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DEF 2018 in Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 26 aprile, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2018


DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2018

Documento di economia e finanza 2018, a norma dell’articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2018, previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196).

Il DEF si compone di tre sezioni:

▪ Sezione I: Programma di Stabilità dell’Italia

▪ Sezione II: Analisi e tendenze di finanza pubblica

▪ Sezione III: Programma Nazionale di Riforma (PNR)

Il Documento è completato da alcuni allegati.

In ragione dell’attuale momento di transizione caratterizzato dall’avvio dei lavori della XVIII legislatura, il DEF approvato oggi non contempla alcun impegno per il futuro, bensì si limita alla descrizione dell’evoluzione economico-finanziaria internazionale, all’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l’Italia e del quadro di finanza pubblica tendenziale che ne consegue. Il Parlamento trova quindi nel Documento un quadro aggiornato della situazione economica e finanziaria quale base per la valutazione delle politiche economiche e dei programmi di riforma che il prossimo Esecutivo vorrà adottare.

Il DEF consente comunque di apprezzare il percorso di risanamento delle finanze pubbliche operato nel corso della passata legislatura: il debito pubblico in rapporto al PIL è stato stabilizzato a partire dal 2015 dopo sette anni di incrementi consecutivi (dal 99,8% del 2007 al 131,8% del 2014), mentre il deficit è sceso costantemente dal 3,0% del PIL al 2,3% del 2017 (1,9% al netto degli interventi straordinari a tutela del risparmio e del credito). Al tempo stesso, è possibile rilevare un sostegno costante alla crescita, grazie al quale il Paese è uscito dalla recessione, registrando quattro anni consecutivi di progressi del PIL dallo 0,1% del 2014 all’1,5% del 2017.

Il tasso di disoccupazione è sceso dal picco del novembre 2013 (13,0%) all’11,2 del 2017, mentre il numero di occupati è aumentato di quasi 1 milione di unità dal punto più basso della crisi nel settembre 2013, di cui oltre la metà con contratti a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda il periodo di previsione preso in considerazione nel DEF, le stime macroeconomiche contemplano una crescita del Prodotto interno lordo rispetto all’anno precedente pari a 1,5% nel 2018 e 1,4% nel 2019 e una riduzione del tasso di disoccupazione rispettivamente al 10,7% nel 2018 e al 10,2% nel 2019.

Il sostegno alla crescita economica è atteso dall’impulso agli investimenti privati – in crescita grazie al miglioramento del clima di fiducia, della funzionalità dell’ambiente economico e delle agevolazioni fiscali – dall’accelerazione dei consumi privati, da un recupero degli investimenti pubblici in valore assoluto e in misura minore dalle esportazioni nette. Il ripristino di condizioni di credito più favorevoli a consumi e investimenti contribuisce alla ripresa economica, dopo gli interventi degli anni scorsi che hanno migliorato la governance nel settore bancario e risolto crisi specifiche.

Per quanto riguarda la finanza pubblica, il quadro tendenziale prevede una riduzione del deficit all’1,6% del PIL nel 2018 e allo 0,8% nel 2019, con l’avanzo primario in crescita rispettivamente all’1,9% e al 2,7%. Il debito pubblico è previsto scendere al 130,8% del PIL nell’anno in corso e al 128% l’anno prossimo.

Dopo l’esercizio sperimentale dello scorso anno, il DEF 2018 è corredato dagli “Indicatori di benessere equo e sostenibile”: si tratta di 12 indicatori di diverse aree che caratterizzano la qualità della vita dei cittadini relative a disuguaglianza, istruzione, salute, ambiente, sicurezza, etc. In esito alla sperimentazione relativa a 4 indicatori, a partire dal 2018 l’Italia è il primo paese dell’Unione europea e dei G7 a dotarsi di un set di indicatori di benessere in base ai quali misurare l’impatto delle politiche pubbliche, abitualmente valutato su pochi indicatori macroeconomici e di finanza pubblica, in primis il PIL.

Il quadro economico-finanziario prospettato nel DEF, non avendo come già evidenziato natura programmatica, contempla l’aumento delle imposte indirette nel 2019 e, in minor misura, nel 2020, previsto dalle clausole di salvaguardia in vigore. Come già avvenuto negli anni scorsi, tale aumento potrà essere sostituito da misure alternative con futuri interventi legislativi che potranno essere valutati dal prossimo Governo.

Legge 27 dicembre 2017, n. 205

Legge 27 dicembre 2017, n. 205

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. (17G00222)

(GU Serie Generale n.302 del 29-12-2017 – Suppl. Ordinario n. 62)

Parte I
Sezione I
Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi
programmatici

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

1. I livelli massimi del saldo netto da finanziare, in termini di
competenza e di cassa, e del ricorso al mercato finanziario, in
termini di competenza, di cui all’articolo 21, comma 1-ter, lettera
a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per gli anni 2018, 2019 e
2020, sono indicati nell’allegato n. 1 annesso alla presente legge. I
livelli del ricorso al mercato si intendono al netto delle operazioni
effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o di
ristrutturare passivita’ preesistenti con ammortamento a carico dello
Stato.
2. All’articolo 1, comma 718, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), le parole: « di 1,14 punti percentuali dal 1º
gennaio 2018 e di ulteriori 0,86 punti percentuali a decorrere dal 1º
gennaio 2019 e di un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1º
gennaio 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « di 1,5 punti
percentuali dal 1º gennaio 2019 e di ulteriori 1,5 punti percentuali
a decorrere dal 1º gennaio 2020 »;
b) alla lettera b), le parole: « di tre punti percentuali dal 1º
gennaio 2018 e di ulteriori 0,4 punti percentuali dal 1º gennaio
2019; la medesima aliquota e’ ridotta di 0,5 punti percentuali a
decorrere dal 1º gennaio 2020 rispetto all’anno precedente ed e’
fissata al 25 per cento a decorrere dal 1º gennaio 2021; » sono
sostituite dalle seguenti: « di 2,2 punti percentuali dal 1º gennaio
2019, di ulteriori 0,7 punti percentuali a decorrere dal 1º gennaio
2020 e di ulteriori 0,1 punti percentuali a decorrere dal 1º gennaio
2021; »;
c) alla lettera c), le parole: « 10 milioni di euro per l’anno
2019 e 350 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi » sono
sostituite dalle seguenti: « 350 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020 ».
3. Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 14, concernente detrazioni fiscali per interventi
di efficienza energetica:
1) le parole: « 31 dicembre 2017 », ovunque ricorrono, sono
sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 »;
2) ai commi 1 e 2, dopo l’ultimo periodo sono aggiunti i seguenti:
« La detrazione di cui al presente comma e’ ridotta al 50 per cento
per le spese, sostenute dal 1º gennaio 2018, relative agli interventi
di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di
schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione
invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con
efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal
regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18
febbraio 2013. Sono esclusi dalla detrazione di cui al presente comma
gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione
invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con
efficienza inferiore alla classe di cui al periodo precedente. La
detrazione si applica nella misura del 65 per cento per gli
interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno
pari alla classe A di prodotto prevista dal citato regolamento
delegato (UE) n. 811/2013 e contestuale installazione di sistemi di
termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII
della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02, o con impianti
dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata
con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente
concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o
per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori
d’aria calda a condensazione »;
3) al comma 2, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:
« b-bis) per l’acquisto e la posa in opera di
micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, sostenute
dal 1º gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, fino a un valore massimo
della detrazione di 100.000 euro. Per poter beneficiare della
suddetta detrazione gli interventi in oggetto devono condurre a un
risparmio di energia primaria (PES), come definito all’allegato III
del decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 agosto 2011,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2011,
pari almeno al 20 per cento »;
4) il comma 2-bis e’ sostituito dal seguente:
« 2-bis. La detrazione nella misura del 50 per cento si
applica altresi’ alle spese sostenute nell’anno 2018 per l’acquisto e
la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con
impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse
combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000
euro »;
5) al comma 2-ter, le parole: « Per le spese sostenute dal 1º
gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione
energetica di parti comuni degli edifici condominiali, ivi compresi
quelli di cui al comma 2-quater » sono sostituite dalle seguenti: «
Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica
di cui al presente articolo »;
6) al comma 2-quater, ultimo periodo, le parole: « di cui al
presente articolo » sono sostituite dalle seguenti: « di cui al
presente comma »;
7) dopo il comma 2-quater e’ inserito il seguente:
« 2-quater.1. Per le spese relative agli interventi su parti
comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3
finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla
riqualificazione energetica spetta, in alternativa alle detrazioni
previste rispettivamente dal comma 2-quater del presente articolo e
dal comma 1-quinquies dell’articolo 16, una detrazione nella misura
dell’80 per cento, ove gli interventi determinino il passaggio ad una
classe di rischio inferiore, o nella misura dell’85 per cento ove gli
interventi determinino il passaggio a due classi di rischio
inferiori. La predetta detrazione e’ ripartita in dieci quote annuali
di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non
superiore a euro 136.000 moltiplicato per il numero delle unita’
immobiliari di ciascun edificio »;
8) al comma 2-quinquies, dopo le parole: « effettua controlli,
anche a campione, su tali attestazioni, » sono inserite le seguenti:
« nonche’ su tutte le agevolazioni spettanti ai sensi del presente
articolo, » e le parole: « il 30 settembre 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « novanta giorni dalla data di entrata in vigore
delle presenti disposizioni »;
9) al comma 2-sexies, le parole: « Per gli interventi di cui al
comma 2-quater, a decorrere dal 1º gennaio 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « Per le spese sostenute per interventi di
riqualificazione energetica di cui al presente articolo »;
10) il comma 2-septies e’ sostituito dal seguente:
« 2-septies. Le detrazioni di cui al presente articolo sono
usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari,
comunque denominati, nonche’ dagli enti aventi le stesse finalita’
sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di societa’ che
rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in
house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31
dicembre 2013, per interventi di efficienza energetica realizzati su
immobili, di loro proprieta’ ovvero gestiti per conto dei comuni,
adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonche’ dalle cooperative
di abitazione a proprieta’ indivisa per interventi realizzati su
immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri
soci »;
11) dopo il comma 3-bis sono aggiunti i seguenti:
« 3-ter. Con uno o piu’ decreti del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, sono definiti i requisiti tecnici che devono soddisfare
gli interventi che beneficiano delle agevolazioni di cui al presente
articolo, ivi compresi i massimali di costo specifici per singola
tipologia di intervento, nonche’ le procedure e le modalita’ di
esecuzione di controlli a campione, sia documentali che in situ,
eseguiti dall’ENEA e volti ad accertare il rispetto dei requisiti che
determinano l’accesso al beneficio. Nelle more dell’emanazione dei
decreti di cui al presente comma, continuano ad applicarsi il decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze 19 febbraio 2007,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2007, e il
decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 18 marzo 2008. L’ENEA,
ai fini di assicurare coerenza con la legislazione e la normativa
vigente in materia di efficienza energetica, limitatamente ai
relativi contenuti tecnici, adegua il portale attualmente in essere e
la relativa modulistica per la trasmissione dei dati a cura dei
soggetti beneficiari delle detrazioni di cui al presente articolo.
3-quater. Al fine di agevolare l’esecuzione degli interventi di
efficienza energetica di cui al presente articolo, e’ istituita,
nell’ambito del Fondo di cui all’articolo 15 del decreto legislativo
4 luglio 2014, n. 102, una sezione dedicata al rilascio di garanzie
su operazioni di finanziamento degli stessi. A tal fine, la dotazione
del Fondo suddetto puo’ essere integrata fino a 25 milioni di euro
annui per il periodo 2018-2020 a carico del Ministero dello sviluppo
economico e fino a 25 milioni di euro annui per il periodo 2018-2020
a carico del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, a valere sui proventi annui delle aste delle quote di
emissione di CO2 destinati ai progetti energetico-ambientali di cui
all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, previa
verifica dell’entita’ dei proventi disponibili annualmente, con le
modalita’ e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello stesso articolo
19. Per il perseguimento delle finalita’ di cui al presente comma,
con uno o piu’ decreti di natura non regolamentare da adottare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione dal Ministro dello sviluppo economico e dal Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e acquisito il parere
della Conferenza unificata, sono individuati, nel rispetto degli
equilibri di finanza pubblica, le priorita’, i criteri, le condizioni
e le modalita’ di funzionamento, di gestione e di intervento della
sezione del Fondo e le relative prime dotazioni della sezione stessa
»;
b) all’articolo 16, concernente detrazioni fiscali per interventi
di ristrutturazione edilizia:
1) al comma 1, le parole: « 31 dicembre 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 »;
2) dopo il comma 1-sexies e’ inserito il seguente:
« 1-sexies.1. Le detrazioni di cui ai commi da 1-bis
a1-sexies sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case
popolari, comunque denominati, nonche’ dagli enti aventi le stesse
finalita’ sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di
societa’ che rispondono ai requisiti della legislazione europea in
materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla
data del 31 dicembre 2013, per interventi realizzati su immobili, di
loro proprieta’ ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad
edilizia residenziale pubblica, nonche’ dalle cooperative di
abitazione a proprieta’ indivisa per interventi realizzati su
immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri
soci »;
3) al comma 2, le parole: « 1º gennaio 2016 » sono sostituite dalle
seguenti: «1º gennaio 2017 », le parole: « anno 2017 » sono
sostituite dalle seguenti: « anno 2018 », le parole: « anno 2016 »,
ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « anno 2017 » e le
parole: « nel 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « nel 2018 »;
4) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
« 2-bis. Al fine di effettuare il monitoraggio e la
valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della
realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in
analogia a quanto gia’ previsto in materia di detrazioni fiscali per
la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via
telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati.
L’ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione
sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico,
al Ministero dell’economia e delle finanze, alle regioni e alle
province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle
rispettive competenze territoriali ».
4. Nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, il
diritto al corrispettivo si prescrive in due anni, sia nei rapporti
tra gli utenti domestici o le microimprese, come definite dalla
raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, o i
professionisti, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera c),
del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, e il venditore, sia nei rapporti tra il distributore e
il venditore, sia in quelli con l’operatore del trasporto e con gli
altri soggetti della filiera. Nei contratti di fornitura del servizio
idrico, relativi alle categorie di cui al primo periodo, il diritto
al corrispettivo si prescrive in due anni. L’Autorita’ per l’energia
elettrica, il gas e il sistema idrico, ridenominata ai sensi del
comma 528, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, definisce le misure in materia di tempistiche
di fatturazione tra gli operatori della filiera necessarie
all’attuazione di quanto previsto al primo e al secondo periodo. Nei
contratti di cui al primo e al secondo periodo, in caso di emissione
di fatture a debito nei riguardi dell’utente per conguagli riferiti a
periodi maggiori di due anni, qualora l’Autorita’ garante della
concorrenza e del mercato abbia aperto un procedimento per
l’accertamento di violazioni del codice del consumo, di cui al
decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, relative alle modalita’
di rilevazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli e di
fatturazione adottate dall’operatore interessato, l’utente che ha
presentato un reclamo riguardante il conguaglio nelle forme previste
dall’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, ha diritto alla sospensione del
pagamento finche’ non sia stata verificata la legittimita’ della
condotta dell’operatore. Il venditore ha l’obbligo di comunicare
all’utente l’avvio del procedimento di cui al periodo precedente e di
informarlo dei conseguenti diritti. E’ in ogni caso diritto
dell’utente, all’esito della verifica di cui al quarto periodo,
ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo
di indebito conguaglio.
5. Le disposizioni di cui al comma 4 non si applicano qualora la
mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo derivi da
responsabilita’ accertata dell’utente.
6. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, con propria deliberazione, entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
definisce misure a tutela dei consumatori determinando le forme
attraverso le quali i distributori garantiscono l’accertamento e
l’acquisizione dei dati dei consumi effettivi.
7. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, puo’ definire, con propria
deliberazione, misure atte a incentivare l’autolettura senza oneri a
carico dell’utente.
8. Entro il 1° luglio 2019, il soggetto gestore del Sistema
informatico integrato per la gestione dei flussi informativi relativi
ai mercati dell’energia elettrica e del gas, di cui all’articolo
1-bis del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 agosto 2010, n. 129, provvede agli
adeguamenti necessari per permettere ai clienti finali di accedere
attraverso il Sistema medesimo ai dati riguardanti i propri consumi,
senza oneri a loro carico. Le disposizioni per l’attuazione del primo
periodo sono adottate con deliberazione dell’Autorita’ per l’energia
elettrica, il gas e il sistema idrico, ridenominata ai sensi del
comma 528, nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati
personali, sentito il parere del Garante per la protezione dei dati
personali.
9. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le
modalita’ tecniche e operative che il servizio postale deve osservare
per assicurare la certezza della data di spedizione delle fatture
agli utenti da parte dei soggetti gestori di servizi di pubblica
utilita’.
10. Le disposizioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano alle fatture
la cui scadenza e’ successiva:
a) per il settore elettrico, al 1° marzo 2018;
b) per il settore del gas, al 1° gennaio 2019;
c) per il settore idrico, al 1° gennaio 2020.
11. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema
idrico, ridenominata ai sensi del comma 528, sono individuati criteri
e modalita’ volti a favorire la diffusione della tecnologia di
integrazione tra i veicoli e la rete elettrica, denominata vehicle to
grid, anche prevedendo la definizione delle regole per la
partecipazione ai mercati elettrici e di specifiche misure di
riequilibrio degli oneri di acquisto rispetto ai prezzi di rivendita
dell’energia.
12. Per l’anno 2018, ai fini delle imposte sui redditi delle
persone fisiche, dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36
per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo
delle stesse non superiore a 5.000 euro per unita’ immobiliare ad uso
abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei
contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo
idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi
alla:
a) « sistemazione a verde » di aree scoperte private di edifici
esistenti, unita’ immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di
irrigazione e realizzazione pozzi;
b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
13. La detrazione di cui al comma 12 spetta anche per le spese
sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli
edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice
civile, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per
unita’ immobiliare ad uso abitativo. In tale ipotesi la detrazione
spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a
condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al
condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei
redditi.
14. Trale spese indicate nei commi 12 e 13 sono comprese quelle di
progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi
ivi indicati.
15. La detrazione di cui ai commi da 12 a 14 spetta a condizione
che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la
tracciabilita’ delle operazioni ed e’ ripartita in dieci quote
annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle
spese e in quelli successivi. Si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni contenute nei commi 5, 6 e 8 dell’articolo 16-bis del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
16. All’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 2014, n.
47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80,
le parole: « Per il quadriennio 2014-2017, » sono sostituite dalle
seguenti: « Per gli anni dal 2014 al 2019, ».
17. All’articolo 1, comma 4, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , nonche’ le strutture
di cui all’articolo 3 della legge 24 ottobre 2000, n. 323, queste
ultime anche per la realizzazione di piscine termali e per
l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo
svolgimento delle attivita’ termali ».
18. I soggetti di cui al comma 17 accedono al credito d’imposta di
cui all’articolo 10 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106,
secondo le modalita’ previste dal decreto adottato ai sensi del comma
4 del medesimo articolo 10.
19. Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000,
n. 212, l’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre
1999, n. 488, nonche’ il decreto del Ministro delle finanze 29
dicembre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31
dicembre 1999, si interpretano nel senso che l’individuazione dei
beni che costituiscono una parte significativa del valore delle
forniture effettuate nell’ambito delle prestazioni aventi per oggetto
interventi di recupero del patrimonio edilizio e delle parti staccate
si effettua in base all’autonomia funzionale delle parti rispetto al
manufatto principale, come individuato nel citato decreto
ministeriale; come valore dei predetti beni deve essere assunto
quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato dalle parti
contraenti, che deve tenere conto solo di tutti gli oneri che
concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle
materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli
stessi e che, comunque, non puo’ essere inferiore al prezzo di
acquisto dei beni stessi. La fattura emessa ai sensi dell’articolo 21
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve
indicare, oltre al servizio che costituisce l’oggetto della
prestazione, anche i beni di valore significativo, individuati con il
predetto decreto del Ministro delle finanze 29 dicembre 1999, che
sono forniti nell’ambito dell’intervento stesso. Sono fatti salvi i
comportamenti difformi tenuti fino alla data di entrata in vigore
della presente legge. Non si fa luogo al rimborso dell’imposta sul
valore aggiunto applicata sulle operazioni effettuate.
20. Al Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni
in locazione, istituito dalla legge 9 dicembre 1998, n. 431, e’
assegnata una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni
2019 e 2020.
21. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 11, comma 6,
della legge 9 dicembre 1998, n. 431, le regioni possono destinare le
somme non spese della dotazione del Fondo destinato agli inquilini
morosi incolpevoli, istituito dall’articolo 6, comma 5, del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, all’incremento del Fondo
nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione.
22. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
da emanare entro il 30 giugno di ciascuno degli anni 2019 e 2020,
sono stabilite le modalita’ di trasferimento delle risorse tra i due
Fondi in relazione alle annualita’ pregresse.
23. All’articolo 15, comma 1, del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) alla lettera i-sexies), primo periodo, le parole: « , o 50
chilometri per gli studenti residenti in zone montane o disagiate »
sono sostituite dalle seguenti: « e comunque in una provincia diversa
» e il secondo periodo e’ soppresso;
b) dopo la lettera i-sexies) e’ inserita la seguente:
« i-sexies.01) limitatamente ai periodi d’imposta in corso al
31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018, il requisito della distanza
di cui alla lettera i-sexies) si intende rispettato anche all’interno
della stessa provincia ed e’ ridotto a 50 chilometri per gli studenti
residenti in zone montane o disagiate ».
24. All’articolo 20 del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172,
il comma 8-bis e’ abrogato.
25. All’articolo 36, comma 1-ter, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « sottoscritti con firma digitale » sono sostituite
dalle seguenti: « stipulati con atto pubblico informatico »;
b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e fatti salvi i
requisiti formali per l’iscrizione nel registro delle imprese come
prescritti dagli articoli 2436, primo comma, e 2556, secondo comma,
del codice civile ».
26. Nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti e’ istituito un fondo finalizzato all’erogazione di
contributi ai comuni per l’integrazione delle risorse necessarie agli
interventi di demolizione di opere abusive, con una dotazione di 5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con
il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e con
il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza
unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, sono definiti i criteri per l’utilizzazione e per la
ripartizione del fondo. I contributi sono erogati sulla base delle
richieste adeguatamente corredate della documentazione amministrativa
e contabile relativa alle demolizioni da eseguire ovvero delle
risultanze delle attivita’ di accertamento tecnico e di
predisposizione degli atti finalizzati all’acquisizione dei manufatti
abusivi al patrimonio, da parte dei comuni e delle regioni.
27. Al fine dell’attuazione del comma 26 e’ istituita presso il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, la banca di dati
nazionale sull’abusivismo edilizio, di cui si avvalgono le
amministrazioni statali, regionali e comunali nonche’ gli uffici
giudiziari competenti. A tal fine e’ autorizzata la spesa di 500.000
euro a decorrere dall’anno 2019. Gli enti, le amministrazioni e gli
organi a qualunque titolo competenti in materia di abusivismo
edilizio sono tenuti a condividere e trasmettere le informazioni
relative agli illeciti accertati e ai provvedimenti emessi. In caso
di tardivo inserimento dei dati nella banca di dati nazionale si
applica una sanzione pecuniaria fino a euro 1.000 a carico del
dirigente o del funzionario inadempiente. Con decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti sono definite le modalita’ di
funzionamento, di accesso e di gestione della banca di dati.
28. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 15:
1) al comma 1, dopo la lettera i-novies) e’ aggiunta la
seguente:
« i-decies) le spese sostenute per l’acquisto degli
abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e
interregionale per un importo non superiore a 250 euro »;
2) al comma 2, primo periodo, le parole: « e i-sexies) » sono
sostituite dalle seguenti: « , i-sexies) e i-decies) » e le parole: «
per gli oneri di cui alla lettera f), il limite complessivo ivi
stabilito » sono sostituite dalle seguenti: « per gli oneri di cui
alle lettere f) e i-decies), i limiti complessivi ivi stabiliti »;
b) all’articolo 51, comma 2, dopo la lettera d) e’ inserita la
seguente:
« d-bis) le somme erogate o rimborsate alla generalita’ o a
categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da
quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformita’
a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale,
per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale,
regionale e interregionale del dipendente e dei familiari indicati
nell’articolo 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2
del medesimo articolo 12; ».
29. Ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari di
reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che
effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi, esclusi
i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’articolo 164,
comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dal 1º
gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, ovvero entro il 30 giugno 2019, a
condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine
risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di
acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di
acquisizione, con esclusivo riferimento alla determinazione delle
quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo
di acquisizione e’ maggiorato del 30 per cento. La maggiorazione non
si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni di
cui all’articolo 1, comma 8, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
30. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 9, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, si applicano anche agli investimenti in beni
materiali strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2018,
ovvero entro il 31 dicembre 2019, a condizione che entro la data del
31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e
sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per
cento del costo di acquisizione.
31. Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione di cui al
comma 30, le disposizioni dell’articolo 1, comma 10, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, si applicano anche agli investimenti in beni
immateriali strumentali effettuati nel periodo di cui al comma 30.
32. All’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232,
sono aggiunte, in fine, le seguenti voci:
« sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop
shipping nell’e-commerce;
software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva
e partecipativa, ricostruzioni 3D, realta’ aumentata;
software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il
coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di
integrazione delle attivita’ di servizio (comunicazione
intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei
dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica
di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field)».
33. Ai fini della fruizione dei benefici di cui ai commi 30 e 31,
l’impresa e’ tenuta a produrre la documentazione di cui all’articolo
1, comma 11, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
34. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni di cui
all’articolo 1, commi 93 e 97, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
35. Ai soli effetti della disciplina di cui al comma 30 e di cui
all’articolo 1, comma 9, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, se nel
corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si
verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto
dell’agevolazione, non viene meno la fruizione delle residue quote
del beneficio, cosi’ come originariamente determinate, a condizione
che, nello stesso periodo d’imposta del realizzo, l’impresa:
a) sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale
nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a
quelle previste dall’allegato A alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
b) attesti l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le
caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione
secondo le regole previste dall’articolo 1, comma 11, della legge 11
dicembre 2016, n. 232.
36. Nel caso in cui il costo di acquisizione dell’investimento
sostitutivo di cui al comma 35 sia inferiore al costo di acquisizione
del bene sostituito e sempre che ricorrano le altre condizioni
previste alle lettere a) e b) del comma 35, la fruizione del
beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo
del nuovo investimento.
37. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 26, le parole: « e 2017 » sono sostituite dalle
seguenti: « , 2017 e 2018 » e dopo il primo periodo e’ aggiunto il
seguente: « Per l’anno 2018 la sospensione di cui al primo periodo
non si applica ai comuni istituiti a seguito di fusione ai sensi
degli articoli 15 e 16 del testo unico di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, al fine di consentire, a parita’ di gettito,
l’armonizzazione delle diverse aliquote »;
b) al comma 28 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per
l’anno 2018, i comuni che hanno deliberato ai sensi del periodo
precedente possono continuare a mantenere con espressa deliberazione
del consiglio comunale la stessa maggiorazione confermata per gli
anni 2016 e 2017 ».
38. All’articolo 1, comma 652, terzo periodo, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, le parole: « e 2017 » sono sostituite dalle
seguenti: « , 2017 e 2018 ».
39. All’articolo 1, comma 11,del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.
148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n.
172, il secondo periodo e’ soppresso.
40. Per far fronte agli oneri derivanti dalla concessione dei
contributi previsti dall’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21
giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
agosto 2013, n. 98, nonche’ dall’articolo 1, comma 56, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, e dai commi 41 e 42, l’autorizzazione di spesa
di cui al comma 8 del predetto articolo 2 del decreto-legge 21 giugno
2013, n. 69, e’ integrata di 33 milioni di euro per l’anno 2018, di
66 milioni di euro per l’anno 2019, di 66 milioni di euro per l’anno
2020, di 66 milioni di euro per l’anno 2021, di 66 milioni di euro
per l’anno 2022 e di 33 milioni di euro per l’anno 2023.
41. Una quota pari al 30 per cento delle risorse di cui al comma 40
e’ riservata alla concessione dei contributi di cui all’articolo 1,
comma 56, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, a fronte degli
investimenti di cui al comma 55 del medesimo articolo 1. Le risorse
che, alla data del 30 settembre 2018, non risultano utilizzate per la
predetta riserva rientrano nelle disponibilita’ complessive della
misura.
42. Il termine per la concessione dei finanziamenti di cui
all’articolo 1, comma 52, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’
prorogato fino alla data dell’avvenuto esaurimento delle risorse
disponibili, comunicato con avviso pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 123.
43. All’articolo 44, comma 1, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera d) e’ inserita la seguente:
« d-bis) i proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di
piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali
(piattaforme di Peer to Peer Lending)gestite da societa’ iscritte
all’albo degli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del
testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o da istituti di
pagamento rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 114
del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del
1993, autorizzati dalla Banca d’Italia ».
44. I gestori di cui alla lettera d-bis) del comma 1 dell’articolo
44 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotta dal
comma 43, operano una ritenuta alla fonte a titolo di imposta sui
redditi di capitale corrisposti a persone fisiche con l’aliquota
prevista dall’articolo 26, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
45. All’articolo 6, secondo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le parole: « , salvo per gli
atti o negozi di cui alla lettera g-quinquies) » sono soppresse.
46. A tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica,
dal settore economico in cui operano nonche’ dal regime contabile
adottato, che effettuano spese in attivita’ di formazione nel periodo
d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, e’
attribuito un credito d’imposta nella misura del 40 per cento delle
spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per
il periodo in cui e’ occupato in attivita’ di formazione negli ambiti
di cui al comma 48.
47. Il credito d’imposta di cui al comma 46 e’ riconosciuto, fino
ad un importo massimo annuale di euro 300.000 per ciascun
beneficiario, per le attivita’ di formazione, negli ambiti richiamati
al comma 48, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o
territoriali.
48. Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attivita’ di
formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle
tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data
e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi
cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e
realta’ aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia
uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle
macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate
negli ambiti elencati nell’allegato A.
49. Non si considerano attivita’ di formazione ammissibili la
formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per
conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza
sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra
normativa obbligatoria in materia di formazione.
50. Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione
dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute
le spese di cui al comma 46 e in quelle relative ai periodi d’imposta
successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo, non concorre alla
formazione del reddito ne’ della base imponibile dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive, non rileva ai fini del rapporto
di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed
e’ utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello
in cui i costi sono sostenuti esclusivamente in compensazione ai
sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
51. Al credito d’imposta di cui ai commi da 46 a 56 non si
applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge 23
dicembre 2000, n. 388.
52. L’incentivo si applica nel rispetto dei limiti e delle
condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014 della
Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di
aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, e in particolare dall’articolo 31 del medesimo regolamento,
che disciplina gli aiuti alla formazione. Agli adempimenti europei
provvede il Ministero dello sviluppo economico.
53. Ai fini dell’ammissibilita’ al credito d’imposta, i costi sono
certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un
professionista iscritto nel Registro dei revisori legali, di cui al
decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. Tale certificazione deve
essere allegata al bilancio. Le imprese non soggette a revisione
legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un
revisore legale dei conti o di una societa’ di revisione legale dei
conti. Il revisore legale dei conti o il professionista responsabile
della revisione legale dei conti, nell’assunzione dell’incarico,
osserva i principi di indipendenza elaborati ai sensi dell’articolo
10 del citato decreto legislativo n. 39 del 2010 e, in attesa della
loro emanazione, quelli previsti dal codice etico dell’International
Federation of Accountants (IFAC). Le spese sostenute per l’attivita’
di certificazione contabile da parte delle imprese di cui al terzo
periodo sono ammissibili entro il limite massimo di euro 5.000. Le
imprese con bilancio revisionato sono esenti dagli obblighi previsti
dal presente comma.
54. Nei confronti del revisore legale dei conti o del
professionista responsabile della revisione legale dei conti che
incorre in colpa grave nell’esecuzione degli atti che gli sono
richiesti per il rilascio della certificazione di cui al comma 53 si
applicano le disposizioni dell’articolo 64 del codice di procedura
civile.
55. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, sono adottate, entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni
applicative necessarie, con particolare riguardo alla documentazione
richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle cause di decadenza
dal beneficio.
56. Per l’attuazione delle disposizioni dei commi da 46 a 55 e’
autorizzata la spesa di 250 milioni di euro per l’anno 2019. Il
Ministero dell’economia e delle finanze effettua il monitoraggio
delle fruizioni del credito d’imposta di cui ai commi da 46 a 55, ai
fini di quanto previsto dall’articolo 17, comma 13, della legge 31
dicembre 2009, n. 196.
57. Nel limite di spesa di 500.000 euro per l’anno 2018 e di un
milione di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, fino ad
esaurimento delle risorse disponibili, alle imprese culturali e
creative, come definite al secondo periodo, e’ riconosciuto un
credito d’imposta nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti
per attivita’ di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e
servizi culturali e creativi secondo le modalita’ stabilite con il
decreto di cui al comma 58. Sono imprese culturali e creative le
imprese o i soggetti che svolgono attivita’ stabile e continuativa,
con sede in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o
in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico
europeo, purche’ siano soggetti passivi di imposta in Italia, che
hanno quale oggetto sociale, in via esclusiva o prevalente,
l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione,
la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di
prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell’ingegno
inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle
arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e
all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei nonche’ al
patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati.
58. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e
del turismo, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da
adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sentite le competenti Commissioni parlamentari,
che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, e previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tenendo
conto delle necessita’ di coordinamento con le disposizioni del
codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio
2017, n. 117, e’ disciplinata, senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica e nell’ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente, la procedura per il
riconoscimento della qualifica di impresa culturale e creativa e per
la definizione di prodotti e servizi culturali e creativi e sono
previste adeguate forme di pubblicita’.
59. Le imprese di cui al comma 57 possono accedere al credito
d’imposta ivi previsto nel rispetto dei limiti di cui al regolamento
(UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo
agli aiuti « de minimis ». Il credito d’imposta di cui al comma 57
non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui
redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale
sulle attivita’ produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui
agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, ed e’ utilizzabile esclusivamente in
compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241.
60. Le disposizioni per l’applicazione dei commi 57 e 59, con
riferimento, in particolare, al monitoraggio e al rispetto dei limiti
di spesa ivi indicati, alle tipologie di spesa ammissibili, alle
procedure per l’ammissione al beneficio, ai limiti massimi della
spesa ammissibile, ai criteri per la verifica e l’accertamento
dell’effettivita’ delle spese sostenute, ai criteri relativi al
cumulo con altre agevolazioni aventi ad oggetto gli stessi costi,
alle cause di decadenza e revoca del beneficio nonche’ alle procedure
di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta,
secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 6, del decreto-legge
25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
maggio 2010, n. 73, sono stabilite con decreto del Ministro dei beni
e delle attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dello
sviluppo economico, da adottare entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
61. Al fine di favorire la creazione di condizioni favorevoli allo
sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali delle regioni in
cui non si applicano gli articoli 4 e 5 del decreto-legge 20 giugno
2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2017, n. 123, e’ prevista l’istituzione della Zona logistica
semplificata.
62. La Zona logistica semplificata puo’ essere istituita nelle
regioni di cui al comma 61, nel numero massimo di una per ciascuna
regione, qualora nelle suddette regioni sia presente almeno un’area
portuale con le caratteristiche stabilite dal regolamento (UE) n.
1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre
2013, sugli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete
transeuropea dei trasporti, o un’Autorita’ di sistema portuale di cui
alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, come modificata dal decreto
legislativo 4 agosto 2016, n. 169.
63. La Zona logistica semplificata e’ istituita con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del
Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto
con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta
della regione interessata, per una durata massima di sette anni,
rinnovabile fino a un massimo di ulteriori sette anni.
64. Le nuove imprese e quelle gia’ esistenti che operano nella Zona
logistica semplificata fruiscono delle procedure semplificate di cui
all’articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto-legge 20 giugno
2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2017, n. 123.
65. Per l’istituzione delle Zone logistiche semplificate si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative alla
procedura di istituzione delle Zone economiche speciali previste dal
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi
dell’articolo 4, comma 3, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123.
66. All’articolo 1, comma 618, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « Il Commissario di governo per il Friuli-Venezia
Giulia » sono sostituite dalle seguenti: « Il presidente
dell’Autorita’ di sistema portuale del Mare Adriatico orientale »;
b) dopo le parole: « di punto franco » sono inserite le seguenti: «
ai sensi dell’allegato VIII del Trattato di pace fra l’Italia e le
Potenze alleate ed associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947,
reso esecutivo dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello
Stato 28 novembre 1947, n. 1430, ratificato ai sensi della legge 25
novembre 1952, n. 3054, ».
67. Per consentire al sistema degli Istituti tecnici superiori,
scuole per le tecnologie applicate del sistema di istruzione
nazionale, di cui al capo II del decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
86 dell’11 aprile 2008, di incrementare l’offerta formativa e
conseguentemente i soggetti in possesso di competenze abilitanti
all’utilizzo degli strumenti avanzati di innovazione tecnologica e
organizzativa correlati anche al processo Industria 4.0, il Fondo
previsto dall’articolo 1, comma 875, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 12 del citato
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, e’
incrementato di 10 milioni di euro nell’anno 2018, 20 milioni di euro
nell’anno 2019 e 35 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020. Con
decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono definiti i programmi di sviluppo a
livello nazionale che beneficiano delle risorse del primo periodo.
68. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, sono definiti, senza maggiori oneri,
i requisiti che gli Istituti tecnici superiori devono possedere al
fine del rilascio del diploma di tecnico superiore e le modalita’ di
rilascio del predetto diploma.
69. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato
su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali sono integrati gli standard
organizzativi e di percorso degli Istituti tecnici superiori al fine
di adeguare l’offerta formativa alle mutate esigenze del contesto di
riferimento, correlato anche al processo Industria 4.0.
70. Per l’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 1, comma
947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ attribuito un
contributo di 75 milioni di euro per l’anno 2018 da ripartire con le
modalita’ ivi previste.
71. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 613, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, finalizzate al Fondo di cui all’articolo 1,
comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, per un importo fino
a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2033,
possono essere destinate al finanziamento di progetti sperimentali e
innovativi di mobilita’ sostenibile, coerenti con i Piani urbani
della mobilita’ sostenibile (PUMS) ove previsti dalla normativa
vigente, per l’introduzione di mezzi su gomma o imbarcazioni ad
alimentazione alternativa e relative infrastrutture di supporto,
presentati dai comuni e dalle citta’ metropolitane. In via
sperimentale, in sede di prima applicazione, un terzo delle risorse
del Fondo e’ attribuito ai comuni capoluogo delle citta’
metropolitane, di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, e ai comuni
capoluogo delle province ad alto inquinamento di particolato PM10 e
di biossido di azoto, chiamati ad adottare azioni strutturali per la
riduzione dell’inquinamento atmosferico al fine del rispetto della
direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21
maggio 2008, relativa alla qualita’ dell’aria. Alle medesime
finalita’ di cui al primo periodo possono essere destinate le risorse
di cui all’articolo 1, comma 613, ultimo periodo, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, finalizzate al programma di interventi
finalizzati ad aumentare la competitivita’ delle imprese produttrici
di beni e di servizi nella filiera dei mezzi di trasporto pubblico su
gomma e dei sistemi intelligenti per il trasporto. Con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’economia e
delle finanze, sono stabilite le modalita’ di utilizzo delle risorse
di cui al presente comma.
72. Al fine di sostenere la diffusione delle buone pratiche
tecnologiche nel processo di trasformazione digitale della rete
stradale nazionale (Smart Road) nonche’ allo scopo di promuovere lo
sviluppo, la realizzazione in via prototipale, la sperimentazione e
la validazione di soluzioni applicative dinamicamente aggiornate alle
specifiche funzionali, di valutare e aggiornare dinamicamente le
specifiche funzionali per le Smart Road e di facilitare un’equa
possibilita’ di accesso del mondo produttivo ed economico alla
sperimentazione, e’ autorizzata la sperimentazione su strada delle
soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica. A tale
fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, sentito il Ministro dell’interno, sono definiti le
modalita’ attuative e gli strumenti operativi della sperimentazione.
Per le finalita’ di cui al presente comma e’ autorizzata la spesa di
un milione di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019.
73. All’articolo 1, comma 89, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
e’ aggiunta, in fine, la seguente lettera:
« b-bis) quote di prestiti, di fondi di credito cartolarizzati
erogati od originati per il tramite di piattaforme di prestiti per
soggetti finanziatori non professionali, gestite da societa’ iscritte
nell’albo degli intermediari finanziari tenuto dalla Banca d’Italia
di cui all’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385, da istituti di pagamento rientranti nel campo di
applicazione dell’articolo 114 del medesimo testo unico di cui al
decreto legislativo n. 385 del 1993 o da soggetti vigilati operanti
nel territorio italiano in quanto autorizzati in altri Stati
dell’Unione europea ».
74. All’articolo 27 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo la lettera e) e’ aggiunta la seguente:
« e-bis) destinazione annuale dello 0,025 per cento
dell’ammontare del Fondo alla copertura dei costi di funzionamento
dell’Osservatorio di cui all’articolo 1, comma 300, della legge 24
dicembre 2007, n. 244 »;
b) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
« 2-bis. Ai fini dell’applicazione di quanto previsto dalle
lettere a), b) ed e) del comma 2 e dal comma 8 del presente articolo,
le percentuali di riparto di cui alla tabella allegata al decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 11 novembre 2014 sono
modificate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, a decorrere dall’esercizio 2018, in ragione dell’incidenza
che sulle stesse hanno le variazioni del canone di accesso
all’infrastruttura ferroviaria introdotte dalla societa’ Rete
ferroviaria italiana Spa, con decorrenza dal 1° gennaio 2018, in
ottemperanza ai criteri stabiliti dall’Autorita’ di regolazione dei
trasporti ai sensi dell’articolo 37, commi 2 e 3, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214 ».
75. All’articolo 62-quater del testo unico delle disposizioni
legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e
relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, riguardante l’imposta di consumo
sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 5, le parole da: « La vendita » fino a: « in via
esclusiva » sono sostituite dalle seguenti: « La vendita dei prodotti
di cui ai commi 1 e 1-bis, contenenti o meno nicotina, ad eccezione
dei dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di
ricambio, e’ effettuata in via esclusiva »;
b) il comma 5-bis e’ sostituito dal seguente:
« 5-bis. Con decreto direttoriale dell’Agenzia delle dogane e
dei monopoli, area monopoli, da adottare entro il 31 marzo 2018, sono
stabiliti, per gli esercizi di vicinato, le farmacie e le
parafarmacie, le modalita’ e i requisiti per l’autorizzazione alla
vendita e per l’approvvigionamento dei prodotti da inalazione senza
combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno
nicotina, di cui ai commi 1 e 1-bis, ad eccezione dei dispositivi
meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio, secondo i
seguenti criteri: a) prevalenza, per gli esercizi di vicinato,
escluse le farmacie e le parafarmacie, dell’attivita’ di vendita dei
prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis e dei dispositivi meccanici ed
elettronici, comprese le parti di ricambio; b) effettiva capacita’ di
garantire il rispetto del divieto di vendita ai minori; c) non
discriminazione tra i canali di approvvigionamento. Nelle more
dell’adozione del decreto previsto al primo periodo, agli esercizi di
cui al presente comma e’ consentita la prosecuzione dell’attivita’ »;
c) dopo il comma 7 e’ aggiunto il seguente:
« 7-bis. Le disposizioni degli articoli 291-bis, 291-ter e
291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia
doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23
gennaio 1973, n. 43, si applicano anche con riferimento ai prodotti
di cui ai commi 1 e 1-bis del presente articolo, ad eccezione dei
dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio,
secondo il meccanismo di equivalenza di cui al comma 1-bis. Si
applicano altresi’ ai medesimi prodotti di cui ai commi 5 e 5-bis del
presente articolo le disposizioni degli articoli 96 della legge 17
luglio 1942, n. 907, e 5 della legge 18 gennaio 1994, n. 50».
76. Il comma 11 dell’articolo 21 del decreto legislativo 12 gennaio
2016, n. 6, e’ sostituito dal seguente:
« 11. E’ vietata la vendita a distanza di prodotti da inalazione
senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno
nicotina, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato ».
77. I treni adibiti al trasporto di passeggeri sono dotati di
adeguate misure atte a garantire il primo soccorso ai passeggeri in
caso di emergenza.
78. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di
cui all’articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
individuati le dotazioni minime di primo soccorso, in relazione alle
specifiche caratteristiche dei servizi ferroviari, nonche’ i tempi e
le modalita’ di attuazione della disposizione del comma 77. Le
dotazioni di primo soccorso potranno essere acquisite dalle societa’
di trasporto ferroviario anche tramite convenzioni o sponsorizzazioni
da parte di soggetti privati. Il decreto di cui al presente comma
individua altresi’ le modalita’ e i criteri per la formazione del
personale viaggiante.
79. A titolo di contributo per la realizzazione delle misure di cui
al comma 78, la dotazione del Fondo nazionale per il concorso
finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, di
cui all’articolo 16-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e’
incrementata di 500.000 euro per l’anno 2018, di 2 milioni di euro
per l’anno 2019 e di 1 milione di euro per l’anno 2020.
80. All’articolo 1, comma 102, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: « che svolgono attivita’ diverse da
quella immobiliare, » sono soppresse;
b) i periodi: « Ai fini dei commi da 100 a 113 del presente
articolo si presume, senza possibilita’ di prova contraria, impresa
che svolge attivita’ immobiliare quella il cui patrimonio e’
prevalentemente costituito da beni immobili diversi da quelli alla
cui produzione o al cui scambio e’ effettivamente diretta l’attivita’
di impresa, dagli impianti e dai fabbricati utilizzati direttamente
nell’esercizio di impresa. Si considerano direttamente utilizzati
nell’esercizio di impresa gli immobili concessi in locazione
finanziaria e i terreni su cui l’impresa svolge l’attivita’ agricola
» sono soppressi.
81. All’articolo 15 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 10-bis, dopo le parole: « Le previsioni del comma 10
sono applicabili anche ai maggiori valori delle partecipazioni di
controllo » sono inserite le seguenti: « in societa’ residenti e non
residenti anche prive di stabile organizzazione in Italia »;
b) al comma 10-ter sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « in
societa’ residenti e non residenti anche prive di stabile
organizzazione in Italia ».
82. Le disposizioni di cui al comma 81 si applicano con riferimento
agli acquisti di partecipazioni di controllo perfezionati a partire
dal periodo di imposta anteriore a quello in corso alla data di
entrata in vigore della presente legge, nei limiti dei
disallineamenti ancora esistenti alla chiusura di detto periodo.
83. Al fine di evitare fenomeni di doppia deduzione fiscale dei
valori delle attivita’ immateriali oggetto di riallineamento ai sensi
dell’articolo 1, comma 151, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, con
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite le modalita’ di attuazione delle
disposizioni di cui al comma 81.
84. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 65, dopo le parole: « fondi comuni d’investimento »
sono inserite le seguenti: « e le societa’ di intermediazione
mobiliare »;
b) il comma 67 e’ sostituito dal seguente:
« 67. All’articolo 96, comma 5-bis, del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
“Gli interessi passivi sostenuti dalle imprese di assicurazione e
dalle societa’ capogruppo di gruppi assicurativi, nonche’ dalle
societa’ di gestione dei fondi comuni d’investimento e dalle societa’
di intermediazione mobiliare di cui al testo unico delle disposizioni
in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono deducibili nei limiti del
96 per cento del loro ammontare” ».
85. All’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente:«Per le
societa’ di intermediazione mobiliare di cui al testo unico delle
disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, gli interessi passivi
concorrono alla formazione del valore della produzione nella misura
del 96 per cento del loro ammontare ».
86. Le disposizioni di cui ai commi 84 e 85 si applicano a
decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31
dicembre 2016.
87. Al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di
registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 20, comma 1:
1) le parole: « degli atti presentati » sono sostituite dalle
seguenti: « dell’atto presentato »;
2) dopo la parola: « apparente » sono aggiunte le seguenti: « ,
sulla base degli elementi desumibili dall’atto medesimo, prescindendo
da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati, salvo quanto
disposto dagli articoli successivi »;
b) all’articolo 53-bis, comma 1, le parole: « Le attribuzioni e i
poteri » sono sostituite dalle seguenti: « Fermo restando quanto
previsto dall’articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, le
attribuzioni e i poteri ».
88. All’articolo 20 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, dopo il
primo comma sono inseriti i seguenti:
« Il trattamento tributario di cui al primo comma si applica anche
a tutti gli atti preordinati alla trasformazione del territorio posti
in essere mediante accordi o convenzioni tra privati ed enti
pubblici, nonche’ a tutti gli atti attuativi posti in essere in
esecuzione dei primi.
La disposizione di cui al secondo comma si applica a tutte le
convenzioni e atti di cui all’articolo 40-bis della legge provinciale
di Bolzano 11 agosto 1997, n. 13, per i quali non siano ancora
scaduti i termini di accertamento e di riscossione ai sensi della
normativa vigente o rispetto ai quali non sia stata emessa sentenza
passata in giudicato ».
89. Alle piccole e medie imprese, come definite dalla
raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che
successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge
iniziano una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato
regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno
Statomembro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo e’
riconosciuto, nel caso di ottenimento dell’ammissione alla
quotazione, un credito d’imposta, fino ad un importo massimo nella
misura di 500.000 euro, del 50 per cento dei costi di consulenza
sostenuti fino al 31 dicembre 2020, per la predetta finalita’.
90. Il credito d’imposta di cui al comma 89 e’ utilizzabile, nel
limite complessivo di 20 milioni di euro per l’anno 2019 e 30 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, esclusivamente in
compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a
quello in cui e’ stata ottenuta la quotazione e deve essere indicato
nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di
maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai
periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude
l’utilizzo. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del
reddito, ne’ della base imponibile dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, e non rileva ai fini del rapporto di cui agli
articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Al credito
d’imposta non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all’articolo 34 della legge
23 dicembre 2000, n. 388.
91. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono stabiliti le modalita’ e i criteri per l’attuazione delle
disposizioni di cui ai commi da 89 a 92, con particolare riguardo
all’individuazione delle procedure che danno accesso al beneficio, ai
casi di esclusione, alle procedure di concessione e di utilizzo del
beneficio, alla documentazione richiesta, all’effettuazione dei
controlli e delle revoche nonche’ alle modalita’ finalizzate ad
assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al comma 90.
92. L’incentivo e’ concesso nel rispetto dei limiti e delle
condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014 della
Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di
aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, e in particolare dall’articolo 18 del medesimo regolamento,
che disciplina gli aiuti alle PMI per servizi di consulenza. Agli
adempimenti europei, nonche’ a quelli relativi al Registro nazionale
degli aiuti di Stato, provvede il Ministero dello sviluppo economico.
93. L’Agenzia delle entrate e l’Agenzia delle dogane e dei
monopoli, mediante i rispettivi regolamenti di amministrazione di cui
all’articolo 71 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
possono:
a) istituire posizioni organizzative per lo svolgimento di
incarichi di elevata responsabilita’, alta professionalita’ o
particolare specializzazione, ivi compresa la responsabilita’ di
uffici operativi di livello non dirigenziale, nei limiti del
risparmio di spesa conseguente alla riduzione di posizioni
dirigenziali; tale riduzione non rileva ai fini del calcolo del
rapporto tra personale dirigenziale di livello generale e personale
dirigenziale di livello non generale, di cui all’articolo
23-quinquies, comma 1, lettera a), numero 2), del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135;
b) disciplinare il conferimento delle posizioni a funzionari con
almeno cinque anni di esperienza nella terza area mediante una
selezione interna che tiene conto delle conoscenze professionali,
delle capacita’ tecniche e gestionali degli interessati e delle
valutazioni dagli stessi conseguite negli anni precedenti;
c) attribuire ai titolari delle posizioni il potere di adottare
atti e provvedimenti amministrativi, compresi gli atti che impegnano
l’Agenzia verso l’esterno, i poteri di spesa e quelli di acquisizione
delle entrate rientranti nella competenza dei propri uffici, di
livello non dirigenziale, e la responsabilita’ dell’attivita’
amministrativa, della gestione e dei relativi risultati nonche’ la
gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi
poteri di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di
controllo;
d) prevedere l’articolazione delle posizioni secondo diversi
livelli di responsabilita’, con conseguente graduazione della
retribuzione di posizione e, in caso di valutazione positiva,
l’attribuzione della retribuzione di risultato sulla base del livello
di valutazione annuale riportata;
e) disciplinare l’accesso alla qualifica dirigenziale dei
rispettivi ruoli mediante procedura concorsuale pubblica per titoli
ed esami. Gli esami consistono in una prova scritta, di carattere
tecnico-pratico, e in una orale, finalizzate a individuare, secondo
modalita’ e descrizione dei contenuti specificate con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
per la semplificazione e la pubblica amministrazione, le capacita’
cognitive e le competenze manageriali attinenti alle diverse
tipologie di compiti istituzionali dell’Agenzia che bandisce il
concorso, con la possibilita’ di prevedere una prova preselettiva con
quesiti a risposta chiusa qualora il numero di candidati superi il
limite indicato nel bando. Sono esonerati dalla prova preselettiva i
candidati dipendenti dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle
dogane e dei monopoli che abbiano svolto per almeno due anni, alla
data di pubblicazione del bando, funzioni dirigenziali ovvero
incarichi di responsabilita’ relativi a posizioni organizzative di
elevata responsabilita’, alta professionalita’ o particolare
specializzazione, di cui alla lettera a) del presente comma, o a
quelle di cui all’articolo 23-quinquies, comma 1, lettera a), numero
2), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e all’articolo
4-bis del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125 nonche’ il personale
assunto mediante pubblico concorso e in servizio presso l’Agenzia
delle entrate o l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, con almeno
dieci anni di anzianita’ nella terza area, senza demerito. Le
commissioni di valutazione sono composte da magistrati ordinari,
amministrativi o contabili, avvocati dello Stato, professori di prima
fascia di universita’ pubbliche o private, dirigenti di prima fascia
dell’Agenzia che bandisce il concorso anche in quiescenza da non
oltre due anni alla data di pubblicazione del bando, tra i quali e’
scelto il presidente, da persone di comprovata competenza nelle aree
tematiche attinenti alle funzioni dirigenziali delle agenzie fiscali
e da esperti di comprovata qualificazione ed esperienza nella
selezione delle professionalita’ manageriali. La commissione puo’
avvalersi dell’ausilio di soggetti specializzati, anche esterni alla
pubblica amministrazione, per la predisposizione e l’esecuzione delle
prove preselettive e scritte. Sono valutati i titoli secondo i
criteri definiti nei bandi, dando rilievo anche alle esperienze
lavorative pregresse. Fino al 50 per cento dei posti messi a concorso
puo’ essere riservato al personale assunto mediante pubblico concorso
e in servizio presso l’Agenzia delle entrate o l’Agenzia delle dogane
e dei monopoli, con almeno dieci anni di anzianita’ nella terza area,
senza demerito.
94. Al decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135:
a) all’articolo 23-quater, comma 7, le parole: « due posti di
vicedirettore », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «
uno o piu’ posti di vicedirettore, fino al massimo di tre »; le
parole: « , per i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni
riconducibili all’area di attivita’ dell’Amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato » sono soppresse;
b) il secondo periodo dell’articolo 23-quinquies, comma 1, lettera
a), numero 2), e’ soppresso a decorrere dalla data del 31 dicembre
2018. Entro la predetta data le posizioni organizzative di cui al
citato articolo 23-quinquies, comma 1, lettera a), numero 2), sono
ridefinite in coerenza con i criteri di individuazione delle
posizioni organizzative di cui al comma 93 del presente articolo,
rideterminandone conseguentemente il trattamento retributivo.
95. All’articolo 4-bis del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, le parole: « 30 giugno 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 »;
b) al comma 2, primo periodo, le parole: « 30 giugno 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 ».
96. Al fine di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e
degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e
della lavorazione di selezione e di recupero dei rifiuti solidi
urbani, in alternativa all’avvio al recupero energetico, a tutte le
imprese, che acquistano prodotti realizzati con materiali derivati da
plastiche miste, provenienti dalla raccolta differenziata degli
imballaggi in plastica o da selezione di rifiuti urbani residui, e’
riconosciuto, per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, un credito
d’imposta nella misura del 36 per cento delle spese sostenute e
documentate per i predetti acquisti.
97. Il credito d’imposta di cui al comma 96 e’ riconosciuto fino ad
un importo massimo annuale di euro 20.000 per ciascun beneficiario,
nel limite massimo complessivo di un milione di euro annui per
ciascuno degli anni dal 2019 al 2021. A tal fine e’ autorizzata la
spesa di un milione di euro annui per ciascuno degli anni dal 2019 al
2021.
98. Il credito d’imposta di cui al comma 96 e’ indicato nella
dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di
riconoscimento del credito. Esso non concorre alla formazione del
reddito ne’ della base imponibile dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli
articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917. Il credito d’imposta e’ utilizzabile
esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e non e’ soggetto al limite di cui
al comma 53 dell’articolo1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il
credito e’ utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del periodo
d’imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli
acquisti dei prodotti di cui al comma 96. Ai fini della fruizione del
credito d’imposta, il modello F24 e’ presentato esclusivamente
attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia
delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. I fondi
occorrenti per la regolazione contabile delle compensazioni
esercitate ai sensi del presente comma sono stanziati su apposito
capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento alla
contabilita’ speciale « Agenzia delle entrate – Fondi di bilancio ».
99. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono definiti i criteri e le modalita’ di applicazione e di
fruizione del credito d’imposta di cui ai commi 96, 97 e 98, anche al
fine di assicurare il rispetto dei limiti di spesa annui di cui al
comma 97.
100. Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, ai
datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1º gennaio 2018,
assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo
indeterminato a tutele crescenti, di cui al decreto legislativo 4
marzo 2015, n. 23, e’ riconosciuto, per un periodo massimo di
trentasei mesi, l’esonero dal versamento del 50 per cento dei
complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro,
con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Istituto nazionale
per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) nel
limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua,
riparametrato e applicato su base mensile. Resta ferma l’aliquota di
computo delle prestazioni pensionistiche.
101. L’esonero spetta con riferimento ai soggetti che, alla data
della prima assunzione incentivata ai sensi dei commi da 100 a 108 e
da 113 a 115, non abbiano compiuto il trentesimo anno di eta’ e non
siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con
altro datore di lavoro, fatto salvo quanto previsto dal comma 103.
Non sono ostativi al riconoscimento dell’esonero gli eventuali
periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e
non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato.
102. Limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre
2018, l’esonero e’ riconosciuto in riferimento ai soggetti che non
abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di eta’, ferme restando le
condizioni di cui al comma 101.
103. Nelle ipotesi in cui il lavoratore, per la cui assunzione a
tempo indeterminato e’ stato parzialmente fruito l’esonero di cui al
comma 100, sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri
datori di lavoro privati, il beneficio e’ riconosciuto agli stessi
datori per il periodo residuo utile alla piena fruizione,
indipendentemente dall’eta’ anagrafica del lavoratore alla data delle
nuove assunzioni.
104. Fermi restando i principi generali di fruizione degli
incentivi di cui all’articolo 31 del decreto legislativo 14 settembre
2015, n. 150, l’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che,
nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a
licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a
licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n.
223, nella medesima unita’ produttiva.
105. Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del
lavoratore assunto o di un lavoratore impiegato nella medesima unita’
produttiva e inquadrato con la medesima qualifica del lavoratore
assunto con l’esonero di cui al comma 100, effettuato nei sei mesi
successivi alla predetta assunzione, comporta la revoca dell’esonero
e il recupero del beneficio gia’ fruito. Ai fini del computo del
periodo residuo utile alla fruizione dell’esonero, la predetta revoca
non ha effetti nei confronti degli altri datori di lavoro privati che
assumono il lavoratore ai sensi del comma 103.
106. L’esonero di cui al comma 100 si applica, per un periodo
massimo di dodici mesi, fermo restando il limite massimo di importo
pari a 3.000 euro su base annua, anche nei casi di prosecuzione,
successiva al 31 dicembre 2017, di un contratto di apprendistato in
rapporto a tempo indeterminato a condizione che il lavoratore non
abbia compiuto il trentesimo anno di eta’ alla data della
prosecuzione. In tal caso, l’esonero e’ applicato a decorrere dal
primo mese successivo a quello di scadenza del beneficio contributivo
di cui all’articolo 47, comma 7, del decreto legislativo 15 giugno
2015, n. 81. Non si applicano le disposizioni di cui ai commi 103,
104 e 105.
107. L’esonero di cui al comma 100 si applica, alle condizioni e
con le modalita’ di cui ai commi da 100 a 108 e da 113 a 115, anche
nei casi di conversione, successiva alla data di entrata in vigore
della presente legge, di un contratto a tempo determinato in
contratto a tempo indeterminato, fermo restando il possesso del
requisito anagrafico alla data della conversione.
108. L’esonero di cui al comma 100 e’ elevato alla misura
dell’esonero totale dal versamento dei complessivi contributi
previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi
e contributi dovuti all’INAIL, fermi restando il limite massimo di
importo pari a 3.000 euro su base annua e il previsto requisito
anagrafico, ai datori di lavoro privati che assumono, con contratto
di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, di
cui al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, entro sei mesi
dall’acquisizione del titolo di studio:
a) studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attivita’ di
alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30 per cento delle ore di
alternanza previste ai sensi dell’articolo 1, comma 33, della legge
13 luglio 2015, n. 107, ovvero pari almeno al 30 per cento del monte
ore previsto per le attivita’ di alternanza all’interno dei percorsi
erogati ai sensi del capo III del decreto legislativo 17 ottobre
2005, n. 226, ovvero pari almeno al 30 per cento del monte ore
previsto per le attivita’ di alternanza realizzata nell’ambito dei
percorsi di cui al capo II del decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
86 dell’11 aprile 2008, ovvero pari almeno al 30 per cento del monte
ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attivita’ di
alternanza nei percorsi universitari;
b) studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro,
periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale,
il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di
specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta
formazione.
109. Alle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n.
381, con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a
tempo indeterminato, decorrenti dal 1° gennaio 2018 e con riferimento
a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2018, di persone a cui
sia stata riconosciuta protezione internazionale a partire dal 1°
gennaio 2016, e’ erogato per un periodo massimo di trentasei mesi un
contributo, entro il limite di spesa di 500.000 euro annui per
ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, a riduzione o sgravio delle
aliquote per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e
assistenziale dovute relativamente ai suddetti lavoratori assunti.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’interno, da emanare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
stabiliti i criteri di assegnazione dei contributi di cui al presente
comma.
110. A decorrere dall’anno 2018, sono destinati annualmente,
nell’ambito delle risorse di cui all’articolo 68, comma 4, lettera
a), della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, a
carico del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui
all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2:
a) euro 189.109.570,46 all’assolvimento del diritto-dovere
all’istruzione e alla formazione nei percorsi di istruzione e
formazione professionale;
b) euro 75 milioni al finanziamento dei percorsi formativi rivolti
all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il
diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di
specializzazione tecnica superiore e dei percorsi formativi rivolti
all’alternanza scuola-lavoro ai sensi dell’articolo 1, comma 7,
lettera d), della legge 10 dicembre 2014, n. 183, e del decreto
legislativo 15 aprile 2005, n. 77;
c) euro 15 milioni al finanziamento delle attivita’ di formazione
nell’esercizio dell’apprendistato, ai sensi dell’articolo 44 del
decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
d) euro 5 milioni per l’anno 2018, 15,8 milioni di euro per l’anno
2019 e 22 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020 per
l’estensione degli incentivi di cui all’articolo 32, comma 1, del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
e) euro 5 milioni per l’assicurazione contro gli infortuni sul
lavoro e le malattie professionali degli allievi iscritti ai corsi
ordinamentali di istruzione e formazione professionale curati dalle
istituzioni formative e dagli istituti scolastici paritari,
accreditati dalle regioni per l’erogazione dei percorsi di istruzione
e formazione professionale, per i quali e’ dovuto un premio speciale
unitario ai sensi dell’articolo 42 del testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. Sono fatti
salvi gli adempimenti previsti dall’articolo 32, comma 8, secondo
periodo, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150.
111. All’articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61,
il comma 2 e’ abrogato.
112. Limitatamente all’esercizio finanziario 2018, le risorse di
cui al comma 110, lettera b), sono incrementate di euro 50 milioni a
valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione
di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2.
113. A decorrere dal 1º gennaio 2018 e con effetto sulle assunzioni
decorrenti da tale data sono abrogati i commi 308, 309 e 310
dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
114. L’esonero di cui ai commi da 100 a 108 e da 113 a 115 non si
applica ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di
apprendistato. Esso non e’ cumulabile con altri esoneri o riduzioni
delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente,
limitatamente al periodo di applicazione degli stessi.
115. L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede,
con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente, al monitoraggio del numero di rapporti di
lavoro attivati ai sensi dei commi da 100 a 108, 113 e 114 e delle
conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni mensili
al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero
dell’economia e delle finanze.
116. Per l’anno 2018, per i soggetti che determinano un valore
della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e’ consentita la piena
deducibilita’ per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno
centoventi giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo
contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco
temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del
precedente contratto, in deroga all’articolo 11, comma 4-octies, del
medesimo decreto legislativo.
117. Al fine di promuovere forme di imprenditoria in agricoltura,
ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali di
cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, con
eta’ inferiore a quaranta anni, con riferimento alle nuove iscrizioni
nella previdenza agricola effettuate tra il 1º gennaio 2018 e il 31
dicembre 2018, e’ riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo
delle prestazioni pensionistiche, per un periodo massimo di trentasei
mesi, l’esonero dal versamento del 100 per cento dell’accredito
contributivo presso l’assicurazione generale obbligatoria per
l’invalidita’, la vecchiaia ed i superstiti. L’esonero di cui al
primo periodo, decorsi i primi trentasei mesi, e’ riconosciuto per un
periodo massimo di dodici mesi nel limite del 66 per cento e per un
periodo massimo di ulteriori dodici mesi nel limite del 50 per cento.
L’esonero di cui al presente comma non e’ cumulabile con altri
esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla
normativa vigente. L’INPS provvede, conle risorse umane, strumentali
e finanziarie disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio del
numero di nuove iscrizioni effettuate ai sensi del presente comma e
delle conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni
mensili al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero
dell’economia e delle finanze.
118. Le disposizioni di cui al comma 117 si applicano nei limiti
previsti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della
Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea
agli aiuti « de minimis ».
119. Al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile
in agricoltura e agevolare il passaggio generazionale nella gestione
dell’attivita’ d’impresa per il triennio 2018-2020, i giovani di eta’
compresa tra i diciotto e i quarant’anni, anche organizzati in forma
associata, che non siano titolari del diritto di proprieta’ o di
diritti reali di godimento su terreni agricoli e che stipulano con
imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile o
coltivatori diretti, di eta’ superiore a sessantacinque anni o
pensionati, un contratto di affiancamento ai sensi del presente
comma, hanno accesso prioritario alle agevolazioni previste dal capo
III del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185. Il
contratto di affiancamento, da allegare al piano aziendale presentato
all’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA)
che puo’ prevedere un regime di miglioramenti fondiari anche in
deroga alla legislazione vigente, impegna da un lato l’imprenditore
agricolo o il coltivatore diretto a trasferire al giovane affiancato
le proprie competenze nell’ambito delle attivita’ di cui all’articolo
2135 del codice civile; dall’altro il giovane imprenditore agricolo a
contribuire direttamente alla gestione, anche manuale, dell’impresa,
d’intesa con il titolare, e ad apportare le innovazioni tecniche e
gestionali necessarie alla crescita d’impresa. L’affiancamento non
puo’ avere durata superiore ai tre anni e comporta in ogni caso la
ripartizione degli utili di impresa tra il giovane e l’imprenditore
agricolo, in percentuali comprese tra il 30 ed il 50 per cento a
favore del giovane imprenditore. Il contratto puo’ stabilire il
subentro del giovane imprenditore agricolo nella gestione
dell’azienda ed in ogni caso prevede le forme di compensazione del
giovane imprenditore in caso di conclusione anticipata del contratto.
Al giovane imprenditore e’ garantito in caso di vendita, per i sei
mesi successivi alla conclusione del contratto, un diritto di
prelazione con le modalita’ di cui all’articolo 8 della legge 26
maggio 1965, n. 590.
120. Nel periodo di affiancamento il giovane imprenditore e’
equiparato all’imprenditore agricolo professionale, ai sensi
dell’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99.
121. Al fine di garantire un sostegno al reddito per i lavoratori
dipendenti da imprese adibite alla pesca marittima, compresi i soci
lavoratori delle cooperative della piccola pesca di cui alla legge 13
marzo 1958, n. 250, nel periodo di sospensione dell’attivita’
lavorativa derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e’
riconosciuta per ciascun lavoratore, per l’anno 2018 e nel limite di
spesa di 11 milioni di euro, un’indennita’ giornaliera
onnicomprensiva pari a 30 euro. Con decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell’economia e
delle finanze, sono disciplinate le modalita’ relative al pagamento
dell’indennita’ di cui al presente comma.
122. Nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e’ istituito un fondo destinato alla
realizzazione della piattaforma italiana del fosforo, con dotazione
per l’anno 2018 di 100.000 euro, con le seguenti finalita’:
a) realizzazione di uno studio mirato al raggiungimento
dell’autosufficienza del ciclo del fosforo su base nazionale e
coordinamento con le politiche europee dedicate;
b) raccolta delle migliori pratiche di recupero del fosforo dal
ciclo di gestione dei rifiuti;
c) raccolta e diffusione di informazioni riguardanti la filiera di
approvvigionamento del fosforo, con particolare riguardo
all’importazione da Paesi esterni all’Unione europea;
d) messa a punto di proposte, anche di carattere legislativo o
regolamentare, per incoraggiare il recupero del fosforo e prevenirne
gli sprechi;
e) istituzione di un tavolo tematico sulla conservazione e il
recupero del fosforo, con la partecipazione di centri di ricerca,
istituzioni pubbliche e private, aziende e associazioni per la difesa
dell’ambiente;
f) realizzazione di un portale telematico per la raccolta e la
pubblicazione delle attivita’ del tavolo tematico, dei documenti
elaborati e delle altre informazioni raccolte durante le attivita’
della piattaforma.
123. Al fine di sostenere il settore, la dotazione finanziaria del
Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura
2017-2019, di cui all’articolo 2, comma 5-decies, del decreto-legge
29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2011, n. 10, adottato con decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali 28 dicembre 2016,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 16 marzo 2017, e’
integrata di 12 milioni di euro per l’anno 2019.
124. Al fine di completare le procedure di liquidazione dei danni,
accertati alla data di entrata in vigore della presente legge,
derivanti da calamita’ naturali riconosciute ai sensi dell’articolo
5, comma 3-bis, del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, la dotazione
finanziaria del capitolo di spesa 7350 del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali e’ incrementata di un milione di euro
per l’anno 2019.
125. All’articolo 40 della legge 28 luglio 2016, n. 154, sono
aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«11-bis. E’ istituito nello stato di previsione del Ministero della
difesa il Fondo antibracconaggio ittico, con una dotazione iniziale
di un milione di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020,
destinato a potenziare i controlli nelle acque interne da parte del
Comando unita’ per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare
dell’Arma dei carabinieri. Il Ministro dell’economia e delle finanze
e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
11-ter. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il
Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,
sono definite le modalita’ di utilizzo del Fondo di cui al comma
11-bis. Le regioni possono concorrere al finanziamento del Fondo nel
limite delle disponibilita’ dei propri bilanci allo scopo
finalizzate, secondo le modalita’ definite dal decreto di cui al
primo periodo».
126. Al fine di realizzare un programma di rigenerazione
dell’agricoltura nei territori colpiti dal batterio Xylella
fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di
qualita’, sono stanziati un milione di euro per l’anno 2018, 2
milioni di euro per l’anno 2019 e 2 milioni di euro per l’anno 2020
da destinare al finanziamento di contratti di distretto per i
territori danneggiati dal batterio.
127. Al fine di favorire la ripresa economica delle imprese
agricole dei territori colpiti dal batterio Xylella fastidiosa, il
Fondo di solidarieta’ nazionale di cui al decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 102, e’ rifinanziato per un importo pari ad 1 milione
di euro per ciascuna delle annualita’ 2018 e 2019, da destinare al
finanziamento degli interventi di cui all’articolo 1, comma 3,
lettera b), del decreto legislativo n. 102 del 2004, in favore delle
imprese agricole danneggiate dal batterio Xylella fastidiosa negli
anni 2016 e 2017; a tal fine, la regione Puglia, anche in deroga ai
termini stabiliti dall’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo
n. 102 del 2004, puo’ deliberare la proposta di declaratoria di
eccezionalita’ degli eventi, entro il termine perentorio del 31 marzo
2018.
128. All’articolo 23-bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Al fine di superare l’emergenza derivata dal batterio
Xylella fastidiosa, il Fondo di cui al comma1 e’ esteso al settore
olivicolo nelle aree colpite dal batterio Xylella fastidiosa, con le
modalita’ di cui al comma 1-ter.
1-ter. Il Fondo di cui al comma 1 e’ incrementato di 1 milione di
euro, per ciascuna delle annualita’ 2018, 2019 e 2020, da destinare
al reimpianto con piante tolleranti o resistenti al batterio Xylella
fastidiosa nella zona infetta sottoposta a misure di contenimento, di
cui alla decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione, del
18 maggio 2015, ad eccezione dell’area di 20 chilometri adiacente
alla zona cuscinetto »;
b) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: « Misure per la
competitivita’ delle filiere agricole strategiche e per il rilancio
del settore olivicolo nelle aree colpite da Xylella fastidiosa ».
129. Al fine di consentire la manutenzione straordinaria nonche’
l’adeguamento delle opere pubbliche di rilevanza nazionale necessarie
alla protezione dal fenomeno della subsidenza, in particolare nei
territori del delta del Po e alla difesa dalle acque dei territori
subsidenti compresi nelle province di Ferrara, Ravenna e Rovigo e’
istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali un fondo, con la dotazione di 2
milioni di euro per l’anno 2018 e di 4 milioni di euro annui per
ciascuno degli anni dal 2019 al 2024, finalizzato all’adozione,
d’intesa con le regioni interessate, di un programma di interventi e
del relativo piano di riparto della spesa tra gli enti cui e’
affidata la gestione delle opere di protezione e gestione del
fenomeno della subsidenza.
130. Al fine di incentivare la produzione zootecnica estensiva, la
destinazione del Fondo di cui all’articolo 23-bis, comma 1, del
decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, e’ estesa al settore zootecnico.
La dotazione del medesimo Fondo e’ a questo fine incrementata di 10
milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 da destinare a
interventi in favore della zootecnia estensiva praticata nelle zone
montane e, limitatamente ai comuni colpiti dal sisma del 2016 e 2017,
nelle zone svantaggiate. Gli interventi sono erogati, nel rispetto
del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre
2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato
sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis » nel
settore agricolo, alle condizioni e con i criteri, anche di natura
altimetrica, stabiliti con decreto di natura non regolamentare del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali da emanare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
131. Al fine di incentivare l’aggregazione, gli accordi di filiera,
l’internazionalizzazione, la competitivita’ e la produzione di
qualita’, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali un Fondo volto a favorire
la qualita’ e la competitivita’ delle produzioni delle imprese
agrumicole e dell’intero comparto agrumicolo nonche’ l’aggregazione e
l’organizzazione del comparto medesimo, anche attraverso il sostegno
ai contratti e agli accordi di filiera, con una dotazione di 2
milioni di euro per l’anno 2018 e di 4 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2019 e 2020. Entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, con decreto di natura non
regolamentare del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
adottato previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, sono definiti i criteri e le modalita’ di ripartizione
delle risorse del Fondo. Gli interventi finanziati con le risorse del
Fondo sono erogati alle condizioni previste dal regolamento (UE) n.
1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo
all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis » nel
settore agricolo.
132. Al comma 1-bis dell’articolo 13 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, le parole: « 24.000 euro », ovunque ricorrono,
sono sostituite dalle seguenti: « 24.600 euro » e le parole: « 26.000
euro », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « 26.600
euro ».
133. Dopo l’articolo 22 del decreto legislativo 14 settembre 2015,
n. 148, e’ inserito il seguente:
«Art. 22-bis (Proroga del periodo di cassa integrazione guadagni
straordinaria per riorganizzazione o crisi aziendale). – 1. Per gli
anni 2018 e 2019, in deroga agli articoli 4 e 22, comma 1, entro il
limite massimo complessivo di spesa di 100 milioni di euro per
ciascuno dei medesimi anni, per imprese con organico superiore a 100
unita’ lavorative e rilevanza economica strategica anche a livello
regionale che presentino rilevanti problematiche occupazionali con
esuberi significativi nel contesto territoriale, previo accordo
stipulato in sede governativa presso il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali con la presenza della regione interessata, o delle
regioni interessate nel caso di imprese con unita’ produttive
coinvolte ubicate in due o piu’ regioni, puo’ essere concessa la
proroga dell’intervento straordinario di integrazione salariale, sino
al limite massimo di dodici mesi, qualora il programma di
riorganizzazione aziendale di cui all’articolo 21, comma 2, sia
caratterizzato da investimenti complessi non attuabili nel limite
temporale di durata di ventiquattro mesi di cui all’articolo 22,
comma 1, ovvero qualora il programma di riorganizzazione aziendale di
cui all’articolo 21, comma 2, presenti piani di recupero
occupazionale per la ricollocazione delle risorse umane e azioni di
riqualificazione non attuabili nel medesimo limite temporale. Alle
medesime condizioni e nel limite delle risorse finanziarie sopra
indicate, in deroga ai limiti temporali di cui agli articoli 4 e 22,
comma 2, puo’ essere concessa la proroga dell’intervento di
integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di sei
mesi, qualora il piano di risanamento di cui all’articolo 21, comma
3, presenti interventi correttivi complessi volti a garantire la
continuazione dell’attivita’ aziendale e la salvaguardia
occupazionale, non attuabili nel limite temporale di durata di dodici
mesi di cui all’articolo 22, comma 2.
2. Ai fini dell’ammissione all’intervento di cui al comma 1,
l’impresa deve presentare piani di gestione volti alla salvaguardia
occupazionale che prevedano specifiche azioni di politiche attive
concordati con la regione interessata, o con le regioni interessate
nel caso di imprese con unita’ produttive coinvolte ubicate in due o
piu’ regioni.
3. All’onere derivante dai commi 1 e 2, pari a 100 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2018 e 2019, si provvede a carico del Fondo
sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma
1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2».
134. Con effetto dall’esercizio finanziario 2019, la quota
percentuale del 68 per cento, stabilita ai fini della determinazione
degli stanziamenti in sede previsionale dai commi 4 e 5 dell’articolo
13 della legge 30 marzo 2001, n. 152, e’ elevata alla misura del 78
per cento, restando ferma la procedura di rideterminazione degli
stanziamenti medesimi sulla base delle entrate affluite al bilancio
dello Stato in relazione ai versamenti degli enti previdenziali.
135. All’articolo 1, comma 346, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, e successive modificazioni, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «A decorrere dall’anno 2018 e nel limite di spesa di 5
milioni di euro annui, a ciascuno dei soggetti di cui al presente
comma e’ altresi’ riconosciuta la medesima indennita’ giornaliera
onnicomprensiva fino ad un importo massimo di 30 euro nel periodo di
sospensione dell’attivita’ lavorativa derivante da misure di arresto
temporaneo non obbligatorio, per un periodo non superiore
complessivamente a quaranta giorni in corso d’anno ».
136. Dopo l’articolo 24 del decreto legislativo 14 settembre 2015,
n. 148, e’ inserito il seguente:
«Art. 24-bis (Accordo di ricollocazione) – 1. Al fine di limitare
il ricorso al licenziamento all’esito dell’intervento straordinario
di integrazione salariale, nei casi di riorganizzazione ovvero di
crisi aziendale per i quali non sia espressamente previsto il
completo recupero occupazionale, la procedura di consultazione di cui
all’articolo 24 puo’ concludersi con un accordo che preveda un piano
di ricollocazione, con l’indicazione degli ambiti aziendali e dei
profili professionali a rischio di esubero. I lavoratori rientranti
nei predetti ambiti o profili possono richiedere all’Agenzia
nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL), entro trenta
giorni dalla data di sottoscrizione dello stesso accordo,
l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione, di cui
all’articolo 23 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150,
nei limiti e alle condizioni previsti dai programmi presentati ai
sensi dell’articolo 21, commi 2 e 3, del presente decreto. Il numero
delle richieste non puo’ in ogni caso eccedere i limiti di
contingente previsti, per ciascun ambito o profilo, dal programma di
riorganizzazione ovvero di crisi aziendale presentato ai sensi
dell’articolo 21, commi 2 e 3.
2. In deroga all’articolo 23, comma 4, terzo periodo, del citato
decreto legislativo n. 150 del 2015, l’assegno e’ spendibile in
costanza di trattamento straordinario di integrazione salariale al
fine di ottenere un servizio intensivo di assistenza nella ricerca di
un altro lavoro. Il servizio ha una durata corrispondente a quella
del trattamento straordinario di integrazione salariale e comunque
non inferiore a sei mesi. Esso e’ prorogabile di ulteriori dodici
mesi nel caso non sia stato utilizzato, entro il termine del
trattamento straordinario di integrazione salariale, l’intero
ammontare dell’assegno. In deroga all’articolo 25 del medesimo
decreto legislativo n. 150 del 2015, ai lavoratori ammessi
all’assegno di ricollocazione ai sensi del presente articolo non si
applica l’obbligo di accettazione di un’offerta di lavoro congrua.
3. L’accordo di cui al comma 1 puo’ altresi’ prevedere che i centri
per l’impiego o i soggetti privati accreditati ai sensi dell’articolo
12 del citato decreto legislativo n. 150 del 2015 possano partecipare
alle attivita’ di mantenimento e sviluppo delle competenze, da
realizzare con l’eventuale concorso dei fondi interprofessionali per
la formazione continua, di cui all’articolo 118 della legge 23
dicembre 2000, n. 388.
4. Il lavoratore che, nel periodo in cui usufruisce del servizio di
cui al comma 2, accetta l’offerta di un contratto di lavoro con altro
datore, la cui impresa non presenta assetti proprietari
sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa del datore in
essere, beneficia dell’esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF
delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di
lavoro, entro il limite massimo di nove mensilita’ della retribuzione
di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto. Le
eventuali ulteriori somme pattuite nella stessa sede sono soggette al
regime fiscale applicabile ai sensi della disciplina vigente.
5. Nei casi di cui al comma 4, il lavoratore ha diritto altresi’
alla corresponsione di un contributo mensile pari al 50 per cento del
trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe
stato altrimenti corrisposto.
6. Al datore di lavoro che assume il lavoratore di cui al comma 4
e’ riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo delle
prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 50 per cento
dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di
lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel
limite massimo di importo pari a 4.030 euro su base annua,
annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT
dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
L’esonero e’ riconosciuto per una durata non superiore a:
a) diciotto mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo
indeterminato;
b) dodici mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo
determinato. Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il
predetto contratto venga trasformato in contratto a tempo
indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori sei
mesi ».
137. A decorrere dal 1º gennaio 2018, per ciascun licenziamento
effettuato nell’ambito di un licenziamento collettivo da parte di un
datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento
dell’integrazione salariale straordinaria, ai sensi dell’articolo 23
del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, l’aliquota
percentuale di cui all’articolo 2, comma 31, della legge 28 giugno
2012, n. 92, e’ innalzata all’82 per cento. Sono fatti salvi i
licenziamenti effettuati a seguito di procedure di licenziamento
collettivo avviate, ai sensi dell’articolo 4 della legge 23 luglio
1991, n. 223, entro il 20 ottobre 2017.
138. Al fine di concorrere al finanziamento delle spese per
l’implementazione dell’assegno di ricollocazione, escluse le spese di
personale, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, del decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e’ trasferito in favore di
ANPAL Servizi Spa, di cui all’articolo 1, comma 595, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, un importo pari a 5 milioni di euro per l’anno
2018 e a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, a
valere sulle risorse del Fondo per le politiche attive del lavoro, di
cui all’articolo 1, comma 215, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
139. Al fine del completamento dei piani di recupero occupazionale
previsti, le restanti risorse finanziarie di cui all’articolo 44,
comma 11-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, come
ripartite tra le regioni con i decreti del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze n. 1 del 12 dicembre 2016 e n. 12 del 5 aprile 2017,
possono essere destinate, nell’anno 2018, dalle predette regioni,
alle medesime finalita’ del richiamato articolo 44, comma 11-bis, del
decreto legislativo n. 148 del 2015, nonche’ a quelle dell’articolo
53-ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
140. Alle imprese operanti in un’area di crisi industriale
complessa riconosciuta, ai sensi dell’articolo 27 del decreto-legge
22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 134, nel periodo dall’8 ottobre 2016 al 30 novembre
2017, che cessano il programma di cui all’articolo 21 del decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 148, nel periodo dal 1° gennaio
2018 al 30 giugno 2018, puo’ essere concesso un ulteriore intervento
di integrazione salariale straordinaria, fino al limite massimo di
dodici mesi e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2018, in deroga a
quanto previsto dagli articoli 4, comma 1, e 22, commi 1, 2 e 3, del
citato decreto legislativo n. 148 del 2015, previo accordo stipulato
presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con
l’intervento del Ministero dello sviluppo economico e della regione
competente, nell’ambito del limite di spesa complessivo stabilito dal
comma 143 del presente articolo.
141. Al fine dell’ammissione all’intervento di integrazione
salariale straordinaria di cui al comma 140, l’impresa presenta un
piano di recupero occupazionale che preveda specifici percorsi di
politiche attive del lavoro concordati con la regione e finalizzati
alla rioccupazione dei lavoratori, dichiarando contestualmente che
non ricorrono le condizioni per la concessione del trattamento di
integrazione salariale straordinaria secondo le disposizioni del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.
142. Nelle aree di crisi industriale complessa di cui al comma 140
puo’ essere concesso un trattamento di mobilita’ in deroga, della
durata massima di dodici mesi, in ogni caso non oltre il 31 dicembre
2018 e nell’ambito del limite di spesa complessivo stabilito dal
comma 143, a favore dei lavoratori che cessano la mobilita’ ordinaria
o in deroga nel semestre dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2018,
prescindendo anche dall’applicazione dei criteri di cui al decreto
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 83473 del 1°
agosto 2014, a condizione che a tali lavoratori siano contestualmente
applicate misure di politica attiva, individuate in un apposito piano
regionale, da comunicare al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.
Il lavoratore decade dalla fruizione del trattamento qualora trovi
nuova occupazione a qualsiasi titolo.
143. All’onere derivante dall’applicazione dei commi 140, 141 e
142, pari a 34 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede a carico
del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo
18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
144. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le regioni richiedono al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali l’assegnazione delle risorse necessarie in
relazione alle proprie esigenze. Con decreto del Ministro del lavoro
e delle politiche sociali, le risorse sono proporzionalmente
ripartite tra le regioni, in base alle richieste, entro il limite
massimo consentito di spesa, pari a 34 milioni di euro per l’anno
2018. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di
spesa con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica e trasmette relazioni semestrali al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle
finanze.
145. Al fine del compimento dei piani di nuova industrializzazione,
di recupero o di tenuta occupazionale relativi a crisi aziendali
incardinate presso le unita’ di crisi del Ministero dello sviluppo
economico o delle regioni, nel limite massimo del 50 per cento delle
risorse loro assegnate ai sensi dell’articolo 44, comma 6-bis, del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le regioni, a seguito
di specifici accordi sottoscritti dalle parti presso le unita’ di
crisi del Ministero dello sviluppo economico o delle stesse regioni,
possono autorizzare, per un periodo massimo di dodici mesi, le
proroghe in continuita’ delle prestazioni di cassa integrazione
guadagni in deroga concesse entro la data del 31 dicembre 2016 e
aventi durata con effetti nell’anno 2017.
146. Al comma 13 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « ,
salvo quanto previsto dal presente comma »;
b) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Con riferimento
agli adeguamenti biennali di cui al primo periodo del presente comma
la variazione della speranza di vita relativa al biennio di
riferimento e’ computata in misura pari alla differenza tra la media
dei valori registrati nei singoli anni del biennio medesimo e la
media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente,
con esclusione dell’adeguamento decorrente dal 1º gennaio 2021, in
riferimento al quale la variazione della speranza di vita relativa al
biennio 2017-2018 e’ computata, ai fini dell’adeguamento dei
requisiti di accesso al pensionamento, in misura pari alla differenza
tra la media dei valori registrati negli anni 2017 e 2018 e il valore
registrato nell’anno 2016. Gli adeguamenti biennali di cui al primo
periodo del presente comma non possono in ogni caso superare i tre
mesi, salvo recupero in sede di adeguamento o di adeguamenti
successivi nel caso di incremento della speranza di vita superiore a
tre mesi; gli stessi adeguamenti non sono effettuati nel caso di
diminuzione della speranza di vita relativa al biennio di
riferimento, computata ai sensi del terzo periodo del presente comma,
salvo recupero in sede di adeguamento o di adeguamenti successivi ».
147. Per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle
forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione
separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
n. 335, che si trovano in una delle condizioni di cui al comma 148,
non trova applicazione, ai fini del requisito anagrafico per
l’accesso alla pensione di vecchiaia e del requisito contributivo per
l’accesso alla pensione anticipata, di cui all’articolo 24, commi 6 e
10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, l’adeguamento
alla speranza di vita stabilito per l’anno 2019, ai sensi
dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
148. La disposizione del comma 147 si applica:
a) ai lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sette anni nei
dieci precedenti il pensionamento le professioni di cui all’allegato
B e sono in possesso di un’anzianita’ contributiva pari ad almeno 30
anni;
b) ai lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e
pesanti, di cui all’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), del
decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, che soddisfano le
condizioni di cui ai commi 2 e 3 del medesimo articolo 1 del decreto
legislativo n. 67 del 2011 e sono in possesso di un’anzianita’
contributiva pari ad almeno 30 anni.
149. Al requisito contributivo ridotto riconosciuto ai lavoratori
di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, continuano ad applicarsi gli adeguamenti previsti ai sensi del
comma 200 del medesimo articolo.
150. La disposizione di cui al comma 147 non si applica ai soggetti
che, al momento del pensionamento, godono dell’indennita’ di cui
all’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
151. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma
4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ per il
personale degli enti pubblici di ricerca, che soddisfano i requisiti
di cui ai commi 147 e 148, le indennita’ di fine servizio comunque
denominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n.
79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n.
140, sono corrisposte al momento in cui il soggetto avrebbe maturato
il diritto alla corresponsione delle stesse secondo le disposizioni
dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione
del trattamento di fine servizio comunque denominato.
152. Fermo restando quanto previsto dal comma 151, ai lavoratori di
cui ai commi 147 e 148 non si applica la disposizione di cui
all’articolo 24, comma 9, secondo periodo, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.
153. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze,
da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono disciplinate le modalita’ attuative dei commi
147 e 148, con particolare riguardo all’ulteriore specificazione
delle professioni di cui all’allegato B e alle procedure di
presentazione della domanda di accesso al beneficio e di verifica
della sussistenza dei requisiti da parte dell’ente previdenziale,
tenendo conto di quanto previsto dal testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
154. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso ai
trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in
vigore del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 ottobre 2013, n. 157, continuano ad applicarsi,
ancorche’ maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento
successivamente alla predetta data, ai dipendenti di imprese del
settore editoriale e stampatrici di periodici che hanno cessato
l’attivita’, anche in costanza di fallimento, per le quali e’ stata
accertata la causale di crisi aziendale ai sensi dell’articolo 35,
terzo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, collocati in cassa
integrazione guadagni straordinaria, in forza di accordi di procedura
sottoscritti tra il 1° gennaio 2014 e il 31 maggio 2015, ancorche’,
dopo il periodo di godimento del trattamento straordinario di
integrazione salariale, siano stati collocati in mobilita’ dalla
stessa impresa. Il beneficio di cui al presente comma non spetta a
coloro che hanno ripreso attivita’ lavorativa dipendente a tempo
indeterminato. Il trattamento pensionistico e’ riconosciuto, su
domanda degli interessati da presentare all’INPS entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dopo la
trasmissione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali al medesimo Istituto degli elenchi delle imprese di cui al
presente comma, per le quali siano state accertate le condizioni di
cui all’articolo 35, terzo comma, della legge n. 416 del 1981. I
trattamenti pensionistici di cui al presente comma sono erogati
nell’ambito del limite di spesa di 3 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2018 al 2022. L’INPS provvede al monitoraggio delle
domande di pensionamento presentate dai soggetti di cui al presente
comma secondo l’ordine di sottoscrizione del relativo accordo di
procedura presso l’ente competente. Qualora dall’esame delle domande
presentate risulti il raggiungimento, anche in termini prospettici,
dei limiti di spesa previsti per l’attuazione del presente comma,
l’INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento. Il
trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese
successivo a quello di presentazione della domanda, previa
risoluzione del rapporto di lavoro dipendente.
155. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il
Ministro della salute, da adottare entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, e’ istituita una Commissione
tecnica incaricata di studiare la gravosita’ delle occupazioni, anche
in relazione all’eta’ anagrafica e alle condizioni soggettive dei
lavoratori e delle lavoratrici, anche derivanti dall’esposizione
ambientale o diretta ad agenti patogeni. La Commissione ha il compito
di acquisire elementi conoscitivi e metodologie scientifiche a
supporto della valutazione delle politiche statali in materia
previdenziale e assistenziale. La Commissione e’ presieduta dal
presidente dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ed e’
composta da rappresentanti del Ministero dell’economia e delle
finanze, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del
Ministero della salute, del Dipartimento della funzione pubblica
della Presidenza del Consiglio dei ministri, dell’ISTAT, dell’INPS,
dell’INAIL, del Consiglio superiore degli attuari, nonche’ da esperti
in materie economiche, statistiche e attuariali designati dalle
organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei
datori di lavoro e dei lavoratori, secondo le modalita’ previste dal
decreto di cui al primo periodo. Con il medesimo decreto sono
altresi’ disciplinate le modalita’ di funzionamento della
Commissione, nonche’ la possibilita’ di richiesta di contributi e
proposte a esperti e ad accademici appartenenti a istituzioni
nazionali, europee e internazionali competenti nelle materie oggetto
di studio. La Commissione conclude i lavori entro il 30 settembre
2018 ed entro i dieci giorni successivi il Governo presenta alle
Camere una relazione sugli esiti dei lavori della Commissione.
All’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma si
provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a
legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica. Ai componenti della Commissione non spetta alcun
compenso, indennita’, gettone di presenza, rimborso spese o altro
emolumento comunque denominato.
156. A decorrere dal 1º gennaio 2018, ai dipendenti delle
amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si applicano le disposizioni
concernenti la deducibilita’ dei premi e contributi versati e il
regime di tassazione delle prestazioni di cui al decreto legislativo
5 dicembre 2005, n. 252. Per i dipendenti delle amministrazioni
pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, che, alla data di entrata in vigore della
presente legge, risultano iscritti a forme pensionistiche
complementari, le disposizioni concernenti la deducibilita’ dei
contributi versati e il regime di tassazione delle prestazioni di cui
al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, sono applicabili a
decorrere dal 1º gennaio 2018. Per i medesimi soggetti, relativamente
ai montanti delle prestazioni accumulate fino a tale data, continuano
ad applicarsi le disposizioni previgenti.
157. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2 del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 20 dicembre 1999, recante
«Trattamento di fine rapporto e istituzione dei fondi pensione dei
pubblici dipendenti », pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del
15 maggio 2000, come modificato dal decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 2 marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2001, nei confronti del personale di
cui al comma 2 del predetto articolo 2 assunto successivamente alla
data del 1º gennaio 2019 e’ demandata alle parti istitutive dei fondi
di previdenza complementare la regolamentazione inerente alle
modalita’ di espressione della volonta’ di adesione agli stessi,
anche mediante forme di silenzio-assenso, e la relativa disciplina di
recesso del lavoratore. Tali modalita’ devono garantire la piena e
diffusa informazione dei lavoratori nonche’ la libera espressione di
volonta’ dei lavoratori medesimi, sulla base di direttive della
Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).
158. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, e’ istituita una Commissione tecnica di studio sulla
classificazione e comparazione, a livello europeo e internazionale,
della spesa pubblica nazionale per finalita’ previdenziali e
assistenziali. La Commissione e’ presieduta dal presidente dell’ISTAT
ed e’ composta da rappresentanti del Ministero dell’economia e delle
finanze, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del
Ministero della salute, dell’ISTAT, dell’INPS e dell’INAIL, nonche’
da esperti in materie economiche, statistiche e attuariali designati
dalle organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale
dei datori di lavoro e dei lavoratori, secondo le modalita’ previste
dal decreto di cui al primo periodo del presente comma. Con il
medesimo decreto sono altresi’ disciplinate le modalita’ di
funzionamento della Commissione, nonche’ la possibilita’ di richiesta
di contributi e proposte a esperti e ad accademici appartenenti a
istituzioni nazionali, europee e internazionali competenti nelle
materie oggetto di studio. La Commissione conclude i lavori entro il
30 settembre 2018 ed entro i dieci giorni successivi il Governo
presenta alle Camere una relazione sugli esiti dei lavori della
Commissione. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente
comma si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali
previste a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica. Ai componenti della Commissione non
spetta alcun compenso, indennita’, gettone di presenza, rimborso
spese o altro emolumento comunque denominato.
159. Al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 29, comma 4, le parole: « quattro volte » sono
sostituite dalle seguenti: « dieci volte »;
b) all’articolo 44, il comma 5 e’ abrogato.
160. Al fine di fornire misure rafforzate per affrontare gli
impatti occupazionali derivanti dalla transizione dal vecchio al
nuovo assetto del tessuto produttivo senza che cio’ comporti nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica e aggravi sull’attuale sistema
previdenziale, limitatamente al periodo 2018-2020 il periodo di
quattro anni di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 28 giugno
2012, n. 92, puo’ essere elevato a sette anni.
161. All’articolo 1, comma 184-bis, lettera c), della legge 28
dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: « dallo stesso stabilite »
sono aggiunte le seguenti: « . Ai fini di quanto stabilito
dall’articolo 68, comma 6, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, il costo o il valore di acquisto e’ pari al valore delle
azioni ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto
o in parte, delle somme di cui al medesimo comma 182 ».
162. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 166, le parole: « fino al 31 dicembre 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « fino al 31 dicembre 2019 »;
b) al comma 179, lettera a), dopo le parole: « procedura di cui
all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, » sono inserite le
seguenti: « ovvero per scadenza del termine del rapporto di lavoro a
tempo determinato a condizione che abbiano avuto, nei trentasei mesi
precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente
per almeno diciotto mesi »;
c) al comma 179, lettera b), dopo le parole: « legge 5 febbraio
1992, n. 104 » sono inserite le seguenti: « , ovvero un parente o un
affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge
della persona con handicap in situazione di gravita’ abbiano compiuto
i settanta anni di eta’ oppure siano anch’essi affetti da patologie
invalidanti o siano deceduti o mancanti »;
d) al comma 179, lettera d), le parole: « sei anni in via
continuativa » sono sostituite dalle seguenti: « sette anni negli
ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette »;
e) dopo il comma 179 e’ inserito il seguente:
«179-bis. Ai fini del riconoscimento dell’indennita’ di cui al
comma 179, i requisiti contributivi richiesti alle lettere da a) a d)
del medesimo comma sono ridotti, per le donne, di dodici mesi per
ogni figlio, nel limite massimo di due anni »;
f) al comma 199, lettera b), dopo le parole: « legge 5 febbraio
1992, n. 104 » sono aggiunte le seguenti: « , ovvero un parente o un
affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge
della persona con handicap in situazione di gravita’ abbiano compiuto
i settanta anni di eta’ oppure siano anch’essi affetti da patologie
invalidanti o siano deceduti o mancanti »;
g) al comma 199, lettera d), le parole: « sei anni in via
continuativa » sono sostituite dalle seguenti: « sette anni negli
ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette »;
h) per effetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi
163 e 165 nonche’ di quanto emerso dall’attivita’ di monitoraggio
delle domande presentate con riferimento all’anno 2017, al comma 186,
le parole: « 609 milioni di euro per l’anno 2018, di 647 milioni di
euro per l’anno 2019, di 462 milioni di euro per l’anno 2020, di 280
milioni di euro per l’anno 2021, di 83 milioni di euro per l’anno
2022 e di 8 milioni di euro per l’anno 2023 » sono sostituite dalle
seguenti: « 630 milioni di euro per l’anno 2018, di 666,5 milioni di
euro per l’anno 2019, di 530,7 milioni di euro per l’anno 2020, di
323,4 milioni di euro per l’anno 2021, di 101,2 milioni di euro per
l’anno 2022 e di 6,5 milioni di euro per l’anno 2023 »;
i) per effetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi
163 e 166 nonche’ di quanto emerso dall’attivita’ di monitoraggio
delle domande presentate con riferimento all’anno 2017, al comma 203,
le parole: « 550 milioni di euro per l’anno 2018, di 570 milioni di
euro per l’anno 2019 e di 590 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « 564,4 milioni di
euro per l’anno 2018, di 631,7 milioni di euro per l’anno 2019, di
594,3 milioni di euro per l’anno 2020, di 592,7 milioni di euro per
l’anno 2021, di 589,1 milioni di euro per l’anno 2022 e di 587,6
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023 ».
163. Con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018, agli allegati C
ed E della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono aggiunte le nuove
professioni incluse nell’allegato B della presente legge come
specificate con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, di cui al comma 153 del presente articolo.
164. Per le finalita’ di cui all’articolo 1, commi 179, lettera d),
e 199, lettera d), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e di cui al
comma 148, lettera a), del presente articolo, con riferimento ai
lavoratori dipendenti operai dell’agricoltura e della zootecnia, e’
assunto a riferimento per il computo integrale dell’anno di lavoro il
numero minimo di giornate di cui all’articolo 9-ter, comma 4, secondo
periodo, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608.
165. Per i soggetti che a decorrere dal 1° gennaio 2018 si trovano
o verranno a trovarsi nelle condizioni di cui all’articolo 1, commi
179 e 179-bis, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificati
dalla presente legge, non si applica il limite relativo al livello di
tariffa INAIL di cui all’allegato A del regolamento di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 23 maggio 2017, n. 88. I
soggetti che verranno a trovarsi nelle predette condizioni nel corso
dell’anno 2018 presentano domanda per il loro riconoscimento entro il
31 marzo 2018 ovvero, in deroga a quanto previsto dal citato
regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 88 del 2017, entro il 15 luglio 2018. Resta fermo che le
domande presentate oltre il 15 luglio 2018 e, comunque, non oltre il
30 novembre 2018 sono prese in considerazione esclusivamente se
all’esito del monitoraggio di cui all’articolo 11 del citato
regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 88 del 2017 residuano le necessarie risorse finanziarie.
166. Per i soggetti che a decorrere dal 1° gennaio 2018 si trovano
o verranno a trovarsi nelle condizioni di cui all’articolo 1, comma
199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificato dalla
presente legge, non si applica il limite relativo al livello di
tariffa INAIL di cui all’allegato A del regolamento di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 23 maggio 2017, n. 87. Con
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018 sono abrogati i commi 1 e 2
dell’articolo 53 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito,
con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
167. Ai fini del concorso al finanziamento dell’eventuale
estensione del beneficio di cui all’articolo 1, comma 179, della
legge 11 dicembre 2016, n. 232, a nuovi accessi con decorrenza
successiva al 31 dicembre 2018 da disciplinare con specifico e
successivo intervento legislativo, e’ istituito, nell’ambito dello
stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, il « Fondo APE Sociale » con una dotazione di 12,2 milioni
di euro per l’anno 2019, di 7,5 milioni di euro per l’anno 2020, di
10,5 milioni di euro per l’anno 2021, di 3,6 milioni di euro per
l’anno 2022, di 5,3 milioni di euro per l’anno 2023 e di 2,4 milioni
di euro annui a decorrere dall’anno 2024. Nel predetto Fondo
confluiscono le eventuali risorse che emergano, a seguito
dell’attivita’ di monitoraggio degli oneri conseguenti al beneficio
di cui al citato articolo 1, comma 179, della legge n. 232 del 2016,
con riferimento all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1,
comma 186, della medesima legge, come integrata ai sensi della
presente legge, in termini di economie certificate e prospettiche
aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri programmati a
legislazione vigente a decorrere dall’anno 2019. Ai fini del presente
comma l’accertamento delle eventuali economie di cui al secondo
periodo e’ effettuato entro il 15 novembre 2018 con il procedimento
di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze e’ disposta la conseguente
integrazione del Fondo di cui al primo periodo operando le occorrenti
variazioni di bilancio. Nel Fondo di cui al primo periodo confluisce
anche la somma di 44,3 milioni di euro per l’anno 2018 per far fronte
ad eventuali esigenze non previste a seguito di quanto programmato ai
sensi delle disposizioni di cui al comma 162, lettere h) e i), anche
per effetto di una eventuale diversa distribuzione temporale
dell’accesso ai benefici rispetto a quanto previsto.
168. Al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 11, il comma 4 e’ sostituito dai seguenti:
«4. Ai lavoratori che cessino l’attivita’ lavorativa e maturino
l’eta’ anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime
obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi, e che
abbiano maturato alla data di presentazione della domanda di accesso
alla rendita integrativa di cui al presente comma un requisito
contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori
di appartenenza, le prestazioni delle forme pensionistiche
complementari, con esclusione di quelle in regime di prestazione
definita, possono essere erogate, in tutto o in parte, su richiesta
dell’aderente, in forma di rendita temporanea, denominata “Rendita
integrativa temporanea anticipata” (RITA), decorrente dal momento
dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dell’eta’
anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia e consistente
nell’erogazione frazionata di un capitale, per il periodo
considerato, pari al montante accumulato richiesto. Ai fini della
richiesta in rendita e in capitale del montante residuo non rileva la
parte di prestazione richiesta a titolo di rendita integrativa
temporanea anticipata.
4-bis. La rendita anticipata di cui al comma 4 e’ riconosciuta
altresi’ ai lavoratori che risultino inoccupati per un periodo di
tempo superiore a ventiquattro mesi e che maturino l’eta’ anagrafica
per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza
entro i dieci anni successivi.
4-ter. La parte imponibile della rendita anticipata di cui al comma
4, determinata secondo le disposizioni vigenti nei periodi di
maturazione della prestazione pensionistica complementare, e’
assoggettata alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15
per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni
anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme
pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6
punti percentuali. A tal fine, se la data di iscrizione alla forma di
previdenza complementare e’ anteriore al 1º gennaio 2007, gli anni di
iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di
quindici. Il percettore della rendita anticipata ha facolta’ di non
avvalersi della tassazione sostitutiva di cui al presente comma
facendolo constare espressamente nella dichiarazione dei redditi; in
tal caso la rendita anticipata e’ assoggettata a tassazione
ordinaria.
4-quater. Le somme erogate a titolo di RITA sono imputate, ai fini
della determinazione del relativo imponibile, prioritariamente agli
importi della prestazione medesima maturati fino al 31 dicembre 2000
e, per la parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1º gennaio
2001 al 31 dicembre 2006 e successivamente a quelli maturati dal 1º
gennaio 2007.
4-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 4 a 4-quater si
applicano anche ai dipendenti pubblici che aderiscono alle forme
pensionistiche complementari loro destinate»;
b) all’articolo 14, comma 2, lettera c), l’ultimo periodo e’
soppresso.
169. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi da 188 a 191 sono abrogati;
b) al comma 192, dopo le parole: « che accedono a RITA » sono
inserite le seguenti: « di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252».
170. Tenuto conto della particolare gravosita’ del lavoro
organizzato in turni di dodici ore, ai fini del conseguimento dei
requisiti di cui all’articolo 1, commi 6 e 6-bis, del decreto
legislativo 21 aprile 2011, n. 67, i giorni lavorativi effettivamente
svolti sono moltiplicati per il coefficiente di 1,5 per i lavoratori
impiegati in cicli produttivi organizzati su turni di dodici ore,
sulla base di accordi collettivi gia’ sottoscritti alla data del 31
dicembre 2016. Ai fini dell’attuazione del presente comma,
l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 3, lettera f),
della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e’ incrementata di euro 300.000
per l’anno 2018, di euro 600.000 per l’anno 2019 e di euro un milione
annui a decorrere dall’anno 2020.
171. Salva diversa volonta’ del lavoratore, quando la
contrattazione collettiva o specifiche disposizioni normative
disciplinano il versamento a fondi pensione negoziali di categoria
operanti su base nazionale di contributi aggiuntivi alle ordinarie
modalita’ di finanziamento di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, tale versamento e’ effettuato
nei confronti dei fondi pensione negoziali territoriali di
riferimento ove esistenti alla data di entrata in vigore della
presente legge, anche in caso di lavoratori che non abbiano destinato
il proprio trattamento di fine rapporto (TFR) alla previdenza
complementare. Qualora il lavoratore sia invitato, per effetto di una
disposizione normativa o contrattuale, ad esprimere una scelta circa
la destinazione del contributo aggiuntivo e non manifesti alcuna
volonta’, per l’individuazione del fondo si applicano i criteri
previsti dall’articolo 8, comma 7, lettera b), del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, salvo che il lavoratore sia gia’
iscritto ad un fondo pensione negoziale, sia esso nazionale o
territoriale, nel qual caso il contributo aggiuntivo affluisce
automaticamente alla posizione gia’ in essere.
172. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i fondi pensione negoziali territoriali devono adeguare il
proprio ordinamento per dare attuazione alle disposizioni previste
dal comma 171. Decorso tale termine, i versamenti aggiuntivi sono
comunque effettuati secondo quanto stabilito dal comma 171. Prima
della scadenza del predetto termine, i fondi pensione negoziali
nazionali assicurano comunque la portabilita’ automatica dei flussi
contributivi aggiuntivi accantonati con riferimento alle posizioni di
lavoratori che gia’ destinano a fondi pensione negoziali territoriali
il TFR o contributi ordinari a carico del lavoratore o del datore di
lavoro.
173. La forma pensionistica complementare residuale istituita
presso l’INPS, di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252, e’ soppressa, con decorrenza dalla data
determinata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
174. Con il medesimo decreto di cui al comma 173, sentite le
organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente
piu’ rappresentative sul piano nazionale dei diversi comparti del
settore privato, e’ individuata la forma pensionistica alla quale far
affluire le quote di TFR maturando nell’ipotesi prevista
dall’articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Tale forma pensionistica e’
individuata tra le forme pensionistiche negoziali di maggiori
dimensioni sul piano patrimoniale e dotata di un assetto
organizzativo conforme alle disposizioni dell’articolo 8, comma 9,
del citato decreto legislativo n. 252 del 2005.
175. Alla forma pensionistica di cui al comma 174 sono altresi’
trasferite le posizioni individuali costituite presso la forma
pensionistica complementare di cui al comma 173, esistenti alla data
di soppressione della stessa, secondo modalita’ stabilite con il
medesimo decreto di cui al comma 173, sentita la COVIP.
176. Con efficacia dalla data di decorrenza determinata con il
decreto di cui al comma 173:
a) all’articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, le parole: « alla forma
pensionistica complementare istituita presso l’INPS » sono sostituite
dalle seguenti: « alla forma pensionistica complementare individuata
con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le
organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente
piu’ rappresentative sul piano nazionale dei diversi comparti del
settore privato »;
b) sono abrogati:
1) l’articolo 9 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252;
2) il capo II del decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale 30 gennaio 2007, recante « Attuazione
dell’articolo 1, comma 765, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Procedure di espressione della volonta’ del lavoratore circa la
destinazione del TFR maturando e disciplina della forma pensionistica
complementare residuale presso l’INPS (FONDINPS) », pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2007.
177. Qualora i contratti e gli accordi collettivi di livello
nazionale prevedano l’adesione dei lavoratori e delle lavoratrici ad
uno specifico fondo integrativo nazionale del Servizio sanitario
nazionale, nelle province autonome di Trento e di Bolzano puo’ essere
prevista, con accordi territoriali o aziendali, la possibilita’ per i
lavoratori e le lavoratrici di aderire ad altro fondo integrativo
individuato dagli accordi medesimi, purche’ con prestazioni non
inferiori a quelle originariamente previste.
178. Le anticipazioni di bilancio concesse all’INPS, ai sensi del
comma 3 dell’articolo 35 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, negli
esercizi antecedenti alla data di entrata in vigore della presente
legge ed iscritte quali debiti verso lo Stato nel rendiconto 2015
dell’Istituto stesso, per un totale di 88.878 milioni di euro, sono
compensate con i crediti verso lo Stato, risultanti dal medesimo
rendiconto, fino a concorrenza dell’importo di 29.423 milioni di
euro, e per l’eccedenza si intendono effettuate a titolo definitivo.
179. Con la procedura di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto
1990, n. 241, sono definiti i capitoli del bilancio dell’INPS per i
quali viene effettuata la compensazione nonche’ i criteri e le
gestioni previdenziali a cui attribuire i trasferimenti definitivi.
180. All’articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, le parole: « In via sperimentale, per gli anni 2016 e 2017 »
sono sostituite dalle seguenti: « In via sperimentale, per gli anni
2016, 2017, 2018 e 2019 ».
181. All’articolo 1, comma 87, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, le parole: « per l’anno 2017 » sono sostituite dalle seguenti: «
per gli anni 2017, 2018 e 2019 ».
182. All’articolo 2 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509,
dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Le associazioni e le fondazioni, comprese quelle di cui al
decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, sono titolari dei
valori e delle disponibilita’ conferiti in gestione, restando
peraltro in facolta’ delle stesse di concludere, in tema di
titolarita’, diversi accordi con i gestori a cio’ abilitati nel caso
di gestione accompagnata dalla garanzia di restituzione del capitale.
I valori e le disponibilita’ affidati ai gestori secondo le modalita’
e i criteri stabiliti nelle convenzioni costituiscono in ogni caso
patrimonio separato e autonomo e non possono essere distratti dal
fine al quale sono stati destinati, ne’ formare oggetto di esecuzione
sia da parte dei creditori dei soggetti gestori, sia da parte di
rappresentanti dei creditori stessi, ne’ possono essere coinvolti
nelle procedure concorsuali che riguardano il gestore. Le
associazioni e le fondazioni sono legittimate a proporre la domanda
di rivendicazione di cui all’articolo 103 del regio decreto 16 marzo
1942, n. 267. Possono essere rivendicati tutti i valori conferiti in
gestione, anche se non individualmente determinati o individuati e
anche se depositati presso terzi, diversi dal soggetto gestore. Per
l’accertamento dei valori oggetto della domanda e’ ammessa ogni prova
documentale, compresi i rendiconti redatti dal gestore o dai terzi
depositari. Sulle somme di denaro e sugli strumenti finanziari delle
associazioni o delle fondazioni depositati a qualsiasi titolo presso
un depositario non sono ammesse azioni dei creditori del depositario,
del sub-depositario o nell’interesse degli stessi ».
183. Agli enti di diritto privato di cui al decreto legislativo 30
giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n.
103, a decorrere dall’anno 2020 non si applicano le norme di
contenimento delle spese previste a carico degli altri soggetti
inclusi nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel
conto economico consolidato, individuate dall’Istituto nazionale di
statistica ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, ferme restando, in ogni caso, le disposizioni vigenti
che recano vincoli in materia di personale. Alla compensazione degli
effetti finanziari del presente comma in termini di fabbisogno e
indebitamento netto, pari a 12 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del
Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a
legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi
pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189.
184. Il comma 302 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.
190, e’ sostituito dal seguente:
«302. A decorrere dal mese di gennaio 2018, al fine di
razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle
prestazioni previdenziali corrisposte dall’INPS, i trattamenti
pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennita’ di
accompagnamento erogati agli invalidi civili, nonche’ le rendite
vitalizie dell’INAIL sono posti in pagamento il primo giorno di
ciascun mese o il giorno successivo se il primo e’ festivo o non
bancabile, con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause
ostative, fatta eccezione per il mese di gennaio in cui il pagamento
avviene il secondo giorno bancabile ».
185. La disposizione di cui all’articolo 69, comma 15, della legge
23 dicembre 2000, n. 388, si applica a tutte le gestioni amministrate
dall’INPS.
186. La prestazione una tantum a favore dei malati di mesotelioma
prevista dall’articolo 1, comma 116, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, come disciplinata dal decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali 4 settembre 2015, e’ erogata anche con riferimento
agli anni 2018, 2019 e 2020, avvalendosi delle disponibilita’ residue
di cui al predetto decreto. La prestazione e’ erogata anche in favore
degli eredi, ripartita tra gli stessi. Con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottare su proposta dell’INAIL
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono definite la misura, non superiore a quella indicata dal
decreto di cui al primo periodo, e le modalita’ di erogazione della
prestazione di cui al presente comma per garantirne la tempestivita’.
187. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di
contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ ridotto di 5,5 milioni di
euro per gli anni 2018, 2019 e 2020.
188. All’articolo 1, comma 278, terzo periodo, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: « con sentenza esecutiva »
sono aggiunte le seguenti: « o con verbale di conciliazione
giudiziale ».
189. Il Fondo per le vittime dell’amianto, di cui all’articolo 1,
comma 241, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ incrementato
della somma di 27 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019
e 2020, con corrispondente riduzione delle risorse strutturali
programmate dall’INAIL per il finanziamento dei progetti di
investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile
2008, n. 81. Di tale riduzione e’ fornita apposita evidenza contabile
in sede di predisposizione del progetto di bilancio per gli anni
interessati. Per il periodo predetto, a carico delle imprese non si
applica l’addizionale sui premi assicurativi relativi ai settori
delle attivita’ lavorative comportanti esposizione all’amianto.
190. All’articolo 3, comma 2, lettera d), del decreto legislativo
15 settembre 2017, n. 147, le parole: « per licenziamento, anche
collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale
intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della
legge 15 luglio 1966, n. 604, ed abbia cessato, da almeno tre mesi,
di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione, ovvero,
nel caso in cui non abbia diritto di conseguire alcuna prestazione di
disoccupazione per mancanza dei necessari requisiti, si trovi in
stato di disoccupazione da almeno tre mesi » sono soppresse.
191. Per gli effetti di cui al comma 190, all’articolo 8 del
decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera c), le parole: « , a partire da quelli con
persone di eta’ pari o superiore a 55 anni, prive dei requisiti di
cui al medesimo articolo 3, comma 2, eventualmente mediante
l’utilizzo di una scala di valutazione del bisogno, di cui al comma
2» sono soppresse;
b) al comma 3, il periodo: «L’estensione della platea e’
individuata prioritariamente tra i nuclei familiari con persone di
eta’ pari o superiore a 55 anni non gia’ inclusi all’articolo 3,
comma 2» e’ soppresso.
192. A decorrere dal 1º luglio 2018, l’articolo 3, comma 2, del
decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, come modificato dal
comma 190, e’ abrogato. A decorrere dalla stessa data, sono abrogati
il comma 1, lettera c), e il comma 2 dell’articolo 8 del medesimo
decreto legislativo.
193. All’articolo 4, comma 1, secondo periodo, del decreto
legislativo 15 settembre 2017, n. 147, sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: « , incrementato del 10 per cento ».
194. All’articolo 4, comma 5, del decreto legislativo 15 settembre
2017, n. 147, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Nel caso
in cui all’atto del riconoscimento del ReI il beneficio economico
risulti di ammontare inferiore o pari a euro 20 su base mensile, esso
e’ versato in soluzioni annuali. Nel caso in cui il beneficio
economico risulti di ammontare nullo, ai fini del rinnovo non
decorrono i termini di cui al primo periodo del presente comma ».
195. All’articolo 7, comma 3, del decreto legislativo 15 settembre
2017, n. 147, al primo periodo, le parole: « pari, in sede di prima
applicazione, a 262 milioni di euro nel 2018 e 277 milioni di euro
annui a decorrere dal 2019 » sono sostituite dalle seguenti: « pari,
in sede di prima applicazione, a 297 milioni di euro nel 2018, a 347
milioni di euro nel 2019 e a 470 milioni di euro annui a decorrere
dal 2020 ».
196. Per le finalita’ di cui ai commi da 190 a 195, lo stanziamento
del Fondo per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui
all’articolo 1, comma 386, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’
incrementato di 300 milioni di euro nell’anno 2018, di 700 milioni di
euro nell’anno 2019, di 783 milioni di euro nell’anno 2020 e di 755
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. Lo stanziamento del
medesimo Fondo e’ altresi’ incrementato di ulteriori 117 milioni di
euro nell’anno 2020 e di 145 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2021 per le finalita’ da individuare con il Piano nazionale
per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147.
197. Per gli effetti del comma 196, all’articolo 20 del decreto
legislativo 15 settembre 2017, n. 147, il comma 1 e’ sostituito dal
seguente:
«1. La dotazione del Fondo Poverta’ e’ determinata in 2.059 milioni
di euro per l’anno 2018, di cui 15 milioni di euro accantonati ai
sensi dell’articolo 18, comma 3, in 2.545 milioni di euro per l’anno
2019 e in 2.745 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020. Ai
fini dell’erogazione del beneficio economico del ReI di cui
all’articolo 4, i limiti di spesa sono determinati in 1.747 milioni
di euro per l’anno 2018, fatto salvo l’eventuale disaccantonamento
delle somme di cui all’articolo 18, comma 3, in 2.198 milioni di euro
per l’anno 2019, in 2.158 milioni di euro per l’anno 2020 e in 2.130
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. I limiti di spesa
per l’erogazione del beneficio economico a decorrere dall’anno 2020
sono incrementati sulla base delle determinazioni del Piano nazionale
per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui
all’articolo 8, comunque nei limiti di cui al primo periodo, tenuto
conto della quota del Fondo Poverta’ di cui all’articolo 7, comma 2».
198. Per l’anno 2018, ferma restando la revisione qualitativa
dell’attivita’ in convenzione con i centri di assistenza fiscale, in
previsione di un incremento dei volumi di dichiarazioni sostitutive
uniche ai fini della richiesta dell’indicatore della situazione
economica equivalente (ISEE) anche connessi all’attuazione del
reddito di inclusione, di cui al decreto legislativo 15 settembre
2017, n. 147, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
trasferisce all’INPS, per le suddette finalita’, risorse pari a 20
milioni di euro. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e
formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
199. All’articolo 8, comma 1, lettera g), del decreto legislativo
15 settembre 2017, n. 147, le parole: « comunque non inferiore al
quindici per cento, » sono sostituite dalle seguenti: « comunque non
inferiore al quindici per cento, incrementata al venti per cento a
decorrere dal 2020 ».
200. Al fine di garantire il servizio sociale professionale come
funzione fondamentale dei comuni, secondo quanto stabilito
dall’articolo 14, comma 27, lettera g), del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, e, contestualmente, i servizi di cui all’articolo 7,
comma 1, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, a valere
e nei limiti di un terzo delle risorse di cui all’articolo 7, comma
3, del medesimo decreto legislativo attribuite a ciascun ambito
territoriale, possono essere effettuate assunzioni di assistenti
sociali con rapporto di lavoro a tempo determinato, fermo restando il
rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio, in deroga ai
vincoli di contenimento della spesa di personale di cui all’articolo
9, comma 28, del citato decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, e all’articolo 1, commi
557 e 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
201. Per le erogazioni relative ai progetti promossi dalle
fondazioni di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, nel
perseguimento dei propri scopi statutari, finalizzati, nel rispetto
delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 2, del citato
decreto, alla promozione di un welfare di comunita’, attraverso
interventi e misure di contrasto alle poverta’, alle fragilita’
sociali e al disagio giovanile, di tutela dell’infanzia, di cura e
assistenza agli anziani e ai disabili, di inclusione socio-lavorativa
e integrazione degli immigrati nonche’ di dotazione di strumentazioni
per le cure sanitarie, su richiesta degli enti di cui all’articolo
114 della Costituzione, degli enti pubblici deputati all’erogazione
di servizi sanitari e socio-assistenziali e, tramite selezione
pubblica, degli enti del terzo settore previsti dal codice di cui al
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, e’ riconosciuto alle
fondazioni medesime un contributo, sotto forma di credito d’imposta,
pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate nei periodi
d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2017, a
condizione che le predette erogazioni siano utilizzate dai soggetti
richiedenti nell’ambito dell’attivita’ non commerciale.
202. Il contributo di cui al comma 201 e’ assegnato, fino a
esaurimento delle risorse disponibili, pari a 100 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, secondo l’ordine temporale con
cui le fondazioni comunicano all’Associazione di fondazioni e di
casse di risparmio S.p.A. (ACRI) l’impegno a effettuare le erogazioni
di cui al comma 201. Al fine di consentire la fruizione del credito
d’imposta, l’ACRI trasmette all’Agenzia delle entrate l’elenco delle
fondazioni finanziatrici per le quali sia stata riscontrata la
corretta delibera d’impegno in ordine cronologico di presentazione.
Il riconoscimento del credito d’imposta e’ comunicato dall’Agenzia
delle entrate a ogni fondazione finanziatrice e per conoscenza
all’ACRI.
203. Il credito d’imposta e’ riconosciuto fino ad esaurimento delle
risorse annue disponibili, e’ indicato nella dichiarazione dei
redditi relativa al periodo d’imposta di spettanza e nelle
dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi in
cui il credito e’ utilizzato e puo’ essere utilizzato esclusivamente
in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a
quello di maturazione. Al credito d’imposta non si applicano i limiti
di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, e all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
204. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
definite le disposizioni applicative necessarie, comprese le
procedure per la concessione del contributo nel rispetto del limite
di spesa stabilito.
205. Al fine di favorire e potenziare l’innovazione sociale secondo
gli standard europei, e’ istituito, nello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo
trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei
ministri, il Fondo per l’innovazione sociale con una dotazione di 5
milioni di euro per l’anno 2018 e di 10 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2019 e 2020.
206. Il Fondo di cui al comma 205 e’ finalizzato all’effettuazione
di studi di fattibilita’ e allo sviluppo di capacita’ delle pubbliche
amministrazioni sulla base dei risultati conseguibili. Gli interventi
di cui al primo periodo hanno la durata massima di un anno.
207. Le modalita’ di funzionamento e di accesso al Fondo di cui al
comma 205, nonche’ le relative aree di intervento sono stabilite con
uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri da
adottare entro il 30 marzo 2018.
208. Alla legge 19 agosto 2016, n. 166, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 1, comma 1, la lettera b) e’ sostituita dalla
seguente:
«b) favorire il recupero e la donazione di medicinali, di
prodotti farmaceutici e di altri prodotti a fini di solidarieta’
sociale »;
b) all’articolo 2, comma 1, dopo la lettera g), sono aggiunte le
seguenti:
«g-bis) “medicinali destinati alla donazione”: i medicinali
inutilizzati dotati di autorizzazione all’immissione in commercio
(AIC), legittimamente in possesso del donatore, con confezionamento
primario e secondario integro, in corso di validita’, correttamente
conservati secondo le indicazioni del produttore riportate negli
stampati autorizzati del medicinale. Rientrano in questa categoria i
medicinali soggetti a prescrizione, i medicinali senza obbligo di
prescrizione, i medicinali da banco e i relativi campioni gratuiti. I
farmaci che non sono commercializzati per imperfezioni, alterazioni,
danni o vizi che non ne modificano l’idoneita’ all’utilizzo o per
altri motivi similari, tali in ogni caso da non compromettere
l’idoneita’ all’utilizzo con riguardo alla qualita’, tracciabilita’,
sicurezza ed efficacia per il consumatore finale, possono essere
donati alle associazioni che possono garantire, attraverso medici o
farmacisti presso le stesse associazioni, l’efficacia dei medesimi
medicinali. Possono altresi’ essere donati, nel rispetto dei principi
stabiliti dal decreto del Ministro della sanita’ 11 febbraio 1997,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 1997, e con le
modalita’ previste dalla circolare del Ministro della salute del 23
marzo 2017, i medicinali per i quali non e’ ancora stata autorizzata
l’immissione in commercio in Italia;
g-ter) “soggetti donatori del farmaco”: le farmacie, i grossisti,
le parafarmacie, come individuate ai sensi dell’articolo 5 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e le imprese titolari di AIC, i
loro rappresentanti locali, i loro concessionari per la vendita e i
loro distributori;
g-quater) “articoli di medicazione”: gli articoli di cui al numero
114) della tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
g-quinquies) “altri prodotti”: i prodotti che saranno individuati
ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera e) »;
c) all’articolo 8, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Fermo restando quanto stabilito al comma 3, il Tavolo puo’
avvalersi anche di gruppi di lavoro costituiti dai soggetti indicati
dai componenti di cui al comma 1, lettera b), nonche’ di altri
esperti di settore »;
d) all’articolo 9, comma 2, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: « Le campagne di promozione di modelli di consumo e di
acquisto improntati a criteri di solidarieta’ e di sostenibilita’ e
le campagne volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e le imprese
sulle conseguenze negative degli sprechi alimentari sono pianificate
sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori
presenti nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti »;
e) all’articolo 11:
1) alla rubrica, dopo la parola: « innovativi » sono inserite le
seguenti: « integrati o di rete, »;
2) al comma 2, dopo la parola: « innovativi » sono inserite le
seguenti: « integrati o di rete »;
f) all’articolo 16:
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: « Disposizioni
fiscali per le cessioni gratuite di eccedenze alimentari, di
medicinali e di altri prodotti a fini di solidarieta’ sociale »;
2) i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
«1. La presunzione di cessione di cui all’articolo 1 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10
novembre 1997, n. 441, non opera per le seguenti tipologie di beni,
qualora la distruzione si realizzi con la loro cessione gratuita agli
enti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), della presente
legge:
a) delle eccedenze alimentari di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera c);
b) dei medicinali, di cui all’articolo 2, comma 1, lettera g-bis),
donati secondo le modalita’ individuate dal decreto del Ministro
della salute adottato ai sensi dell’articolo 157, comma 1-bis, del
decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, introdotto dall’articolo
15 della presente legge;
c) degli articoli di medicazione di cui le farmacie devono
obbligatoriamente essere dotate secondo la farmacopea ufficiale, di
cui al numero 114) della tabella A, parte III, allegata al decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non piu’
commercializzati, purche’ in confezioni integre, correttamente
conservati e ancora nel periodo di validita’, in modo tale da
garantire la qualita’, la sicurezza e l’efficacia originarie;
d) dei prodotti destinati all’igiene e alla cura della persona, dei
prodotti per l’igiene e la pulizia della casa, degli integratori
alimentari, dei biocidi, dei presidi medico chirurgici, dei prodotti
di cartoleria e di cancelleria, non piu’ commercializzati o non
idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni
o vizi che non ne modificano l’idoneita’ all’utilizzo o per altri
motivi similari;
e) degli altri prodotti individuati con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze adottato ai sensi del comma 7, non piu’
commercializzati o non idonei alla commercializzazione per
imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano
l’idoneita’ all’utilizzo o per altri motivi similari.
2. I beni ceduti gratuitamente di cui al comma 1 non si considerano
destinati a finalita’ estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi
dell’articolo 85, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano a condizione che:
a) per ogni cessione gratuita sia emesso un documento di trasporto
avente le caratteristiche determinate con il regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472,
ovvero un documento equipollente;
b) il donatore trasmetta agli uffici dell’Amministrazione
finanziaria e ai comandi della Guardia di finanza competenti, per via
telematica, una comunicazione riepilogativa delle cessioni effettuate
in ciascun mese solare, con l’indicazione, per ognuna di esse, dei
dati contenuti nel relativo documento di trasporto o nel documento
equipollente nonche’ del valore dei beni ceduti, calcolato sulla base
dell’ultimo prezzo di vendita. La comunicazione e’ trasmessa entro il
giorno 5 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate le
cessioni secondo modalita’ stabilite con provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate. Il donatore e’ esonerato dall’obbligo di
comunicazione di cui alla presente lettera per le cessioni di
eccedenze alimentari facilmente deperibili, nonche’ per le cessioni
che, singolarmente considerate, siano di valore non superiore a
15.000 euro;
c) l’ente donatario rilasci al donatore, entro la fine del mese
successivo a ciascun trimestre, un’apposita dichiarazione
trimestrale, recante gli estremi dei documenti di trasporto o dei
documenti equipollenti relativi alle cessioni ricevute, nonche’
l’impegno ad utilizzare i beni medesimi in conformita’ alle proprie
finalita’ istituzionali. Nel caso in cui sia accertato un utilizzo
diverso, le operazioni realizzate dall’ente donatario si considerano
effettuate, agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, delle
imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’
produttive, nell’esercizio di un’attivita’ commerciale »;
3) il comma 4 e’ abrogato;
4) al comma 7, le parole: « destinati a fini di solidarieta’
sociale senza scopo di lucro, di cui all’articolo 13, comma 2, del
decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e all’articolo 6, comma
15, della legge 13 maggio 1999, n. 133, come modificati dal presente
articolo » sono sostituite dalle seguenti: « di cui al comma 1,
lettera e), del presente articolo »;
g) all’articolo 18, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. Sono fatte salve le disposizioni dell’articolo 2, commi
350, 351 e 352, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 »;
h) dopo l’articolo 18 e’ aggiunto il seguente:
«Art. 18-bis (Abrogazioni). – 1. Sono abrogati:
a) il comma 2 dell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 441;
b) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 13 del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460 ».
209. All’articolo 2, comma 1, lettera b), della legge 19 agosto
2016, n. 166, le parole: « gli enti del Terzo settore non commerciali
di cui all’articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106 » sono sostituite dalle seguenti: « gli enti del Terzo settore di
cui al codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo del 3
luglio 2017, n. 117 ».
210. All’articolo 15, sesto comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 luglio 1982, n. 571, le parole: « gli enti del Terzo
settore non commerciali di cui all’articolo 79, comma 5, del codice
del Terzo settore di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), della
legge 6 giugno 2016, n. 106 » sono sostituite dalle seguenti: « gli
enti del Terzo settore di cui al codice del Terzo settore, di cui al
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 ».
211. All’articolo 1, comma 236, della legge 27 dicembre 2013, n.
147, le parole: « gli enti del Terzo settore non commerciali di cui
all’articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106, e successive modificazioni » sono sostituite dalle seguenti: «
gli enti del Terzo settore di cui al codice del Terzo settore, di cui
al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 ».
212. All’articolo 1, comma 1, della legge 25 giugno 2003, n. 155,
le parole: « gli enti del Terzo settore non commerciali di cui
all’articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106» sono sostituite dalle seguenti: « gli enti del Terzo settore di
cui al codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3
luglio 2017, n. 117 ».
213. All’articolo 157, comma 1-bis, del decreto legislativo 24
aprile 2006, n. 219, al primo periodo, le parole: « enti del Terzo
settore non commerciali di cui all’articolo 79, comma 5, del codice
del Terzo settore di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), della
legge 6 giugno 2016, n. 106» sono sostituite dalle seguenti: «enti
del Terzo settore di cui al codice del Terzo settore, di cui al
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117,» e, al terzo periodo, le
parole: « Agli enti del Terzo settore non commerciali di cui
all’articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106» sono sostituite dalle seguenti: « Agli enti del Terzo settore di
cui al codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3
luglio 2017, n. 117, ».
214. Al fine di contrastare le forme di esclusione sociale
attraverso lo sviluppo delle iniziative finalizzate alla creazione di
nuova autoimprenditorialita’ e di lavoro autonomo mediante l’accesso
agli strumenti di microfinanza, con particolare riguardo ai giovani e
alle donne, e’ assegnato all’Ente nazionale per il microcredito un
contributo di 600.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018.
215. Al fine di garantire la realizzazione delle attivita’
istituzionali del Centro di cui all’articolo 3 del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103,
nonche’ la loro continuita’, possono essere previsti appositi
finanziamenti all’Azienda pubblica di servizi alla persona (ASP) –
Istituto degli Innocenti di Firenze. Per lo svolgimento dei relativi
piani di attivita’, i Ministeri membri dell’Osservatorio di cui
all’articolo 2 del citato decreto legislativo n. 103 del 2007 possono
stipulare convenzioni, di norma di durata pluriennale, con il
suddetto Istituto.
216. Per il soddisfacimento delle nuove e maggiori esigenze
dell’Autorita’ garante per l’infanzia e l’adolescenza connesse
all’adempimento, anche in sede locale, dei compiti in materia di
minori stranieri non accompagnati, previsti dall’articolo 11 della
legge 7 aprile 2017, n. 47, la stessa Autorita’ garante e’
autorizzata ad avvalersi di ulteriori 10 unita’ di personale,
collocate in posizione di comando obbligatorio ai sensi e per gli
effetti dell’articolo 5, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n. 112,
per gli anni 2018, 2019 e 2020.
217. All’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno
2015, n. 80, le parole: « , con esclusione del lavoro domestico »
sono soppresse.
218. All’articolo 26 del codice di cui al decreto legislativo 11
aprile 2006, n. 198, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, primo periodo, le parole:« commi 1 e 2 » sono
sostituite dalle seguenti: « commi 1, 2 e 2-bis »;
b) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. La lavoratrice o il lavoratore che agisce in giudizio per
la dichiarazione delle discriminazioni per molestia o molestia
sessuale poste in essere in violazione dei divieti di cui al presente
capo non puo’ essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito
o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi,
diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro, determinati dalla
denuncia stessa. Il licenziamento ritorsivo o discriminatorio del
soggetto denunciante e’ nullo. Sono altresi’ nulli il mutamento di
mansioni ai sensi dell’articolo 2103 del codice civile, nonche’
qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei
confronti del denunciante. Le tutele di cui al presente comma non
sono garantite nei casi in cui sia accertata, anche con sentenza di
primo grado, la responsabilita’ penale del denunciante per i reati di
calunnia o diffamazione ovvero l’infondatezza della denuncia.
3-ter. I datori di lavoro sono tenuti, ai sensi dell’articolo 2087
del codice civile, ad assicurare condizioni di lavoro tali da
garantire l’integrita’ fisica e morale e la dignita’ dei lavoratori,
anche concordando con le organizzazioni sindacali dei lavoratori le
iniziative, di natura informativa e formativa, piu’ opportune al fine
di prevenire il fenomeno delle molestie sessuali nei luoghi di
lavoro. Le imprese, i sindacati, i datori di lavoro e i lavoratori e
le lavoratrici si impegnano ad assicurare il mantenimento nei luoghi
di lavoro di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignita’
di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su
principi di eguaglianza e di reciproca correttezza ».
219. Ai familiari delle vittime dell’attentato terroristico di
Dacca del 1° luglio 2016 si applicano, anche in assenza di sentenza,
le disposizioni di cui all’articolo 5 della legge 3 agosto 2004, n.
206, nonche’ le disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 23
novembre 1998, n. 407, come modificato dal decreto-legge 4 febbraio
2003, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile
2003, n. 56.
220. Alle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n.
381, con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a
tempo indeterminato, decorrenti dal 1° gennaio 2018 con riferimento a
contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2018, delle donne
vittime di violenza di genere, debitamente certificati dai servizi
sociali del comune di residenza o dai centri anti-violenza o dalle
case rifugio, di cui all’articolo 5-bis del decreto-legge 14 agosto
2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre
2013, n. 119, e’ attribuito, per un periodo massimo di trentasei
mesi, un contributo entro il limite di spesa di un milione di euro
per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 a titolo di sgravio delle
aliquote per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e
assistenziale dovute relativamente alle suddette lavoratrici assunte.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’interno, sono stabiliti i criteri di
assegnazione e di ripartizione delle risorse di cui al periodo
precedente.
221. Il Fondo sociale per occupazione e formazione di cui
all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, e’ incrementato di 2 milioni di euro a decorrere
dall’esercizio finanziario 2018 per la promozione e il coordinamento
delle politiche di formazione e delle azioni rivolte all’integrazione
dei sistemi della formazione, della scuola e del lavoro, nonche’ per
il cofinanziamento del Programma Erasmus+ per l’ambito
dell’istruzione e formazione professionale ai sensi dell’articolo 27,
paragrafo 9, del regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo
e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013.
222. Dopo l’articolo 4 della legge 14 febbraio 1987, n. 40, e’
aggiunto il seguente:
«Art. 4-bis. – 1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della
presente legge, quantificati in 13 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2018, si provvede a valere sulle risorse finanziarie del
Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18,
comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, commi da 1 a 10, del decreto-legge 6 marzo 2006, n.
68, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2006, n. 127,
iscritta sul medesimo Fondo ».
223. Per le finalita’ di cui all’articolo 20, comma 14, del decreto
legislativo 25 maggio 2017, n. 75, sono prorogate al 31 dicembre
2018, nei limiti della spesa gia’ sostenuta e senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica, le convenzioni sottoscritte
per l’utilizzazione di lavoratori socialmente utili, di quelli di
pubblica utilita’ e dei lavoratori impiegati in attivita’ socialmente
utili (ASU).
224. Per le finalita’ del comma 223 del presente articolo, le
disposizioni dell’articolo 16-quater del decreto-legge 19 giugno
2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2015, n. 125, nonche’ quelle dell’articolo 1, comma 163, della legge
11 dicembre 2016, n. 232, si applicano anche per l’anno 2018.
225. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge si provvede all’adozione del decreto di cui
all’articolo 1, comma 209, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e
alla conseguente attuazione dei commi 211 e 212 del medesimo articolo
1, con riferimento all’entita’ della spesa sostenuta a livello
statale.
226. All’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il comma
511 e’ abrogato.
227. L’ISTAT effettua i seguenti censimenti:
a) dall’anno 2018, il censimento permanente della popolazione e
delle abitazioni, ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 18
ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
dicembre 2012, n. 221, e del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 12 maggio 2016 in materia di censimento della popolazione e
archivio nazionale dei numeri civici e delle strade urbane,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 19 luglio 2016, e nel
rispetto del regolamento (CE) n. 763/2008 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 9 luglio 2008, e dei relativi regolamenti di
attuazione;
b) dall’anno 2018, i censimenti economici permanenti delle imprese,
delle istituzioni no profit e delle istituzioni pubbliche;
c) nell’anno 2020, il 7º censimento generale dell’agricoltura;
d) dall’anno 2021, il censimento permanente dell’agricoltura.
228. I censimenti permanenti sono basati sull’utilizzo integrato di
fonti amministrative e di altre fonti di dati utili a fini censuari e
sullo svolgimento di rilevazioni periodiche. Ai fini
dell’integrazione dei dati per l’effettuazione dei censimenti di cui
al comma 227, ferme restando ulteriori previsioni nel Programma
statistico nazionale, gli enti, le amministrazioni e gli organismi
titolari delle basi di dati di seguito indicate sono tenuti a
metterle a disposizione dell’ISTAT, secondo le modalita’ e i tempi
stabiliti nei Piani generali di censimento, di cui al comma 232, e
nei successivi atti d’istruzione:
a) archivi su lavoratori e pensionati dell’INPS;
b) archivio delle comunicazioni obbligatorie del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali;
c) anagrafe nazionale degli studenti e Anagrafe nazionale degli
studenti e dei laureati delle universita’ del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
d) archivi sui flussi migratori del Ministero dell’interno;
e) Sistema informativo integrato di Acquirente unico S.p.A. sui
consumi di energia elettrica e gas, previa stipulazione di un
protocollo d’intesa tra l’ISTAT e l’Acquirente unico S.p.A., sentiti
l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il settore idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, il Garante per la protezione dei
dati personali e l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato;
f) archivi amministrativi sulle aziende agricole e dati geografici
di AGEA;
g) anagrafe tributaria, archivi dei modelli fiscali, catasto
edilizio, catasto terreni e immobili, comprensivi della componente
geografica, archivi sui contratti di locazione e compravendita dei
terreni e degli immobili dell’Agenzia delle entrate.

