Gilda incontra i politici

Gilda incontra i politici. Grande attenzione   e interesse verso le 12 proposte della Gilda, pur in alcune diversità   di vedute politiche .

Un pubblico attento e numeroso ha seguito il 12 febbraio 2013 il Convegno, organizzato  dalla Gilda degli Insegnanti di Bologna,  presso la Sala Bolognini del Convento di S. Domenico a Bologna.  Tema: la presentazione ai politici dei vari schieramenti intervenuti   delle 12 Proposte della Gilda degli insegnanti: Per scommettere su una scuola artefice del cambiamento e orgogliosa del suo mandato costituzionale.

Presenti al tavolo, oltre al Coordinatore provinciale Giovanni Cadoni,  il Coordinatore nazionale, Rino Di Meglio,  Sergio Lo Giudice, candidato al Senato per il PD, Maria Mussini, candidata al Senato per il Movimento 5 Stelle); Laura Santagada, candidata alla Camera dei Deputati per il gruppo Fare per fermare il declino. Moderatrice, Renza Bertuzzi, responsabile di “ Professione docente”, mensile della Gilda degli Insegnanti.  A causa della neve non hanno potuto intervenire altri esponenti politici che avevano assicurato la loro presenza.

Il Coordinatore nazionale ha intervistato i diversi esponenti sui quattro grandi  ordini di problemi :

1)   Valorizzazione della professione docente;
2)   Il problema del Precariato nella scuola;
3)   Gli organi collegiali e l’ autonomia;
4)   L’ aumento dei finanziamenti per Scuola e Ricerca.

In un clima di attenzione e di interesse verso le nostre proposte, le risposte dei politici si sono differenziate. Il  Gruppo Fare per fermare il declino sostiene e difende una visione neo-liberista all’ opposto di quella della nostra associazione; mentre il PD e il Movimento 5 Stelle  inseriscono la scuola nella concezione di bene comune.  Molte aperture alle nostre richieste, diverse promesse, attenzione condivisa  alla valorizzazione della funzione docente e all’ aumento dei fondi per istruzione e ricerca.

Il dibattito con il pubblico è stato molto vivace, grazie anche agli  interventi di molti dirigenti Gilda della Regione Emilia Romagna, tra cui il Coordinatore regionale della FGU, Antonio Bonfrisco,   e di Regioni limitrofe.

Giovanni Cadoni (coordinatore della gilda degli insegnanti di Bologna)

La scuola tra promesse e polemiche

Scrima, la scuola tra promesse e polemiche

Sulla scuola piovono promesse elettorali e si accendono i fuochi delle polemiche, in un clima che comunque non favorisce certo la qualità delle argomentazioni.

Delle promesse, ad ogni buon conto, ne prendiamo nota, e a tempo debito ne chiederemo conto.

È molto bello sentir dire che la spesa sull’istruzione sarà portata al 6% del PIL, o che verranno destinati alla scuola otto miliardi di euro in tre anni, selezionando a tal fine la spesa pubblica. Ancor più bello sarà constatare che quelle parole si siano tradotte in fatti: ma su questo l’esperienza ci induce ad essere molto cauti.

Dalle polemiche, invece, preferiamo tenerci lontani, non avendo alcuna intenzione di farci trascinare in una giostra di dichiarazioni destinate a lasciare il tempo che trovano.

Gli elettori hanno intelligenza e buon senso sufficienti per valutare la credibilità di candidati e partiti, al di là di quanto possano scrivere in programmi più o meno ben confezionati.

Noi sappiamo che il confronto vero, quello che conta, lo dovremo sostenere dal 26 febbraio in poi, quando il tempo delle promesse lascerà il passo a quello delle scelte.

Lì ci saremo, e i lavoratori della scuola lo sanno, con la forza che ci viene dall’essere un sindacato che vive di fatti e non di parole, di negoziato e non di comizi.

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

Concorso Scuola: oggi la prova scritta per l’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche (cl. A019)

Concorso Scuola: oggi la prova scritta per l’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche (cl. A019)

(Bologna,  13 febbraio 2012) Si è svolta regolarmente questa mattina, dopo il rinvio dei giorni scorsi determinato dall’allarme maltempo, la prima prova scritta relativa al Concorso per il reclutamento del personale docente, bandito con D.D.G. n. 82 del 24 settembre 2012.

Al Liceo Scientifico “E. Fermi” di Bologna erano attesi 756 candidati. Sono però 617 quelli che si sono effettivamente presentati per sostenere la prova che oggi era riservata a coloro che aspirano all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche (classe di concorso A019). La prova scritta, della durata di 2 ore e mezza, consisteva in 4 quesiti a risposta aperta ed era finalizzata a valutare la padronanza delle competenze professionali, nonché delle discipline oggetto di insegnamento. La vigilanza è stata garantita da 70 addetti, suddivisi nelle 35 aule del Liceo Scientifico “E. Fermi” utilizzate per l’odierna fase concorsuale.

