2 ottobre Crisi di Governo

Il 2 ottobre il Presidente del Consiglio ottiene la fiducia al Senato, con 235 voti favorevoli e 70 contrari, ed alla Camera dei Deputati, con 435 voti favorevoli e 162 contrari.

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri e conseguente discussione

(Senato, 2.10.13) LETTA, presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli senatori, nella vita delle Nazioni l’errore di non saper cogliere l’attimo può essere irreparabile. Sono le parole di Luigi Einaudi quelle che richiamo qui oggi: le richiamo qui in Parlamento, davanti al Paese, davanti a tutti voi, per venire subito al cuore della questione. L’Italia corre un rischio che potrebbe essere fatale, irrimediabile. Sventare questo rischio, cogliere o non cogliere l’attimo, dipende da noi, dipende dalle scelte che assumeremo in quest’Aula, dipende da un sì o da un no.
C’è un monito, un monito più recente, ugualmente solenne, che voglio qui ricordare. Poco più di cinque mesi fa il Presidente, cui va una volta ancora la mia, la nostra, profonda gratitudine, per quanto ha fatto e sta facendo per l’Italia, il presidente Giorgio Napolitano… (Prolungati applausi dai Gruppi PD, SCPI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e di alcuni senatori dei Gruppi PdL e GAL. I senatori dei Gruppi PD, SCPI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE si alzano in piedi) …invitava le Camere riunite ad offrire una testimonianza di consapevolezza e di coesione nazionale, di volontà di dare risposte vere ai problemi del Paese. Invitava tutti coloro che lo avevano appena eletto una seconda volta alla Presidenza della Repubblica – fatto unico nella nostra storia – a uno scatto di dignità, di attaccamento alle istituzioni, di amore per l’Italia.
Quel monito fu accolto, anche allora, da un appassionato plauso della maggioranza dei presenti di queste Aule. Quel monito ha avuto come seguito nei mesi successivi l’impegno, con tutte le forze e la massima determinazione possibile, del Governo per costruire soluzioni tangibili ai problemi veri delle persone, per provare ad alimentare una rinnovata fiducia nella politica, nella sua capacità di riformare l’Italia e anche, problema più serio, di riformare se stessa, per restituire al mondo l’immagine di un Paese giovane, dinamico, affidabile.
I componenti del Governo hanno dato prova di lealtà. Tutti, pur consapevoli dello spazio ristretto nel quale ci si muoveva, si sono adoperati in Consiglio dei ministri e nell’attività da Ministri per costruire insieme politiche efficaci, senza certo rinunciare alla propria identità politica o ai propri convincimenti di parte, ma lavorando tutti con vero spirito costruttivo. Abbiamo fatto passi avanti, impensabili anche solo fino a pochi mesi fa, nella comprensione reciproca. Ci siamo confrontati su un orizzonte più alto, più nobile, quello dell’interesse generale degli italiani. E gli italiani, nella stragrande maggioranza, ci dicono, mi verrebbe da dire ci urlano, che non possono più delle messe in scena da «sangue e arena» e del «si scannano su tutto, ma poi non cambia niente». Cambia se vogliamo che cambi. Cambia se ci predisponiamo noi per primi al coraggio. Cambia se siamo solidi al punto da non temere che l’incontro con l’avversario sporchi o inquini la nostra reputazione: solo chi ha un’identità debole teme il confronto con le ragioni altrui. (Applausi dai Gruppi PD, SCPI, GAL e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE).
Io stesso, lavorando gomito a gomito con i Ministri, con i parlamentari che militano in altri partiti rispetto quello nel quale milito io, sono in grado oggi di apprezzare e di testimoniare la passione che alberga in tutti i settori della politica italiana, settori che non sono il mio, settori che hanno dato esempio di vitalità complessiva del sistema, ai quali voglio quindi rendere testimonianza e che, voglio sottolineare, rappresentano uno dei punti nevralgici della discussione che stiamo svolgendo. Solo chi non ha le spalle larghe finisce ostaggio della paura del dialogo, perfino quando il dialogo è virtuoso e volto solo e soltanto al bene comune.
La prima sede deputata al confronto sono certamente le istituzioni. Per questo in ogni atto del Governo, in ogni iniziativa, nazionale e internazionale, in ogni passaggio, anche delicato o doloroso, ho doverosamente coinvolto il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Personalmente, con oggi, ho risposto dell’operato del Governo, io stesso, in Parlamento, 15 volte in poco più di 150 giorni. Ho ripristinato lo strumento del question time alla Camera dopo anni e anni di assenza; l’ho introdotto per la prima volta in quest’Aula al Senato. Perché questo è il luogo della sovranità popolare. Perché il rispetto e l’amore per le istituzioni sono intrinseci alla cultura, alla mia cultura, e costitutivi della mia storia personale e politica. Perché il Governo che guido è nato in Parlamento, e, se deve morire, deve farlo qui: in Parlamento, appunto, alla luce del sole, di fronte a tutti gli italiani.
Questa trasparenza, con la linearità dell’azione politica ad essa sottesa, è il modo migliore per affrontare anche le più complesse e apparentemente inestricabili commistioni tra questioni diverse e in conflitto tra di loro. È il caso – non intendo certamente girarci attorno – della vicenda giudiziaria che investe Silvio Berlusconi. La vita del Governo e la decisione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato sulla sua decadenza da senatore si sono sovrapposte in queste settimane in un crescendo di convulsioni che ha sempre più condizionato il dibattito pubblico. Un crescendo culminato mercoledì scorso nell’annuncio delle dimissioni da parte dei parlamentari del PdL, giunto proprio mentre intervenivo, a nome di tutta l’Italia, davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Ebbene, esattamente una settimana fa si è creata una situazione insostenibile che mi ha portato qui oggi a tracciare davanti a voi la separazione tra quella questione giudiziaria e l’attività di un Esecutivo che è nato per servire l’Italia. I due piani non potevano né possono essere sovrapposti. (Applausi dai Gruppi PD e SCpI. Applausi ironici del senatore Bondi).
BONDI (PdL). Bravo! Bravo!
LETTA, presidente del Consiglio dei ministri. La nostra Repubblica democratica si fonda sullo Stato di diritto, sul principio di legalità, sulla separazione dei poteri. In uno Stato democratico le sentenze si rispettano, si applicano…
BONDI (PdL). Vergognatevi! Vergognatevi! (Commenti dai Gruppi PD e SCpI).
LETTA, presidente del Consiglio dei ministri. …fermo restando il diritto intangibile a una difesa efficace, senza leggi o trattamenti né ad personam, né contra personam. Un diritto che va riconosciuto e concesso a un parlamentare come a qualsiasi altro cittadino italiano.
Onorevoli senatori, il Governo, questo Governo in particolare, può continuare a vivere e a fare bene solo se è convincente nella definizione del programma e nella sua attuazione, in un vero e proprio nuovo patto, giorno dopo giorno, con la prospettiva sempre focalizzata sui problemi veri delle persone, delle famiglie, delle imprese, della nostra comunità. Tutto il resto (le minacce quotidiane, le polemiche tossiche agitate strumentalmente) ingenera caos, disagio, smarrimento nei cittadini; di certo nulla di buono e sano porta alla gestione della cosa pubblica, tanto più in una stagione di gravissima complessità quale quella che stiamo vivendo.
Più e più volte in questi mesi mi avete ascoltato tessere in Italia e all’estero l’elogio della stabilità: stabilità intesa come valore assoluto, da perseguire e alimentare ora dopo ora, stabilità messa così clamorosamente a repentaglio.
Non è sempre stato così nella storia italiana. Nella primissima fase della Repubblica, dal 1946 al 1968, abbiamo avuto una stabilità politica impensabile oggi. In quegli anni, dal ’46 al ’68, tre Presidenti del Consiglio hanno governato la maggior parte di quel tempo. I benefici della stabilità di allora li conoscono tutti gli italiani; hanno avuto conseguenze: la ricostruzione dalle macerie della guerra, il boom economico, una crescita media del 5 per cento l’anno, un debito pubblico che a quel tempo era ben al di sotto del 50 per cento del PIL. Poi, tra il 1968 e il 1992 si sono succeduti ben 24 Governi; la crescita è rallentata, il consenso elettorale è stato acquisito allargando i cordoni della borsa dello Stato, facendo più che raddoppiare il debito pubblico. La fase successiva, quella attuale, avrebbe dovuto essere la stagione della democrazia compiuta e governante. Non lo è stata, ahinoi!
Dal 1992 ad oggi si sono avvicendati addirittura 14 Governi. Per un impietoso confronto, in Germania ci sono stati solo tre Cancellieri nello stesso periodo. Noi 14, loro tre in tutto! Un altro spread, a ben vedere; un altro spread che pesa eccome nel confronto con le grandi democrazie europee.
È evidente a chiunque che le politiche per la crescita, che necessitano di un lungo respiro perché chi le attua possa goderne frutti, sono possibili solo con una prospettiva temporale ragionevole e con Governi stabili. Nel breve orizzonte manca il coraggio perché ai primi costi – e le riforme sono costose, oltre che spesso dolorose in termini di consenso – il Governo viene mandato acasa. Avanti il prossimo e poi il prossimo ancora, oppure tutti alle urne.
Questa è una delle ragioni – non certo l’unica – che spiega la mancanza di crescita e l’impennata del debito pubblico. Dietro, a ben vedere, c’è un’altra grande mancanza, quella della politica: c’è l’assenza di scelte forti, c’è l’ossessione del presente, del consenso a tutti i costi, qui e subito.
Oggi rischiamo di trovarci in una situazione analoga. Non sono le forze dell’opposizione, che legittimamente si oppongono a un Esecutivo che non condividono: sono le forze della maggioranza a trovarsi in una fibrillazione che potrebbe precipitare la crisi. E una crisi significherebbe, di nuovo, contrarre ancora gli orizzonti, posticipare ancora le misure a favore di imprese, lavoratori, disoccupati (disoccupati giovani e non) che aspettano solo di essere aiutati per uscire dalla crisi. Significherebbe di nuovo sedere sul banco degli imputati in Europa e nel mondo: l’Italia incorreggibile, l’Italia che non impara mai dai propri errori, l’eterna incompiuta che manda nel panico i mercati e scatena la preoccupazione.
Questo significherebbe, anche, oggi, rinunciare alla riforma indispensabile della politica e delle istituzioni. Riforma cui tutte le forze di maggioranza si sono solennemente impegnate ad aprile: mai più porcellum, mai più finanziamento pubblico ai partiti, mai più storture del bicameralismo paritario. Oggi, in poco tempo, possiamo riformare davvero la politica: i provvedimenti varati dal Governo in questi mesi sono ora all’esame del Parlamento. Se rapidamente discussi e approvati, possono costituire davvero una svolta nel rapporto con una pubblica opinione che, dobbiamo esserne tutti consapevoli, non dà più credito alle promesse, non attende più. Il tempo d’attesa è scaduto.
In caso di crisi rischiamo invece di scivolare verso elezioni che potranno portare portare a un raggiustamento nelle percentuali tra un partito e l’altro, si ma che – lo sappiamo – rischierebbero di consegnare per l’ennesima volta il Paese all’ingovernabilità. Probabilmente, ci troveremmo ancora, dopo le elezioni, per uscirne, le larghe intese, perché con questa legge elettorale, con questo assetto bicamerale, con questo sistema politico frazionato in quattro o cinque coalizioni, le prossime elezioni rischierebbero di non produrre una chiara maggioranza.
Sulle riforme oggi la direzione è tracciata. In questi cinque mesi, in anticipo sul cronoprogramma che ci eravamo imposti e che avevamo deciso insieme in Parlamento, il Comitato dei saggi ha completato un impianto di riforma delle istituzioni ambizioso e moderno, equilibrato. Nessun stravolgimento, nessun golpe, nessun attentato ai principi fondamentali della Carta costituzionale: indicazioni di rotta per cambiare in meglio e rendere finalmente funzionante la democrazia italiana.
D’altronde, come si fa a difendere il bicameralismo paritario? Come si fa a non ridurre il numero dei parlamentari? Come si fa a non vedere gli intralci e le storture generate dalla riforma del Titolo V del 2001? Oggi siamo, come dicevo, nelle condizioni di chiudere in anticipo, rispetto alle previsioni iniziali, e di completare, dunque, il percorso di riforma in 12 mesi da oggi. Questa volta ce la possiamo fare; possiamo costruire istituzioni funzionanti e, prima di ogni altra cosa, scrivere, come sta avvenendo qui in Senato, in Commissione affari costituzionali (è materia tipicamente parlamentare e il Governo è rispettoso dell’iniziativa del Parlamento), una legge elettorale in grado di restituire il diritto di scelta ai cittadini, di consegnare al Paese vincitori e sconfitti, di mettere chi vince nelle condizioni di governare davvero, fuori dalle polemiche per il bene dei cittadini e con il coinvolgimento di tutte le forze politiche dentro e fuori la maggioranza.
Il Governo, dunque, intende sostenere e accompagnare attivamente il percorso parlamentare (che oggi, con la procedura di urgenza in atto qui al Senato, è un procedimento concreto) di modifica dell’attuale legge elettorale sia in previsione di una possibile pronuncia della Corte costituzionale sia per evitare comunque il rischio che il Paese possa tornare al voto con l’attuale legge, che toglie ai cittadini il diritto di scegliersi gli eletti e che porta maggioranze diverse, come capita questa volta, nelle due Camere.
