Decreto legge scuola: assorbito emendamento 12.3/12.9 e respinto 12.10 su dimensionamento scolastico

Decreto legge scuola: assorbito emendamento 12.3/12.9 e respinto 12.10 su dimensionamento scolastico.

La VII Commissione vota l’emendamento del PD 12.11 sull’accordo in Conferenza unificata per i criteri per la determinazione degli organici dei dirigenti-dsga e reputa assorbiti emendamenti 12.3/12.9 che avrebbero salvato le scuole montane o nelle piccole isole. Respinto anche il ripristino dell’autonomia cancellata a 1.700 scuole da una norma (art. 19, c. 4, L. 111/11) a sua volta cancellata dall’ordinamento (sentenza n. 147/12 Consulta). I restanti emendamenti per personale scolastico e AFAM (artt. 15e17) in votazione la prossima settimana. Anief chiede ai parlamentari di presentare in Aula emendamento riformulato su inserimento in Gae di abilitati TFA e idonei Concorso.

Emendamento approvato sul dimensionamento scolastico

Al comma 1, sostituire la lettera c) con la seguente: c) dopo il comma 5-bis è aggiunto il seguente:
5-ter. I criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi, nonché per la sua distribuzione tra le regioni, sono definiti con decreto, avente natura non regolamentare, del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e della finanze, previo accordo in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, fermi restando gli obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5-bis, come modificati dalla legge 12 novembre 2011, n. 183, in vigore sino all’anno scolastico 2013/2014. Le regioni provvedono autonomamente al dimensionamento scolastico sulla base dell’accordo di cui al periodo precedente. Fino al termine dell’anno scolastico nel corso del quale è adottato l’accordo si applicano le regole di cui ai commi 5 e 5-bis.

12. 11. Coscia, Carocci, Rocchi, Ghizzoni, D’Ottavio, Ascani, Blazina, Bonafè, Bossa, Coccia, La Marca, Malisani, Malpezzi, Narduolo, Manzi, Orfini, Pes, Piccoli Nardelli, Raciti, Rampi, Zampa.

Emendamento Anief riformulato da poter ripresentare in Aula su GaE e neo-assunti

AC 1574

 

Emendamento

 

Al comma 1, alla fine inserire le seguente parole:

 

Articolo 15

(Personale scolastico)

“L’accesso ai ruoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria ha luogo attingendo, per il 50 per cento dei posti a tal fine annualmente assegnabili, alle graduatorie di merito dei concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, alle graduatorie ad esaurimento disposte ai sensi dell’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Nel caso in cui la graduatoria di un concorso per titoli ed esami sia esaurita e rimangano posti ad esso assegnati, questi vanno ad aggiungersi a quelli assegnati alla corrispondente graduatoria ad esaurimento. Detti posti vanno reintegrati in occasione della procedura concorsuale successiva. I docenti immessi in ruolo non possono chiedere il trasferimento ad altra sede nella stessa provincia prima di due anni scolastici e in altra provincia prima di tre anni scolastici. La disposizione del presente comma non si applica al personale di cui all’articolo 21 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. In occasione dell’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre con decreto del Ministro dell’Istruzione della Ricerca e dell’Università valido per il triennio 2014-2017, si provvede ad unificare alle graduatorie di terza fascia le graduatorie aggiuntive previste dall’art. 14, comma 2-ter, della legge 24 febbraio 2012 n. 14, e si consente  la presentazione della domanda di inserimento nella terza fascia, altresì, ai docenti che hanno conseguito l’abilitazione al termine dei corsi universitari attivati ai sensi del decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 10 settembre 2010 n. 249 e successive modificazioni, ai docenti che sono stati inseriti nelle graduatorie di merito compilate a seguito dell’espletamento del concorso a cattedra bandito con D.D.G. n. 82 del 24 settembre 2012, ai docenti che si sono laureati presso le Facoltà di Scienze della Formazione primaria o sono comunque in possesso di un’abilitazione. Gli studenti iscritti a corsi universitari autorizzati dal Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca per il conseguimento dell’abilitazione possono essere inseriti con riserva. Il conseguimento del titolo abilitante da diritto allo scioglimento della riserva, le cui modalità saranno fissate dal decreto emesso dal Ministro dell’Istruzione della Ricerca e dell’Università in sede di aggiornamento. E’ abrogato, pertanto, il comma 21, dell’articolo 9, della legge 12 luglio 2011, n. 106.”

