Con la legge 3 agosto 2007, n. 126 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 16 agosto 2007) il Parlamento italiano ha istituito la ‘Giornata nazionale del Braille‘, da celebrarsi annualmente il giorno 21 del mese di febbraio, quale momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti.
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Giornata Mondiale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza
Come stabilito dalla Risoluzione A/70/474/Add.2 adottata dall’Assemblea Generale delle nazioni Unite, l’11 Febbraio si celebra la Giornata Internazionale per le donne e le ragazze nella scienza.
Anche la Fondazione Bellisario celebra la Giornata Mondiale delle Donne nella Scienza
«Dal 1989 la Fondazione Marisa Bellisario premia le giovani studentesse STEM per invitare le ragazze a intraprendere percorsi scientifici» – Lella Golfo, Presidente Fondazione Bellisario
Roma – In occasione della Giornata Mondiale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, la Fondazione Marisa Bellisario rinnova il proprio impegno a favore della valorizzazione del contributo delle donne nei settori della ricerca scientifica, della tecnologia, della medicina e delle discipline STEM.
Un impegno quanto mai necessario se si considera che in Italia, secondo i più recenti dati ISTAT, solo il 16,8 % delle donne tra i 25 e i 34 anni ha conseguito una laurea in discipline STEM, rispetto al 37% dei loro coetanei uomini. Una forbice che tiene lontane le donne dalle opportunità occupazionali più promettenti, meglio retribuite e a più alto valore aggiunto. Basti pensare che chi si laurea in discipline STEM raggiunge un tasso di occupazione che arriva quasi al 90% e la transizione ecologica e digitale daranno un’ulteriore spinta in questa direzione.
«Purtroppo sussistono ancora troppi stereotipi e barriere culturali – afferma Lella Golfo Presidente della Fondazione – che tengono lontane le ragazze dalle discipline STEM. Secondo una ricerca che abbiamo commissionato ad Alessandra Ghisleri, il 56% degli italiani non conosce il termine STEM e quasi il 14% ritiene che le donne siano biologicamente e naturalmente meno portate allo studio delle discipline scientifiche. Per questo, sin dal 1989 ogni anno premiamo le migliori neolaureate nelle materie scientifiche insieme alle donne arrivate ai vertici in questi settori: da Fabiola Gianotti a Margherita Hack, da Samantha Cristoforetti a Marika Branchesi fino a Ilaria Capua. Valorizzare e dare visibilità ai modelli positivi di donne nelle scienze significa incoraggiare le donne a seguire le proprie aspirazioni al di là di ogni stereotipo ma anche lanciare un segnale chiaro al Paese: il talento, il genio, le competenze delle donne nei settori scientifici e tecnologici sono indispensabili per lo sviluppo e il progresso”.
Oltre alle eccellenze femminili nei diversi settori STEM, la Fondazione Marisa Bellisario ha accompagnando la crescita di centinaia di imprese e startup a guida femminile nei settori dell’innovazione e della conoscenza con i premi. Con Women Value Company e B-Factor realizzati in collaborazione con Intesa Sanpaolo, infatti, vengono premiate startup e PMI femminili startup, molte delle quali si sono distinte per soluzioni ad alto impatto nei campi della medicina rigenerativa, della diagnostica avanzata basata sull’IA, delle tecnologie per l’energia sostenibile, della sicurezza quantistica, della digitalizzazione dei processi industriali.
“La scienza è una forma di potere – conclude Lella Golfo –e oggi è saldamente in mano maschile. Pensando al mondo dell’Intelligenza Artificiale, per esempio, i suoi algoritmi orientano le decisioni di un numero infinito di soggetti e istituzioni e hanno il potere di diffondere e rafforzare stereotipi e pregiudizi. Un circolo vizioso che dobbiamo rompere”.
Prove INVALSI 2026: FAQ dedicata a studenti e studentesse con DSA
Prove INVALSI 2026: AID pubblica le FAQ dedicata a studenti e studentesse con DSA nella sua guida pratica
Una iniziativa del nuovo Comitato Scuola AID per rispondere ai dubbi più frequenti e offrire indicazioni su strumenti compensativi, misure previste, procedure da seguire e comunicazioni da fare alla scuola
Bologna, 10 febbraio 2026. A fine marzo prenderanno il via le prove INVALSI 2026. In vista di questo importante appuntamento che coinvolgerà centinaia di migliaia di studenti di tutta Italia, l’Associazione Italiana Dislessia invita tutte e tutti ad informarsi per tempo sulle modalità di svolgimento delle prove e sui diritti degli studenti e delle studentesse con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).