Un percorso di modifiche che non è in contrasto con la consapevolezza che la legge elettorale andrà poi rivista in base alle scelte di modifica costituzionali in materia di forme di Governo e bicameralismo.
Onorevoli senatori, che ce la possiamo fare l’ho detto e ridetto all’infinito a tutti coloro che ho incontrato nelle ultime settimane. Vale per la riforma delle istituzioni, vale a maggior ragione per l’economia e la società. Dopo otto trimestri di contrazione, l’economia italiana si è stabilizzata e avviata verso una graduale ripresa. Abbiamo alle spalle un incubo, abbiamo alle spalle un periodo di recessione senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale; una recessione che segue il decennio perduto. Con la crisi l’Italia ha perso più di otto punti percentuali di PIL, l’Italia ha perso oltre un milione di posti di lavoro; un cataclisma nell’economia, nella società, che porta e ha portato preoccupazione, disagio, disperazione nelle famiglie italiane.
È a loro, prima che a chiunque altro, che dobbiamo rendere conto delle nostre azioni; è su di loro che le conseguenze del voto di oggi potrebbero causare danni irreparabili. Per evitarlo, subito, tra pochi giorni, abbiamo l’occasione di fare una nuova politica economica e industriale che si concentri su tre grandi priorità: il rafforzamento della ripresa in atto, il taglio consistente delle tasse sul lavoro e sui lavoratori, un intervento drastico sui fattori che limitano la competitività dell’economia.
Dal suo insediamento il Governo ha investito oltre 12 miliardi di euro, quattro dei quali sul lavoro, la cassa integrazione, gli ammortizzatori sociali e la lotta alla povertà. Lo ha fatto in costante e proficuo dialogo con il sindacato e con tutte le parti sociali, ed è stata una buona notizia il documento comune sulla crescita presentato un mese fa da imprenditori e sindacati, documento sul quale siamo pronti oggi al confronto.
Il nostro obiettivo, dichiarato da tempo, è un aumento del PIL pari all’1 per cento per il 2014 e superiore negli anni successivi. La legge di stabilità è l’occasione per raggiungere questi obiettivi e dimostrare al Paese che il cambiamento è in atto. Questo non significa naturalmente che abbiamo intenzione di arretrare di un millimetro nel processo di risanamento della finanza pubblica, anche perché ogni allentamento delle politiche si riflette pesantemente sui costi di finanziamento del nostro debito.
Il risanamento ci ha consentito, grazie ai sacrifici di tutti gli italiani e all’azione degli Esecutivi precedenti e di questo Governo, di uscire a fine giugno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo dell’Unione europea; ci ha permesso finalmente di non essere più sotto esame. Per questo vogliamo e possiamo confermare, con la serietà che ci è richiesta e di cui certo disponiamo, che rispetteremo gli impegni con l’Europa per il 2014: l’indebitamento nominale deve restare e resterà entro la soglia del 3 per cento; l’indebitamento strutturale deve tendere e tenderà rapidamente verso il pareggio; il peso del debito deve ridursi e si ridurrà. Nell’immediato il Governo adotterà le misure necessarie per ricondurre l’indebitamento del 2013 entro il 3 per cento.
In questi cinque mesi, onorevoli senatori, abbiamo sostenuto l’economia in primo luogo attraverso la forte accelerazione impressa al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese; un percorso iniziato durante il Governo Monti, che ci eravamo impegnati a velocizzare. L’abbiamo fatto e documentato settimana dopo settimana; a oggi, 2 ottobre, alle imprese sono arrivati 12 miliardi di euro, con un’accelerazione di settimana in settimana. Completeremo il tutto nel 2014, e anche in questo caso non c’è certo bisogno di ricordare che l’eventualità di un Governo debole rallenterebbe o addirittura impedirebbe di portare a compimento il pagamento. Interverremo poi per ridurre i costi delle bollette elettriche e rilanceremo politiche industriali di settore; continueremo interventi specifici a favore delle piccole e medie imprese, cuore del nostro sistema economico e imprenditoriale.
In questi mesi, abbiamo inoltre varato leggi a sostegno dell’edilizia ecocompatibile, del mobile-arredo, dell’efficienza energetica, delle infrastrutture e iniziative per migliorare la qualità della spesa pubblica e dare sostegno alla domanda interna. Queste azioni proseguiranno nell’ultimo trimestre dell’anno e nel 2014.
Non intendo certo qui stilarne la lista: è troppo lunga, ma siamo stati tutt’altro che il Governo del rinvio. Lo dico perché voglio far presente che proprio oggi «Il Sole 24 Ore» ha un inserto tutto dedicato al tema dei lavori per la casa, per le infrastrutture, per gli interventi ecocompatibili, antisismici, per il contrasto d’interessi, che renda possibile che quando si chiede una fattura vi sia da una parte l’interesse ad ottenerla e dall’altra parte l’interesse di chi svolge una funzione effettivamente a farla e a fare tutto alla luce del sole.
È la dimostrazione, qui, che chi parla di Governo del rinvio mente, è la dimostrazione, qui, dei fatti concreti che in questi cinque mesi sono stati messi in campo per rilanciare l’economia, i posti di lavoro e le attività del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi PD, SCpI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e del senatore Naccarato)
A chi parla di Governi del rinvio invito a chiedere ai beneficiari delle centinaia di misure messe in cantiere da aprile in poi se condividono o meno questa percezione: ai precari della pubblica amministrazione, alle donne vittime di soprusi, agli esodati per licenziamento individuale, ai cassaintegrati, agli insegnanti di sostegno, agli assegnatari delle borse di studio, agli operatori della cultura, ai lavoratori delle fondazioni liriche, a chi sta ristrutturando casa, a quanti ieri stesso in tre ore hanno fatto un clic – (5.500 posti di lavoro nuovi che si sono creati per i giovani), ai piccoli imprenditori beneficiari della nuova legge Sabatini, ai ragazzi che fino a ieri erano figli legittimi, naturali, adottivi e oggi sono figli, figli e basta. (Applausi dai Gruppi PD, SCpI, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e Misto). E potrei continuare.
Invece che di rinvii, parliamo di serietà: serietà perché i problemi li abbiamo affrontati in questi mesi, con soluzioni immediate quando è stato possibile. Penso ancora alla cassa integrazione, alla riforma per rendere più rapida la giustizia civile, al piano casa per le giovani coppie e per i precari, alla legge contro il femminicidio, al diritto allo studio, alla cultura, all’edilizia scolastica che è ripartita, allo sblocco dei cantieri, ai primi interventi di lotta alla povertà, agli ecobonus, alla defiscalizzazione di tanto lavoro per i giovani.
Quando invece le soluzioni immediate non sono state oggettivamente percorribili, abbiamo scelto la via della costruzione paziente di riforme destinate a durare, certo oltre il nostro stesso mandato. È una scelta che rivendico, sì, è una scelta di serietà.
Questo stesso metodo ci guiderà nel prossimo futuro: selettività, attenzione, cura per la cosa pubblica senza alcuna ansia dettata dalle pressioni del dibattito pubblico. La legge di stabilità estenderà il campo d’azione degli interventi per la crescita, sposterà l’enfasi della politica di bilancio verso la riduzione della spesa e verso la riduzione delle tasse, in linea con quanto abbiamo fatto finora, confermando anche in materia fiscale e di fisco per la casa la rotta degli impegni assunti.
Proprio perché non vogliamo nuove tasse, intendiamo mettere il livello complessivo della spesa pubblica al centro dell’impostazione dell’azione di bilancio per il 2014. Al contenimento della spesa pubblica contribuirà il processo di revisione delle strutture pubbliche e delle loro procedure. Vorrei che questo passaggio fosse chiaro a tutti noi: non esistono tagli di spesa facili, a meno che non s’intenda, ma sono certo che nessuno in quest’Aula lo voglia, procedere a colpi di tagli lineari. La revisione va dunque fatta con accortezza, attenzione, competenza.
Se otterremo la fiducia chiederemo al dottor Carlo Cottarelli di assumere il ruolo di commissario per la spending review.
Crediamo sia possibile fare un’efficace azione di revisione della spesa nella pubblica amministrazione, assicurandone le funzioni fondamentali e tutelando le fasce più deboli della popolazione.
E d’altronde – lo voglio dire rivendicandone tutta la forza – in questo 2013 abbiamo realizzato finora 1.700 milioni di euro di riduzione della spesa pubblica. Cifre, fatti, non annunci.
In questi cinque mesi, onorevoli senatori, ho rappresentato l’Italia in quattro vertici internazionali (due Consigli europei, un G8 e G20). Ben tre di essi, tre su quattro, hanno avuto al centro la battaglia contro i paradisi fiscali nel mondo. Il nostro contributo è stato importante per l’assunzione di decisioni ormai vincolanti: il cerchio si sta stringendo attorno ai Paesi e alle banche che hanno consentito in questi anni l’esportazione illegale di capitali finanziari sottratti all’erario, dunque alla collettività.
Il tempo dei capitali esportati illegalmente all’estero sta dunque finendo. E’ in corso una svolta storica nel mondo che dobbiamo cogliere, affinché vinca la legalità e l’Italia possa riappropriarsi di risorse che consentiranno, già a partire dal prossimo esercizio finanziario, di far scendere il deficit e centrare il nostro obiettivo principale: abbassare le tasse a vantaggio dei cittadini onesti.
Chiederò per questo al procuratore Francesco Greco di riaggiornare rapidamente le conclusioni del lavoro svolto l’anno scorso, per consentirci di avviare un piano articolato sul tema della legalità e dei capitali all’estero.
La delega fiscale darà poi stabilità e certezza al regime impositivo, contribuirà a rendere più sistematica la lotta all’evasione e a migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, oltre che a consentire una revisione periodica dell’entità complessiva e delle motivazioni delle agevolazioni fiscali.
Vogliamo procedere ad una revisione della struttura delle aliquote dell’IVA, e anche l’introduzione della service tax permetterà di accrescere la responsabilità fiscale dei Comuni, secondo un principio molto elementare di “vedo-pago-voto”.
Voglio peraltro porre in rilievo – e voglio insistere su questo punto al di là di tutte le cose dette, spesso a partire da informazioni sbagliate, in questi mesi e in questi ultimi giorni in particolare – che questi cinque mesi di Governo hanno già determinato un primo significativo sollievo fiscale per gli italiani.
A chi ancora oggi fa polemiche sul tema del fisco ricordo che grazie al nostro Governo gli italiani hanno pagato, in questi cinque mesi, meno tasse rispetto al previsto per oltre 3 miliardi di euro, e anche questi sono fatti, non sono rinvii. Con la legge di stabilità e i provvedimenti collegati punteremo, come ho detto, ad una riduzione del carico fiscale sul costo del lavoro in entrambe le componenti: quella a carico del datore di lavoro e quella a carico del lavoratore.
Dunque (lo scandisco bene): più soldi in busta paga per il dipendente, più margini di competitività per le imprese, riattivazione della domanda interna. (Applausi dai Gruppi PD, SCpI e AUT (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE)). Più incentivi all’assunzione dei lavoratori a tempo indeterminato. E poi: sgravi fiscali per le start up innovative; rafforzamento dell’ACE (l’Aiuto per la crescita economica, messo in campo dal Governo Monti), così da incentivare la patrimonializzazione delle imprese e gli investimenti; avvio di un importante programma di dismissioni immobiliari e privatizzazioni e razionalizzazione delle società controllate, statali e locali. Nessuna svendita, ma fondamentali immissioni di nuovi capitali per essere più competitivi ed evitare quelle delocalizzazioni che soprattutto nelle Regioni del Nord, con le vicine e competitive aree della Slovenia, dell’Austria e della Svizzera, rendono complesso il lavoro delle nostre piccole e medie imprese.
L’azione congiunturale e le riforme strutturali devono essere collegate strettamente, dobbiamo completare gli interventi già avviati nei campi della giustizia civile, della regolamentazione e della riforma della pubblica amministrazione. Su questa traccia muove il piano Destinazione Italia, presentato personalmente alla comunità finanziaria mondiale la scorsa settimana.
Si tratta di un pacchetto di certezze con tre priorità assolute: assicurare agli investitori stranieri e ai nostri imprenditori la certezza del fisco, essenziale per la pianificazione degli investimenti; la certezza dei tempi, appunto con la riforma della giustizia civile; la certezza delle regole, per esempio con la riforma della Conferenza dei servizi e con un testo unico sulla normativa del lavoro.
Più in generale, proprio in tema di regole, sulla giustizia il nostro lavoro potrà basarsi sulle importanti indicazioni contenute nella relazione conclusiva del gruppo di lavoro nominato dal presidente Napolitano il 30 marzo 2013.
In questo quadro di opportune e urgenti riforme si collocano sia l’adempimento degli obblighi europei (a cominciare dal rispetto delle decisioni della Corte di giustizia dell’Unione europea) sia la necessità di ulteriori misure per affrontare la questione carceraria, oggetto di un annunciato messaggio del Capo dello Stato alle Camere e di un suo appassionato discorso nell’ultima visita al carcere napoletano di Poggioreale.
