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Patto di corresponsabilità educativa

Scuola-famiglia, sottoscritta la proposta di revisione del Patto di corresponsabilità educativa. Fedeli: “Lavoriamo per rafforzare partecipazione e trasparenza”

(Giovedì, 01 marzo 2018) Rafforzare la collaborazione tra scuola e famiglia, anche attraverso la definizione di modalità, tempi e ambiti sempre più precisi di partecipazione alla vita scolastica. A partire dalla possibilità, per i genitori e gli studenti, di fare proposte per arricchire l’offerta formativa. Massima trasparenza e informazione sulle attività e la progettualità degli istituti scolastici. Maggiore condivisione degli interventi di formazione e prevenzione in materia di bullismo e cyberbullismo. Estensione del Patto di corresponsabilità educativa anche alla scuola primaria. Istituzione della “Giornata della corresponsabilità”, come momento per consolidare il clima di cooperazione tra tutti coloro che compongono la comunità educante. Sono questi i principali obiettivi e contenuti della proposta di revisione del Patto di corresponsabilità educativa sottoscritta all’unanimità dal FONAGS, il Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola, a seguito di numerosi incontri all’interno del tavolo tecnico, istituito presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che sta curando anche i lavori per la definizione della riforma della rappresentanza. La proposta sarà ora oggetto di confronto con tutti gli attori a vario titolo coinvolti e con il Forum delle studentesse e degli studenti. Il Patto di corresponsabilità educativa, voluto dall’allora Ministro Giuseppe Fioroni, ha compiuto dieci anni lo scorso 21 novembre.

“Si tratta di un importante passo in avanti – ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli – verso il rilancio del Patto di corresponsabilità educativa, che dà concretezza all’azione che come MIUR abbiamo voluto intraprendere il 21 novembre scorso, in occasione del suo decimo anniversario. E questo è fondamentale in un momento, come quello attuale, in cui le cronache raccontano episodi di contrapposizione o addirittura di violenza tra genitori e insegnanti. Episodi che mai avremmo voluto vedere e che dobbiamo impegnarci a contrastare. Questa proposta di revisione del Patto è una risposta di responsabilità a queste vicende: è la base per la costruzione di una scuola sempre più collaborativa, che mette al centro le studentesse e gli studenti, in un clima di unione di intenti, di condivisione, di rinnovata alleanza con le famiglie e con quanti sono parte attiva della comunità educante”.

“A dieci anni di distanza dall’emanazione, tutte le Associazioni aderenti al FONAGS – ha spiegato Giovanni Sanfilippo, Coordinatore del FONAGS – hanno collaborato alla revisione e sottoscritto all’unanimità la proposta di modifica del Patto di Corresponsabilità. La condivisione, la partecipazione e l’alleanza devono essere al centro degli sforzi e dell’impegno di tutta la comunità educante e in particolare delle famiglie e della scuola. Il Patto di Corresponsabilità educativa definisce in modo più puntuale e dettagliato modalità e tempi della partecipazione alla vita scolastica e sottolinea gli obblighi di trasparenza, indispensabili per garantire e tutelare i diritti e i doveri dei genitori e della scuola nel rispetto reciproco”.

Secondo il documento sottoscritto, i genitori dovranno aderire, contestualmente all’iscrizione a scuola, al Patto di corresponsabilità educativa, il cui obiettivo è definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie e a stabilire chiaramente modalità, tempi e ambiti di partecipazione alla vita scolastica. Nel Patto sono descritti i modi e i termini ai quali rappresentanti degli organi collegiali, dei genitori e degli studenti, nel caso delle secondarie di secondo grado, dovranno attenersi per presentare proposte per la redazione o l’aggiornamento del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) delle loro scuole. Proposte che dovranno pervenire al dirigente scolastico entro il 15 ottobre di ogni anno. Il documento prevede la condivisione degli interventi di informazione e prevenzione relativi al cyberbullismo, previsti dalla legge 71 del 2017, e la progettazione curricolare ed extracurricolare dei singoli istituti. I rappresentanti eletti negli organi collegiali, gli organismi e le associazioni dei genitori e degli studenti potranno presentare al dirigente scolastico le proprie proposte ed esprimere i propri pareri anche relativamente allo stesso Patto di corresponsabilità, che viene definito ed approvato dal Consiglio di istituto e portato a conoscenza delle famiglie al momento dell’iscrizione. Annualmente, su richiesta degli studenti o dei genitori, il Consiglio di istituto potrà valutare e deliberare modifiche al Patto. Solo in caso di modifica sarà richiesta ai firmatari una nuova adesione.

I progetti inseriti nel PTOF, i bandi rivolti ai giovani, il regolamento interno della scuola, lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il Patto stesso: tutto verrà pubblicato sul sito web di ogni istituto scolastico, nell’ottica della massima trasparenza e per far sì che si consolidino la condivisione della responsabilità educativa e il rapporto di fiducia tra scuole e famiglie.

