CONCORSO SCUOLA

 CONCORSO SCUOLA:

LUNEDI’ 11 FEBBRAIO INIZIANO LE PROVE SCRITTE

 

Inizieranno lunedì le prove scritte relative ai concorsi, per titoli ed esami, finalizzati al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado. Le prove, per il territorio della regione Emilia Romagna, si svolgeranno tutte a Bologna a partire da lunedì 11, con la prova scritta per la scuola d’infanzia, e proseguiranno fino al 21 febbraio. Sono 9293 i candidati ammessi alla prove scritte in regione, suddivisi per grado e classe di insegnamento. Il numero maggiore di candidati si registra per l’insegnamento nella scuola di infanzia (1453) e per la primaria (2051).  

L’età media dei partecipanti è di 38 anni.

Dal punto di vista logistico sono 14 le scuole del capoluogo in cui si svolgeranno le prove.

CHI VUOLE DAVVERO UNA SCUOLA SERIA?

Presentazione della lettera aperta
“CHI VUOLE DAVVERO UNA SCUOLA SERIA?
Domande ai partiti in vista delle elezioni”

Centinaia di  cittadini, tra cui molti insegnanti, insieme a notissimi esponenti del mondo della cultura, rivolgono dieci domande ai partiti a cui chiedono risposte chiare su temi concreti di grande rilevanza, alcuni dei quali neppure citati nei loro programmi. Forse perché comportano precise assunzioni di responsabilità?
Tra i firmatari della lettera aperta: Giorgio Israel, Giovanni Belardelli, Margherita Hack, Ana Millan Gasca, Luca Serianni, Andrea Camilleri, Paola Mastrocola, Marcello Dei, Sergio Belardinelli, Roberta De Monticelli, Lucio Russo, Aldo Schiavone, Paolo Crepet, Sergio Givone, Giulio Ferroni, Luciano Canfora, Sebastiano Vassalli, Rosario Salamone, Michele Zappella, Osvaldo Poli, Dino Cofrancesco, Elio Franzini, Francesco Clementi, Ada Fonzi, Fausta Garavini, Carlo Lapucci, Antonio Banfi, Lorenzo Strik Lievers, Sandra Furlanetto,

La lettera sarà presentata
SABATO 9 FEBBRAIO
alle 11,30
presso il Liceo Tasso
(via Sicilia 168 – 00187 Roma
tel. : 06 27 43 969)
Intervengono Maria Letizia Terrinoni (preside del Liceo), Giulio Ferroni, Giorgio Israel, Rosario Salamone, Lucio Russo.

Giorgio Ragazzini
e Sergio Casprini
del Gruppo di Firenze

Nuove classi di concorso, dal Miur nessun ripensamento: si faranno!

da Tecnica della Scuola

Nuove classi di concorso, dal Miur nessun ripensamento: si faranno!
di Alessandro Giuliani
Viale Trastevere sconfessa le rivelazione della Gilda degli Insegnanti e gli auspici dell’Anief: Profumo rimane dell’idea di chiudere la questione prima dello scioglimento delle Camere.
Nessuna marcia indietro. Il ministero dell’Istruzione ha ancora tutta l’intenzione di rinnovare le classi di concorso prima dello scioglimento delle Camere. Non ci sarebbero ripensamenti, come rivelato nelle ultime ore dalla Gilda degli Insegnanti e auspicato dall’Anief.
In base a quanto ricostruito dalla Tecnica della Scuola, non ci sono infatti novità sostanziali sul rinnovo dei raggruppamenti delle discipline. Le quali, è bene ricordarlo, nel breve volgere regoleranno solamente gli accessi ai prossimi Tirocini formativi attivi e ai concorsi a cattedra. Le commissioni ministeriali stanno infatti lavorando alacremente per definire gli allegati al decreto, soprattutto in quelle parti che i sindacati hanno trovato erronee o incongruenti. Ma il ministro dell’Istruzione non ha ancora alcuna intenzione di abdicare. Profumo rimane sempre intenzionato a firmare il decreto.

Certo, i tempi sono diventati davvero stretti. Ma il responsabile uscente del dicastero di viale Trastevere ha dato indicazioni precise: prima di lasciare vuole assolutamente chiudere la questione. Come quella sui Tfa speciali e il nuovo regolamento sui concorsi. Per lui vederli sfumare proprio sul più bello sarebbe una sconfitta.

Sospeso il concorso a Ds in Campania

da Tecnica della Scuola

Sospeso il concorso a Ds in Campania
Il Tar della Campania, Ottava sezione, con una ordinanza del 6 febbraio 2013 ha sospeso l’ulteriore espletamento della procedura concorsuale del concorso a dirigente scolastico
Le motivazioni si rifersicono alla posizione di incompatibilità di alcuni componenti della commissione giudicatrice.

REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
(Sezione Ottava)
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 343 del 2013, per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia,
del provvedimento della commissione giudicatrice presso l’U.S.R. Campania del 13/07/2012
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Ufficio Scolastico Regionale Campania;
Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

A) Considerato che, ad un sommario esame, sono ravvisabili le condizioni di cui all’art. 55 cod. proc. amm., in quanto appaiono sussistere i profili di incompatibilità ex art. 35, comma 3, del d.lgs. n. 165/2001, denunciati con riguardo alle posizioni di alcuni componenti della commissione giudicatrice;
Rilevato, poi, che la ricorrente risulta aver notificato il gravame proposto a tre soli controinteressati e che occorre integrare il contraddittorio nei confronti degli altri soggetti in capo ai quali l’approvazione dell’elenco impugnato ha consolidato situazioni confliggenti di interesse protetto ed attuale, suscettibili di essere lese dall’eventuale accoglimento del predetto gravame;
Considerato, in proposito, che:
– la notificazione per pubblici proclami è prevista dall’art. 41, comma 4, cod. proc. amm., nonché analiticamente disciplinata dall’art. 150 cod. proc. civ.;
– l’art. 52, comma 2, cod. proc. amm. stabilisce, inoltre, che “il presidente può autorizzare la notificazione del ricorso o di provvedimenti anche direttamente dal difensore con qualunque mezzo idoneo, compresi quelli per via telematica o fax, ai sensi dell’art. 151 cod. proc. civ.”;
– in considerazione dei margini di discrezionalità operativa riservati dall’art. 41, comma 5, cod. proc. amm. al giudice amministrativo, cui è demandata la determinazione delle modalità di notifica, il successivo art. 52, comma 2, può applicarsi, ad avviso del Collegio, anche alle ipotesi in cui vi sia la necessità di integrare il contraddittorio a mezzo di notificazione per pubblici proclami, consentendo di ordinare la pubblicazione del ricorso nel testo integrale sul sito Internet del ramo di amministrazione interessata al procedimento su cui si controverte;
Ritenuto, pertanto, che il procedimento per la notifica per pubblici proclami può essere articolato secondo le modalità e nei termini seguenti:
– l’avviso da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale dovrà contenere le seguenti indicazioni: a) l’Autorità giudiziaria innanzi alla quale si procede; b) il numero di Registro Generale del procedimento; c) il nominativo della parte ricorrente; d) gli estremi del principale provvedimento impugnato; e) l’indicazione dei nominativi dei controinteressati ed il testo integrale del ricorso sono consultabili sul sito Internet dell’amministrazione competente (nel caso di specie: hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/proclami);
– parte ricorrente dovrà, quindi, aver cura: a) che l’avviso sia pubblicato sulla Parte Seconda della Gazzetta Ufficiale, con le modalità innanzi descritte, nel termine perentorio di giorni 30 (trenta) dalla notifica e/o comunicazione della presente ordinanza, depositando la prova dell’intervenuta pubblicazione entro il termine perentorio di giorni 10 (dieci) successivi; b) che siano inseriti sul sito del Ministero della Istruzione il testo integrale del ricorso e l’indicazione nominativa dei controinteressati (così come desumibili dall’elenco approvato con D.D.G. dell’Ufficio scolastico regionale della Campania prot. n.AOODRCA.9460 del 30.10.2012); inoltre, in calce al testo del ricorso dovranno essere puntualmente riportati i seguenti estremi identificativi del provvedimento impugnato: “decreto del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania, prot. n. AOODRCA.9460, del 30 ottobre 2012, recante l’elenco dei candidati ammessi a sostenere le prove orali del concorso per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educativi, indetto con d.d.g. 13 luglio 2011”, nonché il seguente avviso: “La presente pubblicazione viene effettuata in esecuzione dell’ordinanza della Ottava Sezione del TAR Campania del …, n. …, al fine di conseguire la conoscenza legale del ricorso da parte dei controinteressati”; c) di richiedere tale inserimento sul sito Internet, tramite apposita istanza alla predetta Amministrazione, nel termine di 30 (trenta) giorni dalla notifica e/o comunicazione della presente ordinanza; alla richiesta deve seguire il deposito, presso la segreteria del Tribunale adito, della prova dell’intervenuta pubblicazione entro il termine perentorio di giorni 15 (quindici) successivi al termine predetto (30 gg.); d) che il ricorso integrato dall’avviso non sia comunque rimosso dal sito dell’amministrazione sino alla pubblicazione della sentenza di questo Tribunale;
Ritenuto, infine, che:
– una volta integrato il contraddittorio nei termini indicati, la controversia potrà essere definita nel merito;
– ai fini del decidere in tale sede, occorre acquisire i verbali della commissione giudicatrice, relativi alle operazioni di elaborazione delle tracce ed all’espletamento delle prove scritte;
– appare equo compensare interamente tra le parti le spese della presente fase cautelare;

P.Q.M.

