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Nota 13 giugno 2018, AOODGPER 27719

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Ai Direttori Generali e ai Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
e, p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

Nota 13 giugno 2018, AOODGPER 27719

Oggetto: D.D.G. n. 1259, del 23/11/2017. Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le Istituzioni scolastiche statali. Indicazioni relative allo svolgimento della prova preselettiva.

Concorso Dirigenti Scolastici

La Nota 13 giugno 2018, AOODGPER 27719  fornisce agli Uffici scolastici regionali le indicazioni relative allo svolgimento della prova preselettiva del Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento dei dirigenti scolastici presso le Istituzioni scolastiche statali, di cui al D.D.G. n. 1259, del 23/11/2017.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.33 del 24-04-2018 il Rinvio della pubblicazione dei quesiti e del diario della prova preselettiva del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Queste le nuove scadenze previste:

  • 27 giugno 2018: pubblicazione dei quesiti oggetto della prova preselettiva
  • 6 luglio 2018: elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati e le ulteriori istruzioni operative
  • 23 luglio 2018, alle ore 10,00: prova preselettiva

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.17 del 27-2-2018 il Diario della prova selettiva del corso concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, presso le istituzioni scolastiche statali.

Queste le scadenze previste:

  • 8 maggio 2018: pubblicazione dei quesiti oggetto della prova preselettiva
  • 14 maggio 2018: elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati
  • 29 maggio 2018, ore 10,00: prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali

Di ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso, nonchè di una eventuale modifica delle suddette date, verrà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – del 24 aprile 2018.


Concorso dirigenti scolastici: il 29 maggio la prova preselettiva, la data pubblicata in GU

(Martedì, 27 febbraio 2018) La prova preselettiva del corso-concorso per dirigenti scolastici si terrà il prossimo 29 maggio 2018 alle ore 10.00. La data è stata pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale, 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, insieme ad alcune altre date utili ai partecipanti alla prova.

L’8 maggio sul sito internet del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (www.miur.gov.it), sarà pubblicata poi la banca dati dei 4.000 quiz da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva e la pubblicazione avrà valore di notifica a tutti gli effetti.

Il 14 maggio, tramite avviso pubblicato sul sito internet del MIUR (www.miur.gov.it), sarà pubblicato l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione. Per esigenze organizzative, i candidati saranno distribuiti, ove possibile, secondo la regione di residenza in ordine alfabetico. Oltre all’elenco saranno fornite le ulteriori istruzioni operative.

Infine, il prossimo 24 aprile, sempre in GU, sarà pubblicata ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso ed eventuali modifiche delle suddette date.

Il nuovo un corso-concorso per dirigenti ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene.

Complessivamente sono state 35.044 le domande di partecipazione al corso-concorso inoltrate, il 70,7% sono state inviate da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La Regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051). Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.


Si sono concluse il 29 dicembre 2017, alle ore 14:00, con 39.264 domande presentate, di cui 35.044 effettivamente inoltrate, le iscrizioni al concorso per dirigenti scolastici bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca lo scorso novembre. Si tratta del primo concorso per l’assunzione di dirigenti scolastici dopo oltre sei anni: l’ultimo risale al 2011.

Delle 35.044 domande inoltrate, il 70,7% sono state inviate da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La Regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051). Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.

“Si tratta di un concorso atteso e molto diverso dal passato, che darà una risposta effettiva al problema delle reggenze – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. Abbiamo un cronoprogramma di lavoro serrato e abbiamo previsto una modalità di selezione che tiene conto dei cambiamenti intervenuti in questi anni nella professione del dirigente scolastico. Non a caso, il nuovo concorso avrà una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che sarà fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati. La figura del dirigente è una figura centrale per la comunità scolastica. Ne siamo convinti. Anche per questo, con l’ultima legge di bilancio, abbiamo deciso di intervenire, anche qui dopo anni di attese e promesse, per armonizzare la retribuzione di chi dirige le nostre scuole con quella degli altri dirigenti della PA”.

Il calendario della prova preselettiva del concorso, comprensivo del giorno e dell’ora dello svolgimento della prova stessa, sarà reso noto sul numero del 27 febbraio 2018 della 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, della Gazzetta Ufficiale. Su quello stesso numero della Gazzetta sarà resa nota anche la data di pubblicazione dell’archivio di 4.000 domande da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva. La banca dati dei quiz sarà comunque pubblicata sul sito del Miur almeno venti giorni prima dell’inizio della prova. L’elenco delle sedi della prova preselettiva e le ulteriori istruzioni operative saranno comunicati almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle prove, tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

Il nuovo un corso-concorso per dirigenti ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni. I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare). Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene. Nel frattempo, nel corrente anno scolastico, sono stati assunti 58 dirigenti scolastici idonei ancora presenti nelle graduatorie dell’ultimo concorso bandito nel 2011: di questi 52 sono stati assegnati a scuole della Campania e 6 a istituti dell’Abruzzo. A seguito di queste assunzioni, la graduatoria dell’Abruzzo risulta esaurita. Sono state inoltre autorizzate 36 richieste di trattenimento in servizio. In attesa dell’avvio delle prove concorsuali, sono state introdotte misure dedicate ai dirigenti scolastici nella legge di bilancio per l’anno 2018: è stata introdotta la possibilità di estendere al massimo per tre anni (erano due) la possibilità di trattenimento in servizio retribuito per chi è “impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera”.

Il regolamento del concorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 settembre, prevede tre fasi: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:
–    cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
–    due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.
Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4ª Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 90 del 24 novembre 2017 il Bando del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Sono 2.425 (9 per il Friuli Venezia Giulia) i posti disponibili.
Le istanze potranno essere presentate on line tramite la piattaforma Polis dal 29 novembre al 29 dicembre 2017.
La data della prova preselettiva (100 quesiti a cui rispondere in 100 minuti) sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2018.

http://www.istruzione.it/concorso_ds/domanda_online.shtml


Scuola, in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso da 2.425 posti per i dirigenti scolastici. Domande per la partecipazione dal 29 novembre al 29 dicembre. Fedeli: “Da bando risposta importante per abbattimento delle reggenze”

(Venerdì, 24 novembre 2017) Pubblicato il nuovo bando di concorso da 2.425 posti per dirigenti scolastici, di cui 9 destinati al concorso Friuli Venezia Giulia. Il bando è oggi in Gazzetta Ufficiale. Le domande per accedere al concorso si potranno effettuare dalle 9.00 del 29 novembre alle 14.00 del 29 dicembre prossimi, tramite la piattaforma del MIUR Polis. Nei prossimi giorni il Ministero attiverà un’apposita pagina web con tutta la documentazione relativa al concorso.

Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare).
Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene.

“I numeri del bando garantiscono una risposta importante e adeguata a scuole, ragazze e ragazzi e famiglie, garantendo l’abbattimento delle reggenze”, spiega la Ministra Valeria Fedeli. “Il ruolo della dirigenza – ricorda – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è un punto di riferimento. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema”. Il concorso sarà innovativo sotto il profilo della selezione. “Sarà un corso-concorso, con una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”, chiude Fedeli.

Le modalità del concorso
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. È utile anche il servizio precedente al ruolo. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.
La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:
– cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
– due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n° 220 del 20-09-2017, il Decreto Ministeriale 3 agosto 2017, n. 138, Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.


Dirigenti scolastici, in Gazzetta Ufficiale il Regolamento del nuovo concorso. Fedeli: “Selezione di qualità. Sarà abbattuto il fenomeno delle reggenze”

(Mercoledì, 20 settembre 2017) È in Gazzetta Ufficiale il Regolamento che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento delle e dei dirigenti scolastici. Dopo l’ultimo concorso del 2011 ripartono, infatti, le procedure di assunzione che consentiranno di abbattere il fenomeno delle reggenze. Oggi sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

Il Regolamento pubblicato oggi, al quale farà seguito il bando di concorso che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero dell’Istruzione, prevede un corso-concorso in tre fasi, che ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021.

“Con il nuovo concorso affronteremo la carenza strutturale di personale dirigente nelle scuole che ha fatto crescere, di anno in anno, il fenomeno delle reggenze, fino a renderlo patologico – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. I numeri del bando rappresenteranno una risposta importante, che terrà conto delle necessità attuali e del turn over dei prossimi anni. Il ruolo della dirigenza – prosegue la Ministra – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è anche un punto di riferimento per le famiglie. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema. Il concorso sarà poi innovativo sotto il profilo della selezione: sarà un corso-concorso, con una fase importante di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”.

