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Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 giugno 2017

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 giugno 2017

Definizione degli obiettivi di spesa 2018 – 2020 per ciascun Ministero. (17A05504)

(GU n.186 del 10-8-2017)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

su proposta del

MINISTRO
DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto il decreto legislativo del 12 maggio 2016, n. 90 recante
«Completamento della riforma della struttura del bilancio dello
Stato, nel rispetto dei criteri e principi direttivi dell’art. 40,
comma 2, lettera h) e lettera i) della legge 31 dicembre 2009, n.
196»;
Visto l’art. 22-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
introdotto dall’art. 4 del citato decreto legislativo del 12 maggio
2016, n. 90 e successive modificazioni, che dispone che nell’ambito
del contributo dello Stato alla definizione della manovra di finanza
pubblica, sulla base degli obiettivi programmatici indicati nel
Documento di economia e finanza e di quanto previsto dal
cronoprogramma delle riforme indicato nel suddetto documento
programmatico, entro il 31 maggio di ciascun anno, con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, siano definiti obiettivi di spesa per ciascun Ministero;
Visto il medesimo art. 22-bis, il quale specifica che tali
obiettivi sono riferiti al successivo triennio e possono essere
definiti in termini di limiti di spesa, comprendendo in essi anche
eventuali risorse aggiuntive rispetto a quelle previste a
legislazione vigente, e di risparmi da conseguire, anche tenendo
conto delle eventuali ulteriori iniziative connesse alle priorita’
politiche del Governo;
Tenuto conto che il Documento di economia e finanza 2017 prevede
che le Amministrazioni centrali dello Stato contribuiscono attraverso
il conseguimento di riduzioni di spesa strutturali per un importo
pari ad almeno un miliardo di euro, in termini di indebitamento
netto, in ciascun anno del triennio rispetto alla previsione
tendenziale a legislazione vigente;
Tenuto conto delle priorita’ dell’azione di Governo espresse nel
medesimo Documento di economia e finanza 2017;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 28 giugno 2017;
Sulla proposta del Ministro dell’economia e delle finanze,

Decreta:

Art. 1

Obiettivi di spesa dei Ministeri

1. Ai fini della definizione della manovra di finanza pubblica per
gli anni 2018-2020, in coerenza con gli obiettivi programmatici
indicati nel Documento di economia e finanza 2017 e di quanto
previsto dal programma delle riforme indicato nel suddetto documento
programmatico, le Amministrazioni centrali dello Stato, ai sensi
dell’art. 22-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, contribuiscono
a decorrere dal 2018 attraverso il conseguimento di riduzioni di
spesa strutturali per un importo almeno pari a un miliardo di euro in
termini di indebitamento netto rispetto alla previsione tendenziale a
legislazione vigente.
2. L’obiettivo di spesa da conseguire, in termini di riduzione, per
ciascun Ministero e in ciascun anno e’ indicato nella tavola di cui
all’Allegato 1, parte integrante del presente decreto.
3. Ai fini del conseguimento degli obiettivi di spesa, i Ministri
propongono, in coerenza con gli obiettivi programmatici indicati nel
Documento di economia e finanza 2017 e di quanto previsto dal
cronoprogramma delle riforme indicato nel suddetto documento
programmatico, gli interventi anche legislativi da adottare con il
disegno di legge di bilancio.
4. Le proposte di intervento possono riguardare: (i) la revisione
di procedure amministrative o organizzative per il miglioramento
dell’efficienza; (ii) il definanziamento di interventi previsti da
specifiche disposizioni normative, tenuto conto delle priorita’
dell’azione di Governo e dell’efficacia degli stessi interventi;
(iii) la revisione dei meccanismi o parametri che regolano
l’evoluzione della spesa, determinati sia da leggi sia da altri atti
normativi, ovvero la soppressione di disposizioni normative di spesa
vigenti in relazione alla loro efficacia o priorita’. Le proposte
relative alla revisione delle procedure amministrative o
organizzative e al definanziamento di interventi previsti da
specifiche disposizioni normative potranno essere formulate in
termini di riduzione degli stanziamenti indicati nella sezione II del
disegno di legge di bilancio per le spese di fabbisogno e di fattore
legislativo. Per la revisione dei meccanismi o parametri che regolano
l’evoluzione della spesa o per la soppressione di vigenti
disposizioni normative, le proposte dovranno essere formulate in
termini di disposizioni legislative da inserire nella sezione I del
disegno di legge di bilancio.
5. Tenuto conto delle priorita’ dell’azione di Governo, ai fini del
presente decreto, sono escluse dall’ambito della spesa oggetto delle
proposte di riduzione le spese relative a: investimenti fissi lordi,
calamita’ naturali ed eventi sismici, immigrazione e contrasto alla
poverta’.