Tornando al piano di attrazione degli investimenti «Destinazione Italia», abbiamo iniziato a costruirlo fin d’ora perché il momento in cui il mondo farà rotta sull’Italia è dietro l’angolo. EXPO 2015 è dietro l’angolo, guai a considerarlo soltanto un evento: è la scossa di fiducia con cui ci scrolleremo di dosso una volta per tutte quella cappa di autolesionismo e minimalismo che troppo spesso ha accolto le nostre paure. È un’occasione per tutta l’Italia ed è, in particolare, una grande sfida per il Nord e per le aree più produttive del Paese.
Il tema dell’EXPO «Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita» è straordinario, scritto proprio pensando a noi italiani, alla forza dell’ambiente, dell’agricoltura, dell’enogastronomia italiana, che anche nella crisi hanno trascinato il made in Italy nel mondo. Insieme possiamo nutrire l’Italia che fa crescere ogni giorno la ripresa.
In parallelo, occorre portare a compimento l’assetto del decentramento fiscale e completare gli atti, rimasti ancora in sospeso, che riguardano il federalismo fiscale. Le linee guida del Governo sono l’equilibrio di bilanci, la responsabilità fiscale, la semplificazione. Occorre muovere verso un vincolo di bilancio pienamente coerente con la riforma costituzionale, prima di tutto costruendo un Patto di stabilità interno più intelligente, strategico, industriale e non solo contabile, capace di stimolare gli investimenti anziché bloccarli sia con l’obiettivo di creare lavoro in questa fase di crisi sia perché, senza investimenti, non esistono innovazione, riforme e crescita. (Applausi dai Gruppi PD, ScpI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE).
Lo faremo nel rispetto del ruolo dei territori, nel rispetto del ruolo dei Comuni, che dobbiamo liberare, e nel rispetto del ruolo delle autonomie speciali.
La ripresa della attività produttiva attenuerà la disoccupazione e le diffuse condizioni di disagio economico. È, però, indispensabile potenziare sotto il profilo quantitativo e qualitativo gli strumenti di sostegno alle fasce deboli della popolazione: i centri per l’impiego, le misure per l’inclusione sociale, il contrasto alla povertà. Milioni di persone vivono oggi in Italia in una situazione di estrema vulnerabilità. Non c’è niente – davvero niente – di più urgente e indispensabile che continuare, come abbiamo iniziato a fare, a mettere in moto strumenti concreti per attenuare la loro disperazione, per evitare che essa si trasformi in rabbia e in conflitto. Nella legge di stabilità inseriremo il sostegno all’inclusione attiva, per aiutare le famiglie povere, specialmente quelle con figli minori, condizionato ovviamente alla prova dei mezzi, all’attivazione sul mercato del lavoro e ad altri impegni da parte dei beneficiari. L’aver già approvato in questi mesi la Carta per l’inclusione sociale dimostra che anche su questo terreno, altro che rinvii: le prime risposte sono arrivate, altre arriveranno.
Questo, onorevoli senatori, è valido per tutto il Paese, ma a maggior ragione è valido per il Sud. In questi primi cinque mesi abbiamo puntato per il Sud sugli investimenti, sulla scuola, sulla cultura, sulle infrastrutture.
Sulla cultura, insisto sulla portata del grande piano per Pompei, oggi finalmente in grado di farne uno dei simboli dell’Italia che torna ad investire sul suo migliore patrimonio. (Applausi dai Gruppi PD, ScpI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE).
Abbiamo inserito poi l’obiettivo Mezzogiorno nel nuovo piano industriale della Cassa depositi e prestiti che, complessivamente, prevede investimenti fino a 95 miliardi di euro nel periodo triennale.
Dobbiamo lavorare per garantire a costi accessibili la continuità territoriale, in particolare per la Sardegna. Lo sblocca cantieri ha fatto ripartire la metropolitana di Napoli, l’Alta Velocità Napoli-Bari, la progettazione dell’Alta Velocità fino a Reggio Calabria, le autostrade Agrigento-Caltanissetta e Ragusa-Catania.
Ancora, sul Sud vogliamo vincere la grande battaglia contro la dispersione scolastica. (Applausi dai Gruppi PD e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Abbiamo stanziato i primi 15 milioni per far sì che il reclutamento della scuola batta il reclutamento della strada; che tutti i nostri ragazzi abbiamo diritto al futuro con l’istruzione. Perché al Sud, lo sappiamo, l’intensità di ogni problema è moltiplicata all’ennesima potenza; perché al Sud peggiore perfino della rabbia rischia di essere la disillusione e lo scoramento di milioni di giovani, donne, innanzitutto; perché al Sud l’impatto devastante della crisi si accompagna all’effetto della rivoluzione perennemente annunciata e mai arrivata: quella fatta di secoli, di promesse mancate, di illusionisti, di scorciatoie, quella che allontana il Sud dall’Italia e rischia di allontanare l’Italia dall’Europa.
A proposito di Europa, le prossime settimane saranno decisive per i fondi strutturali europei. Gli atti di programmazione del nuovo ciclo 2014-2020 vanno definiti, negoziati ed approvati entro i primi mesi del 2014. Le risorse del vecchio ciclo vanno spese assolutamente entro il 2015, pena il disimpegno.
Abbiamo alle spalle un grande lavoro di ricognizione e razionalizzazione, culminato con la creazione dell’Agenzia per la coesione territoriale, proprio per impiegare al meglio i fondi europei di oggi e quelli che verranno. Non possiamo permetterci di buttare tanti soldi alle ortiche. Non siamo nelle condizioni di sprecare risorse, di sprecarle ancora.
Le risorse, tanto più in questa stagione, dobbiamo impiegarle bene e laddove davvero servono a costruire futuro. Insisto su questo punto: per noi italiani cultura e educazione dovranno essere il cuore della nostra riscossa. Abbiamo già cominciato a dare il primo segnale di inversione di tendenza con i due decreti di agosto e di settembre: “valore cultura” e “l’istruzione riparte”. Sono forse tra i risultati di cui vado più fiero. La strada anche qui è tracciata. Se ci darete la fiducia la percorreremo con maggiore convinzione e slancio. Cultura ed educazione devono essere il centro della nostra ripartenza. (Applausi dai Gruppi PD, ScpI e Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Anche, e forse soprattutto, da questo dipende il nostro futuro in Europa e nel mondo.
Al G8 e al G20 abbiamo intensamente lavorato per supportare la risoluzione politica del dramma siriano; ciò a dispetto dello scetticismo iniziale con il quale sono stati commentati certi interventi. L’intesa raggiunta nei giorni scorsi a New York dà conto del nostro contributo e riflette anche la posizione italiana, sulla quale, peraltro, hanno finito per convergere anche gli altri Paesi europei: centralità delle Nazioni Unite, condanna inequivocabile dell’utilizzo delle armi chimiche, massimo impegno nell’aiuto umanitario per il dramma senza precedenti di oltre 2 milioni di rifugiati.
Onorevoli senatori, nel 2014 l’Italia assumerà la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, per l’unica volta in questo decennio. Quella precedente era nel 2003, dieci anni fa. La prossima volta sarà tra quindici anni. Il 2014 è domani. È un anno decisivo; un anno in cui non possiamo permetterci di far tacere o mancare la voce dell’Italia.(Applausi dai Gruppi PD, ScpI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e del senatore Giovanardi).
Le parole «crescita» e «lavoro» saranno al centro del nostro semestre. Sarà il primo semestre della nuova legislatura 2014-2019. Dovremo fare di quella legislatura europea la legislatura della crescita, dopo la legislatura dell’arretramento e della sola austerità che in Europa abbiamo vissuto dal 2009 ad oggi.
Porteremo al centro dell’attenzione continentale una gestione attenta e solidale del fenomeno delle migrazioni, partendo dall’appello di Papa Francesco a Lampedusa. (Applausi dai Gruppi PD, SCpI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) e del senatore De Cristofaro). L’Europa riparlerà finalmente di Mediterraneo.
Subito però scrolliamoci di dosso l’idea che stare in Europa voglia dire «fare i compiti a casa»: l’Europa non è un compitino, è un cammino dei popoli, in cui l’Italia non deve mettersi da sola dietro la lavagna, ma agire da guida, perché l’Italia può farlo. In questi mesi abbiamo dimostrato, onorevoli senatori, che nei cambiamenti dell’Europa l’Italia può essere protagonista. Abbiamo portato l’Europa, con un’iniziativa italiana, ad affrontare il grande dramma del nostro tempo: la disoccupazione giovanile. Oggi possiamo e dobbiamo fare di più, anzitutto su difesa e sicurezza e sulle politiche industriali, per raggiungere l’obiettivo di far arrivare il nostro manifatturiero al 20 per cento del PIL entro il 2020, per far sì che un’industria più forte sia volano dell’innovazione. Anche per questo, al Consiglio europeo di fine ottobre punteremo tutto sullo sviluppo dell’Agenda digitale, tema fondamentale proprio per la competitività dell’Italia ed il recupero dei tanti, troppi, divari Nord-Sud.
Onorevoli senatori, abbiamo il diritto di sognare gli Stati Uniti d’Europa, per noi e soprattutto per i nostri figli. (Applausi dai Gruppi PD, SCpI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e della senatrice Bignami). Ma non è più tempo solo di sogni. La buona battaglia per l’Europa, che segnerà l’Europa dei prossimi quindici anni, si gioca ora, nel 2014: come si muore di austerità, si può morire di timidezza, di assenza di leadership.
Abbiamo un’agenda ambiziosa per il 2014, sulla rotta Italia-Europa, fatta di appuntamenti urgenti ed irrinunciabili: penso all’attuazione della Garanzia giovani a partire da gennaio, con il lavoro necessario sui centri per l’impiego, e al piano per l’edilizia scolastica con la Banca europea per gli investimenti. Sono politiche pubbliche italiane ed europee che valgono oltre 2 miliardi di euro per il nostro Paese.
L’Italia può arrivare forte e credibile al 2014, quando guideremo l’Europa per costruirla (e raccontarla) più unita, più solidale e più vicina ai cittadini. Ma non c’è influenza senza credibilità. Credibilità vuol dire conti in ordine, stabilità politica, obiettivi politici chiari.
Possiamo scegliere di chiuderci nel nostro cortile delle lotte di politica interna, oppure possiamo giocare all’attacco, impegnando tutte le nostre carte su quell’unione sempre più stretta tra i popoli europei, in cui intendo impegnarmi nei prossimi mesi. La nostra prova arriva adesso: dimostriamo all’Europa intera, con il nostro ambizioso semestre, che non è un caso che il Trattato dal quale ha preso le mosse quella che poi sarebbe diventata l’Unione sia proprio il Trattato di Roma, il Trattato firmato a Roma, il Trattato firmato in Italia. (Applausi dai Gruppi PD, SCpI eAut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE).
Signor Presidente, onorevoli senatori, il Paese – e vado a concludere – è stremato dai mille conflitti di una politica ridotta a cannoneggiamenti continui da un fronte all’altro, una politica tanto più rissosa quanto più immobile, ripiegata su se stessa, sorda ai veri interessi di chi dovrebbe rappresentare: gli italiani. Questa è l’occasione giusta per dire basta.
L’appello che rivolgo a tutti quanti siedono in quest’Aula lo rivolgo in primo luogo a me stesso: basta con la politica da trincea, concentriamoci finalmente solo su ciò che dobbiamo fare, sulle risposte concrete che il Paese si sta persino stancando di chiederci e che invece ha il pieno diritto di rivendicare: le risposte che si attendono le donne (e so bene che il nostro decreto contro il femminicidio è importante, ma è sul terreno delle pari opportunità, della vera applicazione delle pari opportunità, che dobbiamo muovere in maniera sempre più incisiva); le risposte che dobbiamo dare in materia di ambiente; le risposte che dobbiamo dare in materia di contrasto alle mafie, di quel presidio all’ordine pubblico e della legalità che in questi mesi è stato uno dei capisaldi della nostra azione; le risposte che passano per ulteriori investimenti seri nella scuola, nella ricerca, nella cultura e nell’università.
Onorevoli senatori, coraggio e fiducia è quello che torno a chiedervi. Mi appello oggi al Parlamento, mi appello al Parlamento tutto: dateci fiducia per realizzare questi obiettivi; dateci fiducia per tutto ciò che si è fatto e si è impostato in questi pochi mesi. È una fiducia che non è contro qualcuno, è una fiducia per l’Italia, una fiducia per le italiane e per gli italiani, una fiducia per tutti coloro che aspettano dal Parlamento, dalle istituzioni, dalla politica parole e comportamenti in base ai quali orientare le proprie scelte e su cui fondare ciò che abbiamo il dovere di restituire ai nostri figli: la speranza.
L’11 marzo del 1947 un grande liberale, Benedetto Croce, si rivolse ai suoi colleghi dell’Assemblea costituente, con le stesse parole che io vorrei oggi qui sommessamente rivolgere ad ognuno di voi, personalmente, prima che decidiate se votare il sì o il no alla fiducia. Diceva Benedetto Croce: «Ciascuno di noi si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso». (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi PD, SCpI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, dei senatori Giovanardi e Bruno e dai banchi del Governo. I senatori dei Gruppi PD, SCpI e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE si levano in piedi)

