Tribunale di Verona: prima vittoria per il reinserimento dei docenti cancellati dalle GaE

Tribunale di Verona: prima vittoria ANIEF per il reinserimento dei docenti cancellati dalle GaE

 

Accolto dal Tribunale di Verona il ricorso pilota presentato dall’ANIEF ai fini del reinserimento in graduatoria a esaurimento dei docenti cancellati per non aver prodotto la domanda di aggiornamento nei termini stabiliti dal MIUR. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Maria Maniscalco ottengono la condanna del Ministero dell’Istruzione all’immediato reinserimento del nostro iscritto ingiustamente escluso dalle graduatorie 2011/2014.

 

L’Avvocato Maria Maniscalco ci trasmette notizia della favorevole sentenza ottenuta patrocinando le ragioni di un nostro iscritto, cancellato dalle graduatorie a esaurimento sin dal 2007, cui il MIUR ha ripetutamente negato la possibilità di reinserirsi così come previsto, invece, dalla normativa primaria di riferimento. Come da sempre sostenuto dall’ANIEF, infatti, l’art. 1 bis della Legge 4 giugno 2004, n. 143, dopo aver precisato che la mancata presentazione della domanda comporta la cancellazione dalla graduatoria per gli anni scolastici successivi, dispone a chiare lettere che, a domanda dell’interessato, è consentito il reinserimento nella graduatoria. I Decreti Ministeriali di aggiornamento delle graduatorie a esaurimento relativi agli anni scolastici 2009/2011 e 2011/2014, invece, del tutto immotivatamente, non hanno previsto tale reinserimento escludendo “a vita” dalle graduatorie d’interesse quei docenti cancellati che pur avevano correttamente prodotto domanda di reinserimento.

 

Il Giudice del Lavoro di Verona ha reputato fondate le richieste presentate dai nostri legali, dichiarando il diritto del ricorrente ad essere inserito nelle graduatorie ad esaurimento valide per il triennio 2011/2014 e condannando il MIUR al pagamento di 800 Euro di spese di lite. L’ANIEF esprime piena soddisfazione per i risultati ottenuti dai propri legali e conferma il costante impegno nella tutela dei diritti di tutti quei docenti che il MIUR, in violazione della normativa primaria di riferimento, ha iniquamente cancellato “a vita” dalle graduatorie a esaurimento.

Scuola per l’Europa, Cgil “Risorse gestite con poca trasparenza”

da la Repubblica

Scuola per l’Europa, Cgil “Risorse gestite con poca trasparenza”

Presa di posizione della Flc che invia all’ente e alle istituzioni 10 domande per fare chiarezza sull’uso dei fondi pubblici e la selezione del personale. “C’è davvero un avanzo di 12 milioni di euro a bilancio?” Chiarimenti anche sui docenti che insegnano senza abilitazione

 La Scuola per l’Europa torna a far parlare di sé. Ma sono ancora una volta polemiche. La Flc Cgil chiede di fare chiarezza sulla gestione degli ingenti fondi pubblici a disposizione dell’istituto e sulle modalità di impiego e selezione del personale. Per entrambi l’accusa è di “scarsa trasparenza”. La sigla ha così inviato una missiva alla Scuola, al Cda, alle istituzioni locali e nazionali, con 10 domande per fare piena luce su tutti gli aspetti, sui quali il sindacato denuncia poca o nulla informazione.
Risposte attese anche da parte dello stesso personale docente, che per bocca dell’associazione Adsep chiede lumi sulle modalità di reclutamento e sui criteri di valutazione degli insegnati, visti i continui valzer di personale, che avvengono di anno in anno. Tra gli aspetti rilevanti la gestione dei fondi, che sono in gran parte pubblici. Simone Saccani, segretario Flc: “Pur essendo un ente pubblico si fa molto fatica ad avere informazioni sul bilancio e capirlo. Rileviamo avanzi cospicui. Vediamo che per una scuola con 587 studenti e 110 addetti, 99 dei quali docenti, ci sono ben 750mila euro in progetti”.
Impietoso il confronto con una statale di casa nostra che per un numero ben superiore di alunni (oltre mille) può arrivare a spendere se va bene poco più di 60mila euro. “Nella scuola per l’Europa si spende qualcosa come 6.800 euro ad alunno”. Ma chiarimenti urgono anche in merito alla retribuzioni: “Nonostante il taglio allo stipendio del 25%, il lordo per la secondaria può arrivare fino a 120mila euro, in una statale è 27mila”.
Dubbi anche sull’impiego del personale, in particolare sui collaboratori d’educazione: “Vengono assunti direttamente, ma ci risulta che svolgano poi attività di docente, senza abilitazione e senza essere passati per un pubblico concorso. Siamo di fronte nel complesso a situazioni gravi, è giusto che venga chiarito come siano spesi e utilizzati i soldi dei cittadini”.
Chiarezza sollecitata anche da chi lavora nella scuola che continua a riscontrare fenomeni di “discriminazione” nella selezione del personale, con criteri poco chiari o non precisati, tanto che alcuni membri delle commissioni d’esame hanno dato le dimissioni. “Perché?” chiedono all’unisono associazione dei docenti e sindacato. Perplessità anche per l’impiego di docenti nell’insegnamento di alcune materie senza averne l’abilitazione. “Non discutiamo la professionalità – precisa Saccani – ma vogliamo conoscere che criteri sono utilizzati per operare la selezione. Un professore di economia non può trovarsi a insegnare filosofia. C’è in ballo la qualità dell’offerta formativa, che riguarda gli studenti e le loro famiglie”. Risposte che si attendono non solo dalla scuola, ma anche da Comune e Provincia, che siedono nel Cda.