– accoglie la suindicata domanda cautelare e per l’effetto sospende l’ulteriore espletamento della procedura concorsuale;
– ordina che si provveda all’integrazione del contraddittorio con le modalità e nei termini di cui in motivazione;
– ordina al Ministero dell’istruzione di ottemperare all’incombente istruttorio di cui in motivazione, mediante deposito presso la segreteria della Sezione della documentazione richiesta, nonché di ogni altro documento ritenuto utile, nel termine di 30 giorni dalla comunicazione e/o notificazione a cura di parte della presente ordinanza;
– fissa alla data del 3 luglio 2013 l’udienza pubblica per la decisione della controversia nella sede di merito;
– spese compensate.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 6 febbraio 2013

Parte il concorso, lunedì 11 le prove scritte

da Tecnica della Scuola

Parte il concorso, lunedì 11 le prove scritte
di P.A.
Da lunedì 11 cominceranno gli ”scritti” per reclutare 11.542 insegnanti e poi di seguito fino al 21, con sessioni mattutine e pomeridiane. Ad affrontare le prove sia gli 88.610 candidati che hanno superato la preselezione e sia tanti altri ammessi dal Tar con riserva: 500 su ricorso dell’Anief, un gruppo sostenuto dal Codacons e forse altri probabili 6.000 ricorrenti Anief
I numeri si ingrossano, i posti rimangono sempre quelli, i precari scalpitano e nel frattempo si pensa già al prossimo concorso. “Stiamo lavorando per mettere il prossimo governo nelle condizioni di fare la seconda edizione”: ha detto alcuni giorni fa il ministro Profumo aggiungendo che gli scritti di quello in corso verranno corretti a marzo, poi ci sarà la seconda prova e gli insegnanti vincitori prenderanno servizio con l’anno scolastico 2013-14.
Le modalità del concorso sono per lo più note. Si tratta di rispondere a quattro quesiti a risposta aperta (tre quesiti nelle classi di concorso dove è prevista una prova di laboratorio).
Ogni commissione disporrà, per la valutazione di criteri definiti a livello nazionale (pertinenza, correttezza linguistica, completezza e originalità).
A ogni quesito verrà attribuito un punteggio da zero a dieci.
Le prove composte da quattro quesiti potranno quindi arrivare a una votazione massima pari a quaranta, quelle composte da tre quesiti a trenta.
Superano lo ”scritto” coloro che ottengono una votazione minima pari a 28/40 (4 quesiti) e a 21/30 (3 quesiti).
In queste ore gli uffici scolastici regionali stanno completando la composizione delle commissioni e sembra che non si siano trovati intoppi di nessuna natura, anche se per il reperimento di commissari e presidenti il ministero è stato costretto a una seconda ”chiamata”. Infatti, essendo l’incarico di scarso interesse per l’esiguità del compenso, appena 50centesimi per la correzione di un compito, sono stati in molti a rinunciare, tanto che il ministro Profumo a febbraio ha emanato un’ordinanza per consentire ai direttori degli uffici scolastici regionali, in caso di mancanza di aspiranti, di ”nominare direttamente i presidenti e i componenti, assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata esperienza nelle materie del concorso”.
Tuttavia in merito ai compensi, al ministero precisano che complessivamente ogni componente della commissione può raggiungere un compenso di 2.051,70 euro lordi, comprensivi della quota di 0,50 centesimi a compito corretto. Cifra che aumenta del 20% per i Presidenti.

Gli organici per il prossimo anno scolastico verranno proposti su base triennale?

da Tecnica della Scuola

Gli organici per il prossimo anno scolastico verranno proposti su base triennale?
di Lucio Ficara
Con la scadenza delle iscrizioni on line, fissati per il 28 febbraio 2013, sarà tempo di predisposizione degli organici 2013/2014. La domanda è: “gli organici 2013/2014 si definiranno funzionalmente ai bisogni di ciascuna istituzione scolastica? In sostanza sarà attuato, anche solo in via sperimentale, l’organico funzionale?
La domanda nasce spontanea visto quanto è stato previsto dalla legge n. 35 del 6 aprile 2012. Ricordiamo che all’art. 50 di tale legge è scritto: “Allo scopo di consolidare e sviluppare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, potenziandone l’autonomia gestionale secondo criteri di flessibilità e valorizzando la responsabilità e la professionalità del personale della scuola, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono adottate, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nel rispetto dei principi e degli obiettivi di cui all’articolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, linee guida per conseguire le seguenti finalità:

a) potenziamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, anche attraverso l’eventuale ridefinizione, nel rispetto della vigente normativa contabile, degli aspetti connessi ai trasferimenti delle risorse alle medesime, previo avvio di apposito progetto sperimentale;
b) definizione, per ciascuna istituzione scolastica, di un organico dell’autonomia, funzionale all’ordinaria attività didattica, educativa, amministrativa, tecnica e ausiliaria, alle esigenze di sviluppo delle eccellenze, di recupero, di integrazione e sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali e di programmazione dei fabbisogni di personale scolastico, anche ai fini di una estensione del tempo scuola;
c) costituzione, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n.281, e successive modificazioni, di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie;
d) definizione di un organico di rete per le finalità di cui alla lettera c) nonché per l’integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali, la formazione permanente, la prevenzione dell’abbandono e il contrasto dell’insuccesso scolastico e formativo e dei fenomeni di bullismo, specialmente per le aree di massima corrispondenza tra povertà e dispersione scolastica;
e) costituzione degli organici di cui alle lettere b) e d), nei limiti previsti dall’art. 64 del citato decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, sulla base dei posti corrispondenti a fabbisogni con carattere di stabilità per almeno un triennio sulla singola scuola, sulle reti di scuole e sugli ambiti provinciali, anche per i posti di sostegno, fatte salve le esigenze che ne determinano la rimodulazione annuale”.

Questo, se attuato, sarebbe un primo passo verso l’organico funzionale, che ha ancora il forte limite di essere vincolato al rispetto condizionato dell’art. 64 della legge n. 133/2008. Si tratta per adesso di un organico funzionale innacquato, che con l’arrivo del prossimo Ministro della pubblica Istruzione, dovrebbe essere reso puro e svincolato da normi restrittive e penalizzanti per il buon funzionamento della singola scuola.

Bloccato il concorso a DS in Campania

da tuttoscuola.com

Bloccato il concorso a DS in Campania
 

Tormentone senza fine per il concorso a dirigente scolastico.

Anche in Campania, dopo l’annullamento in Molise e il blocco in Lombardia, la giustizia amministrativa è intervenuta sospendendo le operazioni concorsuali che, da qualche settimana, si stavano completando con le prove orali.

Il Tar Campania, infatti, ha sospeso il concorso per Dirigente Scolastico con una serie di ordinanze emesse in data 6 febbraio 2013 dall’Ottava sezione.

In seguito a ricorsi di vari candidati che non avevano superato la prova scritta, il TAR avrebbe  evidenziato un’incompatibilità per alcuni membri della commissione esaminatrice.

Infatti, secondo quanto lamentato dai ricorrenti, tra i componenti della commissione giudicatrice ci sarebbero rappresentanti di sindacati nonché commissari che avevano tenuto corsi e master di preparazione al concorso.

L’udienza di merito è stata fissata al prossimo 3 luglio.

Concorso per i professori, prove scritte dall’11 febbraio

da lastampa.it

Concorso per i professori, prove scritte dall’11 febbraio

Previsti quattro quesiti a risposta aperta
roma

Da lunedì, 11 febbraio il concorso per reclutare 11.542 insegnanti entra nel vivo con gli “scritt” che andranno avanti fino al 21, con sessioni mattutine e pomeridiane.

 

Ad affrontare le prove gli 88.610 candidati che hanno superato la preselezione, ma non solo. I giudici, infatti, hanno ammesso con riserva un consistente pacchetto di ricorrenti. Ai 500 ammessi dal Tar Lazio la scorsa settimana (su ricorso dell’Anief che aveva contestato la soglia di 35 punti stabilita per poter accedere agli scritti) si è aggiunto, infatti, un gruppo di candidati, sostenuti dal Codacons, i quali, pur privi di abilitazione, avevano sostenuto e superato la preselezione, ma non erano stati convocati per le prove scritte: il Tar del Lazio li ha ora ammessi con riserva. E in questi giorni (forse già domani) – ricorda l’Anief – potrebbe conoscersi la sorte di altri 6.000 ricorrenti.

 

Tutti dovranno comunque rispondere a quattro quesiti a risposta aperta (tre quesiti nelle classi di concorso dove è prevista una prova di laboratorio). Ogni commissione disporrà, per la valutazione di criteri definiti a livello nazionale (pertinenza, correttezza linguistica, completezza e originalità). A ogni quesito verrà attribuito un punteggio da zero a dieci. Le prove composte da quattro quesiti potranno quindi arrivare a una votazione massima pari a quaranta, quelle composte da tre quesiti a trenta. Superano lo “scritto” coloro che ottengono una votazione minima pari a 28/40 (4 quesiti) e a 21/30 (3 quesiti).

 

In queste ore gli uffici scolastici regionali stanno completando la composizione delle commissioni e non sono state segnalate criticità. Tuttavia per il reperimento di commissari e presidenti il ministero è stato costretto a una seconda “chiamata” (il primo febbraio Profumo ha emanato un’ordinanza per consentire ai direttori degli uffici scolastici regionali, in caso di mancanza di aspiranti, di «nominare direttamente i presidenti e i componenti, assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata esperienza nelle materie del concorso»).

 

Secondo alcuni l’incarico sarebbe di scarso appeal per l’esiguità del compenso. «L’idea che la correzione di un elaborato in cui sono necessarie vaste conoscenze e ottima competenza linguistica valga 50 centesimi; l’idea che un’ora di colloquio, teso ad accertare con grande senso di responsabilità a chi affidare la formazione delle generazioni future, sia retribuita con una monetina da 50 centesimi, la trovo stomachevole come lo è il compenso di poco più di duecento euro» scrive un’insegnante 38enne in una lettera pubblicata dalla Tecnica della scuola. Al ministero precisano però che complessivamente ogni componente della commissione può raggiungere un compenso di 2.051,70 euro lordi, comprensivi della quota di 0,50 centesimi a compito corretto. Cifra che aumenta del 20% per i Presidenti.

 

E mentre marcia la macchina organizzativa di questo concorso a cattedra, già si pensa al prossimo.«Stiamo lavorando per mettere il prossimo governo nelle condizioni di fare la seconda edizione» ha detto alcuni giorni fa il ministro Profumo aggiungendo che gli scritti di quello in corso verranno corretti a marzo, poi ci sarà la seconda prova e gli insegnanti vincitori prenderanno servizio con l’anno scolastico 2013-14.

NUOVE CLASSI DI CONCORSO

NUOVE CLASSI DI CONCORSO

Lo stop al loro rinnovo non può che trovare l’Anief d’accordo: l’idea del Ministro Profumo di approvare un decreto privo del consenso parlamentare e del confronto con le parti interessate avrebbe portato a un decreto ministeriale debole. E quindi esposto ad un altissimo numero di contenziosi.

 

Il sempre più probabile mancato rinnovo delle classi di concorso dei docenti non può che trovare l’Anief d’accordo. Il loro restyling frettoloso, senza confronto parlamentare, oltre che con le parti direttamente interessate, avrebbe portato alla stesura di un decreto non ragionato, pieno zeppo di errori, oltre che irrispettoso delle regole. Il nostro sindacato ha infatti sempre sostenuto che la via maestra, oltre che unica, per mettere mano alle classi concorsuali rimane quello di approvare un nuovo regolamento della materia con il consenso necessariamente delle commissioni parlamentari.

 

Decidere di aggirare questo percorso obbligato, approfittando del particolare momento storico di fine legislatura, con le elezioni politiche e amministrative imminenti, avrebbe senza dubbio portato all’approvazione di un decreto ministeriale debole. E quindi esposto ad un altissimo numero di contenziosi”, ha dichiarato Marcello Pacifico, il presidente dell’Anief.

 

Anche se con molto ritardo, il ministro Profumo ha evidentemente compreso che insistere su questa strada sarebbe stato per il dicastero da lui diretto davvero pericoloso. Perché le procedure normative vanno sempre rispettate. Senza rincorse o salti improvvisi. I cui effetti negativi si sarebbero presto riversati su diverse migliaia di lavoratori. Anche la politica di introdurre gradualmente le nuove classi di concorso, in questa prima fase valide solo per i concorsi rinnovati e Tfa speciali,  – conclude il presidente Anief – avrebbe condotto ad un solo risultato sicuro: alimentare il caos amministrativo e incrementare la complessità della burocrazia scolastica”.

