Sempre più in-forma: allena-menti

Nonostante il progetto “Sempre più in-forma: allena-menti per soci AIPD” si sia concluso da qualche settimana, è stato inserito l’approfondimento “I fratelli” all’interno della sesta videolezione (“La famiglia, ruoli e dinamiche”).

L’approfondimento è curato da Federico Girelli e Carla Fermariello del Comitato Siblings ONLUS

Ricordiamo che tutti i materiali del progetto rimarranno disponibili sul sito di “AIPD Formazione”. Online anche i resoconti e i commenti al Campus residenziale formativo, evento conclusivo del progetto.

 

SCUOLA NON STATALE: le OO.SS. per la tutela dei lavoratori

SCUOLA NON STATALE: le OO.SS. per la tutela dei lavoratori

In riferimento alle recenti dichiarazioni dell’ANINSEI apparse nelle agenzie di stampa, al fine di
fare chiarezza le OO.SS. di FLC Cgil, CISL Scuola; UIL Scuola e SNALS CONFSAL ritengono
avanzare le seguenti precisazioni:
– nel settore della scuola non statale operano tre CCNL distinti sottoscritti dalle scriventi con
l’AGIDAE (scuola cattolica), la FISM (nidi e scuola dell’infanzia di ispirazione cristiana) e
l’ANINSEI (scuola laica), che pur avendo istituti contrattuali comuni, differiscono in modo
significativo nella parte economica;
– tali differenze retributive sono imputabili ad un gap storico risalente al 1981 ovvero alla
stipula dei primi CCNL unitari;
– nonostante le ripetute richieste da parte delle OO.SS. nel corso delle numerose stagioni
contrattuali le controparti datoriali non hanno voluto assolutamente colmare i divari per
ragioni contrastanti tra loro imputabili ad interessi di parte.
Tutte le OO.SS., firmatarie dei tre CCNL hanno avanzato, con lettera dell’8 maggio u.s., alle
associazioni datoriali la proposta di addivenire ad un contratto unico finalizzato ad armonizzare le
retribuzioni. Tale richiesta non ha avuto seguito.
Per affrontare la profonda fase di recessione che attraversa il comparto della scuola non
statale e al fine di evitare il ricorso indiscriminato a contratti di prossimità, tendenti ad abbattere in
modo significativo le retribuzioni del personale in servizio ed incrementare l’occupazione, le
OO.SS. hanno sottoscritto il 24 luglio u.s. con l’AGIDAE uno specifico protocollo d’intesa.
Tale intesa tra l’altro consente che, senza intaccare le retribuzioni in atto e i diritti acquisiti dal
personale in servizio, gli istituti adenti all’AGIDAE possano attivare nuove assunzioni ricorrendo –
in via esclusivamente provvisoria e limitatamente al solo anno scolastico 2013/2014 – alle
retribuzioni tabellari previste dal vigente CCNL ANINSEI. Si tratta di una misura decisamente
temporanea per far fronte ad una situazione contingente e non quindi di una riduzione salariale
strutturale. Comunque nell’intesa viene esplicitamente previsto l’opportunità di rivedere la parte
relativa alla riduzione del salario alla luce dei provvedimenti del governo sull’occupazione.
Pertanto rimane incomprensibile quale sia il paventato effetto dumping denunciato
dall’ANINSEI con la sottoscrizione della citata intesa.
Forse l’ANINSEI, che aderisce a Confindustria, dovrebbe denunciare al Ministero del lavoro la
presenza nel settore di più contratti di sottotutela, anche recentemente sottoscritti da altre
organizzazioni sindacali, che presentano “minore retribuzioni e tutele per i lavoratori rispetto a
quello ANINSEI”.

2 agosto Abolizione Province e DL Valore Cultura in CdM

Il 2 agosto il Consiglio dei Ministri esamina un Ddl Costituzionale per l’Abolizione delle Province ed approva un Decreto-Legge recante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Consiglio, Enrico Letta, e del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray, ha approvato il decreto legge “Valore Cultura” riguardante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Un direttore generale per l’Unità “Grande Pompei”

Con il decreto legge si dà il via libera a una Unità con il compito di coordinare e di far convergere in un’unica sede decisionale tutte le decisioni amministrative necessarie alla realizzazione dei piani, dei progetti e degli interventi strumentali a consentire il rilancio economico-sociale e la riqualificazione ambientale e urbanistica dei territori dei comuni afferenti all’area, sede di importanti siti archeologici, in modo da potenziarne l’attrattività turistica dell’intera area e da stimolare il rilancio del settore dei servizi turistico-alberghieri e dell’accoglienza turistica.

L’unità è costituita dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, la Regione Campania e gli enti locali territorialmente competenti, nonché gli altri enti pubblici.
Il direttore generale del “Grande progetto Pompei”, nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, entro trenta giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, e denominato “direttore generale di progetto”, ha il compito di:

  • definire e approvare gli elaborati progettuali degli interventi di recupero e restauro propedeutici alla pronta attuazione del “grande progetto Pompei”;
  • assicurare l’efficace svolgimento delle procedure di gara dirette all’affidamento dei lavori e all’appalto dei servizi e delle forniture necessari alla realizzazione del “grande progetto Pompei”, seguendo la fase di attuazione ed esecuzione dei relativi contratti;
  • assicurare  la corretta ed efficace gestione del servizio di pubblica fruizione e di valorizzazione del sito archeologico, predisponendo la documentazione degli atti di gara e seguendo la fase di attuazione ed esecuzione dei relativi contratti;
  • assumere la responsabilità dell’efficace gestione del sito, anche mediante l’ottimale gestione del personale addetto alla custodia e alla vigilanza;
  • fornire supporto organizzativo e amministrativo alle attività di tutela e di valorizzazione di competenza della Soprintendenza.

