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Keep Calm and PTOF

Nota sul “consenso informato”… Coinvolgimento delle famiglie e “nuova” proposta Aprea: “Keep calm and PTOF”

di Cinzia Olivieri

 

La nota del 20 novembre sul PTOF

La nota congiunta prot. n.19534 del 20 novembre dalla Direzione Generale Ordinamenti e dalla Direzione Generale per lo studente è intervenuta, come dichiarato, per rispondere ai quesiti in merito alla tempistica con cui il Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) deve essere approvato e comunicato alle famiglie ed alle modalità con le quali queste “devono esprimere il consenso, ove occorra”, alla partecipazione alle attività extracurricolari.

Essa giunge a breve distanza da quella della Direzione Generale Ordinamenti (ivi richiamata) del 16 ottobre Prot. n. 17832 del 16.10.2018, che ha individuato una più adeguata tempistica per la predisposizione del PTOF (rispetto alla prevista scadenza del 31 ottobre), coincidente con la data di apertura delle iscrizioni, ribadendone l’importanza quale documento di progettualità scolastica e strumento di comunicazione tra la scuola e la famiglia reso disponibile attraverso il proprio sito e pubblicato su “Scuola in Chiaro”.

Si ripropongono le questioni relative al “consenso informato” relativamente in particolare ai cosiddetti “progetti gender”, in merito a cui era già intervenuta la nota Prot. n. 1972 del 15/09/2015 del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione a chiarimento dell’art. 1 comma 16 L 107/2015, il quale promuove principi di pari opportunità all’interno del PTOF rinviando a quanto già disposto dall’articolo 5, comma 2, DL n.93/2013, convertito dalla L. 119/2013 contenente misure contro la violenza di genere (con particolare riguardo al femminicidio) e le discriminazioni.
Ebbene, la nota del 20 novembre non introduce una nuova disposizione sul consenso informato.

Ciò in primo luogo per l’evidenza giuridica che nulla di innovativo può essere introdotto con una nota che, come hanno ribadito tanto il Consiglio di Stato con la sentenza n. 567/17 quanto la Cassazione con la sentenza n. 6185 del 10.3.2017, non costituisce fonte del diritto ma semplice atto ad uso interno, prevalentemente a scopo interpretativo o informativo.
Perciò il quadro normativo non cambia.

L’autonomia è estranea all’idea di scuola “a la carte”, in cui ognuno ordina a volontà scegliendo solo il secondo perché il primo appesantisce, e l’istruzione non dovrebbe essere assimilata ad un trattamento sanitario di cui essere informati in considerazione dei rischi e dei possibili effetti collaterali.

La comunità scolastica non è quel luogo in cui è in atto uno scontro titanico tra forze predefinite del male e del bene. Le famiglie hanno sensibilità ed esigenze diverse che la scuola che integra nella sua autonomia è chiamata a mediare.

E laddove si richiama la libertà di scelta educativa occorre ricordare quanto espresso con autorevole chiarezza dalle Sezioni Unite della Cassazione con l’Ordinanza 5 febbraio 2008, n. 2656. Riconoscendo la competenza del tribunale amministrativo nel regolamento di giurisdizione proposto dal genitore di un alunno di scuola primaria di un comprensivo della provincia di Laives (Bolzano), che aveva convenuto la scuola davanti al tribunale ordinario affinché dichiarasse che l’istituto non aveva “diritto di svolgere lezioni di educazione sessuale in classe senza il consenso dei genitori …. e che quindi si vietasse lo svolgimento di tali lezioni durante l’orario dell’obbligo, con condanna al risarcimento del danno nel caso di avvenuta effettuazione”, la Suprema Corte, a Sezioni Unite, con la sua granitica decisione, ha sostanzialmente riconosciuto la legittimità dell’operato scolastico. Quanto alla tesi difensiva, che invocava i principi costituzionali degli articoli 29 e 30 Cost, ha ritenuto che essa “non considera che il diritto fondamentale dei genitori di provvedere alla educazione ed alla formazione dei figli trova il necessario componimento con il principio di libertà dell’insegnamento dettato dall’art. 33 Cost. e con quello di obbligatorietà dell’istruzione inferiore affermato dall’art. 34 Cost. Il quadro costituzionale di riferimento pone con chiarezza, in relazione al processo formativo degli alunni della scuola pubblica, una esigenza di bilanciamento e coordinamento tra i diritti e doveri della famiglia e quelli della scuola, i quali peraltro trovano esplicazione nell’ambito dell’autonomia delle istituzioni scolastiche”.

Per l’effetto è “certamente ravvisabile un potere della amministrazione scolastica di svolgere la propria funzione istituzionale con scelte di programmi e di metodi didattici potenzialmente idonei ad interferire ed anche eventualmente a contrastare con gli indirizzi educativi adottati dalla famiglia e con le impostazioni culturali e le visioni politiche esistenti nel suo ambito non solo nell’approccio alla materia sessuale, ma anche nell’insegnamento di specifiche discipline, come la storia, la filosofia, l’educazione civica, le scienze, e quindi ben può verificarsi che sia legittimamente impartita nella scuola una istruzione non pienamente corrispondente alla mentalità ed alle convinzioni dei genitori, senza che alle opzioni didattiche così assunte sia opponibile un diritto di veto dei singoli genitori”.

 

Coinvolgimento delle famiglie e “nuova” proposta di legge Aprea

La nota ribadisce che per la elaborazione del PTOF la scuola deve altresì prendere “in considerazione le proposte e i pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti”, come previsto dall’art. 3 del DPR 275/99 modificato dalla L 107/2015 e che al fine di garantire una scelta consapevole il “PTOF deve, necessariamente, essere predisposto antecedentemente alle iscrizioni”.
Per l’effetto la libertà di scelta educativa si esplica al momento dell’iscrizione. Successivamente si apre un rapporto dialogico con la scuola, propositivo e non impositivo, aperto a tutte le sensibilità, appartenendo ormai alla storia la secessione dell’Aventino.
I conflitti, si sa, non procurano cose buone.

Occorre aggiungere che proprio riguardo alle modalità, anche tempistiche, di coinvolgimento delle famiglie, al fine e garanzia del coinvolgimento nella elaborazione e della conoscenza del piano (oltre che del patto di corresponsabilità educativa) aveva lavorato, in una composizione allargata e di ampio coinvolgimento, in sinergia tra tutte le componenti, coordinato dalla Direzione dello studente, il gruppo di lavoro istituito nella precedente legislatura, per la riforma della rappresentanza, che aveva presentato un testo di modifica del Dpr 249/98 come già modificato ed integrato dal Dpr 235/07 (Statuto delle studentesse e degli studenti). Purtroppo né il gruppo è stato più riunito né si è dato seguito a quanto già definito.
È stato reso noto invece il testo della proposta di legge n. 697 “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti” presentata dall’On.le Aprea ed assegnata alla VII Commissione Cultura in sede Referente il 7 novembre 2018, che in pratica ripropone la famosa PDL 953 di riforma degli organi collegiali, con tutti i suoi contenuti: trasformazione delle istituzioni scolastiche in fondazioni; consiglio di amministrazione in luogo del consiglio di istituto; scomparsa dei consigli di classe.
Ai genitori è garantito il diritto di riunione e di associazione ed il regolamento di istituto PUÒ stabilire altre forme di partecipazione dei genitori (a cui sono estese le opportunità dello Statuto) e degli studenti.
Chissà se ne coglieranno le implicazioni.