 

 

Relazione tecnica

La norma intende aggiornare la procedura di reclutamento in vista delle assunzioni previste, tenuto conto della trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento e della formazione delle nuove graduatorie di merito dell’ultimo concorso a cattedra, ripristinando le previgenti disposizioni in tema di mobilità del personale neo-assunto (L. 124/09), cancellando le novità introdotte dall’art. 9, comma 21 della legge 106/2011. Considerato il prossimo aggiornamento triennale delle graduatorie previsto nel 2014, preso atto dell’assenza di un nuovo sistema di reclutamento nel Regolamento emanato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sulla formazione iniziale (D.M. 249/10 e successive modificazioni) a cui era stata legata dal legislatore la previsione della chiusura delle graduatorie ad esaurimento (L. 296/06, L. 244/07), del precedente intervento derogatorio in favore dei docenti specializzandi del IX ciclo SSIS (L. 169/08) e del decreto ministeriale n. 572/13 sullo scioglimento della riserva per i docenti inseriti in terza fascia che hanno congelato la SSIS e si sono abilitati con il TFA ordinario, la norma intende garantire la parità di accesso alla professione docente, consentendo l’inserimento nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento anche al personale inserito nella fascia aggiuntiva disposta dalla legge 14/2012, che ha conseguito l’abilitazione attraverso il TFA ordinario o l’idoneità all’ultimo concorso a cattedra, e l’inserimento con riserva al personale che frequenterà i PAS attivati presso le università per il conseguimento dell’abilitazione, con scioglimento della riserva all’atto del conseguimento dell’abilitazione, nel rispetto dell’aggiornamento triennale. Dall’entrata in vigore delle nuove norme non sono previsti oneri aggiuntivi o ulteriori aggravi alla spesa pubblica.

 

I giudici riconoscono il diritto di decidere a un giovane con Asperger

da Redattore Sociale

Ricardo Adair Coronel Robles ha vinto la sua battaglia: vedersi riconoscere il diritto a decidere e a gestire la propria vita. La Corte suprema del Messico ha accolto il ricorso del giovane di 25 anni, con sindrome di Asperger, sull’interdizione dall’esercizio dei diritti giuridici che gli fu imposta nel 2008. Una battaglia difficile ma che segna uno spartiacque per le persone con Sindrome di Asperger nel paese. “I giudici gli hanno dato ragione e riconosciuto che, d’ora in poi, dovrà essere ascoltato quando si prendano decisioni sulla sua vita. E in alcuni casi, lui stesso potrà scegliere da solo”, sottolinea il quotidiano messicano El Universal. La sentenza della Corte Suprema stabilisce infatti che lo stato di interdizione debba essere proporzionale al grado di disabilità, e quindi definita caso per caso.

Per questo ora un giudice dovrà ascoltare Coronel e “decidere quali diritti può esercitare e fino a che punto le sue decisioni possono essere autonome”, come spiega il settimanale Proceso, nella sua edizione on line. Proceso definisce la decisione della Corte Suprema “un trionfo storico per le persone in questa situazione” perché segna un precedente, nonostante non siano stati dichiarati incostituzionali gli articoli del codice penale che limitano i diritti politici di cittadini con sindromi di questo tipo.
Il giovane si trova attualmente sotto la tutela dei genitori, stabilita da un giudice cinque anni fa in una sentenza che stabiliva che non aveva la capacità di esercitare i propri diritti. Dopo la lettura della sentenza, riporta il quotidiano Excelsior, Coronel ha sottolineato che si tratta di un importante passo in avanti per il riconoscimento dei suoi diritti come persona e che desidera lavorare, amministrare i propri soldi e comprarsi una casa.

La sentenza non ha, però, soddisfatto tutti, sottolinea il giornale El Economista. Il presidente del Consiglio nazionale per la prevenzione della discriminazione ha dichiarato che “è insufficiente” rispetto a quanto stabilisce la Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità e che dovrebbero essere dichiarati incostituzionali gli articoli del codice civile che definiscono lo stato di interdizione.

Stabilità, Guerra: “Nessun taglio alle indennità di accompagnamento”

da Redattore Sociale

Nella legge di stabilità non ci sarà alcun taglio alle indennità di accompagnamento. Ad assicurarlo è il viceministro al Lavoro e Politiche sociali Maria Cecilia Guerra, che a margine di un convegno Caritas – Cnca sulla tratta specifica che il testo del provvedimento non conterrà nessun riferimento al tetto di reddito per l’indennità di accompagnamento per le persone non autosufficienti. “Non c’è – afferma Guerra – nessun taglio legato alla prova dei mezzi, anzi non c’è mai stato: si possono rassicurare le associazioni che in realtà non avevano nessun motivo per allarmarsi”. Secondo il viceministro si è trattato infatti “di notizie diffuse solo dai giornali”.
Le parole del viceministro Guerra confermano la sensazione che la norma taglia-indennità (che nel testo entrato martedì scorso in Consiglio dei ministri c’era, eccome se c’era) non troverà posto nel documento definitivo che il governo invierà alle Camere per l’esame parlamentare. Il passo indietro era stato ipotizzato già in Consiglio dei ministri, dove – per dirla con il ministro della Pubblica Amministrazione D’Alia – c’era stata “una discussione articolata” sugli effetti del provvedimento. Sulla norma, che verosimilmente era stata preparata dai tecnici del ministero dell’Economia, erano state avanzate già in quella sede varie valutazioni di merito e di opportunità, con la decisione finale di un ulteriore “approfondimento” da svolgersi in questi giorni. Supplemento di analisi nel corso del quale dal ministero del Welfare si è spinto perché la norma venisse esclusa dal testo finale. Missione che, a questo punto, a giudicare dalle parole del viceministro Guerra, ha avuto successo. (ec/ska)

Scuola 2 – Il docente esperto delle tecnologie didattiche

Scuola 2 – Il docente esperto delle tecnologie didattiche:

 competenze e strumenti per insegnare ai nativi digitali

L’Ufficio Scolastico Provinciale e la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova, in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto per l’ambito formativo, presentano la VII edizione del corso di perfezionamento/aggiornamento universitario Scuola 2 – Il docente esperto delle tecnologie didattiche: competenze e strumenti per insegnare ai nativi digitali, rivolto ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

“Migranti” e “nativi” digitali: come le nuove generazioni usano la tecnologia?