La proposta prevede, infine, l’istituzione della “Giornata della corresponsabilità” e la creazione di un portale della rappresentanza, uno spazio destinato alla pubblicazione di materiale informativo per i rappresentanti degli organi collegiali, del Forum delle associazioni degli studenti e di quello dei genitori.

Le associazioni aderenti al FONAGS che hanno sottoscritto all’unanimità il documento di revisione sono: AGE (Associazione Italiana Genitori), AGESC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), CGD (Coordinamento Genitori Democratici), FAES (Famiglia e Scuola), il MOIGE (Movimento Italiano Genitori), CARE (Coordinamento delle Associazioni Familiari Adottive e Affidatarie in Rete), l’AGEDO (Associazione Genitori di Omosessuali).

“La proposta sottoscritta dal Forum delle associazioni dei genitori è partecipata e spinge a una sempre maggiore partecipazione, dà voce a chi la scuola la fa e la vive ogni giorno, stabilisce chiaramente le responsabilità, i diritti e i doveri di tutti coloro che sono parte della comunità educante. Famiglie comprese. Stiamo lavorando per migliorare la comunicazione tra giovani, genitori e scuole e rafforzare la partecipazione responsabile di tutti i soggetti di fronte alla nuove sfide educative. L’obiettivo della nostra azione è comune: il pieno e libero sviluppo delle nostre studentesse e dei nostri studenti. In linea e in ottemperanza con quanto stabilito dall’articolo 3 della nostra Costituzione. Il rilancio del Patto di corresponsabilità educativa è un passo importante in questa direzione. E sta avvenendo in un clima di positiva e rinnovata alleanza. Guardando ai nostri giovani – ha concluso la Ministra – non solo in quanto destinatari della nostra azione, ma anche in quanto co-protagonisti attivi”.

Linee guida diritto studio alunni fuori dalla famiglia di origine

Siglate l’11 dicembre 2017 al MIUR le Linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine


La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e la garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, hanno siglato l’11 dicembre 2017 al MIUR le Linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine frutto di un Protocollo sottoscritto a maggio per garantire “Pari opportunità nell’istruzione per le persone minori d’età”.

Le Linee guida sono dedicate a tutte quelle alunne e quegli alunni che si trovano, per ragioni diverse, a volte in modo definitivo e talvolta solo provvisoriamente, fuori dalla famiglia d’origine. Si tratta quindi di: bambine e bambini, ragazze e ragazze che sono in affidamento familiare per difficoltà della famiglia di origine a prendersi cura dei figli; alunne e alunni che sono ospiti, provvisoriamente, nelle strutture dei sistemi di protezione (comunità familiari, case famiglia, comunità educative, comunità sociosanitarie) perché non è possibile disporre di un affidamento familiare; minori stranieri non accompagnati, in forte aumento negli ultimi tre anni; ragazze e ragazzi sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile in ambito penale.

A queste alunne e a questi alunni viene per la prima volta dedicato uno strumento specifico per l’accoglienza all’interno del sistema di istruzione, una cassetta degli attrezzi, una bussola pedagogica per le e gli insegnanti sulla via dell’inclusione. Un modello educativo che si basa sulla convinzione che la presenza di alunne e alunni provenienti da contesti sociali e biografici di complessità diverse può essere un’opportunità e un’occasione di cambiamento per tutta la scuola.

“Le Linee guida siglate oggi – sottolinea la Ministra Fedeli – sono il frutto di un impegno preso insieme all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Questa firma rappresenta un momento importante: stabiliamo interventi operativi per strutturare percorsi didattici ed educativi che mirino al pieno sviluppo di ogni giovane, al di là della sua storia personale, delle condizione economiche della sua famiglia, della sua provenienza geografica. E confermiamo che confermare la straordinarietà del nostro sistema di istruzione e formazione: un sistema che accoglie, include, non lascia indietro nessuno, ponendo le basi di società di eguali diritti e pari opportunità, in cui i valori fondanti della nostra Costituzione – e faccio riferimento in particolare all’articolo 3 di questa – non rimangono enunciazioni di principio, ma trovano concreta attuazione nella vita delle cittadine e dei cittadini”.

“Numerosi e diversificati sono gli ostacoli che rendono difficile, alle ragazze e ai ragazzi allontanati dalla propria famiglia di origine, il poter realizzare il proprio percorso di istruzione e formazione. Queste Linee guida possono contribuire a superarne alcuni – sottolinea la Garante Filomena Albano -. In primo luogo  offrendo al personale scolastico elementi di conoscenza generali sul funzionamento del sistema di tutela dei minorenni. Accanto a ciò fornendo utili indicazioni per semplificare, rendere possibili e strettamente aderenti alle necessità individuali, le attività connesse alle varie fasi del percorso scolastico (iscrizione; scelta della classe d’ingresso; definizione dei tempi di inserimento, scelta dell’orientamento scolastico). Con la speranza – prosegue Albano – di ridurre il più possibile, se non proprio di eliminare, quegli elementi discriminatori che contribuiscono ad aggravare una situazione di per sé complessa e confidando nello spirito di resilienza e consapevolezza che i bambini e i ragazzi dimostrano di avere”.

