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Le lezioni fuori scuola restano sempre possibili

da ItaliaOggi

Carlo Forte

Il divieto di deliberare e organizzare gite, viaggi di istruzione e uscite didattiche non preclude la possibilità di utilizzare spazi esterni agli edifici nella diretta disponibilità delle istituzioni scolastiche, per garantire il distanziamento durante l’attività didattica. Lo ha spiegato ai dirigenti scolastici il capo dipartimento del ministero dell’istruzione, Max Bruschi, con una nota emanata il 14 ottobre scorso (1870). Facendo riferimento all’articolo 1, comma 6, lettera s), del decreto del presidente del consiglio del 13 ottobre scorso, Bruschi ha chiarito che le nuove regole non si riferiscono alle ordinarie attività didattiche organizzate dalle singole istituzioni scolastiche in spazi alternativi ubicati all’esterno degli edifici scolastici. E cioè a quelle attività poste in atto allo scopo di tradurre le indicazioni dirette a prevenire e contenere la diffusione del contagio con l’individuazione di ulteriori aree volte a favorire il distanziamento fisico in contesti di azione diversi da quelli usuali. Pertanto, restano regolarmente consentite tutte le attività didattiche da svolgersi in altri ambienti, come per esempio parchi, teatri, biblioteche, archivi, cinema, musei, anche a seguito di specifici accordi quali i «patti di comunità» , in collaborazione con gli enti locali, le istituzioni pubbliche e private variamente operanti sui territori, le realtà del terzo settore e tutti coloro i quali hanno non solo aderito, ma applicato il principio di sussidiarietà e di corresponsabilità educativa.

Il capo dipartimento ha ricordato, inoltre, che docenti e Ata anti-Covid in caso di lockdown non saranno più licenziati e saranno posti in smart working, così come previsto dall’articolo 32, comma 6-quater, del decreto-legge 104/2020, così come modificato dalla legge di conversione 126/2020. Bruschi ha ribadito, inoltre, che sull’utilizzo dell’«organico Covid» restano ferme le disposizioni impartite con la nota 13 ottobre 2020, n. 1843. Ha chiarito inoltre che, trattandosi di docenti assunti su posto comune, l’organico Covid non può essere utilizzato per attività di sostegno alle classi con alunni con disabilità, «salvo i casi in cui, assolte le esigenze prioritarie di copertura dell’orario curricolare delle classi» si legge nella nota «risulti applicabile, in via analogica e su base volontaria, l’articolo 14, comma 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66».

Prof anti-Covid non licenziabili

da ItaliaOggi

Marco Nobilio

È ufficiale: i docenti anti-Covid non saranno licenziati in caso di lockdown. Ma i presidi ne hanno chiesti pochi e ne hanno assunti pochissimi (impossibile avere dati ufficiali)dei 50mila previsti dal governo. Perché se si assentano non ci sono soldi per sostituirli e con l’emergenza sanitaria in atto, che impone il distanziamento, non si può nemmeno disporre la distribuzione degli alunni della classe scoperta un po’ per parte in altre classi. Finora, quindi, i dirigenti scolastici hanno utilizzato i fondi per il cosiddetto organico Covid per assumere prevalentemente collaboratori scolastici. E per farlo hanno dovuto vincere anche le resistenze dei diretti interessati, preoccupati dalla prospettiva di essere licenziati per giusta causa in caso di lockdown. Questo ulteriore problema, però, è stato definitivamente rimosso dal legislatore. Sulla Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre scorso, infatti, è stata pubblicata la legge di conversione (126/2000) del decreto-legge 104/2020 (cosiddetto decreto Agosto). Il dispositivo contiene una modifica alla norma che prevedeva il licenziamento per giusta causa dei docenti e degli Ata anti-Covid in caso di lockdown (si veda l’articolo 231-bis, comma 1, lettera b) del decreto-legge 34/2020). Modifica che consiste nella sostituzione del licenziamento con la previsione dello smart working in caso di lockdown.