I nativi si identificano per il modo di fruire l’informazione e l’intrattenimento elettronico, per come utilizzano le tecnologie e per la loro capacità di essere naturalmente “multitasking”, ossia capaci di interagire con più fonti di informazione (musica, tv, Internet, programmi di messaging istantaneo per esempio) contemporaneamente senza perdere l’attenzione su nessuna di esse.

Gioco, simulazione, performance, appropriazione, multitasking, conoscenza distribuita, intelligenza collettiva, navigazione transmediale: queste le caratteristiche dei nuovi stili comunicativi  e degli stili di apprendimento di bambini, preadolescenti e teenager.

E’ la generazione dei nativi digitali che oggi è presente nelle aule.

 Quali sono i contenuti della loro “dieta mediale”? Come i sistemi formativi e i docenti si preparano per risponde alle domande e ai linguaggi della generazione digitale? Quali sono gli effetti combinati della rivoluzione dell’informazione sulle modalità e sulle forme della didattica?

La  rivoluzione tecnologica formativa in aula affida ai docenti la possibilità di diventare dei costruttori di sapere e di competenze, affrancandosi dal ruolo di distributori e consumatori di percorsi precostituiti e impone loro di diventare migranti digitali

Monitorate le richieste che emergono proprio dal contesto scolastico, da studenti che vogliono/devono diventare fruitori consapevoli e non passivi degli strumenti tecnologici, di ambienti di rete per comunicare e condividere,  dai “migranti digitali, docenti che si sentono ancora impreparati, genitori che spesso si sentono “distanti” da mezzi e linguaggi per loro complessi, abbiamo il piacere di presentare la nuova edizione del corso per soddisfare queste domande.

Il programma previsto è in grado di accompagnare i docenti a superare il divario digitale: già in corso d’opera essi saranno in grado di affiancare agli strumenti tradizionali e imprescindibili, nuove modalità di fare didattica con tecnologie di semplice fruizione quali LIM, eBook, Tablet, App, Social network, wiki, podcast, blog, … tecnologie compensative per l’autonomia e l’integrazione, piattaforma Moodle…

Negli ultimo sei anni abbiamo formato oltre 500 docenti che hanno sviluppato una consapevolezza pedagogica nell’uso delle tecnologie ad integrazione della didattica, acquisendo specifiche competenze: progettuali, metodologicodidattiche per gestire esperienze educative simulate; linguistico-espressive per produrre materiali multimediali interattivi in specifici ambiti del sapere e, ovviamente, tecnologiche con spendibilità immediata

Il percorso che presentiamo riconosce come fondamentale il supporto dei Dirigenti Scolastici che, in quanto anche manager di sistema, intendono investire nelle risorse umane: formare, nei singoli Istituti, docenti in grado di progettare e implementare sistemi collaborativi di rete nella didattica e di gestire contenuti formativi, rivolti alle discipline, alle macro progettazioni d’Istituto, alle attività di rete delle scuole.

Chiediamo alla vostra Istituzione  di esaminare con attenzione i contenuti e le metodologie del nostro Corso e di considerare l’opportunità di sostenere finanziariamente la formazione dei docenti anche per valorizzare in maniera efficace il patrimonio tecnologico già in dotazione a molte scuole del nostro territorio.

Non si può, infatti, pensare che solo migliorando l’infrastruttura informatica si completi il circolo virtuoso tra tecnologia e didattica: è necessario investire sulle risorse umane, primo vero importante passo sulla lunga strada dell’integrazione della tecnologia nella formazione.

I soli strumenti tecnologici non bastano a far crescere le scuole e gli allievi: gli insegnanti devono essere in grado di fornire agli studenti i mezzi per utilizzare le macchine e come strumento di lavoro, informazione e ricerca.

La ringraziamo per l’attenzione, augurandoci sia possibile condividere un cammino comune verso l’innovazione culturale, metodologica, tecnologica, in modo che la scuola possa sempre più diventare “esperienza di vita” significativa per lo sviluppo personale e l’inserimento sociale dei giovani.

