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Riunione dei Ministri Istruzione UE

La Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha partecipato il 22 gennaio, in videoconferenza, alla riunione informale dei Ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea, organizzata dalla Presidenza Portoghese del Consiglio dell’Unione Europea. Presenti, tra gli altri, anche la Commissaria per l’Istruzione, la Ricerca, l’Innovazione, la Cultura e la Gioventù, Mariya Gabriel e il Commissario per il Lavoro e i Diritti sociali, Nicolas Schmit. L’incontro, dal titolo “Verso il Vertice Sociale di Porto – Il contributo dell’istruzione e della formazione”, si è svolto con l’intento di favorire una riflessione congiunta sul contributo dell’istruzione e della formazione al Pilastro europeo dei diritti sociali, in vista del Vertice Sociale dei Capi di Stato e di Governo dell’Ue, in programma il 7 e l’8 maggio prossimi a Porto.

“Credo fermamente che la lezione principale appresa durante la pandemia Covid-19 risieda nella crescente consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dall’istruzione e dalla formazione per accrescere la resilienza e promuovere lo sviluppo e il benessere delle popolazioni e dei Paesi europei” ha detto la Ministra Azzolina durante il suo intervento. “Tra i risultati più rilevanti del Pilastro europeo dei diritti sociali, che sancisce una serie di principi e diritti fondamentali in ambito sociale – ha spiegato – vi è il rinnovato impegno ad offrire ai nostri bambini, giovani e adulti un’istruzione, una formazione e un apprendimento permanente di alta qualità e inclusivo, insieme a misure specifiche per rafforzare le pari opportunità dei gruppi più vulnerabili”.

“Permangono – ha aggiunto la Ministra – sfide persistenti nel combattere gli scarsi risultati scolastici e nel contrastare ulteriormente il fenomeno dell’abbandono scolastico e le diseguaglianze nell’istruzione. Sfide che sono state esacerbate dalla pandemia”. Infine, ha concluso Azzolina: “Ora più che mai, l’istruzione e la formazione svolgono un ruolo fondamentale per preservare e migliorare la nostra società a rischio e rafforzare il nostro modello sociale europeo”.

Alunno promosso se la bocciatura manca di «motivazione personalizzata»

da Il Sole 24 Ore

di Pietro Alessio Palumbo

L’ammissione degli studenti della scuola secondaria di primo grado alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo costituisce la regola generale derogabile soltanto ove risultino condotte rilevanti sul piano disciplinare ovvero si riscontri una parziale o mancata acquisizione da parte dell’alunno dei livelli di apprendimento in una o più discipline. Ebbene come chiarito dal Consiglio di Stato nella recente sentenza 638/2021, in tale ultima ipotesi affinché il consiglio di classe, nell’esercizio della propria «discrezionalità tecnica», possa legittimamente rifiutare l’ammissione dell’alunno alla classe successiva, occorre una decisione corredata da «motivazione dedicata», dovendo indicarsi le ragioni per le quali nel caso concreto, avuto riguardo alla posizione del singolo studente, non possa operare la regola generale di prosecuzione del percorso di studi con l’ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo.

Le “strategie” della scuola nel corso e a fine anno
In merito assume rilevanza la disciplina che impone all’istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomiaorganizzativa e didattica, di attivare specifiche “strategie” per il miglioramento dei livelli di apprendimento, una volta rilevate, all’esito delle valutazioni periodiche o finali degli alunni, carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più materie.

A ben analizzare necessitano dunque non soltanto valutazioni periodiche in corso di anno scolastico, ma anche valutazioni finali. Ciò evidenzia la necessità che l’istituto scolastico attivi i percorsi di recupero, una volta accertata una carenza nell’acquisizione dei livelli di apprendimento riferita al singolo studente, non soltanto nel corso dell’anno scolastico, all’esito della valutazione periodica negativa riportata dall’alunno, ma anche successivamente, tenendo conto della valutazione finale negativa all’uopo espressa.

La (sola) valutazione finale negativa “non giustifica” la bocciatura
La valutazione finale anche ove negativa, in quanto tesa ad evidenziare eventuali carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline da parte dell’alunno, non giustifica, di per sé, la mancata ammissione alla classe successiva.

In altre parole occorre in ogni caso verificare se le carenze rilevate al termine dell’anno scolastico possano, comunque, essere recuperate dall’alunno successivamente, mediante “manovre didattiche” da attivare allo scopo. Dal che soltanto qualora tale verifica si concluda negativamente, potrà disporsi la non ammissione dello studente alla classe successiva.

