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Decreto Direttoriale 9 febbraio 2017, AOODGRUF 170

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie

 

Premessa e quadro di riferimento

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Dipartimento per la Programmazione, la Gestione delle Risorse Umane e Finanziarie e Strumentali, Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie, intende dare seguito al progetto di aggiornamento professionale “Io conto”,  già realizzato negli anni 2013-15, con l’obiettivo di consolidare ed aggiornare, tramite l’erogazione di formazione in aula, le competenze dei Dirigenti Scolastici (DS) e dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) delle istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado d’istruzione, su tematiche amministrativo contabili, anche in funzione delle ultime novità normative e procedurali intervenute (i.e. D.Lgs. 50/2016[1], modifiche previste al D.I. 44/2001[2]).

Il progetto è finalizzato inoltre all’ottimizzazione ed al miglioramento dei processi e dei sistemi informativi a supporto della gestione amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche, valorizzando il ruolo attivo delle scuole per la rilevazione di specifici fabbisogni, la condivisione di esperienze operative e lo sviluppo di soluzioni organizzative, di processo e tecnologiche coerenti con le esigenze rilevate.

In continuità con la precedente edizione, è previsto un modello di erogazione della formazione “a cascata”, strutturato su due livelli. In particolare, il primo livello formativo, erogato centralmente, è finalizzato ad implementare il bagaglio di conoscenze di un gruppo ristretto di partecipanti, selezionati sulla base dei curricula presentati, con l’obiettivo di prepararli al ruolo di “esperti”. Nel successivo livello formativo, tali “esperti” provvederanno a formare i DS ed i DSGA su tutto il territorio nazionale.

Tutto ciò premesso, il presente bando è finalizzato a selezionare una rete di scuole, costituita o costituenda, che supporti la Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie nelle attività di progettazione, coordinamento, realizzazione e monitoraggio del percorso formativo.

La suddetta rete deve essere caratterizzata dalla presenza di almeno una scuola per ogni regione (c.d. “scuole polo”). Tali “scuole polo”, coordinate dalla scuola capofila della rete, avranno la responsabilità di pianificare, organizzare e monitorare la realizzazione della formazione nei territori di competenza.

Si precisa che a supporto di tutte le fasi del percorso formativo, sarà realizzata una piattaforma web a cura di un’istituzione scolastica selezionata con apposito bando.

 

IL DIRETTORE GENERALE

VISTA la Legge 31 dicembre 2009, n. 196, concernente “Legge di contabilità e finanza pubblica”;

VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 febbraio 2014, n. 98, con il quale è stato emanato il “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”;

VISTO il Decreto Ministeriale 26 settembre 2014, n. 753, recante “Individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale dell’Amministrazione centrale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”;

VISTO l’articolo 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 e, in particolare, i commi 1, 5 e 14;

VISTO l’articolo 67, comma 2, del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Scuola siglato il 29 novembre 2007, che include le istituzioni scolastiche tra i soggetti qualificati per la formazione del personale scolastico;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, recante “Norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche”;

VISTO il Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione di concerto con il Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica 1 febbraio 2001, n. 44, avente per oggetto “Regolamento concernente le istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche”;

VISTA la Legge 13 luglio 2015, n. 107, recante “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”;

VISTO il Decreto Ministeriale 1 settembre 2016, n. 663, recante “Criteri e parametri per l’assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche”, ed in particolare l’articolo 36, comma 1, che destina la somma di euro 800.000,00 ad interventi formativi destinati ai dirigenti scolastici e ai direttori dei servizi generali e amministrativi in materia amministrativo-contabile;

VISTO altresì il comma 2 del già citato articolo 36 del D.M. 663/2016, ove si dispone che la Direzione generale per le risorse umane e finanziarie acquisisca le candidature di istituzioni scolastiche ed educative statali o loro reti, rivolte all’erogazione di corsi di formazione ai dirigenti scolastici ed ai dirigenti dei servizi generali ed amministrativi in materia amministrativo‐contabile;

VISTI anche i commi 3 e 4 del già citato articolo 36 del D.M. 663/2016, che disciplinano la nomina e la composizione della commissione, nonché le modalità di valutazione delle candidature;

RITENUTO di dover adottare un proprio decreto per l’acquisizione delle candidature di reti di istituzioni scolastiche ed educative statali interessate a progettare e realizzare gli interventi formativi sopracitati.

 

DECRETA

Art 1

(Finalità)

Il presente bando, ai sensi dell’art. 36, del Decreto Ministeriale 1 settembre 2016, n. 663, recante “Criteri e parametri per l’assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche”, è finalizzato a selezionare una rete di istituzioni scolastiche ed educative statali che si impegni a progettare e porre in essere azioni formative su tematiche amministrativo contabili rivolte ai Dirigenti Scolastici (DS) e dei Direttori Servizi Generali e Amministrativi (DSGA), così come descritto agli artt. 4-5 del presente bando.

Art 2

(Destinatari del bando)

Il bando è rivolto alle istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado d’istruzione, organizzate in una rete di scuole, costituita o costituenda, e coordinate da una scuola capofila individuata all’interno della rete stessa. Tale rete deve essere caratterizzata dalla presenza di almeno una istituzione scolastica per ogni regione.

Si precisa che la scuola capofila, in sede di presentazione della proposta progettuale, dovrà indicare i codici meccanografici delle scuole aderenti o che aderiranno alla rete.

 

Art 3

(Temi delle attività formative)

Il percorso di aggiornamento professionale riguarda le principali novità che saranno introdotte dalla revisione del regolamento di contabilità delle istituzioni scolastiche nelle sue articolazioni, come previsto dall’art. 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

La Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie, in collaborazione con la rete, svilupperà nel dettaglio i contenuti ed i relativi moduli formativi.

 

Art 4

(Specifiche del progetto formativo)

La rete di scuole selezionata supporterà la Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie nella progettazione, coordinamento, realizzazione e monitoraggio delle attività formative previste nel presente articolo.

In particolare, il modello individuato per l’erogazione della formazione è strutturato su due livelli:

  • un primo livello formativo, erogato centralmente, finalizzato ad implementare il bagaglio di conoscenze di un gruppo ristretto di circa 300 partecipanti, selezionati sulla base dei curricula presentati, con l’obiettivo di prepararli al ruolo di “esperti”. Sarà responsabilità dell’istituzione capofila della rete, progettare, coordinare, realizzare e monitorare l’erogazione della formazione di tale livello;
  • un secondo livello formativo, erogato su base territoriale dai suddetti “esperti”, finalizzato a formare circa 16.800 DS e DSGA. Sarà responsabilità delle “scuole polo”, coordinate dalla scuole capofila della rete, pianificare, organizzare e monitorare la realizzazione della formazione nei territori di competenza.

Ciò posto, la rete di scuole dovrà realizzare le seguenti attività:

  1. supporto alla progettazione formativa ed all’elaborazione del materiale didattico;
  2. realizzazione della formazione agli “esperti”;
  3. realizzazione della formazione sul territorio;
  4. rilevazione del grado di soddisfazione dei discenti.
  5. a) Supporto alla progettazione formativa ed all’elaborazione del materiale didattico

La fase di progettazione è finalizzata alla predisposizione di tutte le attività propedeutiche alla realizzazione degli interventi, dalla progettazione formativa alla preparazione dei contenuti didattici da fruire in aula, nonché alla predisposizione del materiale.

In particolare, la rete di scuole, con riferimento ad entrambi i livelli formativi, supporterà la Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie nelle seguenti attività:

  • definire i contenuti formativi, progettare i moduli didattici e redigere il relativo materiale;
  • predisporre il piano formativo.

Il piano dovrà riportare la descrizione di tutte le attività previste nel percorso formativo e le relative modalità di svolgimento, corredate dalle tempistiche di attuazione.

Il piano presentato sarà oggetto di condivisione e di validazione da parte della suddetta Direzione e costituirà il punto di riferimento per la realizzazione ed il monitoraggio dei singoli interventi e del progetto nel suo complesso.

Il materiale da utilizzare in aula sarà progettato e realizzato secondo le modalità più idonee a garantire la chiarezza dei contenuti ed il raggiungimento dei risultati prefissati, coerentemente con i fabbisogni di diffusione richiesti.

Il materiale sarà reso disponibile ai discenti in formato digitale; si specifica che tutto il materiale prodotto nel corso dell’erogazione del servizio è di proprietà del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

  1. b) Realizzazione della formazione agli “esperti”

La rete di scuole si occuperà di progettare ed erogare la formazione a circa 300 “esperti”, selezionati dalla Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie; in particolare, dovrà:

  • definire l’articolazione e la durata del percorso formativo dedicato agli “esperti”;
  • pianificare e realizzare gli interventi formativi curando l’organizzazione della docenza, la logistica e la segreteria organizzativa dei corsi.