Scuola, proseguono con successo le iscrizioni on line

Scuola, proseguono con successo le iscrizioni on line
Si avvicina il traguardo di 1 milione di studenti iscritti

Domani al Miur il punto con il ministro Profumo

(Roma, 13 Febbraio 2013) Proseguono con successo le iscrizioni on line per le prime classi della scuola primaria, secondaria di I e II grado. La procedura, una novità assoluta per il mondo della scuola che coinvolge circa 1,7 milioni di studenti, è iniziata il 21 gennaio e si concluderà il 28 febbraio. Dopo il boom di accessi al sito internet del Ministero, registrato nelle prime ore dal lancio del meccanismo di iscrizione telematica, l’invio delle domande si è fatto più regolare e ha consentito, progressivamente, l’acquisizione di un numero sempre maggiore di iscrizioni. Con ogni probabilità sarà raggiunta nella tarda serata di oggi la quota di 1 milione di iscrizioni inviate.

Domani, presso la Sala della Comunicazione del Ministero a partire dalle ore 13.45, il ministro Francesco Profumo farà il punto sulla procedura, illustrando numeri raggiunti, statistiche e curiosità, e si collegherà in diretta con l’unità operativa del Miur al lavoro sulle iscrizioni on line.

I giornalisti, i fotografi e gli operatori televisivi interessati a seguire l’evento potranno accreditarsi al seguente indirizzo: uffstampa@istruzione.it.

“Quale formazione in servizio per i docenti?”

“Quale formazione in servizio per i docenti?”
Domani conferenza stampa al Miur con Sottosegretario Rossi – Doria

(Roma, 13 febbraio 2013) I temi, le modalità e le risorse per rilanciare la formazione in servizio dei docenti. E’ questo l’argomento al centro della conferenza stampa che si terrà al Miur domani, giovedì 14 febbraio alle ore 11, alla quale parteciperanno il Sottosegretario di Stato Marco Rossi – Doria e il Direttore Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione Giovanna Boda. Durante la conferenza stampa, che si svolgerà presso il Salone dei Ministri, sarà illustrato il progetto elaborato da sette associazioni professionali della scuola (AIMC, ANDIS, CIDI, UCIIM, Legambiente Scuola e Formazione, MCE, FNISM) – in collaborazione con il Miur – per l’avvio, in alcune città italiane, di un’indagine approfondita sul tema della formazione in servizio degli insegnanti.

PROPOSTE DEI PRECARI PER LA SCUOLA CHE VERRA’

PROPOSTE  DEI  PRECARI  PER  LA  SCUOLA  CHE  VERRÀ

Indicazioni dei Comitati Insegnanti Precari rivolte ai candidati alle prossime elezioni, ai media e all’opinione pubblica.

I CIP, nella prospettiva del rinnovo della classe politica nazionale, intendono far conoscere a istituzioni, organi di informazione e opinione pubblica le loro posizioni sulla scuola che verrà e sul loro futuro professionale.

Diciamo no alla sussidiarietà, come sinonimo di subappalto dell’istruzione pubblica alla scuola privata e disimpegno strategico ed economico statale nei confronti di un proprio dovere costituzionalmente sancito.
Diciamo sì alla scuola di tutti e per tutti, evoluta, laica, equa e solidale, dove la precarietà lasci il posto alla qualità dell’offerta formativa, direttamente connessa alla continuità didattica e, quindi, alla definitiva stabilizzazione del personale docente precario, perché l’istruzione è investimento e non spesa, promozione civile e non addottrinamento.
Diciamo no al linciaggio mediatico perpetrato da tempo al fine di screditare prima e smantellare poi la scuola statale e il pubblico impiego.
Diciamo sì all’aggiornamento e alla valorizzazione professionale dei docenti e al loro riconoscimento sociale.
Diciamo no alla sudditanza del Ministero dell’Istruzione a quello dell’Economia, perché il destino delle future generazioni smetta di essere una miope partita contabile ma diventi una priorità, a garanzia della competitività dei nostri giovani nel mercato del lavoro globalizzato.
Diciamo sì all’investimento in conoscenza e formazione per il rilancio del sistema Paese e per l’educazione alla cittadinanza consapevole, attiva e partecipe delle future generazioni, oltre ogni marginalità, settarismo, ignoranza, provincialismo, egoismo e prevaricazione.
Diciamo sì alle congrue quantità a garanzia dell’offerta formativa e degli standard di qualità europei, contro i tagli di: personale, indirizzi didattici, spazi, risorse economiche, classi, tempo scuola, docenti di sostegno.
Diciamo sì all’adeguamento dei cicli scolastici agli standard europei purché entro un organico disegno che non comporti ulteriore contrazione del tempo scuola e tagli di organico ma solo rimodulazione degli orari negli anni e conseguente adeguamento dei livelli retributivi degli insegnanti italiani ai compensi medi erogati ai loro colleghi europei.
Diciamo sì al riconoscimento anche economico del tempo eccedente l’orario di insegnamento frontale per tutte le attività legate all’aggiornamento, alla preparazione delle lezioni, alla correzione dei compiti, al ricevimento dei genitori, alle attività collegiali (consigli di classe, collegi docenti, riunioni di dipartimento, consigli di istituto, ecc.), ai corsi di recupero, potenziamento, approfondimento e quant’altro regolarmente svolto e disconosciuto formalmente dall’opinione pubblica ed economicamente dall’amministrazione.
Diciamo no all’estensione a 24 ore frontali di lezione dell’orario di servizio individuale dei docenti. Ciò comporterebbe, in aggiunta alle precitate attività accessorie, un insostenibile incremento percentuale di lavoro a danno della qualità dell’azione didattica e funzionale. Un eccessivo aumento di classi per singolo docente, conseguentemente, renderebbe impossibile la calibratura di mirati interventi didattici per i singoli alunni e il puntuale monitoraggio dei percorsi di crescita individuali. Quando si è adottato un accrescimento della quantità delle ore frontali e del numero di alunni si è sempre prodotto un abbassamento della qualità e un insopportabile condizionamento dell’orario generale della scuola non più calzato sulla didattica generale ma sulle esigenze del beneficiario delle 24 ore. Oltre ai contraccolpi funzionali sulla singola istituzione scolastica, ciò ha prodotto un cannibalismo professionale a danno dei docenti precari che si sono visti, per questo, ridotti gli spazi occupazionali a loro destinati.
Diciamo sì al rapido esaurimento delle graduatorie permanenti nel rispetto delle esperienze e priorità acquisite.

