Legge di stabilità: dismesse le politiche per la disabilità

Legge di stabilità: dismesse le politiche per la disabilità

La discussione attorno al disegno di legge di stabilità 2014 è giunta ad un punto che consente le prime riflessioni che non sono delle migliori. In queste settimane la FISH ha mantenuto interlocuzioni aperte con i Gruppi parlamentari al Senato presentando proposte sugli elementi che ritiene maggiormente rilevanti per le persone con disabilità.

Già in origine il disegno di legge è molto carente e debole in quanto ad interventi a favore della disabilità e della non autosufficienza, ma il Senato – ad oggi – non l’ha di certo migliorato in modo significativo.

Fondo per le non autosufficienze: il disegno di legge prevede uno stanziamento di 250 milioni, cifra di molto inferiore alla drammaticità delle esigenze e al di sotto di quanto stanziato per il 2013 (275 milioni). Solo ieri, in Commissione Bilancio, il sottosegretario Baretta ha annunciato il ripristino del Fondo ai livelli del 2013 (275 milioni). Il Presidente della Commissione Azzollini assicura che la “Commissione e il Governo si sono impegnati a reperire la copertura necessaria per finanziare interventi specifici a favore delle patologie o delle disabilità gravissime, per un importo pari, come già detto, a 75-80 milioni di euro”. Nella migliori delle ipotesi, nonostante le proposte e le proteste espresse in modo forte e determinato dalle associazioni delle persone con disabilità, il Fondo sarà aumentato di 75/80 milioni rispetto al 2013. Il tutto fra molteplici artifizi ! e acrobazie di bilancio e nessun impegno per gli anni successivi. Una situazione che testimonia in modo crudo l’assenza di volontà di interventi strutturali e programmati per la non autosufficienza, a favore della domiciliarità e di sostegno ai singoli e alle loro famiglie.

Al contempo, il Fondo Nazionale per le Politiche sociali rimane al palo: il finanziamento è inferiore a quello del 2013. Poco più di 300 milioni per i minori, la disabilità, la famiglia, le emergenze sociali.

Sono stati dichiarati inammissibili o respinti gli emendamenti per la revisione della norma istitutiva dell’ISEE: si chiedeva di abrogare il computo nel reddito familiare delle provvidenze assistenziali come le pensioni di invalidità e le pensioni sociali.

Respinti gli emendamenti per l’approvazione rapida del nomenclatore tariffario degli ausili e delle prestazioni riabilitative, aspetti che assumono particolare rilevanza in una fase come quella attuale in cui il rischio è quello di un taglio lineare di spesa anziché quello dell’appropriatezza della spesa e di una spending review sostenibile e adeguata.

Respinte anche le proposte di maggiori detrazioni per le spese di assistenza (badanti) per le persone non autosufficienti che avrebbero contribuito anche all’emersione del lavoro sommerso, oltre che ad aiutare tanti nuclei familiari.

“Pessimi segnali per le persone con disabilità e per i loro familiari – commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Scarsa concretezza, nessuna volontà di affrontare in modo strutturale le emergenze sociali del Paese. Sembra incredibile che questo sia lo stesso Governo che solo quattro mesi fa ha approvato uno specifico Programma pluriennale per la disabilità, con tanti buoni intenti e propositi. Ci auguriamo che la Camera, ricevendo il disegno di legge, intervenga in modo più cosciente e determinato, altrimenti le uniche reali dismissioni riguarderanno le già traballanti politiche per la disabilità.”

Sindrome di Down. Segnali importanti

da L’Espresso del 22-11-2013

Per la prima volta un composto sperimentale fa regredire gli effetti della sindrome di Down, e anche se il risultato è stato ottenuto sui modelli animali, il segnale è importante. La malattia è associata a una riduzione delle dimensioni del cervelletto, che nei malati è circa il 60 per cento di quello normale. Anche negli animali è così, ma se si somministra loro un composto sperimentale (che stimola un circuito legato alla genesi degli organi) nel giorno della nascita (una sola dose quindi), lo sviluppo è normale, così come lo sono prestazioni quali la memoria e l’apprendimento. Come sottolineato dagli autori, ricercatori della Johns Hopkins University, su Science Traslational Medicine, è presto per parlare di cura per la sindrome di Down, ma in futuro molecole simili potrebbero mitigare gli effetti del cromosoma in eccesso.

Scatti 2012: si va verso una soluzione

Scatti 2012: si va verso una soluzione

Incontro ministro – sindacati scuola

Certificati 120 milioni di euro
La prossima settimana previsto l’atto di indirizzo

 

Confronto aperto su tutti i decreti attuativi della legge n. 128 ed impegno del ministro per eliminare la doppia penalizzazione (blocco del contratto e blocco degli scatti) per il personale della scuola prevista dalla legge di stabilità, sono due dei punti centrali affrontati nel corso della riunione ministro –sindacati scuola che si è svolta questa mattina al Miur.

Decreto scuola: si lavora al piano di immissioni in ruolo
Sulla legge n. 128 il ministro ha confermato che stanno lavorando celermente per la definizione dei decreti attuativi, in particolare per quelli che attengono al piano per le immissioni in ruolo.
“Su tutti i decreti attuativi – ha evidenziato nel corso della riunione Di Menna – il ministero non pensi di ‘chiudersi nelle stanze con presunti esperti’ e decidere; va invece, costituita una cabina di regia con i sindacati che segua tutti i decreti attuativi in modo da assicurare concretezza e certezza di tutela professionale, di rispetto delle norme contrattuali”.

Scatti 2012: certificati 120 milioni di euro, soluzione vicina
“Un confronto a tutto campo, proficuo, con un risultato concreto – ha detto al temine della riunione Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola –  sono disponibili 120 milioni di euro. La prossima settimana dovrebbe essere inviato l’atto di indirizzo all’Aran. Anche per il terzo anno – spiega Di Menna – sarà quindi riconosciuta l’anzianità di servizio e saranno pagati gli aumenti e gli arretrati a coloro che hanno maturato lo scatto nel 2012.”
“Rimane la mobilitazione di tutti i sindacati – ha aggiunto Di Menna – con la manifestazione del 30 novembre, affinché sia tolta la doppia penalizzazione (blocco contratto e blocco scatti 2013). Su questo il ministro ha assicurato il suo impegno per una soluzione positiva”.

Nella giornata di martedì 26 novembre sarà definito l’accordo per l’invio alle scuole del Mof per una quota del 50% dello scorso anno. La quota rimanente verrà inviata dopo la definizione del contratto in sede Aran per gli scatti 2012. La Uil sottoscriverà tale intesa, anche se aveva fatto una proposta, che avrebbe consentito, così come richiesto dalle scuole per poter programmare le attività, di inviare da subito l’intero ammontare.

Sistema di valutazione: si cambia
Tra i temi approfonditi nel corso della riunione anche la questione delle attività Invalsi, sollevata dalla Uil Scuola.
Di Menna, ha messo in evidenza “l’insostenibile situazione rispetto ai processi e agli interventi dell’Invalsi, scoordinati da qualsiasi attività nelle scuole e da chiare linee di indirizzo. Bisogna porre termine – ha detto – a decisioni improprie che alcune volte, si scaricano sulle scuole appesantendo inutilmente il lavoro”.
Il ministro ha detto che sarà il Parlamento ad indicare le linee guida per un efficace sistema di valutazione.
L’Invalsi dovrà essere una struttura esterna, indipendente, tecnico-professionale, coerente con le linee guida indicate dal Parlamento. Il ministro ha informato sulle dimissioni dell’attuale presidente Invalsi, Sestito, aggiungendo che la nomina del prossimo presidente, avverrà attraverso bando pubblico, con un sistema che terrà in considerazione non solo il curriculum personale ma anche il modo in cui si intende dirigere ed orientare l’Invalsi nell’ambito delle linee indicate.
Su tutti gli aspetti connessi al sistema di valutazione, il ministro ha preso impegno ad uno specifico  incontro di approfondimento.

