LESIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI CON DISABILITÀ?

FLC CGIL – USR LOMBARDIA: ACCORDI SEGRETI IN LESIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI CON DISABILITÀ?

Dopo i diversi tentativi di organizzare sul territorio nazionale corsi di formazione di breve, se non di
brevissima durata, motivati unicamente da evidenti esigenze di risparmio da parte del MIUR, ci tocca oggi constatare, in quanto lavoratori della scuola specializzati e formati in percorsi post lauream annuali e/o biennali, che l’adeguata formazione e le specializzazioni a nulla valgono rispetto alla volontà della FLC CGIL di stringere accordi con l’USR della Lombardia per sopperire alle conseguenze della riforma Gelmini, che in questi anni ha prodotto in diverse discipline di insegnamento un numero importante di lavoratori in esubero.

Esprimiamo profondo dissenso in merito alla nota riportata il 16/07/13 sul sito della FLC CGIL di
Como (http://www.cgil.como.it/index.php/flc-notizie/1138utilizzo-su-sostegno.html) riguardante l’utilizzo su posto di sostegno di docenti non in possesso di titolo di specializzazione al sostegno degli alunni con disabilità.

Ci sembra appena il caso sottolineare e richiamare all’attenzione il rispetto a quanto esplicitato nell’art. 14 comma 6 della legge 104/92: “L’utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati”.

Esigiamo che la normativa vigente venga rispettata su tutto il territorio nazionale e che si assegnino cattedre e spezzoni di sostegno a docenti non specializzati solo ed esclusivamente dopo eventuale esaurimento delle graduatorie provinciali e delle graduatorie di istituto dove sono presenti docenti specializzati nel sostegno degli alunni con disabilità.

Stigmatizziamo, inoltre, il fatto che l’accordo siglato in sordina, del quale non vi è traccia alcuna sul sito dell’USR della Lombardia, venga reso noto al 16 di luglio con appena 15 giorni di tempo per i docenti di ruolo per presentare le domande e, nemmeno a dirlo, in piena estate, forse sperando – erroneamente – che vi sia una soglia dell’attenzione più bassa e minor vigilanza da parte dei lavoratori della scuola.

Crediamo, infine, che qualunque forma di accordo tra i sindacati e gli uffici scolastici regionali debba essere resa pubblica affinché siano note a tutti in piena trasparenza le diverse procedure di assegnazione che tanta ricaduta hanno sui lavoratori della scuola nonché sull’integrazione e sul diritto allo studio degli studenti con disabilità.

PAS (ex Tfa speciale)

PAS (ex Tfa speciale) – L’azione dell’ANIEF è ancora una volta efficace: il Governo fa marcia indietro sull’anno in corso (ora ritenuto valido) e sulla prova selettiva (non verrà più attuata). La conferma è arrivata dal sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca, Gian Luca Galletti, che ha risposto in questo modo alle interrogazioni parlamentari, congiunte, presentate a Montecitorio, in VII Commissione, da Silvia Chimienti (M5S), Maria Coscia (Pd) e Nicola Fratoianni (Sel).

 

Restano in piedi, comunque, tutti i ricorsi per permettere l’accesso ad altri docenti ingiustamente esclusi:

–        coloro che hanno maturato il requisito di servizio di 360 giorni entro l’a.s. 2012-2013;

–        i docenti di ruolo, ancor più se sovrannumerari, che vogliono accedere ad un’altra abilitazione;

–        gli idonei alla selezione ad altri classi concorsuali presso le SSIS (Legge 143/04) o TFA ordinario;

–        i dottori di ricerca, spesso anche docenti a contratto presso le Università;

–        i docenti in possesso del diploma magistrale conseguito negli anni 1999-2002;

–        chi non ha prestato il servizio specifico di 180 giorni nella classe concorsuale per la quale intende conseguire l’abilitazione.

 

 

La ferma azione dell’ANIEF sui PAS (ex Tfa speciale) porta il Governo a rivedere alcune norme sulle procedure di accesso: dopo l’opposizione del sindacato autonomo, a differenza di quanto indicato nel decreto ministeriale n. 249/2010 e nelle modifiche agli articoli 5, 11 e 15 dello stesso decreto, pubblicate nella Gazzetta ufficiale del 4 luglio 2013, è stata cancellata la prevista prova di accesso per l’iscrizione ai percorsi formativi abilitanti speciali. Mentre l’anno scolastico 2012/13 sarà ritenuto valido. Lo ha detto chiaramente alla Camera, in VII Commissione, il sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca, Gian Luca Galletti, rispondendo alle interrogazioni parlamentari, congiunte, presentate da Silvia Chimienti (M5S), Maria Coscia (Pd) e Nicola Fratoianni (Sel).

