Valutare la democraticità d’una scuola

Valutare la democraticità d’una scuola

di Enrico Maranzana

L’Italia è una democrazia rappresentativa. Il popolo esercita la propria sovranità per mezzo della delega che conferisce al legislatore.

Una scuola è democratica se e solamente se interpreta e applica correttamente la legge dello Stato.

Si propone un test per stabilire la democraticità di un istituto scolastico. La significatività della questione apparirà evidente dopo aver affrontato l’esercizio.

Programma per la Scuola

Programma politico proposto dall’Uciim (Associazione professionale cattolica di insegnanti, dirigenti e formatori) ai partiti politici per la prossima legislatura

Programma per la Scuola
Premessa
Alle associazioni, a noi UCIIM, spetta il doveroso compito di tracciare un “Programma per la scuola” che, trasversale alle forze politiche, sia atto a far crescere la “persona” in tutte le sue dimensioni.
Convinti come siamo che LA SCUOLA E’ DI TUTTI, sentiamo forte il dovere di configurare una scuola di qualità, utile allo sviluppo della nostra Italia.
Urge sganciare la scuola dalle settoriali logiche partitiche e dalle stagioni politiche e considerarla BENE COMUNE.
Occorre individuare insieme linee di politica, perché di politica noi parliamo anche quando i partiti non c’entrano.
Non sempre i partiti fanno autentica politica: è politica quando si parla dell’uomo e della sua convivenza, della sua educazione e dello sviluppo, delle condizioni per la sua crescita e realizzazione.
È per questo che, come Scuola e come Associazione, ci sentiamo sempre impegnati.
Si è anche detto che i problemi educativi influiscono in maniera più forte di altri problemi sul ben-essere personale e sul clima della vita sociale, non a scadenza immediata ma in prospettiva di crescita, in tempi lunghi, più lontani. L’impegno in educazione e per l’educazione deve allora essere serio e motivato, consapevole e responsabile, continuo ed efficace, capace di in-cidere e lasciare un segno indelebile, deve essere tutt’altro che superficiale, frammentato, precario e transitorio.
Occorre investire di più sulla scuola sino a raggiungere almeno la media europea del 6%, ma la questione non si può risolvere solo in termini economici. Occorre infatti uscire dalla logica economicistica che ultimamente ha fatto vedere nella scuola più una fonte di spesa (all’apparenza improduttiva) che una risorsa strategica. La scuola non è assimilabile a un’azienda né a una semplice istituzione amministrativa, perché la specificità che le deriva dalla natura educativa della sua azione non può essere trattata in termini di produttività economica né di formalismo burocratico, infatti finalità principale della scuola è l’educazione integrale della persona, con la cura di tutte le sue dimensioni e contemporaneamente l’elevazione culturale, valoriale e spirituale della società.

I dieci punti irrinunciabili della proposta Uciim ai candidati alle prossime elezioni politiche:

1. Organi Collegiali:
– riforma degli organi collegiali nel rispetto della logica dell’autonomia, della progettualità e del potere di delibera dei docenti per quanto riguarda la dimensione educativo- didattica.
2. Stato giuridico docenti:
– attuare un sistema di reclutamento ordinario e regolare;
– valorizzare il titolo di studio e costruire l’organico secondo criteri di funzionalità, superando quello di diritto e di fatto;
– eliminare il precariato, in quanto si tratta di personale già in possesso di titoli e di lunga  esperienza;
– aggiornare tutto il personale sull’organizzazione scolastica, che non deve essere più a pettine ma “a matrice”;
– aggiornare e formare tutto il personale non solo in entrata, ma anche in itinere, sui contenuti disciplinari, sulla dimensione pedagogico-metodologico-didattica, sulla normativa, sulle competenze disciplinari e trasversali, sulla valutazione educativa, sulla didattica orientante esplicita, sulla pluralità delle intelligenze, sull’attività laboratoriale in aula;
– prevedere il riconoscimento amministrativo ed economico della formazione in servizio;
– semplificare le procedure concorsuali, consentendo l’accesso a tutti, comprendendo chi è neolaureato, e superando anche l’attuale modalità di ammissione all’università dei futuri docenti esclusivamente secondo il fabbisogno degli organici;
– avviare il rinnovo del CCNL del personale della scuola, reinserendo l’aggiornamento come diritto-dovere, mai abrogato in quanto il DPR del ’74 è tuttora vigente;
– rivedere lo stato giuridico del personale docente, comprendendo tutti i titoli posseduti, il riconoscimento del reale lavoro compiuto in classe, le funzioni di sistema, oggi non giuridicamente tenute in considerazione, e le attività aggiuntive svolte, premiando chi, nell’assumersi anche carico orario maggiore, offre un insegnamento di maggiore qualità;
– fare emergere con chiarezza nel nuovo stato giuridico tutto l’orario svolto dai docenti, che oggi “è sommerso”;
– prevedere la consultazione obbligatoria delle Associazioni Professionali con apposita norma di legge su tutto ciò che inerisce lo stato giuridico e l’aggiornamento del personale.
3. Valutazione della qualità del sistema educativo di Istruzione e Formazione, del servizio scolastico offerto e degli alunni
4. Dimensionamento/razionalizzazione:
– nel rispetto delle prerogative costituzionali di Stato e Regioni occorre raggiungere una
coerente distribuzione delle istituzioni scolastiche sul territorio.
Si dovrebbe rivedere e se possibile abrogare il D.P.R. n. 81/09, sostituendolo con un nuovo D.P.R. che non segua esclusivamente sterili logiche economiche.
5. Riduzione della dispersione scolastica
6. Integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana e valorizzazione del dialogo interculturale
7. Formazione dei docenti all’uso delle nuove tecnologie
8. Attuazione delle indicazioni di “Cittadinanza e Costituzione”
9. Accompagnamento alle istituzione scolastiche e ai singoli docenti nei processi di cambiamento, attivando percorsi di formazione e in servizio di concerto tra Miur e  Associazioni professionali di docenti e dirigenti scolastici
10. Nuovo Testo Unico della Scuola

Sulla scuola non si può più sbagliare

Sulla scuola non si può più sbagliare

Sulla scuola non si può più sbagliare. Questo è il messaggio che vorremmo fosse ben chiaro non solo al nuovo governo, ma a tutto il nuovo Parlamento. Non c’è rilancio possibile per il Paese senza una vera politica per la formazione. Il che impone un’inversione di rotta che rappresenti una netta discontinuità con la politica dei tagli che ha colpito la scuola negli ultimi decenni. Tornare a investire sulla conoscenza è il prerequisito indispensabile per garantire a tutti pari opportunità d’apprendimento e d’inserimento nella società come cittadini attivi.

Per non sbagliare, occorre avere un progetto forte e credibile sulla scuola e riconoscere che il motore principale del cambiamento è negli insegnanti. Bisogna ripartire da loro, prepararli adeguatamente e in modo continuo, e rimotivarli riconoscendo la centralità del loro ruolo in una società complessa come quella attuale.
La credibilità del progetto dipenderà molto dalla chiarezza delle scelte che si faranno su alcuni temi centrali.

L’autonomia

La scuola ha già l’unica riforma veramente indispensabile. Si tratta della riforma dell’Autonomia, a cui bisogna dare finalmente piena attuazione, assicurando quelle risorse umane e finanziarie che permettano di declinarla con responsabilità.
È indispensabile rendere operativo l’art. 6 del Regolamento dell’Autonomia, sulla ricerca, sperimentazione e sviluppo, che garantisce alla scuola l’esercizio del diritto alla ricerca e alla sperimentazione didattica; esercizio fondamentale per chi si occupa di istruzione e di educazione secondo il dettato costituzionale (art. 3 della Costituzione). Con quest’articolo si delinea di fatto un tipo di scuola capace di rispondere positivamente alla pluralità dei bisogni formativi degli alunni e ai cambiamenti in atto.

Questo comporta la messa a punto di interventi concreti diretti prioritariamente a dotare ogni scuola di un organico funzionale, valido strumento per lo sviluppo delle potenzialità di organizzazione, ricerca e sperimentazione didattiche della scuola autonoma.
Mettere al centro l’autonomia scolastica, in primis quella didattica, consente di pensare a una possibile diversificazione delle figure docenti legata al diverso grado di partecipazione alle attività di ricerca e di sperimentazione, di responsabilità, di autonomia e di impegno nella gestione organizzativa della scuola.

Una scuola autonoma è una scuola che riflette, ricerca, sperimenta e che reputa comunque vitale il rapporto con il territorio, ricercando il dialogo con i vari soggetti, istituzionali e non.
Per cui diventa necessario l’obiettivo di stipulare un patto territoriale che ponga ciascuna Istituzione scolastica a garanzia e fondamento di ogni vivere sociale, a partire dal contesto reale della vita di ciascuno. Fare delle scuole luoghi aperti di cultura perché siano un vero patrimonio collettivo.

Ma affinché un simile obiettivo possa realizzarsi servono interventi incisivi volti a rendere le scuole realmente autonome all’interno del sistema scolastico; bisogna ridefinire gli organi di democrazia interna della scuola in modo che essa possa essere un vero centro civico, capace di utilizzare tutte le risorse territoriali utili per la formazione.

Contestualmente tutte le Regioni si devono dotare di norme attuative del nuovo titolo V che ha costituzionalizzato l’autonomia scolastica e che lo Stato faccia chiarezza sulle competenze reciproche rendendo attuabili le normative regionali. Occorre che la scuola non sia più vista dalla politica come un costo, ma come un investimento per lo sviluppo ed il futuro del paese. È quindi necessaria una inversione di tendenza rispetto ai tagli di spesa di cui è stata destinataria nell’ultimo decennio.

La valutazione

Riteniamo inoltre che in un quadro diffuso di scuole autonome sia necessario un sistema nazionale di valutazione efficace, strumento di crescita della capacità di autovalutazione delle scuole, indipendente e autonomo.
Le scuole non hanno paura di essere valutate, ma di essere valutate male, in maniera approssimativa, sulla base cioè di criteri riduttivi, che tengono conto di poche variabili, talvolta le più semplici, trascurandone altre ben più complesse e rilevanti.