Diciamo sì alla formazione di nuovi docenti esclusivamente subordinata al reale fabbisogno e circoscritto a quelle regioni e a quegli insegnamenti che abbiano esaurito le graduatorie esistenti.

Diciamo sì alla scelta di un nuovo Ministro della pubblica istruzione che conosca davvero la scuola e ne apprezzi il ruolo sociale e la funzione baricentrica nel progetto di sviluppo del Paese.

Diciamo sì al ripristino di un autonomo Ministero dell’Istruzione scorporato ma coordinato con quello della Università e della Ricerca per un più opportuno monitoraggio dei bisogni ed una più specifica calibratura degli interventi necessari alla scuola, senza, per questo, smarrire il senso unitario del sapere e del formare.

Diciamo no alla riconversione sulle cattedre di sostegno dei docenti di ruolo in esubero perché contraddice  le competenze specifiche, la professionalità e l’esperienza acquisita dagli insegnanti abilitati e specializzati in sostegno.

Diciamo no, simmetricamente, alla ricollocazione definitiva dei docenti in esubero su cattedre di altre discipline. Prassi che permette loro di sciamare in altre classi di concorso, abusando della mobilità professionale a discapito della specialistica qualità della offerta didattica e in danno di quanti sono in attesa di sistemazione definitiva da lungo tempo sulle cattedre così riconvertite.

Diciamo no alla ingenerosa, dequalificante e inopportuna riconversione dei docenti in ruolo divenuti inidonei per sopraggiunte e comprovate ragioni di salute nell’organico del personale tecnico amministrativo di segreteria.

Diciamo no al concorso che raffazzona un falso rimedio al problema reale del reperimento di docenti più giovani. Tralasciando di considerare che tutti quelli fin qui precarizzati sono stati selezionati da giovani e lasciati ad invecchiare per decenni in attesa di una sistemazione sempre promessa e mai attuata. Occorre quindi selezionare giovani docenti e impiegarli a tempo indeterminato prima che invecchino.

Diciamo no alla revisione e agli accorpamenti delle classi di concorso senza confronto con i diretti interessati e senza una verifica dell’effettivo costrutto culturale, attitudinale e funzionale dell’accorpamento.

Diciamo sì a una gestione ordinata, tempestiva, trasparente e coerente della attribuzione degli incarichi per sanare una pluriennale situazione caotica e torbida che ha una ricaduta negativa non solo sui destini professionali e personali dei docenti precari, e non, ma soprattutto sull’intero comparto scolastico e sulla qualità dell’offerta didattica erogata.

Diciamo sì all’organico funzionale per rafforzare e ampliare l’autonomia scolastica, per contestualizzare le potenzialità insite in ogni risorsa umana e a beneficio dell’intero sistema.