Dati Ocse Pisa: i dati saranno presentati in sede istituzionale, al ministero
Quest’anno i dati Ocse-Pisa saranno presentati, a differenza degli anni passati, presso la sede del Miur, alla presenza del ministro. Un fatto positivo, sostanziale e non formale che riconduce a livello istituzionale un importante momento di lettura del nostro sistema di istruzione.

Tra gli argomenti che sono stati approfonditi nel corso della riunione, la Uil Scuola ha sollecitato un intervento, nella legge di stabilità, per dare certezza della retribuzione relativa alla seconda posizione economica del personale Ata. E’ stato posto l’accento sulla necessità di risolvere la questione dei contratti integrativi regionali per i dirigenti scolastici. Sulle sperimentazioni relative al percorso quadriennale del secondo ciclo di istruzione è previsto un incontro specifico.

Il Ministro Carrozza incontra le OO.SS.

Il Ministro Carrozza incontra le OO.SS.

Lo SNALS nel suo intervento, dopo aver auspicato una maggiore frequenza di incontri al massimo livello politico, ha preso atto della comunicazione relativa: – al recupero di 120 milioni di euro per il 2012; – alla insussistenza delle notizie di provvedimenti collegati alla legge di stabilità …

Si è svolto, stamane, al MIUR, l’incontro delle OO.SS. rappresentative del comparto scuola e della dirigenza scolastica con il  Ministro.

L’On. Carrozza  ha introdotto i lavori sottolineando l’importanza della conversione in legge del Decreto 104/2003 che è, a suo parere, un passo molto importante perché, al di là delle valutazioni diverse che sono state date, aveva consentito di riportare nel dibattito politico il tema della scuola. Ha poi comunicato che al ministero si era già al lavoro per i decreti attuativi ed ha citato, senza entrare nei contenuti specifici, in particolare:

·         il D.M. sul comodato d’suo dei libri di testo ed e-book nelle scuole;

·         il bando per il wireless nelle scuole;

·         il D.M. per l’edilizia scolastica in relazione alla possibilità di mutui agevolati con la BEI;

·         il dimensionamento delle scuole ove si è in presenza di punti di vista differenti fra Regioni e MEF;

·         la predisposizione del piano triennale di assunzioni;

·         i percorsi di orientamento;

·         le problematiche connesse al sostegno.

Il Ministro ha poi continuato il suo intervento riferendosi:

o   alla legge di stabilità; al riguardo ha garantito il suo impegno ad operare con emendamenti migliorativi e, comunque, a tutelare la scuola da incursioni e/o tagli. Ha poi affermato con forza, in relazione alle indiscrezioni giornalistiche, che non c’è mai stato e non ci sarà un provvedimento per la scuola collegato alla legge di stabilità;

o   alla spending-review; al riguardo ha riferito che anche ieri in Consiglio dei Ministri si è dedicato molto tempo a questo tema. Ha poi puntualizzato che, trattandosi di un lavoro molto serio ed importante, si vuole operare con un metodo nuovo. Data la rilevanza del tema il Ministro ha istituito un gruppo di lavoro interno al MIUR con l’obiettivo di lavorare sui dati e sui trend di spesa in quanto non si può solo fare muro ma si deve soprattutto ragionare e argomentare. Su questo argomento ha concluso affermando che la scuola ha già dato abbastanza e, quindi, oggi nell’istruzione e formazione si deve reinvestire.

 

Conclusa questa parte, l’On. Carrozza è passata a trattare:

Ø  il tema degli scatti, comunicando che per il 2012 si sono trovati 120 milioni di euro che consentono di ridurre l’incidenza economica del recupero dell’anzianità 2012 a carico del fondo d’istituto. Trattandosi, però, di risorse non strutturali a regime, a partire dall’anno successivo il fabbisogno tornerà ad essere dell’ordine di 300 milioni di euro. Ha anche detto che sta operando presso il Governo e il Parlamento per escludere dai provvedimenti il blocco delle anzianità;

Ø  il tema del contratto, affermando che si deve operare per creare le condizioni di contesto per affrontare questo argomento;

Ø  il tema della valutazione. Su questo delicato argomento ha detto che mira a riattivare un dibattito meno radicale e più costruttivo anche perché è un tema importante di cui si occuperà il Consiglio dell’Istruzione Europeo che si terrà sotto la presidenza italiana. Il Ministro ha sottolineato che quello della valutazione è un tema ineludibile, anche se ha ammesso che ciò che è stato fatto è certamente migliorabile ed ha anche comunicato la volontà di presentare i risultati OCSE-PISA al ministero.

 

Il Ministro ha concluso il suo intervento introduttivo affermando che il clima politico e la situazione economica attuali non facilitano certo un clima sereno ed ha invitato tutti ad attivare iniziative che cerchino di mantenere vivo il dibattito in modo che emerga con forza la necessità che l’istruzione dovrà essere al centro della politica anche economica del futuro.

 

Si sono poi succeduti gli interventi delle organizzazioni sindacali presenti che hanno sostanzialmente ripreso i temi oggetto dell’iniziativa sindacale in atto, accentuando alcuni aspetti rispetto ad altri, secondo le diverse sensibilità.

 

Lo SNALS-CONFSAL nel suo intervento, dopo aver auspicato una maggiore frequenza di incontri al massimo livello politico, ha preso atto della comunicazione relativa:

ü  al recupero di 120 milioni di euro per il 2012;

ü  alla insussistenza delle notizie di provvedimenti collegati alla legge di stabilità che riguardassero, tra l’altro, anche lo stato giuridico ed economico del personale:

Successivamente ha richiamato, tra l’altro, la necessità:

v  di andare ad una rapida soluzione del problema del recupero dell’anno 2012 con emanazione tempestiva dell’atto di indirizzo all’ARAN e di cancellare la previsione del blocco delle anzianità per gli anni successivi;

v  di dare concreto avvio alla norma che prevede l’istituzione dell’organico funzionale di scuola e di rete in modo da dare anche continuità e prospettiva ai percorsi di stabilizzazione e di reclutamento;

v  di non ipotizzare soluzioni ordinamentali che prevedano la riduzione da 13 a 12 anni del percorso scolastico come potrebbe sembrare da alcune sperimentazioni che attuano un percorso di soli quattro anni della secondaria superiore;

v  di procedere ad una ridefinizione degli organi di gestione della scuola sia a livello nazionale che territoriale. Nel frattempo va ripristinato il CNPI per tutte le delicate competenze che la legge  attribuisce a tale organismo;

v  di alleggerire i docenti e tutto il personale dal cumulo di adempimenti burocratici che il susseguirsi di norme e iniziative continua a scaricare  sul personale scolastico;

v  di una ridefinizione puntuale delle competenze delle contrattazioni a tutti i livelli in modo da garantire celerità, oggettività e trasparenza alle decisioni ed eliminare il diffuso clima di tensione che si avverte in particolare a livello decentrato;

v  di dare risposte concrete alla problematica collegata al pensionamento con quota 96;

v  di prevedere il ripristino delle posizioni economiche orizzontali del personale ATA;

v  di garantire una applicazione non restrittiva della norma sugli inidonei e ITP delle classi A555 e A999, nonchè la continuità dei supplenti in servizio;

v  di risolvere positivamente le problematiche dei dirigenti scolastici in relazione ala consistenza del fondo unico nazionale.

Sul piano politico più generale, lo SNALS-Confsal ha chiesto al Ministro di operare presso il Governo al fine di:

§  avviare la apertura delle trattative contrattuali sul piano sia economico che normativo;

§  garantire anche al personale della scuola la fruizione di eventuali benefici legati alla riduzione del cuneo fiscale;

§  di portare alla scuola finanziamenti in linea con quelli degli altri paesi europei.

 

Il Ministro ha chiuso la riunione affermando di non aver tempo e modo di rispondere a tutti, ma ha comunicato di pensare sia ad un incontro a breve sia ad una maggior frequenza di occasioni di confronto. Ha, comunque, garantito che non ha allo studio alcuna revisione ordinamentale e, tanto meno, una che riduca di un anno il percorso complessivo.