 

Il curricolo nelle indicazioni nazionali

La nota afferma poi che dovranno essere portate a conoscenza di genitori e studenti, in particolare, quelle attività didattiche “che prevedano l’acquisizione di obiettivi di apprendimento ulteriori rispetto a quelli di cui alle indicazioni nazionali di riferimento”.
In merito occorre esprimere qualche perplessità.
Infatti nelle premesse alle indicazioni nazionali (2012) per il curricolo nel primo ciclo, ad esempio, si legge che “Le discipline e le vaste aree di cerniera tra le discipline sono tutte accessibili ed esplorate in mille forme attraverso risorse in continua evoluzione.”

Ed ancora: “Le trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze, che comunicano contenuti invarianti pensati per individui medi, non sono più adeguate”. Insomma gli obiettivi di apprendimento appaiono estremamente vasti, così come quelli che la scuola è chiamata a realizzare, tanto che è difficile identificare gli “ulteriori”.

Prosegue poi la nota: “La partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio, ivi inclusi gli ampliamenti dell’offerta formativa di cui all’articolo 9 del D.P.R. n. 275 del 1999, è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni, o degli stessi se maggiorenni. In caso di non accettazione, gli studenti possono astenersi dalla frequenza. Al fine del consenso, è necessario che l’informazione alle famiglie sia esaustiva e tempestiva”.

Ebbene, il DPR 275/99 disciplina all’art. 8 il curricolo obbligatorio costituito dalla quota nazionale e dalla quota riservata alle scuole che comprende le discipline e le attività da esse (cioè dalle istituzioni scolastiche) liberamente scelte.

“Il curricolo di istituto è espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica e, al tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità dell’istituto” e definisce tra l’altro, oltre agli obiettivi di apprendimento, “le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale” e “l’orario obbligatorio annuale complessivo dei curricoli comprensivo della quota nazionale obbligatoria e della quota obbligatoria riservata alle istituzioni scolastiche”.

Il successivo art. 9 contempla l’ampliamento dell’offerta formativa, consistente “in ogni iniziativa coerente con le” finalità dell’istituzione scolastica. Tali “discipline e attività facoltative” (in primo luogo per la scuola, nel senso che la scuola può scegliere di realizzarle) sono destinate ad arricchire il curricolo e dunque ne costituiscono anche parte ove previste.

Coordinando il tutto, quindi, in sintesi si può affermare che per curricolo obbligatorio si intende, ad esempio, 990 ore nella scuola secondaria di primo grado, corrispondente al “tempo normale”.
L’ampliamento dell’offerta è anche ampliamento di quel curricolo.
Per l’effetto il consenso da acquisire riguarda in particolare la frequenza ad attività che si svolgono al di fuori del curricolo obbligatorio, cioè fuori dal tempo scuola. Cosa che di fatto avviene. Extracurricolare significa fuori dal curricolo, cioè dall’orario obbligatorio.

Il PTOF rappresenta l’offerta – curricolare ed extracurricolare – della scuola in base alla quale le famiglie operano le proprie scelte educative al momento dell’iscrizione. Se si realizzano successivamente attività diverse e ulteriori, sia in orario curricolare che extracurricolare, le famiglie sono informate. È prevista l’adesione tra l’altro, anche in orario curricolare, ad uscite didattiche ed a quelle attività che “richiedano un contributo economico da parte delle famiglie”, che la nota congiunta invita a limitare ovvero ad organizzare adottando correttivi o misure dispensative.

È ovvio che tra queste non possono intendersi ricomprese quelle laboratoriali negli istituti tecnici e professionali che costituiscono parte essenziale del curricolo obbligatorio di cui all’art. 8 DPR 275/99, anche in considerazione della circostanza che gli art. 153, commi 1 e 2, del R.D. 969/1924 n. e l’art. 53 del R.D.L. 749/1924 non risultano abrogati.

In conclusione il vero entusiasmo per la vittoria riserviamolo ad una scuola libera ed accessibile senza discrimine, che non punisca ma educhi all’autodeterminazione, ispirandosi a valori autentici di cittadinanza nel rispetto della pluralità e della diversità.
E poiché siamo ormai prossimi al termine di scadenza: “keep calm & PTOF”

Nota 20 novembre 2018, AOODGOSV 19534

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
E
Direzione Generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione

Alle istituzioni scolastiche statali per il tramite degli USR

Nota 20 novembre 2018, AOODGOSV 19534

Oggetto: Piano triennale dell’offerta formativa

Nota 16 ottobre 2018, AOODGOSV 17832

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici e ai Coordinatori delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado
LORO SEDI
ep.c. Al Capo di Gabinetto
AI Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
LORO SEDI
Al Capo Ufficio stampa
SEDE

Nota 16 ottobre 2018, AOODGOSV 17832

Oggetto: Il Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) 2019/2022 e la Rendicontazione sociale (RS).

Gli indirizzi per la redazione del PTOF del Dirigente scolastico

Gli indirizzi per la redazione del PTOF del Dirigente scolastico

di Stefano Stefanel

 

         Il testo che propongo pubblicamente non è propriamente un articolo o un approfondimento, ma un punto all’ordine del giono del Collegio docenti e del Consiglio d’Istituto redatto in forma discorsiva anche nella sua versione ufficiale. Per poter realizzare un lavoro completo che coniughi innovazione e rigore ho deciso di dare al Collegio docenti e al Consiglio d’istituto gli indirizzi per il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (2019/2022) – da approvarsi entro il 31 ottobre 2018 – al termine del presente anno scolastico (Collegio docenti del 19 giugno 2018 e Consiglio d’Istituto del 27 giugno 2018) per permettere un’elaborazione estiva del documento, da limare poi nel primo periodo scolastico che – nel Liceo che dirigo – corrisponde anche al primo dei due periodi di valutazione (la scansione dei due periodi disomogenei è 11 settembre/31 ottobre e 2 novembre/11 giugno).

         Prima di emanare i nuovi indirizzi ho pensato fosse utile dare una lettura dei primi indirizzi (quelli per il PTOF 2016/2019) al fine di stabilire un’organica conseguenza a quanto progettato. E’ nato così il documento che allego e che costuisce già un piccolo Bilancio sociale non redatto per un pubblico ampio, ma per i pubblici più ristretti e riflessivi degli Organi Collegiali (Collegio docenti e Consiglio d’istituto). Il documento ha una prima parte in cui vengono analizzati nel dettaglio i primi indirizzi e una seconda parte in cui vengono comunicati i secondi indirizzi senza alcujna spiegazione, visto che sarà il corpo docenti a dare voce agli indirizzi nel documento ufficiale e conclusivo.

         Il documento di indirizzo è comunque già ordinato in funzione di una futura redazione del Bilancio sociale. Se poi verrà tutto cancellato da una nuova visione ministeriale della scuola questo sarà comunque stato un utile elemento di analisi.


PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA
ANNI SCOLASTICI 2019/2020 – 2020/2021 – 2021/2022

da approvare entro il 31 ottobre 2018

 

INDIRIZZI PER LE ATTIVITA’ DELLA SCUOLA E DELLE SCELTE DI GESTIONE E DI AMMINISTRAZIONE

 

ANALISI DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PTOF 2016/2019. Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa per il periodo 2016/2019 è stato approvato dagli organi collegiali delle scuole in prima battuta entro il 16 gennaio 2016, in base alle linee di indirizzo date dal dirigente scolastico. Entro il 31 ottobre 2018 va approvato il nuovo Piano Triennale dell’Offerta Formativa, attivo dal 1° settembre 2019 al 31 agosto 2022. Non è dato di sapere oggi se sarà veramente così o se questa innovazione rimarrà relegata alla sola sua prima attuazione. Poiché, comunque, si rende necessario elaborare nuove linee di indirizzo che tengano conto di quanto avvenuto al Liceo Marinelli, delle novità intervenute (PON – Piano Operativo Nazionale, PNSD – Piano Nazionale Scuola Digitale, PNF – Piano Nazionale di Formazione, alternanza scuola-lavoro, ecc.), delle possibilità e necessità delle scuole, delle mutazioni anche notevoli in alcuni settori formativi, credo sia necessario analizzare preliminarmente il ruolo che hanno avuto nei primi due anni di attuazione del PTOF le “vecchie” linee di indirizzo, prima che il PTOF nuovo si affianchi all’ultimo anno del primo PTOF.

Riporto quindi in un unico testo in tabella tutte e dieci le mie Linee di indirizzo e poi ne analizzo lo sviluppo una per una.

 

INDIRIZZI PER IL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA

(Anni scolastici 2016/17 – 2017/18 – 2018/19)

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1. Mantenimento della seconda lingua comunitaria tra le opzioni e trasformazione delle stesse in insegnamenti opzionali (ai sensi del comma 28 dell’art 1. della legge n° 107/2015)

2. Integrazione nell’ambito di un curricolo plurilinguistico delle attività della scuola con ricadute sia formali (italiano, latino, inglese), sia non formali e informali (seconda lingua comunitaria, friulano, altre lingue anche solo introdotte a livello culturale, lingua madre)

3. Inserimento di tutte le attività della scuola nell’ambito di due diversi settori in cui gli apprendimenti formali-non formali e informali vengano tutti equamente e regolarmente valutati con attribuzione di voti o crediti disciplinari agli studenti:

a. Attività che hanno diretta incidenza sulle discipline curricolari ordinarie, che avranno la prevalenza anche nelle fonti di finanziamento e devono prevedere sempre valutazioni (voti o crediti disciplinari)

b. Attività di carattere formativo che non possono avere un riconoscimento nell’ambito dei curricoli ordinari del liceo e che avranno canali secondari di finanziamento

4. Personalizzazione delle attività della scuola riferite alle azioni di recupero degli studenti in difficoltà e di potenziamento degli studenti in posizione di eccellenza, ai sensi del comma n° 29 dell’art. 1 della legge 107/2015. Applicazione dei principi di trasparenza e tempestività previsti dal DPR 122/2009 nella valutazione riferita al percorso personalizzato dell’alunno, nell’ambito di una finalità liceale unica (apprendimento dello studente) in cui le procedure valutative costituiscano mero sostegno all’apprendimento e non elemento a se stante

5. Redazione e realizzazione di attività inserite all’interno di curricoli verticali in raccordo con le scuole secondarie di primo grado del territorio e con le università, che escano dalla logica del programma solo nominalmente modificato. Gestione diretta di materiali curricolari o editoriali prodotti nell’ambito del Liceo Marinelli con un’attinenza diretta con la didattica

6. Potenziamento delle attività attinenti al potenziamento dell’organico con le seguenti priorità, attivate dopo una precisa valutazione dei curricula presenti negli ambiti di scelta:

a. Area linguistica: docenti di inglese/tedesco ed eventualmente inglese/francese

b. Area scientifica (matematica e fisica ed eventualmente scienze)

c. Area artistica e umanistica (lettere ed eventualmente storia/filosofia, disegno e storia dell’arte)

7. Sviluppo di attività didattiche e formative connesse con l’utilizzo sistematico delle tecnologie sia a livello individuale sia a livello laboratoriale, con potenziamento della strumentazione di proprietà del Liceo nell’ambito di Piani di sviluppo e l’utilizzo sistematico di quanto di proprietà degli studenti (Comma 56 dell’art. 1 della legge 107/2009).

8. Inserimento delle attività della scuola dentro due periodi scrutinati disomogenei (inizio dell’attività didattica-fine ottobre, inizio di novembre fine della scuola) con una processuale diversificazione valutativa delle attività valutate dopo il 30 aprile e con uno sviluppo sistematico – soprattutto nel secondo periodo dell’ultimo anno – di quanto previsto al comma 30 dell’art. 1 della legge n° 107/2015.

9. Integrazione delle attività di alternanza scuola-lavoro e di orientamento nell’ambito del curricolo verticale e delle attività didattiche ordinarie (commi 33 e 35 dell’art. 1 della legge 107/2015). Avvio e processualizzazione ordinaria di prove scritte su più discipline con valutazioni distinte per ognuna delle discipline coinvolte (non più quesiti di materie diverse, ma un’unica prova che abbia una valutazione linguistica – italiano o inglese – e una valutazione contenutistica (altra disciplina)

10. Potenziamento, sviluppo o introduzione delle competenze nei settori tecnico e amministrativo ai fini della dematerializzazione, sburocratizzazione, semplificazione di tutta l’attività del Liceo in supporto all’azione didattica

 

LINEA DI INDIRIZZO N° 1 “Mantenimento della seconda lingua comunitaria tra le opzioni e trasformazione delle stesse in insegnamenti opzionali (ai sensi del comma 28 dell’art 1. della legge n° 107/2015)”.

 

La Riforma Gelmini ha tolto l’insegnamento delle seconde lingue comunitarie dall’organico dei Licei scientifici. A suo tempo (prima del mio arrivo) il Liceo Marinelli scelse la lingua inglese, trasformando la seconda lingua comunitaria (francese, tedesco, spagnolo) in corsi a pagamento inseriti per alcune classi nell’orario mattutino, passando così dalle 27 ore canoniche alle 30 con l’attività opzionale. A partire dall’anno scolastico 2018/19 gli alunni delle classi terze hanno potuto aggiungere una materia al proprio curricolo di studi e dunque reinserire la seconda lingua comunitaria tra le materie valutate. Il passaggio dall’opzionalità a pagamento all’obbligatorietà disciplinare, reso possibile dall’organico dell’autonomia che ha aggiunto due docenti di tedesco al Liceo Marinelli, è stato accompagnato da azioni di supporto, affinché l’opzione fosse scelta da studenti con buone competenze in seconda lingua, in modo che questa materia aggiuntiva fosse un elemento di solo arricchimento e non di appesantimento. Le ore aggiuntive settimanali saranno due portando il monte ore obbligatorio degli studenti che hanno aderito all’opzione a 32. Una parte delle ore sarà coperta con i docenti dell’organico dell’autonomia e una parte contrattualizzandone altri con fondi propri del Marinelli. Questi i numeri delle scelte:

  • Tedesco – 59
  • Francese – 16
  • Spagnolo – 24

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 2. “Integrazione nell’ambito di un curricolo plurilinguistico delle attività della scuola con ricadute sia formali (italiano, latino, inglese), sia non formali e informali (seconda lingua comunitaria, friulano, altre lingue anche solo introdotte a livello culturale, lingua madre)”

 

La realizzazione di un reale pluringuismo si è dimostrata molto complessa e sta interessando solo una parte del Liceo, sia pure con esperienze molto innovative e coinvolgenti. Lo spettro plurilinguistico non è difficile da enunciare e studiare e il Liceo Marinelli ha dato vita fin dal suo avvio alla Settimana del pluringuismo (anche organizzando un Convegno), ma la penetrazione di una coscienza plurilinguistica nella scuola rimane parzialmente ostacolata da problemi di integrazione disciplinare di molti insegnanti anche di materie linguistiche. La Linea di indirizzo non si può ritenere pienamente applicata, anche se i grandi sforzi progettuali ed economici del Liceo sono evidenti e documentabili, ed hanno permesso un oggettivo miglioramento soprattutto degli studenti con maggiori competenze.