La rete di scuole si impegna a garantire, per ogni giornata di formazione, la presenza in aula di un docente individuato in coordinamento con la suddetta Direzione, sulla base di una riconosciuta, comprovata e pluriennale esperienza nelle materie oggetto del percorso formativo e nel settore della Pubblica Amministrazione e dell’Istruzione.

Con riferimento alla logistica, la rete di scuole dovrà prevedere la disponibilità di aule idonee ad ospitare il numero di discenti definito; tali aule dovranno essere dotate di videoproiettore e schermo a parete idonea alla proiezione ovvero di lavagna interattiva multimediale.

Per quanto riguarda la segreteria organizzativa, questa consiste nella seguenti attività:

  • convocazione dei partecipanti, con particolare riferimento alla preparazione degli elenchi dei discenti ed al monitoraggio dell’avvenuta convocazione degli stessi;
  • predisposizione dei registri/fogli per la raccolta firme-presenza;
  • rilevazione delle presenze in aula tramite la raccolta delle firme dei partecipanti sulla modulistica appositamente predisposta;
  • accoglienza in aula, con particolare riferimento alla fornitura ai partecipanti del programma giornaliero e degli eventuali questionari di valutazione;
  • preparazione e consegna degli attestati di partecipazione.

Si specifica che i costi logistici per la messa a disposizione delle aule per la formazione nonché i costi connessi a viaggi, vitto e alloggio dei docenti, dei DS e dei DSGA facenti parte del gruppo degli “esperti”, sono a carico della rete di scuole.

  1. c) Realizzazione della formazione sul territorio

La rete di scuole dovrà, attraverso le “scuole polo”, progettare, coordinare e realizzare la formazione sul territorio, erogata dagli “esperti”, dedicata ai circa 16.800 DS e DSGA delle istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado d’istruzione (l’allegato A riporta il numero di DS e DSGA suddiviso per regione e provincia). In particolare, la rete dovrà:

  • pianificare, sulla base dei discenti iscritti, il numero delle edizioni da realizzare e la distribuzione delle stesse nei diversi territori;
  • organizzare e realizzare gli interventi formativi curando l’organizzazione della docenza, la logistica e la segreteria organizzativa dei corsi.

Con riferimento alla pianificazione degli interventi, questa sarà organizzata con l’obiettivo di minimizzare gli spostamenti interprovinciali dei discenti in funzione della composizione d’aula definita (massimo 50 discenti), del numero di DS e DSGA iscritti, della distribuzione dei DS e DSGA iscritti nell’ambito territoriale assegnato a ciascuna “scuola polo”.

Rispetto all’organizzazione e realizzazione dei corsi, ciascuna “scuola polo” dovrà individuare gli “esperti”, predisporre i calendari delle edizioni del corso riferite all’ambito territoriale assegnato, creare le classi ripartendo i DS e DSGA iscritti al percorso formativo tra le edizioni previste secondo un criterio di prossimità geografica tenendo in considerazione la sede di lavoro dei discenti, pubblicare i calendari dei corsi.

Tutte le attività di cui sopra saranno supportate da apposita piattaforma web di cui alle premesse del presente bando.

La rete, inoltre, provvederà all’organizzazione dei corsi, garantendo:

  • la disponibilità delle aule, che dovranno essere dotate di videoproiettore e schermo a parete idonea alla proiezione ovvero di lavagna interattiva multimediale;
  • la gestione della segreteria organizzativa.

Per quanto riguarda la segreteria organizzativa, questa consiste nella seguenti attività:

  • convocazione dei partecipanti, con particolare riferimento alla preparazione degli elenchi dei discenti ed al monitoraggio dell’avvenuta convocazione degli stessi;
  • predisposizione dei registri/fogli per la raccolta firme-presenza;
  • rilevazione delle presenze in aula tramite la raccolta delle firme dei partecipanti sulla modulistica appositamente predisposta;
  • accoglienza in aula, con particolare riferimento alla fornitura ai partecipanti del programma giornaliero e degli eventuali questionari di valutazione;
  • preparazione e consegna degli attestati di partecipazione.
  1. d) Rilevazione del grado di soddisfazione dei discenti

La rete di scuole, per entrambi i livelli formativi, predisporrà il questionario per la rilevazione del grado di soddisfazione dei discenti nonché elaborerà ed analizzerà i relativi risultati al fine di valutare la partecipazione dei corsisti, la coerenza del percorso rispetto alle aspettative ed il buon andamento dell’iniziativa formativa. Il suddetto questionario sarà somministrato ai discenti per il tramite della piattaforma web di cui alle premesse del presente bando.

 

Art 5

(Obblighi di collaborazione)

La rete di scuole che risulterà aggiudicatrice del presente bando, si impegna a svolgere tutte le attività progettuali previste in coordinamento con la Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie.

Inoltre, la suddetta rete dovrà collaborare con l’istituzione scolastica che si aggiudicherà il bando avente ad oggetto la progettazione, l’implementazione e la gestione di una piattaforma web atta a supportare il percorso formativo in tutte le sue fasi.

 

Art 6

(Requisiti di ammissibilità e modalità di presentazione delle candidature)

Sono ammesse le candidature di reti di istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado, costituite o costituende, che presentino almeno una scuola per ogni regione. Ciascuna istituzione scolastica capofila di rete, può proporre la candidatura di un solo progetto indicando i codici meccanografici (uno per regione) delle istituzioni scolastiche aderenti o che aderiranno alla rete.

Tutte le istituzioni scolastiche facenti parte della rete devono presentare bilanci consuntivi relativi agli ultimi tre anni (2015-2014-2013) approvati dai revisori dei conti senza alcun rilievo ricevuto.

Le candidature dovranno essere tramesse al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca entro e non oltre le ore 12.00 del 28 febbraio 2017, esclusivamente mediante posta elettronica certificata all’indirizzo risorsefinanziarie@postacert.istruzione.it e dovranno riportare nell’oggetto la seguente dicitura: “Proposta progettuale per attività formative in favore di DS e DSGA”.

Le reti di scuole che intendono candidarsi dovranno trasmettere una proposta progettuale che non superi complessivamente le 20 pagine e che contenga:

  1. la presentazione dalla rete di scuole;
  2. la descrizione delle specifiche esperienze della rete di scuole e/o delle istituzioni scolastiche ad essa aderenti, nella realizzazione di progetti formativi a favore del personale scolastico precedentemente portati a valido compimento;
  3. la descrizione dell’organizzazione complessiva del progetto e del piano di lavoro proposto;
  4. la descrizione delle modalità di realizzazione degli interventi formativi, comprensiva dell’articolazione di massima dei percorsi e dei contenuti per la formazione in aula con riferimento ai due livelli formativi;
  5. le eventuali proposte migliorative.

Si richiede inoltre di allegare per ogni istituzione scolastica aderente alla rete, una dichiarazione di assenza di rilievi da parte dei revisori dei conti nell’approvazione dei bilanci consuntivi degli ultimi tre anni (2015-2014-2013).

 

Art 7

(Modalità di valutazione delle candidature)

Le candidature, ai sensi dell’articolo 36, comma 3, del Decreto Ministeriale 1 settembre 2016, n. 663, saranno valutate da un’apposita commissione nominata dal Direttore Generale per le Risorse Umane e Finanziarie e composta da personale dipendente in servizio presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, dotato di specifica professionalità.

La commissione formerà una graduatoria, in ragione dei criteri di valutazione di seguito stabiliti, attribuendo un punteggio nel limite massimo di 100 punti.

Criterio di valutazione Sub-criterio Punteggio massimo parziale Punteggio massimo totale
Adeguatezza della proposta alle specifiche del progetto formativo   40
  Completezza dell’articolazione del percorso formativo in aula e coerenza rispetto alle specifiche del progetto formativo 20  
  Adeguatezza dei contenuti proposti rispetto agli obiettivi definiti nelle specifiche del progetto formativo 20  
Progetti formativi in favore del personale scolastico precedentemente portati a valido compimento   25
  Esperienza della rete di scuole in tema di realizzazione di progetti formativi a favore del personale scolastico sulle tematiche definite nell’articolo 3 (indicare al massimo 5 esperienze: per ogni esperienza sarà attribuito un punteggio massimo pari a 4 punti) 20  
  Esperienze della rete di scuole in tema di realizzazione di progetti formativi a favore del personale scolastico su tematiche diverse da quelle definite all’art. 3 (indicare al massimo 5 esperienze: per ogni esperienza sarà attribuito un punteggio massimo pari a 1 punto) 5  
Organizzazione e coordinamento del servizio   25
  Piano di lavoro di massima per l’espletamento di tutte le attività previste nel bando 15  
  Valutazione dell’adeguatezza e completezza della soluzione organizzativa proposta per l’erogazione del servizio e degli strumenti utilizzati per il coordinamento del progetto 10  
Proposte migliorative e/o integrative volte ad accrescere la qualità del progetto formativo   10
Totale punteggio massimo attribuibile 100

 

 

Art 8

(Risorse finanziarie programmate)

L’entità delle risorse destinate al presente bando, a valere su quelle previste ai sensi dell’art. 36, comma 1, del Decreto Ministeriale 1 settembre 2016, n. 663, è pari a € 650.000,00.