 

Legalità a scuola

“Legalità a scuola”:
Un impegno morale, un dovere giuridico, un progetto educativo

di Carlo De Nitti[1]

 

Queste pagine sono dedicate agli splendidi studenti
della classe V TIE dell’I.P.S.I.A. “L. Santarella” di Bitetto a. s. 2011/12 che,
vivendo il Progetto Legalità da protagonisti attivi e consapevoli,
hanno fatto attraversare ai loro educatori
momenti di vita professionale assolutamente unici ed innovativi.

 

Le pagine che seguono sono il resoconto di un progetto di formazione del personale docente con annesso laboratorio per studenti, che si è configurato come un vero e proprio progetto di ampliamento dell’offerta formativa ideato e progettato nell’anno scolastico 20111/12 sia nella sede centrale di Bari che in quella coordinata di Bitetto dell’I.P.S.I.A. “Luigi Santarella” di Bari e realizzato da un esperto (burocraticamente definibile come “esterno”), un vero Amico della Comunità scolastica tutta, lo scrittore Pietro BATTIPEDE – Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato di Bari, – Autore di molti avvincenti testi di narrativa per adolescenti.

Pietro Battipede, con le immense competenze e con la riconosciuta bravura che lo contraddistinguono, ha sapientemente coinvolto i docenti, i genitori ed i giovani allievi del “Santarella” in un percorso pluridisciplinare in cui ha fatto convergere nell’educazione alla cittadinanza le discipline di studio ampliandone gli orizzonti: la storia, il diritto, la letteratura ed anche, a modesto parere di chi scrive, una disciplina che, ufficialmente, non è presente nel curricolo del “Santarella” ma che sottende tutte le altre: la filosofia.

L’attività formativa per il personale docente tutto si è accompagnata ad attività seminariali con i genitori ed a laboratori per gli studenti, in entrambe le sedi dell’istituto. In particolare, con i discenti della V TIE di Bitetto, è stato svolto un percorso duplice, intimamente interrelato al proprio interno: da un lato, il percorso storico-giuridico sull’evoluzione per summa capita della giustizia penale dal Codice Zanardelli (1890) al Codice Rocco (1930) ad oggi; dall’altro, il percorso di simulazione di un processo penale che, partendo da un caso di furto a scuola, che i giovani protagonisti hanno messo in scena con successo nella sede dell’Istituto medesimo, cui ha presenziato il Sindaco, dott. Stefano OCCHIOGROSSO, che ha apprezzato il percorso educativo compiuto ed ha deciso di far rappresentare la pièce in piazza Aldo Moro il 02 Giugno nell’ambito della manifestazione organizzata dal Comune di Bitetto Formazione alla legalità con dibattito sul tema “Dal bullismo alla mafia: cosa fare e come reagire”.

La pièce recitata dagli studenti è stato il momento di avvio di riflessioni di un interessante dibattito cui hanno partecipato il dott. Alfonso GIORDANO, Presidente Onorario della Corte di Cassazione già giudice a Palermo nel maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone, il prof. Vincenzo GUIDOTTO, Consulente Commissione Parlamentare Antimafia, studioso del fenomeno, il dott. Giuseppe TIANI, Segretario Nazionale del Sindacato SIAP della Polizia di Stato ed il dott. Pietro BATTIPEDE, Vice Questore, moderato dal dott. Gustavo DELGADO.

Il progetto del quale in questa circostanza si rende ragione – e per il quale gli autori di queste righe hanno solidalmente lavorato, con ruoli e funzioni diverse  – non è stato l’esplicitazione di un mero adempimento burocratico al fine di ottemperare ad una qualsivoglia disposizione impartita da superiori organi, ma ha trovato il suo punto di imputazione e la sua ragione di legittimazione sostanziale nell’impegno morale di educatori che hanno creduto di potere offrire a adolescenti in via d’uscita dal sistema scolastico medio superiore un’opportunità formativa tanto unica quanto irrepetibile.

Peraltro, la Costituzione repubblicana, nel riconoscere e nel promuovere il diritto allo studio, e garantisce a tutti gli studenti l’esercizio del diritto di cittadinanza all’interno della comunità scolastica. In quest’ottica, il sistema scolastico italiano, in conformità al dettato costituzionale,

  • contribuisce al superamento di pregiudizi e di intolleranze;
  • rimuove ogni forma di intolleranza, violenza, pregiudizio e discriminazione nei confronti di ogni differenza e diversità;
  • promuove il rispetto della dignità dei diritti umani, e l’affermazione della democrazia, intesa come forma di governo basata sulla partecipazione attiva dei cittadini;
  • promuove la crescita comune delle ragazze e dei ragazzi, evitando divisioni, discriminazioni e pregiudizi;
  • favorisce un insegnamento fondato sulla conoscenza dei diritti fondamentali e sull’educazione alla legalità;
  • promuove le iniziative e le attività volte a contrastare ogni forma di violenza e di bullismo fra le ragazze ed i ragazzi.

L’ampio processo di riforme in atto, basato sulla consapevolezza del ruolo prioritario dell’istruzione e della formazione nella società della conoscenza, non solo quale strumento di crescita umana, civile e culturale, ma quale fattore complessivo di sviluppo, individua nel raccordo tra sistemi formativi e strutture educative presenti sul territorio, le modalità idonee per poter garantire servizi scolastici di alto e qualificato profilo ed innalzare il livello culturale ed il grado di competitività del Paese.

In questo senso, la Scuola, in conformità ai principi fondamentali contenuti nel dettato Costituzionale, ha il dovere di promuovere il rispetto della dignità dei diritti umani e la crescita comune dei ragazze e ragazzi evitando divisioni, discriminazioni e pregiudizi e di impegnarsi a favorire un insegnamento fondato sulla conoscenza dei diritti fondamentali e sull’educazione alla legalità. Essa si propone di agire sugli stili di vita, sui valori, sull’etica dei comportamenti, per promuovere un’attenzione diffusa al fenomeno del bullismo, che richiede l’impegno responsabile della Scuola, attraverso quello di dirigenti e di insegnanti, delle Istituzioni pubbliche, come quello profuso dal Comune di Bitetto ma anche delle ragazze, dei ragazzi e dei loro genitori.

 

COGLI L’ATTIMO E … VIVI LA LEGALITA’: NOTE DI UNA PROTAGONISTA

di Carla Ingegno[2]

Nell’anno scolastico 2011/12, ho avuto la fortuna di essere coinvolta, dal Dirigente Scolastico, nel progetto “Legalità a scuola” che ha dato la possibilità a me di sperimentare strade educative nuove ed, ai miei studenti del quinto anno, di vivere la scuola come un’avventura, scoprendo in loro qualità che non sapevano di possedere. Tale consapevolezza ha fatto sì che affrontassero gli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione e, dunque, di tutta la loro carriera scolastica, con maggior sicurezza e prontezza.

La nostra avventura è iniziata con la conoscenza dello scrittore dott. Piero Battipede, col quale abbiamo concordato un percorso formativo che catturasse l’interesse e l’attenzione dei ragazzi. Sono partita col discutere con i ragazzi quale importanza avesse per loro l’affrontare, a scuola, le varie tematiche storico – letterarie, al fine della loro formazione.

Dalla discussione è emerso che, conseguenza di una società in cui vi è un’esplosione d’informazione e comunicazione, la lezione caratterizzata da citazioni e letture morte non rende i fruitori partecipi e interessati, poiché convinti di essere già a conoscenza di tutto ciò che gli può essere realmente utile nella vita. Questa loro convinzione viene rafforzata grazie all’avvento della tecnologia che permette ai ragazzi tramite internet di sapere “tutto e subito” senza accertarsi della credibilità e serietà della fonte, oltre a tralasciare il culto della lettura, ottimo strumento per stimolare la mente, la riflessione e il ragionamento.

I docenti di oggi si ritrovano dunque a dover insegnare ai ragazzi la distinzione tra cosa è vero e cosa si cerca di far apparire tale. A tale scopo ho utilizzando la storia, una disciplina che i ragazzi difficilmente considerano interessante in quanto appartenente ad una età morta.

Sono partita, con la mia classe V TIE, dalle problematiche che il nascente Regno d’Italia si trovò ad affrontare, non in termini di confini politici, ma in termini di gestione e formazione della zione, puntando soprattutto su quelle problematiche che i ragazzi sentono ancora attuali: giustizia, corruzione, rispetto e, quindi, Leggi.

Per prima cosa ho posto le basi sulla situazione sia socio–politica che economico–finanziaria del periodo postunitario preso in esame, per poi spostare l’attenzione sul Primo Codice Penale del Regno Italiano del 1865, estensione di quello del preesistente Regno di Sardegna, e sul Codice dovuto all’allora Guardasigilli, il bresciano Giuseppe Zanardelli, entrato in vigore il primo gennaio 1890.

Attraverso l’analisi di alcuni articoli, abbiamo ricostruito una realtà socio – culturale molto diversa dalla nostra, giungendo alla scoperta che, nel 1890, i cittadini non erano tutti uguali di fronte alla legge ( ad esempio, la posizione giuridica e sociale della donna era di inferiorità rispetto all’uomo ).

Abbiamo quindi seguito lo svilupparsi degli eventi che hanno portato un Paese ‘giovane’, come l’Italia, ad essere coinvolto in una Guerra Mondiale alla fine della quale, nonostante le tante lotte per la “liberazione dallo straniero”, si è ritrovato in un sistema dittatoriale, quello fascista, durante il quale, nel 1930, è entrato  in vigore il nuovo Codice penale, dovuto al Ministro Guardasigilli pro tempore, il giurista Alfredo Rocco.

Il Codice Rocco del quale risalta ad una lettura anche non tecnica quale quella dei miei discenti  l’aspetto autoritario e punitivo non solo rispetto agli odierni orientamenti di politica criminale, ma anche allo stesso Codice Zanardelli, che aveva abolito la pena di morte, consentito una limitata libertà di sciopero ed introdotto il principio che la pena dovesse avere valore rieducativo e non afflittivo.

L’articolo che i ragazzi hanno subito individuato come esempio di questa involuzione, nella loro analisi,  è stato l’art. 587 sul cosiddetto delitto d’onore che così recitava  “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella“.

Tale articolo, abrogato soltanto nel 1981, lo abbiamo contestualizzato ponendolo a confronto con l’articolo di riferimento del Codice Zanardelli:  in entrambi i codici si parla di “illegittima relazione carnale” ma nel Codice Zanardelli si esigeva la scoperta in flagranza dei due “amanti illegittimi”, mentre col Codice Rocco, tale situazione non era richiesta, ma bastava la semplice “scoperta” della relazione.