229. La mancata fornitura delle basi di dati di cui al comma 228
costituisce violazione dell’obbligo di risposta, ai sensi
dell’articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
230. Al fine di realizzare specifici interventi educativi urgenti
volti al contrasto della poverta’ educativa minorile nel territorio
nazionale, l’ISTAT, sulla base delle basi di dati di cui al comma
228, definisce i parametri e gli indicatori misurabili con
l’obiettivo di individuare le zone oggetto di intervento prioritario
di cui al presente comma.
231. Qualora la pubblicazione del decreto del Presidente della
Repubblica di approvazione del Programma statistico nazionale
triennale e dei relativi aggiornamenti annuali di cui all’articolo 13
del decreto legislativo n. 322 del 1989 non intervenga entro il 31
dicembre di ciascun anno di riferimento, e’ prorogata l’efficacia del
Programma statistico nazionale precedente e degli atti ad esso
collegati fino all’adozione del nuovo decreto.
232. Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettere b), c) ed e), del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, l’ISTAT effettua le
operazioni di ciascun censimento attraverso i Piani generali di
censimento, circolari e istruzioni tecniche, nonche’ mediante
specifiche intese con le province autonome di Trento e di Bolzano per
i territori di competenza, e ne disciplina l’organizzazione. Nei
Piani generali di censimento sono definiti: la data di riferimento
dei dati, gli obiettivi, il campo di osservazione, le metodologie di
indagine e le modalita’ di organizzazione ed esecuzione delle
operazioni censuarie, i compiti e gli adempimenti cui sono tenuti gli
organi intermedi di rilevazione, nonche’ le modalita’ di svolgimento
delle procedure sanzionatorie per mancata o erronea risposta di cui
agli articoli 7 e 11 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.
322. L’ISTAT, attraverso i Piani generali di censimento e proprie
circolari, stabilisce altresi’:
a) i criteri e le modalita’ per l’affidamento, anche mediante
specifici accordi, di fasi della rilevazione censuaria a enti e
organismi pubblici e privati, l’organizzazione degli uffici preposti
allo svolgimento delle operazioni censuarie, anche in forma
associata, e i criteri di determinazione e ripartizione dei
contributi agli organi di censimento, d’intesa con la Conferenza
unificata, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze;
b) le modalita’ e i tempi di fornitura e utilizzo dei dati da
archivi amministrativi e da altre fonti necessarie allo svolgimento
delle operazioni censuarie;
c) i soggetti tenuti a fornire i dati richiesti, le misure per la
protezione dei dati personali e la tutela del segreto statistico di
cui all’articolo 9 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,
le modalita’ di diffusione dei dati anche in forma disaggregata e con
frequenza inferiore alle tre unita’, in conformita’ all’articolo 13
del medesimo decreto; le modalita’ della comunicazione dei dati
elementari, privi di identificativi, agli enti e organismi pubblici
di cui alla lettera a), anche se non facenti parte del Sistema
statistico nazionale, necessari per trattamenti statistici
strumentali al perseguimento delle rispettive finalita’
istituzionali, nel rispetto della normativa vigente in materia di
protezione dei dati personali.
233. L’ISTAT, d’intesa con il Ministero dell’interno, definisce,
tramite il Piano generale del censimento permanente della popolazione
e delle abitazioni, le circolari e istruzioni tecniche, le modalita’
di restituzione ai comuni delle informazioni raccolte nell’ambito del
censimento, necessarie ai fini della revisione delle anagrafi della
popolazione residente di cui all’articolo 46 del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223,
nonche’ le modalita’ tecniche e la periodicita’ di tale revisione.
234. Nelle more dell’adozione dei Piani generali di censimento di
cui al comma 232, l’ISTAT assume, mediante circolari e istruzioni, le
iniziative necessarie e urgenti per l’aggiornamento delle basi
territoriali e dell’ordinamento ecografico.
235. Per far fronte alle esigenze connesse all’esecuzione dei
censimenti, gli enti e gli organismi pubblici, indicati nei Piani di
cui al comma 232, possono procedere all’eventuale utilizzo di risorse
esterne, nei limiti delle risorse finanziarie proprie dell’ente e del
contributo onnicomprensivo e forfettario erogato dall’ISTAT, secondo
le modalita’ indicate nei medesimi Piani.
236. La popolazione legale e’ determinata con decreto del
Presidente della Repubblica, sulla base dei risultati del censimento
permanente della popolazione e delle abitazioni, secondo la
metodologia e la cadenza temporale indicate nel Piano generale di
censimento.
237. Per il concorso alle spese per i censimenti di cui ai commi da
227 a 236 e’ autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per l’anno 2018,
di euro 46.881.600 per ciascuno degli anni 2019 e 2020, di euro
51.881.600 per l’anno 2021 e di euro 26.881.600 annui a decorrere
dall’anno 2022. Alla restante spesa di euro 74.707.968 per l’anno
2018, euro 35.742.291 per l’anno 2019 ed euro 20.768.941 per l’anno
2020, si provvede mediante utilizzo delle risorse derivanti dal
processo di riaccertamento straordinario dei residui passivi da parte
dell’ISTAT, delle risorse vincolate agli obblighi comunitari
disponibili, nonche’ a valere sugli stanziamenti gia’ autorizzati
dalle disposizioni di seguito riportate, da destinare alla finalita’
dei censimenti di cui ai commi da 227 a 236:
a) articolo 50 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, anche con
riferimento all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 18 ottobre
2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre
2012, n. 221;
b) articolo 17 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.
238. Le societa’ cooperative che ricorrono al prestito sociale sono
tenute a impiegare le somme raccolte in operazioni strettamente
funzionali al perseguimento dell’oggetto o scopo sociale.
239. L’articolo 2467 del codice civile non si applica alle somme
versate dai soci alle cooperative a titolo di prestito sociale.
240. Con delibera da adottare entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge, il Comitato interministeriale per il
credito e il risparmio (CICR) definisce i limiti alla raccolta del
prestito sociale nelle societa’ cooperative e le relative forme di
garanzia, attenendosi ai seguenti criteri:
a) prevedere che l’ammontare complessivo del prestito sociale non
possa eccedere, a regime, il limite del triplo del patrimonio netto
risultante dall’ultimo bilancio di esercizio approvato, disciplinando
un regime transitorio che preveda il graduale adeguamento delle
cooperative a tale limite, nel termine di tre anni, con facolta’ di
estendere tale termine in casi eccezionali motivati in ragione
dell’interesse dei soci prestatori;
b) prevedere che, durante il periodo transitorio, il rispetto del
limite di cui alla lettera a) costituisca condizione per la raccolta
di prestito ulteriore rispetto all’ammontare risultante dall’ultimo
bilancio approvato alla data di entrata in vigore della presente
legge;
c) prevedere che, ove l’indebitamento nei confronti dei soci ecceda
i 300.000 euro e risulti superiore all’ammontare del patrimonio netto
della societa’, il complesso dei prestiti sociali sia coperto fino al
30 per cento da garanzie reali o personali rilasciate da soggetti
vigilati o con la costituzione di un patrimonio separato con
deliberazione iscritta ai sensi dell’articolo 2436 del codice civile,
oppure mediante adesione della cooperativa a uno schema di garanzia
dei prestiti sociali che garantisca il rimborso di almeno il 30 per
cento del prestito, disciplinando un regime transitorio che preveda
il graduale adeguamento delle cooperative alle nuove prescrizioni nei
due esercizi successivi alla data di adozione della delibera;
d) definire i maggiori obblighi di informazione e di pubblicita’
cui sono tenute le societa’ cooperative che ricorrono al prestito
sociale in misura eccedente i limiti indicati alla lettera c), al
fine di assicurare la tutela dei soci, dei creditori e dei terzi;
e) definire modelli organizzativi e procedure per la gestione del
rischio da adottare da parte delle societa’ cooperative nei casi in
cui il ricorso all’indebitamento verso i soci a titolo di prestito
sociale assuma significativo rilievo in valore assoluto o comunque
ecceda il limite del doppio del patrimonio netto risultante
dall’ultimo bilancio di esercizio approvato.
241. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare
entro sessanta giorni dall’adozione della delibera di cui al comma
240, sono definite forme e modalita’ del controllo e del monitoraggio
in ordine all’adeguamento e al rispetto delle prescrizioni in materia
di prestito sociale da parte delle societa’ cooperative di cui al
comma 240, lettera c).
242. All’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 2 agosto
2002, n. 220, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:
«b-bis) accertare l’osservanza delle disposizioni in tema di
prestito sociale ».
243. Il Comitato di cui all’articolo 4, comma 4, del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 78,
e’ integrato da un rappresentante della Banca d’Italia con
riferimento ai temi concernenti il prestito sociale nelle
cooperative.
244. La lettera b) del comma 2 dell’articolo 85 del codice delle
leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 159,e’ sostituita dalla seguente:
«b) per le societa’ di capitali, anche consortili ai sensi
dell’articolo 2615-ter del codice civile, per le societa’
cooperative, per i consorzi di cooperative, per i consorzi di cui al
libro quinto, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, al
legale rappresentante e agli eventuali altri componenti l’organo di
amministrazione nonche’ a ciascuno dei consorziati che nei consorzi e
nelle societa’ consortili detenga, anche indirettamente, una
partecipazione pari almeno al 5 per cento ».
245. Ai sensi dell’articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, in considerazione della rilevanza del rischio sanitario
e ambientale derivante dalla presenza di amianto, confermata anche da
evidenze epidemiologiche, il sito Officina Grande Riparazione ETR di
Bologna e’ qualificato come sito di interesse nazionale. Agli
interventi urgenti di competenza pubblica di messa in sicurezza
dell’area e’ destinata la somma di 1.000.000 di euro per l’anno 2018
a valere sull’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma
476, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Con decreto da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare provvede alla perimetrazione del sito di interesse nazionale.
All’articolo 1, comma 476, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le
parole: « di bonifica e messa in sicurezza » sono sostituite dalle
seguenti: « urgenti di messa in sicurezza e bonifica, per garantire
la maggior tutela dell’ambiente e della salute pubblica, ».
246. All’articolo 1, comma 277, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: « per l’intero periodo di durata
delle operazioni di bonifica » sono sostituite dalle seguenti: «
durante le operazioni di bonifica » e dopo le parole: « per il
periodo corrispondente alla medesima bonifica » sono aggiunte le
seguenti: « e per i dieci anni successivi al termine dei lavori di
bonifica, a condizione della continuita’ del rapporto di lavoro in
essere al momento delle suddette operazioni di bonifica »;
b) al secondo periodo:
1) dopo le parole: « entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, » sono inserite le seguenti: « corredata
della dichiarazione del datore di lavoro che attesti la sola presenza
del richiedente nel sito produttivo nel periodo di effettuazione dei
lavori di sostituzione del tetto. I benefici sono riconosciuti »;
2) le parole: « 7,5 milioni di euro per l’anno 2018 e 10 milioni di
euro annui a decorrere dall’anno 2019 » sono sostituite dalle
seguenti: « 10,2 milioni di euro per l’anno 2018, 12,8 milioni di
euro per l’anno 2019, 12,7 milioni di euro per l’anno 2020, 12,6
milioni di euro per l’anno 2021, 12,2 milioni di euro per l’anno
2022, 11,6 milioni di euro per l’anno 2023, 8,3 milioni di euro per
l’anno 2024 e 2,1 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025 ».
247. I benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8,
della legge 27 marzo 1992, n. 257, sono estesi, a decorrere dall’anno
2018, anche ai lavoratori che abbiano prestato la loro attivita’ nei
reparti di produzione degli stabilimenti di fabbricazione di fibre
ceramiche refrattarie. Ai fini dell’attuazione del periodo precedente
e’ autorizzata la spesa di un milione di euro annui a decorrere
dall’anno 2018.
248. L’assegno di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 23
dicembre 2014, n. 190, e’ riconosciuto anche per ogni figlio nato o
adottato dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 e, con riferimento a
tali soggetti, e’ corrisposto esclusivamente fino al compimento del
primo anno di eta’ ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo
familiare a seguito dell’adozione.
249. L’INPS provvede, con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, al monitoraggio dei maggiori
oneri derivanti dall’attuazione della disposizione del comma 248,
inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Nel caso in
cui, in sede di attuazione del comma 248, si verifichino o siano in
procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di spesa
di 185 milioni di euro per l’anno 2018 e di 218 milioni di euro per
l’anno 2019, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,
di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e
con il Ministro della salute, si provvede a rideterminare l’importo
annuo dell’assegno e i valori dell’ISEE di cui all’articolo 1, comma
125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
250. Al fine di prevenire condizioni di poverta’ ed esclusione
sociale di coloro che, al compimento della maggiore eta’, vivano
fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento
dell’autorita’ giudiziaria, nell’ambito della quota del Fondo per la
lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui all’articolo 7,
comma 2, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, e’
riservato, in via sperimentale, un ammontare di 5 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, per interventi, da effettuare
anche in un numero limitato di ambiti territoriali, volti a
permettere di completare il percorso di crescita verso l’autonomia
garantendo la continuita’ dell’assistenza nei confronti degli
interessati, sino al compimento del ventunesimo anno d’eta’.
251. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, sentito il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono
stabilite le modalita’ di attuazione del comma 250.
252. All’articolo 12, comma 2, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, relativo alle detrazioni per carichi di
famiglia, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per i figli di
eta’ non superiore a ventiquattro anni il limite di reddito
complessivo di cui al primo periodo e’ elevato a 4.000 euro ».
253. La disposizione di cui al comma 252 acquista efficacia a
decorrere dal 1° gennaio 2019.
254. E’ istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza
del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il Fondo e’ destinato
alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al
riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attivita’ di cura
non professionale del caregiver familiare, come definito al comma
255.
255. Si definisce caregiver familiare la persona che assiste e si
prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra
persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della
legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il
secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma
3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il
terzo grado che, a causa di malattia, infermita’ o disabilita’, anche
croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di
prendersi cura di se’, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso
di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi
dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia
titolare di indennita’ di accompagnamento ai sensi della legge 11
febbraio 1980, n. 18.
256. Al fine dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma
254, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
257. Per fare fronte agli impegni derivanti dalla presidenza
italiana dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in
Europa, e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l’anno 2018.
258. Per avviare la preparazione della partecipazione italiana
all’Expo 2020 Dubai e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per
l’anno 2018.
259. Per assicurare il tempestivo adempimento degli impegni
internazionali derivanti dagli accordi di sede con le organizzazioni
internazionali site in Italia, e’ istituito, nello stato di
previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, un fondo con dotazione di euro 5 milioni per l’anno
2018, 10 milioni per l’anno 2019 e 20 milioni per ciascuno degli anni
dal 2020 al 2022, per la partecipazione italiana alle spese di
costruzione e di manutenzione di immobili di proprieta’ pubblica in
uso alle predette organizzazioni internazionali.
260. Al fine di promuovere lo sviluppo delle esportazioni e
dell’internazionalizzazione dell’economia italiana in Paesi
qualificati ad alto rischio dal Gruppo di Azione Finanziaria
Internazionale (GAFI-FATF), l’Agenzia nazionale per l’attrazione
degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa-Invitalia puo’ operare
quale istituzione finanziaria, anche mediante la costituzione di una
nuova societa’ da essa interamente controllata o attraverso una sua
societa’ gia’ esistente, il cui capitale puo’ essere sottoscritto
ovvero incrementato con eventuale utilizzo delle risorse finanziarie
disponibili in virtu’ dell’articolo 25, comma 2, della legge 24
giugno 1997, n. 196, autorizzata a effettuare finanziamenti e al
rilascio di garanzie e all’assunzione in assicurazione di rischi non
di mercato ai quali sono esposti, direttamente o indirettamente, gli
operatori nazionali nella loro attivita’ nei predetti Paesi. Le
garanzie e le assicurazioni possono essere rilasciate anche in favore
di banche per crediti da esse concessi ad operatori nazionali o alla
controparte estera, destinati al finanziamento delle suddette
attivita’. Allo scopo Invitalia puo’ avvalersi del supporto tecnico
di SACE S.p.a. sulla base di apposita convenzione dalle medesime
stipulata.
261. Le operazioni e le categorie di rischi assicurabili da
Invitalia nei Paesi di cui al comma 260 sono definite con delibera
del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE)
su proposta del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto
con il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, nel pieno rispetto
dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali, in particolare
delle sanzioni imposte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite, ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite,
delle misure restrittive adottate dall’Unione europea, sulla base
dell’articolo 75 del Trattato sull’Unione europea e dell’articolo 215
del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ai sensi degli
articoli 60 e 301 del Trattato che istituisce la Comunita’ europea,
delle indicazioni fornite a livello internazionale dal GAFI-FATF,
nonche’ della normativa e degli indirizzi dell’Unione europea in
materia di privatizzazione dei rischi di mercato e di armonizzazione
dei sistemi comunitari di assicurazione dei crediti all’esportazione
gestiti con il sostegno dello Stato.
262. I crediti vantati e gli impegni assunti da Invitalia a seguito
dell’esercizio delle attivita’ di cui al comma 260 sono garantiti
dallo Stato. La garanzia dello Stato e’ rilasciata a prima domanda,
con rinuncia all’azione di regresso su Invitalia, e’ onerosa e
conforme con la normativa di riferimento dell’Unione europea in
materia di assicurazione e garanzia per rischi non di mercato. Su
istanza di Invitalia, la garanzia e’ rilasciata con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere dell’Istituto
per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) con riferimento, tra
l’altro, alla sussistenza di un elevato rischio di concentrazione e
alla congruita’ del premio riconosciuto allo Stato; il parere
dell’IVASS e’ espresso entro quindici giorni dalla relativa
richiesta.
263. Entro il 30 giugno di ciascun anno il CIPE, su proposta del
Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero
dello sviluppo economico, sentito il Ministero degli affari esteri e
della cooperazione internazionale, delibera il piano previsionale
degli impegni finanziari e assicurativi assumibili da Invitalia ai
sensi dei commi da 260 a 266, nonche’ i limiti globali degli impegni
assumibili in garanzia dallo Stato, tenendo conto delle esigenze di
internazionalizzazione e dei flussi di esportazione, della
rischiosita’ dei mercati e dell’incidenza sul bilancio dello Stato
nel limite delle risorse allo scopo previste a legislazione vigente.
264. E’ istituito nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze un fondo a copertura della garanzia
dello Stato concessa ai sensi dei commi da 260 a 266, con una
dotazione iniziale di 120 milioni di euro per l’anno 2018. Le risorse
sono accreditate su un apposito conto corrente infruttifero aperto
presso la Tesoreria centrale. Al relativo onere si provvede mediante
versamento all’entrata del bilancio dello Stato per un corrispondente
importo delle somme di cui al decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341,
giacenti sull’apposito conto di Tesoreria centrale, per la successiva
riassegnazione ad apposito capitolo dello stato di previsione della
spesa del Ministero dell’economia e delle finanze. Il fondo e’
altresi’ alimentato dalle commissioni corrisposte per l’accesso alla
garanzia.
265. Per le iniziative conseguenti all’eventuale attivazione della
garanzia dello Stato, il Ministero dell’economia e delle finanze puo’
avvalersi di SACE S.p.a., come mero agente, sulla base di quanto
stabilito in apposita convenzione ed a fronte del riconoscimento dei
soli costi vivi documentati, a valere sul fondo di cui al comma 264.
266. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, e’ definito
l’ambito di applicazione dei commi da 260 a 265, con particolare
riferimento al funzionamento della garanzia di cui al comma 264,
nonche’ all’operativita’ di Invitalia quale istituzione finanziaria,
tenuto anche conto delle funzioni e delle operativita’ svolte da SACE
S.p.a.
267. All’articolo 6 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
dopo il comma 9-ter sono inseriti i seguenti:
«9-quater. Al fine di rafforzare il supporto alle esportazioni e
all’internazionalizzazione dell’economia italiana, gli impegni
assunti dalla societa’ SACE S.p.A. relativi alle operazioni
riguardanti settori strategici per l’economia italiana, Paesi
strategici di destinazione ovvero societa’ di rilevante interesse
nazionale in termini di livelli occupazionali, di entita’ di
fatturato o di ricadute per il sistema economico produttivo del Paese
e per l’indotto di riferimento, effettuate anche nell’ambito delle
operazioni di “export banca” di cui all’articolo 8 del decreto-legge
1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto 2009, n. 102, sono garantiti dallo Stato, nei limiti di cui al
comma 9 e secondo le modalita’ di cui ai commi 9-quinquies e
9-sexies.
9-quinquies. Le operazioni e le categorie di rischi assicurabili di
cui al comma 9-quater, nonche’ l’ambito di applicazione del medesimo
comma e le modalita’ di funzionamento della garanzia dello Stato,
sono definiti con delibera del Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con Ministro dello
sviluppo economico, tenuto anche conto delle deliberazioni gia’
assunte dal CIPE con riferimento ad operazioni e categorie di rischi
assicurabili dalla societa’ SACE S.p.A., degli accordi
internazionali, nonche’ della normativa e degli indirizzi dell’Unione
europea in materia di privatizzazione dei rischi di mercato e di
armonizzazione dei sistemi comunitari di assicurazione dei crediti
all’esportazione gestiti con il sostegno dello Stato.
9-sexies. La garanzia dello Stato di cui al comma 9-quater e’
rilasciata a prima domanda e con rinuncia all’azione di regresso
verso la societa’ SACE S.p.A., e’ onerosa e conforme con la normativa
di riferimento dell’Unione europea in materia di assicurazione e
garanzia per rischi non di mercato. Su istanza della SACE S.p.A., la
garanzia e’ rilasciata con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, previo parere dell’Istituto per la vigilanza sulle
assicurazioni (IVASS). In virtu’ della garanzia dello Stato di cui al
comma 9-quater, per gli impegni assunti in relazione alle operazioni
di cui al medesimo comma, la SACE S.p.A. riceve una remunerazione
calcolata sulla base di quanto previsto dall’accordo “Arrangement on
Officially Supported Export Credits” dell’Organizzazione per la
Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Tale remunerazione verra’
retrocessa allo Stato secondo le modalita’ di cui al comma 9-octies.
9-septies. Alle operazioni di cui al comma 9-quater non si applica
quanto previsto ai commi 9-bis e 9-ter.
9-octies. Per le finalita’ di cui ai commi 9-quater, 9-quinquies e
9-sexies, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze un Fondo a copertura della garanzia
dello Stato concessa ai sensi dei medesimi commi, con una dotazione
iniziale di 40 milioni di euro per l’anno 2018. Tale Fondo verra’
ulteriormente alimentato con i premi corrisposti dalla SACE S.p.A.,
al netto delle commissioni trattenute per coprire i costi di gestione
derivanti dalle operazioni di cui al comma 9-quater, che a tal fine
sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva
riassegnazione. Al relativo onere, pari a 40 milioni di euro per
l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo
da ripartire per l’integrazione delle risorse destinate alla
concessione di garanzie rilasciate dallo Stato, di cui all’articolo
37, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Con le delibere
assunte ai sensi del comma 9-quinquies, il CIPE incrementa la
dotazione del Fondo di cui al primo periodo, tenuto anche conto delle
risorse disponibili del Fondo finalizzato ad integrare le risorse
iscritte sul bilancio statale destinate alle garanzie rilasciate
dallo Stato di cui all’articolo 37, comma 6, del decreto-legge 24
aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
giugno 2014, n. 89, nonche’ delle risorse disponibili ai sensi
dell’articolo 1, comma 876, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ».
268. Ai cittadini italiani nonche’ agli enti e alle societa’
italiane gia’ operanti in Venezuela e in Libia, che alla data in
entrata in vigore della presente legge abbiano crediti che abbiano
subito svalutazione o che siano divenuti inesigibili a seguito della
situazione politico-economica determinatasi in Venezuela dall’anno
2013 e in Libia dall’anno 2011, puo’ essere concesso un contributo a
parziale compensazione delle perdite subite, previa ricognizione
delle richieste e ripartizione proporzionale delle risorse
disponibili. A seguito della liquidazione del contributo, lo Stato
subentra, di diritto e in proporzione all’entita’ del contributo
erogato, nella titolarita’ del credito vantato dagli aventi diritto.
A tal fine, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero
degli affari esteri e della cooperazione internazionale un fondo con
la dotazione di un milione di euro per l’anno 2018, di 5 milioni di
euro per l’anno 2019 e di 10 milioni di euro per l’anno 2020. Con uno
o piu’ decreti del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabiliti i termini e le modalita’
per la presentazione al Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale delle istanze dirette al conseguimento
del contributo nonche’, nel rispetto del limite di spesa, i criteri e
le modalita’ di corresponsione del contributo medesimo.
269. Al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) all’articolo 16, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Al fine di garantire una piu’ efficiente gestione delle
risorse disponibili per l’operativita’ del Fondo di cui all’articolo
3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, il soggetto gestore provvede ad
effettuare, con riferimento agli impegni assunti e a quelli da
assumere annualmente, accantonamenti pari al costo atteso di mercato
per la copertura dei rischi di variazione dei tassi di interesse e di
cambio, nonche’ gli ulteriori accantonamenti necessari ai fini della
copertura dei rischi di maggiori uscite di cassa almeno nel biennio
successivo, connessi ad eventuali ulteriori variazioni dei predetti
tassi, quantificati applicando la metodologia adottata dall’organo
competente all’amministrazione del Fondo su proposta del soggetto
gestore e approvata con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Ai
fini della definizione e della verifica della suddetta metodologia,
il soggetto gestore del Fondo puo’ conferire, con oneri a carico del
Fondo, incarichi a soggetti di provata esperienza e capacita’
operativa »;
b) all’articolo 17, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Entro il 30 giugno di ciascun anno il CIPE, su proposta del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico:
a) stabilisce la tipologia e le caratteristiche delle operazioni di
cui all’articolo 14, i criteri di priorita’ nell’utilizzo delle
risorse del Fondo e la misura massima del contributo da destinare
alle diverse tipologie di operazioni, tenendo conto delle risorse
disponibili sulla base della metodologia di cui all’articolo 16,
comma 1-bis, nonche’ delle caratteristiche dell’esportazione, del
settore del Paese di destinazione, della durata dell’intervento,
degli impatti economici ed occupazionali in Italia;
b) delibera il piano previsionale dei fabbisogni finanziari del
Fondo di cui all’articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, per
l’anno successivo, comprensivi degli accantonamenti volti ad
assicurare la copertura dei rischi di ulteriori uscite di cassa,
quantificati sulla base della metodologia di cui all’articolo 16,
comma 1-bis »;
c) all’articolo 14, comma 3, il primo periodo e’ soppresso.
270. L’organo competente ad amministrare il Fondo di cui
all’articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, nonche’ il fondo
rotativo di cui all’articolo 2 del decreto-legge 28 maggio 1981, n.
251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n.
394, e’ il Comitato agevolazioni, composto da due rappresentanti del
Ministero dello sviluppo economico, di cui uno con funzioni di
presidente, da un rappresentante del Ministero dell’economia e delle
finanze, da un rappresentante del Ministero degli affari esteri e
della cooperazione internazionale e da un rappresentante designato
dalle regioni, nominati con decreto del Ministero dello sviluppo
economico, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sono disciplinati competenze e funzionamento del predetto
Comitato.
271. L’articolo 51, comma 8, primo periodo, del testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
si interpreta nel senso che le retribuzioni del personale di cui
all’articolo 152 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18, e agli articoli da 31 a 33 del decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 64, costituiscono reddito nella misura
del 50 per cento, anche ai fini della determinazione dei contributi e
dei premi previdenziali dovuti ai sensi dell’articolo 158, primo e
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio
1967, n. 18, e fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, comma
3, del decreto legislativo 7 aprile 2000, n. 103. A decorrere dal 1º
aprile 2018, fermo restando quanto disposto dal primo periodo agli
effetti della determinazione dell’imposta sui redditi, i contributi e
i premi previdenziali dovuti ai sensi dell’articolo 158, primo e
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio
1967, n. 18, sono determinati sulla base dell’intera retribuzione e,
all’articolo 2, comma 3, secondo periodo, del decreto legislativo 7
aprile 2000, n. 103, le parole da: « ad una retribuzione » fino alla
fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: « all’intera
retribuzione ».
272. A decorrere dall’anno 2018, all’articolo 152 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al primo comma, le parole da: « nel limite di » fino alla fine
del primo periodo sono sostituite dalle seguenti: « nel limite di un
contingente complessivo pari a 2.820 unita’ »;
b) dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente:
«Il contingente di cui al primo comma e’ comprensivo di quello di
cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 17 febbraio 2017, n.
13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46
».
273. Ai fini dell’incremento del contingente, come rideterminato
dal comma 272, lettera a), e’ autorizzata la spesa pari a euro
3.870.000 per l’anno 2018, euro 3.947.400 per l’anno 2019, euro
4.026.348 per l’anno 2020, euro 4.106.875 per l’anno 2021, euro
4.189.012 per l’anno 2022, euro 4.272.793 per l’anno 2023, euro
4.358.249 per l’anno 2024, euro 4.445.414 per l’anno 2025, euro
4.534.322 per l’anno 2026 ed euro 4.625.008 a decorrere dall’anno
2027.
274. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale e’ autorizzato a bandire concorsi per titoli ed esami
per l’assunzione a tempo indeterminato fino a 75 unita’ di personale
appartenente alla terza area funzionale, posizione economica F1, ivi
inclusa l’area della promozione culturale, per ciascuno degli anni
2018 e 2019. Per l’attuazione del presente comma e’ autorizzata la
spesa di euro 1.462.500 per l’anno 2018 e di euro 5.850.000 a
decorrere dall’anno 2019.
275. Le dotazioni destinate all’erogazione delle indennita’ di cui
all’articolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18, sono ridotte di euro 5.332.500 per l’anno 2018,
euro 9.797.400 per l’anno 2019, euro 9.876.348 per l’anno 2020, euro
9.956.875 per l’anno 2021, euro 10.039.012 per l’anno 2022, euro
10.122.793 per l’anno 2023, euro 10.208.249 per l’anno 2024, euro
10.295.414 per l’anno 2025, euro 10.384.322 per l’anno 2026 ed euro
10.475.008 a decorrere dall’anno 2027.
276. A favore degli italiani nel mondo e per rafforzare gli
interessi italiani all’estero, sono autorizzati i seguenti
interventi:
a) la spesa di 2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, per la
promozione della lingua e cultura italiane all’estero, con
particolare riferimento al sostegno degli enti gestori di corsi di
lingua e cultura italiane all’estero;
b) la spesa di 200.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, per
il finanziamento di lettorati di lingua italiana presso istituzioni
universitarie estere, da conferire in via preferenziale a personale
che abbia conseguito un dottorato di ricerca;
c) la spesa di 400.000 euro per l’anno 2018, a favore del Consiglio
generale degli italiani all’estero. All’articolo 19-bis, comma 1, del
decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, la lettera e) e’ abrogata;
d) la spesa di un milione di euro per l’anno 2018, a favore dei
Comitati degli italiani all’estero;
e) la spesa di 600.000 euro a decorrere dall’anno 2018, per
adeguare le retribuzioni del personale di cui all’articolo 152 del
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, ai
parametri di riferimento di cui all’articolo 157 del medesimo
decreto;
f) la spesa di 400.000 euro a decorrere dall’anno 2018, a favore
delle agenzie di stampa specializzate per gli italiani all’estero che
abbiano svolto tale servizio per il Ministero degli affari esteri e
della cooperazione internazionale da almeno cinque anni;
g) la spesa di un milione di euro per l’anno 2018, a integrazione
della dotazione finanziaria per contributi diretti in favore della
stampa italiana all’estero di cui all’articolo 1-bis del
decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni,
dalla legge 16 luglio 2012, n. 103;
h) la spesa di 1,5 milioni di euro per l’anno 2018, di 1,5 milioni
di euro per l’anno 2019 e di 2 milioni di euro per l’anno 2020 a
favore delle camere di commercio italiane all’estero;
i) la spesa di un milione di euro per l’anno 2018, ad integrazione
delle misure in corso di applicazione a sostegno della particolare
condizione di emergenza riguardante gli italiani residenti in
Venezuela, con particolare considerazione per quelli esposti a
situazioni di disagio sociale;
l) la spesa di 272.000 euro per l’anno 2018 e di 22.000 euro annui
a decorrere dall’anno 2019 per la ristrutturazione, la manutenzione e
la guardiania del cimitero italiano di Hammangi nella citta’ di
Tripoli in Libia.
277. Al fine di consentire la realizzazione e la manutenzione di
opere pubbliche negli enti locali che si trovano nella condizione di
scioglimento ai sensi dell’articolo 143 del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nello stato di previsione
del Ministero dell’interno e’ istituito un fondo con una dotazione
iniziale di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018. Con
decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono definiti i criteri e le modalita’
di riparto del fondo, attribuendo priorita’ agli enti con popolazione
residente fino a 15.000 abitanti. Ai relativi oneri si provvede
mediante corrispondente utilizzo delle risorse del Fondo ordinario
per il finanziamento dei bilanci degli enti locali iscritto nello
stato di previsione del Ministero dell’interno, stanziate ai sensi
dell’articolo 1-bis del decreto-legge 25 novembre 1996, n. 599,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 gennaio 1997, n. 5.
278. La dotazione del fondo di cui al comma 277 e’ annualmente
incrementata con le risorse non utilizzate in ciascun anno,
rivenienti dal medesimo Fondo ordinario per il finanziamento dei
bilanci degli enti locali ai sensi dell’articolo 1-bis del
decreto-legge 25 novembre 1996, n. 599, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 gennaio 1997, n. 5, le quali sono
versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
al fondo di cui al comma 277. Il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
279. La dotazione del Fondo di cui all’articolo 2, comma 6-sexies,
del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, come modificato
ai sensi dell’articolo 14 della legge 7 luglio 2016, n. 122, e’
incrementata di ulteriori 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni
2018, 2019 e 2020. Tale somma e’ destinata all’erogazione di borse di
studio, spese mediche e assistenziali in favore degli orfani per
crimini domestici e degli orfani di madre a seguito del delitto di
cui all’articolo 576, primo comma, numero 5.1), ovvero per omicidio a
seguito dei delitti di cui agli articoli 609-bis e 609-octies del
codice penale, nonche’ al finanziamento di iniziative di
orientamento, di formazione e di sostegno per l’inserimento dei
medesimi nell’attivita’ lavorativa. Almeno il 70 per cento di tale
somma e’ destinato agli interventi in favore dei minori; la quota
restante e’ destinata, ove ne ricorrano i presupposti, agli
interventi in favore dei soggetti maggiorenni economicamente non
autosufficienti.
280. Con regolamento da adottare con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, con il Ministro
dell’interno, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e
con il Ministro della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalita’
per l’utilizzazione delle risorse di cui al comma 279 e per l’accesso
agli interventi finanziati mediante le stesse. Lo schema del
regolamento di cui al presente comma, corredato di relazione tecnica,
e’ trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni parlamentari
competenti per materia e per i profili di carattere finanziario.
281. E’ autorizzata, in favore del Ministero della difesa, la spesa
di 600.000 euro per l’anno 2018 per le operazioni di messa in
sicurezza, trasporto e installazione presso l’universita’ degli studi
di Milano del relitto del naufragio avvenuto il 18 aprile 2015 nel
canale di Sicilia.
282. L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e’
autorizzata, nei limiti dell’attuale dotazione organica, ad assumere
fino a 10 unita’ di livello dirigenziale non generale, con
reclutamento mediante concorso pubblico per titoli ed esami,
comprendente una prova scritta di carattere tecnico. A tal fine e’
autorizzata la spesa di 1.427.390 euro annui a decorrere dall’anno
2019.
283. Alla legge 11 agosto 2014, n. 125, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 21, comma 2:
1) al primo periodo, dopo le parole: « dal direttore dell’Agenzia »
sono aggiunte le seguenti: « , nonche’, limitatamente alle questioni
concernenti le iniziative di cui agli articoli 8 e 27, dal direttore
generale del tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze »;
2) al secondo periodo, dopo le parole: « all’ordine del giorno e »
sono inserite le seguenti: « , salvo quanto disposto al primo
periodo, »;
b) all’articolo 26, comma 4, sono aggiunti,in fine,i seguenti
periodi: «I finanziamenti sono erogati per stati di avanzamento,
previa rendicontazione delle spese effettivamente sostenute, oppure
anticipatamente, dietro presentazione, per il 30 per cento
dell’importo anticipato, di idonea garanzia ai sensi dell’articolo
35, comma 18, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo periodo, del
codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50. La garanzia e’ svincolata in seguito
all’approvazione della rendicontazione finale dell’iniziativa »;
c) all’articolo 27, comma 3, le lettere a) e b) sono sostituite
dalle seguenti:
«a) concedere prestiti, anche in via anticipata, ad imprese per la
partecipazione al capitale di rischio di imprese miste in Paesi
partner, individuati con delibera del CICS, con particolare
riferimento alle piccole e medie imprese;
b) concedere prestiti ad investitori pubblici o privati o ad
organizzazioni internazionali, affinche’ finanzino, secondo modalita’
identificate dal CICS, imprese miste in Paesi partner che promuovano
lo sviluppo dei Paesi medesimi ».
284. All’articolo 18, comma 2, del regolamento di cui al decreto
del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
22 luglio 2015, n. 113, la lettera e) e’ abrogata.
285. Agli oneri di cui al comma 282, pari ad euro 1.427.390 annui a
decorrere dall’anno 2019, si provvede mediante corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma
375, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
286. All’articolo 4 del decreto-legge 1° gennaio 2010, n. 1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2010, n. 30, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, primo periodo, le parole: « nel triennio 2016-2018 »
sono sostituite dalle seguenti: « nel quadriennio 2016-2019 »;
b) al comma 6, le parole: « e di euro 6.205.577 a decorrere
dall’anno 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « , di euro
6.205.577 per l’anno 2018, di euro 6.488.245 per l’anno 2019 e di
euro 8.147.805 a decorrere dall’anno 2020 ».
287. Al fine di incrementare i servizi di prevenzione e di
controllo del territorio e di tutela dell’ordine e della sicurezza
pubblica, connessi, in particolare, alle esigenze di contrasto al
terrorismo internazionale, nonche’ i servizi di soccorso pubblico, di
prevenzione incendi e di lotta attiva agli incendi boschivi, fermo
restando quanto previsto dagli articoli 703 e 2199 del codice
dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66, e’ autorizzata con apposito decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri o con le modalita’ di cui all’articolo 66,
comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, l’assunzione
straordinaria per un contingente massimo di 7.394 unita’ delle Forze
di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nel limite
della dotazione organica, in aggiunta alle facolta’ assunzionali
previste a legislazione vigente, nei rispettivi ruoli iniziali, a
decorrere dal 1º ottobre di ciascun anno, nel limite della dotazione
del fondo di cui al comma 299, per un numero massimo di:
a) 350 unita’ per l’anno 2018, di cui 100 nella Polizia di Stato,
100 nell’Arma dei carabinieri, 50 nel Corpo della guardia di finanza,
50 nel Corpo di polizia penitenziaria e 50 nel Corpo nazionale dei
vigili del fuoco;
b) 700 unita’ per l’anno 2019, di cui 200 nella Polizia di Stato,
200 nell’Arma dei carabinieri, 100 nel Corpo della guardia di
finanza, 100 nel Corpo di polizia penitenziaria e 100 nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco;
c) 2.112 unita’ per l’anno 2020, di cui 550 nella Polizia di Stato,
618 nell’Arma dei carabinieri, 325 nel Corpo della guardia di
finanza, 236 nel Corpo di polizia penitenziaria e 383 nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco;
d) 2.114 unita’ per l’anno 2021, di cui 551 nella Polizia di Stato,
618 nell’Arma dei carabinieri, 325 nel Corpo della guardia di
finanza, 237 nel Corpo di polizia penitenziaria e 383 nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco;
e) 2.118 unita’ per l’anno 2022, di cui 552 nella Polizia di Stato,
619 nell’Arma dei carabinieri, 325 nel Corpo della guardia di
finanza, 238 nel Corpo di polizia penitenziaria e 384 nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco.
288. Per assicurare la piena efficienza organizzativa del
dispositivo di soccorso pubblico del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco, anche in occasione di situazioni emergenziali, e’ autorizzata
l’assunzione dal mese di maggio del 2018 nei ruoli iniziali del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco di 400 unita’, a valere sulle facolta’
assunzionali del 2018 relative al 100 per cento delle cessazioni
avvenute, nei ruoli operativi dei vigili del fuoco, nell’anno 2017,
attingendo dalla graduatoria relativa al concorso pubblico a 814
posti di vigile del fuoco indetto con decreto del Ministero
dell’interno n. 5140 del 6 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – 4ª serie speciale – n. 90 del 18 novembre 2008. Le
residue facolta’ assunzionali relative all’anno 2018, tenuto conto
delle assunzioni di cui al presente comma, sono esercitate non prima
del 15 dicembre 2018, con scorrimento della graduatoria.
289. Per garantire gli standard operativi e i livelli di efficienza
e di efficacia del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in relazione
alla crescente richiesta di sicurezza proveniente dal territorio
nazionale, la dotazione organica della qualifica di vigile del fuoco
del predetto Corpo e’ incrementata di 300 unita’. Conseguentemente la
dotazione organica del ruolo dei vigili del fuoco di cui alla Tabella
A allegata al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, e
successive modificazioni, e’ incrementata di 300 unita’. Per la
copertura dei posti nella qualifica di vigile del fuoco, con
decorrenza 1° ottobre 2018, ai sensi del presente comma, si applica
quanto previsto dal comma 295.
290. Ai fini dell’attuazione dei commi 288 e 289 e’ autorizzata la
spesa di euro 2.945.854 per l’anno 2018 e di euro 12.124.370 annui a
decorrere dall’anno 2019.
291. Fino all’adeguamento alla dotazione organica prevista
dall’articolo 113, comma 1, del codice delle leggi antimafia e delle
misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre
2011, n. 159, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la
destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’
organizzata e’ autorizzata ad avvalersi di una quota non superiore a
100 unita’ di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ ad enti pubblici
economici. Nei limiti complessivi della stessa quota l’Agenzia puo’
avvalersi in posizione di comando di personale delle Forze di polizia
ad ordinamento civile e militare con qualifica non dirigenziale fino
a un massimo di 20 unita’. Il predetto personale e’ posto in
posizione di comando o di distacco anche in deroga alla vigente
normativa generale in materia di mobilita’ e nel rispetto di quanto
previsto dall’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n.
127, conservando lo stato giuridico e il trattamento economico fisso,
continuativo e accessorio, secondo quanto previsto dai rispettivi
ordinamenti, con oneri a carico dell’amministrazione di appartenenza
e successivo rimborso da parte dell’Agenzia all’amministrazione di
appartenenza dei soli oneri relativi al trattamento accessorio.
292. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione
dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata
svolge le funzioni e i compiti previsti dall’articolo 110, comma 2,
del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di
cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Fino
all’adeguamento della pianta organica dell’Agenzia alle disposizioni
dell’articolo 113-bis, comma 1, del citato codice di cui al decreto
legislativo n. 159 del 2011, continuano a operare le sedi secondarie
gia’ istituite.
293. Allo scopo di assicurare il rispetto delle norme in materia di
bilinguismo, al personale di cui all’articolo 33 del decreto del
Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574, e’ riservata
un’aliquota di posti pari all’1 per cento, con arrotondamento
all’unita’ superiore, del totale dei posti messi a concorso ai sensi
del comma 287, per ciascun ruolo, dalle rispettive Forze di polizia.
294. Al fine di rafforzare la sicurezza nei musei e negli altri
istituti e luoghi di cultura dello Stato, il contingente di personale
dell’Arma dei carabinieri di cui all’articolo 827, comma 1, del
codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’
incrementato, nell’ambito delle unita’ autorizzate per l’Arma dei
carabinieri dal comma 287, lettera a), di 40 unita’ in soprannumero
rispetto all’organico. Conseguentemente, all’articolo 827, comma 1,
del citato decreto legislativo n. 66 del 2010 sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’alinea, il numero: « 88 » e’ sostituito dal seguente: « 128
»;
b) alla lettera e), il numero: « 18 » e’ sostituito dal seguente: «
22 »;
c) alla lettera f), il numero: « 24 » e’ sostituito dal seguente: «
28 »;
d) alla lettera g), il numero: « 21 » e’ sostituito dal seguente: «
53 ».
295. Le assunzioni straordinarie di cui ai commi 287, 288, 289 e
299, relative al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono
riservate, nel limite massimo del 30 per cento dei contingenti
annuali, al personale volontario di cui all’articolo 6, comma 1, del
decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e successive modificazioni,
che risulti iscritto nell’apposito elenco istituito per le necessita’
delle strutture centrali e periferiche del Corpo medesimo da almeno
tre anni e che abbia effettuato non meno di centoventi giorni di
servizio. Ai fini delle predette assunzioni, nonche’ di quelle di cui
all’articolo 19-bis del decreto-legge 9 febbraio 2017 n. 8,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, il
limite di eta’ previsto dalle disposizioni vigenti per l’assunzione
del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e’
eccezionalmente derogato. Per il personale volontario di eta’ fino a
40 anni sono necessari i soli requisiti gia’ richiesti per
l’iscrizione nell’apposito elenco istituito per le necessita’ delle
strutture centrali e periferiche del Corpo medesimo. Per il personale
volontario con eta’ ricompresa tra i 40 anni compiuti e i 45 anni
compiuti, il requisito relativo ai giorni di servizio e’ elevato a
250 giorni, ad eccezione del personale volontario femminile per cui
lo stesso requisito e’ elevato a 150 giorni; tale personale
volontario, di sesso sia maschile che femminile, deve avere altresi’
effettuato complessivamente non meno di un richiamo di 14 giorni
nell’ultimo quadriennio. Per il personale con eta’ superiore ai 46
anni compiuti il requisito relativo ai giorni di servizio e’ elevato
a 400 giorni, ad eccezione del personale volontario femminile per cui
lo stesso requisito e’ elevato a 200 giorni; tale personale
volontario, di sesso sia maschile che femminile, deve avere altresi’
effettuato complessivamente non meno di due richiami di 14 giorni
nell’ultimo quadriennio. Resta fermo il possesso degli altri
requisiti ordinari per l’accesso alla qualifica di vigile del fuoco
previsti dalla normativa vigente. Con decreto del Ministro
dell’interno sono stabiliti per le assunzioni di cui al presente
comma i criteri di verifica dell’idoneita’ psico-fisica, nonche’
modalita’ abbreviate per il corso di formazione. Al personale
volontario in possesso dei requisiti di cui al presente comma, ai
fini dell’assunzione per lo svolgimento delle funzioni di addetto
antincendio anche ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81, viene rilasciato, a domanda, dal comando dei vigili del fuoco
competente per territorio, l’attestato di idoneita’ per addetto
antincendio in attivita’ a rischio elevato.
296. Le assunzioni nelle carriere iniziali del Corpo della guardia
di finanza autorizzate con il decreto del Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione 4 agosto 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 5 ottobre 2017,
possono essere effettuate, in deroga all’articolo 2199 del codice
dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66, e fino ad esaurimento delle stesse, attingendo alle
graduatorie degli idonei non vincitori del concorso bandito per
l’anno 2012 ai sensi del medesimo articolo 2199.
297. All’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 24
aprile 1982, n. 335, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, le parole: « quattro anni » sono sostituite
dalle seguenti: « due anni »;
b) al secondo comma, le parole: « due anni » sono sostituite dalle
seguenti: « un anno ».
298. All’articolo 52-quater, comma 1, del decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, dopo le parole: « l’ordinamento giuridico »
sono inserite le seguenti: « ed economico »;
b) al secondo periodo, alle parole: « Il trattamento economico del
personale » sono premesse le seguenti: « In sede di prima
applicazione, e comunque per un periodo di un anno dalla data di
entrata in vigore del regolamento che disciplina l’ordinamento
giuridico ed economico del personale, »;
c) dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: «A decorrere dal
secondo anno successivo alla data di entrata in vigore dei predetti
regolamenti l’Autorita’ nazionale anticorruzione, tenuto conto delle
proprie specifiche esigenze funzionali e organizzative, puo’ adeguare
il trattamento economico del personale, nei limiti delle risorse
disponibili per tale finalita’, sulla base dei criteri fissati dal
contratto collettivo di lavoro in vigore per l’Autorita’ garante
della concorrenza e del mercato ».
299. Ai fini dell’attuazione del comma 287, nello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito
un fondo, da ripartire con il decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri di cui al comma 287, con una dotazione di 1.729.659 euro
per l’anno 2018, di 16.165.500 euro per l’anno 2019, di 50.622.455
euro per l’anno 2020, di 130.399.030 euro per l’anno 2021, di
216.151.028 euro per l’anno 2022, di 291.118.527 euro per l’anno
2023, di 300.599.231 euro per l’anno 2024, di 301.977.895 euro per
l’anno 2025, di 304.717.770 euro per l’anno 2026, di 307.461.018 euro
per l’anno 2027, di 309.524.488 euro per l’anno 2028, di 309.540.559
euro per l’anno 2029 e di 309.855.555 euro a regime.
300. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio
in termini di residui, competenza e cassa.
301. Al fine di dare attuazione agli accordi internazionali in
materia di immigrazione e rafforzare le iniziative a livello
internazionale di contrasto al terrorismo, il Ministero dell’interno
e’ autorizzato ad inviare personale appartenente alla carriera
prefettizia presso organismi internazionali ed europei per un importo
di spesa massima di 1 milione di euro per ciascuno degli anni del
triennio 2018-2020. Al predetto personale della carriera prefettizia,
che presta servizio all’estero per un periodo superiore a sei mesi
presso rappresentanze diplomatiche o consolari, delegazioni italiane
dell’Unione europea, ovvero organismi internazionali, si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 1808 del codice di cui al decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, fatti salvi i casi in cui e’
prevista la corresponsione del trattamento economico di cui
all’articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18.
302. Per assicurare il mantenimento dei necessari standard di
funzionalita’ dell’Amministrazione dell’interno, anche in relazione
ai peculiari compiti in materia di immigrazione, e per valorizzare la
professionalita’ acquisita dal personale in servizio con contratto di
lavoro subordinato a tempo determinato, il Ministero dell’interno e’
autorizzato, nell’ambito dell’attuale dotazione organica, ad assumere
a tempo indeterminato il personale non dirigenziale in possesso dei
requisiti previsti dall’articolo 20, comma 1, lettere a), b) e c),
del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, nel limite del 50 per
cento del totale delle unita’ in servizio per ciascuna annualita’
2018 e 2019. Ai relativi oneri, pari ad euro 7.244.662 con
riferimento all’anno 2018 e ad euro 7.396.214 a decorrere dall’anno
2019, si provvede, quanto ad euro 5.444.662 per l’anno 2018, mediante
utilizzo delle risorse del fondo di parte corrente istituito nello
stato di previsione del Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo
34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e, quanto ad
euro 1.800.000 per l’anno 2018 e ad euro 7.396.214 a decorrere
dall’anno 2019, a valere sulle facolta’ assunzionali
dell’Amministrazione disponibili a legislazione vigente.
303. All’articolo 2190 del codice di cui al decreto legislativo 15
marzo 2010, n. 66, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Ai fini del conseguimento dell’obiettivo della
sostenibilita’ finanziaria attraverso lo sviluppo del piano
industriale di cui al comma 1-bis, l’Agenzia e’ autorizzata a
prorogare, fino al 31 dicembre 2018, i contratti di cui all’articolo
143, comma 3, del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, entro il limite stabilito ai sensi
dell’articolo 1, comma 379, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma, pari a
540.000 euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente
riduzione delle risorse del fondo di cui all’articolo 616 del
presente codice ».
304. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) all’articolo 184, dopo il comma 5-bis sono inseriti i
seguenti:
«5-bis.1. Presso ciascun poligono militare delle Forze armate e’
tenuto, sotto la responsabilita’ del comandante, il registro delle
attivita’ a fuoco. Nel registro sono annotati, immediatamente dopo la
conclusione di ciascuna attivita’:
a) l’arma o il sistema d’arma utilizzati;
b) il munizionamento utilizzato;
c) la data dello sparo e i luoghi di partenza e di arrivo dei
proiettili.
5-bis.2. Il registro di cui al comma 5-bis.1 e’ conservato per
almeno dieci anni dalla data dell’ultima annotazione. Lo stesso e’
esibito agli organi di vigilanza e di controllo ambientali e di
sicurezza e igiene del lavoro, su richiesta degli stessi, per gli
accertamenti di rispettiva competenza.
5-bis.3. Entro trenta giorni dal termine del periodo esercitativo,
il direttore del poligono avvia le attivita’ finalizzate al recupero
dei residuati del munizionamento impiegato. Tali attivita’ devono
concludersi entro centottanta giorni al fine di assicurare i
successivi adempimenti previsti dagli articoli 1 e seguenti del
decreto del Ministro della difesa 22 ottobre 2009, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 87 del 15 aprile 2010 »;
b) all’articolo 241-bis, dopo il comma 4 sono inseriti i
seguenti:
«4-bis. Il comandante di ciascun poligono militare delle Forze
armate adotta un piano di monitoraggio permanente sulle componenti di
tutte le matrici ambientali in relazione alle attivita’ svolte nel
poligono, assumendo altresi’ le iniziative necessarie per
l’estensione del monitoraggio, a cura degli organi competenti, anche
alle aree limitrofe al poligono. Relativamente ai poligoni temporanei
o semi-permanenti il predetto piano e’ limitato al periodo di
utilizzo da parte delle Forze armate.
4-ter. Il comandante di ciascun poligono militare delle Forze
armate predispone semestralmente, per ciascuna tipologia di
esercitazione o sperimentazione da eseguire nell’area del poligono,
un documento indicante le attivita’ previste, le modalita’ operative
di tempo e di luogo e gli altri elementi rilevanti ai fini della
tutela dell’ambiente e della salute.
4-quater. Il comandante del poligono militare delle Forze armate
trasmette il documento di cui al comma 4-ter alla regione in cui ha
sede il poligono. Lo stesso documento e’ messo a disposizione
dell’ARPA e dei comuni competenti per territorio.
4-quinquies. Le regioni in cui hanno sede poligoni militari delle
Forze armate istituiscono un Osservatorio ambientale regionale sui
poligoni militari, nell’ambito dei sistemi informativi ambientali
regionali afferenti alla rete informativa nazionale ambientale
(SINANET) di cui all’articolo 11 della legge 28 giugno 2016, n. 132.
Il comandante del poligono militare, entro trenta giorni dal termine
del periodo esercitativo, trasmette all’Osservatorio le risultanze
del piano di monitoraggio ambientale di cui al comma 4-bis. Le forme
di collaborazione tra gli Osservatori ambientali regionali e il
Ministero della difesa sono disciplinate da appositi protocolli.
4-sexies. Con le modalita’ previste dall’articolo 184, comma 5-bis,
sono disciplinate, nel rispetto dei principi di cui alla parte sesta,
titolo II, del presente decreto, le procedure applicabili al
verificarsi, nei poligoni militari delle Forze armate, di un evento
in relazione al quale esiste il pericolo imminente di un danno
ambientale.
4-septies. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
con il Ministro della salute, e’ stabilito il periodo massimo di
utilizzo annuale dei poligoni militari delle Forze armate per le
esercitazioni e le sperimentazioni.
4-octies. Ferme restando le competenze di cui all’articolo 9 del
decreto del Ministro della difesa 22 ottobre 2009, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 87 del 15 aprile 2010, l’ISPRA provvede alle
attivita’ di vigilanza sul rispetto della normativa sui rifiuti
avvalendosi delle ARPA, secondo le modalita’ definite con decreto del
Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare.
4-novies. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono
determinati annualmente gli oneri a carico del Ministero della
difesa, relativi alle attivita’ di cui all’articolo 184, comma
5-bis.3, e ai commi 4-bis e 4-octies del presente articolo »;
c) all’articolo 258, dopo il comma 5-ter e’ aggiunto il seguente:
«5-quater. In caso di violazione di uno o piu’ degli obblighi
previsti dall’articolo 184, commi 5-bis.1 e 5-bis.2, e dall’articolo
241-bis, commi 4-bis, 4-ter e 4-quater, del presente decreto, il
comandante del poligono militare delle Forze armate e’ punito con la
sanzione amministrativa pecuniaria da tremila euro a diecimila euro.
In caso di violazione reiterata dei predetti obblighi si applica la
sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a ventimila
euro ».
305. Il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo e’ autorizzato ad assumere fino ad un massimo di 200 unita’
di personale, appartenenti all’area III – posizione economica F1,
mediante scorrimento delle graduatorie di concorso delle procedure di
selezione pubblica di cui all’articolo 1, commi 328 e seguenti, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, nel rispetto della dotazione organica
di cui alla tabella B allegata al regolamento di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171. Il
Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo comunica
alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed al Ministero
dell’economia e delle finanze le assunzioni effettuate ai sensi del
presente comma e i relativi oneri. Alla copertura degli oneri
derivanti dal presente comma il Ministero provvede a valere sulle
proprie facolta’ assunzionali disponibili a legislazione vigente.
306. I contratti a tempo determinato stipulati dagli istituti e
luoghi della cultura, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 31
maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
luglio 2014, n. 106, possono essere prorogati per l’anno 2018, non
oltre il limite massimo di 36 mesi, anche discontinui, previsto
dall’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n.
81, come richiamato dall’articolo 36, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e nel limite di 1 milione di euro
per l’anno 2018.
307. All’articolo 22, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2017, n.
50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
al primo periodo, le parole: « fino al 31 dicembre 2018, » sono
soppresse e le parole: « per una durata non superiore a 9 mesi, entro
i limiti di spesa di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018
» sono sostituite dalle seguenti: « per una durata massima di 24
mesi, entro il limite di spesa di 200.000 euro annui ».
308. Al fine di accelerare la realizzazione degli interventi
inclusi nel piano strategico di cui all’articolo 1, comma 6, del
decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, finalizzati al rilancio
economico-sociale e alla riqualificazione ambientale e urbanistica
dei comuni interessati dal piano di gestione del sito Unesco « Aree
archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata », al comma
5-ter dell’articolo 2 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « 31 gennaio 2019 » sono sostituite dalle seguenti: «
31 dicembre 2019 »;
b) le parole: « Dal 1º gennaio 2018 » sono sostituite dalla
seguente: « Successivamente »;
c) le parole: « il Direttore generale di progetto e le competenze
ad esso attribuite » sono sostituite dalle seguenti: « le funzioni
attribuite al Direttore generale di progetto »;
d) le parole: « confluiscono nella » sono sostituite dalle
seguenti: « rientrano nelle competenze della »;
e) l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente: « Il Direttore
generale di progetto, per la progettazione, la realizzazione e la
gestione degli interventi di cui all’articolo 1, commi 4 e 6, del
decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, nonche’ per l’ulteriore sviluppo
del piano strategico di cui al medesimo articolo 1, attiva, su
deliberazione del Comitato di gestione, le procedure per la stipula
di un apposito contratto istituzionale di sviluppo ai sensi
dell’articolo 6 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e
dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123 ».
309. Per le medesime finalita’ di cui al comma 308, entro il 31
marzo 2018 il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo avvia apposita selezione per titoli e colloquio finalizzata
all’inquadramento, nel rispetto della dotazione organica di cui alla
tabella B allegata al regolamento di cui al decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, nella III area del
personale non dirigenziale, posizione economica F1, profili di
funzionario archeologo, architetto e ingegnere, delle unita’ di
personale di cui all’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 31 maggio
2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio
2014, n. 106. Alla selezione di cui al precedente periodo possono
partecipare le unita’ di personale che siano state reclutate a
seguito di procedura selettiva pubblica e che, entro la suddetta data
del 31 marzo 2018, abbiano prestato servizio per almeno trentasei
mesi presso la segreteria tecnica di progettazione di cui al medesimo
articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 83 del 2014. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede, nel limite
massimo di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 354, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
310. Per la realizzazione del Piano per l’arte contemporanea di cui
all’articolo 3 della legge 23 febbraio 2001, n. 29, e’ autorizzata
l’ulteriore spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018,
2019 e 2020.
311. All’articolo 2, comma 8, del decreto-legge 31 marzo 2011, n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75,
dopo le parole: « versamenti all’entrata del bilancio dello Stato, »
sono inserite le seguenti: « anche degli utili conseguiti dalla
societa’ ALES S.p.A., al netto della quota destinata alla riserva
legale, ».
312. All’articolo 15-bis, comma 6, lettera b), del decreto-legge 17
ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
dicembre 2016, n. 229, le parole: « , per la durata di cinque anni a
far data dal 2017» sono sostituite dalle seguenti: «; il personale di
cui alla presente lettera e’ assunto dal Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo a tempo indeterminato e, decorsi
cinque anni a far data dal 2017, puo’ essere assegnato ad altro
ufficio del medesimo Ministero ».
313. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 312, nel limite
massimo di 1 milione di euro annui, il Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo provvede a valere sulle proprie
facolta’ assunzionali.
314. A decorrere dal 1° gennaio 2019, i contributi previsti
dall’articolo 35 del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42, sono concessi nel limite massimo di 10 milioni di euro
per l’anno 2019 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2020, secondo le modalita’ stabilite, anche ai fini del rispetto dei
predetti limiti di spesa, con decreto del Ministro dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge. A decorrere dal 1°
gennaio 2019, l’articolo 1, comma 26-ter, del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 135, e’ abrogato e, all’articolo 31, comma 2-bis, del codice
di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, le parole: « dagli
articoli 35 e » sono sostituite dalle seguenti: « dall’articolo ».
315. In occasione di manifestazioni culturali o altri eventi
gestiti o attuati nei luoghi della cultura appartenenti allo Stato da
terzi concessionari o autorizzati ai sensi dell’articolo 115 del
codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, le
prestazioni svolte dal personale del Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo finalizzate a garantire la tutela
del patrimonio culturale e la sicurezza dei luoghi e degli utenti in
relazione alle predette attivita’ si considerano prestazioni
accessorie diverse dallo straordinario. In deroga all’articolo 43
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le somme destinate alle
retribuzioni del personale per ciascuna attivita’ di valorizzazione,
manifestazione o evento sono versate dai terzi concessionari o
autorizzati, prima dell’inizio delle prestazioni, all’entrata del
bilancio dello Stato e riassegnate, con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero
dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, con imputazione
ad apposito piano gestionale del pertinente capitolo di spesa, e sono
assegnate ai soggetti interessati secondo criteri stabiliti mediante
contrattazione collettiva integrativa.
316. Nel limite massimo di 5 milioni di euro annui a decorrere dal
2018, le operazioni e i servizi svolti in attuazione del piano
nazionale straordinario di valorizzazione degli istituti e dei luoghi
della cultura dal relativo personale si considerano prestazioni
accessorie diverse dallo straordinario. Al relativo onere si provvede
mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1142,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all’articolo 1, comma 321,
della legge 28 dicembre 2015, n. 208, secondo i criteri stabiliti
annualmente mediante contrattazione collettiva integrativa.
317. Per assicurare il funzionamento dei soggetti giuridici creati
o partecipati dal Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e
del turismo per rafforzare la tutela e la valorizzazione del
patrimonio culturale, e’ autorizzata la spesa di 1 milione di euro
per l’anno 2018 e di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2019.
Le risorse sono ripartite annualmente con decreto del Ministero dei
beni e delle attivita’ culturali e del turismo. Il Ministero dei beni
e delle attivita’ culturali e del turismo e’ altresi’ autorizzato a
costituire una fondazione per la gestione della Biblioteca di
archeologia e storia dell’arte di Roma, di cui al regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417.
318. Nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo e’ istituito,a decorrere dal 2018,
un Fondo per la promozione del libro e della lettura con dotazione
annua pari a 4 milioni di euro, di cui una quota pari a 1 milione di
euro annui e’ destinata alle biblioteche scolastiche. Il Fondo,
gestito dal Centro per il libro e la lettura, e’ ripartito
annualmente secondo le modalita’ stabilite con apposito decreto del
Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di
concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge. All’onere di 1 mlione di euro annui a decorrere dall’anno
2018, derivante dall’attuazione della disposizione del presente comma
concernente la quota delle risorse del Fondo di cui al primo periodo
destinata alle biblioteche scolastiche, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 349, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
319. A decorrere dall’anno 2018, agli esercenti di attivita’
commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di
libri in esercizi specializzati con codice Ateco principale 47.61 o
47.79.1 e’ riconosciuto, nel limite di spesa di 4 milioni di euro per
l’anno 2018 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019,
un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di IMU,
TASI e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima
attivita’ di vendita di libri al dettaglio, nonche’ alle eventuali
spese di locazione o ad altre spese individuate con il decreto di cui
al comma 321, anche in relazione all’assenza di librerie nel
territorio comunale. Il credito d’imposta di cui al presente comma e’
stabilito nella misura massima di 20.000 euro per gli esercenti di
librerie che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli
stessi direttamente gestite e di 10.000 euro per gli altri esercenti.
320. Gli esercizi di cui al comma 319 possono accedere al credito
d’imposta nel rispetto dei limiti di cui al regolamento (UE) n.
1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo
all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis ». Il
credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini
delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive, non rileva ai fini
del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico
delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed e’ utilizzabile
esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, presentando il modello F24
esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione
dall’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di
versamento, secondo modalita’ e termini definiti con provvedimento
del direttore della medesima Agenzia.
321. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabilite le disposizioni
applicative dei commi 319 e 320, anche con riferimento al
monitoraggio ed al rispetto dei limiti di spesa ivi previsti.
322. In attuazione della decisione (UE) 2017/864 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, e’ autorizzata la spesa
di 1 milione di euro per il 2018, per la realizzazione di uno
specifico programma di attivita’ in occasione dell’Anno europeo del
patrimonio culturale. Con decreto del Ministro dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo, da adottare entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
individuati le azioni e gli interventi del programma di cui al
presente comma.
323. Al fine di ridurre il debito fiscale delle fondazioni
lirico-sinfoniche e di assicurare il completamento del percorso del
loro risanamento, nonche’ di favorire le erogazioni liberali che
beneficiano dell’agevolazione fiscale di cui all’articolo 1 del
decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 luglio 2014, n. 106:
a) all’articolo 1, comma 583, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
le parole: « per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di 15 milioni di
euro annui a decorrere dal 2019 » sono sostituite dalle seguenti: «
per l’anno 2017 e di 15 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2018 »;
b) all’articolo 1, comma 355, primo periodo, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, le parole: « entro l’esercizio finanziario
2018 » sono sostituite dalle seguenti: « entro l’esercizio
finanziario 2019 »;
c) all’articolo 11, comma 14, del decreto-legge 8 agosto 2013, n.
91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n.
112, le parole: « entro l’esercizio 2018 » sono sostituite dalle
seguenti: « entro l’esercizio 2019 ».
324. Al fine di sostenere l’Ente nazionale per la protezione e
l’assistenza dei sordi (ONLUS), di cui alla legge 12 maggio 1942, n.
889, alla legge 21 agosto 1950, n. 698, e al decreto del Presidente
della Repubblica 31 marzo 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 125 del 9 maggio 1979, e’ autorizzata la spesa di un milione di
euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
325. Per le attivita’ e il conseguimento delle finalita’
scientifiche del polo nazionale di servizi e ricerca per la
prevenzione della cecita’ e la riabilitazione visiva degli
ipovedenti, di cui al n. 87 della tabella A allegata alla legge 16
ottobre 2003, n. 291, il contributo annuo riconosciuto alla sezione
italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della
cecita’, di cui all’articolo 11-quaterdecies, comma 10, del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e’ incrementato
di 250.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018.
326. All’articolo 7, comma 3-quater, del decreto-legge 31 maggio
2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio
2014, n. 106, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il titolo
di “Capitale italiana della cultura” e’ conferito, con le medesime
modalita’ di cui al presente comma, anche per l’anno 2021 e per i
successivi ». Per l’attuazione del presente comma e’ autorizzata la
spesa di 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2021.
327. Al comma 2 dell’articolo 7-sexies del decreto-legge 29
dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 2017, n. 18, le parole: « 400.000 euro per ciascuno degli
anni 2017, 2018 e 2019» sono sostituite dalle seguenti: « 400.000
euro per l’anno 2017, di 550.000 euro per gli anni 2018 e 2019 e di
200.000 euro per l’anno 2020 ».
328. Le disposizioni dell’articolo 3 del decreto legislativo
luogotenenziale 28 settembre 1944, n. 359, continuano ad applicarsi a
tutti i tributi erariali, regionali e locali vigenti, nonche’ ad ogni
altro tributo di nuova istituzione, salva espressa deroga
legislativa, dovuti dall’Accademia nazionale dei Lincei nell’ambito
delle attivita’ istituzionali dalla stessa esercitate non in regime
di impresa.
329. Per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 e’ autorizzata la
spesa di 2 milioni di euro per il sostegno di manifestazioni
carnevalesche, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 4-ter
del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112. Conseguentemente,
ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 8 agosto 2013,
n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n.
112, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono apportate le necessarie modificazioni al decreto
del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo 27
luglio 2017, recante criteri e modalita’ per l’erogazione,
l’anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal
vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30
aprile 1985, n. 163, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 242 del 16 ottobre 2017. Agli oneri derivanti
dall’attuazione del presente comma si provvede a valere sulle risorse
del Fondo unico per lo spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985,
n. 163.
330. Al fine di assicurarne la gestione e la manutenzione, al
cimitero delle vittime del Vajont, dichiarato monumento nazionale con
decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 2003, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 278 del 29 novembre 2003, e’ assegnato un
contributo di euro 50.000 per ciascuno degli anni dal 2018 al 2020.
331. Al fine di tutelare e rivalutare il patrimonio culturale delle
aree colpite dagli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011, e’
autorizzata la spesa di 400.000 euro, per ciascuno degli anni 2019 e
2020, per la ristrutturazione della Chiesa di San Tommaso Becket,
sita in Aulla (MS).
332. Al fine di favorire la diffusione della cultura
storico-scientifica e di promuovere la conservazione e la
valorizzazione del patrimonio bibliografico e archivistico di
particolare interesse storico, e’ riconosciuto un contributo pari a
200.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018 in favore
dell’Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, di cui al regio
decreto 8 giugno 1936, n. 1275, iscritta nel registro delle persone
giuridiche della Prefettura di Roma al n. 361 del 1986, allo scopo di
sostenere il perseguimento dei fini istituzionali dell’Accademia
stessa.
333. Al fine di tutelare e promuovere il patrimonio morale,
culturale e storico dei luoghi di memoria della lotta al
nazifascismo, della Resistenza e della Liberazione, e’ autorizzata la
spesa di un milione di euro per l’anno 2018 e di 2,5 milioni di euro
a decorrere dall’anno 2019, destinata alle seguenti istituzioni:
Civico museo della Risiera di San Sabba – monumento nazionale,
Fondazione ex Campo Fossoli, Istituto e museo Alcide Cervi, Comitato
regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto, Parco nazionale
della pace di Sant’Anna di Stazzema.
334. In occasione del sessantesimo anno dalla scomparsa di Luigi
Sturzo e del centenario della fondazione del Partito popolare
italiano, e’ autorizzata la spesa di euro 300.000 per ciascuno degli
anni 2018, 2019 e 2020, a favore dell’Istituto Luigi Sturzo ai fini
del programma straordinario di inventariazione, digitalizzazione e
diffusione degli archivi librari, nonche’ della promozione di
ricerche e convegni da svolgere nei luoghi piu’ significativi della
storia e della tradizione cattolico-popolare.
335. E’ autorizzata la spesa di 350.000 euro per ciascuno degli
anni 2019 e 2020 per il finanziamento dell’istituzione culturale
denominata Accademia Vivarium novum, con sede in Frascati. Il
contributo di cui al presente comma e’ finalizzato a garantire il
funzionamento e a sostenere le attivita’ di ricerca, di formazione e
di divulgazione nel campo delle discipline umanistiche
dell’istituzione, di rilevante interesse pubblico. L’Accademia
trasmette al Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo e al Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, entro il 31 gennaio di ciascun anno, una relazione
sull’attivita’ svolta nell’anno precedente e sull’utilizzo dei
contributi pubblici ricevuti, con specifico riferimento ai contributi
statali e al perseguimento delle finalita’ di cui al presente comma.
Entro il 15 febbraio di ciascun anno, il Ministro dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo e il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca trasmettono la relazione di cui al
terzo periodo alle Camere.
336. Al fine di sostenere e incentivare le attivita’ e i servizi in
favore di non vedenti, ipovedenti e dislessici, al Centro
internazionale del libro parlato « Adriano Sernagiotto » – Onlus di
Feltre e’ assegnato un contributo straordinario di 250.000 euro per
ciascuno degli anni 2019 e 2020.
337. E’ concesso per l’anno 2019 un contributo dell’importo di
1.000.000 di euro in favore della Lega del Filo d’Oro.
338. Per il triennio 2018-2020 e’ istituito un fondo per
l’assistenza dei bambini affetti da malattia oncologica, con una
dotazione di un milione di euro annui per ciascuno degli anni 2018 e
2019 e di 5 milioni di euro per l’anno 2020. Al fondo possono
accedere le associazioni che svolgono attivita’ di assistenza
psicologica, psicosociologica e sanitaria in tutte le forme a favore
dei bambini affetti da malattia oncologica e delle loro famiglie.
L’utilizzo del fondo, nei limiti di spesa di cui al primo periodo, e’
disciplinato con regolamento adottato con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge.
339. Al fine di tutelare e rivalutare il patrimonio culturale delle
aree colpite dagli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011, e’
autorizzata la spesa di 250.000 euro, per ciascuno degli anni 2019 e
2020, per la ristrutturazione della Chiesa di San Michele Arcangelo,
sita in Villafranca in Lunigiana (MS).
340. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, al numero 119), le parole:
« spettacoli teatrali » sono sostituite dalle seguenti: « spettacoli
di cui al numero 123), nonche’ le relative prestazioni, rese da
intermediari ».
341. All’articolo 1, comma 420, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, dopo le parole: « e 2018 » sono inserite le seguenti: « , e di 1
milione di euro per l’anno 2019 ».
342. Al fine della conservazione e della informatizzazione degli
archivi dei movimenti politici e degli organismi di rappresentanza
dei lavoratori, e’ istituito presso il Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo un apposito Fondo con dotazione di
1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2018. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede, quanto a
500.000 euro annui, mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 349, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, e, quanto a 500.000 euro annui,
mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
al comma 354 del medesimo articolo 1.
343. All’articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, dopo il
comma1 e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. E’ assegnato un contributo di 500.000 euro per ciascuno
degli anni 2018 e 2019 a favore della Fondazione Teatro Donizetti di
Bergamo per la realizzazione del Festival Donizetti Opera ».
344. I costi di cui al decreto interministeriale n. 663 del 12
settembre 2017, relativo alla prima costituzione dell’organico
tecnico-amministrativo dell’ISIA di Pescara, sono posti a carico del
capitolo di spesa del bilancio dello Stato sul quale vengono imputati
gli oneri per il personale tecnico-amministrativo degli altri ISIA
nazionali.
345. Al fine di tutelarne il valore culturale ed artistico, e’
assegnato un contributo di 100.000 euro per l’anno 2018 e di 400.000
euro per l’anno 2019 a favore dell’abbazia complesso e sede del museo
di San Caprasio di Aulla (MS).
346. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera c), del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, e’ incrementata di
un milione di euro per l’anno 2018, destinato all’erogazione di
contributi in favore delle scuole di eccellenza nazionale operanti
nell’ambito dell’altissima formazione musicale, di rilevante
interesse culturale, al fine di garantire il proseguimento della loro
attivita’. Alla ripartizione dell’importo di cui al primo periodo,
sulla base delle esigenze prospettate, si provvede con decreto del
Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, da
emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
347. Per il triennio 2018-2020, alla Fondazione internazionale
Trieste per il progresso e la liberta’ delle scienze (FIT) e’
attribuito un finanziamento pari a 400.000 euro per ciascuno degli
anni 2018, 2019 e 2020 per la realizzazione del progetto ESOF 2020
Trieste.
348. Ai maggiori oneri derivanti dalla disposizione di cui al comma
347, pari a 400.000 euro per l’anno 2018, a 400.000 euro per l’anno
2019 e a 400.000 euro per l’anno 2020, si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo integrativo speciale per la
ricerca, di cui all’articolo 10, comma 1, lettera d), della legge 19
ottobre 1999, n. 370.
349. Al fine di consentire il pieno conseguimento degli obiettivi
perseguiti dall’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 28
maggio 2010, n. 85, gli accordi di valorizzazione e i conseguenti
programmi e piani strategici di sviluppo culturale, definiti ai sensi
e con i contenuti di cui all’articolo 112, comma 4, del codice dei
beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, possono includere beni demaniali pertinenziali
ancorche’ non assoggettati a vincolo ai sensi della predetta
normativa e anche appartenenti al demanio marittimo, nel rispetto
delle disposizioni dell’articolo 34 del codice della navigazione e
dell’articolo 36 del regolamento per l’esecuzione del codice della
navigazione (Navigazione marittima), di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, qualora i beni stessi
risultino direttamente e strettamente necessari all’attuazione dei
programmi e dei piani strategici di valorizzazione culturale.
350. Ai sensi della legge 28 dicembre 2005, n. 278, alla
Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi con sede in Roma
e’ erogato un contributo straordinario di 2,5 milioni di euro per
l’anno 2019, per la realizzazione di un centro polifunzionale
sperimentale di alta specializzazione per la ricerca volta
all’integrazione sociale e scolastica dei ciechi con minorazioni
plurime aggiuntive.
351. Al fine di realizzare valutazioni e prove di affidabilita’,
usabilita’ e accessibilita’, relative ai dispositivi e ai ritrovati
tecnologici immessi sul mercato e destinati ai ciechi e agli
ipovedenti, con conseguente rilascio di un marchio di qualita’,
all’Istituto nazionale di valutazione degli ausili e delle tecnologie
e’ erogato un contributo straordinario di 300.000 euro per l’anno
2018.
352. Al decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 22, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Al fine di incentivare l’ammodernamento degli impianti
calcistici, in regime di proprieta’ o di concessione amministrativa,
in favore delle societa’ appartenenti alla Lega di serie B, alla Lega
Pro e alla Lega nazionale dilettanti che hanno beneficiato della
mutualita’ e’ riconosciuto un contributo, sotto forma di credito
d’imposta, nella misura del 12 per cento dell’ammontare degli
interventi di ristrutturazione degli impianti medesimi, sino a un
massimo di 25.000 euro, realizzati mediante l’impiego delle somme di
cui al comma 1 entro il terzo periodo d’imposta successivo alla loro
attribuzione. Il contributo e’ riconosciuto nel rispetto del
regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre
2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato
sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,
sono individuate le modalita’ di attuazione dell’incentivo anche al
fine del rispetto del limite di spesa di 4 milioni di euro annui a
decorrere dal 2018 »;
b) l’articolo 26 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 26 (Ripartizione delle risorse del Campionato di calcio di
serie A) – 1. La ripartizione delle risorse assicurate dalla
commercializzazione dei diritti audiovisivi relativi al Campionato
italiano di calcio di serie A, dedotte le quote di cui all’articolo
22, e’ effettuata con le seguenti modalita’:
a) una quota del 50 per cento in parti uguali tra tutti i soggetti
partecipanti al Campionato di serie A;
b) una quota del 30 per cento sulla base dei risultati sportivi
conseguiti;
c) una quota del 20 per cento sulla base del radicamento sociale.
2. La quota di cui al comma 1, lettera b), e’ determinata nella
misura del 15 per cento sulla base della classifica e dei punti
conseguiti nell’ultimo campionato, nella misura del 10 per cento
sulla base dei risultati conseguiti negli ultimi cinque campionati e
nella misura del 5 per cento sulla base dei risultati conseguiti a
livello internazionale e nazionale a partire dalla stagione sportiva
1946/1947.
3. La quota di cui al comma 1, lettera c), e’ determinata sulla
base del pubblico di riferimento di ciascuna squadra, tenendo in
considerazione il numero di spettatori paganti che hanno assistito
dal vivo alle gare casalinghe disputate negli ultimi tre campionati,
nonche’ in subordine l’audience televisiva certificata.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da
adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, sono individuati i criteri di
ponderazione delle quote di cui al comma 1, lettera b), nonche’ i
criteri di determinazione del pubblico di riferimento di ciascuna
squadra di cui al comma 1, lettera c) ».
353. Le attivita’ sportive dilettantistiche possono essere
esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie di cui al
titolo V del libro quinto del codice civile.
354. A pena di nullita’, lo statuto delle societa’ sportive
dilettantistiche con scopo di lucro deve contenere:
a) nella denominazione o ragione sociale, la dicitura « societa’
sportiva dilettantistica lucrativa »;
b) nell’oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l’organizzazione
di attivita’ sportive dilettantistiche;
c) il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima
carica in altre societa’ o associazioni sportive dilettantistiche
affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata
ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito
della stessa disciplina;
d) l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione
dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a
qualsiasi titolo, la presenza di un « direttore tecnico » che sia in
possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie
o di laurea magistrale in Organizzazione e gestione dei servizi per
lo sport e le attivita’ motorie (LM47) o in Scienze e tecniche delle
attivita’ motorie preventive e adattate (LM67) o in Scienze e
tecniche dello sport (LM68), ovvero in possesso della laurea
triennale in Scienze motorie.
355. L’imposta sul reddito delle societa’ e’ ridotta alla meta’ nei
confronti delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative
riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI).
L’agevolazione si applica nel rispetto delle condizioni e dei limiti
del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre
2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato
sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis ».
356. All’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo
15 giugno 2015, n. 81, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «
, nonche’ delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative ».
357. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 123) e’
inserito il seguente:
«123-quater) servizi di carattere sportivo resi dalle societa’
sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI nei
confronti di chi pratica l’attivita’ sportiva a titolo occasionale o
continuativo in impianti gestiti da tali societa’ ».
358. Le prestazioni di cui all’articolo 2, comma 2, lettera d), del
decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, individuate dal CONI ai
sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a), del decreto legislativo
23 luglio 1999, n. 242, costituiscono oggetto di contratti di
collaborazione coordinata e continuativa.
359. I compensi derivanti dai contratti di collaborazione
coordinata e continuativa stipulati da associazioni e societa’
sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI costituiscono redditi
diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I compensi derivanti dai
contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati dalle
societa’ sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI
costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai
sensi dell’articolo 50 del citato testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 917 del 1986.
360. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i collaboratori coordinati e continuativi che prestano la loro
opera in favore delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative
riconosciute dal CONI sono iscritti, ai fini dell’assicurazione per
l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti,al fondo pensioni
lavoratori dello spettacolo istituito presso l’INPS. Per i primi
cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la
contribuzione al predetto fondo pensioni e’ dovuta nei limiti del 50
per cento del compenso spettante al collaboratore. L’imponibile
pensionistico e’ ridotto in misura equivalente. Nei confronti dei
collaboratori di cui al presente comma non operano forme di
assicurazione diverse da quella per l’invalidita’, la vecchiaia e i
superstiti.
361. All’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 24, le parole: « a tutte le societa’ e associazioni
sportive » sono sostituite dalle seguenti: « in via preferenziale
alle associazioni sportive dilettantistiche e alle societa’ sportive
dilettantistiche senza scopo di lucro»;
b) al comma 25, dopo la parola: « societa’ » sono inserite le
seguenti: « sportive dilettantistiche senza scopo di lucro »;
c) al comma 26, le parole: « a disposizione di societa’ e
associazioni sportive dilettantistiche » sono sostituite dalle
seguenti: « in via preferenziale a disposizione di societa’ sportive
dilettantistiche senza scopo di lucro e associazioni sportive
dilettantistiche ».
362. Al fine di attribuire natura strutturale al Fondo «Sport e
Periferie» di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge 25
novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
gennaio 2016, n. 9,e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro
annui a decorrere dall’anno 2018, da iscrivere su apposita sezione
del relativo capitolo dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, da trasferire al bilancio autonomo
della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le suddette risorse sono
assegnate all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da
adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono individuati i criteri e le modalita’ di
gestione delle risorse assegnate all’Ufficio per lo sport, nel
rispetto delle finalita’ individuate dall’articolo 15, comma 2,
lettere a), b) e c), del medesimo decreto-legge 25 novembre 2015, n.
185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n.
9, facendo salve le procedure in corso.
363. A tutte le imprese e’ riconosciuto un contributo, sotto forma
di credito d’imposta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui,
pari al 50 per cento delle erogazioni liberali in denaro fino a
40.000 euro effettuate nel corso dell’anno solare 2018 per interventi
di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici,
ancorche’ destinati ai soggetti concessionari.
364. Il credito d’imposta di cui al comma 363, riconosciuto nel
limite complessivo di spesa pari a 10 milioni di euro, e’
utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni, in tre quote annuali di pari importo e non rileva ai
fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive.
365. I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali comunicano
immediatamente all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri l’ammontare delle somme ricevute e la loro
destinazione, provvedendo contestualmente a darne adeguata
pubblicita’ attraverso l’utilizzo di mezzi informatici. Entro il 30
giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino
all’ultimazione dei lavori di restauro o ristrutturazione, i soggetti
beneficiari delle erogazioni comunicano altresi’ all’Ufficio per lo
sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri lo stato di
avanzamento dei lavori, anche mediante una rendicontazione delle
modalita’ di utilizzo delle somme erogate. L’Ufficio per lo sport
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri provvede
all’attuazione del presente comma nell’ambito delle risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e,
comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
366. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono individuate le disposizioni applicative
necessarie, anche al fine del rispetto del limite di spesa stabilito
dal comma 364.
367. Al comma 2 dell’articolo 69 del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 81
» sono sostituite dalle seguenti: « di cui alla lettera m) del comma
1 dell’articolo 67 »;
b) le parole: « 7.500 euro » sono sostituite dalle seguenti: «
10.000 euro ».
368. All’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la lettera c) e’ aggiunta la seguente:
«c-bis) per ciascun prestatore, per le attivita’ di cui al
decreto del Ministro dell’interno 8 agosto 2007, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 195 del 23 agosto 2007, svolte nei confronti di
ciascun utilizzatore di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91, a
compensi di importo complessivo non superiore a 5.000 euro »;
b) al comma 6, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:
«b-bis) le societa’ sportive di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91
»;
c) al comma 10, le parole: « lettera a) » sono sostituite dalle
seguenti: « lettere a) e b-bis) »;
d) al comma 10, dopo la lettera c) e’ inserita la seguente:
«c-bis) attivita’ di cui al decreto del Ministro dell’interno 8
agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 23 agosto
2007, limitatamente alle societa’ sportive di cui al comma 6, lettera
b-bis), del presente articolo ».
369. Al fine di sostenere il potenziamento del movimento sportivo
italiano e’ istituito presso l’Ufficio per lo sport della Presidenza
del Consiglio dei ministri un apposito fondo denominato « Fondo unico
a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano », con
una dotazione pari a 12 milioni di euro per l’anno 2018, a 7 milioni
di euro per l’anno 2019, a 8,2 milioni di euro per l’anno 2020 e a
10,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021. Tali risorse sono
destinate a finanziare progetti collegati a una delle seguenti
finalita’: a) incentivare l’avviamento all’esercizio della pratica
sportiva delle persone disabili mediante l’uso di ausili per lo
sport; b) sostenere la realizzazione di eventi calcistici di
rilevanza internazionale; c) sostenere la realizzazione di altri
eventi sportivi di rilevanza internazionale; d) sostenere la
maternita’ delle atlete non professioniste; e) garantire il diritto
all’esercizio della pratica sportiva quale insopprimibile forma di
svolgimento della personalita’ del minore, anche attraverso la
realizzazione di campagne di sensibilizzazione; f) sostenere la
realizzazione di eventi sportivi femminili di rilevanza nazionale e
internazionale. L’utilizzo del fondo di cui al presente comma e’
disposto con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri, da adottare entro il 28 febbraio di ciascun anno, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con gli
altri Ministri interessati. Al fine di consentire il pieno ed
effettivo esercizio del diritto alla pratica sportiva di cui alla
lettera e), i minori cittadini di Paesi terzi, anche non in regola
con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, laddove siano
iscritti da almeno un anno a una qualsiasi classe dell’ordinamento
scolastico italiano, possono essere tesserati presso societa’ o
associazioni affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle
discipline sportive associate o agli enti di promozione sportiva,
anche paralimpici, senza alcun aggravio rispetto a quanto previsto
per i cittadini italiani.
370. L’importo che residua alla data del 1º gennaio 2018 della
somma da destinare allo sport sociale e giovanile, di cui
all’articolo 145, comma 13, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e’
utilizzato, ai medesimi fini indicati nella predetta disposizione,
nel limite di 1 milione di euro all’anno, per la concessione da parte
del CONI alle societa’ appartenenti alla Lega calcio professionistico
che ne fanno richiesta: a) di un contributo annuo in forma capitaria
pari a euro 5.000 e di un contributo annuo pari al 50 per cento della
retribuzione minima pattuita tra le associazioni di categoria per
ogni giovane di serie in addestramento tecnico e ogni giovane
professionista di eta’ inferiore a 21 anni, come rispettivamente
regolamentati dalla Federazione italiana giuoco calcio; b) di un
contributo annuo pari al 30 per cento dei contributi dovuti alle
gestioni previdenziali di competenza per ogni preparatore atletico.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, sentiti il CONI, la Federazione
italiana giuoco calcio e la Lega calcio professionistico, sono
definite le modalita’ di applicazione delle agevolazioni di cui al
presente comma.
371. Al fine di corrispondere il contributo italiano all’Agenzia
mondiale antidoping (World Anti-doping Agency), e’ autorizzata
l’ulteriore spesa di 1,2 milioni di euro per l’anno 2018 e di 850.000
euro a decorrere dall’anno 2019.
372. Al fine di sostenere la promozione e l’esercizio della pratica
sportiva in funzione del recupero dell’integrita’ psicofisica e del
reinserimento sociale delle persone con disabilita’ da lavoro,
l’INAIL trasferisce annualmente al Comitato italiano paralimpico
(CIP) un importo pari a 3 milioni di euro per la realizzazione delle
attivita’ ricomprese in piani quadriennali elaborati dall’INAIL,
sentito il CIP. Il trasferimento e’ effettuato in due rate semestrali
previa approvazione da parte dell’INAIL di apposita relazione
predisposta dal CIP attestante la realizzazione delle attivita’
previste dai predetti piani nel periodo di riferimento. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede a carico del
bilancio dell’INAIL, utilizzando le risorse gia’ destinate in via
strutturale per la remunerazione delle attivita’ e dei servizi su
base convenzionale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica.
373. E’ istituito presso il CONI, nell’ambito delle risorse
disponibili a legislazione vigente, il Registro nazionale degli
agenti sportivi, al quale deve essere iscritto, dietro pagamento di
un’imposta di bollo annuale di 250 euro, il soggetto che, in forza di
un incarico redatto in forma scritta, mette in relazione due o piu’
soggetti operanti nell’ambito di una disciplina sportiva riconosciuta
dal CONI ai fini della conclusione di un contratto di prestazione
sportiva di natura professionistica, del trasferimento di tale
prestazione o del tesseramento presso una federazione sportiva
professionistica. Puo’ iscriversi al suddetto registro il cittadino
italiano o di altro Stato membro dell’Unione europea, nel pieno
godimento dei diritti civili, che non abbia riportato condanne per
delitti non colposi nell’ultimo quinquennio, in possesso del diploma
di istruzione secondaria di secondo grado o equipollente, che abbia
superato una prova abilitativa diretta ad accertarne l’idoneita’. E’
fatta salva la validita’ dei pregressi titoli abilitativi rilasciati
prima del 31 marzo 2015. Agli sportivi professionisti e alle societa’
affiliate a una federazione sportiva professionistica e’ vietato
avvalersi di soggetti non iscritti al Registro pena la nullita’ dei
contratti, fatte salve le competenze professionali riconosciute per
legge. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri, sentito il CONI, sono definiti le modalita’ di svolgimento
delle prove abilitative, la composizione e le funzioni delle
commissioni giudicatrici, le modalita’ di tenuta e gli obblighi di
aggiornamento del Registro, nonche’ i parametri per la determinazione
dei compensi. Il CONI, con regolamento da adottare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
disciplina i casi di incompatibilita’, fissando il consequenziale
regime sanzionatorio sportivo.
374. Al decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 166, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1, comma 3, secondo periodo, le parole: « nella
misura dell’1,2 per cento, di cui 0,60 per cento a carico del datore
di lavoro e 0,60 per cento a carico del lavoratore » sono sostituite
dalle seguenti: « nella misura dell’1,5 per cento, di cui 0,75 per
cento a carico del datore di lavoro e 0,75 per cento a carico del
lavoratore, e dal 1° gennaio 2020 nella misura del 3,1 per cento, di
cui 1 per cento a carico del datore di lavoro e 2,1 per cento a
carico del lavoratore »;
b) all’articolo 1, comma 4, secondo periodo, le parole: « nella
misura dell’1,2 per cento, di cui 0,60 per cento a carico del datore
di lavoro e 0,60 per cento a carico del lavoratore » sono sostituite
dalle seguenti: « nella misura dell’1,5 per cento, di cui 0,75 per
cento a carico del datore di lavoro e 0,75 per cento a carico del
lavoratore, e dal 1° gennaio 2020 nella misura del 3,1 per cento, di
cui 1 per cento a carico del datore di lavoro e 2,1 per cento a
carico del lavoratore »;
c) all’articolo 3, comma 8, le parole: « ai fini del conseguimento
dell’eta’ pensionabile previsto dall’articolo 1, comma 20, della
citata legge n. 335 del 1995 » sono sostituite dalle seguenti: « ai
fini del conseguimento del trattamento pensionistico ».
375. Al fine di assicurare la realizzazione dell’Universiade Napoli
2019, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da
emanare, d’intesa con il Presidente della regione Campania, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
e’ nominato un commissario straordinario, scelto tra i prefetti da
collocare fuori ruolo, il quale opera in via esclusiva con il compito
di provvedere all’attuazione del piano di interventi volti alla
progettazione e realizzazione di lavori e all’acquisizione di servizi
e beni, anche per eventi strettamente connessi allo svolgimento della
manifestazione sportiva. Al commissario non spettano compensi,
gettoni di presenza e indennita’ comunque denominati. Gli eventuali
rimborsi spese sono posti a carico delle somme gia’ stanziate per il
finanziamento della manifestazione.
376. Il commissario straordinario subentra ai soggetti istituiti,
ivi compresa l’Agenzia regionale Universiadi 2019 (ARU), che puo’
previa intesa svolgere attivita’ di supporto tecnico, per definire,
coordinare e realizzare le attivita’ necessarie per l’Universiade
2019; allo scopo puo’ stipulare accordi e convenzioni anche con
societa’ a partecipazione interamente pubblica, non che’ con il
Centro universitario sportivo italiano (CUSI). Nei termini e con le
modalita’ di cui al comma 2 dell’articolo 61 del decreto-legge 24
aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
giugno 2017, n. 96, il commissario predispone il piano degli
interventi, tenendo conto dei progetti e degli interventi gia’
approvati dagli enti interessati e dalla Federazione internazionale
dello sport universitario (FISU), e lo trasmette alla Presidenza del
Consiglio dei ministri – Ufficio per lo sport, al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, al Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo, alla regione Campania e al
presidente dell’ANAC. Per l’approvazione dei progetti degli
interventi previsti nel piano, entro trenta giorni dalla sua
trasmissione il commissario convoca, nei termini e con le modalita’
di cui al comma 3 dell’articolo 61 del citato decreto-legge n. 50 del
2017, una o piu’ conferenze di servizi. Eventuali modifiche e
integrazioni del piano successive alla convocazione della conferenza
di servizi sono trasmesse, senza indugio, dal commissario agli stessi
soggetti e sottoposte entro dieci giorni dalla trasmissione alla
medesima conferenza di servizi. Il commissario approva il piano degli
interventi nei modi stabiliti dal comma 4 dell’articolo 61 del
predetto decreto-legge n. 50 del 2017.
377. Il commissario, sentito il Presidente della regione Campania,
puo’ esercitare i poteri di cui al comma 5 del citato articolo 61 del
decreto-legge n. 50 del 2017.
378. La consegna delle opere previste nel piano degli interventi
deve avvenire entro il termine del 30 aprile 2019. Si applicano i
commi 6 e7 del citato articolo 61 del decreto-legge n. 50 del 2017.
379. Per la realizzazione degli interventi di propria competenza,
il commissario straordinario svolge le funzioni di stazione
appaltante, anche avvalendosi della centrale acquisti interna della
regione Campania e del provveditorato interregionale per le opere
pubbliche di Campania, Molise, Puglia e Basilicata. I rapporti tra il
commissario straordinario e la centrale acquisti e il provveditorato
alle opere pubbliche sono regolati da apposita convenzione. Il
commissario assicura la realizzazione degli interventi di cui al
comma 375. A tale scopo e’ costituita una cabina di coordinamento,
della quale fanno parte il Presidente del Consiglio dei ministri
ovvero, su sua delega, il Ministro per lo sport, che la presiede, il
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, il
Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, il
commissario straordinario, il Presidente della regione Campania, il
sindaco del comune di Napoli, il presidente della FISU, il presidente
del CUSI, il presidente del CONI e il presidente dell’ANAC.
380. E’ in facolta’ del commissario: dare applicazione alle
disposizioni del comma 8 dell’articolo 61 del decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, con elevazione del limite delle risorse disponibili, ivi
previsto, fino a 800.000 euro; operare le riduzioni dei termini come
stabilite dagli articoli 50, 60, 61, 62, 74 e 79 del codice di cui al
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; ridurre fino ad un terzo i
termini stabiliti dagli articoli 97, 183, 188 e 189 del citato
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; ridurre fino a dieci
giorni, in conformita’ alla direttiva 2007/66/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, il termine di cui
all’articolo 32 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. E’
altresi’ in facolta’ del commissario, per gli appalti pubblici di
lavori, di servizi e di forniture relativi agli interventi attuativi
del piano, fare ricorso all’articolo 63 del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50; in questo caso, nel rispetto dei principi di
trasparenza, concorrenza e rotazione, l’invito, contenente
l’indicazione dei criteri di aggiudicazione, e’ rivolto ad almeno
cinque operatori economici. Nel caso degli appalti pubblici di lavori
l’invito e’ rivolto, anche sulla base del progetto definitivo, ad
almeno cinque operatori economici, ove esistenti, iscritti negli
elenchi delle prefetture – uffici territoriali del Governo di cui ai
commi 52 e seguenti dell’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n.
190, se istituiti. I lavori, i servizi e le forniture sono affidati
sulla base della valutazione delle offerte effettuata da una
commissione giudicatrice costituita secondo le modalita’ stabilite
dall’articolo 216, comma 12, del decreto legislativo 18 aprile 2016,
n. 50. Per gli interventi ricompresi nel piano si applica l’articolo
30 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Le modalita’ e gli
interventi oggetto delle verifiche ai sensi del citato articolo 30
sono disciplinati con accordo tra il commissario e il presidente
dell’ANAC. L’accordo disciplina anche le modalita’ di comunicazione
preventiva delle deroghe attivate ai sensi del presente comma.
381. Per le finalita’ dei commi da 375 a 388, l’Unita’ operativa
speciale di cui all’articolo 30, comma 1, del citato decreto-legge 24
giugno 2014, n. 90, opera fino alla completa esecuzione dei contratti
e comunque non oltre il termine del 31 dicembre 2019. Dall’attuazione
del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica.
382. Si applicano i commi 9, 10 e 11 dell’articolo 61 del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. La relazione commissariale ivi
prevista deve avere cadenza semestrale ed e’ trasmessa anche alla
regione Campania. Il commissario, quale stazione appaltante, esercita
i poteri e le facolta’ di cui al comma 24 del predetto articolo 61
del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50. Trovano altresi’
applicazione i commi 25 e 27 dello stesso articolo 61, intendendosi
sostituita alla regione Veneto la regione Campania.
383. Il prefetto di Napoli assicura lo svolgimento, in forma
integrata e coordinata, di tutte le attivita’ finalizzate alla
prevenzione e al contrasto delle infiltrazioni della criminalita’
organizzata nell’affidamento e nell’esecuzione dei contratti pubblici
nonche’ nelle erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche
comunque connessi allo svolgimento dell’Universiade 2019. Il
prefetto, nello svolgimento delle verifiche di cui al precedente
periodo, finalizzate al rilascio dell’informazione antimafia per
qualunque valore dei contratti e per qualunque importo delle
erogazioni o provvidenze, conformandosi alle linee guida adottate dal
comitato di cui all’articolo 203 del decreto legislativo 18 aprile
2016, n. 50, puo’ derogare alle disposizioni del libro II del codice
di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
384. Per le finalita’ di cui al comma 383 il prefetto di Napoli si
avvale della sezione specializzata del Comitato di cui all’articolo
203 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, istituita ai sensi
dell’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n.
136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n.
6.
385. Presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero
dell’interno e’ istituito un Gruppo interforze centrale, a carattere
permanente, per lo svolgimento di attivita’ di monitoraggio, raccolta
e analisi delle informazioni antimafia nonche’ per il supporto
specialistico all’attivita’ di prevenzione amministrativa dei
prefetti, anche in relazione alla realizzazione di opere di massimo
rilievo e al verificarsi di qualsivoglia emergenza che ne giustifichi
l’intervento. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con
i Ministri dell’economia e delle finanze e della difesa, e’ definita
la composizione del Gruppo interforze centrale, nell’ambito delle
risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione
vigente. Il Gruppo si articola in una o piu’ sezioni specializzate,
una delle quali e’ dedicata alle attivita’ connesse
all’organizzazione dell’Universiade 2019, che operano in stretto
raccordo con le rispettive sezioni specializzate del Comitato di
coordinamento di cui all’articolo 203 del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50.
386. Con decreto del Capo della Polizia – direttore generale della
pubblica sicurezza sono definite, nell’ambito delle risorse umane,
finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, le
funzioni e la composizione delle singole sezioni specializzate di cui
si compone il Gruppo.
387. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge sono abrogati l’articolo 16, comma 3, del decreto-legge 28
aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
giugno 2009, n. 77, l’articolo 3-quinquies, comma 3, del
decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, l’articolo
2-bis, comma 3, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, e
il comma 5 dell’articolo 30 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.
189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.
229. Le funzioni dei Gruppi istituiti ai sensi delle disposizioni
abrogate sono svolte dal Gruppo interforze centrale di cui al comma
385. I riferimenti ai Gruppi soppressi, ovunque presenti, si
intendono sostituiti da riferimenti al Gruppo interforze centrale di
cui al comma 385.
388. Per le finalita’ di cui ai commi da 375 a 387 e’ autorizzata
la spesa di euro 100.000 per ciascuno degli anni 2018 e 2019.
389. L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e’ tenuta ad adottare la
determinazione avente ad oggetto il ripiano dell’eventuale
superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e del
tetto della spesa farmaceutica ospedaliera per l’anno 2016 a carico
di ogni singola azienda farmaceutica titolare di autorizzazione
all’immissione in commercio (AIC) entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge. Le aziende farmaceutiche
provvedono alla corresponsione dell’importo dovuto entro i successivi
trenta giorni. Il ripiano di cui al primo periodo e’ determinato in
modo tale che i titolari di AIC che hanno commercializzato uno o piu’
medicinali non orfani e non innovativi coperti da brevetto per la
prima volta nell’anno di ripiano e per i quali non e’ disponibile
alcun dato di fatturato relativo all’anno precedente, nonche’ i
titolari di AIC di medicinali non coperti da brevetto immessi in
commercio successivamente alla scadenza del brevetto del farmaco
originatore per la prima volta nell’anno di ripiano e per i quali non
e’ disponibile alcun dato di fatturato relativo all’anno precedente,
partecipano al ripiano stesso nella misura massima del 10 per cento
della variazione positiva del fatturato dei medesimi medicinali.
390. L’AIFA conclude entro centoventi giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge le transazioni con le aziende
farmaceutiche titolari di AIC, relative ai contenziosi derivanti
dall’applicazione dell’articolo 21, commi 2 e 8, del decreto-legge 24
giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2016, n. 160, relativi al ripiano della spesa farmaceutica
territoriale ed ospedaliera per gli anni 2013, 2014 e 2015, ancora
pendenti al 31 dicembre 2017, che siano in regola con l’adempimento
di cui al comma 389.
391. L’AIFA, entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, anche tenendo conto delle transazioni di
cui al comma 390, adotta una determinazione riepilogativa degli
importi a carico di ciascuna azienda farmaceutica titolare di AIC per
ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 e comunica altresi’, sulla base
della predetta determinazione, al Ministero dell’economia e delle
finanze e al Ministero della salute, con le modalita’ di cui
all’articolo 4, comma 1, del decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze 7 luglio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
172 del 25 luglio 2016, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015,
gli importi a carico di ciascuna azienda farmaceutica titolare di AIC
spettanti a ciascuna regione e provincia autonoma. Conseguentemente,
fermo restando quanto previsto al comma 3 dell’articolo 5 del citato
decreto ministeriale 7 luglio 2016, il Ministro dell’economia e delle
finanze provvede entro i successivi trenta giorni ad adottare il
decreto di cui al citato comma 3 dell’articolo 5 del medesimo decreto
ministeriale.
392. Il ripiano dell’eventuale superamento del tetto della spesa
farmaceutica per acquisti diretti e del tetto della spesa
farmaceutica convenzionata e’ determinato in modo tale che i titolari
di AIC che hanno commercializzato uno o piu’ medicinali non orfani e
non innovativi coperti da brevetto per la prima volta nell’anno di
ripiano e per i quali non e’ disponibile alcun dato di fatturato
relativo all’anno precedente, nonche’ i titolari di AIC di medicinali
non coperti da brevetto immessi in commercio successivamente alla
scadenza del brevetto del farmaco originatore per la prima volta
nell’anno di ripiano e per i quali non e’ disponibile alcun dato di
fatturato relativo all’anno precedente, partecipano al ripiano stesso
nella misura massima del 10 per cento della variazione positiva del
fatturato dei medesimi medicinali.
393. La disposizione di cui al comma 392 si applica dal giorno
della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
394. In relazione ai versamenti effettuati dalle aziende
farmaceutiche ai fini del contenimento della spesa farmaceutica a
carico del Servizio sanitario nazionale, considerato che i tetti sono
calcolati al lordo dell’IVA, l’AIFA procede alla determinazione delle
quote di ripiano per il superamento, nel 2016, del tetto della spesa
farmaceutica al lordo dell’IVA in coerenza con la normativa vigente.
A tal fine, i commi 2 e 5 dell’articolo 26 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si interpretano nel senso
che:
a) per i versamenti effettuati ai sensi dell’articolo 5, comma 3,
lettera c), del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, ai fini del
ripiano dello sforamento del tetto della spesa farmaceutica
territoriale, come rideterminato dall’articolo 1, comma 399, della
legge 11 dicembre 2016, n. 232, nonche’ per quelli effettuati ai
sensi dell’articolo 15, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
ai fini del ripiano del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera,
come rideterminato dall’articolo 1, comma 398, della stessa legge n.
232 del 2016, le aziende farmaceutiche possono portare in detrazione
l’IVA determinata scorporando la medesima, secondo le modalita’
indicate dall’articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, dall’ammontare dei versamenti effettuati;
b) per i versamenti effettuati ai sensi dell’articolo 1, comma 796,
lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, quali importi
equivalenti a quelli che sarebbero derivati dalla riduzione del 5 per
cento dei prezzi dei propri farmaci, nonche’ per quelli effettuati ai
sensi dell’articolo 11, comma 6, quarto periodo, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, corrisposti per un importo pari all’1,83 per
cento sul prezzo di vendita al pubblico, le aziende farmaceutiche
possono portare in detrazione l’IVA da applicare sull’ammontare dei
versamenti stessi, a condizione che ad integrazione dei versamenti
effettuati sia operato un ulteriore versamento a favore dell’erario,
di ammontare pari a detta imposta, senza possibilita’ di
compensazione, secondo le modalita’ indicate all’articolo 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
395. Il diritto alla detrazione dell’imposta di cui al comma 394
sorge nel momento in cui sono effettuati i versamenti. Ai fini delle
imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’
produttive i costi relativi ai versamenti di cui al comma 394 sono
deducibili nel periodo d’imposta nel quale sono effettuati i medesimi
versamenti.
396. In caso di esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta
ai sensi del comma 394, le aziende farmaceutiche emettono un apposito
documento contabile da conservare ai sensi dell’articolo 39 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nel
quale sono indicati gli estremi dell’atto con cui l’AIFA ha
determinato, in via definitiva, gli importi da versare.
397. Per i versamenti di cui al comma 394, gia’ effettuati alla
data di entrata in vigore della presente legge, il diritto alla
detrazione dell’imposta puo’ essere esercitato, al piu’ tardi, con la
dichiarazione annuale dell’IVA relativa all’anno 2018. In relazione
ai versamenti di cui al comma 394, lettera a), sono fatti salvi i
comportamenti delle aziende farmaceutiche, adottati ai fini contabili
e ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, che hanno dedotto il costo relativo all’IVA nei
periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata
in vigore della presente legge; in tali casi, l’applicazione delle
disposizioni di cui alla stessa lettera a) comporta l’iscrizione di
una sopravvenienza attiva ai sensi dell’articolo 88 del testo unico
delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, pari all’importo dell’imposta
detratta, nel periodo d’imposta in cui la detrazione e’ operata. In
relazione ai versamenti di cui al comma 394, lettera b), qualora le
aziende farmaceutiche abbiano detratto l’IVA scorporandola
dall’ammontare dei versamenti effettuati, provvedono, entro quindici
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad
effettuare un’apposita annotazione in rettifica a loro debito sul
registro di cui all’articolo 23 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; qualora la detrazione
dell’imposta sia stata operata nei periodi d’imposta precedenti a
quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge,
tale rettifica comporta l’iscrizione di una sopravvenienza passiva ai
sensi dell’articolo 101 del citato testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 pari all’importo della
medesima, nel periodo d’imposta in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge.
398. A partire dal 1° gennaio 2018, i versamenti di cui al comma
394, lettera b), sono conteggiati al lordo dell’IVA ai sensi dei
commi 400 e 401. La disposizione di cui al comma 400 si applica ai
versamenti dovuti in relazione alla sospensione dalla riduzione dei
prezzi richiesta per l’anno 2018 calcolati sulla base dei dati dei
consumi dell’anno 2017 e per gli anni successivi. La disposizione di
cui al comma 401 si applica ai versamenti calcolati sulla base dei
dati dei consumi dell’anno 2018 e successivi. A tali versamenti si
applicano le disposizioni del comma 394, lettera a).
399. All’articolo 15, comma 8, lettera g), del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135, dopo le parole: «e’ calcolata » sono inserite le
seguenti: « al lordo dell’IVA ».
400. All’articolo 1, comma 796, lettera g), della legge 27 dicembre
2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo periodo, dopo le parole: « degli importi » sono
inserite le seguenti: « , al lordo dell’IVA, »;
b) al terzo periodo, dopo le parole: « alle singole regioni » sono
inserite le seguenti: « e all’erario »;
c) dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: « Gli importi
determinati dall’AIFA ai sensi del secondo periodo sono versati per
il 90,91 per cento alle singole regioni e per il 9,09 per cento
all’erario, senza possibilita’ di compensazione, secondo le modalita’
indicate all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241»;
d) al quarto periodo, dopo le parole: « alle singole regioni » sono
inserite le seguenti: « e all’erario ».
401. All’articolo 11, comma 6, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al quarto periodo, dopo le parole: « alle regioni medesime »
sono inserite le seguenti: « e all’erario » e le parole: « al netto
dell’imposta sul valore aggiunto » sono sostituite dalle seguenti: «
al lordo dell’imposta sul valore aggiunto »;
b) dopo il quarto periodo e’ aggiunto il seguente: « Gli importi
determinati dall’AIFA ai sensi del quarto periodo sono versati per il
90,91 per cento alle singole regioni e per il 9,09 per cento
all’erario, senza possibilita’ di compensazione, secondo le modalita’
indicate all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241 ».
402. Le disposizioni di cui ai commi da 394 a 401 si applicano
anche in relazione alle cessioni di farmaci soggette al regime della
scissione dei pagamenti di cui all’articolo 17-ter del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
403. Al fine di consentire l’attuazione delle disposizioni del
decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, concernente i nuovi
servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario
nazionale, per il triennio 2018-2020, e’ avviata, in nove regioni,
una sperimentazione per la remunerazione delle prestazioni e delle
funzioni assistenziali previste dall’articolo 1 del citato decreto
legislativo n. 153 del 2009, erogate dalle farmacie con oneri a
carico del Servizio sanitario nazionale, nei limiti dell’importo di
cui al comma 406.
404. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa sancita in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuate nove
regioni, di cui tre per l’anno 2018, ulteriori tre per l’anno 2019 e
ulteriori tre per l’anno 2020, in cui avviare la sperimentazione
prevista dal comma 403, tenendo conto dell’esigenza di garantire la
rappresentativita’ delle aree geografiche del nord, del centro e del
sud del territorio nazionale.
405. La sperimentazione di cui al comma 403 e’ sottoposta a
monitoraggio da parte del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico di
cui, rispettivamente, agli articoli 9 e 12 dell’intesa stipulata il
23 marzo 2005 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,al
fine di verificarne le modalita’ organizzative e gli impatti nonche’
di valutarne un’eventuale estensione sull’intero territorio
nazionale, fermo restando quanto disposto dal decreto legislativo 3
ottobre 2009, n. 153.
406. Ai fini dell’attuazione della sperimentazione di cui al comma
403 e’ autorizzata la spesa di 6 milioni di euro per l’anno 2018, di
12 milioni di euro per l’anno 2019 e di 18 milioni di euro per l’anno
2020, a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, commi 34 e
34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
407. Per l’anno 2018, il termine del 31 maggio di cui all’articolo
1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e’ differito al
15 luglio e, conseguentemente, il termine del 30 aprile di cui al
medesimo comma e’ differito al 15 giugno.
408. Ai fini di un piu’ efficiente utilizzo delle risorse e di una
conseguente migliore organizzazione del Servizio sanitario nazionale,
in via sperimentale per il triennio 2018-2020, il Ministero della
salute, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze,
avvia un monitoraggio degli effetti dell’utilizzo dei farmaci
innovativi e innovativi oncologici sul costo del percorso
terapeutico-assistenziale complessivo. Il monitoraggio, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, e’ effettuato per il tramite
del Comitato paritetico permanente per la verifica dell’erogazione
dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’intesa Stato-regioni
del 23 marzo 2005, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, su una o piu’ aree terapeutiche
ed e’ svolto sulla base dei dati di real world evidence e delle
informazioni ricavate dai registri dei farmaci innovativi e
innovativi oncologici sottoposti al monitoraggio dell’AIFA ai sensi
dell’articolo 15, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
409. L’esito del monitoraggio di cui al comma 408, ferma restando
la cornice finanziaria vigente per il Servizio sanitario nazionale,
e’ funzionale alla migliore allocazione delle risorse programmate per
il Servizio sanitario nazionale, ivi ricomprendendo la valutazione
della congruita’ dei fondi per i farmaci innovativi e per i farmaci
innovativi oncologici di cui all’articolo 1, commi 400 e 401, della
legge 11 dicembre 2016, n. 232.
410. In ragione di quanto gia’ disposto ai sensi dell’articolo 1,
comma 607, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, al medesimo comma
607, primo periodo, le parole: « 31 dicembre 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 ».
411. Al fine di incentivare l’efficienza e la trasparenza del
sistema di approvvigionamento della pubblica amministrazione,
l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione dei
documenti attestanti l’ordinazione e l’esecuzione degli acquisti di
beni e servizi devono essere effettuate in forma elettronica. A tal
fine, fatto salvo quanto previsto ai commi 412, 413 e 414, con
decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Agenzia
per l’Italia digitale (AGID), d’intesa con la Conferenza unificata,
sono adottati appositi regolamenti volti a disciplinare le modalita’
tecniche e le date di entrata in vigore delle modalita’ obbligatorie
di invio in forma elettronica della predetta documentazione.
412. Per gli enti del Servizio sanitario nazionale, di cui
all’articolo 19, comma 2, lettere b) e c), del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, ai fini del potenziamento del monitoraggio della
spesa sanitaria, anche in relazione al perseguimento dell’efficienza
e dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, la trasmissione
dei documenti di cui al comma 411 avviene per mezzo del Sistema di
gestione messo a disposizione dal Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e da
questo gestito anche avvalendosi delle proprie strutture societarie.
413. Il Sistema informativo del Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato assicura
l’integrazione del Sistema di gestione di cui al comma 412 con la
Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici prevista dall’articolo
213, comma 8, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50, con il Sistema di interscambio
delle fatture elettroniche di cui all’articolo 1, commi 211 e 212,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e con l’infrastruttura della
banca dati SIOPE di cui all’articolo 14, comma 8-bis, della legge 31
dicembre 2009, n. 196.
414. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze,
sentita l’AGID, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, sono stabiliti le modalita’ e i tempi per l’attuazione delle
disposizioni di cui ai commi 412 e 413.
415. Il Sistema di gestione di cui al comma 412 rientra tra gli
strumenti per il monitoraggio della spesa nel settore sanitario e di
appropriatezza delle prescrizioni sanitarie di cui all’articolo 50
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
416. Nell’ambito delle iniziative di investimento in start-up, in
forma diretta o indiretta, ai sensi dell’articolo 1, commi 82 e
seguenti, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, per quanto concerne
le aree della protesica e della riabilitazione l’INAIL valuta
prioritariamente i progetti e le attivita’ dei distretti produttivi e
di ricerca correlati alle funzioni e alle competenze dei propri
centri protesici e riabilitativi, con particolare riferimento alle
esigenze di sviluppo del polo integrato INAIL-regione Calabria di
Lamezia Terme.
417. All’articolo 1, comma 7, sesto periodo, del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135, le parole: « 31 dicembre 2019 » sono sostituite
dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 ».
418. E’ istituita presso il Ministero della salute una banca dati
destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di
trattamento (DAT) attraverso le quali ogni persona maggiorenne e
capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura
incapacita’ di autodeterminarsi, puo’ esprimere le proprie volonta’
in materia di trattamenti sanitari, nonche’ il consenso o il rifiuto
rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a
singoli trattamenti sanitari. Per l’attuazione del presente comma e’
autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2018.
419. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa
in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il
parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono
stabilite le modalita’ di registrazione delle DAT presso la banca
dati di cui al comma 418.
420. All’articolo 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il
comma 16 e’ sostituito dal seguente:
«16. Le tariffe massime delle strutture che erogano prestazioni di
assistenza ospedaliera per acuti, assistenza ospedaliera di
riabilitazione e di lungodegenza post acuzie e di assistenza
specialistica ambulatoriale di cui al decreto del Ministro della
salute 18 ottobre 2012, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2013, nonche’ le tariffe
delle prestazioni relative all’assistenza protesica di cui
all’articolo 2, comma 380, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
continuano ad applicarsi fino all’adozione dei decreti ministeriali
di cui all’articolo 64, commi 2 e 3, del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, da emanare
entro il 28 febbraio 2018 ».
421. Al fine di valorizzare la qualita’ delle prestazioni degli
Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di
diritto pubblico e di diritto privato accreditati, le regioni possono
procedere alla rivalutazione del fabbisogno di prestazioni assicurate
dai predetti istituti, ivi ricomprendendo quanto specificatamente
previsto dall’articolo 1, comma 574, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, fermo restando il rispetto della normativa vigente con
riferimento ai rapporti con le strutture pubbliche e private
accreditate e nel rispetto dei vincoli finanziari vigenti, anche in
materia di tetti di spesa.
422. Al fine di garantire e promuovere il miglioramento della
qualita’ e dell’efficienza dell’attivita’ di ricerca sanitaria, parte
integrante del Servizio sanitario nazionale, secondo i principi della
Carta europea dei ricercatori, di cui alla raccomandazione della
Commissione delle Comunita’ europee dell’11 marzo 2005 (2005/251/CE),
e di consentire un’organica disciplina dei rapporti di lavoro del
personale della ricerca sanitaria, e’ istituito, presso gli IRCCS
pubblici e gli Istituti zooprofilattici sperimentali, di seguito
complessivamente denominati « Istituti », fermo restando il rispetto
dei vincoli in materia di spesa del personale, un ruolo non
dirigenziale della ricerca sanitaria e delle attivita’ di supporto
alla ricerca sanitaria.
423. Il rapporto di lavoro del personale di cui al comma 422 e’
disciplinato, sulla base di quanto previsto nei commi da 424 a 434,
nell’ambito del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto
Sanita’, in un’apposita sezione, con definizione dei trattamenti
economici dei relativi profili, prendendo a riferimento quelli della
categoria apicale degli altri ruoli del comparto e valorizzando, con
riferimento al personale della ricerca sanitaria, la specificita’
delle funzioni e delle attivita’ svolte, con l’individuazione, con
riferimento ai rapporti di lavoro a tempo determinato di cui al comma
424, di specifici criteri, connessi anche ai titoli professionali
nonche’ alla qualita’ e ai risultati della ricerca, ai fini
dell’attribuzione della fascia economica. In relazione a quanto
previsto dal comma 422, gli atti aziendali di organizzazione degli
Istituti prevedono, nell’ambito delle vigenti dotazioni organiche e
senza nuovi o maggiori oneri, una specifica e autonoma sezione per le
funzioni di ricerca, facente capo, negli IRCCS, al direttore
scientifico e, negli Istituti zooprofilattici sperimentali, al
direttore generale.
424. Per garantire un’adeguata flessibilita’ nelle attivita’ di
ricerca, gli Istituti assumono, per lo svolgimento delle predette
attivita’, entro il limite del 20 per cento per l’anno 2018 e del 30
per cento a decorrere dall’anno 2019 delle complessive risorse
finanziarie disponibili per le attivita’ di ricerca, personale con
contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, nel rispetto del
contratto collettivo nazionale di lavoro di cui al comma 423 e del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma
425. Il limite di cui al primo periodo e’ incrementato con le risorse
aggiuntive trasferite a ciascun Istituto dal Ministero della salute,
pari a complessivi 19 milioni di euro per l’anno 2018, a 50 milioni
di euro per l’anno 2019, a 70 milioni di euro per l’anno 2020 e a 90
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.
425. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro per
la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro
dell’economia e delle finanze, previo accordo sancito in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, da emanare entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti,
nel rispetto delle condizioni e delle modalita’ di reclutamento
stabilite dall’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, i requisiti, i titoli e le procedure concorsuali per le
assunzioni di cui al comma 424.
426. Gli Istituti possono bandire le procedure concorsuali per il
reclutamento del personale di cui al comma 424 nonche’ procedere
all’immissione in servizio dei vincitori con contratto di lavoro
subordinato a tempo determinato della durata di cinque anni, con
possibilita’ di un solo rinnovo per la durata massima di ulteriori
cinque anni, previa valutazione ai sensi del comma 427. L’attuazione
di quanto previsto nel precedente periodo e’ subordinata alla
verifica della disponibilita’ finanziaria nell’ambito delle risorse
di cui al citato comma 424.
427. Il personale assunto ai sensi del comma 426 e’ soggetto a
valutazione annuale e a valutazione di idoneita’ per l’eventuale
rinnovo a conclusione dei primi cinque anni di servizio, secondo
modalita’, condizioni e criteri stabiliti con decreto del Ministro
della salute, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la
pubblica amministrazione, sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative. L’esito negativo della valutazione
annuale, per tre anni consecutivi, determina la risoluzione del
contratto. Previo accordo tra gli Istituti e con il consenso
dell’interessato, e’ ammessa la cessione del contratto a tempo
determinato, compatibilmente con le risorse esistenti nell’ambito
delle disponibilita’ finanziarie di cui al comma 424.
428. Gli Istituti, nel rispetto delle vigenti disposizioni
legislative in materia di contenimento delle spese di personale,
nell’ambito dei posti della complessiva dotazione organica del
personale destinato alle attivita’ di assistenza o di ricerca,
possono inquadrare a tempo indeterminato nei ruoli del Servizio
sanitario nazionale, compresi quelli della dirigenza per il solo
personale della ricerca sanitaria, previa verifica dei requisiti
prescritti dalle disposizioni vigenti, il personale che abbia
completato il secondo periodo contrattuale con valutazione positiva,
secondo la disciplina stabilita con il decreto del Ministro della
salute previsto dal comma 427.
429. Al fine di valorizzare i giovani che esprimono alto potenziale
e di favorire il rientro dall’estero di personale fornito di elevata
professionalita’, gli Istituti possono sottoscrivere i contratti a
tempo determinato, per la durata del relativo progetto di ricerca,
con gli sperimentatori principali vincitori di bandi pubblici
competitivi nazionali, europei o internazionali, secondo quanto
previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
al comma 425. Il costo del contratto grava sui fondi del progetto
finanziato con il bando pubblico e il contratto puo’ essere prorogato
per il completamento del primo quinquennio di cui al comma 426,
subordinatamente alla disponibilita’ delle risorse finanziarie di cui
al comma 424.
430. Gli Istituti possono altresi’ utilizzare una quota fino al 5
per cento delle disponibilita’ finanziarie di cui al comma 424 per
stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato di cui
al comma 426 con ricercatori residenti all’estero, la cui produzione
scientifica soddisfi i parametri stabiliti con il decreto del
Ministro della salute di cui al comma 427.
431. Il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato di cui
ai commi 424 e 432 e’ ammesso alla partecipazione per l’accesso in
soprannumero al relativo corso di specializzazione, secondo le
modalita’ previste dall’articolo 35, commi 4 e 5, del decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 368.
432. In sede di prima applicazione, entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della sezione del contratto collettivo del
comparto Sanita’ di cui al comma 423, il personale in servizio presso
gli Istituti alla data del 31 dicembre 2017, con rapporti di lavoro
flessibile instaurati a seguito di procedura selettiva pubblica, che
abbia maturato un’anzianita’ di servizio di almeno tre anni negli
ultimi cinque, puo’ essere assunto con contratto di lavoro a tempo
determinato secondo la disciplina e nei limiti delle risorse di cui
al comma 424 e secondo le modalita’ e i criteri stabiliti con il
decreto del Ministro della salute di cui al comma 427.
433. Al fine di garantire la continuita’ nell’attuazione delle
attivita’ di ricerca, nelle more dell’assunzione del personale di cui
al comma 432, gli Istituti, in deroga all’articolo 7, comma 5-bis,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono continuare ad
avvalersi, con le forme contrattuali di lavoro in essere, del
personale in servizio alla data del 31 dicembre 2017, nei limiti
delle risorse finanziarie di cui al comma 424.
434. I contratti di lavoro a tempo determinato di cui ai commi da
422 a 432 sono stipulati in deroga ai limiti di cui all’articolo 9,
comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e all’articolo 2,
comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
435. Al fine di valorizzare il servizio e la presenza presso le
strutture del Servizio sanitario nazionale del personale della
dirigenza medica, sanitaria e veterinaria e di attenuare gli effetti
finanziari correlati alla disposizione di cui all’articolo 23, comma
2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, con riferimento
alla retribuzione individuale di anzianita’, il livello del
finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui
concorre lo Stato e’ incrementato di 30 milioni di euro per l’anno
2019, di 35 milioni di euro per l’anno 2020, di 40 milioni di euro
per l’anno 2021, di 43 milioni di euro per l’anno 2022, di 55 milioni
di euro per l’anno 2023, di 68 milioni di euro per l’anno 2024, di 80
milioni di euro per l’anno 2025 e di 86 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2026. Le risorse di cui al primo periodo sono
destinate a incrementare i Fondi contrattuali per il trattamento
economico accessorio della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria.
436. All’articolo 1, comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n.
266, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo periodo, le parole: « decorsi diciotto mesi » sono
sostituite dalle seguenti: « decorsi trenta mesi »;
b) al secondo periodo, le parole: « entro ventiquattro mesi » sono
sostituite dalle seguenti: « entro trentasei mesi » e le parole: «
entro nove mesi » sono sostituite dalle seguenti: « entro diciotto
mesi ».
437. Il Ministro della salute, con proprio decreto da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, istituisce la Rete nazionale della talassemia e delle
emoglobinopatie, di cui fanno parte i centri di cura e le reti
regionali gia’ esistenti, ed adotta linee guida specifiche per la
corretta applicazione dei protocolli terapeutici e dei percorsi di
assistenza.
438. Per le finalita’ di cui al comma 437 e’ autorizzata la spesa
di 100.000 euro annui, per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020.
439. All’articolo 12 della legge 21 ottobre 2005, n. 219, dopo il
comma 4 sono inseriti i seguenti:
«4-bis. Al fine di rafforzare, in tutto il territorio nazionale, la
garanzia di uniformi e rigorosi livelli di qualita’ e sicurezza dei
processi produttivi attinenti alle attivita’ trasfusionali, il Centro
nazionale sangue svolge, in accordo con le regioni, attivita’ di
supporto alla verifica e al controllo ai fini della certificazione di
conformita’ delle attivita’ e dei prodotti dei servizi trasfusionali
alle disposizioni normative nazionali ed europee, quale garanzia
propedeutica al rilascio dell’autorizzazione e dell’accreditamento da
parte delle regioni e delle province autonome, previsti dall’articolo
20 della presente legge e dall’articolo 4 del decreto legislativo 20
dicembre 2007, n. 261, e a supporto delle stesse.
4-ter. Con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, da emanare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,
sono definite le modalita’ di funzionamento, in seno al Centro
nazionale sangue, del sistema nazionale di verifica, controllo e
certificazione, anche con riferimento ai rapporti con le regioni e
con le province autonome di Trento e di Bolzano.
4-quater. Per le finalita’ di cui al comma 4-bis e’ destinata, in
modo vincolato, alle attivita’ del Centro nazionale sangue la somma
di 1,5 milioni di euro annui, a decorrere dal 1° gennaio 2018, a
valere sulle quote vincolate del Fondo sanitario nazionale, di cui
all’articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 ».
440. Fra i beneficiari dell’equa riparazione prevista dall’articolo
27-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono inclusi anche
i familiari dei deceduti danneggiati, anche se agiscono solo iure
proprio, a condizione che abbiano fatto domanda di accesso all’iter
transattivo di cui all’articolo 33 del decreto-legge 1° ottobre 2007,
n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007,
n. 222, e all’articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, entro la data del 19 gennaio 2010.
441. Le societa’ di capitali nonche’ le societa’ cooperative a
responsabilita’ limitata e le societa’ di persone, titolari di
farmacia privata, rispettivamente con capitale maggioritario di soci
non farmacisti o con maggioranza di soci non farmacisti, versano
all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti (ENPAF)
un contributo pari allo 0,5 per cento del fatturato annuo al netto
dell’IVA. Il contributo e’ versato all’ENPAF annualmente entro il 30
settembre dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio.
442. Le societa’ operanti nel settore odontoiatrico, di cui al
comma 153 dell’articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, versano
un contributo pari allo 0,5 per cento del fatturato annuo alla
gestione « Quota B» del Fondo di previdenza generale dell’Ente
nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri
(ENPAM), entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello della
chiusura dell’esercizio.
443. All’articolo 4-bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247, sono
aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«6-bis. Le societa’ di cui al comma 1, in qualunque forma
costituite, sono tenute a prevedere e inserire nella loro
denominazione sociale l’indicazione “societa’ tra avvocati” nonche’
ad applicare la maggiorazione percentuale, relativa al contributo
integrativo di cui all’articolo 11 della legge 20 settembre 1980, n.
576, su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari ai fini
dell’IVA; tale importo e’ riversato annualmente alla Cassa nazionale
di previdenza e assistenza forense.
6-ter. La Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, con
proprio regolamento da emanare entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione, provvede a definire termini,
modalita’ dichiarative e di riscossione, nonche’ eventuali sanzioni
applicabili per garantire l’applicazione delle disposizioni del comma
6-bis. Il regolamento di cui al primo periodo e’ sottoposto ad
approvazione ai sensi dell’articolo 3, comma 2, lettera a), del
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 ».
444. Al fine di consentire il corretto svolgimento delle molteplici
funzioni istituzionalmente demandate in base alla normativa vigente
all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS),
anche in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 573 e
587, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, dall’articolo 1, comma
579, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e dall’articolo 3 della
legge 8 marzo 2017, n. 24, la dotazione organica dell’AGENAS e’
determinata nel numero di 146 unita’, di cui 17 con qualifica
dirigenziale.
445. Per il biennio 2018-2019, nel rispetto della programmazione
triennale del fabbisogno di personale l’AGENAS puo’ bandire, in
deroga alle procedure di mobilita’ di cui all’articolo 30, comma 1,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, nonche’ ad ogni altra procedura per l’assorbimento del
personale in esubero dalle amministrazioni pubbliche e nel limite dei
posti disponibili nella propria dotazione organica, procedure
concorsuali, per esami, per assunzioni a tempo indeterminato di 100
unita’ di personale, di cui 10 dirigenti di area III, 80 di categoria
D a posizione economica di base, 7 di categoria C a posizione
economica di base e 3 di categoria B a posizione economica di base,
con una riserva di posti non superiore al 50 per cento per il
personale non di ruolo, di qualifica non dirigenziale, che, alla data
di entrata in vigore della presente legge, presti servizio, con
contratto a tempo determinato ovvero con contratto di lavoro
flessibile, ivi compresi i contratti di collaborazione coordinata e
continuativa da almeno tre anni, presso l’AGENAS.
446. L’AGENAS puo’ prorogare, senza nuovi o maggiori oneri a carico
del bilancio dello Stato e fino al completamento delle procedure
concorsuali di cui al comma 445, in relazione al proprio effettivo
fabbisogno, i contratti di collaborazione di cui al comma 445 in
essere alla data di entrata in vigore della presente legge.
447. All’onere derivante dall’attuazione del comma 445, pari a euro
2.372.168 per l’anno 2018 e a euro 4.740.379 a decorrere dall’anno
2019, si provvede utilizzando l’integrazione al finanziamento di cui
all’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n.
266, derivante dai contributi di cui all’articolo 2, comma 358, della
legge 27 dicembre 2007, n. 244, integralmente devoluti al bilancio
dell’AGENAS. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini
di fabbisogno e indebitamento netto derivanti dai commi da 444 a 448,
pari a euro 1.186.000 per l’anno 2018 e a euro 2.370.000 a decorrere
dall’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del
Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a
legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi
pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni.
448. L’AGENAS adegua alle disposizioni di cui ai commi da 444 a 447
il proprio statuto nonche’ il regolamento sul funzionamento degli
organi, sull’organizzazione dei servizi, sull’ordinamento del
personale e sulla gestione amministrativo-contabile dell’AGENAS
stessa, deliberato dal consiglio di amministrazione ed approvato con
decreto del Ministro della salute 23 settembre 2013, e tutti gli atti
connessi e consequenziali.
449. In ragione delle specificita’ territoriali e linguistiche, al
fine di garantire la continuita’ dell’assistenza sanitaria in ambito
provinciale, nel triennio 2018-2020, nella regione Trentino-Alto
Adige/Südtirol le aziende sanitarie possono stipulare, per la durata
massima di un anno, contratti d’opera, rinnovabili fino al massimo di
due anni, con operatori sanitari e con personale del ruolo
professionale, qualora ricorrano le seguenti condizioni:
a) sussistano motivi di inderogabile e comprovata necessita’ per lo
svolgimento delle relative mansioni e per garantire i livelli
essenziali di assistenza;
b) l’oggetto del rapporto riguardi un’attivita’ istituzionale delle
aziende sanitarie per la quale il rispettivo posto in organico non e’
coperto;
c) il concorso pubblico bandito nell’arco dei dodici mesi
precedenti per la copertura dei corrispondenti posti in organico
abbia avuto esito negativo;
d) risulti impossibile provvedere in base alla normativa vigente
alla sostituzione del titolare del posto;
e) i posti non possano essere coperti con i meccanismi di mobilita’
di personale previsti dalla normativa vigente.
450. Al fine di assicurare l’efficace svolgimento del servizio
sanitario, i professionisti di cui al comma 449 sono inseriti, sulla
base del contratto d’opera stipulato con l’azienda sanitaria, nei
moduli organizzativi e operativi delle singole strutture ospedaliere.
451. I compensi orari del personale assunto con i contratti di cui
al comma 449 sono stabiliti dalle singole aziende sanitarie e non
possono eccedere il costo orario previsto per il personale di ruolo.
452. I rapporti instaurati sulla base delle disposizioni dei commi
449, 450 e 451 non danno luogo ad un rapporto di lavoro subordinato.
453. Al fine di sostenere l’attivita’ di ricerca sul genoma del
pancreas, alla Fondazione italiana per la ricerca sulle malattie del
pancreas ONLUS e’ attribuito un contributo di 500.000 euro per l’anno
2019.
454. All’articolo 17, comma 3-bis, del decreto-legge 6 luglio 2011,
n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, dopo le parole: « della spesa di personale » sono inserite le
seguenti: « , ovvero una variazione dello 0,1 per cento annuo, ».
455. Al fine di garantire la piena attuazione della legge 18 agosto
2015, n. 134, la dotazione del Fondo per la cura dei soggetti con
disturbo dello spettro autistico, istituito nello stato di previsione
del Ministero della salute, e’ incrementata di 5 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2019 e 2020.
456. In ottemperanza alle sentenze del tribunale amministrativo
regionale (TAR) del Lazio, sezione 1-bis, n. 640/1994, e del
Consiglio di Stato, sezione IV giurisdizionale, n. 2537/2004, e per
il completamento degli interventi perequativi indicati dal Ministero
della salute con atto DGPROF/P/3/ I.8.d.n.1 del 16 giugno 2017, e’
autorizzata la spesa di 500.000 euro per l’anno 2018 e di un milione
di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020. Il Ministero della
salute, con apposito decreto, individua i criteri di riparto delle
risorse tra i soggetti beneficiari nel limite della spesa autorizzata
e assicura il relativo monitoraggio.
457. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero della
giustizia, un fondo con una dotazione finanziaria di 20 milioni di
euro per l’anno 2018, da ripartire con decreto del Ministro della
giustizia, destinato al finanziamento di interventi urgenti per
assicurare la funzionalita’ degli uffici giudiziari e degli istituti
penitenziari, con particolare riferimento alle aree colpite da eventi
sismici, nonche’ al sostegno delle attivita’ amministrative del
consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli
giudiziari.
458. All’articolo 5, comma 4, secondo periodo, del codice delle
leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le parole: « nel corrispondente
circondario » sono sostituite dalle seguenti: « nel territorio,
rispettivamente, delle province di Trapani e di Caserta ».
459. Al fine di garantire la funzionalita’ degli uffici giudiziari,
i termini di cui all’articolo 1, comma 181, secondo e terzo periodo,
della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono prorogati di ulteriori
dodici mesi dalla data di pubblicazione della delibera di
assegnazione del finanziamento.
460. Limitatamente all’anno finanziario 2018, e’ ridotto di 20
milioni di euro il trasferimento in favore del Consiglio superiore
della magistratura il quale e’ autorizzato ad integrare la relativa
dotazione annuale per l’ammontare di 20 milioni di euro derivanti
dall’avanzo di amministrazione.
461. Al fine di dare completa attuazione al processo di
liberalizzazione di cui all’articolo 1, commi 57 e 58, della legge 4
agosto 2017, n. 124, e di assicurare, a decorrere dall’anno 2018,
l’effettivita’ dei risparmi di spesa da esso derivanti, nonche’
l’efficiente svolgimento del servizio di notificazioni a mezzo posta,
a tutela della funzionalita’ dell’amministrazione giudiziaria e della
finanza pubblica, all’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.
190, dopo il comma 97 sono inseriti i seguenti:
«97-bis. Alla legge 20 novembre 1982, n. 890, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1, dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente:
“Il servizio deve essere erogato da operatori postali in possesso
della licenza di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del
decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e deve rispettare gli
obblighi di qualita’ minima stabiliti dall’Autorita’ per le garanzie
nelle comunicazioni ai sensi della legge 4 agosto 2017, n. 124”;
b) all’articolo 2, le parole: “al modello prestabilito
dall’Amministrazione postale” sono sostituite dalle seguenti: “al
modello approvato dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni,
sentito il Ministero della giustizia”;
c) all’articolo 3:
1) al primo comma, le parole: “dell’ufficio postale” sono
sostituite dalle seguenti: “del punto di accettazione dell’operatore
postale”;
2) al secondo comma, le parole: “all’ufficio postale” sono
sostituite dalle seguenti: “al punto di accettazione dell’operatore
postale”;
3) al terzo comma, le parole: “dall’Amministrazione postale” sono
sostituite dalle seguenti: “ai sensi dell’articolo 2”;
4) al quarto comma, le parole da: “; per le notificazioni in
materia penale” a: “si riferisce” sono sostituite dai seguenti
periodi: “Per le notificazioni in materia penale e per quelle in
materia civile e amministrativa effettuate in corso di procedimento,
sull’avviso di ricevimento e sul piego devono essere indicati come
mittenti, con indicazione dei relativi indirizzi, ivi compreso
l’indirizzo di posta elettronica certificata ove il mittente sia
obbligato per legge a dotarsene, la parte istante o il suo
procuratore o l’ufficio giudiziario, a seconda di chi abbia fatto
richiesta della notificazione all’ufficiale giudiziario. In ogni caso
il mittente che non sia gravato dall’obbligo di cui al periodo
precedente puo’ sempre indicare un indirizzo di posta elettronica
certificata ai fini della trasmissione della copia dell’avviso di
ricevimento ai sensi dell’articolo 6”;
5) dopo il quarto comma e’ inserito il seguente:
“E’ facolta’ dell’operatore postale richiedere una nuova
compilazione dell’avviso o il riconfezionamento del piego che
risultino effettuati in modo non conforme alla modulistica di cui
all’articolo 2. Nel caso in cui il mittente non provveda, l’operatore
puo’ rifiutare l’esecuzione del servizio”;
6) al quinto comma, le parole: “all’ufficio postale di
partenza” sono sostituite dalle seguenti: “al punto di accettazione
dell’operatore postale”;
d) all’articolo 4:
1) al terzo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “,
fermi restando gli effetti di quest’ultima per il notificante al
compimento delle formalita’ a lui direttamente imposte dalle vigenti
disposizioni”;
2) al quarto comma, le parole: “dal bollo apposto” sono sostituite
dalle seguenti: “da quanto attestato”;
e) l’articolo 6 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 6. – 1. Lo smarrimento dell’avviso di ricevimento non da’
diritto ad alcuna indennita’, ma l’operatore postale incaricato e’
tenuto a rilasciare, senza spese, un duplicato o altro documento
comprovante il recapito del piego in formato cartaceo e a farlo avere
al mittente. Quando il mittente ha indicato un indirizzo di posta
elettronica certificata, l’operatore forma una copia per immagine su
supporto analogico dell’avviso di ricevimento secondo le modalita’
prescritte dall’articolo 22 del codice di cui al decreto legislativo
7 marzo 2005, n. 82, e provvede, entro tre giorni dalla consegna del
piego al destinatario, a trasmettere con modalita’ telematiche la
copia dell’avviso al mittente. In alternativa, l’operatore postale
genera l’avviso di ricevimento direttamente in formato elettronico ai
sensi dell’articolo 21 del codice di cui al decreto legislativo n. 82
del 2005 e lo trasmette in conformita’ a quanto previsto dal secondo
periodo del presente comma. L’originale dell’avviso di ricevimento
trasmesso in copia e’ conservato presso l’operatore postale, dove il
mittente puo’ ritirarlo.
2. Per ogni piego smarrito, l’operatore postale incaricato
corrisponde un indennizzo nella misura prevista dall’Autorita’ per le
garanzie nelle comunicazioni”;
f) l’articolo 7 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 7. – 1. L’operatore postale consegna il piego nelle mani
proprie del destinatario, anche se dichiarato fallito.
2. Se la consegna non puo’ essere fatta personalmente al
destinatario, il piego e’ consegnato, nel luogo indicato sulla busta
che contiene l’atto da notificare, a persona di famiglia che conviva
anche temporaneamente con lui ovvero addetta alla casa ovvero al
servizio del destinatario, purche’ il consegnatario non sia persona
manifestamente affetta da malattia mentale o abbia eta’ inferiore a
quattordici anni. In mancanza delle persone indicate al periodo
precedente, il piego puo’ essere consegnato al portiere dello stabile
ovvero a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo,
e’ comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.
3. L’avviso di ricevimento e di documenti attestanti la consegna
debbono essere sottoscritti dalla persona alla quale e’ consegnato il
piego e, quando la consegna sia effettuata a persona diversa dal
destinatario, la firma deve essere seguita, su entrambi i documenti
summenzionati, dalla specificazione della qualita’ rivestita dal
consegnatario, con l’aggiunta, se trattasi di familiare,
dell’indicazione di convivente anche se temporaneo.
4. Se il destinatario o le persone alle quali puo’ farsi la
consegna rifiutano di firmare l’avviso di ricevimento pur ricevendo
il piego, ovvero se il destinatario rifiuta il piego stesso o di
firmare documenti attestanti la consegna, il che equivale a rifiuto
del piego, l’operatore postale ne fa menzione sull’avviso di
ricevimento indicando, se si tratti di persona diversa dal
destinatario, il nome ed il cognome della persona che rifiuta di
firmare nonche’ la sua qualita’, appone la data e la propria firma
sull’avviso di ricevimento che e’ subito restituito al mittente in
raccomandazione, unitamente al piego nel caso di rifiuto del
destinatario di riceverlo. Analogamente, la prova della consegna e’
fornita dall’addetto alla notifica nel caso di impossibilita’ o
impedimento determinati da analfabetismo o da incapacita’ fisica alla
sottoscrizione”;
g) l’articolo 8 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 8. – 1. Se le persone abilitate a ricevere il piego in luogo
del destinatario rifiutano di riceverlo, ovvero se l’operatore
postale non puo’ recapitarlo per temporanea assenza del destinatario
o per mancanza, inidoneita’ o assenza delle persone sopra menzionate,
il piego e’ depositato lo stesso giorno presso il punto di deposito
piu’ vicino al destinatario.
2. Per il ritiro della corrispondenza inesitata l’operatore postale
di riferimento deve assicurare la disponibilita’ di un adeguato
numero di punti di giacenza o modalita’ alternative di consegna della
corrispondenza inesitata al destinatario, secondo criteri e tipologie
definite dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, tenuto
conto delle esigenze di riservatezza, sicurezza, riconoscibilita’ ed
accessibilita’ richieste dalla natura del servizio.
3. In ogni caso, deve essere assicurata la diretta supervisione e
responsabilita’ dell’operatore postale, pressoi punti di giacenza o
sulle modalita’ alternative di consegna della corrispondenza
inesitata, in relazione alla custodia ed alle altre attivita’
funzionali al ritiro o alla consegna degli invii.
4. Del tentativo di notifica del piego e del suo deposito e’ data
notizia al destinatario, a cura dell’operatore postale, mediante
avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di
ricevimento che, in caso di assenza del destinatario, deve essere
affisso alla porta d’ingresso oppure immesso nella cassetta della
corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda. L’avviso
deve contenere l’indicazione del soggetto che ha richiesto la
notifica e del suo eventuale difensore, dell’ufficiale giudiziario al
quale la notifica e’ stata richiesta e del numero di registro
cronologico corrispondente, della data di deposito e dell’indirizzo
del punto di deposito, nonche’ l’espresso invito al destinatario a
provvedere al ricevimento del piego a lui destinato mediante ritiro
dello stesso entro il termine massimo di sei mesi, con l’avvertimento
che la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci
giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al
periodo precedente e che, decorso inutilmente anche il predetto
termine di sei mesi, l’atto sara’ restituito al mittente.
5. La notificazione si ha per eseguita dalla data del ritiro del
piego, se anteriore al decorso del termine di dieci giorni di cui al
comma 4. In tal caso, l’impiegato del punto di deposito lo dichiara
sull’avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o
dal suo incaricato che ne ha curato il ritiro, e’, entro due giorni
lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione.
6. Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera
raccomandata, di cui al comma 4, senza che il destinatario o un suo
incaricato ne abbia curato il ritiro, l’avviso di ricevimento e’,
entro due giorni lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione
con annotazione in calce, sottoscritta dall’operatore postale, della
data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato,
dell’indicazione ‘atto non ritirato entro il termine di dieci giorni’
e della data di restituzione. Trascorsi sei mesi dalla data in cui il
piego e’ stato depositato, il piego stesso e’ restituito al mittente
in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta
dall’operatore postale, della data dell’avvenuto deposito e dei
motivi che l’hanno determinato, dell’indicazione ‘non ritirato entro
il termine di sei mesi’ e della data di restituzione. Qualora la data
delle eseguite formalita’ manchi sull’avviso di ricevimento o sia,
comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla data
risultante da quanto riportato sull’avviso stesso.
7. Fermi i termini sopra indicati, l’operatore postale puo’
consentire al destinatario di effettuare il ritiro digitale dell’atto
non recapitato assicurando l’identificazione del consegnatario ed il
rilascio da parte di quest’ultimo di un documento informatico recante
una firma equipollente a quella autografa”;
h) l’articolo 9 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 9. – 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 201,
comma 3, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, sono restituiti al mittente in raccomandazione e
con indicazione del motivo del mancato recapito gli invii che non
possono essere consegnati per i seguenti motivi: destinatario
sconosciuto, trasferito, irreperibile, deceduto, indirizzo inesatto,
indirizzo insufficiente, indirizzo inesistente”;
i) l’articolo 11 e’ abrogato;
l) all’articolo 12:
1) al primo comma, le parole: “3 febbraio 1993, n. 29,” sono
sostituite dalle seguenti: “30 marzo 2001, n. 165,”;
2) il secondo e terzo comma sono abrogati;
m) dopo l’articolo 16 e’ aggiunto il seguente:
“Art. 16-bis. – 1. Per quanto non disciplinato dalla presente legge
si applicano le disposizioni internazionali vigenti tra gli Stati”.
97-ter. Ai fini delle notificazioni a mezzo posta, qualunque
riferimento della legislazione vigente all’ufficio postale per mezzo
del quale e’ effettuata la spedizione si intende riferito al “punto
di accettazione” e all’ufficio postale preposto alla consegna si
intende riferito al “punto di deposito”.
97-quater. All’articolo 18 del decreto legislativo 22 luglio 1999,
n. 261, al comma 1 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le
persone addette ai servizi di notificazione a mezzo posta sono
considerate pubblici ufficiali a tutti gli effetti” e, alla rubrica,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e persone addette ai
servizi di notificazione a mezzo posta”.
97-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater
si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del
provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina
le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5,
comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n.
261. Le disposizioni di cui alla lettera e) del comma 97-bis si
applicano a decorrere dal 1° giugno 2018 ».
462. Al fine di perseguire l’obiettivo della coesione sociale e
territoriale, senza discriminazioni tra gli utenti, in conformita’
alla normativa europea e nazionale, e fermo restando il rispetto
della normativa regolatoria di settore, il contratto di programma tra
il Ministero dello sviluppo economico e il fornitore del servizio
postale universale puo’ comprendere, su richiesta di una delle parti,
a partire dal 1° gennaio 2020, nell’offerta complessiva dei servizi
postali, tenuto conto di ragioni di efficienza e razionalizzazione
della fornitura dei medesimi servizi e valorizzando la presenza
capillare degli uffici postali appartenenti allo stesso fornitore del
servizio postale universale, le attivita’ di raccolta, trasporto,
smistamento e distribuzione di invii postali fino a 5 chilogrammi.
463. Ai sensi dell’articolo 9, commi 2 e 3, della legge 6 ottobre
2017, n. 158, piccoli comuni possono stipulare appositi protocolli
aggiuntivi con il fornitore del servizio postale universale per
ridurre l’attuale discriminazione relativa ai tempi di consegna
effettivi rispetto ai grandi centri abitati e per il conseguimento
degli obiettivi di cui al comma 462 del presente articolo. Il
fornitore del servizio postale universale, nel perseguire obiettivi
di efficienza e razionalizzazione della fornitura del servizio, anche
tenuto conto degli obiettivi di coesione sociale ed economica, si
impegna a valutare prioritariamente eventuali iniziative degli enti
territoriali che possano potenziare l’offerta complessiva dei servizi
in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la
presenza capillare degli uffici postali.
464. Con uno o piu’ regolamenti adottati con decreti del Ministro
dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalita’
tecniche per l’attuazione dei commi 462 e 463 con riferimento ai
singoli regimi interessati.
465. All’articolo 81-bis delle disposizioni per l’attuazione del
codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al
regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, e’ aggiunto, in fine, il
seguente comma:
«Quando il difensore documenta il proprio stato di gravidanza, il
giudice, ai fini della fissazione del calendario del processo ovvero
della proroga dei termini in esso previsti, tiene conto del periodo
compreso tra i due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre
mesi successivi. La disposizione del primo periodo si applica anche
nei casi di adozione nazionale e internazionale nonche’ di
affidamento del minore avendo riguardo ai periodi previsti
dall’articolo 26 del testo unico delle disposizioni legislative in
materia di tutela e sostegno della maternita’ e della paternita’, di
cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Dall’applicazione
del presente comma non puo’ derivare grave pregiudizio alle parti
nelle cause per le quali e’ richiesta un’urgente trattazione ».
466. All’articolo 420-ter del codice di procedura penale, dopo il
comma 5 e’ aggiunto il seguente:
«5-bis. Agli effetti di cui al comma 5 il difensore che abbia
comunicato prontamente lo stato di gravidanza si ritiene
legittimamente impedito a comparire nei due mesi precedenti la data
presunta del parto e nei tre mesi successivi ad esso ».
467. All’articolo 21-quinquies del decreto-legge 27 giugno 2015, n.
83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « 31 dicembre 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 »;
b) al comma 3, le parole: « e del 15 per cento per l’anno 2017 »
sono sostituite dalle seguenti: « , del 15 per cento per l’anno 2017
e del 10 per cento per l’anno 2018 ».