Diciamo sì ad ogni azione tesa a cancellare il precariato nel rispetto della certezza del diritto, contro ogni estemporaneo e truffaldino editto, come quelli che, negli ultimi decenni, hanno procurato lucro alle lobby universitarie e sconquasso al sistema scolastico nazionale e ai suoi operatori.
I CIP auspicano la costituzione di una maggioranza ampia, stabile e responsabile capace di anteporre l’interesse pubblico ai meschini tornaconti particolari. Un governo costituito da personalità competenti ed integerrime che sappia dialogare con le categorie e le associazioni di base.
In questa ottica i CIP, come hanno sempre fatto, non faranno mai mancare il loro contributo di idee ed esperienze, assumendo comunque un comportamento vigile e costruttivo per la difesa della scuola pubblica, libera, laica, solidale, pluralista e, soprattutto, di qualità.
Roma, 13 febbraio 2013                                                                                                                                                                                                                                              Direttivo CIP Nazionale

A PROPOSITO DEL DIMENSIONAMENTO DELLA RETE SCOLASTICA IN SICILIA

A PROPOSITO DEL DIMENSIONAMENTO DELLA RETE SCOLASTICA IN SICILIA

La repentina accelerazione che hanno subito le procedure per la definizione del piano regionale di dimensionamento della rete scolastica sta creando molti malumori e difficoltà nelle scuole siciliane, accentuati anche dal fatto che in questi giorni si sta procedendo alle iscrizioni degli alunni.
Così, il personale scolastico si sente in balia di decisioni a cui non partecipa (per affrontare la questione non si sono riuniti gli organi collegiali di scuola né i Consigli scolastici provinciali) e che potrebbero modificare l’attuale sede lavorativa, i genitori manifestano preoccupazione non avendo certezze sulla sopravvivenza o sulla configurazione definitiva delle istituzioni scolastiche a cui stanno iscrivendo i propri figli, gli stessi Enti Locali non possono fornire l’indispensabile contributo di conoscenza e proposta che compete loro.

Per di più, negli istituti superiori la cosiddetta riforma, avviata nel 2010, sta producendo i suoi nefasti effetti conseguenti ai tagli di ore di lezione e di materie di insegnamento nonché al non ancora definito riordino delle classi di concorso, fatti questi che stanno determinando situazioni di ulteriore precarietà tra il personale docente.

D’altro canto, la situazione creatasi a seguito del D.A. n. 806/2012 presenta numerose criticità a cui occorre porre rimedio, prima fra tutte la presenza di 171 scuole “sottodimensionate”, secondo i parametri ministeriali, affidate in reggenza e prive di un d.s.g.a. titolare.
Questa urgenza non deve, però, determinare quell’ulteriore situazione di incertezza o gli “escamotage” normativi che sono stati necessari per ricollocare dirigenti scolastici e d.s.g.a. nel corrente a.s. O, peggio ancora, procedere in ordine sparso, magari accogliendo segnalazioni e pressioni personali.

Inoltre, questa azione urgente, proprio per il suo carattere di emergenzialità, deve possedere quei caratteri di reversibilità che il “Piano per la scuola”, annunciato dall’Assessorato nell’incontro del 25 gennaio u.s., potrebbe rendere necessari a seguito di successive scelte più ponderate e condivise.

Rispetto ai criteri individuati dall’Assessorato Regionale, i Cobas ritengono necessario:

COINVOLGERE TUTTI I SOGGETTI INTERESSATI. Docenti e Ata, genitori e studenti, organi collegiali e enti locali devono concretamente partecipare alla definizione di scelte condivise e più profondamente radicate alle specifiche problematiche presenti nel territorio.

REALIZZARE SCELTE REVERSIBILI. Per consentire un’eventuale ulteriore intervento più ponderato, alla luce della valutazione degli effetti prodotti dalle decisioni adottate.

RISPETTARE IL PRINCIPIO DELLA TERRITORIALITÀ. Per evitare che una dislocazione delle scuole – sia del 1° che del 2° ciclo – frammentata e poco funzionale sul territorio non ne pregiudichi la “funzionalità didattica e organizzativa”.

INTERVENIRE SULLE SCUOLE “SOTTODIMENSIONATE”. Cercando di evitare – in questa fase urgente – il coinvolgimento delle istituzioni “dimensionate”, sulle quali eventualmente agire nel quadro del più ampio e complessivo “Piano per la scuola”.

FONDERE E MANTENERE L’UNITÀ DELLE SCUOLE “SOTTODIMENSIONATE”. Per evitare che le esperienze didattico/organizzative maturate nel tempo vengano disperse e frammentate, e per consentire – in caso di necessità – una più agevole reversibilità delle scelte adottate.

SDOPPIARE LE MEGASCUOLE. Per costituire scuole di dimensioni accettabili che permettano di migliorare il funzionamento degli organi collegiali e, di conseguenza, la didattica e l’organizzazione.