Unità Formative

  • LIM e oltre: Lo stato dell’arte sull’uso della Lavagna Interattiva Multimediale. Comunicare e insegnare in classe con la Lavagna Interattiva Multimediale
  • Preparazione all’esame per la certificazione “CERT-LIM Interactive Teacher”
  • Risorse per la didattica: dal programma al “software su misura”.
  • Videogiochi didattici: valutare e progettare
    • Podcast, Wiki, Web 2.0: i Social Network. Creare blog e gestire contenuti. Home page personalizzate, documenti e immagini condivise; reti sociali
    • Il software didattico Open Source: il Software Libero entra nella scuola
    • Moodle: utilizzare, creare e gestire corsi on-line
      • Sito web: dalla progettazione alla realizzazione. Acquisire la conoscenza e la padronanza  padronanza di un software CMS: Joomla,  WordPress e Moodle integrati
      • Tecnologie compensative per l’autonomia e l’integrazione: acquisire capacità di relazionarsi con persone con disabilità sensoriali e/o motorie; capire i bisogni di autonomia e di partecipazione attiva dello studente disabile e proporre l’uso di tecnologie idonee
      • Editing, audio e video: tecnologia semplice per creare video didattici con la fotocamera digitale; raccontare storie, video pubblicità progresso…
      • Robotica
      • Videoanimazione creata con scratch

 

Laboratori on line a scelta

 

  • Sito web: personalizzazione  e elaborazione immagini
    • Moodle: installazione, amministrazione e gestione di corsi on-line
    • Realizzare  videogiochi didattici
  • Digital story telling: non un video, non una semplice sequenza di diapositive, il Digital Storytelling è un mix di una serie di tecniche espressive utilizzate per accostare parole scritte, sonoro, immagini. Leslie Rule definisce il digital storytelling come l’espressione moderna dell’antico mestiere di cantastorie
  • Software per videoconferenze: come mettere in comunicazione diversi gruppi di persone in ubicazioni diverse
  • Software per mapping: acquisire consapevolezza rispetto al processo di creazione delle mappe e alla sua grande affinità con il modo di pensare della mente umana
    • eBook: utilizzo e creazione
    • Smartpen:”penna digitale intelligente”
  • Robotica
  • Videoanimazione creata con Scratch
  •  App Invertor per Android

 

 

Ulteriori informazioni  e le modalità di iscrizione:

http://www.educazione.unipd.it/perfezionamento/docente_esperto_laboratori/

 

Gli studenti: una class action contro le classi-pollaio

da Repubblica.it

Gli studenti: una class action contro le classi-pollaio

Ilportavoce della Rete degli studenti medi denuncia la situazione delle scuole superiori italiane. La maggior parte delle aule è sovraffollata e non rispetta le norme di sicurezza. Le normative sono insufficienti e spesso gli istituti preferiscono risparmiare piuttosto che mettere a norma gli ambienti scolastici

Studenti contro le classi-pollaio e questa volta sono i singoli presidi a rischiare di persona. “Abbiamo lanciato una class action contro le classi-pollaio e stiamo pensando di denunciare i singoli capi d’istituto per una situazione che ci sembra ormai intollerabile”, dichiara Daniele Lanni, portavoce della Rete degli studenti medi. In questi giorni i ragazzi delle scuole superiori sono alle prese con il calcolo del numero massimo di alunni che, in base alle norme vigenti, può contenere l’aula dove svolgono giornalmente le lezioni. E le segnalazioni di aule fuori norma giunte all’indirizzo bastaclassipollaio@gmail. com predisposto dalla Rete degli studenti medi sono già tantissime.

“Siamo stanchi – continua Lanni – di continuare a vivere nelle nostre scuole situazioni di questo tipo. Per questo abbiamo deciso di muoverci per vie legali, per denunciare il tema e accendere i riflettori sulle troppe situazioni di disagio che siamo costretti a vivere nelle nostre scuole”. “Allesuperiori – conclude il portavoce degli studenti –  buona parte delle aule non rispetta le norme di sicurezza. La nostra campagna invita tutti gli studenti a controllare la propria aula, misurarla, confrontare il numero di alunni con i parametri di riferimento e contattarci per procedere per vie legali in caso di violazioni”.

La normativa sul massimo numero di alunni per classe prevede tre restrizioni: quella indicata dalla circolare sugli organici predisposta anno per anno dal ministero dell’Istruzione, quella prevista dal decreto del ministero dell’Interno del 1992 sulle Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica e un decreto del ministero del Lavori pubblici del 1975 sulle Norme di progettazione degli edifici scolastici in Italia. Gli ultimi due stabiliscono che per agevolare l’evacuazione in caso di incendio l’affollamento massimo per aula non deve superare le 26 unità: 25 alunni più un docente.

Mentre per rendere funzionale la didattica le norme sulla progettazione degli edifici scolastici prevedono per le aule di scuola superiore almeno 1,96 metri quadrati per alunno. I limiti fissati dal ministero dell’Istruzione guardano invece a ridurre gli organici dei docenti e consentirebbero di stipare in un’aula anche 30 alunni. “Questa norma è semplicemente assurda”, osserva Lanni. Ma, almeno di non volere
disattendere una o più norme, ogni aula dovrebbe contenere un totale di alunni pari al minore dei numeri che si ottengono dalle tre normative in questione. Anche perché il numero di studenti per classe dipende dall’ampiezza della stessa.