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 3. “Inserimento di tutte le attività della scuola nell’ambito di due diversi settori in cui gli apprendimenti formali-non formali e informali vengano tutti equamente e regolarmente valutati con attribuzione di voti o crediti disciplinari agli studenti:

  1. Attività che hanno diretta incidenza sulle discipline curricolari ordinarie, che avranno la prevalenza anche nelle fonti di finanziamento e devono prevedere sempre valutazioni (voti o crediti disciplinari)
  2. Attività di carattere formativo che non possono avere un riconoscimento nell’ambito dei curricoli ordinari del liceo e che avranno canali secondari di finanziamento”

 

Lo sforzo del Liceo Marinelli in riferimento a questa Linea di indirizzo è stato notevole ed ha consentito significativi risultati, anche se l’enorme mole di attività, progetti e proposte spesso ha determinato difficoltà di rendicontazione e raccolta dati. Nel complesso però l’influenza del non formale e dell’informale è stata notevole e la sua ricaduta sullo sviluppo in senso positivo del Liceo è stata senza dubbio sensibile. E’ proprio lo sviluppo dell’informale e del non formale da parte del Liceo che ha permesso di intercettare le molte proposte del territorio e le linee di tendenza culturali e didattiche degli anni a venire.

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 4. Personalizzazione delle attività della scuola riferite alle azioni di recupero degli studenti in difficoltà e di potenziamento degli studenti in posizione di eccellenza, ai sensi del comma n° 29 dell’art. 1 della legge 107/2015. Applicazione dei principi di trasparenza e tempestività previsti dal DPR 122/2009 nella valutazione riferita al percorso personalizzato dell’alunno, nell’ambito di una finalità liceale unica (apprendimento dello studente) in cui le procedure valutative costituiscano mero sostegno all’apprendimento e non elemento a sé stante

 

Le azioni messe in atto dal Liceo Marinelli sono state di altissimo livello, sia sul piano del recupero, – molto più efficace anche grazie alla diversa articolazione dei due periodi dell’anno scolastico – sia su quello della valorizzazione delle eccellenze che, secondo quanto deliberato, avrà la sua piena attuazione nel terzo anno del PTOF. Per quanto attiene alla valutazione si è sviluppata in modo sensibile e con piena coerenza dalla semplice misurazione ad un rapporto armonico tra misurazione, certificazione e valutazione come elemento finale del processo. In questo senso c’è stata una vera personalizzazione solo per una parte degli studenti del Liceo, ma in realtà azioni personalizzanti sono state messe in atto per tutti gli studenti del triennio, partendo dall’alternanza scuola lavoro e terminando nel lavoro del Piano per l’inclusione e il supporto all’orientamento e allo sviluppo delle proprie competenze. L’alternanza scuola lavoro sta rendendo irreversibile il processo di personalizzazione in senso positivo degli studenti del triennio (e dei loro curricoli). Inoltre è stato possibile aumentare le prestazioni didattiche degli studenti medi dentro un percorso di aumento degli studenti con risultati molto positivi.

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 5. Redazione e realizzazione di attività inserite all’interno di curricoli verticali in raccordo con le scuole secondarie di primo grado del territorio e con le università, che escano dalla logica del programma solo nominalmente modificato. Gestione diretta di materiali curricolari o editoriali prodotti nell’ambito del Liceo Marinelli con un’attinenza diretta con la didattica

 

La linea di indirizzo è stata solo parzialmente attuata. La verticalità dei curricoli è solo teoricamente enunciata e comunque si lega spesso alla rielaborazione di programmi. Si sta tentando di rendere sempre meno occasionali i rapporti con l’università, anche attraverso l’interazione dei nostri docenti e con le attività di alternanza scuola lavoro. Notevole è stata invece la spinta verso pubblicazioni del Liceo Marinelli sia da parte degli studenti, sia da parte dei docenti.

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 6. Potenziamento delle attività attinenti all’organico con le seguenti priorità, attivate dopo una precisa valutazione dei curricula presenti negli ambiti di scelta:

  1. Area linguistica: docenti di inglese/tedesco ed eventualmente inglese/francese
  2. Area scientifica (matematica e fisica ed eventualmente scienze)
  3. Area artistica e umanistica (lettere ed eventualmente storia/filosofia, disegno e storia dell’arte)

 

L’organico dell’autonomia assegnato al Liceo Marinelli ha rispecchiato per almeno 11/13 le richieste fatte tramite piattaforma. Ha toccato le seguenti discipline:ù

  • Tedesco (richiesto, anche se la materia non è curricolare nel Liceo scientifico): 2 docenti
  • Inglese: 2 docente
  • Matematica e fisica: 3 docenti
  • Fisica: 1 docente, che non è stato richiesto, ma che insegnando una materia presente nel Liceo scientifico è stato regolarmente inserito nell’organico
  • Italiano e latino: 1 docente
  • Filosofia e storia: 1 docente
  • Scienze naturali, chimiche e biologiche: 1 docente
  • Storia dell’arte: 1 docente non inseribile nell’organico ordinario in quanto la sua classe di concorso non è presente nel Liceo scientifico
  • Discipline pittoriche: 1 docente. In questo caso il Liceo Marinelli ha stipulato una convenzione con il Liceo artistico Sello di Udine (ai sensi dell’art. 7 del DPR 275/99) e pertanto la docente di discipline pittoriche svolge la sua attività al Liceo artistico e un altro insegnante di fisica è entrato nell’organico del Liceo scientifico sia pure attraverso un profilo progettuale

La situazione creatasi oltre a rispecchiare le reali esigenze del Liceo Marinelli ha anche permesso di attuare azioni di recupero in matematica e fisica, potenziamenti linguistici di vasta portata e un abbattimento della quota richiesta ai genitori per l’insegnamento della seconda lingua comunitaria nel biennio. Inoltre lo sviluppo di progetti e e di azioni di miglioramento è stato reso possibile dall’ottimo personale docente entrato al Liceo Marinelli attraverso l’organico dell’autonomia. Una certa criticità si è solo avuta dal regime di part time delle docenti di tedesco, che ha costretto ad una ricerca di supplenti in una classe di concorso quasi esaurita, con inevitabili difficoltà nell’offerta formativa.

