Invalsi vs Miur?

Invalsi vs Miur?

 di Maurizio Tiriticco

L’ho pensato, l’ho detto e l’ho scritto più volte. Con l’avvio dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e formative (legge 58/97, dpr 275/99, novellato Titolo V), il Miur avrebbe dovuto darsi funzioni e compiti ben diversi da quelli di sempre. Si pensi alla tradizione ottocentesca, a quella gentiliana (1923) e a quella pervasivamente fascista, quando il Ministero della Pubblica Istruzione era stato rinominato, addirittura, dell’Educazione Nazionale (1929): il regime non lasciava nulla di “scoperto” e ogni alunno doveva sentirsi e dirsi fascista! “Libro e moschetto, fascista perfetto”. Insomma, una tradizione dirigistica annosa e comunque per certi versi e in ceri periodi – si pensi al trentennio 60/80 del secolo scorso – di tutto rispetto!

Quindi, con l’avvio dell’autonomia, il Mpi, o Murst, o Miur, non avrebbe più dovuto varare “programmi ministeriali” e amministrare tutto dalle Alpi al Lilibeo, ma individuare finalità e obiettivi, indicare linee di azione che avrebbero comportato la responsabilità operativa di altri soggetti, non più in quanto “subordinati”, ma autonomamente operativi in un rinnovato scenario: quello di un’amministrazione pubblica ben diversa da quella di sempre, a strutture verticali, ma assolutamente nuova, costruita su livelli di orizzontalità con compiti ben definiti per ciascuna istanza. Tutto ciò all’insegna di un atteso passaggio da uno “Stato verticale” a uno “Stato orizzontale”.

Di fatto, il Ministero avrebbe dovuto indicare e adottare, nell’ottica e con il concorso dei diversi livelli parlamentari, le finalità e gli obiettivi del “Sistema educativo di istruzione e di formazione” (legge 53/03, art. 2, in linea con le indicazioni del Titolo V), quindi dell’istruzione pubblica (statale e paritaria) e dell’istruzione e formazione professionale (regionale). Non è un caso che con il successivo riordino (dlgs 300/99 e ulteriori modifiche) il Miur è stato ristrutturato in tre dipartimenti: a) per l’istruzione; b) per la programmazione e la gestione delle risorse umane finanziarie e strumentali; c) per l’università, l’Alta Formazione Artistica e Musicale e la ricerca. Quindi, nessun rapporto diretto tra ministero e le scuole… pardon, le istituzioni scolastiche autonome di Vigevano o Canicattì!

Di fatto, però, che cosa è successo? Al cambiamento di orizzonte e di linea non è mai corrisposto un cambiamento di fatto. In effetti, la burocrazia ha avuto partita vinta sull’innovazione! Pertanto, se l’autonomia oggi è quella che è (o che non è) a livello delle istituzioni scolastiche, altrettanto dicasi per il livello dirigenziale centrale. Pertanto non abbiamo più un Ministero della Pubblica Istruzione di un tempo, ma non abbiamo neanche un ministero capace di innescare e sostenere l’autonomia.

Ebbene, a questa debolezza del potere centrale e delle istituzioni scolastiche, purtroppo, corrisponde l’arroganza di un Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione che, anche in forza dell’articolo 3 della legge 53/03, intende fare e fa il bello e il cattivo tempo! L’istituto, di norma, è un “ente di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico… sottoposto alla vigilanza del Miur”. Ma, se il vigile non vigila, perché non ne ha la forza o, peggio, “non esiste”, è chiaro che il vigilato può fare e fa il bello e il cattivo tempo!

La questione, in effetti, non è semplice! Non si tratta di cancellare l’Invalsi! Io sono per l’Invalsi e per quella valutazione di sistema di cui abbiamo un disperato bisogno, ma…, in primo luogo occorre restituire al Miur l’autorevolezza che è andato via via perdendo, e concedere veramente alle scuole la possibilità di essere veramente autonome! E’ una questione in primo luogo di volontà politica e di risorse, finanziarie soprattutto, ma occorre anche restaurare poteri e responsabilità che da oltre un decennio sono stati stravolti. Ed è una questione preliminare, prima che l’Invalsi divenga un nuovo Ministero PI, quello dei tempi andati. Nel vuoto dell’autonomia, il dirigismo la fa da padrone!,

In conclusione, non può essere l’Invalsi a dettare alle scuole le finalità e gli obiettivi che devono perseguire e raggiungere! Le prove Invalsi non possono essere quei nuovi “Programmi ministeriali” che con tanta fatica abbiamo cancellato per sempre! Altrimenti le Indicazioni nazionali e le Linee guida rischiano di diventare solo pagine inutili! E ciò che fa testo per le scuole, di fatto, sono le prove Invalsi! Insomma, occorre tornare ai compiti che a ciascuno competono: unicuique suum!

Si tratta di uno squilibrio che rischia di indebolire e non di rafforzare il nostro sistema di istruzione! E occorre intervenire! Se non ora, quando? E il Ministro che pensa, che dice, che fa? Le ho augurato, al momento della sua nomina, di salire veramente in Carrozza! Mah!

22/07/2013 – PON FESR “Ambienti per l’Apprendimento” Verifica dei mandati quietanzati

Oggetto: PON FSE “Competenze per lo Sviluppo” e PON FESR “Ambienti per l’Apprendimento” Verifica dei mandati quietanzati – Applicazione della dematerializzazione per le ricevute dei modelli CERT e REND. Integrazione alla nota Prot. AOODGAI n. 7756 del 12/07/2013

Nota 7848 del 17 luglio 2013

Si tocca e si sente: per i bambini con difficoltà di linguaggio, ecco reciprocaMENTE

da Romagnamamma

22 luglio 2013

Si tocca e si sente: per i bambini con difficoltà di linguaggio, ecco reciprocaMENTE

Non fatevi spaventare dal termine: dietro la Comunicazione Aumentativa e Alternativa c’è un mondo da toccare, esplorare, guardare. Anche se i libri in questione vengono definiti “modificati”, le modifiche sono tutte a vantaggio di chi di quei libri ha bisogno e anche di chi ne potrebbe fare a meno. Il progettoreciprocaMENTE della cooperativa sociale Il Cerchio di Ravenna è una delle poche esperienze in Italia di centri specializzati in libri che usano simboli, immagini e disegni a supporto della lettura di bambini con problemi
comunicativi. Ce ne parlaMila Alpi, responsabile dell’area disabili al Cerchio nonché promotrice del progetto.

Com’è nata l’idea di una biblioteca così specializzata?
“Venivamo da un percorso di formazione insieme ad un pedagogista ferrarese che fa parte dell’associazione Il Volo, che a Massa Fiscaglia ha promosso la prima sezione bibliotecaria in Emilia Romagna dedicata ai bambini che soffrono di disabilità temporanee o permanenti con compromissione del linguaggio. Allo stesso tempo ci piaceva l’idea di raccogliere i materiali che i nostri educatori in vent’anni di esperienza hanno prodotto e utilizzato, affinché non andassero dispersi”.
Quali sono i principali vantaggi dei libri modificati?
“Innanzitutto per i bambini non verbali viene agevolata la comunicazione. Un esempio pratico? Un bambino autistico che non parla ha bisogno di vedere scandita la propria giornata: lo si può fare con tabelle, agende visive, tavole tattiche che contengono simboli non solo legati alle azioni concrete ma anche all’affettività, all’emotività, alle richieste. Servono quindi anche a promuovere l’autonomia. Chi ha disturbi dell’attenzione, del linguaggio, o ritardi mentali legate alle più svariate patologie, nei libri modificati trova un supporto validissimo”.

Che ha un rivolto anche sui bambini cosiddetti “normodotati”?