La Soprintendenza speciale di Pompei (organismo altro rispetto all’Unità) sarà separata da quella di Napoli dove nascerà una Soprintendenza archeologica.

I 500 giovani per la cultura

Per facilitare l’accesso e la fruizione del patrimonio culturale da parte del pubblico, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo attuerà un programma straordinario che si inserisce nel quadro delle indicazioni dell’agenda digitale europea. Per questo, saranno selezionati 500 laureati under 35 ai quali sarà data la possibilità di accedere a un tirocinio di 12 mesi nelle attività di inventariazione e digitalizzazione presso gli istituti e i luoghi della cultura statali. Il progetto pilota partirà nelle regioni Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, con i primi 100 ragazzi.

Una nuova strategia di finanziamento per i musei

  • Il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo avrà la possibilità di razionalizzare i fondi interni per gestire al meglio le aperture museali;
  • Gli introiti della vendita dei biglietti e i proventi del merchandising relativi ai siti culturali, che erano stati ridotti fino all’attuale 10-15% , saranno riassegnati interamente al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo;
  • Per il completamento del progetto Nuovi Uffizi saranno stanziati 8 milioni di euro;
  • Per la realizzazione della sede del Museo della Shoah di Ferrara sarà previsto uno stanziamento di 4 milioni di euro;
  • Per una serie di siti che necessitano di interventi urgenti saranno stanziati 2 milioni di euro;
  • Alcuni spazi statali e demaniali saranno affidati alla gestione di artisti under 35, sulla base di bandi pubblici a rotazione semestrale. In questo modo, sull’esempio di «59 Rivoli» a Parigi, saranno creati spazi all’interno delle città in cui gli artisti potranno esprimersi creativamente e ricercare nuove forme di espressione.

Tax credit sul cinema e sulla musica

  • Per il tax credit per il cinema, come auspicato dagli operatori del settore, sarà garantita la cifra di 90 milioni di euro;
  • Sarà introdotto un tax credit pari a 4,5 milioni di euro sulla musica, ispirato a quello sul cinema, per far fronte alla crisi del mercato musicale, promuovere giovani artisti e compositori emergenti. Ne beneficeranno opere prime e opere seconde, senza distinzioni di genere.

Fondi per il rilancio delle Fondazioni lirico-sinfoniche

La norma serve a risanare la situazione debitoria delle Fondazioni lirico-sinfoniche. È previsto un iter speciale a richiesta delle Fondazioni in stato di crisi che potranno accedere a un fondo di 75 milioni di euro, che sarà gestito da un commissario straordinario.

Le Fondazioni, per accedere al fondo, dovranno:

  • presentare entro 90 giorni un piano industriale di risanamento;
  • ridurre fino al 50% del personale tecnico amministrativo;
  • interrompere i contratti integrativi.

Il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, per salvaguardare i lavoratori, ha previsto la possibilità di trasferimento nelle varie sedi territoriali di Ales spa del personale tecnico amministrativo in esubero fino al 50%.
Cambia la governance: si stabilirà l’obbligo del pareggio di bilancio e l’applicazione delle norme del codice dei contratti pubblici.

Verrà introdotto l’obbligo di cooperazione tra le fondazioni e di condivisione di programmi e spettacoli.

Teatri ed enti culturali salvi dai tagli

Gli enti culturali vigilati dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e i Teatri stabili pubblici non dovranno più effettuare i tagli orizzontali sulle spese relative a pubblicità e tournée.

Donazioni più facili alla cultura

Le donazioni fino a 5mila euro in favore della cultura potranno essere effettuate:

  • senza oneri amministrativi a carico del privato;
  • con la garanzia della destinazione indicata dal donatore;
  • con la piena pubblicità delle donazioni ricevute e del loro impiego.

*****

Il Consiglio dei ministri ha poi esaminato, in via definitiva, su proposta del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, del vicepresidente e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, del Ministro per le riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello e del Ministro per gli Affari Regionali e autonomie, Graziano Delrio, un disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle Province che è stato sottoposto al parere della Conferenza unificata. Il provvedimento di modifica della Costituzione disciplina l’abolizione delle province istituite nell’ambito del territorio delle regioni a statuto ordinario, recependo così un’istanza, largamente  sentita e oramai giunta a maturazione, che mira al riordino del riparto di competenze fra livelli di governo a fini di razionalizzazione e di contenimento della spesa pubblica ma anche di conseguimento di un’efficacia sempre maggiore dell’azione amministrativa negli enti territoriali. Quando il processo di modifica della Costituzione giungerà a compimento verranno anche individuate forme di aggregazione e di coordinamento fra comuni per l’esercizio di funzioni di governo di cosiddetta “area vasta”. Viene attribuito allo Stato il compito di definire, tra l’altro, anche il territorio delle città metropolitane.

I GENITORI AL MINISTRO: SÌ AL DIGITALE NELLA SCUOLA, MA CON GRADUALITÀ

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Forum nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola
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I GENITORI AL MINISTRO: SÌ AL DIGITALE NELLA SCUOLA, MA CON GRADUALITÀ

Il Forum delle Associazioni dei Genitori (Fonags) nell’incontro con il ministro Maria Chiara Carrozza chiede formazione degli insegnanti e connessioni veloci. E di non scaricare solo sulle famiglie l’innovazione della didattica 2.0

Roma, 2 agosto 2013. Insieme ai rappresentanti delle associazioni e delle consulte studentesche, ieri il Forum delle Associazioni dei Genitori nella Scuola (AGe, AGeSC, CGD, Faes, Moige) ha incontrato il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza: un incontro in piena estate, al lavoro insieme per approfondire i temi del processo di digitalizzazione delle scuole e dell’introduzione dell’e-book.