Vale la pena sottolineare che la valutazione non si esaurisce nella rilevazione esterna delle prestazioni; ad essa si affianca quella delle singole Istituzioni scolastiche, decisiva per completare il quadro valutativo. Dobbiamo promuovere un’idea di autovalutazione come individuazione di criticità, definizione di obiettivi e promozione di processi di miglioramento. Un processo continuo dinamico e flessibile, che non si esaurisca tra valutazione degli apprendimenti e commissioni di auto/valutazione interna al Collegio.

In conclusione, il discorso valutativo dovrebbe essere affrontato in una prospettiva aperta e dinamica, pronta a recepire le numerose variabili che entrano in gioco.

La formazione

A livello di formazione dei nuovi docenti chiediamo che vengano garantiti concorsi ogni due anni come peraltro stabilito dalla legge, perché solo in questa maniera è possibile rimuovere all’origine la formazione del precariato. Chiediamo altresì che vengano esaurite le attuali graduatorie con migliaia di docenti in attesa del giusto inquadramento: gran parte del funzionamento delle nostre scuole è condizionato da questo fenomeno che pesa sul futuro della scuola e dei docenti coinvolti, che sono sempre gli ultimi ad arrivare e i primi a essere licenziati. L’incertezza della loro situazione rende incerto il futuro della scuola stessa.

La scuola è pronta ad assumere un ruolo ben più significativo dell’attuale nella formazione professionale dei nuovi docenti.
Al termine del percorso di formazione iniziale di ogni docente crediamo sia giusto stipulare un contratto a tempo indeterminato che può rappresentare l’inizio di una formazione in servizio permanente che, è bene evidenziare, si gioca nella scuola, perché è ormai chiaro che insegnare è una di quelle professioni per la quale non si è mai formati una volta per tutte.

L’insuccesso

La nuova stagione politica che si apre dovrà fare un grande sforzo per combattere la dispersione e l’abbandono che sono la misura dell’insuccesso della scuola. Troppi nostri giovani escono dal percorso di studio precocemente, senza aver acquisito alcun titolo e di conseguenza non riescono nemmeno a trovare un lavoro. È un problema scolastico che diventa quasi immediatamente problema sociale.

L’insuccesso scolastico si palesa chiaramente al momento dell’ingresso nella secondaria di secondo grado, ma inizia molto prima, in maniera subdola e occulta. Per contrastarlo dobbiamo avere uno sguardo più ampio, che abbraccia tanto la scuola che viene prima, che quella che viene dopo. A tal proposito l’orientamento svolge una funzione importante, ma la didattica orientativa, e questo non dobbiamo dimenticarlo, è prima di tutto una buona didattica, basata sulla continuità del curricolo.

L’abbandono scolastico è sovente conseguenza della perdita di senso verso la scuola da parte degli studenti, della scarsa fiducia in essa e nel mancato interesse verso quanto viene loro proposto, che in non pochi casi umilia le loro intelligenze e le loro passioni che si giocano altrove e si nascondono nei loro sottobanchi. Se spetta soprattutto agli insegnanti rivedere profondamente ciò che si insegna, come lo si fa e con quali strumenti, allo scopo di rendere “vive” quelle discipline che gli studenti percepiscono spesso a ragione come “nature morte”, spetta sicuramente alla politica sostenere in modo efficace l’azione della scuola contro la dispersione.

Il primo ciclo

Ecco perché abbiamo bisogno di Istituti comprensivi che non nascano sotto la logica di razionalizzazione della spesa – come mera somma di istituti preesistenti – bensì quale nuovo modello di scuola che favorisce il dispiegarsi armonico e progressivo di un curricolo verticale a partire dalla scuola dell’infanzia di cui va ribadita l’indispensabilità. Nei comprensivi ogni segmento di scuola deve trovare rispettata, arricchita e valorizzata la propria specificità.

Le Linee Guida della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo da poco emanate vanno nella giusta direzione, ma per evitare che restino su carta è necessario che venga varato un piano di azione che in primis assicuri:
– l’avvio della formazione dei docenti all’interno delle scuole con l’insediamento di laboratori didattici accompagnati da esperti, scelti dalle stesse scuole, e implementati da adeguati contributi economici per almeno tre anni. La formazione ha ricadute didattiche se radicata sul campo e distesa in tempi lunghi;

– il recupero del modello pedagogico e didattico del tempo pieno e del modulo con le relative compresenze, per garantire a ciascun bambino e bambina tempi giusti e modalità adatte alla coltivazione delle loro attitudini e personali atteggiamenti. Siamo convinti che il modo più giusto di orientare sia dare strumenti per orientarsi, per conoscere il proprio sé e quello degli altri, una scoperta che avviene di pari passo con quella del mondo che la scuola offre.

Anche per questa ragione chiediamo sia rivisto l’esame di terza media che ha accentuato un carattere terminale e certificativo inutile e dannoso, col fine di restituirgli il ruolo orientativo ben più confacente a un sistema che ha spostato ai sedici anni il completamento dell’obbligo d’istruzione.

Coerentemente auspichiamo che venga rimesso in discussione il voto decimale nel primo ciclo, perché incompatibile con un curricolo per competenze, come tracciato dalle Indicazioni nazionali, e con una didattica attiva e processuale funzionale alla progettazione per competenze. La certificazione delle competenze intese come traguardi intermedi deve essere finalizzata all’orientamento e alla costruzione di saperi di cittadinanza senza ridursi a inutile e insidioso esercizio burocratico di traduzione del voto in giudizio.

Il secondo ciclo

A livello di secondo ciclo crediamo indispensabile connotare il segmento d’istruzione tra i 14 e i 16 anni come un biennio fortemente unitario. Esso rappresenta lo snodo cruciale dell’intero sistema d’istruzione in quanto deve garantire la base culturale forte necessaria ai successivi trienni di studio, e nello stesso tempo dare respiro ai percorsi didattici del primo ciclo distendendoli fino al termine naturale dell’obbligo d’istruzione. L’ottica da adottare è quella che riconosce l’inesistenza di una terminalità del percorso orientativo, che è un processo aperto con fasi riconoscibili ma senza cesure. Occorre caratterizzare il biennio come terreno di sviluppo e di conclusione del cammino iniziato nella scuola secondaria di I grado.

Anche in questo caso l’adozione convinta di una didattica fondata sull’esercizio delle competenze culturali di cittadinanza e la loro certificazione in senso unitario e trasversale tra i diversi indirizzi, fondata su standard condivisi, potrà garantire una reale armonizzazione all’interno del biennio dell’obbligo.
Solo questa armonizzazione tra i cicli, che risulterà assai facilitata se si costituiranno Poli di istruzione secondaria, può contrastare efficacemente l’alta percentuale di insuccesso che colpisce gli studenti in questa delicata transizione.

Inoltre nei Poli tecnico-professionali dovrebbe realizzarsi l’integrazione del percorso scolastico con quello dell’istruzione e della formazione professionale non più vissuto come alternativo all’istruzione, ma risorsa preziosa per l’idea operativa di cultura del lavoro di cui è portatore, facendo sì che i saperi non formali e informali diventino ingredienti dei percorsi formalizzanti della scuola.

Affidare alle autonomie scolastiche la responsabilità della gestione dell’obbligo d’istruzione fino ai 16 anni, in accordo e collaborazione con gli Enti locali e con le strutture che gestiscono la formazione professionale, ci sembra anche la strada migliore per preparare il suo ulteriore innalzamento.

La condivisione

Per concludere, si tratta di riaprire su questi temi il confronto nell’intero Paese, dove il senso comune sulla scuola è ancora fermo a un pensiero sbrigativo.
Per questo ci auguriamo che il nuovo Parlamento lanci un dibattito che coinvolga tutto il Paese sui bisogni reali della scuola e sul futuro dell’istruzione, come avvenne in Francia con l’istituzione della Commissione Thélot. Prendersi il tempo di una riflessione profonda inaugurando una stagione dell’ascolto può sembrare anacronistico rispetto alla rapidità e pervasività delle trasformazioni in atto nella società, ma è un passaggio indispensabile per tracciare quell’orizzonte condiviso che sia capace di dar senso ad ogni passo, pur piccolo, che potremo fare.

 

I LINCEI PER UNA NUOVA DIDATTICA NELLA SCUOLA: UNA RETE NAZIONALE

I LINCEI PER UNA NUOVA DIDATTICA NELLA SCUOLA: UNA RETE NAZIONALE

Premesse

Dal Rapporto Euridyce (novembre 2011), L’Educazione scientifica in Europa: politiche nazionali, pratica e ricerca, risulta che l’Italia al contrario di altri paesi non ha alcuna strategia nazionale innovativa per la promozione dell’educazione scientifica. Le principali indagini internazionali TIMSS e soprattutto PISA dimostrano che gli alunni italiani che entrano nella scuole superiori hanno in Matematica e nelle Scienze una conoscenza non in linea con la dimensione europea. I rapporti OCSE- PISA sottolineano la necessità di migliorare l’educazione linguistica intesa come capacità di comprensione di un testo, sia letterario che scientifico e di elaborazione di un testo logico- argomentativo. La comprensione delle informazioni scientifiche e il loro impatto sulla vita e sui modelli di vita sono essenziali per uno sviluppo armonico della società che contempli una valorizzazione delle conoscenze e dei prodotti nati dalla scienza e dalla tecnologia e non una loro prevaricazione o rifiuto. L’educazione ad un corretto atteggiamento della società verso la scienza avviene soprattutto durante la scuola e, nella scuola, attraverso la formazione degli insegnanti. I documenti europei sottolineano la necessità di migliorare la qualità del personale docente, fattore chiave per la qualità dei risultati e di sviluppare le loro competenze didattiche garantendo la qualità di uno sviluppo professionale. La qualità dell’educazione scientifica è considerata elemento strategico per la crescita di una nazione, come suggeriscono i recenti documenti europei sull’istruzione. Presupposto di questo lavoro è una conoscenza adeguata e non settoriale della lingua italiana, obiettivo da perseguire di per se e premessa per un accostamento proficuo alla scienza come a ogni altro sapere. Un’articolazione del programma si occupa perciò di promuovere una conoscenza evoluta dell’Italiano (vedi documento:”Lingua italiana, scuola, sviluppo”, Accademia dei Lincei, Accademia della Crusca, Associazione per la Storia della Lingua Italiana).