Invitiamo tutti gli interessati a farci pervenire osservazioni e proposte

DIMENSIONAMENTO DELLA RETE SCOLASTICA IN SICILIA

Stamattina l’Assessore all’Istruzione e F.P. della regione Sicilia ha comunicato le modifiche che ha apportato rispetto al Piano di dimensionamento discusso in questi giorni al “Tavolo” regionale, relative alle province di Enna, Palermo e Trapani.
A Enna è costituita una nuova istituzione scolastica attraverso l’aggregazione dell’I.C. “Capuana” di Piazza Armerina all’I.C. “Cordova” di Aidone; a Palermo rimangono sottodimensionati l’I.C. “Nuccio/Verga” (a causa della presenza delle sezioni ospedaliere e degli alti tassi di dispersione), l’I.I.S. di Ustica e l’I.C. di Palazzo Adriano/Contessa Entellina (tutela minoranze linguistiche), mentre si costituiscono due nuovi istituti superiori, uno attraverso la fusione dell’ex I.S.A. di Palermo con l’I.T.G. “Parlatore” l’altro tra l’I.T.C.G.T. “Duca degli Abruzzi” e l’I.T.C. “Libero Grassi”; a Trapani rimane sottodimensionato l’I.C. di Favignana.

Di fronte a una situazione gravemente compromessa dai precedenti dimensionamenti (171 istituzioni in reggenza e senza d.s.g.a. titolare) e all’urgenza di concludere in tempi strettissimi la definizione di questo Piano, che non ha consentito un pieno coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (dagli Enti locali agli organi collegiali), riteniamo non tutte le soluzioni adottate soddisfacenti.

Per quanto ci riguarda abbiamo ritenuto indispensabile evitare gli ulteriori danni che il dimensionamento produce sull’organico del personale Ata e docente, evitando (in diversi casi a Palermo, Catania e Siracusa) l’aggregazione di istituti superiori di identico indirizzo o la costituzione di megascuole e contrastando lo smembramento di plessi e succursali senza l’ascolto delle famiglie, del personale e degli studenti.

Auspichiamo che l’imminente avvio dei lavori per realizzare il “Piano per la scuola siciliana”, annunciato dall’Assessorato nell’incontro del 25 gennaio u.s., sia l’occasione per migliorare l’attuale situazione e giungere a scelte più ponderate e condivise dalla comunità scolastica.

12/02/2013 – PON in CHIARO – informazioni on-line sulla gestione dei Programmi Operativi Nazionali 2007-2013

Oggetto: PON FSE “Competenze per lo sviluppo” e PON FESR “Ambienti per l’apprendimento” – PON in CHIARO – informazioni on-line sulla gestione dei Programmi Operativi Nazionali 2007-2013

Circolare n. 1678 del 6 febbraio 2013 e Manuale PON in CHIARO

Regolamento valutazione: approvare o rinviare?

da Tecnica della Scuola

Regolamento valutazione: approvare o rinviare?
di Anna Maria Bellesia
Il Regolamento sul sistema nazionale di valutazione potrebbe avere l’ok della 7ª Commissione del Senato giovedì prossimo 14 febbraio. Il Governo preme, ma la discussione è accesa. Rinviare alla prossima legislatura sembrerebbe, però, l’orientamento prevalente
Lo schema di Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, arrivato in Parlamento lo scorso 23 gennaio, potrebbe avere l’ok della 7ª Commissione del Senato giovedì prossimo 14 febbraio.
Il Governo preme, e il testo di parere favorevole è già pronto, pur con varie con osservazioni, che recepiscono in sostanza le perplessità del Cnpi e del Consiglio di Stato.
Si tratta di vedere però se ci saranno i numeri per l’approvazione. Come sempre, la valutazione fa discutere animatamente.
Il sottosegretario Elena Ugolini è intervenuta personalmente nella riunione del 6/2/2013 per sollecitare la positiva conclusione dell’iter del provvedimento. Ha ricordato che la questione si trascina dal 2001, che il testo elaborato ed approvato in agosto dal Consiglio dei Ministri è già frutto di una mediazione, che l’Unione europea a più riprese ha sollecitato l’Italia a dotarsi di un sistema nazionale di valutazione, necessario sia per intervenire sulle scuole con difficoltà, sia per ottenere l’assegnazione dei fondi europei per il prossimo settennio di programmazione.
Nell’ultima riunione della Commissione tuttavia è mancato il numero legale e la votazione è stata rinviata.
In particolare, il gruppo del Pd, pur manifestando la piena adesione all’introduzione di un sistema di valutazione, ha criticato l’impianto proposto dall’Esecutivo preannunciando l’indisponibilità a votare il parere sul provvedimento.
Rinviare alla prossima legislatura sembrerebbe l’orientamento prevalente anche in ambito sindacale.
Lo ribadisce fermamente Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil. Definire un sistema di valutazione nazionale “che sia parte integrante di un progetto d’insieme per ridare valore all’investimento in istruzione” è un compito che va demandato al prossimo Governo. “Lo schema di regolamento è del tutto inadeguato per raggiungere un simile obiettivo”.
Anche Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, esprime l’auspicio “che il Regolamento non venga approvato in questa legislatura. Infatti, malgrado esso non presenti obiettivi e finalità sanzionatorie né un sistema di premialità resta tuttavia un progetto con molti aspetti critici”.
Due sostanzialmente: i meccanismi che rischiano di produrre altri aggravi burocratici, e il ruolo dell’Invalsi “le cui prerogative sono di molto ampliate tanto dettare protocolli anche nell’autovalutazione delle scuole, emarginando di fatto il protagonismo dei docenti e dei loro organi collegiali”.
Entrambi i leader sindacali, quasi all’unisono, accusano poi “la solita assenza di finanziamenti” per un progetto di questa portata.
Un approfondimento sull’argomento sarà pubblicato nel prossimo n. 12 della rivista “La Tecnica della Scuola”

