Per un governo democratico della Scuola della Costituzione

Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione

Incontro pubblico

Per un governo democratico della Scuola della Costituzione

domenica 16 dicembre 2012

Palazzo della Provincia – via IV Novembre 119 – Roma

Sala Di Liegro (Piano I)

PROGRAMMA

Ore 10.30 – Apertura dei lavori: Antonia Sani

Introduzione: Carlo Salmaso

(Comitato Genitori ed Insegnanti per la scuola Pubblica di Padova)

Presentazione della proposta: Corrado Mauceri

Ore 11.30 – Dibattito con le Organizzazioni sindacali, le associazioni professionali e del mondo della scuola, le rappresentanze di movimenti, studenti, genitori

Ore 13.30 – Pausa pranzo in loco

Ore 14.30 – Ripresa del dibattito

Ore 15.30 – Tavola rotonda con le forze politiche di sinistra e centrosinistra

Ore 17.00 – Conclusioni

 

COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE

Norme per il governo della Scuola della Costituzione

ART. 1
Il governo democratico della scuola della Costituzione

1. Al fine di permettere alle scuole statali di ogni ordine e grado di conseguire le finalità istituzionali di cui agli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione, nel rispetto della libertà di insegnamento intesa come garanzia di pluralismo e strumento di sviluppo della libertà di pensiero e dello spirito critico delle giovani generazioni, il sistema scolastico statale è governato, sia a livello di istituto sia a livello territoriale e nazionale, da organismi rappresentativi, secondo le disposizioni della presente legge.
2. E’ garantita l’autonomia professionale nello svolgimento dell’attività didattica, scientifica e di ricerca.
3. La libertà di insegnamento è altresì esercitata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni.
4. Il Ministro dell’istruzione dell’Università e della Ricerca e le Regioni per quanto previsto dal Titolo V della Costituzione, mantengono le funzioni attribuite dalle leggi in vigore, ad eccezione di quelle attribuite dalla presente legge agli organismi rappresentativi di cui al comma 1.

ART. 2
L’autonomia delle istituzioni scolastiche statali
1. La disciplina dell’autonomia delle istituzioni scolastiche statali, richiamata dall’art. 117 della Costituzione , è riservata alle leggi statali ed agli atti aventi forza di legge.
2. Le istituzioni scolastiche statali esercitano l’autonomia sulla base dell’art. 21 della L. 15/03/1997 n. 59 e del DPR 08/03/1999 n. 275 e costituiscono per la comunità locale di riferimento un luogo aperto di cultura, di sviluppo e di crescita, di formazione alla cittadinanza e di apprendimento lungo tutto il corso della vita.
3. Le funzioni attribuite ai sensi del DPR. 8/3/1999 n.275 al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, a garanzia dell’autonomia del sistema scolastico statale sono trasferite al Consiglio Nazionale dell’Istruzione di cui all’ art. 16 della presente legge.
In alternativa
Le funzioni attribuite ai sensi del DPR. 8/3/199 n.275 al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca sono esercitate, previo parere conforme del Consiglio Nazionale dell’Istruzione di cui all’ art. 16 della presente legge.

ART. 3
Istituzione delle scuole statali di ogni ordine e grado
1. Ai sensi degli articoli 33 e 34 della Costituzione, tutti i residenti in territorio italiano, ancorché privi della cittadinanza italiana, hanno diritto a frequentare la scuola statale di ogni ordine e grado, ivi compresa la scuola dell’infanzia e sono assoggettati all’obbligo di cui al comma 2.
2. L’obbligo dell’istruzione scolastica inizia a cinque anni e si completa al diciottesimo anno di età. L’istruzione scolastica obbligatoria, comprensiva di tutti gli strumenti didattici, della mensa e dei trasporti, è gratuita.
In alternativa
aggiungere dopo gratuito, per coloro che hanno un reddito familiare inferiore ad euro….
3. Lo Stato è tenuto a garantire l’effettività del diritto all’istruzione scolastica e ad istituire a tal fine proprie scuole sulla base di piani regionali, deliberati dalle Regioni, previo parere dei consigli scolastici regionali e determinati secondo parametri definiti dal Consiglio Nazionale dell’Istruzione d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e il Ministero dell’Economia.
In ogni caso ciascuna istituzione scolastica non può avere un numero complessivo di alunni superiore a 800 e di norma non può comprendere più di due Comuni.1
4. Al fine di garantire l’effettività del diritto all’istruzione, fermo restando l’obbligo dell’osservanza, in ogni caso, delle norme di sicurezza e di igiene, il numero massimo degli alunni per ciascuna classe non può essere superiore al 25 ed è ridotto a 20 (in alternativa della metà) in presenza di alunni con disabilità .

ART. 4
Gli organi di governo delle istituzioni scolastiche
1. Gli organi di governo delle istituzioni scolastiche sono caratterizzati dalla partecipazione democratica di tutti i soggetti che concorrono al percorso formativo degli alunni e sono:

  1. il Consiglio di Istituto
  2. Il Collegio dei docenti
  3. Il consiglio di classe
  4. il nucleo di autovalutazione

1. Se la scuola deve essere un luogo di confronto aperto anche al sociale, devono essere esclusi i mega istituti ed istituti su più comuni che rendono difficile le forme di partecipazione
2. In ciascuna istituzione scolastica sono inoltre previste le assemblee dei genitori e degli studenti con i poteri consultivi e di proposte concernenti l’attività scolastica, di cui agli articoli 6 e 13 della presente legge, e del personale Ata la cui attività è disciplinata con regolamento del Consiglio d’Istituto2.

ART. 5
Funzioni del Consiglio di Istituto
1. Il Consiglio di Istituto è costituito e svolge la propria attività secondo le modalità previste dall’art. 8 del Decreto Legislativo n. 297/94 che si intendono integralmente riportate.
2. Il Consiglio di Istituto è convocato dal Presidente di sua iniziativa o su proposta del Dirigente Scolastico o su richiesta di almeno 3 decimi dei componenti, oppure su richiesta dell’assemblea del personale ATA, dei genitori o degli studenti con le modalità ed i tempi previsti dal regolamento di istituto. La convocazione del Consiglio di Istituto in ogni caso deve essere resa pubblica mediante affissione nell’albo e tramite il sito web della scuola.
3. Le sedute del Consiglio di Istituto sono pubbliche. L’eventuale audizione di esperti su specifici argomenti deve essere deliberata dal Consiglio di Istituto, a maggioranza assoluta dei componenti.

ART. 6
1. Il Consiglio di Istituto è l’organo di indirizzo generale dell’attività scolastica, ha potere deliberante nelle materie previste nell’art. 10 del Decreto Legislativo n. 297/94 e nel DPR n. 275/99, salvo quanto diversamente deliberato nella presente legge.
2. Al fine di garantire l’autonomia delle istituzioni scolastiche tutti i contributi erogati, a qualsiasi titolo, alle istituzioni scolastiche non possono essere subordinati a vincoli di destinazione.
3. Il Consiglio d’Istituto non può deliberare alcun contributo o onere di qualsiasi natura a carico degli studenti e dei loro genitori, fatti salvi i casi previsti dalla legge3.
4. Il Consiglio d’Istituto è tenuto entro 15 giorni a pronunciarsi con adeguata motivazione sulle proposte formulate dal collegio dei docenti, dall’assemblea del personale ATA, dalle assemblee dei genitori e/o degli studenti, previa audizione, ove richiesta, di una delegazione dei proponenti.

2 Il regolamento del Consiglio d’Istituto si rende necessario per gli Istituti intercomunali 3 Negli Istituti Professionali è previsto il contributo per il funzionamento dei laboratori

ART. 7
1. Le delibere del Consiglio d’Istituto sono immediatamente esecutive e sono pubblicate entro tre giorni nell’albo e nel sito dell’istituto.
2. Le delibere del CdI possono essere impugnate davanti agli organi di giustizia amministrativa, previo ricorso facoltativo all’organo di garanzia costituito presso il Consiglio Scolastico Locale, di cui all’art. 21; tale ricorso sospende i termini per l’impugnativa in sede giurisdizionale.
3. Le delibere del Consiglio d’Istituto possono essere annullate, in caso di palese illegittimità, dall’organismo dell’amministrazione scolastica competente a livello territoriale, previo contraddittorio con il presidente e previo parere conforme del consiglio scolastico regionale.
4. Nel caso di persistenti e gravi irregolarità, di impossibilità di funzionamento o di continua inattività, su proposta dell’organismo dell’amministrazione competente a livello territoriale, il consiglio scolastico regionale delibera il suo scioglimento e nomina un commissario fino alla costituzione del nuovo consiglio.

ART. 8
Rendicontazione
1. Sulle attività realizzate nell’ambito del piano dell’offerta formativa, anche in relazione alle finalità di cui all’articolo 1 della presente legge, nonché sulle procedure e sugli esiti dell’autovalutazione di istituto, il Consiglio di Istituto, di cui all’articolo 5, promuove annualmente una conferenza di rendicontazione, aperta a tutte le componenti scolastiche e ai rappresentanti degli enti locali e delle realtà sociali, economiche e culturali del territorio, e invia una relazione all’ufficio scolastico regionale.

ART. 9
Il collegio dei docenti
1. La composizione e le attribuzioni del Collegio dei docenti sono previste dall’art. 7 del Decreto Legislativo n. 297/94 e dal DPR n. 275/99.
2. Le delibere del Collegio dei docenti, per quanto riguarda l’attività didattica, tengono conto delle leggi dello Stato e degli indirizzi ed delle indicazioni nazionali deliberate dal Consiglio Nazionale dell’Istruzione.
3. Le delibere del Collegio dei docenti sono immediatamente esecutive e possono essere annullate in sede giurisdizionale su ricorso di chiunque vi abbia interesse previo ricorso facoltativo all’organo di garanzia costituito presso il Consiglio Scolastico locale o d’ufficio nelle ipotesi e con le stesse modalità previste per l’annullamento delle delibere del Consiglio d’Istituto; il ricorso facoltativo all’organo di garanzia di cui sopra sospende i termini per l’impugnativa in sede giurisdizionale.

ART. 10
Il Consiglio di classe, intersezione ed interclasse
1. La composizione e le attribuzioni del consiglio di classe, di intersezione ed interclasse sono disciplinati dall’art. 5 del Decreto Legislativo n. 297/94.
2. Il Consiglio di classe in sede di valutazione degli alunni è un collegio perfetto che richiede la presenza di tutti i suoi componenti.
3. Le delibere dei consigli di classe, di intersezione ed interclasse sono immediatamente esecutive e possono essere annullate, previo ricorso facoltativo all’organo di garanzia costituito presso il Consiglio scolastico locale, in sede giurisdizionale, su ricorso di chiunque vi abbia interesse o d’ufficio nelle ipotesi e con le stesse modalità previste per l’annullamento delle delibere del Consiglio d’Istituto. Il ricorso facoltativo all’organo di garanzia di cui sopra sospende i termini per l’impugnativa in sede giurisdizionale.