 

“In ordine alla previsione di una prova ‘non selettiva’ che sarebbe destinata a scaglionare sui tre anni il contingente degli aventi diritto – ha detto Galletti – , si osserva che il citato decreto non prevede per l’iscrizione ai percorsi formativi abilitanti speciali il superamento di alcuna prova di accesso né selettiva né, tanto meno, non selettiva”.

 

Il sottosegretario ha quindi assicurato che verrà “considerato l’anno scolastico 2012/2013 al fine della maturazione dei requisiti di ammissione ai corsi”. A tal fine, “si segnala che è in via di definizione una nuova modifica alla normativa in materia, che consenta di estendere il periodo utile per la maturazione dei requisiti di accesso a tutto l’anno scolastico in corso”.

 

Infine, a proposito della richiesta di non differenziazioni di trattamento tra i docenti che partecipano ai tirocini formativi attivi ordinari e coloro che partecipano ai tirocini formativi attivi speciali (espressa da Silvia Chimienti), il sottosegretario ha aggiunto che “nelle premesse del decreto è esplicitato come la questione non è oggetto del provvedimento in esame ma rientra nel diverso regolamento disciplinante il conferimento delle supplenze al personale docente ed educativo”.

 

ANIEF non può che plaudire per l’esito delle prime due questioni, subito messe in evidenza dal sindacato, già a poche ore di distanza dalla pubblicazione del regolamento in G.U., avvenuta il 5 luglio scorso: se l’impegno preso dal sottosegretario Galletti troverà conferma, la cancellazione della prova nazionale, che di fatto avrebbe portato ad una selezione, diventa fondamentale ai fini di un avvio non particolarmente tormentato dei corsi. Come è fondamentale, considerando che i corsi si svolgeranno nel 2014, che l’anno scolastico in corso possa essere ritenuto valido.

 

Rimangono comunque in piedi, ammesso che quanto riportato dal sottosegretario dovesse realizzarsi, diverse altre esclusioni dai corsi speciali abilitanti: ANIEF intende, infatti, impugnare le modifiche apportate all’art. 15, cc. 1bis, 1 ter e 16bis del D.M. 249/10 dal Regolamento n. 81 del 25 marzo 2013 pubblicato il 4 luglio 2013 in G. U. n. 155, così come saranno recepite dal prossimo decreto. L’obiettivo rimane quello di far ammettere già in sede cautelare con riserva, i ricorrenti esclusi, nel decreto attuativo e autorizzatorio dei corsi PAS (ex TFA speciale), poiché permangono numerosi profili di illegittimità manifesta, sempre in merito ai requisiti di ammissione richiesti. Tutti riscontrati e confermati dal nostro ufficio legale.

 

Pertanto, alla luce della normativa esistente e dell’applicazione dei principi costituzionali di parità sostanziale, ragionevolezza e merito, infatti, si chiederà ai giudici amministrativi di far partecipare:
a) i docenti che hanno maturato il requisito di servizio di 360 gg., entro l’a.s. 2012-2013, in virtù di quanto già disciplinato in tema di requisiti di accesso ai corsi abilitanti speciali da norme di rango primario (leggi n. 124/99, 300/00, 143/04) e dai relativi decreti attuativi;
b) i docenti di ruolo nelle scuole statali al pari di quelli di ruolo nelle scuole paritarie il cui corpo insegnante è inserito nel sistema nazionale d’istruzione (legge 62/00) per l’evidente esigenza di parità trattamento, ancor più se sovrannumerari, considerato l’obbligo della partecipazione a corsi per il conseguimento di altra abilitazione (D.Lgs. 297/94) e il possibile licenziamento (Legge 183/11);
c) i docenti idonei alla selezione ad altri classi concorsuali presso le SSIS (Legge 143/04) o TFA ordinario, considerato che chi potrebbe partecipare a diversi corsi del PAS matura il diritto a completarli presso il futuro TFA ordinario;

d) i dottori di ricerca, spesso anche docenti a contratto presso le Università dove sono istituiti gli stessi corsi, in attuazione di una previsione normativa che voleva garantire la partecipazione persino ai concorsi per la dirigenza pubblica;

e) i docenti in possesso del diploma magistrale conseguito negli anni 1999-2002, che siano privi di abilitazione o idoneità e che abbiano prestato servizio per almeno 360 gg. nella scuola materna e nella scuola elementare dal 1° settembre 1999 ed entro l’a. s. 2012-2013;
f) i docenti che non hanno prestato il servizio specifico di 180 gg. nella classe concorsuale per la quale intendono conseguire l’abilitazione, in virtù della normativa previgente già richiamata.

 

ANIEF ricorda che dopo la pubblicazione del prossimo decreto organizzativo dei corsi del PAS e di presentazione delle domande, nel caso in cui non fosse possibile l’iscrizione attraverso il sistema ISTANZE online, su indicazioni perentorie del sindacato, il ricorrente dovrà inviare una diffida e, comunque, successivamente una domanda cartacea entro i termini di scadenza. Pertanto, si consiglia di preaderire fin da subito al ricorso al Tar Lazio così da ricevere la documentazione e le istruzioni operative tempestivamente. Scrivi a tfaspeciale@anief.net indicando nome, cognome, mail e cellulare. Le istruzioni operative saranno inviate nei giorni successivi alla pubblicazione del decreto. Per info scrivi, invece, a infotfaspeciale@anief.net o telefona alla segreteria nazionale al n. 091.6598362.