Il testo attualmente vigente dell’articolo 231-bis dispone infatti che «in caso di sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica il personale di cui al periodo precedente (docenti e Ata anti-Covid n.d.r.) assicura le prestazioni con le modalità del lavoro agile». In buona sostanza, dunque, le nuove disposizioni equiparano il trattamento del personale anti-Covid a quello del restante personale a tempo determinato: in caso di chiusura delle scuole per Covid, i docenti e Ata lavoreranno in smart working. La modifica era stata già approvata al senato: si tratta del cosiddetto emendamento De Petris, dal nome della senatrice di Liberi e Uguali, Loredana De Petris, che ne è la prima firmataria (39.2 nuovo testo). E dopo l’approvazione definitiva anche alla camera, la legge di conversione del decreto agosto è stata pubblicata in Gazzetta e dispiega già effetti. Appena in tempo per evitare il licenziamento dei docenti e degli Ata anti-Covid della Campania. Che dopo la chiusura delle scuole disposta dal presidente della regione, Vincenzo De Luca, con l’ordinanza 79 del 15 ottobre scorso, sarebbero andati incontro al licenziamento «per giusta causa» previsto dalla precedente stesura dell’articolo 231-bis del decreto 34. A questa misura, peraltro, è stata data pronta attuazione dal ministero dell’istruzione con l’ordinanza 83/2020 (si veda l’articolo 3, comma 2). Va detto subito, però, che secondo quanto risulta a Italia Oggi, le 50mila nuove assunzioni ipotizzate dal ministero dell’istruzione sono rimaste in massima parte solo sulla carta.

I dirigenti scolastici, infatti, si sono limitati ad assumere solo poche migliaia di collaboratori scolastici e qualche centinaio di docenti in tutta Italia. Ciò non si deve all’inerzia dei capi d’istituto: il motivo è dovuto essenzialmente al fatto che le assunzioni anti-Covid non comportano un incremento dell’organico. Pertanto, qualora un docente anti-Covid dovesse assentarsi, il dirigente scolastico si troverebbe nella impossibilità materiale di assumere un supplente. In pratica non si tratta di nuovi posti e cattedre, ma di soldi in più. Pertanto, una volta esaurito il budget con l’assunzione, non ci sono altri soldi per pagare il supplente in caso di assenza del titolare. La questione è stata spiegata a chiare lettere e con una nota ufficiale dal direttore generale dell’ufficio scolastico per il Piemonte Fabrizio Manca. Che si è spinto fino a minacciare sanzioni nei confronti dei dirigenti scolastici piemontesi che non dovessero rispettare il budget (si veda la nota 11306 del 28 settembre scorso).

Insomma, la misura dell’organico Covid, finora, si è rivelata un autentico flop. Tanto più che molti aspiranti docenti e Ata, contattati dalle scuole per l’assunzione, hanno rifiutato le nomine proprio nel timore di andare incontro al licenziamento per giusta causa. Che preclude anche la possibilità di partecipare ai concorsi. È probabile, dunque, che la maggioranza abbia fatto passare l’emendamento De Petris anche nel tentativo di rendere più appetibile le nomine sul cosiddetto organico Covid. Perlomeno rimuovendo il deterrente del licenziamento per giusta causa, che rende particolarmente difficoltoso il reperimento dei precari da assumere. Resta il fatto, però, che questa nuova misura, pur rendendo più agevole il reperimento di docenti e Ata da assumere sull’organico Covid, non risolve il problema della inesistenza di fondi utili a garantire le eventuali sostituzioni. Il problema si pone in modo particolare per i docenti. E ciò spiega la più che comprensibile riluttanza dei dirigenti scolastici ad assumere docenti con la prospettiva di gravi complicazioni organizzative in caso di assenze.

Tfs/Tfr, l’Inps ha firmato Ora tocca a Mef e Lavoro

da ItaliaOggi

Marco Nobilio

Manca solo la firma dei ministri dell’economia, Roberto Gualtieri, e del lavoro, Nunzia Catalfo, sotto la convenzione Inps sul fondo di garanzia. Dopo di che i docenti e i non docenti, che sono andati in pensione e che dovrebbero attendere ancora un bel po’ prima di ottenere il versamento della liquidazione, potranno finalmente chiedere l’anticipo del Tfs o del Tfr. Il 15 ottobre scorso, infatti, il consiglio di amministrazione dell’Inps ha approvato la convenzione con la quale viene affidata all’ente previdenziale la gestione del fondo di garanzia per l’accesso all’anticipo finanziario dei trattamenti di fine servizio (Tfs) e di fine rapporto (Tfr) spettanti ai dipendenti pubblici. La convenzione passa ora alla firma del titolare del dicastero di via XX settembre e del ministro del lavoro. Dopo di che i lavoratori della scuola cessati dal servizio potranno accedere a finanziamenti, a valere sul futuro Tfs/Tfr loro spettante, fino a un massimo di 45.000 euro attraverso le banche, alle quali l’Inps assicurerà la piena agibilità della garanzia a supporto dell’anticipo. Per accelerare l’operatività dei finanziamenti, l’istituto ha già trasmesso ai ministeri competenti anche la bozza di circolare contenente le istruzioni operative per l’accesso alla garanzia, dirette agli enti erogatori e alle banche.