Le sfide del continente. Mobilità, investimenti e grandi infrastrutture. Ecco perché serve una Maastricht della ricerca

da Il Sole 24 Ore

Le sfide del continente. Mobilità, investimenti e grandi infrastrutture. Ecco perché serve una Maastricht della ricerca

di Luigi Berlinguer e Amalia Sartori

L’Europa, è notizia di pochi giorni fa, ha stabilito definitivamente le linee guida del nuovo programma quadro per la ricerca Orizzonte 2020 passando dai so miliardi di euro stanziati per il VII Programma quadro a una posta di bilancio per la ricerca che sfiora i 70 miliardi di euro per i prossimi sette anni. Nel bilancio generale dell’Unione Europea, un bilancio al ribasso e ostaggio degli egoismi degli Stati membri e del clima di austerity, questa voce è l’unica spesa incrementata dal Consiglio. Si tratta di primo passo al quale si deve anche affiancare, fin da subito, un’altra linea di sviluppo per rilanciare davvero l’innovazione e la competitività dell’Europa: europeizzare davvero la ricerca. Gli Stati Uniti hanno un’unica struttura di programmazione e finanziamento dei programmi di ricerca, la National Science Foundation. Altrettanto accade in Giappone. Noi, in Europa, abbiamo 27 Cnr o consimili. In Italia il Cnr è certamente una struttura fondamentale ne abbiamo celebrato i 90 anni pochi giorni fa anche a Bruxelles in una importante cerimonia cui è intervenuto anche il presidente Nicolais e il presidente di Confindustria, Squinzi ma il tema vero oggi è compiere formalmente un salto in avanti verso una vera dimensione europea della ricerca. Altrimenti l’intera Europa rischia moltissimo, soprattutto in termini di’ concorrenzialità con gli altri grandi Stati del pianeta. L’Europa deve agire per concretizzare l’obiettivo dello Spazio europeo della ricerca, solennemente annunciato e perfino costituzionalizzato con il Trattato di Lisbona. Si deve intervenire con urgenza: è quello che abbiamo voluto segnalare con una iniziativa-appello per una Maastricht della ricerca che abbiamo promosso pubblicamente di fronte alle istituzioni politiche e scientifiche europee, per realizzare davvero la libertà di circolazione dei ricercatori e per integrare sempre di plitIe politiche di ricerca tra gli Stati membri. Occorrono scelte di rottura: sul fronte degli investimenti in rapporto al Pil, sul numero dei ricercatori, sulla mobilità (ad esempio nel reclutamento, nelle carriere e nella disciplina pensionistica), su condizioni di accesso più trasparenti e aperte, sulla portabilità dei bandi. Mobilità, investimenti, grandi infrastrutture per la ricerca: senza una svolta su queste grandi sfide l’Europa non potrà riprendere la strada dell’occupazione di qualità e dell’inno vazione. Ci domandiamo in che modo potrà avvenire la svolta necessaria: se attraverso un maggiore impegno e una più forte spinta all’azione nell’ambito del quadro presente o se, invece, non sia opportuno introdurre elementi progressivi, magari legislativi, che possono ad esempio prendere la forma di direttive settoriali. Il contesto politico e istituzionale dell’Unione offra alcune opportunità decisive per attuare tale cambio di passo. Il Consiglio europeo del prossimo autunno, che sarà dedicato alla crescita e al rilancio dell’innovazione e della competitività, avrà tra i punti dell’ordine del giorno proprio lo Spazio europeo della ricerca. Per il nostro Paese, che gode di alcuni poli di eccellenza ma che, nel suo complesso, ha un forte bisogno dell’effetto-leva che le politiche europee rappresentano, lo Spazio europeo della ricerca deve diventare un punto alto dell’azione diplomatica e di governo. Nel secondo semestre del 204 l’Italia assumerà la presidenza di turno della Ue. Tale arco temporale corrisponderà proprio alla scadenza prevista per il completamento dello Spazio europeo della ricerca. Il Parlamento di Strasburgo, nel mese di settembre, chiederà formalmente a Commissione Europea .e Consiglio di accelerare sulla realizzazione dello Spazio Europeo e di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Luigi Berlinguer è parlamentare europeo Amalia Sartori è presidente della Commissione industria e ricerca del Parlamento europeo

I diplomifici (ma quanti sono?) fanno “boom”

da Tecnica della Scuola

I diplomifici (ma quanti sono?) fanno “boom”
di Pasquale Almirante
Gli scandali di questi giorni su alcune scuole paritarie specializzate nella vendita dei diplomi a costi sopra l’inflazione, fa sospettare altre fungaie di diplomifici il cui humus migliore si trova in alcune aree del sud. La tratta dei prof precari
La ministra dell’istruzione, Maria Chiara Carrozza, quando la notizia che nella scuola privata di Nola si vendevano diplomi a ragazzi, ma anche, a quanto sembra, a personaggi dello spettacolo e dello sport, provenienti da tutta Italia, ha definito il fenomeno un “evento inaccettabile”, annunciando che “sono da rivedere le norme che autorizzano le scuole paritarie” Ma anche l’Usr, che avrebbe dovuto vigilare meglio e accorgersi dei presunti imbrogli, ha annunciato “approfondite verifiche”, propositi che si assommano agli altri annunci pronunciati, a suo tempo, dalla ex ministra Mariastella Gelmini che parlò di “malcostume inaccettabile” con la promessa che “da oggi sarà tolleranza zero”. E invece sono passati anni e siamo punto e d’accapo, mentre tanti studenti soffrono nella gran parte delle scuole italiane per recuperare almeno un 60/100.  Difficile dunque estirpare il bubbone, vista la frequenza e la periodicità dei casi, senza scordare tuttavia che per una scuola “allegra” che si scopre quante altre continuano i loro foschi traffici? E quanti diplomati, che magari oggi coprono uffici e ruoli importanti, hanno raggiunto il titolo pagando somme di denaro? E infatti il procuratore che sta indagando sulla losca vicenda ha detto: “Temo che di simili orrori ce ne siano ancora molti in Italia”. Ma se lo dice un procuratore, dalle parti del Miur non sembra che una indagine conoscitiva e approfondita su questo squallido versante venga fatta e a quanti altri casi si dovranno ancora scoprire e denunciare? Sembra fra l’altro che in provincia di Caserta, che come è noto è area ad alta densità camorrista, risultano attive circa 400 scuole paritarie e solo 217 statali, con una inversione di tendenza sbalorditiva rispetto al resto del Paese dove le scuole statali sono oltre il 75%. La Camera del lavoro locale dice infatti: “Si tratta di un boom inquietante, legato a un’imprenditoria che, pur non risultando, in generale, camorrista, usa metodi simili a quelli della criminalità organizzata”, mentre “stipendi di miseria, da 250-300 euro al mese, sono dati agli insegnanti precari, ma facendo figurare talvolta anche false buste paga da 800-900 euro al mese”. “E ancora”, dicono sempre alla Camera del lavoro ”niente orari né ferie. In cambio, c’è la garanzia della concessione dei 12 punti che ogni anno ai precari servono per accedere ai concorsi statali”. Ma c’è anche di più: in alcune scuole paritarie sono addirittura gli insegnanti a pagare il gestore per potere insegnare e fare punteggio, con una inversione di ruolo che è raccapricciante; e in altre il lavoro è fatto a titolo gratuito e solo per quei punti tanto importanti per scavalcare magari qualche collega e avanzare di una manciata di posti in graduatoria. Un sindacalista Cgil di Aversa avverte: “Sui docenti delle scuole paritarie si scarica ogni sorta di ricatti”; e altre fonti dicono pure che i professori, oltre a insegnare, “sono costretti spesso a lavare i pavimenti, a fare da bidelli, a ubbidire a ogni sorta di comando” “So di colleghe mandate perfino a fare la spesa per conto delle direttrici”, sottolinea una insegnante precaria, mentre ribellarsi o protestare non serve a nulla perché i gestori della scuole private trovano all’istante altri cento supplenti precari pronti a prendere quel posto. Una concorrenza fra disperati che dovrebbe far scattare tutte le possibili azioni legali, sindacali e politiche per garantire la dignità del lavoro e della persona. Ma ciò che appare strano è però la latitanza degli organismi preposti al controllo, quelli che, quando il ministro Luigi Berlinguer promosse le scuole private, riconoscendone il ruolo nel panorama dell’istruzione italiana, mise come elemento qualificante. E invece aspettiamo un altro scandalo in coincidenza con il prossimo esame di stato