Su Amazon.it la mappa dei libri di 360mila classi

da LaStampa.it

Su Amazon.it la mappa dei libri di 360mila classi

 Un database consultabile per area geografica, selezionando regione, provincia, comune, istituto, classe e sezione
roma

Dopo il test dello scorso anno torna il servizio  di Amazon.it “15 e lode”   per la ricerca dei libri di testo del prossimo anno scolastico.

 

Una cartina virtuale, mappata regione per regione,   aiuta a  consultare gli elenchi dei volumi adottati e consigliati da oltre 360mila classi italiane e ne porpone l’acquisto  con uno sconto del  15% con  la casa senza doversi sorbire code in libreria per gli ordini e i ritiri.

 

Accessibile all’indirizzo www.amazon.it/15elode , il servizio consente di trovare online i testi adottati e consigliati nelle scuole italiane primarie e secondarie di I e II grado e di acquistarli attraverso il portale di e-commerce con uno sconto del 15% sul prezzo di copertina, usufruendo della consegna a domicilio.

 

Tramite il portale si accede a una cartina dell’Italia (www.adozionilibriscolastici.it su banca dati concessa dall’Associazione Italiana Editori) dove verificare con pochi clic gli elenchi dei libri che le scuole elementari, medie inferiori e superiori, pubbliche e private, consigliano o adottano per il prossimo anno scolastico, segnalando anche se il volume lo si possiede già dall’anno precedente.

 

Il database si consulta per area geografica, selezionando regione, provincia, comune, istituto, classe e sezione. Comprende le liste delle classi che hanno confermato i dati per l’anno scolastico 2013-2014.

Pas (Tfa speciali), da fine luglio pronti a far domanda in 80mila: tanti dalle paritarie

da Tecnica della Scuola

Pas (Tfa speciali), da fine luglio pronti a far domanda in 80mila: tanti dalle paritarie
di Alessandro Giuliani
Molti docenti precari andranno a far crescere le già gonfie liste di attesa che portano alle supplenze annuali e alle immissioni in ruolo. Ma c’è pure chi pensa che queste cifre siano sovrastimate. Di sicuro, una bella fetta non proverranno dalle scuole pubbliche. Soprattutto al Sud.
La prossima settimana, come annunciato da alcuni giorni, approderà in Gazzetta Ufficiale il decreto dirigenziale sui Percorsi abilitanti speciali (i corsi in via di attivazione che hanno preso il posto dei Tfa speciali), “figlio” delle modifiche apportate ad inizio luglio al D.M. 249 del 2010: fonti ministeriali confermano che entro venerdì 26 luglio, forse già martedì 23, un piccolo esercito di docenti precari avrà finalmente la possibilità fare domanda per abilitarsi all’insegnamento. Altre fonti indicano come data ultima il 30 luglio. Ma ormai poco cambia: quel che conta è incamerare, a fine Pas, un titolo fondamentale ai fini della stabilizzazione. E quindi diversi di loro saranno costretti a partire per le vacanze con un pc collegato o collegabile a internet. In modo da non lasciarsi sfuggire un “treno”, che porta all’ambito titolo, atteso da anni.
Al Miur hanno stimato che saranno non piú di 75 mila gli interessati a prendere parte ai corsi riservati. Alcuni sindacati, anche per il via libera all’inclusione dell’anno scolastico in corso tra quelli utili per fare domanda di accesso, sostengono che le adesioni potrebbero essere ancora di più: più di 80mila. Un numero altissimo. Che fa paura. Soprattutto perché molti dei partecipanti ai Pas sono alla loro prima abilitazione. E quindi si andranno ad aggiungere agli almeno 200mila già in lista di attesa che portano alle supplenze annuali e alle immissioni in ruolo, considerando gli inclusi nelle graduatorie ad esaurimento e i neo-abilitati con il Tfa ordinario.
C’è pure chi, però, pensa che queste cifre siano sovrastimate: alla fine non sarebbero così tanti i supplenti che lavorano stabilmente senza abilitazione. Per comprendere se il precariato è destinato ad aumentare bisogna allora capire quali saranno i supplenti a presentare domanda. Secondo alcuni esperti, una larga fetta (forse anche il 50 per cento) è rappresentata da precari operanti nelle scuole paritarie. “Soprattutto al Sud – sottolinea Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti – dove le scuole paritarie imperversano. Mentre al Nord vi sono tante realtà nella scuola pubblica di precari che lavorano su supplenze di vario genere, ma in discreto numero anche nella disciplina attinente al proprio titolo di studio. E alla primaria e all’infanzia pure su supplenze brevi, che sommate possono arrivare al requisito dei 180 giorni per anno”.