Tali accezioni del Codice Rocco, non fanno altro che accogliere atteggiamenti culturali presenti nella società italiana dell’epoca. Infatti, mutando il quadro politico – istituzionale, ecco che nel 1944 si sente il bisogno delle prime riforme in ambito penale.

Tra il 1944 e il 1948 se, da un lato, vengono a costituirsi le basi del nuovo ordinamento democratico, dall’altro, in campo penalistico, vi sono i primi tentativi riformatori di adeguamento ai principi democratici. Da questo momento si avranno una serie di lotte politiche e ideologiche che influenzeranno o tenteranno di influenzare l’evolversi del codice Rocco, al quale ancora oggi fa riferimento la giustizia italiana.

Questo percorso ha permesso ai ragazzi di acquisire maggior consapevolezza di come ogni legge porta con sé storia, tradizione, cultura, ideologia e, non ultima, consuetudine sociale e quindi di come sia difficile modificarle .

Da qui sono nate discussioni e curiosità su concetti come giustizia, Stato, libertà, appartenenza, omertà e, non ultimi, diritti e doveri. Concetti questi oggi attuali più che mai, visto che, soprattutto tra i giovani, si sta perdendo  il senso di appartenenza  e, quindi, di senso civico. Frasi quali “ non sono fatti tuoi”, “che t’importa”, “non t’immischiare”  le abbiamo colte, analizzate e condotte al concetto di persona e a ciò che la persona è di fronte alla Legge.

Dal bisogno di giustizia, seguito da una scarsa conoscenza del Codice Penale, i ragazzi sono portati ad assumere atteggiamenti che anche se puniti dalla legge, hanno la convinzione che rientrino in una sorta di “codice d’onore” non scritto ma subito.

Tra i giovani il tema della giustizia  passa attraverso il concetto di rispetto che diventa sinonimo di prepotenza e di bullismo: due atti che, come ha evidenziato il dott. Battipede, violano sia la legge penale che quella civile.

Col dott. Battipede i ragazzi hanno toccato con mano come si arriva ad un processo Penale, partendo dalla NOTIZIA DI REATO, comprendendo il significato dell’INDAGINE PRELIMINARE avviata dal Pubblico Ministero, per poi prendere coscienza del quando e  perché il Pubblico Ministero richiede il RINVIO A GIUDIZIO e la differenza che passa tra INDAGATO e IMPUTATO per, in fine,  conoscere le varie tipologie di SENTENZE emesse dal Giudice per l’Udienza Preliminare.

Tali conoscenze e la consapevolezza che lo Stato è al fianco del cittadino, ha permesso di consolidare, nei ragazzi, l’idea che bisogna crescere imparando a fronteggiare e gestire le difficoltà della vita vivendo, in una cultura del rispetto e della solidarietà che consideri i prepotenti come persone da aiutare più che come  persone da punire.

Questo percorso formativo si è  concluso  con la rappresentazione teatrale di un Processo Penale il cui testo, tratto dal romanzo scritto dal dott. Battipede “Mark, il piccolo detective “  è stato poi rielaborato dai ragazzi che hanno scritto un loro copione dal titolo “ Il Furto” che li ha visti impegnati non solo nella rappresentazione teatrale, ma anche nella realizzazione di un cortometraggio, di un Power Point sul processo penale e uno schema riassuntivo sull’analisi del Codice Rocco .

 

TABULA GRATULATORIA

E’ un gradito compito quello che spetta agli Autori di queste pagine: quello di porgere i  sinceri sentimenti di gratitudine a nome degli studenti della classe V TIE, dell’intera comunità scolastica della sede di Bitetto dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Luigi Santarella” di Bari e loro personali a chi con la sua opera meritoria ha fatto sì che le loro idee iniziali potessero uscire dal limbo delle buone intenzioni e prendere forma nelle attività svolte dai discenti, predisponendo anche le indispensabili risorse di ogni tipo per la loro realizzazione:

  • al dott. PIETRO BATTIPEDE: il progetto, ideato e pensato per i giovani discenti della classe V TIE a. s. 2011/12, non avrebbe potuto avere la positiva valenza educativa e didattica conseguita se egli, esperto di educazione alla legalità e di diritto e procedura penale, non li avesse motivati con tecnica didattica tanto sopraffina quanto competente e condotti per mano in un percorso tanto inusitato quanto affascinante;
  • al dott. STEFANO OCCHIOGROSSO, Sindaco del Comune di Bitetto, che apprezzato il lavoro dei discenti, valorizzandolo al meglio con la sua presenza alla manifestazione nella sede scolastica, organizzando con loro la manifestazione del 02 giugno e sostenendo concretamente la scuola nella sua opera educativa;
  • al dott. VINCENZO MARCARIO, Dirigente del Comune di Bitetto, che con la sua instancabile opera ha consentito che tra l’I.P.S.I.A. ed il Comune di Bitetto potesse nascere e svilupparsi una comunione di intenti, foriera di plurime realizzazioni progettuali.


[1] Dirigente scolastico, a far data dal 01.09.2011, dell’I.P.S.I.A. “Luigi Santarella” di Bari.

[2] Docente di lettere dell’I.P.S.I.A. “Luigi Santarella” di Bitetto da un ventennio, di cui è anche, dal 01.09.2012, Direttore della sede coordinata.

Decreto Ministeriale 8 febbraio 2013, n.95

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Decreto Ministeriale 8 febbraio 2013, n.95
(GU n.90 del 17-4-2013)

Norme per lo svolgimento degli Esami di Stato nelle sezioni funzionanti presso istituti statali e paritari in cui è attuato il Progetto- ESABAC (rilascio del doppio diploma italiano e francese). (13A03168)

Rassegna Stampa 8 febbraio 2013

IN PRIMO PIANO

 
   
L’Unita’  del  08-02-2013  
Int. a F.Profumo: “SUL DIRITTO ALLO STUDIO DIFENDO LA MIA PROPOSTA” (L.Lando’) [solo_testo] pag. 9  
L’Unita’  del  08-02-2013  
PROTESTE E MANIFESTAZIONI, LE REGIONI STOPPANO IL DECRETO (M.Castagna) [solo_testo] pag. 9  
il Sole 24 Ore  del  08-02-2013  
SOLO 7 CERVELLI SU 100 RESTANO IN ATENEO (M.Bartoloni) [solo_testo] pag. 37  
   

MINISTERO

 
   
la Repubblica  del  08-02-2013  
BORSE DI STUDIO, RABBIA DEGLI UNIVERSITARI PROFUMO COSTRETTO A FERMARE IL DECRETO (C.Zunino) [solo_testo] pag. 23  
Avvenire  del  08-02-2013  
SLITTA IL DECRETO SUL DIRITTO ALLO STUDIO I GOVERNATORI HANNO CHIESTO TEMPO [solo_testo] pag. 12  
Italia Oggi  del  08-02-2013  
DIRITTO ALLO STUDIO IN STAND BY (B.Pacelli) [solo_testo] pag. 30  
il Sole 24 Ore  del  08-02-2013  
FUMATA NERA, DECRETO RINVIATO AL 21 FEBBRAIO PROFUMO INSISTE: SI FARA’ [solo_testo] pag. 37  
il Manifesto  del  08-02-2013  
PROFUMO KO, PROSSIMO ROUND IL 21 FEBBRAIO (R.Ciccarelli) [solo_testo] pag. 4  
la Gazzetta del Mezzogiorno  del  08-02-2013  
NORD-SUD OGNI GIORNO SI VIOLA LA COSTITUZIONE (L.Patruno) [solo_testo] pag. 1  
la Stampa  del  08-02-2013  
BORSE DI STUDIO TUTTO DA RIFARE (A.Ciattaglia) [solo_testo] pag. 41  
il Manifesto  del  08-02-2013  
SE IL LAVORO NON C’E’, A COSA SERVE LA SCUOLA? (G.Caliceti) [solo_testo] pag. 14  
la Stampa  del  08-02-2013  
NUOVI TAGLI: “IN PERICOLO TUTTI I SERVIZI DELLA SCUOLA” (M.Martinengo) [solo_testo] pag. 42  
Sette (Corriere della Sera)  del  08-02-2013  
IL PC, UN EX SCONOSCIUTO (G.Pacchiano) [solo_testo] pag. 95  
Corriere della Sera – ed. Milano  del  08-02-2013  
IL PROF “VECCHIO E ATTIVO” E LA PENNA ACCHIAPPA SBAGLI (G.Tesorio) [solo_testo] pag. 11  
la Repubblica – ed. Milano  del  08-02-2013  
BESTA,INCENDIO NEI SOTTERRANEI LA PRESIDE SOSPENDE SEI ALUNNI (T.De giorgio) [solo_testo] pag. 9  
il Messaggero – Cronaca di Roma  del  08-02-2013  
SCRITTE OMOFOBE, AUTORI RIPRESI DALLE TELECAMERE (L.De cicco) [solo_testo] pag. 39  
Corriere della Sera – ed. Milano  del  08-02-2013  
BIDELLO PEDOFILO, IL PROVVEDITORE “MANCANO RISORSE PER I CONTROLLI” (L.Codecasa) [solo_testo] pag. 9  
il Giornale  del  08-02-2013  
LONDRA SI FA BOCCIARE ALL’ESAME DI MATURITA’ PER FUGGIRE DALL’EUROPA (E.Orsini) [solo_testo] pag. 14  
Italia Oggi  del  08-02-2013  
SCUOLE CHIUSE PER 6 SETTIMANE (R.Giardina) [solo_testo] pag. 16  
l’Espresso  del  14-02-2013  
SALVARE L’UNIVERSITA’. (L.Gabaglio/D.Minerva) [solo_testo] pag. 26/33  
Avvenire  del  08-02-2013  
I NEOLAUREATI, ALTRO CHE “CHOOSY” (M.ca.) [solo_testo] pag. 13  
Il Fatto Quotidiano  del  08-02-2013  
FUORISEDE, SE NON TORNI NON VOTI (C.Ingrosso) [solo_testo] pag. 7  
la Repubblica  del  08-02-2013  
MUSY, IL PROF DEGLI INSULTI SI DIFENDE “QUEL BIGLIETTO SCRITTO SOVRAPPENSIERO” (S.Strippoli) [solo_testo] pag. 21  
Corriere della Sera – ed. Milano  del  08-02-2013  
IL PROFESSORE E LA MAZZETTA UNA FIRMA DA 120 MILA EURO (E.Venni) [solo_testo] pag. 13  
il Gazzettino  del  08-02-2013  
UNIVERSITA’ DECLINO PERICOLOSO PER IL NOSTRO FUTURO (G.Brunetti) [solo_testo] pag. 20  
il Manifesto  del  08-02-2013
L’EFFETTO DELLE CATTIVE RICETTE CHE DESTRA E SINISTRA HANNO SCARICATO SUGLI ATENEI (A.Lucarelli/A.Burgio) [solo_testo] pag. 15
Roma  del  08-02-2013  
AL SUD UNIVERSITA’ A RISCHIO, PAROLA DI ASSOCIATI [solo_testo] pag. 11  
la Stampa  del  08-02-2013  
ZICHICHI-SHOW IN REGIONE (L.Anello) [solo_testo] pag. 17  
la Repubblica  del  08-02-2013  
GLI ETRUSCHI FRA NOI “DA AREZZO A VOLTERRA RESISTE IL LORO DNA” (E.Dusi) [solo_testo] pag. 40  
il Sole 24 Ore  del  08-02-2013  
MEDIS ALLE RADICI DELLE SCOPERTE (M.Maugeri) [solo_testo] pag. 37  
Sette (Corriere della Sera)  del  08-02-2013  
EFFERVESCIENZA (A.Kelly) [solo_testo] pag. 112/13  
l’Espresso  del  14-02-2013  
CHI SPARISCE CON I ROBOT (L.Amoroso) [solo_testo] pag. 100/02  
Corriere della Sera  del  08-02-2013  
SE SERVE IL TERRORE DI UN ASTEROIDE PER TORNARE A INVESTIRE NELLA RICERCA (E.Segantini) [solo_testo] pag. 36  
   