Due anni fa, il Codancons ha vinto una class-action contro le classi-pollaio che ha costretto il ministero dell’Istruzione a pubblicare un lungo elenco di oltre 13mila plessi scolastici particolarmente carenti dal punto di vista della sicurezza. Scuole in cui è assolutamente “vietato” costituire classi sovraffollate. E qualche mese fa la commissione Cultura del Senato ha approvato una risoluzione del Movimento cinque stelle che impegna il governo ad “adottare con sollecitudine tutte le iniziative più opportune volte al coordinamento della normativa primaria e secondaria applicabile in materia di numero minimo e massimo di persone per classe”.

E, continua il testo approvato, “a introdurre modifiche alla normativa vigente volte al  ridimensionamento del numero massimo di alunni per classe, con particolare alle disposizioni relative alla formazione delle classi negli istituti secondari di II grado”. Ma poi le buone intenzioni si scontrano con le esigenze di cassa e le classi-pollaio restano. Per ottenere da due classi da trenta alunni, tre classi da venti occorre allargare i cordoni della borsa e pagare altri docenti, precari o di ruolo. Ma, nonostante 21mila alunni in più, l’organico degli insegnanti è bloccato sugli stessi numeri dell’anno scorso. E non c’è spazio per classi meno numerose.

Maturità 2014, questa sconosciuta

da LaStampa.it

Maturità 2014, questa sconosciuta

Gli studenti non sanno cosa li aspetta e  sono già alla ricerca d’informazioni sulla temuta prova

milano

Come si svolge la maturità? Come si calcola il punteggio d’esame? Su cosa bisogna prepararsi? A metà ottobre il tema più caldo sembra già essere quello degli esami di Stato. Ad un mese dall’inizio della scuola gli studenti non parlano d’altro e sono già alla ricerca di informazioni corrette e aggiornate.

 La maturità è indubbiamente un traguardo per la vita di circa 500.000 studenti, un vero e proprio fenomeno sociale, per questo ScuolaZoo ha deciso di svolgere un sondaggio sugli oltre 62.000 fan della pagina Facebook per capire qul è il motivo che li ha spinti, così presto, a sentire la maturità già alle porte: www.maturita.scuolazoo.it/maturita-2014-gli-studenti-non-sanno-nulla-dellesame-di-stato/

Le risposte non hanno tardato ad arrivare e il dato più evidente è che per il 50% dei rispondenti la maturità è ancora una sconosciuta. Non ci sono dubbi sul fatto di doverla affrontare ma i ragazzi non hanno le idee molto chiare sulle modalità di svolgimento, tempistiche per la preparazione della tesina, calcolo dei voti per ogni singola prova e metodi di valutazione. L’unica soluzione per chi si trova in V° sembra essere il web che diventa il primo strumento per trovare delle risposte.

Se metà dei maturandi non hanno la ben che minima idea di cosa li aspetti, il 30% ancora non si pone il problema degli esami e ritiene opportuno darsi ancora del tempo prima di arrivare alla vera e propria fase di “stress da esame”. Segue, in fine, un 20% di rispondenti che ammette candidamente di avere un’idea generale ben chiara sulla questione grazie alle informazioni trovate sul web, i racconti degli amici o dei fratelli più grandi.

Stupisce purtroppo la difficoltà della scuola di presentare in modo chiaro e comprensibile l’argomento maturità. Per il 99% dei rispondenti infatti il mezzo attraverso cui si cercano informazioni è il web, seguono in netta minoranza scuola, famiglia, amici e parenti.

Arriva Erasmus+, a beneficiarne 4 milioni di studenti nei prossimi sette anni

da Tecnica della Scuola

Arriva Erasmus+, a beneficiarne 4 milioni di studenti nei prossimi sette anni
di A.G.
L’iniziativa, che si avvale di un finanziamento di 15 miliardi, è stata presentata a Bruxelles dal commissario per l’Istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou, davanti ad oltre 350 esperti del settore dell’educazione provenienti da 34 paesi europei: i giovani che riceveranno una borsa di studio dall’Ue saranno quasi il doppio rispetto al passato.
L’Erusmus non abdica. Anzi, raddoppia. Mancano poco più di due mesi al lancio del programma Erasmus+ che, con un budget di 15 miliardi di euro, aiuterà quattro milioni di giovani a studiare o a effettuare una formazione all’estero nei prossimi sette anni. Del resto, il programma europeo di scambio culturale tra giovani è abituato ai grandi numeri: in 25 anni ha fatto viaggiare oltre tre milioni di studenti del vecchio Continente.
Ebbene, dopo che negli ultimi tempi sembrava essere iniziata la parabola discendente del programma, ecco che arriva il rinnovo: è stato presentato il 17 ottobre a Bruxelles dal commissario per l’Istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou, in occasione di un Forum a cui partecipano oltre 350 esperti del settore dell’educazione provenienti da 34 paesi europei.
I fondi stanziati per Erasmus+ rappresentano un aumento del 43% rispetto a quanto era stato concesso al programma tra il 2007 e il 2013. Erasmus+ riunirà tutti i precedenti meccanismi europei incentrati sull’educazione, la formazione, la gioventù e lo sport. Gli studenti accademici che riceveranno una borsa di studio dall’Ue, la maggior parte delle quali sotto i 25 anni, sarà quasi il doppio rispetto al passato, moltiplicando così le opportunità di formazione e di lavoro per i giovani europei.
L’obiettivo di Bruxelles è puntare ancora di più su quello che è senz’altro il programma più popolare dell’Ue, permettendo ai giovani di migliorare le conoscenze di una lingua straniera e di acquisire competenze essenziali per le attuali esigenze del mondo del lavoro. Nell’anno accademico 2011-2002 l’Erasmus ha fatto registrare un boom di partecipanti: oltre 250 mila giovani hanno effettuato un tirocinio o hanno trascorso un periodo di studi all’estero, un numero mai raggiunto in passato.