Disabilità: novità sul congedo biennale per parenti e affini entro il terzo grado

da Tecnica della Scuola

Disabilità: novità sul congedo biennale per parenti e affini entro il terzo grado
di Lara La Gatta
Un’importante sentenza della Consulta dichiara l’incostituzionalità dell’art. 42, comma 5, del Decreto Legislativo n. 151/2001, nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo biennale il parente o l’affine entro il 3° grado convivente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla disposizione impugnata, idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave
Intervenendo sul giudizio di legittimità costituzionale promosso dal Tribunale amministrativo regionale della Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, la Corte Costituzionale si è espressa con sentenza n. 203 del 3 luglio 2013 (depositata il 18 luglio) sull’incostituzionalità dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53).
L’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001 rubricato «Riposi e permessi per i figli con handicap grave» prevede, nel testo attualmente in vigore, che: «Il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ha diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi; in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi; in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi, ha diritto a fruire del congedo uno dei fratelli o sorelle conviventi».
I riferimento è al congedo biennale previsto per i lavoratori dipendenti per gravi e documentati motivi familiari.
Per la Consulta, è accoglibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del d.lgs. n.151 del 2001, nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo l’affine di terzo grado convivente – nonché, per evidenti motivi di coerenza e ragionevolezza, gli altri parenti e affini più prossimi all’assistito, comunque conviventi ed entro il terzo grado – in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti indicati dalla legge secondo un ordine di priorità, idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave, per violazione degli artt. 2, 3, 29, 32 e 118, quarto comma, della Costituzione.
Tenuto conto, infatti, dei principi costituzionali che il congedo straordinario concorre ad attuare, la limitazione della sfera soggettiva attualmente vigente può pregiudicare l’assistenza del disabile grave in ambito familiare, qualora nessuno di tali soggetti sia disponibile o in condizione di prendersi cura dello stesso.
L’obiettivo della dichiarazione di illegittimità costituzionale è, dunque, quello di consentire che, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti menzionati nella disposizione censurata, e rispettando il rigoroso ordine di priorità da essa prestabilito, un parente o affine entro il terzo grado, convivente con il disabile, possa sopperire alle esigenze di cura dell’assistito, sospendendo l’attività lavorativa per un tempo determinato, beneficiando di un’adeguata tranquillità sul piano economico.
“D’altra parte – precisa  la sentenza – occorre ricordare che il congedo straordinario di cui si discute è fruibile solo per l’assistenza alle persone portatrici di handicap in situazione di gravità debitamente accertata ai sensi degli artt. 3 e 4 della legge n. 104 del 1992, cioè a quelle che presentano una minorazione tale da «rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione”. E, inoltre, il legislatore ha già riconosciuto il ruolo dei parenti e degli affini entro il terzo grado proprio nell’assistenza ai disabili in condizioni di gravità, attribuendo loro il diritto a tre giorni di permessi retribuiti su base mensile, ai sensi dell’art. 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992.
Da quanto sopra è evidente che l’ordinamento già assicura un rilievo giuridico ai legami di parentela e di affinità entro il terzo grado a determinati fini legati alla cura e all’assistenza di persone disabili gravi, qualora si verifichino alcune condizioni, che sono del tutto assimilabili a quelle stabilite dal legislatore per la fruizione del congedo straordinario retribuito di cui all’art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151 del 2001.  E neppure si può comprendere, secondo la Corte, perché il riconoscimento dell’apporto dei parenti e degli affini entro il terzo grado all’assistenza dei disabili gravi debba essere circoscritto ai soli permessi di cui all’art. 33, comma 3 della legge n. 104 del 1992; “tale asimmetria normativa – conclude la sentenza – costituisce un ulteriore argomento a sostegno della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’omessa menzione di tali soggetti tra quelli legittimati a richiedere il congedo straordinario disciplinato nella disposizione impugnata”.