 

Art 9

(Modalità di finanziamento e di rendicontazione)

Il finanziamento e la rendicontazione del progetto saranno gestiti come di seguito riportato:

  • La Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie assegna l’intero importo previsto all’art. 8 del presente bando alla scuola capofila della rete ed eroga, a titolo di acconto, il 50% dell’importo ai sensi dell’articolo 37, del Decreto Ministeriale 1 settembre 2016, n. 663.
  • Le “scuole polo” predispongono ed inviano un rendiconto alla scuola capofila relativo ai titoli di spesa liquidati ed agli impegni assunti, opportunamente vistato dal/i Revisore/i dei Conti e contenente la seguente dicitura: “Si attesta la regolarità amministrativo-contabile relativamente ai titoli di spesa e alle procedure adottate con riferimento a quanto oggetto di rendiconto del presente documento. Le attività liquidate devono essere ricomprese tra quelle previste dal progetto commissionato”.

La scuola capofila provvede a consolidare le rendicontazioni ricevute dalle “scuole polo” ed a trasmetterle alla Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie.

  • La Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie provvede alla verifica della suddetta rendicontazione ed eroga il saldo dovuto.

 

Art 10

(Costi ammissibili)

Sono ritenuti ammissibili i costi riconducibili alla progettazione specifica e relativi a spese per:

  • progettazione, coordinamento e monitoraggio (spese di funzionamento progettuale, coordinamento e progettazione; spese per attrezzature, materiali, forniture, beni di consumo, servizi specialistici specifici per il progetto);
  • segreteria e gestione amministrativa;
  • realizzazione formazione a livello centrale (viaggi, vitto, alloggio, costo formatori e predisposizione materiali, segreteria organizzativa);
  • realizzazione formazione a livello regionale/territoriale (costo orario dei formatori “esperti”, costi di gestione scuole ospitanti a livello provinciale, costi di progettazione e coordinamento della “scuola polo” regionale).

Si evidenzia infine che la rete aggiudicataria del presente bando potrà avvalersi della facoltà di aderire a contratti attualmente in essere, stipulati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, aventi ad oggetto, inter alia, servizi di sviluppo e gestione del sistema informativo, nonché di supporto alla governance e ai procedimenti amministrativi.

 

Art 11

(Pubblicazione)

Il presente bando è pubblicato sul sito internet del Ministero, www.istruzione.it.

 

 

 

 

Il Direttore generale

Jacopo Greco


 

Allegato A

Tabella con DS e DSGA divisi su base provinciale

Regione Provincia Numero di DS e DSGA
Abruzzo Chieti 118
Abruzzo L’Aquila 98
Abruzzo Pescara 94
Abruzzo Teramo 86
Totale Abruzzo 396
Basilicata Matera 80
Basilicata Potenza 170
Totale Basilicata 250
Calabria Catanzaro 138
Calabria Cosenza 280
Calabria Crotone 74
Calabria Reggio Calabria 196
Calabria Vibo Valentia 66
Totale Calabria 754
Campania Avellino 154
Campania Benevento 104
Campania Caserta 310
Campania Napoli 1.034
Campania Salerno 414
Totale Campania 2.016
Emilia Romagna Bologna 222
Emilia Romagna Ferrara 82
Emilia Romagna Forlì-Cesena 112
Emilia Romagna Modena 178
Emilia Romagna Parma 110
Emilia Romagna Piacenza 68
Emilia Romagna Ravenna 88
Emilia Romagna Reggio Emilia 134
Emilia Romagna Rimini 78
Totale Emilia Romagna 1.072
Friuli Gorizia 50
Friuli Pordenone 84
Friuli Trieste 70
Friuli Udine 138
Totale Friuli Venezia Giulia 342
Lazio Frosinone 160
Lazio Latina 164
Lazio Rieti 60
Lazio Roma 1.000
Lazio Viterbo 88
Totale Lazio 1.472
Liguria Genova 196
Liguria Imperia 60
Liguria La Spezia 62
Liguria Savona 72
Totale Liguria 390
Lombardia Bergamo 282
Lombardia Brescia 290
Lombardia Como 134
Lombardia Cremona 88
Lombardia Lecco 86
Lombardia Lodi 58
Lombardia Mantova 104
Lombardia Milano 864
Lombardia Pavia 110
Lombardia Sondrio 72
Lombardia Varese 210
Totale Lombardia 2.298
Marche Ancona 148
Marche Ascoli Piceno 110
Marche Macerata 112
Marche Pesaro e Urbino 112
Totale Marche 482
Molise Campobasso 82
Molise Isernia 28
Totale Molise 110
Piemonte Alessandria 104
Piemonte Asti 54
Piemonte Biella 46
Piemonte Cuneo 182
Piemonte Novara 90
Piemonte Torino 552
Piemonte Verbano Cusio Ossola 56
Piemonte Vercelli 52
Totale Piemonte 1.136
Puglia Bari 516
Puglia Brindisi 122
Puglia Foggia 250
Puglia Lecce 262
Puglia Taranto 186
Totale Puglia 1.336
Sardegna Cagliari 254
Sardegna Nuoro 98
Sardegna Oristano 50
Sardegna Sassari 162
Totale Sardegna 564
Sicilia Agrigento 158
Sicilia Caltanissetta 104
Sicilia Catania 368
Sicilia Enna 74
Sicilia Messina 200
Sicilia Palermo 414
Sicilia Ragusa 112
Sicilia Siracusa 142
Sicilia Trapani 150
Totale Sicilia 1.722
Toscana Arezzo 102
Toscana Firenze 224
Toscana Grosseto 66
Toscana Livorno 86
Toscana Lucca 110
Toscana Massa-Carrara 66
Toscana Pisa 108
Toscana Pistoia 78
Toscana Prato 58
Toscana Siena 80
Totale Toscana 978
Umbria Perugia 214
Umbria Terni 68
Totale Umbria 282
Veneto Belluno 78
Veneto Padova 216
Veneto Rovigo 66
Veneto Treviso 210
Veneto Venezia 196
Veneto Verona 216
Veneto Vicenza 234
Totale Veneto 1.216
Totale nazionale 16.816

 

[1] Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”.

[2] Modifiche previste al Decreto Interministeriale 1 febbraio 2001, n. 44, recante “Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche”, ai sensi dall’art. 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

Valutazione dei Dirigenti scolastici

Valutazione dell’attività dei dirigenti scolastici


Pubblicate le Linee guida per l’attuazione della Direttiva n. 36, del 18 agosto 2016, sulla valutazione dei dirigenti scolastici

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Valutazione dei dirigenti scolastici, pubblicate le Linee Guida

Giannini: “Processo atteso da 15 anni, aiuterà il miglioramento del sistema scolastico”

Sono disponibili da oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca le Linee Guida per la valutazione dei dirigenti scolastici. Il documento rende operativa la direttiva firmata nei mesi scorsi dal Ministro Stefania Giannini.
“Si tratta di un processo atteso da 15 anni che ha lo scopo di investire sul miglioramento della professionalità dei nostri dirigenti, figure chiave dell’autonomia scolastica – sottolinea il Ministro -. Il sistema di valutazione a cui abbiamo lavorato è un sistema leggero, che si basa sui documenti e gli strumenti di pianificazione e programmazione che le scuole già utilizzano. Nessun appesantimento burocratico. Si parte dall’autovalutazione dei dirigenti che saranno poi accompagnati nel miglioramento del loro lavoro. La valutazione che parte oggi è un processo di supporto a tutto il sistema scolastico”.

Il documento

  • Le Linee guida individuano la tempistica del processo, i documenti e le procedure che saranno utilizzati per valutare i dirigenti, le dimensioni professionali che avranno un peso nel giudizio formulato dai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali attraverso la valutazione elaborata dai Nuclei preposti.
    Prima scadenza, gli obiettivi da assegnare ai presidi: già in questi giorni i Direttori degli USR li stanno definendo ed assegnando ai dirigenti scolastici. Gli obiettivi da raggiungere, coerenti con il Rapporto di autovalutazione e il Piano di miglioramento e formativo delle scuole, saranno validi per tre anni. Entro dicembre saranno formulati i Piani regionali per la valutazione. Mentre fra gennaio e maggio i dirigenti scolastici saranno coinvolti in un processo di autovalutazione attraverso una piattaforma on line simile a quella utilizzata per la produzione del Rapporto di autovalutazione da parte delle scuole.
    Cosa faranno i dirigenti? Scatteranno la fotografia del loro operato. Dovranno evidenziare, fra l’altro, le modalità organizzative messe in atto nella loro scuola, le modalità di gestione del personale, le azioni messe in campo per promuovere la partecipazione della comunità scolastica e il rapporto con le realtà del territorio e come hanno promosso il raggiungimento degli obiettivi che hanno ricevuto.
    Entro agosto 2017 ci sarà una valutazione di prima istanza da parte del Nucleo regionale con possibili visite nelle scuole. Successivamente arriverà la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR. La restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore avverrà entro dicembre 2017.
    L’azione del Dirigente sarà valutata su tre diverse dimensioni professionali:
  • Direzione unitaria, promozione della partecipazione, competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (a quest’area viene attribuito un peso pari al 60% nel risultato finale);
  • Valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (avrà un peso del 30%);
  • Apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (avrà un peso del 10%).