ART. 11
Nuclei di autovalutazione sul funzionamento dell’istituto
1. Ciascuna istituzione scolastica costituisce, in accordo con l’Istituto nazionale per la valutazione istituito presso il CNI un nucleo di valutazione dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità complessiva dell’attività didattica.
2. Il nucleo di valutazione è costituito da sette componenti. Quattro componenti sono eletti, con voto limitato dal collegio dei docenti, nel suo ambito; gli altri componenti sono eletti dal Consiglio di Istituto tra gli appartenenti alle altre componenti dell’istituto. Nella scuola secondaria di II grado, uno dei tre componenti è eletto tra gli studenti.

ART. 12
Il dirigente scolastico
1. Il Dirigente scolastico ha la rappresentanza legale dell’istituzione scolastica e, nell’osservanza delle competenze degli organi collegiali di istituto:
a) garantisce la puntuale esecuzione delle delibere degli organi collegiali delle scuole;
b) presiede il collegio dei docenti e i consigli di classe, interclasse ed intersezione.
2. Spettano inoltre al Dirigente Scolastico le attribuzioni già previste nelle lettere d), e), f), g), h), i) ed l), dell’art. 396 del Decreto Legislativo n. 297/94.
3. In caso di assenza o di impedimento il Dirigente Scolastico è sostituito da un docente designato dal Collegio dei docenti.
4. I posti vacanti di Dirigente Scolastico sono coperti per incarico dai docenti in possesso dei requisiti per partecipare al relativo concorso sulla base di una selezione a livello provinciale per titoli.

ART. 13
Partecipazione e diritti degli studenti e delle famiglie
1. La partecipazione ed i diritti degli studenti e delle famiglie si realizzano in conformità delle disposizioni previste negli articoli 12,13,14 e 15 del Decreto Legislativo n. 297/94.
2. Il regolamento di istituto prevede le forme e le modalità di svolgimento delle assemblee di cui al comma precedente, tenendo conto della dislocazione degli eventuali plessi scolastici.

ART. 14
Reti di scuole
1. Fermo restando le disposizioni di cui all’art. 7 del DPR n. 275/99, ciascun Consiglio di istituto delibera in merito alla costituzione e/o adesione alle reti di scuole e alla designazione dei relativi rappresentanti, scelti in misura paritaria tra docenti e genitori (nella scuola secondaria studenti).
2. Il dirigente scolastico fa parte di diritto ed in posizione paritaria della rappresentanza dell’istituzione scolastica.

ART. 15
Organi di governo della scuola a livello territoriale e nazionale
1. Gli organi di governo della scuola a livello territoriale e nazionale sono:
a) il Consiglio Nazionale dell’Istruzione;
b) il Consiglio scolastico regionale;
c) i consigli scolastici locali.

ART. 16
Consiglio Nazionale dell’Istruzione
1. Il Consiglio Nazionale dell’istruzione è l’organo di garanzia dell’autonomia della Scuola Statale e della libertà di insegnamento di cui all’art. 33 della Costituzione
2. Il Consiglio Nazionale dell’istruzione è formato da 20 componenti di cui:
a) 10 eletti dalla componente elettiva che rappresenta la scuola statale nei consigli scolastici locali;
b) 5 designati dal Consiglio Nazionale dell’Università nell’ambito del personale docente delle Università.
c) 5 designati dalla Conferenza Stato – Regioni, scelti tra personalità di elevata cultura e di comprovata esperienza professionale sulla base di una valutazione comparativa dei relativi curricula.
3. La partecipazione all’interno della componente di cui al punto a) è incompatibile con cariche esecutive (o direttive), ai diversi livelli nelle Organizzazioni Sindacali, e nei partiti politici e con la condizione di parlamentare. La permanenza dell’incompatibilità determina la decadenza dalla carica di cui al punto a).
4. Il Consiglio elegge a maggioranza assoluta dei componenti il Presidente e l’Ufficio di presidenza composto da quattro membri scelti tra gli appartenenti alle categorie di cui alle lettere a) e b).
5. La carica dei componenti del Consiglio Nazionale dell’istruzione non dà diritto ad alcuna indennità, ma soltanto al rimborso delle spese regolarmente documentate, secondo le disposizioni vigenti per i dipendenti pubblici.

ART. 17
Attribuzioni del Consiglio Nazionale dell’Istruzione
1. Al Consiglio Nazionale sono attribuite le competenze già previste per il Ministro nell’art. 8, 9, 10, 11 e 12 del DPR n. 275/99.
In alternativa
Tutte le attribuzioni conferite al Ministro dagli artt. 8,9,10,11 e 12 dal DPR n. 275/99 nonché le competenze per le nomine delle Commissioni di esami per i concorsi e di studio sono esercitate dal Ministro, previo parere conforme del Consiglio Nazionale che deve essere formulato entro trenta giorni.
2. Il Consiglio inoltre esprime parere obbligatorio sulle seguenti materie:
a) determinazione degli organici del personale docente ed ATA delle istituzioni scolastiche e relativa ripartizione a livello regionale;
b) destinazione delle risorse finanziarie alle istituzioni scolastiche a qualsiasi titolo;
c) su ogni altro atto del MIUR e MEF concernente il sistema scolastico e le relative risorse finanziarie;
3. Il Consiglio nella formulazione dei pareri di cui al comma 2 deve garantire l’equilibrato sviluppo nel Paese delle istituzioni scolastiche e sollecitare gli interventi necessari per eliminare eventuali situazioni di criticità e di inadeguata efficienza.
4. Il Consiglio deve formulare i propri pareri nel termine di quarantacinque giorni con l’obbligo delle Amministrazioni ad una esplicita ed adeguata motivazione in caso di dissenso totale o parziale. Tutti gli atti per i quali è previsto il parere obbligatorio del Consiglio Nazionale dell’istruzione, in mancanza di detto parere, sono nulli.
5. Le delibere del Consiglio Nazionale dell’istruzione sono immediatamente esecutive e devono essere tempestivamente pubblicate nella Gazzetta Ufficiale oltre che nel sito del MIUR.
6. Le delibere del Consiglio Nazionale dell’istruzione possono essere annullate soltanto in sede giurisdizionale oppure, per manifesta illegittimità, dal Governo.
7. Il Consiglio Nazionale dell’istruzione nella sua prima seduta delibera il regolamento del proprio funzionamento.
8. Il regolamento per l’elezione e la designazione dei componenti del Consiglio Nazionale dell’istruzione è adottato con decreto di natura regolamentare dal Ministro previo parere conforme delle Commissioni Parlamentari e la Conferenza Stato – Regioni.
9. Per l’attività di segreteria e contabilità il Consiglio Nazionale dell’istruzione si avvale di un ufficio di segreteria, costituito d’intesa con il MIUR ed il MEF.

ART. 18
Attività di studio e consulenza
1- Per lo svolgimento dell’attività di cui all’art. 17 sono assegnati alle dipendenze funzionali del Consiglio Nazionale dell’istruzione i competenti dipartimenti del MIUR, compreso il sevizio ispettivo, nonché l’INVALSI4, fermi restando i rapporti di lavoro del personale.

4 Se il CNI deve svolgere in materia didattica le competenze oggi attribuite al Ministro, deve poter disporre di apparati amministrativi e tecnici adeguati, nell’ipotesi invece del Parere Conforme le strutture tecniche sono sempre necessarie, ma molto più agili.

ART. 19
Consigli scolastici regionali
1. I Consigli Scolastici Regionali sono organi di partecipazione democratica ed, oltre alle attribuzioni già previste dall’art. 4 del Decreto Legislativo 24/06/1999 n. 233, hanno il compito:
a) di collaborare con il Consiglio Nazionale dell’istruzione per tutte le attività di competenza di detto organo, anche per quanto concerne l’attività consultiva prevista dall’art. 4 del DPR n. 233/99;
b) di esprimere parere obbligatorio sull’attività di programmazione dell’offerta formativa predisposta dalla Regione;
c) di esprimere parere vincolante, a garanzia della libertà di insegnamento, in materia disciplinare nei confronti del personale docente in servizio nelle istituzioni scolastiche della Regione per le sanzioni più gravi della censura;
d) di esprimere parere vincolante per l’annullamento d’ufficio, in caso di manifesta illegittimità delle delibere del Consiglio d’Istituto, del Collegio dei docenti e dei consigli di classe, interclasse ed intersezione;
e) di deliberare lo scioglimento del Consiglio d’Istituto nell’ipotesi di cui all’art. 6 della presente legge;
f) formula proposte alla Regione ed al Consiglio Nazionale dell’istruzione;
2. Per lo svolgimento della propria attività è assegnato dall’Ufficio Scolastico Regionale alle dipendenze funzionali del Consiglio Scolastico Regionale un ufficio di segreteria, fermi restando i rapporti di lavoro del personale.

ART. 20
1. Il Consiglio Scolastico Regionale è costituito dai presidenti dei consigli scolastici locali, da un numero corrispondente di componenti eletti dalla rappresentanza del personale della scuola nei consigli scolastici locali e da tre rappresentanti delle Università della Regione, designate dai Rettori.
2. Non sono eleggibili i docenti che coprono cariche esecutive (o direttive) nelle Organizzazioni Sindacali e nei partiti politici, nonché i parlamentari e consiglieri regionali. La permanenza dell’incompatibilità determina la decadenza dalla carica di cui al comma 1.
3. Il Consiglio elegge a maggioranza assoluta il Presidente ed un Ufficio di presidenza composto da tre rappresentanti della componente elettiva.
4. Il Consiglio Scolastico Regionale per lo svolgimento della propria attività, adotta a maggioranza assoluta, un regolamento che deve in particolare disciplinare, nel rispetto delle leggi vigenti e con le garanzie del contraddittorio e della partecipazione, le procedure per le attribuzioni di cui all’ art. 19, comma 1 lettere c), d), e).

ART. 21
1. I consigli scolastici locali istituiti in conformità all’art. 5 del DPR n. 233/99 e svolgono le attività previste in dette disposizioni.

ART. 22
Abrogazioni
1. Sono abrogate tutte le norme in contrasto con la presente legge ed in particolare le norme che prevedono contributi, sotto qualsiasi forma, alle scuole private, ancorché paritarie.

ART. 23
Copertura finanziaria
1. All’onere della presente legge si provvede con la soppressione della spesa complessiva per contributi, sotto qualsiasi forma, per le scuole private e per il residuo con la corrispondente riduzione delle spese previste per il Ministero della Difesa nel bilancio dello Stato.

29 novembre Edscuola Miglior Sito Web Educazione 2012

Ho il piacere di segnalarvi che Educazione&Scuola è stato nominato Miglior Sito dell’Anno 2012 per la categoria Educazione, come “sito Web con la maggior media di punteggi per navigazione, contenuto e design“.

A nome mio personale e di tutta la nostra redazione ringrazio tutti voi che con il vostro voto e la continua attenzione al nostro lavoro avete consentito questo successo.