Piano di interventi e finanziamenti per la realizzazione dei progetti per le minoranze linguistiche

da Tecnica della Scuola

Piano di interventi e finanziamenti per la realizzazione dei progetti per le minoranze linguistiche
di L.L.
La scadenza per l’invio dei progetti da parte delle istituzioni scolastiche del primo ciclo è il 31 ottobre 2013
Come da Nota prot. n. 5298 dell’8 ottobre 2013, i Dirigenti scolastici degli istituti del primo ciclo situati in “ambiti territoriali e subcomunali delimitati in cui si applicano le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche storiche” possono presentare percorsi progettuali in rete per il biennio 2013/2015, sulla base delle seguenti indicazioni:  • Cooperazione in rete. La scuola capofila, referente del progetto, dovrà inviare al Miur l’accordo di rete, sottoscritto dai Dirigenti scolastici di tutte le scuole partecipanti e un documento che illustri sinteticamente il profilo dei diversi partner, l’articolazione interna delle attività condivise e la suddivisione degli oneri. I finanziamenti saranno assegnati alla scuola capofila che assumerà la gestione contabile-finanziaria del progetto e attribuirà i finanziamenti pro-quota alle altre scuole facenti parte della rete. Si precisa che le scuole concorrenti al finanziamento potranno far parte di una sola rete di scuole.  • Continuità. Ogni proposta progettuale dovrà presentare un’articolazione biennale e dovrà essere realizzata nell’arco dei due anni scolastici 2013/2014 -2014/2015. Le istituzioni scolastiche finanziate dovranno compilare una scheda di monitoraggio in itinere sullo stato dell’arte delle attività svolte, al termine del primo anno di attività e provvedere alla rendicontazione finale con una scheda di monitoraggio conclusiva, alla fine del biennio.  • Osservanza dei termini e delle modalità. Saranno ammessi al finanziamento soltanto i progetti ad articolazione biennale presentati dalla scuola capofila entro il termine stabilito, corredati da un accordo di rete formale con almeno altre due diverse istituzioni scolastiche.
L’invio dei progetti da parte delle istituzioni scolastiche dovrà essere effettuato presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica, Ufficio IX, V.le Trastevere 76/A -00153 Roma, entro e non oltre il 31 ottobre 2013.

Pensioni e legge di stabilità; sintesi dell’art. 12

da Tecnica della Scuola

Pensioni e legge di stabilità; sintesi dell’art. 12
di Giovanni Sicali
Mentre si accavallano i commenti sul D.L. “Stabilità 2014”, offriamo una sintesi essenziale dell’art. 12 che riguarda i tagli (razionalizzazione?) alla spesa previdenziale. Benchè il testo non sia pubblico, circola in rete, per cui appare quasi una fonte primaria. Da prendere con le pinze dunque, sperando che il Parlamento possa apportare dei miglioramenti
Titolo III del DDL Stabilità 2014 (…) Articolo 12 (Razionalizzazione della spesa previdenziale) (A) Deindicizzazione pensioni per il triennio 2014-2016. 1. Per il triennio 2014-2016 la rivalutazione automatica dei trattamenti Pensionistici è riconosciuta:
a)nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a tre volte il trattamento minimo INPS. (…)
b) nella misura del 90 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. (…) c)nella misura del 75 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. (…)
d)nella misura del 50 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi e, per il solo anno 2014, non è riconosciuta con riferimento alle fasce di importo superiori a sei volte il trattamento minimo INPS. (B) Regole di liquidazione della buonuscita dei dipendenti pubblici. 1. Con effetto dal 1° gennaio 2014 e con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dalla predetta data: a) all’articolo 12, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, le parole: “90.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: “50.000 euro”, le parole: “150.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: “100.000 euro” e le parole: “60.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: “50.000 euro”; b) all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, le parole “decorsi sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “decorsi dodici mesi”. 2. Resta ferma l’applicazione della disciplina vigente prima dell’entrata in vigore del presente comma per i soggetti che hanno maturato i relativi requisiti entro il 31 dicembre 2013. (C) Contributo di solidarietà per le pensioni elevate – (…) (D) Requisito reddituale per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Nelle more di una complessiva revisione degli istituti assistenziali, con effetto dal 1° gennaio 2014, all’articolo 1, comma 3 della legge 21 novembre 1988, n. 508, dopo le parole “a seguito di istanza presentata dopo il compimento del sessantacinquesimo anno dietà” sono aggiunte le seguenti: ”, a condizione che il soggetto possieda redditi personali assoggettabili all’imposta sul reddito delle persone fisiche di importo annuale pari o inferiore a 60.000 euro, se non coniugato, ovvero, se coniugato, non legalmente ed effettivamente separato, redditi cumulati con quelli del coniuge di importo pari o inferiore a 80.000 euro. I limiti reddituali di cui al presente comma sono annualmente rivalutati sulla base della percentuale di variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati intercorsa nell’anno precedente. Per coloro che risultano possessori di redditi assoggettabili all’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiori a quelli di cui al presente comma l’indennità è corrisposta in misura tale che, considerando l’importo della stessa, non comporti un reddito complessivo superiore ai predetti limiti.” (…)