Il 29 settembre il Presidente del Consiglio si incontra con il Capo dello Stato per valutare la situazione dell’esecutivo.

Il Capo dello Stato ha ricevuto il Presidente del Consiglio Letta

(Quirinale, 29.9.13) Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa sera al Quirinale il Presidente del Consiglio dei ministri on. Enrico Letta, accompagnato dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi.
E’ stata attentamente esaminata la situazione che si è venuta a creare a seguito delle dichiarazioni del Presidente Berlusconi e delle dimissioni rassegnate dai ministri del PdL in adesione a quell’invito.
Il succedersi nella giornata odierna di dichiarazioni pubbliche politicamente significative dei ministri dimissionari, di vari esponenti del PdL e dello stesso Presidente Berlusconi ha determinato un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica. Da ciò il Presidente del Consiglio ha tratto, d’intesa con il Presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento – che è la sede propria di ogni risolutivo chiarimento – le proprie valutazioni sull’accaduto e sul da farsi.
Il Presidente del Consiglio concorderà la data dei dibattiti con i Presidenti delle Camere.

Il 28 settembre con le dimissioni dei ministri del PdL dall’esecutivo si apre la crisi di governo.

Crisi risolta, condurre in porto il “decreto scuola”

Scrima: crisi risolta, condurre in porto il “decreto scuola”

La crisi rientrata del governo Letta riconsegna al Paese una situazione più consona alla gravità dei problemi con cui si misura, che impone ancor di più a tutti il dovere di attenersi a comportamenti seri e responsabili.

Per la scuola è certamente positivo aver evitato il rischio di veder compromesso, fra l’altro, il buon esito del percorso di conversione in legge del decreto con le misure urgenti per l’istruzione.

È un provvedimento che, sia pur perfettibile, rivolge finalmente la giusta attenzione a un settore da troppo tempo fortemente penalizzato. Un’attenzione cui hanno fatto riferimento, nell’intervento di oggi alle Camere, le parole del presidente del Consiglio.

Quelle parole noi le apprezziamo e intendiamo incalzare il Governo e il Parlamento perché si traducano in scelte e atti concreti.

Roma, 2 ottobre 2013

Francesco Scrima, segretario generale CISL Scuola

NO CULTURAL CHANGE NO FUTURE DEVELOPMENT

“NO CULTURAL CHANGE NO FUTURE DEVELOPMENT ”

Relazione di presentazione del Programma “quARte” ,  alla manifestazione dl LUBEC 2013  su  CULTURA PASSWORD PER il FUTURO

di Paolo Manzelli

Dicendo “NO CULTURAL CHANGE NO FUTURE DEVELOPMENT”  , ho posto il problema di come sia divenuto necessario  comprendere che ogni  processo di trasformazione ha due fasi: 1) quella di distruzione e 2) quella di  ricostruzione.

Per la prima fase non c’e problema ” CI PENSANO I POLITICI” , mentre la seconda e il compito cosciente del VOLONTARIATO CULTURALE E SCIENTIFICO.

La crisi economica e sociale  del nostro tempo post-industriale  e’ essenzialmente una crisi “sovra-strutturale”, intendendo con cio’, quanto va al di la’  come idee e concezioni innovative a carattere non  ideologico ma prammatico, rispetto alla  tradizionale struttura economica della obsoleta societa industriale .

Putroppo negli ultimi venti anni abbiamo assistito da un lato alla crescita teorica e tecnologica della scienza a cui  putroppo non ha corrisponto una parallela crescita di adeguamento della sensibilita culturale e della  creativita sociale .Infatti viceversa in particolare in Italia , il ventennio del cosi detto “berlusconismo” ,  ha corrisposto a una netta degenerazione culturale e scientifica delle istituzioni che ci ha allontanato dall’ avere coscienza delle sempre piu pressanti esigenze di un profondo cambiamento concettuale e di democrazia culturale .

Il futuro orizzonte dello sviluppo  indubbiamente si aricola sulle radici del passato ma tende a mostrarsi come una mutazione il cui elemento fondante consiste negli sviluppo delle conoscenze e delle applicazipni “quantistiche” al sisteme economico e produttivo.

Cultura e futuro nel processo di cambiamento necessitano pertanto di una decisa inversione di rotta del degrado culturale , per favorire una rinnovata capacita euristica delle probabilita di successo delle alternative socio-culturali dello sviluppo che sono proprie della societa della innovazione della conoscenza (vedi ad es il Programma Horizon 2020 di Europe Creative.)

In tale contesto il Progetto/ Programma Itinerante  “quARte” si propone di offrire un punto di riflessione di una cultura anticipativa di nuove conoscenze capace di valorizzare e ampliare rinnovate prospettive concettuali proiettate  nel favorire un forte impatto del campiamento cognitivo degli orizzonti culturali del  nuovo millennio, attraverso contributo di idee, proposte finalizzate allo sviluppo della creativita’ nell’ arte e nella scienza quantistica contemporanea.

Educazione sentimentale a Scuola per quali sentimenti

da Unita.it

Educazione sentimentale a Scuola per quali sentimenti

Mila Spicola

Molti di noi hanno letto sui giornali in merito a diverse iniziative autonome sull’educazione sentimentale a scuola. Tra gli emendamenti al Decreto contro il Femminicidio, inoltre, ce n’è uno che riguarda proprio la proposta di inserimento dell’ “educazione sentimentale” a scuola come insegnamento autonomo. Iniziative apprezzabilinelle intenzioni ma da valutare con estrema cautela.

Aderisco alla lettera inviata da Graziella Priulla, docente di questioni di genere, presso l’Università di Catania richiamando riflessioni e attenzione su un tema così delicato.

Che vuol dire “educazione sentimentale”? Chi la insegna? In base a quale formazione professionale, seguendo che curriculo scolastico, quale metodo, quali contenuti? Con che criteri? Di tipo disciplinare, pedagogico, didattico, psicopedagogico,..?

Negli altri paesi, riguardo l’educazione di genere, come è più corretto individuarla e definirla, non “educazione sentimentale” bensì di genere, le politiche scolastiche distinguono correttamente vari ambiti e azioni: quello dell’educazione sessuale, condotta da personale medico-sanitario, l’educazione di genere, che ha un contenuto metodologico-scientifico-culturale condotta da insegnanti disciplinari, cioè con un programma definito ministerialmente in un insegnamento specifico, oppure l’attività trasversale interdisciplinare che attiene a tutti gli insegnamenti in merito alla rimozione di stereotipi o linguaggi sessisti, condotta direttamente dagli insegnanti, formati e sensibilizzati.

Dunque l’educazione di genere più in generale può essere o un insegnamento specifico o una declinazione dell’educazione al rispetto e al riconoscimento dell’altro, con una sensibilizzazione specifica verso la consapevolezza di genere, che permea tutta la metodologia didattica, non un insegnamento specifico. In entrambi i casi comunque interferisce con estrema cautela col delicatissimo ambito della formazione dei sentimenti di un/a ragazzo/a in crescita se non come riflesso culturale.

E da noi? Dopo anni di assenza di interesse e riflessioni collettive o della politica intorno alle tematiche educative di genere ci sembra che ci sia una tendenza opposta, la iper attenzione, che, anche se la salutiamo con soddisfazione, senza un adeguato approfondimento preventivo dal punto di vista metodologico, scientifico e di metodo rischia di creare equivoci e confusione, se non danni.

Mi pare che ci si stia accodando al boom di sensibilizzazione tirandoci dentro la scuola senza nessun approfondimento serio e specifico, pur essendo la scuola il terreno principe dell’educazione e delle educazioni. Intanto non abbiam chiaro nel dibattito attuale, e il caso Barilla ne è un esempio, se le questioni di genere debbano esplicarsi in riflessioni sui processi culturali o morali e qual è il confine tra le riflessioni “morali” o “sentimentali” e la “libertà”.

Qual è il confine tra “al di qua” e “al di là” di un complesso educativo/comportamentale “etico collettivo” che qualcuno di noi è in grado di sostenere o condividere o trasferire? Ancor più difficile diventa il terreno di riflessione se tutto ciò lo trasferiamo a ragazzi e ragazze in crescita.

Cos’è l’Educazione Sentimentale? Qualcuno può dirmelo?

Se cerco su un dizionario enciclopedico trovo che “L’educazione sentimentale è un romanzo di Gustave Flaubert, scritto nel periodo che va dal 1864 al 1869, e pubblicato nello stesso anno, suddiviso in tre parti, delle quali le prime due contano sei capitoli ciascuna, mentre l’ultima sette”, dunque in pieno periodo romantico.

Qualcuno/a si sveglia la mattina e decide di fare “educazione sentimentale”? Decidendo in modo non meglio  definito che si debbano trasformare in insegnamenti “sentimenti buoni” o  ”cattivi”?  C’è una Commissione del Sentimento? Ne fa parte Lord Byron o Madame Bovary?

Con quali strumenti professionali di tipo pedagogico-didattico, se non medico-psicologico? Con quale formazione o abilitazione? Con quali effetti di tipo psicologico sui ragazzi? Operativamente in cosa consiste? E anche, con quali risorse si accede a questo insegnamento? C’è un concorso? In un momento di precariato e di criticità sul reclutamento scolastico? Troppa  confusione, un po’ di superficialità e poca accortezza. Si tratta di educazione e di processi educativi. Andarci con le pinze. Non credete?

Qualcosa però si può fare e si deve fare, intanto che si attivano percorsi di ricerca scientifica e di riflessione negli ambiti e nelle sedi preposte a farlo prima di arrivare nelle classi. Qualcosa che è già stato studiato, sperimentato e proposto.

Ad esempio suggerire un adeguamento degli  strumenti chiave con cui si trasmettono gli insegnamenti, cioè i libri di testo, e rimuovendo da questi in modo attento stereotipi e linguaggio sessisti, adeguandoli all’oggi. Lo dice persino Papa Francesco, apriamoci alla modernità, ma con criterio: i libri di scuola sono fucine di discriminazioni e stereotipi inalterati  e trasmessi senza grossi mutamenti dall’epoca di Flaubert, anzi, prima ancora dall’ Emilio di Rousseau direi…di cui abbiam festeggiato il 250esimo lo scorso anno.

Proponiamo di adottare ad esempio il Codice Polite, che abbiamo promosso con una petizione, e di cui da tempo ne proponiamo l’adozione normativa, un Codice messo a punto alla fine degli anni 90, da una Commissione Interdisciplinare di esperti di vari ambiti e vari Paesi in merito alla rimozione degli stereotipi e dei linguaggi sessisti dai libri di testo e alla presenza del femminile e dei generi nei contenuti trasmessi dai libri.

Ci sembra una via più corretta, sperimentata, che offre strumenti di lavoro e di sensibilizzazione in modo semplice e strutturato alle insegnanti e agli insegnanti, agli studenti e alle studentesse. Senza attivare esperienze non meglio definite o sperimentate e senza gravare sulle casse dello Stato. Attenendosi a criteri scientifico-culturali. Intanto che si elaborano linee guida nei curriculi scolastici sulle tematiche di genere, dal punto di vista metodologico e di contenuto, per capire se è meglio attivare insegnamenti specifici o formare e preformare tutti gli insegnamenti attraverso metodologie didattiche nuove e attente, è meglio non  affidarsi ad “apprendisti stregoni”, anche in assoluta  buona fede,  in grado poi di non controllare i complessi processi che si attivano.