Come motivare la bocciatura? Ecco il “vademecum” del Consiglio di Stato
In ogni caso – si badi – pena illegittimità degli atti, la non ammissione dell’alunno alla classe successiva, necessita di una adeguata motivazione che dia conto in particolare: delle specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento attivate dall’istituto scolastico una volta rilevate, in corso d’anno, le carenze dell’alunno nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline; dell’esito negativo del percorso di recupero organizzato tempestivamente dall’istituto scolastico, specificatamente rivolto al superamento delle carenze rilevate e, dunque, al miglioramento dei livelli di apprendimento; dell’impossibilità di recuperare le carenze rilevate mediante strategie di intervento dell’istituto scolastico, anche successivamente alla valutazione negativa all’uopo espressa.


Dalla Ue ok ad aiuti all’Italia per internet veloce nelle scuole

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

La Commissione europea ha approvato 325 milioni di euro di sostegno pubblico per collegare 12.000 scuole in Italia ad Internet ad altissima velocità. Le scuole che beneficeranno della misura si trovano in aree con connettività insufficiente.

«La misura aiuterà studenti ed educatori anche nel contesto dell’epidemia di coronavirus, dando loro accesso agli strumenti attuali e futuri di istruzione», ha detto la vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager, responsabile della concorrenza.


Maturità, nuovo affondo di Iv: se esame semplificato errore di metodo e merito

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

«Continuo a leggere che il ministero dell’Istruzione avrebbe già deciso una modalità ridotta per il prossimo esame di maturità, mentre ci sarebbero ancora incertezza sugli esami di terza media e i test invalsi». Lo dichiara Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera.

La critica di Iv
«Se questa ipotesi fosse confermata – continua Toccafondi – farei fatica a capirne il metodo, il merito e anche i tempi. Siamo a gennaio, il ministro competente e il presidente del Consiglio sostengono di essere al lavoro senza sosta per affrontare i problemi della scuola e per riaprirla in tutte le regioni. Perché allora non sfruttare i cinque mesi che rimangono, invece di dare fin da ora per scontato che non saranno mesi di apertura delle scuole e quindi di lezioni in presenza, esame di stato, test Invalsi per capire livello di conoscenza dei ragazzi dopo la Dad?». «Quanto al metodo, invece, non capisco perché su un tema simile si voglia evitare una discussione e un voto in Parlamento, e limitarsi a un’ordinanza».

Scuola, riparte il concorso straordinario «chiuso per Covid»

da Corriere della sera

Sospeso causa Covid a pochi giorni dal traguardo finale, riprende il travagliato e contestatissimo (non solo da sindacati e opposizione ma anche da una parte della maggioranza, Pd in testa) concorso straordinario che dovrebbe portare in cattedra dopo l’estate 32 mila nuovi prof delle medie e delle superiori. Un pannicello caldo visti i drammatici buchi in organico apertisi quest’anno, ma comunque sempre più di nulla visto che per gli altri concorsi ordinari (33 mila posti per medie e superiori e quasi 13 mila per materne ed elementari) ancora non c’è una data e, fra prove preselettive scritto orale, per la proclamazione dei vincitori se ne riparlerà se va bene a settembre 2023. Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato ieri le nuove date delle ultime prove del concorso riservato ai precari, che si svolgeranno fra il 15 e il 19 di febbraio, con una media di 10 candidati per aula come prevedono le norme anti Covid. La prova scritta, fatta al computer, dura 150 minuti e prevede cinque domande a risposta aperta (nella prima versione doveva essere un quiz a crocette poi saltato in seguito alle contestazioni) più un quesito di inglese. L’elenco delle sedi d’esame sarà comunicato dagli Uffici Scolastici Regionali almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove stesse nei rispettivi Albi e sui siti Internet.