Art. 2

Tempi e modalita’ per la formulazione delle proposte
per il conseguimento degli obiettivi di spesa

1. I Ministri, per il tramite delle strutture di indirizzo
politico-amministrativo, formulano le proposte secondo le modalita’ e
gli schemi indicati nelle linee guida di cui all’Allegato 2, parte
integrante del presente decreto.
2. Le proposte di intervento indicano gli effetti finanziari attesi
in termini di saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato e
del corrispondente indebitamento netto, tenuto conto della natura
della spesa e dei criteri e regole di contabilita’ nazionale SEC 2010
e sono corredate da una relazione tecnica che indichi i dati e i
metodi utilizzati per la quantificazione, le loro fonti e ogni
elemento utile per la verifica tecnica. Le proposte indicano altresi’
gli eventuali effetti in termini di quantita’ e qualita’ di beni e
servizi erogati.
3. Le proposte sono trasmesse in formato elaborabile al Ministro
dell’economia e delle finanze entro il 20 luglio 2017. Il Ministero
dell’economia e delle finanze provvedera’, tempestivamente, a
comunicare alla Presidenza del Consiglio dei ministri le proposte di
cui al primo periodo.

Art. 3

Verifica delle proposte per il
conseguimento degli obiettivi di spesa

1. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato verifica la quantificazione degli
effetti finanziari, la congruenza delle proposte con l’obiettivo di
spesa di ciascun Ministero e la coerenza con le proposte formulate in
sede di predisposizione del disegno di legge di bilancio.
2. In caso di non raggiungimento dell’obiettivo, il Ministro
dell’economia e delle finanze, per il tramite delle strutture di
indirizzo politico-amministrativo, informa il Ministro competente ai
fini dell’integrazione delle proposte.
3. Se le proposte formulate da ciascun Ministero non consentono di
raggiungere l’obiettivo di spesa, per ciascun Ministero inadempiente,
con il disegno di legge di bilancio 2018-2020, saranno operate
riduzioni degli stanziamenti di competenza e cassa per l’importo
mancante al raggiungimento del predetto obiettivo, maggiorato di una
percentuale pari al 20 per cento dell’importo indicato nell’Allegato
1 al presente decreto.

Art. 4

Accordi sul conseguimento degli obiettivi di spesa

1. In relazione a quanto approvato con la legge di bilancio per il
triennio 2018-2020, il Ministro dell’economia e delle finanze e
ciascun Ministro di spesa stabiliscono, in appositi accordi, le
modalita’ e i termini per il monitoraggio dell’effettivo
conseguimento degli obiettivi di spesa, e degli effetti in termini di
quantita’ e qualita’ di beni e servizi erogati.
2. Negli accordi sono specificati gli interventi oggetto del
monitoraggio, le attivita’ che si intende porre in essere per la
realizzazione degli obiettivi di spesa e il relativo cronoprogramma,
nonche’ tutti gli ulteriori elementi utili per la verifica
dell’effettivo conseguimento dei predetti obiettivi che ciascun
Ministero si impegna a fornire al Presidente del Consiglio dei
ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze, nei tempi e
secondo le modalita’ previste nei medesimi accordi.
3. Gli accordi sono definiti entro il 1° marzo 2018 con appositi
decreti interministeriali pubblicati sul sito internet del Ministero
dell’economia e delle finanze.
4. Gli accordi possono essere aggiornati, su richiesta del Ministro
di spesa competente, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle
finanze, in relazione ad eventi al di fuori del controllo del
Ministero e non prevedibili al momento della predisposizione degli
interventi oggetto degli accordi e in considerazione di successivi
interventi legislativi con effetti sugli obiettivi oggetto dei
medesimi accordi.