Carrozza agli studenti in mobilitazione: pronta al confronto, parliamone

da Tecnica della Scuola

Carrozza agli studenti in mobilitazione: pronta al confronto, parliamone
di A.G.
Partecipando a Brescia alle celebrazioni per il 40esimo anniversario della strage di piazza della Loggia, il Ministro ha detto di essere disposto ad ascoltare i rappresentanti dei manifestanti che protestano contro i tagli alla scuola. Per poi comunque precisare: però siamo in un momento molto difficile…
Sono disponibile ad ascoltare gli studenti e i motivi delle proteste di piazza. Così ha risposto il ministro dell’istruzione, Maria Chiara Carrozza alla domanda su come intendesse gestire il malcontento per le politiche poco incisive sul fronte dell’istruzione pubblica. A margine di un incontro in un istituto superiore di Brescia con circa 600 studenti di alcuni istituti superiori bresciani, che ha aperto le celebrazioni per il 40esimo anniversario della strage di piazza della Loggia, Carrozza ha dichiarato di essere disposta ad ascoltare “se vorranno venirmi a parlare, i rappresentanti” dei manifestanti che protestano contro i tagli alla scuola.
Per poi aggiungere: “è giusto parlare con gli studenti, capisco la loro posizione, ma siamo in un momento molto difficile”. “Come ministro – ha concluso Carrozza sull’argomento – ho un decreto sulla scuola che si sta discutendo in questo momento in Parlamento e farò tutto il possibile per portare la giusta attenzione sull’istruzione”.
A proposito del tema del giorno, il Ministro ha sottolineato che la scuola deve essere considerata “ come strumento per trasmettere la memoria e per educare le giovani generazioni alla lotta contro la violenza e contro le discriminazioni”. “Ci sono molti progetti in corso su questo tema – ha spiegato – e anche un bel dibattito sulla scuola come elemento anche di integrazione fra le culture”. A chi le ha ricordato che la strage di piazza della Loggia, a quasi 40 anni di distanza, resta ancora senza colpevoli, Carrozza ha risposto: “Ho visto, ne ho sentito parlare e ne ho discusso proprio ora venendo qua con il senatore Paolo Corsini, che mi ha raccontato anche più in dettaglio e, diciamo, da bresciano questa storia. Quindi è importante parlarne ancora”.

La “dieta mediterranea” diventa legge

da Tecnica della Scuola

La “dieta mediterranea” diventa legge
di R.P.
Un emendamento all’articolo 4 del D.L. 104, già approvato dalla Commissione Cultura, prevede che i gestori dei servizi di mensa scolastica inseriscano disposizioni precise per far sì che nelle mense scolastiche aumentino i prodotti tipici della dieta mediterranea e venga ridotto il consumo di carni e zuccheri semplici
La “dieta mediterranea” sta per diventare legge di Stato, almeno nelle mese scolastiche. Lo prevede un emendamento all’articolo 4 del decreto legge 104 approvato nelle ultime ore dalla Commissione Cultura della Camera. La modifica, proposta dai deputati PD Colomba Mongiello ed Ermete Realacci, prevede espressamente che “In sede di gara d’appalto per l’affidamento e la gestione dei servizi di refezione scolastica … i soggetti appaltanti sono tenuti a prevedere una adeguata quota di prodotti agricoli ed agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica, nonché una riserva di punteggio per le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato ‘dieta mediterranea’, consistente in un’alimentazione in cui prevalgano i prodotti ricchi di fibre, in particolare cereali integrali e semintegrali, frutta fresca e secca, verdure crude e cotte e legumi, nonché pesce, olio extravergine d’oliva, uova, latte e yogurt, con una limitazione nel consumo di carni rosse e zuccheri semplici”. Già alcuni anni addietro il Ministero della Sanità, in accordo con il Miur, aveva emanato le linee guida per i servizi di ristorazione scolastica che però non sempre sono state recepite a livello locale. Adesso però le indicazioni della Commissione Cultura della Camera potrebbe diventare parte integrante del testo del provvedimento approvato dal Parlamento. La “dieta mediterranea” non sarà soltanto un consiglio per migliorare gli stili di vita delle nuove generazioni ma dovrà essere considerata una disposizione di legge che dovrà essere rispettata e messa in pratica.