Monitoraggio su scuola in ospedale e istruzione domiciliare

da Tecnica della Scuola

Monitoraggio su scuola in ospedale e istruzione domiciliare
di L.L.
Entro l’11 ottobre ogni U.s.r. dovrà registrare i dati relativi alle azioni intraprese nell’a.s. 2012/2013
Un’ampia nota del Miur (la prot. n. 4907 del 18 luglio 2013) illustra i risultati del monitoraggio delle azioni e delle risorse assegnate per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare per l’a.s. 2012/2013, evidenziando in particolare alcuni problemi, tuttora presenti che non favoriscono il pieno e meritato sviluppo dei due progetti in tutti i territori.
Tra le principali problematiche, il Miur evidenzia, in molti casi, l’assenza di nomine per le discipline d’indirizzo della scuola secondaria di 2° grado, a discapito dunque degli studenti delle superiori che non di rado affrontano anche gli esami di Stato in ospedale. Per tale ragione, il Ministero invita gli uffici scolastici regionali a verificare l’effettivo completo utilizzo delle risorse assegnate e la loro modalità di distribuzione, oltre a verificare l’entità delle esigenze relative alla scuola secondaria di 2° grado nel proprio territorio, anche al fine di programmare in anticipo e con ragionevolezza un piano efficace di azioni e di risorse.  “Laddove non si riuscisse a coprire tutte le esigenze, relative alle scuola secondaria di 2° grado – scrive il Miur – si invitano le SS.LL. a costituire una rete regionale per gli insegnamenti disciplinari, a cui possano partecipare docenti a titolo volontario, che tenga conto della distribuzione geografica degli ospedali”. In altri termini, il Miur richiede una prestazione lavorativa da parte dei docenti senza prevedere alcuna retribuzione.
Con riferimento all’istruzione domiciliare, dal monitoraggio è emersa una certa resistenza da parte delle scuole, spesso per scarsa conoscenza, alla messa in atto degli interventi relativi a questo istituto e servizio. A tal fine, il Miur invita gli U.s.r. a organizzare delle apposite conferenze di sensibilizzazione, comunicazione e informazione sull’istruzione domiciliare, ricordando che la frequenza della scuola in ospedale e/o a domicilio concorre a tutti gli effetti alla validazione dell’anno scolastico.
In ogni caso, il Ministero ribadisce l’importanza della formazione del docente, perché è “indispensabile sostenere i docenti con percorsi di formazione, che li mettano in grado di affrontare ogni situazione formativa, qualunque sia il contesto in cui si realizza”.
Infine, il Miur comunica che a conclusione di questo anno scolastico, ogni U.s.r .è invitato a registrare nel database del portale (http://pso.istruzione.it) i dati relativi ai flussi in ospedale e a domicilio per l’anno scolastico 2012/2013. Le funzioni del database per l’inserimento dei dati sono già aperte e disponibili e lo rimarranno fino al prossimo 11 ottobre.Per tale data, ogni U.s.r. dovrà aver provveduto ad inserire i dati richiesti dalle schede allegate alla nota e a validarli.

Concorsi pubblici: come garantire l’anonimato delle prove

da Tecnica della Scuola

Concorsi pubblici: come garantire l’anonimato delle prove
di Reginaldo Palermo
C’è un solo modo per evitare trucchi, trucchetti e buste più o meno trasparenti: affidare la correzione delle prove ad un software apposito. Ma questo, per ora, si può fare solo con test a scelta multipla.
Le decisioni fin qui assunte dalla magistratura amministrativa sulla questione del concorso per dirigenti scolastici in Lombardia si prestano ad interessanti riflessioni sul problema più generale della imparzialità delle procedure concorsuali pubbliche. In sostanza il concorso è stato invalidato perché le buste contenenti i dati dei candidati non erano sufficientemente opache rendendo in tal modo possibile (anche seppure “astrattamente”, dice il Consiglio di Stato) l’identificazione dell’autore della prova. Si tratta di una decisione di estremo interesse perché, se portata alle sue conseguenze (neppure troppo estreme), si tradurrebbe di fatto nella bocciatura di qualunque prova concorsuale che comprenda un elaborato scritto.
In realtà, per fare in modo che uno o più componenti della commissione riconoscano l’autore della prova, non c’è affatto bisogno di ricorrere a buste del tipo “vedo-non-vedo”. Basta molto meno. Volete un paio di esempi ?
Eccoli.
Il candidato A.B., dopo aver completato il proprio elaborato, prende nota molto semplicemente di alcune parole utilizzate nel corso del testo e le comunica al commissario “complice”: “autonomia” alla decima riga della prima pagina, “progettazione” alla decima della seconda, “normativa” alla decima della terza e “formazione” nella terzultima riga.
Se preferite si può anche utilizzare un metodo diverso. In quanti modi si può indicare il regolamento sull’autonomia ? C’è solo l’imbarazzo della scelta: DPR n. 275 del 1999 D.P.R. 275/99 DPR n. 275/1999 dpr 275/99
“regolamento contenuto nel DPR 275/99” Basta combinare in vario modo le diverse opzioni (DPR in maiuscolo o minuscolo, con o senza il punto, n oppure n. per indicare la parola numero, e così via) per ottenere decine e decine di possibilità diverse: il candidato decide quale “cifratura” usare, lo comunica al “commissario-complice” e il gioco è fatto.
Sono solo due banalissimi esempi, ma siccome la fantasia italica è assolutamente proverbiale (non dimentichiamoci che Totò e Nino Taranto riuscirono persino a vendere la Fontana di Trevi ad un facoltoso turista americano), siamo certi che di metodi più o meno efficaci per rendere riconoscibile il proprio elaborato in una prova di concorso ce n’è davvero più di uno. C’è un solo modo per evitare tutto questo: la prova d’esame dovrebbe essere completamente “automatizzata” e corretta non da commissari in carne ed ossa ma da un software apposito. Al momento attuale, però, questo è possibile solamente con test a scelta multipla come quelli usati per la prova preselettiva. Se si ritiene che la selezione dei dipendenti pubblici debba avvenire in questo modo bisogna però avere il coraggio di dirlo e soprattutto di accettarne le conseguenze.