La Flc-Cgil diffida il Miur a pagare le ferie non godute dei supplenti

da Tecnica della Scuola

La Flc-Cgil diffida il Miur a pagare le ferie non godute dei supplenti
L’ufficio legale della Flc-Cgil ha formalmente diffidato il Miur a ritirare la nota 939 del 5 febbraio 2013 che, con atto unilaterale, impone ai supplenti la decurtazione dei giorni di ferie maturati corrispondenti ai periodi di sospensioni delle lezioni a partire da gennaio 2013
La nota è palesemente illegittima perché in contrasto con quanto disposto dalla legge di stabilità 2013 (comma 56 dell’art. 1) che prevede che le nuove norme in materia di ferie siano applicate dal 1° settembre 2013 e non dal 1° gennaio 2013.
Il sindacato invita inoltre i supplenti a rivolgersi alle sue sedi Flc-Cgil per ricevere consulenza e assistenza legale per la piena tutela dei diritti in materia di ferie.

ATTO DI MESSA IN MORA E DIFFIDA
La FEDERAZIONE LAVORATORI DELLA CONOSCENZA (DA ORA FLC CGIL), nella persona del Segretario Generale, Domenico Pantaleo, nato a Milano il 3/5/1954, con sede per l’ufficio in Roma, con l’assistenza degli Avv.ti Isetta Barsanti Mauceri e Francesco Americo presso il cui studio in Roma, Viale Angelico, 45 elegge domicilio
premesso
• che, la FLC CGIL sopra indicata ha come specifica finalità quella di tutelare gli interessi economici e professionali del personale che presta servizio dalle scuole dell’infanzia statali, e non statali, all’università ed alla ricerca;
• che in forza del proprio Statuto la FLC CGIL tutela gli interessi del personale a tempo determinato sia del profilo docente che del profilo ATA;
• che risulta alla scrivente O.S. che il Miur, con nota Prot. 939 del 5.02.2013 abbia inviato istruzioni per la compilazione dei nuovi contratti da stipulare con il personale a tempo determinato;
• che nei modelli allegati a detta nota risulta alla scrivente O.S. che codesta Amministrazione abbia previsto la seguente clausola contrattuale: “La liquidazione relativa alle ferie non godute spetta esclusivamente nel limite di quelle non godibili per incapienza rispetto ai giorni di sospensione delle attività didattiche compresi nel contratto”.
• che tale clausola è illegittima in quanto in palese contrasto con quanto disposto dal comma 56 dell’art. 1 della legge n. 228/2012 (cd. Legge di Stabilità) che testualmente recita: “Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1° settembre 2013”;
• che, è evidente, come la precitata norma, preveda la disapplicazione delle clausole contrattuali contenute nel CCNL comparto scuola (2006-2009), in materia di ferie, a decorrere dal 1 settembre 2013 e non dal 1° gennaio 2013;
• che, peraltro, la scrivente O.S. si riserva di valutare la legittimità costituzionale delle nuove disposizioni normative, relativamente alla limitazione, imposta ex lege alla fruibilità delle ferie
Sulla base di quanto sopra premesso, la FLC CGIL
DIFFIDA
il MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, nella persona del Ministro pro-tempore in carica con sede per l’ufficio in Roma Viale Trastevere, 76/A
A RETTIFICARE
La nota già inviata nel rispetto della normativa sopra citata di cui sin da ora si contesta, comunque, la legittimità costituzionale.
CON AVVISO
Che in difetto, la FLC CGIL si riserva di adottare tutte le opportune iniziative legali per la tutela dei diritti ed interessi dei propri associati.
Con salvezza di ogni ulteriore azione.
Roma, 8 febbraio 2013
Domenico Pantaleo
Segretario Generale FLC CGIL

Mobilità: ancora in alto mare la sottoscrizione definitiva del contratto integrativo