Dario Cillo

La politica miope di chi risparmia sulla scuola

La politica miope di chi risparmia sulla scuola

Benedetto Vertecchi

l’Unità

SONO TRASCORSI POCO PIÙ DI QUARANT’ANNI DALLA PUBBLICAZIONE,NEL1971,DI DESCOLARIZZARELASOCIETÀ, IL SAGGIO in cui Ivan Illich tratteggiava uno scenario caratterizzato dalla progressiva riduzione della presenza della scuola nel mondo contemporaneo. All’educazione scolastica si sarebbero sostituite altre forme di comunicazione, tramite le quali sarebbe stato assicurato il passaggio dei repertori di conoscenze dalle generazioni più anziane verso quelle più giovani. Il libro di Illich suscitò un dibattito molto vivace, che periodicamente si riaccende quando le politiche scolastiche dei diversi Paesi lasciano intravedere scelte che vanno nella direzione della descolarizzazione o in quella della ripresa e dell’adeguamento dell’idea di scuola e delle pratiche dell’educazione al presentarsi di nuove esigenze. La prima posizione, quella favorevole alla descolarizzazione, trovò maggiore consenso dove prevalevano politiche di conservazione, o esplicitamente reazionarie. Le proposte di Illich furono considerate l’inizio di una nuova stagione educativa in Paesi (per esempio, nell’America latina) in cui il sistema scolastico era del tutto insufficiente, ma nei quali non c’era alcuna propensione ad un maggiore impegno di risorse per l’istruzione. L’atteggiamento nei Paesi che avevano compiuto scelte impegnative per lo sviluppo dei sistemi scolastici furono, invece, sostanzialmente negative. In Italia, due attenti interpreti delle trasformazioni in atto nell’educazione, come Lucio Lombardo Radice e Aldo Visalberghi, non esitarono a porre in evidenza il carattere intrinsecamente regressivo delle proposte di Illich, che privavano la scuola di una funzione essenziale, quella di collegare l’istruzione (ossia le pratiche volte ad assicurare il passaggio sistematico di repertori conoscitivi) alla socializzazione (consistente nel porre in comune elementi culturali non limitati a insiemi ordinati di conoscenze, ma capaci di consentire la condivisione di simboli che consente di esprimere il proprio pensiero e di comprendere quello espresso da altri). Va notato che i ritorni di fiamma delle proposte esplicitamente o implicitamente orientate alla descolarizzazione sono intervenute per sostenere politiche volte a ridurre la spesa per il funzionamento del sistema scolastico, per lo più amplificando, senza che fosse possibile riferirsi a esperienze obiettivamente verificate, la valenza a fini educativi dei nuovi mezzi per la comunicazione offerti dallo sviluppo della tecnologia. In altre parole, la descolarizzazione ha assunto implicazioni ideologiche, mediate da soluzioni rivolte in apparenza a modernizzare l’educazione. Si è trattato, e si tratta, di implicazioni centrate sulla contrapposizione manichea delle soluzioni che possono assicurare una riduzione dei costi a quelle che richiedono necessariamente investimenti di maggiore consistenza. Quello che ne deriva è un manicheismo miope, perché i risparmi che si ritiene di poter realizzare nell’immediato sono la premessa per perdite ben maggiori a medio e a lungo termine. L’asprezza che stanno assumendo i toni del dibattito educativo in Italia vede da un lato il governo schierato a favore di una descolarizzazione avvolta da fastosità modernizzatrici e dall’altro i sostenitori di un modello di educazione scolastica che ha le sue origini nell’affermazione del diritto all’educazione enunciato oltre due secoli fa, in piena rivoluzione, dall’Assemblea nazionale francese. La descolarizzazione corrisponde a un’ipotesi di disgregazione sociale, mentre il diritto all’istruzione corrisponde a un’assunzione di consapevolezza e di progettualità collettiva che investe il profilo culturale della popolazione. Gettare discredito sulla scuola, ridurne il tempo di funzionamento, svalutare il lavoro degli insegnanti, subordinare la didattica a operazioni di contabilità minuta sono passaggi preliminari che hanno come sbocco processi di descolarizzazione. Quel che i sostenitori di una modernizzazione funzionale solo a obiettivi di contenimento della spesa non considerano è che le politiche scolastiche hanno successo solo quando raccolgano consenso, almeno di parte della popolazione, sugli intenti da perseguire. Non starò qui a ricordare che la politica scolastica in Italia sta andando in controtendenza rispetto a quanto avviene in altri Paesi industrializzati. Voglio invece ricordare che l’obiettivo del contenimento del sistema scolastico costituiva un punto centrale nella riforma del 1923, che reca il nome del ministro Gentile. La parola d’ordine che si voleva affermare era «poche scuole ma buone». Il risultato fu che pochi anni dopo la sua emanazione la domanda sociale costrinse il governo fascista a rivedere proprio il criterio del contenimento.

Ascoltiamo gli insegnanti

Ascoltiamo gli insegnanti

Si dà troppo spazio a voci lontane dalla realtà delle scuole

Corriere della sera

di CLAUDIO GIUNTA

U n’aula scolastica o universitaria di oggi assomiglia ben poco a un’aula scolastica o universitaria di mezzo secolo fa: sono diversi i numeri, gli abiti, i volti, la proporzione tra i sessi, la composizione sociale, le relazioni tra studenti e professori. Ora, a fronte di questa rivoluzione culturale, l’insegnamento scolastico e universitario non è cambiato molto, sia che si guardi alle sue forme (i modi attraverso i quali il sapere viene comunicato) sia che si guardi alla sua sostanza (le cose che si insegnano). Questo conservatorismo di fondo è, a mio avviso, del tutto legittimo, posto che il primo compito della scuola e dell’università è comunicare ai giovani il sapere accumulato. Tuttavia, dire che i giovani devono essere messi di fronte a quanto di meglio la loro civiltà, o la civiltà umana tout court ha prodotto nei secoli passati è una formula ambigua, dal momento che ogni corpus di conoscenze presuppone una selezione, e che questa selezione non può compiersi una volta per tutte ma richiede ogni volta di essere rinnovata e giustificata. Di qui, insomma, la necessità di una verifica, di qui l’opportunità della domanda intorno a «che cosa studiare a scuola». Questa verifica, già ardua di per sé, non mi pare venga facilitata dal profilo dei verificatori. Mi pare infatti che il dibattito sulla scuola sia polarizzato tra, da un lato, enunciati teorici di sublime astrattezza formulati da docenti universitari che vivono per lo più nel mondo della luna e, dall’altro lato, disposizioni pratiche formulate da tecnici della pedagogia altrettanto alieni dalla compromissione con la realtà delle classi scolastiche, quella realtà della quale gli unici veramente esperti, gli unici dei quali sarebbe interessante ascoltare il parere, sono gli insegnanti. Nell’ambito umanistico, che è quello che mi è più famigliare, il problema dell’acculturazione si converte soprattutto in un problema di cronologia, e insomma di distanza delle discipline e degli argomenti insegnati rispetto all’oggi. Da un lato, vogliamo che gli studenti imparino che cosa è successo nella tradizione italiana ed europea, e che entrino in contatto con opere che appartengono a epoche e mondi lontani dalla loro esperienza. Dall’altro, non vogliamo che vivano il presente da stranieri, vogliamo che tengano gli occhi aperti su ciò che li circonda e che imparino a conoscere e ad amare opere che hanno un rapporto meno mediato con la loro vita — non solo libri, dunque, ma anche film, canzoni, fumetti. In altre parole, è ben chiaro che la formazione umanistica passa e deve continuare a passare attraverso le opere d’arte del passato, anche del passato remoto, tanto più quando ogni altra agenzia educativa cospira in una sorta di presentificazione della vita intellettuale: dove dovrebbe sopravvivere, la cura per il passato, se non nella scuola? E tuttavia, la scuola oggi non opera nel vuoto e nel silenzio ma in un ambiente che è saturo di informazioni e di stimoli latamente culturali. Oltre a svolgere la sua tradizionale funzione formativa, oltre a condividere con gli studenti il sapere accumulato, alla scuola spetta perciò anche il compito di dar loro i mezzi per reagire all’infinita quantità di cose che essi assorbono durante la loro vita extrascolastica. Che fare, dunque? Dare ragione al mondo? Almeno in parte sì. E nel caso concreto: rinunciare alla storia? Insegnare letteratura seguendo la traccia dei generi, dei tipi testuali, mettendo in secondo piano, magari obliterando, la cronologia? La sola volta che ho esposto in pubblico queste mie perplessità, uno dei presenti mi ha risposto che «è grazie a idee come queste se gli studenti escono da scuola senza sapere la differenza tra Rinascimento e Risorgimento». È un’obiezione che prendo molto sul serio: non vorrei che succedesse questo. Però vorrei anche osservare due cose. La prima è che io conosco molte persone che, nonostante abbiano «fatto» la storia della letteratura a scuola, si trovano ad avere in testa, anziché conoscenze reali, delle etichette posticce. La macchina scolastica produce ancora troppa retorica, e la retorica produce stupidità: non è detto che ne produrrebbe di meno se cambiassimo i programmi scolastici, ma qualche rettifica potrebbe essere salutare. La seconda è che una conoscenza reale, critica, di un numero limitato di temi vale più della conoscenza superficiale del «tutto» che un corso di letteratura dalle origini ai giorni nostri (o l’equivalente in altri ambiti) promette di dare. Vogliamo formare delle persone che vivano bene il loro tempo, non dei disadattati. Ma insegnare tutto non si può. E non solo perché manca il tempo, ma perché una sola testa non potrebbe contenere tante nozioni, e tanto disparate: verrebbe fuori soltanto confusione. D’altra parte, però, non possiamo neppure accontentarci di ripetere le cose che ci hanno insegnato nel modo in cui ce le hanno insegnate. Occorre una nuova formula, o un ventaglio di nuove formule. Nuove meno negli ingredienti (non s’inventa niente) che nel dosaggio. Tra le tante possibili, ecco due ovvietà. La prima. Posto che attitudini come la concentrazione e la capacità di approfondimento ci stanno più a cuore della quantità delle nozioni apprese, i ragazzi dovrebbero essere incoraggiati a leggere più libri per intero, non tanto i Grandi Libri del passato remoto quanto i romanzi e, soprattutto, i saggi del Novecento. Tuttavia il momento della formazione non coincide con quello dell’informazione: perciò dovremmo resistere alla tentazione di comunicare agli studenti tutti i nostri interessi del momento, o i nostri entusiasmi. Qualcuno, sì; tutti, no. La seconda. Non credo sia ancora abbastanza chiaro a tutti quanto l’esistenza di Internet abbia reso necessaria la conoscenza dell’inglese. Prima era un atout in più per trovarsi un lavoro o per viaggiare. Oggi leggere o non leggere l’inglese, capirlo o non capirlo, significa potere o non potere accedere ai migliori prodotti culturali che circolano in Rete: musica, film, riviste, informazione. Più del digitale (tutti sanno usare Facebook) è questa, oggi, la vera linea di separazione tra i colti e gli incolti, cioè tra i futuri ricchi e i futuri poveri…