Linee guida per la progettazione della sessione di formazione civica e di informazione

da Tecnica della Scuola

Linee guida per la progettazione della sessione di formazione civica e di informazione
di A.C.
Pubblicate dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca le linee guida per la progettazione della sessione di formazione civica e di informazione, di cui all’articolo 3 del DPR 179/2011.
Nel corso del Seminario residenziale nazionale “L’Accordo di Integrazione: il ruolo dei CTP”, svoltosi a Roma lo scorso 27 novembre 2012, sono state definite le Linee guida per la progettazione della sessione di formazione civica e di informazione, condivise con la DIrezione centrale per le politiche dell’immigrazione e dell’asilo del Ministero dell’interno e con il gruppo ristretto Fei Amministrazioni – Regioni istituito presso il Ministero dell’interno.  Le linee guida in oggetto costituiscono un punto di riferimento per la progettazione delle:  – sessioni di formazione civica e dell’informazione;  – specifiche unità di apprendimento.

Dall’organico di diritto a quello di fatto

da Tecnica della Scuola

Dall’organico di diritto a quello di fatto
di Lucio Ficara
Il passaggio dall’organico di diritto all’organico di fatto è sempre molto complicato e farraginoso. La soluzione sta nell’organico funzionale.
La circolare ministeriale n.18 del 4 luglio 2013 sull’adeguamento degli organici di diritto alle situazioni di fatto ricorda ai dirigenti scolastici di evitare di accogliere istanze di iscrizione che possano comportare la costituzione di classi con numeri di alunni superiori a quelli previsti dal DPR n. 81/2009, per i vari gradi di istruzione, ovvero lo sdoppiamento delle classi già autorizzate.  Nella stessa CM si ribadisce che i nulla-osta all’eventuale trasferimento degli alunni da una scuola ad un’altra siano concessi solo in presenza di situazioni adeguatamente motivate e nel rispetto della normativa vigente.  E si aggiunge anche che, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 268/2002, la concessione di nulla osta non potrà comportare modifiche del numero delle classi già formate.  Nell’art.2 della legge 268/2002 è scritto infatti che non sono ammessi sdoppiamenti di classi dopo l’inizio dell’anno scolastico, per cui è implicito che l’organico di fatto non possa determinare un aumento delle classi rispetto all’organico di diritto, per il semplice fatto che un dirigente scolastico accetti, incautamente, il trasferimento nella scuola che dirige di un numero di alunni che determinerebbe il bisogno di una maggiorazione del numero delle classi.  Per entrare più nello specifico, e comprendere meglio, possiamo dire che nell’istruzione secondaria di II grado, le nuove iscrizioni potranno essere accolte compatibilmente con l’invarianza del numero delle classi autorizzate in organico di diritto, in caso contrario, le famiglie saranno invitate ad iscrivere i propri figli in scuole viciniori della stessa tipologia di corso ed indirizzo, che abbiano la disponibilità di posti; ciò al fine di evitare l’incremento del numero delle classi già autorizzate, mentre nelle scuole del primo ciclo, si procederà ad una equa distribuzione delle iscrizioni tra le sedi della medesima istituzione scolastica site nello stesso comune o distretto sub comunale, evitando di autorizzare, per un verso, classi con un numero ridotto di iscritti e, per altro verso, di procedere allo sdoppiamento delle classi già autorizzate in organico di diritto in dipendenza dell’incremento di un limitato numero di alunni.  Ma la domanda che molti si pongono è la seguente: “E’ possibile in via del tutto eccezionale sdoppiare una classe per un imprevisto aumento di alunni?”.  La risposta che dà implicitamente la circolare è affermativa, in quanto ad un certo punto si invitano i dirigenti scolastici, prima di procedere all’eventuale attivazione di nuove classi per far fronte ad incrementi del numero di alunni non preventivabili in sede di determinazione degli organici di diritto, ad acquisire formale autorizzazione da parte del Direttore generale regionale, o di suo delegato.  Senza trascurare, per contro, la disposizione dell’articolo 2 della legge n. 268 del 22 novembre 2002, concernente l’obbligo, per i dirigenti scolastici e per gli Uffici di disporre accorpamenti di classi allorché il numero degli alunni, accertato successivamente alla definizione dell’organico di diritto, risulti inferiore a quello preventivato e non giustifichi, pertanto, tutte le classi autorizzate.  Va ricordato che, sempre ai sensi del citato articolo 2 della legge n. 268/2002, non sono consentiti sdoppiamenti e/o istituzioni di nuove classi, comprese quelle serali, successivamente al 31 agosto, fatta salva la deroga contemplata dall’art. 14, comma 3, del decreto interministeriale, relativa alle variazioni in aumento o in diminuzione del numero degli alunni derivanti dal mancato recupero dei debiti formativi, qualora la relativa verifica si sia resa necessaria dopo il 31 agosto.  In buona sostanza il passaggio dall’organico di diritto a quello di fatto è un meccanismo così complesso e farraginoso, che dovrebbe essere superato, in nome di una virtuosa semplificazione, dall’organico funzionale.

