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Settimana nazionale della musica a scuola

Come previsto dalla Nota 23 aprile 2020, AOODPIT 571, dal 25 al 30 maggio 2020 si svolge la “Settimana nazionale della musica a scuola”.

In questa settimana le istituzioni scolastiche avranno l’occasione di testimoniare l’importanza delle attività musicali realizzate nel corso dell’anno scolastico e potranno capitalizzare le esperienze artistiche singole o collettive svolte dagli allievi di ogni età di entrambi i cicli scolastici.


Scuola, dal 25 maggio la Settimana della Musica
Al via la XXXI Rassegna nazionale “La musica unisce la scuola”
Oltre 3 mila esibizioni video inviate da scuole, studenti, famiglie e docenti. Un programma sulla didattica della musica con 32 webinar e 90 relatori.Un appuntamento tradizionale per ricordare la centralità della musica nell’educazione dei ragazzi, con lezioni di docenti di primo piano, all’insegna della didattica innovativa, e il contributo di importanti artisti. Torna, dal 25 al 30 maggio 2020, la Settimana della Musica a scuola organizzata dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti del Ministero dell’Istruzione e da Indire, nell’ambito delle attività de “La scuola per la scuola”. Appuntamento che si adatta, quest’anno, alle esigenze dell’emergenza coronavirus e dei tempi particolari che stiamo vivendo, svolgendosi a distanza.
L’evento sarà aperto lunedì 25 maggio, alle ore 11, dai saluti istituzionali del Presidente di Indire, Giovanni Biondi, e del Presidente del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti e già Ministro dell’Istruzione, Luigi Berlinguer. Ad avviare la giornata anche un messaggio della Ministra Lucia Azzolina.

Nel corso della manifestazione, migliaia di studenti saranno protagonisti della XXXI Rassegna musicale nazionale “La musica unisce la scuola”, che verrà trasmessa sulla piattaforma dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (Indire).

Ospitato per trent’anni negli istituti scolastici italiani, quest’anno – a causa del lockdown – il programma è stato spostato interamente online, con l’obiettivo di far esercitare i ragazzi, mantenendo il contatto con gli strumenti, e di condividere le migliori e più aggiornate pratiche nell’apprendimento della musica.
Un impegno che, nelle scorse settimane, dal lancio dell’iniziativa, ha visto la partecipazione di oltre 1.200 scuole di ogni grado, che hanno inviato video delle loro esibizioni musicali, svolte anche in forma interdisciplinare. In un mese, sono stati circa 3.400 i video arrivati, prodotti dagli alunni delle scuole, oppure con la collaborazione delle famiglie o, ancora, dai docenti e dagli studenti dei conservatori.

A partire dal 25 maggio, le esibizioni delle scuole verranno rese disponibili sul portale Indire (lamusicaunisce.indire.it) mentre, dall’8 giugno, saranno pubblicati quotidianamente i video inviati dalle famiglie e dai docenti.
Oltre alle performance dei ragazzi, sono in programma oltre 30 webinar sull’educazione musicale, che vedranno la partecipazione di 90 relatori, tra direttori di orchestra, esperti di musica, insegnanti, dirigenti scolastici, docenti universitari e dei conservatori nazionali e internazionali.
I webinar, realizzati per fornire ai docenti riflessioni e buone pratiche sull’educazione musicale, avranno un focus sulla didattica (anche a distanza) della musica: dalla coralità virtuale, al potenziamento della lezione di strumento, dalle problematiche alle opportunità della pratica musicale a distanza.
Saranno inoltre affrontati i temi legati alla composizione per il cinema, alle webradio scolastiche, ai podcast, al rap, al jazz a scuola, alla valutazione, al rapporto scuola-famiglia e all’inclusione. Uno spazio sarà dedicato anche al Piano delle arti del Ministero dell’Istruzione, al portale Indire Musica a scuola e ai tanti progetti nazionali e internazionali realizzati dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti.
Oltre ad appuntamenti con lo studio, tenuti dai più importanti docenti del settore del nostro sistema scolastico e universitario, la Settimana della Musica prevede, ogni sera, per tutta la durata della manifestazione, “micro concerti” e messaggi online di grandi artisti. Musicisti e maestri di fama internazionale che hanno voluto, con il loro talento, incoraggiare bambini e ragazzi in questa fase così impegnativa e sottolineare l’importanza della musicale a scuola.

Potremo ascoltare: Tosca, Mogol, Paolo Fresu, Sonia Peana, Catia Gori, Danilo Rea, Ciro Caravano dei “Neri per caso”, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, il chitarrista Emanuele Segre, il violinista Stefano Montanari, il contrabassista Daniele Roccato, Rosario Giuliani e Vittorio Solimene, Paolo Damiani con Stefano Luigi Mangia e Francesco Merenda, Javier Girotto, Maria Pia de Vito, il primo violino di spalla dell’Orchestra della Scala di Milano Laura Marzadori, il primo flauto solista della Scala Marco Zoni, il primo violino dell’Orchestra del San Carlo di Napoli Gabriele Pieranunzi.

La manifestazione sarà trasmessa sul sito: http://lamusicaunisce.indire.it/.
Per approfondimenti: https://www.miur.gov.it/web/guest/concerti-e-eventi.

Nota 23 aprile 2020, AOODPIT 571

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e Formazione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
Ai Dirigenti scolastici
Ai Coordinatori delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
Al Sovrintendente Scolastico per la scuola in lingua italiana BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e Cultura per la Provincia Autonoma di TRENTO
Ai Direttori Generali delle Direzioni Generali del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti LORO SEDI

Oggetto: Settimana nazionale della musica a scuola – 25/30 Maggio 2020.