Le fasi della selezione
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:

  • cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.

  • due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.

Ma siamo sicuri?

Ma siamo sicuri

di Alessandro Venerus

Una riflessione sul tema della sicurezza attraverso l’osservazione delle interrelazioni tra il dirigente e le figure/organi che agiscono in ambito scolastico ed i compiti necessari per instaurare buone prassi nella tutela della salute e della sicurezza.

La logica di una geometria variabile…

La logica di una geometria variabile

di Cristina Del Bel Belluz

“Nelle Linee Guida per l’attuazione della Direttiva n.36 del 18/08/2016 sulla valutazione dei dirigenti scolastici e nella più recente Nota esplicativa n.3 prot. n. 6844 del 19 aprile 2018 Il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici per l’a.s. 2017/2018 sono elencati alcuni possibili documenti da inserire nel Portfolio del dirigente, con l’intento di promuovere una visione organica e completa dei processi che si intrecciano in una istituzione scolastica. I documenti sono infatti collegati tra loro con interconnessioni che si realizzano su piani diversi. La visione d’insieme, che si è cercato di riprodurre attraverso la mappa più sotto rinvenibile, crea un intreccio piuttosto complesso che funziona nella sua logica d’insieme come un grande puzzle dove solo la giusta collocazione dei singoli pezzi permette di apprezzare il contributo di ciascuno al quadro finale. (…)”

Diario Concorso DS 24 aprile 2018

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DIARIO

Rinvio della pubblicazione dei quesiti e del diario della prova preselettiva del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

(Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.33 del 24-04-2018)

Si comunica che la pubblicazione dei quesiti relativi al corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, indetto con D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017 e pubblicato per avviso nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n. 90 del 24 novembre 2017, prevista per il giorno 8 maggio 2018, è rinviata al 27 giugno 2018.
La prova preselettiva, prevista per il 29 maggio 2018 alle ore 10,00 è quindi rinviata al 23 luglio 2018 alle ore 10,00.
Si avvisa, infine, che l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, ove possibile, per esigenze organizzative dell’Amministrazione, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sarà comunicato entro il 6 luglio 2018 tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero (www.miur.gov.it).
Tale comunicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti degli interessati.

Valutazione dei Dirigenti scolastici

A.S. 2017-2018

A partire dal 20 aprile sino al 31 luglio 2018 sul Portale del Sistema nazionale Area Dirigenti – Portfolio DS – Accedi ai servizi di valutazione (raggiungibile all indirizzo https://snv.pubblica.istruzione.it/snv-portale-web/) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico.

Cronoprogramma procedimento di valutazione DS – A.S. 2017/18


A.S. 2016-2017

Come previsto dalla Nota 27 aprile 2017, AOODGOSV 4555, a partire dal giorno 27 aprile 2017 e fino al 30 giugno 2017 (prorogato al 31 luglio 2017 dalla Nota 8 giugno 2017, AOODPIT 1182) sul Portale del Sistema nazionale di valutazione (Area Dirigenti – Portfolio DS) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico, strumento alla base del procedimento di valutazione, previsto dalle Linee guida di attuazione della Direttiva 18 agosto 2016, AOOUFGAB 36 (vd. Nota esplicativa n. 2).

Non saranno svolte visite da parte dei Nuclei nell’a.s. 2016/17; la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo di valutazione e la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR avverranno, rispettivamente, entro novembre ed entro dicembre 2017.

La Direttiva ministeriale n. 239, firmata il 21 aprile 2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici“,  prevede che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato per l’anno scolastico 2016/17, ma a partire dall’anno scolastico 2017/18.
I riscontri e le osservazioni degli Uffici scolastici regionali sulla procedura di valutazione  saranno inviati ad un Osservatorio (previsto dall’art. 12 della Direttiva), in via di definizione con specifico decreto ministeriale.


Come previsto dalla Nota 11 luglio 2017, AOODGOSV 8603, dal 14 luglio al 31 agosto 2017, sul Portale del Sistema nazionale di valutazione, sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio per i Dirigenti scolastici con incarichi presso l’Amministrazione centrale e periferica del MIUR, altra amministrazione dello Stato, enti pubblici o privati, con retribuzione a carico dell’Amministrazione scolastica.




Faq – Domande Frequenti

IL PORTFOLIO E LA SUA COMPILAZIONE

Parte prima del Portfolio – Anagrafe professionale

1. Che rilievo assume la parte prima del Portfolio nel procedimento di valutazione?

La prima parte del Portfolio ha l’obiettivo specifico di illustrare e descrivere la “storia” professionale del Dirigente adottando un modello unico di riferimento a livello nazionale e perciò comparabile. L’anagrafe professionale intende raccogliere tutte le informazioni professionali più rilevanti e sarà aggiornabile annualmente. Ogni Dirigente avrà la possibilità di integrare l’anagrafe allegando il proprio curriculum vitae e alcuni documenti che attestino aspetti particolarmente significativi della propria professionalità. Il contenuto dell’anagrafe professionale non influisce sulla compilazione delle rubriche di valutazione da parte dei componenti dei Nuclei di valutazione, ma permette ad essi di poter focalizzare con immediatezza gli elementi informativi più rilevanti sul Dirigente da valutare.

Parte seconda del Portfolio – Autovalutazione e bilancio delle competenze

2. Che scopo ha la parte seconda del Portfolio?

L’autovalutazione intende tracciare un profilo professionale organico del Dirigente scolastico ed è strutturata prendendo in considerazione le cinque dimensioni professionali riprese dai criteri del comma 93 (citate sotto ogni definizione delle cinque sezioni), dall’esperienza professionale e dalla letteratura nazionale e internazionale sulla leadership. L’obiettivo della compilazione della parte relativa all’autovalutazione è “consentire al Dirigente scolastico una riflessione sul suo ruolo e sui suoi punti di forza/debolezza, nell’ottica dello sviluppo e del miglioramento della professionalità” (Portfolio, p. 8). L’autovalutazione è dunque uno strumento di utile riflessione sul proprio lavoro e sulla coerenza tra le azioni dirigenziali “quotidiane” e gli obiettivi strategici. Non è necessario che il Dirigente scolastico alleghi documentazione a conforto dei livelli che egli stesso si attribuisce, avendo comunque la possibilità di motivare la scelta nell’apposito campo libero.

3. Che rilievo assume l’autovalutazione nel procedimento di valutazione?

L’autovalutazione non è elemento di valutazione e non influisce sulla compilazione delle rubriche di valutazione da parte dei componenti dei Nuclei di valutazione. Il procedimento di valutazione non prevede che i Nuclei debbano procedere ad una conferma o meno dell’autovalutazione del Dirigente scolastico. Ciò dovrebbe essere ancora più chiaro se si riflette sul fatto che la compilazione della parte seconda del Portfolio è facoltativa. Sia nelle rubriche di autovalutazione sia nelle rubriche di valutazione vengono utilizzati i medesimi descrittori, quantunque raggruppati diversamente, con lo scopo di permettere al Dirigente di compiere un’autovalutazione che prenda in considerazione tutti gli aspetti oggetto di valutazione della sua azione professionale complessiva.

4. È opportuno compilare il campo “Elementi di contesto”?

La descrizione del livello di complessità del contesto in cui il Dirigente scolastico opera può risultare sicuramente utile per comprendere vincoli e opportunità che impattano sulla sua azione professionale. Molte scelte strategiche del Dirigente scolastico sono orientate, e a volte condizionate, dal contesto nel quale si trova ad operare. Una sintetica ma significativa descrizione del contesto può perciò servire al Dirigente scolastico per meglio motivare le scelte concernenti gli obiettivi e le azioni professionali, e sarà anche di fondamentale importanza per il Nucleo di valutazione, al fine di poter comprendere meglio il contributo del Dirigente scolastico al processo di miglioramento.

Parte terza del Portfolio – Obiettivi e azioni professionali

5. Che rilievo assume la parte terza del Portfolio nel procedimento di valutazione?

La parte terza del Portfolio assume un rilievo fondamentale tra le fonti da cui il Nucleo di valutazione trae elementi utili per la formulazione del giudizio complessivo per ognuna delle tre aree, in quanto grazie ad essa si può evincere specificatamente “il contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione” (Portfolio, p. 22).