“Sì, soprattutto nell’età del nido, quando manca ancora lo sviluppo del linguaggio. Che abbiano difficoltà o meno, i bambini seguono il libro modificato alla stessa maniera. Senza contare l’importanza di condividere la stessa esperienza di lettura, di accedere alla stessa storia, abbattendo i muri”.
Riaprirete reciprocaMENTE a metà settembre: ci saranno delle novità?
“Stiamo già coinvolgendo il Comune di Ravenna affinché educatori e insegnanti delle strutture comunali vengano sensibilizzati all’importanza dell’utilizzo dei libri modificati. Vorremmo anche ampliare il numero delle biblioteche del territorio che prendono in prestito i nostri libri. Per ora se ne trova qualche esempio alla Classense e a Casa Vignuzzi. Il nostro è un patrimonio destinato ad aumentare e che è a disposizione della comunità”.

Il centro documentazione e formazione reciprocaMENTE si trova in via Cassino 79 a Ravenna

Il Ministro Carrozza, la didattica digitale e l’intramontabile fascino di lavagna e gessetto

da L’espresso

Il Ministro Carrozza, la didattica digitale e l’intramontabile fascino di lavagna e gessetto

«L’accelerazione sui libri digitali non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di apparecchiature tecnologiche».

Anna Maria Carrozza

Con queste parole Anna Maria Carrozza, Ministro dell’Istruzione del Governo Letta ha in pratica messo una sorta di pietra tombale sull’obbligo, istituito dal suo predecessore Profumo, per le scuole di dotarsi dal prossimo anno di testi in ebook, e, da quanto si capisce, frenato molto la possibilità che nei prossimi anni partano a tappeto le cosiddette classi 2.0, cioè quelle classi in cui gli alunni avranno ciascuno il proprio tablet connesso in rete.

La dichiarazione del Ministro è sicuramente un modo per rassicurare gli editori scolastici, sul piede di guerra perché con i nuovi limiti imposti da Profumo (tutti i libri dovevano essere anche digitali, e i costi tagliati del 20% sulle edizioni scolastiche) e che sarebbero entrati in vigore con il nuovo anno scolastico, essi rischiavano un disastro economico: magazzini di copie cartacee invendute e valanga di nuovi testi adottati in tutte le scuole, con precoce pensionamento dei vecchi. Forse è soprattutto un prendere atto senza dirlo della situazione della scuola italiana, in cui, salvo rare isole felici, la rivoluzione tecnologica non può nemmeno iniziare, perché la dotazione tecnologica più avanzata sono pc dei tempi di Annibale, e, complici i tagli degli anni passati, non ci sono nemmeno i fondi per dotarsi di una rete wifi.

Sulla rete, già oggi, sono cominciati ad apparire post indignati assieme a simpatici sfottò che ridicolizzano la dichiarazione del Ministro. E immagino che da questo blog ve ne aspettereste un altro. Invece mi sa che vi deluderò. Perché, anche se formulata così è una dichiarazione goffa e che fa venire un po’ i brividi, non posso però fare a meno di constatare, da insegnante che ha una forte, fortissima simpatia ogni possibile cazzabubbolo digitale, che forse il Ministro tutti i torti non ha, e anzi solleva un problema che dovremmo tutti porci. Cioè, in breve: ma siamo sicuri che la scuola digitale insegni meglio e sia più efficiente di quella con lavagna e gessetto?

In alcune mie classi da anni ho le LIM, le lavagne multimediali. Ho messo a punto sistemi per cui, tramite la posta elettronica, i miei alunni interagiscono con me, ci scambiamo gli appunti delle lezioni; abbiamo costruito blog e giornalini di classe on line, facciamo lezione dando link a voci della Treccani e di Wikipedia, usando filmati di Youtube e altre risorse in rete. E’ tutto molto bello, e per un docente molto stimolante. Il mio problema però sono le ricadute. Che, nella mia esperienza forse troppo limitata per trarne dei dati statisticamente rilevanti a livello scientifico ma abbastanza approfondita per trarne qualche considerazione personale, è, devo essere sincera, molto scarsa. Cioè, per essere chiari: alla fine di tutto, la mia esperienza come insegnante mi dice che i ragazzi bravi e interessati raggiungono lo stesso livello sia che in classe usino il tablet sia che abbiano un quaderno ed una lavagnetta di ardesia, pure scrostata. E che le classi dove ci sono e vengono usati i supporti digitali non hanno mediamente performance o risultati migliori di quelle dove si usano i vecchi metodi. Che anzi gli alunni che hanno a disposizione gli strumenti digitali hanno spesso una capacità di memorizzazione dei dati minore, perché lo so che è brutto dirlo e sembra poco moderno, ma essere costretti a ricopiare a mano, sul vecchio quaderno di carta uno schema dalla lavagna o sottolineare con la matita un passo su un libro old stile funziona meglio, per il nostro cervello, anche per quello dei piccoli nativi digitali. Che usare in classe tanta tecnologia aiuta i ragazzi ad essere molto più veloci e forse rende le lezioni più divertenti, o almeno meno barbose: ma non sempre le rende più efficaci. Perché i natici digitali sono già velocissimi di loro, e sono capaci anche di trovare centinaia di informazioni in pochi secondi: ma il problema è che la scuola deve servire loro per imparare a gerarchizzare e scegliere, ed incasellare quelle informazioni in schemi mentali efficaci, e quindi il traguardo con i ragazzi di oggi, paradossalmente, non è stimolarli ad essere veloci, ma rallentare i loro processi, insegnare loro a diventare sistematici ed organizzati. Cosa che viene molto più facile con gli strumenti vecchi e non digitali: il riassunto, lo schema fatto sul quaderno, la tabella che permette di mettere in ordine, con pazienza e su un vecchio foglio di carta, le informazioni raccolte e farne una sinossi.

Per cui, anche se la forma con cui il concetto è stato enunciato mi fa un po’ orrore (la salute minacciata dagli strumenti tecnologici fa venire in mente quelli che credevano che lasciando il cellulare accesso ci si potessero cuocere sopra le uova), sulla sostanza io credo che invece bisognerebbe ragionare molto, e a mente fredda. Perché purtroppo anche l’ex Ministro Profumo aveva un po’ lasciato passare questa idea naif, che bastasse riempire le classi di pc, tablet e computer per crescere automaticamente una generazione di piccoli geni, veloci ed intuitivi. E invece non è così semplice, perché gli esseri umani sono complessi e i pc, i tablet e gli smartphone sono solo oggetti, e da soli non fanno miracoli: per impostare una nuova didattica digitale, portata avanti da docenti che sappiano usare perfettamente le nuove risorse, ci vogliono anni di studio e di sperimentazione. E come tutte le sperimentazioni c’è anche il rischio che alla fine ci accorgiamo che la vecchia didattica, quella con lavagna e gessetto funzionava meglio e rendeva di più. Ci abbiamo pensato?

Ricci (Invalsi): le prove 2013 “salvano” la scuola media

da www.ilsussidiario.net

SCUOLA/ Ricci (Invalsi): le prove 2013 “salvano” la scuola media

INT.Roberto Ricci

lunedì 22 luglio 2013

“Gli studenti italiani presentano ancora difficoltà nell’affrontare testi argomentativi ed espositivi, mentre in matematica gli aspetti interpretativi che richiedono ai ragazzi risposte più approfondite risultano ancora difficili da affrontare con sicurezza”. A dirlo è Roberto Ricci, responsabile del Servizio nazionale di valutazione (Snv) dell’Invalsi, sulla base dei dati che emergono dall’ultimo Rapporto 2013, contenente i risultati delle prove standard fatte dagli studenti nella primavera scorsa, dalla quinta elementare fino alla seconda superiore.

Che cosa si può dire dei risultati delle prove di quest’anno rispetto ai posizionamenti relativi di regioni e province degli anni precedenti?

I risultati regionali delle prove Invalsi 2013 mettono in evidenza alcune tendenze già in parte emerse anche negli anni passati. In particolare, si riscontrano ottimi livelli di risultato in tutte le classi oggetto d’interesse delle scuole della Provincia Autonoma di Trento che, in quasi tutte le prove, consegue gli esiti migliori. Risultati molto buoni si riscontrano anche in Lombardia, in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia.