Art. 5

Monitoraggio del conseguimento degli obiettivi di spesa

1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 15 luglio
2018, informa il Consiglio dei ministri sullo stato di attuazione
degli interventi oggetto di monitoraggio negli accordi sulla base di
apposite schede trasmesse, entro il 30 giugno 2018, da ciascun
Ministro al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro
dell’economia e delle finanze. Il contenuto delle schede sara’
definito nell’ambito dei medesimi accordi.
2. Ciascun Ministro invia entro il 1° marzo 2019 al Presidente del
Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze,
una relazione in cui illustra il grado di raggiungimento dei
risultati previsti negli accordi relativi al periodo 2018-2020 e le
motivazioni dell’eventuale mancato raggiungimento degli stessi,
secondo un formato da definire con apposita circolare del Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato.

Art. 6

Disposizioni finali

1. Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

Roma, 28 giugno 2017

Il Presidente del Consiglio dei ministri
Gentiloni Silveri

Il Ministro dell’economia e delle finanze
Padoan

Registrato alla Corte dei conti l’11 luglio 2017
Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n.
1582


Allegato 2

Linee guida per la formulazione delle proposte dei Ministeri e degli
Accordi di monitoraggio

Le proposte per il conseguimento degli obiettivi di spesa per
ciascun Ministero possono essere formulate con riferimento a:
(i) la revisione di procedure amministrative o organizzative
per il miglioramento dell’efficienza
(ii) il definanziamento di interventi previsti da specifiche
disposizioni normative tenuto conto delle priorita’ dell’azione di
Governo e dell’efficacia degli stessi interventi;
(iii) la revisione dei meccanismi o parametri che regolano
l’evoluzione della spesa, determinati sia da leggi sia da altri atti
normativi, ovvero la soppressione di disposizioni normative di spesa
vigenti in relazione alla loro efficacia o priorita’.
Le proposte dovranno essere corredate dagli elementi informativi
richiesti in apposite schede che verranno fornite all’Amministrazione
tramite posta elettronica:
«sintesi_proposte» (in excel);
«relazione_tecnica_proposte_sezione_I» (in word);
«relazione_tecnica_proposte_sezione_II» (in word).
Le proposte di riduzione dovranno essere trasmesse entro il 20
luglio 2017 alle strutture di indirizzo politico del Ministero
dell’economia e delle finanze. Entro la medesima data le stesse
proposte, corredate dalle suddette schede informative in formato
elaborabile (word e/o excel), dovranno essere inviate anche al
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, all’indirizzo di
posta elettronica rgs.rapporticonibilancisti@mef.gov.it
Il file della scheda «sintesi_proposte» dovra’ recare per ciascun
Ministero il prospetto di sintesi degli effetti finanziari delle
proposte per il conseguimento dell’obiettivo assegnato, articolato
come segue:
l’identificativo della proposta ossia un numero progressivo che
identifica univocamente la proposta di riduzione;
la sezione I o II del disegno di legge di bilancio interessata
dalla proposta di riduzione;
l’oggetto della proposta ossia una descrizione sintetica
dell’intervento che si propone per realizzare la riduzione di spesa;
il numero del capitolo dello stato di previsione interessato;
il numero dell’articolo/piano gestionale del capitolo
interessato;
l’indicazione (SI/NO) nel caso in cui il capitolo/piano
gestionale oggetto di proposta di riduzione sia o meno interessato
anche da ulteriori variazioni rispetto alla legislazione vigente,
previste dall’Amministrazione in sede di predisposizione del disegno
di legge di bilancio 2018-2020;
gli effetti finanziari della proposta di riduzione per ciascun
esercizio del triennio 2018-2020 e a decorrere, in termini di saldo
netto da finanziare (competenza e cassa) e di indebitamento netto.
Il file della scheda «relazione_tecnica_proposte_sezione_I»
dovra’ essere compilato da ciascun Ministero per ciascuna proposta di
riduzione che necessita di una modifica normativa da inserire nella
sezione I del disegno di legge di bilancio:
l’identificativo della proposta (corrispondente a quello
indicato nel file della scheda «sintesi proposte»);
il centro di responsabilita’ amministrativa (CDR) di
riferimento;
la proposta normativa che dovra’ avere carattere strutturale ed
efficacia immediata;
i criteri e le motivazioni della proposta normativa;
la relativa relazione tecnica compilata secondo quanto previsto