6. È opportuno che il Dirigente scolastico nella parte terza del Portfolio indichi tutte le azioni professionali svolte per la realizzazione degli obiettivi di processo indicati nel RAV?

È opportuno che il Dirigente scolastico si concentri, a propria scelta, sulla base delle risultanze del RAV e degli obiettivi inseriti nella lettera di incarico, su alcune azioni professionali significative (indicativamente due o tre) e descriva brevemente le azioni realizzate, documentando anche i processi più significativi avviati per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola, con la possibilità di allegare file con dati ed evidenze, se non già contenuti nella documentazione inserita in piattaforma. In particolare il Dirigente scolastico, nella parte terza, dovrebbe riportare quelle azioni che evidenziano il valore aggiunto del proprio specifico professionale nella scuola.

7. Perché la parte terza del Portfolio è strutturata su otto aree?

Le prime sette aree di processo non sono altro che le “le aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative direttamente riconducibili al dirigente scolastico, ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale, secondo quanto previsto dall’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e dal contratto collettivo nazionale di lavoro”, ai sensi dell’art. 6 comma 2, punto 2 del D.P.R. 80/2013. Inoltre, sono le aree all’interno delle quali si riconducono gli obiettivi di processo del RAV, interni al Piano di miglioramento, cui si collegano le più significative azioni professionali messe in atto dal Dirigente scolastico per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola inseriti nella lettera di incarico (Portfolio, p. 15). Ad ogni modo il Dirigente scolastico nella compilazione della parte terza del Portfolio può decidere di non riferirsi esclusivamente alle azioni collegate con le sette aree degli obiettivi di processo, ma può inserire anche le azioni per il perseguimento degli obiettivi nazionali e regionali (tutti gli obiettivi presenti nella lettera di incarico saranno infatti riportati proprio all’inizio della parte terza). A tale scopo è presente l’area di processo “Altro”. In sostanza ciò che si chiede al Dirigente scolastico è di fare una selezione mirata delle azioni più significative che permettano al Nucleo di rilevare lo specifico della sua azione professionale.

8. Quale è la funzione della parte terza del Portfolio rispetto alla compilazione delle rubriche di valutazione da parte del Nucleo di valutazione?

La parte terza del Portfolio è ineludibile nel processo di valutazione: in essa il Dirigente scolastico deve riportare e documentare cosa secondo lui è significativo e specifico della sua professionalità. Al Nucleo spetta valutare il contributo al perseguimento dei risultati di miglioramento previsti nel RAV (così come previsto dal comma 93 dell’art. 1 della L. 107/2015), facendo riferimento a diverse fonti ed evidenze, fra cui sicuramente la parte terza del Portfolio, ma anche ad altri documenti e la stessa visita e/o interlocuzione diretta (Portfolio, p. 23). La valutazione del Nucleo, quindi, deve tener opportunamente conto delle azioni professionali indicate dal Dirigente scolastico nella parte terza, ma deve anche rilevare tutti gli aspetti interni ai criteri del comma 93.

9. Non sussiste il rischio che l’esplicita connessione delle azioni del Dirigente scolastico soltanto con gli obiettivi desunti dal RAV porti a sottovalutare aspetti rilevanti dell’azione del Dirigente scolastico non contemplate nel RAV?

Tale rischio potenzialmente non sussiste, in quanto il procedimento di valutazione del Dirigente scolastico è rivolto a tutta la sua azione professionale, che deve essere letta in modo globale e unitario, e il Nucleo di valutazione, proprio per valutare gli aspetti più generali dell’azione dirigenziale collegati con i criteri del comma 93 dell’art. 1 della Legge 107/2015, deve prendere in considerazione tutta una serie di documenti specificamente indicati nel Portfolio. È ovvio che nella sua quotidianità professionale il Dirigente scolastico svolge molte azioni, ma all’interno del procedimento di valutazione i passaggi ineludibili in cui si può riscontrare la pertinenza e la coerenza dell’azione dirigenziale volta al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico sono le azioni legate agli obiettivi di processo interni al Piano di miglioramento.

10. Considerato che ad oggi non è stato definito un modello specifico di RAV per i CPIA e pertanto per i Dirigenti scolastici dei Centri non è stato possibile definire degli obiettivi da inserire all’interno del nuovo incarico o ad integrazione dell’incarico in essere a partire dal RAV, il perseguimento di quali obiettivi il Dirigente è tenuto a documentare?

Tutti i CPIA hanno definito all’interno del proprio PTOF le priorità di miglioramento per il prossimo triennio. Il MIUR ha chiesto ai CPIA la trasmissione del PTOF e lo stralcio degli obiettivi di miglioramento ove inseriti nel Piano Triennale deliberato. Tali obiettivi, a seguito di verifica da parte del Direttore USR, sono stati utilizzati per la definizione dell’incarico dei Dirigenti scolastici in quanto a tutti gli effetti obiettivi di miglioramento della scuola.

11. Che funzione svolge il Repertorio del Dirigente scolastico? È obbligatorio che il Dirigente scolastico vi faccia riferimento?

Il Repertorio è da intendersi come puro e semplice strumento di orientamento professionale, messo a disposizione del Dirigente scolastico esclusivamente al fine di supportarlo nella compilazione della parte terza del Portfolio: di conseguenza, non è obbligatorio che vi si faccia riferimento.

Parte terza del Portfolio – Sezione di caricamento dei documenti

12. Quali documenti devono essere caricati obbligatoriamente nella sezione riservata presente nella parte terza del Portfolio?

Il Dirigente scolastico avrà cura di provvedere al caricamento dei documenti indicati nell’Allegato n. 1, la cui consultazione è ineludibile da parte del Nucleo di valutazione. Il Dirigente scolastico potrà nella stessa sezione caricare pochi e significativi altri documenti che riterrà strettamente necessari per fornire al Nucleo elementi particolarmente utili per la valutazione relativamente ai criteri generali indicati dalla L. 107/2015.

IL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI PER L’A.S. 2016/17

13. Cosa determinano le modifiche alla Direttiva 36 sul procedimento di valutazione dei Ds?

La Direttiva ministeriale n. 239 del 21/04/2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici” ed in corso di registrazione, ha stabilito che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato a partire dall’anno scolastico 2017/2018. Di conseguenza nel corrente anno scolastico, 2016/2017, il procedimento verrà attuato ma senza produrre effetti sulla retribuzione di risultato, che sarà determinata, come negli anni precedenti, in relazione alla fascia di complessità dell’istituzione scolastica per la quale è stato conferito l’incarico dirigenziale

14. I Dirigenti scolastici che andranno in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018 saranno oggetto di valutazione?

Le modifiche apportate dalla Direttiva ministeriale 239 del 21/04/2017 comportano di fatto l’esclusione dal procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici che andranno in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018, in quanto la loro retribuzione di risultato non sarà determinata dalla valutazione e gli stessi consigli di miglioramento interni al procedimento di valutazione non saranno ovviamente attuabili nei prossimi anni. I Direttori degli USR comunicheranno ai Dirigenti scolastici che saranno posti in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018 l’esclusione dal procedimento di valutazione e dalla richiesta di compilazione del Portfolio.

15. Per il corrente anno scolastico sono previste le visite presso le istituzioni scolastiche?

In considerazione del fatto che quest’anno i Nuclei di valutazione potranno iniziare a operare con l’inizio di giugno e che i mesi di giugno-luglio-agosto sono densi di impegni, è diventato inevitabile, per questo anno scolastico, sospendere le visite. Sono confermati, invece, i contatti a distanza: tutti i Dirigenti scolastici verranno contattati dai Nuclei entro novembre per approfondimenti sul Portfolio e sulla documentazione allegata.


Scuola, on line il portfolio del dirigente scolastico
Strumento chiave per lo sviluppo professionale e la valutazione

La valutazione delle e dei dirigenti scolastici entra nel vivo: è disponibile da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la versione elettronica del portfolio del dirigente scolastico che conterrà informazioni che vanno dal curriculum, al bilancio delle competenze, agli obiettivi e alle azioni professionali.

Il portfolio consentirà alle dirigenti e ai dirigenti di analizzare i loro compiti e le loro competenze, di fare il punto sugli obiettivi di miglioramento. Sarà quindi uno strumento di supporto per il loro sviluppo professionale, ma anche uno strumento chiave per il processo di autovalutazione e di valutazione.