468. Ai consiglieri di Stato di cui all’articolo 14 del decreto del
Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, n. 426, spetta il rimborso
delle spese, ai sensi della legge 18 dicembre 1973, n. 836, o, a
scelta dell’interessato, l’indennita’ di trasferta, ai sensi
dell’articolo 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e
successive modificazioni, a titolo risarcitorio indennitario, in
relazione al mantenimento della residenza nel territorio della
provincia di Bolzano, nel limite di spesa pari a 50.000 euro annui a
decorrere dal 2018.
469. Al secondo comma dell’articolo 30 del decreto del Presidente
della Repubblica 16 settembre 1958, n. 916, il terzo e quarto periodo
sono soppressi.
470. Al comma 4 dell’articolo 22 della legge 31 dicembre 2012, n.
247, la parola: « cinque» e’ sostituita dalla seguente:« sei ».
471. All’articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
«2-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di
cui al comma 6-ter del presente articolo rientrano in apposite
gestioni separate del “Fondo unico giustizia”:
a) salvo che nei casi di cui all’articolo 104, primo e secondo
comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e fino al riparto
finale dell’attivo fallimentare, le somme giacenti in conti correnti
accesi a norma dell’articolo 34, primo comma, dello stesso regio
decreto n. 267 del 1942;
b) fino al momento della distribuzione, le somme giacenti in conti
correnti e in depositi a risparmio ricavate nel corso di procedure
esecutive per espropriazione immobiliare;
c) le somme, giacenti in conti correnti e in depositi a risparmio,
oggetto di sequestro conservativo ai sensi dell’articolo 671 del
codice di procedura civile;
d) le somme a qualunque titolo depositate presso Poste Italiane
S.p.A., banche e altri operatori finanziari in relazione a
procedimenti civili contenziosi.
2-ter. Gli utili della gestione finanziaria delle somme di cui al
comma 2-bis, costituiti dal differenziale rispetto al rendimento
finanziario ordinario di cui al comma 6-ter, sono versati all’entrata
del bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione, in misura
pari al 50 per cento, al Ministero della giustizia, al netto degli
interessi spettanti, rispettivamente, ai creditori del fallimento e
all’assegnatario »;
b) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:
«3.1. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano ai beni di cui
ai commi 2 e 2-bis a decorrere dalla data di entrata in vigore del
decreto di cui al comma 6-ter »;
c) dopo il comma 6-bis e’ inserito il seguente:
«6-ter. Le modalita’ di attuazione dei commi 2-bis e 2-ter, anche
in relazione a quanto disposto dal comma 6, sono stabilite con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro della giustizia. Con il medesimo decreto e’ individuato,
relativamente ai procedimenti e alle procedure di cui al comma 2-bis
sorti dopo l’entrata in vigore del decreto di cui al presente comma,
il tasso di interesse attivo di riferimento scelto tra quelli
disponibili sul mercato interbancario per operazioni analoghe e
continuativamente rilevati e pubblicati, che la banca o l’ufficio
postale prescelto deve riconoscere al fine di garantire l’ordinario
rendimento finanziario delle somme depositate. Per i procedimenti e
le procedure di cui al comma 2-bis sorti prima dell’entrata in vigore
del decreto di cui al presente comma il differenziale di cui al comma
2-ter e’ determinato in relazione al tasso di interesse attivo gia’
riconosciuto »;
d) al comma 7, le parole: « Con decreto » sono sostituite dalle
seguenti: « Salvo quanto previsto dai commi 2-bis e 2-ter, con
decreto ».
472. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 2, comma 6-ter, del decreto-legge 16 settembre 2008, n.
143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n.
181, all’articolo 34 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) nel primo comma, le parole da: « Su » fino a: « capitale » sono
soppresse;
b) nel terzo comma, dopo la parola: « delegato » sono aggiunte le
seguenti: « e, nel periodo di intestazione “Fondo unico giustizia”
del conto corrente, su disposizione di Equitalia Giustizia SpA ».
473. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo l’articolo 238 (L) e’
inserito il seguente:
«Art. 238-bis (L) (Attivazione delle procedure di conversione delle
pene pecuniarie non pagate). – 1. Entro la fine di ogni mese l’agente
della riscossione trasmette all’ufficio, anche in via telematica, le
informazioni relative allo svolgimento del servizio e all’andamento
delle riscossioni delle pene pecuniarie effettuate nel mese
precedente. L’agente della riscossione che viola la disposizione del
presente comma e’ soggetto alla sanzione amministrativa di cui
all’articolo 53 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e si
applicano le disposizioni di cui agli articoli 54, 55 e 56 del
predetto decreto.
2. L’ufficio investe il pubblico ministero perche’ attivi la
conversione presso il magistrato di sorveglianza competente, entro
venti giorni dalla ricezione della prima comunicazione da parte
dell’agente della riscossione, relativa all’infruttuoso esperimento
del primo pignoramento su tutti i beni.
3. Ai medesimi fini di cui al comma 2, l’ufficio investe, altresi’,
il pubblico ministero se, decorsi ventiquattro mesi dalla presa in
carico del ruolo da parte dell’agente della riscossione e in mancanza
della comunicazione di cui al comma 2, non risulti esperita alcuna
attivita’ esecutiva ovvero se gli esiti di quella esperita siano
indicativi dell’impossibilita’ di esazione della pena pecuniaria o di
una rata di essa.
4. Nei casi di cui ai commi 2 e 3, sono trasmessi al pubblico
ministero tutti i dati acquisiti che siano rilevanti ai fini
dell’accertamento dell’impossibilita’ di esazione.
5. L’articolo di ruolo relativo alle pene pecuniarie e’ sospeso
dalla data in cui il pubblico ministero trasmette gli atti al
magistrato di sorveglianza competente.
6. Il magistrato di sorveglianza, al fine di accertare l’effettiva
insolvibilita’ del debitore, puo’ disporre le opportune indagini nel
luogo del domicilio o della residenza, ovvero dove si abbia ragione
di ritenere che lo stesso possieda altri beni o cespiti di reddito e
richiede, se necessario, informazioni agli organi finanziari.
7. Quando il magistrato di sorveglianza competente accerta la
solvibilita’ del debitore, l’agente della riscossione riavvia le
attivita’ di competenza sullo stesso articolo di ruolo.
8. Nei casi di conversione della pena pecuniaria o di rateizzazione
della stessa o di differimento della conversione di cui all’articolo
660, comma 3, del codice di procedura penale, l’ufficio ne da’
comunicazione all’agente della riscossione, anche ai fini del
discarico per l’articolo di ruolo relativo.
9. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 trovano applicazione
anche per le partite di credito per le quali si e’ gia’ provveduto
all’iscrizione a ruolo alla data di entrata in vigore delle medesime
».
474. All’articolo 2751-bis, numero 2), del codice civile, dopo le
parole: « le retribuzioni dei professionisti » sono inserite le
seguenti: « , compresi il contributo integrativo da versare alla
rispettiva cassa di previdenza ed assistenza e il credito di rivalsa
per l’imposta sul valore aggiunto, ».
475. E’ istituito presso il Ministero della giustizia un fondo, con
una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2018, di 20 milioni di
euro per l’anno 2019 e di 30 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020, da destinare con decreti del Ministro dell’economia e
delle finanze all’attuazione delle disposizioni di cui alla legge 23
giugno 2017, n. 103, in materia di riforma del processo penale e
dell’ordinamento penitenziario.
476. All’articolo 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
«4. Alle dipendenze del Garante nazionale, che si avvale delle
strutture e delle risorse messe a disposizione dal Ministro della
giustizia, e’ istituito un ufficio nel numero massimo di 25 unita’ di
personale, di cui almeno 20 dello stesso Ministero e, in posizione di
comando, non piu’ di 2 unita’ del Ministero dell’interno e non piu’
di 3 unita’ degli enti del Servizio sanitario nazionale, che
conservano il trattamento economico in godimento, limitatamente alle
voci fisse e continuative, con oneri a carico delle amministrazioni
di provenienza sia in ragione degli emolumenti di carattere
fondamentale che per gli emolumenti accessori di carattere fisso e
continuativo. Gli altri oneri relativi al trattamento accessorio sono
posti a carico del Ministero della giustizia. Il predetto personale
e’ scelto in funzione delle conoscenze acquisite negli ambiti di
competenza del Garante. La struttura e la composizione dell’ufficio
sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, di concerto con il Ministro della giustizia, il Ministro
dell’interno e il Ministro dell’economia e delle finanze »;
b) il comma 5-bis e’ sostituito dal seguente:
«5-bis. Per il funzionamento del Garante nazionale e’ autorizzata
la spesa di euro 200.000 per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e di
euro 300.000 annui a decorrere dall’anno 2018 ».
477. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al
comma 4 dell’articolo 7 del decreto-legge n. 146 del 2013, come
modificato dal comma 476, lettera a), e’ adottato entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
478. Il Ministero della giustizia e’ autorizzato nell’anno 2018, in
aggiunta alle facolta’ assunzionali previste dalla normativa vigente,
ad assumere magistrati ordinari vincitori di concorso gia’ bandito
alla data di entrata in vigore della presente legge.
479. Per le finalita’ di cui al comma 478, e’ autorizzata la spesa
nel limite di euro 10.646.068 per l’anno 2018, di euro 25.461.095 per
l’anno 2019, di euro 27.843.664 per l’anno 2020, di euro 28.391.450
per l’anno 2021, di euro 36.014.275 per l’anno 2022, di euro
36.226.732 per l’anno 2023, di euro 36.878.367 per l’anno 2024, di
euro 37.638.610 per l’anno 2025, di euro 38.290.249 per l’anno 2026 e
di euro 39.050.492 a decorrere dall’anno 2027.
480. Al fine di agevolare la definizione dei processi
amministrativi pendenti e di ridurre ulteriormente l’arretrato, a
decorrere dal 1° gennaio 2018, nella tabella A allegata alla legge 27
aprile 1982, n. 186, il numero dei presidenti di sezione del
Consiglio di Stato e’ aumentato di una unita’, quello dei consiglieri
di Stato di sette unita’, quello dei referendari dei tribunali
amministrativi regionali di quindici unita’.
481. Per le finalita’ di cui al comma 480, e’ autorizzata, a
decorrere dal 1° gennaio 2018, l’indizione di concorsi pubblici e,
conseguentemente, l’assunzione delle corrispondenti unita’ di
magistrati.
482. In considerazione della riduzione dell’arretrato conseguente
all’applicazione del comma 481, a decorrere dal 1° gennaio 2023,
nella tabella A allegata alla legge 27 aprile 1982, n. 186, come
incrementata per effetto del comma 480, il numero dei presidenti di
sezione del Consiglio di Stato e’ ridotto di una unita’, quello dei
consiglieri di Stato di due unita’, quello dei referendari dei
tribunali amministrativi regionali di cinque unita’ e le relative
posizioni, se coperte da personale in servizio, sono considerate
soprannumerarie.
483. Per l’attuazione dei commi da 480 a 482 e’ autorizzata la
spesa di euro 3.502.809,62 per l’anno 2018, di euro 3.539.585,64 per
l’anno 2019, di euro 3.565.894,07 per l’anno 2020, di euro
3.924.157,49 per l’anno 2021, di euro 4.129.297,51 per l’anno 2022,
di euro 4.153.105,16 per l’anno 2023, di euro 4.183,938,58 per l’anno
2024, di euro 4.267.480,74 per l’anno 2025, di euro 4.967.696,29 per
l’anno 2026 e di euro 4.972.102,54 a decorrere dall’anno 2027.
484. Agli oneri di cui al comma 483 si provvede mediante
corrispondente utilizzo delle risorse provenienti dall’attuazione
delle disposizioni di cui all’articolo 37, comma 10, secondo periodo,
del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, iscritte nel
bilancio autonomo del Consiglio di Stato, per la quota destinata alle
spese di funzionamento degli uffici giudiziari.
485. Al fine di assicurare all’Avvocatura dello Stato
l’espletamento dei compiti ad essa assegnati dalla legge, le
dotazioni organiche degli avvocati dello Stato e dei procuratori
dello Stato sono aumentate, rispettivamente, di venti unita’. La
tabella A di cui alla legge 3 aprile 1979, n. 103, e’
conseguentemente modificata. Le procedure concorsuali per le
conseguenti assunzioni, disciplinate con decreto dell’Avvocato
generale dello Stato, sono disposte anche in deroga ai vincoli in
materia di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni, nonche’ in
deroga ai limiti assunzionali previsti dalla normativa vigente in
materia di turn over. A tal fine e’ autorizzata la spesa nel limite
di euro 2.744.515 per l’anno 2018, di euro 4.048.015 per l’anno 2019,
di euro 4.444.391 per l’anno 2020, di euro 4.717.550 per l’anno 2021,
di euro 4.756.454 per l’anno 2022, di euro 5.272.762 per l’anno 2023,
di euro 5.309.054 per l’anno 2024, di euro 5.440.072 per l’anno 2025,
di euro 6.406.433 per l’anno 2026 e di euro 6.456.286 a decorrere
dall’anno 2027.
486. Al medesimo fine di cui al comma 485, all’articolo 9, comma 4,
del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al primo periodo, il numero: « 50 » e’ sostituito dal seguente:
« 75 »;
b) il secondo periodo e’ soppresso.
487. All’articolo 13-bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, le parole: « tenuto conto dei » sono sostituite
dalle seguenti: « e conforme ai »;
b) al comma 5, alinea, le parole: « , salvo che siano state oggetto
di specifica trattativa e approvazione, » sono soppresse;
c) al comma 6:
1) le parole: « lettere a) e c) » sono sostituite dalle seguenti: «
lettere a), b), c), d), e), g), h) e i) »;
2) le parole: « anche qualora siano state oggetto di trattativa e
approvazione » sono soppresse;
d) il comma 9 e’ abrogato.
488. All’articolo 19-quaterdecies del decreto-legge 16 ottobre
2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
2017, n. 172, dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente:
«4-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli
agenti della riscossione, che garantiscono, comunque, al momento del
conferimento dell’incarico professionale, la pattuizione di compensi
adeguati all’importanza dell’opera, tenendo conto, in ogni caso,
dell’eventuale ripetitivita’ delle prestazioni richieste ».
489. Al fine di favorire la piena funzionalita’ degli uffici
giudiziari, il Ministero della giustizia e’ autorizzato, con le
modalita’ di cui all’articolo 1, commi 2-bis e 2-ter, del
decreto-legge 30 giugno 2016, n. 117, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 agosto 2016, n. 161, ad assumere, nell’ambito
dell’attuale dotazione organica, per il triennio 2018-2020, con
contratto di lavoro a tempo indeterminato, un ulteriore contingente
massimo di 1.400 unita’ di personale amministrativo non dirigenziale
da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazione giudiziaria.
490. Per lo svolgimento delle procedure concorsuali necessarie
all’attuazione del comma 489 e’ autorizzata la spesa di euro
2.000.000 per l’anno 2018.
491. Per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 489 e 490,
e’ autorizzata la spesa nel limite di euro 26.704.640 per l’anno 2018
e di euro 49.409.280 annui a decorrere dall’anno 2019, cui si
provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui
all’articolo 1, comma 96, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
492. Le risorse certe e stabili del Fondo per le politiche di
sviluppo delle risorse umane e per la produttivita’ dell’Agenzia
delle entrate sono incrementate, a valere sui finanziamenti
dell’Agenzia stessa, di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018
e di ulteriori 10 milioni di euro a decorrere dal 2019. Agli oneri
derivanti dal precedente periodo, valutati in termini di
indebitamento netto in euro 5,2 milioni di euro per l’anno 2018 e a
10,4 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019, si provvede mediante
riduzione del fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.
493. All’articolo 13 del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « biennio 2017-2018 » sono sostituite
dalle seguenti: « triennio 2017-2019» e le parole: «60 unita’» dalle
seguenti: « 296 unita’ »;
b) il comma 3 e’ sostituito dai seguenti:
« 3. Per le finalita’ di cui al comma 1, e’ autorizzata la spesa di
euro 1.200.000 per l’anno 2017, di euro 3.966.350 per l’anno 2018 e
di euro 11.798.099 a decorrere dall’anno 2019.
3.1. Per lo svolgimento delle procedure concorsuali di cui al comma
1 e’ autorizzata la spesa di euro 500.000 per l’anno 2018 ».
494. All’articolo 37 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 11:
1) al terzo periodo, dopo le parole: «A decorrere dall’anno 2015 »
sono inserite le seguenti: « e fino all’anno 2017 »;
2) dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: «A decorrere
dall’anno 2018, la quota pari a 7,5 milioni di euro di cui al terzo
periodo e’ destinata a fronteggiare le imprevedibili esigenze di
servizio, ivi comprese quelle connesse al conseguimento degli
obiettivi definiti dai programmi di cui al comma 1, ove il
prolungamento dell’orario d’obbligo per il personale amministrativo
degli uffici giudiziari interessati ecceda i limiti orari stabiliti
dalla vigente normativa per il lavoro straordinario; l’autorizzazione
al prolungamento dell’orario d’obbligo oltre i limiti previsti per il
lavoro straordinario e’ disposta, in deroga alla normativa vigente,
con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, fino al limite massimo, per ciascuna
unita’, non superiore a 35 ore mensili »;
b) al comma 12, primo periodo, le parole: « entro il 30 aprile di
ogni anno » sono sostituite dalle seguenti: « entro il 30 aprile di
ciascuno degli anni interessati »;
c) il comma 13 e’ sostituito dal seguente:
« 13. L’organo di autogoverno della magistratura tributaria
provvede al riparto delle somme di cui al comma 11 tra gli uffici
giudiziari che hanno raggiunto gli obiettivi di smaltimento
dell’arretrato di cui al comma 12, secondo le percentuali di cui al
comma 1, e tenuto conto delle dimensioni e della produttivita’ di
ciascun ufficio. Il Presidente del Consiglio di Stato, sentito
l’organo di autogoverno della magistratura amministrativa, provvede
al riparto delle risorse di cui al comma 11-bis tra gli uffici della
giustizia amministrativa, tenendo conto della produttivita’ e delle
dimensioni di ciascun ufficio. Per gli anni 2015, 2016 e 2017, il
Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore della
magistratura, provvede al riparto delle somme di cui al comma 11 tra
gli uffici della giustizia ordinaria in conformita’ ai criteri di cui
al primo periodo ».
495. Al fine di migliorare la gestione dell’Amministrazione degli
archivi notarili, contenere le spese nonche’ mantenere l’equilibrio
previdenziale dell’ente Cassa nazionale del notariato, alla legge 16
febbraio 1913, n. 89, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 4, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
« 2. La tabella che determina il numero e la residenza dei notai
deve, udite le Corti d’appello e i Consigli notarili, essere rivista
ogni sette anni, sulla base dei criteri indicati al comma 1 e tenuto
anche conto della variazione statistica tendenziale del numero e
della tipologia degli atti ricevuti o autenticati dai notai, e puo’
essere modificata parzialmente anche entro un termine piu’ breve,
quando ne sia dimostrata l’opportunita’ »;
b) all’articolo 65, dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti:
«A decorrere dalla data stabilita con il decreto di cui al nono
comma, il notaio trasmette in via telematica all’Ufficio centrale
degli archivi notarili, in formato digitale, per l’inserimento
nell’archivio centrale informatico, la copia mensile dei repertori,
di cui al primo comma, nonche’ la copia trimestrale del registro
somme e valori, ovvero la certificazione negativa, ed ogni altra
documentazione connessa ed esegue i versamenti ai quali e’ tenuto, a
mezzo degli archivi notarili distrettuali, su conto corrente postale
gestito dall’Ufficio centrale.
L’Amministrazione degli archivi notarili versa, nei termini
previsti per gli archivi notarili distrettuali dalla normativa
vigente, le somme riscosse per conto del Consiglio nazionale del
notariato e della Cassa nazionale del notariato, trattenendo un aggio
nella misura del 2 per cento.
Il controllo della liquidazione delle tasse e dei contributi e
degli importi versati dai notai e l’applicazione e la riscossione
delle sanzioni previste per tardivo o mancato pagamento spetta
all’archivio notarile distrettuale.
I dati estratti dalle copie dei repertori tenuti nell’archivio
centrale informatico sostituiscono l’indice delle parti intervenute
negli atti, previsto dall’articolo 114.
L’Amministrazione degli archivi notarili provvede alla
dematerializzazione delle copie mensili di cui al presente articolo
conservate su supporto cartaceo dagli archivi notarili.
Con uno o piu’ decreti del Ministro della giustizia, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione, sentiti il Consiglio
nazionale del notariato, il Garante per la protezione dei dati
personali e l’Agenzia per l’Italia digitale, sono determinate, nel
rispetto del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n.
82, le norme di attuazione delle disposizioni che riguardano le
modalita’ di formazione e trasmissione telematica delle copie di cui
al quarto comma, i versamenti di cui al quarto e quinto comma, la
conservazione, la ricerca e la consultazione dei documenti e dei dati
inseriti nell’archivio centrale informatico. Sono altresi’ stabilite
le date di entrata in vigore delle predette disposizioni e le date
della cessazione dell’obbligo di eseguire i corrispondenti
adempimenti presso gli archivi notarili distrettuali »;
c) all’articolo 93-ter e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
« 1-bis. Agli atti funzionali al promovimento del procedimento
disciplinare si applica l’articolo 8, comma 2, della legge 10 ottobre
1990, n. 287 ».
496. Alla lettera b-bis) del terzo comma dell’articolo 1 della
legge 6 agosto 1926, n. 1365, le parole: « in tre precedenti concorsi
» sono sostituite dalle seguenti: « in cinque precedenti concorsi ».
497. All’articolo 5, primo comma, numero 5), della legge 16
febbraio 1913, n. 89, dopo le parole: « continuativamente dopo la
laurea » sono inserite le seguenti: « anche dopo la cancellazione dal
registro dei praticanti in conformita’ al regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137 ».
498. All’articolo 21-quater, comma 1, del decreto-legge 27 giugno
2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2015, n. 132, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « e di ufficiale giudiziario » sono sostituite dalle
seguenti: « , di ufficiale giudiziario, di contabile, di assistente
informatico e di assistente linguistico »;
b) le parole: « di funzionario giudiziario e di funzionario
dell’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti (UNEP) » sono
sostituite dalle seguenti: « di funzionario giudiziario, di
funzionario dell’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti (UNEP),
di funzionario contabile, di funzionario informatico e di funzionario
linguistico ».
499. L’articolo 13 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228,
e’ sostituito dal seguente:
«Art. 13. (Distretti del cibo). – 1. Al fine di promuovere lo
sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire
l’integrazione di attivita’ caratterizzate da prossimita’
territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto
ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e
salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le
attivita’ agricole e agroalimentari, sono istituiti i distretti del
cibo.
2. Si definiscono distretti del cibo:
a) i distretti rurali quali sistemi produttivi locali di cui
all’articolo 36, comma 1, della legge 5 ottobre 1991, n. 317,
caratterizzati da un’identita’ storica e territoriale omogenea
derivante dall’integrazione fra attivita’ agricole e altre attivita’
locali, nonche’ dalla produzione di beni o servizi di particolare
specificita’, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e
territoriali, gia’ riconosciuti alla data di entrata in vigore della
presente disposizione;
b) i distretti agroalimentari di qualita’ quali sistemi produttivi
locali, anche a carattere interregionale, caratterizzati da
significativa presenza economica e da interrelazione e
interdipendenza produttiva delle imprese agricole e agroalimentari,
nonche’ da una o piu’ produzioni certificate e tutelate ai sensi
della vigente normativa europea o nazionale, oppure da produzioni
tradizionali o tipiche, gia’ riconosciuti alla data di entrata in
vigore della presente disposizione;
c) i sistemi produttivi locali caratterizzati da una elevata
concentrazione di piccole e medie imprese agricole e agroalimentari,
di cui all’articolo 36, comma 1, della legge 5 ottobre 1991, n. 317;
d) i sistemi produttivi locali anche a carattere interregionale,
caratterizzati da interrelazione e interdipendenza produttiva delle
imprese agricole e agroalimentari, nonche’ da una o piu’ produzioni
certificate e tutelate ai sensi della vigente normativa europea,
nazionale e regionale;
e) i sistemi produttivi locali localizzati in aree urbane o
periurbane caratterizzati dalla significativa presenza di attivita’
agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
f) i sistemi produttivi locali caratterizzati dall’interrelazione e
dall’integrazione fra attivita’ agricole, in particolare quella di
vendita diretta dei prodotti agricoli, e le attivita’ di prossimita’
di commercializzazione e ristorazione esercitate sul medesimo
territorio, delle reti di economia solidale e dei gruppi di acquisto
solidale;
g) i sistemi produttivi locali caratterizzati dalla presenza di
attivita’ di coltivazione, allevamento, trasformazione, preparazione
alimentare e agroindustriale svolte con il metodo biologico o nel
rispetto dei criteri della sostenibilita’ ambientale, conformemente
alla normativa europea, nazionale e regionale vigente;
h) i biodistretti e i distretti biologici, intesi come territori
per i quali agricoltori biologici, trasformatori, associazioni di
consumatori o enti locali abbiano stipulato e sottoscritto protocolli
per la diffusione del metodo biologico di coltivazione, per la sua
divulgazione nonche’ per il sostegno e la valorizzazione della
gestione sostenibile anche di attivita’ diverse dall’agricoltura.
Nelle regioni che abbiano adottato una normativa specifica in materia
di biodistretti o distretti biologici si applicano le definizioni
stabilite dalla medesima normativa.
3. Le regioni e le province autonome provvedono all’individuazione
dei distretti del cibo e alla successiva comunicazione al Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali, presso il quale e’
costituito il Registro nazionale dei distretti del cibo.
4. Al fine di sostenere gli interventi per la creazione e il
consolidamento dei distretti del cibo si applicano le disposizioni
relative ai contratti di distretto, di cui all’articolo 66, comma 1,
della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. I criteri, le modalita’ e le procedure per l’attuazione degli
interventi di cui al comma 4 sono definiti con decreto del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione.
6. Per le finalita’ di cui al comma 4 e’ autorizzata la spesa di 5
milioni di euro per l’anno 2018 e di 10 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2019.
7. Al fine di valorizzare la piena integrazione fra attivita’
imprenditoriali ai sensi della lettera f) del comma 2, al comma 8-bis
dell’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, dopo
le parole: “nell’ambito dell’esercizio della vendita diretta e’
consentito” sono inserite le seguenti: “vendere prodotti agricoli,
anche manipolati o trasformati, gia’ pronti per il consumo, mediante
l’utilizzo di strutture mobili nella disponibilita’ dell’impresa
agricola, anche in modalita’ itinerante su aree pubbliche o private,
nonche'” ».
500. Al fine di potenziare le attivita’ volte alla realizzazione
degli obiettivi che l’Italia si e’ impegnata a raggiungere
nell’ambito dello sviluppo sostenibile e degli obiettivi indicati nel
documento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite « Agenda 2030 per
lo sviluppo sostenibile », nonche’ per la realizzazione di eventi e
iniziative ad essi collegati, a partire dalla candidatura dell’Italia
a ospitare la 26° sessione della Convenzione quadro delle Nazioni
Unite sui cambiamenti climatici, e in continuita’ con EXPO 2015 e con
la Carta di Milano, e’ autorizzata la spesa di 500.000 euro per
ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, a favore del Milan Center for
Food Law and Policy.
501. Per il potenziamento delle azioni di promozione del Made in
Italy agroalimentare all’estero e l’internazionalizzazione delle
imprese italiane, all’articolo 1, comma 202, quinto periodo, della
legge 23 dicembre 2014, n. 190, dopo le parole: « pari a 2,5 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, » sono inserite le
seguenti: « nonche’ a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018
e 2019 e a 3 milioni di euro per l’anno 2020, ».
502. Con il termine « enoturismo » si intendono tutte le attivita’
di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite
nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti
utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la
commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in
abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e
ricreativo nell’ambito delle cantine.
503. Allo svolgimento dell’attivita’ enoturistica si applicano le
disposizioni fiscali di cui all’articolo 5 della legge 30 dicembre
1991, n. 413. Il regime forfettario dell’imposta sul valore aggiunto
di cui all’articolo 5, comma 2, della legge n. 413 del 1991 si
applica solo per i produttori agricoli di cui agli articoli 295 e
seguenti della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre
2006.
504. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo, adottato d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti linee guida e
indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualita’,
con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del
territorio, per l’esercizio dell’attivita’ enoturistica.
505. L’attivita’ enoturistica e’ esercitata, previa presentazione
al comune di competenza della segnalazione certificata di inizio
attivita’ (SCIA), ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto
1990, n. 241, in conformita’ alle normative regionali, sulla base dei
requisiti e degli standard disciplinati dal decreto di cui al comma
504.
506. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, da adottare entro il 31 gennaio di ciascuna delle
annualita’ 2018, 2019 e 2020, ai sensi dell’articolo 34, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le
percentuali di compensazione applicabili agli animali vivi delle
specie bovina e suina sono innalzate, per ciascuna delle annualita’
2018, 2019 e 2020, rispettivamente in misura non superiore al 7,7 per
cento e all’8 per cento. L’attuazione delle disposizioni di cui al
periodo precedente non puo’ comportare minori entrate superiori a 20
milioni di euro annui.
507. Al fine di assicurare la realizzazione di interventi urgenti
diretti a fronteggiare le emergenze nel settore avicolo, e’
istituito, nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, il Fondo per l’emergenza avicola,
con una dotazione di 15 milioni di euro per l’anno 2018 e 5 milioni
di euro per l’anno 2019, per le seguenti finalita’:
a) interventi per favorire la ripresa dell’attivita’ economica e
produttiva di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 29 marzo
2004, n. 102, a favore delle imprese agricole operanti nel settore
avicolo che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a
copertura dei rischi, la cui attivita’ e’ limitata o impedita dalle
prescrizioni sanitarie adottate per impedire la diffusione della
malattia;
b) rafforzamento del sistema di sorveglianza e prevenzione
dell’influenza aviaria.
508. Il Fondo di cui al comma 507 e’ finanziato, per la finalita’
di cui alla lettera a), mediante riduzione di 5 milioni di euro per
l’anno 2018 dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 4 della
legge 23 dicembre 1999, n. 499; per la finalita’ di cui alla lettera
b), nella misura di 10 milioni di euro per l’anno 2018 mediante
utilizzo delle risorse destinate alla realizzazione di specifici
obiettivi del Piano sanitario nazionale, ai sensi dell’articolo 1,
comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
509. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro della
salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, adottato d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri di
attuazione, le modalita’ di accesso al Fondo, nonche’ le priorita’ di
intervento che devono tener conto della densita’ degli allevamenti
avicoli sul territorio.
510. All’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 25 gennaio
2010, n. 9, le parole: « e alle aziende avicole a carattere non
commerciale che allevano fino ad un numero massimo di 250 capi » sono
sostituite dalle seguenti: « e alle aziende avicole a carattere non
commerciale che allevano un numero di capi superiore a 50 ».
511. Al fine di promuovere l’apicoltura quale strumento di tutela
della biodiversita’ e dell’ecosistema e di integrazione di reddito
nelle aree montane, i proventi dell’apicoltura condotta da apicoltori
con meno di 20 alveari e ricadenti nei comuni classificati montani
non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini
dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
512. Le risorse destinate dai Patti per lo sviluppo stipulati con
gli enti territoriali al finanziamento, mediante apposite delibere
del CIPE, degli interventi in materia di mitigazione del rischio
idrogeologico e degli interventi infrastrutturali necessari a
risolvere situazioni di pericolo connesse alla viabilita’ provinciale
e comunale, ai collegamenti con le aree interne e ai presidi di
protezione civile (cosiddette « vie di fuga ») confluiscono
direttamente nella contabilita’ speciale dei presidenti delle regioni
in qualita’ di commissari straordinari delegati per il sollecito
espletamento delle procedure relative alla realizzazione degli
interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, che assicurano
l’attuazione degli interventi con i compiti, le modalita’ e i poteri
di cui all’articolo 10 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
513. Agli interventi di cui al comma 512 non si applica l’articolo
7, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 12 settembre 2014, n.
133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n.
164.
514. A decorrere dal 1° gennaio 2019 l’aliquota di accisa sulla
birra di cui all’allegato I annesso al testo unico delle disposizioni
legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e
relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e’ rideterminata in euro 3,00
per ettolitro e per grado-Plato.
515. All’articolo 7 della legge 3 maggio 1982, n. 203, e’ aggiunto,
in fine, il seguente comma:
« Sono altresi’ equiparati ai coltivatori diretti, ai fini della
presente legge, anche gli imprenditori agricoli professionali
iscritti nella previdenza agricola ».
516. Per la programmazione e realizzazione degli interventi
necessari alla mitigazione dei danni connessi al fenomeno della
siccita’ e per promuovere il potenziamento e l’adeguamento delle
infrastrutture idriche, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, con il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, con il Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo e con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il
sistema idrico, ridenominata ai sensi del comma 528, previa
acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, e’ adottato il Piano nazionale di interventi nel settore
idrico, articolato in due sezioni: sezione « acquedotti » e sezione «
invasi ». Il Piano nazionale puo’ essere approvato, anche per
stralci, con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri. Il Piano nazionale e’ aggiornato, di norma, ogni due anni,
tenendo conto dello stato di avanzamento degli interventi effettuati,
delle programmazioni esistenti e dei nuovi interventi necessari e
urgenti, con priorita’ per quelli in stato di progettazione
definitiva ed esecutiva ai sensi dell’articolo 23 del codice degli
appalti, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, da
realizzare per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture
idriche, anche al fine di contrastare la dispersione delle risorse
idriche.
517. Ai fini della definizione della sezione « acquedotti » della
proposta del Piano nazionale di cui al comma 516, l’Autorita’ per
l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, ridenominata ai
sensi del comma 528, sentiti le regioni e gli enti locali
interessati, sulla base delle programmazioni esistenti per ciascun
settore nonche’ del monitoraggio sull’attuazione dei piani economici
finanziari dei gestori, trasmette ai Ministri indicati al comma 516
l’elenco degli interventi necessari e urgenti per il settore, con
specifica indicazione delle modalita’ e dei tempi di attuazione, per
la realizzazione dei seguenti obiettivi prioritari: a) raggiungimento
di adeguati livelli di qualita’ tecnica; b) recupero e ampliamento
della tenuta e del trasporto della risorsa idrica, anche con
riferimento alla capacita’ di invaso; c) diffusione di strumenti
mirati al risparmio di acqua negli usi agricoli, industriali e
civili. Gli enti di gestione d’ambito e gli altri soggetti
responsabili della realizzazione degli interventi trasmettono
all’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, entro sessanta giorni dalla
richiesta, eventuali ulteriori informazioni e documenti necessari.
518. Ai fini della definizione della sezione « invasi » della
proposta del Piano nazionale di cui al comma 516, il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti definisce l’elenco degli interventi
necessari e urgenti, con specifica indicazione delle priorita’, delle
modalita’ e dei tempi di attuazione, tenuto conto dei seguenti
obiettivi prioritari: a) completamento di interventi riguardanti
grandi dighe esistenti o dighe incompiute; b) recupero e ampliamento
della capacita’ di invaso e di tenuta delle grandi dighe e messa in
sicurezza di derivazioni idriche prioritarie per rilevanti bacini di
utenza in aree sismiche classificate nelle zone 1 e 2 e ad elevato
rischio idrogeologico. A tali fini, le Autorita’ di bacino
distrettuali, i gestori delle opere e i concessionari di derivazione
trasmettono al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
le informazioni e i documenti necessari. L’inserimento degli
interventi nell’elenco di cui al primo periodo comporta
l’aggiornamento degli strumenti di pianificazione esistenti; il
finanziamento dell’opera e’ subordinato all’aggiornamento ovvero
all’adozione della pianificazione d’emergenza. Gli enti di governo
dell’ambito e gli altri soggetti responsabili della realizzazione
degli interventi trasmettono al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, entro sessanta giorni dalla richiesta, eventuali ulteriori
informazioni e documenti necessari.
519. Gli enti di governo dell’ambito e gli altri soggetti
responsabili della realizzazione degli interventi di cui alle sezioni
« acquedotti » e « invasi » del Piano nazionale, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al comma 516, adeguano i propri
strumenti di pianificazione e di programmazione in coerenza con le
misure previste dal medesimo Piano nazionale.
520. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema
idrico, ridenominata ai sensi del comma 528, avvalendosi anche della
Cassa per i servizi energetici e ambientali, monitora l’andamento
dell’attuazione degli interventi e sostiene gli enti di governo
dell’ambito e gli altri soggetti responsabili della realizzazione
degli interventi della sezione « acquedotti » per eventuali
criticita’ nella programmazione e nella realizzazione degli
interventi. Le funzioni attribuite alla medesima Autorita’ per
l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico dai commi da 516 a
525 sono esercitate con i poteri attribuiti all’Autorita’ stessa
dalla legge 14 novembre 1995, n. 481. La dotazione organica della
Cassa per i servizi energetici e ambientali puo’ essere adeguata ai
compiti previsti dal presente comma con decreto adottato ai sensi
dell’articolo 1, comma 670, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, nei
limiti delle disponibilita’ del bilancio della Cassa medesima.
521. Gli interventi contenuti nel Piano nazionale di cui al comma
516 sono finanziati con le risorse disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Gli
interventi compresi nel Piano nazionale di cui al comma 516 possono
essere assistiti dalla garanzia del Fondo di cui all’articolo 58
della legge 28 dicembre 2015, n. 221.
522. Al comma 1 dell’articolo 58 della legge 28 dicembre 2015, n.
221, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Gli interventi del
Fondo di garanzia sono assistiti dalla garanzia dello Stato, quale
garanzia di ultima istanza, secondo criteri, condizioni e modalita’
stabiliti con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da
adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 2.
La garanzia dello Stato e’ inserita nell’elenco allegato allo stato
di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi
dell’articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ».
523. Nelle more della definizione del Piano nazionale di cui al
comma 516, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, e’ adottato un piano straordinario per la
realizzazione degli interventi urgenti in stato di progettazione
definitiva, con priorita’ per quelli in stato di progettazione
esecutiva, riguardanti gli invasi multiobiettivo e il risparmio di
acqua negli usi agricoli e civili. Il contenuto del piano
straordinario confluisce nel Piano nazionale di cui al comma 516. Gli
interventi previsti nel piano straordinario sono realizzati dai
concessionari di derivazione o dai gestori delle opere mediante
apposite convenzioni con il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti. I soggetti realizzatori possono altresi’ avvalersi di enti
pubblici e societa’ in house delle amministrazioni centrali dello
Stato, dotate di specifica competenza tecnica. Per la realizzazione
del piano straordinario e’ autorizzata la spesa di 50 milioni di euro
annui per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022.
524. Il monitoraggio degli interventi di cui ai commi da 516 a 525
e’ effettuato attraverso il sistema di monitoraggio delle opere
pubbliche della Banca dati delle amministrazioni pubbliche ai sensi
del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229. Gli interventi sono
classificati come « Piano invasi » o « Piano acquedotti » sulla base
della sezione di appartenenza. Ciascun intervento del Piano nazionale
e’ identificato dal codice unico di progetto.
525. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con
riferimento alla sezione « invasi » del Piano nazionale di cui al
comma 516 e al piano straordinario di cui al comma 523, e l’Autorita’
per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, ridenominata ai
sensi del comma 528, con riferimento alla sezione « acquedotti » del
Piano nazionale di cui al comma 516, segnalano i casi di inerzia e di
inadempimento degli impegni previsti, da parte degli enti di gestione
e degli altri soggetti responsabili, e propongono gli interventi
correttivi da adottare per il ripristino, comunicandoli alla
Presidenza del Consiglio dei ministri e ai Ministri interessati. Il
Presidente del Consiglio dei ministri, previa diffida ad adempiere
entro un congruo termine, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il
Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali, nomina un commissario ad
acta, che esercita i necessari poteri sostitutivi di programmazione e
realizzazione degli interventi, e definisce le modalita’, anche
contabili, di intervento. Gli oneri per i compensi dei commissari ad
acta sono posti a carico delle risorse destinate agli interventi.
526. All’articolo 113 del codice dei contratti pubblici, di cui al
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e’ aggiunto, in fine, il
seguente comma:
« 5-bis. Gli incentivi di cui al presente articolo fanno capo al
medesimo capitolo di spesa previsto per i singoli lavori, servizi e
forniture ».
527. Al fine di migliorare il sistema di regolazione del ciclo dei
rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati, per garantire
accessibilita’, fruibilita’ e diffusione omogenee sull’intero
territorio nazionale nonche’ adeguati livelli di qualita’ in
condizioni di efficienza ed economicita’ della gestione, armonizzando
gli obiettivi economico-finanziari con quelli generali di carattere
sociale, ambientale e di impiego appropriato delle risorse, nonche’
di garantire l’adeguamento infrastrutturale agli obiettivi imposti
dalla normativa europea, superando cosi’ le procedure di infrazione
gia’ avviate con conseguenti benefici economici a favore degli enti
locali interessati da dette procedure, sono attribuite all’Autorita’
per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, come
ridenominata ai sensi del comma 528, con i medesimi poteri e nel
quadro dei principi, delle finalita’ e delle attribuzioni, anche di
natura sanzionatoria, stabiliti dalla legge 14 novembre 1995, n. 481,
le seguenti funzioni di regolazione e controllo, in particolare in
materia di:
a) emanazione di direttive per la separazione contabile e
amministrativa della gestione, la valutazione dei costi delle singole
prestazioni, anche ai fini della corretta disaggregazione per
funzioni, per area geografica e per categorie di utenze, e
definizione di indici di valutazione dell’efficienza e
dell’economicita’ delle gestioni a fronte dei servizi resi;
b) definizione dei livelli di qualita’ dei servizi, sentiti le
regioni, i gestori e le associazioni dei consumatori, nonche’
vigilanza sulle modalita’ di erogazione dei servizi;
c) diffusione della conoscenza e della trasparenza delle condizioni
di svolgimento dei servizi a beneficio dell’utenza;
d) tutela dei diritti degli utenti, anche tramite la valutazione di
reclami, istanze e segnalazioni presentati dagli utenti e dai
consumatori, singoli o associati;
e) definizione di schemi tipo dei contratti di servizio di cui
all’articolo 203 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
f) predisposizione ed aggiornamento del metodo tariffario per la
determinazione dei corrispettivi del servizio integrato dei rifiuti e
dei singoli servizi che costituiscono attivita’ di gestione, a
copertura dei costi di esercizio e di investimento, compresa la
remunerazione dei capitali, sulla base della valutazione dei costi
efficienti e del principio « chi inquina paga »;
g) fissazione dei criteri per la definizione delle tariffe di
accesso agli impianti di trattamento;
h) approvazione delle tariffe definite, ai sensi della legislazione
vigente, dall’ente di governo dell’ambito territoriale ottimale per
il servizio integrato e dai gestori degli impianti di trattamento;
i) verifica della corretta redazione dei piani di ambito esprimendo
osservazioni e rilievi;
l) formulazione di proposte relativamente alle attivita’ comprese
nel sistema integrato di gestione dei rifiuti da assoggettare a
regime di concessione o autorizzazione in relazione alle condizioni
di concorrenza dei mercati;
m) formulazione di proposte di revisione della disciplina vigente,
segnalandone altresi’ i casi di gravi inadempienze e di non corretta
applicazione;
n) predisposizione di una relazione annuale alle Camere
sull’attivita’ svolta.
528. La denominazione « Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e
il sistema idrico » e’ sostituita, ovunque ricorre, dalla
denominazione « Autorita’ di regolazione per energia, reti e
ambiente» (ARERA). I componenti di detta Autorita’ sono cinque,
compreso il presidente, e sono nominati, ai sensi dell’articolo 2,
commi 7 e 8, della legge 14 novembre 1995, n. 481, su proposta del
Ministro dello sviluppo economico d’intesa con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Conseguentemente, la lettera c) del comma 1 dell’articolo 23 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e’ abrogata.
529. All’onere derivante dal funzionamento dell’ARERA, in relazione
ai compiti di regolazione e controllo in materia di gestione dei
rifiuti di cui al comma 527, si provvede mediante un contributo di
importo non superiore all’uno per mille dei ricavi dell’ultimo
esercizio versato dai soggetti esercenti il servizio di gestione dei
rifiuti medesimi, ai sensi dell’articolo 2, comma 38, lettera b),
della legge 14 novembre 1995, n. 481, e dell’articolo 1, comma
68-bis, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
In ragione delle nuove competenze attribuite all’ARERA ai sensi del
comma 527, la pianta organica dell’Autorita’ e’ incrementata in
misura di 25 unita’ di ruolo da reperire in coerenza con l’articolo
22 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, di cui almeno il
50 per cento delle unita’ individuate utilizzando le graduatorie in
essere alla data di entrata in vigore della presente legge relative a
selezioni pubbliche indette dall’Autorita’ per l’energia elettrica,
il gas e il sistema idrico.
530. Dall’attuazione dei commi da 527 a 529 non devono derivare
nuovi o maggiori oneri, ne’ minori entrate, a carico del bilancio
dello Stato.
531. All’articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 27, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «
Una quota parte del gettito e’ destinata ai comuni ove sono ubicati
le discariche o gli impianti di incenerimento senza recupero
energetico e ai comuni limitrofi, effettivamente interessati dal
disagio provocato dalla presenza della discarica o dell’impianto, per
la realizzazione di interventi volti al miglioramento ambientale del
territorio interessato, alla tutela igienico-sanitaria dei residenti,
allo sviluppo di sistemi di controllo e di monitoraggio ambientale e
alla gestione integrata dei rifiuti urbani »; al secondo periodo le
parole: « Il gettito » sono sostituite dalle seguenti: « La restante
quota del gettito »;
b) al comma 30, quarto periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: « , nonche’ le modalita’ di ripartizione della quota
spettante ai comuni di cui al comma 27, sulla base dei seguenti
criteri generali: caratteristiche socio-economico-ambientali dei
territori interessati, superficie dei comuni interessati, popolazione
residente nell’area interessata e sistema di viabilita’ asservita ».
532. Al fine di garantire l’effettiva copertura delle funzioni
assegnate alle Autorita’ di bacino distrettuali di cui all’articolo
63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e il corretto
funzionamento dei loro organi, le risorse assegnate a valere sui
pertinenti capitoli dello stato di previsione della spesa del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sono
incrementate di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018.
533. Al fine di supportare Roma Capitale nelle funzioni di
valorizzazione dei beni ambientali e fluviali di cui al decreto
legislativo 18 aprile 2012, n. 61, con particolare riferimento alla
riduzione del rischio idrologico nel bacino del fiume Tevere,
l’Autorita’ di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale e’
autorizzata, nell’anno 2018 e in deroga ai limiti di cui all’articolo
9, comma 36, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ad assumere con
contratto di lavoro a tempo indeterminato un contingente di unita’ di
personale nel limite di spesa di 2 milioni di euro annui. A tal fine
e’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro a decorrere dall’anno
2018.
534. Al fine di consentire all’Autorita’ di bacino nazionale dei
fiumi Liri Garigliano e Volturno, all’Autorita’ di distretto
dell’Appennino meridionale e del fiume Po di adeguare la propria
struttura organizzativa per far fronte ai compiti straordinari
previsti dall’articolo 63, comma 11, del decreto legislativo n. 152
del 2006, per l’implementazione e l’estensione all’intero distretto
dei servizi modulistici per il monitoraggio ambientale, per la
previsione e la gestione delle piene e delle magre nonche’ per
l’adeguamento della sede di Parma alla nuova dotazione organica
prevista e l’allestimento di adeguate sedi attrezzate (Milano,Torino,
Bologna, Rovigo, Pesaro) sul territorio del distretto idrografico, e’
assegnato uno stanziamento di 7 milioni di euro a decorrere dall’anno
2018, cosi’ ripartito: 6,5 milioni di euro all’Autorita’ di bacino
distrettuale del fiume Po e 500.000 euro all’Autorita’ di distretto
dell’Appennino meridionale.
535. Al personale delle Autorita’ di bacino distrettuali di cui
all’articolo 63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, a far
data dall’inquadramento nelle dotazioni organiche approvate con il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dal
medesimo articolo 63, comma 4, continua ad applicarsi, nelle more
della sottoscrizione del nuovo contratto collettivo nazionale del
comparto delle funzioni centrali, il trattamento giuridico ed
economico del contratto collettivo nazionale del comparto regioni ed
autonomie locali.
536. Al fine di assicurare la tempestiva realizzazione degli
interventi di cui all’articolo 126-bis del decreto legislativo 17
marzo 1995, n. 230, per la messa in sicurezza e il risanamento dei
siti con presenza di rifiuti radioattivi prodotti da interventi di
bonifica di installazioni industriali contaminate da sostanze
radioattive a seguito di fusione accidentale di sorgenti radioattive
o per il rinvenimento di sorgenti orfane di cui all’articolo 2, comma
1, lettera c), del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 52, che
comportano pericoli rilevanti per la pubblica incolumita’, e’
istituito un fondo presso il Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare volto a finanziare le spese necessarie peri
predetti interventi, con una dotazione di 5 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. E’ comunque fatto obbligo di
esercitare il diritto di rivalsa verso chi abbia causato o comunque
concorso a causare le spese per l’attuazione degli interventi. Gli
importi derivanti dall’esercizio del diritto di rivalsa sono versati
su apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnati a favore del fondo di cui al presente comma.
537. La societa’ Sogin Spa provvede alla realizzazione delle
attivita’ indicate all’articolo 1, punto 1.1, dell’Accordo
transattivo tra il Governo italiano e la Comunita’ europea
dell’energia atomica sui principi governanti le responsabilita’ di
gestione dei rifiuti radioattivi nel sito del centro comune di
ricerca ubicato nel comune di Ispra, stipulato a Roma e Bruxelles il
27 novembre 2009.
538. Per la realizzazione delle attivita’ di cui al comma 537 e’
trasferita alla societa’ Sogin Spa, a decorrere dalla data di entrata
in vigore della presente legge, la titolarita’ degli atti
autorizzativi del reattore Ispra-1.
Il Ministero dello sviluppo economico, con successivi atti,
provvede, entro un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge, agli adempimenti amministrativi relativi alle
autorizzazioni e alle licenze necessarie ai lavori.
539. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, la societa’ Sogin Spa da’ inizio alle attivita’ conoscitive,
preliminari alla presa in carico dell’impianto. Il Ministero dello
sviluppo economico costituisce, con proprio decreto, il comitato
misto previsto dall’Accordo di cui al comma 537.
540. La societa’ Sogin Spa provvede altresi’ al rimborso del costo
sostenuto per la custodia passiva svolta dal Joint Research Centre
della Commissione europea in ottemperanza agli obblighi di legge
imposti dall’autorita’ di controllo italiana fino al trasferimento
della titolarita’ degli atti autorizzativi di cui al comma 538 alla
medesima societa’ Sogin Spa.
541. La societa’ Sogin Spa provvede alle attivita’ di cui ai commi
da 537 a 540 a valere sugli introiti della componente tariffaria A2
sul prezzo dell’energia elettrica, definita ai sensi dell’articolo 3,
comma 11, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e
dell’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 18 febbraio 2003, n. 25,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2003, n. 83.
Conseguentemente all’articolo 1, comma 1, lettera a), del
decreto-legge n. 25 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 83 del 2003, dopo le parole: « combustibile nucleare » sono
inserite le seguenti: « , alle attivita’ derivanti dagli obblighi di
cui all’Accordo transattivo tra il Governo italiano e la Comunita’
europea dell’energia atomica stipulato a Roma e Bruxelles il 27
novembre 2009 ».
542. Con deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il
gas e il sistema idrico, ridenominata ai sensi del comma 528, sono
stabilite le modalita’ di rimborso alla societa’ Sogin Spa per la
copertura degli oneri relativi alle attivita’ svolte ai sensi dei
commi da 537 a 541, in coerenza con i criteri stabiliti dalla
medesima Autorita’ per il riconoscimento dei costi di cui
all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto-legge 18 febbraio
2003, n. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile
2003, n. 83.
543. Il fondo istituito dall’articolo 2, comma 323, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e’ destinato anche alla promozione della
produzione e della commercializzazione dei bastoncini per la pulizia
delle orecchie in materiale biodegradabile e compostabile ai sensi
della norma UNI EN 13432:2002, nonche’ dei prodotti cosmetici da
risciacquo ad azione esfoliante o detergente che non contengono
microplastiche.
544. Per le finalita’ di cui al comma 543, la dotazione del fondo
di cui all’articolo 2, comma 323, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, e’ incrementata di 250.000 euro per l’anno 2018.
545. Dal 1° gennaio 2019, e comunque previa notifica alla
Commissione europea, e’ vietato commercializzare e produrre sul
territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie che
abbiano il supporto in plastica o comunque in materiale non
biodegradabile e compostabile ai sensi della norma UNI EN 13432:2002
ed e’ obbligatorio indicare, sulle confezioni dei medesimi
bastoncini, informazioni chiare sul corretto smaltimento dei
bastoncini stessi, citando in maniera esplicita il divieto di
gettarli nei servizi igienici e negli scarichi.
546. Dal 1° gennaio 2020 e’ vietato mettere in commercio prodotti
cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti
microplastiche.
547. Ai fini di cui al comma 546, si intende per:
a) microplastiche: le particelle solide in plastica, insolubili in
acqua, di misura uguale o inferiore a 5 millimetri, intenzionalmente
aggiunte nei prodotti cosmetici di cui al comma 546;
b) plastica: i polimeri modellati, estrusi o fisicamente manipolati
in diverse forme solide, che, durante l’uso e nel successivo
smaltimento, mantengono le forme definite nelle applicazioni
previste.
548. La violazione del divieto di cui al comma 546 e’ punita con la
sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da
2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se
la violazione riguarda quantita’ ingenti di prodotti cosmetici di cui
al comma 546 oppure un valore della merce superiore al 20 per cento
del fatturato del trasgressore. In caso di recidiva, si applica la
sospensione dell’attivita’ produttiva per un periodo non inferiore a
dodici mesi. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24
novembre 1981, n. 689. Fermo restando quanto previsto in ordine ai
poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia
giudiziaria dall’articolo 13 della citata legge n. 689 del 1981,
all’accertamento delle violazioni provvedono, d’ufficio o su
denunzia, gli organi di polizia amministrativa. Il rapporto previsto
dall’articolo 17 della citata legge n. 689 del 1981 e’ presentato
alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura della
provincia nella quale e’ stata accertata la violazione.
549. Per rafforzare e razionalizzare l’azione nazionale nei settori
della meteorologia e della climatologia, potenziando la
competitivita’ italiana e la strategia nazionale in materia, e per
assicurare la rappresentanza unitaria nelle organizzazioni
internazionali di settore, con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, e’ costituito il Comitato d’indirizzo
per la meteorologia e la climatologia. Il Comitato e’ composto da
tredici esperti del settore, di cui uno designato dal Capo del
Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio
dei ministri, uno dal Ministero della difesa, uno dal Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, uno dal Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, uno dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, uno dal
Ministero dello sviluppo economico, uno dal Ministero dei beni e
delle attivita’ culturali e del turismo e sei in rappresentanza delle
regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, designati
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano. Il Comitato assicura la
rappresentanza dell’Italia al Consiglio del Centro europeo per le
previsioni meteorologiche a medio termine per il tramite dei
componenti designati dal Ministero della difesa e dal Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
550. Il Comitato opera presso la Presidenza del Consiglio dei
ministri, che ne assicura il funzionamento, avvalendosi delle risorse
finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Con il decreto di cui al comma 549 e’ individuato il coordinatore del
Comitato. Per la partecipazione al Comitato, al coordinatore e ai
membri del Comitato non spettano compensi, gettoni di presenza o
emolumenti comunque denominati.
551. Per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti conoscitivi,
tecnico-scientifici e di responsabilita’ operativa nel campo della
meteorologia e climatologia, fatte salve le specifiche competenze
delle Forze armate per gli aspetti riguardanti la difesa e la
sicurezza nazionale, e’ istituita l’Agenzia nazionale per la
meteorologia e climatologia denominata « ItaliaMeteo », con sede
centrale in Bologna, con i seguenti compiti:
a) elaborazione, sviluppo, realizzazione e distribuzione di
prodotti e servizi per la previsione, la valutazione, il monitoraggio
e la sorveglianza meteorologica e meteo-marina, l’omogeneizzazione
dei linguaggi e dei contenuti, anche ai fini di una efficace
informazione alla popolazione;
b) approfondimento della conoscenza anche attraverso la promozione
di specifiche attivita’ di ricerca e sviluppo applicate nel campo
delle previsioni globali e ad area limitata del sistema terra;
c) realizzazione, sviluppo e gestione di reti convenzionali e non,
sistemi e piattaforme di interesse nazionale per l’osservazione e la
raccolta di dati, per le telecomunicazioni e per la condivisione,
l’interoperabilita’ e l’interscambio di dati e informazioni;
d) elaborazione, sviluppo e distribuzione di prodotti e servizi
climatici;
e) comunicazione, informazione, divulgazione e formazione, anche
post-universitaria;
f) partecipazione ad organismi, progetti e programmi, anche di
cooperazione, europei ed internazionali in materia di meteorologia e
climatologia;
g) promozione di attivita’ di partenariato con soggetti privati.
552. ItaliaMeteo svolge le attivita’ di cui al comma 551 anche in
raccordo con le regioni e con le province autonome di Trento e di
Bolzano secondo le modalita’ definite con le convenzioni di cui al
comma 558.
553. La dotazione organica di ItaliaMeteo di cui al comma 552 e’
determinata nel limite massimo di 52 unita’ complessive, di cui
quattro dirigenti, da definire con il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al comma 557.
554. Alla copertura dell’organico di ItaliaMeteo si provvede: a)
mediante le procedure di mobilita’ di cui al capo III del titolo II
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; b) a regime, mediante
le ordinarie forme di procedure selettive pubbliche ai sensi
dell’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei
limiti delle facolta’ assunzionali previste dalla legislazione
vigente. L’Agenzia si avvale altresi’, nei limiti delle risorse
disponibili, di un numero massimo di 30 unita’ di personale
scientifico specializzato nel settore della meteorologia attraverso
il conferimento di incarichi individuali di lavoro autonomo ai sensi
dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001.
555. Al personale di ItaliaMeteo si applicano le disposizioni del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed il contratto collettivo
delle funzioni centrali.
556. Nei limiti delle disponibilita’ del proprio organico,
ItaliaMeteo puo’ avvalersi di personale proveniente da
amministrazioni pubbliche, ad esclusione del personale scolastico, da
collocare in posizione di comando, ai sensi dell’articolo 17, comma
14, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
557. Lo statuto di ItaliaMeteo e’ predisposto dal Comitato di cui
al comma 549, nel rispetto degli articoli 8 e 9 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ed e’ approvato con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, acquisita l’intesa in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano. L’Agenzia ItaliaMeteo e’
sottoposta ai poteri di indirizzo e di vigilanza del Comitato che
formula le linee guida strategiche per Italia-Meteo. Il predetto
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri individua,
altresi’, i compiti di vigilanza che, per specifiche attivita’, il
Comitato puo’ delegare ad una o piu’ amministrazioni statali, anche
congiuntamente. Lo statuto individua gli organi dell’Agenzia e la
dotazione organica ai sensi del comma 553 e definisce le modalita’ di
svolgimento delle funzioni di vigilanza. La presidenza del collegio
dei revisori di ItaliaMeteo deve essere affidata ad un rappresentante
del Ministero dell’economia e finanze.
558. Con decreto del Presidente della Repubblica ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, eadottato
il regolamento di organizzazione dell’Agenzia e, a seguito di una
ricognizione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
attualmente finalizzate alla meteorologia e climatologia da parte
delle pubbliche amministrazioni, sono definite misure volte ad
agevolare il coordinamento della gestione della materia, attraverso
la confluenza presso ItaliaMeteo delle risorse sopra citate ovvero
attraverso la stipula di apposite convenzioni a carattere volontario
tra l’Agenzia e i soggetti interessati, in particolare le strutture
meteorologiche regionali o i servizi meteorologici regionali del
Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente di cui alla
legge 28 giugno 2016, n. 132, per la definizione delle attivita’ di
collaborazione e per la messa a sistema delle risorse finalizzate
alla meteorologia in modo da aumentare la competitivita’ e
l’efficienza del sistema meteorologico.
559. Per far fronte agli oneri derivanti dai commi da 551 a 557 e’
autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2019 e 3 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per gli investimenti
tecnologici e di 1 milione di euro per l’anno 2018, 5 milioni di euro
per l’anno 2019 e 7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020
per il funzionamento e per il personale dell’Agenzia, da iscrivere
nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca.
560. All’articolo 3-bis, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n.
225, le parole: « dal Servizio meteorologico nazionale distribuito di
cui al comma 4 del presente articolo, » sono soppresse.
Conseguentemente sono abrogati il comma 4 del medesimo articolo 3-bis
e l’articolo 111 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
561. Le disposizioni di cui ai commi da 551 a 560 si applicano
fatte salve le competenze riconosciute alle regioni a statuto
speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano dai
rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.
562. Ai fini della realizzazione delle opere di potenziamento della
strada provinciale n. 103 « Antica di Cassano », Lotto 1, secondo
stralcio di cui alla deliberazione del CIPE n. 62/2013 dell’8 agosto
2013, la citta’ metropolitana di Milano, anche avvalendosi di
soggetti pubblici o societa’ in house in possesso dei requisiti
previsti dalla legge, e’ autorizzata a procedere alla realizzazione
della progettazione esecutiva, delle attivita’ di verifica e delle
attivita’ connesse di cui all’articolo 157 del codice dei contratti
pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nei
limiti dello stanziamento di euro 2.000.000 per l’anno 2018, anche in
deroga alle previsioni dell’articolo 163 del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, a valere sulle
disponibilita’ del Fondo di cui all’articolo 202, comma 1, lettera
a), del citato codice di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016.
563. Nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili e nei limiti
delle dotazioni organiche, al fine di garantire l’efficace
svolgimento delle funzioni di monitoraggio e controllo ambientale, in
relazione a quanto previsto dall’articolo 16, comma 1, della legge 28
giugno 2016, n. 132, e nelle more dell’adozione del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri previsto dall’articolo 9, comma
3, della medesima legge, le regioni, valutata prioritariamente
l’assegnazione temporanea di proprio personale, possono autorizzare
le rispettive agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, per
il triennio 2018-2020, a procedere all’assunzione di personale con
rapporto di lavoro a tempo indeterminato per il contingente
strettamente necessario ad assicurare lo svolgimento delle suddette
attivita’, incrementando il turn over previsto a legislazione vigente
nella misura massima del 25 per cento e individuando preventivamente,
nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, le occorrenti
risorse finanziarie da trasferire alle medesime agenzie. A tale fine,
nell’ambito del piano triennale dei fabbisogni delle assunzioni, le
predette agenzie determinano annualmente i fabbisogni e i relativi
piani occupazionali da sottoporre all’approvazione delle regioni di
riferimento. L’entita’ delle risorse del piano annuale costituisce il
corrispondente vincolo assunzionale.
564. Per le finalita’ assunzionali di cui al comma 563, ferma
restando l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 34-bis del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le agenzie regionali per
la protezione dell’ambiente possono utilizzare graduatorie di
concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, in corso di
validita’, banditi da altre agenzie regionali o da altre
amministrazioni pubbliche che rientrano nel comparto e nell’area di
contrattazione collettiva della sanita’.
565. Al fine di svolgere le necessarie ed indifferibili attivita’
in materia di sicurezza stradale, di valutazione dei requisiti
tecnici dei conducenti, di controlli sui veicoli e sulle attivita’ di
autotrasporto, e di fornire adeguati livelli di servizio ai cittadini
e alle imprese, e’ autorizzata, in deroga alla normativa vigente,
l’assunzione a tempo indeterminato di 200 unita’ di personale da
inquadrare nel livello iniziale dell’area III, nel triennio
2018-2020, presso il Dipartimento per i trasporti, la navigazione,
gli affari generali ed il personale del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti. Le assunzioni sono attuate per 80
unita’ nel 2018, per 60 unita’ nel 2019 e per 60 unita’ nel 2020.
566. In relazione alle assunzioni di cui al comma 565 la dotazione
organica relativa al personale delle aree del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e’ rimodulata, garantendo la
neutralita’ finanziaria della rimodulazione, con apposito decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri.
567. In attuazione dei commi 565 e 566 il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e’ autorizzato ad avviare appositi
concorsi pubblici, tenuto conto di quanto previsto all’articolo 4,
comma 3, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, in deroga a
quanto previsto all’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e all’articolo 4, comma 3-quinquies, del citato
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101. Resta ferma la facolta’ di
avvalersi della previsione di cui all’articolo 3, comma 61, terzo
periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
568. All’articolo 177 del codice dei contratti pubblici, di cui al
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per i
titolari di concessioni autostradali, ferme restando le altre
disposizioni del presente comma, la quota di cui al primo periodo e’
pari al sessanta per cento »;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. La verifica del rispetto dei limiti di cui al comma 1 da parte
dei soggetti preposti e dell’ANAC viene effettuata annualmente,
secondo le modalita’ indicate dall’ANAC stessa in apposite linee
guida, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione. Eventuali situazioni di
squilibrio rispetto ai limiti indicati devono essere riequilibrate
entro l’anno successivo. Nel caso di situazioni di squilibrio
reiterate per due anni consecutivi, il concedente applica una penale
in misura pari al 10 per cento dell’importo complessivo dei lavori,
servizi o forniture che avrebbero dovuto essere affidati con
procedura ad evidenza pubblica».
569. L’articolo 5, comma 1, della legge 7 luglio 2016, n. 122, e’
sostituito dal seguente:
« 1. Le Societa’ Organismi di Attestazione, disciplinate dagli
articoli 84 e 216, comma 14, del codice dei contratti pubblici, di
cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e dalle relative
norme di attuazione, ovvero gli organismi con requisiti equivalenti
di un altro Stato membro dello Spazio economico europeo (SEE), devono
avere sede in uno Stato membro dello stesso SEE che attribuisca
all’attestazione che essi adottano la capacita’ di provare il
possesso dei requisiti di qualificazione in capo all’esecutore di
lavori pubblici ».
570. Al fine di sviluppare e riqualificare i servizi resi dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in materia di
infrastrutture e di garantire l’assolvimento degli ulteriori compiti
attribuiti al consiglio superiore dei lavori pubblici, in attuazione
dell’articolo 11 della legge 23 dicembre 1992, n. 498, e
dell’articolo 215 del codice dei contratti pubblici, di cui al
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e’ autorizzata
l’assunzione a tempo indeterminato, nel triennio 2018-2020, presso il
Dipartimento per le infrastrutture, i servizi informativi e
statistici e presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di 70 unita’ di
personale, in prevalenza di profilo tecnico, da inquadrare nel
livello iniziale della III area. Le assunzioni sono ripartite nel
triennio nella misura di 28 unita’ nell’anno 2018, di 21 unita’
nell’anno 2019 e di 21 unita’ nell’anno 2020.
571. Le assunzioni di cui al comma 570 sono effettuate, nell’ambito
dell’attuale dotazione organica, in aggiunta alle percentuali di
assunzione previste dall’articolo 1, comma 227, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, per l’anno 2018. La dotazione organica
relativa al personale delle aree del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti e’ conseguentemente rimodulata, garantendo la
neutralita’ finanziaria, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri.
572. In attuazione dei commi 570 e 571, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e’ autorizzato ad avviare appositi
concorsi pubblici, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 4,
comma 3, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, in deroga a
quanto previsto dall’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e dall’articolo 4, comma 3-quinquies, del citato
decreto-legge n. 101 del 2013. Resta ferma la facolta’ di avvalersi
della previsione di cui all’articolo 3, comma 61, terzo periodo,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
573. Alle ulteriori maggiori spese derivanti dall’attuazione del
comma 570, pari a 2.690.100 euro annui a decorrere dall’anno 2020, si
provvede mediante parziale utilizzo della quota delle entrate
previste, per i medesimi anni, dall’articolo 1, comma 238, secondo
periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. All’articolo 1, comma
238, della legge n. 311 del 2004, il terzo periodo e’ sostituito dal
seguente: « La riassegnazione di cui al precedente periodo e’
limitata all’importo di euro 6.120.000 per l’anno 2013, all’importo
di euro 9.278.000 per l’anno 2014, all’importo di euro 7.747.000 per
l’anno 2015, all’importo di euro 10.215.000 per l’anno 2016 e
all’importo di euro 9.309.900 annui a decorrere dall’anno 2020 ».
574. Per interventi urgenti nella citta’ di Matera, designata
capitale europea della cultura per il 2019, finalizzati a migliorare
l’accoglienza, l’accessibilita’ dei visitatori e dei turisti, la
mobilita’ e il decoro urbano, nonche’ per l’attuazione del programma
culturale da parte della Fondazione Matera-Basilicata 2019, e’
autorizzata la spesa di 20 milioni di euro nell’anno 2018 e di 10
milioni di euro nell’anno 2019. Agli oneri di cui al primo periodo,
pari a 20 milioni di euro nel 2018 e 10 milioni di euro nel 2019 si
provvede a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la
coesione -programmazione 2014-2020. I predetti importi, tenuto conto
della localizzazione territoriale della misura di cui al periodo
precedente sono portati in prededuzione dalla quota da assegnare alla
medesima regione Basilicata a valere sulle risorse della citata
programmazione 2014-2020.
575. All’articolo 703 del codice della navigazione sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al quinto comma, dopo la parola: « realizzati » sono inserite le
seguenti: « o acquisiti »;
b) al sesto comma, dopo la parola: « realizzati » sono inserite le
seguenti: « o acquisiti » e sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: « , salvo che per gli immobili e impianti fissi di natura
commerciale per cui sia stata autorizzata dall’ENAC la realizzazione
o l’acquisizione degli stessi, in quanto funzionali all’attivita’
aeroportuale e alla valorizzazione dell’aeroporto, per i quali spetta
un rimborso pari al valore contabile residuo da contabilita’
analitica regolatoria »;
c) al settimo comma, le parole: « salvo diversa e motivata
determinazione dell’ENAC, » sono sostituite dalle parole: « salva
diversa determinazione dell’ENAC motivata ».
576. Al fine di garantire il rispetto, da parte di tutti gli
operatori del sistema dell’aviazione civile, degli standard di
sicurezza stabiliti dalla normativa internazionale, l’ENAC, in
aggiunta alle vigenti facolta’ assunzionali, e’ autorizzato, nei
limiti dell’attuale dotazione organica, in considerazione dei
significativi incrementi degli investimenti in opere aeroportuali,
del numero dei passeggeri e delle merci trasportate, a procedere,
previo svolgimento di procedure selettive pubbliche, all’assunzione
di 93 unita’ di personale appartenenti alle categorie professionali e
operative, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3,
del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, in deroga a
quanto previsto dall’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e dall’articolo 4, comma 3-quinquies, del citato
decreto-legge n. 101 del 2013, in relazione alle specifiche
professionalita’ necessarie per lo svolgimento, in particolare, di
attivita’ di certificazione, ispezione, vigilanza e controllo sugli
operatori aerei e sulle organizzazioni aeronautiche. All’onere
derivante dall’attuazione del precedente periodo, pari a 5.050.000
euro annui a decorrere dall’anno 2018, l’ENAC provvede con risorse
proprie.
577. Il comma 15-bis dell’articolo 17 della legge 28 gennaio 1994,
n. 84, e’ sostituito dal seguente:
« 15-bis. Al fine di sostenere l’occupazione, il rinnovamento e
l’aggiornamento professionale degli organici dell’impresa o
dell’agenzia fornitrice di manodopera, l’Autorita’ di sistema
portuale puo’ destinare una quota, comunque non eccedente il 15 per
cento delle entrate proprie derivanti dalle tasse a carico delle
merci sbarcate ed imbarcate, al finanziamento della formazione, del
ricollocamento del personale, ivi incluso il reimpiego del personale
inidoneo totalmente o parzialmente allo svolgimento di operazioni e
servizi portuali in altre mansioni, e delle misure di incentivazione
al pensionamento dei lavoratori dell’impresa o dell’agenzia di cui al
presente articolo. Al fine di evitare grave pregiudizio
all’operativita’ del porto, le Autorita’ di sistema portuale possono
finanziare interventi finalizzati a ristabilire gli equilibri
patrimoniali dell’impresa o dell’agenzia fornitrice di manodopera
nell’ambito di piani di risanamento approvati dall’Autorita’ stessa
».
578. A decorrere dal 1° gennaio 2020, le banchine e le aree
scoperte dei porti di rilevanza economica nazionale e internazionale
di competenza delle Autorita’ di sistema portuale di cui all’allegato
A annesso alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, adibite alle operazioni
e ai servizi portuali di cui al comma 1 dell’articolo 16 della
medesima legge, le connesse infrastrutture stradali e ferroviarie,
nonche’ i depositi ivi ubicati strettamente funzionali alle suddette
operazioni e servizi portuali, costituiscono immobili a destinazione
particolare, da censire in catasto nella categoria E/1, anche se
affidati in concessione a privati. Sono parimenti censite nella
categoria E/1 le banchine e le aree scoperte dei medesimi porti
adibite al servizio passeggeri, compresi i crocieristi. Ai fini della
sussistenza del requisito della stretta funzionalita’ dei depositi,
diversi da quelli doganali, alle operazioni e ai servizi portuali di
cui al presente comma, si fa riferimento alle autorizzazioni
rilasciate dalla competente Autorita’ di sistema portuale ai sensi
dell’articolo 16, comma 3, della citata legge n. 84 del 1994.
579. Gli intestatari catastali degli immobili di cui al comma 578,
ovvero i loro concessionari, a decorrere dal 1° gennaio 2019, possono
presentare atti di aggiornamento, ai sensi del regolamento di cui al
decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, per la
revisione del classamento degli immobili gia’ censiti in categorie
catastali diverse dalla E/1, nel rispetto dei criteri di cui al
medesimo comma 578. Per gli immobili destinati a deposito, diversi da
quelli doganali, l’intestatario, ovvero il concessionario, allega
all’atto di aggiornamento apposita dichiarazione, resa ai sensi
dell’articolo 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in ordine
all’utilizzazione dei depositi per le operazioni e i servizi portuali
di cui al comma 578, in base ad autorizzazione della competente
Autorita’ di sistema portuale. Resta fermo l’obbligo di dichiarare in
catasto, ai sensi dell’articolo 20 del regio decreto-legge 13 aprile
1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto
1939, n. 1249, le variazioni che incidono sul classamento e sulla
rendita catastale degli immobili, anche in relazione alla perdita del
requisito di stretta funzionalita’ degli stessi alle operazioni e ai
servizi portuali di cui al comma 578. In deroga all’articolo 13,
comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, per gli atti di
aggiornamento di cui al presente comma le rendite catastali
rideterminate in seguito alla revisione del classamento degli
immobili nel rispetto dei criteri di cui al comma 578 hanno effetto
dal 1° gennaio 2020.
580. Per le dichiarazioni di cui all’articolo 28 del regio
decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, relative agli immobili di cui al
comma 578, presentate in catasto nel corso del 2019, non si applicano
i criteri di classamento e di determinazione delle rendite di cui al
comma 578. Per gli immobili dichiarati ai sensi del presente comma,
alla revisione del classamento secondo i criteri di cui al comma 578
provvede d’ufficio l’Agenzia delle entrate, entro il 31 marzo 2020,
fermo restando la possibilita’ da parte degli intestatari catastali
degli immobili di cui presente comma, ovvero dei concessionari, di
presentare atti di aggiornamento di cui al comma 579. Le rendite
rideterminate d’ufficio dall’Agenzia delle entrate di cui al presente
comma hanno effetto dal 1° gennaio 2020.
581. Gli immobili o loro porzioni, diversi da quelli di cui al
comma 578, che sono destinati ad uso commerciale, industriale, ad
ufficio privato e ad altri usi non strettamente funzionali alle
operazioni e ai servizi portuali di cui al medesimo comma, qualora
presentino autonomia funzionale e reddituale, sono censiti in catasto
come unita’ immobiliari autonome, nelle appropriate categorie diverse
da quelle del gruppo E. Dal censimento catastale nelle categorie del
gruppo E restano, comunque, escluse le strutture destinate a funzioni
turistiche e da diporto e alla crocieristica, per la quale resta
fermo quanto disposto dal secondo periodo del comma 578.
582. A decorrere dall’anno 2020, il contributo annuo a titolo di
compensazione del minor gettito nell’importo massimo di 9,35 milioni
di euro e’ ripartito con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro dell’interno e secondo una
metodologia adottata sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali, da emanare, entro il 30 giugno 2020, sulla base dei dati
comunicati, entro il 31 marzo 2020, dall’Agenzia delle entrate al
Ministero dell’economia e delle finanze e relativi, per ciascuna
unita’ immobiliare, alle rendite proposte nel corso del 2019 ai sensi
del comma 579, ovvero d’ufficio ai sensi del comma 580, e a quelle
gia’ iscritte in catasto dal 1° gennaio 2019. Entro il 30 aprile 2021
con uno o piu’ decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro dell’interno e sentita la Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali, si procede, nel limite del
contributo annuo previsto nell’importo massimo di 9,35 milioni di
euro, alla rettifica in aumento o in diminuzione dei contributi
erogati ai sensi dei periodi precedenti, a seguito della verifica
effettuata sulla base dei dati comunicati, entro il 31 marzo 2021,
dall’Agenzia delle entrate al Ministero dell’economia e delle
finanze, concernenti le rendite definitive, determinate sulla base
degli atti di aggiornamento presentati nel corso dell’anno 2019 ai
sensi del comma 579, ovvero d’ufficio ai sensi del comma 580, nonche’
quelle gia’ iscritte in catasto dal 1° gennaio 2019.
583. Al fine di ottemperare al disposto dell’azione 6.4 del Piano
strategico nazionale della portualita’ e della logistica, recepito
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 agosto 2015,
di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 250 del
27 ottobre 2015, il contributo di cui all’articolo 2, comma 244,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ incrementato di 0,5 milioni
di euro per l’anno 2018 e di 1 milione di euro per l’anno 2019 senza
obbligo di cofinanziamento a carico del soggetto attuatore unico di
cui all’articolo 61-bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti stipula con il
soggetto attuatore unico apposito atto convenzionale per disciplinare
l’utilizzo dei fondi.
584. All’articolo 47 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
dopo il comma 11-quinquies e’ aggiunto il seguente:
« 11-sexies. Al fine di promuovere la mobilita’ sostenibile e il
rinnovo del materiale rotabile per il trasporto ferroviario delle
merci e’ istituito, nello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, il Fondo per il finanziamento degli
interventi di rottamazione dei carri merci con una dotazione di 4
milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il Fondo
e’ destinato al finanziamento degli interventi di rottamazione dei
carri merci non conformi ai piu’ avanzati standard in materia di
sicurezza e di interoperabilita’ ferroviaria che, alla data del 1°
gennaio 2018, risultino iscritti nell’apposito Registro di
immatricolazione nazionale (RIN) tenuto presso l’Agenzia nazionale
per la sicurezza delle ferrovie e che siano in servizio da almeno
venti anni. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
da sottoporre a notifica preventiva alla Commissione europea, ai
sensi dell’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, sono definiti i criteri e le modalita’ di ammissione ai
finanziamenti del Fondo di cui al presente comma ».
585. E’ istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti il Partenariato per la logistica e i trasporti, cui
partecipano i rappresentanti dei Ministeri competenti e delle
associazioni di categoria piu’ rappresentative, che svolge attivita’