Finalità

Le finalità del presente progetto tendono a sostenere e favorire il miglioramento dei sistemi d’istruzione e di formazione nazionali, dando vita a una rete nazionale di Accademie che imposti, nella pluralità delle iniziative, una rinnovata metodologia di insegnamento delle materie scientifiche e delle conoscenze linguistiche e concettuali, capace di stimolare l’apprendimento del metodo scientifico e lo sviluppo della creatività e che possa incidere nel tempo su tutto il territorio nazionale, per meglio indirizzare le carriere scientifiche sia nell’ambito dell’alta formazione, che in quello della parità di genere, in linea con i documenti europei.

Programmi

Il Progetto “I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale” vuole innovare la didattica per dare agli studenti un metodo basato più sulla sperimentazione in classe che sul nozionismo, facendoli partecipare attivamente alla riscoperta delle leggi fondamentali della matematica, della biologia, della fisica, e della chimica lette come motori fondamentali dell’apprendimento scientifico, a vivere e a crescere consapevolmente nella lingua. La matematica è all’origine del metodo scientifico, offre gli strumenti adatti alla comprensione della natura e dell’Universo; le scienze, soprattutto fisiche, chimiche e biologiche, offrono i presupposti per lo sviluppo del ragionamento scientifico, forniscono i dati sui quali si imposta il progresso scientifico e lo

ancorano ad una realtà che non ammette ipotesi non suffragate da dati reali; un uso più consapevole e rigoroso della lingua italiana consente non solo di organizzare e comunicare più efficacemente il proprio pensiero, ma anche, specificamente, di favorire la comprensione delle materie scientifiche. Come si sa, attività mentale e attività linguistica sono correlate intimamente.

In particolare si seguiranno queste linee generali di indirizzo lasciando ad ogni Polo la libertà di declinarle assecondando le competenze locali.

Matematica. Il progetto promuoverà, negli istituti secondari, un insegnamento basato sull’indagine razionale e sperimentale utilizzando un opportuno Laboratorio di Matematica. Si ritiene utile e importante sviluppare la metodologia del Laboratorio di Matematica, inteso non solo come aula attrezzata, ma anche come momento in cui lo studente, guidato sapientemente dal docente, impari a progettare e condurre osservazioni sperimentali sugli oggetti, ne sappia interpretare i risultati, formuli semplici previsioni e congetture e si avvii all’argomentazione logica, concentrandosi prima e discutendo poi con i compagni e con i docenti. Attraverso questa modalità, opportunamente integrata dalla spiegazione del docente, dalla lettura del testo e da un calibrato esercizio, potranno esser più facilmente raggiunti i risultati di conoscenza matematica oggi necessari. Le metodologie sopra indicate sono già condivise in Italia, grazie al progetto “Con la mente e Con le mani” dell’Accademia dei Lincei, all’impegno dell’Unione Matematica Italiana (UMI), del Piano Nazionale “Lauree Scientifiche” e di non pochi capaci docenti, come a Milano il gruppo di “matematita”, a Napoli il gruppo “Logicamente” della Città della Scienza, che hanno consentito la realizzazione di progetti orientati in tale direzione, alcuni tuttora in corso.

Scienze. Lo sviluppo impetuoso ed affascinante delle conoscenze scientifiche dei nostri giorni contrasta fortemente con la scarsa propensione dei nostri giovani ad intraprendere una carriera scientifica o solo ad avere una idea positiva della scienza come base essenziale per la comprensione della realtà e per lo sviluppo dell’economia e quindi della ricchezza delle nazioni. Spesso fin dalla scuola primaria viene proposto agli studenti un apprendimento forzato di nozioni che non si traducono necessariamente in comprensione dei fenomeni naturali, perché l’imparare a memoria una legge di fisica o di genetica non significa affatto capirne il significato o la bellezza. I Lincei hanno varato un programma pluriennale di formazione in servizio denominato Scientiam Inquirendo Discere (SID) per insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado, in collaborazione con l’Associazione degli Insegnanti di Scienze Naturali per estendere a tutti gli insegnanti di Scienze l’approccio all’insegnamento delle Scienze secondo l’Inquiry Based Science Education (IBSE). I docenti formatori sostengono la formazione e guidano altri insegnanti all’applicazione dell’IBSE nelle classi. La formazione e la cooperazione si esplicita a vari livelli, locale, nazionale ed internazionale anche in collaborazione con il Programma La main à la pâte.

Italiano scritto e italiano argomentativo. La conoscenza adeguata della lingua nazionale è ragion d’essere primaria della scuola, e un concetto così ovvio va ricordato solo perché, fermo restando lo scopo, l’obiettivo va adattato, nel rapido mutamento della società, ai mezzi più adatti a conseguirlo. Alla scuola tocca il compito di ampliare l’uso, passivo (ascolto e lettura) e attivo (parlato e scritto) della lingua, con particolare ma non esclusivo riferimento alla lingua scritta. Si tratta di insegnare la dimensione colta della lingua, integrando l’italiano parlato e gli stili comunicativi della rete (e dei telefonini) ampiamente noti agli allievi per conoscenza extrascolastica, e di insegnare a capire e produrre un periodare sintatticamente diverso dalla lingua parlata. Alla cura della competenza linguistica va affiancato l’arricchimento della competenza testuale per stimolare l’interesse intellettuale ed emotivo dei giovani proponendo scritture che veicolino significati. Scritture letterarie, e articoli o saggi scientifici sui problemi più rilevanti della storia naturale e umana servono bene allo scopo, e introducono gli studenti a testi latamente argomentativi e descrittivo-espositivi. Mettere in condizione un adolescente, qualunque sia la scuola frequentata, di comprendere pienamente un testo di questa tipologia è evidentemente un requisito che potremmo considerare minimo per l’istruzione superiore ed essenziale per la comprensione del ragionamento scientifico.

Organizzazione e realizzazione

La rete si fonderà sulle Accademie scientifiche e di cultura del nostro paese che sono depositarie di una cultura scientifica di alto livello, integrata negli aspetti scientifici e ben coordinata con gli aspetti

umanistici. I poli della rete cureranno in proprio lo sviluppo culturale e scientifico del progetto e le modalità dell’organizzazione didattica seguendo le linee concordate.
L’Accademia dei Lincei, ben consapevole delle necessità sopra espresse e da sempre coinvolta in varie iniziative tese al miglioramento scientifico della scuola e della cultura italiana, si propone come Ente ideatore, organizzatore e coordinatore di questa rete.

Sviluppo sul territorio.

La rete nazionale di Accademie è costituita dai seguenti poli:
ROMA: Accademia dei Lincei, coordinamento e sede del polo laziale, coordinatore prof. Giuseppe Macino
MILANO: Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, sede del polo Lombardo, coordinatori prof. Gianpiero Sironi, prof. Francesco Clementi
NAPOLI: Accademia Pontaniana, sede del polo campano, coordinatore prof. Giancarlo Vecchio PISA: Scuola Normale di Pisa, sede del polo toscano, coordinatore prof.ssa Giuseppina Barsacchi VENEZIA: Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, sede del polo veneto, coordinatore prof. Gian Antonio Danieli

A questi si aggiungeranno nel prossimo anno:

BARI-LECCE: presso l’Università di Bari, sede del polo pugliese, coordinatore prof. Ferdinando Palmieri
BOLOGNA: Accademia delle Scienze, Fondazione Golinelli, sede del polo emiliano, coordinatore Prof. Tommaso Ruggeri

PALERMO: Accademia di Scienze, Lettere e Arti, sede del polo siciliano, coordinatore prof. Nicola Bonacasa
PERUGIA: Fondazione POST ( Perugia Officina della Scienza e della Tecnologia), sede del polo umbro, coordinatore prof. Giuseppe Macino

TORINO: Accademia delle Scienze di Torino, sede del polo piemontese, coordinatore prof. Aldo Fasolo

Dopo una prima fase di sperimentazione e consolidamento, i poli saranno distribuiti su tutto il territorio nazionale in modo da poter incontrare esigenze culturali e didattiche probabilmente assai diverse ma mutualmente arricchenti. In questi poli è previsto lo svolgimento del progetto di formazione nelle tre discipline secondo i principi prima delineati. La realizzazione dei programmi specifici, come specificato nei paragrafi precedenti, sarà legata alla competenza dei docenti proponenti in modo da testare diversi approcci culturali. A livello locale ogni centro viene a costituire un polo di ricerca didattica, di formazione per i docenti, di interazione sinergica e continua con scienziati; supporta il lavoro in classe degli insegnanti e fa da propulsore per la diffusione delle conoscenze via via acquisite, cooperando con altri enti sul territorio. I Poli potranno definire accordi con vari soggetti del territorio di competenza: (enti locali, enti di ricerca, università, musei, associazioni). Potranno essere sfruttate in questo modo risorse già disponibili e coinvolgere il massimo numero possibile di docenti, al fine di garantire un sostegno didattico significativo al sistema scuola nazionale. In particolare dovranno essere stabiliti stretti rapporti di collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale che garantirà e favorirà l’inserimento delle attività previste nelle scuole. Ogni anno vi sarà una valutazione collegiale dei risultati raggiunti.

A chi è rivolto il progetto

Il progetto è rivolto soprattutto agli insegnanti.
Per quanto riguarda la matematica e le scienze, soprattutto agli insegnanti della scuola primaria, a quelli della secondaria di I grado e delle prime classi della secondaria di II grado. Questa scelta è stata determinata dalla struttura del nostro sistema scolastico particolarmente adatto a questo inserimento, e per la particolare apertura all’apprendimento e all’imprinting delle menti giovani. L’italiano argomentativo sarà invece indirizzato agli insegnanti delle scuole superiori. Sempre nelle superiori saranno svolte anche le attività scientifiche di più alto livello nei Poli dove questo sarà possibile.