Il portfolio si compone di quattro parti. La prima (anagrafe professionale) raccoglierà informazioni professionali, dal titolo di studio agli incarichi ricoperti, sarà compilata dalle e dai dirigenti e sarà resa pubblica. La seconda parte riguarderà l’autovalutazione e il bilancio delle competenze: ogni dirigente potrà compilarla (non è obbligatorio) analizzando la propria capacità di gestione, di valorizzazione del personale, di promozione della partecipazione, di monitoraggio e rendicontazione. Questa parte consentirà a ciascuna e ciascun dirigente di riflettere sui propri punti di forza e debolezza, nell’ottica del miglioramento della propria professionalità. La terza parte, particolarmente rilevante ai fini della valutazione, sarà dedicata agli obiettivi e alle azioni professionali, sarà obbligatoria e pubblica, sarà compilata dalle e dai dirigenti che dovranno descrivere le azioni realizzate per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano di miglioramento della loro scuola. Infine la quarta parte sarà dedicata alla  valutazione e agli eventuali consigli di miglioramento, sarà riservata al Nucleo di Valutazione, al Direttore dell’USR e al Dirigente scolastico.

Un primo video tutorial  introduce ed illustra l’utilizzo del portfolio. Ci sarà tempo, per la compilazione, fino al 30 giugno. Le dirigenti e i dirigenti hanno già avuto, l’8 febbraio scorso, una versione cartacea del portfolio per poter familiarizzare con lo strumento. La versione on line, intuitiva e di facile utilizzo, facilita la compilazione, che non richiede un investimento di tempo gravoso: si tratta di fare sintesi di informazioni e documenti già in possesso e soprattutto di evidenziare il proprio specifico professionale per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola. La valutazione delle dirigenti e dei dirigenti ha preso il via ufficialmente con la direttiva numero 36 dello scorso agosto.

Nel frattempo sono stati adottati e pubblicati i Piani regionali di valutazione da parte degli Uffici scolastici. Tra febbraio e marzo le dirigenti e i dirigenti sono stati abbinati ai nuclei di valutazione, nei cui confronti sono state svolte  attività di informazione e formazione, che continueranno anche nei prossimi mesi. Fino a giugno si procederà con la compilazione del portfolio. Fra l’estate e l’autunno ci sarà da parte dei nuclei la vera e propria fase di valutazione  a partire dalla documentazione interna al  portfolio. Dall’anno scolastico 2017/2018 la retribuzione di risultato delle e dei dirigenti sarà legata al processo di valutazione.


Pubblicate le Linee guida per l’attuazione della Direttiva n. 36, del 18 agosto 2016, sulla valutazione dei dirigenti scolastici

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Valutazione dei dirigenti scolastici, pubblicate le Linee Guida

Giannini: “Processo atteso da 15 anni, aiuterà il miglioramento del sistema scolastico”

Sono disponibili da oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca le Linee Guida per la valutazione dei dirigenti scolastici. Il documento rende operativa la direttiva firmata nei mesi scorsi dal Ministro Stefania Giannini.
“Si tratta di un processo atteso da 15 anni che ha lo scopo di investire sul miglioramento della professionalità dei nostri dirigenti, figure chiave dell’autonomia scolastica – sottolinea il Ministro -. Il sistema di valutazione a cui abbiamo lavorato è un sistema leggero, che si basa sui documenti e gli strumenti di pianificazione e programmazione che le scuole già utilizzano. Nessun appesantimento burocratico. Si parte dall’autovalutazione dei dirigenti che saranno poi accompagnati nel miglioramento del loro lavoro. La valutazione che parte oggi è un processo di supporto a tutto il sistema scolastico”.

Il documento

  • Le Linee guida individuano la tempistica del processo, i documenti e le procedure che saranno utilizzati per valutare i dirigenti, le dimensioni professionali che avranno un peso nel giudizio formulato dai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali attraverso la valutazione elaborata dai Nuclei preposti.
    Prima scadenza, gli obiettivi da assegnare ai presidi: già in questi giorni i Direttori degli USR li stanno definendo ed assegnando ai dirigenti scolastici. Gli obiettivi da raggiungere, coerenti con il Rapporto di autovalutazione e il Piano di miglioramento e formativo delle scuole, saranno validi per tre anni. Entro dicembre saranno formulati i Piani regionali per la valutazione. Mentre fra gennaio e maggio i dirigenti scolastici saranno coinvolti in un processo di autovalutazione attraverso una piattaforma on line simile a quella utilizzata per la produzione del Rapporto di autovalutazione da parte delle scuole.
    Cosa faranno i dirigenti? Scatteranno la fotografia del loro operato. Dovranno evidenziare, fra l’altro, le modalità organizzative messe in atto nella loro scuola, le modalità di gestione del personale, le azioni messe in campo per promuovere la partecipazione della comunità scolastica e il rapporto con le realtà del territorio e come hanno promosso il raggiungimento degli obiettivi che hanno ricevuto.
    Entro agosto 2017 ci sarà una valutazione di prima istanza da parte del Nucleo regionale con possibili visite nelle scuole. Successivamente arriverà la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR. La restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore avverrà entro dicembre 2017.
    L’azione del Dirigente sarà valutata su tre diverse dimensioni professionali:
  • Direzione unitaria, promozione della partecipazione, competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (a quest’area viene attribuito un peso pari al 60% nel risultato finale);
  • Valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (avrà un peso del 30%);
  • Apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (avrà un peso del 10%).

La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. Quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi previsti: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.


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Martedì 28 giugno, alle ore 10.30, presso la Sala Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in Viale Trastevere 76/a, sono presentate la Direttiva e la prima nota applicativa sul Sistema di Valutazione dei Dirigenti Scolastici.


Valutazione dei dirigenti scolastici, firmata la direttiva
Giannini: “Da oggi abbiamo uno strumento in più per
il miglioramento del sistema”

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato stamattina la direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici. “Dopo 15 anni di incertezze, attese e sperimentazioni, oggi siamo nelle condizioni di realizzare pienamente la valutazione dei dirigenti scolastici. Questo grazie ad un rinnovato quadro normativo, allo stanziamento di specifiche risorse economiche e alla presenza di risorse umane aggiuntive fra gli ispettori. Tutti effetti della legge 107, la Buona Scuola”, ha commentato Giannini, presentando il documento a Viale Trastevere alla presenza dei direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali.

“Ora – ha proseguito – abbiamo in mano uno strumento in più per ottenere un obiettivo importante: il miglioramento del sistema scolastico”. Tre i criteri in base ai quali saranno valutati i dirigenti: “La capacità di indirizzo e di gestione della scuola peserà per il 60% sulla valutazione complessiva – ha spiegato il Ministro -. La capacità di valorizzare le risorse umane, il personale della scuola tutto (docente, amministrativo, tecnico e ausiliario) peserà per il 30%. Il restante 10% si baserà sull’apprezzamento dell’operato del dirigente da parte della comunità scolastica, di coloro che vivono e lavorano nella scuola”. I criteri sono contenuti nelle Linee Guida che saranno abbinate alla direttiva.

Cosa accade ora, in concreto? Ad agosto i dirigenti, oltre 7.000 in tutto il Paese, firmeranno il loro incarico all’interno del quale, per la prima volta, saranno inseriti obiettivi di miglioramento di tre tipi: obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici collegati alla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che, dallo scorso anno, le scuole hanno cominciato a compilare per darsi un ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti. Quattro i ‘gradi’ di valutazione previsti dalla direttiva: mancato raggiungimento degli obiettivi, buon raggiungimento degli obiettivi, avanzato raggiungimento degli obiettivi, pieno raggiungimento degli obiettivi. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. Niente più fondi a pioggia, come accade oggi. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi il dirigente potrà essere assegnato, in prima battuta, ad altra scuola. Se la valutazione negativa si ripeterà, sarà messo a disposizione dell’Ufficio Scolastico per svolgere altre mansioni. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale a partire dal mese di settembre.



Illustrata alle OO.SS., il 6 maggio, la direttiva sulla valutazione dei Dirigenti scolastici

Come previsto dall’art. 1, cc. 93-94, della Legge 107/15, la valutazione dei dirigenti scolastici è effettuata dal Nucleo per la Valutazione dei Dirigenti scolastici (art. 25, c. 1, D.Lvo 165/01) ed è

  • coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale,
  • connessa alla retribuzione di risultato.

Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto

  • del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel RAV (DPR 80/13), in coerenza con le disposizioni contenute nel D.Lvo 150/09,
  • dei seguenti criteri generali:

a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;
b) valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;
c) apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale;
d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;
e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.

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Al via la valutazione dei dirigenti scolastici

Giannini: “Finalmente un sistema per valorizzarli e incentivare il miglioramento”

Le competenze gestionali e amministrative, la capacità di valorizzare il personale scolastico, l’apprezzamento del loro operato da parte della comunità scolastica. Sono alcuni dei criteri in base ai quali, a partire da settembre, saranno valutati i dirigenti scolastici.

“Dopo anni di attese, rinvii e sperimentazioni finalmente si parte. Con la Buona Scuola abbiamo messo i dirigenti scolastici al centro di un preciso progetto culturale che valorizza l’autonomia scolastica. Abbiamo dato a quelli che una volta si chiamavano presidi più strumenti per poter lavorare e più responsabilità. Per questo è necessario attivare un sistema oggettivo e trasparente di valutazione del loro operato che preveda incentivi crescenti per chi raggiunge gli obiettivi di miglioramento della propria scuola”, spiega il Ministro Stefania Giannini.

Oggi la direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici è stata illustrata al Miur alle Organizzazioni Sindacali e sarà firmata nei prossimi giorni dal Ministro dell’Istruzione dopo il vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Di valutazione dei dirigenti si parla dal 2000, sono state fatte alcune sperimentazioni negli anni successivi, ma il sistema non è mai concretamente partito.
Cosa accadrà con la nuova direttiva? Quando firmeranno il loro contratto, in agosto, i dirigenti scolastici troveranno inseriti in questo documento gli obiettivi di miglioramento che saranno di tre tipi: ci saranno obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici sulla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che dal 2015 le scuole compilano per darsi una ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti con un esito che potrà andare dal mancato raggiungimento degli obiettivi al completo raggiungimento che corrisponderà ad una valutazione ‘eccellente’. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale. In caso di valutazione negativa il dirigente sarà supportato dall’Usr nel miglioramento del proprio lavoro. Sono previsti casi di non rinnovo del contratto presso la scuola affidata al dirigente solo in caso di responsabilità dirigenziali gravi, come già stabilito dal decreto legislativo 165 del 2001.
“La valutazione dei dirigenti ha come obiettivo principale – conclude il Ministro – la loro crescita professionale e, di conseguenza, il miglioramento della comunità scolastica in cui operano. È la prima volta che il nostro Paese affronta concretamente tale percorso che, secondo gli obiettivi di questo Governo, porterà ad una vera attuazione dell’autonomia scolastica, per troppo tempo attesa e mai realizzata fino in fondo”.

Nota esplicativa n. 3 del 19 aprile 2018, AOODGOSV 6844

Ministero dell’lstruzione dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Nota esplicativa n. 3 del 19 aprile 2018, AOODGOSV 6844

II procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici per l’a.s. 2017/18

Comunicato Presidente ANAC 7 marzo 2018

Autorità Nazionale Anticorruzione

Comunicato Presidente ANAC 7 marzo 2018

Determinazione dell’8 marzo 2017 n. 241 “Linee guida recanti indicazioni sull’attuazionedell’art. 14 del d. lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichipolitici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016” – sospensione dell’efficacia limitatamente alle indicazioni sulla pubblicazione dei dati di cui all’art. 14, co. 1-ter, ultimo periodo del d.lgs. 33/2013.

Avviso 27 febbraio 2018

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DIARIO

Diario della prova selettiva del corso concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, presso le istituzioni scolastiche statali.

(Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.17 del 27-2-2018)

Ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’art. 6, comma 9, del D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – n. 90 del 24 novembre 2017, si comunica che la prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali si svolgera’ in data 29 maggio 2018
alle ore 10,00.
Si rende noto, altresi’, che in data 8 maggio 2018 sul sito internet del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (www.miur.gov.it), verranno pubblicati i quesiti oggetto
della prova preselettiva.
Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti.
Si comunica, infine, che l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, ove possibile, per esigenze organizzative, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sara’ comunicato entro il 14 maggio tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero (www.miur.gov.it). I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella Regione Lazio; i candidati residenti nelle Province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella Regione Veneto.
I candidati si dovranno presentare nelle rispettive sedi d’esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validita’, delcodice fiscale, nonche’ della ricevuta di versamento attestante il
pagamento del diritto di segreteria pari ad € 10,00 (dieci).
La prova preselettiva avra’ la durata di 100 minuti.
Di ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso, nonche’ di una eventuale modifica delle suddette date, verra’ dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – del 24 aprile 2018.
Ogni ulteriore informazione e documentazione relativa alla
procedura concorsuale e’ disponibile nell’apposito spazio «Il corso-concorso dirigenti scolastici» sull’home page del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (www.miur.gov.it)

Quale Dirigenza nella Scuola dell’autonomia?

Quale Dirigenza nella Scuola dell’autonomia?
Tavola rotonda all’Università con la prof.ssa Tomarchio

di Giuseppe Adernò

 

 

La funzione del dirigente nella scuola di oggi  intreccia responsabilità amministrative e di “datore di lavoro” senza esserlo, e la dimensione educativa che sollecita ascolto, attenzione, dialogo e positiva relazione all’interno della comunità scolastica.

Questi sono stati gli argomenti trattati nel seminario di studio, promosso dal dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Catania, con la guida della Prof.ssa Marinella Tomarchio.

In un’affollatissima aula di studenti e docenti che si preparano al concorso per dirigenti si sono alternati i relatori che hanno presentato il modello organizzativo dell’Educational Leadership negli USA (prof. Christopher Tienken) e la dimensione della leadership distribuita che impegna il dirigente scolastico nel dare identità e autonomia alla scuola che dirige.

La ricerca del prof. Giambattista Bufalino ha, infatti, aperto un ventaglio di considerazioni che presentano nuove prospettive per la dirigenza nella scuola dell’autonomia che la Legge 107 prefigura, in un disegno non ancora ben delineato.

Al centro del sistema resta sempre la scuola, gli studenti che crescono, apprendono, acquisiscono e sviluppano nuove competenze e si preparano ad essere “cittadini” e “lavoratori”.

I molteplici compiti del dirigente che vanno dall’organizzazione degli spazi, al clima di accoglienza e di relazione, dalle complesse norme della sicurezza, alla gestione amministrativa delle risorse, lo rendono quasi un “equilibrista “ si diventa a volte anche “eroe” nel sapere intrecciare e collegare le molteplici dimensioni connesse con il ruolo e la funzione dirigenziale che si connota per lo stile efficace ed efficiente che rendono “la scuola, un corpo vivo, presidio di democrazia e di partecipazione” come ha affermato la prof.ssa Tomarchio.

Leader non si nasce, ma si diventa, e già la professione docente ha tutte le caratteristiche per formare la “teacher leadership” che qualifica il compito del docente educatore, che si prende cura dei suoi alunni, li guida, li accompagna, li stimola e, sapendo “ guardare tutti e osservare ciascuno” diventa artefice di una costruttiva relazione educativa, garanzia per un vero “successo formativo” e per un apprendimento efficace.

Nella tavola rotonda si sono intrecciati in maniera armonica gli interventi dei proff. Gaetano Bonetta, Cristiano Corsini, Roberta Piazza e Raffaella Strongoli .

La centralità pedagogica della scuola assegna alla leadership dirigenziale una specifica connotazione di “leader educativo” che, come disegnato dalla commissione europea deve possedere: coraggio, ottimismo, realismo, coerenza, impegno, capacità di gestire le risorse e risolvere i problemi e tanto “appetito di apprendimento”.

Utilizzando le metafore che corredano la presentazione della leadership all’immagine del castello che prevede un principe, un capitano, un esercito di soldati, degli ordini da eseguire, si contrappone quella dell’orchestra che rende i musicisti attori e protagonisti, il direttore svolge la funzione di coordinamento ed è bello vedere anche “orchestre senza direttore” e la responsabilità diffusa tra i partecipanti diventa garanzia di successo.

Creare e sentirsi “azionisti” nell’impresa educativa della scuola costituisce l’impegno primario del dirigente che guida una comunità scolastica, complessa e variegata, dove i ruoli di ciascun componente hanno sempre una connotazione educativa e si ricerca il miglior bene dello studente che “cresce, diventa uomo, apre i suoi occhi al vero e scopre la dimensione dei valori”.