Invertire la rotta sui tagli alla scuola: dal Ministro Carrozza ancora nessuna risposta concreta

Invertire la rotta sui tagli alla scuola: dal Ministro Carrozza ancora nessuna risposta concreta

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

Nell’incontro con la Ministra Carrozza non ci sono state le risposte per invertire la rotta rispetto ai tagli alla scuola e a migliorare le condizioni di lavoro del personale. La Ministra si è riservata una valutazione sulle tante questioni aperte e che stanno determinando continue emergenze nel sistema scolastico. Sui temi relativi al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali sui decreti attuativi della legge sull’istruzione, al rinnovo dei contratti, al pagamento degli scatti, agli emendamenti della  legge di stabilità, alle misure che s’intendano attuare nella spending review, al ripristino del CNPI e alla necessità di ripensare il modello di valutazione nelle scuole, abbiamo verificato la sua disponibilità alla discussione e qualche avanzamento, ma nel complesso rimangono aperte tutte le criticità.

Soprattutto su disabilità e dimensionamento scolastico l’impressione è quella di un tentativo di ridurre ulteriormente la spesa con conseguenze negative sul diritto al sostegno e sulla qualità dell’offerta formativa territoriale. Non è stato chiarito come s’intende dare  concreta attuazione al pronunciamento della Commissione Europea sulla stabilizzazione dei precari senza alcuna penalizzazione in termini di diritti contrattuali.

La FLC ha chiesto d’interrompere immediatamente la sperimentazione sulla riduzione di un anno della secondaria perché l’operazione avviene senza un quadro di riferimento nazionale, senza il coinvolgimento dei sindacati e degli organi collegiali e in violazione dei principi Costituzionali. Per la prima volta nella storia della scuola italiana si prevede, nei progetti sperimentali, la selezione d’ingresso e l’iscrizione ai corsi solo per gli studenti migliori. E’ il prosieguo di quella ideologia meritocratica che si pone l’obiettivo di selezionare e non di portare tutti al successo formativo. La Ministra Carrozza ha ritenuto di non rispondere nel merito delle obiezioni da noi sollevate e ha difeso quelle sperimentazioni. Deve essere chiaro che non lasceremo passare questo colpo di mano che avrebbe come unico obiettivo quello di proseguire con i tagli indebolendo ulteriormente i percorsi formativi e il diritto allo studio.

Dall’esito dell’incontro escono rafforzate tutte le ragioni che ci porteranno alla manifestazione nazionale unitaria del prossimo 30 Novembre e alle successive mobilitazioni.

Resoconto dell’incontro con il Ministro Carrozza

La FLC e gli altri sindacati incontrano la Ministra su Decreto Istruzione, Legge di stabilità, Contratto, revisione della spesa, Scatti 2012 (una non soluzione). Restano criticità e mobilitazioni.

I Sindacati scuola si sono incontrati il 22 novembre scorso, al MIUR con la Ministra Maria Chiara Carrozza. L’incontro ha avuto ad oggetto l’informativa sui seguenti argomenti:

  • Attuazione della Legge 128 di conversione del Dl Istruzione
  • Legge di stabilità 2014
  • Revisione della spesa di iniziativa governativa
  • Verifica dei risparmi conseguenti ai tagli di organico della legge Gelmini-Tremonti (133/2008)
  • Contratti
  • Lsu nella scuola
  • Valutazione.
Le note introduttive della Ministra

Attuazione del Dl sull’ Istruzione.Si è iniziata l’attività dei decreti attuativi riguardanti il comodato d’uso per i libri di testo, il wireless nelle scuola, per l’accensione dei mutui sull’edilizia scolastica, il dimensionamento della rete scolastica, il nuovo piano triennale sulle assunzioni e allocato i primi 150 milioni di euro per l’edilizia scolastica. il prossimo impegno sarà il Decreto sulla stabilizzazione dei posti di sostegno. L’ufficio stampa del MIUR sta curando l’attività divulgativa sulla messa in opera di questi provvedimenti per far aumentare la trasparenza e far chiarezza sui dati del sistema scuola.

Legge di stabilità 2014. Si sta lavorando alla preparazione degli emendamenti da inserire nella legge di stabilità per evitare ulteriori sottrazioni di risorse alla scuola. Abbiamo proposto di cancellare l’ulteriore blocco degli scatti di anzianità 2013 introdotto dal recente DPR 25 ottobre 2013 anche per evitare la restituzione da parte dei lavoratori che hanno ottenuto gli aumenti dal 1 gennaio 2013. Allo stesso modo chiediamo di far salve le posizioni economiche del personale ATA negli anni 2011, 2012 e 2013. In generale stiamo presidiando il dibattito parlamentare per arginare eventuali incursioni legislative e evitare ulteriori tagli alla scuola.

LSU nella scuola. E’ stato aperto un tavolo di confronto a Palazzo Chigi per trovare una soluzione agli ex LSU della scuola. È stato spostato il confronto su questa tema in una sede più ampia per rendere possibile la partecipazione di più ministeri e non solo di quello dell’istruzione.

Revisione della spesa di iniziativa governativa. Nella seduta del Consiglio dei Ministri di ieri abbiamo concordato metodo e contenuti. La revisione della spesa non si può fare, come è avvenuto finora, negli uffici della ragioneria generale dello Stato, ma deve essere il ministero a individuare gli eventuali sprechi da tagliare. Per questa ragione è stata nominata una commissione interna con l’obiettivo di lavorare all’analisi della spesa. Il Capo di Gabinetto, dott. Fiorentino, farà da raccordo con il commissario Cottarelli. £Ma voglio anticipare già da ora, ha detto la Ministra, che a mio parere la scuola ha già dato e su di essa bisogna solo investire. Questo è un impegno personale e politico che a intendo portare avanti in tutte le sedi.”

Verifica dei risparmi conseguenti ai tagli di organico della legge Gelmini-Tremonti (133/2008). Sono stati certificati, ma solo per l’anno 2012, 120 milioni di euro di risparmi.

Valutazione. La scuola deve avere un metodo standard nazionale su cui confrontarsi. Le criticità e i limiti mostrati dalle prove Invalsi hanno bisogno di essere studiati e corretti. L’attuale presidente dell’Invalsi è dimissionario dal 3 dicembre prossimo. Pertanto ci sarà un nuovo bando. A chi si candida a dirigere l’Invalsi chiederemo di descriverci anche il programma che si propone per realizzare la valutazione. Il tema della valutazione è molto delicato e la terzietà del soggetto valutatore non può essere disgiunta da linee politiche scaturenti da un ampio dibattito che deve approdare in Parlamento. La gestione di Anvur e Invalsi cos+ come è stata condotta finora ha mostrato molte crepe che non intendiamo nascondere. Finora i dati OCSE sulla scuola non hanno mai costituito oggetto di studio e di approfondimento da parte del MIUR. Scelta sbagliata perché il Ministro in carica deve occuparsi dei risultati OCSE PISA per migliorare la qualità del servizio. Da ora in poi questi dati verranno presentati al MIUR e il Ministro vi dedicherà la massima attenzione.

Alla fine del suo discorso introduttivo la Ministra Carrozza ha voluto precisare che non esiste alcun progetto di rimettere mano al sistema scuola dall’alto utilizzando lo strumento della legge delega. Pertanto le bozze di documenti che sono circolate in rete negli ultimi giorni non sono da prendere in considerazione. Inoltre, la Ministra ha voluto sottolineare e ribadire la sua linea di comportamento: eventuali riorganizzazioni saranno prima oggetto di confronto con il mondo della scuola. In tal senso ha sollecitato le parti sociali a un confronto proficuo e costruttivo, sottolineando che la debolezza del quadro politico non facilita una discussione e un dibattito sociopolitico sull’importanza strategica della scuola per il paese.