Metodologia.
La metodologia generale che l’Accademia ha sviluppato e che intende applicare in questo progetto si basa su tre punti fondamentali: adesione spontanea degli insegnanti, i progetti non calano dall’alto ma devono essere sentiti come propria esigenza; rispetto e valorizzazione delle esperienze fatte in questo settore dalle varie comunità dei docenti; e competenza di alto livello nella progettazione ed esecuzione dei programmi: ogni polo è affidato ad una Istituzione culturale prestigiosa che fa da supporto culturale ed organizzativo.
Questi punti hanno dei vantaggi ma impongono anche dei limiti: il primo esige che lo sviluppo del progetto sia graduale e che si espanda a macchia di leopardo, ma nel contempo garantisca che il progetto venga attuato con entusiasmo e non come un altro obbligo routinario; il secondo si può prestare ad una disomogeneità apparente degli obiettivi e dei metodi, ma garantisce in questa fase sperimentale di testare approcci diversi, di valorizzare le iniziative eccellenti già in atto in alcuni poli, di valutarne criticamente i risultati ottenuti e di espanderle ad altri poli; il terzo limita all’inizio lo sviluppo spaziale del progetto, ma ne garantisce la qualità e le ricadute anche di natura scientifica.

Fase sperimentale

Questo progetto nasce da una fase sperimentale riguardante le Scienze e la Matematica iniziata nell’ anno 2010 da alcuni Soci dell’Accademia (Macino, Sbordone,Vecchio,) nelle sedi di Napoli e Roma che ha coinvolto numerose scuole e docenti e ha permesso di validare l’attuabilità e l’efficacia del programma. Negli stessi anni il Prof. Serianni ha iniziato i corsi sull’italiano argomentativo in molte città. Il successo di queste prime esperienze e l’interesse suscitato presso il MIUR, che ha molto spinto per un progetto definitivo, ha fornito lo slancio e le basi per l’avvio del progetto completo a livello nazionale.

Risultati attesi e Impegni temporali

Questo progetto si propone un obiettivo molto ambizioso, quello di incidere in modo sostanziale sull’insegnamento delle materie scientifiche nelle scuole italiane.

Per ottenere lo scopo il progetto deve avere due requisiti

A-  Essere mantenuto in vita nella sua complessità per un periodo di almeno 10 anni

B-  Essere esteso con gradualità a un numero il più alto possibile di scuole e città.

Senza questi due prerequisiti il progetto sarebbe inutile con un ulteriore dispendio di risorse umane ed economiche.
Questo è uno sforzo organizzativo ed economico di grande rilievo che sia il MIUR che le Accademie che si accingono ad implementare questo progetto devono conoscere ed accettare.

Nell’ambito delle linee enunciate i Lincei non vogliono imporre un programma preciso, ma intendono accogliere le diverse esperienze positive che si svolgono nei Poli confrontandole, poi, tra di loro in un momento di discussione collegiale. In quest’ottica, per ottenere una certa omogeneità e serietà al progetto, le proposte di attuazione del progetto da parte dei Poli saranno discusse nelle forme e nei contenuti con i Lincei e, dopo l’approvazione, inserite nel programma.

I Lincei terranno ogni anno una riunione collegiale con i Poli e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, per valutare i risultati ottenuti, per  programmare le attività future e per l’estensione del progetto a nuovi Poli.

Sito “I Lincei e l’istruzione”: www.linceieistruzione.it

 

Prof. Lamberto Maffei,
Presidente Accademia Nazionale dei Lincei

 

Prof. Francesco Bruni,
Prof. Francesco Clementi,
Prof. Carlo Sbordone
Coordinatori del progetto “I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale”

Rinvio approvazione Tfa danno per precari

Scuola, Mascolo(Ugl):
“Rinvio approvazione Tfa danno per precari”

“Dopo il via libera del Senato al provvedimento inerente i Tirocini formativi attivi (Tfa) speciali, è stato chiesto di spostarne l’approvazione della Camera a dopo le elezioni con il risultato che a farne le spese sono sempre i più deboli, i precari, ma anche chi dopo aver terminato un lungo corso di studi non può inserirsi nelle graduatorie per le supplenze”.

Lo dichiara il segretario nazionale dell’Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, spiegando che “è evidente che occorre cambiare orientamento e, pertanto, auspichiamo che il nuovo governo abbia una chiara e costruttiva politica da attuare in materia di istruzione e formazione professionale”.

“Mentre l’Europa prevede il più ampio riconoscimento della professionalità – conclude il sindacalista -, in Italia continuiamo con un sistema di reclutamento che, troppo spesso, la penalizza, grazie ad una poca chiarezza e ad un mancato rispetto delle regole che stanno diventando una consuetudine, con il risultato che l’unico elemento di certezza è la confusione.

Profumo “Nessuna fuga dagli atenei”

da lastampa.it

Profumo “Nessuna fuga dagli atenei”
Il ministro dell’Istruzione: “Dietro la statistica una realtà diversa. Calano gli studenti anziani, ma la crescita dei laureati italiani è superiore alla media Ue”

flavia amabile
ROMA

Ministro Francesco Profumo, i dati raccontano di una crisi profonda dell’università. In dieci anni – denuncia il Cun, il Consiglio Universitario Nazionale – gli iscritti sono calati del 17%, come se l’intera Statale di Milano non esistesse più.

 

Che sta succedendo ?

«Credo che per dare giudizi si debba partire da dati che abbiano valore statistico reale. In quel caso invece è stato considerato un anno di riferimento in cui c’è una bolla dovuta a due elementi. Da un lato ci sono gli studenti partiti con il vecchio ordinamento che hanno tentato di iscriversi al nuovo per ottenere la laurea breve. Questo ha un grande valore sociale ma crea una bolla nei dati. E poi c’è un altro gruppo di dipendenti della pubblica amministrazione che frequentavano le università per effetto di accordi che consentivano loro di laurearsi e di ottenere crediti. Dai dati risulta invece che prima dell’avvio del nuovo ordinamento, nel 1999-2000, gli immatricolati erano 278 mila e 278 mila erano dieci anni dopo. Nel 2003-2004, invece, quando la riforma era operativa, quasi 64 mila studenti neo-iscritti avevano più di 23 anni. Dieci anni dopo gli stessi studenti sono solo 18 mila. La bolla si è annullata».

 

Insomma la Statale che non c’è più era solo di studenti anzianotti. I dati assoluti però confermano che dal 2005 il calo dei nuovi iscritti è stato costante, tantissimi osservatori ed analisti hanno esaminato il fenomeno.

«Nel corso di questi anni ad essere crollate sono le immatricolazioni di chi ha più di 19 anni, e cioè di quelli che sono passati dal vecchio al nuovo ordinamento. E va considerato anche l’aspetto demografico. Tra il 1999 e il 2011 si sono persi 70 mila diciannovenni per il crollo delle nascite, mentre il numero dei diplomati è rimasto costante. È evidente quindi che più correttamente va detto che la scolarità è aumentata».

 

Ministro, la disillusione nei confronti delle università è forte e la crisi non ha fatto che aumentare la loro incapacità di rispondere alle esigenze degli studenti.

«I dati ci mostrano come solo una parte di coloro che hanno fatto parte della bolla si sono poi davvero laureati. Ma mostrano anche un sistema stabile. La media di crescita dei laureati in Italia è superiore a quella dell’Ue a 21 che è del 4% e dei Paesi Ocse che è del 3,7%. Paesi come la Francia e la Germania sono fermi al 2,8% e all’1,3%. Partendo da una situazione peggiore abbiamo avuto l’opportunità di crescere di più. Il sistema universitario italiano non presenta anomalie e ha una buona tenuta, superiore alle aspettative: la crisi risale al 2007 determinando difficoltà da parte delle famiglie e minore propensione a decidere di investire risorse in questi studi».

 

Ci sono università dove le matricole restano per mesi senza poter fare piani di studio ed altre in cui si va avanti comunque, anche senza sapere granché.

«Quelli di cui ho parlato finora sono dati medi. È chiaro che il quadro non è omogeneo in tutto il Paese. ma diverso da regione a regione e da università a università. Il vantaggio rispetto al passato è che oggi quando studenti e famiglie scelgono non badano più solo ad ottenere la laurea ma alla qualità del titolo. E esistono dati oggettivi che consentono agli studenti di fare la scelta migliore. Nei giorni scorsi abbiamo approvato il decreto sull’accreditamento e la valutazione, il primo passo per avere dati certificati su tutto il territorio nazionale in modo che gli studenti scelgano l’università più adatta ed efficiente».

 

Non tutti però possono permettersi di iscriversi dove vogliono…

«Stiamo lavorando per garantire il diritto allo studio. Fra pochi giorni ci sarà un decreto che premierà chi vale».

 

Le associazioni di studenti sostengono che sarà l’ennesimo taglio alle borse di studio.

«Non interverremo sulle quantità ma ci sarà una rimodulazione su base geografica che permetterà di favorire gli studenti svantaggiati e fuorisede e penalizzare i fuoricorso».

 

Dopo poco più di un anno sta per lasciare il ministero. Che cosa sente di non aver fatto durante il suo mandato?

«La possibilità di far capire che alcuni settori come scuola e università non possono seguire i tempi della politica ma sono investimenti a lungo rilascio, indispensabili, da tenere in considerazione sempre e comunque».