La composizione musicale nella scuola primaria e dell’infanzia

La composizione musicale nella scuola primaria e dell’infanzia

di Stefano Maviglia *

La composizione musicale è ancora poco diffusa a scuola, anche se molti studi ne hanno messo in risalto i benefici che ne derivano e i processi mentali coinvolti. “Creare musica a scuola consiste nel produrre creativamente della nuova musica con tecniche quali l’improvvisazione e la composizione” (Biasutti, 2015, p.81). “La composizione prevede l’elaborazione di brani con vari tipi di eventi sonori con processi di pianificazione e revisione del materiale” (Biasutti, 2007, p.30). In questo contesto, il termine composizione non si riferisce esclusivamente alla composizione tradizionale, che non avrebbe senso far eseguire ai bambini, ma comprende anche una vasta gamma di attività più informali, che possono essere semplici attività creative con suoni. A livello più elementare, queste possono essere intese come “possibile combinazione dei suoni, frutto delle sperimentazioni creative di manipolazione”. In seguito si possono proporre esercizi più strutturati utilizzando forme di notazione musicale (Biasutti, 2007).

Per lungo tempo la composizione musicale è stata associata a forme di “ideazione geniale” derivanti da doti innate, maturate senza forti interventi esterni. Per questo motivo si è trascurato l’aspetto della creatività musicale e tanto più quando questa veniva riferita a dei bambini (Zucchini, 1984). Oggi invece sappiamo come l’immaginazione risulti essere in diretta correlazione con la ricchezza e la varietà delle precedenti esperienze dell’individuo. Per questo motivo quanto più ricca sarà l’esperienza dell’individuo, tanto più abbondante sarà il materiale di cui la sua immaginazione potrà disporre (Vigotskij, 1972). Possiamo intendere oggi la creatività come “la rielaborazione aperta e libera di suggestioni, proposte e scoperte“ (Zucchini, 1984). Da ciò ne deriva che l’espressione creativa non appartiene solo agli artisti, ma è una pulsione dell’uomo (Zucchini, 1985).

Un ulteriore elemento che ha portato la scuola a trascurare per molto tempo questa componente fondamentale della musica è stato il “pensare alla creatività in musica come un elemento da realizzarsi – esclusivamente – dopo un più o meno lungo tirocinio esercitativo, trascurando completamente una dimensione volta maggiormente all’utilizzo di materiale sonoro per costruzioni originali, manipolazioni strutturate su percorsi più o meno vagamente musicali” (Zucchini, 1984, p. 31). Particolarmente interessante è notare anche come nella scuola si parli da lungo tempo di produzione e creazione per molte altre discipline, quali l’arte e la lingua ad esempio, mentre l’aspetto della creazione musicale venga spesso trascurato (Zucchini, 1984).

Forse il più importante compositore e studioso che ha dato un forte impulso alla produzione musicale nella scuola è stato Carl Orff (1895-1982) che, insieme a  Dorothee Gunther, nel 1924 creò la “Günther-Schule”, nella quale si praticavano contemporaneamente esperienze di tipo musicale, fisico e motorio. In seguito, nel 1948, il compositore tedesco realizzò una lunga esperienza radiofonica presso la radio bavarese, durata 5 anni. Nella trasmissione alcuni bambini suonavano e cantavano musiche scritte per loro dal musicista tedesco e dimostravano nella pratica la sua proposta educativa (Somigli, 2013). Da quelle esperienze, Orff, insieme a Keetman, scrisse lo Schulwerk, ovvero 5 volumi di esercizi parlati, ritmici, melodici, di improvvisazione e tanto altro ancora, che riscossero un grande successo. La diffusione della sua proposta si è delineata nel tempo come una sorta di work in progress tuttora in corso.

Una delle premesse fondamentali che diede vita allo Schulwerk consistette nella ricerca dell’elementarità e dell’unitarietà dell’esperienza musicale; il compositore tedesco per musica elementare non intendeva una musica semplificata, ma una musica innata e integrale, ricondotta ai suoi elementi fondamentali, che chiunque può apprendere, accessibile quindi anche ai bambini (Piazza, 1979). Questi elementi vanno da alcune figure ritmiche fondamentali fino alle prime strutture formali.  Nonostante quello che si è portati a pensare, lo Schulwerk non è da ritenersi un metodo “tradizionale”, come l’autore insisteva, “ma una serie di suggerimenti e di idee attraverso le quali sviluppare varie abilità fondamentali in campo musicale” (Biasutti, 2007, p. 109). Una delle ragioni per cui l’autore e il “criterio pedagogico generale” da lui ideato è rimasto così celebre negli anni è la creazione di uno strumentario originale: lo strumentario Orff, ossia un set di strumenti che si contraddistingue per il facile utilizzo e la chiarezza timbrica. Gli strumenti non dovevano essere dei giocattoli, ma dovevano responsabilizzare i bambini ed abituarli all’utilizzo di un vero e proprio strumento musicale (Biasutti, 2007). Questa idea venne sviluppata in quanto, come lo stesso autore dichiara nell’opera originale, si ricercava “una attivazione dell’allievo attraverso un far musica autonomo e cioè attraverso l’improvvisazione e l’ideazione di musica propria. Così non mi interessava che esso venisse avviato a strumenti d’arte altamente evoluti, quanto a strumenti orientati preferibilmente al ritmo, relativamente facili d’apprendimento, primitivi, vicini al corpo”  (Piazza, 1979).