Il percorso dalla carta al digitale è lungo, e non si esaurisce nella sola sostituzione di uno strumento con l’altro. Le associazioni dei genitori sono consapevoli della necessità e urgenza (segnalata anche dall’Ocse), per la scuola italiana, di innovare e introdurre ovunque, in tutto il Paese, tecnologie, linguaggi multimediali, strumenti avanzati e di qualità.
È opportuna, nel contempo, una gradualità che consenta di accompagnare efficacemente il cambiamento.

Introdurre il digitale, infatti, non si riduce alla sola riproduzione di testi utilizzando pc, tablet o e-book: tutto ciò, hanno ribadito le associazioni dei genitori, trasforma completamente la didattica, e richiede un forte processo di formazione dei docenti e degli adulti in genere, il più delle volte in difficoltà di fronte alle competenze dei più giovani.
Inoltre un periodo di sperimentazione, diffusa e valutata, potrà aiutare a comprendere meglio quanto il digitale trasformi le relazioni educative, i processi cognitivi e di apprendimento.

Una gradualità, dunque, non per frenare, ma per contribuire seriamente al cambiamento: i genitori chiedono, prima di tutto, scuole sicure, coperte in tutto il Paese da connessioni veloci, e, insieme, una didattica di qualità, che sappia coinvolgere i ragazzi.

E inoltre, i genitori chiedono che l’innovazione non sia solo a spese delle famiglie, non garantite dalla riduzione del tetto di spesa per l’acquisto dei libri di testo (limite già in passato non rispettato da molte scuole).

Le associazioni dei genitori accolgono molto positivamente la decisione del Ministro di promuovere una conferenza nazionale sul tema, nella quale coinvolgere tutti i soggetti coinvolti nel processo, insieme ad esperti e studiosi.

Davide Guarneri
Coordinatore Fonags
Presidente nazionale AGE

Carrozza “consulta” studenti e genitori su e-book e digitalizzazione delle scuole

da LaStampa.it

Carrozza “consulta” studenti e genitori su e-book e digitalizzazione delle scuole

 “Modernizzare tutte le nostre classi è un obiettivo imprescindibile”
roma

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza ha ricevuto questa mattina nella sede del Miur i rappresentanti del Forum nazionale delle Associazioni studentesche, del Forum nazionale delle Associazioni dei genitori e i rappresentanti regionali delle Consulte degli studenti.

 

Al centro dell’incontro i temi del processo di digitalizzazione delle scuole e dell’introduzione dell’e-book.

 

«Ho voluto incontrare studenti e genitori – ha dichiarato il Ministro Carrozza in una nota – per ascoltare le loro idee e proposte in merito ad un tema fondamentale che abbiamo di fronte a noi: la gestione di un passaggio tecnologico storico del quale avverto la responsabilità. Per questo ritengo necessaria una consultazione degli attori principali del mondo della scuola e di esperti del settore per poter gestire con la necessaria gradualità e consapevolezza la transizione verso il libro digitale».

 

«Voglio chiarire che ciò non significa rinunciare ad un obiettivo imprescindibile che è quello di modernizzare tutte le nostre classi portando la connessione ad internet e la banda larga in ogni scuola. Ridurre il digital divide e dare a tutti gli studenti l’accesso a internet significa anche ridurre le differenze sociali e territoriali. Su questi temi il Ministero organizzerà in autunno una giornata di confronto e di discussione», ha concluso il Ministro.

Gli studenti cercano on line i riassunti dei libri da leggere per l’estate

da LaStampa.it

Gli studenti cercano on line i riassunti dei libri da leggere per l’estate

Gettonate anche le recensioni per capirne trama e personaggi
roma

Non tutti gli studenti hanno intenzione di leggere i loro libri per le vacanze, Infatti, sebbene la metà dei ragazzi, quella più coscienziosa, abbia affermato di volersi dedicare alla lettura prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, l’altra metà si divide tra coloro che di leggere nemmeno vogliono parlarne, e altri che, invece, daranno appena uno sguardo ai loro libri per poi cercarne i riassunti online.

 

A confessarlo sono stati gli studenti stessi rispondendo a un sondaggio proposto su Skuola.net.

 

Proprio una settimana fa il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha dichiarato: «Non serve a niente imporre tonnellate di versioni di latino o decine di problemi da risolvere. Meglio vacanze più brevi, ma vere vacanze con il piacere di leggere, questo si. Sarebbe bello che a ogni ragazzo fosse fornita una lista di libri perché selezioni le sue letture per le vacanze. Dobbiamo insegnare il valore della scelta». Insomma, no ai compiti, si alle letture sotto l’ombrellone. Ma una buona parte degli studenti sembra intenzionata ad aggirare anche questo unico compito.

 

Se un buon 50% di ragazzi ha dichiarato a Skuola.net di voler leggere i suoi libri per le vacanze, l’altra metà è composta dagli studenti più pigri. Di questi, il 25% non ha proprio intenzione di aprire libro infischiandosene delle conseguenze che potrebbe subire una volta tornato sui banchi di scuola, mentre l’altro 25% si fa più furbo: darà uno sguardo veloce ai libri assegnati, giusto per capirne trama e personaggi, poi accenderà pc, tablet o smartphone per mettersi alla ricerca dei riassunti da consegnare ai prof al suono della prima campanella.