Il flop (annunciato) del sostegno

Quali sono le classi di concorso ancora in sospeso? Si va da latino e greco alla fisarmonica, dai laboratori enogastronomici al russo, ma la parte del leone la fanno gli insegnanti di sostegno. In tutto sono in palio 5.669 posti, 4.069 per le scuole medie (lunedì 15 febbraio, al mattino) e 1.600 per le superiori (giovedì 18 febbraio, sempre al mattino). A garantire il distanziamento, in questo caso, più ancora del protocollo per la sicurezza ci penserà la penuria di candidati, visto che le domande arrivate pari alla metà dei posti a disposizione:2.745. Nella sola Lombardia su 1.680 cattedre a concorso i candidati sono soltanto 361, mentre già le assunzioni di quest’anno sono state un flop assoluto: su seimila nuovi prof autorizzati dal Mef a luglio, se ne sono concretizzati appena 43. La mancanza di insegnanti specializzati per il sostegno è un problema cronico, ma a pesare su quest’ultimo concorso riservato ai precari di lungo corso è stata la precondizione dei tre anni di servizio nelle scuole che ha tagliato fuori tutti quelli che si sono specializzati più di recente. Su questo punto specifico la ministra Lucia Azzolina, dopo un lungo braccio di ferro con il Pd che proponeva una stabilizzazione semiautomatica di tutti coloro che hanno seguito i corsi di specializzazione a numero chiuso, alla fine ha ottenuto invece che il governo inserisse nella legge di Bilancio 2021 un piano pluriennale di assunzioni per 25 mila docenti di sostegno attraverso una nuova procedura di concorso riservata proprio e solo agli specializzati. Nel frattempo, a fine dicembre, il ministero ha emanato un decreto con cui ridefinisce le regole per i piani di studio degli studenti disabili: la novità più contestata, da associazioni e genitori, fra i quali anche il leader della band Elio e le storie tese, padre di un ragazzo autistico, è la possibilità di esonerare gli alunni da alcune lezioni qualora non siano ritenuti in grado di seguirle.

Nuova Maturità, solo maxi orale e quest’anno si può bocciare

da la Repubblica

Corrado Zunino

ROMA – Il contagio continua a orientare l’esame di Maturità, la chiusura comunque ansiogena di cinque anni di scuola superiore. Ora che si sono completate le audizioni ministeriali, ieri sera, Repubblica ha preso visione del quadro che porterà la ministra Lucia Azzolina, consigliata dal direttore generale Max Bruschi e da Maria Assunta Palermo, direttrice per gli ordinamenti scolastici, a rendere pubblic0 lo svolgimento dell’esame di Stato entro lunedì primo febbraio.

Il perimetro entro cui si svolgerà l’appuntamento di una vita scolastica è questo: il ministero dell’Istruzione, al di là dei proclami No Dad, ha la consapevolezza che gran parte degli istituti del Paese non potranno rientrare al cento per cento in classe da qui a giugno. Questa presa di coscienza è il motivo principale per cui i dirigenti più importanti hanno optato per un secondo esame leggero nella sua architettura e accogliente nelle valutazioni degli esaminatori. Quest’anno, tuttavia, la Didattica a distanza va considerata strutturale e, quindi, torneranno le bocciature in tutte le classi e le “non ammissioni” all’esame. Per poter concorrere a un voto di Maturità sarà necessario ottenere un giudizio “complessivamente positivo” agli scrutini. Un “cinque” non sbarrerà il percorso verso la prova purché la valutazione generale sia sufficiente.

Di certo, come già spiegava l’emendamento dei Cinque Stelle reso pubblico lo scorso 21 dicembre, la ministra Lucia Azzolina quest’anno ha pieni poteri sul tema e ha confermato ai suoi che anche nel 2021 non ci sarà prova scritta. Tutto sarà delegato a un largo orale, che si terrà a partire dalla seconda metà di giugno e che in questa stagione conoscerà tre importanti novità.

Una prova stretta sulle materie d’indirizzo

Con 30 milioni di euro, e una blindatura legislativa, la struttura ministeriale ha deciso di mettere al centro della prossima Maturità il curriculum dello studente. È una carta d’identità nata con la Buona scuola renziana e che quest’anno, per la prima volta, potrà essere utilizzata dagli studenti di quinta. Certifica l’andamento scolastico di ogni singolo maturando, in questo caso conta il triennio, il monte ore in presenza e a distanza, le certificazioni specialistiche, le esperienze internazionali, persino eventuali periodo di volontariato. Ecco, l’Esame di Maturità si affaccia alla vita — anche se il curriculum può essere più ricco a fronte di alunni benestanti — e chiede al vissuto dello studente di entrare in una valutazione compresa tra 60 e 100 (e lode). Il curriculum diventerà, tra l’altro, uno degli snodi dell’oralone di fine percorso.

Bene, un’altra novità sarà il testo concordato con il coordinatore di classe, il docente che si farà carico dell’accompagnamento dei ragazzi verso la prova dell’ultimo anno. I ragazzi sceglieranno un lavoro gradito sulle materie d’indirizzo — Italiano, Greco e Latino al Classico, per esempio — e quel prodotto scritto, a casa, diventerà una relazione, a volte la relazione d’avvio, del lungo orale in presenza. Non sarà il ritorno della tesina interdisciplinare, richiesta dagli studenti in audizione, ma un titolo stretto sulle materie di peso. Tutto l’orale sarà centrato, poi, sulle discipline primarie del corso di studi scelto.