Le Linee guida sono state elaborate  e redatte da un gruppo composto da rappresentanti del Miur e dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza con l’apporto prezioso e partecipato delle principali associazioni impegnate su queste tematiche. Contengono indicazioni e suggerimenti concreti, a tutti i livelli, dalla governance tra istituzioni diverse, con una chiara e necessaria definizione di  “chi fa che cosa”, alla gestione della classe e delle relazioni tra gli allievi, agli aspetti pratici e amministrativi relativi all’iscrizione a scuola, all’inserimento in classe, alla documentazione del percorso scolastico, spesso molto frammentato, all’orientamento scolastico e al bisogno di percorsi di avviamento al lavoro.  Pertanto la peculiarità di questo documento è di aver posto l’attenzione sulle alunne e gli alunni fuori famiglia a conferma dell’attenzione  della scuola italiana alla centralità della persona in relazione con l’altro.

Verso il nuovo Patto di corresponsabilità

Come rendere più attuali e in linea con i tempi la partecipazione e la rappresentanza di studentesse, studenti e famiglie all’interno della scuola? Sarà questo il tema al centro dell’incontro “Verso il nuovo Patto di corresponsabilità”, che si terrà martedì 21 novembre 2017, nel Salone dei Ministri del MIUR a partire dalle ore 11.15. A dieci anni dall’emanazione del Patto di corresponsabilità scuola-famiglia, la Ministra Valeria Fedeli e l’ex Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, che ne fu promotore, discuteranno le proposte di modifica al testo insieme ai rappresentanti del Forum delle associazioni dei genitori e del Forum delle associazioni degli studenti e con i componenti del Gruppo di lavoro, istituito negli scorsi mesi dalla Ministra proprio per studiare modalità di aggiornamento del documento, coerentemente con i cambiamenti in atto nella società contemporanea.

Obiettivo ultimo è quello di elaborare un nuovo Patto di corresponsabilità attraverso il quale consolidare il rapporto scuola-famiglia, rafforzare la partecipazione responsabile di giovani e genitori alla vita scolastica, definire diritti e doveri delle componenti della comunità scolastica alla luce delle nuove sfide educative. Migliorare la comunicazione tra giovani, famiglie e scuole, stabilire compiti, ruoli e opportunità di genitori, studentesse e studenti anche nella definizione degli indirizzi dell’offerta formativa: sono solo alcuni degli argomenti che verranno analizzati e discussi nel corso dell’incontro.

Gruppo di lavoro per la riforma delle rappresentanze degli studenti e dei genitori

Scuola, al via Gruppo di lavoro
per la riforma delle rappresentanze degli studenti e dei genitori
A novembre la presentazione delle proposte

Elaborare proposte innovative per riformare la rappresentanza di studentesse, studenti e genitori e per rilanciare la loro partecipazione nella vita scolastica, coerentemente con le priorità indicate dalla Buona Scuola, è l’obiettivo del Gruppo di lavoro voluto dalla Ministra Valeria Fedeli nell’ambito delle azioni che il Ministero intende attivare per rafforzare la partecipazione di famiglie, ragazze e ragazzi nelle fasi di attuazione della riforma.

La partecipazione rappresenta, infatti, uno degli assi prioritari della legge: nella Buona Scuola l’istituzione scolastica è vista come comunità attiva, aperta al territorio, capace di aumentare l’interazione con le famiglie e la comunità locale.

Il Gruppo, costituito a titolo gratuito e per la durata, rinnovabile, di un anno, lavorerà dialogando con i Forum delle Associazioni studentesche e dei genitori per supportare il Miur nella revisione del DPR 567/1996 – che ha istituito le Consulte ed i Forum – e del DPR 235/2007 che ha istituito il patto di corresponsabilità Scuola-Famiglia. Il risultato dei lavori sarà presentato il 21 novembre prossimo nel corso della Giornata che il Miur dedicherà al decennale del patto di corresponsabilità.

Il Gruppo, composto da tecnici MIUR ed esperti di comprovata esperienza in tema di partecipazione, è integrato dai rappresentanti indicati democraticamente all’interno dei seguenti organismi di rappresentanza:

– due rappresentanti individuati tra i referenti regionali per le politiche giovanili e la partecipazione delle studentesse e degli studenti e delle famiglie, operanti presso gli Uffici Scolastici Regionali con almeno 4 anni di esperienza nel settore di riferimento;

– la studentessa o lo studente eletti portavoce dell’Ufficio di Coordinamento Nazionale delle Consulte Provinciali Studentesche;

– una o un rappresentante scelti all’interno del Forum delle Associazioni Studentesche;

– una o un rappresentante scelti all’interno del Forum delle Associazioni dei Genitori.