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E SOCIETÀ

 
   
il Sole 24 Ore  del  08-02-2013  
TAGLI IN ARRIVO PER L’EUROBUROCRAZIA (B.Romano) [solo_testo] pag. 12  
la Stampa  del  08-02-2013  
“LO STATO DEVE PAGARE TUTTO E SUBITO” (R.Talarico) [solo_testo] pag. 9  
Corriere della Sera  del  08-02-2013  
IL CENTRODESTRA CRESCE MA E’ SOTTO DI OLTRE 7 PUNTI (R.Mannheimer) [solo_testo] pag. 2/3  
il Giornale  del  08-02-2013  
AIUTO, E’ BAMBOCCIONI-BOOM ORA INVADONO TUTTO IL MONDO (G.Cesare) [solo_testo] pag. 18  
il Messaggero  del  08-02-2013  
COSI’ LA CHIESA INTERCETTA L’ENERGIA DEI GIOVANI (E.Fortunato) [solo_testo] pag. 12  
E’ Famiglia (Avvenire)  del  08-02-2013  
PIU’ AFFIDO CONDIVISO MENO SEPARAZIONI (A.Guerrieri) [solo_testo] pag. 15  
Avvenire  del  08-02-2013  
SORPRENDENTE ANZI, PROPRIO NO (L.Moia) [solo_testo] pag. 1  
il Sole 24 Ore  del  08-02-2013  
CINQUE PUNTI CONCRETI PER RILANCIARE LA LETTURA (F.Carducci) [solo_testo] pag. 14  
la Stampa  del  08-02-2013  
CANDIDATI SOSTENERE LA LETTURA (A.Camilleri) [solo_testo] pag. 29  
   
   
A cura di Giuseppe Colella e Federico Bandi

 

 
   

Decreto Ministeriale 8 febbraio 2013, n. 45

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Decreto Ministeriale 8 febbraio 2013, n. 45
(GU n.104 del 6-5-2013)

Regolamento recante modalita’ di accreditamento delle sedi e dei corsi di dottorato e criteri per la istituzione dei corsi di dottorato da parte degli enti accreditati. (13G00087)

 

    IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA 

  Visti gli articoli 33, sesto  comma,  e  117,  sesto  comma,  della
Costituzione; 
  Vista la legge 3 luglio 1998, n. 210, e in  particolare  l'articolo
4, come modificato dall'articolo 19, comma 1, della legge 30 dicembre
2010, n. 240; 
  Visti gli articoli 2, comma 2, lettere f) e h),  5,  comma  5,  18,
comma 5, 19, comma 2, 22, commi 2, 3 e 5, 24, comma  2,  lettera  c),
della predetta legge 30 dicembre 2010, n. 240; 
  Vista la legge 13 agosto 1984, n. 476 e successive modificazioni, e
in particolare l'articolo 2; 
  Visto il decreto legislativo  14  settembre  2011,  n.  167,  e  in
particolare l'articolo 5; 
  Visto il decreto del  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
scientifica e tecnologica 30 aprile 1999, n. 224; 
  Vista la legge 9 maggio 1989, n. 168; 
  Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,  e  successive
modificazioni; 
  Visto il decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ed in  particolare
l'articolo 37, commi 4 e 5; 
  Visti i principi di  cui  alle  raccomandazioni  della  Commissione
delle comunita' europee (2005) 576 e della  Commissione  Europea  COM
(2011) 567 e il comunicato ministeriale  di  Bucarest,  EHEA,  aprile
2012; 
  Vista la proposta dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema
universitario e della ricerca del 3  novembre  2011  e  i  successivi
pareri del 4 dicembre 2012 e del 1° febbraio 2013; 
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Udito il parere del  Consiglio  di  Stato  espresso  dalla  sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 10 gennaio 2013; 
  Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri,  a
norma dell'articolo 17, comma 3, della  predetta  legge  n.  400  del
1988,  cosi'  come  attestata  dalla  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri con nota n. 945 del 7 febbraio 2013; 

                             A d o t t a 

                      il seguente regolamento: 

                               Art. 1 

           Ambito di applicazione, definizioni e finalita' 

  1. Il presente regolamento disciplina: 
    a) i soggetti abilitati ad  attivare  corsi  di  dottorato  e  le
modalita' di individuazione delle qualificate istituzioni italiane di
formazione e ricerca avanzate che possono essere abilitate; 
    b) le modalita' di  accreditamento  dei  corsi  di  dottorato  di
ricerca e delle sedi presso le quali tali corsi sono  attivati  e  le
condizioni di eventuale revoca dell'accreditamento; 
    c) i criteri  sulla  base  dei  quali  i  soggetti  abilitati  ad
attivare  corsi  di  dottorato,  previe   specifiche   procedure   di
accreditamento, disciplinano, con proprio regolamento,  l'istituzione
e il funzionamento dei corsi di dottorato. 
  2. Ai fini del presente regolamento si intendono: 
    a) per regolamenti, i regolamenti emanati  dai  soggetti  di  cui
all'articolo 2, comma 2, ai sensi dell'articolo  4,  comma  2,  della
legge 3 luglio 1998, n. 210, e successive modificazioni; 
    b) per Ministro e per  Ministero,  il  Ministro  e  il  Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca; 
    c) per universita', le universita' statali  e  non  statali,  ivi
compresi gli  istituti  universitari  a  ordinamento  speciale  e  le
universita' telematiche; 
    d) per ANVUR, l'Agenzia  nazionale  di  valutazione  del  sistema
universitario e della ricerca, di cui all'articolo 2, comma 138,  del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2006, n. 286; 
    e) per CEPR,  il  Comitato  di  esperti  per  la  politica  della
ricerca, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 5 giugno 1998,
n. 204, e successive modificazioni. 
  3. Il dottorato di ricerca fornisce le  competenze  necessarie  per
esercitare  attivita'  di  ricerca  di  alta  qualificazione   presso
soggetti   pubblici   e   privati,   nonche'    qualificanti    anche
nell'esercizio   delle   libere   professioni,   contribuendo    alla
realizzazione dello  Spazio  Europeo  dell'Alta  Formazione  e  dello
Spazio Europeo della Ricerca.
                               Art. 2 

Soggetti che possono  richiedere  l'accreditamento  e  individuazione
  delle qualificate istituzioni italiane di formazione e ricerca 
  1. I  corsi  di  dottorato  sono  attivati,  previo  accreditamento
concesso dal Ministero, su conforme parere  dell'ANVUR,  in  coerenza
con le linee guida condivise  a  livello  europeo,  da  soggetti  che
sviluppano   una   specifica,   ampia,   originale,   qualificata   e
continuativa attivita', sia didattica che di  ricerca,  adeguatamente
riconosciuta a livello internazionale nei settori di interesse per il
dottorato. 
  2. Possono richiedere l'accreditamento dei  corsi  di  dottorato  e
delle relative sedi i seguenti soggetti: 
    a) universita' italiane, anche in convenzione con universita'  ed
enti di ricerca pubblici o privati, italiani o stranieri, in possesso
di requisiti di elevata qualificazione culturale e scientifica  e  di
personale, strutture e attrezzature idonei,  fermo  restando  che  in
tali casi sede amministrativa del  dottorato  e'  l'universita',  cui
spetta il rilascio del titolo accademico; 
    b) qualificate  istituzioni  italiane  di  formazione  e  ricerca
avanzate; 
    c) consorzi tra universita', di  cui  almeno  una  italiana,  con
possibilita' di rilascio del titolo doppio, multiplo o congiunto; 
    d) consorzi tra universita', di cui almeno una italiana, ed  enti
di ricerca pubblici o privati di alta qualificazione, anche di  Paesi
diversi, fermo restando che in  tali  casi  sede  amministrativa  del
consorzio e' l'universita'  italiana,  cui  spetta  il  rilascio  del
titolo accademico; 
    e) universita' in convenzione, ai sensi dell'articolo 4, comma 4,
della legge 3 luglio 1998,  n.  210,  con  imprese,  anche  di  Paesi
diversi, che svolgono attivita' di ricerca e sviluppo, fermo restando
che in tali casi sede amministrativa del dottorato e'  l'universita',
cui spetta il rilascio del titolo accademico. 
  3. La qualificazione delle istituzioni  italiane  di  formazione  e
ricerca avanzate di cui al comma 2, lettera b), e'  accertata,  ferme
restando le procedure di accreditamento dei corsi e delle sedi di cui
all'articolo 3, sulla base dei seguenti criteri: 
    a) formazione e ricerca tra  i  compiti  istituzionali  dell'ente
espressamente citati nello statuto; 
    b) assenza di scopo di lucro nel perseguimento  dei  propri  fini
istituzionali; 
    c) documentato svolgimento di attivita' di didattica e di ricerca
di  livello  universitario  per  almeno  cinque   anni   continuativi
immediatamente precedenti la  richiesta  di  accreditamento,  secondo
elevati standard di qualita' almeno pari a quelli  richiesti  per  la
didattica e ricerca universitaria, e specializzazione nel settore  in
cui si intende attivare il corso di dottorato; 
    d)  requisiti   organizzativi   e   disponibilita'   di   risorse
finanziarie  atti  a  garantire   la   razionale   organizzazione   e
l'effettiva sostenibilita'  dei  corsi  di  dottorato  per  tutto  il
periodo necessario al conseguimento del titolo; 
    e) aver partecipato all'ultimo  esercizio  di  Valutazione  della
Qualita' della Ricerca (di seguito VQR) effettuato dall'ANVUR, fino a
conclusione della procedura  e  con  esito  positivo,  per  tutte  le
strutture di ricerca appartenenti all'istituzione. A tal fine l'ANVUR
definisce i criteri per  l'individuazione  della  soglia  minima  che
determina l'esito positivo della valutazione.
                               Art. 3 