La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. Quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi previsti: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.


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Martedì 28 giugno, alle ore 10.30, presso la Sala Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in Viale Trastevere 76/a, sono presentate la Direttiva e la prima nota applicativa sul Sistema di Valutazione dei Dirigenti Scolastici.


Valutazione dei dirigenti scolastici, firmata la direttiva
Giannini: “Da oggi abbiamo uno strumento in più per
il miglioramento del sistema”

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato stamattina la direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici. “Dopo 15 anni di incertezze, attese e sperimentazioni, oggi siamo nelle condizioni di realizzare pienamente la valutazione dei dirigenti scolastici. Questo grazie ad un rinnovato quadro normativo, allo stanziamento di specifiche risorse economiche e alla presenza di risorse umane aggiuntive fra gli ispettori. Tutti effetti della legge 107, la Buona Scuola”, ha commentato Giannini, presentando il documento a Viale Trastevere alla presenza dei direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali.

“Ora – ha proseguito – abbiamo in mano uno strumento in più per ottenere un obiettivo importante: il miglioramento del sistema scolastico”. Tre i criteri in base ai quali saranno valutati i dirigenti: “La capacità di indirizzo e di gestione della scuola peserà per il 60% sulla valutazione complessiva – ha spiegato il Ministro -. La capacità di valorizzare le risorse umane, il personale della scuola tutto (docente, amministrativo, tecnico e ausiliario) peserà per il 30%. Il restante 10% si baserà sull’apprezzamento dell’operato del dirigente da parte della comunità scolastica, di coloro che vivono e lavorano nella scuola”. I criteri sono contenuti nelle Linee Guida che saranno abbinate alla direttiva.

Cosa accade ora, in concreto? Ad agosto i dirigenti, oltre 7.000 in tutto il Paese, firmeranno il loro incarico all’interno del quale, per la prima volta, saranno inseriti obiettivi di miglioramento di tre tipi: obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici collegati alla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che, dallo scorso anno, le scuole hanno cominciato a compilare per darsi un ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti. Quattro i ‘gradi’ di valutazione previsti dalla direttiva: mancato raggiungimento degli obiettivi, buon raggiungimento degli obiettivi, avanzato raggiungimento degli obiettivi, pieno raggiungimento degli obiettivi. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. Niente più fondi a pioggia, come accade oggi. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi il dirigente potrà essere assegnato, in prima battuta, ad altra scuola. Se la valutazione negativa si ripeterà, sarà messo a disposizione dell’Ufficio Scolastico per svolgere altre mansioni. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale a partire dal mese di settembre.



Illustrata alle OO.SS., il 6 maggio, la direttiva sulla valutazione dei Dirigenti scolastici

Come previsto dall’art. 1, cc. 93-94, della Legge 107/15, la valutazione dei dirigenti scolastici è effettuata dal Nucleo per la Valutazione dei Dirigenti scolastici (art. 25, c. 1, D.Lvo 165/01) ed è

  • coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale,
  • connessa alla retribuzione di risultato.

Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto

  • del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel RAV (DPR 80/13), in coerenza con le disposizioni contenute nel D.Lvo 150/09,
  • dei seguenti criteri generali:

a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;
b) valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;
c) apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale;
d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;
e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.

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Al via la valutazione dei dirigenti scolastici

Giannini: “Finalmente un sistema per valorizzarli e incentivare il miglioramento”

Le competenze gestionali e amministrative, la capacità di valorizzare il personale scolastico, l’apprezzamento del loro operato da parte della comunità scolastica. Sono alcuni dei criteri in base ai quali, a partire da settembre, saranno valutati i dirigenti scolastici.

“Dopo anni di attese, rinvii e sperimentazioni finalmente si parte. Con la Buona Scuola abbiamo messo i dirigenti scolastici al centro di un preciso progetto culturale che valorizza l’autonomia scolastica. Abbiamo dato a quelli che una volta si chiamavano presidi più strumenti per poter lavorare e più responsabilità. Per questo è necessario attivare un sistema oggettivo e trasparente di valutazione del loro operato che preveda incentivi crescenti per chi raggiunge gli obiettivi di miglioramento della propria scuola”, spiega il Ministro Stefania Giannini.

Oggi la direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici è stata illustrata al Miur alle Organizzazioni Sindacali e sarà firmata nei prossimi giorni dal Ministro dell’Istruzione dopo il vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Di valutazione dei dirigenti si parla dal 2000, sono state fatte alcune sperimentazioni negli anni successivi, ma il sistema non è mai concretamente partito.
Cosa accadrà con la nuova direttiva? Quando firmeranno il loro contratto, in agosto, i dirigenti scolastici troveranno inseriti in questo documento gli obiettivi di miglioramento che saranno di tre tipi: ci saranno obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici sulla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che dal 2015 le scuole compilano per darsi una ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti con un esito che potrà andare dal mancato raggiungimento degli obiettivi al completo raggiungimento che corrisponderà ad una valutazione ‘eccellente’. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale. In caso di valutazione negativa il dirigente sarà supportato dall’Usr nel miglioramento del proprio lavoro. Sono previsti casi di non rinnovo del contratto presso la scuola affidata al dirigente solo in caso di responsabilità dirigenziali gravi, come già stabilito dal decreto legislativo 165 del 2001.
“La valutazione dei dirigenti ha come obiettivo principale – conclude il Ministro – la loro crescita professionale e, di conseguenza, il miglioramento della comunità scolastica in cui operano. È la prima volta che il nostro Paese affronta concretamente tale percorso che, secondo gli obiettivi di questo Governo, porterà ad una vera attuazione dell’autonomia scolastica, per troppo tempo attesa e mai realizzata fino in fondo”.

Nota 8 febbraio 2017, AOODGOSV 1340

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio IX – Valutazione del sistema nazionale di istruzione e formazione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado
LORO SEDI
Ai Nuclei di valutazione istituiti presso gli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Gruppo di coordinamento interistituzionale “Pro.Di.S”
e pc Al Capo di Gabinetto
Al Capo Ufficio Legislativo
Al Capo Ufficio Stampa
SEDE

Oggetto: Linee guida per l’attuazione della Direttiva 36/2016 sulla valutazione dei Dirigenti scolastici – Nota esplicativa n. 2: “Il Portfolio del Dirigente scolastico e gli strumenti di valutazione”.

Con riferimento alla Direttiva del 18 agosto 2016, n. 36, sulla valutazione dei Dirigenti scolastici e alle Linee guida emanate in attuazione della stessa, si comunica la pubblicazione della Nota esplicativa n. 2: “Il Portfolio del Dirigente scolastico e gli strumenti di valutazione”, sul Portale del Sistema Nazionale di Valutazione del MIUR all’indirizzo http://www.istruzione.it/snv/dirigenti_normativa.shtml.