Percorsi speciali abilitanti, slitta il decreto che aspettavano i precari

da Tecnica della Scuola

Percorsi speciali abilitanti, slitta il decreto che aspettavano i precari
di Alessandro Giuliani
Quello pubblicato sulla Gazzetta il 4 luglio riguarda solo la modifica al DM 249/2010 sul reclutamento: il testo sui requisiti di accesso, sull’organizzazione dei corsi e sui tempi per produrre le domande è ancora in fase di elaborazione. Tanto è vero che quelle che circolano sul web sono bozze già ampiamente superate. Al Miur stanno pervenendo le ultime osservazioni dei sindacati: la direzione generale vorrebbe però chiudere in fretta e far approdare il provvedimento in G.U. non oltre il 16 luglio.
I docenti interessati a produrre domanda di partecipazione ai Tfa speciali, trasformati in “Percorsi speciali abilitanti”, dovranno pazientare ancora qualche giorno: l’atteso decreto del direttore generale del Miur, che dà attuazione al decreto di modifica del DM 249/2010 sul reclutamento, pervenuto in Gazzetta Ufficiale il 4 luglio, non è infatti ancora pronto.
Alla direzione del ministero dell’Istruzione che si occupa di reclutamento, gestita dal direttore generale Luciano Chiappetta, stanno infatti ancora pervenendo le osservazioni dei sindacati, formulate a seguito dell’incontro tenuto al Miur il 3 luglio. Tra le modifiche chieste dai rappresenti dei lavoratori, in particolare dalla Uil Scuola e dalla Gilda degli Insegnanti, è presente innanzitutto l’allargamento al 20% del numero di assenze massime consentite, superando quindi il vincolo del 10% per ogni disciplina su cui aveva puntato il Miur. Tra le richieste delle organizzazioni sindacali figura anche la libertà di scelta della regione nella quale presentare la domanda di accesso ai corsi (al momento viene assegnata d’ufficio quella dove si presta servizio). La Flc-Cgil si è soffermato poi sulla possibilità di valutare anche servizi prestati nello stesso anno scolastico in più insegnamenti diversi. Altre richieste di modifica arriveranno nel corso della giornata.
Il recepimento delle osservazioni sindacali dovrebbe concludersi nelle prossime ore. E saranno momenti concitati. Perchè il rischio ricorsi, in caso di errori, rimane alto. Basta dire che l’Anief nei minuti successivi all’uscita del regolamento generale in Gazzetta ha fatto sapere che ne produrrà almeno cinque. Per l’inizio della prossima settimana, in ogni caso, il decreto dirigenziale potrebbe avere la sua conformazione definitiva. Ed approdare subito dopo in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento per i circa 75 mila docenti interessati scatterà il countdown dei 30 giorni di tempo per candidarsi. Quello che possiamo dire è che dalla direzione generale del Miur è stato chiesto di far terminare le richieste di partecipazione ai Percorsi speciali abilitanti entro Ferragosto: martedì 9 o venerdì 12 luglio potrebbero essere i giorni papabili. Al massimo, in ogni caso, martedì 16 luglio. Dipenderà, oltre che dalla velocità con cui si definirà il decreto al Miur, anche dai tempi tecnici per l’inclusione e la stampa del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.
Nel frattempo, invitiamo i docenti precari a non prendere in considerazione le bozze di copie provvisorie del decreto dirigenziale che stanno circolando sul web: si tratta, come già spiegato, di bozze di testo iniziali già ampiamente superate. Sia perché il Miur vi ha già apportato delle modifiche. Sia perchè altre integrazioni dovranno ancora essere attuate sulla base delle osservazioni dei rappresentanti dei lavoratori. Qualsiasi richiesta di invito a modificare parte del testo (come stanno facendo diversi lettori attraverso e-mail e fax o telefonando alla nostra redazione) rimane quindi al momento inappropriata.

In Gazzetta il decreto sul sistema nazionale di valutazione

da Tecnica della Scuola

In Gazzetta il decreto sul sistema nazionale di valutazione
di Lara La Gatta
Come gia anticipato in altro articolo, è stato pubblicato nella G.U. del 4 luglio 2013 il regolamento licenziato a marzo dal Consiglio dei ministri dopo le dimissioni del precedente Governo, sul sistema nazionale di valutazione. Il decreto illustra i procedimenti di valutazione e autovalutazione delle istituzioni scolastiche. Critica la posizione della Flc Cgil che contesta la norma nel metodo e nel merito
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.155 del 4 luglio 2013 il decreto del presidente della repubblica 28 marzo 2013, n. 80 recante “Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione”.
Il S.N.V. valuta l’efficienza e l’efficacia del sistema educativo di istruzione e fornisce i risultati della valutazione dei dirigenti scolastici ai direttori generali degli uffici scolastici.
Il Servizio si compone dell’Invalsi, che ne assume il coordinamento funzionale, dell’Indire e del contingente ispettivo.
Tra i vari compiti, l’INVALSI si occupa di: proporre i protocolli di valutazione e il programma delle visite alle istituzioni scolastiche da parte dei nuclei di valutazione esterna; mettere a disposizione delle singole istituzioni scolastiche strumenti relativi al procedimento di valutazione; definire gli indicatori per la valutazione dei dirigenti scolastici.
L’Indire concorre, invece, a realizzare gli obiettivi dell’S.N.V. attraverso il supporto alle istituzioni scolastiche nella definizione e attuazione dei piani di miglioramento della qualità dell’offerta formativa e dei risultati degli apprendimenti degli studenti, autonomamente adottati dalle stesse.
Il procedimento di valutazione delle istituzioni scolastiche si sviluppa attraverso una fase di autovalutazione e una di valutazione esterna da parte dei nuclei. Segue una fase di definizione e attuazione da parte delle istituzioni scolastiche degli interventi migliorativi anche con il supporto dell’Indire o attraverso la collaborazione con universita’, enti di ricerca, associazioni professionali e culturali.
E per finire la rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche, con la pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti.
Come segnalato in un precedente articolo, critica la posizione della FLC Cgil, che ha contestato nel metodo e nel merito questa norma e ha avviato una raccolta firme per modificarne i contenuti. “Chiediamo alla ministra Carrozza di avviare quel confronto e quella riflessione che più volte ha dichiarato di voler fare sui temi della valutazione: c’è necessità di affrontare questo delicatissimo tema con il mondo della scuola tutto”.

