La scuola di Profumo tra belle favole e realtà

La scuola di Profumo tra belle favole e realtà

di Cosimo De Nitto

I governi e i governanti fanno tante cose. Spesso hanno mille incarichi e quanto rendano su tanti fronti solo il padreterno lo può sapere. Quanto all’attività di governo la loro azione si può schematicamente dividere su due piani: quello più propriamente politico che investe le decisioni, gli atti legislativi e quelli di governo più tecnicamente intesi; e quello della presentazione e della comunicazione, diciamo pure della “giustificazione” degli orientamenti e degli obiettivi che guidano l’azione di governo.
Relativamente al governo attuale della scuola ciò che lo connota in modo marcato è la discrasia al limite della contraddizione tra ciò che ministro e il suo entourage dichiarano a livello di principi e ciò che fanno in realtà con gli atti di governo concreti.

Qualche esempio?

Basta rileggere il suo programma di governo nei cinque obiettivi strategici:

a) Rafforzare le competenze di base dei giovani;

b) Valorizzare la professionalità dei docenti;

c) Valorizzare l’apprendimento in una pluralità di contesti;

d) Far dialogare i sistemi di istruzione, formazione e lavoro per il rilancio della cultura tecnica e scientifica e il sostegno all’occupazione;

e) Promuovere e sostenere l’innovazione digitale nella scuola.

Se si ha presente la realtà e si pensa a ciò che ha fatto il ministro Profumo, non dico per realizzare, ma anche solo per avvicinarsi a questi obiettivi, si ha netta la sensazione della distanza che corre tra ciò che ha dichiarato e su cui si è impegnato e ciò che effettivamente ha realizzato con gli strumenti di governo che pure ha a disposizione.

Riprendendo i diversi punti:

a) Come si fa a “rafforzare le competenze di base dei giovani” quando:
– li si costringe in ambienti che rendono difficile l’apprendimento;
– si elimina il tempo pieno;
– si rende “unico” l’insegnante della primaria e vengono meno gli spazi temporali per interventi compensativi, integrazione, decondizionamento per quegli alunni problematici, che aumentano sempre più, insieme ai bambini stranieri;
– aumentano gli alunni per classe;
– si diminuisce il sostegno agli alunni diversamente abili o con DSA;
ecc.

b) come si fa a “valorizzare la professionalità dei docenti” quando:
– si abolisce ogni forma di sperimentazione e ricerca;
– si ritorna all’insegnante “unico” tuttologo, quindi di bassa professionalità, nella primaria;
– si promuovono sul campo come esperti di lingua straniera gli insegnanti della primaria che frequenteranno un corsettino, anche on line, di qualche decina di ore. Che lingua straniera mai potranno insegnare? Quanto saranno esposti al pubblico ludibrio?
– viene di fatto abolito l’aggiornamento in servizio per mancanza di soldi alle scuole;
– si espongono gli insegnanti ad un dileggio quotidiano da parte di dirigenti, giornalisti, media;
– si allargano a dismisura le materie che si possono insegnare solo truccando le classi di concorso;
– ogni forma di arricchimento professionale tramite libri, riviste, programmi, pc, partecipazione a convegni e corsi di aggiornamento e specializzazione sono tutti a carico economico dei docenti;
– sono considerati pubblici impiegati;
– vengono svuotati di senso e di poteri gli Organi Collegiali che danno loro voce nella gestione della scuola come i collegi dei docenti ecc.;
– si istituisce un organo di “valutazione” e controllo che già di per sé implica una sfiducia di partenza verso i docenti, che pure sono stati considerati “idonei” e “abilitati” alla professione;
– si pratica una progressiva centralizzazione della gestione amministrativa e dei contenuti dell’insegnamento apprendimento;
ecc.

c) Come si fa a “valorizzare l’apprendimento in una pluralità di contesti” quando:
– l’organizzazione di tempi, spazi e ambienti scolastici non consente di venire a contatto con altri “contesti” né reali, né simulati;
– le aule e le scuole non hanno muri, ma barriere insormontabili che le separano dai richiamati “contesti”;
– le barriere non sono solo architettoniche e spaziali, ma culturali, e non riguardano solo la chiusura della scuola, ma anche la sordità dei “contesti” nei confronti della stessa;
– mancano strategie, indirizzi, iniziative, mancano le idee, i progetti e, principalmente, i soldi;
ecc.

d) La valenza iperuranica di questo punto segna il massimo distacco dalla realtà. Parlare di“sostegno all’occupazione” rischia di essere offensivo verso quell’area di disoccupazione, inoccupazione, precariato, sottooccupazione sempre più vasta che affligge il nostro Paese, colpendo più duramente proprio i giovani, le donne, il sud; come si fa a parlare di sostegno all’occupazione quando praticamente si è smantellata la Formazione degli adulti. Altro che long life learning di cui parla l’Europa.

e) Come si fa a “promuovere e sostenere l’innovazione digitale nella scuola”quando:
– continua l’efferata politica dei tagli anche se la si chiama spending review, che fa tanto tendenza;
– qualche strumento digitale, forse, lo si vedrà solo se comprato con i fondi europei e solo nel sud;
– non si investe prima ancora che negli strumenti nella formazione e nella cultura digitale promuovendola. La scuola non cambia e non si “innova” con la presenza di qualche pc, soprattutto se quel pc viene considerato e usato come una più moderna macchina da scrivere;
– non si “innova” la scuola con la pagella e/o col registro on line, altra trovata pubblicitaria del ministro smart;
ecc.

Tornando al programma del ministro Profumo, agli “obiettivi strategici” seguono le “conseguenti azioni prioritarie”, che lungi dall’essere “conseguenti” agli “obiettivi strategici” denunciano la contraddizione tra la scuola narrata e rappresentata, magari sognata dal ministro, e quella reale, quella che già soffre, continua a soffrire con questo governo, anzi soffre di più proprio a causa di interventi che non sono la medicina, ma la malattia.

Più nel merito delle “azioni prioritarie” entrano osservazioni e riflessioni svolte da altri colleghi come Marina Boscaino e Vincenzo Pascuzzi che richiamo in nota1). Qui voglio riprendere solo i seguenti punti che marcano il maggiore distacco tra gli obiettivi annunciati e la realtà quotidiana della scuola italiana.

f) “Promuovere il merito e l’eccellenza…”.
Questa “azione” si configura come una pura petizione di principio che resta irrealizzabile nel contesto dato e confligge in modo stridente con il ridimensionamento e l’abbassamento complessivo della qualità della scuola italiana, come denuncia il rapporto presentato a Parigi «Education at a glance». Penultimi nella classifica Ocse per la spesa pubblica nell’istruzione (il 4,7 per cento del Pil, contro una media del 5,8).

g) “Edilizia scolastica e messa in sicurezza degli edifici scolastici”.
C’é poco da dire su questo punto. In una scuola su tre (su due al sud) mancano i certificati di sicurezza. Lo stato dell’edilizia scolastica nel nostro Paese è drammatico, al punto che in alcune città le amministrazioni si trovano nel dilemma se aprire una scuola non a norma o lasciare a casa i bambini.

h) “Scuola paritaria nel sistema pubblico di istruzione (Semplificazione delle modalità di finanziamento).” 
Ecco, proprio alla fine compare il vero obiettivo, ribadito anche da Monti, di questo governo. Spostare risorse e peso politico dalla scuola pubblica a quella privata.

Quello che colpisce tra “obiettivi strategici” e “azioni prioritarie” è la mancanza di un riferimento forte nei principi, e nelle azioni di governo conseguenti, alla realizzazione della scuola della Costituzione. Il principio “non uno di meno” è sacrificato al principio della “competizione”, della “selezione”. Il sistema della formazione e dell’istruzione è finalizzato in prima e unica istanza al “mercato”, del quale assume le principali regole del comportamento. La stessa “cultura” è considerata un valore economico accessorio da considerare un “inutile” lusso da tagliare per primo in momenti di crisi (la cultura non si mangia).

La scuola italiana è “altra” rispetto alla rappresentazione che viene data da questo ministero. La scuola italiana ha bisogno di altro e di “alternativo” nei principi cui ispirarsi (la Costituzione), nella gestione (abolizione dello spoil system), nell’equilibrio tra funzioni e prerogative del ministero e autonomia scolastica e territoriale. La “modernità” di cui parla spesso il ministro non è data da qualche computer in più, da qualche LIM o tablet. E’ data da molti altri fattori e in modo particolare da:
– fiducia nel valore assoluto della cultura, della istruzione, ricerca e formazione;
– investimenti significativi nella scuola perché essa non è una variabile dipendente del mercato, ma principio assoluto di civiltà, democrazia, progresso, sviluppo;
– investimenti significativi sulla “risorsa” docenti avendo cura della loro professionalità, retribuzione, livelli di età (modificare la riforma Fornero sull’età pensionabile).
Avendo cura di tutte le condizioni materiali e culturali, di tutte le premesse necessarie che portano allo sviluppo della professionalità (ricerca, sperimentazione, libertà di insegnamento, possibilità e mezzi per aggiornarsi ecc.). Avendo cura degli ambienti di lavoro (aule, alunni per classe ecc.), delle relazioni con dirigenti e colleghi. Avendo cura di assicurare “continuità” e “certezza” del lavoro scolastico (abolizione del precariato), ma anche far sì che ognuno insegni materie di cui è competente e non venga mortificata la sua professionalità come quando la si riduce a puro badantato con supplenze che possono diversamente essere gestite e coperte. Un’ora di supplenza di un docente di ruolo non è un’ora “risparmiata” dallo Stato, ma un’ora “sprecata” di professionalità sottratta alla classe e agli alunni di quell’insegnante.

 

1)    “Siamo una …. squola fortissimi” – 1
La scuola e gli ammutinati del Bounty
di Vincenzo Pascuzzi 

2)   “Siamo una …. squola fortissimi” – 2
La scuola materna è diritto costituzionale e …. “ce lo chiede l’Europa”
di Vincenzo Pascuzzi 

3)   “Siamo una …. squola fortissimi” – 3
Scuola, lavoro, famiglia. Gli orfani di giorno
di Vincenzo Pascuzzi

4)   “Siamo una …. squola fortissimi” – 4
Tra il dire e il registrare
di Marina Boscaino 

5)   “Siamo una …. squola fortissimi” – 5
Trasparenza? Quella delle buste
di Marina Boscaino 

20 settembre Audizione Ministro in 7a Camera

Il 20 settembre, dalle ore 16.30, si svolge, nella 7a Commissione della Camera, l’audizione del Ministro dell’istruzione, università e ricerca, professore Francesco Profumo, sulle problematiche concernenti l’avvio dell’anno scolastico 2012-2013, con particolare riferimento allo svolgimento del preannunciato concorso per il reclutamento dei docenti

Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici

Sicurezza a scuola: X Rapporto di Cittadinanzattiva (2012)

Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici (X Rapporto 2012).

L’indagine che Cittadinanzattiva cura da 10 anni è stata condotta su un campione di 111 edifici scolastici di diverse zone del paese, vuole contribuire a tenere alto il livello di attenzione sui diversi aspetti legati alla non applicazione di diverse normative, tra cui quella sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e, contemporaneamente, segnalare quanto ancora si debba e si possa fare per contribuire a far crescere nel nostro paese, negli amministratori e nei tecnici locali, negli operatori della scuola, negli studenti e nelle famiglie la cultura della sicurezza.

Nota 20 settembre 2012, Prot. n. MIURDGOS n. 5955

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ e RICERCA

DIPARTIMENTO PER L’ISTRUZIONE

DIREZIONE GENERALE ORDINAMENTI SCOLASTICI E PER L’AUTONOMIA SCOLASTICA

UFFICIO II

 

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

 

Al Sovrintendente agli Studi per la Regione Autonoma della Valle d’Aosta

 

Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia Autonoma di Bolzano

 

Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di Trento

 

All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di Bolzano

 

All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di Bolzano

LORO SEDI

 

Oggetto: Cerimonia per l’assegnazione del Premio “Ignazio Salvo – l’alunno più buono d’Italia” per l’anno 2011/2012.

 

In data 10 novembre 2012 alle ore 10,30 nell’aula Consiliare del Comune di Foggia alla presenza di Autorità religiose e amministrative del luogo, si svolgerà la Cerimonia per l’assegnazione del Premio intitolato a Ignazio Salvo e intitolato “l’Alunno più buono d’Italia”. Per l’anno 2011-2012 l’onorificenza verrà attribuita all’alunno Vincenzo LOPEZ della Scuola Elementare “G. MARCONI” di Cerignola (FG).

 

IL DIRIGENTE

Antonio LO BELLO

 

Nota 20 settembre 2012, Prot. MIURDGOS n. 5956

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

DIPARTIMENTO PER L’ISTRUZIONE

DIREZIONE GENERALE ORDINAMENTI SCOLASTICI E PER L’AUTONOMIA SCOLASTICA

UFFICIO II

 

Ai Direttori Generali

degli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

Al Sovrintendente agli Studi per la Regione Autonoma della Valle d’Aosta

Al Sovrintendente Scolastico

per la Provincia Autonoma di Bolzano

Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma

di Trento

All’Intendente Scolastico per le scuole

delle località ladine di Bolzano

All’Intendente Scolastico

per la scuola in lingua tedesca

di Bolzano

 

Oggetto: FIRST LEGO League ITALIA.

 

FIRST LEGO League è un campionato a squadre di scienza e robotica tra i ragazzi dai 10 ai 16 anni (dalla quarta elementare alla seconda superiore) che progettano, costruiscono e programmano robot autonomi, applicandoli a problemi reali di grande interesse generale, ecologico, economico, sociale, per cercare soluzioni innovative.

L’attività si inserisce nell’ambito del protocollo d’intesa tra il MIUR e il Museo Civico di Rovereto recentemente sottoscritto per favorire attività laboratoriali basate sulla robotica educativa.

Per coloro che fossero interessati a queste innovative competizioni l’invito a visitare il sito web specifico: http:/www.museocivico.rovereto.tn.it/fll_italia.jsp all’interno del quale si potranno acquisire tutte le informazioni relativamente alle modalità di partecipazione e al calendario di svolgimento delle stesse.

 

Il Dirigente

Antonio Lo Bello

 

Nota 20 settembre 2012, Prot. n. AOODGPER.6958

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per il Personale scolastico

Ai DIRETTORI GENERALI degli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

e, p c.: Al Capo Dipartimento per l’Istruzione

Al Capo Dipartimento per la Programmazione

Al Gabinetto del Sig. Ministro

S E D E

 

Oggetto: D.D.G. 13.7.2011 – Formazione e tirocinio dei dirigenti scolastici neo-assunti.

La presente nota è emanata in attuazione delle indicazioni di cui dell’art. 17 del D.D.G. 13 luglio 2011 (Bando di concorso per dirigenti scolastici).

Il percorso di formazione e tirocinio, della durata complessiva di 75 ore, è composto da attività in presenza e a distanza che vengono descritte nell’ALLEGATO TECNICO alla presente nota.

La formazione in presenza della durata complessiva di 35 ore, prevede lo svolgimento delle seguenti fasi:

  • FASE NAZIONALE (per la durata di 5 ore) è costituita da un seminario nazionale di formazione, che si svolgerà a Roma il 4 ottobre p.v., mirato a fornire a tutti i Dirigenti scolastici di nuova nomina alcuni punti di riferimento e di orientamento sia attraverso l’incontro diretto con il Ministro e i riferimenti istituzionali dell’Amministrazione centrale, dell’Indire, dell’Invalsi, sia attraverso esperti in ambito nazionale e internazionale.

Le SS.LL. faranno pervenire ai propri Dirigenti scolastici di nuova nomina l’invito con il programma che verrà trasmesso a breve da questa Direzione Generale.

  • FASE INTERREGIONALE (per la durata di complessive 10 ore)  prevede lo svolgimento di due seminari interregionali descritti nell’Allegato tecnico, le cui modalità organizzative saranno comunicate con nota separata.
  • FASE REGIONALE (della durata complessiva di almeno 20 ore) è definita in autonomia dagli Uffici Scolastici Regionali interessati dalla procedura di reclutamento. Al fine di avere una base comune di riferimento si rimanda alle indicazioni generali riportate nell’Allegato tecnico.

            La formazione a distanza ha la durata di 20 ore ed è gestita direttamente dall’Indire.

I corsisti saranno aggregati in classi virtuali/edizioni di corso in numero variabile di 15-25 unità e saranno accompagnati da un e-tutor.

Gli e-tutor sono nominati dall’Indire tra i Dirigenti scolastici in servizio prioritariamente tra coloro che in passato hanno svolto il medesimo incarico.

            Il periodo di tirocinio è svolto quotidianamente dal Dirigente scolastico presso l’Istituto sede di servizio.

Nel tirocinio il corsista è accompagnato dalla figura del mentor che è individuata dall’Ufficio Scolastico Regionale fra i Dirigenti scolastici con riconosciuta qualificazione professionale, esperienza e reputazione. Il mentor dovrà essere un Dirigente scolastico del territorio di appartenenza del corsista al fine di facilitare l’integrazione del nuovo dirigente in una rete professionale e territoriale. Il periodo di formazione/tirocinio, previsto nel bando per i neo assunti, è riportato ad un numero indicativo di 20 ore ed e’ finalizzato al consolidamento delle competenze connesse alla funzione dirigenziale.

La relazione numerica fra i mentor e nuovi dirigenti scolastici è definita da ogni Ufficio Scolastico Regionale in un rapporto indicativo di 1 a 4. Gli Uffici Scolastici Regionali, qualora incontrassero difficoltà  nell’individuazione di queste figure fra i Dirigenti in servizio, potranno ricorrere alla collaborazione di Dirigenti scolastici o Dirigenti tecnici in quiescenza, da non più di 3 anni, che abbiano collaborato con l’Amministrazione in attività di formazione e valutazione dimostrando specifiche competenze in materia anche di tipo tecnologico.

Ogni attività svolta dal corsista durante la formazione in presenza, la formazione a distanza e il tirocinio sarà documentata in un apposito portfolio. Il modello di portfolio è unico a livello nazionale, è un documento informatico ed è proposto dall’Indire in collaborazione con l’Invalsi.

A conclusione del corso di formazione e del tirocinio i corsisti provvederanno alla redazione di una relazione scritta (nella forma di “un rapporto di autovalutazione sulla scuola”) connessa ai temi trattati e agli strumenti forniti nel percorso di formazione.

Gli oneri finanziari sostenuti dagli Uffici Scolastici Regionali sono riconosciuti in modo forfettario attraverso:

– € 10.000 di base per ogni Ufficio Scolastico Regionale, integrati da € 50,00 procapite per ogni dirigente di nuova nomina in servizio, per lo svolgimento delle ore di formazione organizzate da ogni Ufficio Scolastico Regionale;

– € 250, riconosciuti ai mentor, per ogni Dirigente scolastico seguito nelle attività.

Al fine di poter procedere in tempi rapidi alla distribuzione dei finanziamenti previsti in bilancio, le SS.LL. individueranno una istituzione scolastica di riferimento, sede di coordinamento delle attività, anche per quanto concerne gli aspetti amministrativo-contabili associati all’iniziativa, da segnalare all’indirizzo del Miur dgpers.ufficio2@istruzione.it o via fax al numero 06/58493445.

Ciò premesso sarà cura delle SS.LL.:

  • segnalare, tramite comunicazione e-mail all’indirizzo dgpers.ufficio2@istruzione.it o via fax al numero 06/58493445, i nominativi e i recapiti dei dirigenti di nuova nomina entro venerdì 29 settembre 2012;
  • invitare i dirigenti di nuova nomina ai seminari nazionali e interregionali;
  • provvedere alla individuazione e alla nomina dei mentor ritenuti necessari entro ottobre 2012. I nominativi degli stessi dovranno essere comunicati agli indirizzi sopraindicati.

Si ringrazia per la collaborazione.

 IL DIRETTORE GENERALE

F.to Luciano Chiappetta

Nota 20 settembre 2012, Prot. n. AOODGPER 6924

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione Generale per il personale scolastico

Ufficio III

 

Ai Direttori Generali degli U.S.R.

Ai Dirigenti delle sedi provinciali degli U.S.R.

Ai Dirigenti Scolastici

LORO SEDI

 

Oggetto: Graduatorie d’istituto di seconda fascia del personale ATA per l’a.s. 2012-2013 – riapertura straordinaria.

 

Com’è noto il termine ultimo per la presentazione dell’allegato A per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie d’istituto del personale ATA di seconda fascia era fissata, in base alle disposizioni della nota 5357 dell’11 luglio 2012, alle ore 14 del 31 luglio 2012.

 

Tuttavia, per mero errore tecnico, la funzione on line e l’e-mail con cui veniva inoltrato il pdf riportavano come termine ultimo di presentazione dell’istanza le ore 14.00 del 19 settembre 2012.

 

In considerazione di questo è disposta una riapertura straordinaria fino al prossimo 30 settembre 2012. A valle della chiusura delle funzioni dovrà essere nuovamente effettuata, a cura del gestore del sistema informativo, la presa in carico dei modelli inoltrati entro il suddetto termine e dovranno essere rielaborate le graduatorie definitive di seconda fascia, la relativa diffusione e il popolamento della banca dati delle convocazioni.

 

Attraverso il servizio di consulenza territoriale sarà data notizia del completamento delle attività.

 

IL DIRETTORE GENERALE

F.to Luciano Chiappetta

 

Nota 20 settembre 2012, AOODGPFB Prot.5919

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per la Programmazione
Direzione Generale per la Politica Finanziaria ed il Bilancio

Alle Istituzioni scolastiche statali
LORO SEDI

e, per conoscenza:

Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

Ai Revisori dei Conti presso le Istituzioni scolastiche statali
LORO SEDI

Oggetto: Schema di convenzione di cassa aggiornamento alla luce del D.L. 95/2012 convertito nella Legge 135/2012

 

Esiti Esame di Stato e Scrutini Scuola secondaria I grado

Scuola, i risultati dell’esame di terza media
Ammessi in leggero aumento. Promozioni stabili
Tra le ragazze i risultati migliori

 (MIUR, 20 settembre 2012) Aumentano, seppur di poco, gli studenti ammessi all’esame conclusivo del I ciclo d’istruzione, e si conferma la percentuale dei ragazzi, quasi la totalità, che supera l’esame. E’ questa l’estrema sintesi del Notiziario sui risultati dell’ultimo esame di terza media, appena pubblicato sul sito del Miur. Dati che fanno emergere ancora alcune differenze tra i risultati delle singole regioni, più evidenti nelle percentuali di ammissione, maggiori difficoltà degli studenti stranieri, anche se il gap con gli italiani si riduce progressivamente, una sostanziale conferma del voto medio e della maggiore propensione delle ragazze a raggiungere risultati migliori.

Si conferma il voto medio dei promossi: 7,4

In particolare, gli studenti ammessi all’esame nell’ultimo anno scolastico (2011/2012) sono stati il 96,3%, contro il 95,9 dell’anno 2010/2011. Un dato che conferma una tendenza in rialzo del tasso di ammissione già registrata a conclusione del precedente anno scolastico, quando la percentuale di alunni ammessi all’esame era aumentata di mezzo punto percentuale. E tra gli ammessi, quasi la totalità supera l’esame (99,6%), in linea con il risultato dell’anno scorso, quando i promossi furono il 99,7%. In generale, si conferma il voto medio complessivo che passa dal 7,5 del precedente anno scolastico al 7,4 dell’ultimo esame.

Le differenze tra le Regioni

Le differenze tra le regioni risultano più marcate per quanto riguarda il tasso di ammissione rispetto alle percentuali di superamento dell’esame. Una diversità che emerge più facilmente confrontando i risultati regionali con quello nazionale. Da questo punto di vista le regioni dove il divario è più marcato sono la Sicilia e la Sardegna, dove la percentuale di studenti ammessi risulta inferiore, rispettivamente, del 1,8% e 3,5 rispetto alla media nazionale. Meno sensibile, invece, è la differenza per quanto riguarda gli studenti che hanno superato l’esame.
In alcune regioni ad una percentuale di ammissione più bassa si associa un tasso di promozioni all’esame maggiore rispetto alla media nazionale. E’ il caso del Friuli e della Liguria, dove si è verificata una maggiore selezione in fase di ammissione all’esame, al quale hanno preso parte, rispettivamente, il 95,1% d il 96% degli studenti.

Sufficienze in aumento, diminuiscono i dieci
L’Umbria la regione con più lodi

Se la percentuale dei promossi all’esame è rimasta sostanzialmente invariata, diversi sono stati i risultati rispetto allo scorso anno per quanto riguarda i voti conseguiti. Da questo punto di vista le differenze maggiori si registrano agli estremi della fascia di voto: gli studenti promossi con la sufficienza sono passati dal 28,8% al 31%, mentre si è ridotta dell’1,5% la percentuale di studenti che ha superato l’esame con il massivo dei voti (dieci) e le lodi sono passate dal 2,1% all’1,7%. Nel complesso gli studenti che si sono licenziati con un voto pari a “dieci” o con la lode sono stati il 6%.
Umbria, Puglia e Calabria sono le regioni dove si sono conseguiti i voti più alti, cioè pari o superiori al “nove”. In particolare, Calabria e Puglia sono quelle con la quota maggiore di studenti che hanno superato l’esame con “dieci”: il 6,5% in Calabria e il 6,1% in Puglia. Situazione opposta per Sicilia e Sardegna, dove prevale la percentuale di alunni con la sufficienza pari, rispettivamente, al 34,3% e 33% dei casi. La regione con la più alta percentuale di “lodi” è l’Umbria con il 2,7%.
In ogni caso, considerando una serie storica su tre anni, si può notare come i dati rilevati quest’anno rispecchino maggiormente la situazione già emersa nell’anno scolastico 2009/2010. Ne consegue, quindi, che i risultati conseguiti all’esame sembrano riallinearsi ad una situazione già consolidata.

Tra le ragazze i risultati migliori
In Calabria le più brave

Sono le ragazze ad aver conseguito i risultati più brillanti. Se nel complesso gli studenti che si sono licenziati con un voto pari a “dieci” o con la lode sono stati il 6%, le ragazze che si concentrano in queste fasce di voto più alte sono pari al 7,6% contro il 4,5% dei colleghi maschi. Specularmente, i ragazzi si concentrano maggiormente nelle fasce di voto più basse: il 65,1% ha conseguito un voto pari o inferiore al “sette” mentre solo il 51,1% delle ragazze ha conseguito i medesimi risultati.
In particolare, le studentesse risultano essere più brillanti rispetto ai maschi nelle discipline umanistiche, mentre meno consistente è la distanza registrata in Matematica. Si è ridotto, inoltre, il divario nella prova nazionale Invalsi. Se lo scorso anno il voto delle ragazze era superiore di 0,5 punti, quest’anno risultati sono sostanzialmente identici: 6,4 per i ragazzi e 6,5 per le ragazze.
La regione dove il distacco tra ragazze e ragazzi e maggiore è il Molise, dove il voto medio è stato, rispettivamente, del 7,7 e 7,2. I maschi hanno raggiunto risultati migliori in Umbria, Lazio e Puglia. Le studentesse, invece, eccellono soprattutto in Calabria.

Prova Invalsi: risultati in linea con i voti finali

Per quanto riguarda la prova Invalsi, è interessante osservare il rapporto tra il voto conseguito dagli studenti nella prova in funzione del risultato finale dell’esame. Le due variabili considerate infatti, voto Invalsi e voto finale, sembrano abbastanza allineate: al crescere della fascia di voto ottenuto nella Prova Nazionale, aumenta il voto finale conseguito. Nello specifico, coloro che hanno ottenuto una votazione pari a “sei” risultano aver conseguito, nell’87,5% dei casi, un voto nella prova nazionale inferiore o pari alla sufficienza; allo stesso modo, chi ha superato l’esame con “nove” o “dieci” ha riportato un voto alla prova Invalsi superiore o pari al “sette”, rispettivamente, nell’83,9% e 99,2% dei casi.

Studenti stranieri
Restano le differenze, ma il gap si riduce

Come già emerso dall’analisi dei dati dello scorso anno, i risultati conseguiti dagli studenti variano in funzione della cittadinanza. Se la percentuale degli studenti ammessi all’esame con cittadinanza italiana è pari al 96,6%, quella degli studenti con cittadinanza non italiana si ferma al 90,4%. Meno sensibile invece è la differenza per quanto riguarda il superamento dell’esame.
Eppure, nonostante persistano differenze tra studenti stranieri e quelli italiani, è importante notare come lo scarto si sia ridotto nel tempo: negli ultimi tre anni scolastici il gap esistente tra i tassi di ammissione è passato da 8,3 a 6,5, quello tra i tassi di successo da 0,7 a 0,5. Un fenomeno, questo, frutto di un graduale processo di integrazione e dell’aumento degli studenti figli di immigrati di seconda generazione che, seppur in parte, hanno superato le difficoltà linguistiche.

Candidati esterni
Il tasso di successo dei candidati esterni risulta sensibilmente inferiore rispetto ai colleghi interni: 84,8% per i primi contro il 99,7% dei secondi. Rispetto allo scorso anno, i risultati conseguiti dai candidati esterni hanno subito un calo, con una diminuzione delle promozioni dell’1,4%. La maggior parte di essi, inoltre, ha superato l’esame con la sufficienza (78,1%).