I lavori potranno prevedere audizioni di esperti del settore, rappresentanti del sistema associativo e del mondo dell’educazione.

Ministro incontra Forum Associazioni Studenti e Genitori

“Rafforzare partecipazione giovani e famiglie alla vita della scuola. A dieci anni dall’emanazione rilanciamo Patto di corresponsabilità educativa”

“Rafforzare sempre di più la partecipazione delle studentesse, degli studenti e dei genitori alla vita della scuola, perché il nostro sistema di istruzione è responsabilità di tutte e tutti e abbiamo bisogno del contributo di chi la scuola la vive ogni giorno per migliorare e innalzare la qualità dell’offerta formativa dei nostri istituti. È questo l’obiettivo che, come comunità educante, ci siamo dati e che intendiamo perseguire in uno spirito di continua e proficua collaborazione con tutte le componenti della comunità scolastica”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli che ha incontrato oggi al Miur il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche e il Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori, per fare un bilancio dell’anno scolastico che si sta concludendo e avviare un confronto sulle attività e sulla programmazione relative al prossimo.
“Protagonismo e condivisione – aggiunge la Ministra – devono essere i valori alla base di ogni azione messa in campo per la crescita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Per questo ritengo che sia necessario programmare nelle istituzioni di ogni ordine e grado interventi specifici di sensibilizzazione e di riflessione ampia sulla partecipazione”.
“Sono passati 10 anni – prosegue Fedeli – dall’emanazione del DPR 235/2007 che ha istituito il ‘Patto di corresponsabilità educativa scuola-famiglia’ e 21 da quella del DPR 567/96 che ha dato vita ai Forum delle associazioni studentesche e dei genitori: il prossimo 21 novembre organizzeremo una giornata dedicata a questi temi per rilanciare questo impegno, affinché il coinvolgimento delle giovani, dei giovani e delle famiglie non sia un mero adempimento burocratico, ma sostanza del nostro essere e fare scuola. Già dai prossimi giorni gli uffici del Miur saranno a lavoro con le rappresentanti e i rappresentanti dei Forum per elaborare proposte concrete di lavoro sinergico e collaborativo. Continuiamo a impegnarci insieme per migliorare il sistema e renderlo più in linea con le esigenze di futuro delle nuove generazioni”, conclude la Ministra.

Nota 23 febbraio 2017, AOODGOSV 1987

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio II

Ai Direttori generali e ai dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali
LORO SEDI
al Sovrintendente scolastico per la Provincia autonoma di
BOLZANO
all’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca
BOLZANO
all’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine
BOLZANO
al Dirigente del Dipartimento istruzione della Provincia autonoma di
TRENTO
al Sovrintendente agli studi della Valle di
AOSTA
p.c.,
al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
al Capo di Gabinetto
al Capo dell’Ufficio legislativo
SEDE
al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro – Direzione I
Via XX Settembre, 97
ROMA

Nota 23 febbraio 2017, AOODGOSV 1987

OGGETTO: Limiti di reddito per l’esonero dal pagamento dalle tasse scolastiche per l’anno scolastico 2017/2018.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 febbraio 2017

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 febbraio 2017

Disposizioni per l’attuazione dell’articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) – Agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati. (17A02714)

(GU Serie Generale n.90 del 18-4-2017)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

su proposta del

MINISTRO CON DELEGA IN MATERIA DI POLITICHE PER LA FAMIGLIA

di concerto con

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

e

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Vista la legge 11 dicembre 2016, n. 232 recante «Bilancio di
previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio
pluriennale per il triennio 2017-2019»;
Visto, in particolare, l’art. 1, comma 355, della citata legge n.
232 del 2016, il quale prevede, tra l’altro, che, con riferimento ai
nati a decorrere dal 1° gennaio 2016, per il pagamento di rette
relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonche’ per
l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in
favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi
patologie croniche, e’ attribuito, a partire dall’anno 2017, un buono
di 1000 euro su base annua e parametrato a undici mensilita’.;
Considerato che, ai sensi del predetto comma 355, con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro con
delega in materia di politiche per la famiglia, di concerto con il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono stabilite le disposizioni
necessarie per l’attuazione del comma medesimo;
Visti i commi 356 e 357 del menzionato art. 1 della legge n. 232
del 2016;
Visto l’art. 1, comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
che prevede un assegno al fine di incentivare la natalita’ e
contribuire alle spese per il suo sostegno;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27
febbraio 2015 recante disposizioni necessarie per l’attuazione del
citato art. 1 , comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
Visto l’art. 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n.
92, che attribuisce alla madre lavoratrice, al termine del congedo di
maternita’, per gli undici mesi successivi e in alternativa al
congedo parentale, la possibilita’ di avvalersi di voucher per
l’acquisto di servizi di baby sitting o per far fronte agli oneri
della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati
accreditati;
Visti gli articoli 1, comma 335, della legge 23 dicembre 2005, n.
266, e 2, comma 6, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, concernenti disposizioni sulla detrazione dell’imposta lorda per le spese documentate sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica in data 12
dicembre 2016, concernente la nomina dell’on. dott. Enrico Costa a
Ministro senza portafoglio;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data
26 gennaio 2017, con il quale all’on. dott. Enrico Costa viene
conferita la delega di funzioni in materia di politiche per la
famiglia;
Sulla proposta del Ministro con delega alle politiche per la
famiglia, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il
Ministro della salute relativamente all’art. 4, comma 2, del presente
decreto;