propositiva, di studio, di monitoraggio e di consulenza per la
definizione delle politiche di intervento e delle strategie di
governo nel settore della logistica e dei trasporti e si avvale della
societa’ Rete autostrade mediterranee (RAM) Spa per le funzioni di
segretariato tecnico. Per il funzionamento del Partenariato di cui al
primo periodo e’ autorizzata la spesa di 500.000 euro per l’anno 2018
e di 100.000 euro annui a decorrere dall’anno 2019. Il Partenariato
presenta annualmente alle Camere un rapporto sullo stato della
logistica e dei trasporti. Con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate la
composizione del Partenariato e le modalita’ di organizzazione e
gestione delle attivita’.
586. Il comma 1 dell’articolo 113-bis del codice dei contratti
pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e’
sostituito dal seguente:
« 1. I certificati di pagamento relativi agli acconti del
corrispettivo di appalto sono emessi nel termine di trenta giorni
decorrenti dall’adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori,
salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e
previsto nella documentazione di gara e purche’ cio’ non sia
gravemente iniquo per il creditore ».
587. Al fine di favorire la diffusione della cultura scientifica,
promuovere un turismo eco-sostenibile e la conservazione e il
recupero ambientale del paesaggio pedemontano del Gran Sasso a
seguito degli eventi sismici verificatisi negli anni 2009 e 2016,
nonche’ al fine di rilanciare l’economia dei comuni attribuiti al
cratere sismico, e’ riconosciuto un contributo pari a 1 milione di
euro per l’anno 2019, in favore della « Fondazione Gran Sasso
d’Italia » per la realizzazione del Parco faunistico localizzato in
Casale San Nicola, comune di Isola del Gran Sasso (Teramo), tenendo
conto degli studi di fattibilita’ condotti dalla Fondazione Gran
Sasso d’Italia.
588. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 149, le parole: « entro il 31 dicembre 2016 » sono
sostituite dalle seguenti: « entro il 31 dicembre 2018 »;
b) al comma 149, dopo le parole: « fino al 31 dicembre 2021 » sono
aggiunte le seguenti: « o per cinque anni dal rientro in esercizio
degli impianti »;
c) al comma 151, come modificato dall’articolo 57-ter del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, le parole: « Entro il 31 dicembre
2017 » sono sostituite dalle seguenti: « Entro il 31 dicembre 2018 ».
589. Allo scopo di consentire prontamente l’avvio di urgenti misure
organizzative per l’attuazione delle misure necessarie ad accrescere
la sicurezza, anche ambientale, della navigazione e dei traffici
marittimi nonche’ per contribuire al salvataggio delle persone in
mare e per la gestione del fenomeno migratorio attraverso la
programmazione delle attivita’ di soccorso in mare e le connesse
generali misure di controllo, anche ai fini del perseguimento di
obiettivi di razionalizzazione e maggiore efficienza dei servizi, e’
autorizzata la spesa di 1.946.850 euro a decorrere dall’anno 2018.
Conseguentemente, ferme restando le dotazioni organiche di cui
all’articolo 815 del codice dell’ordinamento militare, di cui al
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, all’articolo 585, comma 1,
del medesimo decreto legislativo, la lettera h) e’ sostituita dalle
seguenti:
« h) per l’anno 2016 e per l’anno 2017: 67.650.788,29;
h-bis) per l’anno 2018: 69.597.638,29;
h-ter) per l’anno 2019: 71.544.488,29;
h-quater) a decorrere dall’anno 2020: 73.491.338,29 ».
590. All’articolo 614 del codice dell’ordinamento militare, di cui
al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ aggiunto, in fine, il
seguente comma:
« 2-bis. In relazione alle medesime esigenze di cui al comma 1, e’
autorizzata la spesa di 21 milioni di euro per ciascuno degli anni
2018, 2019 e 2020, da destinare, attraverso la contrattazione
collettiva nazionale integrativa, all’incentivazione della
produttivita’ del personale contrattualizzato appartenente alle aree
funzionali del Ministero della difesa. Agli oneri di cui al presente
comma si provvede, per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020,
mediante quota parte dei risparmi di cui all’articolo 11, comma 5,
lettera b), del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94 ».
591. In ragione delle competenze attribuite ai dirigenti
scolastici, al fine della progressiva armonizzazione della
retribuzione di posizione di parte fissa a quella prevista per le
altre figure dirigenziali del comparto Istruzione e Ricerca, nel
fondo da ripartire per l’attuazione dei contratti del personale delle
amministrazioni statali, iscritto nello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, e’ istituita una apposita
sezione con uno stanziamento di 37 milioni di euro per l’anno 2018,
di 41 milioni di euro per l’anno 2019 e di 96 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2020, da destinare alla contrattazione collettiva
nazionale in applicazione dell’articolo 48, comma 1, primo periodo,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Le risorse destinate
alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei
dirigenti scolastici sono integrate con quelle previste dall’articolo
1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, da destinare
prioritariamente all’intervento di cui al primo periodo.
592. Al fine di valorizzare la professionalita’ dei docenti delle
istituzioni scolastiche statali, e’ istituita un’apposita sezione
nell’ambito del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa,
con uno stanziamento di 10 milioni di euro per l’anno 2018, di 20
milioni di euro per l’anno 2019 e di 30 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2020.
593. Per l’utilizzo delle risorse di cui al comma 592 la
contrattazione, anche mediante eventuali integrazioni al contratto
collettivo nazionale di lavoro (CCNL) di riferimento, e’ svolta nel
rispetto dei seguenti criteri ed indirizzi:
a) valorizzazione dell’impegno in attivita’ di formazione, ricerca
e sperimentazione didattica;
b) valorizzazione del contributo alla diffusione nelle istituzioni
scolastiche di modelli per una didattica per lo sviluppo delle
competenze.
594. L’educatore professionale socio-pedagogico e il pedagogista
operano nell’ambito educativo, formativo e pedagogico, in rapporto a
qualsiasi attivita’ svolta in modo formale, non formale e informale,
nelle varie fasi della vita, in una prospettiva di crescita personale
e sociale, secondo le definizioni contenute nell’articolo 2 del
decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, perseguendo gli obiettivi
della Strategia europea deliberata dal Consiglio europeo di Lisbona
del 23 e 24 marzo 2000. Le figure professionali indicate al primo
periodo operano nei servizi e nei presidi socio-educativi e
socio-assistenziali, nei confronti di persone di ogni eta’,
prioritariamente nei seguenti ambiti: educativo e formativo;
scolastico; socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti
socio-educativi; della genitorialita’ e della famiglia; culturale;
giudiziario; ambientale; sportivo e motorio; dell’integrazione e
della cooperazione internazionale. Ai sensi della legge 14 gennaio
2013, n. 4, le professioni di educatore professionale
socio-pedagogico e di pedagogista sono comprese nell’ambito delle
professioni non organizzate in ordini o collegi.
595. La qualifica di educatore professionale socio-pedagogico e’
attribuita con laurea L19 e ai sensi delle disposizioni del decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 65. La qualifica di pedagogista e’
attribuita a seguito del rilascio di un diploma di laurea abilitante
nelle classi di laurea magistrale LM-50 Programmazione e gestione dei
servizi educativi, LM-57 Scienze dell’educazione degli adulti e della
formazione continua, LM-85 Scienze pedagogiche o LM-93 Teorie e
metodologie dell’e-learning e della media education. Le spese
derivanti dallo svolgimento dell’esame previsto ai fini del rilascio
del diploma di laurea abilitante sono poste integralmente a carico
dei partecipanti con le modalita’ stabilite dalle universita’
interessate. La formazione universitaria dell’educatore professionale
socio-pedagogico e del pedagogista e’ funzionale al raggiungimento di
idonee conoscenze, abilita’ e competenze educative rispettivamente
del livello 6 e del livello 7 del Quadro europeo delle qualifiche per
l’apprendimento permanente, di cui alla raccomandazione 2017/C 189/03
del Consiglio, del 22 maggio 2017, ai cui fini il pedagogista e’ un
professionista di livello apicale.
596. La qualifica di educatore professionale socio-sanitario e’
attribuita a seguito del rilascio del diploma di laurea abilitante di
un corso di laurea della classe L/SNT2 Professioni sanitarie della
riabilitazione, fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui
al decreto del Ministro della sanita’ 8 ottobre 1998, n. 520.
597. In via transitoria, acquisiscono la qualifica di educatore
professionale socio-pedagogico, previo superamento di un corso
intensivo di formazione per complessivi 60 crediti formativi
universitari nelle discipline di cui al comma 593, organizzato dai
dipartimenti e dalle facolta’ di scienze dell’educazione e della
formazione delle universita’ anche tramite attivita’ di formazione a
distanza, le cui spese sono poste integralmente a carico dei
frequentanti con le modalita’ stabilite dalle medesime universita’,
da intraprendere entro tre anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, coloro che, alla medesima data di entrata in vigore,
sono in possesso di uno dei seguenti requisiti:
a) inquadramento nei ruoli delle amministrazioni pubbliche a
seguito del superamento di un pubblico concorso relativo al profilo
di educatore;
b) svolgimento dell’attivita’ di educatore per non meno di tre
anni, anche non continuativi, da dimostrare mediante dichiarazione
del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell’interessato ai
sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
c) diploma rilasciato entro l’anno scolastico 2001/2002 da un
istituto magistrale o da una scuola magistrale.
598. Acquisiscono la qualifica di educatore professionale
socio-pedagogico coloro che, alla data di entrata in vigore della
presente legge, sono titolari di contratto di lavoro a tempo
indeterminato negli ambiti professionali di cui al comma 594, a
condizione che, alla medesima data, abbiano eta’ superiore a
cinquanta anni e almeno dieci anni di servizio, ovvero abbiano almeno
venti anni di servizio.
599. I soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente
legge, hanno svolto l’attivita’ di educatore per un periodo minimo di
dodici mesi, anche non continuativi, documentata mediante
dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione
dell’interessato ai sensi del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, possono
continuare ad esercitare detta attivita’; per tali soggetti, il
mancato possesso della qualifica di educatore professionale
socio-pedagogico o di educatore professionale socio-sanitario non
puo’ costituire, direttamente o indirettamente, motivo per la
risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro in corso alla data di
entrata in vigore della presente legge ne’ per la loro modifica,
anche di ambito, in senso sfavorevole al lavoratore.
600. L’acquisizione della qualifica di educatore socio-pedagogico,
di educatore professionale socio-sanitario ovvero di pedagogista non
comporta, per il personale gia’ dipendente di amministrazioni ed enti
pubblici, il diritto ad un diverso inquadramento contrattuale o
retributivo, ad una progressione verticale di carriera ovvero al
riconoscimento di mansioni superiori.
601. All’attuazione delle disposizioni dei commi da 594 a 600 si
provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
602. Le istituzioni scolastiche ed educative statali possono
conferire incarichi per supplenze brevi e saltuarie ai sensi
dell’articolo 1, comma 78, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in
sostituzione degli assistenti amministrativi e tecnici assenti, a
decorrere dal trentesimo giorno di assenza, in deroga all’articolo 1,
comma 332, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nell’ambito del
limite di spesa di cui all’articolo 1, comma 129, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, a tal fine
incrementato di 19,65 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2018.
603. Le graduatorie del concorso di cui all’articolo 1, comma 114,
della legge 13 luglio 2015, n. 107, conservano la loro validita’ per
un ulteriore anno, successivo al triennio di cui all’articolo 400,
comma 01, secondo periodo, del testo unico delle disposizioni
legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di
ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297.
604. Sino al termine di validita’, le graduatorie di tutti i gradi
di istruzione e di tutte le tipologie di posto sono utili per le
immissioni in ruolo anche in deroga al limite percentuale di cui
all’articolo 400, comma 15, del testo unico delle disposizioni
legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di
ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297, limitatamente a coloro che hanno raggiunto il punteggio minimo
previsto dal bando, fermo restando il diritto all’immissione in ruolo
per i vincitori del concorso.
605. E’ bandito entro il 2018, senza ulteriori oneri a carico della
finanza pubblica, un concorso pubblico per l’assunzione di direttori
dei servizi generali ed amministrativi, nei limiti delle facolta’
assunzionali ai sensi dell’articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge
27 dicembre 1997, n. 449. Gli assistenti amministrativi che, alla
data di entrata in vigore della presente legge, hanno maturato almeno
tre interi anni di servizio negli ultimi otto nelle mansioni di
direttore dei servizi generali ed amministrativi possono partecipare
alla procedura concorsuale di cui al primo periodo anche in mancanza
del requisito culturale di cui alla tabella B allegata al contratto
collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto
scuola sottoscritto in data 29 novembre 2007, e successive
modificazioni.
606. All’articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, le parole: « 2019/2020 » sono sostituite dalle seguenti: «
2020/2021 ».
607. Al fine di ridurre gli adempimenti burocratici a carico delle
istituzioni scolastiche autonome per lo svolgimento di attivita’
amministrative non strettamente connesse alla gestione del servizio
istruzione, rafforzando le funzioni istituzionali di supporto alle
medesime dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca in materie che
richiedono competenze tecniche specialistiche non facilmente
reperibili all’interno delle stesse istituzioni scolastiche, quale, a
titolo di esempio, la gestione del contenzioso, il Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ autorizzato ad
avviare le procedure concorsuali per il reclutamento, a decorrere
dall’anno 2018, nei limiti della vigente dotazione organica, di 258
unita’ di personale, dotate di competenze professionali di natura
amministrativa, giuridica e contabile, di cui 5 dirigenti di seconda
fascia e 253 funzionari, area III, posizione economica F1.
608. Fermo restando quanto stabilito dal secondo comma
dell’articolo 417-bis del codice di procedura civile, a seguito delle
assunzioni del personale all’esito delle procedure concorsuali di cui
al comma 607, per la gestione delle controversie relative ai rapporti
di lavoro del personale della scuola, i dirigenti territorialmente
competenti e i direttori generali degli uffici scolastici regionali
possono avvalersi dei dirigenti delle istituzioni scolastiche nella
fase istruttoria della predisposizione della documentazione difensiva
e, compatibilmente con il numero di unita’ di personale a
disposizione, non delegano ai medesimi la rappresentanza e la difesa
in giudizio dell’Amministrazione.
609. Alle risorse umane necessarie per l’attuazione dei commi 607 e
608 si provvede mediante il piano straordinario di reclutamento del
personale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca.
610. Le assunzioni dei vincitori delle procedure di cui al comma
608 possono essere effettuate in deroga alle ordinarie procedure
autorizzatorie e alle disposizioni dell’articolo 4, commi 3, 3-bis,
3-ter e 3-quinquies, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e
in aggiunta alle facolta’ assunzionali di cui all’articolo 3, del
decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
611. Per l’attuazione dei commi da 607 a 610 e’ autorizzata la
spesa di 846.171,94 euro per l’anno 2018 e di 10.154.063,21 euro
annui a decorrere dall’anno 2019.
612. Agli oneri di cui al comma 611, pari a 846.171,94 euro per
l’anno 2018 e a 10.154.063,21 euro annui a decorrere dall’anno 2019,
si provvede, per l’anno 2018, a valere sulle vigenti facolta’
assunzionali del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e, per l’anno 2019, quanto a 1.531.074,71 euro, a valere
sulle vigenti facolta’ assunzionali del medesimo Ministero e, quanto
a 8.622.988,5 euro, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa
di cui all’articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.
69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
613. Il fondo di cui all’articolo 1, comma 366, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, e’ incrementato di 50 milioni di euro per
l’anno 2018 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2019. I posti di cui all’articolo 1, comma 373, della predetta legge
n. 232 del 2016, che si aggiungono all’organico dell’autonomia in
conseguenza dell’incremento di cui al primo periodo, sono determinati
nei limiti delle risorse ivi previste con decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze.
614. In occasione degli aggiornamenti delle graduatorie di
istituto, inclusi i correlati elenchi per il sostegno didattico,
relative alla scuola dell’infanzia e primaria, la valutazione del
titolo abilitante e’ effettuata assicurando una particolare
valorizzazione ai titoli acquisiti nell’ambito di percorsi
universitari.
615. Al fine di assicurare il regolare svolgimento dell’anno
scolastico 2017/2018, i contratti di collaborazione coordinata e
continuativa gia’ stipulati per lo svolgimento di funzioni
assimilabili a quelle degli assistenti amministrativi e tecnici
continuano a produrre i loro effetti sino al 31 agosto 2018.
616. Al fine di perseguire l’obiettivo formativo del potenziamento
delle discipline motorie e dello sviluppo di comportamenti ispirati a
uno stile di vita sano, ai sensi dell’articolo 1, comma 7, lettera
g), della legge 13 luglio 2015, n. 107, nell’ambito della dotazione
organica di cui all’articolo 1, comma 68, della medesima legge il 5
per cento del contingente dei posti per il potenziamento dell’offerta
formativa e’ destinato alla promozione dell’educazione motoria nella
scuola primaria, senza determinare alcun esubero di personale o
ulteriore fabbisogno di posti.
617. Al comma 3 dell’articolo 1-ter del decreto-legge 19 giugno
2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2015, n. 125, le parole: « per gli anni 2016 e 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « per gli anni 2016, 2017 e 2018 ».
618. All’articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 28 gennaio
2014, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014,
n. 50, le parole: « sino alla data del 31 dicembre 2017 » sono
sostituite dalle seguenti: « sino alla data del 31 dicembre 2018 ».
619. Al fine di assicurare la regolare prosecuzione del servizio
scolastico, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca indice entro il 28 febbraio 2018 una procedura selettiva per
titoli e colloqui finalizzata all’immissione in ruolo, a decorrere
dall’anno scolastico 2018/2019, del personale che alla data di
entrata in vigore della presente legge e’ titolare di contratti di
collaborazione coordinata e continuativa stipulati con le istituzioni
scolastiche statali ai sensi dei decreti attuativi dell’articolo 8
della legge 3 maggio 1999, n. 124, per lo svolgimento di compiti e di
funzioni assimilabili a quelli propri degli assistenti amministrativi
e tecnici. Il bando definisce requisiti, modalita’ e termini per la
partecipazione alla selezione. Le immissioni in ruolo dei vincitori
avvengono nell’ambito dell’organico del personale assistente
amministrativo e tecnico di cui all’articolo 19, comma 7, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, fermo restando quanto disposto
dall’articolo 1, comma 334, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, a
valere sui posti accantonati in attuazione dei decreti di cui al
primo periodo. I vincitori sono assunti anche a tempo parziale, nei
limiti di una maggiore spesa di personale, pari a 5,402 milioni di
euro nel 2018 e a 16,204 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019.
I rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati
a tempo pieno o incrementati nel numero di ore se non in presenza di
risorse certe e stabili.
620. Per lo svolgimento della procedura selettiva di cui al comma
619 e’ autorizzata la spesa di 10.000 euro nel 2018.
621. All’onere derivante dall’attuazione dei commi 619 e 620 si
provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per il
funzionamento delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 1,
comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
622. Al fine di stabilizzare il personale di cui all’articolo 1,
comma 745, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, titolare di
contratti di lavoro attivati dall’ufficio scolastico provinciale di
Palermo e prorogati ininterrottamente, per lo svolgimento di funzioni
corrispondenti a quelle di collaboratori scolastici, in forza nelle
istituzioni scolastiche di cui all’articolo 8 della legge 3 maggio
1999, n. 124, e all’articolo 9 del decreto del Ministro della
pubblica istruzione 23 luglio 1999, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000, tuttora in servizio ai sensi
dell’articolo 4, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19,
e’ avviata dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca un’apposita procedura selettiva per titoli e colloquio.
623. Con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, previo assenso del Ministero per la semplificazione e
la pubblica amministrazione e del Ministero dell’economia e delle
finanze, e’ definito apposito bando, da pubblicare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge che
determina il numero dei posti, le modalita’ e i termini per la
partecipazione alla selezione di cui al comma 622.
624. Le assunzioni, a seguito dell’espletamento della procedura di
cui al comma 622, avvengono anche a tempo parziale nei limiti delle
risorse finanziarie di cui al comma 625 e comunque nei limiti
corrispondenti ai posti di organico di diritto attualmente
accantonati. I rapporti instaurati a tempo parziale non possono
essere trasformati a tempo pieno o incrementati nel numero delle ore
se non in presenza di risorse certe e stabili.
625. Per le assunzioni di cui ai commi da 622 a 624 si provvede nel
limite di spesa di euro 3.500.000 per l’anno 2018 e di euro 8.700.000
a decorrere dal 2019.
626. Il personale incluso negli elenchi allegati alla convenzione
tra l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e le cooperative
sociali alla data del 24 febbraio 2014, che non rientra tra le
assunzioni di cui al commi da 622 a 624, e’ iscritto in apposito
albo, dal quale gli enti territoriali possono attingere per nuove
assunzioni di personale, nel rispetto dell’analisi del fabbisogno e
della sostenibilita’ finanziaria.
627. Nelle more dell’espletamento della selezione di cui al comma
622, il termine del 31 dicembre 2017 di cui all’articolo 4, comma 5,
del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, relativo alle
previsioni di cui all’articolo 1, comma 745, della legge 27 dicembre
2013, n. 147, e’ differito al 30 agosto 2018. A tal fine e’
autorizzata la spesa di 12 milioni di euro per l’anno 2018.
628. Alle misure del Programma operativo nazionale « Per la scuola
– competenze e ambienti per l’apprendimento », relativo alla
programmazione 2014/2020, di cui alla decisione C (2014) 9952 della
Commissione, del 17 dicembre 2014, partecipano anche le istituzioni
formative accreditate dalle regioni e dalle province autonome di
Trento e di Bolzano ai sensi del capo III del decreto legislativo 17
ottobre 2005, n. 226, che fanno parte della Rete nazionale delle
scuole professionali, di cui all’articolo 7, comma 3, del decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 61, per il raggiungimento degli scopi
ivi indicati.
629. Con decorrenza dalla classe stipendiale successiva a quella
triennale in corso di maturazione al 31 dicembre 2017 e conseguente
effetto economico a decorrere dall’anno 2020, il regime della
progressione stipendiale triennale per classi dei professori e
ricercatori universitari previsto dagli articoli 6, comma 14, e 8
della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e disciplinato dal regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 2011,
n. 232, e’ trasformato in regime di progressione biennale per classi,
utilizzando gli stessi importi definiti per ciascuna classe dallo
stesso decreto. A titolo di parziale compensazione del blocco degli
scatti stipendiali disposto per il quinquennio 2011-2015
dall’articolo 9, comma 21, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ai
professori e ricercatori universitari di ruolo in servizio alla data
di entrata in vigore della presente legge e che lo erano alla data
del 1° gennaio 2011, o che hanno preso servizio tra il 1° gennaio
2011 e il 31 dicembre 2015, e’ attribuito una tantum un importo ad
personam in relazione alla classe stipendiale che avrebbero potuto
maturare nel predetto quinquennio e in proporzione all’entita’ del
blocco stipendiale che hanno subito, calcolato, nei limiti delle
risorse di cui al presente comma, sulla base di criteri e modalita’
definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge. La corresponsione dell’importo di cui
al periodo precedente cessa al 31 dicembre 2019 e non produce effetti
ai fini della successiva progressione di carriera; l’importo e’
corrisposto in due rate da erogare entro il 28 febbraio 2018 ed entro
il 28 febbraio 2019. Al fine di sostenere i bilanci delle universita’
per la corresponsione dei predetti importi, il fondo per il
finanziamento ordinario delle universita’ di cui all’articolo 5,
comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e’
incrementato di 50 milioni di euro per l’anno 2018 e di 40 milioni di
euro per l’anno 2019. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente riduzione, per gli anni 2018 e 2019, del Fondo di cui
all’articolo 1, comma 207, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
630. Alla legge 28 dicembre 2015, n. 208, comma 257, primo periodo,
le parole: « non piu’ di due anni » sono sostituite dalle seguenti: «
non piu’ di tre anni ».
631. Per le finalita’ di cui al comma 629, primo periodo, il fondo
per il finanziamento ordinario delle universita’ di cui all’articolo
5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e’
incrementato di 80 milioni di euro per l’anno 2020, 120 milioni di
euro per l’anno 2021 e 150 milioni di euro a decorrere dall’anno
2022.
632. Le disposizioni di cui al comma 629 si applicano anche al
personale di ricerca non contrattualizzato in servizio presso
l’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) il cui stato giuridico e’
equiparato a quello dei professori universitari ai sensi
dell’articolo 40 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo
1982, n. 163, cosi’ come confermato dall’articolo 11, comma 1, del
decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 296, e dall’articolo 19, comma
1, del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 138. A tal fine il Fondo
ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE) di cui
all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e’
incrementato di 350.000 euro a decorrere dall’anno 2020. I decreti
del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca di cui
al comma 2 del medesimo articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno
1998, n. 204, dispongono che tale incremento e’ assegnato interamente
alla dotazione ordinaria dell’INAF.
633. Al fine di sostenere l’accesso dei giovani alla ricerca,
l’autonomia responsabile delle universita’ e la competitivita’ del
sistema universitario e della ricerca italiano a livello
internazionale, il fondo per il finanziamento ordinario delle
universita’, di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge
24 dicembre 1993, n. 537, e’ incrementato di 12 milioni di euro per
l’anno 2018 e di 76,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2019, per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma
3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e per il
conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di
seconda fascia e il fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di
ricerca, di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998,
n. 204, e’ incrementato di 2 milioni di euro per l’anno 2018 e di
13,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 per
l’assunzione di ricercatori negli enti pubblici di ricerca.
L’assegnazione dei fondi e’ effettuata con decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca con gli obiettivi,
di pari importanza, di riequilibrare la presenza di giovani
ricercatori nei vari territori, nonche’ di valorizzare la qualita’
dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari e di
individuare specifiche aree strategiche della ricerca scientifica e
tecnologica. Ai fini del riparto dei fondi alle singole istituzioni
si fa riferimento, in relazione all’obiettivo del riequilibrio della
presenza di giovani ricercatori nei vari territori, al numero dei
ricercatori in servizio rispetto al numero delle altre figure del
personale docente e ricercatore e, in relazione all’obiettivo del
sostegno ai livelli di maggiore qualita’ della ricerca, per le
universita’, ai risultati della valutazione della qualita’ della
ricerca (VQR) e, per gli enti pubblici di ricerca, ai criteri di
riparto del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca
di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204.
La quota parte delle risorse eventualmente non utilizzata per le
finalita’ di cui ai periodi precedenti rimane a disposizione, nel
medesimo esercizio finanziario, per le altre finalita’ del fondo per
il finanziamento ordinario delle universita’ e del fondo ordinario
per gli enti e le istituzioni di ricerca. Al fine di sostenere
ulteriormente l’ingresso dei giovani nel sistema universitario, a
decorrere dal finanziamento relativo al quinquennio 2023-2027, le
percentuali di cui all’articolo 1, comma 335, lettere a) e c), della
legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono ridefinite nella misura
rispettivamente dell’80 per cento e del 40 per cento. Al fine di
sostenere l’internazionalizzazione del sistema universitario,
all’articolo 6, comma 12, quarto periodo, della legge 30 dicembre
2010, n. 240, dopo le parole: « Possono altresi’ svolgere » sono
inserite le seguenti: « , anche con rapporto di lavoro subordinato,
».
634. All’articolo 23 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75,
dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
« 4-bis. Il comma 4 del presente articolo si applica, in via
sperimentale, anche alle universita’ statali individuate con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del
Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentita
la Conferenza dei rettori delle universita’ italiane, tenendo conto,
in particolare, dei parametri di cui alle lettere c) e d) del secondo
periodo del citato comma 4, dell’indicatore delle spese di personale
previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n.
49, e dell’indicatore di sostenibilita’ economico-finanziaria, come
definito agli effetti dell’applicazione dell’articolo 7 del medesimo
decreto legislativo n. 49 del 2012. Con il medesimo decreto e’
individuata la percentuale di cui al comma 4. Sulla base degli esiti
della sperimentazione, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la
pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze e con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, sentita la Conferenza dei rettori delle universita’
italiane, puo’ essere disposta l’applicazione in via permanente delle
disposizioni di cui al presente comma ».
635. All’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, dopo il
comma 9-bis e’ aggiunto il seguente:
« 9-ter. A decorrere dall’anno 2018, i contratti di cui al presente
articolo, nel periodo di astensione obbligatoria per maternita’, sono
sospesi e il termine di scadenza e’ prorogato per un periodo pari a
quello di astensione obbligatoria. All’onere si provvede, a decorrere
dall’anno 2018, mediante corrispondente riduzione di 1,5 milioni di
euro dello stanziamento annuale previsto dall’articolo 29, comma 22,
secondo periodo ».
636. Al fine di garantire gli strumenti e i servizi per il pieno
successo formativo di cui all’articolo 7, comma 2, del decreto
legislativo 29 marzo 2012, n. 68, agli studenti capaci e meritevoli,
anche se privi di mezzi, che presentino i requisiti di eleggibilita’
di cui all’articolo 8 del medesimo decreto legislativo n. 68 del
2012, il fondo integrativo statale per la concessione di borse di
studio e’ incrementato di 20 milioni di euro a decorrere dal 2018.
637. All’onere di cui al comma 636 si provvede per l’anno 2018
mediante riduzione per 10 milioni di euro del Fondo di cui
all’articolo 1, comma 295, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, per
10 milioni di euro per l’anno 2018, per 12 milioni di euro per l’anno
2019 e per 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020 mediante
riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 286, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, per 8 milioni di euro per l’anno 2019 mediante
corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 207,
della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
638. All’articolo 5, comma 1-bis, del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 25 luglio 1997, n. 306, dopo le
parole: « comma 1-ter,» sono inserite le seguenti: « per gli studenti
internazionali e ».
639. Allo scopo di adeguare l’importo delle borse concesse per la
frequenza ai corsi di dottorato di ricerca, il fondo per il
finanziamento ordinario delle universita’ di cui all’articolo 5,
comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e’
incrementato di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018.
L’adeguamento dell’importo della borsa e’ definito con decreto del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
640. All’onere di cui al comma 639 si provvede, quanto ad euro 5
milioni a decorrere dall’anno 2018, mediante corrispondente riduzione
del Fondo di cui all’articolo 1, comma 207, della legge 28 dicembre
2015, n. 208, quanto ad euro 1,130 milioni per l’anno 2019 e a 2,460
milioni di euro a decorrere dall’anno 2020 mediante corrispondente
riduzione del Fondo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della
legge 24 dicembre 1993, n. 537; quanto ad euro 15 milioni per l’anno
2018, 13,87 milioni di euro per l’anno 2019 e 12,54 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2020, a valere sui risparmi di spesa derivanti
dalle disposizioni di cui al comma 641.
641. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 295, le parole: « 45 milioni di euro per ciascuno degli
anni 2017 e 2018, di 31,87 milioni di euro per l’anno 2019 e di 30,54
milioni di euro a decorrere dall’anno 2020 » sono sostituite dalle
seguenti: « 45 milioni di euro per l’anno 2017, di 30 milioni di euro
per l’anno 2018, di 18 milioni di euro per l’anno 2019 e di 18
milioni di euro a decorrere dall’anno 2020 »;
b) al comma 298, le parole: « nel 2017 e nel 2018. A decorrere dal
2019 » sono sostituite dalle seguenti: « nel 2017. A decorrere dal
2018 ».
642. Al fine di potenziare gli interventi posti in essere dalle
universita’ per favorire l’attivita’ sportiva degli studenti
universitari e al fine di sostenere la promozione dello sport
universitario, i fondi da destinare alle universita’ in attuazione
della legge 28 giugno 1977, n. 394, iscritti ai sensi dell’articolo 3
della medesima legge nello stato di previsione della spesa del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sono
incrementati di un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2018
al 2020.
643. Le disposizioni di cui al terzo periodo del comma 626
dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si applicano
anche nell’anno 2018, secondo le modalita’ ivi previste, nel limite
complessivo di spesa di 10 milioni di euro.
644. I nuclei di valutazione delle istituzioni di alta formazione
artistica e musicale di cui all’articolo 1 della legge 21 dicembre
1999, n. 508, nonche’ le istituzioni autorizzate ai sensi
dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, inoltrano le relazioni
annuali sulle attivita’ e sul funzionamento dell’istituzione, oltre
che al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca,
anche all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario
e della ricerca (ANVUR), entro gli stessi termini. L’ANVUR verifica
l’adozione, nelle relazioni di cui al precedente periodo, dei criteri
generali stabiliti in base a quanto disposto dall’articolo 10, comma
2, lettera b), del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, comunicando al Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, entro novanta
giorni, le proprie valutazioni in merito.
645. Il comma 1 dell’articolo 10 del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, e’
sostituito dal seguente:
« 1. Il nucleo di valutazione, costituito con delibera del
consiglio di amministrazione, sentito il consiglio accademico, e’
formato da tre componenti aventi competenze differenziate, di cui due
scelti fra esperti esterni, anche stranieri, di comprovata
qualificazione nel campo della valutazione, scelti dalle istituzioni
seguendo i criteri e le linee guida elaborati dall’Agenzia nazionale
di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Ai
componenti del nucleo di valutazione non spettano compensi,
indennita’ o gettoni di presenza ».
646. E’ consentito il trasferimento a qualsiasi titolo di immobili
oggetto di cofinanziamento di cui alla legge 14 novembre 2000, n.
338, anche prima della realizzazione o ultimazione dei relativi
lavori, ai fondi comuni di investimento immobiliare istituiti ai
sensi degli articoli 36 e 37 del testo unico delle disposizioni in
materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo
24 febbraio 1998, n. 58. In tal caso il beneficiario del
cofinanziamento e il fondo comune di investimento immobiliare devono
comunicare congiuntamente al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca il valore di trasferimento
dell’immobile e il fondo comune di investimento immobiliare deve
dichiarare di subentrare negli impegni assunti dal beneficiario del
cofinanziamento. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento di tale
comunicazione, verifica la sussistenza dei requisiti per il
trasferimento del bene e, ove non risultino rispettate le
prescrizioni, puo’ vietare il trasferimento. In mancanza di
comunicazione da parte del medesimo Ministero nel termine di cui al
periodo precedente, il trasferimento al fondo comune di investimento
immobiliare si intende assentito.
647. Al fine di incentivare gli investimenti in regime di
cofinanziamento per le assunzioni di cui al comma 671 e di
semplificare la gestione delle risorse destinate alla promozione
dell’incremento qualitativo dell’attivita’ scientifica degli enti di
ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca in applicazione delle disposizioni introdotte con
l’articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n.
218, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge sono assegnate le seguenti risorse:
a) 69.527.570 euro del fondo ordinario per gli enti e le
istituzioni di ricerca finanziati dal MIUR (FOE) di cui all’articolo
7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, destinati per
l’esercizio 2016 ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto
legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, abrogato dall’articolo 20 del
decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, come individuate dal
decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca 8 agosto 2016, n. 631;
b) 68 milioni di euro destinati per l’esercizio 2017 in via
sperimentale al finanziamento premiale dei piani triennali di
attivita’ e di specifici programmi con riduzione delle risorse del
FOE per l’esercizio 2017 ai sensi dell’articolo 19, comma 5, del
decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218.
648. Ai fini dell’adozione del decreto di cui al comma 647 sono
utilizzati i seguenti criteri:
a) una quota del 70 per cento e’ attribuita in proporzione
all’ultima assegnazione effettuata in base alla valutazione della
qualita’ della ricerca eseguita dall’Agenzia nazionale di valutazione
del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), disposta con
decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca 27 ottobre 2017, n. 850;
b) una quota del 30 per cento e’ attribuita in proporzione
all’assegnazione della quota disponibile del FOE 2017 effettuata con
decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca 8 agosto 2017, n. 608.
649. In coerenza con gli obiettivi del Programma nazionale per la
ricerca (PNR) 2015-2020 e del Programma nazionale di ricerche in
Antartide, nonche’ allo scopo di sostenere la ricerca italiana nelle
aree polari, e’ assegnato all’Istituto nazionale di oceanografia e di
geofisica sperimentale un finanziamento, per l’anno 2018, di 12
milioni di euro per l’acquisto di una nave quale infrastruttura di
ricerca scientifica e di supporto alla base antartica. All’onere
derivante dall’applicazione del presente comma, pari a 12 milioni di
euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 1, lettera
d), della legge 19 ottobre 1999, n. 370.
650. All’articolo 1, comma 372, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo le parole: « e’ autorizzata » sono inserite le seguenti: «
, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato,
»;
b) l’ultimo periodo e’ soppresso.
651. Al fine di sostenere le finalita’ istituzionali della
Fondazione Graziadio Isaia Ascoli per la formazione e la trasmissione
della cultura ebraica, a decorrere dall’anno 2018 e’ autorizzata la
spesa di euro 1.500.000 annui a favore della stessa Fondazione.
652. Al fine di consentire il graduale completamento del processo
di statizzazione e razionalizzazione di cui all’articolo 22-bis del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, il fondo di cui al comma 3 del
medesimo articolo 22-bis e’ integrato con uno stanziamento di 5
milioni di euro per l’anno 2018, di 10 milioni di euro per l’anno
2019 e di 35 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020. Resta fermo
che gli enti locali continuano ad assicurare l’uso gratuito degli
spazi e degli immobili e si fanno carico delle situazioni debitorie
pregresse alla statizzazione in favore delle istituzioni. Sono fatti
salvi gli accordi di programma stipulati tra il Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, le regioni, gli
enti locali, le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale
e coreutica e le accademie non statali di belle arti, riguardanti
processi di statizzazione gia’ avviati.
653. Al fine di superare il precariato nelle istituzioni dell’alta
formazione artistica musicale e coreutica sono stanziati 1 milione di
euro per l’anno 2018, 6,6 milioni di euro per l’anno 2019, 11,6
milioni di euro per l’anno 2020, 15,9 milioni di euro per l’anno
2021, 16,4 milioni di euro per l’anno 2022, 16,8 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2023 al 2025, 16,9 milioni di euro per l’anno
2026, 17,5 milioni di euro per l’anno 2027, 18,1 milioni di euro per
l’anno 2028 e 18,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029.
A decorrere dall’anno 2018 le graduatorie nazionali di cui
all’articolo 19, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2013, n.
104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n.
128, sono trasformate in graduatorie nazionali ad esaurimento, utili
per l’attribuzione degli incarichi di insegnamento con contratto a
tempo indeterminato e determinato, in subordine alle vigenti
graduatorie nazionali per titoli. Il personale delle graduatorie
nazionali di cui al secondo periodo resta incluso nelle medesime
anche a seguito dell’emanazione del regolamento di cui all’articolo
2, comma 7, lettera e), della legge 21 dicembre 1999, n. 508.
654. A decorrere dall’anno accademico 2018-2019, il turn over del
personale delle istituzioni di cui al comma 653 e’ pari al 100 per
cento dei risparmi derivanti dalle cessazioni dal servizio dell’anno
accademico precedente, a cui si aggiunge, per il triennio accademico
2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, un importo non superiore al 10 per
cento della spesa sostenuta nell’anno accademico 2016-2017 per la
copertura dei posti vacanti della dotazione organica con contratti a
tempo determinato. Il predetto importo e’ ripartito con decreto del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
Nell’ambito delle procedure di reclutamento disciplinate dal
regolamento cui all’articolo 2, comma 7, lettera e), della legge 21
dicembre 1999, n. 508, e’ destinata una quota, pari ad almeno il 10
per cento e non superiore al 20 per cento, al reclutamento di docenti
di prima fascia cui concorrono i soli docenti di seconda fascia in
servizio a tempo indeterminato da almeno tre anni accademici.
655. Il personale docente che non sia gia’ titolare di contratto a
tempo indeterminato nelle istituzioni di cui al comma 653 che abbia
superato un concorso selettivo ai fini dell’inclusione nelle
graduatorie di istituto e abbia maturato, fino all’anno accademico
2017-2018 incluso, almeno tre anni accademici di insegnamento, anche
non continuativi, negli ultimi otto anni accademici, in una delle
predette istituzioni nei corsi previsti dall’articolo 3 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8
luglio 2005, n. 212, e nei percorsi formativi di cui all’articolo 3,
comma 3, del regolamento di cui al decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 10 settembre 2010,
n. 249, e’ inserito in apposite graduatorie nazionali utili per
l’attribuzione degli incarichi di insegnamento a tempo indeterminato
e determinato, in subordine alle vigenti graduatorie nazionali per
titoli e di quelle di cui al comma 653, nei limiti dei posti vacanti
disponibili. L’inserimento e’ disposto con modalita’ definite con
decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca.
656. Al comma 1 dell’articolo 22-bis del decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, le parole: « una parte degli istituti superiori musicali
non statali e le accademie non statali di belle arti » sono
sostituite dalle seguenti: « gli istituti superiori musicali non
statali e le accademie non statali di belle arti ».
657. Qualora dall’applicazione della disposizione di cui al comma
652 derivino maggiori oneri rispetto a quanto previsto, si applica
l’articolo 17, commi da 12-bis a 12-quater, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, provvedendo alla riduzione degli stanziamenti iscritti
nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca.
658. Il conservatorio di musica Claudio Monteverdi di Bolzano, gia’
istituto di alta formazione artistica e musicale, e’ accorpato alla
Libera universita’ di Bolzano e assume la denominazione di facolta’
di musica « Conservatorio Claudio Monteverdi » della Libera
universita’ di Bolzano.
659. Il consiglio della Libera universita’ di Bolzano approva le
opportune modifiche ed integrazioni allo statuto e ai regolamenti,
d’intesa con il direttore del conservatorio di musica Claudio
Monteverdi di Bolzano.
660. Le modifiche e le integrazioni di cui al comma 659 sono
approvate con decreto del Ministro per l’istruzione, l’universita’ e
la ricerca, d’intesa con il presidente della provincia autonoma di
Bolzano, in applicazione dell’articolo 17 della legge 15 maggio 1997,
n. 127.
661. Continuano ad applicarsi, in quanto compatibili con il nuovo
assetto ordinamentale della facolta’ di musica « Conservatorio
Claudio Monteverdi » della Libera universita’ di Bolzano, le norme di
cui al decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 245, comprese quelle
relative allo stato giuridico e al trattamento economico del
personale docente e amministrativo del Conservatorio di musica
Claudio Monteverdi di Bolzano.
662. Fino al completamento delle operazioni e delle attivita’ di
accorpamento, restano ferme le vigenti disposizioni di legge sulle
procedure e modalita’ di trasferimento a domanda del personale
docente del conservatorio di musica di Bolzano ad altro
conservatorio, nonche’ quelle sulle graduatorie ad esaurimento
previste dal testo unico delle disposizioni legislative vigenti in
materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado di
cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, dal decreto-legge
7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
giugno 2004, n. 143, e dal decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128.
663. Dalle disposizioni di cui ai commi da 658 a 662 non derivano
incrementi dei trasferimenti statali o nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.
664. Al fine di favorire progetti per la formazione universitaria e
post-universitaria previsti e organizzati in attuazione degli accordi
di cooperazione tra le universita’ italiane e quelle di Stati
aderenti all’Organizzazione della cooperazione islamica, con i quali
l’Italia ha stipulato accordi di cooperazione culturale, scientifica
e tecnologica, sono stanziati 1 milione di euro per l’anno 2018 e 2
milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 a favore del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
665. All’articolo 15, comma 1, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la lettera e-bis) e’ inserita la seguente:
«e-ter) le spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni,
con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) fino al
completamento della scuola secondaria di secondo grado, per
l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e
informatici, di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, necessari
all’apprendimento, nonche’ per l’uso di strumenti compensativi che
favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali
di apprendimento delle lingue straniere, in presenza di un
certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra i
sussidi e gli strumenti acquistati e il tipo di disturbo
dell’apprendimento diagnosticato »;
b) al comma 2, dopo le parole: « e-bis), » sono inserite le
seguenti: « e-ter), ».
666. Le disposizioni di cui al comma 665 si applicano alle spese
sostenute dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.
667. Con decreto non dirigenziale dell’Agenzia delle entrate sono
definite, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le disposizioni attuative per la fruizione della
detrazione di cui al comma 665.
668. Al fine di avviare un graduale percorso di stabilizzazione del
personale in servizio presso gli enti pubblici di ricerca di cui al
decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, ad esclusione del
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia
agraria (CREA) e dell’Istituto nazionale per l’analisi delle
politiche pubbliche (INAPP), cui si applicano, rispettivamente, i
commi 673 e 811, da operare ai sensi dell’articolo 20 del decreto
legislativo 25 maggio 2017, n. 75, sono destinati ad un apposito
fondo, costituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze,
13 milioni di euro per l’anno 2018 e 57 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2019. L’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 365, lettera b), della legge 11 dicembre 2016,
n. 232, e’ ridotta di 10 milioni di euro per l’anno 2018 e di 50
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019.
669. All’articolo 20, comma 9, del decreto legislativo 25 maggio
2017, n. 75, dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: « Per i
predetti enti pubblici di ricerca il comma 2 si applica anche ai
titolari di assegni di ricerca in possesso dei requisiti ivi previsti
».
670. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e con i Ministri vigilanti, da adottare entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
individuati i criteri per l’attribuzione delle predette risorse e gli
enti pubblici di ricerca beneficiari.
671. Gli enti di ricerca beneficiari del finanziamento destinano
alle assunzioni di cui al comma 668 risorse proprie aventi carattere
di certezza e stabilita’, e comunque nel rispetto dell’articolo 9 del
decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, in misura pari ad
almeno il 50 per cento dei finanziamenti ricevuti.
672. Entro il 31 dicembre 2018, le universita’ con un valore
dell’indicatore delle spese di personale inferiore all’80 per cento
possono attivare le procedure di cui all’articolo 18, comma 1, della
legge 30 dicembre 2010, n. 240, per la chiamata nel ruolo di
professore di prima o di seconda fascia o di ricercatore a tempo
indeterminato, riservate a personale gia’ in servizio presso altre
universita’, che si trovano in una situazione di significativa e
conclamata tensione finanziaria, deliberata dagli organi competenti e
con un valore dell’indicatore delle spese di personale pari o
superiore all’80 per cento. A tal fine, le facolta’ assunzionali
derivanti dalla cessazione del suddetto personale presso
l’universita’ di provenienza sono assegnate all’universita’ che
dispone la chiamata.
673. Al fine di consentire la realizzazione del piano di
stabilizzazione, da operare ai sensi dell’articolo 20 del decreto
legislativo 25 maggio 2017, n. 75, del personale precario del CREA di
cui all’articolo 1, comma 381, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
e’ autorizzata la spesa per un importo pari a 10 milioni di euro per
l’anno 2018, a 15 milioni di euro per l’anno 2019 e a 20 milioni di
euro a decorrere dall’anno 2020.
674. Al fine di consentire la realizzazione delle procedure di cui
ai commi 668 e 673, gli enti di ricerca di cui al decreto legislativo
25 novembre 2016, n. 218, nei limiti delle risorse disponibili a
legislazione vigente, possono prorogare i contratti di lavoro a tempo
determinato e flessibili in essere alla data del 31 dicembre 2017
fino alla conclusione delle procedure di cui all’articolo 20 del
decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75.
675. In occasione dell’ottavo centenario della fondazione
dell’Universita’ degli studi di Padova, avvenuta nel 1222, e
dell’Universita’ degli studi di Napoli « Federico II », avvenuta nel
1224, e’ concesso un contributo straordinario di 1 milione di euro
per l’anno 2019 all’Universita’ degli studi di Padova e di 1 milione
di euro per l’anno 2020 all’Universita’ degli studi di Napoli «
Federico II ».
676. Il contributo di cui al comma 675 e’ destinato a:
a) il recupero, il restauro e il riordino di materiale storico,
artistico e scientifico relativo all’attivita’ svolta dagli atenei;
b) la conservazione e il restauro di beni mobili e immobili di
interesse storico e artistico di proprieta’ delle universita’;
c) la predisposizione di nuovi allestimenti e percorsi museali;
d) l’organizzazione di convegni, manifestazioni ed eventi
celebrativi;
e) la realizzazione e la pubblicazione di lavori di ricerca sulla
storia degli atenei.
677. Per innalzare il livello di sicurezza degli edifici scolastici
e favorire la costruzione, nelle aree interne, di scuole innovative
dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico,
dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e
antisismica, caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti di
apprendimento e dall’apertura al territorio, l’INAIL, nell’ambito
degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego dei
fondi disponibili di cui all’articolo 65 della legge 30 aprile 1969,
n. 153, destina complessivamente 50 milioni di euro per il
completamento del programma di costruzione di scuole innovative ai
sensi dell’articolo 1, commi 153 e seguenti, della legge 13 luglio
2015, n. 107.
678. Per il completamento del programma relativo alla realizzazione
di scuole e poli scolastici innovativi nelle aree interne secondo le
modalita’ di cui all’articolo 1, commi 153 e seguenti, della legge 13
luglio 2015, n. 107, previa individuazione delle aree stesse da parte
del Comitato tecnico aree interne, istituito con delibera del CIPE n.
9/2015 del 28 gennaio 2015, sono utilizzate le risorse di cui al
comma 677 del presente articolo, rispetto alle quali i canoni di
locazione da corrispondere all’INAIL sono posti a carico dello Stato
nella misura di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019.
Ai relativi oneri, pari a 1,5 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del
Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, di cui
all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
679. Per il triennio 2016-2018 gli oneri posti a carico del
bilancio statale, in applicazione dell’articolo 48, comma 1, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e per i miglioramenti
economici del personale dipendente dalle amministrazioni statali in
regime di diritto pubblico sono complessivamente determinati in 300
milioni di euro per l’anno 2016, in 900 milioni di euro per l’anno
2017 e in 2.850 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.
680. Al fine di riconoscere la specificita’ della funzione e del
ruolo del personale delle Forze armate, dei Corpi di polizia e del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per l’incremento delle risorse
dei rispettivi Fondi per i servizi istituzionali del personale del
comparto sicurezza-difesa e del Fondo per il trattamento accessorio
del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per la
rivalutazione delle misure orarie per il compenso del lavoro
straordinario, nonche’ per l’attuazione di quanto previsto
dall’articolo 46 del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, sono
destinati 50 milioni di euro per l’anno 2018, 100 milioni di euro per
l’anno 2019 e 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020, ad un
apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze da ripartire con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri della
semplificazione e della pubblica amministrazione e dell’economia e
delle finanze, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa e della
giustizia. Le risorse destinate a incrementare le disponibilita’ dei
citati fondi devono essere attribuite con riferimento ai trattamenti
economici accessori relativi allo svolgimento dei servizi operativi
per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, anche con
riferimento alle attivita’ di tutela economico-finanziaria e della
difesa nazionale.
681. Le somme di cui al comma 679, comprensive degli oneri
contributivi ai fini previdenziali e dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive (IRAP) di cui al decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, concorrono a costituire l’importo complessivo massimo
di cui all’articolo 21, comma 1-ter, lettera e), della legge 31
dicembre 2009, n. 196.
682. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed
enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, gli oneri per i
rinnovi contrattuali per il triennio 2016-2018, nonche’ quelli
derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al
personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai
sensi dell’articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo n.
165 del 2001.
683. Le disposizioni recate dal comma 682 si applicano anche al
personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
684. In relazione alla stipula definitiva dei contratti collettivi
nazionali di lavoro di comparto, le somme iscritte nel conto dei
residui passivi del bilancio dello Stato destinate alla
contrattazione collettiva del personale dipendente dalle
amministrazioni dello Stato in applicazione dell’articolo 48, comma
1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e ai miglioramenti
economici del personale dipendente delle amministrazioni statali in
regime di diritto pubblico, sono versate all’entrata del bilancio
dello Stato nell’anno in cui ne e’ prevista l’erogazione e sono
corrispondentemente iscritte, per i medesimi importi, in termini di
competenza e cassa sui capitoli degli stati di previsione della spesa
dei Ministeri interessati per il pagamento degli arretrati
contrattuali. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio.
685. Per l’esercizio delle funzioni istituzionali relative alla
verifica della conformita’ economico-finanziaria dei provvedimenti
normativi e delle relative relazioni tecniche e della connessa
funzione di supporto all’attivita’ parlamentare e governativa, in
ragione degli obblighi di reperibilita’ e disponibilita’ a orari
disagevoli, al personale interessato che presta servizio presso i
Dipartimenti del Ministero dell’economia e delle finanze, compreso
quello con qualifica dirigenziale, e’ corrisposta una maggiorazione
dell’indennita’ di amministrazione o della retribuzione di posizione
di parte variabile in godimento. Con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze sono individuati, tenendo conto delle
modalita’ di svolgimento delle attivita’ di cui al primo periodo, le
misure e i criteri di attribuzione delle maggiorazioni, nonche’ i
soggetti interessati su proposta dei relativi capi Dipartimento, nel
limite di spesa di 7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2018.
686. Al comma 4 dell’articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio
2017, n. 75, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per gli
stessi enti, che si trovino nelle condizioni di cui all’articolo 259
del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
la proroga di cui al quarto periodo del presente comma e’ subordinata
all’assunzione integrale degli oneri a carico della regione ai sensi
del comma 10 del citato articolo 259 ».
687. I commi da 1 a 4 dell’articolo 64 del decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, sono sostituiti dai seguenti:
« 1. Al fine di consentire la regolare conclusione delle attivita’
didattiche nell’anno scolastico 2017/2018 e il regolare avvio delle
stesse per l’anno scolastico 2018/ 2019 in ambienti in cui siano
garantite idonee condizioni igienico-sanitarie, nelle regioni ove sia
stata risolta anteriormente alla data del 24 aprile 2017 o non sia
mai stata attivata la convenzione-quadro Consip ovvero siano scaduti
i relativi contratti attuativi, l’acquisizione dei servizi di pulizia
e degli altri servizi ausiliari, nonche’ degli interventi di
mantenimento del decoro e della funzionalita’ degli immobili adibiti
a sede di istituzioni scolastiche ed educative statali, da parte
delle medesime istituzioni, prosegue, con piena salvaguardia dei
livelli occupazionali e salariali esistenti, con i soggetti gia’
destinatari degli atti contrattuali e degli ordinativi di fornitura,
sino alla data di effettiva attivazione della convenzione-quadro di
cui al comma 3 e comunque non oltre il 30 giugno 2019.
2. Nelle regioni nelle quali la convenzione-quadro Consip sia stata
risolta o non sia mai stata attivata, l’acquisizione di cui al comma
1 avviene nei limiti di spesa di cui all’articolo 58, comma 5, del
decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e di cui all’articolo 1, comma 379,
della legge 11 dicembre 2016, n. 232, alle condizioni tecniche
previste dalla convenzione-quadro Consip oggetto di risoluzione e
alle condizioni economiche pari all’importo del prezzo medio di
aggiudicazione per ciascuna area omogenea nelle regioni in cui non e’
intervenuta la risoluzione della convenzione-quadro Consip, da
calcolare con riferimento alle sole regioni nelle quali la
convenzione-quadro Consip era gia’ attiva alla data del 24 aprile
2017.
2-bis. Nelle regioni nelle quali vengano a scadere i contratti
attuativi della convenzione-quadro Consip, l’acquisizione di cui al
comma 1 avviene nei limiti di spesa di cui all’articolo 58, comma 5,
del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e di cui
all’articolo 1, comma 379, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, alle
condizioni tecniche previste dalla convenzione-quadro Consip e alle
condizioni economiche pari all’importo del prezzo di aggiudicazione
della medesima.
3. La Consip S.p.A. provvede all’espletamento delle procedure di
gara per l’affidamento dei servizi di pulizia e degli altri servizi
ausiliari di cui al comma 1 mediante convenzione-quadro, da
completare entro l’inizio dell’anno scolastico 2019/2020, prevedendo
una suddivisione in lotti per aree geografiche. A tal fine il
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca,
nell’ambito delle risorse disponibili nei pertinenti capitoli di
bilancio dello stato di previsione del medesimo Ministero, comunica a
Consip S.p.A. i fabbisogni, che tengano conto anche delle finalita’
di salvaguardia dei livelli occupazionali esistenti, con il relativo
livello di aggregazione delle istituzioni scolastiche ed educative
interessate. Gli aggiudicatari della procedura di cui al presente
comma, al fine di garantire il livello occupazionale esistente, si
impegnano ad assumere il personale gia’ utilizzato dalla precedente
impresa o societa’ affidataria.
4. L’acquisizione dei servizi di pulizia e degli altri servizi
ausiliari, nonche’ degli interventi di mantenimento del decoro e
della funzionalita’ degli immobili adibiti a sede di istituzioni
scolastiche ed educative statali, da parte delle medesime
istituzioni, avviene nei limiti di spesa previsti dall’articolo 58,
comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, incrementati
dell’importo di 64 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2017,
di 192 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2018 e di 96
milioni di euro per l’esercizio finanziario 2019 ».
688. Al fine di assicurare, anche in relazione alle straordinarie
esigenze di prevenzione e contrasto della criminalita’ e del
terrorismo, la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 24,
commi 74 e 75, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonche’ di
quelli previsti dall’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 10
dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
febbraio 2014, n. 6, e’ prorogato fino al 31 dicembre 2019,
limitatamente ai servizi di vigilanza di siti e obiettivi sensibili,
l’impiego di un contingente pari a 7.050 unita’ di personale delle
Forze armate. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7-bis,
commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125. Per
l’attuazione del presente comma e’ autorizzata la spesa di euro
123.000.000 per ciascuno degli anni 2018 e 2019, con specifica
destinazione di euro 120.536.797 per il personale di cui al comma 74
e di euro 2.463.203 per il personale di cui al comma 75 dell’articolo
24 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
689. Il Ministero dello sviluppo economico e’ autorizzato a
prorogare, per l’anno 2018, il regime convenzionale con il Centro di
produzione S.p.a. ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 11
luglio 1998, n. 224. A tal fine, e’ autorizzata la spesa di 10
milioni di euro per l’anno 2018.
690. All’articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, le parole: « e di 100 milioni di euro annui a decorrere dal 2018
» sono sostituite dalle seguenti: « , di 150 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di 100 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2020 ». Conseguentemente all’elenco n. 1 allegato
alla legge n. 190 del 2014 e’ aggiunta la seguente voce: « Altri
lavori socialmente utili » con un importo di 50 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2018 e 2019.
691. Le riduzioni di spesa contenute nella presente legge, quale
contributo dei Ministeri alla manovra di finanza pubblica, concorrono
al conseguimento degli obiettivi di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 28 giugno 2017, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 186 del 10 agosto 2017, per la definizione degli
obiettivi di spesa 2018-2020 per ciascun Ministero, ai sensi
dell’articolo 22-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
692. All’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 16 gennaio
2013, n. 2, dopo le parole: « ed e’ riassegnato » sono inserite le
seguenti: « per la parte eccedente l’importo di euro 13.074.000 per
l’anno 2018, di euro 15.380.000 per l’anno 2019 e di euro 17.686.000
a decorrere dall’anno 2020».
693. A decorrere dall’anno 2018 i benefici di cui all’articolo 6
del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, sono corrisposti
nel limite del 45,07 per cento.
694. All’articolo 148, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n.
388, dopo le parole: « possono essere riassegnate anche
nell’esercizio successivo » sono inserite le seguenti: « , per la
parte eccedente l’importo di 10 milioni di euro per l’anno 2018 e di
8 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019, ».
695. All’articolo 1, comma 30, della legge 27 dicembre 2013, n.
147, dopo le parole: « per essere riassegnate » sono inserite le
seguenti: « per la parte eccedente l’importo di 5 milioni di euro ».
696. All’articolo 6, comma 6-ter, del decreto-legge 13 agosto 2011,
n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,
n. 148, come modificato dall’articolo 1, comma 289, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, il quinto e il sesto periodo sono soppressi.
697. Al fine di ridurre la spesa pubblica corrente e di favorire
interventi di elevata qualita’ di efficientamento energetico, entro
il 31 dicembre 2022, e’ promossa la realizzazione da parte degli enti
locali di interventi di efficientamento energetico e di adeguamento
alle normative vigenti sugli impianti di illuminazione pubblica di
proprieta’ degli enti medesimi tali da ottenere, entro il 31 dicembre
2023, una riduzione dei consumi elettrici per illuminazione pubblica
pari almeno al 50 per cento rispetto al consumo medio calcolato con
riferimento agli anni 2015 e 2016 e ai punti luce esistenti nel
medesimo periodo per i quali non siano gia’ stati eseguiti
nell’ultimo quadriennio o siano in corso di esecuzione, alla data di
entrata in vigore della presente legge, interventi di efficientamento
energetico o non sia stata installata tecnologia LED, mediante il
ricorso a tecnologie illuminanti che abbiano un’emergenza luminosa
almeno pari a 90 lumen Watt (lm/W), fermo restando quanto previsto
all’articolo 34 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
698. Per il perseguimento delle finalita’ di cui al comma 697, gli
interventi di efficientamento energetico e di adeguamento alle
normative vigenti ivi previsti possono essere realizzati con il
ricorso a strumenti di acquisto e di negoziazione messi a
disposizione dalla societa’ Consip Spa e, ove realizzati da imprese,
possono fruire, nel limite di 288 milioni di euro, delle agevolazioni
erogate a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e
gli investimenti in ricerca di cui all’articolo 1, comma 354, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, utilizzando le risorse di cui
all’articolo 30, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Il
decreto di cui al comma 357 del medesimo articolo 1 della legge n.
311 del 2004 e’ emanato dal Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
699. Non possono accedere alle agevolazioni di cui al comma 698 gli
impianti per i quali siano gia’ stati eseguiti nell’ultimo
quadriennio o siano in corso di esecuzione, alla data di entrata in
vigore della presente legge, interventi di efficientamento energetico
nonche’ gli impianti per i quali siano stati installati apparecchi
per l’illuminazione pubblica a tecnologia LED.
700. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono individuate le modalita’ di attuazione degli interventi di cui
ai commi 697 e 698, tenendo conto degli interventi di efficientamento
energetico gia’ eseguiti o in corso di esecuzione, dell’avvenuto
ricorso a strumenti di acquisto e di negoziazione messi a
disposizione dalla societa’ Consip Spa, nonche’ le modalita’ di
raccolta dei dati sui consumi e di monitoraggio dei risultati
raggiunti e dei risparmi conseguiti.
701. All’articolo 63, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.
69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,
la parola: « quattrocento » e’ sostituita dalla seguente: «
trecentocinquanta ».
702. Per gli anni 2018 e 2019 l’articolo 1-quater, comma 1, del
decreto-legge 31 marzo 2005, n. 45, convertito, con modificazioni,
dalla legge 31 maggio 2005, n. 89, non si applica al Ministero della
giustizia.
703. Qualora ricorrano le condizioni previste dall’articolo 2,
comma 1, della legge 18 maggio 1989, n. 203, nelle fattispecie
disciplinate dall’articolo 1, comma 1, lettera c), della medesima
legge, per il personale della Polizia di Stato e del Corpo della
guardia di finanza, il Ministero dell’interno e il Ministero
dell’economia e delle finanze sono autorizzati a provvedere tramite
la concessione del buono pasto giornaliero. Il buono pasto di cui al
primo periodo ha il medesimo valore di quello previsto per le
condizioni di servizio disciplinate dall’articolo 1, comma 1, lettera
b), della legge 18 maggio 1989, n. 203.
704. Restano ferme le disposizioni dell’articolo 7 e dell’articolo
30 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 51,
e dell’articolo 4 della legge 30 novembre 2000, n. 356.
705. Nei limiti dell’assegnazione stabilita per le spese di
funzionamento del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro
(CNEL) di cui all’articolo 21, comma 1, della legge 30 dicembre 1986,
n. 936, sono corrisposti i rimborsi delle spese di viaggio e
soggiorno, effettivamente sostenute e documentate, al presidente e ai
consiglieri del CNEL.
706. Con il regolamento ai sensi dell’articolo 20, comma 2, della
legge 30 dicembre 1986, n. 936, sono disciplinatile misure e i limiti
concernenti i rimborsi di cui al comma 705.
707. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 289 e’ abrogato;
b) al comma 290, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:
«a) dopo l’articolo 8 e’ inserito il seguente:
“Art. 8-bis (Indennita’ e rimborso delle spese dei consiglieri del
CNEL). – 1. Il regolamento di cui all’articolo 20 disciplina le
indennita’ spettanti agli esperti di cui al comma 1, lettera a),
dell’articolo 2 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, e il rimborso
delle spese spettanti al presidente, ai vice presidenti e ai
consiglieri” ».
708. All’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 706 e 707 si
provvede, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nei
limiti dei trasferimenti annualmente assegnati al CNEL e iscritti in
apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero
dell’economia e delle finanze.
709. All’alinea del comma 1 dell’articolo 3 del decreto-legge 24
giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2016, n. 160, dopo le parole: « ivi previste. » sono inserite
le seguenti: « Per l’anno 2018 e’ assegnato un contributo
straordinario dell’importo complessivo di 10 milioni di euro ».
710. Al comma 2 dell’articolo 3 del decreto-legge 24 giugno 2016,
n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n.
160, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole: « e per l’anno 2017 e’ destinato un contributo
pari a 2,0 milioni di euro, nonche’ » sono inserite le seguenti: «
per l’anno 2017 e per l’anno 2018 »;
b) dopo le parole: « ivi previste. » sono inserite le seguenti: «
Per l’anno 2018 e’ destinato un contributo pari a 2 milioni di euro
».
711. Al comma 32 dell’articolo 2-bis del decreto-legge 16 ottobre
2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
2017, n. 172, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « 1° maggio 2018 », ovunque ricorrono, sono
sostituite dalle seguenti: « 1° luglio 2018 »;
b) al sesto periodo, dopo le parole: « legge 7 agosto 2012, n. 134,
» sono aggiunte le seguenti: « informati i sindaci coordinatori delle
aree omogenee, »;
c) all’ultimo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: « ,
informati i sindaci coordinatori delle aree omogenee ».
712. Al comma 38 dell’articolo 2-bis del decreto-legge 16 ottobre
2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
2017, n. 172, le parole: « , e successive modificazioni » sono
sostituite dalle seguenti: « dell’ordinanza del Presidente del
Consiglio dei ministri n. 3784 del 25 giugno 2009, dell’ordinanza del
Presidente del Consiglio dei ministri n. 3803 del 15 agosto 2009,
dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3808 del
15 settembre 2009, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 3881 dell’11 giugno 2010 e dell’ordinanza del Presidente
del Consiglio dei ministri n. 3923 del 18 febbraio 2011 e loro
successive modificazioni ».
713. Al fine di realizzare il centro di arte e creativita’
contemporanea denominato « MAXXI L’Aquila » e’ autorizzata la spesa
di 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2024.
714. All’articolo 2 del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89,
dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
« 1-bis. Il contributo per la stabilizzazione della Scuola
sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute
(GSSI) e’ incrementato di 4,5 milioni di euro in ciascuno degli anni
dal 2019 al 2027 e di 1,5 milioni di euro a decorrere dal 2028. Ai
relativi oneri si provvede quanto a 1,5 milioni di euro a decorrere
dal 2019 mediante corrispondente riduzione del Fondo per il
finanziamento ordinario delle universita’ di cui all’articolo 5 della
legge 24 dicembre 1993, n. 537 ».
715. All’articolo 4, comma 14, del decreto-legge 31 agosto 2013, n.
101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.
125, le parole: « nonche’ per gli anni 2016 e 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « nonche’ per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 ».
716. Le graduatorie formatesi a seguito delle procedure concorsuali
di cui all’articolo 67-ter, commi 5 e 6, del decreto-legge 22 giugno
2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 134, vigenti al 31 dicembre 2018, al fine di continuare a
garantire, mediante l’istituto dello scorrimento, le sostituzioni del
personale dimissionario impegnato nella ricostruzione conseguente
agli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il 6 aprile
2009, in deroga all’articolo 4, comma 4, del decreto-legge 31 agosto
2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre
2013, n. 125, sono prorogate fino al 31 dicembre 2019.
717. Per lo svolgimento delle attivita’ di cui alla legge 21 marzo
2001, n. 74, lo stanziamento di cui all’articolo 5 della legge 26
gennaio 1963, n. 91, e’ incrementato di 500.000 euro per l’anno 2018
e di 1 milione di euro a decorrere dall’anno 2019.
718. L’articolo 43-ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 43-ter (Finanziamenti bancari agevolati per la
ricostruzione). – 1. In relazione agli eventi sismici del 20 e 29
maggio 2012, ai fini del completamento del processo di ricostruzione
pubblica nelle regioni interessate e per il finanziamento di
interventi di ripristino e realizzazione delle opere di
urbanizzazione primaria, ivi compresa la rete di connessione dati,
nei centri storici e urbani interessati dai piani organici gia’
approvati alla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, i commissari delegati delle regioni di cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74,
convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122,
possono essere autorizzati, con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, a stipulare, nel limite di complessivi 350 milioni di
euro, in termini di costo delle opere, e comunque nei limiti delle
disponibilita’ annue di cui all’articolo 3-bis del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135, appositi mutui di durata massima
venticinquennale, sulla base di criteri di economicita’ e di
contenimento della spesa. Le rate di ammortamento dei mutui attivati
sono pagate agli istituti finanziatori direttamente dallo Stato a
valere sulle risorse autorizzate dal medesimo articolo 3-bis, comma
6, del citato decreto-legge n. 95 del 2012, integrate di 9 milioni di
euro annui, per un importo massimo annuo di 22 milioni di euro ».
719. Le agevolazioni di cui ai commi da 445 a 453 dell’articolo 1
della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono prorogate fino al 31
dicembre 2019. Per le finalita’ di cui al presente comma,
l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 22-bis, comma 1, del
decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e’ incrementata di 5 milioni di
euro annui per ciascuno degli anni 2018 e 2019.
720. All’articolo 1, comma 452, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « Le somme di cui al
primo periodo non utilizzate nell’esercizio 2017 possono esserlo in
quello successivo, per le medesime finalita’ di cui ai commi da 445 a
453, nel limite di 750.000 euro annui per ciascuno degli anni 2018 e
2019 ».
721. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di
contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ ridotto, negli anni 2018 e
2019, per un importo corrispondente alle risorse utilizzate ai sensi
del comma 720.
722. Al fine di agevolare la ripresa delle attivita’ e consentire
l’attuazione dei piani per la ricostruzione e per il ripristino dei
danni causati dagli eccezionali eventi sismici del 20 e 29 maggio
2012, all’articolo 8, comma 3, del decreto-legge 6 giugno 2012, n.
74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n.
122, le parole: « e comunque non oltre il 31 dicembre 2017 » sono
sostituite dalle seguenti: « e comunque non oltre il 31 dicembre 2018
».
723. Agli oneri derivanti dai commi da 722 a 724, pari a 20 milioni
di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis,
comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
724. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di
contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ ridotto, nell’anno 2018, per
un importo corrispondente alle risorse indicate al comma 723.
725. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 16-bis, comma 1,
del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, relativa al
contributo a favore della societa’ concessionaria Strada dei Parchi
Spa, e’ incrementata di 58 milioni di euro per l’anno 2018 ed e’
ridotta di 50 milioni di euro per l’anno 2021 e di 8 milioni di euro
per l’anno 2022. Agli oneri di cui al presente comma, pari a 58
milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente
riduzione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione –
programmazione 2014-2020 di cui all’articolo 1, comma 6, della legge
27 dicembre 2013, n. 147. Il medesimo Fondo per lo sviluppo e la
coesione-programmazione 2014-2020 e’ incrementato di 50 milioni di
euro per l’anno 2021 e di 8 milioni di euro per l’anno 2022.
726. Il termine di cui all’articolo 3, comma 2-bis, primo periodo,
del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, e’ prorogato al 31
dicembre 2018. Ai relativi oneri si provvede, nel limite di 300.000
euro per l’anno 2018, con le risorse di cui alle contabilita’
speciali di cui all’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 6 giugno
2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto
2012, n. 122.
727. All’articolo 10, comma 2, secondo periodo, del regolamento
recante la disciplina per il funzionamento del Registro nazionale
degli aiuti di Stato, di cui al decreto del Ministro dello sviluppo
economico 31 maggio 2017, n. 115, le parole: « 31 dicembre 2016 »
sono sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2017 ».
728. Le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504, all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
214, nonche’ all’articolo 1, commi 639 e seguenti, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, si interpretano, ai sensi e per gli effetti
dell’articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, nel
senso che per i manufatti ubicati nel mare territoriale destinati
all’esercizio dell’attivita’ di rigassificazione del gas naturale
liquefatto, di cui all’articolo 46 del decreto-legge 1º ottobre 2007,
n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007,
n. 222, aventi una propria autonomia funzionale e reddituale che non
dipende dallo sfruttamento del sottofondo marino, rientra nella
nozione di fabbricato assoggettabile ad imposizione la sola porzione
del manufatto destinata ad uso abitativo e di servizi civili.
729. Per gli enti locali colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012,
individuati ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6
giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º
agosto 2012, n. 122, e dell’articolo 67-septies del decreto-legge 22
giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 134, e’ prorogata all’anno 2019 la sospensione,
prevista dall’articolo 14, comma 5-bis, del decreto-legge 30 dicembre
2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2017, n. 19, degli oneri relativi al pagamento delle rate dei mutui
concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa, trasferiti al Ministero
dell’economia e delle finanze in attuazione dell’articolo 5, commi 1
e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, da corrispondere
nell’anno 2018, incluse quelle il cui pagamento e’ stato differito ai
sensi dell’articolo 1, comma 426, della legge 24 dicembre 2012, n.
228, dell’articolo 1, comma 356, della legge 27 dicembre 2013, n.
147, e dell’articolo 1, comma 503, della legge 23 dicembre 2014, n.
190.
730. Gli oneri di cui al comma 729 sono pagati, senza applicazione
di sanzioni e interessi, a decorrere dall’anno 2019, in rate di pari
importo per dieci anni sulla base della periodicita’ di pagamento
prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi.
731. Agli oneri derivanti dai commi 729 e 730, quantificati in 3,6
milioni di euro per l’annualita’ 2018 e 2,9 milioni di euro per
l’annualita’ 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del
citato decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 135 del 2012.
732. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di
contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ ridotto, negli anni 2018 e
2019, per un importo corrispondente alle risorse indicate al comma
731.
733. Il pagamento delle rate in scadenza negli esercizi 2018 e 2019
dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti SpA ai comuni di
Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio d’Ischia, trasferiti al
Ministero dell’economia e delle finanze in attuazione dell’articolo
5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
non ancora effettuato alla data di entrata in vigore della presente
legge, e’ differito, senza applicazione di sanzioni e interessi,
all’anno immediatamente successivo alla data di scadenza del periodo
di ammortamento, sulla base della periodicita’ di pagamento prevista
nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi.
734. Nei comuni di cui al comma 733 e’ sospeso fino al 31 dicembre
2018 il pagamento delle rate dei mutui concessi dagli istituti di
credito ai privati che abbiano in essere finanziamenti ipotecari
collegati a immobili residenziali, commerciali e industriali
inagibili in conseguenza degli eventi sismici del 21 agosto 2017 e
che abbiano trasmesso agli uffici dell’Agenzia delle entrate
territorialmente competenti la dichiarazione di inagibilita’
dell’immobile ai sensi del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. I beneficiari
dei mutui o dei finanziamenti possono optare tra la sospensione
dell’intera rata e quella della sola quota capitale, senza oneri
aggiuntivi per il mutuatario. Entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, le banche e gli intermediari
finanziari informano i beneficiari, almeno mediante avviso esposto
nelle filiali e pubblicato nel proprio sito internet, della
possibilita’ di chiedere la sospensione delle rate, indicando costi e
tempi di rimborso dei pagamenti sospesi, nonche’ il termine, non
inferiore a trenta giorni, per l’esercizio della facolta’ di
sospensione. Qualora la banca o l’intermediario finanziario non
fornisca tali informazioni nei termini e con i contenuti prescritti,
sono sospese fino al 31 dicembre 2018, senza oneri aggiuntivi per il
beneficiario del mutuo o del finanziamento, le rate in scadenza entro
la predetta data. Entro il termine del 30 giugno 2018, il commissario
delegato e l’Associazione bancaria italiana provvedono alla
sottoscrizione di un accordo per la ridefinizione dei piani di
ammortamento dei mutui e dei finanziamenti sospesi ai sensi del
presente comma.