Per accedere al beneficio i lavoratori interessati dovranno anzitutto presentare una domanda all’Inps per ottenere il rilascio delle certificazioni del diritto all’anticipo. Certificazioni che dovranno essere rilasciate entro 90 giorni dalla data di presentazione delle istanze. Dopo avere ottenuto la certificazione, i pensionati presenteranno la domanda vera e propria alla banca, avendo cura di allegare la certificazione del diritto rilasciata dall’Inps, la bozza di contratto debitamente sottoscritta e l’autocertificazione dello stato di famiglia. Le domande potranno essere presentate in qualsiasi momento dagli aventi diritto, direttamente oppure tramite un patronato.

Il versamento dell’anticipo avverrà all’esito positivo della procedura di accertamento dei requisiti, da parte della banca, direttamente sul conto corrente indicato dall’interessato, entro 15 giorni.

Il Tar dà ragione a De Luca Il concorso però si fa lo stesso

da ItaliaOggi

Carlo Forte

La sospensione delle attività didattiche e delle riunioni degli organi collegiali disposta dal presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, è legittima. Lo ha stabilito la V sezione del Tar della Campania con un’ordinanza pubblicata ieri (01922/2020). Ma nonostante la chiusura delle scuole le prove del concorso straordinario, previste per giovedì prossimo in Campania e nel resto d’Italia, si terranno regolarmente. Il differimento delle prove era stato chiesto dal Pd, dalla Lega, che denuncia i rischi legati soprattutto ai trasporti, e dai sindacati, ma la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina è stata irremovibile. Resta il fatto, però, che la scuola è un luogo sensibile per quanto riguarda il rischio da contagio Covid. E secondo il Tar Lazio la decisione di De Luca è irreprensibile.

Il collegio ha argomentato la pronuncia spiegando che la misura adottata dal presidente della regione Campania, con l’ordinanza 79/2020, è diretta alla tutela della salute pubblica minacciata dall’aumento esponenziale dei casi positività al Covid 19 determinata dalla riapertura delle scuole. Positività che si è «verificata non solo limitatamente alla sede intrascolastica» si legge nell’ordinanza «ma anche con riguardo ai contatti sociali necessariamente indotti dalla didattica in presenza».

Secondo il Tar la misura adottata dal governatore campano rispetta anche il canone di proporzionalità in ragione «della progressiva saturazione delle strutture di ricovero e cura, su base regionale, per effetto della diffusione del contagio, ben rilevante anche in ottica di prevenzione dell’emergente rischio sanitario».

In buona sostanza, dunque, la sospensione delle attività didattiche non è dovuta solo al mero rischio di contagio all’interno delle scuole, ma anche e soprattutto all’aumento delle occasioni di contagio dovute ai contatti sociali che derivano dagli spostamenti, dagli assembramenti davanti alle scuole prima e dopo l’inizio delle lezioni, dall’affollamento dei mezzi pubblici e dai tanti episodi di violazione delle norme sanitarie che rischiano di mandare in tilt gli ospedali.

Legge di bilancio, 95 euro per il contratto scuola

da ItaliaOggi

Carlo Forte

Arriveranno 3 miliardi e 715 milioni di euro. È questa la cifra messa a disposizione dal governo per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. La somma sarà inserita nella prossima manovra finanziaria, ma sarebbe sufficiente appena per un aumento a regime di 95 euro lordi mensili. I sindacati hanno chiesto almeno altri 2 miliardi, ma il governo avrebbe intenzione di aumentare la dotazione finanziaria di non più di 500 milioni di euro.

Parte di questa cifra rimarrebbe comunque indisponibile per garantire la perequazione delle retribuzioni più basse prorogando le misure già adottate con il precedente contratto. E ciò frenerebbe inevitabilmente gli aumenti anche dei dipendenti con stipendi più alti. Resta fermo il meccanismo del coefficiente fisso per il calcolo degli aumenti, che penalizza fortemente i lavoratori della scuola rispetto ai lavoratori degli altri settori e comparti. Anche quest’anno, infatti, nel disegno di legge di bilancio i fondi per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego prevedono stanziamenti complessivi. E non vi è alcun accenno alla necessità di compensare almeno in parte le sperequazioni di reddito tra gli importi delle retribuzioni del personale della scuola e il resto del pubblico impiego.

Le retribuzioni annuali del personale scolastico si collocano al di sotto della media del pubblico impiego di circa 6 mila euro. E il divario è destinato ad ampliarsi, se non verrà modificato il criterio con il quale vengono fissati gli importi degli incrementi retributivi da applicare alle varie categorie del pubblico impiego. La prassi invalsa consiste nel dividere la somma stanziata nella legge di bilancio per il numero degli addetti di tutti i comparti e applicare il coefficiente che ne deriva alle retribuzioni in godimento. Ciò comporta, inevitabilmente, aumenti maggiori per chi percepisce di più e minori incrementi per chi ha retribuzioni di partenza più basse. L’effetto, dunque, è quello di allargare costantemente la forbice.