Il Direttore generale
Carmela Palumbo


Linee guida per l’attuazione della Direttiva 36/2016 sulla valutazione dei dirigenti scolastici

Nota esplicativa n. 2, 8 febbraio 2017, AOODGOSV 1340
“Il Portfolio del Dirigente scolastico e gli strumenti di valutazione”

Decreto Tribunale di Bari 7 febbraio 2017, n. 6111

Decreto 6111/2017 del 07/02/2017
RG n. 14551/2016

TRIBUNALE DI BARI
– SEZIONE LAVORO –

Tribunale di Bari, in funzione di giudice del lavoro, nella persona del dr. Luca Ariola, ha pronunciato il seguente
DECRETO
sul ricorso ex arI. 28 della legge n. 300/1970 depositato in data 23 novembre 2016 da FLC-CGIL di Bari, CISL Scuola Bari, UIL Scuola Bari e SNALSCONFSAL Bari, in persona dei rispettivi segretari provinciali pro tempore, rappresentati e difesi dagli avv.ti [omissis] giusta procura a margine del ricorso;
ricorrenti
nei confronti di
Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, in persona del ministro pro lempore, e l’ Istituto comprensivo statale [omissis] in persona del dirigente pro tempore, difesi ex lege dall’Avvocatura
distrettuale dello Stato;
resistenti
*****
letti gli atti e sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 31.1.2017;
premesso che con ricorso ex art. 28 della legge n. 300 del 1970 le organizzazioni sindacali in epigrafe indicate hanno chiesto che, dichiarata la natura antisindacale del comportamento tenuto dal Dirigente scolastico dell’ Istituto comprensivo statale fosse ordinato al predetto dirigente di porre in essere tutte le attività necessarie all’apertura di un tavolo di confronto con le associazioni sindacali per la distribuzione del bonus tra docenti in servizio presso il citato Istituto;
osservato difatti che, secondo le organizzazioni ricorrenti, il dirigente avrebbe violato le prerogative sindacali escludendo totalmente le stesse dalla procedura di assegnazione e distribuzione del fondo di valorizzazione del merito del personale docente disciplinato dall’art. 1, commi da 126 a 130, della legge n. 107 del 2015;
rilevato che il Miur e l’ Istituto scolastico si sono costituiti chiedendo il rigetto del ricorso e ribadendo la legittimità dell’operato del dirigente;
evidenziato che con nota del 24.11.2016 la UIL Scuola Bari ha comunicato ai propri difensori la volontà di revocare il mandato per la proposizione del ricorso ex art. 28 sta. lav., in tal modo rendendo palese non già l’intento di rinunziare al ricorso medesimo, ma solo di far cessare l’incarico difensivo:
considerato che l’Istituto scolastico convenuto è privo di legittimazione passiva, atteso che, come ripetutamente chiarito dalla Suprema Corte, «anche dopo l’estensione della personalità giuridica, per effetto della legge delega n. 59 del 1997 e dei successivi provvedimenti di attuazione, ai circoli didattici, alle scuole medie e agli istituti di istruzione secondaria, il personale ATA e docente della scuola si trova in rapporto organico con l’Amministrazione della Pubblica Istruzione dello Stalo, a cui l’art. 15 del d.P.R. n. 275 del 1999 ha riservato le funzioni relative al reclutamento del personale, e non con i singoli istituti, che sono dotali nella materia di mera autonomia amministrativa. Ne consegue che, nelle controversie relative ai rapporti di lavoro, sussiste la legittimazione passiva del Ministero, mentre difetta la legittimazione passiva del singolo istituto» (v. Cass. 6372/11; in senso conforme v. anche Cass. 20521/08, relativa ad una lite avente ad oggetto l’applicazione della normativa sui congedi parentali e sull’assistenza a congiunto portatore di handicap, nonché Cass. 9752/05, pronunciata in un giudizio riguardante fatti illeciti ascrivibili a culpa in vigilando del personale docente);
ritenuto che analoghe considerazioni valgano in relazione alla domanda di repressione della condotta antisindacale ex art. 28 stat. lav., posto che in questa fattispecie la domanda deve intendersi diretta verso l’amministrazione scolastica (che assume la veste di datore di lavoro) e non già nei riguardi del singolo Istituto ovvero, ed a maggior ragione, del dirigente persona fisica che quest’ultimo rappresenta (v. Cass. 6460/09, alla cui motivazione in questa sede si rimanda);
osservato che l’art. 1, commi da 126 a 130, della legge n. 107 del 2015, reca una dettagliata disciplina relativa all’istituzione, ripartizione e distribuzione del fondo per la valorizzazione del merito del personale docente, nella quale peraltro si precisa che la somma assegnata a titolo di valorizzazione del merito «ha natura di retribuzione accessoria» (v. comma 128);
rilevato che questa disciplina non contempla la partecipazione delle organizzazioni sindacali nel procedimento destinato a concludersi con la distribuzione delle somme rinvenienti dal citato fondo, atteso che:
a) il fondo in questione è istituito presso il Miur e con decreto ministeriale è ripatito a livello territoriale e tra le istituzioni scolastiche in proporzione alla dotazione organica dei docenti (comma 126);
h) al comitato per la valutazione dei docenti – del quale non fanno parte componenti designati su indicazione delle organizzazioni sindacali – è assegnato, tra le altre cose, il compito di individuare i criteri per la valorizzazione dei docenti sulla scorta di taluni parametri previsti in linea generale dalla legge (v. art. 11 del d.lgs. n. 297 del 1994, come sostituito dal comma 129 dell’art. 1 cit.);
c) sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, il dirigente scolastico, con motivata valutazione, assegna annualmente al personale docente una somma del fondo (denominata bonus) (comma 128);
ritenuto che non possa condividersi l’assunto di parte ricorrente secondo cui l’ esclusione delle organizzazioni sindacali dalla procedura di attribuzione del bonus violerebbe le prerogative sindacali in materia di contrattazione collettiva e, di riflesso, le libertà del sindacato e la sua funzione essenziale di tutela dei diritti dei lavoratori;
osservato difatti che, se è vero che il testo unico sul pubblico impiego assegna in linea di principio alla contrattazione collettiva il compito di definire il trattamento economico accessorio collegato anche alla valutazione delle performance (v. in particolare l’art. 45, commi 1 e 3, del d.lgs. n. 165 del 2001, come sostituiti dall’art. 57 del d.lgs. n. 150 del 2009), è anche vero che questo principio di rango legislativo non implica affatto che la materia non possa essere diversamente regolamentata da una fonte normativa equipollente e successiva;
considerato difatti che – contrariamente a quanto sostenuto dal sindacato nella diffida del 21.6.2016 [v. doc. 3 del fascicolo di parte ricorrente] – nella specie la legge successiva (cioè la n. 107 del 2015) è speciale rispetto a quella anteriore avente invece carattere generale (il d.lgs. n. 165 del 2001), dal momento che quest’ultima è diretta a disciplinare tutti i rapporti di lavoro alle dipendenze della p.a. nell ‘ambito del pubblico impiego C.d. privatizzato, mentre la prima si limita a dettare specifiche disposizioni relative ad un determinato settore di tale ambito, ossia quello scolastico;
ritenuto perciò che dalle disposizioni del d.lgs. n. 165 del 2001 non possa desumersi in modo inequivoco la necessità che alla procedura di ripattizione e distribuzione del fondo di valorizzazione del merito prendano parte anche le organizzazioni sindacali, giacché la disciplina di cui alla legge n. 107 cit., in quanto speciale, ha carattere derogatorio rispetto a quella di cui al d.lgs. cit.;
ritenuto che non possa condividersi neppure la tesi di parte ricorreente secondo la quale il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali non limiterebbe affatto le attribuzioni che in questa materia la legge n. 107 cit. assegna rispettivamente al comitato di valutazione ed al dirigente scolastico, posto che l’apporto delle organizzazioni stesse si collocherebbe in un momento successivo rispetto alla determinazione dei criteri da parte del comitato ma prodromico rispetto alla fase di distribuzione demandata al dirigente, ossia precisamente nella fase di ripartizione delle risorse disponibili [v. pag. 11 del ricorso, verbale di udienza del 31.1.2017, nonché pagg. 3 e 4 delle note autorizzate depositate per via telematica];
osservato difatti che, contrariamente all’assunto di parte instante, la regolamentazione legislativa delle modalità di distribuzione delle risorse derivanti dal fondo di valorizzazione appare completa in ogni suo aspetto, perché disciplina in modo puntuale tutte le fasi attraverso le quali il bonus va attribuito ai docenti (ripartizione delle risorse a livello territoriale, individuazione dei criteri di valorizzazione dei docenti sulla scorta dei principi indicati dalla legge, distribuzione dei bonus con provvedimento motivato da patte del dirigente in base ai criteri indicati dal comitato), sicché davvero non si vede in quale fase si dovrebbe – per dir così – “innestare” la consultazione con le organizzazioni sindacali senza che ciò possa limitare o in qualche modo incidere in senso restrittivo sulle attribuzioni che la legge riserva a ciascuno dei soggetti coinvolti nella procedura;
ritenuto pertanto che la condotta del dirigente scolastico denunciata dalle parti ricorrenti non solo non sia diretta ad impedire o limitare in alcun modo l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale, ma risulti pienamente rispettosa del dettato normativo che regola la materia in oggetto, sicché il ricorso dev’essere respinto;
considerato che la questione scrutinata nel presente giudizio è assolutamente nuova, giacché non si rinvengono precedenti specifici in termini, per cui è pienamente giustiticabile l’integrale compensazione delle spese di lite anche in caso di totale soccombenza ai sensi dell’art. 92, secondo comma, C.p.c.;
PQM
Il Tribunale di Bari, in composizione monocratica ed in funzione di giudice del lavoro, pronunciando sul ricorso ex art. 28 della legge n. 300 del 1970 depositato in data 23.11.2016 dalle organizzazioni sindacali FLC-CGIL di Bari, CISL Scuola Bari, UIL Scuola Bari e SNALS-CONFSAL Bari, in persona dei rispettivi segretari provinciali pro tempore (proc. n. 14551/2016 R.G.), ogni contraria domanda, eccezione e difesa respinte, così provvede:
dichiara il difetto di legittimazione passiva dell ‘Istituto comprensivo
statale [omissis] .
rigetta per il resto il ricorso;
compensa le spese.
Si comunichi.