La valutazione dei dirigenti scolastici tra irrigidimenti e cedimenti

La valutazione dei dirigenti scolastici tra irrigidimenti e cedimenti

di Stefano Stefanel

 

Poiché non mi accade praticamente mai di essere in disaccordo, anche se solo su alcuni punti, con Franco De Anna, ritengo utile esporre in pubblico alcuni commenti al suo ultimi articolo (I primi dati sulla valutazione dei dirigenti scolastici[1]) che mi pare in alcuni momenti risenta di una visione troppo critica del problema. L’articolo, ci tengo a dirlo, è molto interessante e ben argomentato, per quello penso meriti un commento. Leggere Franco De Anna è sempre un regalo in questi di tempi di baccano privo di direzione che si è abbattuto sulla scuola.

 

AUTOVALUTAZIONE NEL PORTFOLIO

Come noto la seconda sezione del Portfolio era dedicata all’autovalutazione del dirigente scolastico dentro uno schema prefissato. De Anna dice che il 16% che non lo ha compilato va sommato al 33% che non ha compilato il Portfolio. Questo passaggio, a mio modo di vedere, non lo si può fare. La scelta di non compilare l’autovalutazione era un’opzione proposta dalla piattaforma, non una decisione spinta dalla contestazione. La contestazione sindacale chiedeva di non compilare il Portfolio e non si è occupata della compilazione dell’autovalutazione, che rientrava invece nelle modalità scelte dal dirigente scolastico di presentarsi. C’è chi ha preferito legare la propria autovalutazione alle azioni e alla documentazione e chi, invece, ha preferito mettere il Nucleo di valutazione davanti al semplice rapporto tra azione e documentazione. Questioni di stile, non di contenuto. Il 16% va, dunque, “riattaccato” alla sua parte originaria e dunque il dato da analizzare riguarda il 67% dei dirigente e non 51% come fa De Anna. Non è un punto da poco, perché tende a spostare la non compilazione entro confini che non le sono propri.

 

LA PROTESTA E’ RIUSCITA O NO?

La protesta sindacale è riuscita e l’esito lo descrive molto bene lo stesso De Anna. Il processo valutativo è stato di fatto snaturato ed ha dato esiti discutibili. Poiché chi non ha compilato il Portfolio ha solo ricevuto una certificazione di “non compilazione”, restano “sul campo” tutti i dirigenti scolastici valutati con la “C” (non espressa, ma facilmente desumibile dalle motivazioni del format) che avrebbero potuto sottrarsi alla “C” semplicemente non compilando il Portfolio. Il vulnus non sta nel mancano riconoscimento economico, ma nel non aver il Miur compreso come una procedura avrebbe potuto reggere realmente solo se fosse stata prevista nei suoi minimi particolari. C’è stata la debolezza evidente di un Ministero che davanti al 33% di valutati che si rifiuta di compilare il documento su cui si basa la valutazione non ha uno straccio di PIANO B. Ritengo che la protesta sia riuscita perché ha snaturato l’idea di valutazione così come era stata pensata. La cosa sorprendente è però che non ha ugualmente fermato il processo. E’ chiaro che non avendo il Miur alcuna idea su come valutare chi non aveva compilato il Portfolio, non ha avuto alcuna forza per valutare comunque (per esempio mettendo i non compilatori davanti alla scelta: skype o visita?) e alla fine si è trovato ad emanare alcune valutazioni che saranno problematiche (perché – ripeto – chi ha preso la C, anche se non c’è scritta la lettera, si convince che faceva meglio a stare fuori da tutto il processo).

Se la protesta ha avuto successo un incredibile grande successo lo ha avuto anche la conclamata attitudine dei dirigenti scolastici a farsi valutare. Il 67% per cento vuole farsi valutare e – pur avendo dubbi sul sistema – si è adeguato alle regole del gioco. Questo vuol dire che il 33% non vuole farsi valutare? Impossibile dirlo: quello che è certo è che chi non vuole farsi valutare sta in quel 33% e si è accodato alla protesta sindacale visto che sull’argomento non passavano altri treni.

 

TROPPA CARTA?

La documentazione obbligatoria non era molta e questo ha permesso ad ogni valutato di decidere cosa inserire in piattaforma. Il protocollo prevedeva anche delle visite che non ci sono state e che sarebbero state utili. Rimane però una domanda che anche De Anna elude: la scelta di chiedere al dirigente di definire e documentare fino a sette sue azioni è corretta dentro un sistema di valutazione? Penso si debba partire da una considerazione ovvia: nulla accade nelle scuole senza che da qualche parte sia stato scritto che deve accadere. Non c’è intenzione del dirigente scolastico che non trovi in un documento il suo logico punto d’origine. La lettura del rapporto tra “azione” scelta dal dirigente e documentazione di questa azione fa vedere molto bene quali scenari organizzativi ci sono in quella scuola, quali rapporti di forza si sono instaurati, quali flussi economici vengono mossi, quali obiettivi sono realmente condivisi. Nulla di cartaceo, ma un esempio evidente e chiaro di come vanno le cose. Le azioni da inserire in Portfolio le sceglie il dirigente, ma se poi documenta tutt’altro le cose diventano subito chiare: stiamo parlando di sogni, pie intenzioni, desideri. La realtà è altra. Il modello è interessante e significativo perché il quadro che esce dal collegamento tra RAV, PDM, PTOF, azioni e documentazione permette chiaramente di distinguere chi sta dirigendo una scuola e ha degli obiettivi da chi invece è una barca in mezzo alle onde.

 

VISITE VALUTATIVE O RICERCHE SOCIILOGICHE?

Le visite sono mancate e sarebbero state certamente più significative del collegamento via Skype[2]: questo è un dato incancellabile e che ha influito non poco su tutta la procedura. Resta però il fatto che molti dirigenti invocano una valutazione che corrisponde ad una ricerca sociologica. Secondo questi colleghi i valutatori dovrebbero seguirli nel loro incedere quotidiano tra sedi, riunioni, reggenze, ecc. Scambiare una visita valutativa con una ricerca sociologica, che dovrebbe sancire il grado di “eroismo” del dirigente, mi pare sia proprio fuori bersaglio. Le visite sono importanti, ma sono visite che seguono la documentazione, non che la precedono o la sostituiscono. Anche qui penso sia da sfatare una leggenda: i dirigenti scolastici amano e subiscono la burocrazia, per questo compilano montagne di documenti. Perché questi documenti non dovrebbero far parte della valutazione? Cosa si capisce seguendo un dirigente che si muove da una riunione all’altra, che riceve persone (che sanno di essere “spiate” dai valutatori), che si rapporta coi problemi? La valutazione è cosa diversa dalla ricerca sociologica. I report valutativi non possono essere delle nuove edizioni del bel libro Gli equilibristi [3].

Certamente un protocollo valutativo senza visita è un protocollo monco: ma la visita non avrebbe spostato l’asse della valutazione e le domande sarebbero partite dalla documentazione, non dal vissuto di quella giornata.

 

I VALUTATORI

Mi ha molto sorpreso che Franco De Anna sia caduto nel tranello che ha cancellato tutte le valutazioni precedenti a questa: quis custodiet ipsos custodes? Se ripartiamo dai valutatori e dalla loro formazione azzeriamo tutto e ne riparliamo tra cinque anni, quando metà dirigenti saranno già andati in pensione. La cosa più sensata da fare sarebbe permettere al valutato di interloquire sulla sua valutazione coi valutatori e – soprattutto – sarebbe naturale che il Miur valutasse i valutatori. De Anna invece propone una strada lunga che di fatto azzera quanto fatto quest’anno e questa mi pare una via di mezzo tra un’impossibile ingenuità (una “velha raposa” come lui, dai !) e una polpetta avvelenata. I valutatori sono stati sottoposti a due giorni di valutazione a febbraio, hanno poi analizzato almeno 25 documentazioni messe in piattaforma dai colleghi, hanno partecipato a incontri con gli altri formatori, hanno seguito i contatti via skype, hanno elaborato il giudizio. Inoltre sono registrati i tempi di consultati di ogni valutatore per ogni profilo e sono in piattaforma i commenti inseriti dai valutatori su quanto analizzato. Tutto questo è formazione: quello che servirebbe oggi è prendere tutti questi dati a valutare i valutatori. Compito non improbo, soprattutto se fatto incrociando questi dati con quanto pensano i valutati ,che possono contestarli, contrastarli, analizzarli. Operazione di grande trasparenza che mostrerebbe con chiarezza i punti deboli dei valutatori, senza ricominciare per l’ennesima volta da capo.