Italia 24esima nella classifica globale dei sistemi educativi

da Tecnica della Scuola

Italia 24esima nella classifica globale dei sistemi educativi
The Economist Intelligence Unit e la casa editrice Pearson hanno messo a confronto i sistemi educativi di 40 paesi, a partire da circa 60 parametri. L’Italia si situa nella fascia media, dopo Germania e Regno Unito. Prime Finlandia e Corea del Sud
A dirlo è “The Learning Curve”, il nuovo rapporto sull’educazione a livello globale, realizzato da The Economist Intellingence Unit insieme alla casa editrice Pearson. Le due nazioni dove i sistemi scolastici sono all’avanguardia e che danno i risultati migliori sono dunque Finlandia e la Corea del Sud. “In un ipotetico G8 dei migliori sistemi educativi, troveremmo molti paesi asiatici (Hong Kong, Giappone, Singapore), pochi europei (Gran Bretagna, Olanda) e la Nuova Zelanda. Per imbatterci nell’Italia, dovremmo invece scendere giù, fino alla 24esima posizione (su un totale di 40), dopo la Germania (15esima) e gli Stati Uniti (17esimi), ma – se ci può consolare – anche prima dei cugini francesi (25esimi) e spagnoli (28esimi).” Per la prima volta si è provato a costruire un indice globale dei sistemi di istruzione nazionali, mettendo a confronto 40 paesi in base a 60 diversi parametri: dai risultati dei test OCSE-Pisa e TIMSS agli investimenti governativi, passando per gli stipendi del personale docente e il rapporto alunni-professori, senza tralasciare indicatori economici come il tasso di occupazione dei diplomati/laureati, il reddito percepito e il benessere generale di ogni paese. Il tutto a partire dalla convinzione che la scuola rappresenta un sistema complesso, ma conoscerlo meglio, soprattutto in chiave comparativa, può aiutare a delineare politiche più efficaci. Gli autori del report citano l’esempio della Germania dove, a partire dai risultati de test Pisa, si è aperto un grande dibattito nazionale che ha portato a significative trasformazioni nell’approccio educativo: ora Berlino può vantare performance decisamente migliori. “The Learning Curve” conferma che le prime della classe in quanto ad educazione sono la Finlandia e la Corea del Sud: “In un certo senso – scrivono gli autori – è difficile immaginare due sistemi più diversi: quello coreano è molto rigido e orientato ai test, con gli alunni che studiano davvero tanto; quello finlandese, invece, è più rilassato e flessibile”. Ma, allo stesso tempo, mettendo a confronto altri indicatori, emergono anche alcuni punti in comune tra i due paesi: entrambi condividono una classe docente di alto livello e danno una forte centralità all’educazione sia a livello politico che sociale. Prova ne sono non solo gli investimenti governativi (12% in Finlandia e 15% in Sud Corea del totale di spesa pubblica, a fronte del 9% italiano), ma anche l’equità con cui si accede alla formazione (in Finlandia l’Università è gratuita) o lo status sociale dei docenti. “La Finlandia rappresenta un caso-studio eccezionale da questo punto di vista – scrivono gli autori del report – I bambini vanno a scuola più tardi; le ore di insegnamento sono di meno rispetto agli altri paesi; non ci sono compiti a casa; gli insegnanti stanno di meno con i bambini. Facendo una stima, si potrebbe dire che gli italiani vanno a scuola tre anni di più”. Eppure, questo non sembra premiare il nostro sistema educativo nella classifica globale. Nella sua versione online, il report mette a disposizione diversi strumenti di visualizzazione interattiva dei dati. Mettendo, ad esempio, a confronto l’Italia con altre nazioni simili europee (Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna), emergono con chiarezza quali sono i punti di forza e di debolezza. Innanzitutto, il Belpaese investe meno di tutti in educazione (9% della spesa pubblica, a fronte dell’11% in Spagna). Siamo invece in linea con gli altri paesi in quanto ad anni trascorsi nel sistema scolastico (fino a 16 anni). Facciamo meglio, poi, in quanto a rapporto medio di alunni per docente nella scuola secondaria: 10, a fronte dei 12 della Francia e i 13 della Germania. Anche gli stipendi  degli insegnanti sono in linea con quelli medi del paese, in una proporzione maggiore, comunque, rispetto a Regno Unito e Francia. Quanto a numero di laureati, l’Italia (31%) è sullo stesso livello di Germania e Spagna (entrambe 29%), ma ben al di sotto del Regno Unito (50%). Resta comunque molto alta la percentuale di laureati disoccupati. Se gli oltre 60 indicatori presi in esame possono aiutare a capire lo stato attuale della scuola, gli autori ripetono spesso che non bisogna fermarsi alla sola analisi quantitativa. Innanzitutto perché – è questa la prima delle cinque raccomandazioni rivolte a chi si occupa di scuola – “non esistono formule magiche” che possano offrire “soluzioni semplicistiche. Spendere molti soldi in educazione raramente produce risultati (…) Meglio focalizzarsi su obiettivi di lungo termine, coerenti e di sistema”. A cominciare, magari, proprio dalla classe insegnante: “Buoni docenti sono essenziali per un’educazione di alto livello. Trovarli e trattenerli non è solo questione di stipendi alti. C’è anche bisogno di trattarli come validi professionisti”. Importante è anche il ruolo dei genitori: “Non sono né nemici, né eroi. Meglio sforzarsi di tenerli informati e collaborare insieme”. Infine, un richiamo di dovere all’innovazione: “La maggior parte dei lavori di oggi non esistevano 20 anni fa. I sistemi educativi devono considerare quali competenze avranno bisogno gli studenti nel futuro”. E anche qui, un’altra lezione arriva dalla Corea del Sud, dove da circa 20 anni i docenti fanno corsi di aggiornamento informatico e tutti i libri di testo delle elementari sono già digitali: entro il 2015 lo saranno per tutti gli altri ordini di studi. In Italia siamo ancora alle prime, timide sperimentazioni. (da http://tg24.sky)

Profumo: “Si può togliere l’Imu sulle scuole paritarie”

da Tecnica della Scuola

Profumo: “Si può togliere l’Imu sulle scuole paritarie”
Il ministro dell’Istruzione ha annunciato che proverà a convincere il premier ad esentare gli istituti paritari dal pagamento della tassa sugli immobili.
Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha annunciato che nella riunione del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo si farà portatore di un’istanza a Monti per l‘esenzione dell’Imu per le scuole paritarie, comprese quelle cattoliche. “Mi farò portatore positivo con il presidente Mario Monti di questa richiesta” ha affermato il ministro, rispondendo alla deputata Luisa Santolini dell’Udc, che aveva affermato che “l’Imu è un problema molto grosso e le scuole paritarie fanno risparmiare ogni anno allo Stato sei miliardi di euro” e per questo aveva chiesto che le scuole paritarie venissero esonerate dal pagamento dell’Imu. Oltre alla deputata dell’Udc, un appello in tal senso era venuto anche dal presidente di Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), Roberto Gontero, che aveva affermato: “Già attualmente le rette non coprono per intero i costi di esercizio delle scuole non statali, che, se fossero sottoposte all’Imu, sarebbero costrette a chiudere o a aumentare i corrispettivi in misura non più sostenibile dalle famiglie”.

Concorso, le risposte esatte ai quesiti e il segreto di… Pulcinella: sul web i test con le risposte

da Tecnica della Scuola

Concorso, le risposte esatte ai quesiti e il segreto di… Pulcinella: sul web i test con le risposte
di A.G.
Il Miur decide a sorpresa di non pubblicare l’esito delle 3.500 domande, limitandosi a proporle all’interno di un simulatore. Sempre su internet però, su siti privati, comincia a circolare la batteria completa di test con le rispettive risposte corrette. Ora, se si tratta di quelli che i 321mila candidati ritroveranno il 17 o 18 dicembre, mettendo da parte la clamorosa fuga di notizie, che senso ha tenerli ancora oscurati?
Diventa quasi kafkiana la vicenda delle domande preselettive del concorso a cattedra che il ministero dell’Istruzione sembra aver deciso di proporre solo attraverso un simulatore che non indica le risposte esatte. A differenza di quanto era stato assicurato dai funzionari del Miur che lavorano da mesi nell’organizzazione della procedura concorsuale, la batteria completa dei 3.500 quesiti da cui il “cervellone” informatico estrapolerà i 50 (personalizzati) del giorno della prova, non è stata pubblicata. E sembra che non sia dovuto ad un problema tecnico.
La decisione ha lasciato sconcertati tantissimi dei 321mila partecipanti. Che infatti non hanno esitato a protestare. Tempestando di telefonate il dicastero di viale Trastevere, i sindacati, in particolare Anief e Flc-Cgil e le redazioni giornalistiche specializzate nella scuola.
Dal Miur sinora non sono giunte repliche. Il problema è che nel frattempo in alcuni siti internet privati sono stati inseriti i quesiti tanto richiesti, completi dei quattro item e con l’indicazione di quello esatto. Ecco, a titolo dimostrativo, cosa riporta, in uno di questi siti internet, la schermata iniziale per accedere alle domande: “Vuoi esercitarti con i singoli argomenti? Con” il nostro sito “puoi farlo, conoscendo immediatamente le risposte esatte dei quesiti che ti vengono proposti, subito dopo aver dato la tua risposta. Scegli l’argomento per iniziare un nuovo test: Logica; Comprensione verbale; Informatica; Lingua inglese; Lingua francese; Lingua tedesca; Lingua spagnola”. Se si tenta poi di rispondere alle domande e si clicca sugli item, il sistema indica immediatamente, in basso, l’esito della scelta indicata. Questa la dicitura che appare: “Risposta esatta” oppure “Risposta sbagliata, la risposta esatta era quella” A, B, C o D.
Ora, se questi test dovessero rivelarsi veramente quelli ufficiali, ci troveranno di fronte ad una clamorosa fuga di notizie. Su cui il Miur farebbe bene a indagare. Ma soprattutto ci troveremmo di fronte ad un segreto di… Pulcinella. A questo punto che senso ha ancora tenere oscurate le agognate domande con le risposte esatte?