Le richieste della FLC

Il segretario generale Domenico Pantaleo nel suo intervento ha affrontato a 360 gradi gli argomenti che sono sul tappeto partendo dalla situazione di stress sociale in cui si trova il Paese che si riverbera sulla scuola. Manca una strategia politica per far uscire il Paese dalla crisi e le misure contenute nella legge di stabilità 2014 sono il segno tangibile di una politica incapace di fare scelte.

Sul Dl Istruzione la FLC ha dato un giudizio di merito e evidenziato sia gli aspetti positivi sia le criticità. La scuola è stremata per le scelte politiche fatte dai precedenti governi all’insegna del riformismo calato dall’alto e dei tagli incessanti di personale e finanziamenti. La scuola necessita di investimenti e cambiamenti profondi partecipati con il mondo della scuola. Al contrario assistiamo tuttora a scelte calate dall’alto, frutto di improvvisazioni e senza un disegno complessivo. E’ il caso per esempio delle sperimentazioni sulla riduzione di un anno nei licei fatti con progetti fotocopie fino a prevedere una selezione di ingresso degli studenti provenienti dalle scuole medie. Si tratta di scelte sbagliate e contrarie alla Costituzione che vanno fermate. Come sindacato siamo sempre stati disponibili al confronto entrando nel merito delle singole questioni senza alzare barriere ideologiche.

In quanto all’attuazione del Dl sull’istruzione chiediamo il massimo coinvolgimento del sindacato sui decreti attuativi.

Temi come la dispersione scolastica, la stabilizzazione di docenti e Ata hanno bisogno di una sede sindacale discussione. A quest’ultimo proposito abbiamo chiesto di conoscere l’orientamento della Carrozza sul recente pronunciamento della Commissione di Giustizia Europea che condanna il Governo italiano per l’abuso dei contratti a tempo determinato nella scuola e ribadisce il principio di equità retributiva tra il personale a tempo determinato e tempo indeterminato.

Tutto il contrario di quanto prevede il Dl sull’istruzione che ancora una volta, tramite un rinvio ad una sessione negoziale, impone la riduzione delle retribuzioni dei futuri stabilizzandi. Questo groviglio di interventi chiama in causa la responsabilità della politica per una profonda ristrutturazione dell’attuale sistema di reclutamento.

Sulla revisione della spesa siamo disponibili ad un confronto mirato alla riduzione delle inefficienze (es. parcellizzazione progetti) a condizione che questo non si traduca in un ulteriore taglio alla scuola. Ad esempio affrontare il tema del dimensionamento della rete scolastica vuol dire mettere al centro la qualità della scuola e l’offerta formativa territoriale e non ragionare solo in termini numerici per risparmiare. Gravissimo a questo proposito il continuo rimpallo di responsabilità tra i diversi Ministeri che rallenta la sottoscrizione dell’Intesa Stato-Regioni.

C’è un deliberato del Parlamento che prevede una media regionale di 900 alunni per istituto che continua a essere ignorato per una mera logica di risparmio. Una scelta sbagliata e contraria alla qualità della didattica.

Legge di stabilità 2014, contratti e scatti di anzianità. Inaccettabile l’ulteriore blocco dei contratti e delle retribuzioni dei pubblici dipendenti. Anzi addirittura si chiede la restituzione dei soldi percepiti dai lavoratori per incarichi già svolti. A questo proposito è positivo che il Ministro sostenga l’emendamento “salva posizioni economiche Ata”. Chiediamo che si faccia la stessa operazione per impedire il taglio del fondo nazionale per la retribuzione di risultato e posizione dei Dirigenti Scolastici.

Bene che ci sia stata la certificazione delle economie pari a 120 milioni di euro, ma bisogna trovare l’intera copertura fuori dai bilanci delle scuole per pagare gli scatti 2012 perché un ulteriore taglio del Mof sarebbe una débacle per la qualità della scuola e la dignità del lavoro di migliaia di docenti e Ata.  Infatti i 120 milioni annunciati dalla Ministra sono una tantum. Invece per pagare gli scatti 2012 sono necessari circa 350 milioni di euro a regime. Dunque  la situazione che si prospetta per pagare gli scatti  2012 è  la seguente:

  • taglio MOF a.s. 2013/2014 di 230 milioni di euro (350- 120)
  • taglio MOF  a partire dall’ a.s 2014/2015 di 350 milioni di euro.

Ciò vuol dire un ulteriore taglio definitivo e a regime del Mof del 36% con buona pace della contrattazione di istituto e dell’autonomia scolastica.

CNPI. Mentre si stanno operando scelte importanti sui programmi, sulla valutazione e sull’organizzazione didattica della scuola, sulla professionalità dei docenti, vogliamo denunciare la responsabilità del MIUR che impedisce alla comunità scientifico-professionale di esprimere il proprio parere su questi temi. Il Tar Lazio pronunciandosi su un ricorso della FLC ha detto chiaramente che la scuola pubblica necessita di un organo consultivo nazionale a garanzia dell’unitarietà del sistema pubblico di istruzione che pertanto va ripristinato. E’ grave il silenzio della Ministra anche nella riunione di oggi, nonostante siano passati ben 40 giorni dal pronunciamento del Tar.

Abbiamo dimostrato di voler stare al merito delle questioni e sui temi affrontati chiediamo alla Ministra informative più precise e puntuali chiedendo di conoscere come intende muoversi per il futuro. Certe scelte (Bes, valutazione, blocco dei contratti, nomine ATA fino all’avente diritto, ecc) decise nelle sedi ministeriali impattano con la vita quotidiana della scuola e con il carico di lavoro di docenti, AAT e Dirigenti. Su questi temi l’informativa del  Ministra ha lasciato dei vuoti.

In conclusione, non ci sono state risposte adeguate per invertire la rotta e migliorare le condizioni di lavoro del personale.

Le conclusioni della Ministra

La Carrozza, dopo aver ascoltato gli interventi dei sindacati scuola, ha concluso brevemente dicendo che le sperimentazioni, oggetto di denuncia da parte del segretario generale della FLC, non hanno come finalità il taglio di posti di lavoro e che a breve ci presenterà un dossier completo.

Mentre sugli altri argomenti richiamati (Condanna Corte di Giustizia Europea, CNPI, Bes, fondo dei Dirigenti scolastici, ecc.) si è riservata di fornire risposte in occasione di un prossimo incontro che verrà calendarizzato a breve.

Attuazione decreto legge sulla scuola – Incontro con il Ministro

Attuazione decreto legge sulla scuola – Incontro con il Ministro

Si è tenuto oggi alle 9,30 il previsto incontro delle OO.SS. rappresentative della Scuola (Area V e Comparto) con il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, on. Maria Chiara Carrozza.

All’ordine del giorno, lo stato di attuazione del recente decreto legge sulla scuola, convertito con legge 128, entrata in vigore nei giorni scorsi.

In apertura di seduta, il Ministro ha riferito sulle principali questioni su cui i suoi uffici sono impegnati in questi giorni:

– sono quasi pronti i decreti attuativi relativi al comodato d’uso dei libri di testo ed al Wi-FI;

– in corso di studio preliminare alla redazione: quello sui mutui per l’edilizia scolastica; quello sul dimensionamento delle scuole (di concerto con la Conferenza Unificata – ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere); quello sul piano triennale di assunzioni; quello sui percorsi di orientamento; quello sull’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Sono stati inoltre allocati i primi fondi per l’edilizia scolastica (150 MLN €).

Passando ad un altro argomento, ricorda che è in corso di discussione il disegno di legge di stabilità, che pure riguarda in qualche modo la scuola.

Altre questioni in corso di esame sono: la “nuova spending review” affidata al commissario Cottarelli, la questione degli scatti di anzianità (per il 2012 sono stati certificati e quindi resi disponibili 120 MLN € di risparmi di sistema conseguenti all’attuazione dell’’art. 64 DLgs. 112/08, ma il lavoro prosegue).