735. All’articolo 44, comma 1, del decreto-legge 17 ottobre 2016,
n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016,
n. 229, e successive modificazioni, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: « Relativamente ai mutui di cui al primo periodo del
presente comma, e’ altresi’ differito, senza applicazione di sanzioni
e interessi, all’anno immediatamente successivo alla data di scadenza
del periodo di ammortamento, sulla base della periodicita’ di
pagamento prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i
mutui stessi, il pagamento delle rate in scadenza nell’esercizio 2018
».
736. All’articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 11, nel primo periodo, le parole: « 16 febbraio 2018 »
sono sostituite dalle seguenti: « 31 maggio 2018 » e, nel secondo
periodo, le parole: « fino a un massimo di 9 rate mensili di pari
importo, a decorrere dal 16 febbraio 2018 » sono sostituite dalle
seguenti: « fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, a
decorrere dal 31 maggio 2018 »;
b) al comma 12-ter, nel primo periodo, dopo le parole: « riscossa a
decorrere da»la parola:« febbraio» e’ sostituita dalla seguente: «
giugno » e dopo le parole: « di cui all’articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241 » sono aggiunte le seguenti: « ,
per un importo massimo annuo proporzionale alla distribuzione delle
scadenze dei versamenti rateali dei contribuenti di cui al comma 11
»;
c) al comma 16, primo periodo, le parole: « e comunque fino
all’anno d’imposta 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « e
comunque fino all’anno d’imposta 2018 ».
737. I comuni compresi negli allegati del decreto-legge 17 ottobre
2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre
2016, n. 229, assegnatari di finanziamenti per adeguamento sismico di
edifici scolastici di cui all’articolo 32-bis del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, continuano a usufruire dei suddetti
finanziamenti anche nel caso di accertata inagibilita’ dell’edificio
a seguito degli eventi sismici e della conseguente collocazione in
siti diversi delle scuole, fermo restando quanto previsto dal codice
dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 16 aprile 2016,
n. 50, in materia di espletamento delle procedure. L’edificio oggetto
del finanziamento puo’ avere una diversa destinazione pubblica e non
puo’ essere alienato prima di venti anni a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
738. Agli oneri derivanti dal comma 736, lettera c), pari a 3,5
milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante utilizzo delle
risorse di cui all’articolo 4, comma 3, del decreto-legge 17 ottobre
2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre
2016, n. 229, che a tal fine sono versate all’entrata del bilancio
dello Stato.
739. All’articolo 3, comma 1, sesto periodo, del decreto-legge 17
ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
dicembre 2016, n. 229, le parole: « fino ad un massimo di complessivi
16 milioni di euro » sono sostituite dalle seguenti: « fino ad un
massimo di complessivi 20 milioni di euro ».
740. All’articolo 6, comma 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016,
n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016,
n. 229, il terzo periodo e’ sostituito dal seguente: « Gli esiti
della procedura concorrenziale, completi della documentazione
stabilita con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma
2, sono prodotti dall’interessato in ogni caso prima dell’emissione
del provvedimento di concessione del contributo ».
741. All’articolo 12 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, la lettera d) e’ abrogata;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
« 3. L’ufficio speciale per la ricostruzione, verificata la
spettanza del contributo e il relativo importo, dopo aver acquisito e
verificato la documentazione relativa all’individuazione dell’impresa
esecutrice dei lavori di cui al comma 13 dell’articolo 6, trasmette
al vice commissario territorialmente competente la proposta di
concessione del contributo medesimo, comprensivo delle spese tecniche
».
742. All’articolo 2 del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172,
il comma 7-bis e’ abrogato.
743. All’articolo 20 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
« 1. Una quota pari a complessivi 35 milioni di euro delle risorse
del fondo di cui all’articolo 4 e’ trasferita sulle contabilita’
speciali di cui al comma 4 del medesimo articolo 4 ed e’ riservata
alla concessione di agevolazioni nella forma di contributo in conto
capitale alle imprese che realizzino, ovvero abbiano realizzato, a
partire dal 24 agosto 2016, investimenti produttivi nei territori dei
comuni di cui all’articolo 1, con priorita’ per le imprese, con sede
o unita’ locali ubicate nei territori dei comuni di cui all’articolo
1, che hanno subito danni per effetto degli eventi sismici di cui
all’articolo 1. Sono comprese tra i beneficiari anche le imprese
agricole la cui sede principale non e’ ubicata nei territori dei
comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis, ma i cui fondi siano
situati in tali territori.
2. I criteri, le condizioni e le modalita’ di concessione delle
agevolazioni di cui al comma 1 sono stabiliti con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico, su proposta delle regioni interessate. Alla
concessione delle agevolazioni di cui al presente articolo provvedono
i vice commissari, ai sensi dell’articolo 1, comma 5».
744. All’articolo 24 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. I finanziamenti di cui al presente articolo sono concessi, per
gli anni 2016, 2017 e 2018, nel limite massimo complessivo di 10
milioni di euro, a tal fine utilizzando le risorse disponibili
sull’apposita contabilita’ speciale del Fondo per la crescita
sostenibile, di cui all’articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012,
n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
134 »;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Alla disciplina dei criteri, delle condizioni e delle modalita’
di concessione delle agevolazioni di cui ai commi 1 e 2 si provvede
con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, sentito
il Ministero dello sviluppo economico, nel rispetto della normativa
europea e nazionale in materia di aiuti di Stato »;
c) il comma 4 e’ abrogato.
745. Le agevolazioni di cui all’articolo 46 del decreto-legge 24
aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
giugno 2017, n. 96, spettano anche ai soggetti che hanno la sede
principale o l’unita’ locale nei comuni delle regioni Lazio, Umbria,
Marche e Abruzzo di cui all’allegato 2 del decreto-legge 17 ottobre
2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre
2016, n. 229, che hanno subito nel periodo dal 1° novembre 2016 al 28
febbraio 2017 una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento
rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.
746. Per i titolari di imprese individuali o di imprese familiari
che hanno subito, a seguito degli eventi sismici verificatisi a far
data dal 24 agosto 2016 nelle regioni Umbria, Abruzzo, Marche e
Lazio, una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento nel
periodo dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2016, rispetto al
corrispondente periodo dell’anno 2015, le agevolazioni di cui alla
lettera d) del comma 2 dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, nei limiti degli stanziamenti di cui al citato articolo
46, sono riconosciute con riguardo ai contributi previdenziali e
assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione
obbligatoria infortunistica, da corrispondere ai sensi della vigente
legislazione.
747. Al comma 6 dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017,
n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n.
96, le parole: « per la fruizione delle agevolazioni da parte delle
imprese beneficiarie » sono soppresse.
748. Per quanto non diversamente previsto dai commi 745 e 746, si
applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 46 del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
749. All’articolo 1, comma 492, lettera 0a), della legge 11
dicembre 2016, n. 232, dopo le parole: « legge 7 agosto 2012, n. 134,
» sono inserite le seguenti: « e delle relative province, nonche’
delle province nei cui territori ricadono i comuni di cui agli
allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
».
750. Al fine di trasferire le strutture abitative d’emergenza di
cui all’articolo 1 dell’ordinanza del capo del Dipartimento della
protezione civile n. 394 del 19 settembre 2016 al patrimonio
indisponibile dei comuni interessati dagli eventi sismici che hanno
colpito i territori del centro Italia a partire dal 24 agosto 2016, i
medesimi comuni, le regioni, l’Agenzia del demanio e il Dipartimento
della protezione civile possono stipulare accordi ai sensi
dell’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, con i quali si
disciplinano, altresi’, le procedure per l’attivazione degli
interventi di manutenzione. Gli oneri amministrativi derivanti
dall’attuazione del presente comma sono a carico dei bilanci dei
comuni cui e’ trasferita la proprieta’ delle strutture abitative di
emergenza, ad esclusione di quelli scaturenti dagli eventuali
espropri disposti ai sensi dell’articolo 1 della citata ordinanza del
capo del Dipartimento della protezione civile n. 394 del 2016
finanziati a valere sulle risorse previste dalla medesima ordinanza.
I comuni sono responsabili del mantenimento dell’efficienza delle
strutture da utilizzare per esigenze future di protezione civile o
per lo sviluppo socioeconomico del territorio. Le strutture di cui al
presente comma sono esenti dall’imposta per l’accatastamento di nuovi
fabbricati.
751. All’articolo 14 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), le parole: « degli immobili di
proprieta’ di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, formalmente
dichiarati di interesse storico-artistico ai sensi del codice dei
beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, ed utilizzati per le esigenze di culto » sono
sostituite dalle seguenti: « delle chiese e degli edifici di culto di
proprieta’ di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, di
interesse storico-artistico ai sensi del codice dei beni culturali e
del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,
anche se formalmente non dichiarati tali ai sensi dell’articolo 12
del medesimo codice e utilizzati per le esigenze di culto »;
b) al comma 1, la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:
«c) degli archivi, dei musei e delle biblioteche, che a tale fine
sono equiparati agli immobili di cui alla lettera a), ad eccezione di
quelli di proprieta’ di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti,
fermo restando quanto previsto dalla lettera a) in relazione alle
chiese ed agli edifici di culto di proprieta’ di enti ecclesiastici
civilmente riconosciuti ».
752. Per assicurare la funzionalita’ degli uffici impegnati nelle
attivita’ connesse alla ricostruzione, i comuni di Lacco Ameno e di
Casamicciola Terme possono assumere personale rispettivamente nel
limite di 4 e 6 unita’, con contratti di lavoro a tempo determinato
della durata non superiore a quella della vigenza dello stato di
emergenza e comunque nei limiti temporali di cui all’articolo 19 del
decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, in deroga ai vincoli
assunzionali di cui all’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, e di cui all’articolo 1, comma 557, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, nonche’ in deroga all’articolo 259, comma
6, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a euro 353.600 si
provvede a valere sul Fondo di cui al comma 765 per la successiva
assegnazione ai comuni di cui al primo periodo.
753. All’articolo 50, comma 9, del decreto-legge 17 ottobre 2016,
n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016,
n. 229, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: « Il
Commissario straordinario puo’ stipulare apposite convenzioni, ai
fini dell’esercizio di ulteriori e specifiche attivita’ istruttorie,
con l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo
sviluppo d’impresa Spa, nonche’, per lo svolgimento di ulteriori e
specifiche attivita’ di controllo sulla ricostruzione pubblica e
privata, con il Corpo della guardia di finanza e con il Corpo
nazionale dei vigili del fuoco ».
754. All’articolo 13 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 6 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Con
provvedimento adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 2, il
Commissario straordinario puo’ prevedere, valutate le necessita’
connesse al processo generale di ricostruzione e previa ricognizione
dei fabbisogni al fine, in caso di insufficienza delle risorse, di
provvedere a un riparto proporzionale tra gli aventi titolo, la
concessione di contributi per la ricostruzione agli immobili gia’
danneggiati dagli eventi sismici di cui al periodo precedente e che
abbiano riportato danni ulteriori per effetto degli eventi di cui
all’articolo 1, anche in ipotesi diverse dalla determinazione di
un’inagibilita’ indotta di altri edifici ovvero di pericolo per la
pubblica incolumita’, nel limite di spesa complessivo di 3 milioni di
euro »;
b) dopo il comma 6 e’ aggiunto il seguente:
«6-bis. Con provvedimento adottato ai sensi dell’articolo 2, comma
2, possono essere destinate risorse nel limite di 3 milioni di euro,
a valere sulle disponibilita’ di cui all’articolo 4, comma 2, per il
finanziamento degli interventi di riparazione, ripristino o
ricostruzione di edifici gia’ dichiarati parzialmente inagibili a
seguito degli eventi sismici verificatisi in Umbria nel 2009 e
successivamente dichiarati totalmente inagibili a seguito degli
eventi sismici verificatisi a partire dal 24 agosto 2016. Con il
medesimo provvedimento sono altresi’ definiti i criteri e le
modalita’ di erogazione delle risorse di cui al periodo precedente ».
755. All’articolo 15, comma 1, del decreto-legge 17 ottobre 2016,
n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016,
n. 229, la lettera e) e’ sostituita dalla seguente:
«e) le Diocesi, limitatamente agli interventi sugli immobili di
proprieta’ di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sottoposti
alla giurisdizione dell’Ordinario diocesano di cui alla lettera a)
del comma 1 dell’articolo 14 e di importo inferiore alla soglia di
rilevanza comunitaria di cui all’articolo 35 del codice di cui al
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 ».
756. Le disposizioni dell’articolo 2, commi da 1 a 4, del
decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, si applicano altresi’ ai
contribuenti che abbiano presentato autocertificazione del danno
subito, resa ai sensi del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Al relativo
onere, pari a 4 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di
politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il presente
comma entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione della
presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
757. Al fine di assicurare, con continuita’, il regolare
svolgimento delle attivita’ concernenti l’allertamento, il soccorso e
l’assistenza alle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno
interessato il territorio delle regioni Lazio, Marche, Umbria e
Abruzzo il 24 agosto 2016, il 26 e il 30 ottobre 2016 e il 18 gennaio
2017, nonche’ delle attivita’ delle strutture regionali di protezione
civile, dei centri funzionali decentrati e delle sale operative del
Servizio nazionale di protezione civile, le medesime regioni possono
procedere, negli anni 2018 e 2019, ad assunzioni di personale a tempo
determinato anche mediante proroghe di contratti in essere, purche’
nel limite massimo imposto dalle disposizioni dell’Unione europea. A
tal fine, per i predetti anni, la percentuale di cui all’articolo 9,
comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e’ aumentata al 70
per cento. Gli oneri derivanti dall’applicazione del presente comma
sono a carico dei bilanci regionali delle regioni Lazio, Marche,
Umbria e Abruzzo.
758. Al fine di permettere lo svolgimento delle procedure connesse
alle attivita’ di ricostruzione, il fondo per la ricostruzione di cui
all’articolo 2 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito,
con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e’
incrementato di 17,5 milioni di euro per l’anno 2019 e di 17,5
milioni di euro per l’anno 2020. Agli oneri derivanti dal presente
comma si provvede mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
759. Al comma 14-bis dell’articolo 10 del decreto-legge 22 giugno
2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 134, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: « negli anni 2015, 2016, 2017 e
2018 » sono sostituite dalle seguenti: « negli anni 2015, 2016, 2017,
2018 e 2019 »;
b) al secondo periodo, le parole: « per ciascuno degli anni 2015,
2016, 2017 e 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « per ciascuno
degli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019 ».
760. Al comma 2 dell’articolo 3-bis del decreto-legge 24 giugno
2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2016, n. 160, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « e le prefetture-uffici territoriali del Governo
delle province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia » sono
sostituite dalle seguenti: « le prefetture-uffici territoriali del
Governo delle province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e
la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la citta’
metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e
Ferrara »;
b) le parole: « 2017 e 2018 » sono sostituite dalle seguenti: «
2017, 2018 e 2019, per poter garantire analoghe dotazioni di
personale in essere e analoghi livelli qualitativi delle prestazioni,
»;
c) dopo le parole: « legge 7 agosto 2012, n. 135 » sono inserite le
seguenti: « , con il seguente riparto percentuale: il 78 per cento
alle unioni dei comuni o, ove non costituite, ai comuni; il 16 per
cento alla struttura commissariale della regione Emilia-Romagna; il 4
per cento alle citate prefetture-uffici territoriali del Governo e il
2 per cento alla citata Soprintendenza ».
761. All’articolo 14 del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19,
il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. Il termine di cui al comma 3 dell’articolo 6-sexies del
decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, e’ prorogato al 31 dicembre 2019.
Ai relativi oneri si provvede, nel limite massimo di 600.000 euro per
ciascuno degli anni 2017 e 2018, nell’ambito e nei limiti delle
risorse del Fondo per la ricostruzione di cui all’articolo 2, comma
1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con
modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, e, nel limite di
500.000 euro per l’anno 2019, nell’ambito e nei limiti delle risorse
di cui alle contabilita’ speciali di cui al comma 6 del predetto
articolo 2».
762. Entro il 31 gennaio 2018, i Commissari delegati titolari delle
contabilita’ speciali istituite ai sensi dell’articolo 2 del
decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni,
dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, provvedono al versamento
all’entrata del bilancio dello Stato dell’importo di 44 milioni di
euro, corrispondente all’importo accantonato per far fronte agli
oneri derivanti dal differimento dei pagamenti delle rate dei mutui
concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa, trasferiti al Ministero
dell’economia e delle finanze in attuazione dell’articolo 5, commi 1
e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, disposto ai
sensi dell’articolo 1, comma 356, della legge 27 dicembre 2013, n.
147, dell’articolo 1, comma 503, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, e dell’articolo 1, comma 456, della legge 28 dicembre 2015, n.
208. La quota restante delle somme accantonate per le predette
finalita’ e’ mantenuta sulle medesime contabilita’ speciali per
essere utilizzata per le esigenze connesse all’attivita’ di
ricostruzione.
763. Al fine di consentire l’effettivo recupero dei rifiuti non
pericolosi derivanti da attivita’ di costruzione e demolizione
identificati dal codice CER170904 e rimossi, a seguito degli eventi
sismici verificatisi nel 2012, l’avvio ad operazioni di recupero
autorizzate ai sensi degli articoli 208, 209, 211, 213, 214 e 216 del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, deve avvenire entro tre
anni dalla data di assegnazione del codice CER, di cui all’Allegato D
alla Parte Quarta del citato decreto legislativo n. 152 del 2006.
764. Al fine di accelerare le attivita’ connesse alla situazione
emergenziale prodottasi a seguito degli eventi sismici del 20 e 29
maggio 2012, il Presidente della regione Lombardia in qualita’ di
Commissario delegato per la ricostruzione puo’ destinare, mediante
utilizzo delle risorse finanziarie gia’ disponibili sulla propria
contabilita’ speciale, fino a 0,5 milioni di euro per l’anno 2019 per
rimborsare i costi sostenuti per le unita’ di personale assunte con
contratto di lavoro flessibile da destinare al supporto degli uffici
tecnici dei comuni colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio
2012, come individuati ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del
decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni,
dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e dell’articolo 67-septies del
decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Le assunzioni di tali unita’ di
personale, in deroga ai vincoli di cui ai commi 557 e 562
dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e al comma 28
dell’articolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono
effettuate dai comuni singoli ovvero dalle unioni di comuni, con
facolta’ di attingere dalle graduatorie, anche per le assunzioni a
tempo indeterminato, vigenti alla data di entrata in vigore della
presente legge, garantendo in ogni caso il rispetto dell’ordine di
collocazione dei candidati nelle medesime graduatorie. Il riparto
delle unita’ di personale assunte con contratto di lavoro flessibile
avviene previa intesa tra i comuni e le unioni di comuni.
765. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ istituito il Fondo per la ricostruzione nei territori dei
comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno dell’isola di Ischia
colpiti dal sisma del 21 agosto 2017, con una dotazione di 9,69
milioni di euro per l’anno 2018, 19,38 milioni di euro per l’anno
2019 e 19,69 milioni di euro per l’anno 2020.
766. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
stabiliti gli interventi e le modalita’ di ripartizione del suddetto
Fondo per l’erogazione, la riparazione, la ricostruzione e la ripresa
economica nei territori dei comuni interessati.
767. In relazione agli incendi boschivi e ai relativi eventi
franosi che hanno interessato l’area vesuviana nel corso dei mesi di
luglio e agosto 2017 compromettendo la regolare viabilita’ dell’area,
ai fini della realizzazione del Grande progetto Pompei, di cui
all’articolo 2 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, e’ autorizzata
la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2019 in favore dell’Ente
parco nazionale del Vesuvio, istituito ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 5 giugno 1995, pubblicato nel supplemento
ordinario n. 97 alla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 4 agosto 1995, per
la messa in sicurezza della strada Matrone, presso il comune di
Boscotrecase (NA), quale unica arteria viaria atta a garantire
l’accesso al cono del vulcano.
768. All’articolo 15, comma 1, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera f) e’ inserita la seguente:
«f-bis) i premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio
di eventi calamitosi stipulate relativamente a unita’ immobiliari ad
uso abitativo; ».
769. Nella tabella allegato C, annessa alla legge 29 ottobre 1961,
n. 1216, e’ aggiunto, in fine, il seguente articolo:

«

———————————————————————
Assicurazioni contro | 11-bis | Assicurazioni contro i danni
gli eventi calamitosi | | derivanti da eventi calamitosi
| | di qualunque specie relativamente
| | a unita’ immobiliari ad uso
| | abitativo.
———————————————————————

».

770. Le disposizioni di cui ai commi 768 e 769 si applicano
esclusivamente per le polizze stipulate a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
771. Alle imprese colpite dagli eventi alluvionali del Piemonte del
novembre 1994 che abbiano versato contributi previdenziali e premi
assicurativi relativi al triennio 1995-1997 per un importo superiore
a quello previsto dall’articolo 9, comma 17, della legge 27 dicembre
2002, n. 289, secondo i requisiti previsti dalla decisione (UE) 2016/
195 della Commissione, del 14 agosto 2015, e’ assegnato un
contributo, secondo le modalita’ definite con il decreto di cui al
comma 774, a seguito di presentazione di apposita istanza all’Agenzia
delle entrate.
772. Il termine di prescrizione per la presentazione dell’istanza
di cui al comma 771, per i tributi versati per il triennio 1995-1997
per un importo superiore a quello previsto dall’articolo 9, comma 17,
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, decorre dalla data di entrata
in vigore della legge 26 febbraio 2007, n. 17, di conversione del
decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300.
773. Per le finalita’ di cui al comma 771 e’ stanziata la somma di
euro 5 milioni per l’anno 2019.
774. Con apposito decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalita’
per l’accesso al contributo di cui al comma 771, nonche’ le modalita’
per il riparto delle risorse di cui al comma 773.
775. Alle regioni a statuto ordinario e’ attribuito un contributo
destinato alla riduzione del debito, di importo pari a 2.300 milioni
di euro per l’anno 2018. Gli importi spettanti a ciascuna regione a
statuto ordinario, come indicati nella tabella seguente, possono
essere modificati a invarianza del contributo complessivo, mediante
accordo da sancire, entro il 31 gennaio 2018, in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano. Ciascuna regione a statuto ordinario
consegue nell’anno 2018 un valore positivo del saldo di cui al comma
466 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in misura
pari al contributo di cui al periodo precedente:
Tabella

=====================================================================
| | Percentuali di | |
| Regioni | riparto | Riparto contributo 2018|
+======================+===================+========================+
| Abruzzo | 3,16% | 72.739.315,79 |
+———————-+——————-+————————+
| Basilicata | 2,50% | 57.467.315,79 |
+———————-+——————-+————————+
| Calabria | 4,46% | 102.593.315,79 |
+———————-+——————-+————————+
| Campania | 10,54% | 242.416.368,42 |
+———————-+——————-+————————+
| Emilia-Romagna | 8,51% | 195.651.315,79 |
+———————-+——————-+————————+
| Lazio | 11,70% | 269.176.263,16 |
+———————-+——————-+————————+
| Liguria | 3,10% | 71.318.157,89 |
+———————-+——————-+————————+
| Lombardia | 17,48% | 402.098.105,26 |
+———————-+——————-+————————+
| Marche | 3,48% | 80.094.473,68 |
+———————-+——————-+————————+
| Molise | 0,96% | 22.015.842,11 |
+———————-+——————-+————————+
| Piemonte | 8,23% | 189.225.842,11 |
+———————-+——————-+————————+
| Puglia | 8,15% | 187.511.736,84 |
+———————-+——————-+————————+
| Toscana | 7,82% | 179.798.263,16 |
+———————-+——————-+————————+
| Umbria | 1,96% | 45.127.210,53 |
+———————-+——————-+————————+
| Veneto | 7,95% | 182.766.473,68 |
+———————-+——————-+————————+
| Totale | 100,00% | 2.300.000.000,00 |
+———————-+——————-+————————+

