODGFIS 6983

OGGETTO: ERRATA-CORRIGE  Comunicato relativo all’O.M.376 del 5.6.2017

Nell’allegato Y 1/ C1, SEZIONE C – ALTRE INDICAZIONI/PRECEDENZE al punto 20, dove e’  scritto: «Provincia, limitrofa a quella prevista dalla casella 20, in cui l’aspirante usufruisce della precedenza.»,  leggasi: «Provincia, limitrofa a quella prevista dalla casella 19, in cui l’aspirante usufruisce della precedenza.».

Nell’allegato Y 2/ C2, SEZIONE C – ALTRE INDICAZIONI/PRECEDENZE al punto 18, dove e’  scritto: «Provincia, limitrofa a quella prevista dalla casella 19, in cui l’aspirante usufruisce della precedenza.»,  leggasi: «Provincia, limitrofa a quella prevista dalla casella 17, in cui l’aspirante usufruisce della precedenza.»

IL Dirigente
Riccardo Cataldo


Ordinanza Ministeriale 5 giugno 2017, n. 376

Trasferimenti del personale docente e tecnico amministrativo delle Accademie e dei Conservatori di musica e del personale tecnico amministrativo degli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA) e delle Accademie Nazionali di danza e di arte drammatica A.A. 2017/2018

SEQUENZA TEMPORALE DEGLI ADEMPIMENTI:

1. Termine ultimo per la presentazione della domanda di mobilità al Direttore della Istituzione di appartenenza  

30 giugno 2017

2. Pubblicazione dei punteggi attribuiti agli interessati 7 luglio 2017
3. Termine per reclami, rinunce alla domanda e rettifiche 17  luglio 2017
4. Pubblicazione punteggi definitivi 20 luglio 2017
5 Pubblicazione dei trasferimenti 24 luglio 2017
6. Comunicazione delle cattedre e dei posti disponibili per le utilizzazioni temporanee 31 luglio 2017
7. Termine ultimo per la presentazione della domanda di utilizzazione temporanea 4 agosto 2017
8. Pubblicazione delle utilizzazioni disposte 11 agosto 2017

 

VISTO       il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, concernente le norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
VISTO       il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, concernente l’approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado;
VISTA        la legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernente la legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate;
VISTA        la legge 14 gennaio 1994, n. 20, concernente le disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti;
VISTA        la legge 21 dicembre 1999, n. 508, relativa alla riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati;
VISTA        la legge 8 marzo 2000, n. 53, concernente le disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città;
VISTO       il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa;
VISTO       il Contratto collettivo decentrato nazionale siglato il 31 maggio 2002, concernente la mobilità del personale docente e tecnico amministrativo dei Conservatori di musica delle Accademie e degli ISIA;
VISTO       il Contratto collettivo nazionale di lavoro 16 febbraio 2005, quadriennio normativo 2002-2005;
VISTO       l’accordo decentrato nazionale sottoscritto il 12 luglio 2005, relativo alla mobilità del personale tecnico amministrativo per l’anno accademico 2005-2006;
VISTO       l’incontro del 29 luglio 2008 nel quale le organizzazioni sindacali e la delegazione di parte pubblica hanno convenuto di chiarire, in via di interpretazione autentica, che il termine “utilizzazioni”, inserito all’articolo 5, punto 14, del Contratto, non deve intendersi riferito alle utilizzazioni a domanda degli interessati, disciplinate dagli articoli 3, 4 e 4-bis dello stesso Contratto;
VISTO       il Contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto il 4 agosto 2010, relativo al quadriennio normativo 2006-2009;
CONSIDERATO che continuano a trovare applicazione, anche per l’anno accademico 2017-2018, le norme del Contratto nazionale decentrato per la mobilità sottoscritto il 31 maggio 2002;
VISTO       il provvedimento 14 maggio 2014, con il quale il Commissario ad acta, in esecuzione della sentenza n. 733/14 del Tar Lazio, ha disposto la statizzazione dell’Istituto Musicale Pareggiato “G. Braga” di Teramo, ed in particolare gli articoli 9, 10 e 11;

O R D I N A

– Art. 1
Oggetto

La presente Ordinanza disciplina, per l’anno accademico 2017/2018, la mobilità del personale docente e tecnico e amministrativo con rapporto di lavoro a tempo indeterminato dei Conservatori di musica, delle Accademie di belle arti, dell’Istituto Statale Superiore di studi musicali e coreutici “G. Braga” di Teramo, nonché del solo personale tecnico e amministrativo degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, dell’Accademia Nazionale di Danza e dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, ad eccezione dei docenti di prima e seconda fascia in servizio presso le Scuole Libere del Nudo e presso la Scuola degli Artefici di Milano.