Sul Codice Polite è stato presentato un emendamento al Decreto Scuola adesso in discussione.

Mila Spicola

Per chi volesse approfondire allego a seguire la lettera di Graziella Priulla e il testo dell’emendamento sul Codice Polite

“Gentili deputate,

Molte di noi, impegnate a vario titolo sul fronte della didattica, non sono d’accordo con l’ora di “educazione sentimentale” nelle scuole. C’è in proposito un dibattito non solo sulle riviste specializzate, ma anche su facebook, e le insegnanti e le loro associazioni mi paiono sostanzialmente concordi. Cosa ben diversa è l’educazione di genere, da considerare trasversale nei percorsi scolastici e nei programmi di tutte le discipline, e non confinata in uno spazio che tra l’altro rischia di fare la fine dell’educazione civica e dell’ educazione alimentare. Abbiamo prodotto negli anni un ricco materiale, esistono buoni libri. Ci vuole rigore metodologico e culturale, ci vuole preparazione specifica. L’educazione al rispetto reciproco dovrebbe esser già ovvia per la scuola, e se non c’è stata finora non sarà un’ora in più a farla praticare. Passa dai modelli di comportamento quotidiani, dalle relazioni, e dalla quotidiana e paziente decostruzione degli stereotipi: non da un’ora riempita non si sa bene di che cosa .

I miei dubbi nascono non da qualche elucubrazione teorica, ma dalle centinaia di ore che ho passato nella formazione dei futuri docenti e dei docenti in servizio: non è questo che chiedono, non è questo che serve. Vogliono libri di testo diversi, programmi più attuali. Discutere in classe degli accidentati percorsi delle conquiste femminili (nell’ora di storia, nell’ora di filosofia, nell’ora di italiano, nell’ora di religione, nell’ora di scienze ecc.), parlare delle culture che hanno sostenuto e sostengono il patriarcato, ritrovare figure e sguardi femminili che la storia ufficiale ha ignorato, consentirebbe tra l’altro di introdurre finalmente nelle aule la storia del ’900: lo sapete – tanto per fare degli esempi – che nessuna delle ragazze dei miei corsi sa quando è stato introdotto il divorzio o quando le donne hanno potuto votare, che cos’era il delitto d’onore, che cosa sono le politiche di parità, che cos’è il tetto di cristallo, che significa grammatica sessista e via discorrendo …? Sapete che i ragazzi credono che esista ancora il capofamiglia? sapete che nessuno di loro ha mai sentito parlare della dialettica natura/cultura? Il lavoro da fare è immenso, ma dobbiamo partire col piede giusto.” Graziella Priulla, sociologa della comunicazione e della cultura, docente ordinaria diSociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Catania,  Catania”

Il testo dell’Emendamento per l’adozione del Codice Polite:

CAMERA DEI DEPUTATI

Gruppo Parlamentare Partito Democratico

Testo emendamento:

Dopo l’articolo 6 del disegno di legge n. 1574, “Conversione in legge del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca”, aggiungere l’articolo 6 bis:

Si sollecita e si propone alle case editrici che tutti i libri di testo adottabili in ambito scolastico rispettino le indicazioni contenute nel Codice di Autoregolamentazione Polite (Pari Opportunità nei Libri di Testo), esplicitate operativamente nei due Vademecum allegati al Codice, attraverso una dichiarazione di adesione al medesimo Codice. Si sollecitano e si propone ai docenti di adottare libri di testo scolastici che rispettino le indicazioni contenute nel Codice di Autoregolamentazione Polite (esplicitate operativamente nei due Vademecum allegati al Codice) e che recano una dichiarazione di adesione al medesimo Codice.

On. Simona Malpezzi

On Davide Faraone

Motivazioni

il Parlamento ha ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011. Con un crescendo sempre più drammatico si registrano sempre più innumerevoli casi di violenza sulle donne e di femminicidi i cui numeri non sono più tollerabili e nei rigardi della quale tematica si stanno mettendo in campo misure a tutela delle donne; tra le diverse azioni da adottare per contrastare tali fenomeni, prioritaria è quella volta a prevenire discriminazioni e sessismi prima che degenerino in  meccanismi patologici di violenze sulle donne; tale azione, per la sua specifica valenza, è da svolgersi prioritariamente in campo educativo attraverso interventi non estemporanei o generici ma da programmare all’interno del sistema scolastico, sulla scorta di quanto avviene già a livello europeo.

Tutti i Paesi membri hanno predisposto in campo educativo e scolastico strumenti di sensibilizzazione e di lotta contro gli stereotipi. In particolare, già con il Quarto Programma d’azione (1996-2000) la politica europea delle pari opportunità si era integrata in tutti i settori e nelle azioni dell’Unione e degli Stati membri, ivi compresa l’azione educativa che si svolge nella scuola, pur nel rispetto delle peculiarità e tradizioni dei singoli Stati.

La Comunità Europea, con l’obiettivo strategico B4, “Formazione a una cultura della differenza di genere”, ha stabilito la necessità “di recepire, nell’ambito delle proposte di riforma della scuola, dell’università, della didattica, i saperi innovativi delle donne, nel promuovere l’approfondimento culturale e l’educazione al rispetto della differenza di genere”.

In tale prospettiva si collocano azioni europee e nazionali relative al settore educativo che devono procedere in due direzioni specifiche, la prima: fissare tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento e delle linee generali dei curriculi scolastici la cultura della parità di genere e il superamento degli stereotipi; la seconda, l’intervento sui libri di testo, riconosciuti in tutte le sedi internazionali, come un’area particolarmente sensibile per le politiche  per le politiche delle pari opportunità.

Il nostro Governo, con una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 marzo 1997 (GU 21.5.1997, n.116) recante “Azioni volte a promuovere l’attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini”, già da allora ha posto tra gli obiettivi prioritari volti a promuovere la parità di opportunità tra uomini e donne “la formazione a una cultura della differenza di genere” ed ha individuato tra le azioni specifiche di tale obiettivo l’aggiornamento dei materiali didattici.

In quel contesto si colloca il progetto POLITE (Pari Opportunità nei Libri di Testo) che, nel 1999, ha visto l’AIE, editori italiani associati,  impegnati a darsi un codice di autoregolamentazione volto a garantire che nella progettazione e nella realizzazione dei libri di testo e dei materiali didattici vi fosse attenzione allo sviluppo dell’identità di genere e alla rimozione degli stereotipi, come fattore decisivo nell’ambito dell’educazione complessiva dei soggetti in formazione.

Tuttavia, il codice POLITE elaborato, scritto e approvato dalla quella partnership, non è mai stato recepito come norma specifica da valere erga omnes e tutt’ora è stata vanifica la pur lodevole e necessaria iniziativa.

Di recente, una petizione pubblica alla quale hanno aderito più di tredicimila persone, ha chiesto, analogamente a quanto avviene in quasi tutti i paesi membri dell’Unione Europea, l’adozione di provvedimenti da introdursi in ambito scolastico volti a perseguire la cultura del rispetto e della consapevolezza delle identità di genere, in particolare, l’adozione proprio del Codice POLITE con  l’introduzione di azioni specifiche da attuarsi in campo scolastico-educativo attraverso metodologie e contenuti volti alla diffusione di una cultura rispettosa delle identità di genere e alla rimozione degli stereotipi sessisti.

Ecco perché il presente emendamento, diretto all’attenzione delle case editrici e dei docenti, suggerisce e stimola l’adozione di tale Codice da parte delle case editrici come compendio di indicazioni operative per redarre libri secondo una moderna e aggiornata visione di genere, e suggerisce ai docenti l’adozione di testi redatti seguendo quelle indicazioni.

Si suggerisce e stimola dunque un libero incontro tra domanda e offerta in un  momento in cui la sensibilizzazione verso la promozione di una sana cultura delle relazioni tra i generi è più che mai attuale e necessaria.

Mobilità: prende avvio la contrattazione

da Tecnica della Scuola

Mobilità: prende avvio la contrattazione
di Lucio Ficara
Si è già aperto il tavolo di confronto per affrontare la questione della mobilità per il 2014-2015. Il nodo principale è quello della tabella di titoli e servizi.
Mentre infuria la buriana politica, tra chi è favorevole a continuare a dare fiducia all’esecutivo guidato da Enrico Letta e chi invece è totalmente sfavorevole, i tecnici del Miur e i sindacati si incontrano per parlare di mobilità 2014-2015. Infatti ieri 1° ottobre si è tenuto al Ministero dell’Istruzione il primo incontro di confronto fra l´ Amministrazione e le OO.SS. per definire la bozza di Contratto concernente la mobilità per il prossimo anno scolastico. Diverse le richieste dei sindacati che ritengono si debba intervenire per mutare alcuni aspetti che hanno caratterizzato il CCNI sulla mobilità negli anni passati. Quali sono i punti per cui si chiede un cambiamento? Per prima cosa si è parlato dell’ individuazione dei titoli d’accesso per l´insegnamento nelle scuole carcerarie dell´istruzione primaria; poi della necessità di eliminare l´ effettuazione manuale dell´assegnazione delle titolarità nella secondaria di I grado ai docenti richiedenti il trasferimento interprovinciale da posto comune a posto di sostegno; si è anche discusso sulla necessità di impartire disposizioni che evitino l’applicazione difforme del CCNI da parte degli uffici Territoriali; Infine si è parlato della necessità primaria di una riflessione sulle tabelle per la valutazione dei titoli e dei servizi. Riguardo a quest’ultimo punto, più volte, su questa testata, abbiamo evidenziato  l’opportunità di rispettare la clausola 4 della direttiva europea 1999/70, recepita dal nostro sistema legislativo, ma non dal contratto integrativo sulla mobilità del personale della scuola. Si tratta in particolar modo di equiparare il servizio svolto in fase di precariato a quello svolto con contratto a tempo indeterminato, al fine che abbiano lo stesso punteggio. Fino ad oggi, il servizio svolto durante il precariato è stato valutato al 50% rispetto allo stesso servizio svolto in posizione di ruolo.

La didattica della matematica come chiave di lettura delle situazioni d’aula

Si terrà a Castel San Pietro Terme (Bo) dall’8 al 10 novembre 2013 l’edizione n. 27 del convegno nazionale “Incontri con la Matematica”. Questa edizione dedicata a “la didattica della matematica come chiave di lettura delle situazioni d’aula” presenta un ricco programma di conferenze e seminari in gran parte suddiviso per i diversi ordini e gradi di istruzione. E’ riconosciuto l’esonero dal servizio per gli insegnanti e per il personale direttivo ed ispettivo.
Convegno Nazionale n. 27:
Incontri con la Matematica

La didattica della matematica come chiave di lettura delle situazioni d’aula

Castel San Pietro Terme (Bologna)
8 – 9 – 10 novembre 2013

Dipartimento di Matematica, Università di Bologna
Direzione: Bruno D’Amore, Martha I. Fandiño Pinilla e Silvia Sbaragli

Organizzazione dell’evento:
Associazione Incontri con la matematica con la collaborazione dell’assessorato alla cultura del comune di Castel San Pietro Terme e di Formath

Conferenze

Venerdì 8 novembre, Centro Congressi Artemide
Tutti gli ordini scolastici
15.00-15.30 Inaugurazione alla presenza delle Autorità del mondo politico ed accademico; saluti di: Sara Brunori (Sindaco di Castel San Pietro Terme); Fausto Tinti (Assessore, Castel San Pietro Terme); Ivano Dionigi (Magnifico Rettore dell’Università di Bologna); Mirko Degli Esposti (Direttore del Dipartimento di Matematica dell’Università di Bologna); Carla Ida Salviati (Direttore delle riviste La Vita Scolastica e Scuola dell’Infanzia).
Sergio Vastarella (Università di Bolzano): Presentazione del portale incontriconlamatematica.net
15.30-16.15 Lucilla Cannizzaro (Università di Roma I, La Sapienza): Esempi di situazioni che testimoniano come si possa assicurare ai bambini ed ai loro insegnanti: calma, pluralità, affettività, curiosità
16.15-17.00 Pierluigi Contucci (Università di Bologna): Insegnare la Probabilità. Come (?) e perché (!)
17.00-17.30 Intervallo
17.30-18.15 Martha Isabel Fandiño Pinilla (NRD Bologna): Il passo più lungo
18.15-19.00 Roberto Dainese (Università di Bologna): Il bicchiere mezzo pieno: la matematica promotrice di inclusione.