da Tecnica della Scuola

Mobilità: ancora in alto mare la sottoscrizione definitiva del contratto integrativo
I sindacati denunciano, scrive Flc-cgil, i forti ritardi evidenziati oggi, allorché il Miur ha comunicato ai sindacati che “solo” in data 7 febbraio 2013 l’ipotesi di contratto, con la prevista relazione tecnica, è stata trasmessa al Ministero della Funzione Pubblica (FP) per la prevista autorizzazione (ai sensi del comma 2 dell’art. 40-bis del DLgs 165/01 modificato dal DLgs 150/09)
Si tratta di un ritardo che tutti i sindacati hanno denunciato come “vergognoso”, sostiene Flc-Cgil, se si pensa che la pre-intesa è stata sottoscritta il 6 dicembre 2012. Ci sono voluti ben 2 mesi affinché, all’interno del Miur, la Direzione dell’economia da un lato e gli organi di controllo interni del Mef (UCB) dall’altro, riuscissero a “mettersi d’accordo” sul come predisporre la relazione di accompagnamento per l’invio del contratto a FP.
Questo significa che la sottoscrizione definitiva del Ccni non potrà avvenire, quasi sicuramente, prima del 9-11 marzo prossimi, di conseguenza, a meno che FP non faccia una eccezione in questo caso, la scadenza delle domande non potrà che essere ad aprile inoltrato, anche in considerazione delle festività pasquali.
Quindi, se le scadenze per i docenti saranno necessariamente ai primi di aprile, per gli Ata si arriverà addirittura ai primi di maggio.
Infatti, continua la Flc, con l’amministrazione si è convenuto di far presentare prima le domande di mobilità per tutto il personale docente e, a seguire, per il restante personale Ata, visto che per la prima volta le dovrà presentare anch’esso on-line.
Ovviamente le date certe di scadenza per la presentazione delle domande si potranno stabilire solo a seguito della sottoscrizione definitiva del contratto.

Ecco i precari pendolari della scuola

da Tecnica della Scuola

Ecco i precari pendolari della scuola
In un video, Il Fatto quotidiano denuncia i sacrifici che ogni giorno centinaia di docenti precari sono costretti a fare per assicurasi qualche ora di supplenza. Immagini che riportano a forme di sfruttamento che si pensava appartenessero, con altrettanta indecenza, ad altre categorie di lavoratori, come gli stagionali sotto le grinfie dei “caporali”
“E’ un tunnel dove la luce non c’è mai. Non è come dice Monti, la luce in fondo al tunnel non si vede”. Antonietta è una delle centinaia di maestre che ogni mattina parte all’alba dalla Campania e non solo per raggiungere Roma, dove – forse – l’attende una giornata di lavoro. Da sette anni prende il treno delle 4,37 da Villa Literno per raggiungere la capitale in tempo per l’inizio delle lezioni. A lei, quest’anno, è andata bene: la supplenza durerà fino a giugno. Ma buona parte dell’esercito delle precarie che ogni mattina arriva a Termini non è altrettanto fortunata. Le maestre arrivano a Roma entro le 7.30, nella speranza di essere chiamate da qualche istituto. E se il telefono non squilla, si torna a casa come se nulla fosse. “Profumo, che è insegnante, dovrebbe capire le nostre difficoltà – dice Simonetta, 48 anni da Frosinone – Non ce la facciamo più, siamo stanche di fare precariato, vogliamo la nostra dignità”. Poi, uno dei suoi due telefoni sul tavolo squilla: “Mi hanno chiamata, faccio tre giorni”. Per questa volta il viaggio non è andato a vuoto

Dove si “mettono” gli esuberi? Due le vie

da Tecnica della Scuola

Dove si “mettono” gli esuberi? Due le vie
di P.A.
Su qualche migliaio di docenti in esubero, dopo le operazioni di quiescenza, scaduti il 5 febbraio scorso, scatterà l’art. 14, commi 17 e 20 bis, della legge 7 agosto 2012, n. 135
Con la scadenza del termine per la presentazione della domanda di collocamento a riposo, si affaccia, nei confronti di alcune migliaia di personale della scuola, la spinosa questione degli esuberi che in un modo o nell’altro dovranno essere sistemati o mandati in pensione.
Il riordino della Gelmini lentamente incomincia a farsi sentire e con la contrazione di ore e di posti, se la Legge è legge, il personale docente, dopo le operazioni di mobilità e di assegnazione delle cattedre, che risulti sopranumerario nella propria classe di concorso dovrà coprire un posto libero nella provincia di appartenenza con priorità sul personale a tempo determinato.
La singolarità del dispositivo sta nel fatto che la nuova assegnazione per i sopranumerari potrà essere effettuata sui posti disponibili anche in altri gradi di istruzione o di altre classi di concorso o perfino sul sostegno, se il docente è in possesso del titolo di specializzazione oppure qualora abbia frequentato un apposito corso di formazione.
Dispositivo con cui si capisce come il cosiddetto merito, la professionalità, l’attenzione per gli alunni siano tutte questioni di lana caprina di fronte ai risparmi che il Miur conta di ottenere. E come se non bastasse contraddice perfino se stesso, considerando che qualora il docente non si potesse sistemare, potrà essere collocato in quiescenza se avesse maturato, entro il 31 agosto 2012, i requisiti richiesti.
Requisiti che sono esattamente simili a quelli invocati dal comitato “Quota 96”, cioè 40 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età, o età anagrafica più età contributiva, e maturati al 31 agosto del 2012.
Un minimo di lungimiranza e un po’ di razionale avvedutezza avrebbe imposto di lasciare ai docenti, anche quelli non sopranumerai ma incagliati nei rigori della Legge Fornero, di uscirsene liberando altri posti e altre cattedre.
Ma non solo, liberare i sopranumerari con il vecchio provvedimento e lasciare chi del vecchio provvedimento voleva i benefici imprime al Miur un alone di evidente ingiusta visione dei lavoratori della istruzione.

