27 febbraio TFA a giugno 2012

Il MIUR rende noto il numero dei posti disponibili per le immatricolazioni al Tirocinio Formativo Attivo per la scuola secondaria di primo e secondo grado ed annuncia l’avvio delle prove di accesso al TFA entro il prossimo giugno.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

Miur: Tfa partirà entro giugno
Per la scuola secondaria di primo grado 4.275 posti
per quella di secondo grado 15.792

(Roma, 27 febbraio 2012) Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca rende noto, dopo aver acquisito i pareri favorevoli del Ministero per la Pubblica amministrazione e semplificazione e del Mef, il numero dei posti disponibili per le immatricolazioni al Tirocinio Formativo Attivo per la scuola secondaria di primo e secondo grado.
Il TFA è un corso di preparazione all’insegnamento di durata annuale istituito dalle università che attribuisce all’esito di un esame finale, il titolo di abilitazione all’insegnamento in una delle classi di abilitazione previste dal d.m. n. 39/1998 e dal d.m. n. 22/2005.
Il Miur prevede di avviare le prove di accesso al TFA entro e non oltre giugno 2012.

I NUMERI

Scuola secondaria di primo grado
Per l’anno accademico 2011/2012 i posti disponibili per le immatricolazioni al Tfa per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado sono 4.275, definiti in ambito regionale per ciascun ateneo.

Scuola secondaria di secondo grado
Per le immatricolazioni al Tfa per l’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado invece, i posti disponibili sono 15.792.

RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

Regione TFA I Grado TFA II Grado
ABRUZZO 130 580
BASILICATA 60 135
CALABRIA 190 685
CAMPANIA 435 945
EMILIA ROMAGNA 298 1116
FRIULI-VENEZIA GIULIA 65 214
LAZIO 595 2690
LIGURIA 80 187
LOMBARDIA 501 2306
MARCHE 215 695
MOLISE 80 270
PIEMONTE 130 320
PUGLIA 530 1770
SARDEGNA 140 534
SICILIA 335 1610
TOSCANA 190 753
TRENTINO ALTO-ADIGE 66 87
UMBRIA 70 305
VENETO 165 590

CHI PUO’ ACCEDERVI

Il d.m. n. 249/2010 che regola il sistema di formazione iniziale del personale docente stabilisce che, in regime transitorio, possono conseguire l’abilitazione per l’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado, attraverso il tirocinio formativo attivo:

  • coloro che alla data di entrata in vigore del regolamento sono in possesso dei requisiti previsti dal d.m. n. 22/2005 per l’accesso alle scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario e i possessori di laurea magistrale corrispondente a una delle lauree specialistiche cui fa riferimento il d.m. n. 22/2005;
  • coloro che nell’anno accademico 2010-2011 risultano iscritti a uno dei percorsi finalizzati al conseguimento di uno dei suddetti titoli;
  • coloro che sono in possesso del diploma ISEF, già valido per l’accesso all’insegnamento di educazione fisica.

Nota 27 febbraio 2012, Prot.n.956

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione
Ufficio 6°

– Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
– Alla Sovrintendenza Scolastica
TRENTO
– All’Intendenza Scolastica italiana
BOLZANO
– All’Intendenza Scolastica tedesca
BOLZANO
– All’Intendenza Scolastica ladina
BOLZANO
– Alla Sovrintendenza agli Studi per la Valle D’Aosta
AOSTA
e, p.c. – Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per il Coordinamento amministrativo
Ufficio affari generali ed attività di indirizzo politico amministrativo
Servizio attività di indirizzo, per il monitoraggio e per gli interventi speciali
Via della Mercede, n. 9 00187 ROMA
– Al Gabinetto del Ministro SEDE

OGGETTO: Presidenza del Consiglio dei Ministri. Concorso pubblico per titoli per l’assegnazione di borse di studio in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché degli orfani e dei figli delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, delle vittime e dei superstiti – figli e orfani delle vittime del dovere, riservato agli studenti della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato nella G.U. n.9 del 3.2.2012, 4a serie speciale -“Concorsi ed esami” il bando di concorso per titoli per l’assegnazione di borse di studio in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, riservato agli studenti della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado.
Per l’anno scolastico 2010/2011 sono da assegnare:
a) 300 borse di studio destinate agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado di € 400 ciascuna;
b) 300 borse di studio destinate agli studenti della scuola secondaria di secondo grado dell’importo di € 800 ciascuna;
Una percentuale pari al dieci per cento delle borse di studio è riservata ai soggetti con disabilità di cui alla legge 5 febbraio 1992, n.104 e successive modificazioni.
Gli articoli 2 e 3 del bando individuano i soggetti che hanno titolo all’assegnazione delle predette borse di studio e le modalità da seguire.
Le domande devono essere presentate o spedite entro il termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando nella G.U. alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo – Ufficio Accettazioni – Palazzo Chigi – Via dell’Impresa, 91 – 00187 Roma.
Ulteriori informazioni e modulistica sono disponibili all’indirizzo:
http://www.governo.it/Presidenza/DICA/1_AFFARI_GENERALI_/indirizzo_monitoraggio_interventispeciali/borse_studio/bandi/bandi_borse_studio_2012.html
Si pregano codesti Uffici di dare la massima diffusione del bando alle Istituzioni Scolastiche di competenza.
La presente nota viene pubblicata sui siti Intranet e Internet di questo Ministero.