Per il Liceo Marinelli di Udine tornare alla situazione pre-organico dell’autonomia sarebbe veramente complesso, poiché grazie ad esso si sono trasferita ore nella progettualità per circa 50 degli oltre 100 docenti della scuola, visto che l’organico è stato spalmato attraverso esoneri orari e non lasciato interamente sui 13 insegnanti aggiuntivi. Questo ha favorito la crescita e lo sviluppo delle iniziative offerte agli studenti.

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 7. Sviluppo di attività didattiche e formative connesse con l’utilizzo sistematico delle tecnologie sia a livello individuale sia a livello laboratoriale, con potenziamento della strumentazione di proprietà del Liceo nell’ambito di Piani di sviluppo e l’utilizzo sistematico di quanto di proprietà degli studenti (Comma 56 dell’art. 1 della legge 107/2009).

 

L’azione di deregolamentazione a fronte della strutturale trasformazione informatica in atto colloca il Liceo Marinelli a livelli altissimi di BYOD. L’azione monitorante dell’animatrice digitale ha permesso di analizzare in tempo reale i mutamenti nella penetrazione del BYOD nel Liceo. verificare il veloce sviluppo del digitale andando verso un’integrazione sempre più didatticamente significativa tra gli studenti, i docenti e le tecnologie. L’integrazione di studenti e docenti con le tecnologie mostra un velocissimo sviluppo di competenze digitali e l’utilizzo di nuovi ambienti per l’apprendimento. Anche in questo caso il ritorno al passato provocherebbe nel Liceo Marinelli molti problemi, perché il rapporto con le tecnologie è quotidiano, ordinato e in costante sviluppo.

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 8. Inserimento delle attività della scuola dentro due periodi scrutinati disomogenei (inizio dell’attività didattica-fine ottobre, inizio di novembre fine della scuola) con una processuale diversificazione valutativa delle attività valutate dopo il 30 aprile e con uno sviluppo sistematico – soprattutto nel secondo periodo dell’ultimo anno – di quanto previsto dal comma 30 dell’art. 1 della legge n° 107/2015.

 

I risultati della periodizzazione atipica sono sotto gli occhi di tutti e i ritmi del Liceo Marinelli sono fortemente cambiati a favore di un apprendimento in cui la valutazione sia un supporto e non un fine. Inoltre l’assenza nei mesi di dicembre e gennaio di azioni valutative ha permesso un grosso sviluppo di attività di alto livello nell’istituto. La processuale diversificazione valutativa dopo il 30 aprile risulta non accettata per diversi docenti.

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 9. Integrazione delle attività di alternanza scuola-lavoro e di orientamento nell’ambito del curricolo verticale e delle attività didattiche ordinarie (commi 33 e 35 dell’art. 1 della legge 107/2015). Avvio e processualizzazione ordinaria di prove scritte su più discipline con valutazioni distinte per ognuna delle discipline coinvolte (non più quesiti di materie diverse, ma un’unica prova che abbia una valutazione linguistica – italiano o inglese – e una valutazione contenutistica (altra disciplina)

 

La linea di indirizzo è stata solo parzialmente attuata. La pluridisciplinarietà nei primi due anni PTOF ha solo mosso i primi passi. La logica del “compito in classe” ancora condiziona il sistema di valutazione, che non riesce ad evolvere su forme ordinarie e pienamente sviluppate di valutazioni di processo. Il forte impatto dell’alternanza scuola lavoro sugli studenti e sulla scuola ha avuto un ritorno valutativo ancora in fase di sistematizzazione, che nel terzo anno del PTOF avrà uno sviluppo più sistematico.

 

LINEA DI INDIRIZZO N. 10. Potenziamento, sviluppo o introduzione delle competenze nei settori tecnico e amministrativo ai fini della dematerializzazione, sburocratizzazione, semplificazione di tutta l’attività del Liceo in supporto all’azione didattica

 

La linea di indirizzo è stata nel complesso attuata con successo. Per sua natura il personale amministrativo ha una predilezione per il cartaceo, ma si deve notare come professionalità e disponibilità del personale abbiano comunque trasformato il Liceo Marinelli in una scuola che regge strutture complesse territoriali grazie al lavoro amministrativo. L’attuazione dei PON, del PNSD, del PNF di Ambito sono solo alcuni degli elementi di forza della struttura in applicazione della linea di indirizzo. Qualora da parte ministeriale vi fosse un rallentamento e una razionalizzazione nella trasmissione di incombenze alle segreterie delle scuole il Liceo Marinelli potrebbe raggiungere una situazione di standard amministrativo nettamente al di sopra di tutte le scuole della Regione e di gran parte delle scuole d’Italia.

 


 

INDIRIZZI PTOF 2019/2022. Dopo aver attentamente valutato quanto sopra esposto emano i seguenti indirizzi affinché si possa redigere con piena trasparenza e attraverso documenti condivisi il prossimo PTOF.

 

  1. Organizzazione della valutazione degli apprendimenti dentro chiari criteri d’istituto che permettano la valutazione complessiva dello studente con modalità di tipo processuale al fine della personalizzazione e valorizzazione dello studente o del suo recupero, utilizzando la disomogeneità dei periodi di valutazione nell’ambito di una diagnosi iniziale (da effettuarsi entro la fine di ottobre) e di una sintesi finale, che raccolga anche l’informale e il non formale.
  2. Raccordo – attraverso supporti d’istituto e di dipartimento – tra le esperienze di progetto, di attività e di alternanza scuola lavoro e le attività ordinarie, al fine anche di una chiara e condivisa valutazione degli apprendimenti che raccolga tutti gli elementi utili al curriculum formale e sostanziale dello studente.
  3. Potenziamento del raccordo tra curricoli e progetti attraverso un uso espansivo dell’organico dell’autonomia e delle potenzialità del Liceo, per creare le opportunità migliori per gli studenti e per i docenti, dentro un’idea di Liceo come centro culturale permanente e di territorio.
  4. Sviluppo di curricoli plurilinguistici e pluridisciplinari per restituire le discipline liceali alla loro oggettiva costruzione di percorsi di apprendimento completi e fortemente orientanti a fini universitari.
  5. Incentivazione – anche attraverso il supporto economico del Liceo – alla creazione di testi cartacei ed on line che permettano la migliore espressione culturale del Liceo anche in forma pubblica. Sviluppo ulteriore delle attività di formazione del personale docente che negli ultimi anni ha aderito in questo modo alla formazione:
    1. A.S 2016/17 – 4210
    2. A.S 2017/18 – 3322 (dato ancora parziale)
  6. Sviluppo delle pratiche BYOD anche attraverso i PON, il PNSD e il PNF al fine di creare un passaggio armonico tra l’enciclopedismo di tipo cartaceo e una nuova azione sulle fonti nata nell’ambito multimediale.
  7. Potenziamento delle azioni di smaterializzazione degli uffici e spinta verso un’azione di collaborazione con gli istituti dell’Ambito n° 8 del Fvg per l’attività amministrativa.
  8. Creazione di strumenti di valutazione e autovalutazione del PTOF del Liceo per una sua eventuale modifica in itinere utilizzando gli strumenti ministeriali (RAV e PDM) ed attivando una serrata comunicazione pubblica che abbia il suo elemento conclusivo nel Bilancio sociale.