Per la prima volta, AID ha realizzato una guida pratica “Prove INVALSI 2026: tutto quello che c’è da sapere” arricchita con una sezione di FAQ specificamente dedicate alle persone con DSA, pensata per rispondere ai dubbi più frequenti e offrire indicazioni pratiche su strumenti compensativi, misure previste, procedure da seguire e comunicazioni da fare alla scuola.
Tra i temi affrontati nelle FAQ ci sono, ad esempio: quali strumenti compensativi possono essere utilizzati durante le prove? Come vengono organizzate le prove per gli studenti con DSA? Cosa fare se le misure previste nel PDP non vengono applicate? A chi rivolgersi in caso di difficoltà o dubbi prima dell’inizio delle somministrazioni?
Le FAQ sono disponibili all’interno della pagina “Prove INVALSI 2026: tutto quello che c’è da sapere”, una delle risorse più consultate del sito AID e sono una iniziativa promossa dal nuovo Comitato Scuola AID con l’obiettivo di aiutare studenti e famiglie ad arrivare preparati alle prove e a far valere per tempo le proprie esigenze.
«Le prove INVALSI non dovrebbero essere un’incognita per gli studenti con DSA e le loro famiglie» spiega Lucia Iacopinipedagogista, consigliere scuola «Le nostre FAQ – frutto del lavoro del nuovo Comitato Scuola – nascono dall’ascolto quotidiano delle domande più frequenti che ci vengono rivolte e offrono indicazioni chiare su strumenti, procedure e diritti. Sapere in anticipo cosa è previsto e come muoversi permette ai ragazzi e alle ragazze di affrontare le prove in modo più consapevole e sereno, e consente alle famiglie di segnalare per tempo alle scuole le esigenze dei loro figli per prevenire eventuali criticità durante lo svolgimento delle prove».
AID rinnova quindi l’invito a consultare le FAQ e a condividerle con le scuole, ricordando che una corretta preparazione e una comunicazione tempestiva delle proprie esigenze sono fondamentali per garantire pari opportunità a tutti gli studenti e a tutte le studentesse.
Le FAQ sono consultabili qui: https://www.aiditalia.org/news/prove-invalsi-2026-tutto-quello-che-ce-da-sapere
Giorno del Ricordo
Nota 6 febbraio 2026, AOODGSIP 365
Giorno del Ricordo – 10 febbraio
Il Ministero dell’istruzione e del merito rinnova anche quest’anno il proprio impegno nella promozione e nello sviluppo di progetti e iniziative didattiche volte all’approfondimento storico e alla riflessione sul Giorno del Ricordo, quale solenne ricorrenza volta a conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo forzato dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92.
La celebrazione del Giorno del Ricordo mira a diffondere una conoscenza consapevole dei tragici eventi che hanno colpito le vittime delle foibe e dell’esodo, nonché del profondo trauma che tali vicende hanno inflitto alla nascente Repubblica, affinché la memoria di tali lacerazioni storiche sia preservata e trasmessa alle nuove generazioni come monito di un passato che non deve più ripetersi.
Pertanto, tenuto conto delle indicazioni di cui alla citata legge, nonché dell’alta rilevanza della tematica anche connessa al principio della “centralità della persona” enunciato più volte nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, le istituzioni scolastiche sono invitate a favorire, nell’ambito della comunità educante e in prossimità della ricorrenza, la più ampia diffusione delle iniziative di studio, formazione e sensibilizzazione, al fine di promuovere una riflessione consapevole sul significato e sul valore del “Giorno del Ricordo”.
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 32
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 31
Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo
Nota 5 febbraio 2026, AOODGSIP 344
Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, 7 febbraio 2026
“Oggi, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, ribadiamo con convinzione il nostro impegno a favore di una scuola sicura e serena, capace di accogliere, valorizzare e tutelare ogni studentessa e ogni studente.
Le nuove regole sulla condotta, insieme alle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica, che pongono al centro la persona e la cultura del rispetto, rappresentano strumenti fondamentali per costruire un ambiente educativo sano. A questi si aggiunge la promozione di un uso corretto e consapevole della rete.
L’obiettivo è prevenire e contrastare ogni forma di sopraffazione, discriminazione e violenza, dentro e fuori le scuole”.
Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo.
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 30
Proposte contro il precariato
Scuola, proposte contro il precariato
di Franco Buccino
da La Repubblica, ed. Napoli 05 Febbraio 2026
L’intervento
Sabato pomeriggio, mentre Rai1 annuncia per lunedì l’ultima puntata de “La Preside”, Rai3 sta replicando Report di Sigfrido Ranucci e in particolare “Dietro la cattedra”, l’inchiesta dedicata alla scuola. Centinaia di persone si avviano alla stazione di Aversa verso le cinque del mattino, destinazione Roma, per una breve supplenza, forse. Succedeva già trentacinque, quaranta anni fa. Oggi magari con le Frecce, per chi può permetterselo. Racimolare giorni di supplenza per anni; prendersi una seconda laurea; fare, a pagamento, corsi di perfezionamento, di specializzazione; servizio militare o quello civile, numero dei figli, partecipare più volte a tutti i concorsi, ecc. Non è cambiato quasi niente, o meglio sono arrivati i titoli di sostegno. E con questo titolo è uscito fuori, per tanti episodi, quello che è un vero e proprio mercato: sia quello clandestino, sia quello legale con intraprendenti università private e pubbliche.
Ma per la disperazione di tanti precari e, soprattutto, per quanti lucrano sulla loro pelle, si sono messi in tanti, nel corso di tutti questi anni e oggi ancora di più, il codice penale sotto i piedi. Falsificato documenti, titoli di studio, certificati di servizio, certificati invalidità per usufruire della “riserva”. Sarebbero arrivati a volte a modificare posizioni e punteggi nelle varie graduatorie. Nonostante tutto, alla fine si passa di ruolo. Nonostante le immissioni in ruolo nel corso degli anni, il precariato è più “florido” che mai. I trecentomila, e più, supplenti annuali, tra docenti e Ata, alimentano questo esercito. Certo, se precari con tanti sacrifici maturano anni di servizio, devono avere quello che gli spetta, ma bisogna forse spezzare questa catena. Allora, ecco alcune possibili soluzioni: si è titolari in una scuola, non si ripetono tutti gli anni le snervanti operazioni di trasferimenti e assegnazioni, che svuotano le scuole del Nord col rischio di creare soprannumero al Sud. Si crea un organico d’istituto, in cui si è titolari per classe di concorso e/o per ambito disciplinare. Di norma la scuola con il suo organico potenziato deve far fronte a tutte le sostituzioni e attività integrative. Il Contratto di lavoro deve permettere a tutte le figure di fare la loro parte.
Premio Tesi di Laurea dedicato ai beni culturali privati vincolati
ADSI lancia l’VIIIa edizione del Premio Tesi di Laurea sui beni culturali privati vincolati
Un’iniziativa nazionale per sostenere la ricerca e il ruolo attivo delle nuove generazioni nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico privato.
Roma, 05 febbraio 2026 – L’Associazione Dimore Storiche Italiane annuncia l’VIIIa edizione del Premio Tesi di Laurea dedicato ai beni culturali privati vincolati, un’iniziativa che sostiene la ricerca e valorizza il contributo delle nuove generazioni allo studio, alla tutela e alla gestione del patrimonio storico italiano.
Il Premio, dal valore complessivo per i tre finalisti pari a 3.000 euro, è rivolto ai laureati che abbiano conseguito una Laurea Magistrale o ottenuto il Diploma di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio discutendo una tesi che riguardi i beni culturali privati vincolati e affronti temi legati alla conservazione, valorizzazione e utilizzo produttivo dei beni stessi, con particolare attenzione all’innovazione, alla sostenibilità e alle ricadute economiche e territoriali.
«Con questo Premio ADSI intende ribadire l’importanza della ricerca come strumento fondamentale di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale privato del nostro Paese», dichiara la Presidente di ADSI, Maria Pace Odescalchi. «Sostenere i giovani studiosi significa investire nella qualità della tutela di domani, promuovendo un approccio consapevole e multidisciplinare alle dimore storiche, intese non solo come testimonianze del passato, ma come risorse vive per i territori e per le comunità».