Precari, il Governo non molla: mancano i soldi, no alle assunzioni automatiche

da Tecnica della Scuola

Precari, il Governo non molla: mancano i soldi, no alle assunzioni automatiche
di A.G.
Mentre sembra slittare l’accordo quadro per definire nuove regole, la Funzione Pubblica apre al riconoscimento del servizio non di ruolo per i concorsi: pronto un emendamento nella legge di stabilità. Finalmente dati realistici sui supplenti della scuola: 135mila. Oltre la metà di tutti quelli del pubblico impiego.
Per i precari della pubblica amministrazione sembra aprirsi qualche spiraglio: nel secondo incontro sul tavolo sul precariato tenuto il 28 novembre presso il ministero della Funzione Pubblica, alla presenza dei sindacati, dai rappresentanti del Governo sono stati finalmente diffusi dei dati decisamente più corposi e realistici, rispetto a quelli emessi qualche giorno fa e contestati dalla Cgil, sul personale non di ruolo oggi in servizio con un contratto di tipo statale: si tratta di circa 250 mila lavoratori. Un numero altissimo, che prevede, come minimo, una misura “tampone”.
Una misura che si tradurrà in una proroga in grado di superare le scadenze immediate dei contratti precari, con una norma che verrà inserita nella legge di stabilità. A riferirlo Antonio Naddeo, capo dipartimento del ministero della Funzione Pubblica. Certo, non tutti i contratti (come quelli della scuola) sono in scadenza a dicembre, ma una buona fetta si concludono a fine anno e la soluzione “tampone” prevederebbe una proroga fino al 31 luglio del 2013. In questo modo ci sarebbe il tempo necessario per un accordo quadro definitivo sul tema. Una cosa, comunque, è certa: si parla di proroga dei contratti e non di assunzioni a titolo definitivo. Il Governo è stato chiaro: i soldi non ci sono. Questi i numeri ufficiali sul fenomeno del lavoro flessibile, secondo gli ultimi conti della Ragioneria Generale dello Stato, forniti oggi da Naddeo: i precari sono 135 mila nella scuola, 14.800 nello Stato (di questi 3.600 solo per i vigili del fuoco), in Sanità 35.194, in regioni e enti locali 52.098 mentre nelle regioni a statuto speciale sono 12.760. Con la proroga, riferisce Naddeo, “non abbiamo più la ghigliottina per definire l’accordo quadro”. La misura, secondo quanto riferiscono i sindacati, dovrebbe essere sul tavolo del Cdm venerdì 30 novembre e formalizzata eventualmente ai sindacati in un nuovo incontro convocato per lunedì 3 dicembre. Sempre attraverso un emendamento alla legge di stabilità, si starebbe inoltre studiando un’altra misura in grado di permettere nei concorsi pubblici di valutare l’anzianità di servizio come lavoratore precario. Per la Cgil è “un risultato positivo e utile frutto della nostra iniziativa. In attesa di leggere il testo della ‘proroga’ e dell’accordo quadro – dice Michele Gentile, responsabile Settori pubblici della Cgil Nazionale – salutiamo questo come un risultato positivo e utile, frutto della nostra iniziativa, che permette di costruire un percorso che per quanto ci riguarda prevede la stabilità dei precari della Pa”.
Critica, invece, la Usb Scuola, presente al tavolo attraverso l’USB P.I.: il sindacato di base ha spiegato di aver “dato il suo assenso alla proposta di proroga per i contratti in scadenza a patto che questa riguardi tutti i precari per i quali ci sono difficoltà di rinnovo. Assolutamente insufficiente è apparsa invece l’ipotesi di riconoscimento nei concorsi pubblici del servizio prestato. Per l’USB P.I. il precariato è un problema politico e necessità di una soluzione politica, pertanto l’accordo quadro all’ARAN non è in grado di dare reali risposte ai lavoratori precari della P.A”.
Per L’USB P.I. l’obiettivo da raggiungere è solo uno: i precari del pubblico impiego sono “lavoratori essenziali per il funzionamento delle Amministrazioni e per l’erogazione dei servizi ai cittadini e che l’unica soluzione definitiva al problema può essere soltanto la stabilizzazione”. Che però da questo Governo non potrà certo arrivare. E nemmeno dai successivi, probabilmente, vista la difficile situazione economica in cui versa il Paese.

Esercitatore del Miur fa buca con acqua

da Tecnica della Scuola

Esercitatore del Miur fa buca con acqua
A sostenerlo l’Anief e Flc-Cgil che, a poche ore dalla decisione del Ministero dell’Istruzione di far esercitare i candidati al concorso senza far conoscere loro l’esito delle 3.500 domande predisposte dalle commissioni di esperti, sono categorici: acqua con buca. E Flc-Cgil: pretendiamo la pubblicazione puntuale delle risposte esatte
Il Coordinamento precari della conoscenza della FLC CGIL in una nota fa sapere che trova scandalose le modalità di somministrazione dei quesiti forniti dal MIUR per consentire ai candidati di esercitarsi per la prova preselettiva del concorso per gli insegnanti. E così la Flc-Cgil, attraverso i precari iscritti al sindacato, è oltremodo critica nei confronti delle modalità predisposte dal Miur per consentire l’esercitazione alle prove preselettive del concorso a cattedra: “non poter verificare, al termine di ogni simulazione, la correttezza o meno delle domande lo troviamo inadeguato e lesivo dei diritti dei candidati. Siamo di fronte a un modello di simulazione che nega al candidato”, continuano i precari Flc-Cgil, “ la possibilità di confrontarsi con gli errori, capire come correggersi e comprendere la logica sottesa al quesito.” Qualsiasi insegnante sa bene, dice la Flc-Cgil, che nelle verifiche scolastiche bisogna segnalare subito gli errori per correggersi, cosa che il Miur sembra negando “ai candidati, che vogliono impegnarsi per affrontare il concorso con serietà, la possibilità di uno studio serio, impegnativo e proficuo.” “Nei concorsi precedenti il Miur ha operato scelte assai diverse, come nel caso del concorso per Dirigenti scolastici dello scorso anno. Chiediamo, quindi, se intenda disconoscere la validità di quelle prove concorsuali o se, piuttosto, non stia dimostrando per l’ennesima volta la superficialità e l’incompetenza nel gestire le questioni della scuola.” “Dal 29 novembre sarà attivata sul sito del MIUR una funzione che consentirà la segnalazione di eventuali osservazioni sui quesiti presenti nell’archivio. Ma quali segnalazioni dovrebbero fare i candidati se non sanno neanche quali domande e risposte contestare?” Per quanto riguarda invece le tipologie, dicono i precari Flc, sembrano domande “domande adatte ad un’intelligenza artificiale ma che poco hanno a che fare con le competenze e le conoscenze che dovrebbe avere un insegnante (cioè quelle relazionali, didattiche e disciplinari) e che verranno valutate solo nell’ultima prova, quella della simulazione di una lezione, alla quale forse i migliori non arriveranno mai perché bocciati alle preselezioni.” Il comunicato conclude pretendendo da parte del Miur “La pubblicazione puntuale delle risposte esatte, che rappresenta un atto dovuto nei confronti di migliaia di cittadini che si impegnano con serietà al superamento di un concorso pubblico.”
Anche Anief oltremodo critica: “Fa acqua da tutte le parti l’esercitatore predisposto dal Ministero dell’Istruzione per permettere agli oltre 320 mila candidati al concorso a cattedra per diventare tra meno di un anno docenti della scuola pubblica italiana: il Miur deve immediatamente pubblicare le risposte esatte, altrimenti rischia di disorientare gli aspiranti docenti anziché permettergli di studiare i contenuti delle prove preliminari fissate per il 17 e 18 dicembre prossimi”. “Il Miur abbia il coraggio di pubblicare le risposte esatte. Se non lo fa, discrimina i partecipanti, i quali già hanno avuto inspiegabilmente dieci giorni in meno, rispetto ai concorsi pubblici passati, per prepararsi attraverso la lettura di tutti i quesiti”. L’Anief si fa portavoce dei candidati, facendo un appello pubblico al Miur, anche per dire che già dal primo giorno il sistema informatico predisposto per rendere pubblici i quesiti è andato in tilt: permangono infatti forti difficoltà a collegarsi, soprattutto per chi non ha la banda larga e diversi problemi nel portare a compimento le sessioni di prova. Ma soprattutto c’è l’amara sorpresa, qualora non si risponda correttamente alle 35 risposte, di non conoscere quelle a cui non si è risposto in modo positivo. “Allora a cosa serve esercitarsi?” “Il sistema sembra quasi tarato per evitare contestazioni immediate contro la formulazione di domande sbagliate. Se così fosse saremmo di fronte ad un grave errore, perché per evitare di affrontare i problemi si cercherebbe di aggirarli con un sistema informatico cervellotico e inefficace”. “Ad essere danneggiati sono tutti i candidati che non sono in possesso di computer e reti di collegamento all’avanguardia. Limitando, inevitabilmente, le loro opportunità. Il Miur non può fare altro che pubblicare, da subito, tutte le risposte esatte. In caso contrario si renderebbe artefice di una clamorosa discriminazione dei partecipanti al concorso. E poi non ci si lamenti dei ricorsi…”.

Ata, avviate le procedure per le nuove posizioni economiche

da Tecnica della Scuola

Ata, avviate le procedure per le nuove posizioni economiche
Con nota Prot. 8887 del 23 novembre 2012, il MIUR fissa le modalità per procedere alla revisione delle graduatorie delle posizioni economiche Ata per l’attribuzione delle posizioni disponibili conseguenti a pensionamento e a cessazioni dal servizio del personale già beneficiario
La nota sul sito della UilScuola A questo fine, i Direttori Regionali, tramite le apposite funzioni informatiche del SIDI, dovranno comunicare le graduatorie provinciali già esaurite ovvero in via di esaurimento, per le quali si richiede l’attivazione a Sistema delle relative procedure concorsuali. La presentazione delle domande, sia per la prima sia per la seconda posizione economica, dovrà avvenire unicamente on-line, dal sito web del Ministero. Non devono presentare alcuna domanda coloro che sono già inclusi nelle graduatorie non ancora esaurite. Con successiva comunicazione sarà reso noto il periodo di presentazione delle domande che cadrà, probabilmente, del mese di febbraio 2013.
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Ai Direttori Regionali Loro Sedi Oggetto: posizioni economiche personale ata – richiesta per nuove graduatorie -– nomine in a.s. 2013/14 su disponibilità al 1° settembre 2013 – Come già operato per gli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013, con la presente sono disciplinate le modalità per procedere alla formulazione delle graduatorie necessarie per il conferimento delle posizioni economiche di cui alla sequenza contrattuale 25 luglio 2008.
Premesso che le posizioni economiche conferibili sono quelle conseguenti a pensionamento e a cessazioni dal servizio del personale già beneficiario, si pone in evidenza che le graduatorie da rinnovare non sono soltanto quelle già esaurite, ma anche quelle in via di esaurimento, nelle quali il numero di aspiranti ancora in attesa di nomina risulti inferiore alle posizioni economiche che si renderanno presumibilmente disponibili nel successivo triennio. Al fine della corretta individuazione delle graduatorie da rinnovare si trasmettono quindi i prospetti, ”allegato 1” e “allegato 2”, relativi rispettivamente al personale beneficiario della prima e della seconda posizione economica che nel triennio 2013-2015 sarà presumibilmente collocato in pensione. Le SS.LL., pertanto, avranno cura di effettuare, entro il 10 dicembre p.v., tramite le apposite funzioni informatiche del SIDI, la comunicazione in ordine ai profili professionali ed alle graduatorie provinciali (già esaurite ovvero in via di esaurimento) per le quali si richiede l’attivazione a Sistema delle relative procedure concorsuali. Nella fase immediatamente successiva le SS.LL. avranno cura di indire, secondo la calendarizzazione e le modalità di seguito riportate, nuove procedure concorsuali per le posizioni economiche da attribuire per surroga dei beneficiari, in quiescenza dal 1° settembre 2013 provvedendo alla contestuale, ampia pubblicizzazione di rito delle graduatorie in argomento.
Di seguito si riportano le indicazioni delle scadenze ed i conseguenti adempimenti: a) disposizioni comuni per la prima e per la seconda posizione economica: Entro il 10 dicembre 2012 il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale individua le graduatorie esaurite o in via di esaurimento, ed inoltra al Ministero la richiesta per le graduatorie da rinnovare; Entro il 17 dicembre l’Amministrazione Centrale comunica eventuali motivi ostativi. In assenza di riscontro dell’Amministrazione Centrale la richiesta si intende autorizzata. Entro il 5 febbraio 2013 il personale interessato presenta la domanda tramite le istanze on-line. Al termine dell’acquisizione delle domande le medesime sono prese in carico sul sistema SIDI a disposizione delle segreterie scolastiche e degli Uffici scolastici degli Ambiti provinciali.
Il mese di marzo è riservato alle regolarizzazioni. b) disposizioni relative alla prima posizione economica: dall’8 aprile 2013: rilascio prenotazione graduatorie provvisorie entro il 18 aprile 2013: esame dei reclami; dal 19 aprile 2013: rilascio prenotazione graduatorie definitive.
c) disposizioni relative alla seconda posizione economica: entro il 10 aprile 2013: consegna file per la prova selettiva; entro il 6 maggio 2013: ricezione file con punteggio prova selettiva; entro il 15 maggio 2013: rilascio prenotazione graduatorie provvisorie; entro il 24 maggio 2013: esame dei reclami; dal 10 giugno 2013: rilascio prenotazione elenchi definitivi del personale da avviare a formazione; a decorrere dal 17 giugno 2013: avvio formazione. Si precisa, inoltre, che le relative domande, sia per la prima sia per la seconda posizione economica, devono essere formulate utilizzando unicamente i modelli on-line, disponibili sul sito web del Ministero. Con successiva comunicazione saranno resi noti i termini di presentazione delle istanze medesime. In conclusione, si ritiene pertanto opportuno ribadire che: 1. Gli aspiranti inclusi nelle graduatorie non ancora esaurite non devono presentare alcuna istanza. I predetti hanno, infatti, titolo ad essere convocati d’ufficio, in relazione alle disponibilità annualmente esistenti e secondo l’ordine di collocazione nelle preesistenti graduatorie” 2. Come innanzi indicato, le graduatorie per le posizioni economiche sono ora finalizzate alle nomine per surroga, in sostituzione del personale già titolare del beneficio. La surroga viene operata a fronte delle cessazioni dal servizio a qualsiasi titolo nonché per effetto dei passaggi in altro ruolo o altra area professionale. Il passaggio in altro profilo professionale della medesima area contrattuale non concretizza disponibilità surrogabile in quanto l’originario titolare della posizione economica mantiene il beneficio economico. Sono, altresì, da considerare surrogabili le disponibilità conseguenti all’acquisizione della seconda posizione da parte del personale già beneficiario della prima. 3. Le eventuali disponibilità della seconda posizione, non assegnate in prima applicazione, neanche per compensazione, costituiscono quota parte da considerare cumulativamente sia per il computo del personale da avviare a formazione sia per il contingente complessivo delle posizioni economiche da attribuire dal 1° settembre 2014.
Si rappresenta, infine, la necessità di ricolmare, ove possibile, a mezzo di eventuali compensazioni, le posizioni economiche utilizzate a favore di altri profili professionali, a causa della mancanza di aspiranti nelle rispettive graduatorie.
IL DIRETTORE GENERALE Luciano Chiappetta