In pensione a 67 anni, ma con “Active ageing”

da Tecnica della Scuola

In pensione a 67 anni, ma con “Active ageing”
di Anna Maria Bellesia
Active ageing” è la formula dell’elisir di lunga vita lavorativa proposta da Monti nella sua nuova Agenda lavoro, per “aumentare l’età pensionabile effettiva”, cioè fino a 67 anni, e garantire l’equilibrio dei sistemi pensionistici e la loro sostenibilità finanziaria.
Pur rivolgendosi all’elettorato italiano, Monti ce lo dice in inglese. “Active ageing” fa molto più “Europe” (in inglese). Vuoi mettere rispetto a un banalissimo “invecchiamento attivo” nostrano che potrebbe perfino preoccupare gli elettori!
È falso – dice – che per dare lavoro ai giovani sia necessario prepensionare gli anziani, ma è vero esattamente il contrario: i Paesi con tasso di occupazione degli anziani più alto sono anche quelli con tasso di occupazione giovanile più alto“.
Ecco la ricetta dunque: forti incentivi economici (sgravi fiscali e sgravi contributivi, sulla linea inaugurata con la legge Fornero) e normativi se si assumono cinquanta-sessantenni, maggiore flessibilità nella fase 62-67 anni, con possibilità di combinare part-time con mezza pensione. Veramente questa possibilità c’era già, ma in futuro sarà spostata più avanti negli anni.
Insomma i docenti italiani, la cui età media è fra i 50 e i 60 anni, si rassegnino all’“Active ageing”, invecchiando attivamente ancora per molti anni nelle loro scuole. Naturalmente aumentando la produttività e la flessibilità.
Immaginiamo come. La didattica sarà sempre più personalizzata, con attenzione ai bisogni educativi di ciascuno. L’insegnante dovrà farsi in 30-60-90 (tanti quanti sono gli studenti che ha in carico e con cui deve relazionarsi “produttivamente” in un giorno). Dovrà capire ogni minimo segnale di disagio dei suoi alunni, prendersene cura e ricorrere ad ogni sua risorsa professionale per farvi fronte. Dovrà padroneggiare le tecnologie e farsi “facilitatore” di conoscenze strutturate. Dovrà essere disponibile e aperto verso genitori sempre più aggressivi (v. le cronache recenti). Le classi diventeranno open groups in open space, si utilizzeranno open educational resources con la metodologia del bottom-up.
I docenti dovranno aprirsi alle novità, diventare flessibili dalle 8 di mattina alle 8 di sera, e guai a protestare per difendere “privilegi” da ancien regime e “interessi corporativi”. E chi è ancora abbastanza giovane non si dimentichi di “finanziare volontariamente una forma di previdenza complementare”, perché adesso funziona così, lavorare di più per prendere di meno.
Buon “Active ageing” a tutti.

Scuola e apprendistato: la strada giusta per Fornero

da Tecnica della Scuola

Scuola e apprendistato: la strada giusta per Fornero
Secondo il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il modello altoatesino dell’apprendistato e della formazione duale presso le scuole professionali sarebbe efficace per combattere la disoccupazione giovanile. I profili professionali, che nel resto d’Italia sono 21, in provincia di Bolzano sono108
“Sono qui per conoscere più da vicino un sistema che credo sia esportabile anche nel resto del Paese. Nella riforma del lavoro ho scommesso sull’apprendistato per ridurre la disoccupazione tra i giovani, consapevole del fatto che in Italia le realtà sono diverse”, ha continuato il ministro, ricordando le cinque linee d’azione del governo su questo tema. “Non da ultimo l’Europa deve passare alla creazione di un mercato del lavoro unico”, evidenziando “la collaborazione con il mondo delle imprese, il cui grande problema è la competitività”.
La formazione duale tra scuola professionale ed imprese vanta già una lunga tradizione in Alto Adige, ma è un modello che in Italia sta muovendo adesso i primi passi, dopo la riforma statale del 2011 che ha fatto propri gli elementi centrali dell’apprendistato altoatesino.
In avvio della sua tre giorni di visita in Alto Adige il ministro Elsa Fornero ha voluto conoscere da vicino proprio il mondo della formazione professionale locale con la visita di ieri nella scuola in lingua tedesca per l’artigianato e l’industria di via Roma a Bolzano.
“Abbiamo potuto mostrare al ministro come funziona il sistema dell’apprendistato in Alto Adige, che ha contribuito a contenere la disoccupazione giovanile e ad attenuare a livello locale le ricadute della recessione internazionale”, sottolinea l’assessore alla scuola tedesca Sabina Kasslatter Mur, che ha accompagnato il ministro, anche nella successiva visita alla scuola professionale per il commercio e le arti grafiche Gutenberg in zona industriale, sempre nel capoluogo.
Kasslatter Mur spiega che attualmente circa il 30% dei giovani altoatesini sfruttano le offerte della formazione professionale: “Nei 23 centri professionali in Alto Adige vengono formati circa 10 mila giovani. Per una riuscita del percorso sono importanti la collaborazione dell’azienda e la disponibilità dell’imprenditore ad investire in una buona formazione, a cui si aggiungono strutture attrezzate e adeguate alle esigenze formative, nonché personale docente preparato”.
Nel corso della visita alle officine della scuola professionale di via Roma l’assessore Kasslatter Mur, che in giunta provinciale ha la delega sull’apprendistato, ha accennato al ministro anche le questioni ancora aperte in materia di profili professionali e apprendistato stagionale, auspicando che le norme statali non limitino un sistema collaudato e che funziona bene.
Elsa Fornero ha assicurato il suo impegno a rimuovere eventuali impedimenti e a considerare le particolarità dell’Alto Adige e con una telefonata in diretta da Bolzano al ministero si è subito accertata della questione legata ai profili professionali, che nel resto d’Italia sono 21, mentre in provincia di Bolzano 108. A questo punto il ministro dice ancora: “Un problema che risolveremo. Ribadisco che nel nostro Paese le realtà sono molti differenti l’una dalle altre, si tratta di un percorso in movimento, con norme che, a volte, servono a contrastare comportamenti illeciti, forse difficili da comprendere nella vostra realtà.”

Concorsi affidati al mecenatismo di pochi?

da Tecnica della Scuola

Concorsi affidati al mecenatismo di pochi?
di R.P.
La strada sembra ormai aperta: partecipare alle commissioni di concorso significa dedicare tempo e forse anche denaro. D’ora in avanti presidenti e commissari saranno reclutati fra docenti e dirigenti “benestanti”. Già adesso è difficile trovare personale disponibile.
La prospettiva sembra ormai segnata: la formazione delle commissioni e la regolarità delle procedure concorsuali sarà affidata prossimamente allo spirito di sacrificio del personale della scuola se non addirittura al mecenatismo di pochi.
Come era facilmente prevedibile, infatti, la riapertura dei termini per presentare la propria candidatura a far parte delle commissioni di concorso non è bastata.
Per diverse classi di concorso continuano a mancare presidenti e commissari e, siccome l’avvio della procedura concorsuale è ormai imminente, il Ministero sta cercando di correre ai ripari.
Con una ordinanza firmata nella giornata del 1° febbraio il Ministro autorizza gli uffici scolastici regionali a nominare come commissari anche
“esperti di comprovata esperienza scelti prioritariamente fra coloro in possesso dei requisiti previsti dagli articoli 2 e 3 del decreto”
L’avverbio “prioritariamente” inserito nella disposizione lascia chiaramente intendere che se non si trovano esperti con i requisiti previsti dal decreto 91/2012 i dirigenti degli Usr si potranno tranquillamente rivolgere al “libero mercato” e nominare chiunque si dichiari disponibile ad accettare l’incarico.
Ma perché è diventato così difficile trovare personale disponibile a far parte delle commissioni?
La spiegazione sta tutta nei commi 46 e 47 dell’articolo unico della recente legge di stabilità con la quale sono stati rivisti (ovviamente al ribasso) i compensi previsti per i componenti delle commissioni dei concorsi a cattedra che erano finora regolati dall’articolo 404 del “vecchio” TU del 1994.
A seconda del numero dei candidati e del numero di sedute necessarie per portare a termine l’intera procedura concorsuale i compensi potevano variare da 850 euro circa fino a 6.800; nel caso in cui il componente della commissione chiedesse l’esonero dal servizio il compenso veniva azzerato.
D’ora innanzi non sarà più possibile chiedere l’esonero dal servizio, mentre i compensi saranno equiparati a quelli previsti per il concorso a dirigente scolastico: 251 euro per il presidente, 209 per i componenti di commissione e 0,50 euro di “compenso integrativo” per ciascun elaborato o candidato esaminato; in ogni caso il compenso complessivo non potrà eccedere l’importo di 2.051,70 euro (aumentato del 20% per i presidenti). Ovviamente si sta parlando di compensi lordi che, depurati di oneri fiscali e sociali, si riducono a non più di 1.200 euro nell’ipotesi migliore.
Se poi si tiene conto che le commissioni funzionano a livello regionale e che ai dipendenti statali non può più essere autorizzato l’uso del mezzo proprio si comprende facilmente che far parte di una commissione di concorso non solo non è affatto vantaggioso dal punto di vista economico ma può addirittura comportare spese maggiori (di fatto non rimborsabili) rispetto al modesto compenso previsto.
Se la legge non verrà cambiata, è del tutto evidente che d’ora in poi faranno parte delle commissioni solamente i benefattori oppure coloro (ma ce ne sono?) che possono permettersi di lavorare senza la necessità di ricevere uno stipendio.