Allo strumentario, ma non solo, spettava l’arduo compito di permettere al bambino di fare da solo la propria musica. Nello Schulwerk si fa anche un ampio riferimento a due risorse a disposizione di tutti: la voce e il corpo. La voce viene utilizzata principalmente attraverso giochi di parole; il corpo invece viene utilizzato come sorgente sonora così come avviene nella body percussion (Somigli, 2013).

Già da quanto appena esposto possiamo intuire quanto il bambino, in questa metodologia, sia il protagonista e partecipi alla propria educazione in maniera attiva. Attraverso l’invenzione il bambino sperimenta ed apprende in prima persona, inoltre questo approccio stimola il bambino a indagare, scegliere, decidere e dedurre in maniera autonoma. In altre parole rende il bambino protagonista di esperienze musicali attive e non mero destinatario delle stesse. Possiamo dire che Orff è il primo che avvicina il bambino alla musica facendogliela fare. Considerato tale scopo, risulta ovvio anche il perché la maggior parte dei materiali musicali non siano finiti, ma grezzi ed incompleti (Piazza, 1979). Il ruolo dell’insegnante nello Schulwerk è quello di mediatore tra la materia educativa e il bambino. Egli deve lasciarlo libero di fare, di agire, ma allo stesso tempo deve instaurare un colloquio con esso al fine di farlo riflettere criticamente su ciò che ha fatto. Inoltre, lo Schulwerk esige dall’insegnante una partecipazione consapevole e creativa, sollecitando il suo contributo personale (Piazza, 1979).

Entrando un po’ più nel merito della composizione musicale a scuola, secondo Delalande (1993) esiste un’attività spontanea di esplorazione sonora che inizia fin dal primo mese di vita e va avanti fino all’adolescenza ed assume diverse forme a seconda dell’età. Per spiegare questi cambiamenti Delalande riprende le tre forme di attività ludica elaborate da Piaget per applicarle ai giochi musicali dei bambini e alla loro evoluzione.

  1. I giochi senso-motori sono dominanti fino ai 2, 3 anni.  In questo periodo il bambino fa conoscenza del mondo attraverso l’esperienza sensoriale e motoria. Tramite queste esperienze egli amplia anche il numero di schemi di movimento a sua disposizione. Questi gesti non vengono compiuti per raggiungere una finalità specifica, ma sono eseguiti in quanto producono piacere nell’esecuzione. Questo schema viene anche impiegato per esplorare a livello sonoro ciò che ci circonda (graffiare, picchiettare, sbattere ecc.). Il musicista adulto continua ad adottare questa condotta esplorativa quando vuole ottenere dal suo strumento un determinato suono (Delalande, 2004).
  2. Il gioco simbolico, tipico del bambino nel periodo nella scuola dell’infanzia, riguarda i giochi basati sul “far finta di…” (Frapat, 1994). In questi giochi è presente l’utilizzo del suono che viene utilizzato per evocare personaggi, movimenti e situazioni. Esso non è più l’esito della sperimentazione di uno schema senso-motorio ma il risultato della volontà di esprimersi attraverso i suoni. L’esperienza del gioco simbolico per Delalande è presente anche nel musicista: “Il musicista imita la vita proprio come la bambina fa finta di essere la mamma” (Delalande, 2004, p. 35).
  3. I giochi con regole compaiono soprattutto durante la scuola primaria (Frapat, 1994) e sono caratterizzati dal piacere di applicare regole ai propri giochi e di crearne di nuove. Questo processo si riflette nelle produzioni musicali dei bambini, interessati ad organizzare i suoni entro determinate regole. Essi sono largamente presenti anche nella musica adulta, tanto che ogni cultura musicale ha un proprio stile (Delalande, 2004).

Anche Swanwick e Tillman (1986) hanno compiuto uno studio molto importante in merito allo sviluppo della produzione musicale facendo riferimento alla teoria piagetiana. Nella loro ricerca hanno coinvolto bambini di età compresa tra i 3 e i 15 anni ai quali è stato chiesto di comporre una musica individualmente e talvolta anche in gruppo, rispettando differenti richieste (ad esempio: comporre un pezzo utilizzando le maracas, uno xilofono di scala pentatonica, ma anche ripetere la musica precedentemente prodotta e molti altri compiti). Inoltre al termine della performance sono state poste ai bambini delle domande che insieme a tutte le performance prodotte sono state registrate ed analizzate dai due studiosi. In totale i due ricercatori hanno considerato 745 lavori tra improvvisazioni e composizioni. Il modello di sviluppo da loro proposto sulla base dello studio descritto, si basa su tre dimensioni interconnesse: padronanza, imitazione e gioco immaginativo. La padronanza consiste nella conoscenza del materiale sonoro, e quindi comprende la capacità di discriminare, riconoscere gli stimoli sonori e la capacità di saperli utilizzare per creare musica. L’imitazione, la seconda dimensione, consiste nella capacità di immedesimarsi ed esprimersi attraverso la musica. Il gioco immaginativo riguarda invece la capacità di creare relazioni tra i vari elementi musicali. Per i due studiosi lo sviluppo musicale prevede il potenziamento di tutte queste tre componenti, che si influenzano reciprocamente.

Hargreaves (1996) si chiese se nella competenza artistica del bambino (non solo musicale, ma anche di altri tipi di arte) siano individuabili delle tappe condivise. Egli cerca di rispondere a questa domanda integrando due diverse prospettive: da una parte quella di Piaget, dall’altra l’ipotesi di Gardner sulle intelligenze multiple. Egli analizza differenti fonti, quali ad esempio disegni, produzione di giudizi estetici, abilità musicali, e le confronta tra loro. Egli giunge ad individuare 5 fasi per quanto riguarda le abilità musicali, studiate in riferimento a 4 aree distinte: canto, forme di notazione, percezione melodica e composizione. Di seguito le cinque fasi da lui trovate.