Legge Aprea arenata: studenti soddisfatti

da tuttoscuola.com

L’ondata di critiche mosse da studenti e sindacati alla ex legge Aprea (ddl 953) rende inevitabili nuove modifiche al testo. Modifiche che però rischiano di rendere improbabile l’approvazione della legge entro la corrente legislatura.

Il presidente della commissione Istruzione del Senato, Guido Possa (Pdl) afferma: “I lavori vanno avanti come da programma con audizioni, emendamenti e voto. Certo ci saranno delle modifiche“.

Ma le modifiche, come fa notare il senatore Antonio Rusconi, capogruppo del Pd in commissione Istruzione, “fanno slittare i tempi di approvazione. È chiaro che a quel punto sarà difficile che si possa fare la terza lettura con le elezioni in vista“.

Di “storica vittoria per il movimento studentesco” parla la Rete della conoscenza e anche per Roberto Campanelli, coordinatore nazionale della Unione degli Studenti “la vittoria che stiamo realizzando è da considerare storica, da anni il movimento studentesco non riusciva a bloccare un provvedimento di legge”.

Ma “le proteste non si fermano – prosegue l’Unione degli Studenti – in questi giorni è partita una nuova ondata di occupazioni e autogestioni nelle scuole di Bari, Genova, Bologna, Trieste, Milano, in Molise, Campania e Sicilia”.

A sua volta Federico del Giudice, portavoce della Rete della Conoscenza – annuncia che “saremo in piazza di nuovo nelle giornate di sciopero indette dalla Fiom il 5 e 6 dicembre, per costruire un fronte sociale ampio di chi oggi paga i costi della crisi”.

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 279

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 279 del 29-11-2012

Sommario



LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI



 

DECRETO LEGISLATIVO 29 ottobre 2012, n. 205
Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione siciliana in materia di credito e risparmio. (12G0227)

Pag. 1

 


DECRETI PRESIDENZIALI



DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 agosto 2012
Autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca – Direzione generale per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica, ad assumere 280 unita’ di personale tecnico-amministrativo e 3 unita’ di direttore amministrativo – EP/2 a seguito di mobilita’ intercompartimentale, per l’anno 2012. (12A12559)

Pag. 3

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 novembre 2012
Scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine e nomina della commissione straordinaria. (12A12433)

Pag. 5

 


DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI



MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

 

DECRETO 12 novembre 2012
Modalita’ per il trasferimento delle attivita’ di riscossione, spontanea o coattiva, dell’importo del prelievo supplementare dovuto dai produttori di latte, dal gruppo Equitalia ad enti e organismi pubblici muniti di risorse umane e strumentali, ai sensi dell’articolo 39, comma 13, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. (12A12558)

Pag. 73

 

DECRETO 31 ottobre 2012
Indicazione del prezzo medio dei buoni ordinari del Tesoro a 181 giorni, relativi all’emissione del 31 ottobre 2012. (12A12597)

Pag. 74

 

MINISTERO DELL’INTERNO

 

DECRETO 26 novembre 2012
Modificazioni dell’art. 3 del capitolo VI dell’allegato B del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, come novellato dall’art. 4, punto 4, del decreto 9 agosto 2011 e modificazioni all’art. 6 del medesimo decreto. (12A12618)

Pag. 74

 

MINISTERO DELLA SALUTE

 

DECRETO 31 luglio 2012
Autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto fitosanitario «ALIADO». (12A12560)

Pag. 76

 

DECRETO 31 luglio 2012
Autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto fitosanitario «WINNER». (12A12561)

Pag. 79

 

DECRETO 3 ottobre 2012
Riconoscimento, alla sig.ra Serba Palaguta, di titolo di studio estero abilitante all’esercizio in Italia della professione di infermiere. (12A12260)

Pag. 83

 

DECRETO 3 ottobre 2012
Riconoscimento, alla sig.ra Apostu Silvia Savu, di titolo di studio estero abilitante all’esercizio in Italia della professione di infermiere. (12A12261)

Pag. 83

 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

 

DECRETO 12 novembre 2012
Variazione di denominazione di una varieta’ di pomodoro iscritta al registro nazionale delle varieta’ di specie ortive. (12A12557)

Pag. 84

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 

DECRETO 31 ottobre 2012
Sostituzione del liquidatore della «Latina Scalo Prima», in Aprilia. (12A12552)

Pag. 85

 

DECRETO 31 ottobre 2012
Sostituzione del liquidatore della «C.L.D.», in Trani. (12A12553)

Pag. 85

 

DECRETO 31 ottobre 2012
Sostituzione del liquidatore della «Mek Line», in Roma. (12A12554)

Pag. 86

 

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

 

ORDINANZA DEL CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE 23 novembre 2012
Ulteriori disposizioni urgenti dirette a fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai paesi del Nord Africa. (Ordinanza n. 26). (12A12598)

Pag. 86

 


DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITA’



CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

 

INTESA 25 ottobre 2012
Intesa sulla Modifica all’Accordo Multiregionale per l’attuazione degli interventi cofinanziati dal FEP (Fondo europeo per la pesca) nell’ambito del Programma Operativo 2007-2013. (Repertorio atti n. 198/CSR). (12A12428)

Pag. 88

 


ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI



AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano «Ranibloc» (12A12420)

Pag. 117

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano «Ulcex» (12A12421)

Pag. 117

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano «Raniben» (12A12422)

Pag. 117

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano «Blopresid» (12A12423)

Pag. 117

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano «Abstral» (12A12424)

Pag. 118

 

COMUNICATO
Rettifica dell’estratto della determinazione V & A/1023 del 30 luglio 2012, relativo alla modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Actira». (12A12551)

Pag. 119

 

AUTORITA’ DI BACINO DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, LIVENZA, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE

 

COMUNICATO
Variante al «Progetto di Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino del fiume Tagliamento – 1ª variante» (12A12570)

Pag. 119

 

COMUNICATO
Variante al «Progetto di Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino del fiume Piave – 1ª variante» (12A12571)

Pag. 119

 

COMUNICATO
Variante al «Progetto di Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino del fiume Piave – 1ª variante» (12A12572)

Pag. 120

 

COMUNICATO
Variante al «Progetto di Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino del fiume Brenta-Bacchiglione – 1ª variante». (12A12573)

Pag. 120

 

MINISTERO DELLA SALUTE

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Dexa-Ject» 2 mg/ml (12A12411)

Pag. 120

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei medicinali per uso veterinario «B. Braun Vet Care ipertonica NaCI-Soluzione (7,5 g/100 ml)» e «B. Braun Vet Care Ringer Lattato Hartmann». (12A12412)

Pag. 120

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Ossinova» 200 mg/g polvere orale per uso in acqua da bere o in alimento liquido per vitelli da latte, suini, polli da carne, galline ovaiole e tacchini. (12A12425)

Pag. 121

 

COMUNICATO
Revoca della sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Ivomec Ovini». (12A12426)

Pag. 121

 

COMUNICATO
Revoca della sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Eqvalan». (12A12427)

Pag. 121

 

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

 

COMUNICATO
Determinazione delle “Tariffe” per le attivita’ di verifica periodica delle attrezzature di lavoro di cui all’Allegato VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni. (12A12624)

Pag. 121

 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

 

COMUNICATO
Comunicato relativo al decreto 23 ottobre 2012, recante: «Iscrizione di varieta’ di cereali a paglia al relativo registro nazionale». (12A12549)

Pag. 121

 

COMUNICATO
Comunicato relativo al decreto 24 aprile 2012, recante: «Iscrizione di varieta’ di mais al relativo registro nazionale». (12A12550)

Pag. 122

 

COMUNICATO
Domanda di modifica della denominazione registrata «TRAVIA DA BEIRA BAIXA» (12A12555)

Pag. 122

 

COMUNICATO
Domanda di modifica della denominazione registrata «EMMENTAL FRANÇAIS EST-CENTRAL» (12A12556)

Pag. 122

 


RETTIFICHE



 

ERRATA-CORRIGE
Comunicato relativo all’estratto determinazione V & A /1551 del 9 ottobre 2012 dell’Agenzia italiana del farmaco, recante: «Variazione di tipo II all’autorizzazione, secondo procedura nazionale, del medicinale “Tachifludec”.» (Estratto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 256 del 2 novembre 2012). (12A12587)

Pag. 122

 