Adotta
il seguente decreto:

Art. 1

Definizione

1. Ai fini del presente decreto si intende per «genitore
richiedente»: il genitore in possesso dei requisiti di cui al comma
2, che, relativamente al beneficio di cui all’art. 3, sostiene l’onere della retta e che, relativamente al beneficio di cui all’art. 4, sia convivente con il figlio.
2. Il genitore richiedente deve essere in possesso dei seguenti
requisiti:
a) cittadinanza italiana, oppure di uno Stato membro dell’Unione
europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario,
permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui
all’art. 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e
successive modificazioni;
b) residenza in Italia.

Art. 2

Oggetto

1. Ai sensi dell’art. 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016,
n. 232, a partire dall’anno 2017, per ogni figlio nato o adottato a
decorrere dal 1° gennaio 2016, sono attribuiti i benefici di cui agli
articoli 3 e 4 su domanda del genitore richiedente.

Art. 3

Buono per il pagamento di rette relative
alla frequenza di asili nido pubblici e privati

1. Il beneficio di cui al presente articolo consiste in un buono
annuo di 1.000,00 euro, parametrato per ogni anno di riferimento a
undici mensilita’, da corrispondere, in base alla domanda del
genitore richiedente, per far fronte al pagamento della retta
relativa alla frequenza di asili nido pubblici o asili nido privati
autorizzati.
2. Il contributo e’ erogato dall’Istituto nazionale della
previdenza sociale tramite un pagamento diretto, con cadenza mensile, al genitore richiedente, fino a concorrenza dell’importo massimo della quota parte mensile, dietro presentazione da parte dello stesso genitore della documentazione attestante l’avvenuto pagamento della retta per la fruizione del servizio presso l’asilo nido pubblico, o privato autorizzato, prescelto.

Art. 4

Buono per l’introduzione di forme di supporto presso la propria
abitazione in favore dei bambini affetti da gravi patologie
croniche.

1. Il beneficio di cui al presente articolo consiste in un
contributo, per un importo massimo di 1.000,00 euro annui, per
favorire l’introduzione di forme di supporto presso la propria
abitazione in favore dei bambini al di sotto di tre anni
impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da
gravi patologie croniche.
2. Il contributo di cui al comma l e’ corrisposto dall’INPS
direttamente al genitore richiedente dietro presentazione da parte di quest’ultimo di un’attestazione rilasciata dal pediatra di libera
scelta, sulla scorta di idonea documentazione, che attesti, per
l’intero anno di riferimento, l’impossibilita’ del bambino di
frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica.

Art. 5

Modalita’ di ammissione

1. Per accedere ai benefici di cui agli articoli 3 e 4, il genitore
richiedente presenta domanda all’INPS tramite i canali telematici,
indicando, al momento della domanda stessa, a quale dei due intende accedere.
2. Il beneficio di cui all’ art. 3 non e’ cumulabile con la detrazione prevista dall’art. 1, comma 335, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dall’art. 2, comma 6, della legge 22 dicembre 2008, n. 203. Pertanto, l’INPS comunica tempestivamente all’Agenzia delle entrate l’avvenuta erogazione al genitore richiedente del predetto
beneficio.
3. I benefici di cui agli articoli 3 e 4 sono cumulabili con i
benefici di cui ai commi 356 e 357 della citata legge n. 232 del
2016. Il beneficio di cui all’art. 3 non puo’ essere fruito, nel
corso dell’anno, in mensilita’ coincidenti con quelle di fruizione
dei benefici di cui ai commi 356 e 357 della legge n. 232 del 2016.
Nella domanda telematica il genitore richiedente e’ tenuto ad
autocertificare, ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, la predetta condizione.
4. Per ciascun anno, a decorrere dall’anno 2017, le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre e il beneficio e’ erogato nel limite di spesa indicato all’art. 7, secondo l’ordine di
presentazione telematica delle domande. In ogni caso, qualora, a
seguito delle domande presentate, sia stato raggiunto, anche in via
prospettica, il limite di spesa di cui all’art. 7, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande.