Per quanto riguarda il Sistema Nazionale di Valutazione, ha ribadito l’impegno a portare avanti l’attuazione del DPR 80, in stretta collaborazione con l’INVALSI. Purtroppo, questo iter subirà un rallentamento per la decisione del presidente INVALSI di rassegnare le dimissioni dall’incarico a partire dal prossimo 3 dicembre, subito dopo la presentazione dell’ultimo rapporto OCSE-PISA. Tale presentazione, per sottolineare l’importanza che il Ministro annette alle questioni della valutazione e della comparazione relative agli apprendimenti, avverrà nei locali del Ministero e non più in sedi terze, come accaduto in passato.

In chiusura, ha smentito con decisione che sia in previsione una delega per l’emanazione di un Testo Unico delle leggi sull’Istruzione.

Sono seguiti gli interventi dei segretari delle varie sigle. Intervenendo a nome dell’ANP, Giorgio Rembado ha posto l’attenzione sui seguenti punti:

– Fondo Unico Nazionale per la retribuzione di posizione e risultato dei dirigenti delle scuole: sono mesi che prosegue una intollerabile situazione di stallo, che vede il MEF (attraverso l’Ufficio Centrale di Bilancio) ed il MIUR seguire logiche divergenti nel calcolo dell’entità del fondo. Questo di fatto ha bloccato finora l’attuazione dei contratti regionali che erano stati stipulati sulla base del’entità di quel fondo definita in sede di contratto integrativo nazionale. La conseguenza – non più accettabile – è che in molte regioni i dirigenti scolastici si vedono bloccare la corresponsione di parte degli emolumenti già contrattati o addirittura, in qualche caso, tutta la retribuzione di posizione. E quindi, ad aumento del carico di lavoro collegato al dimensionamento degli scorsi anni, si accompagna una riduzione della retribuzione, motivato paradossalmente proprio con la diminuzione nel numero di sedi dirigenziali. Rembado ha chiesto al Ministro di passare da discussioni meramente tecniche, finora sterili ed inconcludenti, ad una gestione politica della questione, che la conduca ad una rapida e positiva definizione.

– Dimensionamento: ferme restando le competenze delle Regioni in merito, si deve tornare alla coincidenza fra il numero delle istituzioni scolastici e quello dei dirigenti e dei DSGA. La reggenza deve tornare ad essere quello che era in origine: uno strumento per gestire le situazioni eccezionali e non uno strumento ordinario di direzione delle scuole, come ormai sembra essere diventata (si veda il caso della Lombardia, che è il più grave in termini numerici, ma che è ben lontano dall’essere il solo – praticamente in tutte le Regioni, il ricorso alla reggenza è diventato strutturale).

– Valutazione: chiede che si dia sollecita attuazione al Regolamento appena entrato in vigore, correggendone taluni squilibri ed in particolare definendo meglio il rapporto fra autovalutazione delle scuole e valutazione esterna.

– Dirigenti tecnici: anche, ma non solo, in relazione alla questione valutazione, sollecita l’assunzione in tempi brevissimi dei vincitori e degli idonei del concorso a dirigenti tecnici, che si trascina ormai da sei anni e che rappresenta un primo, anche se minimo, contributo ad una situazione ormai gravissima della situazione del corpo ispettivo e della funzione valutativa delle scuole.

– Testo Unico: prende atto della smentita del Ministro, ma ritiene che sarebbe invece indispensabile riprendere la questione per superare l’attuale condizione di frammentazione ed incoerenza normativa, oltre che l’obsolescenza di molte di esse. Orientarsi nella attuale moltitudine di provvedimenti modificati innumerevoli volte risulta compito difficile anche per i dirigenti addetti ai lavori, ma costituisce un ostacolo invalicabile per tutti gli altri ed in particolare per l’utenza, che non ha modo di comprendere con chiarezza quali regole siano applicabili all’interno del pianeta scuola.

A conclusione dei diversi interventi, il Ministro ha brevemente ripreso la parola per impegnarsi ad approfondire le diverse questioni emerse durante il confronto e per fornire risposte nel merito. Ha anche espresso l’intenzione di rendere più frequenti i momenti di incontro e di consultazione lungo l’iter di attuazione dei provvedimenti sulla scuola.

Incontro ministro-sindacati, qualche buon segnale ma tanti nodi ancora irrisolti

Incontro ministro-sindacati, qualche buon segnale ma tanti nodi ancora irrisolti

Confronto a tutto campo fra sindacati e ministra nell’incontro svoltosi in mattinata al MIUR. Com’era facilmente prevedibile, gli interventi sono ben oltre quanto indicava l’ordine del giorno, comunque centrato su temi di notevole rilevanza (misure attuative del decreto sulla scuola, economie da reinvestire sul settore, spending review), spaziando su un complesso di problematiche fra le quali i sindacati hanno evidenziato soprattutto quelle oggetto della mobilitazione in atto per cambiare la legge di stabilità, per le quali sabato 30 novembre manifesteranno a Roma tutte le sigle firmatarie del contratto.

Aprendo l’incontro, la ministra ha rivendicato come risultato da valorizzare la conversione in legge del decreto 104; si tratta infatti, a suo avviso, di un atto concreto di investimento sulla scuola in un contesto di generale scarsità di risorse. Ha quindi passato rapidamente in rassegna i provvedimenti attuativi già in cantiere, dichiarando di voler quanto prima affrontare la partita del piano triennale di assunzioni, cui si ricollega in modo specifico quella del progressivo incremento dell’organico di diritto sul sostegno. Ha poi escluso che vi sia l’intenzione di intervenire in modo unilaterale in materia di riforme del sistema scolastico, smentendo anche le ipotesi di norme collegate alla legge di stabilità attinenti lo stato giuridico del personale. Ha invece dichiarato di volersi attivare per rimuovere dalla legge stessa le norme che estendono al 2013 il blocco degli scatti, puntando in generale a evitare ulteriori sottrazioni di risorse al settore dell’istruzione, sia perché la scuola ha già dato un consistente contributo al risanamento dei conti, sia perché l’investimento in formazione è necessario e ne va colta in positivo la valenza anche economica. In questo senso si orienterà peraltro il gruppo di lavoro costituito al MIUR proprio sui temi della spending review, escludendo in premessa che questa possa risolversi in una mera operazione di tagli lineari.

Di particolare importanza, per i riflessi che ha sull’operazione di recupero degli scatti di anzianità, la comunicazione che gli esiti delle certificazioni condotte sulle economie realizzate nel 2012 rendono disponibili a tal fine la somma di 120 milioni di euro; un passo in avanti importante per risolvere positivamente una delle questioni poste in maggiore evidenza nella mobilitazione di questi giorni.

Intervenendo a nome della Cisl Scuola, il segretario generale Francesco Scrima ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno assunto dalla ministra di voler sostenere con forza le ragioni della scuola nell’ambito delle scelte di governo, manifestando tuttavia la preoccupazione che alcuni contenuti della legge di stabilità, a partire dal blocco dei contratti e dal nuovo intervento sulle progressioni economiche, possano smentire i segnali positivi dati col decreto 104. Su quest’ultimo, riconoscendo come abbia rappresentato in effetti un significativo e positivo segnale di svolta, non ha mancato di richiamare anche le non poche criticità su cui aprire immediatamente un confronto che porti a rimuovere inaccettabili e intollerabili invasioni di campo in materia contrattuale.
Oltre alla questione degli scatti di anzianità, che per la Cisl Scuola resta assolutamente prioritaria e va quanto prima portata a soluzione, come già avvenuto per i due anni precedenti grazie a intese di cui la Cisl Scuola stessa è stata protagonista, Scrima ha voluto evidenziare quella delle posizioni economiche del personale ATA, chiedendo il rigoroso rispetto degli accordi contrattuali e piena salvaguardia delle relative partite economiche; la stessa richiesta vale anche in riferimento alla controversia in atto sul Fondo Unico Nazionale per i Dirigenti Scolastici.
In chiusura del suo intervento, Scrima ha voluto richiamare l’attenzione della ministra su due esigenze fortemente avvertite: ristabilire su temi importanti come la valutazione il giusto rapporto con una categoria che va resa protagonista dei processi di crescita e miglioramento della qualità del servizio; evitare di sovrapporre a condizioni di lavoro già cariche di problemi e difficoltà l’aggravio di ulteriori adempimenti di stampo prevalentemente burocratico, come rischia di accadere su questioni importanti e decisive, come l’inclusione e la presa in carico dei bisogni educativi.