Azzolina: nuovo Dpcm in vigore dal 21 ottobre, ecco cosa cambia per la scuola

da OrizzonteScuola

Di Ilenia Culurgioni

Il nuovo Dpcm approvato ieri entrerà in vigore mercoledì 21. Cosa comporta per il mondo della scuola? A spiegarne i punti principali è la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina su Facebook.

“Dopo aver centrato tutti insieme l’obiettivo della ripresa della didattica in presenza e in sicurezza, come dimostrano i dati raccolti dal Ministero e certificati dalle autorità sanitarie competenti, ci è richiesto un ulteriore sforzo, al fine di venire incontro alle esigenze complessive del sistema Paese per il contenimento dell’emergenza Covid”, afferma Azzolina.

Ecco le misure del Dpcm per le scuole spiegate dalla ministra.

Secondo ciclo di istruzione
Previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali.
Le scuole secondarie di secondo grado:

  • Adottano ulteriori forme di flessibilità, anche incrementando il ricorso alla Didattica Digitale Integrata.
  • Modulano ulteriormente (rispetto a quanto già disposto da settembre e grazie al lavoro fatto quest’estate) orari di ingresso e uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani; nell’ambito di questa ulteriore modulazione, dispongono che l’ingresso a scuola non avvenga prima delle ore 9.00.

Si ribadisce, quindi, che le “situazioni critiche e di particolare rischio”, rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali, sono le sole che giustificano una eventuale revisione di quanto già stabilito, anche con riferimento all’ingresso posticipato alle ore 9.00, che deve essere disposto unicamente qualora ricorrano le condizioni sopra descritte.

Salvo questi casi, non è necessario modificare orari di entrata e uscita e tutto quanto sia collegato alla scansione temporale definita dall’inizio dell’anno scolastico.

Scuola dell’Infanzia e Primo ciclo di istruzione
Per quanto concerne la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, nulla cambia, nella riconosciuta priorità di garantirne l’ordinato svolgimento in presenza dell’attività educativa e didattica, al fine di rispondere a precise motivazioni didattiche e ad una esigenza sociale complessiva.
Come previsto dal “Piano Scuola”, varato a giugno, per operare in piena sinergia con tutti gli attori istituzionali coinvolti, saranno svolte le riunioni dei tavoli e delle conferenze regionali e locali, previste dal c.d. “Piano Scuola”, per coordinare e monitorare le azioni da adottare.
Gli Uffici di ambito territoriale(UAT), in raccordo con gli Uffici scolastici regionali(USR), assicureranno coordinamento e supporto alle istituzioni scolastiche e all’azione dei Dirigenti Scolastici.

Nuovo DPCM, scuole superiori: ingresso alle 9 solo in caso di situazioni critiche. NOTA Ministero [PDF]

Riunioni organi collegiali in presenza e a distanza. Nota Ministero

da OrizzonteScuola

Di redazione

“Le riunioni degli organi collegiali possono essere svolte sia in presenza sia a distanza sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico e, di conseguenza, la sicurezza dei partecipanti”.

E’ quanto prevede il nuovo Dpcm e quanto viene poi confermato dalla nota ministeriale n. 1896

Il Dpcm – si legge –  introduce la possibilità che le operazioni legate al rinnovo degli organi collegiali possano avvenire a distanza, nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione.

Nuovo DPCM, scuole superiori: ingresso alle 9 solo in caso di situazioni critiche. NOTA Ministero [PDF]

Nuovo DPCM, scuole superiori: ingresso alle 9 solo in caso di situazioni critiche. NOTA Ministero

da OrizzonteScuola

Di Andrea Carlino

I sindacati sono stati convocati, nel pomeriggio, al Ministero dell’Istruzione, per comunicazioni in merito al DPCM 18 ottobre che contiene anche misure per la scuola. Tra le misure previste c’è anche quella che riguarda la possibilità di entrare a scuola alle 9.

Ciò che è stato annunciato da Conte e poi scritto nel DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non sarà la regola da mercoledì 21, ma come già correttamente interpretato dalla nostra testata, sarà valido solo in casi eccezionali e debitamente deliberati dai vari comitati regionali per l’emergenza Covid-19.

Per il primo ciclo si conferma che le attività didattiche si svolgono in presenza, mentre per il secondo ciclo la possibilità di variare rispetto a quanto già predisposto per l’avvio dell’anno scolastico è ipotizzabile, ma solo “previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali” e segnalate dai tavoli regionali.

Le scuole secondarie potranno rimodulare gli orari di ingresso e uscita, decidere di programmare turni pomeridiani o l’inizio delle attività a partire dalle 9,00 o svolgere le attività didattiche da remoto, ferma restando l’attenzione per gli studenti che necessitano di particolare inclusione, ma solo nei casi specifici che richiedessero tali interventi come rilevato dai tavoli regionali.