Firmato Il Dirigente
Antonio Cutolo

Nota 27 febbraio 2012, Prot.n. 955

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione
Ufficio 6°

Alla Direzione Generale per l’Università, lo studente
ed il diritto allo studio universitario
Piazzale Kennedy, 20
00144 ROMA
Alla Direzione Generale per l’alta formazione artistica e musicale
Piazzale Kennedy, 20
00144 ROMA
e, p.c. – Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per il Coordinamento amministrativo
Ufficio affari generali ed attività di indirizzo politico amministrativo
Servizio attività di indirizzo, per il monitoraggio e per gli interventi speciali
Via della Mercede, n. 9 00187 ROMA
– Alla Conferenza Permanente dei Rettori delle Università Italiane
Piazza Rondanini, n. 48 00186 ROMA
– Al Gabinetto del Ministro SEDE

OGGETTO: Presidenza del Consiglio dei Ministri. Concorso pubblico per titoli per l’assegnazione di borse di studio in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché degli orfani e dei figli delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, delle vittime e dei superstiti – figli e orfani delle vittime del dovere, riservato agli studenti dei corsi di laurea, laurea specialistica/magistrale a ciclo unico e non, agli studenti dei corsi delle istituzioni per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ed alle scuole di specializzazione, con esclusione di quelle retribuite

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato nella G.U. n.9 del 3.2.2012, 4a serie speciale -“Concorsi ed esami” – il bando di concorso per titoli per l’assegnazione di borse di studio in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, riservato agli studenti dei corsi di laurea, laurea specialistica/magistrale a ciclo unico e non, agli studenti dei corsi delle istituzioni per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ed alle scuole di specializzazione, con esclusione di quelle retribuite.
Per l’anno accademico 2010/2011 sono da assegnare:
a) 150 borse di studio destinate agli studenti universitari e studenti AFAM dell’importo di € 3.000 ciascuna;
b) 150 borse di studio destinate agli studenti delle scuole di specializzazione, per le quali non è prevista alcuna retribuzione, dell’importo di € 3.000 ciascuna;
Una percentuale pari al dieci per cento delle borse di studio è riservata ai soggetti con disabilità di cui alla legge 5 febbraio 1992, n.104 e successive modificazioni.
Gli articoli 2 e 3 del bando individuano i soggetti che hanno titolo all’assegnazione delle predette borse di studio e le modalità da seguire.
Le domande devono essere presentate o spedite entro il termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando nella G.U. alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo – Ufficio Accettazioni –Palazzo Chigi – Via dell’Impresa, 91 – 00187 Roma.
Ulteriori informazioni e modulistica sono disponibili all’indirizzo:
http://www.governo.it/Presidenza/DICA/1_AFFARI_GENERALI_/indirizzo_monitoraggio_interventispeciali/borse_studio/borse_studio.html
Si pregano codesti Uffici di dare la massima diffusione del bando agli Istituti Universitari , alle Istituzioni per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ed alle Scuole di specializzazione.
La presente nota viene pubblicata sui siti Intranet e Internet di questo Ministero.

Firmato Il Dirigente
Antonio Cutolo

27 febbraio Intervento Monti su IMU

Riportiamo di seguito l’intervento svolto, nella 10a Commissione Senato il 27 febbraio, dal presidente Monti sull’IMU:

La presentazione da parte del Governo di un emendamento riguardante l’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili – ora imposta municipale propria riservata agli enti non commerciali persegue una precisa finalità: chiarire in modo definitivo la compatibilità della normativa tributaria italiana con il diritto comunitario.
Preliminarmente, desidero ribadire che il Governo considera le attività svolte dagli enti non profit come un valore e una risorsa della società italiana. Tali attività appaiono tanto più meritevoli di riconoscimento e garanzia nell’attuale congiuntura economica. Ritengo infatti corretto e doveroso riconoscere che proprio le attività non commerciali svolte dalle organizzazioni non profit assumono un ruolo centrale anche in termini di coesione sociale e rispondano direttamente ai principi costituzionali di solidarietà e di sussidiarietà, cardini essenziali dell’ ordinamento giuridico italiano.
Non è quindi intenzione del Governo disconoscere il patrimonio di civiltà che connota il settore del non profit, ma proprio per evitare critiche ingiustificate, da un lato, e interpretazioni riduttive, dall’altro, si ritiene necessario definire con assoluto rigore, trasparenza e linearità l’esatto confine tra attività commerciali e attività non commerciali.
La procedura di infrazione avviata In sede europea può essere infatti ragionevolmente superata se gli enti non commerciali sono individuati attraverso un doppio criterio, soggettivo ed oggettivo: il primo, la natura e il fine non lucrativo perseguito dagli stessi enti; il secondo, lo svolgimento da parte dell’ente di attività al di fuori del regime della libera concorrenza di mercato.
Tali criteri tuttavia possono essere considerati ancora insufficienti in termini di accertamento e verifica. Pertanto l’emendamento governativo, che ha il significato di chiarificazione ulteriore e definitiva della questione, rende effettiva la garanzia di tutela per gli enti non profit e pienamente efficace il controllo rispetto ad eventuali abusi o violazioni.
Si introduce conseguentemente l’ulteriore criterio della verifica concreta e non solo astratta, sia del requisito soggettivo sia del requisito oggettivo.
Per il caso specifico delle scuole, è necessario precisare che non è propriamente corretto chiedersi se le scuole, in quanto tali, siano esenti o meno dall’imposta municipale propria, bensì è più corretto domandarsi quali scuole possano essere esenti e quali, viceversa, siano soggette alla disciplina comune.
La risposta chiara ed inequivoca è la seguente: sono esenti le scuole che svolgono la propria attività secondo modalità concretamente ed effettivamente non commerciali.
Fermo restando che la definizione dettagliata degli aspetti più particolari è demandata ad un successivo decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, appare del tutto ragionevole considerare strettamente necessari i seguenti parametri:
1) l’attività paritaria rispetto a quella statale è valutata positivamente se il servizio effettivamente prestato è assimilabile a quello pubblico, sotto il profilo dei programmi di studio e della rilevanza sociale, dell’accoglienza di alunni con disabilità, dell’ applicazione della contrattazione collettiva del personale docente e non docente;
2) il servizio sia aperto a tutti i cittadini alle stesse condizioni, nonchè le modalità di eventuale selezione all’ingresso ovvero successiva esclusione, correlata al rendimento scolastico, siano articolate secondo norme non discriminatorie;
3) l’organizzazione dell’ente – anche con specifico riferimento ai contributi chiesti alle famiglie, alla pubblicità del bilancio, alle caratteristiche delle strutture – sia tale da preservare senza alcun dubbio la finalità non lucrativa ed eventuali avanzi non rappresentino profitto, ma sostegno direttamente correlato ed esclusivamente destinato alla gestione dell’attività didattica.
Non si tratta, però, di circoscrivere la chiarificazione individuata dal Governo ad uno specifico settore, quale quello scolastico.
Al contrario, l’iniziativa serve a consolidare una giurisprudenza ed una prassi che già da tempo hanno affermato che “non rileva l’attività indicata nello statuto dell’ente, ma l’attività effettivamente svolta negli immobili”, nonché “la sussistenza del requisito oggettivo – che in base ai principi generali è onere del contribuente dimostrare – non può essere desunta esclusivamente sulla base di documenti che attestino a priori il tipo di attività cui l’immobile è destinato, occorrendo invece verificare che tale attività, pur rientrante tra quelle esenti, non sia svolta, in concreto, con le modalità di un’attività commerciale”.
Con l’emendamento presentato, il Governo intende rafforzare quanto in sede giurisprudenziale è già stato chiarito, ossia che “al di fuori del perimetro delle ipotesi tipiche e tassative non è possibile ottenere alcuna esenzione. Pertanto, laddove sia risultato accertato m fatto che, benché la destinazione sociale dell’ente soggettivamente esente, rientri nel paradigma della norma agevolativa, ma in concreto si associ ad essa attività diversa, non contemplata, l’esenzione non può essere riconosciuta, stante il divieto non solo di applicazione analogica, ma anche di interpretazione estensiva”.
Desidero infine precisare come, sia nel testo e nella connessa relazione
dell’ emendamento, sia soprattutto in sede europea, non si intende discostarsi dall’ esatta portata della questione oggetto della procedura d’infrazione, che non è affatto limitata ad una specifica attività, quale quella didattica, né tantomeno ad una specifica denominazione soggettiva.
Vi è piena e convinta determinazione, sia da parte delle Istituzioni europee sia da parte del Governo italiano, a considerare i problemi per la loro esatta incidenza nel tessuto economico e sociale, senza pregiudizi, pretesti o approcci ideologici, ascrivibili a qualsiasi derivazione.
I problemi si affrontano con obiettività, serietà ed impegno, e nel caso particolare questo metodo comporta la capacità e l’attitudine delle Istituzioni di comprendere e analizzare tutte le attività – non solo quelle scolastiche – e ovviamente tutti i soggetti, senza preconcetti o ingiustificate disattenzioni, nessuno escluso.

******

Permettetemi infine di rivolgere a tutti Voi un sincero ringraziamento per il lavoro che state svolgendo per il decreto liberalizzazioni. Desidero in modo particolare ringraziare – oltre al Presidente Cursi – i due relatori: La senatrice Simona Vicari e il senatore Filippo Bubbico che hanno favorito un esame approfondito e puntuale del decreto legge.
A loro e a tutti Voi ancora il mio convinto apprezzamento.