dall’articolo 17 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. In tale
documento dovranno essere indicati gli effetti finanziari della
proposta normativa di riduzione per ciascun esercizio del triennio
2018-2020 e a decorrere in termini di saldo netto da finanziare
(competenza e cassa) e di indebitamento netto, i criteri per la
quantificazione degli stessi e le relative fonti informative per la
verifica. Nella relazione tecnica dovranno, inoltre, essere indicate
le leve e le misure adottate per la riduzione e il relativo
scadenzario temporale;
gli eventuali effetti attesi in termini di quantita’ e qualita’
di beni e servizi erogati;
i contatti (e-mail e telefono) del referente della proposta.
Il file della scheda «relazione_tecnica_proposte_sezione_II»
dovra’ essere compilato da ciascun Ministero per ciascuna proposta di
riduzione degli stanziamenti della sezione II del disegno di legge di
bilancio relativa a spese di fabbisogno e di fattore legislativo
(derivanti dalla revisione delle procedure amministrative o
organizzative e/o dal definanziamento di interventi previsti da
specifiche disposizioni normative vigenti). Tale relazione tecnica
dovra’ contenere i seguenti elementi:
l’identificativo della proposta (corrispondente a quello
indicato nel file della scheda «sintesi proposte»);
il centro di responsabilita’ amministrativa (CDR) di
riferimento;
l’indicazione della relativa autorizzazione di spesa nel caso
del definanziamento di un fattore legislativo;
i criteri e le motivazioni della proposta di revisione;
le leve e le misure adottate per la riduzione e il relativo
scadenzario temporale, nonche’ il metodo utilizzato per la
quantificazione degli effetti finanziari e le relative fonti
informative per la verifica;
gli eventuali effetti attesi in termini di quantita’ e qualita’
di beni e servizi erogati;
i contatti (e-mail e telefono) del referente della proposta.
Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato verifica la
quantificazione degli effetti finanziari e la congruenza delle
proposte con l’obiettivo di spesa di ciascun Ministero. Per la
quantificazione degli effetti in termini di indebitamento netto,
tenuto conto delle regole di contabilita’ nazionale, si seguiranno,
in via generale, i seguenti criteri:
per le spese di personale, tenuto conto dei relativi effetti
fiscali e contributivi, l’impatto della proposta di riduzione sara’
valutato pari al 50% della riduzione di stanziamento di competenza di
bilancio proposto;
per le spese correnti diverse da quelle di personale, l’impatto
della proposta di riduzione sara’ valutato per un importo pari alla
riduzione di stanziamento di competenza di bilancio proposto;
per le spese di conto capitale, l’impatto della proposta di
riduzione e’ valutato pari a 1/3 della riduzione di stanziamento di
competenza di per ciascuno degli anni del bilancio pluriennale.
La valutazione, in particolare per le spese di conto capitale,
potra’ risultare differente da quanto sopra indicato in base agli
elementi aggiuntivi forniti dalle Amministrazioni anche in relazione
all’effettiva spendibilita’ delle somme, e/o dello stato di
avanzamento delle opere, e/o della data di presumibile consegna del
bene.

Legge 21 giugno 2017, n. 96

Legge 21 giugno 2017, n. 96

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo. (17G00112)

(GU Serie Generale n.144 del 23-06-2017 – Suppl. Ordinario n. 31)

Manovra correttiva di Bilancio al Senato

Il 15 giugno l’Aula del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente il ddl n. 2853 “Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”

Nella seduta dell’1 giugno 2017 la Camera approva il disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo (C. 4444-A).

Decreto-Legge 24 aprile 2017, n. 50

Decreto-Legge 24 aprile 2017, n. 50

Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo. (17G00063)

(GU Serie Generale n.95 del 24-4-2017 – Suppl. Ordinario n. 20)


ERRATA-CORRIGE

Comunicato relativo al decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante: «Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.». (Decreto-legge pubblicato nel Supplemento ordinario n. 20/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 95 del 24 aprile 2017). (17A02981)

(GU Serie Generale n.97 del 27-4-2017)

Nel decreto-legge citato in oggetto, pubblicato nel sopra indicato Supplemento ordinario, alla pag. 56, all’art. 67 (Entrata in vigore), il numero «2.» presente prima della clausola di inserzione nella raccolta degli atti normativi, deve intendersi espunto.