  1. La fase senso-motoria copre i primi due anni di vita. In questo periodo il bambino reagisce all’ascolto musicale prima con reazioni motorie, associate successivamente a vocalizzazioni. Per quanto riguarda la dimensione della percezione melodica l’aspetto più interessante risulta essere quello del profilo melodico: i bambini sembrano mostrare una precoce sensibilità all’acculturazione indotta dall’ambiente. In particolare, essi sembrano registrare performance migliori rispetto alla discriminazione di strutture musicali tonali.
  2. La fase figurale avviene dopo i 18 mesi di vita. La simbolizzazione è una forma di pensiero rappresentativo che rende possibile la sostituzione di un oggetto o di un’azione con un segno (simbolo). In questo periodo, questa capacità è in fase di sviluppo ma non ancora del tutta padroneggiata, questo si evidenzia soprattutto nella produzione delle note inventate. In questa fase, il canto originale e imitativo si uniscono nelle cosiddette canzoni “pot-pourri” e migliora progressivamente la capacità nella riproduzione accurata delle note. 
  3. La fase schematica si estende dai 5 agli 8 anni. In questa fase le convenzioni degli adulti sono presenti ma non pienamente assimilate: il bambino adatterà le regole che ha percepito dal contesto in modo da poterle applicare. Questo fenomeno lo si nota anche nella produzione linguistica quando il bambino adotta in modo schematico le regole convenzionali (ad esempio dice “aprito” invece di aperto, applicando schematicamente la regola generale che vuole il participio passato della terza declinazione dei verbi finire in “ito”). In campo musicale, le notazioni infantili evolvono in maniera significativa rappresentando dapprima solo il ritmo, o comunque una sola dimensione musicale, ed integrando poi le altre dimensioni. I bambini in questa fase completano l’acquisizione tonale. Questo è evidenziato da vari aspetti quali ad esempio: la preferenza attribuita ad accordi consonanti, la capacità a riconoscere modulazioni appropriate e a riprodurre intervalli scalari. Per quanto riguarda i canti, quelli inventati acquisiscono una struttura maggiormente organica e quelli imitativi diventano più accurati.
  4. La fase dei sistemi di regole si estende dagli 8 ai 15 anni. In questa fase si stabilizza l’adozione di alcune convenzioni degli adulti. Rispetto alla fase precedente, il bambino si distacca dalla “reazione egocentrica all’arte”, ovvero si distacca dal giudizio artistico sempre connesso al proprio vissuto, presente nella fase precedente ed inizia a formare le proprie preferenze e i propri gusti, dimostrandosi meno aperto all’ascolto di altri stili.
  5. La fase professionale prende avvio dopo i 15 anni. In questa fase l’individuo ha imparato a padroneggiare le regole di particolari forme d’arte. Alcuni soggetti sono anche in grado di andare oltre a queste giungendo al livello metacognitivo: essi sono capaci di prendere coscienza dei propri meccanismi di pensiero e dei propri processi creativi. Hargreaves distingue poi due ulteriori stadi del livello metacognitivo: nel simbolico gli artisti sono in grado di porre enfasi sugli aspetti espressivi ed emotivi e li comunicano agli altri; nello stadio sistematico gli artisti sono dotati di un grado di astrazione tale che permette loro di tradurre il materiale sonoro in nuovi stili.

In generale da queste ricerche emerge che negli anni della scuola primaria si rafforza l’abilità di produzione del materiale sonoro (Concina, 2015), anche se le abilità creative musicali nella scuola sono spesso trascurate nonostante i bambini, contrariamente a quanto si pensa, siano in grado di inventare musica. Ciò è legato al fatto che non tutti gli insegnanti hanno una preparazione adeguata in campo musicale e dunque non si sentono preparati ad affrontare questi aspetti, preferendo svolgere attività considerate più semplici, come quelle di ascolto o di esecuzione. Inoltre questo senso di ansia e di inadeguatezza nei confronti della disciplina musicale vale anche per gli insegnanti in formazione, segno che anche l’Università dedica ancora troppo poco tempo alle discipline musicali e alla formazione dei docenti in questo campo, e non solo in senso teorico. Infatti, per essere un bravo educatore si richiede non solo una conoscenza dell’ambito disciplinare considerato, ma anche e soprattutto specifiche competenze didattiche che garantiscano una efficace gestione dei processi di insegnamento-apprendimento. Gli insegnanti di musica di scuola secondaria, ad esempio, hanno una preparazione di base volta a diventare esecutori professionisti, ma viene dato poco spazio alla didattica (Biasutti, 2010), anche per questo motivo non sempre sono in grado di appassionare i ragazzi alla musica. Insomma, una preparazione di base in musica è indispensabile ma non basta; in effetti “per un adeguato svolgimento dell’educazione musicale nella scuola primaria, sono cruciali sia il grado di preparazione e le competenze degli insegnanti in relazione agli attuali obiettivi curricolari, ai contenuti e alle pratiche didattiche, sia il grado con il quale il programma ufficiale considera la formazione e la professionalità dei docenti” (Hennessy, 2010, p. 26).

* Tecnico del suono, Laurea in Scienze della Formazione Primaria, Università di Padova


Bibliografia

Biasutti, M. (2007). Creare musica a scuola: elementi di didattica per la scuola primaria. Lecce: Pensa Multimedia.

Biasutti, M. (2010). Educare a Educare: ricerche sulla formazione degli insegnanti in musica. Lecce: Pensa Multimedia.