Bari, 07/02/2017

IL GIUDICE
dr. Luca Ariala

La valutazione del Dirigente scolastico

La valutazione del Dirigente scolastico

di Pietro Boccia

 

  1. La Direttiva MIUR n. 36 del 18 agosto 2016

Il processo di valutazione ha, come scopo, l’esigenza di valorizzare e di migliorare professionalmente i Dirigenti scolastici, nella prospettiva del progressivo incremento della qualità del servizio scolastico. La direttiva n. 36 del 18 agosto 2016, che è un copia e incolla della Direttiva n. 25 del 28 giugno, disciplina il procedimento della valutazione dei Dirigenti scolastici, con riferimento alla rilevazione delle azioni organizzative e gestionali, poste in atto in relazione agli obiettivi assegnati e ai risultati ottenuti.

La valutazione si svolge con cadenza annuale ed è rivolta particolarmente alle azioni riconducibili al perseguimento delle priorità e dei traguardi previsti nel RAV e nel PdM dell’istituzione scolastica.

Gli obiettivi che ogni Dirigente scolastico deve raggiungere sono definiti all’atto del conferimento degli incarichi. Nella formalizzazione degli incarichi, il Direttore dell’USR di riferimento si avvale di apposite funzioni disponibili nella piattaforma SIDI, per acquisire le priorità individuate nel RAV, al fine di predisporre, aggiornare e integrare i provvedimenti d’incarico dirigenziale.

Il Direttore può, in accordo con il Dirigente scolastico, aggiornare annualmente gli obiettivi, prima della scadenza del triennio dell’incarico dirigenziale, in particolare quando ricorrano sensibili cambiamenti nella composizione e nel numero dell’utenza scolastica e nel contesto sociale di riferimento.

Il Direttore, in base alla rilevazione dell’azione dirigenziale e dei risultati conseguiti, adotta annualmente i provvedimenti di valutazione dei Dirigenti, tenendo conto dell’istruttoria fatta dai Nuclei di valutazione di proposito costituiti.

Ogni Nucleo si compone di un dirigente tecnico, amministrativo o scolastico in funzione di coordinatore, e due esperti in possesso di specifiche e documentate esperienze in materia di organizzazione e valutazione. Deve sempre essere prevista la presenza di almeno un dirigente scolastico.

Il risultato conseguito è definito con una delle seguenti espressioni: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento” ovvero “mancato raggiungimento degli obiettivi”.

Nel caso in cui l’istruttoria evidenzi elementi di giudizio che possano condurre alla definizione di “mancato raggiungimento degli obiettivi”, il Direttore può convocare il Dirigente scolastico interessato per un primo confronto. Nel caso in cui il processo di valutazione si concluda con attribuzione del livello di “mancato raggiungimento degli obiettivi”, il Direttore comunica l’esito della valutazione all’interessato convocandolo, entro i successivi 30 giorni, per instaurare la fase del contraddittorio da concludere entro ulteriori 30 giorni. Anche in caso di valutazione positiva, entro 15 giorni dal ricevimento del provvedimento di valutazione, il Dirigente può chiedere di essere sentito dal Direttore.

Alla valutazione si realizza, di conseguenza, la corresponsione della retribuzione di risultato, determinata annualmente nel rispetto del criterio della differenziazione e corrisposta, in unica soluzione, a seguito della procedura di certificazione delle risorse destinate e di definizione degli aspetti delegati alla fase contrattuale.

Il Direttore dell’ufficio scolastico regionale adotta, poi, annualmente un Piano regionale di valutazione; questo è un documento di riferimento che viene pubblicato nel Portale Valutazione del sito internet del Ministero e in quello dell’USR.

Per finalità di monitoraggio è istituito l’Osservatorio nazionale sulla valutazione della dirigenza scolastica, che presenta alla Direzione Ordinamenti e alla Direzione per il personale una sintetica illustrazione dello stato di attuazione della direttiva alla fine di ciascun anno. Alla fine del primo triennio di applicazione presenta una relazione finale al Ministro.

La valutazione si applica agli incarichi sottoscritti a decorrere dal 1° settembre 2016. Gli incarichi dirigenziali in atto sono integrati a cura del Direttore con l’indicazione degli obiettivi da perseguire sino al termine dell’incarico. Entro 30 giorni dall’avvenuta registrazione della direttiva da parte degli organi di controllo, saranno adottate le Linee guida per la relativa attuazione.

 

Le Linee guida per l’attuazione della Direttiva n. 36 (18 agosto 2016)

Il Decreto direttoriale MIUR n. 971 del 21 settembre 2016 presenta le Linee guida per l’attuazione della Direttiva n. 36 (18 agosto 2016) sulla valutazione dei Dirigenti scolastici, che trovano applicazione a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017.

La valutazione della dirigenza scolastica è finalizzata alla valorizzazione e al miglioramento professionale dei Dirigenti scolastici, nella prospettiva del progressivo incremento della qualità del servizio scolastico e in coerenza con il Sistema nazionale di valutazione.

Gli obiettivi di miglioramento della scuola (priorità) individuati attraverso il RAV, con gli obiettivi nazionali e gli obiettivi regionali, sono il punto di partenza per la valutazione dei Dirigenti scolastici, in quanto rappresentano il quadro di riferimento all’interno del quale si colloca l’azione della dirigenza e il contributo al miglioramento del servizio, come stabilito dal comma 93. I Dirigenti contribuiscono al perseguimento degli obiettivi attraverso “la specificità delle proprie funzioni” (D. Lgs. 165/2001, art. 25, comma 1); di conseguenza, la valutazione non può essere fondata esclusivamente sul raggiungimento degli obiettivi, ma deve considerare innanzitutto lo specifico dell’azione dirigenziale finalizzata al loro raggiungimento e, in particolare, i criteri generali riportati nel comma 93:

– competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;

– valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;

– apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale;

– contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;

– direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.

L’assegnazione degli obiettivi, nell’ambito dell’incarico di ciascun Dirigente, spetta al Direttore dell’USR. Sono fondamentali, inoltre, gli obiettivi derivanti dal RAV in quanto collegano l’azione del Dirigente al miglioramento della singola istituzione scolastica, così come gli obiettivi stabiliti dal Ministro a livello nazionale, in quanto definiscono alcuni fondamentali punti di riferimento comuni, oltre ad eventuali obiettivi regionali individuati dal Direttore al fine di promuovere e sviluppare le scelte specifiche del territorio.

Gli obiettivi nazionali (Direttiva, art. 5, commi 1 e 2) derivano dalla normativa vigente e sono coerenti con i criteri, di cui al comma 93, comprendono le priorità nazionali, individuate per il sistema nazionale d’istruzione e di formazione, tengono conto degli atti d’indirizzo e delle direttive del Ministro e sono intenzionalmente orientati in relazione alle competenze professionali di base del Dirigente scolastico e agli obiettivi generali di sistema.

Gli obiettivi nazionali, per il triennio, relativo agli anni scolastici 2016/2017, 2017/2018, 2018/2019, sono i seguenti:

– assicurare la direzione unitaria della scuola, promuovendo la partecipazione e la collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, con particolare attenzione alla realizzazione del Piano triennale dell’offerta formativa;

– assicurare il funzionamento generale dell’istituzione scolastica, organizzando le attività secondo criteri di efficienza, efficacia e buon andamento dei servizi;

– promuovere l’autonomia didattica e organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, in coerenza con il principio di autonomia delle istituzioni scolastiche;

– promuovere la cultura e la pratica della valutazione come strumento di migliora-mento della scuola, anche attraverso la valorizzazione della professionalità dei docenti.

Per il procedimento di valutazione è necessario riferirsi al comma 94, che richiama l’art. 25 del D. Lgs. 165/2001, in cui si prevede che i Dirigenti rispondano in ordine ai risultati e siano valutati tenuto conto della specificità delle funzioni e sulla base delle verifiche effettuate da un nucleo di valutazione istituito presso l’amministrazione scolastica regionale. Stabilisce, infatti, il comma 94:, che il “nucleo per la valutazione dei dirigenti scolastici è composto secondo le disposizioni dell’articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e può essere articolato con una diversa composizione in relazione al procedimento e agli oggetti di valutazione. La valutazione è coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale ed è connessa alla retribuzione di risultato”.

La Direttiva riprende il procedimento generale di valutazione (art. 4) e lo definisce in modo più specifico, evidenziando che si articola nella definizione degli obiettivi da assegnare ai Dirigenti e nella successiva rilevazione dell’azione dirigenziale finalizzata al conseguimento degli obiettivi e dei risultati effettivamente raggiunti.