Torna l’Alternanza scuola lavoro, no agli Invalsi

La Maturità di nuovo leggera prevede, tuttavia, il ripristino — l’anno scorso non c’era — dell’Alternanza scuola lavoro (ora chiamata Pcto): molti studenti l’hanno già fatta a distanza o la stanno completando. Difficile che, invece, sia prevista anche una prova Invalsi. Il test non sarà comunque parte della valutazione per la Maturità.

Sarà replicata anche la formula dell’anno scorso sui componenti della commissione: un presidente esterno e tutti gli altri interni. Infine, il voto. Le audizioni hanno espresso un orientamento favorevole al peso dato nella stagione 2020 ai due momenti del voto finale: il 60 per cento dipenderà dai giudizi del triennio e il 40 per cento dall’orale conclusivo.

Incontrando in serata deputati e senatori di maggioranza, che in commissione si occupano di scuola, la ministra Azzolina ha chiesto di fare presto. Francia e Regno Unito hanno già deciso: niente prova finale. L’ipotesi di replicare giugno 2020 sottraendo gli scritti è stata accolta da molti.

Aumenti stipendio: “110 euro a regime ma non è esattamente così”. Rapporto Aran

da OrizzonteScuola

Di redazione

“Apprendiamo dalla stampa che per il prossimo contratto dei dipendenti pubblici sono previsti aumenti di 110 euro mensili lordi. Felici e incuriositi per così tanta manna che piove dal cielo abbiamo cercato la fonte di tale notizia. È l’Aran. Fonte autorevolissima in molti campi, tra cui quello di fare i conti sulle retribuzioni dei lavoratori pubblici. E così siamo andati a cercare da dove sono saltati fuori questi 110 euro di aumento a regime, cioè alla fine del triennio 2019-2021”.

A dirlo in una nota Michelangelo Librandi e Sandro Colombi, Segretari Generali di Uil Fpl e Uilpa.

“Non abbiamo avuto difficoltà a individuare il documento: è l’ultimo “Rapporto semestrale Aran sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti”. Rapporto dove a pag. 12 si parla di 107 euro di aumento – proseguono i Segretari –. Ma i giornali hanno dimenticato di aggiungere: a) che si tratta di un aumento medio lordo che non distingue tra comparto e dirigenza; b) che l’elemento perequativo è già in pagamento. Pertanto, per la grande maggioranza dei dipendenti pubblici l’aumento sarà giusto di qualche decina d’euro, sempre lordi”.

“In ogni caso – affermano i sindacalisti – questi giochetti finalizzati a fuorviare l’opinione pubblica e mettere i lavoratori pubblici contro quelli privati sono ormai “vecchi come il Cucco” e non divertono più”.

Librandi e Colombi concludono: “E voi dell’Aran convocateci. Convocate i sindacati anziché lasciar girare queste informazioni, che come vedete vengono manipolate a fini politici. È parecchio tempo che vi aspettiamo. Abbiamo anche una nuova proposta da farvi: 110 euro di aumento medio per tutti i lavoratori della Pubblica Amministrazione. Ciò che sfora il bilancio, sul dove trovarlo andatelo a chiedere ai direttori dei giornali, chissà che dal cilindro esca qualche monetina. Attediamo fiduciosi”.

RAPPORTO ARAN

Concorso straordinario, si procede con la valutazione delle prove già svolte. Nota

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il ministero dell’Istruzione con nota n. 2062 del 15 gennaio invita gli Uffici scolastici a procedere con la valutazione delle prove scritte già svolte.

Dopo la comunicazione sull’avvio della correzione telematica delle prove scritte già svolte da parte delle commissioni giudicatrici, “si invitano – si legge – gli Uffici in indirizzo ad adoperarsi perché siano assicurate le attività
di valutazione“.

NOTA

Ed è di oggi, 21 gennaio, l’avviso dell’Usr Sicilia con il quale si comunica che le commissioni giudicatrici delle
classi di concorso che già hanno sostenuto le prove: A008 – A009 – A012 – A016 – A022 – A026 – A028 – A030 – A036 – A039 – A041 – A042 – A043 – A048 – A049 – A050 –A057 – A060 – AB24 – AM55 – B011 – B015 – B017 – B024
possono procedere alla correzione da remoto degli elaborati, accedendo alla piattaforma dedicata con le credenziali SPID.

Concorso straordinario: si riparte

Il concorso straordinario può ripartire dal 15 febbraio, così come stabilito dal Dpcm del 14 gennaio 2021.

Il ministero ha reso note le date delle prossime prove scritte, dopo la brusca interruzione a causa della pandemia.