776. Il concorso alla finanza pubblica delle regioni a statuto
ordinario, per il settore non sanitario, di cui all’articolo 46,
comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e di cui
all’articolo 1, comma 680, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e
ripartito secondo i criteri di cui all’articolo 1, comma 534-ter,
della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ ridotto di 300 milioni di
euro per l’anno 2018 e di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni
2019 e 2020. Per l’anno 2018, il predetto concorso alla finanza
pubblica per la quota rimanente e’ realizzato:
a) per 2.300 milioni di euro con il contributo di cui al comma 775;
b) per 94,10 milioni di euro mediante riduzione delle risorse per
l’edilizia sanitaria.
777. In deroga alle disposizioni recate dall’articolo 20, comma 3,
primo periodo, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, le
somme per interventi di edilizia sanitaria compresi in accordi di
programma sottoscritti nel 2017 ammessi a finanziamento nel 2018 sono
accertate in entrata dalle regioni nel 2019. I termini di risoluzione
degli accordi di programma di cui all’articolo 1, comma 310, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono prorogati in ragione del periodo
di sospensione che si realizza nel 2018.
778. Nelle more del riordino del sistema della fiscalita’ locale,
al decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 2, comma 1, la parola: « 2019 », ovunque ricorre,
e’ sostituita dalla seguente: « 2020 »;
b) all’articolo 4:
1) al comma 2, le parole: « Per gli anni dal 2011 al 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « Per gli anni dal 2011 al 2019 » e le
parole: « A decorrere dall’anno 2019 » sono sostituite dalle
seguenti: « A decorrere dall’anno 2020 »;
2) al comma 3, le parole: « A decorrere dall’anno 2019 » sono
sostituite dalle seguenti: « A decorrere dall’anno 2020»;
c) all’articolo 7:
1) al comma 1, le parole: « A decorrere dall’anno 2019 » sono
sostituite dalle seguenti: « A decorrere dall’anno 2020»;
2) al comma 2, le parole: « entro il 31 luglio 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « entro il 31 luglio 2019 »;
d) all’articolo 15, commi 1 e 5, la parola: « 2019 » e’
sostituita dalla seguente: « 2020 ».
779. Il ripiano del disavanzo al 31 dicembre 2014, disciplinato
dall’articolo 9, comma 5, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125,
puo’ essere rideterminato in quote costanti, in non oltre venti
esercizi, per le regioni che si impegnano a riqualificare la propria
spesa attraverso il progressivo incremento degli investimenti. Il
disavanzo di cui al periodo precedente e’ quello risultante dal
consuntivo o, nelle more dell’approvazione del rendiconto da parte
del consiglio regionale, quello risultante dal consuntivo approvato
dalla giunta regionale. Le disposizioni di cui ai periodi precedenti
si applicano anche con riferimento al disavanzo al 31 dicembre 2015.
780. Le regioni di cui al comma 779, per gli anni dal 2018 al 2026,
incrementano i pagamenti complessivi per investimenti in misura non
inferiore al valore dei medesimi pagamenti per l’anno 2017
rideterminato annualmente applicando all’anno base 2017 la
percentuale del 2 per cento per l’anno 2018, del 2,5 per cento per
l’anno 2019, del 3 per cento per l’anno 2020 e del 4 per cento per
ciascuno degli anni dal 2021 al 2026. Ai fini di cui al primo
periodo, non rilevano gli investimenti aggiuntivi di cui all’articolo
1, commi 140-bis e 495-bis, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e,
per il solo calcolo relativo all’anno 2018, i pagamenti complessivi
per investimenti relativi all’anno 2017 da prendere a riferimento
possono essere desunti anche dal preconsuntivo.
781. Le regioni di cui al comma 779 certificano l’avvenuta
realizzazione degli investimenti di cui al comma 780 entro il 31
marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, mediante apposita
comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. In caso di
mancata o parziale realizzazione degli investimenti, si applicano le
sanzioni di cui all’articolo 1, comma 475, della legge 11 dicembre
2016, n. 232.
782. Le regioni di cui al comma 779 adeguano il piano di rientro
del disavanzo 2014, approvato ai sensi dell’articolo 9, comma 5, del
decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, in attuazione del comma 779, a
decorrere dal 2018, con riferimento alla quota non ancora ripianata
del disavanzo 2014. Il piano di rientro del disavanzo 2015 decorre
dal 2018, con riferimento alla quota non ancora ripianata. Nel caso
in cui i piani di rientro siano definiti sulla base dei consuntivi
approvati dalla giunta regionale, gli stessi sono adeguati a seguito
dell’approvazione dei rendiconti 2014 e 2015 da parte del consiglio
regionale.
783. Al fine di accelerare i processi di riallineamento contabile e
di adeguare i residui attivi e passivi risultanti al 1° gennaio 2015
al principio generale della competenza finanziaria potenziata, le
regioni che non hanno ancora approvato il rendiconto 2014 in deroga
al principio della contestualita’ con il rendiconto 2014 previsto
dall’articolo 3, comma 7, alinea, del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118, con delibera della giunta, previo parere dell’organo di
revisione economico-finanziario, provvedono entro il 30 giugno 2018
al riaccertamento straordinario dei residui, secondo le modalita’
previste dal medesimo articolo 3, comma 7, del decreto legislativo n.
118 del 2011 e da un decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze da emanare entro il 28 febbraio 2018.
784. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura,
i cui bilanci presentano squilibri strutturali in grado di provocare
il dissesto finanziario, adottano programmi pluriennali di
riequilibrio finanziario, condivisi con le regioni, nei quali possono
prevedere l’aumento del diritto annuale fino a un massimo del 50 per
cento. Il Ministro dello sviluppo economico, valutata l’idoneita’
delle misure contenute nel programma, su richiesta dell’Unioncamere,
autorizza l’aumento del diritto annuale per gli esercizi di
riferimento.
785. All’articolo 1, comma 468, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo periodo, le parole: « non finanziati dall’avanzo di
amministrazione » sono soppresse;
b) l’ultimo periodo e’ soppresso.
786. All’articolo 1, comma 470, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, all’ultimo periodo, le parole: « 30 aprile » sono sostituite
dalle seguenti: « 30 maggio ».
787. Le risorse derivanti dalla chiusura delle contabilita’
speciali di cui all’articolo 5, commi 4-ter e 4-quater, della legge
24 febbraio 1992, n. 225, sono vincolate alla realizzazione degli
interventi previsti dalle ordinanze adottate ai sensi dei commi 2 e
4-ter dell’articolo 5 della medesima legge n. 225 del 1992.
788. Al fine di favorire l’utilizzo delle risorse derivanti dalla
chiusura delle contabilita’ speciali di cui al comma 787 secondo le
procedure ordinarie di spesa, a decorrere dal 2018 gli enti
territoriali sono tenuti a conseguire, nell’anno di riversamento
delle risorse, un valore positivo del saldo di cui all’articolo 1,
comma 466, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, di importo pari alla
differenza tra le risorse riversate a seguito della chiusura delle
contabilita’ speciali in materia di protezione civile, ai sensi
dell’articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 12 maggio 2016, n.
90, e i correlati impegni sostenuti nell’esercizio di riferimento.
789. Nel limite del saldo positivo di cui al comma 788, negli
esercizi successivi a quello del riversamento e, comunque, non oltre
il quinto esercizio, sono assegnati agli enti territoriali spazi
finanziari nell’ambito dei patti nazionali di cui all’articolo 10,
comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, in misura pari, per
ciascun esercizio, agli investimenti programmati annualmente nei
piani contenenti gli interventi finalizzati al superamento della
situazione emergenziale, da realizzare attraverso l’utilizzo dei
risultati di amministrazione degli esercizi precedenti formatisi a
seguito del mancato utilizzo delle risorse derivanti dalla chiusura
delle contabilita’ speciali.
790. Per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 788 e 789,
gli enti territoriali comunicano, entro il termine perentorio del 20
gennaio dell’anno successivo a quello del riversamento delle risorse,
al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato, mediante l’applicativo web http://
pareggiobilancio.mef.gov.it, gli spazi finanziari necessari per gli
investimenti programmati di cui al comma 789. La somma degli spazi
finanziari programmati e’ pari al saldo positivo conseguito nell’anno
di riversamento delle risorse.
791. All’articolo 9-ter, comma 1, del decreto-legge 20 giugno 2017,
n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n.
123, le parole: « Conseguentemente, negli esercizi dal 2018 al 2020,
il predetto obiettivo di saldo e’ ridotto di un importo pari agli
impegni correlati alle risorse accertate di cui al periodo
precedente, fermo restando il conseguimento di un saldo non negativo
» sono sostituite dalle seguenti: « Conseguentemente, nel limite di
tale differenza, negli esercizi dal 2018 al 2022 sono assegnati alle
regioni spazi finanziari nell’ambito dei patti nazionali di cui
all’articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, in
misura pari, per ciascun esercizio, agli investimenti programmati
annualmente nei piani contenenti gli interventi finalizzati al
superamento della situazione emergenziale, da realizzare attraverso
l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti
formatisi a seguito del mancato utilizzo delle risorse derivanti
dalla chiusura delle contabilita’ speciali. A tal fine, entro il
termine perentorio del 20 gennaio 2018, le regioni comunicano al
Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato, mediante l’applicativo web
http://pareggiobilancio.mef.gov.it, gli spazi finanziari necessari
per gli investimenti programmati ».
792. All’articolo 44 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:
«6-bis. E’ verificato l’andamento degli oneri connessi ad eventi
calamitosi con riferimento alle disposizioni vigenti per gli anni
2018-2021. La verifica e’ effettuata anche sulla base di apposite
rendicontazioni sintetiche predisposte dai soggetti titolari delle
contabilita’ speciali istituite presso la Tesoreria dello Stato ai
sensi dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione
civile n. 388 del 26 agosto 2016 e dell’articolo 4, commi 3 e 4, del
presente decreto.
6-ter. In base agli esiti della verifica di cui al comma 6-bis, con
la comunicazione prevista ai sensi dell’articolo 1, comma 427, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, in ciascun anno del periodo
2018-2021, e’ determinato l’ammontare complessivo degli spazi
finanziari per l’anno in corso, da assegnare, nel rispetto degli
obiettivi di finanza pubblica, alle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e
Umbria, colpite dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24
agosto 2016, nell’ambito dei patti nazionali di cui all’articolo 10,
comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, da ripartire tra le
regioni in misura proporzionale e comunque non superiore all’importo
delle quote capitale annuali sospese ai sensi del comma 4. Gli spazi
finanziari di cui al presente comma sono destinati ad interventi
connessi ai suddetti eventi sismici e di adeguamento antisismico,
nonche’ per la messa in sicurezza degli edifici. Ai fini della
determinazione degli spazi finanziari puo’ essere utilizzato a
compensazione anche il Fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189 ».
793. Allo scopo di completare la transizione in capo alle regioni
delle competenze gestionali in materia di politiche attive del lavoro
esercitate attraverso i centri per l’impiego e di consolidarne
l’attivita’ a supporto della riforma delle politiche attive del
lavoro di cui al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, nel
rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni definiti ai sensi
dell’articolo 2 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, il
personale delle citta’ metropolitane e delle province, con rapporto
di lavoro a tempo indeterminato, in servizio presso i centri per
l’impiego e gia’ collocato in soprannumero ai sensi dell’articolo 1,
comma 421, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, al netto di coloro
che sono stati collocati a riposo alla data di entrata in vigore
della presente legge, e’ trasferito alle dipendenze della relativa
regione o dell’agenzia o ente regionale costituito per la gestione
dei servizi per l’impiego, in deroga al regime delle assunzioni
previsto dalla normativa vigente e con corrispondente incremento
della dotazione organica. Ai fini delle disposizioni di cui
all’articolo 1, commi 557 e 557-quater, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, le regioni, le agenzie o gli enti regionali costituiti per la
gestione dei servizi per l’impiego calcolano la propria spesa di
personale al netto del finanziamento di cui al comma 794.
794. Per le finalita’ di cui al comma 793, i trasferimenti alle
regioni a statuto ordinario sono incrementati di complessivi 235
milioni di euro, a decorrere dall’anno 2018. L’autorizzazione di
spesa di cui all’articolo 3, comma 8, della legge 23 dicembre 1998,
n. 448, e’ ridotta di 15 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.
795. Allo scopo di consentire il regolare funzionamento dei servizi
per l’impiego, le regioni, le agenzie o gli enti regionali costituiti
per la gestione dei servizi per l’impiego succedono nei rapporti di
lavoro a tempo determinato e di collaborazione coordinata e
continuativa in essere alla data di entrata in vigore della presente
legge per lo svolgimento delle relative funzioni, ferma restando la
proroga prevista dall’articolo 1, comma 429, della legge 23 dicembre
2014, n. 190.
796. Le regioni, le agenzie o gli enti regionali costituiti per la
gestione dei servizi per l’impiego e l’Agenzia nazionale per le
politiche attive del lavoro (ANPAL), al fine di superare il
precariato e valorizzare la professionalita’ acquisita dal personale
a tempo determinato impiegato in funzioni connesse con l’indirizzo,
l’erogazione ed il monitoraggio delle politiche attive del lavoro,
possono applicare le procedure previste dall’articolo 20 del decreto
legislativo 25 maggio 2017, n. 75, in deroga al regime delle
assunzioni previsto dalla normativa vigente. Ai fini delle
disposizioni di cui all’articolo 1, commi 557 e 557-quater, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, le regioni calcolano la propria spesa
di personale al netto del finanziamento di cui al comma 797. I
contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di
collaborazione coordinata e continuativa in essere alla data del 31
dicembre 2017 sono prorogati fino al 31 dicembre 2018 ovvero, in caso
di avvio entro tale ultima data delle procedure di cui al citato
articolo 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017, fino alla loro
conclusione.
797. Per le finalita’ di cui ai commi 795 e 796, i trasferimenti
alle regioni a statuto ordinario sono incrementati di complessivi 16
milioni di euro. Per le finalita’ di cui al comma 796, i
trasferimenti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali
all’ANPAL sono incrementati, a decorrere dall’anno 2018, di 2,81
milioni di euro.
798. Le regioni provvedono agli adempimenti strumentali conseguenti
al trasferimento del personale e alla successione nei contratti
disposti dai commi da 793 a 797 entro la data del 30 giugno 2018.
Fino a tale data, le province e le citta’ metropolitane continuano a
svolgere le attivita’ di gestione del suddetto personale e anticipano
gli oneri connessi all’attuazione del presente comma, rivalendosi
successivamente sulle regioni, secondo modalita’ stabilite con
apposite convenzioni.
799. Le convenzioni tra le regioni, le province e le citta’
metropolitane, per disciplinare le modalita’ di rimborso degli oneri
relativi alla gestione della fase transitoria del trasferimento del
personale fino al 30 giugno 2018, sono sottoscritte secondo uno
schema approvato in sede di Conferenza unificata. Al personale con
rapporto di lavoro subordinato trasferito ai sensi dei commi da 793 a
797 si applica il trattamento giuridico ed economico, compreso quello
accessorio, previsto per il personale delle amministrazioni di
destinazione, con conseguente adeguamento dei fondi destinati al
trattamento economico accessorio del personale a valere sulle risorse
finanziarie di cui ai commi 794 e 797 e, ove necessario, su quelle
regionali, garantendo in ogni caso l’equilibrio di bilancio. Il
personale di cui al comma 793 che, alla data di entrata in vigore
della presente legge, si trova in posizione di comando o distacco o
altri istituti analoghi presso un’amministrazione pubblica diversa da
quelle di cui al medesimo comma 793 e’ trasferito, previo consenso
dell’interessato, presso l’amministrazione dove presta servizio, a
condizione che vi sia capienza nella dotazione organica e nei limiti
delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, e
comunque purche’ risulti garantita la sostenibilita’ finanziaria a
regime della relativa spesa. Le proroghe disposte dal comma 796,
terzo periodo, non sono computate, nei limiti delle risorse di cui al
comma 797, ai fini di quanto previsto dall’articolo 9, comma 28, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
800. Al fine di consentire la progressiva armonizzazione del
trattamento economico del personale delle citta’ metropolitane e
delle province transitato in altre amministrazioni pubbliche ai sensi
dell’articolo 1, comma 92, della legge 7 aprile 2014, n. 56, e
dell’articolo 1, commi 424 e 425, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, con quello del personale delle amministrazioni di destinazione,
a decorrere dal 1° gennaio 2018 non si applica quanto previsto
dall’articolo 1, comma 96, lettera a), della predetta legge n. 56 del
2014, fatto salvo il mantenimento dell’assegno ad personam per le
voci fisse e continuative, ove il trattamento economico
dell’amministrazione di destinazione sia inferiore a quello
dell’amministrazione di provenienza. Per le medesime finalita’ di cui
al primo periodo, a decorrere dal 1° gennaio 2018 i fondi destinati
al trattamento economico accessorio del personale, anche di livello
dirigenziale, degli enti presso cui il predetto personale e’
transitato in misura superiore al numero del personale cessato
possono essere incrementati, con riferimento al medesimo personale,
in misura non superiore alla differenza tra il valore medio
individuale del trattamento economico accessorio del personale
dell’amministrazione di destinazione, calcolato con riferimento
all’anno 2016, e quello corrisposto, in applicazione del citato
articolo 1, comma 96, lettera a), della legge n. 56 del 2014, al
personale trasferito, a condizione che siano rispettati i parametri
di cui all’articolo 23, comma 4, lettere a) e b), del decreto
legislativo 25 maggio 2017, n. 75. Ai conseguenti maggiori oneri le
amministrazioni provvedono a valere e nei limiti delle rispettive
facolta’ assunzionali. Le regioni possono alternativamente provvedere
ai predetti oneri anche a valere su proprie risorse, garantendo, in
ogni caso, il rispetto dell’equilibrio di bilancio.
801. L’ANPAL, nello svolgimento delle sue funzioni istituzionali,
comunica ai soggetti iscritti all’albo informatico delle agenzie per
il lavoro, di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, e ai soggetti iscritti all’albo nazionale dei soggetti
accreditati ai servizi per il lavoro, di cui all’articolo 12 del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, i dati relativi alle
persone in stato di disoccupazione o a rischio di disoccupazione, ai
sensi dell’articolo 19, commi 1 e 4, del medesimo decreto legislativo
n. 150 del 2015, per favorirne la ricollocazione nel mercato del
lavoro e al fine di garantire una maggiore efficacia dell’incontro
tra domanda e offerta di lavoro.
802. L’INPS comunica all’ANPAL i dati delle persone appartenenti a
nuclei familiari in condizione di poverta’ beneficiari del Reddito di
inclusione (ReI) di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 15
settembre 2017, n. 147, allo scopo di consentire l’avvio di
iniziative finalizzate alla ricollocazione in percorsi lavorativi o
di istruzione e formazione.
803. La messa a disposizione dei dati di cui al comma 801 e’
effettuata per il tramite del sistema informativo unitario, di cui
all’articolo 13 del citato decreto legislativo n. 150 del 2015, cui i
soggetti iscritti all’albo informatico delle agenzie per il lavoro e
all’albo nazionale dei soggetti accreditati a servizi per il lavoro
sono interconnessi, ai sensi della normativa vigente.
804. Al fine di conseguire una maggiore equita’ e agevolare
l’accesso alle prestazioni sanitarie da parte di specifiche categorie
di soggetti vulnerabili, nello stato di previsione del Ministero
della salute e’ istituito un Fondo per la riduzione della quota fissa
sulla ricetta di cui all’articolo 1, comma 796, lettera p), della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e delle misure di cui alla lettera
p-bis) del medesimo comma, con una dotazione di 60 milioni di euro
annui a decorrere dall’anno 2018.
805. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
stabiliti i criteri per la ripartizione del Fondo di cui al comma
804. Nella determinazione dei criteri di riparto sono privilegiate le
regioni che hanno adottato iniziative finalizzate ad ampliare il
numero dei soggetti esentati dal pagamento della quota fissa sulla
ricetta di cui all’articolo 1, comma 796, lettera p), della legge 27
dicembre 2006, n. 296, ovvero delle misure di cui alla lettera p-bis)
del medesimo comma.
806. Nei limiti delle risorse finanziarie assegnate ai sensi dei
commi 794 e 797, i trasferimenti di personale alle regioni, alle
agenzie o agli enti regionali costituiti per la gestione dei servizi
per l’impiego sono effettuati in deroga e non sono computati ai fini
del calcolo dei limiti assunzionali vigenti.
807. Ai trasferimenti alle regioni a statuto ordinario previsti dai
commi 794 e 797 si provvede mediante decreto del Ministro del lavoro
e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia
e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano.
808. Alle regioni a statuto ordinario e’ attribuito un contributo,
nei limiti di 18 milioni di euro, a titolo di compensazione della
quota di fondo perequativo non attribuita nell’anno 2016, a causa del
minor gettito IRAP determinato dalle misure introdotte dal comma 20
dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190. A tal fine, le
somme iscritte in conto residui sul capitolo 2862 di cui al programma
« Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria »
relativo alla missione « Relazioni finanziarie con le autonomie
territoriali » dello stato di previsione del Ministero dell’economia
e delle finanze, per un ammontare pari a 18 milioni di euro, sono
versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
su apposito capitolo di spesa del medesimo stato di previsione. Il
presente comma entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione
della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
809. Il Fondo per far fronte alle esigenze in termini di saldo
netto da finanziare e fabbisogno istituito nello stato di previsione
del Ministero dell’economia e delle finanze, di cui all’articolo 20,
comma 3, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, e’ soppresso.
810. Allo scopo di valutare gli effetti dello strumento del debito
autorizzato e non contratto di cui all’articolo 40 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, in termini di rilancio degli
investimenti, di minori oneri finanziari e di chiarezza della
gestione contabile, e’ istituito, con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze, un tavolo tecnico, a seguito dei cui
lavori si procede, eventualmente, alle conseguenti modifiche del
citato decreto legislativo n. 118 del 2011, limitatamente alle
regioni che nell’ultimo triennio abbiano rispettato gli indicatori
annuali di tempestivita’ dei pagamenti, ai sensi delle disposizioni
vigenti.
811. Al fine di superare il precariato e di valorizzare la
professionalita’ acquisita dal personale a tempo determinato
dell’INAPP impiegato in funzioni connesse con l’analisi, il
monitoraggio e la valutazione delle politiche pubbliche, attivando le
procedure previste dall’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo
25 maggio 2017, n. 75, i trasferimenti dal Ministero del lavoro e
delle politiche sociali all’INAPP sono incrementati di 3 milioni di
euro per l’anno 2018, 6 milioni di euro per l’anno 2019 e 9 milioni
di euro a decorrere dall’anno 2020.
812. Al fine di superare il precariato e di valorizzare le
professionalita’ acquisite dal personale a tempo determinato, resta
ferma l’applicazione dell’articolo 4, comma 6-quater, del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, alle selezioni comunque
effettuate e concluse ai sensi dell’articolo 1, comma 560, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296.
813. All’articolo 20, comma 11, del decreto legislativo 25 maggio
2017, n. 75, le parole: « tecnico-professionale e infermieristico del
Servizio sanitario nazionale » sono sostituite dalle seguenti: « ,
dirigenziale e no, di cui al comma 10 ».
814. L’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 19 giugno 2015, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125,
si interpreta nel senso che la facolta’ degli enti destinatari delle
anticipazioni di liquidita’, di cui all’articolo 1 del decreto-legge
8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
giugno 2013, n. 64, di utilizzare la quota accantonata nel risultato
di amministrazione a seguito dell’acquisizione delle erogazioni, ai
fini dell’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilita’ nel
risultato di amministrazione, puo’ essere esercitata anche con
effetti sulle risultanze finali esposte nell’allegato 5/2 annesso al
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, a seguito del
riaccertamento straordinario dei residui effettuato ai sensi
dell’articolo 3, comma 7, dello stesso decreto legislativo n. 118 del
2011, nonche’ sul ripiano del disavanzo previsto dal comma 13 del
medesimo articolo, limitatamente ai soli enti che hanno approvato il
suddetto riaccertamento straordinario a decorrere dal 20 maggio 2015,
fermo restando il rispetto dell’articolo 3, comma 8, del medesimo
decreto legislativo n. 118 del 2011, il quale prevede che
l’operazione di riaccertamento straordinario sia oggetto di un unico
atto deliberativo.
815. A decorrere dall’anno 2018 alla regione Friuli Venezia Giulia
non si applicano le disposizioni in materia di patto di stabilita’
interno di cui all’articolo 1, commi 454 e seguenti, della legge 24
dicembre 2012, n. 228.
816. Al fine di tener conto dell’articolo 2, comma 5, dell’accordo
sottoscritto il 23 ottobre 2014 tra il Presidente del Consiglio dei
ministri, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Presidente
della regione Friuli Venezia Giulia, e’ preordinato l’importo di 120
milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Ai fini della
compensazione degli effetti finanziari negativi derivanti dal primo
periodo in termini di saldo netto da finanziare, le somme iscritte in
conto residui nel capitolo 2862 di cui al programma « Concorso dello
Stato al finanziamento della spesa sanitaria » della missione «
Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali » dello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato per l’importo di 120 milioni di
euro annui in ciascuno degli anni 2018 e 2019; in termini di
indebitamento netto, i relativi oneri sono coperti attraverso gli
effetti positivi delle disposizioni di cui al comma 815. Il presente
comma entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione della
presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
817. A decorrere dal 1° gennaio 2018, allo statuto speciale della
regione Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31
gennaio 1963, n. 1, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’articolo 49 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 49. – 1. Spettano alla Regione le seguenti quote di gettito
delle sottoindicate entrate tributarie erariali:
a) i 2,975 decimi del gettito dell’accisa sulla benzina e i 3,034
decimi del gettito dell’accisa sul gasolio erogati nella Regione per
uso di autotrazione;
b) i 5,91 decimi del gettito dell’accisa sull’energia elettrica
consumata nella Regione;
c) i 5,91 decimi del gettito dell’accisa sui tabacchi lavorati
immessi in consumo nella Regione;
d) i 5,91 decimi del gettito dell’imposta sul valore aggiunto (IVA)
afferente all’ambito territoriale, esclusa l’IVA applicata alle
importazioni, da determinare sulla base dei consumi regionali delle
famiglie rilevati annualmente dall’Istituto nazionale di statistica;
e) i 5,91 decimi del gettito di qualsiasi altro tributo erariale,
comunque denominato, maturato nell’ambito del territorio regionale,
ad eccezione: delle accise diverse da quelle indicate alle lettere
a), b) e c); dell’imposta di consumo sugli oli lubrificanti, sui
bitumi di petrolio e altri prodotti; delle entrate correlate alle
accise; della tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi
di azoto; delle entrate derivanti dai giochi; delle tasse
automobilistiche; dei canoni di abbonamento alle radioaudizioni e
alla televisione. Per i tributi erariali per i quali non e’
individuabile il gettito maturato, si fa riferimento al gettito
riscosso nel territorio regionale.
2. La devoluzione alla Regione delle quote di gettito dei tributi
erariali indicati nel presente articolo e’ effettuata al netto delle
quote devolute ad altri enti pubblici e territoriali.
3. La Regione compartecipa al gettito delle imposte sostitutive
istituite dallo Stato nella misura in cui ad essa o agli enti locali
del suo territorio e’ attribuito il gettito delle imposte sostituite
»;
b) all’articolo 51 e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Qualora la legge dello Stato istituisca un tributo di spettanza
delle province, tale tributo e i poteri riconosciuti alle province in
relazione allo stesso sono attribuiti alla Regione ».
818. Con le norme di attuazione previste dall’articolo 65 dello
statuto speciale della regione Friuli Venezia Giulia, di cui alla
legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, sono definiti i criteri
per la determinazione del gettito dei tributi erariali di cui
all’articolo 49 del medesimo statuto, come sostituito dal comma 817
del presente articolo, riferiti al territorio regionale e le
modalita’ di attribuzione dello stesso alla regione.
819. Le disposizioni dell’articolo 49 dello statuto speciale della
regione Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31
gennaio 1963, n. 1, nel testo precedente alle modificazioni apportate
dal comma 817 del presente articolo, continuano ad applicarsi per la
ripartizione dei versamenti d’imposta effettuati dai contribuenti
fino al 31 dicembre 2017 e per la quantificazione dei conguagli delle
spettanze dovute per le annualita’ fino al 2017. Le stesse
disposizioni si applicano, in via provvisoria, per la ripartizione
dei versamenti d’imposta effettuati dai contribuenti dal 1° gennaio
2018 fino alla data di entrata in vigore delle norme di attuazione
statutaria di cui al comma 818 e dei relativi provvedimenti
attuativi. Successivamente a tale data, la compartecipazione ai
tributi erariali e’ rideterminata secondo le disposizioni
dell’articolo 49 del medesimo statuto, come sostituito dal comma 817
del presente articolo, e sono operati i conseguenti conguagli.
820. La regione Friuli Venezia Giulia contabilizza le entrate di
cui al comma 819, secondo e terzo periodo, dopo l’entrata in vigore
dei provvedimenti di attuazione dell’articolo 49 dello statuto
speciale della regione Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge
costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, come sostituito dal comma 817
del presente articolo, e in ogni caso entro l’esercizio 2018.
821. Le disposizioni di cui al comma 817 sono approvate ai sensi
dell’articolo 63, quinto comma, dello statuto speciale della regione
Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio
1963, n. 1.
822. Ai sensi dell’articolo 51, secondo comma, dello statuto
speciale della regione Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge
costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e’ attribuito alla regione
Friuli Venezia Giulia, a decorrere dal 1° gennaio 2017, il tributo
per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene
dell’ambiente (TEFA), di cui all’articolo 19 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 504, e all’articolo 1, comma 666, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, e ad essa e’ versato il relativo gettito. La
regione Friuli Venezia Giulia puo’ disciplinare il tributo nei limiti
previsti dalla normativa statale, compresa la determinazione della
sua misura. Fino alla data di entrata in vigore della disciplina
regionale continuano ad applicarsi la normativa e le misure del
tributo vigenti in ciascuna provincia, anche se soppressa in
attuazione della legge costituzionale 28 luglio 2016, n. 1, con
attribuzione del gettito direttamente alla regione.
823. All’articolo 13, comma 14, lettera a., del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « .
A decorrere dall’anno 2018, l’abrogazione disposta dal presente comma
opera anche nei confronti dei comuni compresi nel territorio della
regione Friuli Venezia Giulia ». Le risorse iscritte nello stato di
previsione del Ministero dell’interno nel fondo di cui all’articolo 1
del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, sono ridotte
dell’importo di euro 74.219.629 a decorrere dall’anno 2018.
824. All’articolo 2, comma 2, della legge 1° agosto 2003, n. 206,
e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere dall’anno
2018, il rimborso di cui al precedente periodo non e’ piu’ dovuto ai
comuni compresi nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia ».
Le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero
dell’interno per i rimborsi di cui al citato articolo 2, comma 2,
della legge n. 206 del 2003 sono ridotte dell’importo di euro 93.035
a decorrere dall’anno 2018.
825. All’articolo 10, comma 3, della legge 28 dicembre 2001, n.
448, e’ aggiunto, in fine,il seguente periodo:«A decorrere dall’anno
2018, il rimborso di cui al precedente periodo non e’ piu’ dovuto ai
comuni compresi nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia ».
Le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero
dell’interno peri rimborsi di cui al citato articolo 10, comma 3,
della legge n. 448 del 2001 sono ridotte dell’importo di euro
1.808.190 a decorrere dall’anno 2018.
826. A decorrere dall’anno 2018 sono ridotti gli stanziamenti di
bilancio iscritti nei capitoli 2856 e 7547 (Fondi relativi alle
risorse finanziarie occorrenti per l’attuazione del federalismo
amministrativo) di cui al programma « Federalismo amministrativo »
della missione « Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali
» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze, limitatamente alle quote spettanti alla regione Friuli
Venezia Giulia per il finanziamento delle spese connesse allo
svolgimento delle funzioni e dei compiti amministrativi conferiti in
materia di incentivi alle imprese ai sensi del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, nonche’ delle risorse relative al cosiddetto
accantonamento forfetario gia’ destinato al pagamento delle
commissioni spettanti alle societa’ Artigiancassa Spa e Mediocredito
Centrale Spa per l’attivita’ di gestione dei fondi pubblici di
agevolazione alle imprese, per gli importi di euro 10.921.401 sul
capitolo 7547 e di euro 4.230 sul capitolo 2856.
827. Il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale
e’ rideterminato in riduzione per l’importo di 1.124.767 euro annui,
a decorrere dall’anno 2018, per la componente del finanziamento di
cui all’articolo 3-ter, comma 7, del decreto-legge 22 dicembre 2011,
n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012,
n. 9. All’articolo 1, comma 584, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, dopo le parole: « per gli anni 2012, 2013, 2014, 2015 » sono
inserite le seguenti: « , 2016 e 2017 ».
828. Il comma 483 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n.
232, e’ abrogato.
829. Sono esclusi dal computo della riduzione della spesa corrente
del 3 per cento annuo, di cui all’articolo 1, comma 510, della legge
11 dicembre 2016, n. 232, gli oneri, a carico del bilancio della
Regione siciliana destinati ai liberi consorzi del relativo
territorio, di almeno 70 milioni di euro annui aggiuntivi rispetto al
consuntivo 2016, di cui al punto 4 dell’Accordo fra il Governo e la
Regione siciliana sottoscritto in data 12 luglio 2017. Sono,
altresi’, escluse dal predetto computo le spese sostenute dalla
Regione per l’assistenza ai disabili gravi e gravissimi e in generale
non autosufficienti, ad integrazione delle risorse erogate per tale
finalita’ dallo Stato. Sono inoltre escluse le maggiori spese per il
servizio del debito sostenute nel 2017 rispetto all’anno 2016
derivanti dalla rimodulazione dei mutui effettuata nel 2015, nonche’
le spese per le quote interessi delle anticipazioni di liquidita’ di
cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64.
830. Dal 2018 al 2022 la Regione siciliana si impegna a
riqualificare la propria spesa attraverso il progressivo aumento
degli investimenti incrementando gli impegni complessivi per gli
investimenti in misura non inferiore al 2 per cento per ciascun anno
rispetto all’anno precedente. Nell’ipotesi dell’insediamento del
governo regionale successivamente alla scadenza del 30 settembre 2017
prevista per l’approvazione del bilancio consolidato 2016, il termine
per l’approvazione dei documenti contabili e l’applicazione delle
relative sanzioni e’ rinviato al 31 marzo 2018.
831. Il concorso alla finanza pubblica delle province autonome di
Trento e di Bolzano e’ ridotto, rispettivamente, di 10,5 milioni di
euro e di 12,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
832. Le disposizioni recate dai commi 833 e 834 sono approvate ai
sensi e per gli effetti dell’articolo 104 del testo unico delle leggi
costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto
Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto
1972, n. 670, e successive modificazioni.
833. A decorrere dal 1º gennaio 2018, l’articolo 13 del testo unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n.
670, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 13. – 1. Nel rispetto dell’ordinamento dell’Unione europea e
degli accordi internazionali, nonche’ dei principi fondamentali
dell’ordinamento statale, le province disciplinano con legge
provinciale le modalita’ e le procedure di assegnazione delle
concessioni per grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico,
stabilendo in particolare norme procedurali per lo svolgimento delle
gare, i termini di indizione delle stesse, i criteri di ammissione e
di aggiudicazione, i requisiti finanziari, organizzativi e tecnici
dei partecipanti. La legge provinciale disciplina inoltre la durata
delle concessioni, i criteri per la determinazione dei canoni di
concessione per l’utilizzo e la valorizzazione del demanio idrico e
dei beni patrimoniali costituiti dagli impianti afferenti le grandi
derivazioni idroelettriche, i parametri di sviluppo degli impianti
nonche’ le modalita’ di valutazione degli aspetti paesaggistici e di
impatto ambientale, determinando le conseguenti misure di
compensazione ambientale e territoriale, anche a carattere
finanziario.
2. Alla scadenza delle concessioni disciplinate dal presente
articolo, le opere di raccolta, di adduzione, di regolazione, le
condotte forzate e i canali di scarico, in stato di regolare
funzionamento, passano senza compenso in proprieta’ delle province
per il rispettivo territorio. Al concessionario che abbia eseguito, a
proprie spese e nel periodo di validita’ della concessione,
investimenti sui beni di cui al primo periodo, purche’ previsti
dall’atto di concessione o comunque autorizzati dal concedente,
spetta alla scadenza della concessione, o nei casi di decadenza o
rinuncia, un indennizzo pari al valore della parte di bene non
ammortizzato, secondo quanto previsto dalla legge provinciale di cui
al comma 1. Per i beni diversi da quelli previsti dai periodi
precedenti si applica la disciplina stabilita dall’articolo 25,
secondo comma e seguenti, del testo unico di cui al regio decreto 11
dicembre 1933, n. 1775, intendendosi sostituiti gli organi statali
ivi indicati con i corrispondenti organi della provincia, nonche’
dall’articolo 1-bis, comma 13, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 marzo 1977, n. 235.
3. Nelle concessioni di grande derivazione a scopo idroelettrico, i
concessionari hanno l’obbligo di fornire annualmente e gratuitamente
alle province autonome di Trento e di Bolzano, per servizi pubblici e
categorie di utenti da determinare con legge provinciale, 220 kWh per
ogni kW di potenza nominale media di concessione, da consegnare alle
province medesime con modalita’ definite dalle stesse.
4. Le province stabiliscono altresi’ con propria legge i criteri
per la determinazione del prezzo dell’energia di cui al comma 3
ceduta alle imprese distributrici, nonche’ i criteri per le tariffe
di utenza, nel rispetto dell’ordinamento dell’Unione europea.
5. I concessionari di grandi derivazioni a scopo idroelettrico
corrispondono semestralmente alle province un importo determinato
secondo quanto previsto dalla legge provinciale di cui al comma 1,
tenendo conto della media del prezzo unico nazionale dell’energia
elettrica (PUN), nonche’ della media delle voci di spesa legate alla
fornitura della medesima energia elettrica per ogni kWh di energia da
esse non ritirata. Il compenso unitario prima indicato varia
proporzionalmente alle variazioni, non inferiori al 5 per cento,
dell’indice ISTAT relativo al prezzo industriale per la produzione,
il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica.
6. Le concessioni per grandi derivazioni a scopo idroelettrico
accordate nelle province autonome di Trento e di Bolzano, in forza di
disposizioni normative o amministrative che prevedono un termine di
scadenza anteriore al 31 dicembre 2022, ancorche’ scadute, sono
prorogate di diritto per il periodo utile al completamento delle
procedure di evidenza pubblica e comunque non oltre la predetta data.
Le province e i concessionari possono, in tal caso, concordare
eventuali modificazioni degli oneri e delle obbligazioni previsti
dalle concessioni in corso, secondo quanto stabilito dalla legge
provinciale di cui al comma 1.
7. In materia di sistema idrico, le province sono previamente
consultate sugli atti dell’Autorita’ di regolazione per energia, reti
e ambiente (ARERA) indirizzati ai soggetti esercenti i servizi di
pubblica utilita’ operanti nel rispettivo territorio, in ordine alla
loro compatibilita’ con il presente Statuto e con le relative norme
di attuazione. Le modalita’ di consultazione sono definite attraverso
un protocollo di intesa stipulato tra la predetta Autorita’ e le
province, anche disgiuntamente. La raccolta delle informazioni e dei
documenti necessari alle indagini conoscitive e alle attivita’ svolte
dall’Autorita’ compete alle province, secondo procedure e modelli
concordati con l’Autorita’ stessa nell’ambito del predetto protocollo
di intesa, nel rispetto delle competenze ad esse attribuite, anche
con riguardo all’organizzazione dei servizi di pubblica utilita’, al
sistema tariffario ed all’esercizio dei relativi poteri ispettivi e
sanzionatori ».
834. All’articolo 1-bis del decreto del Presidente della Repubblica
26 marzo 1977, n. 235, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e’ abrogato;
b) al comma 13, le parole: « Fermo restando quanto disposto dal
comma 2, » sono soppresse.
835. Per la copertura dei debiti del sistema di trasporto regionale
e’ attribuito alla regione Basilicata un contributo straordinario
dell’importo complessivo di 80 milioni di euro, di cui 60 milioni di
euro per l’anno 2018 e 20 milioni di euro per l’anno 2019, per far
fronte ai debiti verso le societa’ esercenti i servizi di trasporto
pubblico locale automobilistici provinciali e comunali e verso le
societa’ esercenti servizi di trasporto pubblico locale ferroviari
regionali.
836. Agli oneri derivanti dal comma 835, pari a 60 milioni di euro
per l’anno 2018 e a 20 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede
mediante corrispondente utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la
coesione, programmazione 2014-2020. I predetti importi, tenuto conto
della localizzazione territoriale della misura di cui al comma 835,
sono portati in prededuzione dalla quota da assegnare alla regione
Basilicata a valere sulle risorse della citata programmazione
2014-2020.
837. In considerazione della condizione di insularita’ della
Sardegna, che ne penalizza lo sviluppo economico e sociale e tenuto
conto di quanto previsto dall’articolo 4, comma 5, della legge
regionale della regione Sardegna 13 aprile 2017, n. 5, ai fini
dell’istruttoria necessaria per l’attuazione della procedura del
riconoscimento in sede europea della predetta condizione finalizzata
alla definizione di sistemi di aiuto gia’ previsti per le regioni
ultra-periferiche di altri Stati membri dell’Unione europea e’
istituito un Comitato istruttore paritetico Stato-regione. Agli oneri
di cui al presente comma si provvede nel limite di 100.000 euro per
l’anno 2018.
838. Alle province e alle citta’ metropolitane delle regioni a
statuto ordinario, per l’esercizio delle funzioni fondamentali di cui
all’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, e’ attribuito un
contributo complessivo di 428 milioni di euro per l’anno 2018, di cui
317 milioni di euro a favore delle province e 111 milioni di euro a
favore delle citta’ metropolitane, e a favore delle province un
ulteriore contributo di 110 milioni di euro annui per ciascuno degli
anni 2019 e 2020 e di 180 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2021. Le risorse di cui al periodo precedente sono ripartite, con
decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, secondo criteri e importi da definire,
su proposta dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e
dell’Unione delle province d’Italia (UPI), previa intesa in sede di
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, da conseguire entro il
31 gennaio 2018. Qualora l’intesa non sia raggiunta, ovvero non sia
stata presentata alcuna proposta, il decreto e’ comunque adottato,
entro il 10 febbraio 2018, ripartendo il contributo in proporzione
alla differenza per ciascuno degli enti interessati, ove positiva,
tra l’ammontare della riduzione della spesa corrente indicato nella
tabella 1 allegata al decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, al
netto della riduzione della spesa di personale di cui al comma 421
dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e l’ammontare
dei contributi di cui all’articolo 20 e del contributo annuale di cui
alla tabella 3 del medesimo decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
nonche’ alle tabelle F e G allegate al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 10 marzo 2017, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2017. Ai fini
della determinazione della differenza di cui al periodo precedente
per gli anni 2019 e successivi si tiene conto dell’importo non piu’
dovuto dalle province del versamento previsto sino all’anno 2018
dall’articolo 47 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, negli importi
indicati nella tabella 2 allegata al citato decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50.
839. Il contributo spettante a ciascuna provincia, di cui al comma
838, unitamente a quelli di cui all’articolo 1, comma 754, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, e all’articolo 20, comma 1, del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e’ versato dal Ministero
dell’interno all’entrata del bilancio dello Stato a titolo di
parziale concorso alla finanza pubblica da parte dei medesimi enti,
di cui all’articolo 1, comma 418, della legge 23 dicembre 2014, n.
190. In considerazione di quanto disposto dal periodo precedente,
ciascun ente beneficiario, fermo restando quanto previsto al periodo
successivo, non iscrive in entrata le somme relative ai contributi
attribuiti e iscrive in spesa il concorso alla finanza pubblica di
cui al citato articolo 1, comma 418, della legge n. 190 del 2014, al
netto di un importo corrispondente alla somma dei contributi stessi.
Nel caso in cui il contributo di cui al comma 838, unitamente a
quelli di cui ai citati articoli 1, comma 754, della legge n. 208 del
2015 e 20, comma 1, del decreto-legge n. 50 del 2017, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 96 del 2017, ecceda il concorso alla
finanza pubblica di cui al predetto articolo 1, comma 418, della
legge n. 190 del 2014, il Ministero dell’interno provvede al
trasferimento della parte eccedente all’ente interessato.
840. Al comma 1 dell’articolo 15 del decreto-legge 24 aprile 2017,
n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n.
96, le parole: « e di 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018 »
sono sostituite dalle seguenti: « di 35 milioni di euro per l’anno
2018 e di 40 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 ».
841. Nelle more della definizione dei complessivi rapporti
finanziari fra lo Stato e la regione Valle d’Aosta che tenga conto,
tra l’altro, delle sentenze della Corte costituzionale n. 77 del 2015
e n. 154 del 2017, gli accantonamenti a carico della regione Valle
d’Aosta a titolo di concorso alla finanza pubblica sono ridotti di 45
milioni di euro per l’anno 2018, 100 milioni di euro per l’anno 2019
e 120 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.
842. Al comma 1-bis dell’articolo 20 del decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, le parole: « per ciascuno degli anni 2017 e 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « per l’anno 2017 » e le parole: « per gli
anni 2017 e 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « per l’anno 2017
».
843. Alle province che, alla data del 30 novembre 2017, hanno
deliberato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale,
hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale o
ne hanno conseguito l’approvazione, o risultano in dissesto, e’
attribuito, per ciascuno degli anni del triennio 2018-2020, un
contributo nell’importo complessivo di 30 milioni di euro annui. Il
contributo di cui al periodo precedente e’ ripartito, con decreto del
Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e
delle finanze, secondo criteri e importi da definire, su proposta
dell’UPI, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali, da conseguire entro il 31 gennaio 2018. Qualora
l’intesa non sia raggiunta, ovvero non sia stata presentata alcuna
proposta, il decreto e’ comunque adottato, entro il 10 febbraio 2018,
ripartendo il contributo stesso in proporzione alla spesa corrente
per viabilita’ e scuole, come desunta dall’ultimo rendiconto
approvato dalla provincia interessata.
844. Ferma restando la rideterminazione delle dotazioni organiche
nei limiti di spesa di cui all’articolo 1, comma 421, della legge 23
dicembre 2014, n. 190, ai fini del ripristino delle capacita’ di
assunzione, le citta’ metropolitane e le province delle regioni a
statuto ordinario definiscono un piano di riassetto organizzativo
finalizzato ad un ottimale esercizio delle funzioni fondamentali
previste dalla legge 7 aprile 2014, n. 56.
845. A decorrere dall’anno 2018, le province delle regioni a
statuto ordinario possono procedere, nel limite della dotazione
organica di cui al comma 844 e di un contingente di personale
complessivamente corrispondente a una spesa pari al 100 per cento di
quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente,
ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, da destinarsi
prioritariamente alle attivita’ in materia di viabilita’ e di
edilizia scolastica, solo se l’importo delle spese complessive di
personale, al lordo degli oneri riflessi a carico
dell’amministrazione, non supera il 20 per cento delle entrate
correnti relative ai titoli I, II e III. Per le restanti province, la
percentuale assunzionale stabilita al periodo precedente e’ fissata
al 25 per cento. E’ consentito l’utilizzo dei resti delle quote
percentuali assunzionali come definite dal presente comma riferite a
cessazioni di personale intervenute nel triennio precedente non
interessato dai processi di ricollocazione di cui all’articolo 1,
commi da 422 a 428, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Nell’anno
2018, le citta’ metropolitane possono procedere, nei termini previsti
dal presente comma, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato
nel rispetto dei limiti di spesa definiti in applicazione del citato
articolo 1, comma 421, della legge n. 190 del 2014.
846. Il comma 9 dell’articolo 16 del decreto-legge 6 luglio 2012,
n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135, le lettere da c) a g) del comma 420 dell’articolo 1 della legge
23 dicembre 2014, n. 190, e il comma 5 dell’articolo 22 del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono abrogati.
847. Le province delle regioni a statuto ordinario possono
avvalersi di personale con rapporto di lavoro flessibile nel limite
del 25 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalita’
nell’anno 2009.
848. I comuni che non hanno deliberato il riaccertamento
straordinario dei residui attivi e passivi previsto dall’articolo 3,
comma 7, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, nonche’
quelli per i quali le competenti sezioni regionali della Corte dei
conti o i servizi ispettivi del Ministero dell’economia e delle
finanze hanno accertato la presenza di residui risalenti agli
esercizi antecedenti il 2015 non correttamente accertati entro il 1°
gennaio 2015, provvedono, contestualmente all’approvazione del
rendiconto 2017, al riaccertamento straordinario dei residui al 31
dicembre 2017 provenienti dalla gestione 2014 e precedenti, secondo
le modalita’ definite con decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze da emanare entro il 28 febbraio 2018. L’eventuale maggiore
disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario e’ ripianato in
quote costanti entro l’esercizio 2044, secondo le modalita’ previste
dal decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 2 aprile
2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2015.
849. Fermi restando i tempi di pagamento dei creditori, gli enti
locali che hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario
pluriennale o ne hanno conseguito l’approvazione, ai sensi
dell’articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, prima del riaccertamento straordinario di cui
al comma 848, possono rimodulare o riformulare il predetto piano,
entro il 31 luglio 2018, al fine di tenere conto di quanto previsto
dallo stesso comma 848. Gli enti locali che intendono avvalersi di
tale facolta’ trasmettono la deliberazione consiliare contenente la
relativa richiesta alla competente sezione regionale della Corte dei
conti e al Ministero dell’interno nel termine di quindici giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il consiglio
dell’ente locale, entro il termine perentorio di quarantacinque
giorni alla data di esecutivita’ della deliberazione di cui al
periodo precedente, approva il piano rimodulato o riformulato,
corredato del parere dell’organo di revisione economico-finanziaria.
Al procedimento di formazione e di approvazione del piano si
applicano le disposizioni degli articoli 243-bis, commi 6, 7, 8, 9 e
9-bis, e 243-quater del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000; i termini previsti dal citato articolo
243-quater sono ridotti alla meta’.
850. Per gli enti locali per i quali la competente sezione
regionale della Corte dei conti, alla data di entrata in vigore della
presente legge, ha gia’ accertato il grave mancato rispetto degli
obiettivi intermedi fissati dal piano originario, ferme restando le
eventuali misure prescritte ai sensi dell’articolo 148-bis del testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, un
ulteriore mancato rispetto degli obiettivi del nuovo piano rimodulato
o riformulato, accertato nell’ambito della procedura di controllo di
cui all’articolo 243-quater, comma 6, del citato testo unico di cui
al decreto legislativo n. 267 del 2000, costituisce reiterazione del
mancato rispetto degli obiettivi ai sensi del comma 7 del citato
articolo 243-quater.
851. Nell’anno 2019, nelle more della definizione dei complessivi
rapporti finanziari fra lo Stato e la regione Sardegna che tenga
conto, tra l’altro, delle sentenze della Corte costituzionale n. 77
del 2015 e n. 154 del 2017, anche in considerazione del ritardo nello
sviluppo economico dovuto all’insularita’, e’ riconosciuto alla
regione Sardegna un contributo pari a 15 milioni di euro.
852. Al fine di garantire la realizzazione degli interventi per la
salvaguardia della laguna di Venezia di cui all’articolo 6 della
legge 29 novembre 1984, n. 798, e’ autorizzata la spesa complessiva
di 25 milioni di euro per l’anno 2018 e di 40 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2019 al 2024. Le risorse cosi’ individuate
sono destinate, per l’importo di 20 milioni di euro per l’anno 2018 e
di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024, ai
comuni di Venezia, Chioggia e Cavallino-Treporti; la restante quota,
pari a 5 milioni di euro per l’anno 2018 e a 10 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2019 al 2024, e’ destinata a tutti i comuni
rappresentati nel Comitato di cui all’articolo 4 della medesima legge
n. 798 del 1984, previa ripartizione definita con deliberazione del
Comitato stesso.
853. Al fine di favorire gli investimenti, per il triennio
2018-2020, sono assegnati ai comuni che non risultano beneficiare
delle risorse di cui all’articolo 1, comma 974, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, contributi per interventi riferiti a opere
pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, nel
limite complessivo di 150 milioni di euro per l’anno 2018, 300
milioni di euro per l’anno 2019 e 400 milioni di euro per l’anno
2020. I contributi non sono assegnati per la realizzazione di opere
integralmente finanziate da altri soggetti.
854. I comuni di cui al comma 853 comunicano le richieste di
contributo al Ministero dell’interno entro il termine perentorio del
20 febbraio 2018 per l’anno 2018, del 20 settembre 2018 per l’anno
2019 e del 20 settembre 2019 per l’anno 2020. La richiesta deve
contenere le informazioni riferite alla tipologia dell’opera e al
codice unico di progetto (CUP) e ad eventuali forme di finanziamento
concesse da altri soggetti sulla stessa opera. La mancanza
dell’indicazione di un CUP valido ovvero l’errata indicazione in
relazione all’opera per la quale viene chiesto il contributo comporta
l’esclusione dalla procedura. La richiesta di contributo deve
riferirsi ad opere inserite in uno strumento programmatorio e ciascun
comune non puo’ chiedere contributi di importo superiore a 5.225.000
euro complessivi.
855. L’ammontare del contributo attribuito a ciascun comune e’
determinato, entro il 31 marzo 2018 per l’anno 2018, il 31 ottobre
2018 per l’anno 2019 e il 31 ottobre 2019 per l’anno 2020, con
decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze. Qualora l’entita’ delle richieste
pervenute superi l’ammontare delle risorse disponibili,
l’attribuzione e’ effettuata a favore dei comuni che presentano la
minore incidenza dell’avanzo di amministrazione, al netto della quota
accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza, ascrivibili
ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio previsto dal
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, risultanti dai rendiconti
della gestione del penultimo esercizio precedente a quello di
riferimento.
856. Le informazioni di cui al comma 855 sono desunte dal prospetto
dimostrativo del risultato di amministrazione allegato al rendiconto
della gestione e dal quadro generale riassuntivo trasmessi ai sensi
dell’articolo 18, comma 2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118, alla banca dati delle amministrazioni pubbliche. Sono
considerate esclusivamente le richieste di contributo pervenute dai
comuni che, alla data di presentazione della richiesta medesima,
hanno trasmesso alla citata banca dati i documenti contabili di cui
all’articolo 1, comma 1, lettere b) ed e), e di cui all’articolo 3
del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 12 maggio
2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 26 maggio 2016,
riferiti all’ultimo rendiconto della gestione approvato. Nel caso di
comuni per i quali sono sospesi i termini ai sensi dell’articolo 44,
comma 3, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, le informazioni
di cui al primo periodo sono desunte dall’ultimo certificato di conto
consuntivo trasmesso al Ministero dell’interno.
857. Il comune beneficiario del contributo di cui al comma 853 e’
tenuto ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere
pubbliche entro otto mesi decorrenti dalla data di emanazione del
decreto di cui al comma 855. I risparmi derivanti da eventuali
ribassi d’asta sono vincolati fino al collaudo ovvero alla regolare
esecuzione di cui al comma 858 e successivamente possono essere
utilizzati per ulteriori investimenti, per le medesime finalita’
previste dal comma 853, a condizione che gli stessi vengano impegnati
entro il 30 giugno dell’esercizio successivo.
858. I contributi assegnati con il decreto di cui al comma 855 sono
erogati dal Ministero dell’interno ai comuni beneficiari per il 20
per cento entro il 15 aprile 2018 per l’anno 2018, entro il 28
febbraio 2019 per l’anno 2019 ed entro il 28 febbraio 2020 per l’anno
2020, per il 60 per cento entro il 30 novembre 2018 per l’anno 2018,
entro il 31 maggio 2019 per l’anno 2019 ed entro il 31 maggio 2020
per l’anno 2020, previa verifica dell’avvenuto affidamento dei
lavori, attraverso il sistema di monitoraggio di cui al comma 860, e
per il restante 20 per cento previa trasmissione, al Ministero
dell’interno, del certificato di collaudo, ovvero del certificato di
regolare esecuzione rilasciato per i lavori dal direttore dei lavori,
ai sensi dell’articolo 102 del codice di cui al decreto legislativo
18 aprile 2016, n. 50.
859. Nel caso di mancato rispetto dei termini e delle condizioni
previsti dai commi 857 e 858, il contributo e’ recuperato dal
Ministero dell’interno secondo le modalita’ di cui ai commi 128 e 129
dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
860. Il monitoraggio delle opere pubbliche di cui ai commi da 853 a
859 e’ effettuato dai comuni beneficiari attraverso il sistema
previsto dal decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229,
classificando le opere sotto la voce « Contributo investimenti Legge
di bilancio 2018 ».
861. Il Ministero dell’interno, in collaborazione con il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, effettua un controllo a
campione sulle opere pubbliche oggetto del contributo di cui al comma
853.
862. Il Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei
piccoli comuni di cui all’articolo 3, comma 1, della legge 6 ottobre
2017, n. 158, e’ incrementato di 10 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2018.
863. All’articolo 1, comma 228, terzo periodo, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, le parole: « tra 1.000 e 3.000 » sono
sostituite dalle seguenti: « tra 1.000 e 5.000 ».
864. Per gli anni dal 2018 al 2020 continua ad applicarsi, con le
medesime modalita’ ivi previste, l’articolo 3-bis del decreto-legge
10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
dicembre 2012, n. 213. Le risorse derivanti sono destinate
all’incremento della massa attiva della gestione liquidatoria degli
enti locali in stato di dissesto finanziario, deliberato dopo il 1º
gennaio 2016 e fino alla data di entrata in vigore della presente
legge.
865. Per l’anno 2018, le somme di cui al comma 864 sono
incrementate dell’importo di 10 milioni di euro.
866. Per gli anni dal 2018 al 2020 gli enti locali possono
avvalersi della possibilita’ di utilizzo dei proventi derivanti dalle
alienazioni patrimoniali, anche derivanti da azioni o piani di
razionalizzazione, per finanziare le quote capitali dei mutui o dei
prestiti obbligazionari in ammortamento nell’anno o in anticipo
rispetto all’originario piano di ammortamento. Tale possibilita’ e’
consentita esclusivamente agli enti locali che:
a) dimostrino, con riferimento al bilancio consolidato
dell’esercizio precedente, un rapporto tra totale delle
immobilizzazioni e debiti da finanziamento superiore a 2;
b) in sede di bilancio di previsione non registrino incrementi di
spesa corrente ricorrente, come definita dall’allegato 7 annesso al
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
c) siano in regola con gli accantonamenti al fondo crediti di
dubbia esigibilita’.
867. Al comma 2 dell’articolo 7 del decreto-legge 19 giugno 2015,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n.
125, le parole: « Per gli anni 2015, 2016 e 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « Per gli anni dal 2015 al 2020 ».
868. All’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo, del decreto-legge
6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135, le parole: « elevato al 50 per cento a decorrere
dall’anno 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « elevato al 50 per
cento per l’anno 2017 e al 60 per cento a decorrere dall’anno 2018 ».
869. La dotazione finanziaria dei contributi straordinari di cui
all’articolo 15, comma 3, del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ incrementata a decorrere
dall’anno 2018 di 10 milioni di euro annui. All’onere derivante dalla
disposizione di cui al primo periodo, pari a 10 milioni di euro annui
a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente
riduzione del contributo di cui al comma 24 dell’articolo 1 della
legge 28 dicembre 2015, n. 208.
870. Per l’anno 2018, a titolo di ristoro del gettito non piu’
acquisibile dai comuni a seguito dell’introduzione della TASI di cui
al comma 639 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e’
attribuito ai comuni interessati un contributo complessivo di 300
milioni di euro nella misura indicata per ciascun ente nella tabella
B allegata al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10
marzo 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2017.
871. Per l’anno 2018 ciascun comune consegue un valore positivo del
saldo di cui al comma 466 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre
2016, n. 232, in misura pari al contributo di cui al comma 870.
872. Le disposizioni degli articoli 19, comma 8, e 25 del testo
unico in materia di societa’ a partecipazione pubblica, di cui al
decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, si applicano, salva
diversa disciplina normativa a tutela dei lavoratori, anche ai
dipendenti dei consorzi e delle aziende costituiti, rispettivamente,
ai sensi degli articoli 31 e 114 del testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, che, alla data di entrata in vigore del predetto
testo unico di cui al decreto legislativo n. 175 del 2016, risultino
gia’ posti in liquidazione da parte di amministrazioni pubbliche di
cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165.
873. Al fine di assicurare le prestazioni del servizio di trasporto
pubblico locale, gli enti locali con popolazione residente non
superiore a 100.000 abitanti che hanno presentato il piano di
riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’articolo 243-bis
del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o ne hanno
conseguito l’approvazione possono:
a) concedere, nel rispetto del vincolo del pareggio di bilancio,
contributi per investimenti alle societa’ a totale partecipazione
pubblica che, ancorche’ in perdita, presentino un piano di
ristrutturazione finanziaria approvato dall’ente che detiene le quote
attraverso l’assunzione di mutui presso la societa’ Cassa depositi e
prestiti Spa, con oneri a totale carico dello stesso ente;
b) procedere, nel rispetto del vincolo del pareggio di bilancio,
all’assunzione di mutui, con oneri a totale carico dell’ente, per
investimenti sulla mobilita’ sostenibile, anche per il rilancio delle
societa’ partecipate operanti nel settore del trasporto pubblico
locale.
874. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 485 e’ sostituito dal seguente:
« 485. Al fine di favorire gli investimenti, da realizzare
attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi
precedenti e il ricorso al debito, per l’anno 2017, sono assegnati
agli enti locali spazi finanziari nell’ambito dei patti nazionali, di
cui all’articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243,
nel limite complessivo di 700 milioni di euro, di cui 300 milioni di
euro destinati a interventi di edilizia scolastica. Sono assegnati
agli enti locali spazi finanziari nell’ambito dei medesimi patti
nazionali, nel limite complessivo di 900 milioni di euro annui per
ciascuno degli anni 2018 e 2019, di cui 400 milioni di euro annui
destinati ad interventi di edilizia scolastica e 100 milioni di euro
annui destinati a interventi di impiantistica sportiva, e nel limite
complessivo di 700 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal
2020 al 2023 »;
b) dopo il comma 486 e’ inserito il seguente:
«486-bis. I comuni facenti parte di un’unione di comuni, ai sensi
dell’articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, che hanno delegato le funzioni connesse alla
realizzazione di opere pubbliche, possono richiedere spazi
finanziari, nell’ambito delle intese regionali e dei patti nazionali,
di cui all’articolo 10, commi 3 e 4, della legge 24 dicembre 2012, n.
243, per la quota di contributi trasferita all’unione stessa per
investimenti in opere pubbliche riferite alla medesima delega di
funzioni »;
c) al comma 487, alinea, dopo le parole: « Gli enti locali
comunicano gli spazi finanziari » sono inserite le seguenti: «
destinati ad interventi di edilizia scolastica »;
d) dopo il comma 487 e’ inserito il seguente:
«487-bis. Gli enti locali comunicano gli spazi finanziari destinati
ad interventi di impiantistica sportiva di cui necessitano, entro il
termine perentorio del 20 gennaio di ciascun anno, alla Presidenza
del Consiglio dei ministri – Ufficio per lo sport secondo le
modalita’ individuate e pubblicate nel sito internet
http://www.sportgoverno.it/. Le richieste di spazi finanziari sono
complete delle informazioni relative:
a) al fondo di cassa al 31 dicembre dell’anno precedente;
b) all’avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata
del fondo crediti di dubbia esigibilita’, risultante dal rendiconto o
dal preconsuntivo dell’anno precedente »;
e) al comma 488, lettera a), dopo le parole: « 18 maggio 2017 »
sono aggiunte le seguenti: « e, negli anni successivi, ai sensi
dell’ultimo decreto del Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato di cui al comma
492, nonche’ interventi finanziati ai sensi dell’articolo 10 del
decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, per la quota di
cofinanziamento a carico dell’ente »;
f) alle lettere b) e c) del comma 488, le parole: « di entrata in
vigore della presente legge » sono sostituite dalle seguenti: « della
richiesta di spazi finanziari »;
g) dopo il comma 488-bis e’ inserito il seguente:
« 488-ter. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio per
lo sport individua per ciascun ente locale gli spazi finanziari,
tenendo conto del seguente ordine prioritario:
a) interventi, su impianti sportivi esistenti, di messa a norma e
in sicurezza compreso l’adeguamento antisismico, di abbattimento
delle barriere architettoniche, di efficientamento energetico e di
ripristino della funzionalita’ per i quali gli enti dispongono del
progetto esecutivo redatto e validato in conformita’ alla vigente
normativa, completo del codice unico di progetto (CUP) e del
cronoprogramma aggiornato della spesa e delle opere, che non abbiano
pubblicato il bando di gara alla data della richiesta di spazi
finanziari;
b) altri interventi relativi a impianti sportivi per i quali gli
enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato in
conformita’ alla vigente normativa, completo del CUP e del
cronoprogramma aggiornato della spesa e delle opere, che non abbiano
pubblicato il bando di gara alla data della richiesta di spazi
finanziari;
c) interventi, su impianti sportivi esistenti, di messa a norma e
in sicurezza compreso l’adeguamento antisismico, di abbattimento
delle barriere architettoniche, di efficientamento energetico e di
ripristino della funzionalita’ per i quali gli enti dispongono del
progetto definitivo completo del CUP;
d) altri interventi relativi a impianti sportivi per i quali gli
enti dispongono del progetto definitivo completo del CUP »;
h) il comma 489 e’ sostituito dal seguente:
« 489. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di
missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi
di riqualificazione dell’edilizia scolastica e la Presidenza del
Consiglio dei ministri – Ufficio per lo sport individuano gli enti
locali beneficiari degli spazi finanziari e l’importo degli stessi,
sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, entro il 10
febbraio di ogni anno. Ferme restando le priorita’ di cui ai commi
488 e 488-ter, qualora le richieste complessive risultino superiori
agli spazi finanziari disponibili, l’individuazione dei medesimi
spazi e’ effettuata a favore degli enti che presentano la maggiore
incidenza del fondo di cassa rispetto all’avanzo di amministrazione.
Qualora le richieste complessive risultino inferiori agli spazi
disponibili, l’importo eccedente e’ destinato alle finalita’ degli
interventi previsti al comma 492. Entro il 10 febbraio di ogni anno
la Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione per
il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di
riqualificazione dell’edilizia scolastica e la Presidenza del
Consiglio dei ministri – Ufficio per lo sport comunicano al Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato gli spazi finanziari da attribuire a ciascun
ente locale »;
i) al comma 491, alinea, dopo le parole: « edilizia scolastica »
sono inserite le seguenti: « e di impiantistica sportiva »;
l) al comma 492, dopo la lettera 0b), introdotta dal comma 886 del
presente articolo, e’ inserita la seguente:
«0c) investimenti gia’ avviati, a valere su risorse acquisite
mediante contrazione di mutuo e per i quali sono stati attribuiti
spazi finanziari ai sensi dell’ultimo decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato di cui all’alinea »;
m) al comma 492, dopo la lettera a) e’ inserita la seguente:
«a-bis) investimenti finanziati con avanzo di amministrazione o
mediante operazioni di indebitamento la cui progettazione definitiva
e/o esecutiva e’ finanziata a valere sulle risorse di cui
all’articolo 41-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 »;
n) al comma 492, lettera a), dopo il numero 2) e’ aggiunto il
seguente:
«2-bis) dei comuni con popolazione compresa tra 5.001e 15.000
abitanti, per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo
redatto e validato in conformita’ alla vigente normativa, completo
del cronoprogramma della spesa; »;
o) al comma 492, dopo la lettera d-bis) e’ aggiunta la seguente:
« d-ter) investimenti finalizzati al potenziamento e al rifacimento
di impianti per la produzione di energia elettrica di fonti
rinnovabili diverse dal fotovoltaico, per i quali gli enti dispongono
del progetto esecutivo redatto e validato in conformita’ alla vigente
normativa, completo del cronoprogramma della spesa »;
p) al comma 493, le parole: « 0a), a), c) e d) » sono sostituite
dalle seguenti: « 0a), 0b), 0c), a), a-bis), c), d), d-bis) e d-ter)
»;
q) il comma 507 e’ sostituito dal seguente:
«507. L’ente territoriale attesta l’utilizzo degli spazi finanziari
concessi in attuazione delle intese e dei patti di solidarieta’
previsti dall’articolo 10 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, con
l’invio della certificazione di verifica del rispetto dell’obiettivo
di saldo di cui al comma 470 del presente articolo. L’ente
territoriale non puo’ beneficiare di spazi finanziari di competenza
dell’esercizio finanziario successivo a quello dell’invio della
certificazione di cui al periodo precedente qualora gli spazi
finanziari concessi siano stati utilizzati per una quota inferiore al
90 per cento ».
875. I commi 10 e 11 dell’articolo 77-bis del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, sono abrogati.
876. Al fine di una piu’ celere realizzazione del progetto sportivo
delle finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci
alpino, che si terranno a Cortina d’Ampezzo, rispettivamente, nel
marzo 2020 e nel febbraio 2021, all’articolo 61 del decreto-legge 24
aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
giugno 2017, n. 96, dopo il comma 26 e’ inserito il seguente:
« 26-bis. Ai fini della realizzazione del piano di interventi
previsto dai commi 1 e 17, e’ in facolta’ del commissario: operare le
riduzioni dei termini come stabilite dagli articoli 60, 61, 62, 74 e
79 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; ridurre fino ad un
terzo i termini stabiliti dagli articoli 97, 183, 188 e 189 del
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; ridurre fino a dieci
giorni, in conformita’ alla direttiva 2007/66/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, il termine di cui
all’articolo 32 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. E’
altresi’ in facolta’ del commissario, per gli appalti pubblici di
lavori, di servizi e di forniture relativi agli interventi attuativi
del piano, fare ricorso all’articolo 63 del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50; in questo caso, nel rispetto dei principi di
trasparenza, concorrenza e rotazione, l’invito, contenente
l’indicazione dei criteri di aggiudicazione, e’ rivolto ad almeno
cinque operatori economici ».
877. All’articolo 35, comma 8, del decreto-legge 24 gennaio 2012,
n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n.
27, come modificato dall’articolo 1, comma 395, della legge 23
dicembre 2014, n. 190, le parole: « 31 dicembre 2017 » sono
sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2021 ».
878. Al fine di assicurare la copertura e la continuita’ del
servizio di tesoreria su tutto il territorio nazionale, tenuto conto
dell’essenzialita’ del medesimo per il funzionamento degli enti
locali, nonche’ di garantirne la sostenibilita’
economico-finanziaria, anche per finalita’ di tutela e di
coordinamento della finanza pubblica:
a) all’articolo 40, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: « Nell’ambito del
predetto servizio di tesoreria, sulla base di apposite convenzioni,
la societa’ Cassa depositi e prestiti Spa e’ autorizzata a concedere
anticipazioni di tesoreria agli enti locali nel rispetto dei principi
di accessibilita’, uniformita’ di trattamento, predeterminazione e
non discriminazione »;
b) all’articolo 255, comma 10, del testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, dopo le parole: « l’amministrazione » sono
inserite le seguenti: « delle anticipazioni di tesoreria di cui
all’articolo 222 e ».
879. Al comma 7 dell’articolo 12 del decreto-legge 22 giugno 2012,
n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
134, le parole: « 31 dicembre 2017 » sono sostituite dalle seguenti:
« 31 dicembre 2019 ».
880. Le risorse accantonate nel fondo pluriennale vincolato di
spesa dell’esercizio 2016 in applicazione del punto 5.4 del principio
contabile applicato concernente la contabilita’ finanziaria di cui
all’allegato n. 4/2 annesso al decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118, per finanziare le spese contenute nei quadri economici relative
a investimenti per lavori pubblici e quelle per procedure di
affidamento gia’ attivate, se non utilizzate, possono essere
conservate nel fondo pluriennale vincolato di spesa dell’esercizio
2017 purche’ riguardanti opere per le quali l’ente abbia gia’ avviato
le procedure per la scelta del contraente fatte salve dal codice dei
contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n.
50, o disponga del progetto esecutivo degli investimenti redatto e
validato in conformita’ alla vigente normativa, completo del
cronoprogramma di spesa. Tali risorse confluiscono nel risultato di
amministrazione se entro l’esercizio 2018 non sono assunti i relativi
impegni di spesa.
881. All’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 25 maggio
2017, n. 75, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:
«a) risulti in servizio successivamente alla data di entrata in
vigore della legge n. 124 del 2015 con contratti a tempo determinato
presso l’amministrazione che procede all’assunzione o, in caso di
amministrazioni comunali che esercitino funzioni in forma associata,
anche presso le amministrazioni con servizi associati »;
b) la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:
«c) abbia maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze
dell’amministrazione di cui alla lettera a) che procede
all’assunzione, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi,
negli ultimi otto anni ».
882. Al paragrafo 3.3 dell’allegato 4.2, recante « Principio
contabile applicato concernente la contabilita’ finanziaria »,
annesso al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, le parole: «,
nel 2018 e’ pari almeno all’85 per cento e dal 2019 l’accantonamento
al fondo e’ effettuato per l’intero importo » sono sostituite dalle
seguenti: « , nel 2018 e’ pari almeno al 75 per cento, nel 2019 e’
pari almeno all’85 per cento, nel 2020 e’ pari almeno al 95 per cento
e dal 2021 l’accantonamento al fondo e’ effettuato per l’intero
importo ».
883. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo il
comma 29 e’ inserito il seguente:
«29-bis. La Commissione di cui al comma 29, con cadenza biennale, a
partire dall’anno 2018, presenta una relazione alla Commissione
parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale in merito allo
stato di attuazione delle disposizioni di cui ai capi II, III, IV e
VI della legge 5 maggio 2009, n. 42, con particolare riferimento alle
ipotesi tecniche inerenti la determinazione dei livelli essenziali
delle prestazioni e al funzionamento dello schema perequativo ».
884. All’articolo 1, comma 449, lettera c), della legge 11 dicembre
2016, n. 232, le parole: « il 55 per cento per l’anno 2018, il 70 per
cento per l’anno 2019 » sono sostituite dalle seguenti: « il 45 per
cento per l’anno 2018, il 60 per cento per l’anno 2019 ».
885. All’articolo 1, comma 452, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Gli accantonamenti
di cui al primo periodo non utilizzati sono destinati all’incremento
dei contributi straordinari di cui all’articolo 15, comma 3, del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche
mediante il versamento all’entrata del bilancio dello Stato e la
successiva riassegnazione al pertinente capitolo dello stato di
previsione del Ministero dell’interno ».
886. All’articolo 1, comma 492, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, dopo la lettera 0a) e’ inserita la seguente:
«0b) investimenti degli enti locali, finanziati con avanzo di
amministrazione o da operazioni di indebitamento, finalizzati al
ripristino e alla messa in sicurezza del territorio, a seguito di
danni derivanti da eccezionali eventi meteorologici per i quali sia
stato dichiarato, nell’anno precedente la data della richiesta di
spazi finanziari, lo stato di emergenza, ai sensi dell’articolo 5
della legge 24 febbraio 1992, n. 225 ».
887. Entro il 30 aprile 2018, con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, di concerto con il Ministero dell’interno –
Dipartimento per gli affari interni e territoriali e con la
Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per gli affari
regionali e le autonomie, si provvede all’aggiornamento del principio
contabile applicato concernente la programmazione del bilancio
previsto dall’allegato 4/1 annesso al decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118, al fine di semplificare ulteriormente la disciplina del
Documento unico di programmazione (DUP) semplificato di cui
all’articolo 170, comma 6, del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
888. All’articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 5, le parole: « della durata massima di dieci anni »
sono sostituite dalle seguenti: « di durata compresa tra quattro e
venti anni »;
b) dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
« 5-bis. La durata massima del piano di riequilibrio finanziario
pluriennale, di cui al primo periodo del comma 5, e’ determinata
sulla base del rapporto tra le passivita’ da ripianare nel medesimo e
l’ammontare degli impegni di cui al titolo I della spesa del
rendiconto dell’anno precedente a quello di deliberazione del ricorso
alla procedura di riequilibrio o dell’ultimo rendiconto approvato,
secondo la seguente tabella:

=================================================================
| | Durata massima del piano|
| Rapporto passivita’/im­pegni di cui | di riequilibrio |
| al titolo I |fi­nanziario pluriennale |
+=====================================+=========================+
| Fino al 20 per cento | 4 anni |
+————————————-+————————-+
| Superiore al 20 per cento e fino al | |
| 60 per cento | 10 anni |
+————————————-+————————-+
| Superiore al 60 per cento e fino al | |
| 100 per cento | 15 anni |
+————————————-+————————-+
| Oltre il 100 per cento | 20 anni |
+————————————-+————————-+

».
889. Fermi restando i tempi di pagamento dei creditori, gli enti
locali che hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario
pluriennale o ne hanno conseguito l’approvazione, ai sensi
dell’articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, prima della data di entrata in vigore della
presente legge, possono rimodulare o riformulare il predetto piano,
al fine di usufruire delle modifiche introdotte dal comma 888 del
presente articolo. Gli enti locali che intendono avvalersi di tale
facolta’ trasmettono la deliberazione consiliare contenente la
relativa richiesta alla competente sezione regionale della Corte dei
conti e al Ministero dell’interno nel termine di quindici giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il consiglio
dell’ente locale, entro il termine perentorio di quarantacinque
giorni dalla data di esecutivita’ della deliberazione di cui al
periodo precedente, approva il piano rimodulato o riformulato,
corredato del parere dell’organo di revisione economico-finanziaria.
Al procedimento di formazione e di approvazione del piano si
applicano le disposizioni degli articoli 243-bis, commi 6, 7, 8, 9 e
9-bis, e 243-quater del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000; i termini previsti dal citato articolo
243-quater sono ridotti alla meta’. Per gli enti locali per i quali
la competente sezione regionale della Corte dei conti, alla data di
entrata in vigore della presente legge, ha gia’ accertato il grave
mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano
originario, ferme restando le eventuali misure prescritte ai sensi
dell’articolo 148-bis del citato testo unico, un ulteriore mancato
rispetto degli obiettivi del nuovo piano rimodulato o riformulato,
accertato nell’ambito della procedura di controllo di cui
all’articolo 243-quater, comma 6, del medesimo testo unico,
costituisce reiterazione del mancato rispetto degli obiettivi ai
sensi del comma 7 del citato articolo 243-quater.
890. All’articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 7 sono inseriti i
seguenti:
«7-bis. Al fine di pianificare la rateizzazione dei pagamenti di
cui al comma 7, l’ente locale interessato puo’ richiedere all’agente
della riscossione una dilazione dei carichi affidati dalle agenzie
fiscali e relativi alle annualita’ ricomprese nel piano di
riequilibrio pluriennale dell’ente. Le rateizzazioni possono avere
una durata temporale massima di dieci anni con pagamenti rateali
mensili. Alle rateizzazioni concesse si applica la disciplina di cui
all’articolo 19, commi 1-quater, 3 e 3-bis, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Sono dovuti
gli interessi di dilazione di cui all’articolo 21 del citato decreto
del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973.
7-ter. Le disposizioni del comma 7-bis si applicano anche ai
carichi affidati dagli enti gestori di forme di previdenza e
assistenza obbligatoria.
7-quater. Le modalita’ di applicazione delle disposizioni dei commi
7-bis e 7-ter sono definite con decreto del Ministero dell’economia e
delle finanze, di concerto con il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, da adottare entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione.
7-quinquies. L’ente locale e’ tenuto a rilasciare apposita
delegazione di pagamento ai sensi dell’articolo 206 quale garanzia
del pagamento delle rate relative ai carichi delle agenzie fiscali e
degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatoria
di cui ai commi 7-bis e 7-ter».
891. All’articolo 4 del testo unico di cui al decreto legislativo
19 agosto 2016, n. 175, dopo il comma 9-bis e’ aggiunto il seguente:
«9-ter. E’ fatta salva la possibilita’ per le amministrazioni
pubbliche di acquisire o mantenere partecipazioni, comunque non
superiori all’1 per cento del capitale sociale, in societa’ bancarie
di finanza etica e sostenibile, come definite dall’articolo 111-bis
del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, senza ulteriori
oneri finanziari rispetto a quelli derivanti dalla partecipazione
medesima ».
892. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 108,
della legge 28 dicembre 2015, n. 208, relativa al credito d’imposta
concesso alle imprese che effettuano l’acquisizione di beni
strumentali nuovi destinati a strutture produttive secondo le
modalita’ e le procedure indicate dall’articolo 1, commi da 98 a 107,
della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ incrementata per un importo
pari a 200 milioni di euro per l’anno 2018 e a 100 milioni di euro
per l’anno 2019. Il Fondo per lo sviluppo e la coesione,
programmazione 2014-2020, di cui all’articolo 1, comma 6, della legge
27 dicembre 2013, n. 147, e’ ridotto di 200 milioni di euro per
l’anno 2018 e di 100 milioni di euro per l’anno 2019.
893. I programmi operativi nazionali ed i programmi operativi
complementari possono prevedere per l’anno 2018, nell’ambito degli
obiettivi specifici previsti dalla relativa programmazione e nel
rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, misure
per favorire nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata,
Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna l’assunzione con contratto a
tempo indeterminato di soggetti che non abbiano compiuto i
trentacinque anni di eta’, ovvero di soggetti di almeno trentacinque
anni, purche’ privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno
sei mesi. Per i soggetti di cui al periodo precedente, l’esonero
contributivo di cui al comma 100 e’ elevato fino al 100 per cento,
nel limite massimo di importo su base annua pari a quanto stabilito
dall’articolo 1, comma 118, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
L’esonero contributivo di cui al periodo precedente e’ riconosciuto
in deroga a quanto previsto dal comma 114, secondo periodo.
894. Ai fini di cui al comma 893, sono adottate, con le rispettive
procedure previste dalla normativa vigente, le occorrenti azioni di
rimodulazione dei programmi interessati.
895. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 13,
della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificata dall’articolo
1, comma 811, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, a valere sulle
dotazioni del Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n.
183, relativa agli interventi a favore dello sviluppo delle aree
interne, e’ incrementata di 30 milioni di euro per ciascuno degli
anni 2019 e 2020 e di 31,18 milioni di euro per l’anno 2021.
896. Per effetto di quanto disposto dal comma 895, l’autorizzazione
di spesa a favore delle aree interne, a valere sulle dotazioni del
Fondo di rotazione di cui alla citata legge n. 183 del 1987, e’ pari,
complessivamente, a 281,18 milioni di euro. La ripartizione delle
risorse, definita all’articolo 1, comma 812, della legge 28 dicembre
2015, n. 208, e’ modificata come segue: 16 milioni di euro per l’anno
2015, 60 milioni di euro per l’anno 2016, 94 milioni di euro per
l’anno 2017, 20 milioni di euro per l’anno 2018, 30 milioni di euro
per l’anno 2019, 30 milioni di euro per l’anno 2020 e 31,18 milioni
di euro per l’anno 2021.
897. Al fine di sostenere il tessuto economico-produttivo delle
regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia,
Sardegna e Sicilia, e’ istituito un fondo denominato « Fondo imprese
Sud », di seguito denominato « Fondo », a sostegno della crescita
dimensionale delle piccole e medie imprese cosi’ come definite
nell’allegato1al regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del
17 giugno 2014, aventi sede legale e attivita’ produttiva nelle
predette regioni. Il Fondo ha una durata di dodici anni e una
dotazione iniziale pari a 150 milioni di euro, al cui onere si
provvede a valere sull’annualita’ 2017 del Fondo per lo sviluppo e
per la coesione, programmazione 2014-2020. La gestione del Fondo e’
affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e
lo sviluppo d’impresa Spa – Invitalia, di seguito denominata «
Agenzia », che a tale fine puo’ avvalersi anche della Banca del
Mezzogiorno. L’Agenzia stipula all’uopo un’apposita convenzione con
la Presidenza del Consiglio dei ministri. La gestione realizzata
dall’Agenzia ha natura di gestione fuori bilancio, assoggettata al
controllo della Corte dei conti, ai sensi dell’articolo 9 della legge
25 novembre 1971, n. 1041. Alla rendicontazione provvede il soggetto
gestore della misura. Le risorse di cui al presente comma sono
accreditate su un’apposita contabilita’ speciale intestata
all’Agenzia, aperta presso la Tesoreria dello Stato.
898. Quote aggiuntive del Fondo possono essere sottoscritte anche
da investitori istituzionali, pubblici e privati, individuati dalla
medesima Agenzia attraverso una procedura aperta e trasparente, e
dalla Banca del Mezzogiorno, dall’Istituto nazionale di promozione di
cui all’articolo 1, comma 826, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
dalla Banca europea per gli investimenti e dal Fondo europeo per gli
investimenti.
899. Il Fondo opera investendo nel capitale delle imprese di cui al
comma 897, unitamente e contestualmente a investitori privati
indipendenti. L’investimento nel capitale di ciascuna impresa target
e’ finanziato, per almeno il 50 per cento, da risorse apportate dai
predetti investitori privati indipendenti, individuati attraverso una
procedura aperta e trasparente. Il Fondo e gli investitori privati
indipendenti coinvestono nel capitale delle imprese di cui al comma
897 alle medesime condizioni.
900. Il Fondo puo’ inoltre investire, previa selezione tramite
procedura aperta e trasparente, nel rispetto della normativa vigente,
in fondi privati di investimento mobiliare chiuso (OICR), che
realizzano investimenti, almeno nella quota parte derivante dalle
risorse di cui al comma 897, integrate ai sensi del comma 899 con
fondi privati, in imprese con caratteristiche di cui al comma 897.
L’investimento del Fondo non puo’ superare il 30 per cento della
consistenza complessiva dei predetti fondi.
901. Con la convenzione di cui al comma 897, sono definite le
azioni volte alla crescita dimensionale delle imprese, tenuto conto
anche degli indicatori economici di ciascuna regione, le modalita’ di
selezione dei soggetti di cui ai commi 899 e 900, anche tenendo conto
della presenza di professionalita’ esperte dedicate esplicitamente
alle finalita’ di cui al comma 897, e i livelli minimi di
investimento da parte di soggetti terzi, pubblici o privati, al fine
di assicurare che vengano attivate risorse private in misura pari
almeno a quelle dedicate dal Fondo. La convenzione definisce altresi’
le modalita’ e i termini di operativita’ del Fondo, il riconoscimento
all’Agenzia degli oneri sostenuti nella gestione della misura, le
modalita’ di contribuzione dei soggetti terzi e i relativi criteri di
computo della contribuzione, i contenuti e la tempistica delle
attivita’ di monitoraggio e controllo, nonche’ le modalita’ di
restituzione delle somme rivenienti dai rimborsi e dai proventi degli
investimenti diretti e degli OICR chiusi ovvero dalla cessione o
liquidazione delle quote o azioni degli stessi. La convenzione puo’
essere periodicamente aggiornata anche in relazione all’analisi dei
risultati monitorati con le modalita’ di cui al comma 902.
902. L’Agenzia fornisce periodicamente, e con cadenza almeno
semestrale, alla Presidenza del Consiglio dei ministri i dati in
merito all’impiego delle risorse, evidenziando le tipologie di
attivita’ esercitate dalle imprese che sono state interessate dalla
misura, la loro crescita dimensionale in termini di fatturato e di
occupazione derivante dall’apporto di capitale nonche’ la misura
dell’apporto di capitale privato attivato.
903. Le risorse di cui al comma 897 sono gestite, nella
contabilita’ speciale intestata all’Agenzia, assicurando la
tracciabilita’ delle relative operazioni mediante adeguata
codificazione, nel rispetto della normativa europea applicabile. I
commi da 897 al presente comma entrano in vigore il giorno stesso
della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
904. All’articolo 21, comma 10, primo periodo, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, dopo le parole: « e posto in liquidazione. »
sono aggiunte le seguenti: « Il commissario liquidatore e’
autorizzato, al fine di accelerare le procedure di liquidazione e per
snellire il contenzioso in essere, a stipulare accordi transattivi
anche per le situazioni creditorie e debitorie in corso di
accertamento. Le transazioni di cui al periodo precedente devono
concludersi entro il 31 marzo 2018. Nei successivi sessanta giorni
dalla predetta data il commissario predispone comunque la situazione
patrimoniale del soppresso Ente riferita alla data del 31 marzo 2018
».
905. All’articolo 21, comma 11, del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, il primo periodo e’ sostituito dai seguenti: « Le funzioni
del soppresso Ente con le relative risorse, umane e strumentali, sono
trasferite dal 30 giugno 2018 alla societa’ costituita dallo Stato e
partecipata, ai sensi dell’articolo 9 del testo unico di cui al
decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, dal Ministero
dell’economia e delle finanze, e sottoposta alla vigilanza del
Dipartimento delegato all’Autorita’ politica per le politiche di
coesione e per il Mezzogiorno e dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali. Alla societa’ possono partecipare le
regioni Basilicata, Campania e Puglia, garantendo a queste ultime,
nell’atto costitutivo, la rappresentanza in relazione alla
disponibilita’ delle risorse idriche che alimentano il sistema e
tenendo conto della presenza sul territorio regionale delle
infrastrutture di captazione e grande adduzione. Lo statuto prevede
la possibilita’ per le predette regioni di conferire ulteriori
infrastrutture di approvvigionamento dei sistemi idrici alimentate da
trasferimenti di acqua tra regioni diverse, nonche’ di conferire, in
tutto o in parte, partecipazioni al capitale di societa’ attive in
settori o servizi idrici correlati, nonche’ per le ulteriori regioni
interessate ai trasferimenti idrici tra regioni del distretto
idrografico dell’Appennino Meridionale, di partecipare alla societa’
di cui al presente comma. La costituita societa’ e il commissario
liquidatore accertano entro il 30 giugno 2018, sulla base della
situazione patrimoniale predisposta dal medesimo commissario
liquidatore, attivita’ e passivita’ eventualmente residue dalla
liquidazione, che sono trasferite alla Societa’ nei limiti del
mantenimento dell’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario
della stessa. La tariffa idrica da applicare agli utenti del
costituito soggetto e’ determinata dall’Autorita’ di regolazione per
energia, reti e ambiente (ARERA) in accordo a quanto stabilito dal
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 luglio 2012,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 231 del 3 ottobre 2012 ».
All’onere derivante dalla costituzione della societa’ di cui al
presente comma, pari a 200.000 euro, si provvede, tenuto conto
dell’ambito territoriale di attivita’, nell’anno 2018, a valere sulle
risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione
2014-2020.
906. All’articolo 21 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
dopo il comma 11 e’ inserito il seguente:
«11-bis. Ai fini dell’applicazione della normativa in materia di
affidamento del servizio idrico integrato, l’affidamento alla
societa’ di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 11
maggio 1999, n. 141, e’ prorogato fino al 31 dicembre 2021 ».
907. Al comma 2-bis dell’articolo 6 del decreto-legge 29 marzo
2004, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio
2004, n. 140, le parole: « del comune di Campomarino (Campobasso) e
del Comune di San Salvo (Chieti) » sono sostituite dalle seguenti: «
dei comuni di Campomarino e di Termoli (Campobasso) e del comune di
San Salvo (Chieti) ».
908. Fermi restando l’impegno di spesa assunto e i tempi previsti
per l’esecuzione degli interventi, finanziati dalla gestione
commissariale dell’ex Agenzia per la promozione e lo sviluppo del
Mezzogiorno, cessata ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del
decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni,
dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, in favore di piccole e medie
imprese attive nel settore della produzione di prodotti agricoli di
qualita’, assegnati a organismi associativi di produttori ai sensi
dell’articolo 1-ter, comma 2, lettera c), del decreto-legge 9
settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
novembre 2005, n. 231, e dell’articolo 16-bis del decreto-legge 1°
luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto 2009, n. 102, e non formalmente gia’ definiti alla data del 30
giugno 2017, e’ prorogato d’ufficio al 30 giugno 2018 il termine per
la presentazione o per l’esame da parte dei competenti uffici
ministeriali della documentazione di spesa relativa ai suddetti
finanziamenti. Alla data di cui al precedente periodo e’ demandata
altresi’ ogni verifica sulla congruita’ e legittimita’ della spesa
certificata.
909. Al decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1:
1) al comma 1, il secondo periodo e’ soppresso;
2) al comma 2, primo periodo, dopo le parole: « dall’Agenzia delle
entrate » sono inserite le seguenti: « anche per l’acquisizione dei
dati fiscalmente rilevanti » e dopo la parola: « residenti » sono
inserite le seguenti: « o stabiliti »;
3) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Al fine di razionalizzare il procedimento di fatturazione e
registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi
effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel
territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse
esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di
Interscambio e secondo il formato di cui al comma 2. Gli operatori
economici possono avvalersi, attraverso accordi tra le parti, di
intermediari per la trasmissione delle fatture elettroniche al
Sistema di Interscambio, ferme restando le responsabilita’ del
soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del
servizio. Con il medesimo decreto ministeriale di cui al comma 2
potranno essere individuati ulteriori formati della fattura
elettronica basati su standard o norme riconosciuti nell’ambito
dell’Unione europea. Le fatture elettroniche emesse nei confronti dei
consumatori finali sono rese disponibili a questi ultimi dai servizi
telematici dell’Agenzia delle entrate; una copia della fattura
elettronica ovvero in formato analogico sara’ messa a disposizione
direttamente da chi emette la fattura. E’ comunque facolta’ dei
consumatori rinunciare alla copia elettronica o in formato analogico
della fattura. Sono esonerati dalle predette disposizionii soggetti
passivi che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” di cui
all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e
quelli che applicano il regime forfettario di cui all’articolo 1,
commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 »;
4) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:
« 3-bis. I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono
telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle
operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate
e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello
Stato, salvo quelle per le quali e’ stata emessa una bolletta
doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture
elettroniche secondo le modalita’ indicate nel comma 3. La
trasmissione telematica e’ effettuata entro l’ultimo giorno del mese
successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello
della data di ricezione del documento comprovante l’operazione »;
5) il comma 4 e’ abrogato;
6) al comma 5, le parole: « del comma 3» sono sostituite dalle
seguenti: « dei commi 3 e 3-bis »;
7) il comma 6 e’ sostituito dal seguente:
« 6. In caso di emissione di fattura, tra soggetti residenti o
stabiliti nel territorio dello Stato, con modalita’ diverse da quelle
previste dal comma 3, la fattura si intende non emessa e si applicano
le sanzioni previste dall’articolo 6 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 471. Il cessionario e il committente, per non
incorrere nella sanzione di cui all’articolo 6, comma 8, del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, devono adempiere agli obblighi
documentali ivi previsti mediante il Sistema di Interscambio. In caso
di omissione della trasmissione di cui al comma 3-bis ovvero di
trasmissione di dati incompleti o inesatti, si applica la sanzione di
cui all’articolo 11, comma 2-quater, del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 471 »;
8) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:
«6-bis. Gli obblighi di conservazione previsti dall’articolo 3 del
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 giugno 2014,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26 giugno 2014, si
intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche nonche’ per
tutti i documenti informatici trasmessi attraverso il Sistema di
Interscambio di cui all’articolo 1, comma 211, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e memorizzati dall’Agenzia delle entrate. I
tempi e le modalita’ di applicazione della presente disposizione,
anche in relazione agli obblighi contenuti nell’articolo 5 del citato
decreto ministeriale 17 giugno 2014, sono stabiliti con apposito
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. Con
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli
sono altresi’ stabilite le modalita’ di conservazione degli scontrini
delle giocate dei giochi pubblici autorizzati, secondo criteri di
semplificazione e attenuazione degli oneri di gestione per gli
operatori interessati e per l’amministrazione, anche con il ricorso
ad adeguati strumenti tecnologici, ferme restando le esigenze di
controllo dell’amministrazione finanziaria.
6-ter. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate
sono emanate le ulteriori disposizioni necessarie per l’attuazione
del presente articolo»;
b) all’articolo 2, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
« 1-bis. A decorrere dal 1º luglio 2018, la memorizzazione
elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi
di cui al comma 1 sono obbligatorie con riferimento alle cessioni di
benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti
per motori. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle
entrate, d’intesa con il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei
monopoli, sentito il Ministero dello sviluppo economico, sono
definiti, anche al fine di semplificare gli adempimenti
amministrativi dei contribuenti, le informazioni da trasmettere, le
regole tecniche, i termini per la trasmissione telematica e le
modalita’ con cui garantire la sicurezza e l’inalterabilita’ dei
dati. Con il medesimo provvedimento possono essere definiti modalita’
e termini graduali per l’adempimento dell’obbligo di memorizzazione
elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi,
anche in considerazione del grado di automazione degli impianti di
distribuzione di carburanti »;
c) l’articolo3 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 3 (Incentivi per la tracciabilita’ dei pagamenti). – 1. Il
termine di decadenza di cui all’articolo 57, primo comma, del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e il termine
di decadenza di cui all’articolo 43, primo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono ridotti
di due anni. La riduzione si applica solo per i soggetti passivi di
cui all’articolo 1 che garantiscono, nei modi stabiliti con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze, la tracciabilita’ dei
pagamenti ricevuti ed effettuati relativi ad operazioni di ammontare
superiore a euro 500. La riduzione non si applica, in ogni caso, ai
soggetti che effettuano anche operazioni di cui all’articolo 22 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
salvo che abbiano esercitato l’opzione di cui all’articolo 2, comma
1, del presente decreto »;
d) l’articolo 4 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 4 (Semplificazioni amministrative e contabili). – 1.
Nell’ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati
delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche e con le
comunicazioni delle operazioni transfrontaliere nonche’ sui dati dei
corrispettivi acquisiti telematicamente, ai soggetti passivi dell’IVA
esercenti arti e professioni e alle imprese ammesse al regime di
contabilita’ semplificata di cui all’articolo 18 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, compresi
coloro che hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 2, comma 1,
l’Agenzia delle entrate mette a disposizione:
a) gli elementi informativi necessari per la predisposizione dei
prospetti di liquidazione periodica dell’IVA;
b) una bozza di dichiarazione annuale dell’IVA e di dichiarazione
dei redditi, con i relativi prospetti riepilogativi dei calcoli
effettuati;
c) le bozze dei modelli F24 di versamento recanti gli ammontari
delle imposte da versare, compensare o richiedere a rimborso.
2. Per i soggetti di cui al comma 1 che si avvalgono degli elementi
messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, viene meno l’obbligo
di tenuta dei registri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
3. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono
emanate le disposizioni necessarie per l’attuazione del presente
articolo »;
e) l’articolo 5 e’ abrogato;
f) all’articolo 7, comma 1, le parole: « resta valida fino al 31
dicembre 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « resta valida fino
al 31 dicembre 2018 ».
910. A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti
corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonche’ ogni anticipo di
essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti
mezzi:
a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal
lavoratore;
b) strumenti di pagamento elettronico;
c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale
dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria
con mandato di pagamento;
d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o,
in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.
L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il
pagamento e’ il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta
o collaterale, del lavoratore, purche’ di eta’ non inferiore a sedici
anni.
911. I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la
retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore,
qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.
912. Per rapporto di lavoro, ai fini del comma 910, si intende ogni
rapporto di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice
civile, indipendentemente dalle modalita’ di svolgimento della
prestazione e dalla durata del rapporto, nonche’ ogni rapporto di
lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e
continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma
dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile
2001, n. 142. La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non
costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.
913. Le disposizioni di cui ai commi 910 e 911 non si applicano ai
rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni di cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, a quelli di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 339, ne’ a quelli
comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti
collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici,
stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente piu’
rappresentative a livello nazionale. Al datore di lavoro o
committente che viola l’obbligo di cui al comma 910 si applica la
sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una
somma da 1.000 euro a 5.000 euro.
914. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Governo stipula con le associazioni sindacali dei lavoratori
e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello
nazionale, con l’Associazione bancaria italiana e con la societa’
Poste italiane Spa una convenzione con la quale sono individuati gli
strumenti di comunicazione idonei a promuovere la conoscenza e la
corretta attuazione delle disposizioni di cui ai commi 910, 911 e
912. Gli obblighi di cui ai commi 910, 911 e 912 e le relative
sanzioni si applicano a decorrere dal centottantesimo giorno
successivo alla data di entrata in vigore della presente legge. La
Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il
Ministero dell’economia e delle finanze, predispone campagne
informative, avvalendosi dei principali mezzi di comunicazione,
nonche’ degli organi di comunicazione e di stampa e di soggetti
privati. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui al
presente comma, e’ autorizzata la spesa di 100.000 euro per l’anno
2018.
915. All’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
471, dopo il comma 2-ter e’ aggiunto il seguente:
« 2-quater. Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle
operazioni transfrontaliere di cui all’articolo 1, comma 3-bis, del
decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, si applica la sanzione
amministrativa di euro 2 per ciascuna fattura, comunque entro il
limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre. La sanzione e’
ridotta alla meta’, entro il limite massimo di euro 500, se la
trasmissione e’ effettuata entro i quindici giorni successivi alla
scadenza stabilita ai sensi del periodo precedente, ovvero se, nel
medesimo termine, e’ effettuata la trasmissione corretta dei dati.
Non si applica l’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 472 ».
916. Le disposizioni di cui ai commi da 909 a 928 si applicano alle
fatture emesse a partire dal 1º gennaio 2019. A decorrere dalla
medesima data l’articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e’
abrogato.
917. Fermo restando quanto previsto al comma 916, le disposizioni
dei commi da 909 a 928 si applicano alle fatture emesse a partire dal
1º luglio 2018 relative a:
a) cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati
come carburanti per motori;
b) prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti
della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di
lavori, servizi o forniture stipulato con un’amministrazione
pubblica. Ai fini della presente lettera, per filiera delle imprese
si intende l’insieme dei soggetti, destinatari della normativa di cui
all’articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, che intervengono a
qualunque titolo nel ciclo di realizzazione del contratto, anche con
noli e forniture di beni e prestazioni di servizi, ivi compresi
quelli di natura intellettuale, qualunque sia l’importo dei relativi
contratti o dei subcontratti. Le fatture elettroniche emesse ai sensi
della presente lettera riportano gli stessi codici CUP e CIG di cui
all’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,
riportati nelle fatture emesse dall’impresa capofila nei confronti
dell’amministrazione pubblica.
918. Le informazioni disponibili per effetto di quanto previsto dal
comma 917 sono utilizzate dall’Agenzia delle entrate, dall’Agenzia
delle dogane e dei monopoli, dal Corpo della guardia di finanza e
dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo per i rispettivi
compiti istituzionali.
919. Al fine di contrastare con maggiore efficacia l’evasione e le
frodi nel settore della commercializzazione e distribuzione dei
carburanti, nell’ambito della programmazione dell’attivita’ e delle
risorse disponibili a legislazione vigente dell’Agenzia delle entrate
e del Corpo della guardia di finanza, relative agli anni 2018, 2019 e
2020, e’ pianificata l’esecuzione di un piano straordinario di
controlli, finalizzato all’emersione di basi imponibili e imposte
sottratte a tassazione, sulla base di elementi e circostanze desunti
dalle informazioni presenti nel sistema informativo dell’anagrafe
tributaria, del coordinato utilizzo dei dati archiviati ai sensi
dell’articolo 11 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
nonche’ dei dati acquisiti in base agli ordinari poteri istruttori e
in particolare di quelli acquisiti ai sensi degli articoli 32, primo
comma, numero 7), del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, e 51, secondo comma, numero 7), del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
920. All’articolo 22, terzo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: « Gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati
presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti
passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati
con la fattura elettronica ».
921. All’articolo 2, comma 1, lettera b), del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696,
dopo le parole: « di carburanti e lubrificanti per autotrazione »
sono aggiunte le seguenti: « nei confronti di clienti che acquistano
al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione ».
922. All’articolo 164 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Le spese per carburante per autotrazione sono deducibili
nella misura di cui al comma 1 se effettuate esclusivamente mediante
carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da
operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto
dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 605 ».
923. All’articolo 19-bis.1, comma 1, lettera d), del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e’ aggiunto, in
fine, il seguente periodo: «L’avvenuta effettuazione dell’operazione
deve essere provata dal pagamento mediante carte di credito, carte di
debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti
all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
605, o da altro mezzo ritenuto parimenti idoneo individuato con
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate ».
924. Agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante
spetta un credito d’imposta pari al 50 per cento del totale delle
commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal
1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico mediante
carte di credito, emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo
di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma, del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605. Le
disposizioni del presente comma si applicano nel rispetto delle
condizioni e dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/ 2013
della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione
degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
europea agli aiuti « de minimis ».
925. Il credito d’imposta di cui al comma 924 e’ utilizzabile
esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta
successivo a quello di maturazione.
926. Sono abrogati:
a) l’articolo 2 della legge 21 febbraio 1977, n. 31;
b) il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica
10 novembre 1997, n. 444;
c) l’articolo 12 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30;
d) il decreto del direttore generale del Dipartimento delle entrate
del Ministero delle finanze 24 giugno 1999, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 161 del 12 luglio 1999.
927. Le disposizioni di cui ai commi da 920 a 926 si applicano a
partire dal 1° luglio 2018.
928. Al fine di garantire la disponibilita’ di professionalita’
necessarie a supportare il piano di innovazione tecnologica da
realizzare per l’incremento e il potenziamento del contrasto
all’evasione e all’elusione fiscale ed il monitoraggio della spesa
pubblica, alla societa’ di cui all’articolo 83, comma 15, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e alla Societa’ di cui
all’articolo 10, comma 12, della legge 8 maggio 1998, n. 146, non si
applicano le disposizioni inerenti a vincoli e limiti assunzionali,
di incentivazione all’esodo del personale e di gestione del rapporto
di lavoro, ivi compresi quelli previsti dal testo unico di cui al
decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, nel rispetto delle
direttive del controllo analogo esercitato dall’Amministrazione
finanziaria. Resta fermo il concorso della Societa’ agli obiettivi di
finanza pubblica ai sensi della normativa vigente.
929. All’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 12, dopo le parole: « affidabilita’ fiscale » sono
inserite le seguenti: « , la revisione e reingegnerizzazione
integrata dei processi fiscali e delle connesse procedure
informatiche, da realizzare in collaborazione con le competenti
Agenzie fiscali, con l’obiettivo della semplificazione e
dell’efficientamento dei processi, »;
b) dopo il comma 12 sono aggiunti i seguenti:
« 12-bis. Per la revisione e reingegnerizzazione integrata dei
processi fiscali e delle connesse procedure informatiche, di cui al
comma 12, e’ sentita una apposita commissione di esperti che esprime
il proprio parere non vincolante in merito alla idoneita’ delle
soluzioni proposte rispetto agli obiettivi indicati. La commissione
e’ istituita con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
ed e’ composta da esperti, designati dallo stesso Ministro, tenuto
anche conto delle segnalazioni delle Agenzie fiscali, del Corpo della
guardia di finanza, della SOGEI SpA, nonche’ delle organizzazioni
economiche di categoria, degli ordini professionali e delle
associazioni di software. I componenti della commissione partecipano
alle sue attivita’ a titolo gratuito e senza diritto al rimborso
delle spese eventualmente sostenute.
12-ter. La commissione consultiva di cui al comma 12-bis esprime,
entro il 30 novembre 2018, un parere in merito alle soluzioni
riguardanti la revisione e reingegnerizzazione delle procedure
informatiche connesse all’introduzione della fatturazione elettronica
IVA ».
930. Al comma 15, ultimo periodo, dell’articolo 9-bis del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, dopo le parole: « Ministero
dell’economia e delle finanze » sono inserite le seguenti: «
-Dipartimento del tesoro ».
931. Al fine di assicurare a tutti i contribuenti un trattamento
fiscale uniforme e di semplificare gli adempimenti dei contribuenti e
degli intermediari, gli indici sintetici di affidabilita’ fiscale,
previsti dall’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, si
applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre
2018.
932. Al fine di evitare la sovrapposizione di adempimenti, per gli
anni in cui si applicano le disposizioni di cui all’articolo 21 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il termine del 16 settembre di
cui al comma 1 dello stesso articolo 21 e’ fissato al 30 settembre e
il termine per la presentazione delle dichiarazioni in materia di
imposte sui redditi e di imposta regionale sulle attivita’ produttive
dei soggetti indicati nell’articolo 2 del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, in
scadenza al 30 settembre, e’ fissato al 31 ottobre.
933. All’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 3-bis, le parole: « entro il 31 luglio di ciascun anno
» sono sostituite dalle seguenti: « entro il 31 ottobre di ciascun
anno »;
b) al comma 4-bis, le parole: « entro il 31 luglio di ciascun anno
» sono sostituite dalle seguenti: « entro il 31 ottobre di ciascun
anno »;
c) al comma 6-quinquies:
1) dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: « La
trasmissione in via telematica delle certificazioni di cui al comma
6-ter, contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili
mediante la dichiarazione precompilata di cui all’articolo 1 del
decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, puo’ avvenire entro il
termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta
di cui al comma 1»;
2) all’ultimo periodo, le parole: « entro sessanta giorni dal
termine previsto nel primo periodo » sono sostituite dalle seguenti:
« entro sessanta giorni dai termini previsti nel primo e nel terzo
periodo, ».
934. Al regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 31
maggio 1999, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 13, comma 1, lettera b), le parole: « il 7 luglio »
sono sostituite dalle seguenti: « il 23 luglio »;
b) all’articolo 16, comma 1:
1) alla lettera a), le parole: « , entro il 7 luglio di ciascun
anno» sono soppresse;
2) alla lettera b), le parole: « e comunque entro il 7 luglio »
sono soppresse;
3) la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:
«c) trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate le
dichiarazioni predisposte »;
c) all’articolo 16, il comma 1-bis e’ sostituito dal seguente:
« 1-bis. I CAF-dipendenti e i professionisti abilitati, fermo
restando il termine del 10 novembre per la trasmissione delle
dichiarazioni integrative di cui all’articolo 14, concludono le
attivita’ di cui al comma 1, lettere a), b) e c), entro:
a) il 29 giugno di ciascun anno, per le dichiarazioni presentate
dal contribuente entro il 22 giugno;
b) il 7 luglio di ciascun anno, per le dichiarazioni presentate dal
contribuente dal 23 al 30 giugno;
c) il 23 luglio di ciascun anno, per le dichiarazioni presentate
dal contribuente dal 1° al 23 luglio »;
d) all’articolo 16, comma 2, le parole: « le comunicazioni e le
consegne di cui alle lettere a) e b) » sono sostituite dalle
seguenti: « le comunicazioni, le consegne e le trasmissioni di cui
alle lettere a), b) e c) ».
935. All’articolo 6, comma 6, del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 471, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « In caso
di applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva,
erroneamente assolta dal cedente o prestatore, fermo restando il
diritto del cessionario o committente alla detrazione ai sensi degli
articoli 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, l’anzidetto cessionario o committente e’ punito
con la sanzione amministrativa compresa fra 250 euro e 10.000 euro.
La restituzione dell’imposta e’ esclusa qualora il versamento sia
avvenuto in un contesto di frode fiscale ».
936. Al fine di contrastare l’evasione fiscale e agevolare
l’accertamento e la riscossione da parte dell’Agenzia delle entrate,
mediante il potenziamento del sistema di vigilanza nei confronti
delle societa’ cooperative e delle sanzioni per il mancato rispetto
del carattere mutualistico prevalente:
a) all’articolo 12 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220,
sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2638, secondo
comma, del codice civile, gli enti cooperativi che si sottraggono
all’attivita’ di vigilanza o non rispettano finalita’ mutualistiche
sono cancellati, sentita la Commissione centrale per le cooperative,
dall’albo nazionale degli enti cooperativi. Si applica il
provvedimento di scioglimento per atto dell’autorita’ ai sensi
dell’articolo 2545-septiesdecies del codice civile e dell’articolo
223-septiesdecies delle disposizioni per l’attuazione del codice
civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo
1942, n. 318, con conseguente obbligo di devoluzione del patrimonio
ai sensi dell’articolo 2514, primo comma, lettera d), del codice
civile »;
2) il comma 5-bis e’ sostituito dal seguente:
« 5-bis. Agli enti cooperativi che non ottemperino alla diffida
impartita in sede di vigilanza senza giustificato motivo ovvero non
ottemperino agli obblighi previsti dall’articolo 2545-octies del
codice civile e’ applicata una maggiorazione del contributo biennale
pari a tre volte l’importo dovuto. Le procedure per l’applicazione
della maggiorazione del contributo sono definite con decreto del
Ministro dello sviluppo economico »;
3) il comma 5-ter e’ sostituito dal seguente:
« 5-ter. Lo scioglimento di un ente cooperativo e’ comunicato,
entro trenta giorni, dal Ministero dello sviluppo economico
all’Agenzia delle entrate, anche ai fini dell’applicazione
dell’articolo 28, comma 4, del decreto legislativo 21 novembre 2014,
n. 175 »;
b) all’articolo 2542 del codice civile, dopo il primo comma e’
inserito il seguente:
«L’amministrazione della societa’ e’ affidata ad un organo
collegiale formato da almeno tre soggetti. Alle cooperative di cui
all’articolo 2519, secondo comma, si applica la disposizione prevista
dall’articolo 2383, secondo comma »;
c) all’articolo 2545-sexiesdecies del codice civile sono
apportate le seguenti modificazioni:
1) al primo comma, le parole: « irregolare funzionamento » sono
sostituite dalle seguenti: « gravi irregolarita’ di funzionamento o
fondati indizi di crisi »;
2) al terzo comma, le parole: « di cui ai commi precedenti » sono
sostituite dalle parole: « di cui al quarto comma »;
3) dopo il terzo comma e’ aggiunto il seguente:
« Laddove vengano accertate una o piu’ irregolarita’ suscettibili
di specifico adempimento, l’autorita’ di vigilanza, previa diffida,
puo’ nominare un commissario, anche nella persona del legale
rappresentante o di un componente dell’organo di controllo
societario, che si sostituisce agli organi amministrativi dell’ente,
limitatamente al compimento degli specifici adempimenti indicati ».
937. Per la benzina o il gasolio destinati ad essere utilizzati
come carburanti per motori e per gli altri prodotti carburanti o
combustibili da individuare con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, introdotti in un deposito fiscale o in un deposito di
un destinatario registrato di cui, rispettivamente, agli articoli 23
e 8 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le
imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504, l’immissione in consumo dal deposito fiscale o l’estrazione dal
deposito di un destinatario registrato e’ subordinata al versamento
dell’imposta sul valore aggiunto con modello F24 di cui all’articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, i cui riferimenti
vanno indicati nel documento di accompagnamento di cui all’articolo
12, comma 1, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n.
504 del 1995, senza possibilita’ di compensazione. Il versamento e’
effettuato dal soggetto per conto del quale il gestore dei predetti
depositi procede ad immettere in consumo o ad estrarre i prodotti di
cui al presente comma. La base imponibile, che include l’ammontare
dell’accisa, e’ costituita dal corrispettivo o valore relativo
all’operazione di introduzione ovvero dal corrispettivo o valore
relativo all’ultima cessione effettuata durante la loro custodia nel
deposito; la base imponibile in ogni caso e’ aumentata, se non gia’
compreso, dell’importo relativo alle eventuali prestazioni di servizi
delle quali i beni stessi abbiano formato oggetto durante la giacenza
fino al momento dell’estrazione. Non concorre alla formazione della
base imponibile l’eventuale importo sul quale e’ stata versata
l’imposta sul valore aggiunto in dogana all’atto dell’importazione.
938. La ricevuta di versamento e’ consegnata in originale al
gestore del deposito al fine di operare l’immissione in consumo o
l’estrazione dei prodotti; in mancanza di tale ricevuta di
versamento, il gestore del deposito e’ solidalmente responsabile
dell’imposta sul valore aggiunto non versata.
939. Sono effettuate senza pagamento dell’imposta sul valore
aggiunto le cessioni dei prodotti di cui al comma 937, che
intervengano durante la loro custodia nei depositi di cui al medesimo
comma 937.
940. Le disposizioni di cui ai commi 937, 938 e 939 si applicano,
per i prodotti introdotti a seguito di un acquisto intracomunitario,
anche qualora il deposito fiscale, previsto dall’articolo 23 del
testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,
sia utilizzato come deposito IVA ai sensi dell’articolo 50-bis del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, salvo il caso in cui
l’immissione in consumo dal medesimo deposito fiscale sia effettuata
per conto di un soggetto che integrii criteri di affidabilita’
stabiliti con il decreto di cui al comma 942 o che presti idonea
garanzia conle modalita’ ei termini stabiliti con il medesimo
decreto, il quale prevede altresi’ l’attestazione da fornire al
gestore del deposito, in alternativa alla ricevuta prevista al comma
938, al fine di operare l’immissione in consumo dei prodotti.
941. Le disposizioni dei commi 937, 938 e 939 non si applicano ai
prodotti di cui al comma 937 di proprieta’ del gestore del deposito
dal quale sono immessi in consumo o estratti; le medesime
disposizioni non si applicano ai prodotti di cui al comma 937 immessi
in consumo da un deposito fiscale per conto di un soggetto, titolare
di un diverso deposito fiscale avente capacita’ non inferiore ai
valori stabiliti dall’articolo 23, comma 3, del testo unico di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e che integri i criteri
di affidabilita’ stabiliti con il decreto di cui al comma 942 nonche’
ai prodotti, di cui al medesimo comma 937, immessi in consumo da un
deposito fiscale avente capacita’ non inferiore ai predetti valori
per conto di un soggetto che presti idonea garanzia conle modalita’ e
i termini stabiliti con il medesimo decreto di cui al comma 942.
942. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite le modalita’ attuative dei commi da
937 a 941. Il medesimo decreto disciplina, altresi’, le modalita’ di
comunicazione telematica, ai gestori dei depositi di cui al comma
937, dei dati relativi ai versamenti dell’imposta sul valore aggiunto
di cui al medesimo comma 937.
943. Le disposizioni di cui ai commi da 937 a 941 si applicano a
decorrere dal 1º febbraio 2018.
944. Qualora dal monitoraggio effettuato dall’Agenzia delle entrate
l’attuazione dei commi da 909 a 943 determini entrate nette inferiori
a quelle previste, alla compensazione dell’eventuale differenza si
provvede mediante la riduzione degli stanziamenti iscritti negli
stati di previsione della spesa disposta, su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze, con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, da adottare entro il 31 agosto di ogni anno. Lo schema del
decreto di cui al periodo precedente e’ trasmesso alle Camere per
l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti
per i profili finanziari, da rendere entro il termine di sette giorni
dalla data della trasmissione. Qualora le Commissioni non si
esprimano entro il termine di cui al periodo precedente, il decreto
puo’ essere adottato in via definitiva. Le eventuali maggiori entrate
risultanti dal monitoraggio previsto dal presente comma sono
destinate al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui
all’articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
945. Il soggetto che intende avvalersi, per lo stoccaggio di
prodotti energetici, di un deposito fiscale o del deposito di un
destinatario registrato di cui rispettivamente agli articoli 23 e 8
del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504, dei quali non sia il titolare, e’ preventivamente autorizzato
dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli all’esercizio di tale
attivita’, previa presentazione di apposita istanza. L’autorizzazione
di cui al presente comma ha validita’ biennale e ai soggetti
autorizzati e’ attribuito un codice identificativo.
946. Per i soggetti che risultino gia’ titolari, nel territorio
nazionale, di un deposito fiscale di prodotti energetici, di cui
all’articolo 23 del testo unico di cui al decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504, l’autorizzazione di cui al comma 945 e’
sostituita da una comunicazione, avente validita’ annuale, da
trasmettere all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, prima di
iniziare l’attivita’ di cui al comma 945; l’efficacia della medesima
comunicazione e’ comunque vincolata alla permanenza delle condizioni
richieste per la vigenza dell’autorizzazione ovvero della licenza
gia’ ottenute per l’esercizio del deposito fiscale.
947. L’attivita’ di stoccaggio dei prodotti energetici presso un
deposito fiscale o presso il deposito di un destinatario registrato
e’ consentita solo successivamente all’acquisizione, da parte
dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, dell’atto di assenso del
depositario autorizzato o del destinatario registrato ai soggetti
autorizzati ai sensi del comma 945 ed ai soggetti che hanno
effettuato la comunicazione di cui al comma 946. Il medesimo atto di
assenso e’ riferito a ciascun impianto ed e’ trasmesso, dal
depositario autorizzato o dal destinatario registrato, all’ufficio
delle dogane competente in relazione all’ubicazione del deposito
medesimo.
948. L’autorizzazione di cui al comma 945 e’ negata e l’istruttoria
per il relativo rilascio e’ sospesa allorche’ ricorrano, nei
confronti del soggetto di cui al medesimo comma 945, rispettivamente
le condizioni di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 23 del testo unico
di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504; la medesima
autorizzazione e’ revocata allorche’ ricorrano, nei confronti dello
stesso soggetto, le condizioni di cui al comma 9 del medesimo
articolo 23.
949. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli sospende
l’autorizzazione di cui al comma 945 allorche’ ricorrano, nei
confronti del soggetto di cui al medesimo comma 945, le condizioni di
cui all’articolo 23, comma 8, secondo periodo, del testo unico di cui
al decreto legislativo n. 504 del 1995. Trova altresi’ applicazione
quanto disposto dal comma 8, primo periodo, del predetto articolo 23,
qualora ricorrano le condizioni ivi previste nei confronti del
soggetto di cui al comma 945. L’autorizzazione e’ sempre sospesa
dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, anche su segnalazione
dell’Agenzia delle entrate, qualora il soggetto autorizzato di cui al
comma 945 sia incorso in violazioni gravi degli obblighi stabiliti in
materia di IVA.
950. Nel caso di persone giuridiche e di societa’, le disposizioni
di cui ai commi 948 e 949 in materia di diniego, di sospensione e di
revoca dell’autorizzazione di cui al comma 945 nonche’ di sospensione
dell’istruttoria per il rilascio della medesima autorizzazione, si
applicano anche qualora le condizioni previste ai medesimi commi 948
e 949 ricorrano con riferimento alle persone che ne rivestono
funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione,
nonche’ alle persone che ne esercitano, anche di fatto, la gestione e
il controllo.
951. Nei casi in cui l’autorizzazione di cui al comma 945 sia
sospesa o revocata ai sensi dei commi 948 e 949, ovvero sia stata
sospesa o revocata l’autorizzazione o la licenza per l’esercizio del
deposito fiscale del soggetto che ha effettuato la comunicazione di
cui al comma 946, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli provvede ad
informarne, contestualmente alla sospensione o alla revoca, i
depositari autorizzati o i destinatari registrati interessati.
952. I soggetti autorizzati di cui al comma 945 ed i soggetti che
hanno effettuato la comunicazione di cui al comma 946 redigono un
riepilogo dei quantitativi dei prodotti energetici stoccati presso i
depositi fiscali o presso i depositi dei destinatari registrati,
distinguendone i quantitativi con riferimento a ciascun deposito.
L’Amministrazione finanziaria ha facolta’ di eseguire le indagini e i
controlli necessari ai fini della corretta tenuta dei riepiloghi di
cui al presente comma e puo’, a tal fine, accedere liberamente nei
luoghi dove e’ custodita la documentazione attinente ai suddetti
prodotti energetici per procedere ad ispezioni documentali,
verificazioni e rilevazioni ritenute utili per accertare l’osservanza
delle disposizioni tributarie connesse con le operazioni riguardanti
i medesimi prodotti anche presso i fornitori dei soggetti
autorizzati.
953. L’estrazione di prodotti energetici, giacenti presso i
depositi fiscali o presso i depositi di destinatari registrati e di
proprieta’ di soggetti la cui autorizzazione di cui al comma 945 o
comunicazione di cui al comma 946 non sia piu’ efficace, e’
consentita alle condizioni stabilite dall’Agenzia delle dogane e dei
monopoli.
954. Per l’autorizzazione di cui al comma 945 e’ dovuto un diritto
annuale da versare nella misura e secondo le modalita’ stabilite
dall’articolo 63, comma 2, lettera a), del testo unico di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, per le licenze di
esercizio previste per i depositi fiscali di prodotti energetici.
955. Sono fatte salve le disposizioni del testo unico di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, con particolare
riferimento a quelle relative all’individuazione dei soggetti
obbligati al pagamento dell’accisa e della contabilizzazione dei
prodotti presso i depositi fiscali di cui all’articolo 23 del
predetto testo unico.
956. Ferma restando l’applicazione delle pene previste per le
violazioni che costituiscono reato, per le infrazioni alle
disposizioni di cui ai commi da 945 a 959 si applica la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da 1.000 euro a 10.000
euro. Il depositario autorizzato o il destinatario registrato che
consente lo stoccaggio ovvero procede all’estrazione di prodotti
energetici di depositanti privi dell’autorizzazione di cui al comma
945 ovvero che non abbiano effettuato la comunicazione di cui al
comma 946 ovvero la cui autorizzazione o comunicazione non sia piu’
efficace al momento dello stoccaggio o dell’estrazione dei prodotti
energetici, e’ responsabile solidale per il pagamento dell’IVA
afferente ai medesimi prodotti.
957. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite le modalita’ attuative dei commi da
945 a 959. Il medesimo decreto disciplina altresi’ il necessario
flusso informativo dei dati tra l’Agenzia delle dogane e dei monopoli
e l’Agenzia delle entrate, con modalita’ di trasmissione, anche
telematiche, da definire tra le predette Amministrazioni, nonche’ le
modalita’ con le quali e’ resa disponibile al Corpo della guardia di
finanza, al fine dei controlli di competenza, l’anagrafe dei soggetti
autorizzati.
958. Con determinazione del direttore dell’Agenzia delle dogane e
dei monopoli, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, sono stabiliti i dati obbligatori da
indicare nel documento di accompagnamento previsto dall’articolo 12,
comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre
1995, n. 504, per la circolazione dei prodotti assoggettati ad
accisa, a modifica delle disposizioni in materia contenute nel
regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 25 marzo
1996, n. 210, nonche’ gli ulteriori dati da trasmettere in forma
telematica relativi alle contabilita’ dei depositari autorizzati e
dei destinatari registrati, inclusi quelli atti ad individuare i
soggetti di cui ai commi 945 e 946 per conto dei quali i prodotti
medesimi sono stati estratti e i destinatari finali dei prodotti
stessi.
959. Le disposizioni di cui ai commi da 945 a 956 hanno efficacia a
decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in
vigore del decreto di cui al comma 957.
960. All’articolo 42 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « In
deroga al periodo precedente, al fine di salvaguardare la produzione
di energia da fonti rinnovabili degli impianti che al momento
dell’accertamento della violazione percepiscono incentivi, il GSE
dispone la decurtazione dell’incentivo in misura ricompresa fra il 20
e l’80 per cento in ragione dell’entita’ della violazione. Nel caso
in cui le violazioni siano spontaneamente denunciate dal soggetto
responsabile al di fuori di un procedimento di verifica e controllo
le decurtazioni sono ulteriormente ridotte di un terzo »;
b) al comma 5, dopo la lettera c) e’ inserita la seguente:
«c-bis) le violazioni che danno luogo a decurtazione dell’incentivo
ai sensi dell’ultimo periodo del comma 3».
961. Al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili in
materia tributaria pendenti presso la Corte di cassazione, secondo le
modalita’ individuate dal primo presidente con i programmi previsti
dall’articolo 37, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, si
applicano le disposizioni di cui ai commi da 962 a 981.
962. Ai fini di quanto previsto dal comma 961 si procede alla
nomina, in via straordinaria e non rinnovabile, di magistrati
ausiliari nel numero massimo di cinquanta, per lo svolgimento di
servizio onorario.
963. I magistrati ausiliari sono nominati con decreto del Ministro
della giustizia, previa deliberazione del Consiglio superiore della
magistratura, su proposta formulata dal consiglio direttivo della
Corte di cassazione nella composizione integrata a norma
dell’articolo 16 del decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25. Essi
sono assegnati all’ufficio del massimario e del ruolo della Corte per
essere destinati esclusivamente a comporre i collegi della sezione
cui sono devoluti i procedimenti di cui al comma 961. Di ciascun
collegio giudicante non possono far parte piu’ di due magistrati
ausiliari.
964. Possono essere chiamati all’ufficio onorario di magistrato
ausiliario i magistrati ordinari, compresi i consiglieri di
cassazione nominati per meriti insigni, a riposo da non piu’ di
cinque anni al momento di presentazione della domanda, che abbiano
maturato un’anzianita’ di servizio non inferiore a venticinque anni.
965. Per la nomina a magistrato ausiliario sono necessari i
seguenti requisiti:
a) essere cittadino italiano;
b) avere l’esercizio dei diritti civili e politici;
c) non aver riportato condanne per delitti non colposi;
d) non essere stato sottoposto a misura di prevenzione o di
sicurezza;
e) avere idoneita’ fisica e psichica;
f) non avere precedenti disciplinari diversi dalla sanzione piu’
lieve prevista dalle leggi di ordinamento giudiziario.
966. Al momento della presentazione della domanda il candidato non
deve aver compiuto i settantatre anni di eta’.
967. Non possono essere nominati magistrati ausiliari coloro che,
al momento della domanda e nel triennio precedente:
a) siano o siano stati membri del Parlamento nazionale ed europeo,
deputati o consiglieri regionali, membri del Governo, presidenti
delle regioni e delle province, membri delle giunte regionali e
provinciali;
b) siano o siano stati sindaci, assessori comunali, consiglieri
provinciali, comunali e circoscrizionali;
c) ricoprano o abbiano ricoperto incarichi direttivi o esecutivi
nei partiti politici.
968. Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore
della magistratura, determina, con proprio decreto, le modalita’ e i
termini di presentazione della domanda, prevedendo che alla selezione
si procede, ove necessario, mediante due interpelli pubblicati nel
rispetto di un intervallo temporale non superiore a sei mesi.