Scarica la NOTA 1896

Il DPCM pubblicato ha riscritto – tra l’altro – la lettera r) del comma 6 dell’articolo 1 del D.P.C.M. 13 ottobre 2020. Tale disposizione suggerisce di incrementare l’utilizzo della didattica a distanza e di scaglionare gli orari di ingresso anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani, prevedendo che l’ingresso non avvenga mai prima delle ore 9,00. Entrambe le misure previste sono subordinate alla “previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali”.

Scarica il testo definitivo

Emergenza COVID: sanificazione locali e arredi scolastici. Quali i compiti dei collaboratori scolastici

da OrizzonteScuola

Di redazione

comunicazione UIL Scuola – Giungono numerose richieste di chiarimento relative agli ormai numerosi ordini di servizio da parte di alcuni Dirigenti Scolastici e rivolti al personale ATA in ordine alla sanificazione degli ambienti scolastici anche attraverso l’uso di macchinari specifici e prodotti nocivi per la salute personale.

A tal fine ricordiamo che attiene ai collaboratori scolastici, come previsto dal CCNL Scuola, …la sola pulizia dei locali, degli spazi comuni e degli arredi…per cui non si fa alcun riferimento ad altri trattamenti se non alla semplice pulizia attraverso prodotti detergenti e igienizzanti.

A rafforzamento di tale tesi è intervenuto il protocollo d’intesa per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 sottoscritto tra il MIUR e le organizzazioni sindacali in data 6 agosto 2020 che testualmente prevede …l’igienizzazione dei luoghi e delle attrezzature attraverso l’utilizzo di semplice materiale detergente, con azione virucida….

Il rapporto “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento”, pubblicato il 15 maggio dall’Istituto superiore di sanità (ISS) sul suo sito istituzionale, fornisce indicazioni, basate sulle evidenze a oggi disponibili, in tema di trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2, di sopravvivenza del virus su diverse superfici e di efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali. Le indicazioni contenute nel documento considerano anche l’impatto ambientale e i rischi per la salute umana connessi al loro utilizzo. Il Rapporto include anche indicazioni sul trattamento del tessile da effettuarsi in loco (sia abbigliamento in prova che superfici non dure quali arredi imbottiti, tendaggi, ecc) e precisa i termini usati nell’ambito della disinfezione chiarendo la differenza tra disinfettante, sanificante, igienizzante per l’ambiente e detergente.

I prodotti che vantano un’azione disinfettante battericida, fungicida, virucida – sottolinea il Rapporto – o una qualsiasi altra azione tesa a distruggere, eliminare o rendere innocui i microrganismi tramite azione chimica, ricadono in due distinti processi normativi: quello dei Presidi Medico-Chirurgici (PMC) e quello dei biocidi.
I vari prodotti per la disinfezione che possono vantare proprietà nei confronti dei microorganismi, sono diversi dai detergenti e dagli igienizzanti con i quali, pertanto, non vanno confusi.

Lo stesso IIS descrive dettagliatamente la differenza tra i vari termini a volte impropriamente utilizzati.

  • Sanificazione: è un “complesso di procedimenti e operazioni” di pulizia e/o disinfezione e comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti.
  • Disinfezione: è un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali e va effettuata utilizzando prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.
  • Igienizzazione dell’ambiente: è l’equivalente di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti. I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del ministero della Salute che riportano in etichetta diciture sull’attività ad es. contro germi e batteri, non sono prodotti con attività disinfettante dimostrata ma sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti).
  • Detersione: consiste nella rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione e un intervento obbligatorio prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.
  • Pulizia: per la pulizia si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente – i due termini sono equivalenti – che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.
  • Sterilizzazione: processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.

Ne consegue che qualsiasi attività specifica che riguardi la pulizia/igienizzazione/sanificazione dei locali scolastici e degli arredi attraverso macchinari e prodotti specifici che potrebbero essere nocivi per il personale, debba essere effettuata da ditte specializzate.

Giuseppe D’Aprile

Segretario Nazionale

Legge di Bilancio, Conte: “Abbiamo stanziato 1,2 miliardi per assumere i docenti di sostegno”

da OrizzonteScuola

Di Andrea Carlino

“Abbiamo stanziato 1,2 miliardi, una somma cospicua, per assumere i docenti di sostegno per ragazzi con disabilità”.

Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

E ancora: “La manovra ha due obiettivi: sostegno e rilancio dell’economia italiana. Non prevediamo aumenti di tasse, una scelta precisa, indirizzo politico che abbiamo perseguito fino all’ultimo. Abbiamo disposto la sospensione dei pagamenti delle cartelle esattoriali, partiranno all’inizio del prossimo anno. Bloccati anche pignoramenti di stipendi e pensioni”.

6,1 miliardi per scuola e Università

Questa è la cifra che andrà al settore istruzione e per il diritto allo studio. Poi è previsto, infatti, un contributo di 500 milioni di euro l’anno per il diritto allo studio e sono stanziati 500 milioni di euro l’anno per il settore universitario

Nuovi assunti per il sostegno

Con una spesa di 1,2 miliardi di euro a regime, il Governo finanzierà l’assunzione di 25mila nuovi docenti di sostegno

Edilizia scolastica

Anche l’edilizia inclusa nella manovra, con un finanziamento di 1,5 miliardi di euro.

Nuovo Dpcm, alle superiori si entra alle 9 solo in casi critici. Le indicazioni del Ministero

da La Tecnica della Scuola

L’ingresso nelle scuole superiori sarà dalle 9 in poi solo in casi critici particolari. Non si è fatto attendere il Ministero dell’Istruzione che ha diramato una nota in cui fornisce spiegazioni in merito alle misure per la scuola contenute nel nuovo Dpcm.

Le disposizioni per la scuola superiore solo in caso di criticità

Ingresso alle scuole superiori dalle 9 e orari da modulare: va sottolineato, si legge sulla nota de MI, che la disposizione normativa è di carattere generale e fa espresso riferimento agli “specifici contesti territoriali”; pertanto, non dispone in maniera perentoria di modificare l’esistente in assenza di dichiarati stati di criticità o di pericolo. Dove le situazioni territoriali, anche grazie al lavoro concertato durante i mesi estivi, hanno mostrato di funzionare, nulla ha la necessità di essere al momento cambiato, fatte salve eventuali situazioni di criticità da esporre e affrontare ai tavoli regionali.

Salvo i casi suddetti, pertanto, non è necessario modificare orari di entrata e uscita, orari settimanali dei docenti, turni delle mense, orari di esercitazioni e laboratori e tutto quanto sia collegato alla scansione temporale definita dall’inizio dell’anno scolastico.

Tutto ciò era stato affrontato dalla nostra testata in un precedente articolo, in cui si specificava come la disposizione del Dpcm dovesse essere interpretata in tal senso.

Pertanto, le scuole secondarie di secondo grado:

  • adottano ulteriori forme di flessibilità di cui agli artt. 4 e 5 del dPR 275/1999, anche incrementando il ricorso alla Didattica Digitale Integrata;
  • modulano ulteriormente (rispetto a quanto già disposto da settembre) orari di ingresso e uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani; nell’ambito di questa ulteriore modulazione, dispongono che l’ingresso a scuola non avvenga prima delle ore 9.00;

Le disposizioni, relative agli orari delle scuole secondarie, ricordiamo, si adottano solo in casi critici.

Per l’infanzia e il primo ciclo non cambia nulla

Per quanto concerne la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, nulla cambia, nella riconosciuta priorità di garantirne l’ordinato svolgimento in presenza dell’attività educativa e didattica, al fine di rispondere a precise motivazioni didattiche e a una esigenza sociale complessiva, ribadisce la nota ministeriale del 19 ottobre.

La nota del Ministero

LEGGI IL TESTO DEFINITIVO DEL DPCM 18 OTTOBRE

GLI ALLEGATI AL DPCM 18 OTTOBRE

Conferenza europea eTwinning: dal 22 al 24 ottobre

da La Tecnica della Scuola

Si svolgerà dal 22 al 24 ottobre prossimi la Conferenza europea eTwinning 2020 dal titolo “Classrooms in action: addresing climate change with eTwinning”, che ha come primo obiettivo quello di rispondere a quesiti importanti, tra cui come diffondere consapevolezza sul cambiamento climatico e la sostenibilità ambientale a scuola, provando a rispondere a quale supporto possiamo dare agli insegnanti per affrontare al meglio questi argomenti in classe e ispirare il cambiamento nelle future generazioni?

Da 15 anni eTwinning sostiene attivamente l’impegno degli insegnanti attraverso le tante risorse disponibili nella community, che oggi conta più di 800.000 insegnanti e 200.000 scuole di tutte Europa. In eTwinning, gli insegnanti possono, ad esempio, creare progetti sostenibili ispirati da idee e risorse disponibili in Kit di progetto dedicati, o condividere la pratica pedagogica nei Gruppi in piattaforma dedicati al tema.