dal Piano di Miglioramento al PTOF

Istituto per la Ricerca Accademica Sociale ed Educativa
IRASE di Lecce – Sezione periferica di IRASE Nazionale
Ente qualificato per la formazione del personale della scuola
(decreto MIUR prot .n. 1222 del 5.07.05 – DM 177/00)

Seminario di Formazione

dal Piano di Miglioramento al PTOF

12 gennaio 2016, dalle ore 9,00 alle 13,30
CENTRO CONGRESSI “LEONE DI MESSAPIA”
strada provinciale Lecce-Cavallino n. 32,  Lecce

Apre e modera i lavori
Dario CILLO,
Dirigente scolastico, Direttore responsabile Educazione&Scuola, IRASE LECCE

Interviene
Ivana SUMMA,
già Dirigente scolastico, Docente universitario, Formatore Formez

Videoclip
Anna ARMONE,
Esperta Scuola superiore PA, Coordinatrice scientifica rivista Scienza dell’Amministrazione scolastica, Formatore Formez PA


 

Il seminario è riservato a Dirigenti scolastici, Docenti e DSGA

La partecipazione è GRATUITA e si configura come attività di aggiornamento per cui è previsto l’esonero dal servizio ai sensi del CCNL 2006/2009. Sarà rilasciato attestato di partecipazione.
Per prenotazioni inviare, entro il 9/1/2016, l’allegato modulo:
– fax 0832 253351
– e-mail: uilscuolalecce@gmail.com

UIL SCUOLA – Via Pietro Palumbo, 2 – LECCE
tel. 0832 – 245823 fax 0832 – 253351 e-mail: uilscuolalecce@gmail.com ore 17,30 – 20,00


12116

 

Nota 23 dicembre 2015, AOODGPER 41136

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per il Personale scolastico

Ai Direttori Regionali degli Uffici Scolastici Regionali
SEDE

Nota 23 dicembre 2015, AOODGPER 41136

Oggetto: Indicazioni propedeutiche alla determinazione dell’organico di potenziamento per l’anno scolastico 2016/17

La nota protocollo 2805 del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione dell’11 dicembre u.s. ha fornito alle Istituzioni scolastiche gli “Orientamenti per l’elaborazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa”.
In particolare la nota fa cenno al decreto interministeriale con il quale andranno individuati i contingenti regionali sulla base dei quali le SS.LL. definiranno le dotazioni delle singole istituzioni scolastiche. Solo successivamente alla definizione dello schema del decreto questa Direzione sarà infatti in grado di fornire puntuali indicazioni sulla costituzione dell’organico dell’autonomia per l’anno 2016/17.
Nell’ambito dell’organico dell’autonomia, il numero dei posti di potenziamento da assegnare a ciascuna istituzione scolastica, dovrà tener conto, sia del numero degli alunni, ivi compresi quelli della scuola dell’infanzia, che delle iscrizioni che verranno effettuate.
Inoltre, la definizione complessiva delle risorse da destinare al potenziamento dovrà avvenire, a livello regionale, anche alla luce della situazione dell’organico dei posti comuni e di sostegno delle singole province e, all’interno di esse, dei diversi ambiti territoriali, ovviamente nel rispetto dei limiti e secondo le modalità previste dalla legge 107/15.
Le operazioni di acquisizione del nuovo fabbisogno delle istituzioni scolastiche non potranno che svolgersi in coerenza con la determinazione dell’organico di diritto dei posti comuni e di sostegno e avverranno come di consueto tramite SIDI.
L’ individuazione delle discipline di insegnamento e delle relative classi di concorso, a suo tempo effettuata con decreto dalle SS.LL. in vista delle immissioni in ruolo dell’ultima fase dei piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge 107/15, pur non costituendo un vincolo per la definizione del futuro fabbisogno del potenziamento delle istituzioni scolastiche, rappresenterà comunque un dato di cui tenere cont0 a livello regionale per evitare situazioni di eccessivo squilibrio nelle disponibilità totali delle singole aree disciplinari.
Alla luce delle considerazioni svolte il piano triennale dell’offerta formativa dovrà sviluppare, entro il termine già indicato o comunque in tempo utile per le iscrizioni, le linee progettuali costruite, con la partecipazione di tutte le componenti dell’istituzione scolastica, sulla base delle analisi dei bisogni formativi. Del piano triennale i Dirigenti delle istituzioni scolastiche assicureranno la prevista informativa sindacale e daranno adeguata pubblicità, tramite i propri siti istituzionali.
A seguito poi della definiuva acquisizione degli elementi sopra descritti si potranno specificare ulteriormente gli aspetti organizzativi connessi alla definitiva determinazione dell’organico dell’autonomia della singola istituzione scolastica.
Si raccomanda infine alle SS.LL. di sviluppare tutte le necessarie azioni propedeutiche alle operazioni in parola, sia sul piano dell’opportuno confronto con i territori e con i Dirigenti scolastici, sia sul piano delle necessarie informative sindacali.
Si ringrazia per la consueta e costante collaborazione.

Il Direttore Generale
Maddalena Novelli

Modello di PTOF

Un modello di PTOF, elaborato in maniera sistematica, utile strumento di lavoro per la stesura del Piano triennale dell’offerta formativa.

Realizzato da Rete SIRQ
trasmesso da UIL SCUOLA


ISTITUTO [ intestazione ]

 

FAC-SIMILE

PTOF

 

INDICE

…..

…..

…..

 

Dati generali

 

Indirizzi di studio

N complessivo classi e allievi per indirizzo

Breve descrizione dei dati di partenza, caratteristiche dell’utenza e dell’ambiente

Mission

Vision

Obiettivi della qualità

Risorse, esiti della scuola, breve sintesi dei punti di forza e di debolezza.

 

Esiti da migliorare

 

Priorità, traguardi triennali [In tabella si devono riportare solo gli esiti che costituiscono le priorità descritte nella sezione 5 del RAV]

Esiti degli studenti da migliorare
 

1

 

2

 

3

 

 

PROCESSI DA MIGLIORARE

[es.: sono accettabili oscillazioni del 10% rispetto ai valori attesi]

Area di processo Aspetti da migliorare
   
   
   
   
   

 

Docenti ed eventuali parti interessate coinvolte

Nomi/sigla Funzioni
   
   
   
   

 

Istituto/Classi, sezioni, indirizzi interessati al piano

Istituto/Classi Indirizzo
   
   
   
   

 

Consulenze esterne

[Specificare le consulenze esterne da parte di Associazioni, Indire, Università, Enti di ricerca – art 6 DPR 80/2013]

Soggetto esterno Tipo di supporto
Indire  

 

Università (quale)  

 

Enti di ricerca  

 

Associazioni culturali e professionali  

 

 

Partecipazione a reti per il miglioramento

Reti Scopi
 

 

 
 

 

 

 

In che modo il PM è collegato al PTOF

[dire in modo discorsivo come gli esiti, non ammissioni, dati INVALSI, ecc determinano …la flessibilità del curriculo ecc e che si interverrà sui processi….]