Art. 6

Istruzioni dell’INPS

1. L’INPS provvede entro trenta giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto alla pubblicazione di
apposite istruzioni operative, sul proprio sito istituzionale,
concernenti l’accesso ai benefici di cui agli articoli 3 e 4.

Art. 7

Monitoraggio della spesa e copertura finanziaria

1. I benefici di cui agli articoli 3 e 4 sono riconosciuti nel limite massimo complessivo di 144 milioni di euro per l’anno 2017, di
250 milioni di euro per l’anno 2018, di 300 milioni di euro per
l’anno 2019 e di 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.
2. La relativa spesa gravera’ sul piano gestionale n. 1 del capitolo n. 3530 iscritto nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
3. L’INPS provvede al monitoraggio dell’andamento della spesa,
anche in relazione alla ripartizione tra i benefici di cui agli
articoli 3 e 4, inviando relazioni trimestrali alla Presidenza del
Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della
famiglia, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al
Ministero dell’economia e delle finanze.

Il presente decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 17 febbraio 2017

Il Presidente del Consiglio dei ministri
Gentiloni Silveri

Il Ministro con delega in materia di politiche per la famiglia
Costa

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Poletti

Il Ministro dell’economia e delle finanze
Padoan

Registrato alla Corte dei conti il 3 aprile 2017, n. 698

Fedeli incontra il Forum Associazioni Genitori

Scuola, Fedeli incontra il Forum Associazioni Genitori
“Continuità didattica è un valore per tutti, lavoriamo per garantirla
nel prossimo anno scolastico”

(Roma, 2 febbraio 2017) I decreti attuativi della legge 107, la continuità didattica, i problemi delle scuole delle aree colpite dal sisma in Centro Italia. Questi i principali temi al centro dell’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio al Miur tra la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli e le rappresentanti e i rappresentanti del Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori.

L’incontro è stato un’occasione di confronto e di ascolto con una componente importante del mondo della scuola, con particolare riferimento all’iter dei decreti attuativi della Buona Scuola ora in discussione in Parlamento.

Sul fronte della continuità didattica, la Ministra ha voluto rassicurare le rappresentati e i rappresentanti del Forum. “La continuità – ha sottolineato – deve essere un valore per tutte e tutti coloro che operano e vivono nel mondo della scuola. Per questo  abbiamo avviato un cronoprogramma molto preciso per centrare l’obiettivo fondamentale di iniziare il prossimo anno scolastico con tutte le procedure necessarie avviate e completate”.

Nel corso dell’incontro, sono stati affrontati anche il tema del necessario rafforzamento dei rapporti tra scuola e famiglie e le problematiche legate al terremoto.

Nota 13 luglio 2016, AOODGRUF 10187

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie – Ufficio IX

Alle Istituzioni Scolastiche Statali di ogni ordine e grado
LORO E-MAIL
E p.c Ai Revisori dei conti per il tramite della scuola

Nota 13 luglio 2016, AOODGRUF 10187

Oggetto: Chiarimenti per l’attribuzione dell’assegno al nucleo familiare

Nota 2 settembre 2015, Prot. 5336

Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione
Ufficio II
“Welfare dello Studente, partecipazione scolastica, dispersione e orientamento”

 

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

Ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali

LORO SEDI

Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Bolzano

Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Trento

Trento

All’ Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca

Bolzano

All’ Intendente Scolastico per la Scuola Località Ladine

Bolzano

Al Sovrintendente degli studi per la Regione Valle D’Aosta

Aosta

Ai Docenti referenti per le Consulte Provinciali degli Studenti presso gli UU.SS.RR.

Ai Presidenti delle Consulte Provinciali degli Studenti

Ai Dirigenti scolastici

LORO SEDI

Al Forum dei Genitori

Al Forum degli Studenti

Oggetto: Indicazioni operative per la concreta attuazione in ambito scolastico della legge 54/2006 -“Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”

A seguito di numerose segnalazioni pervenute alla scrivente Direzione generale, riguardo alla mancata ottemperanza in ambito scolastico del dettato normativo della L. 54/2006 relativo, tra l’altro, al riconoscimento del diritto di “bigenitorialità”, risulta opportuno fornire al personale scolastico informazioni di ordine generale ed indicazioni operative in ordine alla corretta applicazione della disciplina sopra citata.