                Accreditamento dei corsi e delle sedi 

  1. Il sistema dell'accreditamento si  articola  nell'autorizzazione
iniziale ad attivare corsi di dottorato e  nella  verifica  periodica
della permanenza dei requisiti richiesti per l'accreditamento, con le
modalita' di cui al presente articolo. 
  2. I soggetti  di  cui  all'articolo  2,  comma  2,  che  intendono
richiedere l'accreditamento di corsi di dottorato e delle sedi in cui
si svolgono avanzano apposita domanda al Ministero,  corredata  della
documentazione  attestante  il  possesso   dei   requisiti   di   cui
all'articolo 4. 
  3. La domanda specifica altresi' per quale  numero  complessivo  di
posti e' richiesto l'accreditamento relativamente a ciascun corso  di
dottorato. Tale numero puo' essere aumentato con  richiesta  motivata
anche durante il periodo di vigenza dell'accreditamento e fatta salva
la  conseguente  valutazione.  La  domanda  di  accreditamento   puo'
concernere anche corsi riferiti a singoli curricoli. 
  4. La domanda di accreditamento da parte delle istituzioni  di  cui
all'articolo 2, comma 2, lettera b), deve essere  altresi'  corredata
dalla documentazione attestante il rispetto dei  criteri  di  cui  al
comma 3 del medesimo articolo nonche' dalle seguenti dichiarazioni: 
    a) impegno alla partecipazione continuativa alla VQR; la  mancata
partecipazione   alla   VQR    comporta    la    revoca    automatica
dell'accreditamento; 
    b) in caso di prima richiesta di accreditamento, aver svolto  nel
precedente  quinquennio  corsi  di  dottorato  in   convenzione   con
un'universita' di riferimento,  quale  sede  amministrativa,  per  il
rilascio  del  titolo  accademico,   con   evidenza   della   stretta
connessione  dell'attivita'  di  ricerca  svolta  con   l'universita'
medesima. 
  5. Il Ministero, entro 20 giorni dal ricevimento della  domanda  di
accreditamento, la trasmette all'ANVUR, che si esprime  con  motivato
parere in ordine alla sussistenza dei requisiti per l'accreditamento,
entro 60 giorni dal ricevimento della  domanda.  L'accreditamento  e'
concesso o negato  con  decreto  del  Ministro,  su  conforme  parere
dell'ANVUR.  Il  decreto  e'  trasmesso  al  soggetto  richiedente  e
all'organo di valutazione interna dello stesso  in  tempo  utile  per
l'avvio dell'anno accademico successivo a quello in corso. 
  6. L'accreditamento delle sedi e dei corsi  per  tutti  i  soggetti
richiedenti  e   il   riconoscimento   della   qualificazione   delle
istituzioni di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), hanno  durata
quinquennale, fatta salva la verifica annuale  della  permanenza  dei
requisiti di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a), c), d), e), f). 
  7. L'attivita' di monitoraggio diretta a verificare il rispetto nel
tempo  dei  requisiti  richiesti  per   l'accreditamento   ai   sensi
dell'articolo 4 e' svolta annualmente dall'ANVUR,  anche  sulla  base
dei risultati dell'attivita' di controllo degli organi di valutazione
interna delle istituzioni accreditate, secondo  criteri  e  modalita'
stabiliti ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), del  decreto
del Presidente della Repubblica 1° febbraio 2010, n. 76. 
  8.  La  perdita  di  uno  o  piu'  requisiti  comporta  la   revoca
dell'accreditamento, disposta con decreto  del  Ministro,  su  parere
conforme dell'ANVUR. 
  9. In caso di revoca dell'accreditamento, il  soggetto  interessato
sospende, con effetto immediato, l'attivazione di un nuovo ciclo  dei
corsi di dottorato.
                               Art. 4 

Requisiti per l'accreditamento dei corsi e delle sedi di dottorato di
                               ricerca 

  1. Sono requisiti necessari per l'accreditamento dei corsi e  delle
sedi di dottorato: 
    a) la presenza di un collegio del dottorato  composto  da  almeno
sedici  docenti,  di  cui  non  piu'  di   un   quarto   ricercatori,
appartenenti ai macrosettori coerenti con gli obiettivi formativi del
corso. Nel caso di dottorati attivati da consorzi di cui all'articolo
2, comma 2, lettera d), il collegio puo' essere  formato  fino  a  un
quarto da soggetti appartenenti ai ruoli  di  dirigenti  di  ricerca,
primi ricercatori e ricercatori degli enti di  ricerca,  o  posizioni
equivalenti negli enti stranieri.  Nel  caso  di  dottorati  attivati
dalle istituzioni di cui all'art. 2, comma 2, lettera b), il collegio
deve in  ogni  caso  essere  formato  in  maggioranza  da  professori
universitari  a  seguito  di  specifica  convenzione  stipulata   tra
l'istituzione e l'universita' di appartenenza del professore. Ai fini
del rispetto del requisito  di  cui  alla  presente  lettera  ciascun
soggetto puo' essere conteggiato una sola volta su base nazionale; 
    b) il possesso, da parte dei membri del collegio, di  documentati
risultati  di  ricerca  di  livello   internazionale   negli   ambiti
disciplinari  del  corso,  con  particolare  riferimento   a   quelli
conseguiti nei  cinque  anni  precedenti  la  data  di  richiesta  di
accreditamento; 
    c) per ciascun ciclo di dottorati da attivare, la  disponibilita'
di un numero medio di  almeno  sei  borse  di  studio  per  corso  di
dottorato attivato, fermo  restando  che  per  il  singolo  ciclo  di
dottorato tale disponibilita' non puo' essere inferiore a quattro. Al
fine di soddisfare il predetto requisito, si possono computare  altre
forme  di  finanziamento  di  importo  almeno  equivalente   comunque
destinate a borse di studio. Per i dottorati attivati dai consorzi di
cui  all'articolo  2,  comma  2,  lettera  c),  ciascuna  istituzione
consorziata deve assicurare la partecipazione di almeno tre borse  di
studio; 
    d) la disponibilita' di congrui e stabili  finanziamenti  per  la
sostenibilita'   del   corso,   con   specifico   riferimento    alla
disponibilita' di borse di studio ai sensi  della  lettera  c)  e  al
sostegno della ricerca nel cui  ambito  si  esplica  l'attivita'  dei
dottorandi; 
    e)  la  disponibilita'  di  specifiche  e  qualificate  strutture
operative e scientifiche per l'attivita' di studio e di  ricerca  dei
dottorandi, ivi inclusi,  relativamente  alla  tipologia  del  corso,
laboratori scientifici, un adeguato patrimonio librario, banche  dati
e risorse per il calcolo elettronico; 
    f)  la  previsione  di  attivita',  anche  in  comune  tra   piu'
dottorati,  di  formazione  disciplinare  e  interdisciplinare  e  di
perfezionamento linguistico e informatico, nonche', nel  campo  della
gestione della ricerca e della  conoscenza  dei  sistemi  di  ricerca
europei ed internazionali, della valorizzazione dei  risultati  della
ricerca e della proprieta' intellettuale. 
  2. Nell'ambito delle convenzioni di cui all'articolo  2,  comma  2,
lettera a), i soggetti convenzionati devono impegnarsi ad  assicurare
l'attivazione dei cicli di  dottorato  per  almeno  un  triennio.  Le
convenzioni devono altresi' assicurare, relativamente a ciascun corso
di dottorato, il possesso dei requisiti di cui al comma 1  indicando,
per ciascun soggetto convenzionato, l'apporto in termini di  docenza,
la disponibilita' di risorse finanziarie e di strutture  operative  e
scientifiche che garantiscano la sostenibilita' del  corso  e,  fatta
eccezione  per  i  dottorati  attivati  con  istituzioni  estere,  il
contributo di almeno  tre  borse  di  studio  per  ciascun  ciclo  di
dottorato. Per i dottorati attivati in  convenzione  con  istituzioni
estere, l'apporto in termini di borse di studio di  ciascun  soggetto
convenzionato e' regolato ai sensi dell'articolo 10,  fermo  restando
il rispetto del requisito di  cui  al  comma  1,  lettera  c),  primo
periodo. Nell'ambito delle convenzioni tra  universita'  e'  altresi'
possibile  prevedere  il  rilascio  del  titolo  accademico   doppio,
multiplo o congiunto. 
  3. Nel caso di richieste di accreditamento di corsi di dottorato da
parte dei consorzi di cui all'articolo 2, comma 2, lettere c)  e  d),
salvo motivate eccezioni, valutate  nell'ambito  delle  procedure  di
accreditamento, il numero massimo di istituzioni universitarie  e  di
ricerca che possono essere ordinariamente  consorziabili  e'  pari  a
quattro. Le istituzioni consorziate devono garantire ai dottorandi in
maniera continuativa  un'effettiva  condivisione  delle  strutture  e
delle attivita' didattiche e di ricerca.
                               Art. 5 

Principi e criteri generali per la disciplina dei corsi di  dottorato
                             di ricerca 

  1. I soggetti di cui all'articolo  2,  comma  2,  disciplinano  con
proprio regolamento i corsi di dottorato di ricerca nel rispetto  dei
criteri e dei parametri di cui agli articoli da 6 a 12. 
  2. Gli istituti universitari a  ordinamento  speciale  disciplinano
con  propri  regolamenti  i  corsi  di  dottorato  e  perfezionamento
finalizzati al conseguimento del titolo di dottore di ricerca,  fermo
restando l'obbligo di accreditamento di cui all'articolo  3.  Non  si
applica ai predetti corsi quanto previsto dall'articolo 4,  comma  1,
lettere a) e c).
                               Art. 6 

     Istituzione, durata e funzionamento dei corsi di dottorato 

  1. I corsi di dottorato di ricerca hanno durata non inferiore a tre
anni, fatto salvo quanto previsto all'articolo 7. 
  2. Le tematiche del corso di dottorato  si  riferiscono  ad  ambiti
disciplinari ampi, organici e chiaramente definiti. Le  titolature  e
gli eventuali curricoli dei corsi  di  dottorato  sono  proposti  dai
soggetti di cui all'articolo 2, comma 2,  e  valutati  dall'ANVUR  in
sede di accreditamento dei corsi. 
  3. Sono organi del corso di dottorato di ricerca  il  collegio  dei
docenti e il coordinatore. 
  4. Il collegio dei docenti e' preposto alla  progettazione  e  alla
realizzazione del corso di dottorato. Fermi restando i  requisiti  di
cui all'articolo 4, comma 1, esso  e'  costituito  da  professori  di
prima e seconda fascia, ricercatori universitari, primi ricercatori e
dirigenti di ricerca, o ruoli analoghi, di enti pubblici  di  ricerca
nonche'  da  esperti   di   comprovata   qualificazione   anche   non
appartenenti ai ruoli dei soggetti accreditati,  in  misura  comunque
non superiore al numero complessivo dei  componenti  appartenenti  ai
ruoli  dei  soggetti  accreditati.  I  regolamenti  disciplinano   le
modalita'  di  presentazione  e  di  accettazione  delle  domande  di
partecipazione  al  collegio  dei  docenti.  Per   i   professori   e
ricercatori  universitari  la  partecipazione  al  collegio   di   un
dottorato attivato da un altro ateneo e' subordinata al nulla osta da
parte dell'ateneo di appartenenza. Il coordinamento del collegio  dei
docenti e' affidato a un professore di prima fascia a tempo pieno  o,
in mancanza, a  un  professore  di  seconda  fascia  a  tempo  pieno.
L'attivita' didattica e tutoriale certificata e svolta dai professori
e  ricercatori  universitari  nell'ambito  dei  corsi  di   dottorato
concorre  all'adempimento  degli  obblighi   istituzionali   di   cui
all'articolo 6 della legge 30 dicembre 2010, n. 240. 
  5. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, hanno la possibilita'
di organizzare, nella loro autonomia, i corsi di dottorato in  scuole
di  dottorato,  con  attribuzione  alle   stesse   dei   compiti   di
coordinamento dei corsi e di gestione  delle  attivita'  comuni.  Nel
caso in cui i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, organizzino  i
corsi, nella loro autonomia, in scuole di dottorato, restano comunque
in capo a tali soggetti la titolarita' dei corsi  e  l'accreditamento
dei corsi e delle sedi.
                               Art. 7 