[1] https://www.organizzazionedidattica.com/wp-content/uploads/2018/01/I-primi-dati-sulla-valutazione-dei-dirigenti-scolastici-1.pdf

[2] Se lo Stato vuole un collegamento on line però deve anche dotarsi di una piattaforma autonoma e funzionante, non buttarsi su un prodotto gratuito e quindi irresponsabile.

[3] Gli equilibristi, di Massimo Cerulo, Rubettino 2016.

Valutazione dei Dirigenti scolastici

IL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI: I PRIMI DATI

MIUR, DGOSV, Ufficio IX


La prima fase di applicazione del Sistema nazionale di valutazione della dirigenza scolastica ha registrato una partecipazione del 67%. Questa la percentuale di Dirigenti scolastici, su una platea complessiva di 6.477 Ds in servizio oggetto di valutazione, ad aver completato il Portfolio. I nuclei che hanno svolto la valutazione di prima istanza sono stati 347.

Sono i primi dati sul procedimento di valutazione della dirigenza scolastica presentato venerdì dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel corso della riunione con l’Osservatorio per la valutazione della dirigenza scolastica, istituito con il DM 316 del 25 maggio 2017 al fine di monitorare la realizzazione e gli sviluppi del sistema di valutazione dei Dirigenti scolastici, rilevare le eventuali problematiche e proporre possibili soluzioni.

Dall’analisi della prima parte dei Portfolio compilati, dedicata ai dati anagrafici, emerge che oltre il 60% dei Dirigenti scolastici proviene da una formazione umanistica, il 40% ha almeno una certificazione informatica, il 19% ha una certificazione linguistica, il 25% ha almeno una pubblicazione all’attivo. Il 42% ha oltre 10 anni di anzianità di servizio e il 19% dirige da più di 7 anni la stessa scuola.

La seconda parte del Portfolio è riferita all’autovalutazione professionale, effettuata dall’84% dei dirigenti che, nella maggior parte dei casi, hanno evidenziato criticità nel settore del monitoraggio-valutazione-rendicontazione. L’autovalutazione viene effettuata attraverso l’assegnazione di punteggi, da A (forti competenze) a D (forti criticità), a 5 aree tematiche: definizione dell’identità, dell’orientamento strategico e della politica dell’istituzione scolastica; gestione, valorizzazione e sviluppo delle risorse umane; promozione della partecipazione, cura delle relazioni e dei legami con il contesto; gestione delle risorse strumentali e finanziarie, gestione amministrativa e adempimenti normativi; monitoraggio, valutazione e rendicontazione. Nell’assegnazione del punteggio, il dirigente ha la possibilità di motivare lo stesso con una riflessione sulle criticità, orientata al miglioramento.

Nella terza parte del Portfolio sono riportate informazioni e valutazioni relative alle azioni professionali del Dirigente finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di gestione dell’istituto. Ne emerge un forte investimento nei processi finalizzati a: Curricolo di progettazione e valutazione dell’attività didattica di istituto (18%), Ambiente di apprendimento (18%) e Inclusione (17%). Sul fronte degli ambienti di apprendimento, il 34% dei Ds afferma di investire in particolare nell’innovazione metodologica, nella consapevolezza e convinzione che l’innovazione delle metodologie di apprendimento sia necessaria alla scuola del futuro.

L’Osservatorio per la valutazione della dirigenza scolastica ha il compito di svolgere una ricognizione delle problematiche rilevate durante il primo periodo di utilizzo del sistema di valutazione, il monitoraggio delle fasi, delle modalità e degli strumenti di valutazione per un miglioramento complessivo del sistema.

Identità e ruolo dell’ispettore

Identità e ruolo dell’ispettore
Note a margine di un convegno Treelle

di Agostina Melucci

Si è svolto a Roma,  ospitato dal MIUR il 5 u.s., un importante convegno organizzato da TREELLE sulla funzione ispettiva. La meritoria iniziativa del convegno ha rapresentato intrinsecamente un segno di risveglio dell’attenzione verso questa figura da un ventennio piuttosto trascurata e numericamente quasi estinta. La tesi prevalente della proposta  è stata quella  di un “nuovo Ispettorato per assicurare la qualità di tutte le scuole”  entro uno scenario di forte rilevanza della valutazione nel sistema scolastico.

 

Era da una trentina d’anni che non si registrava l’organizzazione di un convegno di carattere nazionale sulla figura e la funzione degli ispettori scolastici, alias ispettori tecnici, alias dirigenti tecnici. Alias che non hanno giovato né all’autopercezione né alla comprensione esterna del nostro status e del nostro ruolo, un po’ come accaduto con direttori didattici e presidi ora definiti anonimamente dirigenti scolastici.

Nel frattempo, il numero di quelli in organico era calato dai 625 del 1990 ai 440 del 2001, ai 301 del 2011 agli attuali 191; in organico, appunto, poiché molti posti sono sempre rimasti scoperti per il blocco del turn over, alcuni dirigenti tecnici svolgono anche funzione di provveditori, altri hanno un distacco presso qualche organizzazione, alcuni –teoricamente assegnati agli USR- lavorano principalmente per la sede centrale del MIUR. Di fatto fino a tre anni fa quelli effettivamente in servizio presso le sedi regionali non superavano la quarantina. Poi vi è stato un piccolo concorso che ha alleviato la situazione  (49 reclutati con il  concorso del 2008  che, sommati a 7 reduci del concorso del 1989,  arrivano a 56)  e vi sono state nomine  (68 di cui 12  con contratto ex cc. 5bis e 6  D.lgs 165/2001  e   56  ex c.94, art.1  Legge 107/2015)  ma il numero è calato di anno in anno, come quello dei rinoceronti bianchi dell’isola di Giava.  E soprattutto precipitava  –differentemente da quanto avveniva in altri Stati europei- la rilevanza del corpo ispettivo nella realtà e nell’immaginario della scuola. Come evidenziato nel convegno cui si fa riferimento dal titolo stesso della relazione di R.Drago,  “C’erano una volta gli ispettori”. Praticamente una lapide.

 

Meritoria dunque l’iniziativa della Treelle finanziata dalla fondazione della Cassa di Risparmio delle province lombarde (a proposito di ispettori…..). La  Treelle è un’organizzazione che, come rilevato dal presidente Oliva nell’apertura del convegno, ha sempre dedicato molta attenzione allo status e al ruolo degli ispettori e al sistema di valutazione. Nella visione del prof. Oliva il compito degli ispettori -che il Presidente Treelle torna opportunamente a chiamare con il loro nome- è quella di valutatori del sistema nella sua complessità e nei soggetti che ne fanno parte come dirigenti scolastici. L’Ispettorato non dovrebbe assolvere a compiti di supporto alle scuole; questi, secondo il Nostro,  dovrebbero essere dell’INDIRE, purchè potenziato.

La stima del numero di ispettori necessari (quantità variabile a seconda dei compiti che si intendono assegnare)  andrebbe da 350 a 450 unità con un costo di 45-60 milioni di euro. Tale spesa inciderebbe per una percentuale che va dallo 0,09% e lo 0,12% della spesa statale per l’istruzione statale  che si aggira sui 50 miliardi.

Il tipo di attenzione mostrato dalla TREELLE è forse dovuto alla cultura propria dell’organizzazione, preoccupata secondo un’ottica specifica dell’ efficienza ed efficacia dell’azione delle scuole e dell’Amministrazione scolastica  e del perfezionamento  del Sistema Nazionale di Valutazione. Si tratta peraltro di tematiche cui la costellazione scolastica si sta dedicando con impegno e ogni contributo esterno merita di essere ascoltato.

 

Mi limito a  ripercorrere gli aspetti, a mio giudizio principali, inerenti la funzione ispettiva che emrgono dalla proposta TREELLE,  ampiamente illustrata nel Quaderno presentato in sede di convegno (1).

Dopo il discorso di Rosario Drago, già preside e poi dirigente tecnico incaricato, in cui si è tracciata una gustosa microstoria della funzione e del suo declino dai fasti del primo Novecento all’evanescenza della fine secolo e particolarmente dei primi due decenni del nuovo, Jaap Scheerens – Professore Emerito Università di Twente, Paesi Bassi, ha condotto un ampio prospetto della situazione degli ispettori scolastici in 6 paesi europei con particolare riferimento all’efficienza e all’efficacia della loro azione. Queste,  perseguite già ora da personale con alto livello scientifico e adeguate esperienze nel settore dell’istruzione, potranno essere ulteriormente elevate grazie a un’organizzazione specifica della loro azione (Ispettorati)  in autonomia ma anche in sinergia  con altri apparati valutativi come, in Italia, l’INVALSI.