Ferie supplenti, compensi commissari interni, economie personale comandato

da Tecnica della Scuola

Ferie supplenti, compensi commissari interni, economie personale comandato
Il 4 luglio si è svolto un incontro al Miur tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della Direzione generale del bilancio, in cui tra l’altro, sono stati illustrati i contenuti di una circolare in via di emanazione relativa al pagamento delle ferie dei supplenti brevi e saltuari. Sul pagamento dei commissari interni agli esami di Stato, il Miur rimanda ad un incontro specifico in programma il 10 luglio.
Sull’incontro del 4 luglio al Ministero dell’istruzione tra rappresentanti sindacali e della Direzione generale del bilancio riportiamo quanto segnalato dalla Uil Scuola in suo resoconto:
Economie su personale comandato In premessa il Miur ha comunicato che, a seguito dell’assenza di personale scolastico utilizzato presso l’Invalsi, nell’anno scolastico 2011/12 si sono registrate economie nell’ordine di euro 26.414,00 sulle somme destinate al salario accessorio di tale personale. Queste  risorse verranno destinate, come previsto dal Ccnl, ad integrare il Fis 2013/14.
A margine della riunione si sono affrontati alcuni aspetti preliminari della ripartizione delle  risorse Fis/Mof per l’anno scolastico 2013/20114. Da parte sindacale sono stati richiesti i monitoraggi relativi alle somme destinate al finanziamento dei progetti relativi alle attività complementari di educazione fisica. Il Miur si è impegnato a presentarli in occasione del prossimo incontro. 
Esami di Stato
Al fine di risolvere le criticità segnalate da parte sindacale sul pagamento dei commissari interni, il Miur si è impegnato ad affrontare il problema in un incontro specifico, già programmato per il 10 luglio, alla presenza dei rappresentanti delle direzioni generali interessate: personale, bilancio, ordinamenti. Ferie supplenti Il Direttore generale ha illustrato i contenuti di una circolare in via di emanazione relativa al pagamento delle ferie dei supplenti brevi e saltuari.

Da parte della Flc Cgil si evidenzia che “la bozza della circolare indica chiaramente che per i supplenti brevi e saltuari – sia docenti che Ataci sono i finanziamentiin misura tale da garantire la copertura delpagamento delle ferie maturate. Per quanto riguarda invece le ferie del personale con contratto fino al 30 giugno la nota si limita a dire che il pagamento è di competenza del Mef”.

Il M5s chiede la proroga di pagelle elettroniche e registri on line

da tuttoscuola.com

Il M5s chiede la proroga di pagelle elettroniche e registri on line

Concedere una proroga per consentire alle scuole di adottare le pagelle elettroniche e i registri on line. Questa la richiesta rivolta al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza, e contenuta nell’interrogazione depositata presso la Commissione Cultura della Camera dal cittadino deputato del MoVimento 5 Stelle Giancluca Vacca.

Ad oggi non si ha alcuna notizia del Piano di de-materializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca” è scritto nell’interrogazione

Molte istituzioni scolastiche – si legge ancora – non sono in grado di adottare l’uso del registro elettronico in quanto non hanno una dotazione informatica idonea e sufficiente sia sotto il profilo hardware che software. Alcune istituzioni scolastiche si sono rivolte autonomamente ad aziende specializzate per il reperimento di un software idoneo per i registri elettronici mentre, tale software, dovrebbe essere fornito a livello centrale dal Ministero. Si registra, quindi – aggiunge Vacca –, un notevole ritardo all’attuazione di quanto previsto dal decreto legge n.95 del 2012, e non per responsabilità delle istituzioni scolastiche”.

Nella stessa interrogazione, il parlamentare 5 Stelle pone anche il problema dei diplomifici, e chiede al ministro quali azioni intenda fare per contrastarlo.

Tfa speciali, dall’Anief soddisfazione (e promessa di nuovi ricorsi)

da tuttoscuola.com

Tfa speciali, dall’Anief soddisfazione (e promessa di nuovi ricorsi)

All’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento sui percorsi abilitanti speciali (o, con precisione minore, Tfa speciali, si registrano le prime prese di posizione di sindacati e partiti.

Tra queste, va senz’altro annoverata la soddisfazione dell’Anief, che commenta: “La frequenza dei corsi, che verranno affidati alle università e prenderanno il via non prima dell’autunno, permetterà a tanti precari della scuola di aggiungere una certificazione indispensabile al fine della loro assunzione in ruolo”.

Tuttavia, nota il sindacato, “sono molti i docenti ad essere stati ingiustamente esclusi da queste procedure abilitanti: Anief annuncia sin d’ora che si batterà a tutti i livelli perché si permetta loro di acquisire il titolo di abilitazione all’insegnamento”.

Anief annuncia poi nuovamente quella che è la sua arma forse più distintiva di rivendicazione sindacale, ossia il ricorso, contro diverse “casistiche”: “Innanzitutto Anief difenderà tutti i docenti a cui verrà negato l’accesso malgrado siano in possesso di 365 giorni complessivi di supplenze svolte con il titolo di studio richiesto: si tratta della soglia minima prevista della normativa vigente e non a caso richiesta in occasione di tutte le sessioni abilitanti riservate svolte fino ad oggi“.

Inoltre Anief presenterà ricorso “perché l’amministrazione ha deciso di non far valere il 2012/2013 come annualità utile per partecipare ai percorsi speciali abilitanti”.

Il sindacato – prosegue la nota – presenterà ricorso, inoltre, per l’illegittima esclusione dai corsi abilitanti del personale già di ruolo nelle scuole pubbliche (perché è concessa la possibilità solo ai colleghi delle scuole paritarie?) e dei dottori di ricerca (perché non si tiene conto del loro percorso altamente formativo e d’insegnamento di livello superiore?)

Infine, l’Anief sembra preconizzare un battaglia per la riapertura delle graduatorie ad esaurimento, affinché “tutti coloro che si abiliteranno attraverso i corsi abilitanti speciali, come attraverso i Tfa ordinari, possano essere inseriti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento e così accedere direttamente alle supplenze annuali e alle immissioni in ruolo”.

Sul fronte politico, si registrano oggi le dichiarazioni di Aldo Di Biagio, senatore di Scelta civica: “La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di attivazione dei Tfa speciali costituisce un ottimo risultato, atteso e sperato, a coronamento di un faticoso confronto che oggi raccoglie i frutti di un anno e mezzo di lavoro politico e parlamentare“.

Il senatore lamenta, come l’Anief, l’ingiustizia dell’esclusione dell’anno scolastico 2012-2013 dal computo per accedere ai percorsi abilitanti speciali: “Siamo alla conclusione di un percorso che però chiede un ulteriore impegno da parte del ministero, affinché i requisiti di accesso al percorso abilitante siano rimodulati per includere anche l’anno attualmente concluso. Sarebbe inspiegabile e inaccettabile che, venendo emesso a luglio 2013, il decreto non contemplasse questa possibilità, escludendo di fatto coloro che si sono impegnati con competenza e professionalità durante l’anno scolastico 2012/2013, maturando i requisiti di accesso“.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento istitutivo dei Tfa speciali

da tuttoscuola.com

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento istitutivo dei Tfa speciali

Al via i corsi organizzati dal ministero  dell’Istruzione per far abilitare all’insegnamento almeno 80mila  docenti precari: il regolamento è stato pubblicato giovedì 4 luglio  2013 in Gazzetta Ufficiale.