Le nomine low cost alla scadenza del mandato

da Tecnica della Scuola

Le nomine low cost alla scadenza del mandato
di Lucio Ficara
Si tratta delle nomine per le presidenze e le varie componenti del Consiglio di amministrazione degli enti di ricerca educativa e della valutazione del sistema nazionale educativo e di istruzione.
Un avviso pubblico, che campeggia in bella vista sul sito del Miur dal 28 gennaio 2013, chiama i candidati che abbiano requisiti di ammissibilità a presentare la propria candidatura, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, per la presidenza e il Consiglio di amministrazione dell’Indire e dell’Invalsi.
I termini di scadenza per la presentazione di tale domanda di candidatura sono fissati alle ore 23:59 del 10 febbraio 2013. In sostanza, il governo dimissionario, ma in carica per il disbrigo degli affari correnti, decide inopportunamente e nella tradizione della peggiore politica, di effettuare a pochi giorni dalle elezioni e in piena campagna elettorale, le nomine dei Consigli di amministrazione dell’Indire e dell’Invalsi. Si tratta di enti strategici per le future politiche scolastiche che, sono destinati a lavorare in stretta sinergia con il prossimo ministro dell’Istruzione.
Da più parti si parla di una certa forzatura sui temi del sistema della valutazione , in particolare modo segnaliamo l’intervento deciso del Segretario Nazionale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, che bolla come saldi di fine stagione, il provvedimento preso dal ministro Profumo.
Mimmo Pantaleo ci tiene a sottolineare che da parte del ministro, non è stato fatto nulla per permettere ai due enti di uscire dalle gravi difficoltà economiche in cui versano.
A dire il vero, continua il leader della Flc Cgil, abbiamo assistito, attoniti e sbigottiti, a una transizione organizzativa e istituzionale permanente, che impedisce di svolgere i compiti istituzionali assegnati, o per liberare l’Indire dalla situazione ingombrante relativamente alle indagini in corso sugli appalti per le “Pillole del sapere”. Ricorda ancora Pantaleo, l’importanza assoluta dell’indipendenza che un ente di ricerca dovrebbe avere rispetto all’azione politico-governativa, ma evidentemente tutto ciò al governo tecnico non è interessato e continua a non interessare”.
Il Segretario della Flc conclude il suo ragionamento, con un appello rivolto al ministro, ma anche a tutta la politica: bisogna fare un atto di responsabilità istituzionale, prendere le distanze da un atto impresentabile e pretendere il ritiro dell’avviso in questione. Sia lasciata l’incombenza al prossimo governo, che legittimamente sarà eletto dal popolo italiano fra appena qualche settimana, di definire gli assetti degli enti all’interno di un progetto complessivo di sistema di valutazione nazionale.

Profumo: la politica non sa aspettare

da tuttoscuola.com

Profumo: la politica non sa aspettare
 “La mia esperienza al governo è stata molto positiva. Ora sono in aspettativa obbligatoria dal Politecnico di Torino e al termine di questo mio mandato tornerò a fare il professore”.

Così il ministro Francesco Profumo ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano di un suo possibile nuovo impegno in politica. Impegno che egli in pratica esclude: “Ho potuto dare un contributo in termini di gestione di alto livello”, ha detto. “Mi ero proposto non di fare riforme, di cui c’è stato un eccesso in questi anni, ma di far funzionare meglio, oliare il sistema ed è quello che ho cercato di fare sulla scuola, l’università e la ricerca. Ma io resto un professore che ha dedicato volentieri una parte del suo tempo al mio Paese che mi ha dato molto”.

Ma la ragione della rinuncia di Profumo a proseguire nell’impegno politico non è dovuta solo a una scelta personale di vita: parlando della campagna elettorale in corso il ministro ha detto che la ricerca scientifica non è al centro del dibattito perché “la politica non è capace di aspettare e in questo campo non si possono avere risultati immediati”.

E invece, insiste il ministro, “bisogna saper aspettare perché la ricerca è anche la possibilità che ci sia un risultato non positivo ma questo fa parte del sistema ricerca che ha bisogno di tempo e invece la politica vuole risultati sull’immediato”.

Quello di Profumo ha tutta l’aria di essere un monito severo rivolto ai politici perché, avverte, “l’Italia deve ricominciare a parlare in modo serio di questi temi che sono fondamentali per avere un Paese migliore”.

Nota 4 febbraio 2013, Prot. n. AOOODGPER 908

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione Generale per il personale scolastico – UFF. Terzo

 

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

 

OGGETTO: Concorso docenti – DDG. n. 82 del 24 settembre 2012 – Ulteriori indicazioni relative allo svolgimento delle prove scritte.

Si raccomanda alle SS.LL di completare, improrogabilmente entro domani 5 febbraio 2013, l’individuazione e la comunicazione al SIDI dei referenti di sede adibiti alla procedura del plico telematico. Dal 6 febbraio p.v., infatti, inizieranno le procedure di download e di conferma dell’avvenuta operazione di test del plico stesso. Al riguardo si allega un file con le sedi di cui non è stato indicato il referente.

Inoltre, facendo seguito alla nota n. 779 del 31 gennaio 2013 relativa all’oggetto si forniscono le seguenti integrazioni alle indicazioni relative allo svolgimento delle prove scritte.

Con riguardo alle Commissioni giudicatrici, si ribadisce che la funzione di segretario può essere espletata, oltre che da personale di codesti Uffici, anche da parte del personale docente e dei DSGA. A tal proposito si chiarisce, inoltre, che detta funzione può essere svolta anche da personale che ricopra la carica di rappresentante sindacale (ad esempio, RSU). Il Consiglio di Stato, infatti, con sentenza 2104 del 13 aprile 2012, ha affermato che la causa di incompatibilità disposta dall’articolo 35, comma 4, lettera c), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, avente carattere eccezionale e dunque non suscettibile di applicazione analogica, «si riferisce ai componenti in senso stretto della commissione, ossia ai soli soggetti aventi funzione decisionale, con conseguente esclusione dei segretari che assumono un ruolo di assistenza e supporto».

Si coglie l’occasione per richiamare l’attenzione sulla necessità che:

a) i fogli di risposta da consegnare ai candidati rechino la sigla di almeno un membro del comitato di vigilanza;

b) agli stessi candidati sia consentito utilizzare la sola penna nera .

Infine, relativamente ad alcuni quesiti pervenuti in merito agli ausili permessi per le prove scritte, si conferma quanto già indicato nelle istruzioni pubblicate in data 15 gennaio u.s., in particolare sull’uso di codici e testi di legge non commentati e non annotati, che sarà consentito esclusivamente per la prova della classe di concorso A019 (Discipline giuridiche ed economiche), mentre per la classe di concorso A017 (Discipline economico- aziendali) non è previsto tale ausilio.

Si ringrazia per la collaborazione.

f. to IL DIRETTORE GENERALE

Luciano Chiappetta

Avviso 4 febbraio 2013

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi
Uff. V

Si comunica che, a partire dal giorno 4 e fino al giorno 28 febbraio 2013, verrà di nuovo resa disponibile la funzionalità del SIDI “Rilevazioni –> Osservatorio Tecnologico –> Dotazioni Multimediali per la Didattica 2011 – 2012”, al fine di poter completare e inviare il relativo questionario. Una volta effettuato l’INVIO dello stesso, i dati sulle Attrezzature multimediali, presenti nella scheda Servizi di Scuola in Chiaro, verranno aggiornati in tempo reale. Si richiama l’attenzione sull’importanza di fornire i dati sopra richiesti in quanto la completezza e la trasparenza degli stessi contribuiranno a rendere alle famiglie e agli studenti un quadro chiaro e completo della scuola”.

Rassegna Stampa 2 – 4 febbraio 2013

IN PRIMO PIANO

 
   
la Stampa  del  04-02-2013  
Int. a F.Profumo: “NESSUNA FUGA DAGLI ATENEI” (F.Amabile) [solo_testo] pag. 14  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
LE IMPRESE NON TROVANO LAUREATI (E.Bruno) [solo_testo] pag. 7  
il Mattino  del  04-02-2013  
Int. a M.Rossi doria: “ORGANIZZARE UN ESERCITO CIVILE PER RIDARE LA SCUOLA AI RAGAZZI” (M.p.) [solo_testo] pag. 9  
il Sole 24 Ore  del  02-02-2013  
NUOVI DOCENTI, CORSI SENZA TEST D’INGRESSO (F.Milano) [solo_testo] pag. 20  
Domenica (Il Sole 24 Ore)  del  03-02-2013  
PER LA CULTURA AL GOVERNO [solo_testo] pag. 28/29  
   

MINISTRO

 
   
la Stampa  del  03-02-2013  
DIECI ANNI DI PROGETTI AL FIANCO DELL’ITALIA PIU’ DIFFICILE (R.Rizzo) [solo_testo] pag. I/II  
il Mattino  del  03-02-2013  
“STUDENTI IN FUGA, TORNATE BASTA REGALI ALL’EUROPA” (M.La penna) [solo_testo] pag. 40  
il Giornale di Napoli  del  03-02-2013  
NICOLAIS: “FERMARE LA FUGA DI CERVELLI” (M.Durante) [solo_testo] pag. 4  
Corriere del Mezzogiorno (Corriere della Sera)  del  03-02-2013  
PROFUMO: GRANDI POTENZIALITA’ MA SULLA RICERCA SI SPENDE MALE [solo_testo] pag. 2  
il Mattino  del  02-02-2013  
FONDI EUROPEI PER LA RICERCA, A NAPOLI IL MINISTRO PROFUMO (M.La penna) [solo_testo] pag. 45  
la Repubblica – ed. Napoli  del  02-02-2013  
RICERCA, ALLEANZA PUBBLICO-PRIVATO [solo_testo] pag. 7  
Corriere dell’Irpinia  del  02-02-2013  
RICERCA E INNOVAZIONE, ALTRO APPUNTAMENTO [solo_testo] pag. 23  
Corriere del Mezzogiorno (Corriere della Sera)  del  02-02-2013  
APPUNTAMENTI-“HORIZON 2020” [solo_testo] pag. 22  
il Manifesto  del  03-02-2013  
IL MINISTRO TORNA AL POLITECNICO [solo_testo] pag. 4  
   