Si tratta di un appuntamento annuale europeo, che quest’anno si terrà in versione online a causa dell’emergenza sanitaria, durante il quale oltre 500 eTwinner da 44 Paesi saranno chiamati a ideare e condividere nuovi approcci e metodologie didattiche con esperti e colleghi, stabilendo e alimentando connessioni e scambiando esperienze per trovare ispirazione e creare cambiamenti positivi nelle loro scuole e comunità attraverso la community.

Il programma

Con una scelta di oltre 40 workshop guidati da esperti internazionali sull’innovazione didattica, i docenti partecipanti saranno incoraggiati a:

  • Integrare la sostenibilità ambientale nei loro programmi e nelle aule;
  • Condurre azioni creative e concrete con i propri studenti;
  • Usare eTwinning come strumento per abilitare l’azione e il cambiamento.

Durante la Conferenza si svolgerà, come di consueto, la cerimonia dei Premi europei eTwinning 2020, alla presenza dei docenti vincitori nelle categorie previste, con 16 docenti italiani vincitori in 11 progetti.

Vi saranno delle sessioni in diretta streaming aperta a tutti, tra cui si segnala quella del 23 ottobre alle 17,30, in cui interverrà Mariya Gabriel, European Commissioner for Innovation, Research, Culture, Education and Youth Gabriel e, a seguire, Clara De La Torre, Deputy Director General DG CLIMA, EC.

eTwinning e il cambiamento climatico

La rete eTwinning è da tempo attiva per sensibilizzare sugli effetti del cambiamento climatico e delle prossime sfide ambientali in linea con quanto esplicitato nel Green Deal europeo, che intende agire per neutralizzare il cambiamento climatico entro il 2050. Per questo nel corso di tutto il 2020 la community eTwinning ha proposto attività e fornito risorse che hanno consentito di guidare l’agire quotidiano delle giovani generazioni, partire dal lavoro in classe, per renderle consapevoli dei rischi legati ad una mancata salvaguardia dell’ambiente, in direzione di una sostenibilità comportamentale condivisa. A questo la community eTwinning ha aggiunto il potenziamento dell’apprendimento di competenze di cittadinanza e la capacità di agire come cittadini responsabili e di partecipare pienamente alla vita civile e sociale.

Covid, test gratuiti rapidi in farmacia per studenti e familiari: boom di richieste per il pungidito

da La Tecnica della Scuola

Ha riscontrato un successo inaspettato lo screening sierologico rapido, rivolto ad alunni e studenti, per individuare il Covid messo a disposizione nelle farmacie dell’Emilia-Romagna: nella prima giornata si stima che sono stati effettuati tra gli 8.000 e i 10.000 test, all’interno delle 800 farmacie della regione che hanno aderito e con un boom di prenotazioni per i prossimi giorni.

Gratis fino alla secondaria e all’Università

Federfarma ha ricordato che lo screening gratuito in farmacia si rivolge a un target molto preciso: alunni e studenti (0-18 anni e maggiorenni che frequentano la scuola secondaria superiore) e loro conviventi, ma anche studenti universitari col medico curante in regione.

L’esecuzione del test avviene su appuntamento e avviene con autoprelievo attraverso il cosiddetto pungidito.

Se positivo scatta il tampone nasofaringeo

Uno degli aspetti più importanti e utili di questa procedura è che l’esito del test giunge in appena 15 minuti: un caso di positività al test, il cittadino viene contattato dai Dipartimenti di Sanità Pubblica aziendali per eseguire il tampone nasofaringeo che potrà rilevare l’eventuale presenza del Covid-19.

Una modalità che consente di individuare con certezza coloro che hanno contratto il virus, anche quando sono asintomatiche, ed in questo modo impedire la nascita dei pericolosissimi focolai di Coronovirus.

Concorso straordinario, griglie di valutazione per le prove del 22, 26 e 27 ottobre

da La Tecnica della Scuola

Manca ormai pochissimo all’avvio della procedura concorsuale straordinaria per l’immissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado. Le prime prove sono infatti previste a partire dal 22 ottobre e si svolgeranno fino al 16 novembre secondo questo calendario.

Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio alle ore 8.00 per il turno mattutino e alle ore 13.30 per il turno pomeridiano. Il turno mattutino è previsto dalle 9:00 alle 11:30 e il turno pomeridiano dalle 14:30 alle 17:00.

I candidati dovranno fare riferimento ai siti degli Uffici scolastici regionali per quanto riguarda le sedi in cui svolgere la prova.

Griglie di valutazione

Il Ministero sta pubblicando le griglie di valutazione riferite ad alcune classi di concorso.

Ecco quelle finora disponibili:

22 ottobre

26 ottobre

27 ottobre

Protocollo di sicurezza

Il 1° ottobre sono state pubblicate le indicazioni relative allo svolgimento della prova scritta computerizzata. Il protocollo di sicurezza allegato alla nota prevede l’obbligo da parte dei candidati, dei componenti della commissione, del personale di vigilanza e di tutte le figure presenti nelle aree concorsuali, di indossare una mascherina chirurgica, che copra correttamente le vie aeree (bocca e naso) per tutto il tempo di permanenza all’interno dell’istituzione scolastica sede di concorso.