Proprio il tema della valutazione è stato ripreso in chiusura dell’incontro dalla ministra, che lo ha indicato come oggetto di una forte ripresa di iniziativa e di ruolo da parte del MIUR in direzione, fra l’altro, di un più attivo coinvolgimento e di una più piena valorizzazione delle scuole nell’ambito del sistema nazionale di valutazione. Ha dato inoltre comunicazione delle intervenute dimissioni del dott. Paolo Sestito dalla carica di presidente dell’Invalsi, annunciando che il nuovo incarico verrà affidato attraverso un apposito bando di imminente pubblicazione.

INCONTRO MIUR: “BASTA TAGLI ALLA SCUOLA”

INCONTRO MIUR, GILDA: “BASTA TAGLI ALLA SCUOLA”

Scatti di anzianità, spending review, Invalsi, Bes e contratto. Ecco i principali argomenti di cui hanno discusso i sindacati della scuola e il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, durante l’incontro che si è svolto questa mattina a viale Trastevere.

“Il ministro – spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – ci ha comunicato l’avvenuta certificazione dei risparmi derivanti dai tagli e noi abbiamo chiesto che si provveda rapidamente con l’atto di indirizzo all’Aran per recuperare lo scatto di anzianità relativo al 2012”.

La Gilda ha poi espresso preoccupazione per la spending review, sostenendo che “non c’è più spazio per operare ulteriori tagli alla scuola, settore strategico già ampiamente saccheggiato e che, se fosse costretto ad altri sacrifici, rischierebbe di chiudere”.

Per quanto riguarda Invalsi e Bes, Di Meglio ha ribadito che “bisogna smettere di scaricare sulle spalle degli insegnanti oneri non di loro competenza” e che, invece, è necessario “sburocratizzare la scuola”.

Sul fronte contrattuale, poi, la Gilda si è dichiarata disponibile a discutere del rinnovo soltanto se le risorse economiche sono realmente disponibili e se viene fatta chiarezza su quali materie sono di competenza contrattuale e quali dell’amministrazione. Un chiarimento che, secondo Di Meglio, “deve avvenire anche attraverso la riforma del decreto Brunetta”.

Il coordinatore nazionale della Gilda ha infine esortato il ministro a intensificare le relazioni sindacali e a instaurare un dialogo più proficuo con le organizzazioni che rappresentano una parte così rilevante del mondo della scuola come i docenti.

ITS – Istituti tecnici superiori

ITS – Istituti tecnici superiori

Il 59% di diplomati ai corsi degli Its (Istituti tecnici superiori) ha trovato subito lavoro. I frequentanti dei corsi sono oltre 5000, gli Its 64 Its con 247 percorsi formativi avviati e 825 studenti già diplomati. Questi i dati presentati oggi dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a Job & Orienta, 23^ Mostra convegno nazionale per l’orientamento scuola formazione lavoro. Il monitoraggio e le valutazioni dei percorsi formativi sono affidati al Miur e alle Regioni con l’obiettivo di promuovere, nell’ottica di una reciproca integrazione, misure idonee a valorizzare gli elementi di eccellenza, superare le criticità e assicurare la trasferibilità dei risultati. L’Indire, attraverso l’analisi delle informazioni presenti nelle Banca Dati Its fornirà, per ogni percorso formativo organizzato dagli Its, un punteggio di valutazione di sintesi, sulla base dello strumento predisposto dal gruppo. Il sistema Its è molto recente e si sta radicando nelle diverse aree del Paese con un ritmo diversificato. Le Regioni che hanno attivato il maggior numero di corsi sono Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Veneto. Spicca la Liguria che può vantare il numero più elevato di attività, grazie ai percorsi formativi organizzati dall’Accademia italiana della Marina Mercantile.

Scuola, il Ministro Carrozza incontra i sindacati

Scuola, il Ministro Carrozza incontra i sindacati

(Roma, 22 novembre 2013) Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza ha ricevuto stamattina le principali Organizzazioni Sindacali della scuola presso la sede del Miur in viale Trastevere.

Al centro dell’incontro, tra l’altro, i temi legati all’attuazione del decreto ‘L’Istruzione riparte’, all’edilizia scolastica, alle questioni contrattuali e alla valutazione.

Nel suo intervento, il Ministro ha ricordato “il merito del Governo Letta di aver intrapreso la strada degli investimenti all’istruzione pur in un contesto di difficile crisi economica”. “Siamo al lavoro sui provvedimenti attuativi del Decreto Istruzione – ha detto Carrozza – dai mutui per l’edilizia scolastica, alle risorse per l’orientamento, al piano triennale per la stabilizzazione dei docenti”.

Ricordando che anche nella legge di stabilità all’esame del Parlamento non ci saranno tagli alle risorse per la scuola, il Ministro si è soffermato sull’attivazione presso il Miur di una commissione interna per la spending review, “non per diminuire ma per razionalizzare le nostre spese”. “La scuola ha già fatto troppi sacrifici in questi anni”, ha aggiunto annunciando che si avvia a soluzione la questione legata agli “scatti” retributivi del 2012. Sulla valutazione infine, Carrozza ha voluto sottolineare l’importanza di “riattivare un dibattito costruttivo e meno radicale”

XI Giornata nazionale della sicurezza scolastica

XI Giornata nazionale della sicurezza scolastica: Cittadinanzattiva presenta un ricorso al TAR Lazio contro MIUR sull’Anagrafe dell’edilizia scolastica.
Su http://j.mp/XIGiornatasicurezza l’elenco delle scuole che riceveranno i finanziamenti

Non è il Ministero dell’Istruzione l’amministrazione che detiene le informazioni relative alla Anagrafe dell’edilizia scolastica e non ci sarebbe alcun obbligo di pubblicazione della stessa da parte delle amministrazioni competenti. Sono queste le motivazioni con cui il MIUR ha negato a Cittadinanzattiva l’accesso civico, previsto dal d.lgs 33/2013, ai dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, richiesto dall’associazione lo scorso settembre. E contro tale diniego Cittadinanzattiva ha depositato un ricorso al Tar in occasione della XI Giornata nazionale della sicurezza scolastica. Al link http://bit.ly/1c9431x e in allegato il comunicato stampa sulle iniziative legate alla Giornata .
“Ricorriamo contro queste improbabili giustificazioni che ledono il diritto alla trasparenza degli atti varati dalla Pubblica Amministrazione e il diritto dei cittadini ad avere informazioni certe, precise e dettagliate sullo stato di sicurezza di ogni singolo edificio scolastico”, ha dichiarato Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva.
Fermo restando le competenze primarie in materia di edilizia scolastica in capo a Regioni, Province e Comuni, in mancanza di un sistematico e pubblico aggiornamento dell’Anagrafe, Cittadinanzattiva si chiede dove il MIUR attinga a quelle informazioni necessarie per disporre di un quadro complessivo del patrimonio edilizio generale, sulla base del quale individuare le esigenze primarie e dettare i criteri guida della programmazione regionale, supervisionando poi sull’attuazione della stessa e dedicando l’assistenza finanziaria pubblica adeguata.
“E’ anche un problema di trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, visto che abbiamo appreso, con piacere, che sono stati stanziati in totale oltre 1 miliardo di euro per sistemare le scuole. Di questa cifra, circa 150 milioni di euro stanziati con il Decreto del Fare sono stati suddivisi tra le Regioni per finanziare interventi in 692 scuole, in base ad un elenco di priorità che non siamo in grado di contestare ma sulle quali vigileremo”.