Vediamone i punti salienti.

Circa i requisiti di partecipazione,  come anticipato, non sarà possibile contare l’anno scolastico 2012/13  che sta concludendosi. Infatti “possono partecipare i docenti non di  ruolo, ivi compresi gli insegnanti tecnico pratici, che, sprovvisti di  abilitazione ovvero di idoneità alla classe di concorso per la quale  chiedono di partecipare e in possesso dei requisiti previsti al comma 1,  abbiano maturato, a decorrere dall’anno scolastico 1999/2000 fino  all’anno scolastico 2011/2012 incluso, almeno tre anni di servizio in   scuole statali, paritarie ovvero nei centri di formazione professionale”.

Per il conteggio dei tre anni, si conferma che “è  valutabile il servizio effettuato nella stessa classe di concorso o  tipologia di posto, prestato per ciascun anno scolastico per un periodo  di almeno 180 giorni ovvero quello valutabile come anno di servizio  intero”.

Si conferma un ulteriore punto, su cui i  sindacati e i precari avevano molto insistito, cioè che non ci sarà  selezione in ingresso ai cosiddetti Tfa speciali: “L’iscrizione ai percorsi formativi abilitanti speciali non prevede il superamento di prove di accesso”.

Il testo si conclude elencando l’elenco  delle competenze che gli abilitandi dovranno essere in grado di  dimostrare e i modi di valutazione delle stesse, secondo uno schema  omogeneo a quello dei Tfa ordinari.

Dell’Invalsi o del grande fratello

Dell’Invalsi o del grande fratello

 di Maurizio Tiriticco

Il Regolamento dell’Invalsi ormai è legge! E’ stato varato, comunque, indipendentemente dall’insofferenza che ormai da anni viene avvertita dalle scuole a fronte di prove che vengono somministrate in nome di quella valutazione degli apprendimenti e di sistema che dovrebbe costituire l’orizzonte salvifico di tutti mali della nostra scuola! Ho detto e scritto più volte quanto segue: a) nulla da eccepire, in linea di principio, circa la necessità di sapere come funziona il nostro “Sistema educativo di istruzione e formazione”, ovviamente al fine di migliorarlo costantemente; b) tutto da eccepire sulla modalità con cui il processo in tal senso è stato avviato e procederà. E non so se questo dpr 80/13 sia lo strumento idoneo a risolvere questo dilemma.

Da un lato ci sono le scuole, o meglio, le “istituzioni scolastiche autonome” che, a norma del relativo Regolamento sull’autonomia, sono tenute a “garantire il successo formativo” dei “soggetti coinvolti”, avvalendosi delle opportune Indicazioni nazionali e Linee guida, “coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione”. Dall’altro c’è il “sistema nazionale di valutazione”, SNV, come “individuato” dall’articolo 2, comma 4, undevicies… (non si può dire diciannovesimo! Gli avverbi latini danno sempre lustro alle norme!) del decreto legge 225/10. E questo Sistema di valutazione è uno e trino! C’è l’Invalsi (ricordiamolo: è un ente di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, soggetto alla vigilanza del Miur), c’è l’Indire e ci sono gli ispettori (in effetti, oggi, una sorta di araba fenice). Ed è anche prevista una Conferenza per il coordinamento funzionale dell’SNV, che opererà, ovviamente “senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”.

Il decreto è estremamente lungo, anche perché il dettaglio delle operazioni che caratterizzano la macchina della valutazione è estremamente complessa e puntuale, soprattutto per quanto dovrà essere fatto dalle singole istituzioni scolastiche, come si evince dall’articolo 6. Queste, che in effetti dovrebbero costituire l’oggetto e il terminale delle operazioni valutative, sono tenute a numerosi adempimenti e non sempre di agevole e spedita attuazione. E sempre nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili.

La prima operazione è l’autovalutazione delle istituzioni scolastiche, così dettagliata: “1) analisi e verifica del proprio servizio sulla base dei dati resi disponibili dal sistema informativo del Ministero, delle rilevazioni sugli apprendimenti e delle elaborazioni sul valore aggiunto restituite dall’Invalsi, oltre a ulteriori elementi significativi integrati dalla stessa scuola; 2) elaborazione di un rapporto di autovalutazione in formato elettronico, secondo un quadro di riferimento predisposto dall’Invalsi, e formulazione di un piano di miglioramento”.

La seconda operazione è la valutazione esterna, condotta dall’Invalsi: 1) individuazione delle situazioni da sottoporre a verifica, sulla base di indicatori di efficienza ed efficacia previamente definiti dall’Invalsi medesimo; 2) visite dei nuclei di valutazione esterna, secondo il programma e i protocolli di valutazione adottati dalla Conferenza per il coordinamento funzionale dell’SNV; 3) ridefinizione da parte delle istituzioni scolastiche dei piani di miglioramento in base agli esiti dell’analisi effettuata dai nuclei;

La terza operazione riguarda le azioni di miglioramento: “1) definizione e attuazione da parte delle istituzioni scolastiche degli interventi migliorativi anche con il supporto dell’Indire o attraverso la collaborazione con università, enti di ricerca, associazioni professionali e culturali. Tale collaborazione avviene nei limiti delle risorse umane e finanziarie disponibili e senza determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

La quarta operazione riguarda la rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche che prevede: “pubblicazione, diffusione dei risultati raggiunti, attraverso indicatori e dati comparabili, sia in una dimensione di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e promozione al miglioramento del servizio con la comunità di appartenenza”.

Si ricorda anche che le istituzioni scolastiche “sono soggette a periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti e sulle competenze degli studenti, predisposte e organizzate dall’Invalsi anche in raccordo alle analoghe iniziative internazionali. Tali rilevazioni sono effettuate su base censuaria nelle classi seconda e quinta della scuola primaria, prima e terza della scuola secondaria di primo grado, seconda e ultima della scuola secondaria di secondo grado” Tali azioni “sono dirette anche a evidenziare le aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche direttamente riconducibili al dirigente scolastico, ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale”.

Ciò che stupisce degli adempimenti previsti è l’estrema macchinosità: stando a quanto disposto, sembra che le istituzioni scolastiche dovranno lavorare unicamente per adempiere alle indicazioni di una sorta di moloch che detta il bello e il cattivo tempo! Così facendo, al diavolo l’autonomia! Al diavolo i curricoli (quota nazionale e quota della singola istituzione scolastica)! Al diavolo Indicazioni nazionali e Linee guida, dove “si indica”, appunto, un’ampia serie di traguardi, di finalità, di obiettivi, che le scuole poi con i loro Pof “curveranno” in relazione alle “esigenze e alle attese espresse dalle famiglie, dagli Enti locali, dai contesti sociali, culturali ed economici del territorio” (art. 8, c. 4 del dpr 275/99). Al diavolo più di dieci faticosi anni di costruzione dell’autonomia! E addio anche almeno a una cinquantina di anni di ricerche e di esperienze sul curricolo, sulla progettazione didattica, sulla valutazione! Tutto sarà appiattito da ciò che detta l’Invalsi! Il nuovo vero autoritario ministero dell’istruzione!