 

In che modo sono stati coinvolti studenti, genitori e stackeholder


SINTESI DEI PROGETTI E AZIONI CARATTERIZZANTI il PTOF E RELAZIONE CON IL PM

AZIONI TRAGUARDI ESITI/OBIETTIVI PROCESSI
   
   
   

 

PROGETTAZIONE CURRICOLARE ed EDUCATIVA

(CURRICOLO VERTICALE, CURRICOLO COMPETENZE TRASVERSALI, VALUTAZIONE, VALUTAZIONE COMPORTAMENTO, ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, POTENZIAMENTO LINGUISTICO E INFORMATICO, PERSONALIZZAZIONE, METODOLOGIE, COMPETENZE, ORIENTAMENTO)

AZIONI TRAGUARDI ESITI/OBIETTIVI PROCESSI
   
   
   

 

PROGETTAZIONE EXTRA CURRICOLARE,

  SCUOLE DELL’INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOAL SECONDARIA DI I GRADO
SCUOLA APERTA IL POMERIGGIO

 

 

     
SCUOLA APERTA AL TERRITORIO

 

 

     
VALORIZZAZIONE DEL MERITO DEGLI ALUNNI

 

 

     
AZIONI DI RECUPERO

 

 

 

 

   
AZIONI DI ORIENTAMENTO

 

 

 

 

   
MANIFESTAZIONI SPORTIVE

 

 

 

 

   
MANIFESTAZIONI FINALI

 

 

 

 

   
SUMMER SCHOOL

 

 

 

 

   
AIUTO ALLO STUDIO

 

 

 

 

   
LABORATORI LINGUISTICI

 

 

 

 

   
LABORATORI DIGITALI

 

 

 

 

   
LABORATORI ARTISTICI

 

 

 

 

   
LABORATORI SPORTIVI

 

 

     

 

FABBISOGNO RISORSE PROGETTAZIONE EXTRA CURRICOLARE

PROGETTO SCUOLA PRIMARIA

(CLASSI/NUMERO ALUNNI)

FABBISOGNO RISORSE   SCUOLA SECONDARIA I GRADO

(CLASSI/NUMERO ALUNNI)

FABBISOGNO RISORSE  
CDC N. CDC N.
 

 

           
 

 

           
 

 

           
   

 

         
   

 

         
   

 

         

 

PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA

SCUOLA DELL’INFANZIA/PRIMARIA SECOND I II GRADO

FLESSIBILITA’ ORGANIZZATIVA ORGANIZZAZIONE CATTEDRA DOCENTE E TEMPO SCUOLA DOCENTE AMPLIAMENTO OFFERTA FORMATIVA GENERATA
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   


DOTAZIONE di docenti Funzionale alle esigenze didattiche Funzionale esigenze didattiche Funzionale esigenze organizzative Funzionale a esigenze progettuali
RISORSE NECESSARIE ALLA REALIZZAZIONE DEL POFT CDC NUMERO CDC N.° CDC CDC
Docenti posto comune

 

               
Docenti di sostegno

 

               
Docenti per il potenziamento                
Docenti per organizzazione                
Docenti per progettazione                
Docenti per coordinamento (10%)

 

               

 

FABBISOGNO PERSONALE ATA
n. PLESSI Piani edificio Mq Numero classi Numero alunni
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           

 

FABBISOGNO INFRASTRUTTURE
PLESSI LABORATORI OBIETTIVO PRIORITARIO DI RIFERIMENTO
     
     
     
     
     
     
     

 

FABBISOGNO MEZZI E STRUMENTI
PLESSI LABORATORI TIPOLOGIA QUANTITA’ OBIETTIVO PRIORITARIO DI RIFERIMENTO
         
         
         
         
         
         
         

 

PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE

OBIETTIVI AZIONI
 

SCUOLA LABORATORIO PERMANENTE DI RICERCA

 

 

 
 

SCUOLA LABORATORIO PERMANENTE DI SPERIMENTAZIONE

 

 
 

SCUOLA LABORATORIO PERMANENTE DI INNOVAZIONE

 

 

 
 

SCUOLA LABORATORIO PERMANENTE DI PARTECIPAZIONE E

TRASPARENZA OPEN DATA

 

 
 

SCUOLA LABORATORIO PERMANENTE DI EDUCAZIONE E FORMAZIONE DIGITALE

 

 

 

PIANO DI FORMAZIONE PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE

OBIETTIVI AZIONI
 

 

PROGETTAZIONE PER COMPETENZE

 

 
 

VALUTAZIONE PER COMPETENZE

 
 

INNOVAZIONE DIGITALE NELLA DIDATTIVA

 

 
 

DIDATTICA INCLUSIVA

 

 
 

 

FORMAZIONE SPECIFICA DIDATTICA LABORATORIALE

 

 

 

 

SUPPORTI ESTERNI

[Art. 6 regolamento del SNV]

 

Soggetto esterno

 

Tipo di supporto

 

Costi

 

Indire    
Università (quale)    
Enti di ricerca    
Associazioni culturali e professionali    

 

MODALITÀ REALIZZAZIONE (chi, come, con quali approcci, procedure organizzative e gestionali, documentazione)

 

MODALITA’ MONITORAGGIO, CONTROLLO E RIESAME

 

Data                                                                                   Firma          

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa

In occasione dell’elaborazione da parte delle scuole del PTOF, mettiamo a disposizione delle strutture una guida operativa elaborata in collaborazione con l’IRSEF-IRFED, con lo scopo di fornire uno strumento di lavoro snello, aperto e flessibile rivolto ai dirigenti scolastici e docenti impegnati, in queste settimane, nell’elaborazione e predisposizione di questo importante documento progettuale.

CISL SCUOLA

 

Piano Triennale dell’Offerta Formativa – Proposta materiali

Nota USR Emilia Romagna 16 dicembre 2015, AOODRER 16402
Piano Triennale dell’Offerta Formativa – Proposta materiali


Allegato 1: IPOTESI DI MODELLO DI DELIBERA CONSIGLIO DI ISTITUTO

 

INTESTAZIONE DELLA SCUOLA

 

 

 

Visto il D.P.R. 275/1999 “Regolamento recante norme in materia di curricoli nell’autonomia delle istituzioni scolastiche” ed, in particolare, l’art. 3 come modificato dalla Legge 13 luglio 2015 n. 107;

 

Vista la Legge 13 luglio 2015 n. 107, recante “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni normative vigenti”;

 

Visto il Piano della performance 2014-16 del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, adottato con D.M. 20/02/2014, prot. n. 133 (confermato con D.M. 28/04/2014, prot. n. 279), in particolare il cap. 5 punto 1, “Obiettivi strategici – istruzione scolastica”;

 

Visto l’Atto di indirizzo concernente l’individuazione delle priorità politiche del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per l’anno 2016;

 

Visto il Rapporto di Autovalutazione dell’Istituto e il Piano di Miglioramento;

 

Visto l’Atto di indirizzo per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione del …..….. prot. n. ….. adottato dal Dirigente scolastico ai sensi del quarto comma dell’art. 3, del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, come modificato dal comma 14 dell’art. 1 della L. n. 107/2015 citata;

 

Vista la delibera del Collegio Docenti di elaborazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa in data …;

 

(EVENTUALE – riportare solo se formalmente acquisiti dal Dirigente scolastico, specificandone la modalità, es. tramite verbalizzazione, scambio di corrispondenza, … rif. punto 5, comma 14, L.n.107/2015) Sentiti i pareri degli Enti Locali e/o delle diverse realtà istituzionali, e/o culturali, e/o sociali, e/o economiche operanti nel territorio;

 

(EVENTUALE – riportare solo se formalmente acquisiti dal Dirigente scolastico, specificandone la modalità, es. tramite verbalizzazione, scambio di corrispondenza, … rif. punto 5, comma 14, L.n.107/2015) Tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di 2° grado, dagli studenti;

 

Il Consiglio d’Istituto

APPROVA

il Piano triennale dell’offerta formativa, che viene inviato all’Ufficio Scolastico Regionale competente ai fini delle verifiche di cui al comma 13, art. 1 della Legge n. 107/2015.