Biasutti, M. (2015). Elementi di didattica della musica: strumenti per la scuola dell’infanzia e primaria. Roma: Carocci Faber.

Concina, E. (2015). Il bambino e il suono. Sviluppo delle abilità sonore e musicali nell’infanzia e nella preadolescenza. In M. Biasutti, Elementi di didattica della musica: strumenti per la scuola dell’infanzia e primaria. (p. 39-66). Roma: Carocci Faber.

Delalande, F. (1993). Le condotte musicali: comportamenti e motivazioni del fare e ascoltare musica. Bologna: CLUEB.

Delalande, F. (2004). La musica è un gioco da bambini. Milano: Franco Angeli.

Frapat, M. (1994). L’invenzione musicale nella scuola dell’infanzia. Bergamo: Junior.

Hargreaves, D. (1996). The development of artistic and muscial competence. In I. Deliege, & J. Sloboda, Musical beginnings: origins and development of musical competence (p. 145-170). Oxford: Oxford University Press.

Hennessy, S. (2010). La formazione musciale degli insegnanti nella scuola primaria. In M. Biasutti, Educare a Educare (p. 23-67). Lecce: Pensa Multimedia.

Piazza, G. (1979). Orff-Schulwerk Manuale. Milano: Suvini-Zerboni.

Somigli, P. (2013). Didattica della musica: un’introduzione. Roma: Aracne.

Swanwick, K., & Tillman, J. (1986). The sequence of music development: a study of chidern’s composition. British Journal of Music Education, 305-339.

Vigotskij, L.S. (1972). Immaginazione e creatività nell’età infantile. Roma: Editori Riuniti

Zucchini, G. L. (1984). Bambino e la musica: proposte di metodo e esperienze. Brescia: La Scuola.

Zucchini, G.L. (1985). Suoni e musica nella scuola dell’infanzia, Firenze: La Nuova Italia

Nota 3 febbraio 2020, AOODGSIP 440

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico

Ai Dirigenti Scolastici degli Istituti secondari di I e II grado statali e paritari
LORO SEDI

Oggetto: Premio “Musica d’Ambiente – canzone d’autore a tema ambientale” – aggiornamento e richiamo al concorso.


Indicibili (In)canti

Torna anche quest’anno il concerto di fine anno delle scuole nel cortile della Minerva, il cortile del Palazzo dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, a Roma.

Giovedì 7 giugno, dalle 10.30 saliranno sul palco alcune delle formazioni musicali delle scuole vincitrici del Concorso musicale “Indicibili (In)canti”. Al loro fianco, ospiti d’onore, l’attore e imitatore Max Tortora in coppia con la cantante Roberta Laurenzi, il duetto del pianista e compositore Enrico Zanisi con la cantante Federica Lipuma e il chitarrista Francesco Buzzurro. L’evento sarà presentato dall’attrice Marta Pizzigallo. La direzione artistica è, anche per questa edizione, del Maestro Paolo Damiani.

Il concerto rientra fra le iniziative promosse nell’ambito della Settimana della musica a scuola organizzata dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti – presieduto dal professor Luigi Berlinguer – e dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR. Vuole essere una occasione per riaffermare il valore che la musica riveste nella formazione di tutti i giovani. Nell’occasione saranno anche presentati i progetti e le azioni che il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica sta attuando in favore della “musica per tutti”.

Quest’anno l’evento sarà dedicato alla memoria del venezuelano José Antonio Abreu, fondatore di  El Sistema, la fondazione che propone un percorso innovativo di didattica musicale per la promozione sociale dell’infanzia e della gioventù.

I premi per le scuole vincitrici del concorso sono offerti da Dismamusica, SIAE e Fondazione “Adkins Chiti: donne in musica”.

Le formazioni musicali che si esibiranno sono:

  • Orchestra e coro del liceo musicale Archita di Taranto;

  • gruppo fiati della scuola media di Basiliano – I.C. di Basiliano e Sedegliano (UD);

  • coro stabile “San Giovanni Bosco” dell’istituto comprensivo S.G. Bosco – Benedetto XIII – Poggiorsini di Gravina di Puglia (Ba);

  • Luca Serrao e Yuri Santangelo del liceo musicale Dante di Firenze.

Settimana nazionale della musica a scuola

Come previsto dalla Nota 3 aprile 2018, AOODPIT 733, dal 7 al 12 maggio 2018 si svolge la settimana nazionale della musica a scuola.

Negli stessi giorni è promossa a Taranto e Provincia l’organizzazione della XXIX Rassegna Nazionale delle scuole a indirizzo musicale.


Scuola, dal 7 al 12 maggio la Settimana nazionale della musica

Anche quest’anno ritorna l’appuntamento con la settimana di concerti, improvvisazioni musicali e incontri nelle scuole. L’iniziativa è promossa dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della Musica del Miur con l’obiettivo di favorire la pratica musicale tra le alunne e gli alunni

Si terrà dal 7 al 12 maggio prossimi la Settimana nazionale della musica a scuola. Anche quest’anno ritorna l’ormai tradizionale appuntamento promosso dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, presieduto dal Prof. Luigi Berlinguer. Gli istituti scolastici di tutta Italia potranno aprire le loro porte per una settimana di concerti, esibizioni, improvvisazioni musicali, incontri con esperti con l’obiettivo di sostenere la pratica musicale per la sua valenza formativa ed educativa.