A mio vedere, tutto ha avuto inizio in seguito all’improvvido… provvedimento del duetto Tremonti/Gelmini quando si tornò ai voti nel primo ciclo di istruzione! Quando, invece, è proprio il voto il limite primo a un discorso serio sulla valutazione! Abbiamo una scuola che misura e che valuta, a volte anche senza le opportune distinzioni – e che certifica anche purtroppo – sempre con il voto! E neanche da uno a dieci, ma con tanti meno e tanti più! Quando, invece, misurare, valutare e, oggi, certificare sono, e devono essere, operazioni ben distinte. Sono “cose” che il docimologo conosce, ma che sono estranee a chi ci amministra! E che sono estranee in larga misura anche a chi insegna! C’è una profonda ignoranza in merito di valutazione! Eppure la ricerca in tal senso esiste! Ma non è entrata nelle scuole! Ci stupiremmo se un medico ci prescrivesse le mignatte invece di indicarci quei medicinali a cui siamo soliti ricorrere!

Con il dpr 80/13, alla emergenza valutazione – che poi non è disgiunta dalle grandi difficoltà che oggi abbiamo in materia di insegnamento/apprendimento per i cambiamenti in atto nel sociale e nel mondo giovanile – rispondiamo con un carico da undici imposto ex lege da una macchina complicatissima che si chiama SNV! Così l’Invalsi continuerà a dettar legge, a proporre le sue prove sempre molto opinabili, per altro non sempre corrette, e che fanno impazzire alunni e insegnanti! E soprattutto senza dare loro ragione del come e del perché sono costruite, a quale cultura della valutazione si ispirano!

La strada che si sta imboccando è totalmente errata! Le scuole dovranno uniformarsi – e ciò purtroppo già avviene e anche in buona misura – a ciò che l’Invalsi detta! E i dirigenti dovranno far buon viso a cattiva sorte, perché saranno le prove Invalsi a determinare se una scuola è buona o cattiva! Insomma, sembra che l’Invalsi di oggi si sostituisca al ministero direttivo di ieri! Quello precedente alla legislazione sull’autonomia! Quello che faceva il buono e il cattivo tempo dalle Alpi al Lilibeo! Vogliamo forse tornare al Ministero dell’Educazione Nazionale del 29? Quando studiavamo la mistica fascista e mandavamo a memoria i discorsi del Duce? Non c’è forse il rischio che l’Invalsi tenda a diventare una sorta di grande fratello di tutto il nostro Sistema di istruzione e formazione? Come se fosse il depositario della verità che  amministra come crede e che impone anche a chi non la condivide!

La strada da percorrere è un’altra! L’ho detto e l’ho scritto mille volte e in mille modi! Occorre riavviare nelle scuole quella cultura della valutazione a cui avevamo dato vita negli anni Settanta e che abbiamo colpevolmente abbandonato da oltre un decennio. Va sottolineato con forza che, proprio con il lancio dell’autonomia, si doveva insistere per una ripresa in grande stile delle tematiche della valutazione e, ovviamente, del curricolo e dei processi di apprendimento! Altrimenti a che servono le sollecitazioni di un Bateson, di un Bruner, di un Gardner, di un Goleman di un Morin? E non fu un caso che trasformammo il Cede – proprio per i contributi notevoli che aveva dato in materia di valutazione e non solo da quando era stato istituito nel lontano 1974 – in Invalsi. Perché sostenesse le scuole! Non perché le angustiasse!

Comunque, sono anche un ottimista e voglio ricordare che il ministro Carrozza, nel corso della sua replica davanti alle Commissioni riunite VII del Senato e della Camera sulle linee programmatiche del suo Ministero, ha detto tra l’altro: “Ribadisco che coglieremo l’opportunità dell’entrata in vigore del nuovo regolamento sul sistema di valutazione per avviare un ampio confronto con il mondo della scuola sulle modalità di funzionamento del Sistema Nazionale di Valutazione con l’obiettivo di implementare un sistema che serva al mondo della scuola e alle istituzioni pubbliche, soprattutto per migliorare le prestazioni del sistema informativo”.

E allora, mi permetto di suggerire che cosa occorre fare. L’Invalsi, coadiuvato dall’Indire e dagli ispettori, si adoperi per un certo periodo medio/lungo per riattivare nelle scuole quella cultura della valutazione di cui c’è estrema necessità. Anche e soprattutto perché è in atto la sfida della certificazione delle competenze, sulla quale i dubbi sono più numerosi delle certezze! Questo è il terreno su cui occorre lavorare! Poi, quando la condivisione su mezzi, metodi e fini della valutazione è stata raggiunta, si proceda pure alla valutazione, sia degli apprendimenti che delle stesse istituzioni scolastiche! Allora soltanto si potrà giocare a carte scoperte! Un sistema, prima di valutarlo, bisogna farlo funzionare!

Mah! Se son rose, fioriranno!

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 157

Gazzetta Ufficiale
Serie Generale

Sommario

ATTI DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI

SENATO DELLA REPUBBLICA E CAMERA DEI DEPUTATI

 


DETERMINA 4 luglio 2013


Nomina all’incarico di componente della Commissione per la
trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti
politici. (13A05874)

 

 

Pag. 1

 

 

DECRETI PRESIDENZIALI

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 maggio 2013


Sostituzione di un componente del Consiglio nazionale dell’economia e
del lavoro, in rappresentanza della categoria «rappresentanti
imprese». (13A05799)

 

 

Pag. 1

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 giugno 2013


Sostituzione di un componente del Consiglio nazionale dell’economia e
del lavoro, in rappresentanza delle associazioni di promozione
sociale. (13A05800)

 

 

Pag. 2

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 giugno 2013


Sostituzione di un componente della commissione straordinaria per la
gestione del comune di Salemi. (13A05602)

 

 

Pag. 2

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 giugno 2013


Scioglimento del consiglio comunale di Fagnano Olona e nomina del
commissario straordinario. (13A05600)

 

 

Pag. 3

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 giugno 2013


Scioglimento del consiglio comunale di Battipaglia e nomina del
commissario straordinario. (13A05601)