In questa prospettiva di sostegno alla ricerca e alla formazione, l’Associazione favorisce un dialogo diretto tra mondo accademico e patrimonio culturale vincolato. In dettaglio, in occasione di questo concorso circa 100 soci ADSI hanno dato la propria disponibilità ad aprire le proprie dimore allo studio di giovani universitari e ricercatori, offrendo casi concreti di analisi e contribuendo alla produzione di nuova conoscenza scientifica su patrimoni storici privati talvolta ancora poco indagati.
Le opportunità di ricerca messe a disposizione dai soci riguardano diversi ambiti, tra cui architettura e restauro di esterni e interni, parchi e giardini storici, decorazioni interne, archivi e biblioteche, raccolte d’arte e collezioni, aziende agricole legate alla dimora storica e modelli di gestione economica del bene come casi di studio per la sua valorizzazione.
Il Premio Tesi di Laurea ADSI si inserisce così in un impegno più ampio dell’Associazione nello stimolare la collaborazione fra mondo accademico, beni culturali e ricerca applicata con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza del valore culturale, sociale ed economico del patrimonio storico-architettonico unico del nostro Paese.
Il bando completo, con tutte le informazioni relative ai requisiti di partecipazione, modalità di candidatura e scadenze, è disponibile sul sito dell’Associazione Dimore Storiche Italiane: https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/article/470712/viii-premio-tesi-di-laurea-a-d-s-i-ets-2026
Associazione Dimore Storiche Italiane ETS
L’Associazione Dimore Storiche Italiane, Ente morale riconosciuto senza fini di lucro, è l’associazione che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia. Nata nel 1977, l’Associazione conta attualmente circa 4500 soci e rappresenta una componente significativa del patrimonio storico e artistico del nostro Paese. L’Associazione promuove attività di sensibilizzazione per favorire la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, affinché tali immobili, di valore storico-artistico e di interesse per la collettività, possano essere tutelati e tramandati alle generazioni future nelle condizioni migliori. Questo impegno è rivolto in tre direzioni: verso i soci stessi, proprietari dei beni; verso le Istituzioni centrali e territoriali, competenti sui diversi aspetti della conservazione; verso la pubblica opinione, interessata alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del Paese.
www.adsi.it – www.dimorestoricheitaliane.it – info@adsi.it
Facebook: Associazione Dimore Storiche Italiane
Instagram @adsinazionale
Youtube: @DimoreStoriche
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 29
AscoltaMI
Con l’intesa raggiunta il 5 febbraio 2026 in Conferenza Unificata, si avvicina la data di operatività del Servizio di sostegno psicologico dedicato agli studenti, attraverso un’apposita “app”.
Mediante UNICA, la piattaforma del MIM che riunisce in un unico “luogo” tutti i servizi e le iniziative utili per la vita scolastica, sarà possibile accedere all’app e richiedere l’erogazione del servizio da parte di esperti psicologi.
Il servizio è volto a individuare tempestivamente situazioni di disagio personale, a favorire il superamento delle fragilità dell’età evolutiva nei contesti scolastici, anche con riferimento a situazioni di svantaggio socioculturale che ostacolano i processi e la partecipazione alla vita della comunità scolastica.
Uno strumento accessibile, flessibile, capillare e sostenibile, diretto a supportare i giovani iscritti all’ultimo anno della Scuola Secondaria di primo grado e al primo biennio della Scuola Secondaria di secondo grado.
Il servizio, che consiste in un’attività di ascolto e consulenza, sarà reso in maniera individuale mediante la fruizione, per una sola volta nel corso dell’anno scolastico, di un voucher che garantirà cinque incontri della durata di 60 minuti ciascuno.
Gli psicologi che offriranno il servizio saranno individuati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) tra professionisti iscritti all’albo da almeno tre anni e con esperienza in ambito scolastico e in progetti per l’età evolutiva di almeno tre anni.
“Con il parere della Conferenza Stato-Regioni, si avvia a operatività una misura fortemente innovativa, destinata ad offrire agli studenti un supporto psicologico importante. Ringrazio anche l’Ordine degli psicologi per la preziosa collaborazione. La misura si va ad aggiungere alle altre già avviate dal Ministero dell’istruzione e del Merito per favorire la crescita delle studentesse e degli studenti in un ambiente sano, in cui possano esprimersi al meglio i talenti di ciascuno.
Con l’app per il sostegno psicologico rafforziamo ulteriormente la scuola costituzionale, che ha al centro la persona dello studente”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Si tratta di un’iniziativa sperimentale finanziata con uno stanziamento da parte del MIM di 18,5 milioni di euro a partire dal 2026.
L’operatività dell’applicazione è prevista entro i primi giorni di marzo, una volta ottenuto il via libera del Garante della Privacy.
Il riconoscimento dell’anno 2013
Il riconoscimento dell’anno 2013 nella progressione economica del personale scolastico: analisi tecnica e profili di criticità
di Leon Zingales e Giuseppa Antonietta Ioculano (*)
Il sistema di inquadramento retributivo del personale scolastico si fonda su un delicato equilibrio tra l’anzianità di servizio effettiva e la sostenibilità degli oneri finanziari a carico dello Stato. In questo scenario, l’annualità 2013 non rappresenta un mero intervallo temporale, ma si configura come una fattispecie giuridica peculiare definita “sterilizzazione economica”.
Il 2013 si pone come un’eccezione strutturale alla ricostruzione di carriera; infatti, non si tratta di un’interruzione del rapporto, ma di una sospensione degli effetti patrimoniali derivanti dall’anzianità. La sfida per l’Amministrazione consta nel governare questa asimmetria, applicando norme di contenimento della spesa che la giurisprudenza ha validato come espressione di un necessario dovere di solidarietà in contesti di crisi finanziaria.
Il fondamento normativo del blocco: la stratificazione legislativa e le pronunce giurisprudenziali
La genesi del blocco risiede nel D.L. 31 maggio 2010, n. 78, che ha inibito per la prima volta gli effetti economici delle progressioni di carriera per il personale contrattualizzato. Tale misura è stata successivamente prorogata all’intero anno 2013 dal D.P.R. 4 settembre 2013, n. 122.
Sotto il profilo tecnico-gestionale, occorre distinguere nettamente due situazioni:
- Recupero 2010-2012: Le annualità del triennio precedente sono state oggetto di specifiche sessioni negoziali (le utilità sono state recuperate per l’anno 2010 con il decreto interministeriale del 14 gennaio 2011, per il 2011 mediante il CCNL del 13 marzo 2013 e per il 2012 con il CCNL del 7 agosto 2014) che hanno permesso di reperire le risorse necessarie per restituire utilità economica a quegli anni, sanando la progressione.
- Cristallizzazione del 2013: Per l’anno 2013, in assenza di analoghi accordi negoziali finanziati, il blocco permane operativo nei sistemi informatici ministeriali (SIDI). Questi sono programmati per escludere automaticamente i 365 giorni di servizio prestato nel 2013 dal computo utile alla maturazione della fascia stipendiale successiva, traslando in avanti la decorrenza economica dei gradoni.
Come evidenziato dalla Nota MEF n. 8438 del 10 gennaio 2024, è essenziale non confondere la “Ricostruzione di carriera” (atto su domanda per servizi pre-ruolo) con il “Riallineamento” (meccanismo automatico ex DPR 399/88). Il blocco del 2013 agisce come un “freno” su entrambi: sposta in avanti la data di raggiungimento della fascia superiore nella ricostruzione e ritarda il raggiungimento della soglia temporale utile per il riallineamento automatico dei servizi pre-ruolo inizialmente riconosciuti solo in quota parte.