“Concorsone” docenti il 28 febbraio e 1° marzo

da Repubblica.it

“Concorsone” docenti il 28 febbraio e 1° marzo

Le prove dovevano svolgersi l’11 e 12 febbraio, ma il ministero dell’Istruzione le aveva rinviate a causa dell’allarme maltempo su tutta la penisola

Le prove d’esame del “concorsone” per i docenti rinviate causa maltempo si terranno il 28 febbraio (per le scuole dell’infanzia) e il 1 marzo (per le primarie). Lo rende noto il ministero dell’Istruzione. Le prove erano inizialmente previste l’11 e il 12 febbraio, ma l’allarme maltempo su tutta la penisola avevano indotto il ministero a rinviarle.

Le prove si svolgeranno nelle sedi già individuate dagli Uffici Scolastici Regionali, secondo il seguente calendario: giovedì 28 febbraio 2013, mattina: Infanzia; pomeriggio: A017 (Discipline economico- aziendali). Venerdì 1 marzo 2013, mattina: Primaria; pomeriggio: A033 (Tecnologia). Resta confermato per le restanti procedure concorsuali il calendario pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.4 del 15 gennaio 2013.

Decise le nuove date per il Concorsone

da lastampa.it

Decise le nuove date per il Concorsone

Gli esame rinviati per il maltempo si terranno il 28 febbraio (scuole dell’infanzia) e l’1 marzo (primarie)

ROMA

Dopo la falsa partenza di ieri – il maltempo ha costretto a rinviare le prove in calendario nei primi due giorni della settimana – il concorso per insegnanti entra domani nel vivo con l’avvio delle prove scritte per l’insegnamento nella secondaria di primo e secondo grado relative alle varie classi di concorso, con sessioni al mattino e al pomeriggio. Gli «scritti» per il reclutamento del personale docente di scuola dell’infanzia e primaria inizialmente previsti per l’11 e il 12 febbraio e non tenutisi per le avverse condizioni meteo si svolgeranno, invece, dopo le elezioni, il 28 febbraio e il primo marzo, nelle sedi già individuate dagli Uffici Scolastici Regionali.

 

Ad affrontare le prove e a contendersi gli 11.542 posti in palio non ci saranno soltanto gli 88.610 candidati che hanno superato la preselezione. I giudici, infatti, hanno accolto un consistente pacchetto di ricorsi. Ben settemila candidati inizialmente esclusi da Miur potranno partecipare, con riserva, per decisione del Tar del Lazio che ha ritenuto fondata la richiesta, sostenuta dall’Anief, di applicare quanto previsto dalla legge, riducendo la soglia minima d’accesso disposta dal Miur (35/50) perché non rispettosa della normativa vigente sui pubblici concorsi della scuola. E dunque anche coloro che nelle preselettive di dicembre avevano conseguito tra i 30 e i 34,5 punti avranno l’opportunità di cimentarsi con gli scritti facendo salire a quota 95mila il numero dei candidati.

 

Tutti dovranno rispondere a quattro quesiti a risposta aperta (tre quesiti nelle classi di concorso dove è prevista una prova di laboratorio). Ogni commissione disporrà, per la valutazione di criteri definiti a livello nazionale (pertinenza, correttezza linguistica, completezza e originalità). A ogni quesito sarà attribuito un punteggio da zero a dieci. Le prove composte da quattro quesiti potranno quindi arrivare a una votazione massima pari a quaranta, quelle composte da tre quesiti a trenta. Superano lo «scritto» coloro che ottengono una votazione minima pari a 28/40 (4 quesiti) e a 21/30 (3 quesiti). Due ore o due ore e mezza (secondo che i quesiti siano tre o quattro) il tempo a disposizione.

 

Sarà consentito l’uso del dizionario della lingua italiana al quale si potranno aggiungere, secondo le classi di concorso, codici e testi di legge non commentati e non annotati, riga, squadra, gomma, matita, compasso, dizionario monolingue non enciclopedico, dizionario bilingue italiano/latino o latino/greco. Non sarà ammesso l’uso di calcolatrici di qualsiasi tipo, fatto salvo l’uso della calcolatrice scientifica in alcune classi di concorso. I candidati dovranno consegnare ai docenti incaricati della vigilanza, a pena di esclusione, ogni tipo di telefono cellulare, smartphone, tablet, notebook, anche se disattivati, e qualsiasi altro strumento idoneo alla conservazione e/o trasmissione di dati.

 

Le prove scritte saranno corrette a marzo, poi ci sarà la seconda prova e gli insegnanti vincitori prenderanno servizio con l’anno scolastico 2013-14.