Nel corso di questa settimana le scuole avranno l’occasione di testimoniare l’importanza delle attività musicali che hanno realizzato durante l’intero anno scolastico e che, dunque, non si risolvono nell’occasione straordinaria dell’esibizione programmata per la “Settimana della musica”, ma trovano in questo appuntamento il punto di approdo di ordinari percorsi di apprendimento. L’edizione 2018 della Musica a scuola è dedicata alla memoria di Josè Antonio Abreu che dedicò la sua vita alla lotta per l’inclusione e la promozione sociale e per la diffusione dell’apprendimento della musica per tutti, attraverso la creazione del “Sistema Nacional de Orquestas y Coros Juveniles e Infantiles”, in Venezuela.

I suoi ideali vivranno sempre nelle mani e nelle voci dei bambini e dei giovani delle orchestre infantili e giovanili di tutto il mondo. Nell’ambito della Settimana della musica a scuola anche per questa edizione si terrà un incontro tra i docenti delle scuole ad indirizzo musicale. Un momento di confronto – che si terrà quest’anno a Taranto e provincia – per fare il punto sull’insegnamento di questa disciplina tra i banchi.

Nota 3 aprile 2018, AOODPIT 733

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e Formazione

Ai Direttori Generali degli Uffici  Scolastici Regionali
LORO SEDI
e, p.c.:
Al Capo Dipartimento per la Programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie strumentali
Ai Direttori Generali delle Direzioni Generali del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Comitato Nazionale per l’Apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti
LORO SEDI

Nota 3 aprile 2018, AOODPIT 733

Oggetto: Settimana nazionale della musica a scuola: dal 7 al 12 Maggio 2018

Nota 10 marzo 2017, AOODPIT 395

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e Formazione

 

Ai Direttori Generali  degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

e, p.c.: Al Capo Dipartimento per la  Programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie strumentali

Ai Direttori Generali  delle Direzioni Generali del
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Al Prof. Berlinguer
Presidente del Comitato  Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti

LORO SEDI

Oggetto: Settimana nazionale della musica a scuola: 8-12 Maggio 2017

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, seguendo una linea di azione ormai più che ventennale, ha promosso anche quest’anno scolastico, iniziative di sostegno alla pratica musicale della quale riconosce la particolare valenza educativa e formativa.

La pratica musicale contribuisce alla crescita equilibrata della persona e attraverso una più armoniosa utilizzazione delle varie capacità della mente umana, favorisce l’apprendimento di tutte le discipline.

Vi è un quadro normativo e culturale coerente a livello nazionale ed europeo, nel quale si inseriscono le iniziative oggetto di questa nota. Un quadro che quest’anno, nell’ambito dei processi di innovazione ordinamentale, ha visto a seguito dell’emanazione della Legge 107/15 l’ulteriore impegno del Ministero a promuovere quelle iniziative mirate in particolare a restituire il senso di continuità dell’insegnamento della pratica musicale in tutti gli ordini e gradi di scuola.

Sulla base delle indicazioni e delle proposte pervenute dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della Musica a scuola, presieduto dal Prof. Luigi Berlinguer, il Ministero continua inoltre nello sviluppo di programmi di ricerca volti a costruire esperienze di pratica musicale che abbiano il carattere della trasferibilità sul piano didattico e su quello organizzativo, programmi sostenuti, come sopra accennato, da significativi e sempre più estesi interventi formativi per docenti di musica di ogni ordine e grado.
Nel quadro qui delineato si inserisce l’organizzazione anche per il 2017 della “Settimana nazionale della musica a scuola” che viene fissata dall’8 al 12 maggio.

In questa settimana le scuole hanno l’occasione di testimoniare l’importanza delle attività musicali che esse realizzano nel corso dell’intero anno scolastico e che, dunque, non si risolvono nella occasione straordinaria della esibizione programmata per la “Settimana della musica”, ma trovano in essa il punto di approdo di ordinari percorsi di apprendimento. Percorsi caratterizzati sia da sviluppo continuo, sia da stabile sedimentazione nel curricolo e, di conseguenza, nella crescita personale di tutti gli allievi.
I Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali, avvalendosi anche del supporto dei dirigenti degli Uffici di ambito territoriale e dei referenti per le attività nel settore, avranno pertanto cura di promuovere la sensibilizzazione dei Dirigenti scolastici affinché la settimana dall’8 al 12 maggio 2017 venga dedicata a iniziative nelle quali le scuole possano condividere con i più ampi settori della società le esperienze musicali svolte nel corrente anno scolastico.

L’organizzazione degli eventi è affidata alle libere determinazioni delle istituzioni scolastiche che potranno svolgerli sia all’interno degli edifici scolastici, sia nel territorio; sarà in ogni caso opportuno ce, in ragione delle finalità indicate, gli eventi organizzati per questa settimana vedano il coinvolgimento dei genitori e di tutte le forze sociali e culturali esterne alla scuola, tanto pubbliche che private. Solo così potrà determinarsi infatti una sinergia operativa capace di avvalorare e amplificare il senso delle singole manifestazioni.
Gli organi periferici dell’Amministrazione scolastica svolgeranno, in tale direzione, il ruolo di facilitatori delle iniziative sollecitando anche la partecipazione attiva degli enti musicali, dei Conservatori di musica, e di tutti i soggetti pubblici o privati, associati o singoli, operanti sul territorio per la promozione della musica.