 

– Art. 2
Termini e modalità di presentazione della domanda di trasferimento

  1. Le domande di trasferimento devono essere redatte secondo i modelli Y1 e Y2 – Allegati C1 e C2 – rispettivamente dal personale docente e dal personale tecnico e amministrativo, seguendo le relative istruzioni, e presentate direttamente all’Istituzione in cui l’interessato presta servizio o spedite a mezzo posta elettronica certificata (PEC) o raccomandata con ricevuta di ritorno entro il termine perentorio del  30 giugno 2017.  Nel caso di presentazione della domanda tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, al fine di assicurare la tempestività della procedura, l’interessato è tenuto a inviare copia della domanda anche a mezzo fax o per e-mail entro il medesimo termine del 30 giugno 2017. Le Istituzioni, nel caso di domande presentate a mano, rilasciano apposita ricevuta.
  2. Ciascuno può presentare una sola domanda di trasferimento.
  3. Le domande presentate oltre il termine stabilito, ovvero in difformità rispetto agli appositi modelli, non saranno prese in considerazione.
  4. Il personale trasferito d’ufficio per incompatibilità ai sensi dell’articolo 467 del decreto legislativo  n. 297 del 1994 non può chiedere di tornare nella sede di provenienza, a meno che non siano cessate le cause di incompatibilità, che ne avevano giustificato il trasferimento.

 

– Art. 3  –
Indicazione delle preferenze

  1. Le preferenze devono essere indicate nell’apposita sezione del modello di domanda e possono essere espresse per le Accademie di belle arti, i Conservatori e loro sezioni staccate, l’Istituto statale superiore di studi musicali e coreutici “G. Braga” di Teramo. Per il solo personale tecnico e amministrativo possono essere espresse le preferenze anche per l’Accademia Nazionale di Danza, di Arte Drammatica e per gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche.
  2. Le preferenze devono essere espresse indicando la denominazione delle sedi così come riportata negli elenchi ufficiali, pubblicizzati e comunque disponibili presso le sedi delle Istituzioni.
  3. Qualsiasi richiesta di preferenza formulata in contrasto con le modalità indicate nel presente articolo non è valida.

– Art. 4 –
Sezioni staccate

  1. Ai fini del trasferimento, le sezioni staccate vanno specificamente richieste con espressa preferenza.

 

– Art. 5  –
Rinuncia

  1. L’eventuale rinuncia alla domanda di trasferimento deve essere presentata, entro il termine perentorio del 17 luglio, alla stessa Istituzione cui è stata consegnata o spedita la domanda di trasferimento.
  2. Non è ammessa la rinuncia al trasferimento disposto se non per gravi motivi sopravvenuti, debitamente comprovati e a condizione che sia rimasto vacante il posto di provenienza. La disponibilità del posto lasciato libero dal rinunciatario non influisce sui trasferimenti effettuati.

 