DEF 2017 in Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione dell’11 aprile 2017, ha approvato:

  • il DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2017;
  • un DECRETO-LEGGE: Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi in favore delle zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo

DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2017

Documento di economia e finanza 2017, a norma dell’articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2017, previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009. Il DEF si compone di tre sezioni:

  • Sezione I: Programma di Stabilità dell’Italia
  • Sezione II: Analisi e tendenze di finanza pubblica
  • Sezione III: Programma Nazionale di Riforma (PNR)

Il Documento è completato da alcuni allegati.

Il DEF viene trasmesso alle Camere che dovranno esprimersi sugli obiettivi programmatici, sulle strategie di politica economica e sul programma di riforme. Dopo il passaggio parlamentare ed entro il 30 aprile il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma saranno inviati al Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea.

Programma di Stabilità

Il Programma di Stabilità del DEF 2017 è il quinto elaborato nel corso della legislatura vigente; offre l’opportunità di valutare il percorso compiuto e i risultati finora conseguiti, in base ai quali orientare anche le future scelte di politica economica.

L’andamento del prodotto interno lordo (PIL) è tornato stabilmente con il segno positivo (+0,1% nel 2014, +0,8% nel 2015, +0,9% nel 2016). Obiettivo del Governo è velocizzare il ritmo di crescita grazie al programma di riforme e di investimenti che sarà implementato e arricchito di nuove iniziative.

Il numero di occupati ha superato di 734 mila unità il punto di minimo toccato nel settembre 2013. Anche per effetto delle misure comprese nel Jobs Act, il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro si è riflesso in una contrazione del numero degli inattivi, del tasso di disoccupazione e del ricorso alla Cassa integrazione guadagni (CIG); ne hanno beneficiato i consumi delle famiglie, in crescita dell’1,3 per cento nel 2016, che il Governo precedente ha sostenuto mediante diverse misure di politica economica.

Dal 2014 anche i conti pubblici hanno registrato un costante miglioramento. Il disavanzo in rapporto al PIL è sceso dal 3,0 per cento al 2,7 nel 2015 fino al 2,4 nel 2016; l’avanzo primario è risultato pari all’1,5 per cento del PIL nel 2016.

La somma delle diverse riduzioni d’imposta o misure equivalenti, a partire dalla riduzione dell’Irpef di 80 euro mensili per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi, ha portato la pressione fiscale al 42,3 per cento nel 2016 dal 43,6 nel 2013. In aggiunta agli sgravi a favore delle famiglie, si è decisamente abbassata l’aliquota fiscale totale per le imprese tramite gli interventi su IRAP (2015), IMU (2016) e IRES (2017), cui si sono aggiunte una serie di altre misure fiscali in favore della crescita e degli investimenti, a cominciare dal super e iper-ammortamento.

L’obiettivo prioritario del Governo – e della politica di bilancio delineata nel DEF – resta quello di innalzare stabilmente la crescita e l’occupazione, nel rispetto della sostenibilità delle finanze pubbliche.

Per il 2017 è confermata la previsione di crescita dell’1,1% grazie ai risultati attesi dalle riforme avviate negli anni precedenti.

È intenzione del Governo continuare nel solco delle politiche economiche adottate sin dal 2014, volte a liberare le risorse del Paese dal peso eccessivo dell’imposizione fiscale e a rilanciare al tempo stesso gli investimenti e l’occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento di bilancio.

In merito alle clausole di salvaguardia, tuttora previste per il 2018 e il 2019, il Governo intende sostituirle con misure sul lato della spesa e delle entrate, comprensive di ulteriori interventi di contrasto all’evasione. Tale obiettivo sarà perseguito nella Legge di Bilancio per il 2018. In prospettiva, il Governo avrà un ruolo attivo insieme ad altri partner europei sull’evoluzione delle regole di governance economica comune, in vista di un percorso di aggiustamento compatibile con l’esigenza di sostenere la crescita e l’occupazione.