I referenti regionali per le attività di settore e quelli provinciali, ove presenti, potranno segnalare al Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica le esperienze più significative che, muovendosi sulla base dei processi innovativi in atto, possano costituire una testimonianza del lavoro svolto e un utile riferimento per il rinnovamento del sistema scolastico.
Inoltre anche nel corrente anno scolastico, questo Ministero, per fornire un concreto segnale dell’importanza strategica che annette alla pratica musicale come fattore educativo dei giovani, promuove a Policoro (MT ) dall’8 al 12 maggio l’organizzazione della XXVIII Rassegna Nazionale delle scuole a indirizzo musicale, comprendendo anche le scuole primarie, gli Istituti comprensivi e i licei musicali. La Manifestazione è organizzata dall’Istituto Comprensivo statale N.1 “L. Milani” di Policoro ( MT) che ha predisposto pertanto l’allegato Regolamento.
Si confida nello sperimentato spirito collaborativo delle SS.LL. per l’efficace perseguimento delle finalità dell’iniziativa e si ringrazia fin da ora per la preziosa collaborazione.

Il Capo Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e Formazione
Rosa De Pasquale


Regolamento

Nota 2 marzo 2017, AOODGOSV 2300

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Uff. I

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

Al Sovrintendente agli Studi per la Regione Autonoma
della Valle d’Aosta

Al Sovrintendente Scolastico
per la Provincia Autonoma di Bolzano

Al Sovrintendente Scolastico
per la Provincia Autonoma di Trento

All’Intendente Scolastico per le scuole
delle località ladine di Bolzano

All’Intendente Scolastico
per la scuola in lingua tedesca
di Bolzano

Oggetto: 12° Concorso Nazionale di Musica d’Insieme e per Solisti 2017.

L’Istituto Comprensivo Statale “L. Montini” di Campobasso ha indetto la 12° Edizione del Concorso Nazionale di Musica d’Insieme e Solisti 2017 (pianoforte, chitarra, archi, fiati) per le scuole primarie e secondarie italiane, con il patrocinio, tra gli altri, dell’USR Molise, della Regione Molise, della Provincia e del Comune di Campobasso. Il Concorso si pone come scopo quello di diffondere la cultura musicale e motivare i giovani alla pratica strumentale e vocale, sia solistica, sia d’insieme.

Le scuole che intendono partecipare dovranno far pervenire la loro adesione entro e non oltre il 31 marzo 2017, secondo le modalità del bando in allegato.

IL DIRETTORE GENERALE
Carmela Palumbo


12°Concorso Nazionale di Musica

Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica a scuola

Musica a Scuola, insediato il Comitato di esperti per la sua diffusione

Si è insediato questa mattina al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica di recente rinnovato con Decreto del Ministro Stefania Giannini. Il Comitato proseguirà nelle sue attività di promozione e diffusione della cultura e della pratica musicale nella scuola.
Con il Decreto firmato dal Ministro Giannini, il Comitato – presieduto da Luigi Berlinguer – si arricchisce del contributo di personalità provenienti dal mondo artistico e musicale a livello nazionale. Rimarrà in carica tre anni scolastici, fino al 2019.
“Il sapere artistico deve essere garantito agli alunni e agli studenti come cultura universale – ha sostenuto il presidente Berlinguer salutando i componenti del Comitato nella riunione di insediamento -. Ora è tutta un’altra musica, abbiamo ben altra realtà nelle nostre scuole, ben altre competenze ed esperienze che dieci anni fa, quando ci siamo insediati per la prima volta, non avremmo potuto immaginare. Adesso siamo ad una fase nuova e dobbiamo incrementare il nostro lavoro. Dalla nostra abbiamo anche una legge, quella de La Buona Scuola, che riconosce la musica, e la pratica musicale, come componente essenziale per la formazione dei nostri alunni”.
Il Comitato vuole favorire la creazione di un sistema integrato per l’implementazione della pratica musicale e la dimensione estetica e storica della musica, in tutti gli ordini di scuola. Ha compiti di supporto, consulenza, progettazione, coordinamento, monitoraggio e proposta per la realizzazione di percorsi formativi incentrati sullo sviluppo delle competenze musicali degli alunni, anche in riferimento alla pratica vocale e strumentale.
Tra gli obiettivi del Comitato, quello di dare supporto all’attuazione della normativa, in particolare per quanto previsto da La Buona Scuola. Ma anche quello di innalzare la qualità degli interventi formativi musicali nelle aule. E ancora: di ampliare il numero delle scuole che svolgano, organizzino e progettino, nei Piani triennali dell’Offerta formativa, percorsi in favore dell’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti; di proporre percorsi di formazione del personale docente e dei dirigenti scolastici; di coinvolgere gli Enti locali e i privati per promuovere politiche educative a favore del patrimonio musicale. E, sempre tra gli obiettivi, il coinvolgimento degli artisti e delle personalità che lavorano in ambito musicale per sostenere percorsi di ricerca e azioni da attuare.

1 giugno Settimana nazionale della Musica a Scuola

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica
per tutti gli studenti
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione

settimana_nazionale_musica2016

SETTIMANA NAZIONALE DELLA MUSICA A SCUOLA
Palazzo dell’Istruzione – Cortile della Minerva