Maturità 2021, allegato al diploma ci sarà anche il curriculum dello studente: le info utili

da OrizzonteScuola

Di Andrea Carlino

Sulla maturità 2021 non c’è ancora certezza anche se, a meno di clamorosi colpi di scena, ci sarà solo un maxi orale.

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, intanto, rassicura: “Sarà un esame serio e non light”.

Ci sarà, comunque, una novità per l’esame di Stato 2021: farà il suo debutto il curriculum dello studente. Per la prima volta dalla sua approvazione (prevista dalla “Buona Scuola” del governo Renzi), il documento sarà allegato al diploma. Il curriculum dello studente deve contenere l’elenco delle competenze con particolare riferimento alle attività professionali, culturali, artistiche e di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extra scolastico.

Il decreto legislativo 62/2017, attuativo della legge 107/2015, ha previsto che, al diploma di scuola secondaria di secondo grado, va allegato il curriculum dello studente.  Due terzi del documento è a cura della scuola; il restante terzo, è integrato dal singolo ragazzo.

La nota del 2 settembre 2020, n.15598, dà ulteriori delucidazioni in merito al curriculum dello studente.

Con il curriculum dello studente si introduce nel secondo ciclo di istruzione, a partire dall’a.s. 2020/2021, un documento di riferimento fondamentale per l’esame di Stato e per l’orientamento dello studente, così come indicato dalla normativa di riferimento:

  1.  art. 1, comma 30, Legge 13 luglio 2015, n. 107: “Nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, nello svolgimento dei colloqui la commissione d’esame tiene conto del curriculum dello studente”.
  2.  art. 21, comma 2, D.lgs. 13 aprile 2017, n. 62: “Al diploma è allegato il curriculum della studentessa e dello studente, in cui sono riportate le discipline ricomprese nel piano degli studi con l’indicazione del monte ore complessivo destinato a ciascuna di esse. (…) Sono altresì indicate le competenze, le conoscenze e le abilità anche professionali acquisite e le attività culturali, artistiche e di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extra scolastico nonché le attività di alternanza scuola-lavoro ed altre eventuali certificazioni conseguite, …, anche ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro”.

La compilazione del curriculum dello studente avviene su piattaforma informatica e, come si può constatare dal modello allegato, si compone di tre parti.

La prima parte, a cura della scuola, denominata “Istruzione e formazione”, riporta i dati relativi al profilo scolastico dello studente e gli elementi riconducibili alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambito formale e relative al percorso di studi seguito. Essa sarà precompilata attraverso l’utilizzo delle informazioni presenti nel SIDI o nelle banche dati in utilizzo al Ministero.

La seconda parte, denominata “Certificazioni”, riporta le certificazioni (linguistiche, informatiche o di eventuale altra tipologia) rilasciate allo studente da un Ente certificatore riconosciuto dal MIUR e la sua compilazione è a cura della scuola (se l’informazione è già presente nel sistema informativo) e/o dello studente per eventuali integrazioni.

La terza parte, denominata “Attività extrascolastiche”, è a cura esclusiva dello studente e contiene, in base al dettato della norma, le informazioni relative alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambiti informali e non formali, con particolare riferimento alle attività professionali, culturali, artistiche e di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extrascolastico. Ogni studente avrà le credenziali per l’accesso alla piattaforma appositamente predisposta e sarà destinatario di specifiche attività di accompagnamento

nota esami

modello curriculum studenti

modello diploma

Rinnovo contratto scuola, solo 92 euro lordi medi mensili per i docenti

da La Tecnica della Scuola

Con un ritardo di oltre due anni dalla scadenza del contratto scuola 2016-2018, si arriva all’ARAN l’atto di indirizzo della Ministra Azzolina e filtrano le prime dichiarazioni sulle cifre che sono state calcolate per il comparto scuola.

Solo 92 euro lordi di aumento per i docenti

Secondo l’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), che ha il compito di dividere tra i vari comparti le risorse messe a disposizione nella legge di bilancio 2021 per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione, i docenti delle scuole italiane otterranno un aumento che si aggira sui 92 euro lordi medi mensili, comprensivi dell’indennità di vacanza contrattuale e dell’elemento perequativo previsto già nel CCNL 2016-2018.

La cifra di incremento stipendiale dei docenti di 92 euro lordi, comporterà un aumento netto nel cedolino di poco meno di 60 euro al mese.