MINISTERO

 
   
il Giorno – ed. Milano  del  04-02-2013
Int. a A.Quadrio curzio: “ISCRIZIONI IN CALO? E’ LA CRISI SERVE PIU’ ATTENZIONE AI SETTORI CHE DANNO LAVORO” (L.Salvi) [solo_testo] pag. 7
la Stampa  del  04-02-2013  
COSA C’ENTRA LA FINANZA CON L’ISTRUZIONE? (A.Scurati) [solo_testo] pag. 1  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
LE GRANDI SOCIETA’ PUNTANO SU ITS E APPRENDISTATO (C.Tucci) [solo_testo] pag. 7  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
STAGE, TIROCINI, RELAZIONI SOCIALI: IL LAVORO SI COSTRUISCE GIA’ ALL’UNIVERSITA’ (M.Biscella) [solo_testo] pag. 7  
il Sole 24 Ore  del  03-02-2013  
UNIVERSITA’, VALE IL RISCHIO-RENDIMENTO (M.Liera) [solo_testo] pag. 16  
Nova24 (il Sole 24 Ore)  del  03-02-2013  
FILANTROPIA PIU’ STRATEGICA (E.Silva) [solo_testo] pag. 6  
la Repubblica  del  04-02-2013  
ALTRO CHE GIOVANI SCHIZZINOSI META’ DEI LAUREATI CAMBIA CITTA’ (C.Zunino) [solo_testo] pag. 21  
il Sole 24 Ore  del  02-02-2013  
IN CALO LE IMMATRICOLAZIONI “TARDIVE” (A.Gavosto) [solo_testo] pag. 11  
Italia Oggi  del  02-02-2013  
UNIVERSITA’, NON LASCIANO I GIOVANI (A.Ricciardi) [solo_testo] pag. 11  
il Mattino  del  02-02-2013  
UNIVERSITA’, FALLITA LA “FORMULA 3+2” (G.Israel) [solo_testo] pag. 1  
il Mattino  del  03-02-2013  
LA SPINTA DEGLI ATENEI PER UN SUD PIU’ FORTE (G.Manfredi) [solo_testo] pag. 35  
il Manifesto  del  03-02-2013  
L’UNIVERSITA’ CHE CI MERITIAMO (A.Dal lago) [solo_testo] pag. 1  
Libero Quotidiano  del  03-02-2013  
TROPPI LAUREATI TANTI DISOCCUPATI (G.Pansa) [solo_testo] pag. 1  
L’Unita’  del  03-02-2013  
LA CRISI DELL’UNIVERSITA’ E’ FIGLIA DI ANNI DI TAGLI (F.Benigno) [solo_testo] pag. 18  
la Repubblica – ed. Milano  del  03-02-2013  
CINQUE STUDENTESSE SOSPESE E UN PROFESSORE CACCIATO GUERRA DI RICORSI ALLO IULM (L.De vito) [solo_testo] pag. 9  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
NUOVI MODELLI PER “EDUCARE” I GIOVANI [solo_testo] pag. 15  
Corriere del Mezzogiorno – Ed. Puglia (Corriere della Sera)  del  02-02-2013  
UNIVERSITA’, STELLACCI E TAFARO NEL CDA [solo_testo] pag. 7  
il Giornale  del  04-02-2013  
L’ULTIMA INVASIONE CINESE E’ NEL MERCATO DEI LAUREATI (E.Barbieri) [solo_testo] pag. 14  
il Mattino  del  03-02-2013  
“IGNORATO IL PATRIMONIO DEL CONSERVATORIO” (Re.cro.) [solo_testo] pag. 43  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
LA MODERNITA’ RICHIEDE PIU’ CORAGGIO (P.Ceppellini/R.Lugano) [solo_testo] pag. 1  
Affari&Finanza (la Repubblica)  del  04-02-2013  
“LA RIFORMA FORENSE NON BASTA SERVONO BARRIERE ALL’ACCESSO” (M.De tilla) [solo_testo] pag. 28  
Left Avvenimenti settimanale dell’Altritalia  del  02-02-2013  
MINISTERO, RIPENSACI (G.Benedetti) [solo_testo] pag. 31  
Corriere dello Sport Stadio  del  03-02-2013  
MATURITA’ “BISOGNA CAPIRLO: LA SCUOLA E’ DI TUTTI” [solo_testo] pag. 13  
Corriere della Sera  del  02-02-2013  
QUEI GENITORI SINDACALISTI DEI FIGLI “LO CAMBI DI BANCO? TI DENUNCIO” (R.Bruno) [solo_testo] pag. 25  
il Mattino  del  04-02-2013  
TEMPO PIENO NEGATO, LA CAMPANIA SI RIBELLA (M.Pirro) [solo_testo] pag. 9  
il Mattino  del  03-02-2013  
LA SCUOLA NEGATA CAMPANIA ULTIMA PER IL TEMPO PIENO (M.Pirro) [solo_testo] pag. 8  
il Mattino  del  03-02-2013  
SCAMPIA, PRESIDI IN TRINCEA “APERTI PIU’ ORE CONTRO I CLAN” (M.p.) [solo_testo] pag. 9  
il Tempo  del  04-02-2013  
AULE SEMPRE PIU’ VUOTE UN RECORD NEGATIVO [solo_testo] pag. 45  
il Secolo XIX – ed. La Spezia  del  03-02-2013  
L’AGENDA – MARCO ROSSI DORIA AL CENTRO ALLENDE [solo_testo] pag. 25  
la Repubblica – ed. Napoli  del  02-02-2013  
CONCORSONE, E’ PIOGGIA DI RICORSI. (B.De fazio) [solo_testo] pag. 7  
Gazzetta di Parma  del  03-02-2013  
PIOGGIA DI’ EURO DAL MINISTERO PER LE SCUOLE DEL PARMENSE [solo_testo] pag. 21  
Il Giorno – Ed. Bergamo  del  02-02-2013  
EDUCAZIONE FISICA DIECIMILA BIMBI AFFOLLANO I CORSI DI MIUR E CONI (F.p.) [solo_testo] pag. 6  
L’Unita’ – Ed. Emilia Romagna  del  03-02-2013  
SCUOLA, 10.000 STUDENTI IN PIU’ MA I DOCENTI NON AUMENTANO (C.Affronte) [solo_testo] pag. 29  
il Gazzettino  del  02-02-2013  
LA PROF RIMPROVERA LO STUDENTE LE SPARA (V.z.) [solo_testo] pag. 14  
Avvenire  del  03-02-2013  
SI’ ALLA TECNOLOGIA IN CLASSE NO AGLI INSEGNANTI-ROBOT (R.Carnero) [solo_testo] pag. 2  
Gente  del  12-02-2013  
FINALMENTE QUALCUNO HA DETTO CHE SIAMO SOLO “NON DISABILI” (M.Mosca) [solo_testo] pag. 3  
Avvenire  del  03-02-2013  
“BRUTTI VOTI A SCUOLA? TROPPO AZZARDO ON LINE” (P.Ferrario) [solo_testo] pag. 11  
Avvenire  del  03-02-2013  
Int. a P.Giovannelli: “EDUCARE A STARE DISCONNESSI” (P.Ferrario) [solo_testo] pag. 11  
il Mattino  del  04-02-2013  
LA SOLITUDINE, IL MALE DEI RAGAZZI DEL WEB (C.Rise’) [solo_testo] pag. 1  
la Repubblica  del  04-02-2013  
CYBERBULLI, TERRORE DEI RAGAZZINI “PIU’ PERICOLOSI DI DROGA E PEDOFILI” (V.Polchi) [solo_testo] pag. 20  
la Stampa  del  04-02-2013  
Int. a L.Parmitano: “LA MIA ODISSEA NELLO SPAZIO PENSANDO A MARTE” (A.Lo campo) [solo_testo] pag. 23  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
INNOVAZIONE CON IL FRENO TIRATO (E.Netti) [solo_testo] pag. 12  
Nova24 (il Sole 24 Ore)  del  03-02-2013  
L’IMITAZIONE DEL CERVELLO MADE IN ITALY (G.De paola) [solo_testo] pag. 2  
Nova24 (il Sole 24 Ore)  del  03-02-2013  
L’ITALIANO CHE DOMA IL GRAFENE (L.Maisano) [solo_testo] pag. 1  
Corriere della Sera  del  02-02-2013  
ANCHE CHI USA LA CHIMICA SARA’ BIO. RIVOLTA CONTRO I NUOVI CRITERI UE (P.Conti) [solo_testo] pag. 23  
Corriere della Sera  del  02-02-2013  
Int. a G.Crespi: “NON SI TUTELANO COSI’ L’AMBIENTE E LA SALUTE” (P.co.) [solo_testo] pag. 23  
CorrierEconomia (Corriere della Sera)  del  04-02-2013  
QUEI ROBOT QUASI UMANI E GLI EFFETTI SULL’ECONOMIA (E.Segantini) [solo_testo] pag. 14  
L’Unita’  del  03-02-2013  
NASCE ARIADNE, LA BIBLIOTECA ARCHEOLOGICA ONLINE [solo_testo] pag. 21  
la Repubblica  del  04-02-2013  
BILL GATES: ECCO LA MIA RICETTA PER BATTERE I MALIDEL MONDO (B.Gates) [solo_testo] pag. 1  
   

PUBBLICA  AMMINISTRAZIONE  E SOCIETA’

 
   
il Sole 24 Ore  del  03-02-2013  
L’ATTUAZIONE DELLE RIFORME TOCCA QUOTA 37% (A.Cherchi/A.Gagliardi) [solo_testo] pag. 9  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
NORME – PIANO TAGLIA-SPESE, RISPARMI AL FONDO RISORSE DECENTRATE (G.Bertagna) [solo_testo] pag. 11  
il Sole 24 Ore  del  02-02-2013  
OSSERVATORIO RATING 24 – ANTICORRUZIONE, UN TASK FORCE CON IL PREMIER E TRE MINISTRI (D.Colombo) [solo_testo] pag. 13  
il Sole 24 Ore  del  03-02-2013  
“AGENDA DIGITALE, UN PROGETTO CON SEI PROPOSTE” [solo_testo] pag. 11  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
REGIONI, NEL 2012 EROGATI 4 MILIARDI ALLE PICCOLE IMPRESE (R.Reggio) [solo_testo] pag. 11  
Corriere del Mezzogiorno (Corriere della Sera)  del  03-02-2013  
BARCA: FAMIGLIE E IMPRESE, LE NOSTRE AZIONI PER IL SUD [solo_testo] pag. 5  
il Sole 24 Ore  del  04-02-2013  
UN GIOVANE SU CINQUE “FINANZIA” I GENITORI (F.Barbieri) [solo_testo] pag. 7  
il Giornale  del  04-02-2013  
MACCHE’ CHOOSY: i GIOVANI VOGLIONO FARE I CONTADINI (C.Gatti) [solo_testo] pag. 20  
L’Unita’  del  02-02-2013  
PERSI 100MILA POSTI DI LAVORO IN UN MESE (L.v.) [solo_testo] pag. 4/5  
la Repubblica  del  04-02-2013  
LE DONNE E IL PROFESSORE (C.Saraceno) [solo_testo] pag. 22  
la Repubblica  del  03-02-2013  
IL NUOVO BISOGNO DI FRATELLANZA (G.Lerner) [solo_testo] pag. 24  
la Repubblica  del  04-02-2013  
GARANTIRE IL WELFARE A CHI NE HA BISOGNO (A.Bisin) [solo_testo] pag. 1  
Corriere della Sera  del  04-02-2013  
LA CULTURA E’ UN BUON AFFARE: PIANO EUROPEO DA 1,8 MILIARDI (P.Conti) [solo_testo] pag. 5  
Corriere della Sera  del  02-02-2013  
IL PATRIMONIO DIMENTICATO (G.Stella) [solo_testo] pag. 1  
L’Unita’  del  03-02-2013  
SU CULTURA E SVILUPPO VA FATTA UNA BATTAGLIA SERIA (V.Emiliani) [solo_testo] pag. 5  
   