 

Skuola.net, proprio in questo periodo, registra migliaia di visite nella sua sezione dedicata alle recensioni dei libri. Centinaia di romanzi, thriller, horror e fantasy sono riassunti nelle pagine del sito per aiutare e velocizzare la lettura degli studenti nostrani. Peccato che non tutti siano armati di buone intenzioni. Succede così che spesso ciò che nasce come un aiuto venga utilizzato come escamotage per non fare il proprio dovere e perdersi anche il piacere di aver letto un buon libro. Resta da chiedersi cosa accadrà quando i prof chiederanno a tutti coloro che si presenteranno con un riassunto stampato le loro impressioni e opinioni personali su quel che dovrebbero aver letto.

Assunzioni Ata 2012: non ci saranno per amministrativi, tecnici e Dsga!

da Tecnica della Scuola

Assunzioni Ata 2012: non ci saranno per amministrativi, tecnici e Dsga!
di A.G.
Le prime due categoria rimaste a bocca asciutta a causa dell’irrisolta questione sugli inidonei. Per i Direttori dei servizi generali ed amministrativi pesano le troppe sovrannumerarietà. Dei 5.336 posti che andranno al ruolo ben 5.166 sono collaboratori scolastici.
Colpa di scena, sarebbe il caso di dire: le 5.336 nomine in ruolo accordate dal ministero delle Finanze, relative all’anno scolastico 2012/2013, non comporteranno assunzioni per assistenti amministrativi e tecnici. L’ancora irrisolta questione su inidonei e insegnanti ha quindi lasciato chiusa la porta a queste due categorie professionale. Sulle quali rimane in vita, evidentemente, più di una possibilità che possano diventare quelle dei docenti considerati dall’amministrazione non più collocabili tra le fila dei docenti.
Porte sbarrate anche per i Direttori dei servizi generali ed amministrativi: a seguito del dimensionamento scolastico risultano, infatti, ad oggi diverse sovrannumerarietà provinciali.
Nel corso dell’incontro svolto il 1° agosto al ministero dell’Istruzione, i funzionari hanno comunicato questa ripartizione dei 5.336 posti di unità di personale Ata (con effetto giuridico della nomina collocato al 1° settembre 2012): collaboratori scolastici 5.166, guardarobieri 59, cuochi 54, addetti alle aziende agrarie 47, infermieri 10.
L’emanazione del decreto sulle 5.336 immissioni in ruolo è prevista per venerdì 2 agosto.

Edilizia scolastica, intesa in Conferenza Unificata: più potere alle Regioni

da Tecnica della Scuola

Edilizia scolastica, intesa in Conferenza Unificata: più potere alle Regioni
di A.G.
L’accordo raggiunto il 1° agosto prevede l’aggiornamento in tempo reale dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. L’obiettivo è evitare di sovrapporre gli interventi. Il ministro Carrozza: superato un modello di governance che negli ultimi anni si è rivelato inefficace per i tempi troppo lunghi. I fondi stanziati però continuano ad essere davvero pochi. Targetti (vicepresidente Regione Toscana): servirebbero 11 miliardi.
Una maggiore collaborazione istituzionale tra i diversi attori coinvolti, una programmazione congiunta e un’accelerazione degli interventi assegnando direttamente i finanziamenti agli Enti locali. Sono questi i punti su cui oggi è arrivato il via libera, da parte dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni, attraverso la firma di un documento condiviso che dovrebbe condurre verso una gestione più semplice ed efficace dei fondi per l’edilizia scolastica.
Gli impegni presi dai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali prevedono che attraverso l’Anagrafe dell’edilizia scolastica (il cui completamento è atteso da diversi anni) verranno ripartite le risorse destinate alle scuole tenendo conto del fabbisogno effettivo di ogni Regione. Le proposte di intervento sugli edifici scolastici che arrivano dai territori saranno quindi “agganciate” ad uno strumento di rilevazione aggiornato in tempo reale: “ciò consentirà – ha spiegato Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana con delega all’istruzione e coordinatrice della commissione Istruzione per la Conferenza delle Regioni – anche di evitare il rischio di sovrapporre gli interventi e il conseguente spreco di risorse”.
Il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha detto che “con questo accordo puntiamo a superare un modello di governance che negli ultimi anni si è rivelato inefficace per i tempi troppo lunghi, non più sostenibili, per rendere spendibili le risorse stanziate e per aprire i cantieri. Oggi abbiamo dato un nuovo segnale positivo, dopo le risorse stanziate con il decreto del fare, che conferma la centralità dell’edilizia scolastica nell’azione di questo dicastero e del governo Letta”. Il riferimento della Carrozza è al decreto, ora all’esame del Senato, che se approvato definitivamente porterà 100 milioni ogni anno per un triennio di INAIL e gli ulteriori 150 milioni per il 2014 (emendamento all’art. 18) per la riqualificazione e la messa in sicurezza delle scuole.
Quelle che sono sul procinto di essere stanziate sono cifre importanti ma, come già rilevato su questa testata giornalistica, affatto risolutive. “Secondo una stima fatta dall’Upi – ricorda la Targetti – per risolvere i problemi degli edifici scolastici occorrerebbero circa 9 miliardi di euro. E stiamo parlando solo delle scuole di proprietà delle Province: se consideriamo anche quelle di proprietà comunale e statale arriviamo ad una cifra di almeno 11 miliardi di euro. Questa intesa è un primo passo per affrontare l’emergenza”. Un primo piccolo passo. Verso l’ammodernamento e la messa a norma degli oltre 42mila edifici scolastici italiani.