I sindacati chiedono risorse aggiuntive per gli stipendi

Abbiamo sentito il Segretario Generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli sul problema del rinnovo del contratto scuola e i dati calcolati dall’ARAN in seguito all’atto di indirizzo inviato dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. Il sindacalista della Flc Cgil, ci ha rilasciato una battuta sull’argomento affermando che le risorse per l’aumento degli stipendi dei docenti e del personale della scuola sono non sufficienti, bisogna investire sui salari anche con il Recovery plan. La Flc Cgil, continua Sinopoli, aprirà il confronto con lavoratrici e lavoratori su contenuti piattaforma.

Pino Turi della UIL Scuola sostiene che la narrazione abbia preso il sopravvento sulla realtà è cosa nota, ma sui numeri non scherziamo, prima il ministro ha cercato di contrabbandare la riduzione del cuneo fiscale come aumento retributivo, poi l’Aran ha pubblicato le cifre degli aumenti del personale pubblico, con grande spolvero, parlando di 109 euro.
Un modo per mettere sempre ed ancora il personale prima eleveto al rango di eroi e poi a quello di egoisti garantiti.
L’Aran ha omesso però di dire due cose:
1) che si tratta di un aumento medio lordo che non distingue tra comparto e dirigenza; 2) che l’elemento perequativo è già in pagamento, in pratica già erogato.
Pertanto, prosegue Pino Turi, per la grande maggioranza dei dipendenti pubblici l’aumento sarà di qualche decina d’euro netti.
Del resto, basta vedere le risorse messe in finanziaria: ammontano a circa 3,4 miliardi andrebbero aggiunti i 500 milioni annunciati dal governo, così le risorse disponibili salirebbero a 3,9 miliardi. Sono compresi circa 500 milioni della indennità di vacanza contrattuale, i 300 milioni della parte perequativa, poi vanno levate le risorse per le forze armate.
A conti fatti siamo intorno a 40/50 euro lordi.
Infine, conclude il Segretario Generale della Uil Scuola, con i metodi di calcolo che abbimo più volte contestato che calcolano la percentuale sulla massa salariale, applicato al comparto “povero” della scuola, allarga la forbice retributiva tra i lavoratori pubblici.
Dai dati della Regionaria la scuola è il fanalino di coda delle retribuzioni pubbliche, altro che equiparazione alle retribuzioni europee. Dimeticavo il tutto sul triennio.

Tempi per il rinnovo del contratto scuola

I tempi per il rinnovo del contratto scuola 2019-2021 andranno, molto probabilmente, da febbraio ad aprile 2021, ma, a sentire i sindacati, la chiusura di questo rinnovo non sarà cosa semplice alle condizioni annunciate dall’ARAN.

Premio Scuola Digitale: candidature delle scuole entro il 25 febbraio

da La Tecnica della Scuola

Il Ministero dell’Istruzione promuove la terza edizione del Premio Scuola Digitale per favorire l’eccellenza e il protagonismo delle scuole italiane e degli studenti nel settore dell’innovazione didattica e digitale.

Il Premio intende valorizzare progetti e iniziative delle scuole, che propongano modelli innovativi e buone pratiche di didattica digitale integrata, svolti negli anni scolastici 2019-2020 e 2020-2021.

Ci sarà una fase provinciale/territoriale, una regionale e una
nazionale.

Il Premio si compone di tre sezioni, la prima riservata alle scuole del primo ciclo, la seconda alle scuole del secondo ciclo, la terza ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti.

Le candidature dovranno essere presentate dalle istituzioni scolastiche entro le ore 15.00 del giorno 25 febbraio 2021, compilando l’apposito template disponibile nella sezione “Le tue candidature” presente sulla piattaforma “PNSD – Gestione Azioni”, alla quale accedono i Dirigenti scolastici e i Direttori dei servizi generali e amministrativi delle scuole statali con le loro credenziali, le stesse che utilizzano per entrare nell’area riservata del portale istituzionale e nel SIDI.

Il progetto vincitore per ciascuna sezione riceverà dalla scuola polo organizzatrice a livello provinciale un premio del valore di 1.000 euro per lo sviluppo del progetto di didattica digitale integrata, mentre i progetti classificatisi al secondo e terzo posto riceveranno premi consistenti in dispositivi digitali per la didattica.

Nella fase regionale, il progetto vincitore di ciascuna sezione riceverà un premio del valore di 2.000 euro sempre per lo sviluppo del progetto di didattica digitale integrata.