Cittadinanzattiva, dal canto suo, ha pubblicato oggi sul proprio sito web http://j.mp/XIGiornatasicurezza l’elenco delle scuole, Regione per Regione, che riceveranno i finanziamenti e monitorerà gli interventi che saranno avviati. Inoltre procederà all’invio di istanze di accesso civico a livello regionale, per avere i medesimi dati sullo stato delle scuole regione per regione.

SOSTEGNO

SOSTEGNO – Quasi fatta per le 4.447 assunzioni di quest’anno, un numero troppo piccolo per essere vero

 

Alla base del contingente “risicato” vi sono i riferimenti a un contingente di alunni/posti risalente a sette anni fa e a dir poco superato. Ma anche alle immissioni in ruolo troppo spesso squilibrate tra le diverse regioni. Per chi non volesse farsi schiacciare dalla burocrazia statale, è sempre possibile rivolgersi al sindacato per chiedere il patrocinio gratuito, contro questi soprusi, dinanzi al tribunale di competenza.  

 

Dopo il via libera del Miur, manca solo la firma del Ministro dell’Economia per avviare la prima tranche di assunzioni a tempo indeterminato di 4.447 posti di sostegno, già prevista dal comma 3 dell’art. 15 della Legge 128/13, a fronte delle 26.684 immissioni in ruolo da attuare nel triennio 2013-2015: questa prima tornata di assunzioni, che verrà effettuata con decorrenza giuridica 1° settembre 2013, ha origine nella trasformazione dell’organico di diritto di sostegno dal 70% all’80% rispetto all’organico dell’anno scolastico 2006/2007.

 

E questa scelta anacronistica è alla base dell’ennesima manovra di assunzioni al ribasso: la percentuale di posti si basa, infatti, su poco più di 90mila posti di sostegno, derivante a sua volta da un totale di alunni pari a circa 180mila unità. Mentre oggi gli iscritti disabili “certificati” sono diventati oltre 222mila. Quindi, sempre per mantenere il rapporto 1 a 2, il Miur avrebbe dovuto aver come riferimento oltre 110mila posti di docenti specializzati.

 

Inoltre, se si confronta l’organico di diritto e di fatto attivato nelle singole regioni nel 2006/2007 e nel 2013/2014, si scopre che in questi sei anni non si è proceduto ad assumere in ruolo nel territorio regionale proporzionalmente ai criteri nazionali (aliquota 70%) fissati dal legislatore, per cui la situazione di partenza degli organici regionali appare squilibrata e falsata rispetto agli obiettivi di legge.

 

Ecco perché le 4.447 assunzioni da attuare nell’a.s. in corso, seguite da 13.342 nell’a.s. 2014/15 e 8.895 nell’a.s. 2015/16, risultano fortemente sottodimensionate: in sostanza, mancano all’appello altrettanti posti. Considerando, infine, anche le cattedre vacanti riguardanti le discipline curricolari, mancano complessivamente 31mila posti oggi rispetto ai 69mila complessivi previsti dalla Legge 128/2013.

 

Nel commentare il contesto sopra esposto, Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, si sofferma sul fatto che “questi conteggi ridimensionati comporteranno un servizio didattico ancora una volta contrassegnato da un’alta percentuale di docenti di sostegno rimasti precari, malgrado vi fossero le condizioni oggettive per la loro assunzione. Sarebbero dovute essere oltre 50mila assunzioni nel triennio, invece la metà di loro sarà costretta ancora una volta a convivere con la precarietà professionale. E con la mancata continuità didattica, che si andrà ancora una volta a ripercuotere negativamente sull’apprendimento degli alunni disabili”.

 

Anief ritiene, pertanto, che vi siano tutti i presupposti giuridici perché coloro che hanno svolto almeno tre anni di supplenza, su posti vacanti e disponibili, possano ricorrere in tribunale. Dove il sindacato agirà al massimo delle sue forze per far ottenere loro la stabilizzazione. E sempre al tribunale si potranno rivolgere le tante famiglie con figli disabili, cui gli uffici scolastici territoriali hanno negato le ore di sostegno, sconfessando le indicazioni previste dalle strutture sanitarie e pedagogiche preposte. Per richiedere il patrocinio gratuito è possibile scrivere a sostegno@anief.net.

 

Precari della scuola, l’ultimatum dell’Europa

da Corriere.it

Precari della scuola, l’ultimatum dell’Europa

L’Italia ha due mesi per rispondere: rischia una multa di minimo 10 milioni.  Sindacati in trincea

Valentina Santarpia

L’Italia rischia una multa di minimo 10 milioni di euro dall’Europa per i precari della scuola, che rappresentano un esercito di 130 mila persone, secondo Cgil Cisl e Uil, addirittura di 137 mila secondo l’Anief. L’altolà è arrivato ieri da Bruxelles, dove è stata aperta una procedura di infrazione per il mancato rispetto da parte del nostro Paese della direttiva sul lavoro a tempo determinato. L’Italia, scrive la Commissione Ue nella lettera di messa in mora, utilizza i supplenti con contratti a termine «continuativi», che durano anche molti anni e li lasciano così «in condizioni precarie nonostante svolgano un lavoro permanente come gli altri». Non solo: anche gli stipendi vanno adeguati, visto che i precari «svolgono lo stesso lavoro ma hanno un contratto diverso» rispetto agli immessi già in ruolo. A questo punto, l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione europea altrimenti la procedura verrà portata davanti alla Corte di giustizia europea che, nel caso di condanna e mancato rispetto della sentenza, può sanzionare il nostro Paese con multe che vanno da un minimo di circa 10 milioni e possono salire (da 22mila a 700mila euro) per ogni giorno di ritardo nel pagamento.

LA LINEA DI  DIFESA DEL MIUR –  Il ministero dell’Istruzione ha già pronta la sua linea di difesa per rispondere al monito dell’Ue: «Spiegheremo la particolarità delle mansioni svolte dal personale della scuola in considerazione delle esigenze del territorio e di funzioni specifiche come quella del sostegno – spiegano da viale Trastevere –. Sarà pure ricordato che non si può prescindere da una rigidità nell’obbligo di garantire a tutti il diritto all’istruzione imposto dalla Costituzione e neppure dalla forte variabilità della domanda dettata da una pluralità di fattori, immigrazione inclusa». Ai commissari Ue sarà anche sottolineato che sulla questione si sta lavorando: «Aver trasformato le graduatorie fisse in graduatorie ad esaurimento è una scelta destinata a sgonfiare le sacche del precariato e non certo ad alimentarle – scriveranno i tecnici ministeriali a Bruxelles         -. E le assunzioni in ruolo decise con il recente decreto istruzione contribuiranno a riportare a un livello fisiologico il ricorso ai precari». Se queste spiegazioni basteranno alla Commissione, la procedura si fermerà, altrimenti passerà alla Corte di giustizia, con il rischio di condanne pesanti.

SINDACATI IN TRINCEA –   I sindacati rivendicano l’intervento dell’Europa sulla vicenda precari. «La Flc-Cgil, oltre ad essere stata protagonista delle tanti mobilitazioni, ha promosso un ricorso alla Corte di giustizia europea -ricorda il segretario Domenico Pantaleo -. Adesso il governo metta in campo un piano pluriennale che consenta la stabilizzazione dei precari andando oltre gli stessi contenuti della legge sull’istruzione recentemente approvata dal Parlamento». Anche l’Anief l’anno scorso aveva presentato a Bruxelles e Strasburgo una denuncia, a nome di migliaia di precari, proprio per la reiterata violazione nel pubblico impiego della direttiva comunitaria 1999/70/CE. «Dopo la messa in mora dell’Italia sul personale Ata della scuola, quello di oggi è un altro segnale importante», dice il presidente Marcello Pacifico. Incalza pure la Uil: «Nonostante i continui richiami, la risposta data con il piano di immissioni in ruolo è –osserva il segretario Massimo Di Menna – una soluzione parziale perché ci sono ancora posti in organico di diritto coperti con contratti annuali reiterati di anno in anno. La soluzione – ribadisce Di Menna- è nell’organico funzionale». Stabilizzare i rapporti di lavoro, secondo la Cisl, risolverebbe anche gli aspetti economici su cui interviene la Commissione Ue: «Chi è assunto a tempo indeterminato- sottolinea il segretario Francesco Scrima – può far valere anche ai fini economici l’anzianità accumulata con il lavoro precario, come da sempre avviene quando si entra in ruolo». Mentre l’Ugl sottolinea: «I contratti a tempo determinato dovrebbero trovare applicazione solo in caso di supplenze brevi e saltuarie. Il monito dell’Ue-conclude il segretario Giuseppe Mascolo – non resti inascoltato».