Il Governo ritiene prioritario proseguire nell’azione di rilancio degli investimenti pubblici. Per conseguire una maggiore efficienza e razionalizzazione della spesa per investimenti si ritiene necessario intervenire per migliorare la capacità progettuale delle amministrazioni e delle stazioni appaltanti per la realizzazione di opere pubbliche.

INDICATORI DI FINANZA PUBBLICA (in percentuale del PIL)
2015 2016 2017 2018 2019 2020
QUADRO PROGRAMMATICO
Indebitamento netto -2,7 -2,4 -2,1 -1,2 -0,2 0,0
Saldo primario 1,5 1,5 1,7 2,5 3,5 3,8
Interessi 4,1 4,0 3,9 3,7 3,7 3,8
Indebitamento netto strutturale -0,5 -1,2 -1,5 -0,7 0,1 0,0
Variazione strutturale 0,3 -0,7 -0,3 0,8 0,8 -0,1
Debito pubblico (lordo sostegni) 132,1 132,6 132,5 131,0 128,2 125,7
Debito pubblico (netto sostegni) 128,5 129,1 129,1 127,7 125,0 122,6
Obiettivo per la regola del debito 123,7
Impatto netto della manovra 0,2 0,1 0,4 0,4
Proventi da privatizzazioni 0,4 0,1 0,3 0,3 0,3 0,3
QUADRO TENDENZIALE
Indebitamento netto -2,7 -2,4 -2,3 -1,3 -0,6 -0,5
Saldo primario 1,5 1,5 1,5 2,4 3,1 3,4
Interessi 4,1 4,0 3,9 3,7 3,7 3,8
Indebitamento netto strutturale -0,5 -1,1 -1,6 -0,7 -0,2 -0,4
Variazione strutturale 0,3 -0,6 -0,5 0,9 0,5 -0,1
Debito pubblico (lordo sostegni) 132,1 132,6 132,7 131,5 129,3 127,2
Debito pubblico (netto sostegni) 128,5 129,1 129,3 128,2 126,0 124,1
PIL nominale tendenziale (val. assoluti x 1.000) 1.645,4  1.672,4  1.709,5  1.758,6  1.810,4  1.861,9
PIL nominale programmatico (val. assoluti x 1.000) 1.645,4  1.672,4  1.710,5  1.756,8  1.809,0  1.858,8
I valori sono arrotondati al decimo.

Il benessere equo e sostenibile

In linea di principio il benessere trae vantaggio dall’aumento del prodotto interno lordo ma non coincide con esso. La qualità e la sostenibilità dell’ambiente, le diseguaglianze economiche, la qualità del lavoro, la salute ed il livello di istruzione della popolazione sono alcune delle dimensioni che concorrono al benessere di una società. Per queste ragioni, il Governo italiano, primo in Europa e tra i Paesi del G7, ha deciso di introdurre in via provvisoria alcuni indicatori di benessere già a partire da questo Documento programmatico. Quindi, accanto agli obiettivi tradizionali – in primis PIL e occupazione che continuano a essere indicatori cruciali al fine di stimare e promuovere il benessere dei cittadini – il DEF illustra l’andamento del reddito medio disponibile, della diseguaglianza dei redditi, della mancata partecipazione al mercato del lavoro, delle emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti. Per le stesse variabili il DEF fissa anche gli obiettivi programmatici.

Programma Nazionale di Riforma

Il Programma Nazionale di Riforma indica precisi campi di azione che dovranno essere perseguiti per potenziare il ritmo della crescita economica, accrescere l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze.

In materia di lavoro si prevede un rafforzamento delle politiche attive volte a stimolare le competenze, nonché misure a sostegno del welfare familiare. D’altra parte gli interventi in materia di lavoro sono anche alla base delle politiche di stimolo alla crescita e alla produttività. In questo contesto il Governo ritiene fondamentale il ruolo della contrattazione salariale di secondo livello che deve essere ulteriormente valorizzata con interventi sempre più mirati in materia di welfare aziendale.

Per superare le disuguaglianze sono previsti interventi su tre ambiti:

  1. il varo del Reddito di Inclusione, misura universale di sostegno economico ai nuclei in condizione di povertà;
  2. il riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto della povertà;
  3. il rafforzamento e coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali, finalizzato a garantire maggiore omogeneità territoriale nell’erogazione delle prestazioni.