IL BANDO

Dati sul contagio COVID 19

Scuola: dati sul contagio COVID 19, Cgil e FLC scrivono ai ministri Azzolina e Speranza

Fracassi, Sinopoli: servono dati certificati sulla diffusione nel sistema scolastico

Roma, 21 gennaio 2021 – “Noi crediamo che la funzionalità delle scuole, in questa difficile situazione in cui sono messi a dura prova la professionalità del personale e il rapporto con gli alunni e le famiglie, passi attraverso la disponibilità dei dati relativi ai contagi dei singoli istituti e dei singoli territori, che consentirebbe una gestione razionale, calibrata e trasparente dell’attività educativa su tutto il territorio nazionale”. Con queste parole si apre la lettera inviata oggi dalla vice segretaria della Cgil Gianna Fracassi e dal segretario generale della FLC CGIL Francesco Sinopoli ai ministri dell’Istruzione e della Sanità, per avere dati certificati riguardo la diffusione del contagio in ambito scolastico.

“L’appello alla conoscenza di dati certi e consultabili – continua la lettera – viene anche da importanti esponenti della comunità scientifica, secondo i quali l’opportunità di salvaguardare l’equilibrio tra il diritto alla salute pubblica e il diritto all’istruzione per tutti non può che fondarsi sull’analisi di dati certificati. Privati di questi ultimi, e basandosi solo su casistiche empiriche e parziali, ci dicono gli scienziati, non è possibile alcun giudizio di merito sulla reale sicurezza in ambiente scolastico”.

Cgil e FLC chiedono dunque: “Che vengano messe in campo tutte le azioni necessarie per avere dati attendibili, eventualmente agendo anche su base campionaria. In più, è necessario verificare e fornire indicazioni sulle attuali disposizioni in tema di distanziamento personale che sono alla base dei protocolli di settore, alla luce delle varianti del virus che si stanno sviluppando. È forte il rischio – aggiungono-  che in  assenza di un impegno concreto e visibile su questi aspetti si amplieranno le divisioni tra Regioni e Governo, aumenteranno le conflittualità all’interno della comunità scolastica, si moltiplicheranno le contestazioni attorno a misure che appaiono opache e talvolta pericolosamente strumentali”.

“Solo con informazione e consapevolezza si eleva il livello della necessaria condivisione delle scelte che man mano vengono assunte, sia a livello centrale che a livello territoriale. Per quanto sopra esposto chiediamo un incontro urgente sui temi in oggetto”. Concludono.

Procida capitale della cultura 2022

Cuzzupi: Procida capitale della cultura 2022, un’occasione per la scuola

Quello che affascina della proposta vincitrice nell’assegnazione della Capitale italiana della cultura 2022 è ben racchiuso nel titolo dato al suo dossier: “Procida, la cultura non isola”. Un’idea che va oltre il limite geografico, pur fondamentale per bellezza e storia, e lancia un ponte verso il futuro e le nuove generazioni in nome di un valore assoluto e fondamentale quale quello della cultura”.

Ad affermarlo è Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale dell’UGL Scuola che plaude all’attribuzione sottolineando come questa può rappresentare un punto di partenza dopo mesi bui e terribili dovuti alla pandemia.

L’assegnazione a Procida è un riconoscimento, tra l’altro, anche dell’enorme potenziale culturale espresso dal Mezzogiorno e le sezioni del programma, indicative del lavoro che si intende svolgere, lasciano comprendere come sia opportuno il coinvolgimento del mondo della scuola”.

“A tal proposito – continua il Segretario Nazionale – con estremo piacere abbiamo preso atto che una sezione del Programma è dedicata a dar maggior forza alla comunità educante con sinergie e collaborazioni tra pubblico e privato. In tale ottica auspico che nella determinazione della programmazione sia dato spazio al confronto sul come improntare la didattica futura, anche alla luce delle esigenze e difficoltà evidenziate durante la Pandemia che speriamo per allora superata”.

Ornella Cuzzupi non nasconde, inoltre, la sua soddisfazione in merito al fatto che una piccola realtà, quasi un borgo, abbia ricevuto un riconoscimento di tale importanza: “L’isola di Procida è una perla poco conosciuta, dove storia e cultura si fondono in radici popolari le cui tradizioni ancora pulsano vive. Riuscire, in un tale contesto, a delineare una progettualità diversa, basata sulla condivisione e su processi sostenibili e di sviluppo culturale, non può che rivelarsi un andamento virtuoso utile a imprimere un’accelerazione, anche di stampo economico, al territorio.

Una possibilità, dunque, di riprendere, in modo più giusto e corretto, quel rapporto tra cultura e vita quotidiana che troppo spesso era stato relegato a superfluo e che, invece, la pandemia di questi mesi ne ha drammaticamente fatto intendere l’importanza.