Sabato 9 novembre, Centro Congressi Artemide
Scuola Primaria e Secondaria
15.00-15.45 Massimo Ferri (Università di Bologna): Oltre la terza dimensione
15.45-16.30 Simone Fornara e Silvia Sbaragli (DFA-Supsi di Locarno): Italmatica. Riflessioni per un insegnamento/apprendimento combinato di italiano e matematica
16.30-17.00 Intervallo
17.00-17.45 Ira Vannini (Università di Bologna): La qualità della didattica tra valutazioni formative e valutazioni di sistema
17.45-18.45 L’Aquila Signorina: Dante e la matematica (spettacolo teatrale).

Sabato 9 novembre, Salone delle Terme, Albergo delle Terme
Scuola dell’Infanzia
14.30-15.15 Lucilla Cannizzaro (Università di Roma I, La Sapienza): ‘Infantile’. Il linguaggio corrente priva l’infanzia della sua stupefacente complessità. Annotazioni con lo sguardo di chi si occupa di apprendimento della matematica
15.15-16.00 Igino Aschieri, Paola Vighi (Università di Parma) e Palma Rosa Micheli (Fidenza): Dal bidimensionale al tridimensionale: le casette si trasformano in cubi
16.00-16.45 Domenico Lenzi (Università di Lecce): Alcune considerazioni su discalculia e dislessia
16.45-17.15 Intervallo
17.15-18.00 Anna Cerasoli (L’Aquila): Insieme per una fiaba
18.00-18.45 Anna Angeli (Lucca, RSDDM Bologna): Verso il concetto di tempo.

Sabato 9 novembre, Salone delle Terme (Albergo delle Terme)
Intrattenimento per tutti ore 21.00

Sabato 9 novembre, Centro Congressi Artemide
Intrattenimento teatrale per tutti:
14.00 – 14.30: Ivan Graziani e le classi III A e III B della SM “Galileo Galilei” con la collaborazione di Eriana Bellini, Gian Luca Pavesi e Stefania Neri (Santa Sofia, Forlì): Un processo matematico

Seminari

Sabato 9 novembre, Sala Giardino, Albergo delle Terme
Seminari per la Scuola dell’Infanzia
09.00-09.45 Elisa Passerini (Bologna): GIOCOMATICA alla scuola d’infanzia. Acquisizione delle competenze numeriche nei bambini in età evolutiva
09.45-10.30 Annarosa Serpe (Università della Calabria): Fare matematica nella scuola dell’infanzia: il racconto di una fiaba
10.30-11.00 Intervallo
11.00-11.45 Annamaria Mighetti (Cuneo): Le parole danno i numeri. Percorso didattico di sensibilizzazione al numero in fiabe e canzoncine
11.45-12.30 Michela Giuliani (Trento): Muoviamoci in 3D e in 2D: percorsi, plastici e mappe con la segnaletica dei bambini.

Sabato 9 novembre, Centro Congressi Artemide
Seminari per la Scuola Primaria e Secondaria di I Grado
08.00-08.30 Elena Palazzetti e Mina Persico (Castelfranco Emilia, MO): Sfaccettature in geometria
08.30-08.50 Angelica Bignami (Bologna): Questo è un bel problema
08.50-09.10 Roberto Grossa (Università IUAV di Venezia), Silvia Niero e Alda Pangoni (Mirano, VE): La meridiana lavagna
09.10-09.30 Valeria Razzini (Piacenza): Matematica, stupore e poesia
09.30-10.00 Sergio Vastarella (Università di Bolzano): In aula con la Lim e le Piattaforme Digitali: esperienze di matematica, storia e geografia
10.00-10.30 Anna Cerasoli (L’Aquila): Geometria per il mio cane
10.30-10.50 Bruno D’Amore, Martha Isabel Fandiño Pinilla e Maura Iori (NRD Bologna): Elementi di base della semiotica per l’insegnamento – apprendimento della matematica; Bruno D’Amore e Martha Isabel Fandiño Pinilla (NRD Bologna): La nonna di Pitagora
10.50-11.20 Serafino Caloi (Verona): Chi ha paura delle prove Invalsi?
11.20-11.40 Emilia Cipolla e Lorella Bianchini (Pescara): Chi ha paura di Lupo Numerone?
11.40-12.00 Valeria Razzini e Sara Giacopazzi (Piacenza): Le avventure di Renato
12.00-12.30 Cristina Coppola (Università di Salerno), Pietro Di Martino (Università di Pisa), Tiziana Pacelli (Università di Salerno) e Cristina Sabena (Università di Torino): Dalle emozioni dei giovani allievi a quella dei futuri insegnanti di scuola primaria: la necessità di ricostruire il rapporto con la matematica
12.30-13.00 Lucia Baldazzi, Rosalia Tusa (RSDDM Bologna) e Alessandro Gambini (Fortmath): Un percorso di geometria comparativa tra sfera e piano con bambini di prima e seconda primaria: da Parmenide alle esplorazioni nel mondo della geometria sferica.

Sabato 9 novembre, Salone delle Terme, Albergo delle Terme
Seminari per la Scuola Secondaria di I e II grado
08.00-08.30 Franceschina Mercuri e Antonella Zoff (Udine): Rosso di sera … bel tempo si spera. Un’esperienza di meteorologia applicata allo studio della matematica e non solo!
08.30-09.00 Michele Zarri, Paola Ferioli e Ignazio Vallone (Futura, San Giovanni in Persiceto, BO): Diamoci un taglio!
09.00-09.30 Biagio di Carlo (Pescara): Strutture reciproche e scienza geodetica
09.30-10.00 Maria Paola Nannicini e Stefano Beccastrini (RSDDM Bologna): Autobiografie di matematici del 900
10.00-10.30 Giacomo Boselli e Antonia Romano (Trento): Classi aperte per prevenire l’abbandono scolastico
10.30-11.00 Lorenza Resta, Sara Orsola Parolin e Giovanni Pezzi (Ravenna): Un’esperienza di insegnamento della trigonometria con smartphone e con strumenti tradizionali
11.00-11.20 Bruno D’Amore, Martha Isabel Fandiño Pinilla e Maura Iori (NRD Bologna): Elementi di base della semiotica per l’insegnamento – apprendimento della matematica; Bruno D’Amore e Martha Isabel Fandiño Pinilla (NRD Bologna): La nonna di Pitagora
11.20-11.40 Diana Cipressi (Chieti): Chi più ne ha … più ne metta!
11.40-12.00 Maria Teresa Rossi (Calenzano): Investigazioni geometriche con la LIM
12.00-12.20 Antonia Romano (Iprase Trento): Area di apprendimento: una risorsa per lo sviluppo di competenze
12.20-12.40 Veronica Cavicchi (Brescia): Adotta Arte e Scienza nella tua classe

Seminari

Domenica 10 novembre, Sala Giardino, Albergo delle Terme
Seminari per la Scuola dell’Infanzia
09.00-09.45 Eleonora Belli e Lucia Scotti (Piacenza): Le avventure di Nocedicocco
09.45-10.30 Rosanna Amadei, Ortensia Mele e Ilaria Sabatini (Pisa): Appassionata Mente: percorsi di formazione enattiva. Un esempio: “caos e ordine. Lo scarabocchio”
10.30-11.15 Palma Rosa Micheli (Fidenza) e Paola Vighi (Università di Parma): Il gioco dei bottoni
11.15-12.00 Elena Palazzetti e Mina Persico (Castelfranco Emilia, MO): Sfaccettature in geometria

Domenica 10 novembre, Centro Congressi Artemide
Seminari per la Scuola Primaria e Secondaria di I grado
08.00-08.30 Monica Bertacco e Patrizia Tasco (Treviso): La didattica della matematica nella prospettiva del saper fare: il problema dei problemi
08.30-09.00 Antonia Tordella (Viterbo): Le mani, l’occhio e la mente
09.00-09.30 Gianfranco Arrigo (NRD Bologna – SMASI Lugano): Problem solving: l’importanza del cambiamento di registro semiotico
09.30-10.00 Anna Baccaglini-Frank e Maristella Scorza (Università di Modena e Reggio Emilia): Il Progetto Per Contare – pratiche per una “buona didattica” e metodi per la rilevazione di bambini con difficoltà in matematica
10.00-10.30 Barbara Bianchin (Treviso) e Anna Baccaglini-Frank (Università di Modena e Reggio Emilia): Il b.abaco: analisi cognitiva di uno strumento fra l’abaco ed il suan pan cinese
10.30-11.00 Anna Maria Facenda, Paola Fulgenzi, Janna Nardi, Floriana Paternoster, Daniela Rivelli e Daniela Zambon (Mathesis di Pesaro): Tangram: un gioco tra aritmetica e geometria
11.00-11.30 Nicoletta Grasso (Napoli) e Roberto Tortora (Università di Napoli): Riccioli d’oro e i tre orsi, ovvero: La proporzionalità con i bambini, tra narrazione e costruzioni
11.30-12.00 Cristina Sperlari (Cremona) e Martina Carola (Milano): Happy pi-day to you! Festeggiare a scuola la giornata internazionale della matematica
12.00-12.30 Silver Cappello (Università di Bolzano): Le ricadute formative nella didattica della matematica: dalla formazione iniziale a quella in servizio.

Domenica 10 novembre, Salone delle Terme, Albergo delle Terme
Seminari per la Scuola Secondaria di I e II grado
08.00-08.30 Laura Branchetti (NRD Bologna): Segni, rappresentazioni, oggetti matematici. Alcune convinzioni degli insegnanti e incomprensioni tra insegnanti e studenti
08.30-09.00 Christian Bonfanti (Milano): Ti voglio bene!
09.00-09.30 Fabio Di Raffaele (Palermo): Epistemologia dell’apprendimento matematico
09.30-10.00 Miglena Asenova (RSDDM Bologna): Il ruolo delle rappresentazioni visive nell’apprendimento della matematica
10.00-10.30 Marisa Di Luca (Pescara) e Giorgio Bolondi (Università di Bologna): La tecnologia nell’insegnamento-apprendimento della matematica. La computer grafica
10.30-11.00 Sergio Invernizzi (Università di Trieste): Filosofia e matematica: chi la padrona e chi l’ancella?
11.00-11.30 Luigi Tomasi (Adria, RO): Funzioni e velocità di variazione di un processo nelle indicazioni curricolari per la Matematica nella Scuola secondaria di II grado: proposte didattiche
11.30-12.00 Mariacristina Pizzichini (Roma – Zurigo): La spirale logaritmica, la sezione aurea… a Zurigo
12.00-12.30 Cristina Agazzi e Patrizia Marastoni (Mantova): Disequazioni polinomiali.

Informazioni

È riconosciuto l’esonero dal servizio per la partecipazione al Convegno (per insegnanti di ogni ordine e grado, per il personale direttivo ed ispettivo) ai sensi dell’art. 62 del CCNL/2003 in quanto l’Università, ai sensi dell’art. 1 della Direttiva Ministeriale n. 90 del 1 dicembre 2003, è Ente riconosciuto dal MIUR per la formazione dei docenti.

Verrà rilasciato un attestato per n° 20 ore di Aggiornamento, in base alla CM 376, prot. 15218, del 23 12 1995 e successive modifiche. In caso di frequenza parziale al Convegno, verrà comunque rilasciato un attestato per il numero di ore di presenza effettive.
Per avere ulteriori informazioni, ci si può rivolgere a:
Servizio Economia del Territorio – Turismo e Cultura
Comune di Castel San Pietro Terme (BO)
P.zza XX Settembre, 4 – Castel San Pietro Terme (BO) – 40024
Dal lunedì al venerdì: ore 9.00 – 13.00 (giovedì anche 15.00 – 17.45)
Laura Troini – tel. 051.6954127 – ltroini@cspietro.it – FAX 051.6954179
Responsabile del Servizio: Dott.ssa Rita Lugaresi – tel. 051.6954150 – rlugaresi@cspietro.it
siti: http://www.dm.unibo.it http://www.cspietro.it http://www.dm.unibo.it/rsddm
http://www.incontriconlamatematica.org; http://www.incontriconlamatematica.net
Il Convegno è aperto a tutti, non essendo a numero chiuso, qualsiasi sia il giorno d’arrivo.

L’iscrizione avviene direttamente durante il Convegno. Non si accettano pre-iscrizioni di singoli a meno che il pagamento non sia effettuato dalla scuola. A ciascun partecipante si richiede un contributo di 65 euro (studenti con libretto 40 euro).

La segreteria addetta alle iscrizioni ha sede presso il Centro Congresso Artemide, viale delle Terme 1010B; sarà aperta:
venerdì 8 novembre dalle ore 11 alle ore 18
sabato 9 novembre dalle ore 8 alle ore 18 e
domenica 10 novembre dalle ore 8 alle 10.
Quale che sia il momento dell’arrivo, il convegnista è tenuto a pagare la quota d’iscrizione per intero.
Si consiglia ai Convegnisti di effettuare se possibile le iscrizioni venerdì 8 novembre tra le ore 11 e le 13 per evitare code.