È tedesca la penna che corregge gli errori

da Tecnica della Scuola

È tedesca la penna che corregge gli errori
di P.A.
Si chiama “Lernstift” (Penna per studiare), ma la penna digitale serve per correggere gli errori di ortografia mentre si scrive. Vibra appena scappa lo strafalcione
Due inventori tedeschi hanno messo al mondo una straordinaria scoperta, quella che un po’ tutti abbiamo sognato a scuola quando non c’era neanche l’idea delle tablet: la penna digitale che è magicamente in grado di verificare la presenza di errori di ortografia durante la scrittura a mano. La Lernstift ha un sensore incorporato che riconosce i movimenti della scrittura, cosicchè nel momento in cui rileva l’errore, vibra. Ma col tempo si potrà forse inserire pure un campanello o una sirena, visto che l’idea sarebbe venuta alla moglie di uno dei due inventori mentre era intenta a correggere i compiti del figlio. La penna magica dispone di connessione Wi-Fi integrata e può essere collegata ad uno smartphone o ad un pc per caricare testi scritti online e condividerli sui social network. Le principali funzioni sono la modalità “Ortography”, utilizzata per rilevare errori di ortografia e vibrare quando una parola è scritta in modo errato, e la modalità “Calligraphy”, usata per indicare errori nella forma delle lettere, in modo da renderle più ordinate. Il software dispone di più di 40 lingue e la Lernstift sarà lanciata per il momento solo in inglese e tedesco. Bisogna tuttavia spettare per capire se sarà ammessa a scuola durante i compiti scritti validi per le medie nelle pagelle o se invece non finirà sequestrata, come i telefonini, all’ingresso in aula.

Emendamenti decreto del “Fare”: lezioni private di Stato

da Tecnica della Scuola

Emendamenti decreto del “Fare”: lezioni private di Stato
di Lucio Ficara
La lega nord, con il suo portavoce Gianluca Buonanno , ha proposto un emendamento al decreto del fare nell’ambito delle misure di contrasto alle pratiche di elusione ed evasione fiscale e al fine di garantire una più ampia offerta formativa agli studenti. Chi vuole dare lezioni private deve farlo a scuola che fisserà le regole.
In questo emendamento è scritto che a partire dall’anno scolastico 2013/2014, i docenti che intendono svolgere anche attività didattica privata, al di fuori del normale orario scolastico ed a esclusione degli alunni delle proprie classi, devono avvalersi delle strutture della propria o di altra istituzione scolastica. L’emendamento continua con un altro comma dove è scritto che i competenti organi scolastici hanno il compito di fissare i criteri per l’accesso all’attività da parte dei docenti, fissandone i tempi e procedure, avendo cura di definire la prestazione, la relativa retribuzione oraria e la modalità di riscossione della stessa. Il docente è tenuto al rilascio di regolare fattura e la spesa è detraibile dalle imposte. Il terzo comma di questo emendamento specifica che il docente devolve alla struttura scolastica per l’utilizzo dei locali, dei servizi di segreteria e di quant’altro sia necessario per lo svolgimento della prestazione circa il 5% del proprio compenso. Ma come avviene il pagamento? A spiegarlo è il comma 4 dell’emendamento Buonanno, che spiega le modalità di pagamento. Questo avviene tramite mezzi che assicurino la tracciabilità della corresponsione dell’importo.  L’ultimo comma di questo emendamento diffida i docenti di svolgere l’attività libero professionale delle lezioni private, presso sedi diverse dalle istituzioni scolastiche, pena una sanzione pari ad una mensilità per ogni ora di lezione svolta e in caso di reiterazione dell’inadempienza per più di tre volte è prevista la decadenza dell’incarico e il licenziamento. Sanzioni pure per i dirigenti scolastici che non dovessero provvedere all’organizzazione di queste attività didattiche di insegnamento, per loro sarebbe prevista la decurtazione pari ad almeno il 20%, o nel caso grave di inadempienza, la destituzione dall’incarico.  Questo emendamento non mancherà di suscitare grosse critiche nel merito di quanto è stato proposto. Si tratta di una vera e propria azione di forza, contro una categoria mal pagata e vessata da anni dalla politica di qualsiasi colore. Notiamo anche, da alcune cose scritte dal proponente dell’emendamento, una certa ignoranza nell’ambito della legislazione scolastica. Infatti è importante ricordare che il leghista Buonanno ignora completamente la legge n. 297/1994, che al Titolo I dedicato al personale docente, educativo, direttivo ed ispettivo, Sezione I, specificatamente all’art.508 sulle incompatibilità, c’è scritto che non è consentito impartire lezioni private ad alunni del proprio Istituto.  Nell’emendamento di Buonanno si escludono gli alunni delle proprie classi e non quelli dell’intero istituto dove il docente insegna. In questo articolo al comma 2 è scritta la norma che impone al docente che decidesse di fare lezioni private di informare il dirigente scolastico, al quale deve altresì comunicare il nome degli alunni e la loro provenienza, il Ds, come è scritto nel comma 3, può vietare l’assunzione di lezioni private o interdirne la continuazione, sentito il consiglio di circolo o di istituto. Mi sembra che l’emendamento del leghista Buonanno, sia lacunoso e non tenga conto della normativa vigente. Un’altra domanda che ci poniamo è la seguente: “perché colpire i docenti in servizio e lasciare libertà assoluta ai docenti in quiescenza?”.  Un emendamento del genere avvantaggerebbe i docenti in pensione, che da quanto si evince, potrebbero avere il mercato delle lezioni private al nero tutto per loro e senza rischiare alcuna sanzione.