Pareri Aran sulle assenze per visite specialistiche

da Tecnica della Scuola

Pareri Aran sulle assenze per visite specialistiche
di Aldo Domenico Ficara
L’Aran sulle assenze per visite specialistiche del personale docente del comparto scuola ha proposto 2 pareri, distanti l’uno dall’altro in 15 anni, il primo datato 1996 e il secondo 2011
Il primo parere espresso dall’Aran per il comparto Ministeri è stato recepito attraverso la circolare ministeriale n. 301/1996 anche per il comparto Scuola. Nel parere Aran si legge: “Nei casi di assenze per visite mediche, prestazioni specialistiche ed accertamenti diagnostici, ove non sia dimostratamente possibile effettuarli al di fuori dell’orario di servizio, il dipendente può usufruire del trattamento di malattia da documentare con l’esibizione di certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria che ha erogato la prestazione. Nel caso le assenze in questione siano inferiori o pari alla metà della durata dell’orario di lavoro giornaliero, il dipendente potrà usufruire, a richiesta, oltre che dell’assenza per malattia, con la relativa decurtazione del trattamento economico accessorio, anche di un permesso a recupero. Viene escluso, inoltre, il frazionamento della giornata di assenza per malattia”. Nel secondo parere Aran (anno 2011) spiega un orientamento applicativo per le autonomie locali, è scritto: “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione”.

Dl istruzione, parere favorevole dalla commissione Finanze, ma…

da tuttoscuola.com

Dl istruzione, parere favorevole dalla commissione Finanze, ma…

Parere favorevole della commissione Finanze di Montecitorio sulle coperture delle spese derivanti dal dl Istruzione, in esame in sede referente nella commissione Cultura della Camera, ma a condizione che vengano individuate modalità diverse rispetto a quelle previste dal decreto.

A giudizio della commissione Finanze le risorse non possono essere reperite con l’aumento delle accise sugli alcolici che “avrebbe ricadute negative non solo sui settori direttamente interessati ma sull’intera dinamica dei consumi” né con l’incremento delle imposte sui trasferimenti immobiliari “in contraddizione con l’obiettivo perseguito dal Governo con il dl Imu (102/2013)“.

La commissione Cultura dovrà quindi “procedere a individuare risorse alternative nel bilancio pubblico senza far ricorso ad altri incrementi di tributi – si legge nel parere – attraverso interventi volti alla riduzione delle spese non essenziali o prive di adeguata giustificazione nell’attuale contesto socio economico, salvaguardando comunque gli investimenti nei settori dell’istruzione e della ricerca o individuando altri regimi agevolativi con minor impatto sulle attività economiche“.

La commissione Finanze segnala “l’esigenza di considerare le conseguenze degli incrementi di accise sulla finanza delle Regioni a statuto speciale alle quali spetta in molti casi una quota parte rilevante del gettito dell’imposta riscossa nei rispettivi territori“.

Dl istruzione: potenziato l’orientamento

da tuttoscuola.com

Le iniziative saranno rivolte anche agli studenti di terza media

Dl istruzione: potenziato l’orientamento

Le attività di orientamento per gli studenti nelle scuole saranno rivolte anche agli studenti che frequentano la terza media, oltre che a quelli dell’ultimo biennio delle superiori.

A stabilirlo è un emendamento al dl Istruzione proposto dal Pd e approvato ieri dalla commissione Cultura della Camera che sta esaminando il decreto in sede referente.

La modifica incide sull’art. 8 del provvedimento superando la disposizione che limita i beneficiari agli “studenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado” e stabilendo che l’orientamento per una scelta consapevole del percorso di studio e degli sbocchi occupazionali sia destinato agli “studenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e agli ultimi due anni della scuola secondaria di secondo grado”.

Percorsi specifici di orientamento allo studio e al lavoro saranno introdotti inoltre per gli alunni disabili che frequentano l’ultimo anno della scuola media e gli ultimi due anni delle superiori. A

stabilirlo un emendamento del Movimento 5 Stelle, che ha raccolto il voto favorevole della maggioranza dei membri della commissione.

L’obiettivo della modifica, che incide sull’art. 8 del provvedimento, è quello di fornire alle famiglie degli studenti con disabilità certificata “strumenti utili per indirizzare la scelta del percorso formativo”.

Gilda sul Cnpi: giustizia è fatta

da tuttoscuola.com

Il TAR del Lazio impone al Miur di ricostituire organismo

Gilda sul Cnpi: giustizia è fatta

Sul Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione) finalmente giustizia è fatta“. Così il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, commenta la sentenza con cui il Tar del Lazio ha disposto che il Miur ricostituisca l’organismo.

Essendo comunque di difficile realizzazione il dispositivo del tribunale amministrativo – prosegue Di Meglio – è auspicabile un intervento urgente del legislatore che, in via transitoria, ripristini il vecchio Cnpi indicendo immediatamente le elezioni per il suo rinnovo. Adesso – dice Di Meglio – torniamo alla carica con il Consiglio superiore della docenza, nostro storico cavallo di battaglia già presente in alcune proposte di legge depositate sia alla Camera dei Deputati che in Senato. Un organo di garanzia – conclude il sindacalista – che può rivestire un ruolo importante anche nella definizione dei meccanismi di valutazione dei docenti, così da non affidarli a soggetti esterni alla categoria“.