Ci sono delle sorprese?

Una menzione particolare merita la regione Marche, che negli ultimi ha ottenuto ottimi risultati in tutte le rilevazioni, raggiungendo quasi sempre esiti significativamente al di sopra della media nazionale. Si riscontra poi un certo miglioramento della Provincia Autonoma di Bolzano (lingua italiana) che ha di fatto colmato lo svantaggio rispetto alla media nazionale, posizionandosi spesso al di sopra di quest’ultima.

Veniamo al Sud.

Sembra consolidarsi il buon posizionamento in diversi livelli scolastici di alcune regioni del Mezzogiorno, in particolare della Puglia, dell’Abruzzo e della Basilicata. Queste regioni negli ultimi hanno ottenuto un costante e progressivo miglioramento, colmando in quasi tutti i livelli scolastici la distanza dalla media nazionale.

Però nel Sud ci sono anche regioni che destano preoccupazione. È così?

Purtroppo le difficoltà di alcune regioni del meridione trovano conferma anche nei risultati del 2013. Ma ciò che desta maggiore preoccupazione è che il divario negativo per queste regioni tende ad aumentare considerevolmente, passando dai primi livelli scolastici a quelli successivi. Nella scuola secondaria di secondo grado tali divari divengono molto evidenti, anche tra le tipologie di scuola. Infatti, anche i licei, che tipicamente conseguono risultati più elevati, nel Sud ottengono risultati più bassi degli istituti tecnici del Nord.

C’è un segmento nel percorso scolastico che appare problematico? Quale?

I risultati delle prove Invalsi, non solo quelle di quest’anno, consentono di affermare che i problemi del sistema scolastico non si concentrano in un particolare segmento, come sovente si sostiene, ma laddove essi si presentano tendono a crescere passando da un livello a quello successivo.

Quindi non è sempre vero che la scuola media sia l’anello debole…

I dati non paiono affatto dire questo. È forse più appropriato affermare che in questa fascia scolastica le difficoltà cominciano ad assumere una consistenza maggiore, per poi aumentare in quelle successive. Del resto, questo fenomeno è facilmente comprensibile, poiché il passaggio dal ciclo primario a quello secondario coincide anche al momento evolutivo dell’allievo in cui gli eventuali problemi tendono a divenire più evidenti. Quello che, invece, è spesso trascurato è che le difficoltà diventano sempre più serie e preoccupanti tanto più gli studenti avanzano nel loro percorso di formazione.

Ci sono novità per quanto riguarda le prove alla fine dell’ultimo anno delle superiori?

Come già in parte annunciato nei mesi scorsi, l’Invalsi ha già iniziato la fase operativa (pre-test) di alcuni primi modelli di prova per l’ultimo anno del secondo ciclo d’istruzione. Anche tutto il prossimo anno scolastico sarà dedicato ad ampie sperimentazioni per mettere a punto un modello di prova adeguato a svolgere il duplice ruolo di prova standardizzata alla fine del secondo ciclo d’istruzione e di prova con valore orientativo per la prosecuzione degli studi.

Attualmente su cosa state lavorando?

All’ampliamento del numero delle domande per le prove future. Questo consentirà, nei tempi e nei modi dettati dagli esiti delle sperimentazioni in corso, di far fare la prova di fine secondo ciclo mediante computer.

Per quanto riguarda la restituzione dei dati, avete annunciato una notevole accelerazione nei tempi, previsti per fine settembre. Quali sono gli obiettivi che vi proponete?

L’anticipazione della restituzione dei dati alle scuole è molto importante. Non è solo un fatto tecnico, ma un aspetto legato strettamente alla finalità della rilevazione, ossia di mettere a disposizione delle scuole e del sistema dati oggettivi e standardizzati per promuovere il miglioramento del sistema educativo nazionale. In questo modo le scuole avranno già da settembre dei dati sui quali effettuare le loro valutazioni, anche nella prospettiva della programmazione didattica che, tipicamente, viene definita entro la fine del mese di novembre. In questo modo si rafforza concretamente il concetto che le prove Invalsi vanno intese come una misurazione per la scuola e non sulla scuola.

L’opposizione alle iniziative dell’Invalsi, che trova ampio spazio sui giornali, continua?

In alcuni casi le prove Invalsi sono ancora oggetto di accesa e ampia discussione. Il fatto di per sé è positivo poiché è molto importante che ci sia un ampio dibattito su un tema così caldo, anzi, l’Invalsi stesso si è fatto promotore, e intende farlo anche in futuro, del confronto sulle caratteristiche delle prove. Spesso però le polemiche assumono toni e forme che lasciano pensare a una scarsa informazione, indipendentemente da quale ne sia la causa.

È possibile avere informazioni sulla localizzazione geografica?

Si concentrano in alcune aree del Paese, in particolare, anche se non esclusivamente, a Roma o in Toscana.

Si stanno muovendo enti e organizzazioni per togliere la valutazione della prova Invalsi di terza media dal voto-giudizio finale. Che cosa pensate in proposito?

Sicuramente la valutazione standardizzata all’interno dell’esame di Stato a conclusione del primo ciclo assume delle caratteristiche particolari e deve portare a riflettere su tutto l’esame, ossia sul suo impianto generale e non solo sulla cosiddetta Prova nazionale. Ritengo, tuttavia, che toglierla dalla valutazione conclusiva sarebbe un grave errore, poiché cancellerebbe dall’esame l’unico elemento di standardizzazione, rendendo, di fatto, scarsamente informativo l’esito dell’esame stesso.

Si spieghi.

Se si affronta concretamente il problema della valutazione della prova nazionale ci si può facilmente rendere conto che il peso effettivo da essa esercitato sul voto finale di licenza è molto modesto; d’altra parte la prova nazionale consente di introdurre un elemento di oggettività prima sconosciuto che, invece, è concettualmente inscindibile dall’idea stessa di un esame di Stato.

In altri termini?

Non mi pare coerente volere mantenere un esame di Stato eliminandone però l’unico elemento di valutazione oggettiva che ne dovrebbe rappresentare l’elemento distintivo, anche se non esclusivo.

Concorso DS in Lombardia: c’è del metodo nella follia?

da TuttoscuolaNews

Concorso DS in Lombardia: c’è del metodo nella follia?

Non cessano i commenti e le riflessioni sulla notizia, data in anteprima da DiSAL e poi ripresa con evidenza anche dai media nazionali, della bocciatura da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato dal Miur contro l’annullamento del concorso a Dirigente scolastico svoltosi in Lombardia.

Sentenza definita con vari appellativi: incredibile, sconcertante, addirittura “una follia”, come ha detto il segretario della Flc Cgil Lombardia. Ma da eseguire al più presto, come subito chiesto dai sindacati, dalle associazioni e dallo stesso assessore all’istruzione, Valentina Aprea. Per non perdere altro tempo, si è detto.

Eppure molti dubbi e critiche si sono concentrati sulla sentenza: per il fatto che l’irregolarità (la lettura dei nomi attraverso buste trasparenti) sia stata solo ipotizzata e non dimostrata; per il fatto che in altre regioni si sono usate le stesse buste senza che alcuno avanzasse obiezioni; per il disaccordo tra periti sulla trasparenza delle buste; per l’enorme ritardo del contenzioso e della sentenza.

Perché allora quasi tutti si affrettano a chiedere che il concorso venga di fatto ripetuto ricorreggendo tutte le prove di tutti i candidati? Viene il sospetto che in realtà dietro la follia della sentenza del Consiglio di Stato ci sia del metodo, un disegno razionale, e forse anche un po’ cinico: quello di riaffermare, costi quel che costi, il primato della norma astratta e il potere dei suoi custodi.

Ma perché gli altri stakeholders dovrebbero stare al gioco?

Non sarebbe il caso per il futuro di cominciare a progettare, e sperimentare, un modello di concorso diverso, affidato alle scuole stesse (o alle loro reti), come si fa per esempio nel Regno Unito? Un rifiuto a priori farebbe pensare che dietro le follie concorsuali e giurisdizionali del nostro tempo ci sia una ramificata alleanza conservatrice, cui partecipano molti soggetti cointeressati di fatto (non a parole) a che nulla cambi.

Scuola e politica. Il veloce apprendistato dell’ing. Carrozza

da TuttoscuolaNews

Scuola e politica. Il veloce apprendistato dell’ing. Carrozza

Si può dire che con il lungo videoforum TV di Repubblica, che l’ha vista impegnata su quasi tutte le problematiche del suo Ministero, andato in onda giovedì 18 luglio, l’ingegnere nonché ex rettore della Scuola superiore Sant’Anna Maria Chiara Carrozza abbia completato abbastanza rapidamente il rodaggio politico-ministeriale cui ha dovuto sottoporsi, da neoparlamentare con scarsa e recente esperienza politica, praticamente subito dopo il suo ingresso in Parlamento e nei Palazzi romani, compreso quello assegnatole di viale Trastevere.

All’inizio del suo mandato l’ingegnere-rettore prestato alla politica ha dato qualche segno di insofferenza, forse perché abituata nella sua attività precedente ad affrontare i problemi con piglio decisionista, minacciando addirittura di dimettersi dall’incarico per l’inadeguatezza delle risorse finanziarie assegnate al Miur. Poi ha progressivamente ricalibrato i toni man mano che cresceva in lei la consapevolezza di far parte di una squadra di ministri che avevano più o meno lo stesso problema: come migliorare la qualità dei servizi a risorse invariate o addirittura decrescenti.

Ora il ministro si è fatta più cauta: nega di voler legare il suo nome a riforme (come anche lo negarono gli ultimi tre ministri, che peraltro non sono certo rimasti fermi), fa aperture e prende impegni su vari fronti – in primo luogo quello dell’edilizia-sicurezza scolastica, ma anche su quello della condizione del personale, dei concorsi, dei precari, dei pensionandi ‘quota 96’ – riservandosi però di trovare “le necessarie coperture finanziarie”.

Ora anche Carrozza, concluso il suo breve training da ministro di un governo che è in questa fase politica senza alternative, ne condivide il destino di dover far tornare i conti in un periodo di conti dissestati. Ma l’unico modo, quando la coperta è corta, è quello di scegliere cosa fare e a cosa rinunciare, stabilendo delle priorità credibili.

Precari. Se la Corte di Giustizia dicesse sì

da TuttoscuolaNews

Precari. Se la Corte di Giustizia dicesse sì

Da anni il precariato della scuola è diventato, da problema contrattuale e sindacale, questione politica che ha coinvolto trasversalmente i parlamentari nelle ultime legislature, tanto da arrivare ad una soluzione legislativa abbastanza organica (legge finanziaria 2007) che, per la prima volta, avrebbe dovuto portare in breve tempo alla stabilizzazione, pressoché totale, di decine di migliaia di docenti.

Tuttoscuola aveva subito confutato le tesi trionfalistiche di una soluzione completa e veloce, prospettando, dati alla mano, tempi lunghissimi (anche fino a 30 anni) per lo svuotamento di tutte le graduatorie ad esaurimento. A distanza di quasi cinque anni, complice anche la drastica riduzione di organico, il problema della stabilizzazione c’è ancora tutto e le graduatorie ad esaurimento si sono ridotte di poco, sancendo, di fatto, il parziale insuccesso di quella legge.

La soluzione per via legislativa è ritornata al punto di partenza.

Nel frattempo altri soggetti (Anief, Gilda) hanno tentato la via giudiziaria, invocando l’applicazione di una disposizione europea che, a certe condizioni, riconosce al docente precario il diritto ad un trattamento giuridico ed economico pari a quello di un docente di ruolo.

Alcuni giudici hanno accolto tale tesi, ma la Cassazione, a seguito dell’impugnativa del ministero, ha rifiutato l’estensione applicativa in Italia della norma dell’Unione.

Gilda ha impugnato la sentenza davanti alla Consulta che ha rimesso il contenzioso alla Corte di Giustizia Europea. Si tratta di una svolta forse decisiva che premia la via giudiziaria, rispetto a quella contrattuale o legislativa.

Se accolta, la stabilizzazione dei precari (200 mila per l’Anief, circa 100 mila per il Miur) avrebbe un effetto dirompente sul sistema d’istruzione e sul bilancio dello Stato; potrebbe anche modificare

le relazioni sindacali spostando il peso dall’azione contrattuale a quella legale-giudiziaria. Da seguire con molta attenzione.

Scuola: il digitale [non] può attendere

da L’Espresso 

Scuola: il digitale [non] può attendere

di Guido Scorza

Settembre 2014 è troppo presto per lo sbarco dei libri digitali nelle scuole italiane.

È questo il pensiero del Ministro dell’Istruzione Anna Maria Carrozza che, nei giorni scorsi, ha incontrato i rappresentanti dell’editoria scolastica e anticipato loro l’intenzione di bloccare l’efficacia del provvedimento con il quale il suo predecessore, Francesco Profumo aveva dettato tempi e modi per la progressiva introduzione degli e-book nelle scuole italiane.

Hanno vinto, dunque, gli editori che nelle scorse settimane avevano trascinato il Ministero davanti ai Giudici amministrativi contestando la legittimità del provvedimento che avrebbe previsto – a loro dire – una troppo rapida digitalizzazione dell’editoria scolastica.

Ed hanno vinto ancora prima che la partita cominciasse perché il Ministro dell’Istruzione ha  detto di voler evitare ogni contenzioso.

«L’accelerazione sui libri digitali – hanno spiegato gli editori – non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di apparecchiature tecnologiche».

Ma naturalmente queste sono solo considerazioni di facciata se non balle.

Le uniche vere preoccupazioni degli editori riguardano il loro portafoglio.

Dover mandare al macero tonnellate di carta stampata pensando – in modo tanto miope da lasciare senza parole – che il futuro, in Italia, non sarebbe mai arrivato e doversi adattare a nuovi modelli di business.

Ma il punto non è questo perché la posizione degli editori è assolutamente legittima come legittima è la difesa dei loro bilanci.

Il punto è la decisione del Ministro Carrozza, sbagliata nel metodo prima ancora che nei contenuti.

È inaccettabile, tanto per cominciare, che ad ogni cambio di Governo si ceda all’irresistibile tentazione di disfare tutto quel che è stato fatto da chi c’era prima e che – come in questo caso – un provvedimento adottato un pugno di mesi fa da un Ministro, venga cancellato dal suo successore, all’esito di un procedimento di valutazione più breve di quello che aveva portato all’adozione del provvedimento stesso.

Specie quando certe decisioni riguardano il digitale e la politica dell’Innovazione.

Il Paese è in uno stato di conclamato deficit digitale, inchiodato da anni sul fondo di tutte le classifiche internazionali che misurano il livello di diffusione delle nuove tecnologie dell’informazione eppure continuiamo a permetterci il lusso – perché di questo si tratta – di giocare con il futuro, facendo un passo avanti e due indietro ad ogni cambio di guardia a Palazzo Chigi.

Un approccio inammissibile da parte di chi è chiamato a gestire, solo temporaneamente, nel superiore interesse generale, la cosa pubblica.

Ma c’è di più.

A quanto consta, infatti, il neo-Ministro dell’Istruzione – che pure è persona straordinariamente competente e di grande spessore scientifico – avrebbe assunto la sua pre-decisione riunendo attorno ad un tavolo solo gli editori scolastici.

Salvo smentite, non c’erano i rappresentanti dei genitori che pure in fatto di formazione dei loro figli forse avrebbero avuto qualcosa da dire, non c’erano le associazioni dei consumatori che certamente avrebbero potuto rappresentare i risparmi stratosferici che l’ebook nelle scuole avrebbe consentito in un momento di crisi economica come questa, non c’erano né gli insegnanti, né gli studenti, come se il loro pensiero non contasse e dovesse necessariamente appiattirsi su quello di Ministro ed editori.

Come dire che si per riscrivere il futuro della scuola, non serve sentire cosa ne pensa chi nella scuola deve viverci, lavorarci e crescerci.

Le questioni di merito, d’altra parte, non appaiono meno rilevanti di quelle di metodo.

«Fermiamo tutto, l’accelerazione impressa all’introduzione dei libri digitali è stata eccessiva – ha detto il Ministro agli editori – voglio prendere in mano la questione ed esaminarla a fondo. Deponete le armi».

Difficile chiamare eccessiva un’accelerazione sulla strada della digitalizzazione in Italia.

Siamo tanto in ritardo che qualsiasi accelerazione può solo produrre effetti positivi e qualsiasi effetto collaterale sarebbe ampiamente giustificato e giustificabile.

Ma sono le ragioni per le quali, secondo il Ministro, l’accelerazione sarebbe stata eccessiva a spiazzare completamente.

Stando a quanto riferito dagli editori, infatti, “Il ministro Carrozza avrebbe scelto di congelare i libri digitali anche perché ha compreso il ritardo infrastrutturale tecnologico della scuola italiana: banda larga, wifi, cose per ora residuali nelle nostre aule.

Ammesso che il ritardo sia davvero così grave, si tratterebbe comunque di un ritardo non legato a doppio filo all’introduzione degli ebook che si leggono anche se internet e, comunque, agevolmente superabile.

Sarebbe, probabilmente, stato auspicabile che il Ministro si preoccupasse di colmare il ritardo rilevato piuttosto che cavalcarlo come alibi per il repentino dietro-front sulla digitalizzazione del pianeta scuola.

Ma non basta.

Il punto è che la scuola è esattamente il canale dal quale occorre partire per alfabetizzare, finalmente, i cittadini all’uso delle nuove tecnologie.

Se si frena anche qui, se si torna indietro, se si rallenta il processo di digitalizzazione solo perché qualcuno rischia di rimetterci dei soldi, possiamo dire addio al futuro del Paese.

E’ dalla scuola che ci aspetta da tempo parte la rivoluzione digitale italiana e, ora, immaginare che parte attraverso i cari e vecchi libri di carta è davvero difficile.

Senza contare – ed uno degli ulteriori elementi per il quale la decisione del Ministro Carrozza è pericolosa e sbagliata – che nessuno potrà impedire agli studenti più fortuati di iniziare ad utilizzare tablet e libri digitali già domani mattina con la conseguenza che, in pochi mesi, avremo studenti di serie A, pronti a confrontarsi con le sfide del futuro e studenti di serie B, condannati a continuare a studiare come i loro padri e prima i loro nonni.

La scuola deve essere la sede per eccellenza, almeno, della democrazia culturale e formativa: pari possibilità di accesso al sapere per tutti.

Così, però, non sarà.

I più fortunati, ora, saranno online e pronti a confrontarsi con il futuro nello spazio di qualche mese mentre i meno fortunati dovranno attendere anni.

Al contrario di quello che pensa il Ministro Carrozza il digitale, nella scuole, non può attendere oltre e peccato se per portarcelo sarà necessario produrre effetti collaterali che si ripercuoteranno sulle tasche degli editori di carta.

Uno studente alfabetizzato in più vale ben qualche euro in meno nella tasca di un editore che, peraltro, se si ritrova in questa condizione lo deve, in buona misura, solo ed esclusivamente alla propria miopia ed alla pretesa di continuare a risparmiare sul futuro in danno dei suoi lettori.

“Peer education”: educazione fra pari

da Tecnica della Scuola

“Peer education”: educazione fra pari
di Pasquale Almirante
Educazione senza dislivelli culturali o di età fra chi insegna e chi impara. Trasmissione di sapere, non tra adulto e adolescente o tra docente e alunno, ma all’interno di un gruppo di pari condizione e livello.
L’intuizione di questa impostazione didattica è relativamente recente, e si è avviata in funzione del recupero della dispersione scolastica e della devianza, nel momento in cui i termini del dialogo sono sembrati più accessibili e comprensibili all’interno di un gruppo consolidato e riconosciuto, piuttosto che imposto dall’alto con linguaggi e comportamenti spesso distanti dai giovani e col rischio di essere percepiti con sospetto, diffidenza e disinteresse. Si tratterebbe quindi di “educare” gli educatori, di “formare” i formatori e poi inserirli nel gruppo che si vuole “educare”, o almeno che si vuole “stimolare” a un dialogo costruttivo, ma sempre fra “pari”
La novità consiste allora nel tentativo di coinvolgere gli studenti in un processo che miri soprattutto a motivarne l’apprendimento, avviando un nuovo tipo di comunicazione, basato sulle esperienze fatte da un gruppo di alunni i quali a loro volta porterebbero questa stessa esperienza all’interno del gruppo-classe, ma con parole e linguaggi loro, facilmente recepibili dunque dai compagni. La “peer education” funzionerebbe pure se calibrata sul fenomeno del fallimento scolastico, di fronte al quale molti adolescenti reagiscono con meno grinta, con meno voglia di superare la china, oppure si lasciano andare o cercano il successo in ambiti pericolosi, come la devianza minorile. Faremmo certamente una forzatura se ci riferissimo allo stato calamitoso (pistole invece di libri nello zaino) di molte scuole americane e ora anche italiane, ma che il rapporto adulto-adolescente sia in crisi appare sempre più evidente, come quell’altro docente-discente, mentre alla scuola vengono assegnati i compiti più vari: educazione alla legalità, alla salute, al sesso, all’ecologia, stradale e che hanno l’ambizione di essere in contrasto coi modelli che invece la società offre: scontri e baruffe tra le Istituzioni, inquinamento, disoccupazione, malaffare, corruzione, ecc. Ed ecco allora che la funzione docente viene assunta da un alunno che abbia seguito un precedente corso di formazione, per esempio, sulle strategie di comunicazione, sul controllo dei conflitti, sulla programmazione di attività di varia natura. Questa stessa esperienza, così come è stata vissuta, l’alunno-docente la riporta in classe e alla classe la narra e alla classe la fa rivivere, nella reale possibilità che la diffidenza o la noia o il disinteresse lascino il posto al dialogo, allo scambio di idee e alla curiosità verso l’apprendimento. Tuttavia ha sicuramente molte incognite l’educazione fra pari, sul tipo della “credibilità e autorevolezza” che l’alunno-docente possa avere fra i compagni, o sul tipo di comunicazione che si possa istaurare in classe, considerando che esistono già “linguaggi settoriali” fra gruppi o fra bande o fra quartieri. In ogni caso, anche in caso di fallimento, rimane un dato confortante, anche se poco consolatorio, quello cioè di avere “formato” almeno i formatori, quel gruppo di “docenti-alunni” la cui esperienza comunque rimarrebbe come patrimonio formativo importante.

Novità per le certificazioni sanitarie scolastiche

da Tecnica della Scuola

Novità per le certificazioni sanitarie scolastiche
Firmato il decreto ministeriale “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita”.
Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, di concerto con il Ministro per lo Sport, Piero Gnudi, ha firmato il decreto ministeriale “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita”, che è entrato in vigore il 26 aprile 2013. L’adozione del decreto era prevista dal’articolo 7 comma 11 del decreto Salute e sviluppo del 2012. Il testo raccoglie le indicazioni del gruppo di lavoro istituito dal Ministro Balduzzi nel febbraio scorso e del corrispondente gruppo di lavoro del Consiglio superiore di sanità. Il provvedimento modifica la disciplina sui Certificati per l’attività sportiva non agonistica, i quali erano differenziati a seconda se si fosse trattato di attività complementare per l’avviamento alla pratica sportiva o di qualsiasi altra attività: per i primi era sufficiente un certificato di buona salute, mentre per i secondi era necessario un certificato di idoneità alla pratica non agonistica sportiva. L’attuale tutela della pratica sportiva è unificata: gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dalle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche e i partecipanti ai campionati sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale devono sottoporsi a un controllo medico annuale effettuato da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport. La visita dovrà prevedere la misurazione della pressione arteriosa e unelettrocardiogramma a riposo. I partecipanti all’attività complementare sportiva ricadono nell’obbligo di certificazione, quando prendono parte ad una manifestazione interscolastica, potendosi considerare l’attività intrascolastica (per es. il torneo d’istituto) una mera estensione dell’insegnamento curricolare, il quale resta esente da certificazione. Il certificato è gratuito quando richiesto dalla scuola al medico di base: pertanto, è bene che gli Istituti approntino un modello da presentare al medico ASL. Le famiglie, inoltre, devono essere informate che rivolgendosi al pediatra di libera scelta o ad un medico dello sport può essere richiesto al genitore il pagamento di un onorario. E’ in ogni caso fatta salva l’integrazione con l’eventuale normativa regionale (stante la competenza di tipo concorrente in materia). Il decreto prevede anche che i Ministeri della Salute e dello Sport e il Coni promuoveranno annualmente una campagna di comunicazione sullo sport in sicurezza, alla quale potranno collaborare anche le società scientifiche di settore. Nel testo del decreto non è, però, previsto il coordinamento di questa azione educativa con quella delle scuole. La notizia ci è stata inviata dal prof Gennaro Palmisciano

L’inadeguatezza culturale dei sindacati scuola

L’inadeguatezza culturale dei sindacati scuola

di Enrico Maranzana

 

Il 17 luglio 2013 i sindacati della scuola [FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA – SNALS CONFSAL – GILDA UNAMS] hanno scritto al ministro Carrozza e ai vertici del MIUR in quanto “credono che Il Governo e il Parlamento debbano avviare un grande confronto con le scuole, le Organizzazioni sindacali, le Associazioni professionali e tutti i soggetti interessati affinché si giunga quanto prima al riordino complessivo degli Organi Collegiali scolastici che risalgono ormai al 1974 e che sono inadeguati alle esigenze della scuola dell’Autonomia”.

Una tesi che non possiede alcun  fondamento scientifico,  un’idea estranea al sistema di regole in cui la scuola è immersa,  una sollecitazione senza prospettiva,  una proposta elaborata senza aver ricercato e individuato le cause del fallimento dei decreti delegati.

Una richiesta che sembra formulata per cavalcare l’onda, per carpire il consenso, per ottenere un posto al tavolo delle decisioni.

L’art. 1 del DPR 275/99 definisce la natura e gli scopi dell’autonomia scolastica “sostanziandola nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione”.

Sorprendente il fatto che le organizzazioni sindacali, unitariamente, abbiano espresso un giudizio definitivo prescindendo dalla verifica della congruità tra la natura e gli scopi dell’autonomia scolastica e la riformulazione dei decreti delegati [T.U 297/1994].

Altrettanto singolare il mancato accertamento della funzionalità della struttura decisionale delle scuole introdotta dalla legge del 74 rispetto all’ideazione, alla realizzazione e al controllo delle attività educative, formative, dell’istruzione.

 

La sequenza formazione-educazione-istruzione è l’architrave dei decreti delegati

Si tratta di un’applicazione del  postulato:  l’individuo trova la propria identità all’interno della società di cui è parte.

Questa l’origine della struttura organizzativa che attribuisce al

  • consiglio di istituto il mandato di gestire il rapporto scuola-società [formazione] “elaborando e adottando gli indirizzi generali” esprimendoli in termini di competenze generali.  L’organismo ha inoltre il compito di deliberare i  “criteri generali della programmazione educativa”;
  • collegio dei docenti la “cura della programmazione dell’azione educativa” che consiste nella definizione dei traguardi sotto forma di capacità [art. 2 legge 53/2003] e nel governo del servizio attraverso la “valutazione periodica dell’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”;
  • consiglio di classe la responsabilità dell’istruzione garantendo la convergenza di tutti gli insegnamenti verso i traguardi indicati dal collegio.

Perfetta la continuità decreti delegati .. autonomia delle istituzioni scolastiche

Sarebbe stato sufficiente che le organizzazioni sindacali navigassero in rete per prendere visione di

  • “Coraggio! Organizziamo le scuole”;
  • “Valutare la democraticità d’una scuola”;
  • “Autonomia .. a sinistra! … Regolamenti di riordino .. a destra!”;
  • “Onorevole ministro Maria Chiara Carrozza, non dimentichi d’esser donna di scienza!”;
  • “Quale formazione per i dirigenti scolastici?”

per inquadrare correttamente la questione, per garantire l’incisività del servizio, per ridar la dignità perduta al lavoro del docente.

 

Avviso 22 luglio 2013

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

In data odierna con Decreto Direttoriale prot. n. 1417 del 19 luglio 2013, sono state approvate le graduatorie di ammissione alla seconda fase valutativa per le prime tre Linee del Bando Start Up. I progetti, che hanno conseguito il punteggio minimo previsto rispettivamente per la Linea 1 – Big Data (50 punti), per la Linea 2 – Cultura ad Impatto Aumentato (55 punti) e per la Linea 3 – Social Innovation Cluster (60 punti), accedono alla fase successiva di valutazione. Per la seconda fase valutativa è previsto il coinvolgimento degli Istituti convenzionati, chiamati ad esprimere il loro parere sulla solidità ed affidabilità economica dei soggetti proponenti.

In merito alla Linea 4 –Contamination Lab i progetti che hanno conseguito il punteggio minimo previsto dal Bando (70 punti), con Decreto Direttoriale prot. n. 1418 del 19 luglio 2013, sono direttamente ammessi al finanziamento.

Di seguito sono consultabili i Decreti e le graduatorie dei soli soggetti ammessi, afferenti a tutte le quattro Linee. I soggetti non ammessi riceveranno specifica e motivata comunicazione.

 

Decreto Direttoriale del 19 luglio 2013, 1418
Esiti valutazione Linea 4 – Contamination Lab

Decreto Direttoriale 19 luglio 2013, n. 1417
Esiti valutazione Linea 1 – Big Data, Linea 2 – Cultura ad Impatto ad Aumentato, Linea 3 – Social Inovation Cluster

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 170

Gazzetta Ufficiale

Serie Generale
n. 170 del 22-7-2013

Sommario

DECRETI PRESIDENZIALI

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 marzo 2013


Anticipazione di risorse dal fondo di rotazione per assicurare la
stabilita’ finanziaria degli enti locali. (13A06304)

 

 

Pag. 1

 

 

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

MINISTERO DELLA SALUTE

 


DECRETO 9 luglio 2013


Revoca del permesso di commercio parallelo del prodotto fitosanitario
«Gladio». (13A06305)

 

 

Pag. 4

 

 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

 


DECRETO 4 luglio 2013


Riconoscimento del Consorzio tutela vini DOC Todi e Colli Martani e
attribuzione dell’incarico a svolgere le funzioni di tutela,
promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura
generale degli interessi relativi alla DOC «Todi». (13A06275)

 

 

Pag. 5

 

 

 


DECRETO 8 luglio 2013


Modifica del decreto 27 dicembre 2012 relativo alla protezione
transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione «Piadina
Romagnola/Piada Romagnola» per la quale e’ stata inviata istanza alla
Commissione europea per la registrazione come indicazione geografica
protetta. (13A06276)

 

 

Pag. 6

 

 

DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITA’

AGENZIA DELLE ENTRATE

 


DECRETO 3 luglio 2013


Accertamento del periodo di mancato funzionamento dei servizi di
pubblicita’ immobiliare dell’Ufficio provinciale di Terni –
Territorio. (13A06295)

 

 

Pag. 7

 

 

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 


DETERMINA 9 luglio 2013


Attivita’ di rimborso alle regioni, per il ripiano dell’eccedenza del
tetto di spesa per il medicinale per uso umano «Luveris». (Determina
n. 636/2013). (13A06287)

 

 

Pag. 7

 

 

 


DETERMINA 9 luglio 2013


Regime di rimborsabilita’ e prezzo di vendita del medicinale Luveris
(lutropina alfa) – autorizzata con procedura centralizzata europea
dalla Commissione europea. (Determina n. 629/2013). (13A06288)

 

 

Pag. 10

 

 

 


DETERMINA 9 luglio 2013


Regime di rimborsabilita’ e prezzo di vendita del medicinale
Capecitabina Accord (capecitabina) – autorizzata con procedura
centralizzata europea dalla Commissione europea. (Determina n.
621/2013). (13A06289)

 

 

Pag. 11

 

 

 


DETERMINA 9 luglio 2013


Regime di rimborsabilita’ e prezzo di vendita del medicinale
Pioglitazone Accord (pioglitazone) – autorizzata con procedura
centralizzata europea dalla Commissione europea. (Determina n.
631/2013). (13A06290)

 

 

Pag. 15

 

 

 


DETERMINA 9 luglio 2013


Regime di rimborsabilita’ e prezzo di vendita del medicinale Jakavi
(ruxolitinib) – autorizzata con procedura centralizzata europea dalla
Commissione europea. (Determina n. 632/2013). (13A06292)

 

 

Pag. 17

 

 

 


DETERMINA 11 luglio 2013


Rettifica della determina di proroga smaltimento scorte del
medicinale Naaxia in seguito alla determina di rinnovo
dell’autorizzazione all’immissione in commercio, secondo procedura
nazionale, con conseguente modifica stampati. (Determina FV n.
204/2013). (13A06274)

 

 

Pag. 19

 

 

ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

 


COMUNICATO


Comunicato di rettifica relativo all’estratto della determina n.
141/2013 del 6 febbraio 2013 recante autorizzazione all’immissione in
commercio del medicinale per uso umano «Medikinet». (13A06291)

 

 

Pag. 20

 

 

 


COMUNICATO


Comunicato relativo al medicinale per uso umano «Enbrel» (13A06293)

 

 

Pag. 21

 

 

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

 


COMUNICATO


Cambi di riferimento rilevati a titolo indicativo del giorno 11
luglio 2013 (13A06345)

 

 

Pag. 21

 

 

 


COMUNICATO


Cambi di riferimento rilevati a titolo indicativo del giorno 12
luglio 2013 (13A06346)

 

 

Pag. 21

 

 

 


COMUNICATO


Cambi di riferimento rilevati a titolo indicativo del giorno 15
luglio 2013 (13A06347)

 

 

Pag. 22

 

 

MINISTERO DELLA SALUTE

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Stellamune Mycoplasma» soluzione iniettabile
per suini. (13A06277)

 

 

Pag. 22

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Felocell CVR» liofilizzato e solvente per
soluzione iniettabile, vaccino per gatti. (13A06278)

 

 

Pag. 23

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Nelio» 2,5 mg – 5 mg compresse per gatti.
(13A06279)

 

 

Pag. 23

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Nelio» 5 mg – 20 mg compresse per cani.
(13A06280)

 

 

Pag. 23

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Bayticol 6% EC. 6 g/100 ml».
(13A06284)

 

 

Pag. 23

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «STELLAMUNE UNO» vaccino per suini. (13A06285)

 

 

Pag. 24

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «MYOMETRYL» 1000 U.I./100 ml soluzione
iniettabile per bovine, cavalle, scrofe, pecore, capre, cagne e
gatte. (13A06286)

 

 

Pag. 24

 

 

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

 


COMUNICATO


Approvazione della delibera n. 41 adottata dal Consiglio di
amministrazione dell’Opera nazionale assistenza orfani sanitari
italiani, in data 27 marzo 2013. (13A06306)

 

 

Pag. 24

 

 

 


COMUNICATO


Approvazione delle delibere nn. 5, 6 e 7 adottate dal Consiglio di
indirizzo generale dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza a
favore dei biologi, in data 18 aprile 2013. (13A06307)

 

 

Pag. 24

 

 

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

 


COMUNICATO


Nomina del commissario straordinario della provincia di Carbonia
Iglesias. (13A06296)

 

 

Pag. 24

 

 

 


COMUNICATO


Nomina del commissario straordinario della provincia del Medio
Campidano. (13A06297)

 

 

Pag. 25

 

 

 


COMUNICATO


Nomina del commissario straordinario della provincia d’Ogliastra.
(13A06298)

 

 

Pag. 25

 

 

 


COMUNICATO


Nomina del commissario straordinario della provincia di Olbia Tempio.
(13A06299)

 

 

Pag. 25

 

 

 


COMUNICATO


Nomina del commissario straordinario della provincia di Cagliari.
(13A06300)

 

 

Pag. 26

 

 

 


COMUNICATO


Rettifica del decreto 2 luglio 2013 di nomina del commissario
straordinario della provincia d’Ogliastra. (13A06301)

 

 

Pag. 26

 

 

Rassegna Stampa 20 – 22 luglio 2013

IN PRIMO PIANO

 
   
Avvenire  del  20-07-2013  
IL PREMIER A PARMITANO: LA PROSSIMA VOLTA VENGO IO [solo_testo] pag. 6  
il Sole 24 Ore  del  20-07-2013  
APPALTI, TORNA L’ANTICIPAZIONE (G.Santilli) [solo_testo] pag. 2  
il Mattino  del  20-07-2013  
SCUOLE SICURE STANZIATI 150 MILIONI [solo_testo] pag. 10  
Roma  del  20-07-2013  
PROF PRECARI, LA CONSULTA: “DECIDA LA CORTE EUROPEA” [solo_testo] pag. 7  
il Giorno – ed. Milano  del  21-07-2013  
MEDICINA, BOOM DI ISCRITTI A SOSTENERE IL TEST SI PRESENTERANNO IN 3.774 (L.Salvi) [solo_testo] pag. 10  
   

MINISTRO

 
   
la Repubblica  del  22-07-2013  
IL PDL: VOGLIAMO META’ MINISTRI E LETTA GUIDI ANCHE L’ECONOMIA (S.Buzzanca) [solo_testo] pag. 2/3  
il Giornale  del  22-07-2013  
RIMPASTO, TAGLIANDO E VERIFICA ECCO IL TORMENTONE DELL’ESTATE (M.Scafi) [solo_testo] pag. 4  
Corriere della Sera  del  21-07-2013  
IL GOVERNO: NESSUN RIMPASTO. MA IL PD E’ DIVISO (M.gu.) [solo_testo] pag. 6  
la Repubblica  del  21-07-2013
SFIDA SUL RIMPASTO NEL GOVERNO IL PDL STOPPA EPIFANI E RILANCIA “MEGLIO UN PATTO DI LEGISLATURA” (S.Buzzanca) [solo_testo] pag. 2/3
Corriere della Sera  del  20-07-2013  
SILENZIO E TREGUA CON IL PARTITO LA VIA DI RENZI VERSO LA SEGRETERIA (M.Meli) [solo_testo] pag. 5  
il Messaggero  del  20-07-2013  
“SERVE UN TAGLIANDO” ORA I DEMOCRAT PUNTANO AL RIMPASTO (N.Bertoloni meli) [solo_testo] pag. 8  
Il Tirreno – Ed. Pisa  del  20-07-2013  
ATENEO, STATUTO SALVO IL MINISTRO CARROZZA CANCELLA OGNI RICORSO [solo_testo] pag. 5  
la Nazione – ed. Pisa  del  20-07-2013  
IL MINISTRO CARROZZA ALLA FESTA PD “UNA NUOVA POLITICA PER LA SCUOLA” [solo_testo] pag. 20  
Corriere dell’Umbria  del  20-07-2013  
CORSO DI LAUREA LA CHIUSURA IN PARLAMENTO (Sa.cap.) [solo_testo] pag. 23  
   

MINISTERO

 
   
L’Unita’  del  22-07-2013  
L’ITALIA INVECCHIA SENZA INVESTIRE SU GIOVANI E DONNE (C.Buttaroni) [solo_testo] pag. 6  
la Stampa  del  22-07-2013  
UNDER 30 ALLA RICERCA DI UN POSTO DI LAVORO OTTO SU DIECI RINGRAZIANO AMICI E PARENTI (W.p.) [solo_testo] pag. 30  
la Stampa  del  22-07-2013  
IL DIPLOMA BATTE LA LAUREA (W.Passerini) [solo_testo] pag. 30  
il Giornale  del  22-07-2013  
TRE VIE DI FUGA PER I GIOVANI IN TRAPPOLA (F.Alberoni) [solo_testo] pag. 1  
la Repubblica – ed. Milano  del  22-07-2013  
CONDIVISIONE PER SCESCERE MEGLIO DI PRIMA (A.Rosina) [solo_testo] pag. 1  
CorrierEconomia (Corriere della Sera)  del  22-07-2013  
RISPARMIO “DIAMO AI RAGAZZI LA CITTADINANZA ECONOMICA” (G.Marvelli) [solo_testo] pag. 25  
Corriere della Sera  del  21-07-2013  
VINCE ALLA LOTTERIA SOLO CHI STUDIA MOLTO (D.Taino) [solo_testo] pag. 25  
il Foglio  del  22-07-2013  
GENERAZIONE “NE’-NE'”, ALTRO CHE MILLE EURO (M.Ricci) [solo_testo] pag. 3  
il Giorno – ed. Milano  del  20-07-2013  
RIPARTE IL CONCORSO PRESIDI NOMIDI CANDIDATI E PROVE MESSI IN BUSTA IN DIRETTA STREAMING (L.Salvi) [solo_testo] pag. 17  
la Stampa – ed. Torino  del  21-07-2013  
“GLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO RESTANO NELLE SCUOLE MEDIE” (M.Accossato) [solo_testo] pag. 50  
il Manifesto  del  20-07-2013  
LA CONSULTA RIAPRE LA BATTAGLIA PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI (R.Ciccarelli) [solo_testo] pag. 5  
Il Tirreno – Ed. Prato  del  20-07-2013  
PIU’ DOCENTI IN CLASSE PER AIUTARE ALTRI 100 RAGAZZI CON HANDICAP [solo_testo] pag. 1  
la Stampa  del  21-07-2013  
IL COMUNE NON CANCELLA GLI EDUCATORI DI SOSTEGNO (M.acc.) [solo_testo] pag. 40  
Il Tirreno – Ed. Pisa  del  21-07-2013  
OGNI QUARTIERE AVRA’ UN POLO SCOLASTICO [solo_testo] pag. 15  
Il Secolo XIX  del  21-07-2013  
SCUOLA, LIGURI “SOMARI” DEL NORD (E.Rossi) [solo_testo] pag. 1  
Libero Quotidiano  del  20-07-2013  
COL NUOVO ISEE SCONTI SU BOLLETTE E LIBRI DI SCUOLA (S.iac.) [solo_testo] pag. 21  
il Messaggero – Cronaca di Roma  del  22-07-2013  
ARRIVANO DAL WEB GLI AVVOCATI DI DOMANI (L.De cicco) [solo_testo] pag. 38  
la Stampa  del  22-07-2013  
GARATTINI: “TEST ANIMALI, IL MINISTRO INTERVENGA” [solo_testo] pag. 19  
il Sole 24 Ore  del  20-07-2013  
DAL 2014 PIU’ RISORSE PER GLI ATENEI VIRTUOSI (G.Trovati) [solo_testo] pag. 2  
la Gazzetta del Mezzogiorno  del  21-07-2013  
DA DOMANI A BARI GLI ECONOMISTI CHE SI OCCUPANO DI DISEGUAGLIANZA [solo_testo] pag. 12  
il Mattino  del  21-07-2013  
FEDERICO II, MIGLIORI LA QUALITA’ MEDIA (M.Marrelli) [solo_testo] pag. 1  
Domenica (Il Sole 24 Ore)  del  21-07-2013  
CARTA (FALSA) NON CANTA (S.Luzzatto) [solo_testo] pag. 36  
Libero Quotidiano  del  21-07-2013  
COME DIFENDERSI DAL FISCO (S.Iacometti) [solo_testo] pag. 19  
Avvenire  del  21-07-2013  
AGORA’ – ROBOETICA ANCHE LE MACCHINE SARANNO CAPACI DI SOFFRIRE? (G.Longo) [solo_testo] pag. 2  
Corriere della Sera – ed. Milano  del  21-07-2013  
AIRC CENTO MILIONI PER LA RICERCA SUL CANCRO [solo_testo] pag. 7  
Nova24 (il Sole 24 Ore)  del  21-07-2013  
DUE CASI ITALIANI [solo_testo] pag. 13  
Nova24 (il Sole 24 Ore)  del  21-07-2013  
LA BIOTECH DA I MILIARDO [solo_testo] pag. 13  
Io Donna (Corriere della Sera)  del  20-07-2013  
VIVERE MEGLIO-UN BATTERIO CI (BIO)RISANERA’ (M.Fronte) [solo_testo] pag. 111  
Milano Finanza  del  20-07-2013  
BB BIOTECH, LA PRIMA DEGLI SPRINTER [solo_testo] pag. 21  
   

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E SOCIETÀ

 
   
il Sole 24 Ore  del  20-07-2013  
IMPRESE, FAMIGLIE, PA: PRIMO SI’ AL DECRETO (C.Fotina) [solo_testo] pag. 3  
il Sole 24 Ore  del  20-07-2013  
RISORSE BLOCCATE, MA PAGAMENTI PA LENTI (G.Santilli) [solo_testo] pag. 5  
il Sole 24 Ore  del  20-07-2013  
SACCOMANNI RIAPRE IL DOSSIER DISMISSIONI (R.Bocciarelli) [solo_testo] pag. 5  
il Giornale di Napoli  del  22-07-2013  
“CURIA, UN PUNTO DI RIFERIMENTO NELLA CRISI” [solo_testo] pag. 7  
il Tempo  del  22-07-2013  
L’UE E’ UNA MINIERA D’ORO MA SOLTANTO PER I PRIVATI (D.Di mario) [solo_testo] pag. 2/3  
la Stampa  del  22-07-2013  
AMBIENTE LO CHOC NON E’ INEVITABILE (L.Mercalli) [solo_testo] pag. 1  
L’Unita’  del  22-07-2013  
CHI HA PAURA DELLA CULTURA? (V.Emiliani) [solo_testo] pag. 17  
L’Unita’  del  21-07-2013  
NOSTALGIA DELLA CIVILTA’ (S.Scateni) [solo_testo] pag. 19  
il Giornale  del  21-07-2013  
“MEGLIO COSI’ CHE SOLI DAVANTI ALLA TV” (G.De vivo) [solo_testo] pag. 17  
La Lettura (Corriere della Sera)  del  21-07-2013  
LA SCUOLA DEI POETI (DI DIECI ANNI) (A.Cirolla) [solo_testo] pag. 10/11  
la Repubblica  del  21-07-2013  
IL MONDO NEL 2100 SAREMO TUTTI NIGERIANI (M.Ricci) [solo_testo] pag. 34/35  
il Messaggero  del  21-07-2013  
LA RICERCA: FRANCESCO CONQUISTA LA FIDUCIA DEI GIOVANI [solo_testo] pag. 11  
la Gazzetta del Mezzogiorno  del  21-07-2013  
IL PAPA CONQUISTA SETTE GIOVANI SU 10 [solo_testo] pag. 16  
   
A cura di Giuseppe Colella e Federico Bandi