CONCERTO
1 giugno 2016 – ore 9.30

La scuola deve sostenere il diritto di tutti a sviluppare le potenzialità musicali di ciascuno e la relativa possibilità di crescere in una dimensione di interazione creativa e di curiosità verso ciò che è presente in se stessi e nell’altro.
L’educazione musicale non solo sviluppa pensieri ed emozioni, potenzia le abilità linguistiche, migliora il rendimento generale nell’apprendimento, ma nel contempo educa i giovani al rispetto dell’altro e alla collaborazione tra diversi, con il riconoscimento dei principi della differenza e dell’eguaglianza.
La crescita individuale e collettiva dei futuri cittadini si alimenta anche e soprattutto nell’esperienza del fare musica insieme, tutte e tutti. Praticare la musica richiede sempre impegno e continuità, sforzo e fatica, ma il risultato di questo lavoro dà gioia, emozione, soddisfazione per la propria crescita e concretizza il sapere musicale in pratiche culturalmente condivise. Il Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti è convinto da tempo che nel curricolo scolastico debbano essere presenti attività di pratica musicale coerenti con i traguardi formativi della scuola ed in grado di promuovere le diverse componenti intrinseche al fare musica: quella logica, quella percettivo-motoria e quella affettivo-sociale. Da tempo l’educazione e la pratica musicale trovano adeguata attenzione da parte del MIUR per l’azione del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti, anche attraverso la programmazione della “Settimana Nazionale della Musica a scuola”, durante la quale nel mese di maggio le scuole presentano ogni anno nelle varie sedi le migliori esperienze musicali realizzate da alunni e insegnanti nei vari cicli e indirizzi scolastici, in ambito curricolare ed extracurricolare, anche grazie al supporto del territorio.
I cori e le orchestre di professionisti e studenti costituiscono un bene primario come è anche testimoniato fra l’altro dal Concerto nel Cortile della Minerva del Palazzo dell’Istruzione, un significativo appuntamento della scuola e dell’Amministrazione scolastica per riaffermare il valore che la musica riveste nella formazione di qualità delle giovani generazioni. Sappiamo che finora la presenza formativa della musica nel sistema scolastico ha trovato ostacoli nel suo riconoscimento, specie riguardo alla presenza diffusa nel curricolo; ma grazie all’avviato rinnovamento dell’organizzazione qualitativa e quantitativa degli studi musicali, anche nella scuola, si è iniziato a creare le premesse affinché fare musica tutti a scuola sia finalmente possibile. Oggi siamo di fronte ad una novità importante: la Legge 107/15. E’ stata infatti approvata, ormai definitivamente, una norma che sancisce l’ingresso dell’apprendimento pratico della musica –come finora patrocinato dal Comitato per la Musica a scuola– a cominciare dalla scuola per l’infanzia e dalla scuola primaria. La musica entra così nel curricolo scolastico di tutti. Naturalmente questa nuova disposizione deve essere ora attuata capillarmente in tutte le scuole italiane. La giornata di oggi vuole essere un rinnovato inno alla vivacità e alla creatività di studenti e docenti impegnati nella valorizzazione dei talenti e nella promozione della musica per tutti, e un augurio che dal prossimo anno scolastico la musica sia presente nel curricolo in ogni ordine di scuola.

Luigi Berlinguer
Presidente del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti


Programma

Nota 5 aprile 2016, AOODPIT 1604

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
LOROSEDI
e, p.c.: Al Capo Dipartimento per la Programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Ai Direttori Generali delle Direzioni Generali del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
LORO SEDI

Nota 5 aprile 2016, AOODPIT 1604

Oggetto: Settimana nazionale della musica a scuola: 16-21 Maggio 2016

Musica per i giovani del mondo

“La musica per i giovani del mondo”,
mercoledì 20 la consegna dei Premi Abbado Award Musica e Civiltà

locandina_premio_abbado_vincitori

Si terrà mercoledì, 20 gennaio 2016, al Quirinale, alle ore 11, la consegna dei Premi Abbado Award Musica e Civiltà: La musica per i giovani del mondo in occasione della ricorrenza del secondo anniversario della scomparsa del Maestro. A premiare gli alunni e le scuole vincitrici sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il premio “Abbado Award Musica e Civiltà” è stato istituito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, su proposta della Federazione Cemat, e ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali.

La cerimonia proseguirà, alle ore 15.00, nella Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. A salutare le scuole vincitrici del Premio il Capo di Gabinetto del Miur, Alessandro Fusacchia, il Capo Dipartimento dell’Istruzione, Rosa De Pasquale, e il Capo Dipartimento per la Programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, Sabrina Bono, il Consigliere del Ministro, Luciano Chiappetta, il Direttore Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione, Giovanna Boda e il Presidente del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica Luigi Berlinguer. A seguire l’esibizione dei vincitori ex aequo del Premio Abbado Award: Liceo Classico Musicale e coreutico “D. A. Azuni”, di Sassari e l’Istituto Comprensivo “Biella II”, di Biella Chiavazza (Bi).
All’iniziativa sarà presente la Fondazione Abbado.

Gli alunni e gli istituti scolastici riceveranno in premio le opere “in volo” della scultrice aquilana Licia Galizia.

L’iniziativa è trasmessa in live streaming da RadioCemat.


 

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione
Il Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti
La Federazione Cemat

Manifestazione Conclusiva
Premio Abbado Award
MIUR
Sala della comunicazione Viale Trastevere 76/a- ROMA

Programma 20 Gennaio 2016

Ore 14.30
accreditamento invitati

Ore 15.00
Saluti
Alessandro Fusacchia Capo di Gabinetto MIUR
Rosa De Pasquale Capo Dipartimento Istruzione – MIUR
Sabrina Bono Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Giovanna Boda Direttore Generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione
Luciano Chiappetta Consigliere del Ministro

Ore 15.15
Performances dei vincitori ex aequo Premio Abbado Award
Liceo Classico Musicale e coreutico “D. A. Azuni” di Sassari
Istituto Comprensivo “ Biella II” di Biella Chiavazza (BI)
coordinate da Annalisa Spadolini

Ore 15.45
Interventi
Luigi Berlinguer Presidente del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti – MIUR
Angelo Foletto Presidente Associazione nazionale critici musicali
Gisella Belgeri Coordinatore Premio Abbado – Presidente Federazione Cemat

Ore 17.00
Interventi e video delle Istituzioni scolastiche premiate

live streaming RadioCemat