Regolamento sul sistema nazionale di valutazione: i sindacati scrivono alla ministra

da Tecnica della Scuola

Regolamento sul sistema nazionale di valutazione: i sindacati scrivono alla ministra
È necessario aprire una riflessione sui contenuti e gli effetti del dpr 80/13. Chiesta l’apertura di un tavolo di confronto
Il sistema nazionale di valutazione è incongruo e tra le criticità ( scuola estiva di valutazione promossa da INVALSI) c’è il problema di governance del cosiddetto sistema a tre gambe (Indire, INVALSI e ispettori) oltre che una evidente carenza sul piano della declinazione delle finalità del sistema dell’istruzione e formazione. Tutte le organizzazioni sindacali chiedono alla Ministra che vengano condivisi tempi, modelli, strumenti e procedure onde evitare che un fondamentale tassello dello sviluppo del sistema nazionale di istruzione e formazione si trasformi in un’ulteriore occasione di dissenso e contrasto in un settore, la scuola, che necessita al contrario di un dialogo sereno, disponibilità e partecipazione alle decisioni. Aprire dunque un serrato confronto sul complesso intreccio di coinvolgimenti, ricadute professionali, contrattuali e responsabilità in capo ai diversi attori del sistema. ________________________ Roma, 1 agosto 2013 Prot. n. 289/2013 flcgil DP/GF-stm All’Onorevole Maria Chiara Carrozza Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Al Dott. Luigi Fiorentino Capo di Gabinetto del Ministro MIUR Attuazione DPR n. 80 e sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione Le scriventi organizzazioni sindacali esprimono preoccupazione in merito alle modalità di attuazione del nuovo Regolamento sul sistema nazionale di valutazione, entrato in vigore il 4 luglio scorso. Infatti tale atto, intervenendo in un ambito di enorme importanza per il personale scolastico e per le scuole, deve essere accompagnato da un serrato confronto con le organizzazioni sindacali sul complesso intreccio di coinvolgimenti, ricadute professionali, contrattuali e responsabilità in capo ai diversi attori di un sistema che va avviato con grande cura ed attenzione. I problemi a ciò connessi sono innumerevoli: la suddivisione dei compiti tra due enti, INDIRE ed INVALSI, formalmente autonomi rispetto al MIUR, un corpo ispettivo a ranghi ridotti, la difficoltà dell’amministrazione a svolgere un ruolo di raccordo tra i diversi soggetti. Si segnala, ad esempio, che in assenza della specifica direttiva del Ministro, l’INVALSI continua ad assumere iniziative propedeutiche all’attuazione del citato Regolamento. Tale situazione apre scenari confusi sulla governance, come testimonia la recente vicenda della Scuola estiva di valutazione, a fronte, invece, di un bisogno di chiarezza e trasparenza. Un sistema nazionale di valutazione va definito secondo tempi, modelli, strumenti e procedure condivise onde evitare che un fondamentale tassello dello sviluppo del sistema nazionale di istruzione e formazione si trasformi in una ulteriore occasione di dissenso e contrasto in un settore, la scuola, che necessita al contrario di un dialogo sereno, disponibilità e partecipazione alle decisioni. Le scriventi organizzazioni chiedono che al più presto si apra una riflessione aperta e franca sulle opportunità e sulle diverse problematiche prospettate e che si avvii quel tavolo di confronto sui temi del Sistema Nazionale di Valutazione che riteniamo assolutamente necessario. FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA – SNALS CONFSAL – GILDA UNAMS

Flc-Cgil: positiva la stabilizzazione dei posti di sostegno

da Tecnica della Scuola

Flc-Cgil: positiva la stabilizzazione dei posti di sostegno
Pantaleo, Flc-Cgil, soddisfatto della disponibilità del governo a stabilizzare 27.000 posti per il sostegno degli alunni disabili, ma critico sulle resistenze della ex ministra Gelmini
Soddisfazione dunque di Domenico Pantaleo, il segretario della Flc-Cgil, per questa scelta del Governo, ma criticissimo contro Gelmini: “Non comprendiamo l’accanimento nel voler continuare a opporsi a qualunque intervento che produce un miglioramento della qualità della scuola pubblica e di chi vi lavora in condizioni precarie da molti anni”. Ora però la Flc attende risposte dalla Ministra Carrozza, con la “stabilizzazione dei posti di sostegno e degli spezzoni orari e una soluzione per i docenti inidonei”.
Pantaleo chiede in effetti che la ministra “dia una risposta definitiva a questo personale e ai precari tecnici e amministrativi. Chiediamo che venga ripristinata “quota 96” come atto di giustizia nei confronti del personale della scuola”. Le priorità per la FLC CGIL sono: “qualità della scuola, continuità didattica per i bambini e i ragazzi con disabilità, stabilizzazione per il personale precario. È importante che la Ministra Carrozza abbia evidenziato la necessita di assumere provvedimenti urgenti.”