 

L’effettiva realizzazione del Piano resta comunque condizionata alla concreta destinazione a questa Istituzione scolastica delle risorse umane e strumentali ivi individuate.

 

Il Dirigente scolastico assicurerà la pubblicità di legge all’unito Piano triennale dell’offerta formativa (mediante pubblicazione all’albo on line dell’Istituto Scolastico, “Scuola in Chiaro”, ecc.).


Allegato 2: IPOTESI DI MODELLO DI POF TRIENNALE

 

INTESTAZIONE DELLA SCUOLA

 

 

  1. PRIORITÁ STRATEGICHE

Indicarle avendo a riguardo: normativa di riferimento, Linee guida, Indicazioni nazionali e tenendo presente anche le priorità previste nella legge 107, in particolare al comma 7. Si evidenzia che non coincidono con le priorità di miglioramento dei RAV, ma le incorporano al proprio interno.

  1. PIANO DI MIGLIORAMENTO

Il PdM potrà essere incorporato per intero o allegato. In questa sezione, se il PdM viene allegato, indicarne almeno i punti essenziali, come le priorità, i traguardi di lungo periodo, gli obiettivi di processo fissati, le azioni di miglioramento previste su più anni, la scansione di massima dei tempi e le risorse umane e strumentali coinvolte. Andrà evidenziata la ricerca di coerenza tra il POF triennale, il rapporto di autovalutazione, il piano di miglioramento.

  • PROGETTAZIONE CURRICOLARE, EXTRACURRICOLARE, EDUCATIVA E ORGANIZZATIVA

Non si danno indicazioni di dettaglio, in quanto fortemente dipendenti dalla specifica scuola. In questa sezione si inserirà la progettazione della scuola, già presente nell’attuale POF, eventualmente rivista e semplificata, evidenziando che va riportata rispettando l’orizzonte triennale, anche in riferimento alle sezioni “L’identità delle istituzioni scolastiche autonome”, “La flessibilità didattica ed organizzativa” e “La centralità dello studente ed il curricolo di scuola” della nota MIUR prot. n. 2805 del 11.12.2015.

Si suggerisce comunque di indicare:

  • l’organizzazione didattica complessiva (schemi orari, plessi, sedi, tempo scuola, attività, servizi, utilizzo di elementi di autonomia e flessibilità …);
  • le macroaree di progetto ed i progetti specifici in riferimento alle priorità strategiche.

 

 

 

  1. FABBISOGNO DI ORGANICO

In questa sezione si indica il numero di posti di organico, anche in riferimento alle sezioni “L’organico dell’autonomia” e “Reti di scuole e collaborazioni esterne” della nota MIUR prot. n. 2805 del 11.12.2015:

  1. posti comuni e di sostegno

SCUOLA INFANZIA E PRIMARIA

  Annualità Fabbisogno per il triennio Motivazione: indicare il piano delle sezioni previste e le loro caratteristiche (tempo pieno e normale, pluriclassi….)
  Posto comune Posto di sostegno  
Scuola dell’infanzia a.s. 2016-17: n.

 

     
a.s. 2017-18: n.

 

     
a.s. 2018-19: n.      

 

Scuola primaria a.s. 2016-17: n.

 

     
a.s. 2017-18: n.

 

     
a.s. 2018-19: n.  

 

   

 

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO

Classe di concorso/sostegno a.s. 2016-17 a.s. 2017-18 a.s. 2018-19 Motivazione: indicare il piano delle classi previste e le loro caratteristiche
 

 

 

       
         

 

 

         

 

 

 

Ulteriori elementi: …..

 

  1. Posti per il potenziamento
Tipologia (es. posto comune primaria, classe di concorso scuola secondaria, sostegno…)* n. docenti Motivazione (con riferimento alle priorità strategiche al capo I e alla progettazione del capo III)
     

 

 

     

 

 

     

 

 

* Nella colonna “Tipologia” indicare anche, se esistenti, classi di concorso affini a cui attingere in subordine in caso di mancanza di organico nella classe di concorso principale (Es. A0XX, oppure A0YY o A0ZZ).

 

  1. Posti per il personale amministrativo e ausiliario, nel rispetto dei limiti e dei parametri come riportati nel comma 14 art. 1 legge 107/2015.
Tipologia n.
Assistente amministrativo

 

 
Collaboratore scolastico

 

 
Assistente tecnico e relativo profilo (solo scuole superiori)  
Altro

 

 

 

  1. PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE RIVOLTE AL PERSONALE

Si suggerisce di fare riferimento anche a quanto indicato alle sezioni “Il piano di formazione del personale” e “Reti di scuole e collaborazioni esterne” della nota MIUR prot. n. 2805 del 11.12.2015. Nel corso del triennio di riferimento l’Istituto scolastico si propone l’organizzazione delle seguenti attività formative, che saranno specificate nei tempi e modalità nella programmazione dettagliata per anno scolastico:

Attività formativa Personale coinvolto Priorità strategica correlata
     

 

 

     

 

 

     

 

 

 

 

 

  1. FABBISOGNO DI ATTREZZATURE E INFRASTRUTTURE MATERIALI

Si suggerisce di fare riferimento anche a quanto indicato alle sezioni “Le attrezzature e le infrastrutture materiali” e “Reti di scuole e collaborazioni esterne” della nota MIUR prot. n. 2805 del 11.12.2015. L’effettiva realizzazione del piano nei termini indicati resta comunque condizionata alla concreta:

Infrastruttura/ attrezzatura Motivazione, in riferimento alle priorità strategiche del capo I e alla progettazione del capo III Fonti di finanziamento
 

 

   
 

 

   
 

 

   
 

 

   

 

L’effettiva realizzazione del piano nei termini indicati resta comunque condizionata alla concreta destinazione a questa istituzione scolastica da parte delle autorità competenti delle risorse umane e strumentali con esso individuate e richieste.

 

Si potranno allegare:

  1. Atto di indirizzo del Dirigente Scolastico
  2. Piano di Miglioramento, se non inserito alla sezione II
  3. Schede progetti
  4. Programmazione didattica dettagliata per l’a.s. 2016-17
  5. .

 

N.B.: l’Organigramma, la Carta dei Servizi, le delibere relative alla valutazione degli studenti, i Regolamenti dell’Istituto ecc. sono pubblicati a norma di legge e visionabili sul sito web dell’Istituto nella sezione Amministrazione Trasparente o in altra area dedicata.

 

Nota 11 dicembre 2015, AOODPIT 2805

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
All’Ufficio Speciale per la Lingua Slovena
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento
Al Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado
e p.c. Al Capo di Gabinetto
Alle Direzioni Generali del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Nota 11 dicembre 2015, AOODPIT 2805

Oggetto: Orientamenti per l’elaborazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa.