Il ministro Profumo ha dimenticato d’essere un tecnico

Il ministro Profumo ha dimenticato d’essere un tecnico

di Enrico Maranzana

L’orientamento del sistema scolastico impresso dal legislatore è bypassato da quanti hanno la responsabilità di concretizzarlo; un diaframma impenetrabile inibisce ogni forma di contatto tra le due parti in campo: da un lato si prefigura una scuola proiettata verso il futuro, dall’altro lato l’indisponibilità a cambiare punto di vista inibisce l’adeguamento dell’istituzione al  mondo contemporaneo[1]. La linea di demarcazione tra i due fronti è prossima alla luce guida; due esempi ne mostrano la collocazione: il primo riguarda il bando di concorso per la selezione di nuovi insegnanti che prevede un vaglio che, mettendo fuori scena il fine istituzionale[2], ripropone il modello di scuola in auge nelle società statiche. Un’impostazione a cui fa eco, rinforzandola, il DDL sull’autogoverno delle istituzioni scolastiche elaborato dalla VII commissione cultura della camera[3].

La natura degli errori che condizionano la scuola e che sono all’origine dei suoi risultati deludenti traspare dal contenuto e dai percorsi dei messaggi che fluiscono all’interno del sistema informativo scolastico, qui di seguito riportato in formato PDF.



[1] CFR in rete “La scuola del XXI° secolo”

[2] CFR in rete “Concorso a cattedra: un freno all’ammodernamento”

[3] CFR  in rete “Il DDL 953: una composizione fuori traccia”

L’ansia è una paura irrisolta?

L’ansia è una paura irrisolta?

di Adriana Rumbolo

La paura “sociale” primeggia  nei  nostri cervelli  ha scritto uno studente di quindici anni e la sua definizione, così precisa e di sintesi,  mi lasciò senza parole: era la verità Causa  di  disturbi comportamentali, scolastici, relazionali, psicosomatici,    la paura sociale(paura di non essere all’altezza delle aspettative degli altri, paura di non potere dire la propria opinione o di non potersi ribellare a qualcosa o a qualcuno, paura di non essere accettato per  come sei e tante altre…) originata da un trauma o da messaggi minacciosi e continui di una o più persone ,   copre di ombre sempre più spesse la psiche  del soggetto  per cui i messaggi del disagio saranno   più gravi   e  incomprensibili  . Difficoltà scolastiche ,    rinunce frettolose  o  esplosioni di aggressività, sempre la paura “sociale” all’origine. Perché questa paura  è tanto  potente e c’è seria   difficoltà  ad   identificarla ed accettarla?Forse perché blocca la crescita psicologica  trasformandola  in “adattamento passivo”   con  contrazione emotiva -cognitiva-corporea.  Il soggetto   smarrisce il diritto alla parola, non fa esperienza dei  suoi meccanismi difensivi,  non sa disporre di  sè,  perché non gode più  dell’equilibrio   emotivo , cognitivo, corporeo che la natura gli ha dato come guida nell’interazione ambientale e i suoi  conseguenzali   insuccessi  si nutriranno  di   sensi di colpa,Potrebbe avere una qualità di vita relazionale e di lavoro  veramente disastrosa!   .A questi bambini  non rimane che mettere a disposizione degli altri tutte le loro potenzialità non sapendo  più   goderne loro . La soluzione potrebbe essere :capire e vincere questa  paura e sdoganare la propria autonomia .  .Peccato che, perché questo possa avvenire   ci vuole  tempo, tanto tempo, a volte una vita .. .Un ragazzo  di  dodici anni  ha detto:”la paura sociale  è una scultura senza  materia”.    Inoltre genera ansia e contagia  tutto il sistema emotivo,  il cervello e il corpo. Se abbiamo una paura reale l’ansia generata  si chiamerà prudenza e sarà positiva  ma se  la paura è sociale  l’ansia  piano,piano avrà due caratteristiche:la presenza costante  molto sgradevole di  un’attesa incombente negativa , gravi disturbi alimentari,  sessuali-affettivi, del sonno,  crisi di panico e tanti , tanti altri… L’antidoto potrebbe essere come si è scritto recuperare e rafforzare  l’autostima . Spesso la paura-sociale nasce  in famiglia nei primi anni di vita perché proprio in  quegli anni si stabiliscono le prime e più importanti relazioni emotive –affettive cognitive  La scuola potrebbe  fare qualcosa?Forse, si  .Il bambino nella scuola   trova  una “famiglia”nuova,  più grande    con  più relazioni (cervello sociale ),l’insegnante  una nuova  figura adulta  di riferimento, la possibilità di  esprimersi, realizzarsi   in varie attività  in cui  una sana competizione potrebbe   aiutare l’autostima,  sfruttando l’interdipendenza  cognitiva – emotiva .L’insegnante  figura centrale è il capogruppo da cui potrebbe dipendere in gran parte la qualità dei rapporti sociali fra i bambini , essere ben conscia che una sua lode come un suo parere negativo lavorano costantemente  sull’autostima del ragazzo,Mantenere il suo prestigio, non penalizzando il dialogo  .Educare   le  emozioni perché uno degli scopi fondamentali dell’educazione è interporre una tappa valutativa, non automatica fra oggetti causativi e risposte emozionali.. Ricordarsi l’unione mente-corpo permettendo alla classe di  potersi muovere spesso , anche in silenzio. Non  trascurare la creatività e  quando  insegna  matematica o  grammatica dovrebbe adattare le regole a un percorso  già presente nel cervello: “ il percorso della logica” . Sto pensando alla mia prima esperienza d’insegnante. Ero veramente molto giovane  e nella scuola dove insegnava una delle mie sorelle erano ad anno inoltrato rimasti senza l’insegnante di matematica .L’incarico fu proposto a me. Fatti due calcoli accettai .Arrivata a scuola con i miei soliti mocassini ,la gonna di tweed e un golfino,ma consapevole del mio ruolo: per la prima volta entravo in una classe non da allieva. Mentre mi aspettavano, il preside per tenerli tranquilli,  gli aveva assegnato un compito. All’inizio mi guardavano incuriositi, poi dopo il primo impatto uno studente  si alzò, si avvicinò alla cattedra e mi chiese un chiarimento sul compito .Non sapevo la riposta ,ma fortunatamente ebbi un’idea(non avevo molta scelta e neppure molto tempo),chiesi ai ragazzi ,per favore ,un attimo di attenzione e dissi;”Ragazzi  ,se nel compito avete dei dubbi ,non preoccupatevi,andate avanti e fate come potete .Io poi prenderò i vostri fogli, nel pomeriggio li guarderò così potrò vedere a che punto siete e quali  temi sarà opportuno rispiegare .Forse ,nel passato,  qualcuno aveva parlato così anche a me. Colmai velocemente le mie lacune,ma soprattutto  riuscii  ad entrare in un’ empatia così profonda  con i ragazzi che le mie spiegazioni o esercitazioni  essendo  nel  rispetto della naturale  logica del cervello  non trovavano barriere difensive  per cui i ragazzi potevano dare il meglio di sé con  soddisfazione e divertimento .L’autostima cresceva e la sua crescita beneficiava tutta la personalità dello studente L’incontro natura e cultura  non può essere penalizzato  da barriere inutili e resistenti,   spesso figlie della paura sociale.

Risultati Esami di Stato 2011-2012

Il MIUR rende noti gli esiti degli Esami di Stato 2011-2012

Scuola, i risultati degli Esami di Stato 2011-2012

(Roma, 29 Settembre 2012) Aumenta il numero dei diplomati rispetto all’anno scorso, cresce la percentuale degli studenti con voto da 71 a 99 con un maggiore incremento nella fascia di voto tra 81 e 90, per tutte le tipologie di scuola. E’ quanto emerge dai risultati degli Esami di Stato 2011-2012 su una percentuale pari al 96,1% degli ammessi a sostenere l’esame. Non sono infatti ancora disponibili i dati relativi alla Regione della Valle D’Aosta e alla Provincia di Bolzano. I dati presentati sono un’anticipazione del notiziario completo sugli esiti degli studenti per l’anno scolastico 2011-2012 che verrà pubblicato a breve sul sito del Miur.