Prima delle ore 11 dell’8 novembre non verranno accettate iscrizioni di singoli.

Al momento dell’iscrizione viene consegnata al Convegnista una cartella contenente materiale vario.
Gli Atti, pubblicati da Pitagora Ed. Bologna, a cura di Bruno D’Amore e Silvia Sbaragli, saranno disponibili fin dal giorno della inaugurazione.
Per tutta la durata del Convegno saranno attivi servizi di trasporto gratuito in orari prestabiliti tra la sede della segreteria e le stazioni dei bus e ferroviaria di Castel San Pietro.
I Convegnisti dovranno provvedere per conto proprio alla prenotazione alberghiera. Poiché si prevede un afflusso notevole, si consiglia di provvedere al più presto. La segreteria declina ogni responsabilità per mancato alloggiamento.

INFORMAZIONI TURISTICHE

UIT (Ufficio Informazioni turistiche) – Ufficio Turismo e Cultura – Piazza XX Settembre n. 4 – tel.051.6954.127-.112-.214 – fax 051.6954.179 , orari di apertura dal lun. al ven. dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e il giovedì pomeriggio anche dalle ore 15.00 alle 17.45, e mail: uit@cspietro.it – ufficioturismo@cspietro.it – www.cspietro.it – www.comune.castelsanpietroterme.bo.it Pro Loco, Via Ugo Bassi, 19 – 40024 Castel San Pietro Terme (BO), tel. 051 6951379, fax 051 6954135,
info@prolococastelsanpietroterme.it
FADIS: Coniugare la ricerca della qualità e della professionalità con la cultura della solidarietà

ViVo Next 2.0 ed il Computer legge per Te

Nuova versione 2.0 della suite portable USB, utilizzabile su qualsiasi computer Windows. Legge pagine web, testo, documenti, posta elettronica, programmi, finestre, ecc.
Per ipovedenti e dislessici, può essere utilizzata da chiunque. Tutti gli strumenti sono gestibili mediante mouse e/o tastiera. L’interfaccia è molto semplice e di grandi dimensioni.
Caratteristica importantissima di ViVo Next 2.0 è la portabilità. Infatti, funzionando da chiavetta USB, permette all’utente di averlo sempre al seguito e, quindi, di poterlo utilizzare ovunque e su qualsiasi computer Windows.
Compatibilità: funziona con Windows XP, Vista, 7, 8
Licenza: Donationware
NOTA: Questo programma non è indicato per un’utenza non vedente.
Info: http://www.istitutomajorana.it/

LinuxDay – 26 ottobre 2013

E’ fissata per il prossimo 26 ottobre la 13° giornata nazionale dedicata a GNU/Linux e al Software Libero. Quel giorno nelle città italiane prenderanno il via gli eventi appositamente organizzati per la manifestazione.

Di cosa si tratta
Promossa da ILS (Italian Linux Society) la manifestazione vuole promuovere la diffusione di Linux e la cultura del software libero. Giunta alla sua tredicesima edizione, il tema che farà da guida agli eventi della giornata sarà “Innovazione. Di tutti. Per tutti.”

Programma
Gli eventi verranno qui registrati dagli organizzatori fino a sabato 19 ottobre, e ogni giorno ne vengono aggiunti di nuovi. Per conoscere le iniziative e le città coinvolte vi rimandiamo al sito: http://www.linuxday.it

Verso una scuola equa

Verso una scuola equa: migliorare la qualità dei processi per migliorare i risultati del servizio educativo scolastico

di Antonia Carlini

 

La nuova strategia di Lisbona per l’Europa 2020 ha fissato cinque benchmarks, in termini di indicatori di riferimento, per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

La priorità di una crescita inclusiva impegna i sistemi scolastici degli Stati membri dell’Unione a ridurre a  meno del 10% il numero dei giovani di età compresa fra 18 e 24 anni che abbandonano prematuramente l’istruzione e la formazione  e che sono in possesso della sola licenza media (primo benchmark di riferimento per la lotta alla dispersione e all’abbandono).

Rispetto a questo traguardo, l’Italia continua a registrare una percentuale di abbandoni pari al 17.6 % (dato relativo all’anno 2012) e si posiziona al quart’ultimo posto nella graduatoria dei ventisette Paesi UE (fonte MIUR Servizio statistico, “Focus : la dispersione scolastica”, giugno 2013).

I dati riportati dal MIUR mostrano, nel dettaglio, come “il rischio abbandono” colpisca in particolare le aree del Paese in cui sono maggiormente presenti situazioni di disagio economico e sociale e di svantaggio culturale e linguistico per la presenza di stranieri di recente immigrazione.

 

Un sistema iniquo?

La situazione di partenza personale, la provenienza sociale, l’appartenenza culturale e la condizione economica, variabili assegnate in ingresso, continuano a influenzare e a condizionare in negativo i risultati del percorso educativo e formativo, contribuendo al fallimento, alla dispersione, all’es-clusione.

Questo significa che lo Stato (e il suo sistema di istruzione e formazione) non è riuscito a rimuovere quegli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, hanno impedito il pieno sviluppo della persona umana (art. 3 della nostra Costituzione).

Come sostiene B.Vertecchi (“La scuola iniqua” da Tuttoscuola,  XXXVI, 2013), il sistema scolastico si dimostra un sistema iniquo, non perché alcuni studenti hanno un risultato migliore di altri, ma perché tale risultato non deriva da interazioni fra le caratteristiche degli allievi e l’offerta educativa, ma tra le prime e un certo numero di fattori non scolastici di contesto.

 

Le condizioni per l’uguaglianza sostanziale

Lo Stato non è riuscito a garantire ai suoi giovani cittadini condizioni adeguate per l’uguaglianza sostanziale (equità). Tali condizioni richiedono sensibilità e attenzione a diversi livelli e si caratterizzano:

-a livello centrale, per le politiche impegnate anche in termini di investimenti sul sistema-scuola: dalla fase delicata del reclutamento, alla valorizzazione delle buone pratiche, alla assegnazione delle risorse professionali, strumentali e finanziarie secondo criteri di qualità (contesto interno ed esterno, utenza, bisogni educativi speciali, progetto di scuola, percorsi di ricerca, sperimentazione e sviluppo professionale, dotazioni, buone pratiche, le azioni di miglioramento), oltre che quantitativi (popolazione scolastica, numero disabili e stranieri, …).

a livello periferico, per le sinergie interistituzionali e per una programmazione integrata dei servizi, mirata e coerente con le istanze del territorio, con le necessità delle famiglie in difficoltà, con i bisogni educativi degli alunni a rischio;

a livello di comunità professionale scolastica per i valori e le culture inclusive, per gli interventi di decondizionamento, di individualizzazione e di personalizzazione degli approcci didattici; per gli ambienti di apprendimento stimolanti e coerenti con gli stili di apprendimento; per le situazioni facilitanti e rinforzanti che soddisfano bisogni educativi comuni (accettazione, valorizzazione, autostima, competenza, autorealizzazione, appartenenza, socializzazione); per la flessibilità dei modelli organizzativi; per la valorizzazione delle risorse interne ed esterne alla scuola; per il coinvolgimento e l’integrazione degli interventi con i soggetti diversamente coinvolti e responsabili;  per la ricerca continua di nuove possibilità, da sperimentare insieme, per riuscire insieme (scuola-docente-ragazzo).

 

Lavorare insieme per una scuola inclusiva

Lavorare per costruire un sistema equo significa rileggere la qualità dei processi, dei “funzionamenti” della scuola, in prospettiva multidimensionale (quali contesti di partecipazione e di relazioni? quale curricolo e quali pratiche didattiche? quali percorsi di ricerca e di sviluppo professionale? quale sistema di valutazione? quali percorsi-strategie di miglioramento? quali modalità di condivisione delle buone pratiche?) e con l’attenzione trasversale all’inclusività del sistema-scuola, a partire dal riconoscimento dei bisogni educativi particolari (oggi BES), che richiedono di essere accolti e curati in maniera speciale, in contesti che facilitano l’apprendimento e la partecipazione, che valorizzano le differenze come risorsa per il gruppo, che privilegiano pratiche didattiche collaborative, che prediligono approcci valutativi funzionali e orientativi.

L’accoglienza e la cura dei bisogni educativi differenti, la facilitazione e il sostegno agli alunni “a rischio di abbandono”, la flessibilità dei percorsi e degli interventi, le pratiche didattiche, il coinvolgimento e le sinergie interistituzionali, i sistemi di partecipazione e di decisione, la sperimentazione e le buone prassi, le pratiche valutative e il bilancio condiviso dei risultati, dei punti di forza, delle criticità … sono solo alcune delle principali aree da esplorare per avviare percorsi di miglioramento  della qualità del sistema e dei suoi risultati e per garantire a tutti, secondo le possibilità di ognuno, traguardi di competenza irrinunciabili per l’inclusione scolastica e sociale.

Avviso 2 ottobre 2013

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione generale Ordinamenti scolastici e Autonomia scolastica

 

Il giorno 4 ottobre 2013, alle ore 14.00 nella suggestiva cornice della Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian di Venezia, si terrà il Convegno dedicato all’istruzione artistica “Design, Ricerca e Formazione”.

Seguirà la Premiazione del Concorso nazionale “NewDesign2013”.

È possibile seguire in diretta streaming gli eventi, collegandosi dalle ore 14.00 al seguente sito:

http://www.liceofoscarini.it/              

Si allega la locandina dell’evento.

 

IL DIRETTORE GENERALE

Carmela PALUMBO

Avviso 2 ottobre 2013

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione generale Ordinamenti scolastici e Autonomia scolastica

Il giorno 8 ottobre 2013 si terrà presso la Sala della Comunicazione del MIUR, il primo dei tre seminari di informazione/formazione in programma per il corrente anno scolastico nell’ambito del progetto “Read on for eCLIL” promosso da questa Direzione Generale dall’a.s. 2012-13.

Il Progetto, attivato in collaborazione con il British Council, coinvolge una rete di 51 istituzioni scolastiche su tutto il territorio nazionale e si colloca nella cornice del Protocollo di Intesa tra il MIUR e il British Council, Italia, sottoscritto in data 5 luglio 2012.

Gli obiettivi di fondo sono la promozione della literacy e lo sviluppo della lettura estensiva, sia in formato cartaceo, sia digitale, mirando a coniugare l’apprendimento di contenuti disciplinari con lo sviluppo di competenze in lingua straniera e competenze digitali.

Le attività, che si sviluppano nell’arco di due anni scolastici, sono caratterizzate da momenti formativi/informativi in presenza e a distanza (webinar) e vedono il diretto coinvolgimento di docenti e studenti, impegnati in Laboratori di “Extensive Reading” con caratterizzazione CLIL, finalizzati ad accompagnare licei ed istituti tecnici nella fase di attuazione della metodologia CLIL, come previsto dalla Riforma della scuola secondaria di secondo grado.

Focus vero del Progetto: i ragazzi responsabili e protagonisti delle scelte e delle modalità di conduzione del Progetto stesso.

Si allega il programma dell’evento.