Imminente il decreto triennale sulle assunzioni: subito 15mila

da Tecnica della Scuola

Imminente il decreto triennale sulle assunzioni: subito 15mila
di A.G.
Oltre ai provvedimenti sulla proroga dello stop al rinnovo contrattuale, il via libera ai concorsi riservati per i dipendenti a tempo determinato con almeno tre anni di servizio svolti negli ultimi cinque e l’inclusione di almeno 25mila posti di sostegno in organico di diritto, il ministro della PA D’Alia sarebbe pronto a presentare in CdM un piano triennale di 44mila immissioni in ruolo.
Sarebbe un decreto davvero importante quello che il ministro della Pa e della Semplificazione, Gianpiero D’Alia, si appresta a presentare in CdM probabilmente già nella seduta di venerdì 2 agosto: oltre ai già annunciati provvedimenti sulla proroga dello stop al rinnovo contrattuale e sul via libera ai concorsi riservati per decine di migliaia di dipendenti a tempo determinato (di cui oltre la metà della scuola) con almeno tre anni di servizio svolti negli ultimi cinque, il responsabile della Funzione Pubblica avrebbe compreso nel provvedimento anche il piano triennale di 44mila assunzioni nella scuola (una cifra già annunciata un paio di mesi fa dal ministro dell’Istruzione Carrozza).

Di queste 44mila assunzioni, 15mila (12mila docenti e 3mila Ata) sarebbero da effettuare nel corso di questo mese. Per rendere operative la assunzioni dal 1° settembre 2013, immettendo in ruolo (tra i docenti) metà vincitori del concorso a cattedra e metà aspiranti prof inseriti nelle graduatorie ad esaurimento.
La quota di 44mila unità di personale da assumere, decisamente inferiore a quelle cui eravamo abituati, si deve principalmente agli effetti della riforma Fornero: vale la pena ricordare che nella scuola oltre l’80% del personale è di sesso femminile e sono proprio le donne le maggiori danneggiate nel comparto pubblico dello slittamento fino a 66 anni dell’uscita dal lavoro.
Una conferma, seppure indiretta, della bontà dell’indiscrezione sul piano triennale di assunzioni proviene dall’on. Elena Centemero, responsabile scuola del Pdl: “la possibilità che venga completato ed esteso ai prossimi anni il piano di assunzioni triennale, che fu voluto proprio dal governo Berlusconi, accanto all’assunzione dei vincitori del concorso che si sta svolgendo, non credo proprio sia una sanatoria”. Ed ha poi aggiunto: “la legge Brunetta aveva individuato un serio percorso di valutazione che andrebbe ripreso e utilizzato in tutta la Pubblica Amministrazione”. La Centemero ha colto l’occasione per sostenere che “la formazione e il reclutamento del corpo docente vada ripensato in modo strutturale il sistema dei Tfa ordinari e, soprattutto, dei Tfa speciali, dato che questo sistema ha dimostrato di non funzionare”.

Governo, in arrivo una corsia preferenziale per i precari. Ma anche un altro stop ai contratti

da Tecnica della Scuola

Governo, in arrivo una corsia preferenziale per i precari. Ma anche un altro stop ai contratti
di Alessandro Giuliani
Pronto il piano della Funzione Pubblica che il ministro D’Alia porterà in CdM forse già il 2 agosto. La novità non è la proroga al rinnovo contrattuale, ma il via libera ai concorsi per i dipendenti a tempo (oltre la metà della scuola) con almeno 3 anni di servizio svolti negli ultimi 5. Brunetta: manovra frettolosa. Prevista poi l’inclusione di almeno 25mila posti di sostegno in organico di diritto. Gelmini: il solito piano straordinario per soggiacere ai sindacati. Replica Scrima (Cisl): solo un atto di riparazione dei tanti guasti provocati da un triennio di tagli sconsiderati.
Un colpo al cerchio, uno alla botte. Sembra questa la strategia che starebbe portando il ministro della Pa e della Semplificazione, Gianpiero D’Alia, probabilmente già nel CdM del 2 agosto, a presentare le misure urgenti per abbattere la piaga del precariato nella pubblica amministrazione, pari a circa 250mila dipendenti a tempo determinato (di cui oltre la metà della scuola), prevedendo per quelli con almeno tre anni di servizio svolti nell’ultimo quinquennio l’accesso ad un concorso riservato (al massimo per la metà dei posti vacanti e disponibili). Nelle misure programmate dal ministro D’Alia ci sarebbe anche la trasformazione di almeno 25mila cattedre di sostegno dall’organico di fatto a quello di diritto (in linea con quanto annunciato un paio di mesi fa dal ministro dell’Istruzione Carrozza).