Raccordo tra i corsi di dottorato e  le  scuole  di  specializzazione
                               mediche 

  1. Le universita' disciplinano con proprio regolamento le modalita'
di svolgimento della frequenza congiunta del corso di dottorato e  di
un corso di specializzazione medica e della conseguente  riduzione  a
un minimo di due anni del corso di dottorato  medesimo  nel  rispetto
dei seguenti criteri generali: 
    a) lo specializzando deve risultare vincitore di un  concorso  di
ammissione al corso di dottorato presso la stessa universita' in  cui
frequenta la scuola di specializzazione; 
    b) la frequenza congiunta puo' essere disposta  durante  l'ultimo
anno della scuola di specializzazione e deve essere  compatibile  con
l'attivita' e l'impegno previsto dalla scuola medesima a  seguito  di
nulla osta rilasciato dal consiglio della scuola medesima; 
    c) il  collegio  dei  docenti  del  corso  di  dottorato  dispone
l'eventuale accoglimento della domanda  di  riduzione  a  seguito  di
valutazione delle attivita' di ricerca gia' svolte  nel  corso  della
specializzazione medica e attestate dal  consiglio  della  scuola  di
specializzazione; 
    d) nel corso dell'anno di frequenza congiunta  lo  specializzando
non puo' percepire la borsa di studio di dottorato.
                               Art. 8 

Modalita' di accesso ai corsi di dottorato  e  di  conseguimento  del
                               titolo 

  1. L'ammissione al dottorato avviene sulla base di una selezione  a
evidenza pubblica, che deve concludersi  entro  e  non  oltre  il  30
settembre di ciascun anno, fermo restando quanto previsto  dal  comma
2. La domanda di partecipazione ai posti con  borsa  di  studio  puo'
essere presentata, senza limitazioni di cittadinanza, da coloro  che,
alla  data  di  scadenza  del  bando,  sono  in  possesso  di  laurea
magistrale o titolo straniero idoneo ovvero da coloro che  conseguano
il   titolo   richiesto   per   l'ammissione,   pena   la   decadenza
dall'ammissione in caso di esito positivo della selezione,  entro  il
termine massimo del 31 ottobre dello  stesso  anno.  L'idoneita'  del
titolo estero viene accertata dalla  commissione  del  dottorato  nel
rispetto della normativa vigente in materia in  Italia  e  nel  Paese
dove e' stato rilasciato il titolo stesso e dei  trattati  o  accordi
internazionali  in  materia  di  riconoscimento  di  titoli  per   il
proseguimento degli studi. Fatto salvo quanto previsto al comma  5  e
all'articolo 11, l'avvio dei corsi di dottorato coincide  con  quello
di inizio dell'anno accademico. 
  2. Il bando per l'ammissione, redatto in italiano e  in  inglese  e
pubblicizzato in via telematica sul sito  del  soggetto  accreditato,
sul sito europeo Euraxess e su quello del Ministero, deve indicare  i
criteri di accesso e di valutazione dei titoli, nonche' le  eventuali
prove scritte, inclusi test riconosciuti a livello internazionale,  o
prove orali  previste.  Se  il  bando  prevede  una  quota  di  posti
riservati a studenti laureati in universita'  estere,  ai  sensi  del
comma 4 ovvero a borsisti di Stati esteri o di specifici programmi di
mobilita' internazionale, i soggetti  accreditati  possono  stabilire
modalita' di svolgimento della procedura di ammissione  differenziate
e formano, in tal caso, una graduatoria separata. I  posti  riservati
non attribuiti possono essere resi disponibili per  le  procedure  di
cui al comma 1. Per i dottorati in collaborazione con le  imprese  si
applica quanto previsto dall'articolo 11. 
  3. Il bando contiene l'indicazione  del  numero  di  borse  di  cui
all'articolo  9,  comma  1,   nonche'   quello   dei   contratti   di
apprendistato, di cui  all'articolo  5  del  decreto  legislativo  14
settembre 2011, n. 167,  e  di  eventuali  altre  forme  di  sostegno
finanziario,  a  valere  su  fondi  di  ricerca   o   altre   risorse
dell'universita',  ivi  inclusi  gli  assegni  di  ricerca   di   cui
all'articolo 22 della legge 30 dicembre 2010,  n.  240,  che  possono
essere attribuiti a uno  o  piu'  candidati  risultati  idonei  nelle
procedure di selezione,  nonche'  l'indicazione  delle  tasse  e  dei
contributi posti a carico dei dottorandi anche tenuto conto di quanto
previsto dalla normativa vigente sul diritto allo studio. 
  4. Una quota delle borse e delle altre forme di finanziamento  puo'
essere riservata a  soggetti  che  hanno  conseguito  in  universita'
estere il titolo di studio necessario per l'ammissione  al  corso  di
dottorato. 
  5.  Nel  caso  di   progetti   di   collaborazione   comunitari   e
internazionali  possono  essere  previste  specifiche  procedure   di
ammissione  e  modalita'  organizzative  che  tengano   conto   delle
caratteristiche dei singoli progetti, purche' attivati nell'ambito di
corsi di dottorato accreditati. 
  6. Il titolo di dottore di ricerca,  abbreviato  con  le  diciture:
"Dott.Ric." ovvero "Ph.D.", viene rilasciato a seguito della positiva
valutazione di una tesi di ricerca che  contribuisca  all'avanzamento
delle conoscenze o delle metodologie nel campo di indagine prescelto.
La tesi di dottorato, corredata da una sintesi in lingua  italiana  o
inglese, e' redatta in lingua italiana  o  inglese  ovvero  in  altra
lingua previa autorizzazione del collegio dei docenti. La tesi,  alla
quale e' allegata una relazione del dottorando sulle attivita' svolte
nel corso del dottorato e sulle eventuali pubblicazioni, e'  valutata
da almeno due docenti di elevata qualificazione, anche appartenenti a
istituzioni  estere,  esterni  ai  soggetti  che  hanno  concorso  al
rilascio del titolo di dottorato, di seguito denominati valutatori. I
valutatori esprimono un giudizio analitico scritto sulla  tesi  e  ne
propongono l'ammissione alla discussione pubblica o il rinvio per  un
periodo  non  superiore  a   sei   mesi   se   ritengono   necessarie
significative integrazioni o correzioni. Trascorso tale  periodo,  la
tesi e' in ogni caso ammessa alla discussione pubblica, corredata  da
un nuovo parere scritto dei medesimi valutatori, reso alla luce delle
correzioni o integrazioni  eventualmente  apportate.  La  discussione
pubblica si svolge innanzi a una commissione la cui  composizione  e'
definita nel regolamento. Al termine della discussione, la tesi,  con
motivato giudizio scritto collegiale, e'  approvata  o  respinta.  La
commissione, con voto unanime, ha facolta' di attribuire la  lode  in
presenza di risultati di particolare rilievo scientifico.
                               Art. 9 

                           Borse di studio 

  1. Le borse di studio hanno  durata  annuale  e  sono  rinnovate  a
condizione che il dottorando  abbia  completato  il  programma  delle
attivita' previste  per  l'anno  precedente,  verificate  secondo  le
procedure stabilite dal  regolamento,  fermo  restando  l'obbligo  di
erogare la borsa a seguito del superamento della verifica. 
  2. L'importo della borsa di studio, da erogare in rate mensili,  e'
determinato, in prima applicazione, in misura non inferiore a  quella
prevista dal decreto del Ministro 18 giugno  2008,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 241  del  14  ottobre  2008.  Tale  importo  e'
incrementato nella misura massima del 50 per  cento  per  un  periodo
complessivamente non  superiore  a  18  mesi,  se  il  dottorando  e'
autorizzato dal collegio dei docenti a svolgere attivita' di  ricerca
all'estero. 
  3. A decorrere dal secondo anno a ciascun dottorando e' assicurato,
in aggiunta  alla  borsa  e  nell'ambito  delle  risorse  finanziarie
esistenti  nel  bilancio  dei  soggetti  accreditati  a  legislazione
vigente, un budget per l'attivita' di ricerca in Italia e  all'estero
adeguato rispetto alla tipologia di corso e comunque di  importo  non
inferiore al 10% dell'importo della borsa medesima. Se il  dottorando
non e' valutato positivamente ai fini del rinnovo della borsa, ovvero
rinuncia ad essa, l'importo non utilizzato resta nella disponibilita'
dell'istituzione, per gli stessi fini. 
  4. Per il mantenimento dei contratti di apprendistato e delle altre
forme di sostegno finanziario di cui all'articolo 8, comma  3,  negli
anni di corso successivi al primo si applicano  i  medesimi  principi
posti per il mantenimento delle borse di studio di cui al comma 1. 
  5. I principi di cui al  presente  articolo  non  si  applicano  ai
borsisti di  Stati  esteri  o  beneficiari  di  sostegno  finanziario
nell'ambito di specifici programmi di mobilita' in relazione a quanto
previsto dalla specifica regolamentazione.
                               Art. 10 

           Dottorato in convenzione con istituzioni estere 

  1.  Al  fine   di   realizzare   efficacemente   il   coordinamento
dell'attivita'  di  ricerca  di  alto  livello   internazionale,   le
universita'   possono   attivare   corsi   di    dottorato,    previo
accreditamento ai sensi dell'articolo 3, con universita' ed  enti  di
ricerca esteri di  alta  qualificazione  e  di  riconosciuto  livello
internazionale, nel rispetto del  principio  di  reciprocita',  sulla
base di convenzioni che  prevedano  un'effettiva  condivisione  delle
attivita' formative e di ricerca, l'equa ripartizione degli oneri, le
modalita' di regolazione delle  forme  di  sostegno  finanziario,  le
modalita' di scambio  e  mobilita'  di  docenti  e  dottorandi  e  il
rilascio del titolo congiunto  o  di  un  doppio  o  multiplo  titolo
dottorale.
                               Art. 11 