In tale contesto, appare utile un’analisi delle principali pronunce giurisprudenziali che hanno messo in evidenza: il diritto alla giusta retribuzione non implica un diritto incondizionato alla crescita automatica(Corte Costituzionale, Sentenza n. 310/2013), la piena possibilità di congelare le carriere per fini di bilancio (Corte Costituzionale, Sentenza n. 154/2014), il diniego ai giudici di merito il potere di ordinare pagamenti per il 2013, poiché tale potere spetta solo ai futuri contratti collettivi dotati di specifica copertura finanziaria (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza n. 13618/2025)
| Corte Costituzionale, Sentenza n. 310/2013 “Il blocco della crescita dei trattamenti economici… non è irragionevole, in quanto inserito in un quadro di misure eccezionali di contenimento della spesa pubblica. Il sacrificio richiesto non viola l’art. 36 della Costituzione poiché la norma non incide sulla congruità della retribuzione in sé, ma solo sui meccanismi di un suo incremento automatico, giustificato dalla dimensione solidaristica del rapporto di pubblico impiego, in cui il lavoratore è chiamato a concorrere alla stabilità del sistema economico generale.” Significato: La Consulta stabilisce che il diritto alla giusta retribuzione non implica un diritto incondizionato alla sua crescita automatica. Il blocco è legittimo perché colpisce solo l’incremento futuro (lo scatto) e non lo stipendio già acquisito, giustificando tale sacrificio con il dovere del dipendente pubblico di contribuire al risanamento dei conti dello Stato. |
| Corte Costituzionale, Sentenza n. 154/2014 “Non esiste un automatismo costituzionale che imponga il riconoscimento degli scatti stipendiali indipendentemente dalla situazione di bilancio dello Stato. La scelta legislativa di operare un risparmio strutturale di spesa pubblica non risulta arbitraria, purché la misura sia limitata nel tempo e risponda a criteri di proporzionalità rispetto agli obiettivi di finanza pubblica predefiniti. La dimensione temporale della misura non ne altera la natura transitoria, purché finalizzata a evitare il dissesto finanziario.” Significato: I giudici chiariscono che il legislatore ha piena facoltà di “congelare” le carriere per fini di bilancio. Il blocco del 2013 non è considerato un esproprio di diritti, ma una pausa necessaria e proporzionata; l’assenza di scatti è dunque una conseguenza legale diretta che l’Amministrazione è tenuta ad applicare. |
| Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza n. 13618/2025 “L’anzianità di servizio maturata nell’anno 2013 deve essere pienamente riconosciuta ai fini della complessiva anzianità di servizio del docente, restando solo escluso che della stessa si debba tener conto ai fini dell’inserimento nelle fasce stipendiali sino a quando, reperite le necessarie risorse, il recupero sarà espressamente previsto dalla contrattazione collettiva. Ne consegue che l’operato del Ministero è corretto nel distinguere il valore giuridico del servizio dalla sua utilità ai fini della progressione economica.” Significato: Questa sentenza introduce il concetto di “anzianità bifronte”. Il 2013 è valido “giuridicamente” (vale per la pensione, i trasferimenti e le graduatorie), ma è “economicamente sterile”. La Cassazione nega ai giudici di merito il potere di ordinare pagamenti per il 2013, poiché tale potere spetta solo ai futuri contratti collettivi dotati di specifica copertura finanziaria. |
Considerazioni Finali e Suggerimenti Operativi
L’esclusione dell’anno 2013 dai benefici economici è l’applicazione rigorosa del quadro normativo vigente. Le istituzioni scolastiche dovrebbero dunque:
- Validare il servizio: Inserire l’anno 2013 come servizio effettivo nello stato matricolare per garantirne il valore giuridico.
- Specificare la sterilizzazione: Nei decreti di ricostruzione, esplicitare che tale annualità non è utile alla progressione economica in forza del D.P.R. 122/2013.
- Eccepire la prescrizione: In sede di contenzioso, sollevare sistematicamente l’eccezione di prescrizione quinquennale basata sulla sentenza Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza n. 36197/2023.
| Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza n. 36197/2023 “Nel rapporto di pubblico impiego non sussiste quella condizione di metus reverenziale che impedirebbe il decorso della prescrizione durante il rapporto di lavoro. La stabilità del posto di lavoro di cui gode il dipendente pubblico gli consente di esercitare i propri diritti creditori senza timore di ritorsioni, con la conseguenza che le differenze retributive sono soggette a prescrizione quinquennale con decorrenza dalla data di maturazione di ogni singolo rateo, indipendentemente dalla persistenza del rapporto d’impiego.” Significato: Si sancisce la fine della tesi della prescrizione decennale o sospesa. Il personale scolastico, essendo tutelato dalla stabilità del ruolo, deve agire tempestivamente. Se un docente chiede oggi il recupero economico del 2013, l’Amministrazione può legittimamente rifiutare ogni pagamento riferito a più di cinque anni addietro, poiché il diritto al rateo mensile decade progressivamente nel tempo. |
Bibliografia
- D.L. n. 78/2010 e D.P.R. n. 122/2013;
- Corte Costituzionale, sentenze n. 310/2013, n. 154/2014;
- Corte di Cassazione, SS.UU., sentenza n. 36197/2023;
- Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, sentenza n. 13618/2025;
- Nota del MEF n. 8438 del 10 gennaio 2024;
- Leon Zingales e Clotilde Graziano, Ricostruzione e riallineamento di carriera: stato dell’arte e suggerimenti operativi, 9 gennaio 2025, Educazione&Scuola, ISSN 1973-252X.
(*) Dirigente e Funzionaria Ambito Territoriale di Messina