 

 

Pag. 4

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 maggio 2013


Delega di funzioni al Ministro senza portafoglio per gli affari
europei avv. Enzo MOAVERO MILANESI. (13A05830)

 

 

Pag. 4

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 maggio 2013


Delega di funzioni al Ministro senza portafoglio per la coesione
territoriale prof. Carlo TRIGILIA. (13A05831)

 

 

Pag. 6

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 maggio 2013


Delega di funzioni al Ministro senza portafoglio per gli affari
regionali e le autonomie dott. Graziano DELRIO. (13A05832)

 

 

Pag. 8

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 maggio 2013


Delega di funzioni al Ministro senza portafoglio per le riforme
costituzionali sen. prof. Gaetano QUAGLIARIELLO. (13A05833)

 

 

Pag. 10

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 maggio 2013


Delega di funzioni al Ministro senza portafoglio per la pubblica
amministrazione e la semplificazione on. avv. Giampiero D’ALIA.
(13A05834)

 

 

Pag. 11

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 giugno 2013


Delega di funzioni al Ministro senza portafoglio per i rapporti con
il Parlamento e il coordinamento dell’attivita’ di Governo on. avv.
Dario FRANCESCHINI. (13A05835)

 

 

Pag. 13

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 giugno 2013


Delega di funzioni al Ministro senza portafoglio per le pari
opportunita’, lo sport e le politiche giovanili sen. Josefa IDEM.
(13A05836)

 

 

Pag. 15

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 giugno 2013


Delega di funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri in
materia di turismo al Ministro per i beni e le attivita’ culturali on
dott. Massimo BRAY. (13A05837)

 

 

Pag. 18

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 maggio 2013


Delega di funzioni al Sottosegretario di Stato alla Presidenza dei
Consiglio dei ministri on Giovanni LEGNINI. (13A05838)

 

 

Pag. 20

 

 

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

 


DECRETO 27 giugno 2013


Proroga termini relativi all’avviso pubblico per la rilevazione dei
fabbisogni di innovazione all’interno del settore pubblico nelle
regioni convergenza. (Decreto 1253). (13A05797)

 

 

Pag. 22

 

 

MINISTERO DELL’INTERNO

 


DECRETO 24 aprile 2013


Aggiornamento delle provvidenze economiche spettanti ai profughi
italiani e loro familiari a carico. (13A05821)

 

 

Pag. 23

 

 

MINISTERO DELLA SALUTE

 


DECRETO 14 giugno 2013


Autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto fitosanitario
«Zolex 250». (13A05619)

 

 

Pag. 23

 

 

 


DECRETO 21 giugno 2013


Permesso di commercio parallelo del prodotto fitosanitario «Cloniprol
200». (13A05618)

 

 

Pag. 26

 

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 


DECRETO 24 aprile 2013


Fondo di garanzia di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della
legge 23 dicembre 1996, n. 662. Modalita’ di concessione della
garanzia del Fondo su portafogli di finanziamenti erogati a piccole e
medie imprese. (13A05798)

 

 

Pag. 30

 

 

 


DECRETO 20 maggio 2013


Scioglimento della «La Rinascita Societa’ cooperativa sociale», in
Milano e nomina del commissario liquidatore. (13A05639)

 

 

Pag. 36

 

 

 


DECRETO 20 maggio 2013


Scioglimento della «C.T.M.M. Societa’ cooperativa», in Gallarate e
nomina del commissario liquidatore. (13A05640)

 

 

Pag. 37

 

 

 


DECRETO 20 maggio 2013


Scioglimento della «L’Alternativa Societa’ cooperativa», in Viadana e
nomina del commissario liquidatore. (13A05641)

 

 

Pag. 38

 

 

 


DECRETO 11 giugno 2013


Scioglimento della «2M Job Societa’ cooperativa», in Bologna e nomina
del commissario liquidatore. (13A05642)

 

 

Pag. 38

 

 

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

 


ORDINANZA DEL CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE 27 giugno 2013


Ordinanza di protezione civile per favorire e regolare il subentro
della Provincia di Teramo nelle iniziative finalizzate al superamento
della situazione di criticita’ determinatasi a seguito delle
eccezionali avversita’ atmosferiche che hanno colpito il territorio
della medesima Provincia nei giorni 1, 2 e 3 marzo 2011. (Ordinanza
n. 100). (13A05796)

 

 

Pag. 39

 

 

DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITA’

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 


DETERMINA 17 giugno 2013


Classificazione del medicinale per uso umano «Kristexxa», secondo
procedura centralizzata. (Determina n. 583/2013). (13A05686)

 

 

Pag. 41

 

 

 


DETERMINAZIONE 17 giugno 2013


Regime di rimborsabilita’ e prezzo del medicinale per uso umano
«Afinitor». (Determina n. 582/2013). (13A05689)

 

 

Pag. 42

 

 

 


DETERMINA 19 giugno 2013


Regime di rimborsabilita’ e prezzo del medicinale per uso umano
«Votrient». (Determina n. 586/2013). (13A05690)

 

 

Pag. 43

 

 

 


DETERMINA 21 giugno 2013


Classificazione del medicinale per uso umano «Eliquis», secondo
procedura centralizzata. (Determina n. 590/2013). (13A05687)

 

 

Pag. 44

 

 

 


DETERMINA 21 giugno 2013


Classificazione del medicinale per uso umano «Pravafenix», secondo
procedura centralizzata. (Determina n. 589/2013). (13A05688)

 

 

Pag. 46

 

 

 


DETERMINA 21 giugno 2013


Modalita’ e condizioni di impiego dei medicinali a base di Clozapina.
(Determina n. 602/2013). (13A05822)

 

 

Pag. 47

 

 

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

 


DELIBERA 18 febbraio 2013


Legge n. 97/1994: approvazione dei criteri di riparto e ripartizione
tra le regioni e le province autonome del fondo nazionale per la
montagna per l’anno 2010. (Delibera n. 10/2013). (13A05616)

 

 

Pag. 47

 

 

 


DELIBERA 8 marzo 2013


Assegnazione ad Anas Spa per il contratto di programma 2012 a ristoro
di risorse precedentemente ridotte con delibera n. 8/2013. (Delibera
n. 13/2013). (13A05617)

 

 

Pag. 50

 

 

ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 


COMUNICATO


Revoca dell’autorizzazione alla produzione di medicinali per uso
umano rilasciata alla societa’ Chemi S.p.A. (13A05691)

 

 

Pag. 52

 

 

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

 


COMUNICATO


Destituzione dall’esercizio delle funzioni notarili (13A05873)

 

 

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