La valutazione del Dirigente si svolge con cadenza annuale, in coerenza con il relativo incarico triennale e con particolare attenzione alle azioni direttamente riconducibili all’operato del Dirigente in relazione al perseguimento delle priorità e dei traguardi previsti nel RAV e nel piano di miglioramento dell’Istituzione scolastica. I passaggi, per il procedimento generale di valutazione (art. 8), sono i seguenti:

  1. La definizione degli obiettivi, vale a dire:

– il Direttore avvia il procedimento assegnando gli obiettivi a ogni Dirigente all’interno dell’incarico triennale;

– il Direttore, per la formalizzazione degli incarichi ai Dirigenti, utilizza le apposite funzioni disponibili nella piattaforma SIDI per acquisire le priorità individuate nel RAV, al fine di predisporre, aggiornare e integrare i provvedimenti d’incarico.

  1. La costituzione dei Nuclei di valutazione e l’adozione del Piano regionale di valutazione, in altre parole:

– nel procedimento di valutazione, il Direttore si avvale di uno o più Nuclei di valutazione appositamente costituiti;

– il Direttore, sulla base della proposta effettuata dal Coordinatore regionale del servizio ispettivo, con proprio decreto costituisce i Nuclei di valutazione e individua i Dirigenti che saranno valutati da ciascun nucleo (art. 9, comma 1);

– il Direttore adotta annualmente il Piano regionale di valutazione sulla base della proposta del Coordinatore regionale del servizio ispettivo (art. 10, comma 1);

– il Piano è annuale e contiene: gli obiettivi definiti dal Direttore con riferimento al contesto territoriale; la relazione sullo stato del sistema di valutazione a livello regionale e di attuazione degli obiettivi previsti dal Piano precedente; il numero dei Nuclei di valutazione da attivare presso l’USR;

– il Piano adottato è pubblicato nei modi previsti dall’articolo 10, comma 3.

  1. L’adozione del provvedimento di valutazione, ovvero:

– il Direttore, in base alla rilevazione dell’azione dirigenziale e dei risultati conseguiti, adotta annualmente i provvedimenti di valutazione dei Dirigenti, a seguito dell’istruttoria effettuata dal Nucleo di valutazione;

– i provvedimenti di valutazione evidenziano il livello di raggiungimento degli obiettivi attraverso una delle seguenti espressioni: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento” ovvero “mancato raggiungimento degli obiettivi”, cui sono connessi gli effetti dell’articolo 21 del D. Lgs. 165/2001 (art. 6, comma 3);

– nel caso in cui l’attività istruttoria svolta dai Nuclei, nel corso dell’anno, evidenzi elementi di giudizio che possano condurre alla definizione della valutazione di un Dirigente al livello di “mancato raggiungimento degli obiettivi”, il Direttore può convocare l’interessato, nel rispetto del principio del contraddittorio, per un primo confronto;

– nel caso in cui il processo di valutazione si concluda con attribuzione del livello di “mancato raggiungimento degli obiettivi”, il Direttore comunica l’esito della valutazione all’interessato convocandolo, entro i successivi 30 giorni, per instaurare la fase del contraddittorio da concludere entro ulteriori 30 giorni;

– nel caso di valutazione positiva, entro 15 giorni dal ricevimento del provvedimento di valutazione, il Dirigente può chiedere di essere sentito dal Direttore che, a tal fine, comunica la data di svolgimento del colloquio.

Il punto di partenza è l’autovalutazione del Dirigente scolastico, attraverso un modello comune di riferimento a livello nazionale con dati ed evidenze controllabili, così com’è avvenuto per il procedimento di valutazione delle istituzioni scolastiche (art. 6 DPR 80/2013). Il riferimento finale per la valutazione è il riscontro annuale sull’azione dirigenziale (“specificità delle funzioni”) e gli obiettivi perseguiti e raggiunti (“contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione”). Per quanto riguarda questi ultimi sarà determinante la tendenza annuale verso i traguardi previsti a livello triennale. Pertanto il punto di riferimento generale è il “traguardo” triennale previsto nel RAV, mentre l’oggetto della valutazione annuale è il trend di avvicinamento riscontrabile dai dati a sistema, in sostanza il progressivo conseguimento di traguardi intermedi che permettono di avvicinarsi al traguardo finale.

La metodologia adottata per la valutazione intende inserirsi in modo leggero all’interno del lavoro svolto quotidianamente, senza richieste di nuove e particolari documentazioni che appesantirebbero ulteriormente il lavoro richiesto ai Dirigenti, ma valorizzando al meglio i documenti e gli strumenti già in uso o in sviluppo. Tutti gli strumenti sono di supporto e orientamento alla professionalità e al miglioramento del servizio, sono presenti online e sono reperibili o consultabili tramite il Portale della valutazione del MIUR.

Il Portfolio è lo strumento di riferimento per l’autovalutazione e al tempo stesso lo strumento di supporto e accompagnamento a tutto il procedimento di valutazione, che permette una sintesi e una riorganizzazione ordinata fra i vari documenti specifici che il Dirigente scolastico intende portare in evidenza. La sua composizione prevede sia una parte pubblica, in cui viene inserito il curricolo professionale (modello unico su anagrafica nazionale) e le azioni specifiche del Dirigente scolastico, finalizzate al miglioramento sia una parte riservata in cui egli trova strumenti per l’autovalutazione nonché per l’analisi e lo sviluppo della propria professionalità oltre, naturalmente, alle valutazioni di prima istanza del Nucleo e finali del Direttore.

L’azione del Dirigente scolastico viene valutata su tre dimensioni professionali:

–                sulla direzione unitaria, sulla promozione della partecipazione, sulle competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (con un peso del 60% nel risultato finale);

–                sulla valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (con un peso del 30%);

–                sull’apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (con un peso del 10%).

Ogni Nucleo di valutazione è costituito da un Dirigente tecnico o amministrativo o scolastico, in funzione di coordinatore, e da due esperti in possesso di specifiche e documentate esperienze in materia di organizzazione e valutazione. Un Nucleo deve sempre comprendere almeno un Dirigente scolastico, preferibilmente con esperienze maturate come valutatore nei progetti nazionali per il miglioramento e la qualità del servizio, al fine di assicurare la presenza di competenze legate allo specifico professionale della dirigenza scolastica. Inoltre, ogni Nucleo può essere articolato con una diversa composizione, in relazione al procedimento e agli oggetti di valutazione, come previsto dal comma 94. La necessaria omogeneità della metodologia di valutazione dei Nuclei e il coordinamento complessivo sono assicurati dal Direttore.

Per quanto concerne la composizione dei Nuclei:

– l’Ufficio scolastico regionale individua tramite avviso pubblico i Coordinatori dei Nuclei regionali tra le seguenti figure: Dirigenti tecnici; Dirigenti tecnici o scolastici in quiescenza (da non oltre 3 anni) con esperienze accreditate di valutazione in progetti nazionali; Dirigenti scolastici utilizzati ai sensi della L. 448/98; Dirigenti amministrativi; Dirigenti scolastici preferibilmente con esperienze maturate nella propria scuola e/o come valutatore nei progetti nazionali per il miglioramento e la qualità del servizio;

– l’Ufficio scolastico regionale costituisce un elenco di dirigenti scolastici, uno di dirigenti amministrativi e uno di esperti di valutazione selezionati tramite avviso pubblico redatto sulla base di criteri comuni a livello nazionale per l’individuazione degli altri due componenti del Nucleo;

– il Coordinatore regionale del servizio ispettivo, sulla base del numero dei Dirigenti scolastici in servizio presso l’USR di riferimento e dei predetti elenchi, formula una proposta di Piano regionale di valutazione comprendente la composizione dei Nuclei da attivare presso l’Ufficio, nonché l’elenco dei Dirigenti che devono essere valutati da ogni Nucleo in relazione alla durata dell’incarico e il piano delle visite da parte del Nuclei. Nel piano delle visite annuali devono necessariamente rientrare i Dirigenti che non hanno raggiunto gli obiettivi, i Dirigenti che non hanno ricevuto nessuna visita negli ultimi due anni e una percentuale di visite casuali;

– il Direttore, sulla base della proposta effettuata dal Coordinatore regionale del servizio ispettivo, con proprio decreto, costituisce i Nuclei di valutazione e individua i Dirigenti da valutare da parte di ciascun Nucleo.

Il Nucleo può, in sintesi, essere articolato in due livelli, vale a dire:

– il Coordinatore definisce tutta la procedura sulla valutazione di ogni Dirigente propedeutica all’analisi del Nucleo, chiede documentazioni integrative e ove necessario predispone una visita individuale o di Nucleo al completo;

– il Nucleo esprime la valutazione di prima istanza sulla base della precedente fase istruttoria e della visita presso la scuola.