Su tale aspetto l’istituzione scolasticaasserisce Cuzzupideve essere il motore principale sia per quanto riguarda l’insegnamento che per l’arricchimento delle relazioni interpersonali, un dato che siamo certi in Procida 2022 non mancherà”.

   Federazione Nazionale UGL Scuola

Il Segretario Nazionale
Ornella Cuzzupi

Tar Campania: in presenza anche quarta e quinta primaria

da Il Sole 24 Ore

di Cl. T.

Il Tar della Campania si è pronunciato sull’ordinanza relativa all’attività scolastica nella nostra regione, stabilendo l’adeguamento alle disposizioni nazionali per quanto riguarda la scuola Primaria. Si ricorda che la Regione aveva già consentito l’attività didattica in presenza fino alla terza classe elementare, cui si aggiungono ora anche la quarta e la quinta, a partire da domani, 21 gennaio 2021”.

La novità
È quanto si legge in una nota dell’Unità di crisi della Regione Campania. «Rimangono in vigore le disposizioni regionali relative alla scuola secondaria di primo grado, le cui attività in presenza restano pertanto sospese fino al 23 gennaio – si spiega – Per la Secondaria di secondo grado si deciderà, come previsto nell’ordinanza regionale, dopo il 23 gennaio alla luce delle verifiche dell’Unità di Crisi. A breve sarà emanata un’ordinanza che riassumerà l’insieme delle decisioni relative all’attività scolastica, coerenti con quanto stabilito. Sarà consentito ai sindaci e alle autorità sanitarie locali di assumere decisioni connesse ai contesti locali».

Liguria torna in classe lunedì
Novità anche per gli studenti liguri: torneranno in classe lunedì. È l’accordo trovato in udienza davanti al Tar tra regione Liguria e genitori e studenti che avevano presentato un ricorso tramite l’avvocato Gian Maria Laurenti col quale si chiedeva la sospensiva dell’ordinanza di chiusura delle scuole. La regione si è impegnata a non reiterare l’ordinanza, salvo nel caso in cui si dovesse tornare in zona rossa. La discussione nel merito del ricorso è rinviata al 10 febbraio davanti al collegio.

Nelle Marche presenza al 50% alle superiori dal 25
Via libera nelle Marche al ritorno alle lezioni in presenza alle superiori al 50%. La decisione dopo un la riunione di un tavolo tra la regione e il mondo della scuola, a cui hanno partecipato anche rappresentanti delle faniglie e degli studenti. È stata revocata la precedente ordinanza che prevedeva la Dad al 100% fino al 31 gennaio compreso e il presidente Francesco Acquaroli ne ha firmata una nuova, dove si raccomanda “fortemente” che la percentuale del 50% sia riferita «al numero degli alunni delle singole classi e non solo dell’intero istituto». Nel provvedimento si fa riferimento alla relazione istruttoria del dirigente del Servizio Sanità: «L’attuale situazione epidemiologica testimonia un tendenziale di progressivo, seppur lento miglioramento».

In Emilia Romagna superiori al 50% in presenza fino al 6 febbario

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

In Emilia-Romagna le scuole secondarie di secondo grado proseguiranno l’attività didattica in presenza al 50% almeno fino a sabato 6 febbraio, in attuazione di quanto definito dai piani operativi precedentemente predisposti dalle prefetture e secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti.

Il chiarimento dell’Usr
Lo chiarisce l’Ufficio scolastico regionale guidato da Stefano Versari, d’accordo col presidente di Regione, Stefano Bonaccini, e con la prefettura di Bologna. Una decisione definita «opportuna» in considerazione dell’andamento dell’epidemia del coronavirus e della valutazione di rischio ora considerato complessivamente «alto» in base ai dati forniti ieri all’Usr dalla Regione. Al momento, quindi, non si salirà al 75%; opzione prevista dalle attuali normative.

Atteggiamento di massima prudenza
Nello specifico, sottolinea l’Ufficio scolastico regionale, la valutazione alta del rischio tiene conto anche di indicatori «quali l’incremento dei focolai e la ricomparsa di focolai nelle strutture residenziali». Il parere tecnico della Regione indica che «solo il mantenimento rigoroso delle misure di mitigazione può contribuire ad evitare un rapido aumento del numero dei casi nelle prossime settimane». Anche il ritorno alla didattica in presenza al 50%, quindi, «deve rispondere al medesimo principio di rigorosa applicazione delle misure di sicurezza». L’invito che emerge dal dossier tecnico è di «osservare un atteggiamento di massima prudenza almeno fino a tutta la prima settimana di febbraio». Anche per non «inficiare» i possibili effetti positivi delle misure anti-Covid previste, conclude l’Usr.