Il 29 novembre tutti a scuola in bici

da La Stampa

Il 29 novembre tutti a scuola in bici

 A Roma, Milano, Bologna, Napoli e Caserta, per un giorno niente auto con il Bike To School Day
roma

Tutti in bici a scuola, lasciando a casa l’auto almeno per un giorno. Obiettivo? «Andare a scuola in un modo diverso, in allegria e libertà, appropriandosi delle strade e di una città troppo spesso percepita come pericolosa». È l’esperimento, primo nel suo genere in Italia, che stanno tentando un vasto gruppo di genitori attivisti della ciclabilità in quattro città: Roma, Milano, Bologna, Napoli -e da oggi Caserta-, e in calendario per venerdì 29 novembre.

Esperimento, apprende l’Adnkronos, che sta avendo successo oltre ogni aspettativa: solo a Roma sono già 20 le scuole che hanno aderito partendo dall’appello lanciato dai genitori della scuola media Di Donato. L’espandersi dell’iniziativa ha convinto gli assessorati alla scuola e alla mobilità del Campidoglio a concedere, proprio oggi, il patrocinio del comune.

Il primo esperimento è stato messo in campo il 20 settembre scorso, racconta Anna Becchi, madre di tre figli, del gruppo romano di #salvaiciclisti e tra le più attive alla Di Donato: «ci è venuto in mente di farlo durante la settimana europea della mobilità sostenibile -dice Becchi-, proprio per dimostrare che andare a scuola in bici è bello e si può fare, soprattutto se si è in tanti. Per simpatia con la Critical mass dei grandi abbiamo pensato di farlo ogni ultimo venerdì del mese. La prima volta eravamo una trentina, adesso non li conto più. Dopo l’esempio della Di Donato, e solo con il passaparola dei genitori, anche altre scuole hanno voluto farlo, per esempio alla Garbatella». Due giorni fa, racconta Becchi, erano 16 le scuole romane che avevano aderito a Bike to School del 29: «Ora siamo a 20, e mi hanno appena scritto dal comune di Caserta perché vogliono aderire. Gli ho risposto che per aderire basta organizzarsi e farlo».

A Milano, per una volta a ruota di Roma, l’esperimento è iniziato a ottobre scorso grazie agli attivisti della locale Critical Mass, che hanno già accompagnato diverse volte a scuola i bambini, insieme naturalmente ad alcuni genitori, con appuntamento alle 8 a viale Monza. A ogni «massa marmocchi», così è stata chiamato l’appuntamento, un gruppo sempre più consistente di ragazzini si presenta al meeting point della fermata M1 di Gorla. «La cosa più straziante della massa marmocchi -scrive sulla pagina Facebook uno degli attivisti che ha dato il via all’idea, Marco Mazzei- è vedere lo sguardo triste degli altri bambini chiusi dentro le macchine».

A Bologna, che per il momento partecipa con una sola scuola, l’appuntamento è stato chiamato Cinnical mass, da “cinni”, nome dialettale locale per bambini. Nei giorni scorsi i genitori-attivisti si sono contattati per lanciare l’idea a livello nazionale. Di qui l’appello: «la bicicletta continua a essere il regalo più desiderato per i bambini di ogni parte del mondo perché rappresenta il primo passo verso l’indipendenza negli spostamenti e il raggiungimento di velocità fino a quel momento sconosciute – si legge -. Nonostante questo, nella stragrande maggioranza delle città italiane ai bambini viene impedito di utilizzare la bicicletta anche solo per il normale tragitto casa-scuola perché è troppo pericoloso e l’uso della bici viene quindi relegato nel weekend quando, dopo essere stata caricata nel bagagliaio di un’auto, viene liberata nei parcheggi ipercongestionati di parchi pubblici o altre aree delimitate dove, finalmente, i bambini possono pedalare in libertà. Da queste considerazioni nasce l’idea di un gruppo di genitori di «fare rete» per creare un evento di portata nazionale in cui adulti e bambini diano vita a una massa critica in grado di affrontare il traffico motorizzato in sicurezza».

«Siamo certi che il Bike To School Day da evento occasionale si trasformerà presto in un appuntamento quotidiano -concludono gli organizzatori-: una volta che i bambini avranno scoperto il piacere di andare a scuola in bicicletta, difficilmente vi vorranno rinunciare e chiederanno di replicare l’esperienza ogni volta che sia possibile».

Riforme, stavolta Carrozza sentirà le categorie interessate

da Tecnica della Scuola

Riforme, stavolta Carrozza sentirà le categorie interessate
di A.G.
Le rassicurazioni giungono dal sottosegretario all’istruzione, Gianluca Gallettì: ferma restando la necessità di un intervento legislativo, è intenzione del Ministro coinvolgerle. Largo, quindi, ad un’ampia consultazione prima di presentare un disegno di legge di riforma.
“Il Governo non ha alcuna intenzione di ledere le prerogative del Parlamento” in tema di istruzione, università e ricerca ma intende proporre un ddl che riguarderà soltanto la materia universitaria per l’elaborazione di un testo unico. A sostenerlo, il 21 novembre, è stato il sottosegretario all’istruzione, Gianluca Gallettì, rispondendo alla Camera ad un’interpellanza in tema di riordino normativo del settore e di delega legislativa. Galletti ha ricordato che un primo testo, al quale fa riferimento l’interpellanza, è stato “oggetto di confronto nelle sedi tecniche, ma non è stato discusso dal Consiglio dei ministri. Uno schema di disegno di legge sarà invece esaminato in una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri. Esso riguarderà soltanto la materia universitaria e prevederà una delega legislativa solo per l’elaborazione di un testo unico in materia. Non si tratterà di un disegno di legge collegato alla legge di stabilità, ma di una normale iniziativa legislativa, che è lo strumento con il quale il Governo deve normalmente sottoporre le sue proposte al Parlamento per un esame approfondito”.
Galletti ha anche assicurato che, “ferma restando la necessità di un intervento legislativo, è intenzione del Ministro coinvolgere tutte le categorie interessate nel processo di formazione delle future decisioni. Nel settore della scuola, si procederà con un’ampia consultazione prima di presentare un disegno di legge di riforma”. Viene confermata, quindi, la linea del dialogo. Che è poi quella che avevano chiesto alcuni sindacati, come la Flc-Cgil e l’Anief.
“Il riordino della disciplina può essere operato senza costi, ma – ha aggiunto il sottosegretario – per un rilancio dell’istruzione e dell’università servono risorse. Al riguardo, vorrei ricordare che, in una difficilissima congiuntura economica come quella attuale, il Governo ha mostrato una grande attenzione per questo settore, al quale ha dedicato anche rilevanti risorse economiche”.
In particolare, Galletti ha segnalato le risorse previste dal “decreto-legge n. 69 del 2013 (c.d. “decreto del fare”), che ha stanziato 450 milioni di euro per l’edilizia scolastica; quelle previste dal decreto-legge n. 104 del 2013, che a regime ammontano a 450 milioni di euro; e quelle previste dal disegno di legge di stabilità, che sarà all’esame di questa Camera nelle prossime settimane e che prevede, tra l’altro, lo stanziamento di 150 milioni di euro aggiuntivi per il Fondo di finanziamento ordinario delle università e 80 milioni di euro per i policlinici universitari, oltre al consueto stanziamento – ha concluso Galletti – per le scuole paritarie, pari a 220 milioni di euro”. Uno stanziamento, quest’ultimo, che però non ha proprio destato consensi assoluti.