L’espressione della valutazione deve sempre avvenire in forma collegiale e, ove vi siano discordanze di giudizio, prevale la maggioranza.

La visita presso la scuola sede di servizio del Dirigente avviene attraverso un Protocollo di visita comune a livello nazionale, pubblicato all’interno del Portale della valutazione del MIUR all’indirizzo: http://www.istruzione.it/snv/dirigenti.shtml.

Il Coordinatore, oltre alla visita, al fine di facilitare il più possibile il reperimento di informazioni, spiegazioni, documentazioni e ogni altra comunicazione utile al procedimento di valutazione, potrà concordare un appuntamento e collegarsi direttamente con il Dirigente utilizzando gli strumenti di comunicazione ritenuti più idonei (telefono, web conference, chiamate internet e così via). In tal caso l’appuntamento sarà registrato all’interno del portale del Sistema Nazionale di Valutazione dal Coordinatore e riporterà la data e l’oggetto della comunicazione; gli appuntamenti saranno visibili al Dirigente scolastico in un’apposita sezione del portale. Una volta concluso l’appuntamento, il Coordinatore e il Dirigente scolastico potranno confermare l’avvenuta comunicazione e aggiungere i propri commenti all’interno della piattaforma.

L’oggetto della comunicazione, la data e gli eventuali commenti vengono registrati e rientrano direttamente nel Portfolio del Dirigente scolastico nella sezione riservata alla valutazione. In sostanza, è opportuno nel tempo promuovere e utilizzare una pluralità di mezzi e di strumenti che possano integrare e qualificare il procedimento di valutazione, facilitando il lavoro del Nucleo e dello stesso Dirigente.

Le operazioni di valutazione compiute annualmente da ciascun Nucleo si concludono con la formulazione di una motivata proposta di valutazione al Direttore. Quest’ultimo definisce la valutazione di ciascun Dirigente scolastico accogliendo la proposta di valuta-zione o discostandosene motivatamente.

La valutazione tiene in considerazione tutte le dimensioni professionali indicate dal comma 93 e in particolare le azioni effettivamente realizzate e i risultati raggiunti. L’esito della valutazione è annuale e deve essere sintetizzato con una delle seguenti espressioni:

– pieno raggiungimento degli obiettivi;

– avanzato raggiungimento degli obiettivi;

– buon raggiungimento degli obiettivi;

– mancato raggiungimento degli obiettivi.

Alla valutazione fa seguito la corresponsione della retribuzione di risultato annuale, sulla base della contrattazione integrativa regionale e del decreto direttoriale di quantificazione del FUN, vistato dall’organo di controllo, secondo quanto disposto dall’art. 25 del vigente CCNL. La retribuzione di risultato dovrà tener conto di un’idonea diversificazione tra i livelli “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento” degli obiettivi.

Nei limiti delle risorse finanziarie disponibili:

– al livello “pieno raggiungimento” degli obiettivi è riconosciuta una maggiorazione del compenso compresa tra il 10 e il 30 per cento rispetto al trattamento di risultato riconosciuto al livello “avanzato raggiungimento”;

– al livello “avanzato raggiungimento” degli obiettivi è riconosciuta una maggiorazione del compenso pari almeno al 5 per cento rispetto a quella riconosciuta al livello “buon raggiungimento”;

– al livello “buon raggiungimento” è riconosciuto un compenso di base;

– al livello di “mancato raggiungimento degli obiettivi” non è corrisposta alcuna retribuzione di risultato e trova applicazione l’art. 21 del D. Lgs. 165/2001, anche per la parte in cui è prevista la restituzione degli esiti tramite un contraddittorio.

L’art. 21 del D. Lgs. 165/2001, a tal proposito, recita al comma 1 che i risultati negativi dell’attività amministrativa e della gestione o il mancato raggiungimento degli obiettivi, valutati con i sistemi e le garanzie determinati con i decreti legislativi di cui all’art. 17 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni e integrazioni, comportano per il Dirigente interessato la revoca dell’incarico, adottata con le procedure previste dall’art. 19, e la destinazione ad altro incarico, anche tra quelli di cui all’art. 19, comma 10, presso la medesima amministrazione ovvero presso altra amministrazione che vi abbia interesse.

Nel caso di grave inosservanza delle direttive impartite dall’organo competente o di ripetuta valutazione negativa, ai sensi del comma 1, il dirigente scolastico, previa contestazione e contraddittorio, può, stabilisce il comma 2 dell’art. 21 (D. Lgs. n. 165/2001), essere escluso dal conferimento di ulteriori incarichi di livello dirigenziale corrispondente a quello revocato, per un periodo non inferiore a due anni. Nei casi di maggiore gravità, l’amministrazione può recedere dal rapporto di lavoro, secondo le disposizioni del codice civile e dei contratti collettivi.

Ogni Dirigente scolastico avrà titolo a chiedere al Direttore dell’ufficio scolastico regionale la restituzione degli esiti. La restituzione sarà obbligatoria nel caso in cui la valutazione riporti il “mancato raggiungimento degli obiettivi”. Così come previsto nella Direttiva all’art. 8 comma 5: “Nel caso in cui il processo di valutazione si concluda con attribuzione del livello di “mancato raggiungimento degli obiettivi”, il Direttore comunica l’esito della valutazione all’interessato convocandolo, entro i successivi 30 giorni, per instaurare la fase del contraddittorio da concludere entro ulteriori 30 giorni”.

Viene istituito, al fine di monitorare la realizzazione e gli sviluppi del sistema, l’Osservatorio per la valutazione della dirigenza scolastica, che ha il compito di svolgere:

– una ricognizione delle problematiche rilevabili in sede di prima applicazione;

– il monitoraggio delle fasi, delle modalità e degli strumenti di valutazione per un miglioramento complessivo del sistema;

– l’impatto del sistema di valutazione sul lavoro e sullo sviluppo professionale dei dirigenti;

– la promozione di iniziative d’informazione e formazione dei dirigenti e dei componenti dei Nuclei di valutazione.

La composizione e i compiti dell’Osservatorio sono definiti con uno specifico decreto del Ministro.

Le Linee guida, trasmesse con Decreto Direttoriale MIUR 21 settembre 2016, prot. n. 971, illustrano, infine, le procedure che saranno utilizzate per valutare i dirigenti, secondo la seguente tempistica:

–                entro settembre 2016, la definizione degli obiettivi da parte del Direttore dell’USR. Gli obiettivi vengono inseriti nell’incarico del Dirigente e permangono per il triennio di vigenza; possono essere aggiornati annualmente, ma solo per situazioni particolari e previo accordo con l’interessato;

–                entro dicembre 2016 la formulazione della proposta di “Piano regionale di valutazione” da parte del Coordinatore regionale del servizio ispettivo e adozione da parte del Direttore;

–                gennaio/maggio 2017 l’autovalutazione annuale da parte del Dirigente attraverso un format comune sulle azioni realizzate e i risultati ottenuti con riferimento a dati ed evidenze a sistema ed eventuali richieste di integrazioni da parte del Nucleo (strumento fondamentale e punto di riferimento per l’autovalutazione e la documentazione delle azioni del Dirigente è il Portfolio, compilabile in progress fino a maggio);

–                entro agosto 2017 la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo ed eventuale visita presso l’Istituzione scolastica sede di servizio del Dirigente (ogni Dirigente sarà comunque oggetto di una visita all’interno del triennio d’incarico). Valutazione finale da parte del Direttore, con riferimento alla valutazione di prima istanza del Nucleo. Il Direttore può discostarsi dalla valutazione del Nucleo previa motivazione scritta;

–                entro dicembre 2017 la restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore: obbligatoria in caso di “mancato raggiungimento degli obiettivi”, a richiesta dell’interessato in caso di valutazione positiva. Il Direttore comunicherà comunque i dati generali sui risvolti della valutazione annuale a tutti i Dirigenti in una dimensione di orientamento e sviluppo della professionalità.

Nota 22 dicembre 2016, AOODGPER 40586

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Ai Direttori degli UU.SS.RR.
LORO SEDI
Al Capo del Dipartimento per il sistema di Istruzione e formazione
SEDE
Al Direttore generale delle risorse umane e finanziarie
SEDE

Nota 22 dicembre 2016, AOODGPER 40586

Oggetto: Piano di formazione per i dirigenti scolastici in servizio e neoassunti a.s. 2016-2017. Assegnazione delle risorse finanziarie e progettazione delle iniziative formative. Decreto Dipartimentale 22 dicembre 2016, AOODPIT 1441

Avviso 13 dicembre 2016, AOODPIT 3423

Avviso 13 dicembre 2016, AOODPIT 3423

Procedura per il conferimento, presso l’Amministrazione centrale, di 2 incarichi dirigenziali ai sensi dell’articolo 19, comma 6 del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001 e successive modificazioni ed integrazioni.