Il Governo proseguirà anche nell’attuazione delle misure di riforma della giustizia già avviate, con particolare riguardo al processo penale, all’efficienza del processo civile e alla prescrizione.

*****

MISURE IN FAVORE DEGLI ENTI LOCALI E DEI TERRITORI COLPITI DAL SISMA

Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi in favore delle zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo (decreto legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e dei Ministri dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan e delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato un decreto legge che dispone misure urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi in favore delle zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.

Di seguito alcune delle principali disposizioni previste.

  1. Disposizioni in materia di entrate
  • Split Payment

Si estende l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment) anche alle operazioni effettuate nei confronti di altri soggetti che, a legislazione vigente, pagano l’imposta ai loro fornitori secondo le regole generali. In particolare, l’estensione riguarda tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione, le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto, le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali, le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana. Inoltre, si ricomprendendo anche le operazioni effettuate da fornitori che subiscono l’applicazione delle ritenute alla fonte sui compensi percepiti (essenzialmente liberi professionisti). Le modifiche sopra esposte si applicano dalle fatture emesse a partire dal 1° luglio 2017.

  • Contrasto alle compensazioni fiscali indebite (misure antifrode)

Vengono introdotte norme più stringenti volte a contrastare gli indebiti utilizzi in compensazione dei crediti di imposta. Si riduce dagli attuali 15.000 euro a 5.000 euro il limite al di sopra del quale i crediti di imposta possono essere usati in compensazione solo attraverso l’apposizione del visto di conformità del professionista (o sottoscrizione alternativa del revisore legale) sulla dichiarazione da cui emergono. Se le compensazioni sono effettuare senza il visto di conformità o senza la sottoscrizione alternativa, oppure se questi sono stati apposti da soggetti non abilitati, si procede al recupero dei crediti usati in difformità dalle regole, oltre al recupero degli interessi e alla irrogazione di sanzioni.

  • Giochi

Si prevede l’aumento, a partire dal 1° ottobre 2017, del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi da intrattenimento c.d. “new slot” o AWP e sulla raccolta derivante dagli apparecchi c.d. “videolotteries” o VLT.

  • Rideterminazione base ACE (Aiuto alla Crescita Economica)

Si modificano le modalità di determinazione della base di riferimento su cui calcolare il rendimento nozionale ai fini ACE, per la quale si prevede il progressivo abbandono del criterio incrementale su base fissa.

  1. Disposizioni in materia di giustizia tributaria
  • Definizione agevolata delle controversie tributarie

Si prevede la possibilità di definire le controversie rientranti nella giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, mediante il pagamento degli importi contestati con l’atto impugnato e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, al netto delle sanzioni e degli interessi di mora (la richiesta di definizione deve essere presentata entro il 30 settembre 2017).

 

  1. Disposizioni in materia di enti territoriali
  • Riparto del Fondo di Solidarietà Comunale

Si modifica il correttivo statistico stabilito dalla legge di bilancio 2017 per la definizione degli importi spettanti a ciascun comune a valere sul Fondo di solidarietà comunale, accogliendo in tal modo la richiesta avanzata in merito dall’ Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI).

  • Contributo a favore delle province della Regione Sardegna e della città metropolitana di Cagliari

Si prevede un contributo in favore delle province della Sardegna e della città metropolitana di Cagliari per 10 milioni di euro per l’anno 2017 e per 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018.

  • Contributo a favore delle province delle regioni a statuto ordinario

La disposizione prevede un contributo in favore delle province delle regioni a statuto ordinario per 110 mln per l’anno 2017 e per 80 mln annui a decorrere dall’anno 2018 per la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Inoltre, prevede 100 mln per l’anno 2017 per la manutenzione delle strade.

  • Fabbisogni standard e capacità fiscali per Regioni

Si introduce la procedura per la determinazione di fabbisogni standard e capacità fiscali standard delle Regioni a statuto ordinario, anche ai fini del riparto tra le regioni stesse del concorso alla finanza pubblica.

  • Attribuzione quota investimenti Regioni

Si prevede, a seguito dell’Intesa in Conferenza Stato-regioni, l’attribuzione di risorse in favore delle Regioni per la realizzazione di investimenti a valere sul fondo di cui all’articolo 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016, finalizzato ad assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.