SUPPLEMENTI ORDINARI



AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Erifrin» per uso umano. (12A12455) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Tamochir» per uso umano. (12A12456) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Pirestop» per uso umano. (12A12457) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Sedis» per uso umano. (12A12458) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Acab» per uso umano. (12A12459) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Elettrolitica Reidratante con glucosio e calcio gluconato S.A.L.F.» per uso umano. (12A12460) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Elettrolitica Reidratante S.A.L.F.» per uso umano. (12A12462) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Ringer Acetato S.A.L.F.» per uso umano. (12A12461) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Sodio Cloruro SALF» per uso umano. (12A12463) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Ringer Lattato SALF» per uso umano. (12A12464) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Mycostatin» per uso umano. (12A12466) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Acqua per preparazioni iniettabili S.A.L.F.» per uso umano. (12A12465) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Fucidin» per uso umano. (12A12468) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Bivis» per uso umano. (12A12469) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Ilomedin» per uso umano. (12A12467) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Zantac» per uso umano. (12A12470) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Giant» per uso umano. (12A12471) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Sevikar» per uso umano. (12A12472) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Zetamicin» per uso umano. (12A12473) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Adreview» per uso umano. (12A12474) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Cartidont» per uso umano. (12A12475) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Immucytal» per uso umano. (12A12478) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Immucytal» per uso umano. (12A12477) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Feiba» per uso umano. (12A12476) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Immucytal» per uso umano. (12A12479) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Lioresal» per uso umano. (12A12482) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Immucytal» per uso umano. (12A12483) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Immucytal» per uso umano. (12A12480) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Biomunil» per uso umano. (12A12481) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Biomunil» per uso umano. (12A12484) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Biomunil» per uso umano. (12A12485) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Biomunil» per uso umano. (12A12486) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Fanhdi» per uso umano. (12A12488) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Seacor» per uso umano. (12A12487) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Esapent» per uso umano. (12A12490) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Lintos» per uso umano. (12A12489) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Acido Ursodesossicolico Angenerico» per uso umano. (12A12491) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Soriclar» per uso umano (12A12493) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Buscopan Compositum» per uso umano. (12A12494) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Eskim» per uso umano (12A12492) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Clexane» per uso umano (12A12496) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Epalfen EPS» per uso umano (12A12495) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Clexane T» per uso umano (12A12497) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Tilade» per uso umano (12A12498) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Albumina Grifols» per uso umano. (12A12499) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Tilade» per uso umano (12A12501) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Piperacillina e Tazobactam Mylan Generics» per uso umano. (12A12500) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Piperacillina e Tazobactam Kabi» per uso umano. (12A12502) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Malarone» per uso umano (12A12504) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Edronax» per uso umano (12A12503) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Typhim VI» per uso umano (12A12505) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Importazione parallela del medicinale «Tavor (Lorenin)» per uso umano. (12A12507) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Lampoflex» per uso umano (12A12506) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Importazione parallela del medicinale «Dulcolax» per uso umano. (12A12508) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Importazione parallela del medicinale «Yasminelle» per uso umano. (12A12511) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Importazione parallela del medicinale «Xanax 1 mg» per uso umano. (12A12509) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Importazione parallela del medicinale «Xanax 0,5 mg» per uso umano. (12A12510) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Proroga smaltimento scorte del medicinale «Typhim Vi» per uso umano. (12A12514) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Importazione parallela del medicinale «Climen» per uso umano. (12A12512) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Proroga smaltimento scorte del medicinale «Lotemax» per uso umano (12A12516) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Proroga smaltimento scorte del medicinale «Peflox» per uso umano. (12A12515) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Proroga smaltimento scorte del medicinale «Leukeran» per uso umano. (12A12513) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Proroga smaltimento scorte del medicinale «Soluzioni per dialisi peritoneale Baxter» (12A12518) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Atenololo/clortalidone Sandoz» per uso umano. (12A12521) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Proroga smaltimento scorte del medicinale «Dysport» per uso umano (12A12517) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Proroga smaltimento scorte del medicinale «Remifentanil Actavis» per uso umano (12A12519) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Combiseven» per uso umano. (12A12520) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Atenololo Sandoz» per uso umano. (12A12522) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Alfuzosina Ratiopharm» per uso umano. (12A12523) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Neurolite» per uso umano (12A12525) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Aggrastat» per uso umano. (12A12524) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Cisplatino Teva Italia» per uso umano. (12A12526) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

COMUNICATO
Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale «Amlodipina Eurogenerici» per uso umano. (12A12527) (Suppl. Ordinario n. 205)

 

Rassegna Stampa 29 novembre 2012

IN  PRIMO  PIANO

 
   
il Messaggero  del  29-11-2012  
PROFUMO: ESENTARE DAL PAGAMENTO IMU LE SCUOLE PARITARIE (M.Di branco) [solo_testo] pag. 11  
il Giornale  del  29-11-2012  
ARRIVA IL QUIZZONE PER GLI INSEGNANTI: “PROVA UMILIANTE” (F.Angeli) [solo_testo] pag. 10  
Corriere della Sera  del  29-11-2012  
GABRIELE (E GLI ALTRI): “ESISTO” NUOVE SPERANZE DA TELETHON (F.Di frischia) [solo_testo] pag. 31  
   

MINISTRO

 
   
la Repubblica  del  29-11-2012  
MALATTIE GENETICHE TELETHON LANCIA LA RACCOLTA FONDI 2.0 [solo_testo] pag. 22  
la Stampa  del  29-11-2012  
TELEFONINI E SOCIAL NETWORK TELETHON SBARCA SUL WEB (F.Amabile) [solo_testo] pag. 21  
il Tempo  del  29-11-2012  
IL SOGNO DI CICCIO E L’IMPEGNO DI TELETHON PER LA RICERCA (A.Acali) [solo_testo] pag. 8  
il Giorno – ed. Milano  del  29-11-2012  
SCRITTE CONTRO PROFUMO FERMATI QUATTRO WRITERS (T.f.) [solo_testo] pag. 16  
Libero Quotidiano – Ed. Milano  del  29-11-2012  
ARRIVA PROFUMO, NO GLOBAL PRONTI ALLO SCONTRO (S.Garzillo) [solo_testo] pag. 45  
la Stampa  del  29-11-2012  
FESTIVAL DI TORINO HA LA SUA CHARITY (M.Tamburrino) [solo_testo] pag. 39  
   

MINISTERO

 
   
Avvenire  del  29-11-2012  
IMU E SCUOLE PARITARIE: L’IMPEGNO DI PROFUMO (E.Lenzi) [solo_testo] pag. 15  
Avvenire  del  29-11-2012  
“CONCORRENZA” SCOLASTICA: BENEFICI REALI PER TUTTI (R.Carnero) [solo_testo] pag. 2  
la Repubblica  del  29-11-2012  
IL GOVERNO BLINDA L’IMU-CHIESA IL REGOLAMENTO DIVENTA LEGGE (V.Conte) [solo_testo] pag. 15  
Libero Quotidiano  del  29-11-2012  
SCUOLE PARITARIE PROFUMO PENSA DI TOGLIERE L’IMU [solo_testo] pag. 6  
Roma  del  29-11-2012  
PROFUMO: “VIA L’IMU ALLE SCUOLE PARITARIE” (G.Pettinato) [solo_testo] pag. 6  
il Giornale  del  29-11-2012  
LE PARITARIE: “PRIMA LA LIBERTA’ POI L’IMU” (Ag.) [solo_testo] pag. 32  
Tempi  del  05-12-2012  
SCUOLA CHIUSA PER TASSE (D.Ciacci) [solo_testo] pag. 14/17  
Pubblico Giornale  del  29-11-2012  
PROFUMO D’ACCORDO A TOGLIERE L’IMU ALLE PARITARIE [solo_testo] pag. 5  
L’Unita’  del  29-11-2012  
LA POLITICA MIOPE DI CHI “RISPARMIA” SULLA SCUOLA (B.Vertecchi) [solo_testo] pag. 19  
Corriere della Sera  del  29-11-2012  
ASCOLTIAMO GLI INSEGNANTI (C.Giunta) [solo_testo] pag. 51  
la Gazzetta del Mezzogiorno  del  29-11-2012  
UN ISTITUTO FORMATIVO NEL CUORE DEL POLLINO [solo_testo] pag. 31  
la Repubblica  del  29-11-2012  
Int. a M.Mariello: “IO, LO STUDENTE PIU’ BRAVO D’ITALIA TUTTI DIECI, MA NON DITEMI SECCHIONE” (C.Spagnolo) [solo_testo] pag. 23  
la Repubblica  del  29-11-2012  
L’IDENTIKIT DEL “GENIO”: MASCHIO E MERIDIONALE (S.Intravaia) [solo_testo] pag. 23  
Panorama  del  05-12-2012  
PER RILANCIARE L’APPRENDISTATO IMPARIAMO DAI TEDESCHI (S.Luciano) [solo_testo] pag. 85/88  
L’Unita’  del  29-11-2012  
LA MORTE DI ANDREA E LE PAROLE PER CAPIRE (A.Concia) [solo_testo] pag. 19  
Libero Quotidiano  del  29-11-2012  
TU “OKKUPI”? IO DENUNCIO E’ LA RIVOLTA DEI PRESIDI (R.Besana) [solo_testo] pag. 22  
Giorno/Resto/Nazione  del  29-11-2012  
Int. a M.Guerrera: LA PRESIDE ANTI OCCUPAZIONE: “FASCISTI FIGLI DI PAPA’ ” (L.Salvi) [solo_testo] pag. 10  
Corriere della Sera – ed. Milano  del  29-11-2012  
“NON FACCIAMO I POLIZIOTTI DOBBIAMO DIALOGARE” (F.Cavadini) [solo_testo] pag. 5  
il Giornale di Napoli  del  29-11-2012  
BOUCHE’: FAVORIRE IL DIALOGO CON I RAGAZZI (G.Pulcini) [solo_testo] pag. 5  
Libero Quotidiano  del  29-11-2012  
SMS E BAMBOCCIONI, QUI NO SI BIGIA PIU’ (F.Specchia) [solo_testo] pag. 22  
 