L’articolo 9 della Convenzione sui diritti dell’Infanzia (Convention on the Rights of the Child – CRC- 1989) stabilisce che gli Stati vigilino affinché il fanciullo non sia separato dai suoi genitori contro la loro volontà a meno che le autorità competenti non decidano, sotto riserva di revisione giudiziaria e conformemente con le leggi di procedura applicabili, che tale separazione è necessaria nell’interesse preminente del fanciullo. Si prevede, inoltre, che tutte le “parti interessate” devono avere la possibilità di partecipare alle deliberazioni e di far conoscere le loro opinioni. Tale deliberazione è stata recepita nell’ordinamento giuridico italiano attraverso la Legge n.176 del 27 maggio 1991 di ratifica della Convenzione, ma soprattutto con l’emanazione della legge 54/2006 che ha sancito il diritto del bambino, anche in caso di separazione dei genitori, a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo, indicando a tal fine l’istituto dell’affidamento condiviso. Esso, così come prefigurato dal legislatore, rappresenta un’importante svolta di innovazione sociale e pone l’Italia all’avanguardia sui temi della parità genitoriale e dei diritti dei minori.

L’aspetto più rilevante della riforma è rappresentato, infatti, proprio dalla centralità del minore e dall’esigenza di rispettare i suoi superiori interessi, attraverso l’introduzione del principio di bigenitorialità: il diritto del bambino cioè, a ricevere cure, educazione e istruzione da entrambi i genitori, anche se separati.          Va sottolineato che il Dlgs n. 154/ 2013 ha portato a termine il percorso di modifica delle disposizioni in materia di filiazione, già avviato con la L. 219/2012, eliminando ogni residua discriminazione tra i figli nati nell’ambito del matrimonio e quelli nati fuori da esso e così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi. Pertanto, si deve intendere esteso il principio di bigenitorialità anche alle cosiddette “famiglie di fatto” (in cui i genitori dei minori non sono coniugati) in caso di affido congiunto dei figli da parte del Tribunale dei Minorenni.

La legge 54/2006 stabilisce, inoltre, che la funzione educativa – di cui peraltro la responsabilità genitoriale è mero strumento – deve svolgersi tenendo conto in via primaria della necessità di sviluppo della personalità del figlio (inteso come soggetto portatore di diritti propri) anziché delle aspettative e degli interessi personali dei genitori.

In particolare, per quanto concerne la responsabilità genitoriale e le questioni afferenti all’ambito educativo del minore l’attuale assetto normativo prevede  che, di regola, entrambi i genitori hanno pari responsabilità genitoriale e che essa deve essere esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio, anche con riferimento alle decisioni relative all’educazione ed all’istruzione. Tale regola trova eccezione per alcuni casi specifici secondo quanto di seguito precisati:

  • Figli nati fuori dal matrimonio

in caso di figli nati fuori dal matrimonio  la responsabilità genitoriale  è esercitata da entrambi di comune accordo nel caso in cui il riconoscimento del figlio sia fatto da entrambi i genitori (art. 316 c.c. comma 1 e 4). Ove invece solo uno dei genitori riconosca il figlio, questi esercita la responsabilità genitoriale su di lui (art. 316 c.c. comma 4). Il genitore che non esercita la responsabilità genitoriale vigila sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio (art. 316 c.c. comma 5).

  • Lontananza, incapacità o altro impedimento

Nel caso di lontananza, di incapacità o di altro impedimento che renda impossibile ad uno dei genitori l’esercizio della responsabilità genitoriale, questa è esercitata in modo esclusivo dall’altro. La responsabilità genitoriale di entrambi i genitori non cessa a seguito di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio (Art. 317 c.c.)

  • Affidamento esclusivo

Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice (Art. 337-quater). Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.

In ogni caso, salvo che non sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono comunque adottate da entrambi i genitori (Art. 337-quater c.c.).
Soltanto il genitore dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale ai sensi dell’art. 330 del c.c., a seguito di un provvedimento del Tribunale, può essere considerato decaduto dalla possibilità di partecipare alle scelte di vita del figlio ivi comprese quelle relative all’educazione ed all’istruzione.

Ciò premesso, tuttavia, va constatato che, nei fatti, ad otto anni dall’approvazione della legge sull’affido condiviso, questa non ha mai trovato una totale e concreta applicazione anche nella quotidiana ordinarietà della vita scolastica dei minori.

Si invitano, pertanto, le SS.LL. a voler incoraggiare, favorire e garantire l’esercizio del diritto/ dovere del genitore separato o divorziato o non più convivente, anche se non affidatario e/o non collocatario, (articoli 155 e 317 c.c.), di vigilare sull’istruzione ed educazione dei figli e conseguentemente di facilitare agli stessi l’accesso alla documentazione scolastica e alle informazioni relative alle attività scolastiche ed extrascolastiche previste dal POF.