– Art. 6
Documentazione delle domande

  1. La valutazione dei titoli di servizio e delle esigenze di famiglia, effettuata esclusivamente in base alla documentazione prodotta nei termini dagli interessati unitamente alla domanda di trasferimento, avviene in conformità alla Tabella di valutazione allegata al Contratto Collettivo Decentrato Nazionale, siglato il 31 maggio 2002 (1).
  2. La documentazione, fatta eccezione per quella di carattere sanitario, deve essere presentata esclusivamente mediante dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di atto di notorietà, ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
  3. Lo stato dei figli portatori di handicap fisico, psichico o sensoriale, tossicodipendenti, ovvero, del figlio maggiorenne, del coniuge o del parente o affine entro il terzo grado totalmente e permanentemente inabili al lavoro, deve essere documentato con certificazione originale della A.S.L. e delle preesistenti commissioni sanitarie provinciali o in copia autenticata. Il ricovero permanente del figlio, del coniuge o del parente o affine entro il terzo grado  deve essere documentato con certificato rilasciato dall’Istituto di cura.
    Il bisogno, per i medesimi, di cure continuative tali da comportare di necessità la residenza nella Provincia ove ha sede l’Istituto di cura, deve essere, invece, documentato con certificato rilasciato da Ente Pubblico Ospedaliero o dalla Azienda Sanitaria Locale o dall’Ufficiale Sanitario o da un Medico Militare.
    L’interessato dovrà, altresì, comprovare con dichiarazione personale, redatta a norma delle disposizioni contenute nel D.P.R. n. 445 del 2000, così come modificato dall’articolo 15 della  legge 16 gennaio 2003, n. 3, che il figlio, il coniuge, il parente o affine entro il terzo grado,  può essere assistito soltanto nella provincia  nel cui ambito si trovano l’Istituto di cura e l’Istituzione richiesta per trasferimento. Per i figli tossicodipendenti l’attuazione di un programma terapeutico e socio-riabilitativo deve essere documentato con certificazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata in cui esso avviene (articoli 114, 118 e 122 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309).
    L’interessato dovrà comprovare con dichiarazione personale che il figlio tossicodipendente può essere assistito soltanto nella provincia richiesta per trasferimento, in quanto nella provincia di titolarità non esiste una struttura pubblica o privata presso la quale il medesimo può essere sottoposto a programma terapeutico e socio-riabilitativo, ovvero perché in tale provincia il figlio tossicodipendente viene sottoposto a programma terapeutico con l’assistenza di un medico di fiducia come previsto dall’’articolo 122, comma 3, del citato D.P.R. n. 309 del 1990.
  4. In mancanza di dette dichiarazioni, la documentazione esibita non è presa in considerazione.
  5. Ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000, l’interessato comprova con dichiarazioni personali l’esistenza di figli, del coniuge, nonché il rapporto di parentela con le persone con le quali chiede di ricongiungersi(2) .
  6. Gli aspiranti al trasferimento al Conservatorio di musica di Bolzano per le materie appresso indicate, da impartirsi in lingua italiana e in lingua tedesca, possono chiedere detto trasferimento solo se rispettivamente di madre lingua italiana o di madre lingua tedesca:
    Teoria dell’armonia e analisi, Musicologia sistematica, Storia della musica, Teoria, ritmica e percezione musicale, Pratica e lettura pianistica, Poesia per musica e drammaturgia musicale, Letteratura italiana e tedesca, Teoria e tecnica dell’interpretazione scenica, Pratica organistica e canto gregoriano, Accompagnamento pianistico, Musica Sacra, Pedagogia musicale per Didattica della musica, Elementi di composizione per Didattica della musica, Direzione di Coro e repertorio corale per Didattica della musica, Storia della musica per Didattica della musica, Pratica della lettura vocale e pianistica per Didattica della musica, Bibliografia e biblioteconomia musicale.
  7. Gli aspiranti al trasferimento al Conservatorio di musica di Bolzano per le altre materie non elencate sopra devono presentare domanda, entro gli stessi termini di scadenza della  domanda di trasferimento, direttamente al Conservatorio di Bolzano, per sostenere il colloquio ai fini dell’accertamento della conoscenza della lingua italiana e tedesca, con le stesse modalità già indicate dal previgente Ordinamento di cui al decreto legislativo n. 265 del 1992.
  8. Ai fini del riconoscimento della precedenza o delle agevolazioni previste dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 per l’assistenza ai portatori di handicap tutti i riferimenti del CCND 31 maggio 2002 non si applicano alla sussistenza del requisito della convivenza a seguito delle modifiche successivamente intervenute alla predetta legge.

– Art. 7
Competenza a disporre i trasferimenti

  1. I trasferimenti del personale di cui all’articolo 1, commi 1 e 2, della presente Ordinanza ministeriale sono disposti dal competente Direttore Generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore del Ministero.

 

– Art. 8 –
Adempimenti dei Direttori delle Istituzioni interessate alla mobilità

  1. Il Direttore di ciascuna Istituzione verifica che le domande di trasferimento siano state redatte in conformità agli appositi modelli allegati alla presente Ordinanza e corredate della necessaria documentazione, accertando l’esatta corrispondenza tra la documentazione allegata e quella dichiarata. Dispone, quindi, l’inserimento di tutti i dati nella sezione riservata alle istituzioni.
  2. Il punteggio assegnato e le precedenze riconosciute sono resi pubblici nel internet http://afam.miur.it  entro la data del 7 luglio al fine di consentire, entro il termine perentorio del 17 luglio, la presentazione di motivate richieste di rettifica o di rinuncia alla domanda al Direttore dell’istituzione. Quest’ultimo, ove ne verifichi la fondatezza, procede alla correzione richiesta, inserendo i relativi dati rettificati nel sistema informatico con la funzione riservata alle Istituzioni. Qualora la richiesta di rettifica non sia accolta ne dà comunicazione all’interessato.
  3. Le domande di trasferimento e la relativa documentazione devono essere trattenute agli atti delle Istituzioni per esigenze di istruttoria in caso di contenzioso e per eventuali richieste ai sensi della legge n. 241 del 1990 e successive modifiche ed integrazioni.
  4. Al fine di realizzare nei termini previsti dalle presenti disposizioni i sopraindicati adempimenti, il direttore dell’istituzione, ai sensi dell’articolo 24, comma 6, della legge n. 241 del 1990, ha facoltà di differire l’accesso alla documentazione amministrativa.