Ma nello stesso provvedimento sarebbe anche contenuto la temuta proroga del blocco degli stipendi e dei contratti dei dipendenti pubblici a tutto il 2014.
Ora, se la seconda prospettiva, quella del prolungamento del fermo stipendiale, era nell’aria da tempo, la prima, costituita dalla corsia preferenziale che il Governo vorrebbe creare per assorbire il precariato, rappresenta una vera new entry. Tanto da aver spiazzato, il 1° agosto, anche il ministro uscente della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: secondo l’attuale capogruppo alla Camera del Pdl, quella di  “per le PP.AA.” dei  “concorsi con riserva di posti per chi, alla data di pubblicazione del bando, abbia maturato, negli ultimi 5 anni, almeno 3 anni di servizio con contratti a termine” rappresenta una manovra di cui “non si capisce la necessità, né la fretta”. Anche perché creerebbe un canale di reclutamento non contemplato nella canonica “procedura prevista dalla Costituzione: il concorso pubblico”. Secondo Brunetta “i costi che tali norme produrrebbero sono in totale contraddizione con la politica di razionalizzazione della spesa pubblica che il governo sta portando avanti”. Inoltre “sull’argomento non c’è stato alcun passaggio dalla cabina di regia governo-maggioranza che, per volere del presidente del Consiglio, Enrico Letta, precede tutte le decisioni inerenti l’azione dell’esecutivo”.
Pronta la replica da parte dell’attuale responsabile della PA: “l’onorevole Brunetta – fa sapere D’Alia – dovrebbe leggere attentamente le nostre norme sul lavoro pubblico, i cui contenuti, ancora oggetto di un confronto tecnico all’interno del governo, sono stati anticipati per tempo a lui come agli altri componenti della cabina di regia”. Per D’Alia, infine, “non ci sono stabilizzazioni, ma procedure concorsuali per l’inserimento dei precari nella Pubblica Amministrazione nei limiti delle risorse disponibili”.
Sulla vicenda delle assunzioni, in particolare della trasformazione di oltre 25mila cattedre di sostegno da posti in deroga a posti utili per assunzioni in ruolo o supplenze al 31 agosto, ha espresso le sue perplessità però anche l’ex ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Che, attraverso un corposo comunicato, si è detta “favorevole a qualsiasi norma che superi il costante braccio di ferro col ministero dell’economia su posti che risultano, a tutti gli effetti, vacanti e disponibili, e dunque ben venga anche l’immissione in ruolo, ventilata da più parti, di un congruo numero di insegnanti di sostegno. Ma il problema non può essere risolto con i soliti ‘piani straordinari’”. La Gelmini ha poi concluso il suo intervento ipotizzando anche che si tratterebbe di una manovra fatta anche per “soggiacere a interessi sindacali”.
Immediata, anche in questo caso, la replica di uno dei maggiori sindacati della scuola, la Cisl. Il suo segretario generale, Francesco Scrima, ha detto che  “le misure per la scuola contenute nel decreto D’Alia e finalizzate al consolidamento dell’organico di sostegno vanno in una direzione giusta, rafforzando uno degli aspetti più qualificanti del sistema scolastico italiano che è quello dell’attenzione ai più deboli in un’ottica di inclusione”. E poi aggiunto, riferendosi alla Gelmini: “stupisce che un’autorevole esponente del PDL e dell’attuale maggioranza si mostri invece titubante e alluda a presunti interessi sindacali, a cui a suo dire non bisognerebbe mai soggiacere. Ci chiediamo se, quando parla dei ‘soliti piani straordinari’, abbia per caso in mente anche il piano triennale di assunzioni varato nel 2011 dal governo Berlusconi – Tremonti – Gelmini. Noi quel piano lo abbiamo rivendicato con forza, considerandolo anche un atto di riparazione dei tanti guasti provocati da un triennio di tagli sconsiderati agli organici”.

Gelmini: nessuna sanatoria nella PA, ma andare a un confronto

da Tecnica della Scuola

Gelmini: nessuna sanatoria nella PA, ma andare a un confronto
di P.A.
Non si sente il bisogno di una sanatoria nella pubblica amministrazione. Il Miur ha messo troppe pezze su pressione sindacale, invece di risolvere le vere questioni. Cosi Mariastella Gelmini in un comunicato
“Le anticipazioni date alla stampa sul decreto che il Ministro D’Alia si accinge a proporre lasciano presagire una immensa sanatoria nella Pubblica Amministrazione della quale non si sente proprio il bisogno, a fronte dei sacrifici del Paese e della necessità di collocare le scarse risorse disponibili per lo sviluppo e per alleggerire l’immensa pressione fiscale che grava sulle famiglie e sulle imprese. Aggiungo che la priorità va data, sempre e comunque, ai concorsi e alle assunzioni di persone che hanno dato prova di meritarsi di lavorare per la pubblica amministrazione, e che non possono, in nessun modo, vedersi scavalcate. Ci sono inoltre notizie, a dire la verità non tranquillizzanti, sulle norme inserite nel decreto legge che riguarderebbero la scuola. Purtroppo, la tradizione che ha in questo campo il MIUR non è delle più favorevoli, perché le pezze a situazioni specifiche adottate in passato sono risultate più frutto di necessità contingenti che di una visione sistemica, e più preoccupate di soggiacere a interessi sindacali che a risolvere le questioni in campo. Sono e resto favorevole a qualsiasi norma che superi il costante braccio di ferro col ministero dell’economia su posti che risultano, a tutti gli effetti, vacanti e disponibili, e dunque ben venga anche l’immissione in ruolo, ventilata da più parti, di un congruo numero di insegnanti di sostegno. Ma, ripeto, il problema non può essere risolto con i soliti “piani straordinari”. Così anche la soluzione per le regioni che abbiano avuto problemi con la procedura concorsuale a Dirigente scolastico (e penso, ma non solo, alla Lombardia) non può essere abborracciata, o addirittura favorire, nelle more della ricorrezione degli scritti, l’attribuzione di incarichi ai ricorrenti a discapito di chi si è visto annullare la possibilità, per merito, di diventare dirigente scolastico: non credo proprio che l’aver fatto ricorso e l’aver pagato un avvocato possa costituire un titolo di particolare merito! Resta inoltre incredibilmente irrisolta, a quanto se ne sa, la questione dei congelati SSIS, ancora indebitamente esclusi dall’accesso alle graduatorie per cui hanno acquisito, sul campo, il titolo. Spero in un confronto, politico e tecnico, su queste materie, con il governo e con le forze politiche della maggioranza. Altrimenti, saremo costretti a riparare ai danni in Parlamento”.