Ciascun candidato dovrà dotarsi di idoneo dispositivo di protezione individuale e indossarlo, a pena di esclusione dalla procedura, sia durante il periodo di attesa per l’ingresso all’interno dell’istituzione scolastica, sia all’ingresso nell’aula sede di esame, sia durante lo svolgimento della prova, nonché in uscita dalla struttura.

I candidati hanno inoltre l’obbligo di igienizzarsi le mani con apposito gel disinfettante contenuto nei dosatori all’ingresso e in più punti delle aree (es. ingresso, aule, servizi igienici, etc.) assicurandone un utilizzo frequente.

Il personale impiegato, oltre alla mascherina chirurgica e all’igienizzazione delle mani, dovrà utilizzare guanti monouso al momento delle operazioni di riconoscimento dei candidati, della consegna dei moduli, del materiale occorrente e nelle operazioni di gestione della prova computerizzata.

I candidati, i componenti della commissione di valutazione, del comitato di vigilanza, tutto il personale individuato con compiti di sorveglianza ed assistenza interna per lo svolgimento delle prove e tutti i soggetti presenti nelle strutture, dovranno compilare l’allegato modulo di autodichiarazione.

Con successiva nota del 14 ottobre il MI ha fornito le seguenti precisazioni:

  • nelle procedure di identificazione dei candidati l’obbligo del rispetto del
    distanziamento di un metro deve essere osservato oltre che tra i candidati, anche tra il candidato ed il personale addetto alle operazioni di identificazione;
  • per quanto concerne la previsione di utilizzo dei guanti relativamente alle operazioni di riconoscimento dei candidati, della consegna dei moduli, del materiale occorrente e nelle operazioni di gestione della prova computerizzata, una frequente e accurata igiene delle mani è considerata comunque misura sufficiente ed adeguata, così come anche recentemente ribadito dall’ECDC;
  • in riferimento alla prevista misurazione della temperatura corporea, la stessa deve essere effettuata al momento dell’accesso alla struttura scolastica e non al successivo momento dell’ingresso in aula.

Utilizzo di strumenti

Con altra nota del 14 ottobre il MI ha precisato che la tipologia delle prove non richiede l’utilizzo di strumenti da parte dei candidati.

Prova d’inglese

La medesima nota, infine, ha chiarito che le modalità di predisposizione dei quesiti di lingua inglese prevedono la risposta in lingua inglese che sarà valutata secondo indicatori e descrittori relativi alla sola comprensione del testo, come di seguito riportato:

Nuovo DPCM, ingresso alle 9 inutile se i trasporti non si adeguano ai nuovi orari delle scuole

da La Tecnica della Scuola

Per raggiungere la scuola, mio figlio ha a disposizione un unico autobus che al mattino gli consente di entrare alle ore 8. Con l’ingresso alle 9 (o anche dopo) dovrà comunque prendere quell’autobus e restare a bighellonare per più di un’ora prima di poter entrare in classe. Ha senso questa soluzione?

Questa è una delle tante segnalazioni giunte in redazione che evidenziano un problema non da poco e rispetto al quale è necessario riflettere.

Soprattutto nei piccoli centri o nelle periferie delle grandi città, i ragazzi delle scuole superiori debbono spostarsi e per farlo utilizzano mezzi che passano ad orari prestabiliti. Negli altri orari non di punta i passaggi non sono previsti o comunque non sono così frequenti. Questo significa che, anche scaglionando gli ingressi, i ragazzi sono costretti a prendere ugualmente lo stesso mezzo che consentiva loro l’ingresso a scuola alle 8, con la differenza che, invece di entrare nell’istituto scolastico, dovranno per forza di cose sostare, spesso in gruppo, al di fuori della scuola o in un bar, aumentando in tal modo il rischio assembramento e di conseguenza di contagio.

Quindi, se non c’è un adeguamento degli orari dei passaggi dei mezzi di trasporto ai nuovi orari delle scuole la soluzione prevista dal DPCM si potrebbe rivelare non solo inutile, ma addirittura dannosa, perché aumenta il rischio di circolazione del virus sia sui mezzi sia fuori da scuola.

L’ideale sarebbe un accordo tra gli istituti scolastici e le aziende dei trasporti. Ma se fosse stata una soluzione così semplice, non sarebbe già stata messa in atto, aumentando le corse degli autobus già dal 1° settembre, quando già era facile intuire che si sarebbero verificati assembramenti eccessivi in determinati orari?

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