IL DIRETTORE GENERALE

f.to Carmela PALUMBO

Rassegna Stampa 2 ottobre 2013

in  primo  piano

 
L’Unita’  del  02-10-2013
SCUOLA, OGNI ANNO LASCIANO IN 700MILA (N.Luci) [solo_testo] pag. 13
il Messaggero  del  02-10-2013
DONNA E 35ENNE ECCO L-IDENTIKIT DEL VINCITORE DEL CONCORSONE (A.Campione) [solo_testo] pag. 14
il Manifesto  del  02-10-2013
ANCORA DUE MESI PER 11 MILA EX LSU (S.Colangeli) [solo_testo] pag. 5
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013
TEST DI MEDICINA, STUDENTI DEL NORD PIU’ PREPARATI (G.Trovati) [solo_testo] pag. 27
L’Unita’  del  02-10-2013
LA RICERCA FA 90 FESTA PER IL CNR (C.Pulcinelli) [solo_testo] pag. 19
 

ministro

 

 
il Manifesto  del  02-10-2013
DECRETO A DOPPIA FIRMA, DOPO PROFUMO ANCHE CARROZZA TAGLIA I CORSI DI LAUREA (R.Ciccarelli) [solo_testo] pag. 5
 

ministero

 

 
il Messaggero  del  02-10-2013
FUGA DAI BANCHI, OGNI ANNO LASCIANO IN 700MILA (A.cam.) [solo_testo] pag. 14
Giorno/Resto/Nazione  del  02-10-2013
LA GRANDE FUGA DEGLI STUDENTI DUE SU DIECI VIA DALLA SCUOLA (S.Mastrantonio) [solo_testo] pag. 13
il Mattino  del  02-10-2013
DISPERSIONE, IN 700MILA NON TORNANO TRA I BANCHI (D.Regno) [solo_testo] pag. 13
il Manifesto  del  02-10-2013
IL FUTURO E’ POVERO E IGNORANTE (L.Fazio) [solo_testo] pag. 5
Avvenire  del  02-10-2013
“NON M’INTERESSA” E TOGLIE IL CROCIFISSO (C.Dall’olio) [solo_testo] pag. 12
Avvenire  del  02-10-2013
CESARE MIRABELLI: “E’ UN GESTO DI INTOLLERANZA” (V.Salinaro) [solo_testo] pag. 12
il Manifesto  del  02-10-2013
MOSTRI O BAMBINI? QUANDO LO STATO DIVENTA RAZZISTA (G.Caliceti) [solo_testo] pag. 5
Corriere della Sera – ed. Roma  del  02-10-2013
GLI STECCATI DA SUPERARE (E.Affinati) [solo_testo] pag. 1
Libero Quotidiano – Ed. Milano  del  02-10-2013
IL TOFU DI PISAPIA FA SCHIFO AI BAMBINI (M.Ravalico) [solo_testo] pag. 43
TST Tutto Scienze e Tecnologie(La Stampa)  del  02-10-2013
DOLCE E SALATO: RICONOSCERE I SAPORI E’ UN’IMPRESA CHE INIZA GIA’ NELL’UTERO (F.Di todaro) [solo_testo] pag. 6
Corriere della Sera – ed. Milano  del  02-10-2013
LE MAESTRE DI VIGEVANO E LA BATTAGLIA DELLA MENSA (C.Del frate) [solo_testo] pag. 15
il Mattino  del  02-10-2013
PROFESSORI E STUDENTI, RABBIA E DELUSIONE “VIA DA QUI GLI SCIACALLI A CACCIA DI AFFARI” (G.Salvatori) [solo_testo] pag. 43
Avvenire  del  02-10-2013
“DENTRO ALLE IMPRESE CON IL NOSTRO FESTIVAL” (L.Mazza) [solo_testo] pag. 8
La Repubblica – Cronaca di Roma  del  02-10-2013
SCUOLE ECOSOSTENIBILI PRESTO 7 MILIONI DI EURO (S.Grattoggi) [solo_testo] pag. 1
il Messaggero – Cronaca di Roma  del  02-10-2013
MORI’ SUL CAMPO DI CALCIO A SCUOLA CERTIFICATO MEDICO ACCUSA IL PROF (A.Pierucci) [solo_testo] pag. 47
il Mattino  del  02-10-2013
TEST MEDICINA DA NORD A SUD MIGRANO IN 359 (M.Esposito) [solo_testo] pag. 13
Corriere della Sera – ed. Milano  del  02-10-2013
L’ABBRACCIO DELLA STATALE PER I 90 ANNI DI MANTEGAZZA [solo_testo] pag. 7
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013
BOCCONI [solo_testo] pag. 18
il Messaggero – Cronaca di Roma  del  02-10-2013
ELETTO IL NUOVO RETTORE DI TOR VERGATA E’ IL MEDICO NOVELLI (L.De cicco) [solo_testo] pag. 44
la Stampa  del  02-10-2013
PERUGIA, DOPO IL CASO AMANDA DIMEZZATI GLI STUDENTI USA (P.Sapegno) [solo_testo] pag. 17
la Stampa  del  02-10-2013
IL NUOVO RETTORE: “POCHI POSTI A MEDICINA” (A.Ciattaglia) [solo_testo] pag. 50
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013
DOPPIO REGIME PER LE PROFESSIONI (M.Brusaterra) [solo_testo] pag. 25
il Messaggero  del  02-10-2013
ENTI DI RICERCA, PROTESTA DEI PRECARI A MONTECITORIO (L.fan.) [solo_testo] pag. 14
il Giornale d’Italia  del  02-10-2013
IN SARDEGNA INAUGURATO UN MEGA-RADIOTELESCOPIO (G.s.) [solo_testo] pag. 8
Corriere della Sera  del  02-10-2013
PASSAGGIO DI CONSEGNE (S.Landi/B.Millucci) [solo_testo] pag. 34/35
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013
Int. a F.Di mario: “PROGETTO A GRANDE INDOTTO” (C.cas.) [solo_testo] pag. 43
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013
L’EFFICIENZA VALE 0,5 PUNTI DI PIL (F.Rendina) [solo_testo] pag. 44
la Stampa  del  02-10-2013
BODONI E’ GRANDE E STEVE JOBS E’ IL SUO PROFETA (M.Belpoliti) [solo_testo] pag. 30/31
TST Tutto Scienze e Tecnologie(La Stampa)  del  02-10-2013
DALLA SCIENZA DELLA LONGEVITA’ UN SECONDO RINASCIMENTO [solo_testo] pag. 4/5
TST Tutto Scienze e Tecnologie(La Stampa)  del  02-10-2013
I 50 ANNI DEL NOBEL TRADITO (M.Bucchi) [solo_testo] pag. 1
Corriere della Sera  del  02-10-2013
AUTO, BICICLETTE E APERITIVI L’ERA DELLA “CITTA’ CONDIVISA” (M.Sideri) [solo_testo] pag. 29
TST Tutto Scienze e Tecnologie(La Stampa)  del  02-10-2013
SINCRONIZZIAMO GLI OROLOGI (ATOMICI) O IL MONDO SI FERMERA’ (M.Pivato) [solo_testo] pag. 3
Corriere della Sera  del  02-10-2013
OCCHIALI MACCHINA DEL TEMPO PER I TURISTI DEL PASSATO (A.Quintavalle) [solo_testo] pag. 31
 

pubblica  amministrazione  e  societa’

 

 
Corriere della Sera  del  02-10-2013
IL PREMIER PROVA LA CARTA DELLA FIDUCIA (M.Galluzzo/M.Guerzoni) [solo_testo] pag. 8/9
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013  
RIFORME, MANCANO 248 DECRETI (M.Bartolini/M.Paris) [solo_testo] pag. 13  
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013
“L’INSTABILITA’ TAGLIA IL PIL DI UN PUNTO” (N.Picchio) [solo_testo] pag. 7
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013  
IL FABBISOGNO SUPERA I 75 MILIARDI (D.Pesole/M.Rogari) [solo_testo] pag. 11  
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013  
IL BARATRO CHE NON SI VUOLE VEDERE (A.Quadrio curzio) [solo_testo] pag. 1  
L’Unita’  del  02-10-2013  
DRAMMA DEI GIOVANI IL 40% E’ SENZA LAVORO (G.Caruso) [solo_testo] pag. 8/9  
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013  
BONUS UNDER 30, PRENOTATO UN QUARTO DELLE ASSUNZIONI (M.Prioschi) [solo_testo] pag. 8  
il Sole 24 Ore  del  02-10-2013
“DAL 2008 UN MILIONE DI DISOCCUPATI IN PIU'” (Cl.t.) [solo_testo] pag. 8
la Repubblica  del  02-10-2013  
ITALIA, SUPERMARKET DEI TECNICI COSI’ SCOMPARE IL TESORO AZZURRO (C.Cito) [solo_testo] pag. 66  
Corriere della Sera  del  02-10-2013  
LA CHIESA ORIZZONTALE DI FRANCESCO “BASTA CORTIGIANI NELLA CURIA” (G.Vecchi) [solo_testo] pag. 27  
la Repubblica  del  02-10-2013  
FRANCESCO, SCALFARI E L’ARTE DEL DIALOGO (H.Kung) [solo_testo] pag. 1  
la Stampa  del  02-10-2013  
QUATTROMILA RECITE TUTTO IL MONDO CELEBRA VERDI (A.Mattioli) [solo_testo] pag. 1  
Avvenire  del  02-10-2013  
LA PIU’ BELLA DELLO STIVALE (G.Gambassi) [solo_testo] pag. 21  
   
A cura di Giuseppe Colella e Federico Bandi

 

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 231

Gazzetta Ufficiale

Serie Generale
n. 231 del 2-10-2013

Sommario

DECRETI PRESIDENZIALI

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 marzo 2013


Approvazione del manuale per la compilazione della scheda per il
rilievo del danno ai beni culturali, Chiese (modello A-DC).
(13A07848)

 

 

Pag. 1

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 luglio 2013


Proroga, ai sensi dell’articolo 1, comma 394, della legge 24 dicembre
2012, n. 228, del termine di cui all’articolo 3-bis, comma 1, del
decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16. (13A07851)

 

 

Pag. 2

 

 

 


DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 settembre 2013


Estensione della durata dello stato di emergenza dichiarato in
conseguenza degli eventi alluvionali verificatisi nei giorni dal 27
aprile al 19 maggio 2013 nel territorio della regione Piemonte.
(13A07849)

 

 

Pag. 2

 

 

 


DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 settembre 2013


Estensione della durata dello stato di emergenza dichiarato in
conseguenza degli eventi alluvionali verificatisi nei giorni dal 16
al 24 maggio 2013 nel territorio della regione Veneto. (13A07850)

 

 

Pag. 3

 

 

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 


DECRETO 9 agosto 2013


Disciplina dei contenuti e delle procedure della comunicazione del
rinnovo di validita’ della patente. (13A07926)

 

 

Pag. 4

 

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 


DECRETO 13 settembre 2013


Termini e condizioni di partecipazione del settore termoelettrico
nelle situazioni di emergenza alla riduzione dei consumi di gas per
l’anno termico 2013/2014. (13A07931)

 

 

Pag. 5

 

 

DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITA’

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 


DETERMINA 22 luglio 2013


Elenco degli stabilimenti autorizzati alla produzione ed al controllo
di medicinali. (Determina n. aOFF1/2013). (13A07878)

 

 

Pag. 8

 

 

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

 


DELIBERA 2 agosto 2013


Relazione sull’attivita’ svolta dall’Unita’ tecnica finanza di
progetto, nell’anno 2012. (Delibera n. 57/2013). (13A07876)

 

 

Pag. 41

 

 

ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 


COMUNICATO


Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso
umano «Iloprost Ibigen» (13A07879)

 

 

Pag. 42

 

 

 


COMUNICATO


Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso
umano «Duac» (13A07880)

 

 

Pag. 43

 

 

 


COMUNICATO


Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso
umano «Sildenafil Ajanta Pharma» (13A07881)

 

 

Pag. 43

 

 

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso umano «METRONIDAZOLO BAXTER S.P.A». (13A07882)

 

 

Pag. 44

 

 

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso umano «Actilyse» (13A07883)

 

 

Pag. 44

 

 

 


COMUNICATO


Rettifica relativa all’estratto della determina V & A/1275 del
18 luglio 2013 concernente il medicinale per uso umano «Osipine».
(13A07884)

 

 

Pag. 45

 

 

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso umano «Decaven» (13A07885)

 

 

Pag. 45

 

 

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso umano «Candesartan e Idroclorotiazide Actavis».
(13A07886)

 

 

Pag. 45

 

 

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso umano «Saflutan» (13A07887)

 

 

Pag. 46

 

 

 


COMUNICATO


Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio, secondo
procedura nazionale, del medicinale per uso umano «Micotef».
(13A07903)

 

 

Pag. 46

 

 

 


COMUNICATO


Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio, secondo
procedura nazionale, del medicinale per uso umano «Isosorbide
mononitrato EG». (13A07904)

 

 

Pag. 47

 

 

 


COMUNICATO


Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio, secondo
procedura di mutuo riconoscimento, del medicinale per uso umano
«Quentiax», con conseguente modifica stampati. (13A07905)

 

 

Pag. 47

 

 

 


COMUNICATO


Rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio, secondo
procedura di mutuo riconoscimento, del medicinale per uso umano
«Omolin», con conseguente modifica stampati. (13E07906)

 

 

Pag. 48

 

 

CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI VERONA

 


COMUNICATO


Provvedimenti concernenti i marchi di identificazione dei metalli
preziosi (13A07902)

 

 

Pag. 49

 

 

MINISTERO DELLA SALUTE

 


COMUNICATO


Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso
veterinario «Depomix», 2 mg/ml, soluzione iniettabile per bovini,
suini, cani e gatti. (13A07842)

 

 

Pag. 49

 

 

 


COMUNICATO


Modificazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Boflox» 100 mg/ml soluzione
iniettabile per bovini e suini. (13A07843)

 

 

Pag. 50

 

 

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

 


COMUNICATO


Approvazione dello Statuto della Societa’ italiana degli autori ed
editori (13A07877)

 

 

Pag. 50