Distacchi e permessi sindacali delle aree dirigenziali

da Tecnica della Scuola

Distacchi e permessi sindacali delle aree dirigenziali
di L.L.
Siglata il 30 luglio l’ipotesi di CCNQ. Vista la specificità dell’Area V, sono previste disposizioni particolari per i dirigenti scolastici
Il 30 luglio 2013 è stata sottoscritta l’Ipotesi di CCNQ per la ripartizione delle prerogative sindacali alle organizzazioni sindacali rappresentative nelle Aree dirigenziali per il triennio 2013-2015.
L’ipotesi distribuisce i contingenti dei permessi e dei distacchi sindacali tra le confederazioni ed organizzazioni rappresentative nelle Aree di contrattazione collettiva nel triennio 2013-2015.
L’art. 6 contiene “Disposizioni particolari per l’Area V”
Al fine di consentire a regime l’utilizzo dei distacchi da parte delle organizzazioni sindacali, viene confermata la seguente procedura che contempera il tempestivo diritto alle agibilità sindacali con le esigenze organizzative legate all’avvio dell’anno scolastico 2013-2014.
A tal fine:
a)     le organizzazioni sindacali dovranno comunicare al Miur le proprie richieste di distacco e i permessi utilizzati in forma cumulata a livello nazionale sulla base e nei limiti dei contingenti attribuiti dalla ipotesi di contratto non oltre il giorno 31 agosto 2013;
b)    le variazioni dei distacchi rispetto al vigente CCNQ 3 ottobre 2005 saranno conteggiate ai fini delle esigenze organizzative dell’amministrazione scolastica e definitivamente attivati con l’entrata in vigore del nuovo contratto;
c)     le cessazioni dei distacchi derivanti dal decremento del contingente di spettanza delle singole organizzazioni sindacali, decorreranno a partire dal primo giorno successivo a quello dell’entrata in vigore del contratto. Ove questo corrisponda con il periodo di chiusura delle attività didattiche delle istituzioni scolastiche, la cessazione decorrerà dallo settembre 2013, senza interruzione dell’anzianità di servizio.

Il registro elettronico sostituisce quello di classe o quello personale del docente?

da Tecnica della Scuola

Il registro elettronico sostituisce quello di classe o quello personale del docente?
di Lucio Ficara
Una domanda che molti docenti si stanno ponendo è se il registro elettronico, che dovrebbe essere obbligatorio a partire dall’anno scolastico 2013/2014, possa sostituire il registro di classe oppure semplicemente quello personale del docente.
La norma che dispone l’adozione dei registri elettronici, il decreto n. 95/2012, non chiarisce se il registro elettronico debba sostituire il registro di classe o quello personale del docente. La norma si limita in modo vago e approssimativo, senza che intervengano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, a disporre che a decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 le istituzioni scolastiche e i docenti adottino registri on line e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico. Il fatto che nelle righe della norma si scriva che “istituzioni scolastiche” e “docenti” siano chiamati ad adottare registri on line, sembrerebbe che tali registri elettronici siano introdotti a sostituire sia i registri cartacei di classe che quelli personali dei docenti. Ma è veramente così? A questa domanda non è facile dare una risposta certa, proprio per la poca chiarezza della legge, che sembra essere troppo condizionata.  Bisogna dire che eliminare, a favore dei registri in formato elettronico ed on line, il registro di classe e il registro personale del docente, non è la stessa cosa. Infatti tra i due tipi di registri cartacei esiste una notevole differenza giuridica. Tale differenza emerge chiaramente da una sentenza della Corte Cassazione, che con la sentenza n. 208196 del 1997 ha definito il registro di classe come un atto pubblico ed ufficiale, in quanto viene posto in essere dal pubblico ufficiale nell’esercizio della sua pubblica attività e destinato a fornire la prova di fatti giuridicamente rilevanti, costitutivi di diritti e obblighi attraverso la quotidiana annotazione della presenza.  Cosa completamente diversa è per il registro personale, che non costituisce un atto pubblico ed ufficiale, ma più semplicemente un documento attraverso il quale il docente annota, con voti, assenze e svolgimento del programma, l’andamento didattico-disciplinare di ogni singolo. Si tratta ovviamente di un documento molto utile nelle operazioni del consiglio di classe durante lo svolgimento degli scrutini. La mancanza del registro personale del docente, afferma la Corte Cassazione, non invalida e non impedisce in alcun modo il regolare svolgimento di uno scrutinio.  Da questa sentenza, che descrive una evidente differenza tra registro di classe e registro personale, si evince che il registro on line può sostituire, senza alcuna problematica giuridica, quello cartaceo del docente, mentre non così altrettanto semplicemente, può avvenire per il registro di classe cartaceo, che rappresenta il documento pubblico e ufficiale di quanto avviene in classe durante ogni ora di lezione.  Non dimentichiamoci che il registro di classe è il documento in cui si annota tutto quello che accade in classe e in cui ogni docente appone la sua firma, che ha anche lo scopo di dimostrare la presenza dello stesso docente in classe.  Per sostituire il registro di classe con quello on line, bisognerebbe utilizzare la firma elettronica depositata in segreteria, in modo che venga apposta sul registro elettronico al momento dell’inizio di ogni ora di lezione. In alcune scuole proprio per non incorrere in errore, si è attuato il sistema misto, in cui si sono lasciati i registri di classe cartacei e si sono sostituiti quelli personali con il formato elettronico, ci sono altre scuole che hanno mantenuto esclusivamente il cartaceo ed altre più audaci, che hanno eliminato la carta e sono passati tutto al sistema elettronico, cancellando così l’ufficialità della pubblica attività di servizio rappresentata dalla firma del docente sul registro di classe.  Proprio per queste diversità di utilizzo dei registri cartacei ed elettronici, attuato nelle diverse scuole, servirebbe una direttiva, univoca e chiarificatrice, da parte del Miur.