Riordino organi collegiali e riattivazione del Cnpi, nota sindacale congiunta

da Tecnica della Scuola

Riordino organi collegiali e riattivazione del Cnpi, nota sindacale congiunta
Su questi argomenti, con particolare riferimento all’importanza del ruolo del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams e Snals-Confsal hanno inviato al Ministro dell’istruzione, al capo di Gabinetto, al neo capo Dipartimento per l’istruzione e al direttore generale per gli ordinamenti scolastici una nota congiunta.
Ecco il testo della nota sindacale che ha per oggetto: “riordino degli organi collegiali della scuola e riattivazione del Cnpi”:
Le scriventi OO.SS. ritengono opportuno sottoporre all’attenzione della S.V. la necessità del riordino degli Organi Collegiali della scuola sia a livello di singola istituzione scolastica che a livello territoriale, regionale e nazionale. In attesa di ciò ritengono altresì necessario ripristinare da subito la funzionalità del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (CNPI).
A tal proposito ricordano che il CNPI è organismo mai soppresso e nei confronti del quale il precedente Governo, inspiegabilmente, non ha proceduto alla proroga del funzionamento, con gli attuali componenti in carica, fino alla definizione di un nuovo organo collegiale.
Non è, infatti, accettabile l’ipotesi prospettata, anche in recenti risposte a interpellanze parlamentari, che l’Amministrazione possa procedere , in presenza del tuttora vigente T.U. 297/94, in modo unilaterale, in relazione ad alcuni provvedimenti di particolare rilevanza tra i quali, tra gli altri, sono comprese la revisione delle classi di concorso, degli ordinamenti didattici, delle tabelle dei punteggi per la formulazione delle graduatorie per il conferimento delle nomine a tempo determinato, nonché l’attivazione di sperimentazioni ex art. 11 del Regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, emanato con D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275. Tutte materie e provvedimenti che rientrano certamente tra le competenze del CNPI e sui cui contenuti è necessario un confronto di merito per i riflessi che hanno sul piano didattico e ordinamentale.
Ritengono, quindi, necessario procedere rapidamente alla riattivazione del CNPI, mediante proroga dei componenti in carica al 31 dicembre 2012 fino all’insediamento del nuovo organo collegiale di livello nazionale che, si auspica, possa avvenire in tempi brevi.
L’accoglimento della presente richiesta garantirebbe, a livello nazionale, la rappresentanza istituzionale della scuola ed eviterebbe anche l’insorgere di contenziosi, in presenza di provvedimenti su cui è previsto il parere obbligatorio, anche se non vincolante, del CNPI che, come organismo – vale il caso di sottolineare – è tuttora esistente e che, per scelta dei precedenti Governi, non è stato rinnovato tramite elezioni né sostituito con altro organo collegiale nazionale che ne assumesse le funzioni per tutte le materie attribuite al predetto organo dalla vigente legislazione.
In tale quadro credono che il Governo e il Parlamento debbano avviare un grande confronto con le scuole, le Organizzazioni sindacali, le Associazioni professionali e tutti i soggetti interessati affinché si giunga quanto prima al riordino complessivo degli Organi Collegiali scolastici che risalgono ormai al 1974 e che sono inadeguati alle esigenze della scuola dell’Autonomia.

Precari, la decisione della Consulta soddisfa Anief, Gilda e Sel

da tuttoscuola.com

Precari, la decisione della Consulta soddisfa Anief, Gilda e Sel

Arrivano i primi commenti al rinvio da  parte della Corte Costituzionale alla Corte di Giustizia europea circa  la questione sulla compatibilità della normativa italiana con la  direttiva comunitaria in tema di reiterazione dei contratti a termine e  assenza di risarcimento del danno per docenti, amministrativi, tecnici  ed ausiliari.