 

– Art. 9 –
Pubblicazione dei movimenti

  1. La pubblicazione dei punteggi definitivi sarà resa nota il 20 luglio 2017.
  2. I trasferimenti disposti sulla base della presente procedura sono pubblicati entro la data del 24 luglio 2017 sul sito afam.miur.it nonché sul sito http://afam.miur.it con il provvedimento contenente l’elenco del personale che ha ottenuto il trasferimento, con l’indicazione, a margine di ciascun nominativo, del punteggio complessivo e delle eventuali precedenze.

 

Art. 10
Domanda di utilizzazione temporanea del personale docente

  1. Le cattedre e i posti inizialmente disponibili per le utilizzazioni temporanee del personale docente nell’anno accademico 2017-2018 sono resi noti il  31 luglio 2017 sul sito internet  http://afam.miur.it .
  2. La domanda di utilizzazione temporanea, corredata del curriculum vitae con le attività didattico-professionali svolte e delle pubblicazioni, deve essere presentata entro il 4 agosto 2017 ai Direttori delle Istituzioni ove si aspira ad essere utilizzati indipendentemente dalla disponibilità delle cattedre e posti inizialmente resi noti.
  3. In ciascuna domanda deve essere indicato l’ordine preferenziale delle eventuali altre sedi richieste.
  4. Le istituzioni che hanno ricevuto domande di utilizzazione provvedono immediatamente a costituire la commissione, prevista all’articolo 4, comma 4, del CCND del 31 maggio 2002, i cui lavori inizieranno al momento in cui si sia realizzata l’effettiva disponibilità della cattedra o del posto.
  5. Le utilizzazioni effettuate sono immediatamente comunicate all’Istituzione di provenienza del docente individuato quale destinatario dell’utilizzazione, al fine di consentire analoga procedura presso tale sede ed inserite nell’apposita funzione fornita dal CINECA.
  6. Le procedure di utilizzazione si concludono entro il 10 agosto 2017
  7. Le utilizzazioni disposte saranno pubblicate il 11 agosto 2017. 

– Art. 11 
Domanda di utilizzazione temporanea del personale tecnico e amministrativo

  1. I posti inizialmente disponibili per le utilizzazioni temporanee, per ciascun profilo professionale, sono resi noti il 31 luglio 2017 sul sito internet http://afam.miur.it. Il personale interessato all’utilizzazione temporanea presenta, entro il 4 agosto 2017, all’Istituzione presso la quale intende essere utilizzato, indipendentemente dalla disponibilità dei posti inizialmente comunicata, la relativa domanda corredata del curriculum vitae e della documentazione attestante i titoli di studio e professionali.
  2. In ciascuna domanda deve essere indicato l’ordine preferenziale delle eventuali altre sedi richieste.
  3. L’utilizzazione è disposta, all’esito della procedura di valutazione comparativa prevista dall’articolo 4-bis del CCND, con provvedimento del Direttore.
  4. Le utilizzazioni effettuate sono immediatamente comunicate all’Istituzione di provenienza del personale individuato quale destinatario dell’utilizzazione, al fine di consentire analoga procedura presso tale sede.
  5. Le procedure di utilizzazione si concludono entro il 10  agosto 2017. I provvedimenti che dispongono le utilizzazioni sono acquisiti al CINECA e comunicati via PEC al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Direzione Generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore, entro la stessa data.
  6. Le utilizzazioni disposte saranno pubblicate il 11 agosto 2017.

 

– Art. 12 
Pubblicazione

  1. La presente Ordinanza ministeriale è pubblicata sul sito internet www.afam.miur.it, nonché sul sito http://afam.miur.it.

 

– Art. 13
Ricorsi

  1. I provvedimenti di trasferimento e di utilizzazione temporanea sono impugnabili dinanzi al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro ai sensi del decreto legislativo n. 165 del 2001.
  2. L’Amministrazione dispone, in sede di autotutela, rettifiche per eventuali errori materiali relativi ai trasferimenti disposti.

 

(1) Nell’ambito della valutazione delle esigenze di famiglia, si precisa che i punteggi riferiti “al figlio” si intendono estesi anche al figlio adottivo o in affidamento preadottivo o in affidamento.

(2) La residenza del familiare deve essere attestata con dichiarazione sostitutiva di certificazione nella quale deve essere indicata la decorrenza dell’iscrizione anagrafica che deve essere anteriore di almeno tre mesi alla data di pubblicazione dell’O.M. concernente la mobilità.

 

IL MINISTRO
Valeria Fedeli


Allegati

Educazione&Scuola©

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