969. Per la nomina a magistrato ausiliario e’ riconosciuta
preferenza, nell’ordine, al pregresso esercizio di funzioni di
legittimita’ e alla minore anzianita’ anagrafica. Della pubblicazione
del decreto del Ministro della giustizia di cui al comma 968 e’ dato
avviso nel sito internet istituzionale del Ministero della giustizia.
970. Le domande dei candidati sono trasmesse, senza ritardo, al
consiglio direttivo della Corte di cassazione che formula le proposte
motivate di nomina.
971. Il magistrato ausiliario e’ nominato con decreto del Ministro
della giustizia per la durata di tre anni, non prorogabili.
972. Il magistrato ausiliario cessa dall’incarico nelle ipotesi di
decadenza, dimissioni e revoca a norma dei commi da 975 a 978.
973. Il magistrato ausiliario non puo’ esercitare la professione di
avvocato per tutto il periodo del mandato.
974. Il magistrato ausiliario ha l’obbligo di astenersi e puo’
essere ricusato a norma dell’articolo 52 del codice di procedura
civile, oltre che nei casi previsti dall’articolo 51, primo comma,
del medesimo codice, quando e’ stato associato o comunque collegato,
anche mediante il coniuge, i parenti o altre persone, con lo studio
professionale di cui ha fatto o fa parte il difensore di una delle
parti.
975. I magistrati ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono
perche’ viene meno taluno dei requisiti richiesti per la nomina, in
caso di revoca e di dimissioni ovvero quando sussiste una causa di
incompatibilita’.
976. In ogni momento il primo presidente della Corte di cassazione
propone motivatamente al consiglio direttivo la revoca del magistrato
ausiliario che non e’ in grado di svolgere diligentemente e
proficuamente il proprio incarico. E’ proposta la revoca del
magistrato ausiliario che non abbia definito, anche in parte o nei
confronti di alcune delle parti, un numero di procedimentialmeno pari
a centocinquanta per anno.
977. Nei casi di cui al comma 976 il consiglio direttivo, sentito
l’interessato e verificata la fondatezza della proposta, la trasmette
al Consiglio superiore della magistratura unitamente ad un parere
motivato.
978. I provvedimenti di cessazione sono adottati con decreto del
Ministro della giustizia, su deliberazione del Consiglio superiore
della magistratura.
979. Ai magistrati ausiliari e’ attribuito, a titolo di rimborso
spese forfettario, un importo onnicomprensivo di euro 1.000 mensili,
per undici mensilita’ all’anno. L’importo di cui al presente comma
non costituisce reddito e non e’ soggetto a ritenute previdenziali
ne’ assistenziali.
980. Per il perseguimento delle finalita’ di cui al comma 961, sino
alla scadenza del terzo anno successivo alla data di entrata in
vigore dei commi da 961 a 981 i magistrati ordinari addetti
all’ufficio del massimario e del ruolo della Corte di cassazione in
possesso dei requisiti di cui al terzo comma dell’articolo 115
dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio
1941, n. 12, sono applicati, a norma del predetto comma,
esclusivamente alla sezione alla quale sono devoluti i procedimenti
di cui al comma 961.
981. Per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 961 a
980 e’ autorizzata la spesa di euro 400.000 per l’anno 2018, di euro
550.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di euro 150.000 per
l’anno 2021.
982. Al fine di garantire la piena funzionalita’ degli uffici
dell’Agenzia delle entrate impegnati nella trattazione delle
procedure amichevoli internazionali, degli accordi preventivi per le
imprese con attivita’ internazionale e degli accordi relativi al
regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti
dall’utilizzo di beni immateriali, l’Agenzia procede alle iniziative
necessarie per assicurare l’esame delle istanze, la connessa
trattazione e gli atti conseguenti con un piano cadenzato che,
relativamente alle procedure amichevoli internazionali, consenta il
perfezionamento delle stesse entro i quattro anni successivi alla
data di entrata in vigore della presente legge.
983. Ai fini di cui al comma 982, in aggiunta alle assunzioni gia’
autorizzate o consentite dalla normativa vigente, anche in deroga
all’articolo 1, comma 227, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e
all’articolo 4, comma 3, lettera a), del decreto-legge 31 agosto
2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre
2013, n. 125, e’ autorizzata, nell’ambito dell’attuale dotazione
organica, ad espletare procedure concorsuali per l’assunzione di
nuovi funzionari di terza area funzionale, fascia retributiva F1, nel
limite di un contingente corrispondente a una spesa non superiore a
1,2 milioni di euro per l’anno 2018, a 6,2 milioni di euro per l’anno
2019, a 11,2 milioni di euro per l’anno 2020 e a 15 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2021. Agli oneri derivanti dal precedente
periodo, valutati in termini di indebitamento netto in 0,62 milioni
di euro per l’anno 2018, 3,2 milioni di euro per l’anno 2019, 5,8
milioni di euro per l’anno 2020 e 7,73 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2021, si provvede mediante riduzione del Fondo per la
compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione
vigente di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre
2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
2008, n. 189.
984. All’articolo 70-quinquies del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 4 sono aggiunti i
seguenti:
« 4-bis. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate
da una sede o da una stabile organizzazione partecipante a un gruppo
IVA nei confronti di una sua stabile organizzazione o della sua sede
situata all’estero si considerano effettuate dal gruppo IVA nei
confronti di un soggetto che non ne fa parte.
4-ter. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate
nei confronti di una sede o di una stabile organizzazione
partecipante a un gruppo IVA da una sua stabile organizzazione o
dalla sua sede situata all’estero si considerano effettuate nei
confronti del gruppo IVA da un soggetto che non ne fa parte.
4-quater. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi
effettuate nei confronti di una sede o di una stabile organizzazione
partecipante a un gruppo IVA, costituito in un altro Stato membro
dell’Unione europea, da una sua stabile organizzazione o dalla sua
sede situata nel territorio dello Stato si considerano effettuate nei
confronti del gruppo IVA costituito nell’altro Stato membro da un
soggetto che non ne fa parte.
4-quinquies. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi
effettuate da una sede o da una stabile organizzazione partecipante a
un gruppo IVA, costituito in un altro Stato membro dell’Unione
europea, nei confronti di una sua stabile organizzazione o della sua
sede situata nel territorio dello Stato si considerano effettuate dal
gruppo IVA costituito nell’altro Stato membro nei confronti di un
soggetto che non ne fa parte.
4-sexies. La base imponibile delle operazioni di cui ai commi da
4-bis a 4-quinquies e’ determinata, in presenza di un corrispettivo,
ai sensi dell’articolo 13, commi 1 e 3 ».
985. Le disposizioni di cui al comma 984 si applicano alle
operazioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018.
986. All’articolo 48-bis, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, la parola: « diecimila » e’
sostituita dalla seguente: « cinquemila ».
987. Al regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze 18 gennaio 2008, n. 40, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) le parole: « 10.000 » e « diecimila », ovunque ricorrano, sono
sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: « 5.000 » e « cinquemila
»;
b) all’articolo 3, comma 4, la parola: « trenta » e’ sostituita
dalla seguente: « sessanta ».
988. Le disposizioni di cui ai commi da 986 a 989 si applicano a
decorrere dal 1º marzo 2018.
989. Resta fermo il potere regolamentare previsto dall’articolo
48-bis, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602.
990. All’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
dopo il comma 49-bis e’ inserito il seguente:
« 49-ter. L’Agenzia delle entrate puo’ sospendere, fino a trenta
giorni, l’esecuzione delle deleghe di pagamento di cui agli articoli
17 e seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
contenenti compensazioni che presentano profili di rischio, al fine
del controllo dell’utilizzo del credito. Se all’esito del controllo
il credito risulta correttamente utilizzato, ovvero decorsi trenta
giorni dalla data di presentazione della delega di pagamento, la
delega e’ eseguita e le compensazioni e i versamenti in essa
contenuti sono considerati effettuati alla data stessa della loro
effettuazione; diversamente la delega di pagamento non e’ eseguita e
i versamenti e le compensazioni si considerano non effettuati. In tal
caso la struttura di gestione dei versamenti unificati di cui
all’articolo 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, non
contabilizza i versamenti e le compensazioni indicate nella delega di
pagamento e non effettua le relative regolazioni contabili. Con
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabiliti
i criteri e le modalita’ di attuazione del presente comma.
All’attuazione delle disposizioni del presente comma si provvede con
le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica ».
991. All’articolo 9, comma 1-bis, della legge 29 ottobre 1961, n.
1216, la parola: « maggio » e’ sostituita dalla seguente: « novembre
» e le parole: « provvisoriamente determinata » sono soppresse.
992. La percentuale della somma da versare nei termini e con le
modalita’ previsti dall’articolo 9, comma 1-bis, della legge 29
ottobre 1961, n. 1216, e’ elevata al 58 per cento per l’anno 2018, al
59 per cento per l’anno 2019 e al 74 per cento per gli anni
successivi.
993. Al comma 5-bis dell’articolo 3 della legge 3 febbraio 1989, n.
39, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Gli agenti
immobiliari che esercitano l’attivita’ di mediazione in violazione
dell’obbligo di cui al precedente periodo sono puniti con la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma compresa fra euro 3.000 ed
euro 5.000 ».
994. All’articolo 96, comma 2, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, l’ultimo periodo e’ soppresso.
995. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212,
la disposizione di cui al comma 994 si applica a decorrere dal
periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.
996. All’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, la Nota 1 e’
sostituita dalla seguente:
« 1. Per le copie dichiarate conformi, l’imposta, salva specifica
disposizione, e’ dovuta indipendentemente dal trattamento previsto
per l’originale. L’imposta non e’ dovuta per le copie, dichiarate
conformi all’originale informatico, degli assegni presentati al
pagamento in forma elettronica per i quali e’ stato attestato il
mancato pagamento nonche’ della relativa documentazione, di cui
all’articolo 4, comma 3, del regolamento di cui al decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze 3 ottobre 2014, n. 205, e di
cui all’articolo 15 del regolamento della Banca d’Italia del 22 marzo
2016, emanati ai sensi dell’articolo 8, comma 7, lettere d) ed e),
del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 ».
997. All’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002,
n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003,
n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: « 1º gennaio 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « 1º gennaio 2018 »;
b) al secondo periodo, le parole: « 30 giugno 2017 » sono
sostituite dalle seguenti: « 30 giugno 2018 »;
c) al terzo periodo, le parole: « 30 giugno 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « 30 giugno 2018 ».
998. Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in
mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione
agricola rideterminati con le modalita’ e nei termini indicati dal
comma 2 dell’articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27,
come modificato dal comma 997 del presente articolo, le aliquote
delle imposte sostitutive di cui all’articolo 5, comma 2, della legge
28 dicembre 2001, n. 448, sono pari entrambe all’8 per cento e
l’aliquota di cui all’articolo 7, comma 2, della medesima legge n.
448 del 2001 e’ raddoppiata.
999. All’articolo 68 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 e’ abrogato;
b) al comma 5, le parole: « Le plusvalenze di cui alle lettere
c-bis) » sono sostituite dalle seguenti: « Le plusvalenze di cui alle
lettere c) e c-bis) »;
c) al comma 7, la lettera b) e’ abrogata.
1000. All’articolo 5 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n.
461, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, primo periodo, le parole: «I redditi di cui alle
lettere da c-bis) a c-quinquies) » sono sostituite dalle seguenti: «I
redditi di cui alle lettere da c) a c-quinquies) »;
b) al comma 2, secondo periodo, le parole: « non qualificati » sono
soppresse;
c) al comma 3, il primo periodo e’ soppresso ed il secondo periodo
e’ sostituito dal seguente: « Con uno o piu’ decreti del Ministero
dell’economia e delle finanze possono essere previsti particolari
adempimenti ed oneri di documentazione per la determinazione dei
redditi soggetti all’imposta sostitutiva di cui al comma 2»;
d) al comma 4, il secondo periodo e’ soppresso.
1001. All’articolo 6 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n.
461, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « ai sensi delle lettere c-bis) e c-ter)
del comma 1» sono sostituite dalle seguenti: « ai sensi delle lettere
c), c-bis) e c-ter) del comma 1»;
b) il comma 8 e’ abrogato.
1002. All’articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n.
461, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, le parole: « lettere da c-bis) a
c-quinquies) » sono sostituite dalle seguenti: « lettere da c) a
c-quinquies) » e al secondo periodo, le parole: « non qualificati »
sono soppresse;
b) al comma 3, lettera d), le parole: « , con esclusione delle
ritenute sugli utili derivanti dalle partecipazioni in societa’
estere qualificate ai sensi della lettera c) del comma 1
dell’articolo 67 del testo unico delle imposte sui redditi » sono
soppresse;
c) il comma 14 e’ abrogato.
1003. All’articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dal
seguente: « Le societa’ e gli enti indicati nelle lettere a) e b) del
comma 1 dell’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, operano, con obbligo di rivalsa, una ritenuta del 26 per
cento a titolo d’imposta sugli utili in qualunque forma corrisposti,
anche nei casi di cui all’articolo 47, comma 7, del predetto testo
unico, a persone fisiche residenti in relazione a partecipazioni
qualificate e non qualificate ai sensi delle lettere c) e c-bis) del
comma 1 dell’articolo 67 del medesimo testo unico nonche’ agli utili
derivanti dagli strumenti finanziari di cui all’articolo 44, comma 2,
lettera a), e dai contratti di associazione in partecipazione di cui
all’articolo 109, comma 9, lettera b), del predetto testo unico, non
relative all’impresa ai sensi dell’articolo 65 del medesimo testo
unico »;
b) al comma 4, primo periodo, le parole: « non qualificati ai sensi
della lettera c-bis) del comma 1 dell’articolo 67 » sono sostituite
dalle seguenti: « qualificati e non qualificati ai sensi delle
lettere c) e c-bis) del comma 1 dell’articolo 67 »;
c) al comma 4, secondo periodo, la lettera a) e’ abrogata;
d) al comma 5, le parole: « o ad una partecipazione qualificata ai
sensi della lettera c) del comma 1 dell’articolo 67 del citato testo
unico » sono soppresse.
1004. All’articolo 47 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, il primo periodo e’ soppresso;
b) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
« 2. Nel caso di contratti di cui all’articolo 109, comma 9,
lettera b), se l’associante determina il reddito in base alle
disposizioni di cui all’articolo 66, gli utili concorrono alla
formazione del reddito imponibile complessivo dell’associato nella
misura del 58,14 per cento, qualora l’apporto sia superiore al 25 per
cento della somma delle rimanenze finali di cui agli articoli 92 e 93
e del costo complessivo dei beni ammortizzabili determinato con i
criteri di cui all’articolo 110 al netto dei relativi ammortamenti.
Per i contratti stipulati con associanti non residenti, la
disposizione del periodo precedente si applica nel rispetto delle
condizioni indicate nell’articolo 44, comma 2, lettera a), ultimo
periodo; ove tali condizioni non siano rispettate le remunerazioni
concorrono alla formazione del reddito per il loro intero ammontare
».
1005. Le disposizioni di cui ai commi da 999 a 1006 si applicano ai
redditi di capitale percepiti a partire dal 1º gennaio 2018 ed ai
redditi diversi realizzati a decorrere dal 1º gennaio 2019.
1006. In deroga alle previsioni di cui ai commi da 999 a 1005, alle
distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate in
societa’ ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle societa’
formatesi con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31
dicembre 2017, deliberate dal 1º gennaio 2018 al 31 dicembre 2022,
continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze 26 maggio 2017, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 160 dell’11 luglio 2017.
1007. Ai fini degli articoli 47, comma 4, e 89, comma 3, del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non si considerano
provenienti da societa’ residenti o localizzate in Stati o territori
a regime fiscale privilegiato gli utili percepiti a partire dal
periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e
maturati in periodi d’imposta precedenti nei quali le societa’
partecipate erano residenti o localizzate in Stati o territori non
inclusi nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21
novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23
novembre 2001. Le disposizioni del precedente periodo si applicano
anche per gli utili maturati in periodi successivi a quello in corso
al 31 dicembre 2014 in Stati o territori non a regime privilegiato e,
in seguito, percepiti in periodi d’imposta in cui risultino integrate
le condizioni per l’applicazione dell’articolo 167, comma 4, del
citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica
n. 917 del 1986. In caso di cessione delle partecipazioni la
preesistente stratificazione delle riserve di utili si trasferisce al
cessionario.
1008. Ai fini del comma 1007, gli utili distribuiti dal soggetto
non residente si presumono prioritariamente formati con quelli da
considerare non provenienti da Stati o territori a regime fiscale
privilegiato.
1009. All’articolo 89, comma 3, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente:
« Gli utili provenienti dai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1,
lettera d), residenti in Stati o territori a regime fiscale
privilegiato ai sensi dell’articolo 167, comma 4, e le remunerazioni
derivanti dai contratti di cui all’articolo 109, comma 9, lettera b),
stipulati con tali soggetti, non concorrono a formare il reddito
dell’esercizio in cui sono percepiti in quanto esclusi dalla
formazione del reddito della societa’ o dell’ente ricevente per il 50
per cento del loro ammontare, a condizione che sia dimostrato, anche
a seguito dell’esercizio dell’interpello di cui all’articolo 167,
comma 5, lettera b), l’effettivo svolgimento, da parte del soggetto
non residente, di un’attivita’ industriale o commerciale, come sua
principale attivita’, nel mercato dello Stato o territorio di
insediamento; in tal caso, e’ riconosciuto al soggetto controllante
residente nel territorio dello Stato, ovvero alle sue controllate
residenti percipienti gli utili, un credito d’imposta ai sensi
dell’articolo 165 in ragione delle imposte assolte dalla societa’
partecipata sugli utili maturati durante il periodo di possesso della
partecipazione, in proporzione alla quota imponibile degli utili
conseguiti e nei limiti dell’imposta italiana relativa a tali utili
».
1010. All’articolo 162 del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo la lettera f) e’ aggiunta la seguente:
«f-bis) una significativa e continuativa presenza economica nel
territorio dello Stato costruita in modo tale da non fare risultare
una sua consistenza fisica nel territorio stesso »;
b) i commi da 4 a 7 sono sostituiti dai seguenti:
« 4. Fermi restando i commi da 1 a 3, la dizione “stabile
organizzazione” non comprende:
a) l’uso di una installazione ai soli fini di deposito, di
esposizione o di consegna di beni o merci appartenenti all’impresa;
b) la disponibilita’ di beni o merci appartenenti all’impresa
immagazzinati ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna;
c) la disponibilita’ di beni o merci appartenenti all’impresa
immagazzinati ai soli fini della trasformazione da parte di un’altra
impresa;
d) la disponibilita’ di una sede fissa di affari utilizzata ai soli
fini di acquistare beni o merci o di raccogliere informazioni per
l’impresa;
e) la disponibilita’ di una sede fissa di affari utilizzata ai soli
fini dello svolgimento, per l’impresa, di ogni altra attivita’;
f) la disponibilita’ di una sede fissa di affari utilizzata ai soli
fini dell’esercizio combinato delle attivita’ menzionate nelle
lettere da a) ad e).
4-bis. Le disposizioni del comma 4 si applicano a condizione che le
attivita’ di cui alle lettere da a) a e) o, nei casi di cui alla
lettera f), l’attivita’ complessiva della sede fissa d’affari siano
di carattere preparatorio o ausiliario.
5. Il comma 4 non si applica ad una sede fissa d’affari che sia
utilizzata o gestita da un’impresa se la stessa impresa o un’impresa
strettamente correlata svolge la sua attivita’ nello stesso luogo o
in un altro luogo nel territorio dello Stato e lo stesso luogo o
l’altro luogo costituisce una stabile organizzazione per l’impresa o
per l’impresa strettamente correlata in base alle previsioni del
presente articolo, ovvero l’attivita’ complessiva risultante dalla
combinazione delle attivita’ svolte dalle due imprese nello stesso
luogo, o dalla stessa impresa o da imprese strettamente correlate nei
due luoghi, non sia di carattere preparatorio o ausiliario, purche’
le attivita’ svolte dalle due imprese nello stesso luogo, o dalla
stessa impresa, o dalle imprese strettamente correlate nei due
luoghi, costituiscano funzioni complementari che siano parte di un
complesso unitario di operazioni d’impresa.
6. Ferme le disposizioni dei commi 1 e 2 e salvo quanto previsto
dal comma 7, se un soggetto agisce nel territorio dello Stato per
conto di un’impresa non residente e abitualmente conclude contratti o
opera ai fini della conclusione di contratti senza modifiche
sostanziali da parte dell’impresa e detti contratti sono in nome
dell’impresa, oppure relativi al trasferimento della proprieta’, o
per la concessione del diritto di utilizzo, di beni di tale impresa o
che l’impresa ha il diritto di utilizzare, oppure relativi alla
fornitura di servizi da parte di tale impresa, si considera che tale
impresa abbia una stabile organizzazione nel territorio dello Stato
in relazione a ogni attivita’ svolta dal suddetto soggetto per conto
dell’impresa, a meno che le attivita’ di tale soggetto siano limitate
allo svolgimento delle attivita’ di cui al comma 4 le quali, se
esercitate per mezzo di una sede fissa di affari, non permetterebbero
di considerare questa sede fissa una stabile organizzazione ai sensi
delle disposizioni del medesimo comma 4.
7. Il comma 6 non si applica quando il soggetto, che opera nel
territorio dello Stato per conto di un’impresa non residente, svolge
la propria attivita’ in qualita’ di agente indipendente e agisce per
l’impresa nell’ambito della propria ordinaria attivita’. Tuttavia,
quando un soggetto opera esclusivamente o quasi esclusivamente per
conto di una o piu’ imprese alle quali e’ strettamente correlato,
tale soggetto non e’ considerato un agente indipendente, ai sensi del
presente comma, in relazione a ciascuna di tali imprese.
7-bis. Ai soli fini del presente articolo, un soggetto e’
strettamente correlato ad un’impresa se, tenuto conto di tutti i
fatti e di tutte le circostanze rilevanti, l’uno ha il controllo
dell’altra ovvero entrambi sono controllati da uno stesso soggetto.
In ogni caso, un soggetto e’ considerato strettamente correlato ad
un’impresa se l’uno possiede direttamente o indirettamente piu’ del
50 per cento della partecipazione dell’altra o, nel caso di una
societa’, piu’ del 50 per cento del totale dei diritti di voto e del
capitale sociale, o se entrambi sono partecipati da un altro
soggetto, direttamente o indirettamente, per piu’ del 50 per cento
della partecipazione, o, nel caso di una societa’, per piu’ del 50
per cento del totale dei diritti di voto e del capitale sociale »;
c) al comma 8, le parole: « dal comma precedente » sono
sostituite dalle seguenti: « dal comma 7».
1011. E’ istituita l’imposta sulle transazioni digitali, relative a
prestazioni di servizi effettuate tramite mezzi elettronici rese nei
confronti di soggetti residenti nel territorio dello Stato indicati
all’articolo 23, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600, diversi dai soggetti che hanno aderito al
regime di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23
dicembre 2014, n. 190, e dai soggetti di cui all’articolo 27 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonche’ delle stabili
organizzazioni di soggetti non residenti situate nel medesimo
territorio.
1012. Le prestazioni di servizi di cui al comma 1011 sono
individuate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da
emanare entro il 30 aprile 2018. Si considerano servizi prestati
tramite mezzi elettronici quelli forniti attraverso internet o una
rete elettronica e la cui natura rende la prestazione essenzialmente
automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile
da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione.
1013. L’imposta di cui al comma 1011 si applica con l’aliquota del
3 per cento sul valore della singola transazione. Per valore della
transazione si intende il corrispettivo dovuto per le prestazioni di
cui al comma 1012, al netto dell’imposta sul valore aggiunto,
indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione.
L’imposta si applica nei confronti del soggetto prestatore, residente
o non residente, che effettua nel corso di un anno solare un numero
complessivo di transazioni di cui al comma 1011 superiore a 3.000
unita’.
1014. L’imposta e’ prelevata, all’atto del pagamento del
corrispettivo, dai soggetti committenti dei servizi di cui al comma
1012, con obbligo di rivalsa sui soggetti prestatori, salvo il caso
in cui i soggetti che effettuano la prestazione indichino nella
fattura relativa alla prestazione, o in altro documento idoneo da
inviare contestualmente alla fattura, eventualmente individuato con
il provvedimento di cui al comma 1015, di non superare i limiti di
transazioni indicati nel comma 1013. I medesimi committenti versano
l’imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello del
pagamento del corrispettivo.
1015. Con il decreto di cui al comma 1012 sono stabilite le
modalita’ applicative dell’imposta di cui al comma 1011, ivi compresi
gli obblighi dichiarativi e di versamento, nonche’ eventuali casi di
esonero. Con uno o piu’ provvedimenti del direttore dell’Agenzia
delle entrate possono essere individuate ulteriori modalita’ di
attuazione della disciplina.
1016. Ai fini dell’accertamento, delle sanzioni, della riscossione
e del contenzioso relativi all’imposta di cui al comma 1011, si
applicano le disposizioni previste in materia di imposta sul valore
aggiunto, in quanto compatibili.
1017. Le disposizioni di cui ai commi da 1011 a 1016 si applicano a
decorrere dal 1º gennaio dell’anno successivo a quello della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma
1012.
1018. Dall’attuazione dei commi da 1010 a 1019 non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con
le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente.
1019. Il Ministro dell’economia e delle finanze presenta alle
Camere una relazione annuale sullo stato di attuazione e sui
risultati conoscitivi ed economici derivanti dalle disposizioni di
cui ai commi da 1010 a 1018. Nella Nota di aggiornamento del
Documento di economia e finanza (DEF), il Ministero dell’economia e
delle finanze – Dipartimento delle finanze presenta una relazione
sull’attuazione dei commi da 1010 a1018 anche ai fini
dell’aggiornamento degli effetti finanziari derivanti dagli stessi.
1020. Al fine di adeguare l’ordinamento interno al regolamento (UE)
2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016,
relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al
trattamento dei dati personali, nonche’ alla libera circolazione di
tali dati, di seguito denominato « regolamento RGPD », il Garante per
la protezione dei dati personali assicura la tutela dei diritti
fondamentali e delle liberta’ dei cittadini.
1021. Ai fini di cui al comma 1020, il Garante per la protezione
dei dati personali, con proprio provvedimento da adottare entro due
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge:
a) disciplina le modalita’ attraverso le quali il Garante stesso
monitora l’applicazione del regolamento RGPD e vigila sulla sua
applicazione;
b) disciplina le modalita’ di verifica, anche attraverso
l’acquisizione di informazioni dai titolari dei dati personali
trattati per via automatizzata o tramite tecnologie digitali, della
presenza di adeguate infrastrutture per l’interoperabilita’ dei
formati con cui i dati sono messi a disposizione dei soggetti
interessati, sia ai fini della portabilita’ dei dati ai sensi
dell’articolo 20 del regolamento RGPD, sia ai fini dell’adeguamento
tempestivo alle disposizioni del regolamento stesso;
c) predispone un modello di informativa da compilare a cura dei
titolari di dati personali che effettuano un trattamento fondato
sull’interesse legittimo che prevede l’uso di nuove tecnologie o di
strumenti automatizzati;
d) definisce linee-guida o buone prassi in materia di trattamento
dei dati personali fondato sull’interesse legittimo del titolare.
1022. Il titolare di dati personali, individuato ai sensi
dell’articolo 4, numero 7), del regolamento RGPD, ove effettui un
trattamento fondato sull’interesse legittimo che prevede l’uso di
nuove tecnologie o di strumenti automatizzati, deve darne tempestiva
comunicazione al Garante per la protezione dei dati personali. A tale
fine, prima di procedere al trattamento, il titolare dei dati invia
al Garante un’informativa relativa all’oggetto, alle finalita’ e al
contesto del trattamento, utilizzando il modello di cui al comma
1021, lettera c). Trascorsi quindici giorni lavorativi dall’invio
dell’informativa, in assenza di risposta da parte del Garante, il
titolare puo’ procedere al trattamento.
1023. Il Garante per la protezione dei dati personali effettua
un’istruttoria sulla base dell’informativa ricevuta dal titolare ai
sensi del comma 1022 e, ove ravvisi il rischio che dal trattamento
derivi una lesione dei diritti e delle liberta’ dei soggetti
interessati, dispone la moratoria del trattamento per un periodo
massimo di trenta giorni. In tale periodo, il Garante puo’ chiedere
al titolare ulteriori informazioni e integrazioni, da rendere
tempestivamente, e, qualora ritenga che dal trattamento derivi
comunque una lesione dei diritti e delle liberta’ del soggetto
interessato, dispone l’inibitoria all’utilizzo dei dati.
1024. Il Garante per la protezione dei dati personali da’ conto
dell’attivita’ svolta ai sensi del comma 1023 e dei provvedimenti
conseguentemente adottati nella relazione annuale di cui all’articolo
154, comma 1, lettera m), del codice in materia di protezione dei
dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
1025. Ai fini dell’attuazione dei commi 1020, 1021, 1022, 1023 e
1024 e’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2018.
1026. In coerenza con gli obiettivi di conseguire una gestione
efficiente dello spettro e di favorire la transizione verso la
tecnologia 5G, enunciati dal Piano di azione per il 5G della
Commissione europea, di cui alla comunicazione della Commissione
europea del 14 settembre 2016, COM(2016) 588 final, e con la
decisione (UE) 2017/899 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2017, entro il 30 aprile 2018 l’Autorita’ per le garanzie
nelle comunicazioni definisce le procedure per l’assegnazione dei
diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di
comunicazione elettronica in larga banda mobili terrestri
bidirezionali con l’utilizzo della banda 694-790 MHz e delle bande di
spettro pioniere 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz, conformemente a quanto
previsto dal codice di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n.
259, tenendo conto e facendo salve le assegnazioni temporanee delle
frequenze in banda 3,7-3,8 GHz ai fini dell’attivita’ di
sperimentazione basata sulla tecnologia 5G promossa dal Ministero
dello sviluppo economico nonche’ le assegnazioni per il servizio
satellitare fisso e per il servizio di esplorazione della Terra via
satellite. In linea con gli indirizzi dell’Unione europea, le
procedure di selezione su base competitiva di cui al primo periodo
sono definite in coerenza con l’obiettivo di garantire l’utilizzo
dello spettro assicurando il piu’ ampio livello di copertura e di
accesso a tutti gli utenti ai servizi basati sulla tecnologia 5G, sul
territorio nazionale, tenuto conto della durata dei diritti d’uso
concessi, garantendo benefici socio-economici a lungo termine. Il
piano nazionale di ripartizione delle frequenze e’ adeguato entro il
30 settembre 2018 dal Ministero dello sviluppo economico alle
disposizioni del presente comma e dei commi da 1028 a 1046. Per i
giudizi di cui al presente comma trova applicazione l’articolo 119
del codice del processo amministrativo, di cui all’allegato 1 del
decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
1027. In coerenza con gli obiettivi dell’iniziativaWiFi4EU della
Commissione europea e’ istituito presso il Ministero dello sviluppo
economico un fondo di un milione di euro per ciascuno degli anni
2018, 2019 e 2020.
1028. Entro il 30 settembre 2018, il Ministero dello sviluppo
economico provvede all’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze
in banda 694-790 MHz, con disponibilita’ a far data dal 1º luglio
2022, e delle bande di spettro 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz agli
operatori di comunicazione elettronica a banda larga senza fili, in
conformita’ alle procedure di selezione su base competitiva definite
dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, di cui al comma
1026. Il termine relativo alla disponibilita’ delle frequenze di cui
al primo periodo e’ fissato tenendo conto della necessita’ e
complessita’ di assicurare la migrazione tecnica di un’ampia parte
della popolazione verso standard di trasmissione avanzati.
1029. Qualora si renda necessario, la liberazione di frequenze in
banda 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz in uso, per la finalita’ di cui al
comma 1026, facendo salve le assegnazioni temporanee delle frequenze
in banda 3,7-3,8 GHz ai fini dell’attivita’ di sperimentazione basata
sulla tecnologia 5G nonche’ le assegnazioni per il servizio
satellitare fisso e per il servizio di esplorazione della Terra via
satellite, deve avere luogo entro il 1º dicembre 2018. A fronte della
liberazione di frequenze, il Ministero dello sviluppo economico entro
il 30 settembre 2018 individua in favore degli operatori titolari del
diritto d’uso delle frequenze in banda 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz,
porzioni di spettro, in coerenza con il piano nazionale di
ripartizione delle frequenze di cui al terzo periodo del comma 1026,
idonee all’esercizio dei servizi precedentemente assicurati mediante
uso delle frequenze liberate.
1030. Entro il 31 maggio 2018, l’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni adotta il piano nazionale di assegnazione delle
frequenze da destinare al servizio televisivo digitale terrestre,
denominato PNAF 2018, considerando le codifiche o standard piu’
avanzati per consentire un uso piu’ efficiente dello spettro ed
utilizzando per la pianificazione in ambito locale il criterio delle
aree tecniche. Al fine di escludere interferenze nei confronti di
Paesi radioelettricamente confinanti, in ciascuna area di
coordinamento definita dagli accordi internazionali sottoscritti dal
Ministero dello sviluppo economico e dalle autorita’ degli Stati
confinanti in attuazione della decisione (UE) 2017/899, del 17 maggio
2017, di cui al comma 1026, sono oggetto di pianificazione
esclusivamente le frequenze attribuite all’Italia dagli accordi
stessi. Le frequenze in banda III VHF sono pianificate sulla base
dell’Accordo di Ginevra 2006, per realizzare un multiplex regionale
per la trasmissione di programmi televisivi in ambito locale e per
massimizzare il numero di blocchi coordinati destinabili in ciascuna
regione alla radiofonia digitale. Le frequenze per il servizio
televisivo digitale terrestre, in banda III VHF e 470-694 MHz, non
attribuite internazionalmente all’Italia nelle aree di coordinamento
definite dagli accordi internazionali di cui al primo periodo, non
possono essere pianificate ne’ assegnate.
1031. In linea con gli obiettivi della politica audiovisiva europea
e nazionale di coesione sociale, pluralismo dei mezzi di
comunicazione e diversita’ culturale e con la finalita’ della piu’
efficiente gestione dello spettro consentita dall’impiego delle
tecnologie piu’ avanzate, tutte le frequenze assegnate in ambito
nazionale e locale per il servizio televisivo digitale terrestre ed
attribuite in banda III VHF e 470-694 MHz sono rilasciate secondo il
calendario di cui al comma 1032. Per le medesime finalita’ di cui al
primo periodo, i diritti d’uso delle frequenze di cui sono titolari
alla data di entrata in vigore della presente legge gli operatori di
rete nazionali sono convertiti in diritti d’uso di capacita’
trasmissiva in multiplex nazionali di nuova realizzazione in
tecnologia DVB-T2, secondo i criteri definiti dall’Autorita’ per le
garanzie nelle comunicazioni entro il 30 settembre 2018 ai fini
dell’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze. L’Autorita’ per
le garanzie nelle comunicazioni entro il 30 settembre 2018 stabilisce
i criteri per l’assegnazione in ambito nazionale dei diritti d’uso
delle frequenze in banda 470-694 MHz UHF pianificate ai sensi del
comma 1030 per il servizio televisivo digitale terrestre agli
operatori di rete nazionali, tenendo conto della necessita’ di
assicurare il contenimento degli eventuali costi di trasformazione e
di realizzazione delle reti, la riduzione dei tempi del periodo
transitorio di cui al comma 1032 e la minimizzazione dei costi ed
impatti sugli utenti finali. Entro il 28 febbraio 2019, il Ministero
dello sviluppo economico provvede al rilascio dei diritti d’uso delle
frequenze di cui al terzo periodo ad operatori di rete nazionali
sulla base dei criteri definiti dall’Autorita’ di cui al medesimo
periodo, e assegna i diritti d’uso delle frequenze in banda III VHF
pianificate ai sensi del comma 1030 al concessionario del servizio
pubblico radiofonico, televisivo e multimediale per la realizzazione
di un multiplex contenente l’informazione regionale da parte del
concessionario del servizio pubblico e per la trasmissione di
programmi in ambito locale, destinando la capacita’ trasmissiva al
trasporto di fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito
locale selezionati secondo la procedura di cui al comma 1034 e
riservando il 20 per cento della capacita’ trasmissiva alla
trasmissione dei programmi di servizio pubblico contenente
l’informazione a livello regionale. In via transitoria secondo il
calendario nazionale di cui al comma 1032 e comunque entro il 30
giugno 2022, il concessionario del servizio pubblico radiofonico,
televisivo e multimediale puo’ utilizzare fino al 40 per cento della
capacita’ trasmissiva del multiplex regionale per la trasmissione dei
programmi di servizio pubblico trasportati alla data di entrata in
vigore della presente legge nel multiplex del concessionario medesimo
contenente l’informazione a livello regionale.
1032. Entro il 30 giugno 2018, con decreto del Ministro dello
sviluppo economico, e’ stabilito, previa consultazione pubblica, il
calendario nazionale che individua le scadenze della tabella di
marcia ai fini dell’attuazione degli obiettivi della decisione (UE)
2017/899, del 17 maggio 2017, di cui al comma 1026, tenendo conto
della necessita’ di fissare un periodo transitorio, dal 1º gennaio
2020 al 30 giugno 2022, per assicurare il rilascio delle frequenze da
parte di tutti gli operatori di rete titolari di relativi diritti
d’uso in ambito nazionale e locale e la ristrutturazione del
multiplex contenente l’informazione regionale da parte del
concessionario del servizio pubblico radiofonico, televisivo e
multimediale, e secondo i seguenti criteri:
a) individuazione delle aree geografiche in cui suddividere il
territorio nazionale per il rilascio delle frequenze anche al fine di
evitare o ridurre problemi interferenziali verso i Paesi
radio-elettricamente confinanti che utilizzino la banda 700 MHz per
il servizio mobile con scadenze anticipate rispetto all’Italia;
b) rilascio, alla scadenza di cui alla lettera f), da parte degli
operatori di rete titolari dei diritti d’uso in ambito locale di
tutte le frequenze utilizzate alla data di entrata in vigore della
presente legge e contestuale attivazione delle frequenze destinate
dal PNAF 2018 alle trasmissioni in ambito locale;
c) rilascio, alla scadenza di cui alla lettera f), da parte del
concessionario del servizio pubblico radiofonico, televisivo e
multimediale, delle frequenze utilizzate alla data di entrata in
vigore della presente legge dal multiplex del servizio pubblico
contenente l’informazione regionale e contestuale attivazione delle
frequenze in banda III VHF destinate dal PNAF 2018 per la
realizzazione del multiplex regionale destinato alla trasmissione di
programmi in ambito locale di cui al comma 1031;
d) rilascio, alla scadenza di cui alla lettera f), da parte degli
operatori nazionali, delle frequenze che ricadono nella banda 702-734
MHz corrispondenti ai canali dal 50 al 53 nonche’ delle frequenze che
risultino pianificate dal PNAF 2018 per i soggetti di cui alle
lettere b) e c),e contestuale attivazione di frequenze disponibili
che devono essere individuate tenendo conto della necessita’ di
ridurre i disagi per gli utenti ed assicurare la continuita’
d’impresa;
e) rilascio delle restanti frequenze e attivazione delle frequenze
previste dal PNAF 2018 e oggetto dei rimanenti diritti d’uso
nazionali;
f) individuazione delle scadenze, comunque nel periodo transitorio
dal 1º gennaio 2020 al 31 dicembre 2021, della sequenza di rilasci e
contestuali attivazioni di frequenze secondo i criteri e per i
soggetti di cui alle lettere b), c) e d) da realizzare per successive
aree geografiche come individuate alla lettera a), nonche’ delle
scadenze per il rilascio delle restanti frequenze e attivazione delle
frequenze previste dal PNAF 2018 e oggetto dei rimanenti diritti
d’uso nazionali di cui alla lettera e).
1033. Entro il 30 settembre 2018, il Ministero dello sviluppo
economico avvia le procedure di selezione per l’assegnazione dei
diritti d’uso delle frequenze per il servizio televisivo digitale
terrestre ad operatori di rete, ai fini della messa a disposizione di
capacita’ trasmissiva ai fornitori di servizi di media audiovisivi in
ambito locale di cui al comma 1034, sulla base dei seguenti criteri:
a) idoneita’ tecnica alla pianificazione e allo sviluppo della rete,
nel rispetto del piano dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni; b) redazione di un piano tecnico dell’infrastruttura
di rete in ambito locale; c) esperienze maturate nel settore delle
comunicazioni elettroniche, con particolare riferimento alla
realizzazione e all’esercizio di reti di radiodiffusione televisiva;
d) sostenibilita’ economica, patrimoniale e finanziaria; e) tempi
previsti per la realizzazione delle reti. Le procedure di cui al
primo periodo si concludono entro il 30 giugno 2019.
1034. Al fine di determinare i soggetti che possono utilizzare la
capacita’ trasmissiva di cui al comma 1033, entro il 31 dicembre
2018, il Ministero dello sviluppo economico avvia le procedure per
predisporre, per ciascuna area tecnica di cui al comma 1030, una
graduatoria dei soggetti legittimamente abilitati quali fornitori di
servizi di media audiovisivi in ambito locale che ne facciano
richiesta, prevedendo, se del caso, riserve su base territoriale
inferiore alla regione e applicando, per ciascun marchio oggetto di
autorizzazione, i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 23 agosto 2017, n. 146. La fornitura
di capacita’ trasmissiva, da parte degli operatori di rete in ambito
locale assegnatari dei diritti d’uso delle frequenze per il servizio
televisivo digitale terrestre di cui al comma 1033, ai fornitori di
servizi di media audiovisivi in ambito locale avviene sulla base di
una negoziazione commerciale fino al completo soddisfacimento della
domanda. Nel caso in cui l’accordo non sia raggiunto con fornitori di
servizi di media audiovisivi in ambito locale che rientrano in
posizione utile nella graduatoria di cui al primo periodo, il
Ministero dello sviluppo economico associa la domanda dei suddetti
fornitori agli operatori di rete in ambito locale in base alla
disponibilita’ residua di capacita’ trasmissiva e alla posizione in
graduatoria dei fornitori medesimi. In linea con la sequenza di
rilasci e attivazioni di frequenze nell’arco del periodo transitorio
dal 1º gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 nelle aree geografiche di cui
al comma 1032, lettera a), le procedure di cui al presente comma si
concludono nel periodo dal 30 giugno 2019 al 30 giugno 2021.
1035. In considerazione del nuovo assetto frequenziale e delle
modalita’ di definizione delle aree tecniche, di cui al comma 1030, e
in coerenza con le procedure di cui ai commi 1030, 1031, 1033 e 1034,
l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni aggiorna il piano di
numerazione automatica dei canali del servizio televisivo digitale
terrestre e le modalita’ di attribuzione dei numeri entro il 31
maggio 2019, tenendo conto di quanto stabilito dai commi da 1026 a
1046. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni aggiorna il
piano, nel rispetto del pluralismo dei mezzi di comunicazione, dei
principi di trasparenza, equita’ e non discriminazione e di una
razionale allocazione della numerazione, riservando adeguati spazi
all’interno dei primi archi di numerazione ai consorzi e alle intese
di cui all’articolo 29, comma 2, del testo unico di cui al decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Il Ministero dello sviluppo
economico, sulla base del piano di numerazione e della
regolamentazione di cui al primo e secondo periodo, attribuisce la
numerazione ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito
locale di cui al comma 1034, in linea con la sequenza temporale di
cui all’ultimo periodo dello stesso comma 1034.
1036. In caso di mancata liberazione delle frequenze per il
servizio televisivo digitale terrestre entro le scadenze stabilite
dalla tabella di marcia nazionale di cui al comma 1032, e delle bande
di spettro 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz entro il termine di cui al
comma 1029, fatte salve le assegnazioni sperimentali e per il
servizio fisso satellitare e per il servizio di esplorazione della
Terra via satellite di cui al comma 1026, gli Ispettorati
territoriali del Ministero dello sviluppo economico procedono senza
ulteriore preavviso alla disattivazione coattiva degli impianti,
avvalendosi degli organi della polizia postale e delle comunicazioni
ai sensi dell’articolo 98 del codice di cui al decreto legislativo 1º
agosto 2003, n. 259. In caso di indisponibilita’ delle frequenze
della banda 694-790 MHz per mancato rispetto delle scadenze stabilite
dalla tabella di marcia nazionale di cui al comma 1032 e fino
all’effettiva liberazione delle frequenze, gli assegnatari dei
relativi diritti d’uso in esito alle procedure di cui al comma 1028
hanno diritto a percepire un importo pari agli interessi legali sulle
somme versate a decorrere dal 1º luglio 2022. Il Ministero dello
sviluppo economico si rivale di tale importo sui soggetti che non
hanno proceduto tempestivamente all’esecuzione di quanto prescritto
dal calendario nazionale di transizione di cui al comma 1032.
1037. I giudizi riguardanti l’assegnazione di diritti d’uso delle
frequenze, la gara e le altre procedure di cui ai commi da 1026 a
1036, con particolare riferimento alle procedure di rilascio delle
frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre, rientrano
nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e sono
devoluti alla competenza funzionale del TAR del Lazio. In ragione del
preminente interesse nazionale alla sollecita liberazione e
assegnazione delle frequenze, l’annullamento di atti e provvedimenti
adottati nell’ambito delle procedure di cui ai commi da 1026 a 1036
non comporta la reintegrazione o esecuzione in forma specifica e
l’eventuale risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo
per equivalente. La tutela cautelare e’ limitata al pagamento di una
provvisionale.
1038. In linea con la normativa europea, all’atto della concessione
dei diritti d’uso della banda di frequenza 470-790 MHz, il Ministero
dello sviluppo economico autorizza il trasferimento o l’affitto ad
altre imprese dei diritti d’uso relativi alle frequenze assegnate ai
sensi dei commi 1031, 1033 e 1034 in conformita’ all’articolo 14ter
del codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.
1039. Ai fini dell’attuazione dei commi da 1026 a 1046 e’
autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l’esercizio finanziario
2018, 35,5 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2019, 293,4
milioni di euro per l’esercizio finanziario 2020, 141 milioni di euro
per l’esercizio finanziario 2021 e 272,1 milioni di euro per
l’esercizio finanziario 2022, da iscrivere su appositi capitoli dello
stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico. Gli
importi di cui al presente comma sono utilizzati, in conformita’ alla
normativa europea in materia di aiuti di Stato, per le seguenti
finalita’:
a) erogazione di misure compensative a fronte dei costi di
adeguamento degli impianti di trasmissione sostenuti dagli operatori
di rete in ambito nazionale a seguito della liberazione delle
frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre e, ove si
renda necessario, dagli operatori delle bande di spettro 3,6-3,8 GHz
e 26,5-27,5 GHz. Per tali finalita’, nell’ambito delle risorse di cui
al primo periodo del presente comma, sono assegnati 0,5 milioni di
euro per l’esercizio finanziario 2019, 24,1 milioni di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2020 e 2021 e 228,1 milioni di
euro per l’esercizio finanziario 2022;
b) erogazione di indennizzo per gli operatori di rete in ambito
locale che hanno rilasciato le frequenze per il servizio televisivo
digitale terrestre oggetto di diritto d’uso. Per tali finalita’,
nell’ambito delle risorse di cui al primo periodo del presente comma,
sono assegnati 230,3 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2020
e 73,9 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2021;
c) contributo ai costi a carico degli utenti finali per l’acquisto
di apparecchiature di ricezione televisiva di cui all’articolo
3-quinquies, comma 5, terzo periodo, del decreto-legge 2 marzo 2012,
n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n.
44, ed i connessi costi di erogazione. Per tali finalita’,
nell’ambito delle risorse di cui al primo periodo del presente comma,
sono assegnati 25 milioni di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2019-2022;
d) oneri finanziari e amministrativi relativi all’espletamento da
parte del Ministero dello sviluppo economico delle seguenti
attivita’: predisposizione dei documenti tecnici e monitoraggio delle
attivita’ di coordinamento della transizione di cui al comma 1032;
attivita’ di monitoraggio per la risoluzione delle eventuali
problematiche causate dalle emissioni delle stazioni radio base
rispetto agli impianti di ricezione televisiva terrestre;
definizione, simulazione e verifica delle regole tecniche derivanti
dagli accordi di coordinamento internazionale; gestione delle
procedure di selezione per l’assegnazione dei diritti d’uso delle
frequenze in banda 694-790 MHz e delle bande di spettro 3,6-3,8 GHz e
26,5-27,5 GHz di cui al comma 1028, con riguardo alla liberazione
delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre e,
qualora si renda necessario, delle bande di spettro 3,6-3,8 GHz e
26,5-27,5 GHz; espletamento delle procedure di selezione per
l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per il servizio
televisivo digitale terrestre, di cui ai commi 1031, 1033 e 1034,
previo ammodernamento e digitalizzazione degli archivi dei diritti
d’uso e dei fornitori di servizi media e audiovisivi; messa a
disposizione della capacita’ trasmissiva di cui al comma 1033 e
relativo monitoraggio; informazione dei cittadini. Per tali
finalita’, nell’ambito delle risorse di cui al primo periodo del
presente comma, sono assegnati 5 milioni di euro per l’esercizio
finanziario 2018, 10 milioni di euro per l’esercizio finanziario
2019, 14 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2020, 18 milioni
di euro per l’esercizio finanziario 2021 e 19 milioni di euro per
l’esercizio finanziario 2022.
1040. Con uno o piu’ decreti del Ministro dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
individuate le modalita’ operative e le procedure per l’attuazione
degli interventi di cui al comma 1039. Su proposta del Ministro dello
sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze, con
propri decreti, rimodula la ripartizione delle risorse da attribuire
a ciascuna delle finalita’ di cui alle lettere da a) a c) del
medesimo comma 1039, apportando le occorrenti variazioni di bilancio.
1041. Il Ministero dello sviluppo economico provvede a favorire la
diffusione della tecnologia 5G attraverso la realizzazione di
sperimentazioni e di laboratori specifici in coerenza con gli
obiettivi del Piano di azione per il 5G della Commissione europea e
ad assicurare l’efficiente gestione dello spettro radioelettrico,
anche per lo svolgimento delle necessarie attivita’ tecniche e
amministrative. A tal fine e’ autorizzata la spesa di 572.000 euro
annui per il periodo 2018-2022. L’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 167, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’
ridotta di 572.000 euro annui per il periodo 2018-2022.
1042. Per le finalita’ di cui ai commi 1039 e 1041 il Ministero
dello sviluppo economico si avvale della collaborazione della
Fondazione Ugo Bordoni.
1043. Al fine di coordinare le attivita’ di cui al comma 1039, il
Ministero dello sviluppo economico e’ autorizzato a costituire,
nell’ambito delle risorse di cui alla lettera d) del predetto comma
1039, una apposita task force avvalendosi anche di personale fino a
cinque unita’ in posizione di comando proveniente da altre pubbliche
amministrazioni, ad esclusione del personale scolastico, comprese le
autorita’ indipendenti, che mantiene il trattamento economico,
fondamentale e accessorio in godimento. Il Ministero dello sviluppo
economico provvede a rimborsare integralmente alle amministrazioni di
appartenenza l’onere relativo al predetto trattamento economico.
Della suddetta task force puo’ essere chiamato a far parte anche
personale dipendente di societa’ e organismi in house ovvero di
societa’ partecipate dallo Stato previo rimborso alle stesse da parte
del Ministero dei relativi costi.
1044. Al fine di favorire l’innovazione tecnologica, a decorrere
dal 1º giugno 2019 gli apparecchi atti alla ricezione della
radiodiffusione sonora venduti dalle aziende produttrici ai
distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul
territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia che consenta
all’utente di ricevere i servizi della radio digitale. Per le
medesime finalita’, a decorrere dal 1º gennaio 2020 gli apparecchi
atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti ai
consumatori nel territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia
che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale.
1045. Dall’attuazione dei commi 1026 e 1028 devono derivare
proventi in misura non inferiore a 2.500 milioni di euro. Gli
introiti derivanti dall’assegnazione delle bande di frequenza di cui
al comma 1028 sono versati all’entrata del bilancio dello Stato,
entro il 30 settembre di ciascun esercizio finanziario dal 2018 al
2022, secondo i seguenti importi assicurati prioritariamente con gli
introiti derivanti dall’assegnazione delle frequenze in banda 3,6-3,8
GHz e 26,5-27,5 GHz: 1.250 milioni di euro per l’anno 2018, 50
milioni di euro per l’anno 2019, 300 milioni di euro per l’anno 2020,
150 milioni di euro per l’anno 2021 e la restante quota, in misura
non inferiore a 750 milioni di euro, per l’anno 2022. Qualora, a
seguito degli esiti delle procedure di cui ai commi 1026 e 1028,
comunicati tempestivamente dal Ministero dello sviluppo economico, si
verifichino minori introiti rispetto a quelli complessivamente attesi
di cui al primo periodo, allo scostamento si provvede, nell’esercizio
2022, con le modalita’ di cui all’articolo 17, comma 12-bis, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, in misura tale da compensare le
minori entrate in termini di indebitamento netto.
1046. I commi 165 e 166 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre
2015, n. 208, sono abrogati.
1047. All’articolo 1, comma 636, della legge 27 dicembre 2013, n.
147, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’alinea, le parole: « anni dal 2013 al 2016» sono sostituite
dalle seguenti:« anni dal 2013 al 2018 » e le parole: « nel corso
dell’anno 2016 » sono sostituite dalle seguenti: « entro il 30
settembre 2018, con un introito almeno pari a 73 milioni di euro »;
b) alla lettera c), le parole: « euro 5.000 » e « euro 2.500 » sono
sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: « euro 7.500 » e « euro
3.500 »; dopo le parole: « legge 13 dicembre 2010, n. 220 » sono
inserite le seguenti: « , anche successivamente alla scadenza dei
termini ivi previsti ».
1048. Al fine di contemperare i principi secondo i quali le
concessioni pubbliche sono attribuite secondo procedure di selezione
concorrenziali con l’esigenza di perseguire, in materia di
concessioni di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche
ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati, un corretto
assetto distributivo, anche a seguito dell’intesa sancita in sede di
Conferenza unificata, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli
attribuisce con gara da indire entro il 30 settembre 2018 le relative
concessioni alle condizioni gia’ previste all’articolo 1, comma 932,
della legge 28 dicembre 2015, n. 208, con un introito almeno pari a
410 milioni di euro. A tal fine, le concessioni in essere, nonche’ la
titolarita’ dei punti di raccolta regolarizzati ai sensi
dell’articolo 1, comma 643, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
nonche’ dell’articolo 1, comma 926, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, sono prorogate al 31 dicembre 2018, a fronte del versamento
della somma annuale di euro 6.000 per diritto afferente ai punti
vendita aventi come attivita’ principale la commercializzazione dei
prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta
regolarizzati, e di euro 3.500 per ogni diritto afferente ai punti
vendita aventi come attivita’ accessoria la commercializzazione dei
prodotti di gioco pubblici.
1049. Al fine di consentire l’espletamento delle procedure di
selezione di cui ai commi 1047 e 1048, le regioni adeguano le proprie
leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico
all’intesa sancita in sede di Conferenza unificata in data 7
settembre 2017.
1050. Al fine di evitare possibili utilizzi illeciti degli
apparecchi da gioco di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, che vengono dismessi dal mercato, con
provvedimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e’ stabilita,
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, una specifica procedura obbligatoria per lo smaltimento e la
distruzione degli apparecchi stessi.
1051. In coerenza con quanto previsto dall’articolo 1, comma 650,
della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e con quanto definito
dall’articolo 15, comma 3, lettera a), della legge 28 luglio 2016, n.
154, a partire dal 1° gennaio 2018, in analogia ad altre tipologie di
gioco, il prelievo su tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di
cavalli si applica sulla differenza tra le somme giocate e le vincite
corrisposte ed e’ stabilito per la rete fisica nella misura del 43
per cento e per il gioco a distanza nella misura del 47 per cento. Il
gettito conseguito rimane destinato, per tutte le scommesse a quota
fissa sulle corse di cavalli comprese nel programma ufficiale delle
corse previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, nonche’ per tutte le scommesse a
quota fissa sulle corse di cavalli inserite nei palinsesti
complementari, per il 33 per cento a titolo di imposta unica e per il
67 per cento al finanziamento dei montepremi, degli impianti e delle
immagini delle corse nonche’ delle provvidenze per l’allevamento dei
cavalli.
1052. Il Ministero dell’economia e delle finanze effettua il
monitoraggio del gettito derivante dalle scommesse ippiche a quota
fissa nelle reti autorizzate e, nel caso in cui tale gettito risulti,
nei dodici mesi dell’esercizio precedente, superiore a quello
previsto a legislazione vigente, il Ministro dell’economia e delle
finanze puo’ proporre un intervento normativo volto a ridurre le
aliquote dell’imposta unica per la rete fisica e per il gioco a
distanza, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.
1053. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli con proprio decreto,
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, regola le modalita’ con le quali le reti autorizzate offrono
propri programmi complementari di scommesse a quota fissa sulle corse
di cavalli, tenendo conto dell’esigenza di proficua integrazione di
tali programmi aggiuntivi con gli eventi e con le immagini del
programma ufficiale delle corse previsto dal regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169,
secondo quanto previsto dagli schemi di concessione esistenti.
1054. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, le
societa’ che gestiscono gli ippodromi e gli allibratori sono
autorizzati alla raccolta di tutte le scommesse sulle corse di
cavalli previa sottoscrizione di un apposito disciplinare con
l’Agenzia delle dogane e dei monopoli sulla base dei criteri e dei
principi della convenzione di concessione che regola la raccolta del
gioco pubblico.
1055. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le scommesse a totalizzatore sulle corse di cavalli
previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, devono essere conformate, ove
possibile, al modello di ripartizione della posta di gioco adottato
per le scommesse a totalizzatore di cui all’articolo 1, comma 498,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e relativi decreti attuativi.
Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali, con proprio decreto, senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, stabilisce le misure
occorrenti per rendere omogenee le formule delle scommesse a
totalizzatore sulle corse di cavalli, anche fissando la posta
unitaria di gioco e la giocata minima, introducendo eventuali nuove
formule di scommessa e prevedendo, ove necessario, ulteriori
categorie di vincita e l’accantonamento da destinare a montepremi.
1056. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in attuazione dei
provvedimenti adottati, assicura l’adeguamento dei sistemi di
totalizzazione delle scommesse sulle corse di cavalli, al fine di
consentirne la commercializzazione.
1057. Qualora dall’applicazione dei commi da 1051 a 1056 derivi un
minore gettito, il Ministro dell’economia e delle finanze, con
proprio decreto, puo’ stabilire l’aumento delle aliquote stabilite
dal comma 1051 in misura tale da assicurare il conseguimento di
maggiori entrate in misura compensativa.
1058. Al fine di migliorare la qualita’ e l’organizzazione delle
corse di cavalli e di sostenere la filiera ippica, il Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, avvia la riforma del
settore con una procedura di selezione ad evidenza pubblica per
individuare l’organismo di cui all’articolo 15, comma 3, lettera b),
della legge 28 luglio 2016, n. 154.
1059. In attuazione degli impegni assunti dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, dalla provincia autonoma
di Bolzano, dall’Unione nazionale incremento razze equine (UNIRE) e
dal comune di Merano per la ristrutturazione e il rilancio
dell’ippodromo di Merano, al medesimo comune sono attribuite le somme
di 1,5 milioni di euro per gli anni 2019 e 2020.
1060. Al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, dopo
l’articolo 52 e’ inserito il seguente:
«Art. 52-bis (Registro dei distributori ed esercenti). – 1. E’
istituito presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli un registro
informatizzato, ad accesso riservato, dei distributori ed esercenti
di gioco.
2. Nel registro sono annotati:
a) il nome e il cognome ovvero la denominazione sociale, completa
dell’indicazione del nominativo e del codice fiscale del responsabile
legale e del preposto, del distributore e dell’esercente;
b) l’indirizzo ovvero la sede legale e, ove diversa, la sede
operativa del distributore e dell’esercente, con indicazione della
citta’ e del relativo codice di avviamento postale;
c) l’espressa indicazione della tipologia e delle modalita’
dell’attivita’ di gioco, come definita dall’articolo 1, comma 3,
lettera a).
3. Nel registro e’ altresi’ annotata l’eventuale estinzione del
rapporto contrattuale, intervenuta ai sensi dell’articolo 52, comma
2, lettera d), e comunicata dai concessionari di gioco, secondo le
modalita’ definite dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli con le
linee guida di cui all’articolo 52, comma 4. La responsabilita’
solidale del concessionario prevista dall’articolo 64, comma 4, e’
esclusa qualora il medesimo concessionario abbia comunicato
l’estinzione del rapporto nelle modalita’ e nei termini previsti
dalle linee guida di cui al precedente periodo, sempreche’ le
violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime, non siano
gia’ state contestate o, comunque, i controlli di cui all’articolo
64, comma 2, non abbiano avuto inizio.
4. Nel registro sono annotati anche i provvedimenti di sospensione
adottati dal Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi
dell’articolo 64, comma 5. A tale fine, il provvedimento che dispone
la sospensione e’ comunicato, a cura della Guardia di finanza,
all’Agenzia delle dogane e dei monopoli per l’annotazione nel
registro.
5. L’accesso al registro e’ consentito, senza restrizioni, al
Ministero dell’economia e delle finanze, alla Guardia di finanza,
alla Direzione investigativa antimafia e alla UIF, per l’esercizio
delle rispettive competenze in materia di vigilanza e di prevenzione
del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e alla Direzione
nazionale antimafia e antiterrorismo. L’accesso e’ altresi’
consentito alle questure per l’esercizio delle funzioni di pubblica
sicurezza e ai fini del rilascio delle licenze e dei titoli
autorizzatori di cui agli articoli 86 e 88 del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931,
n. 773, e alle relative norme esecutive, nonche’ ai concessionari di
gioco, a salvaguardia della correttezza e della legalita’ dei
comportamenti degli operatori del mercato.
6. Le modalita’ tecniche di alimentazione e di consultazione del
registro sono stabilite con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, sentiti il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei
monopoli e il Garante per la protezione dei dati personali, in modo
che siano garantiti:
a) l’accessibilita’ completa e tempestiva ai dati da parte delle
autorita’ di cui al comma 5;
b) le modalita’ di consultazione da parte dei concessionari di
gioco per le finalita’ di cui al comma 5;
c) la tempestiva annotazione dei dati di cui ai commi 2, 3 e 4 e
dei relativi aggiornamenti;
d) l’interconnessione tra il registro ad accesso riservato di cui
al comma 1 e gli altri elenchi o registri tenuti dall’Agenzia delle
dogane e dei monopoli, anche al fine di rendere tempestivamente
disponibile alle autorita’ e ai concessionari di gioco l’informazione
circa la sussistenza di eventuali provvedimenti di cancellazione o
sospensione dai predetti elenchi o registri, adottati, ai sensi della
normativa vigente, a carico di un medesimo soggetto;
e) il rispetto delle norme dettate dal codice in materia di
protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196, nonche’ il trattamento dei medesimi
esclusivamente per le finalita’ di cui al presente decreto.
7. All’attuazione delle disposizioni del presente articolo le
amministrazioni interessate provvedono nell’ambito delle risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente
e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica ».
1061. I dividendi di pertinenza del Ministero dell’economia e delle
finanze relativi ai bilanci dell’Istituto per il credito sportivo in
chiusura nel 2017, 2018 e 2019 sono destinati al fondo speciale per
la concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti
all’impiantistica sportiva di cui all’articolo 5 della legge 24
dicembre 1957, n. 1295.
1062. All’articolo 1, comma 943, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, le parole: « dopo il 31 dicembre 2017 » sono sostituite dalle
seguenti: « dopo il 31 dicembre 2018».
1063. Le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 547 e 548, della
legge 11 dicembre 2016, n. 232, si applicano a decorrere dal 1º
gennaio 2018.
1064. Le disponibilita’ del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200,
della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono rideterminate in
18.977.000 euro per l’anno 2018, in 3.277.000 euro per l’anno 2019,
in 5.525.000 euro per l’anno 2020, in 238.783.000 euro per l’anno
2021, in 217.510.000 euro per l’anno 2022, in 176.543.000 euro per
l’anno 2023, in 111.064.000 euro per l’anno 2024, in 25.000.000 euro
per l’anno 2025, in 15.000.000 euro per l’anno 2026, in 6.000.000
euro per l’anno 2027, in 10.000.000 euro per l’anno 2028, in
20.000.000 euro per l’anno 2029, in 30.000.000 euro per l’anno 2030 e
in 43.000.000 euro a decorrere dall’anno 2031.
1065. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di
cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n.
282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.
307, e’ ridotto di 21.450.000 euro per l’anno 2018, di 36.150.000
euro per l’anno 2019, di 33.250.000 euro per l’anno 2020, di
8.700.000 per ciascuno degli anni 2021 e 2022, di 5.700.000 euro per
l’anno 2023, di 2.500.000 euro per l’anno 2024, di 46.200.000 euro
per l’anno 2025, di 68.400.000 euro per l’anno 2026, di 71.900.000
euro per l’anno 2027, di 70.400.000 euro per ciascuno degli anni dal
2028 al 2031, di 68.100.000 euro per l’anno 2032 e di 70.400.000 euro
annui a decorrere dall’anno 2033.
1066. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di
contributi pluriennali di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ ridotto di 18.380. 793 euro
per l’anno 2018, di 81.525.000 euro per l’anno 2019, di 68.125.000
euro per l’anno 2020, di 81.025.000 euro per l’anno 2021, di
102.625.000 euro per l’anno 2022, di 96.525.000 euro per l’anno 2023
e di 90.025.000 euro annui a decorrere dall’anno 2024.
1067. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge 23
dicembre 2014, n. 190, e’ ridotto di 2,4 milioni di euro per l’anno
2018, di 65 milioni di euro per l’anno 2019, di 48,6 milioni di euro
per l’anno 2020, di 66,5 milioni di euro per l’anno 2021, di 88,1
milioni di euro per l’anno 2022, di 82 milioni di euro per l’anno
2023 e di 75,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024.
1068. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 74, comma 1,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e’ ridotta di 7 milioni di euro
per l’anno 2018, di 18,2 milioni di euro per l’anno 2019, di 30
milioni di euro per l’anno 2020, di 28 milioni di euro per l’anno
2021, di 26 milioni di euro per l’anno 2022, di 24 milioni di euro
per l’anno 2023, di 22 milioni di euro per l’anno 2024, di 20 milioni
di euro per l’anno 2025, di 18 milioni di euro per l’anno 2026 e di
16 milioni di euro a decorrere dall’anno 2027.
1069. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 431, lettera b), le parole: « si stima di incassare
quali maggiori entrate rispetto alle previsioni iscritte nel bilancio
dell’esercizio in corso e a quelle effettivamente incassate
nell’esercizio precedente » sono sostituite dalle seguenti: « si
stima di incassare quali maggiori entrate risultanti sia rispetto
alle previsioni iscritte nel bilancio a legislazione vigente, sia a
quelle effettivamente incassate nell’ultimo esercizio consuntivato »;
b) al comma 432 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) le parole: « sono annualmente utilizzate, nell’esercizio
successivo a quello di assegnazione al predetto Fondo » sono
sostituite dalle seguenti: « sono annualmente utilizzate,
dall’esercizio successivo a quello di assegnazione al predetto Fondo
»;
2) le parole: « e dopo il loro accertamento in sede di consuntivo,
per incrementare per tale anno nei limiti delle disponibilita’ del
Fondo stesso » sono sostituite dalle seguenti: « , per incrementare,
nei limiti delle disponibilita’ del Fondo stesso »;
c) al comma 434 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al primo periodo, le parole: « dell’anno in corso » sono
sostituite dalle seguenti: « a legislazione vigente »;
2) al secondo periodo, le parole: « , limitatamente al primo anno
del triennio di riferimento, » sono soppresse;
3) al terzo periodo, le parole: « La legge di stabilita’, » sono
sostituite dalle seguenti: « La legge di bilancio, ».
1070. Il fondo per la riduzione della pressione fiscale di cui
all’articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e’
ridotto di euro 377.876.008 per ciascuno degli anni 2018 e 2019, di
euro 507.876.008 per l’anno 2020 e di euro 376.511.618 a decorrere
dall’anno 2021.
1071. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui
all’articolo 21, comma 1-ter, lettera d), della legge 31 dicembre
2009, n. 196, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che
si prevede possano essere approvati nel triennio 2018-2020 restano
determinati, per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, nelle misure
indicate nelle tabelle A e B allegate alla presente legge,
rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti e
per il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale.
1072. Il fondo da ripartire di cui all’articolo 1, comma 140, della
legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ rifinanziato per 800 milioni di
euro per l’anno 2018, per 1.615 milioni di euro per l’anno 2019, per
2.180 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023, per
2.480 milioni di euro per l’anno 2024 e per 2.500 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2025 al 2033. Le predette risorse sono
ripartite nei settori di spesa relativi a: a) trasporti e viabilita’;
b) mobilita’ sostenibile e sicurezza stradale; c) infrastrutture,
anche relative alla rete idrica e alle opere di collettamento,
fognatura e depurazione; d) ricerca; e) difesa del suolo, dissesto
idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche; f) edilizia
pubblica, compresa quella scolastica e sanitaria; g) attivita’
industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni; h)
digitalizzazione delle amministrazioni statali; i) prevenzione del
rischio sismico; l) investimenti in riqualificazione urbana e
sicurezza delle periferie; m) potenziamento infrastrutture e mezzi
per l’ordine pubblico, la sicurezza e il soccorso; n) eliminazione
delle barriere architettoniche. Restano fermi i criteri di utilizzo
del fondo di cui al secondo, terzo e quarto periodo del citato comma
140. I decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di riparto
del fondo di cui al primo periodo sono da adottare, ai sensi
dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
1073. A valere sugli stanziamenti previsti dal comma 1072 e
nell’ambito dei settori di spesa ivi indicati, una quota annua pari a
70 milioni di euro puo’ essere destinata al finanziamento:
a) degli interventi individuati dal decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 15 settembre 2015 di approvazione del « Piano
stralcio aree metropolitane ed aree urbane con alto livello di
popolazione esposta al rischio di alluvione » e non ancora
finanziati;
b) degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle
regioni del centro-nord, individuati ai sensi del comma 1074.
1074. Gli interventi di cui al comma 1073, lettera b), sono
individuati nell’ambito di un programma nazionale approvato dal CIPE
su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri-Struttura di
missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle
infrastrutture idriche, sulla base di un accordo di programma
sottoscritto dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal
presidente della regione o della provincia autonoma interessata al
programma nazionale di investimento. I presidenti delle regioni o
delle province autonome interessate possono essere autorizzati dal
Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Presidenza
del Consiglio dei ministri a stipulare appositi mutui di durata
massima quindicennale sulla base di criteri di economicita’ e di
contenimento della spesa, con oneri di ammortamento a carico del
bilancio dello Stato, con la Banca europea per gli investimenti, con
la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, con la societa’ Cassa
depositi e prestiti Spa e con i soggetti autorizzati all’esercizio
dell’attivita’ bancaria ai sensi del testo unico delle leggi in
materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1°
settembre 1993, n. 385, compatibilmente con gli obiettivi programmati
di finanza pubblica e nel limite delle risorse allo scopo destinate
in sede di riparto del Fondo rifinanziato ai sensi del comma 1072. Le
rate di ammortamento dei mutui attivati sono pagate agli istituti
finanziatori direttamente dallo Stato.
1075. Ai fini del monitoraggio dello stato di avanzamento degli
interventi finanziati con le risorse del fondo da ripartire di cui
all’articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e
dell’effettivo utilizzo delle citate risorse, anche tenuto conto del
monitoraggio di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229,
e delle risultanze del piu’ recente rendiconto generale dello Stato,
ciascun Ministero invia entro il 15 settembre di ogni anno alla
Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell’economia e
delle finanze e alle Commissioni parlamentari competenti per materia,
una apposita relazione. La relazione contiene inoltre un
aggiornamento della previsione sugli ulteriori stati di avanzamento,
nonche’ una indicazione delle principali criticita’ riscontrate
nell’attuazione delle opere.
1076. Per il finanziamento degli interventi relativi a programmi
straordinari di manutenzione della rete viaria di province e citta’
metropolitane e’ autorizzata la spesa di 120 milioni di euro per il
2018 e di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al
2023.
1077. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, da
emanare entro il 31 gennaio 2018, previa intesa in sede di Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali, sono definiti i criteri e le
modalita’ per l’assegnazione e l’eventuale revoca delle risorse di
cui al comma 1076, anche sulla base della consistenza della rete
viaria, del tasso di incidentalita’ e della vulnerabilita’ rispetto a
fenomeni di dissesto idrogeologico; con il medesimo decreto sono
altresi’ definite le procedure di revoca delle risorse assegnate e
non utilizzate.
1078. Le province e le citta’ metropolitane certificano l’avvenuta
realizzazione degli interventi di cui al comma 1076 entro il 31 marzo
successivo all’anno di riferimento, mediante apposita comunicazione
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In caso di mancata
o parziale realizzazione degli interventi, le corrispondenti risorse
assegnate alle singole province o citta’ metropolitane sono versate
ad apposito capitolo dello stato di previsione dell’entrata del
bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo di cui al comma
1072.
1079. Nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti e’ istituito il Fondo per la progettazione degli enti
locali, destinato al cofinanziamento della redazione dei progetti di
fattibilita’ tecnica ed economica e dei progetti definitivi degli
enti locali per opere destinate alla messa in sicurezza di edifici e
strutture pubbliche, con una dotazione di 30.000.000 di euro per
ciascuno degli anni dal 2018 al 2030. L’autorizzazione di spesa di
cui all’articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
relativamente alla quota affluita, con il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 21 luglio 2017, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 226 del 27 settembre 2017, allo stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, capitolo 7008, per
gli interventi finanziati con il Fondo per la progettazione di
fattibilita’ delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per
lo sviluppo del Paese, e’ ridotta di 5.000.000 di euro per ciascuno
degli anni 2018 e 2019.
1080. I criteri e le modalita’ di accesso, selezione e
cofinanziamento dei progetti, nonche’ le modalita’ di recupero delle
risorse in caso di mancato rispetto dei termini indicati ai commi
1082 e 1083, sono definiti con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti. I progetti ammessi a cofinanziamento
devono essere previsti nella programmazione delle amministrazioni
proponenti. Possono essere finanziati anche i costi connessi alla
redazione dei bandi di gara, alla definizione degli schemi di
contratto e alla valutazione della sostenibilita’ finanziaria dei
progetti.
1081. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti puo’
stipulare apposita convenzione con la Cassa depositi e prestiti SpA,
quale istituto nazionale di promozione ai sensi dell’articolo 1,
comma 826, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, che disciplina le
attivita’ di supporto e assistenza tecnica connesse esclusivamente
all’utilizzo delle risorse del Fondo di cui al comma 1079, con oneri
posti a carico del medesimo Fondo.
1082. I soggetti beneficiari del finanziamento di cui al comma 1080
sono tenuti a procedere all’attivazione delle procedure per
l’affidamento della progettazione finanziata entro tre mesi dalla
comunicazione di ammissione al finanziamento. Il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti effettua un controllo a campione sulle
attivita’ di progettazione oggetto del contributo.
1083. I soggetti beneficiari del finanziamento, acquisita la
progettazione finanziata, sono tenuti, qualora sia stata finanziata
ai sensi del comma 1080 la progettazione definitiva, a pubblicare il
bando di gara per la progettazione esecutiva entro diciotto mesi
dall’approvazione del progetto definitivo.
1084. Il monitoraggio delle attivita’ di cui ai commi da 1079 a
1083 e dei relativi adempimenti e’ effettuato attraverso il sistema
di monitoraggio delle opere pubbliche della banca dati delle
pubbliche amministrazioni ai sensi del decreto legislativo 29
dicembre 2011, n. 229. L’affidamento della progettazione e dei lavori
ai sensi dei commi da 1079 a 1083 e’ verificato tramite il predetto
sistema, attraverso le informazioni correlate al relativo codice
identificativo di gara (CIG).
1085. All’articolo 1, comma 228, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, al primo periodo, le parole: « in costruzione » sono sostituite
dalle seguenti: « e alle linee tramviarie, compreso il materiale
rotabile, » ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il
riparto delle predette risorse e dei successivi rifinanziamenti e’
effettuato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti ».
1086. Le risorse destinate agli interventi di cui alla legge 21
dicembre 2001, n. 443, possono essere utilizzate anche per il
finanziamento dei sistemi di trasporto rapido di massa, compreso il
materiale rotabile.
1087. Al fine di affermare un modello digitale italiano come
strumento di tutela e valorizzazione economica e sociale del made in
Italy e della cultura sociale e produttiva della tipicita’
territoriale, e’ assegnato un contributo pari a 1.000.000 di euro per
ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 in favore dell’istituto IsiameD
per la promozione di un modello digitale italiano nei settori del
turismo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart city.
1088. Al comma 1 dell’articolo 4-bis del decreto-legge 22 ottobre
2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre
2016, n. 225, le parole: « gennaio 2018 » sono sostituite dalle
seguenti: « settembre 2018 ».
1089. Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo
economico e’ istituito il Fondo per il commercio equo e solidale, con
una dotazione di un milione di euro annui a decorrere dall’anno 2018,
per le finalita’ di cui al comma 1090.
1090. Le pubbliche amministrazioni che bandiscono gare di appalto
per la fornitura di prodotti di consumo alle proprie strutture
possono prevedere, nei capitolati di gara, meccanismi che promuovono
l’utilizzo di prodotti del commercio equo e solidale. In favore delle
imprese aggiudicatrici e’ riconosciuto, nel limite delle risorse
disponibili nel Fondo istituito ai sensi del comma 1089, un rimborso
fino al 15 per cento dei maggiori costi conseguenti alla specifica
indicazione di tali prodotti nell’oggetto del bando. Con decreto del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono individuati i criteri e le
modalita’ per la definizione dei prodotti del commercio equo e
solidale che beneficiano del riconoscimento del rimborso di cui al
presente comma.
1091. Per perseguire obiettivi di politica economica ed
industriale, connessi anche al programma Industria 4.0, nonche’ per
accrescere la competitivita’ e la produttivita’ del sistema
economico, e’ istituito, nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, un Fondo per interventi volti a
favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitivita’ e
della produttivita’, con una dotazione di 5 milioni di euro per
l’anno 2018, di 125 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e
2020, di 250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al
2024, di 210 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030
e di 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2031. Gli obiettivi di
politica economica e industriale per la crescita e la competitivita’
del Paese da perseguire con il Fondo sono definiti annualmente con
delibera del Consiglio dei ministri. Il Fondo e’ destinato a
finanziare:
a) progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia ad
opera di soggetti pubblici e privati, anche esteri, nelle aree
strategiche per lo sviluppo del capitale immateriale funzionali alla
competitivita’ del Paese;
b) il supporto operativo ed amministrativo alla realizzazione dei
progetti finanziati ai sensi della lettera a), al fine di
valorizzarne i risultati e favorire il loro trasferimento verso il
sistema economico produttivo.
1092. Con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico ed il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, e’ individuato l’organismo competente alla gestione
delle risorse ed e’ definito l’assetto organizzativo che consenta
l’uso efficiente delle risorse del Fondo al fine di favorire il
collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli
obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con
gli organismi di ricerca internazionali, l’integrazione con i
finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il
sistema de