Tra questi, quello dell’Anief, la quale  asserisce che la posizione della Consulta ribalta quella assunta  esattamente un anno fa della Cassazione, che aveva gettato sui precari  una doccia fredda sostenendo che la norma nazionale era chiara e che  fosse quindi inutile rivolgersi alla Corte di Lussemburgo su possibili  conflitti con la norma comunitaria. “La decisione dei giudici delle  leggi è stata saggia – afferma Marcello Pacifico, presidente Anief e  segretario organizzativo Confedir – considerato che un’altra ordinanza  di remissione, promossa dal giudice del lavoro di Napoli nel gennaio  scorso, è pendente alla Corte di giustizia europea”.

Plaude alla decisione della suprema corte  anche la Gilda degli Insegnanti: “Con questa importante ordinanza –  commenta il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio – la Corte  Costituzionale ha confermato la necessità di un intervento della  giustizia europea per dirimere le continue contraddizioni in cui sono  cadute finora le decisioni assunte dalla Corte di Cassazione in questo  ambito”.

Soddisfazione più cauta, sul fronte  politico, da parte della senatrice Alessia Petraglia, capogruppo dei  senatori di Sinistra, Ecologia e Libertà in commissione Istruzione, che  commenta: “Bene ha fatto la Corte Costituzionale a rimettere alla Corte  di Giustizia Europea la vertenza sulla stabilizzazione dei precari della  scuola ma la nostra preoccupazione resta, perché il ministro ha  riconfermato che i dati del turnover rimangono limitati a sole 59.000  unità nei prossimi quattro anni e in particolare per il 2013/2014 non  sono ipotizzabili più di 15.000 assunzioni tra docenti ed ATA, a causa  degli effetti della riforma Fornero sui requisiti pensionistici“.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 169

Gazzetta Ufficiale

Serie Generale
n. 169 del 20-7-2013

Sommario

DECRETI PRESIDENZIALI

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 luglio 2013


Scioglimento del consiglio comunale di Pieve Torina. (13A06190)

 

 

Pag. 1

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 luglio 2013


Scioglimento del consiglio comunale di Lagosanto. (13A06191)

 

 

Pag. 1

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 luglio 2013


Scioglimento del consiglio comunale di Alzano Lombardo. (13A06192)

 

 

Pag. 2

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 luglio 2013


Scioglimento del consiglio comunale di Trezzano sul Naviglio e nomina
del commissario straordinario. (13A06193)

 

 

Pag. 2

 

 

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

MINISTERO DELLA SALUTE

 


DECRETO 24 aprile 2013


Disciplina della certificazione dell’attivita’ sportiva non
agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di
defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi
salvavita. (13A06313)

 

 

Pag. 3

 

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 


DECRETO 27 giugno 2013


Autorizzazione per l’esercizio delle attivita’ di certificazione CE e
di verifica ai sensi degli articoli 13 e 14 del D.P.R. n. 162/99,
rilasciata all’organismo SIC – Societa’ Italiana Certificazioni
S.r.l., in Pellezzano, in materia di ascensori. (13A06189)

 

 

Pag. 12

 

 

 


DECRETO 5 luglio 2013


Autorizzazione al rilascio di certificazione CE alla societa’ ANCCP
Certification Agency Srl, in Livorno, ad operare in qualita’ di
Organismo notificato per la certificazione CE, ai sensi del decreto
legislativo 4 dicembre 1992, n. 475 di attuazione della direttiva
89/686/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989, relativa ai
dispositivi di protezione individuale. (13A06194)

 

 

Pag. 14

 

 

ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

CAMERA DI COMMERCIO DI COSENZA

 


COMUNICATO


Nomina del conservatore del Registro delle imprese (13A06303)

 

 

Pag. 16

 

 

MINISTERO DELL’INTERNO

 


COMUNICATO


Integrazioni alla descrizione delle voci contabili dei modelli
allegati al decreto 14 maggio 2013, recante: “Certificazioni di
bilancio di previsione 2013 delle amministrazioni provinciali, dei
comuni, delle comunita’ montane e delle unioni dei comuni.”.
(13A06283)

 

 

Pag. 16

 

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 


COMUNICATO


Autorizzazione al rilascio di certificazione CE sulle macchine
secondo la direttiva 2006/42/CE e la direttiva 2000/14/CE
all’organismo ANCCP Certification Agency S.r.l., in Livorno.
(13A06186)

 

 

Pag. 16

 

 

 


COMUNICATO


Autorizzazione al rilascio di certificazione CE sulle macchine
secondo la direttiva 2006/42/CE e la direttiva 2000/14/CE
all’organismo ITALCERT S.r.l., in Milano. (13A06187)

 

 

Pag. 17

 

 

 


COMUNICATO


Autorizzazione al rilascio di certificazione CE sulle macchine
secondo la direttiva 2006/42/CE e la direttiva 2000/14/CE
all’organismo ICE Istituto di Certificazione Europea S.p.A., in
Anzola Emilia. (13A06188)

 

 

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