Libero Quotidiano – Ed. Milano  del  29-11-2012

 
CROLLANO ISCRIZIONI E INCASSI IN CRISI LA SCUOLA DI LADY BOSSI (M.Tavazzi) [solo_testo] pag. 53  
Giorno/Resto/Nazione  del  29-11-2012  
BLITZ CONTRO IL RETTORE : INCHIESTA A BOLOGNA “ACCETTO IL DIALOGO, NON LE AGGRESSIONI” (G.Dondi) [solo_testo] pag. 10  
il Resto del Carlino – Cronaca di Bologna  del  29-11-2012  
“QUESTO CLIMA INNESCA UNA CATENA DI REAZIONI MA IL LORO RIFIUTO DEL DIALOGO PARLA DA SOLO” [solo_testo] pag. 6  
Corriere della Sera  del  29-11-2012  
SEVERINO, GIORELLO E FERRARIS: CONFRONTO SUL NUOVO REALISMO (A.Torno) [solo_testo] pag. 51  
Corriere della Sera  del  29-11-2012  
FARE DEL COMPLESSO DI BRERA UN PATRIMONIO DELL’UMANITA’ (P.Panza) [solo_testo] pag. 51  
Italia Oggi  del  29-11-2012  
Int. a R.De luca: DE LUCA: GLI ORDINI NON ABBASSINO LA GUARDIA [solo_testo] pag. 33  
la Repubblica  del  29-11-2012  
SFIDA PER LA GUIDA DEGLI PSICOANALISTI (L.Sica) [solo_testo] pag. 56  
il Sole 24 Ore  del  29-11-2012  
DA INARCASSA UN MILIARDO PER RILANCIARE L’EDILIZIA (A.Tripodi) [solo_testo] pag. 26  
Casa24 (Il Sole 24 Ore)  del  29-11-2012  
LA SMART CITY ITALIANA PASSA PER L’EDILIZIA (M.Finizio) [solo_testo] pag. 4/5  
il Sole 24 Ore  del  29-11-2012  
LE TURBINE LOMBARDE A PIENO RITMO IN RETE (L.Orlando) [solo_testo] pag. 52  
il Sole 24 Ore  del  29-11-2012  
SONO TROPPI I RITARDI PER GLI AIUTI ALLA RICERCA (R.R.i.t.) [solo_testo] pag. 53  
il Mattino  del  29-11-2012  
PROCREAZIONE, L’ITALIA RICORRE A STRASBURGO (E.Colombo) [solo_testo] pag. 13  
Italia Oggi  del  29-11-2012  
ALL’ANSA IL PREMIO GIOVANNINI [solo_testo] pag. 21  
Avvenire  del  29-11-2012  
Int. a J.Decety: L’ALTRUISMO? E’ SCRITTO NEL NOSTRO DNA (A.Lavazza) [solo_testo] pag. 27  
Corriere della Sera  del  29-11-2012  
“SU MARTE I MATTONI DELLA VITA” SVOLTA NELLA MISSIONE DI CURIOSITY? (G.Caprara) [solo_testo] pag. 33  
il Messaggero  del  29-11-2012  
DUE ASTRONAUTI SUL PIANETA ROSSO CON LA MISSIONE RUSSO-AMERICANA (F.Pompetti) [solo_testo] pag. 15  
Style Magazine (Corriere della Sera)  del  01-12-2012
Int. a J.Navarro valls: IL RICHELIEU DEL PAPA: “LA POLITICA VA RIPENSATA. SENZA GIUSTIZIA, SOLO LADRONI” (A.Macaluso) [solo_testo] pag. 47/52
   

PUBBLICA  AMMINISTRAZIONE  E  SOCIETA’

 
   
il Sole 24 Ore  del  29-11-2012  
“BLINDATURA” PER L’IMU SUL NO PROFIT (E.Bruno/M.Mobili) [solo_testo] pag. 7  
il Sole 24 Ore  del  29-11-2012  
PRECARI DELLA PA VERSO LA PROROGA (D.Colombo) [solo_testo] pag. 7  
il Sole 24 Ore  del  29-11-2012  
Int. a P.Giarda: “PORTEREMO A CASA FISCO, SVILUPPO E PROVINCE” (D.Pesole) [solo_testo] pag. 7/9  
Famiglia Cristiana  del  02-12-2012  
Int. a P.Severino: “VOGLIO UN CARCERE PIU’ UMANO”. (R.Zichittella) [solo_testo] pag. 34/37  
il Tempo  del  29-11-2012  
LA RIVINCITA DELL’ITALIANO (F.Guiglia) [solo_testo] pag. 15  
la Discussione  del  29-11-2012  
Int. a A.Padoa schioppa: PADOA SCHIOPPA: CON IL DIGITALE CUSTODIAMO MEGLIO IL SAPERE [solo_testo] pag. 2  
la Stampa  del  29-11-2012  
SEMPRE MENO SPOSI I GIOVANI SCELGONO LA FAMIGLIA DI FATTO (F.Amabile) [solo_testo] pag. 22  
la Repubblica  del  29-11-2012  
NOI, PADRI MAI (A.Ginori) [solo_testo] pag. 33/35  
la Stampa  del  29-11-2012  
NELLA SCUOLA DEI BAMBINI VOLAVA TUTTO (G.Longo) [solo_testo] pag. 1  
la Repubblica  del  29-11-2012  
IL PIANTO DEGLI UOMINI FORTI (A.Sofri) [solo_testo] pag. 1  
la Repubblica  del  29-11-2012  
LA SECOND LIFE DELLA FORMAZIONE. (F.Pace) [solo_testo] pag. 59/61  
la Repubblica  del  29-11-2012  
RAZZISMO (G.Lerner) [solo_testo] pag. 40  
   
A cura di Giuseppe Colella e Federico Bandi

 

 

Nota 29 novembre 2012, Prot. 7456

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione
Ufficio IV

Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Italiana di
BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Tedesca di
BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Ladina di
BOLZANO
Alla Provincia di Trento Servizio Istruzione
TRENTO
Alla Sovrintendenza Agli Studi per la Regione Autonoma della Valle D’Aosta
AOSTA
Ai Referenti Regionali per l’Educazione alla Salute
LORO SEDI

Oggetto: Divulgazione del testo “Il Teatro della Salute”

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nell’ambito delle iniziative volte alla diffusione e al potenziamento dell’educazione alimentare, promuove la pubblicazione del testo “Il Teatro della Salute”.
L’iniziativa è stata realizzata dal Ministero della Salute, Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria, della Sicurezza Alimentare e degli Organi Collegiali per la Tutela della Salute (DSVETOC), con il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nell’ambito di un progetto di ricerca, coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, dal titolo “Messa a Punto di Dispositivi Nanotecnologici (Biosensori) per il Rilevamento di Allergeni in Alimenti di Origine Animale e Vegetale”.
La pubblicazione riguarda due testi teatrali, nati dalla penna di un esperto del linguaggio dei bambini in età scolare e arricchito, a vantaggio dei docenti, di elementi conoscitivi sul delicato argomento delle allergie e intolleranze alimentari.
I contenuti delle rappresentazioni teatrali sono dedicati alla descrizione di momenti quotidiani della vita dei bambini in cui questi vengono in contatto con potenziali allergeni. Una particolare attenzione è dedicata alle tematiche bioetiche e del rispetto verso l’altro, utilizzando questo momento formativo come strumento completo da affidare agli insegnanti. I bambini della fascia di età considerata nella presente sperimentazione risultano idonei a ricevere una campagna sensibilizzazione informativa che impieghi il mezzo teatrale e il gioco/imparo.
Lo scopo in questo progetto è stato soprattutto quello di avviare un processo di valutazione delle attività di comunicazione intraprese nelle scuole. Da un’analisi preliminare risulta che oltre la metà dei bambini coinvolti finora hanno cambiato alcuni comportamenti a rischio nei confronti di alimenti potenzialmente allergenici e hanno aumentato la loro attenzione verso le tematiche sanitarie e alimentari.
Questa attività ha inoltre creato una pregevole sinergia tra il Ministero della salute, il MIUR e le scuole direttamente coinvolte nel progetto e ha dato voce a docenti e famiglie per esprimere le loro esigenze in merito alla vicinanza delle istituzioni alle famiglie e alla formazione specifica dei docenti in temi di salute.
Considerando l’alto valore formativo delle tematiche trattate e la piena coerenza con le competenze di questo Ufficio riguardanti l’Educazione Alimentare, si pregano le SS. LL. di voler prendere visione del testo “Il Teatro della Salute”, consultabile al seguente sito link http://www.salute.gov.it/formazioneVeterinaria/newsFormazioneVeterinaria.jsp?id=2288&menu=inevidenza&lingua=italiano e di divulgare il più possibile l’iniziativa.
Si prega di dare massima diffusione alla presente nota presso gli istituti scolastici.

IL DIRIGENTE
Dott.ssa Michela Corsi

Pubblicazione: “Il Teatro della Salute

Nota 29 novembre 2012, Prot. n. AOODGPER.9107

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca

Dipartimento per l’istruzione

Direzione generale per il personale scolastico

Ufficio IX

 

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali

Loro Sedi

OGGETTO: ART.15 DELLA LEGGE 183/2011 (“MODIFICHE DEL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI IN MATERIA DI DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA” DI CUI AL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 DICEMBRE 2000, N. 445)

Con riferimento alle modifiche introdotte all’art.15 della legge 183/2011 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato (legge di stabilità 2012)”, alla disciplina dei certificati e delle dichiarazioni sostitutive contenuta nel “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, si segnala la direttiva della Presidenza del Consiglio n. 14 del 22 dicembre 2011, con particolare riguardo al punto c) riportato in nota (1).

La citata normativa introducendo alcune regole di seguito brevemente sintetizzate ha sostanzialmente inteso ribadire in maniera categorica che la pubblica amministrazione non deve richiedere carte ai cittadini né farle girare da un ufficio all’altro.
– Ogni ufficio della P.A. è obbligato a ricercare tutti i dati che già sono in possesso del complesso di enti ed uffici della pubblica amministrazione;
– l’interessato può richiedere certificati che attestino il suo stato o il possesso di certi requisiti, ma questi certificati non possono e non devono essere consegnati ad altri uffizi pubblici; essi servono solo per attestare stati o fatti ai privati;
– il funzionario della P.A. non può richiedere certificati né può riceverli. Il violare questa norma significa commettere un illecito disciplinare;
– l’interessato per dimostrare alla P.A. il possesso dei richiesti requisiti deve semplicemente rendere o produrre una autocertificazione; se necessario il medesimo deve indicare elementi idonei a individuare l’ufficio pubblico presso cui si trovano le informazioni e i dati (ad. es. se dichiara di aver effettuato un certo versamento, deve indicare l’ufficio destinatario e la data del versamento);
– la P.A. può chiedere conferma dei dati indicati nell’autocertificazione presso gli uffici competenti;
– fanno eccezione a questa normativa i certificati medici e sanitari;
– la P.A. deve mettere a disposizione dell’interessato i moduli per l’autocertificazione.

Il Direttore Generale

Fto. Luciano Chiappetta

 

(1) Direttiva n. 14 del 22 dicembre 2011
Adempimenti urgenti per l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive di cui all’articolo 15, della legge 12 novembre 2011, n. 183
« c) le amministrazioni certificanti sono tenute ad individuare un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni procedenti; tale adempimento risulta indispensabile, anche per consentire “idonei controlli, anche a campione”, delle dichiarazioni sostitutive, a norma dell’articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000. L’ufficio in questione è altresì responsabile della predisposizione delle convenzioni per l’accesso ai dati di cui all’articolo 58 del Codice dell’amministrazione digitale, approvato con decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; d) le amministrazioni certificanti, per il tramite dell’ufficio responsabile di cui alla precedente lett. c), devono individuare e rendere note, attraverso la pubblicazione sul proprio sito istituzionale, le misure organizzative adottate per l’efficiente, efficace e tempestiva acquisizione d’ufficio dei dati e per l’effettuazione dei controlli medesimi, nonché le modalità per la loro esecuzione; e) la mancata risposta alle richieste di controllo entro trenta giorni costituisce violazione dei doveri d’ufficio ed è presa in considerazione ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei responsabili dell’omissione.»