Solo a titolo meramente esemplificativo, si ritiene opportuno segnalare alcune delle azioni amministrative che le istituzioni scolastiche possono porre in essere per favorire la piena attuazione del principio di bigenitorialità a cui ogni minore figlio di genitori separati ha diritto:

  • inoltro, da parte degli uffici di segreteria delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, di tutte le comunicazioni – didattiche, disciplinari e di qualunque altra natura- anche al genitore separato/divorziato/ non convivente, sebbene non collocatario dello studente interessato;
  • individuazione di modalità alternative al colloquio faccia a faccia, con il docente o dirigente scolastico e/o coordinatore di classe, quando il genitore interessato risieda in altra città o sia impossibilitato a presenziare personalmente;
  • attribuzione della password, ove la scuola si sia dotata di strumenti informatici di comunicazione scuola/famiglia, per l’accesso al registro elettronico, ed utilizzo di altre forme di informazione veloce ed immediata (sms o email).
  • richiesta della firma di ambedue i genitori in calce ai principali documenti (in particolare la pagella), qualora non siano in uso tecnologie elettroniche ma ancora moduli cartacei.

Si suggerisce, infine, laddove per la gestione di pratiche amministrative o didattiche concernenti l’alunno risulti impossibile acquisire il consenso scritto di entrambi i genitori, ovvero laddove un genitore sia irreperibile, di inserire nella modulistica la seguente frase:

Il sottoscritto, consapevole delle conseguenze amministrative e penali per chi rilasci dichiarazioni non corrispondenti a verità, ai sensi del DPR 245/2000, dichiara di aver effettuato la scelta/richiesta in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli artt. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile, che richiedono il consenso di entrambi i genitori”.

Si confida nella disponibilità delle SS.LL per dare l’opportuna diffusione, nelle forme comunicative ritenute più idonee,  alle azioni che le singole istituzioni scolastiche possono porre in essere per favorire il rispetto delle norme sopra citate e, soprattutto, per promuovere il rispetto dei diritti educativi dei minori figli di genitori separati/divorziati/non conviventi e non collocatari.

 

Per IL DIRETTORE GENERALE

Il Dirigente dott. Giuseppe Pierro

Nota 24 luglio 2015, AOODGSIP 4855

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali
LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Trento
Trento
All’ Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca
Bolzano
All’ Intendente Scolastico per la Scuola Località Ladine
Bolzano
Al  Sovrintendente degli studi per la Regione Valle D’Aosta
Aosta
Ai Docenti referenti per le Consulte Provinciali degli Studenti
presso gli UU.SS.RR.
Ai Presidenti delle Consulte Provinciali degli Studenti
Ai Dirigenti scolastici
LORO SEDI
Al Forum dei Genitori
Al Forum degli Studenti

OGGETTO: Permanenza nella Scuola dell’Infanzia degli alunni adottati. Precisazioni

Pervengono alla Scrivente richieste di chiarimenti, da parte degli uffici sul territorio, circa l’eventuale deroga all’ assolvimento dell’ obbligo di istruzione per gli alunni indicati in oggetto.
Come è noto, in riferimento a tale tematica si collocano le disposizioni contenute nella nota del Dipartimento per l’Istruzione prot n.547 del 21/02/2014, integralmente richiamate nelle Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati, trasmesse in data 18 dicembre u.s..
La nota pone in evidenza la “straordinarietà e specificità degli interventi in questione” e invita i Dirigenti scolastici ad esaminare “i singoli casi con sensibilità e accuratezza, confrontandosi – laddove necessario – anche con specifiche professionalità di settore e con il supporto dei Servizi Territoriali, predisponendo percorsi individualizzati e personalizzati”.
Con la stessa nota il Dipartimento precisa che “solo a conclusione dell’iter sopra decritto, inerente casi eccezionali e debitamente documentati, e sempre in accordo con la famiglia, il Dirigente Scolastico – sentito il team dei docenti – potrà assumere la decisione, in coerenza con quanto previsto dall’art.114, comma 5 del D. Lgs. n. 297/94, di far permanere l’alunno nella scuola dell’infanzia per il tempo strettamente necessario all’acquisizione dei prerequisiti per la scuola primaria, e comunque non superiore ad un anno scolastico, anche attraverso un’attenta e personalizzata progettazione educativa” .
Al riguardo sembra opportuno precisare che i suddetti interventi sono adottati, dopo un’attenta verifica della sussistenza delle condizioni e sempre in completo accordo con le famiglie interessate, anche presso le istituzioni scolastiche paritarie, per le quali l’avvio dell’ iter procedurale e la successiva decisione risultano di competenza del Coordinatore delle attività educative e didattiche, sentito il team dei docenti.

IL DIRETTORE GENERALE
Giovanna Boda

Nota 6 luglio 2015, AOODGSIP 4321

Ai Dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado
E p.c.
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Trento
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca
All’Intendente Scolastico per la Scuola Località Ladi ne
Al Sovrintendente degli studi per la Regione Valle D’Aosta
Ai Docenti Referenti delle Consulte Provinciali degli Studenti
Alle Consulte Provinciali Studentesche
Al Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori
Al Forum Nazionale delle Associazioni degli Studenti

Nota 6 luglio 2015, AOODGSIP 4321

Oggetto: Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.).