   
A cura di Giuseppe Colella e Federico Bandi

 

 

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 29

 

 

Gazzetta Ufficiale

Serie Generale
n. 29 del 4-2-2013

Sommario

LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI

 


LEGGE 1 febbraio 2013, n. 12


Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28
dicembre 2012, n. 227, recante proroga delle missioni internazionali
delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo
sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione
alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il
consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione. (13G00037)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 1

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 novembre 2012, n. 252


Regolamento recante i criteri e le modalita’ per la pubblicazione
degli atti e degli allegati elenchi degli oneri introdotti ed
eliminati, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, della legge 11 novembre
2011, n. 180 “Norme per la tutela della liberta’ d’impresa. Statuto
delle imprese”. (13G00033)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 2

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 novembre 2012, n. 253


Regolamento recante individuazione delle attivita’ di rilevanza
strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale, a norma
del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56. (13G00032)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 15

 

 

DECRETI PRESIDENZIALI

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 gennaio 2013


Concessione di onorificenze dell’Ordine della «Stella d’Italia» nei
gradi di Cavaliere di Gran Croce. (13A00803)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 20

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 gennaio 2013


Concessione di onorificenze dell’Ordine della «Stella d’Italia» nei
gradi di Grande Ufficiale. (13A00804)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 21

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 gennaio 2013


Concessione di onorificenze dell’Ordine della «Stella d’Italia» nei
gradi di Commendatore. (13A00805)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 21

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 gennaio 2013


Concessione di onorificenze dell’Ordine della «Stella d’Italia» nei
gradi di Ufficiale. (13A00806)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 22

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 gennaio 2013


Concessione di onorificenze dell’Ordine della «Stella d’Italia» nei
gradi di Cavaliere. (13A00807)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 23

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 gennaio 2013


Costituzione del comitato promotore delle celebrazioni verdiane, ai
sensi della legge 12 novembre 2012, n. 206. (13A00946)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 24

 

 

 


DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 gennaio 2013


Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza delle
eccezionali avversita’ atmosferiche verificatesi nei giorni 11,12 e
13 novembre 2012 nel territorio della regione Umbria. (13A00948)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 25

 

 

 


DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 gennaio 2013


Posticipazione al 30 settembre 2013 del termine per l’approvazione
dei bilanci relativi all’esercizio 2012 delle societa’ di capitali
che hanno subito danni dal sisma del maggio 2012. (13A00949)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 27

 

 

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

 


DECRETO 5 novembre 2012


Modifica del decreto 30 dicembre 2005 relativo a progetti autonomi
gia’ ammessi al finanziamento del Fondo per le agevolazioni alla
ricerca. (Decreto n. 730/Ric.). (13A00808)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 28

 

 

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

 


DECRETO 28 gennaio 2013


Modifica del distretto notarile per la sede di Calolziocorte e dei
comuni di Vercurago, Monte Marenzo, Torre de’ Busi, Erve e Carenno.
(13A00823)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 31

 

 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

 


DECRETO 15 gennaio 2013


Riconoscimento del Consorzio di Tutela I.G.P. Carota Novella di
Ispica e attribuzione dell’incarico di svolgere le funzioni di cui
all’articolo 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per
la IGP «Carota Novella di Ispica». (13A00814)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 31

 

 

 


DECRETO 17 gennaio 2013


Riconoscimento del Consorzio Tutela Vini Montefalco e conferimento
dell’incarico a svolgere le funzioni di tutela, promozione,
valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli
interessi relativi alla DOCG Montefalco Sagrantino e alla DOC
Montefalco. (13A00813)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 33

 

 

 


DECRETO 18 gennaio 2013


Conferma dell’incarico al Consorzio per la tutela del formaggio DOP
Raschera a svolgere le funzioni di cui all’articolo 14, comma 15,
della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP Raschera. (13A00815)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 35

 

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 


DECRETO 20 dicembre 2012


Liquidazione coatta amministrativa della «C.G.E. Societa’ cooperativa
in liquidazione», in Genova e nomina del commissario liquidatore.
(13A00812)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 36

 

 

 


DECRETO 28 dicembre 2012


Sospensione del decreto 8 ottobre 2012 con il quale la «AGRI-COOP –
Societa’ cooperativa», in Rocca Santa Maria e’ stata posta in
liquidazione coatta amministrativa con nomina del commissario
liquidatore. (13A00810)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 37

 

 

 


DECRETO 28 dicembre 2012


Liquidazione coatta amministrativa della «Easy Tank Societa’
Cooperativa a r.l.», in Brescia e nomina del commissario liquidatore.
(13A00811)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 38

 

 

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

 


ORDINANZA DEL CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE 29 gennaio 2013


Ordinanza di protezione civile per favorire e regolare il subentro
della Regione Siciliana nelle iniziative finalizzate al definitivo
superamento della situazione di criticita’ in materia di bonifica e
risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti
inquinati, nonche’ in materia di tutela delle acque superficiali e
sotterranee e dei cicli di depurazione nella Regione Siciliana.
(Ordinanza n. 44). (13A00856)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 38

 

 

DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITA’

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 


DETERMINA 11 gennaio 2013


Rinegoziazione del medicinale per uso umano «Tioredox» (glutatione).
(Determina n. 24/2013). (13A00777)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 40

 

 

 


DETERMINA 18 gennaio 2013


Riclassificazione del medicinale per uso umano «Fender» (diclofenac).
(Determina n. 35/2013). (13A00775)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 41

 

 

 


DETERMINA 18 gennaio 2013


Rinegoziazione del medicinale Nplate (romiplostim) ai sensi
dell’articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
(Determina n. 40/2013). (13A00809)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 42

 

 

 


DETERMINA 21 gennaio 2013


Rinegoziazione del medicinale per uso umano «Fostimon»
(urofollitropina). (Determina n. 49/2013). (13A00776)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 43

 

 

COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L’INDIRIZZO GENERALE E LA VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI

 


PROVVEDIMENTO 30 gennaio 2013


Disposizioni modificative e integrative della delibera elettorale:
«Disposizioni in materia di comunicazione politica e informazione
della concessionaria pubblica per le elezioni per il rinnovo della
Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, del Presidente
della Regione e del Consiglio regionale del Lazio, del Presidente
della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Lombardia e
del Presidente della Regione e del Consiglio regionale del Molise,
previste per i giorni 24 e 25 febbraio 2013». (Documento n. 16).
(13A00947)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 45

 

 

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

 


DECRETO 14 gennaio 2013


Modifica dell’articolo 18 del Regolamento interno. (13A00829)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 45

 

 

TESTI COORDINATI E AGGIORNATI

 


TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 28 dicembre 2012, n. 227


Testo del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227 (in Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 301 del 28 dicembre 2012 ),
coordinato con la legge di conversione 1° febbraio 2013, n. 12 (in
questa stessa Gazzetta Ufficiale – alla pag. 1), recante: “Proroga
delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia,
iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di
ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni
internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di
stabilizzazione.”. (13A00935)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 46

 

 

ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 


COMUNICATO


Revoca, alla societa’ «Dimaf Pharma Supply Chain s.r.l.»,
dell’autorizzazione alla produzione di medicinali per uso umano.
(13A00774)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 63

 

 

CASSA DEPOSITI E PRESTITI S.P.A.

 


COMUNICATO


Comunicato di rettifica relativo all’avviso di emissione di dieci
nuove serie di buoni fruttiferi postali. (13A01010)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 63

 

 

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

 


COMUNICATO


Cambi di riferimento rilevati a titolo indicativo del giorno 23
gennaio 2013. (13A00943)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 64

 

 

 


COMUNICATO


Cambi di riferimento rilevati a titolo indicativo del giorno 24
gennaio 2013. (13A00944)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 64

 

 

 


COMUNICATO


Cambi di riferimento rilevati a titolo indicativo del giorno 25
gennaio 2013. (13A00945)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 65

 

 

MINISTERO DELLA SALUTE

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Tanax», soluzione iniettabile. (13A00752)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 65

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Effipro» soluzione spot-on per cani di taglia
piccola, media, grande, e gigante. (13A00753)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 65

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Clordox 200», 200 mg/g polvere ad uso orale
per vitelli da latte, suini, polli da carne, galline ovaiole.
(13A00754)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 66

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Microamox». (13A00755)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 66

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Dexadreson». (13A00756)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 66

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Centidox» 1000 mg/g, polvere da somministrare
nell’acqua da bere oppure nel latte/sostituto del latte per vitelli e
suini. (13A00757)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 66

 

 

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO ALTO ADIGE

 


COMUNICATO


Liquidazione coatta amministrativa della Cooperativa «DIDACTICA –
Soc. Coop.», in Bolzano e nomina del commissario liquidatore.
(13A00816)


(GU n.29 del 4-2-2013

)

 

Pag. 67