Il supporto al miglioramento, scrive Schereens  nel suo contributo pubblicato nel Quaderno  (“Per un sistema ispettivo efficiente ed efficace: considerazioni generali”), sta “guadagnando popolarità”;  l’autore è  tuttavia piuttosto scettico e la considera una funzione aggiuntiva rispetto a quelle principali. In tale ruolo, l’ispettore oltre a  restituire  i risultati della valutazione  assume la funzione di “consulente, consigliere, sostegno per le scuole”.    Funzione  controversa in quanto pone l’ispettore in una posizione di coinvolgimento, da “amico critico”  attenuandone il carattere di terzietà rispetto a quello di controllo e valutazione e intaccandone “il lato severo dell’essere valutati e giudicati”.

Anche Ettore Acerra, coordinatore nazionale degli Ispettori, ha inquadrato facendo riferimento al DM 753/2014 la situazione attuale della funzione ispettiva come dedicata principalmente alla valutazione ma comprendente anche  funzioni di indirizzo e supporto tecnico-scientifico alle scuole e all’Amministrazione. Va ripensato il ruolo della funzione ispettiva e delle sue strutture di coordinamento (segreterie tecniche centrali e periferiche) anche  ai fini della formazione (principalmente autoformazione, data la mancanza di un piano nazionale specifico per la categoria) e di un’attività non dispersa tra mille richieste di intervento ma efficace nel conseguimento degli obiettivi più rilevanti.

Giorgio Allulli, consulente della Commissione UE,  ha riferito  delle proposte Treelle. Tali proposte  sono l’esito di un lavoro condotto da Giorgio  Allulli stesso,  Giuseppe Petrolino e da Jaap Scheerens e coordinato da Attilio Oliva.   Ne riporto di seguito gli aspetti che mi sembrano essenziali :

-Istituzione di una Direzione generale dell’ispettorato, incardinata nel Ministero dell’Istruzione, con vocazione tecnica e autonomia funzionale. Al suo vertice andrebbe un Ispettore capo (Direttore generale, I fascia)  da cui dipendono tutti gli ispettori e si articolerebbe in: ufficio studi e ufficio organizzativo (reclutamento, formazione, gestione del personale, valutazione, protocolli di visita…).

– L’Ispettore capo presenta annualmente  al Ministro una Relazione  sull’attività svolta e ogni tre anni un Rapporto sulla valutazione delle scuole con relative proposte di miglioramento.

-Non rientrerebbe in via ordinaria  fra i compiti degli Ispettori la funzione di supporto per il miglioramento delle scuole.

-Revisione del profilo professionale con approfondimento anche  delle competenze in materia di valutazione e analisi quanti-qualitativa.

 -Reclutamento con concorsi triennali seguiti da corso-concorso  e commissione prevalentemente composta da Ispettori.

– Partecipazione limitata nel tempo dei Dirigenti scolastici alla funzione ispettiva.

– Funzioni prevalenti: valutazione esterna delle scuole;  valutazione dei dirigenti scolastici; ispezioni disposte; consulenza  tecnica per il Ministero; autogoverno del corpo ispettivo. Rotazione triennale degli incarichi per ciascuna delle funzioni previste dal profilo.

La Ministra Valeria Fedeli ha concluso il convegno  apprezzando lo sguardo europeo condotto dalla ricerca sfociata nella pubblicazione del Quaderno  e nel convegno, ospitato al MIUR;  ha  ritenuto utile  l’ emanazione di un nuovo Atto di indirizzo  nella prospettiva di rinnovare la  funzione  volta ad  non solo a valutare ma anche ad accompagnare sul piano culturale e tecnico-scientifico i processi di  cambiamento. Ciò implica  nuovi modelli organizzativi e di reclutamento  e  la necessità di formazione. Ha sottolineato l’importanza per il MIUR di  avvalersi di un Rapporto annuale riguardo la valutazione delle scuole.

 

Parere personale*

Ho assunto la funzione ispettiva nelle Marche il 14 marzo del 1991, a seguito del superamento di un concorso indetto nel 1989. La mia biografia professionale vede la ricerca costante di temi di cultura generale e  di pedagogia come di identità professionale;  tanti altri colleghi, in questi decenni, hanno condotto  ricerche, elaborato “manifesti”.  Ricordo con piacere  l’azione meritoria di un’ottima associazione quale è stata l’ANITPI,   associazione che andrebbe riportata a nuova attività. Certo i tempi sono più che maturi per ridefinire la funzione ispettiva-tecnica, in un contesto di autonomia delle istituzioni scolastiche,  di avvio del Sistema Nazionale di Valutazione, di innovazioni introdotte dalla Legge 107 del 2015.

Condivido la proposta di TREELLE riguardo la ripresa e l’autorevole rilancio dell’ idea di  istituire  una Direzione generale autonoma e un Ispettorato, inteso quest’ultimo quale autonomo organismo strutturato  non solo in funzione del controllo delle scuole ma anche della promozione di cultura, dell’innovazione, della ricerca.  Gli ispettori della P. I., alias dirigenti tecnici,  vanno ovviamente impiegati  per la patologia dei casi individuali ma soprattutto per l’orientamento culturale e il miglioramento della qualità delle scuole nei settori in cui la loro preparazione scientifica e tecnica e l’indipendenza di giudizio possono costituire un elemento di impulso e di qualificazione dell’autonomia scolastica.

Requisito per il rilancio della qualità della scuola è il ritenere indispensabile la funzione ispettiva, migliorandone le condizioni di efficienza operativa attraverso un’ adeguata dotazione di personale,  la possibilità di costante formazione, il disporre di mezzi e locali adeguati;  cio’ risulta ancora più necessario in particolare con la scuola dell’autonomia ove è  indispensabile ridefinire, rinnovandola, anche la funzione di controllo esercitata dall’Amministrazione.

Il controllo,  al di fuori ovviamente delle “Ispezioni disposte”, potrebbe essere inteso  e agito quale conoscenza strutturata “in loco” e di offerta in termini di supporto, promozione, accompagnamento, suggerimento.

Gli ispettori intendono porsi come soggetti pensanti e vigilanti nell’interazione costante con le scuole.  In questa prospettiva,  invitano a intendere anche le riforme e le innovazioni come assunzione (non ricevimento dall’alto) di una forma nuova: oltre la lettura dei testi normativi, nella realtà dovranno essere pensate e progettate in primo luogo dalla scuola stessa, chiamata a dar prova di capacità autoprogettuale entro cornici eticamente e scientificamente fondate.

E’ importante che siano organizzati seminari nazionali, anche in ottica europea, almeno due volte l’anno, alcune volte magari insieme ai dirigenti amministrativi e a una rappresentanza dei dirigenti scolastici. E’ “buona prassi” in Emilia-Romagna, da diversi anni organizzare periodicamente incontri congiunti con le due anime dell’Amministrazione.

Occorre  che gli ispettori possano produrre e far valere una elaborazione culturale alta come base della progettazione nazionale, regionale, provinciale  e dello stesso modus operandi  dei vari Uffici, in modo da riportare la cultura e la persona realmente al centro di massimo impegno teleologico dell’organizzazione scolastica.

Un  buon servizio ispettivo può essere l’inizio di una forte ripresa della nostra scuola, come di ogni altra funzione dello Stato. In vista di questa gamma di fini dobbiamo impegnarci per un forte rilancio della nostra missione, da svolgersi nella pienezza di esercizio di quello spessore culturale, di quella fondazionalità scientifica, di quella serenità di valutazione e di espressione e di quella  terzietà che caratterizzano da sempre lo status e le competenze ispettive. Da sempre, ma con particolare attualità oggi.


(1)  cfr. Quaderno n.14,    Un nuovo Ispettorato per assicurare la qualità di tutte le scuole, Genova, Dicembre 2017, TREELLE

*Ho ripreso anche alcune considerazioni tratte da un documento di qualche anno fa (2008) del direttore generale Raimondo Murano e degli ispettori Amilcare Bori, Gabriele Boselli e Contardo Romano.