  • Trasporto pubblico locale

Si prevedono la stabilizzazione del Fondo destinato al finanziamento del trasporto pubblico locale (4.789.506.000 euro per l’anno 2017 e 4.932.554.000 euro per gli anni dal 2018 in poi) e l’incremento dal 60 % all’80% l’anticipazione dell’erogazione del predetto fondo, anche al fine di ridurre i tempi di pagamento dei debiti della PA.

  • Flussi informativi delle prestazioni farmaceutiche

Si consente, in via sperimentale, l’accesso diretto all’Agenzia Italiana del Farmaco ai flussi informativi di monitoraggio dell’assistenza farmaceutica, ai dati della ricetta dematerializzata farmaceutica presente nel sistema Tessera Sanitaria e ai dati della fatturazione elettronica relativa ai medicinali.

  • Spazi finanziari per investimenti in favore delle Regioni

La norma stabilisce il riparto e le modalità di utilizzo degli spazi finanziari in favore delle Regioni per 500 milioni di euro per l’anno 2017 previsti dalla legge di bilancio 2017.

  • Innalzamento turn over e disposizioni personale Province

Le norme incrementa dal 25 al 75 la percentuale di turn over del personale anche per i comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti. Inoltre, eleva al 90% il turn over per gli enti virtuosi nella gestione degli spazi finanziari per investimenti.

  1. Interventi in favore delle zone terremotate
  • Fondo per l’accelerazione della ricostruzione e zona franca

È istituito un Fondo specifico di 1 miliardo di euro per ciascun anno del triennio 2017-2019 finalizzato a consentire l’accelerazione delle attività di ricostruzione.

Tra le misure viene istituita una zona franca urbana nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, in favore delle imprese aventi la sede principale o l’unità locale all’interno della stessa zona franca e che abbiano subito una contrazione del fatturato a seguito degli eventi sismici. Tali imprese possono beneficiare, in relazione ai redditi e al valore della produzione netta derivanti dalla prosecuzione dell’attività nei citati Comuni, di una esenzione biennale IRES e IRPEF (fino a 100 mila euro di reddito), IRAP (fino a 300 mila euro di valore della produzione netta) e IMU, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabiliti dai regolamenti “de minimis”.

  1. Misure per lo sviluppo

Si prevedono infine talune misure per lo sviluppo economico e in materia di infrastrutture, tra cui:

  • il potenziamento degli incentivi alle quotazioni con riferimento alle piccole e medie imprese (equity crowfunding);

  • l’estensione temporale delle agevolazioni per le start-up innovative;

  • norme per agevolare la finanza di progetto nell’ammodernamento degli impianti sportivi pubblici;

  • misure per la qualità del servizio di trasporto pubblico locale ed il rinnovo del materiale rotabile;

  • l’adeguamento delle linee ferroviarie regionali agli standard di sicurezza nazionali;

  • il contenimento dei costi dei servizi di navigazione aerea forniti dall’Enav negli aeroporti a basso traffico;

  • l’allineamento della disciplina del regime patent box (introdotto dalla legge di stabilità 2015) alle linee guida Ocse;

  • disposizioni per la realizzazione del progetto sportivo “Ryder Cup 2022” e per quello delle finali di coppa del mondo di sci a marzo 2020 e i campionati mondiali di sci alpino che si terranno a Cortina d’Ampezzo nel febbraio 2021.

Legge di Bilancio 2017 al Senato

Il 7 dicembre, con 166 voti favorevoli, 70 contrari e un astenuto, il Senato approva in via definitiva il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” (Atto Senato n. 2611).

Il 6 dicembre la Commissione Bilancio del Senato è convocata, in sede consultiva, per il parere al Presidente del Senato sulla proposta di “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” (Atto Senato n. 2611), approvata dalla Camera in prima lettura il 28 novembre e trasmessa al Senato il 29 novembre 2016.

Il 28 novembre la Camera approva la nota di variazioni ed il disegno di legge Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 (C. 4127-bis-A). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Il 25 novembre l’Aula della Camera, con 348 voti a favore e 144 contrari, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo 1 del disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 (C. 4127-bis-A).