Dottorato in collaborazione con le imprese, dottorato  industriale  e
                  apprendistato di alta formazione 

  1. Le universita'  possono  attivare  corsi  di  dottorato,  previo
accreditamento ai sensi dell'articolo 3, in convenzione  con  imprese
che svolgono attivita' di ricerca e sviluppo. 
  2. Le universita' possono  altresi'  attivare  corsi  di  dottorato
industriale con la possibilita' di  destinare  una  quota  dei  posti
disponibili, sulla base di specifiche convenzioni, ai  dipendenti  di
imprese impegnati in attivita' di elevata  qualificazione,  che  sono
ammessi  al  dottorato  a  seguito  di  superamento  della   relativa
selezione. 
  3. Le convenzioni finalizzate ad attivare  i  percorsi  di  cui  ai
commi 1 e 2 stabiliscono, tra l'altro, le  modalita'  di  svolgimento
delle attivita' di ricerca presso l'impresa nonche', relativamente ai
posti  coperti  da  dipendenti   delle   imprese,   la   ripartizione
dell'impegno complessivo del dipendente e  la  durata  del  corso  di
dottorato. 
  4. Resta in ogni caso ferma la possibilita', prevista dall'articolo
5 del decreto legislativo 14 settembre  2011,  n.  167,  di  attivare
corsi  di  dottorato  in  apprendistato  con  istituzioni  esterne  e
imprese. I contratti di apprendistato, nonche' i posti attivati sulla
base delle convenzioni di cui  ai  commi  1  e  2,  sono  considerati
equivalenti alle borse di dottorato ai fini del  computo  del  numero
minimo necessario per l'attivazione del corso. 
  5. Per i dottorati di cui ai commi 1 e  2,  fermo  restando  quanto
previsto dagli articoli  da  2  a  5,  i  regolamenti  dei  corsi  di
dottorato possono tra l'altro prevedere una scadenza diversa  per  la
presentazione delle  domande  di  ammissione  e  l'inizio  dei  corsi
nonche'  modalita'  organizzative  delle  attivita'  didattiche   dei
dottorandi tali da consentire lo svolgimento ottimale del dottorato.
                               Art. 12 

                   Diritti e doveri dei dottorandi 

  1. L'ammissione al dottorato comporta  un  impegno  esclusivo  e  a
tempo  pieno,  ferma  restando  la  possibilita'  di  una  disciplina
specifica in relazione a quanto previsto dal comma 4 e dagli articoli
7 e 11. 
  2. I dottorandi, quale parte  integrante  del  progetto  formativo,
possono svolgere, previo nulla osta del collegio dei docenti e  senza
che cio' comporti alcun incremento della borsa di  studio,  attivita'
di tutorato degli studenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale
nonche', comunque entro il limite massimo di quaranta ore in  ciascun
anno accademico, attivita' di didattica integrativa. I dottorandi  di
area medica possono partecipare all'attivita'  clinico-assistenziale.
Trascorso il terzo anno di dottorato il limite e' abrogato. 
  3. La borsa di studio del  dottorato  di  ricerca  e'  soggetta  al
versamento dei contributi previdenziali INPS a gestione  separata  ai
sensi dell'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e
successive  modificazioni,  nella  misura  di  due  terzi  a   carico
dell'amministrazione  e  di  un  terzo  a  carico  del  borsista.   I
dottorandi godono delle tutele e dei diritti connessi. 
  4. I dipendenti pubblici ammessi ai corsi di dottorato  godono  per
il periodo di durata  normale  del  corso  dell'aspettativa  prevista
dalla contrattazione collettiva o, per  i  dipendenti  in  regime  di
diritto pubblico, di congedo  straordinario  per  motivi  di  studio,
compatibilmente  con  le  esigenze  dell'amministrazione,  ai   sensi
dell'articolo 2 della legge 13 agosto  1984,  n.  476,  e  successive
modificazioni,  con  o  senza  assegni  e  salvo  esplicito  atto  di
rinuncia, solo qualora risultino iscritti per la  prima  volta  a  un
corso di dottorato, a prescindere dall'ambito disciplinare. 
  5. Sono estesi ai dottorandi, con le  modalita'  ivi  disciplinate,
gli interventi previsti dal decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68. 
  6. Alle dottorande si applicano  le  disposizioni  a  tutela  della
maternita' di  cui  al  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale  12  luglio  2007,  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale n. 247 del 23 ottobre 2007. 
  7.  I  regolamenti  di  ateneo   assicurano   ai   dottorandi   una
rappresentanza nel collegio  di  dottorato  per  la  trattazione  dei
problemi didattici e organizzativi.
                               Art. 13 

         Valutazione e finanziamento dei corsi di dottorato 

  1. I soggetti accreditati provvedono al finanziamento dei corsi  di
dottorato. Il Ministero contribuisce annualmente al finanziamento dei
dottorati attivati dalle universita' nei limiti delle  disponibilita'
finanziarie del Ministero stesso, tenuto  conto  di  quanto  previsto
dall'articolo 16, comma 1. 
  2. Il  finanziamento  ministeriale  e'  ripartito  annualmente  con
decreto del Ministro, sentita  l'ANVUR,  tenuto  conto  dei  seguenti
criteri: 
    a) qualita' della ricerca svolta  dai  membri  del  collegio  dei
docenti; 
    b) grado di internazionalizzazione del dottorato; 
    c) grado  di  collaborazione  con  il  sistema  delle  imprese  e
ricadute del dottorato sul sistema socio-economico; 
    d) attrattivita' del dottorato; 
    e) dotazione  di  servizi,  risorse  infrastrutturali  e  risorse
finanziarie a disposizione del dottorato e dei  dottorandi,  anche  a
seguito di processi di fusione o di federazione tra atenei; 
    f) sbocchi professionali dei dottori di ricerca. 
  3. Il Ministero puo' destinare  annualmente  una  quota  dei  fondi
disponibili a una o piu' delle seguenti finalita': 
    a) finanziamento diretto di  borse  di  dottorato  a  seguito  di
procedure di selezione nazionale raggruppate per ambiti tematici; 
    b) cofinanziamento premiale di borse di dottorato in relazione al
reperimento di finanziamenti esterni; 
    c) incentivazione, sentito il CEPR,  di  corsi  di  dottorato  in
settori strategici o innovativi individuati dal Ministero  ovvero  di
dottorati  svolti  in  convenzione  o  in  consorzio  con  imprese  e
pubbliche amministrazioni; 
    d) finanziamento di una quota premiale destinata a promuovere  la
residenzialita' e l'attivita' di didattica e di ricerca di  corsi  di
dottorato  di  qualificazione  particolarmente  elevata   a   livello
internazionale, individuati  a  seguito  di  procedure  nazionali  di
selezione. 
  4. In relazione a corsi di dottorato attivati con il contributo  di
piu' istituzioni si tiene conto,  per  i  fini  di  cui  al  presente
articolo, dell'apporto di ciascuna alle attivita' del dottorato.
                               Art. 14 

     Anagrafe dei dottorati e banca dati delle tesi di dottorato 

  1.  Il  Ministero  cura  la  costituzione  e   l'aggiornamento   di
un'anagrafe nazionale dei dottorati di ricerca e di  una  banca  dati
delle tesi di dottorato. 
  2. L'anagrafe  nazionale  dei  dottorati  di  ricerca  contiene  le
informazioni utili ai fini  della  promozione  dei  corsi  a  livello
nazionale e internazionale, dell'accreditamento, del  monitoraggio  e
della valutazione degli stessi nell'ambito degli  indirizzi  definiti
dal Ministero, sentiti il CUN e l'ANVUR. L'anagrafe contiene  inoltre
informazioni sugli sbocchi occupazionali e sulle carriere dei dottori
di ricerca. 
  3. Entro trenta giorni dalla discussione e approvazione della  tesi
l'universita' o il soggetto promotore depositano copia della tesi, in
formato  elettronico,   nella   banca   dati   ministeriale.   Previa
autorizzazione  del  collegio  dei  docenti,  possono   essere   rese
indisponibili parti della tesi  in  relazione  all'utilizzo  di  dati
tutelati da segreto industriale ai sensi della normativa  vigente  in
materia. Resta fermo l'obbligo del  deposito  della  tesi  presso  le
biblioteche nazionali centrali di Roma e di Firenze.
                               Art. 15 

                  Disposizioni finali e transitorie 

  1.  Il  decreto  del  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
scientifica e tecnologica 30 aprile  1999,  n.  224,  concernente  il
regolamento recante norme in materia  di  dottorato  di  ricerca,  e'
abrogato, fatta eccezione per gli articoli 2,  4,  5,  6,  7  che  si
applicano, in via transitoria e fino alla scadenza dei termini di cui
al comma 2, ai corsi di dottorato di ricerca attivi nelle universita'
alla data di entrata in vigore del presente regolamento. 
  2. Le universita',  entro  quarantacinque  giorni  dall'entrata  in
vigore del presente regolamento, provvedono ad  adeguare  alla  nuova
normativa i propri regolamenti, e, entro i successivi  quarantacinque
giorni,  a  formulare,  ai  sensi   dell'articolo   3,   domanda   di
accreditamento per  almeno  il  cinquanta  per  cento  dei  corsi  di
dottorato di ricerca  che  intendono  attivare  nell'anno  accademico
successivo all'entrata in  vigore  del  presente  regolamento.  Fermo
restando che dall'anno accademico 2014/15 tutti i corsi di  dottorato
dovranno essere accreditati,  l'eventuale  attivazione  di  corsi  di
dottorato non accreditati ai  sensi  del  presente  regolamento  puo'
essere disposta esclusivamente con  riferimento  all'anno  accademico
2013/14 e in relazione a un massimo del cinquanta per cento dei corsi
attivati da  ciascuna  universita'  nell'anno  accademico  2012/13  e
relativi al XXIX ciclo. L'eventuale  attivazione  di  tali  corsi  e'
disposta dall'universita' previo  parere  favorevole  del  nucleo  di
valutazione a seguito di verifica del possesso dei requisiti  di  cui
all'articolo 4. 
  3. In virtu' di quanto prescritto dall'articolo 2, comma 3, lettera
e), le istituzioni di cui all'articolo 2, comma 2,  lettera  b),  non
possono presentare domanda di accreditamento  fino  alla  conclusione
della VQR 2004-2010.
                               Art. 16 

                      Disposizioni finanziarie 

  1. Dall'attuazione del presente  regolamento  non  devono  derivare
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
  2. L'ANVUR svolge le attivita' previste  dal  presente  regolamento
nell'ambito delle competenze di cui al decreto del  Presidente  della
Repubblica 1° febbraio 2010,  n.  76,  e  nell'ambito  delle  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Roma, 8 febbraio 2013 

                                                 Il Ministro: Profumo 

Visto, il Guardasigilli: Severino 

Registrato alla Corte dei conti il 23 aprile 2013 
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, del MIBAC del Min. salute e
del Min. lavoro, registro n. 5, foglio n. 57