#PARLIAMONE: quali pedagogie per la scuola digitale?

#PARLIAMONE: quali pedagogie per la scuola digitale?

Trasmesso in streaming dal vivo il 06/feb/2014

Hangout con Silvano Tagliagambe, filosofo e epistemologo asperto di apprendimento e tecnologie. Conduce Roberto Maragliano

Com’è che un filosofo della scienza si occupa di tecnologie e scuola?

Com’è che una regione, la Sardegna, tra l’altro sotto elezioni, s’è permessa di mandare in fumo decine di milioni di euro destinati alla digitalizzazione e al sostegno delle scuole?

Com’è che per alcuni l’innovazione è solo un problema di LIM e tablet, ignorando la testa?

Com’è che un assessore passa per eroe facendosi fotografare mentre stacca la connessione wifi della scuola?

Com’è che valenti intellettuali versano lacrime sulla scomparsa del pennino e del regolo calcolatore?

Com’è che, poi, nei confronti internazionali, l’Italia si piazza male per rendimento scolastico e malissimo per copertura di rete?

Di questo e di altro si parla in diretta web con Silvano Tagliagambe.

Proclamazione astensione da tutte le attività aggiuntive del personale amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico

Nuova articolazione dello sciopero riguardante tutte le attività aggiuntive del personale amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico a partire dal 21 febbraio 2014 – Revoca della precedente proclamazione del 5 febbraio u.s.

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
AOOUFGAB – Ufficio del Gabinetto
REGISTRO UFFICIALE
Prot. n. 0002824 – 05/02/20 I 4 – USCITA
Titolario: 33.06.01

Ai Direttori Generali Uffici Scolastici Regionali
Loro Sedi

Oggetto: Comparto Scuola. Proclamazione astensione da tutte le attività aggiuntive del personale amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico.

Si fa presente che l’organizzazione sindacale Flc/Cgil ha comunica~o di dare avvio “a partire dal 10 febbraio 2014, alle seguenti azioni di lotta di tutto il personale amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico della
scuola:
– astensione attività aggiuntive oltre le 36 ore settimanali,
– astensione da tutte le ulteriori attività previste nelle lettere di incarico comprese quelle collegate alle posizioni economiche (I^ e II^) e agli incarichi specifici,
– astensione dall’intensificazione della attività nell’orario di lavoro relativa alla sostituzione dei colleghi assenti con limitazione al proprio piano di lavoro o settore,
– astensione svolgimento incarico sostituzione Dsga,
– astensione svolgimento incarico di reggenza come Dsga presso le scuole sottodimensionate”.
L’astensione in questione interessa il servizio pubblico essenziale “istruzione” di cui all’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modifiche ed integrazioni e alle norme pattizie definite ai sensi dell’art. 2 della legge medesima.
Si pregano pertanto le SS.LL., ai sensi dell’art. 2, comma 6 , della citata legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modifiche ed integrazioni di attivare, con la massima urgenza, la procedura relativa alla comunicazione dell’astensione in oggetto, alle istituzioni scolastiche e, per loro mezzo alle famiglie ed agli alunni.

IL VICE CAPO DI GABINETTO VICARIO
Dott. ssa Simona Montesarchio

ATTO DI SIGNIFICAZIONE, DIFFIDA E MESSA IN MORA

Comunicato unitario

Le organizzazioni sindacali Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Fgu hanno
diffidato MEF e MIUR dal procedere alla sospensione del pagamento delle posizioni
economiche del personale ATA e al recupero delle somme precedentemente
liquidate da settembre 2013 nei confronti di coloro che hanno acquisito il beneficio
con decorrenza settembre 2011.
Le suddette organizzazioni contestano la nota indirizzata al MEF ieri, 5 febbraio, dal
Capo Dipartimento Istruzione del MIUR e nel frattempo proclamano lo stato di
agitazione, già preannunciato in data 31 gennaio 2014 e chiedono l’attivazione della
procedura di conciliazione: in caso di fallimento il personale si asterrà da tutte le
prestazioni connesse alle posizioni economiche maturate.

Roma, 6 febbraio 2014

CISL Scuola
Francesco Scrima
UIL Scuola
Massimo Di Menna
SNALS Confsal
Marco Paolo Nigi
GILDA Unams

—————

Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Capo Dipartimento per l’istruzione
dott. Luciano Chiappetta
luciano.chiappetta@istruzione.it
Al Ministero Economia e Finanze
Dipartimento dell’Amministrazione Generale del personale e dei servizi
Direzione sistemi informativi e dell’innovazione
Ufficio V – NOI PA
dcsii.dag@pec.mef.gov.it
Al Ministero Economia e Finanze
Ragioneria Generale dello Stato
Ispettorato generale per gli ordinamenti del personale
e l’analisi del costo del lavoro pubblico
(all’attenzione dell’Ispettore Generale Capo
ines.russo@tesoro.it)
e.p.c. Al Ragionerie Generale dello Stato
dott. Daniele Franco
(all’attenzione del Responsabile coordinamento attività dell’ufficio
gianfranco.tanzi@tesoro.it)
Al Capo di Gabinetto Ministero Economia e Finanze
Cons. Daniele Cabras
segreteria.capogabinetto@tesoro.it

ATTO DI SIGNIFICAZIONE, DIFFIDA E MESSA IN MORA

La CISL SCUOLA, la UIL SCUOLA, lo SNALS Confsal e la GILDA Unams, in persona dei
rispettivi rappresentanti legali, Francesco Scrima, Massimo Di Menna, Marco Paolo Nigi, e
Rino Di Meglio, per nome e per conto del personale ATA del comparto
vista la nota prot. n. 353 del 5 febbraio 2014 con cui il Dipartimento per l’Istruzione del
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha disposto il blocco dell’erogazione
del beneficio economico nonché il recupero delle somme erogate dal 1° settembre 2013 per la
liquidazione del beneficio;
considerato che:
– l’art. 50, comma 1, del CCNL del comparto scuola prevede che “il personale a tempo
indeterminato appartenente alle aree A e B della Tabella C del CCNL può usufruire
di una delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale. La
prima posizione economica è determinata in euro 600 annui da corrispondere in
tredici mensilità al personale dell’Area A, e in Euro 1200 annui da corrispondere in
tredici mensilità al personale dell’Area B. L’attribuzione di questa posizione
economica avviene progressivamente dopo l’esito favorevole della frequenza di
apposito corso di formazione diretto al personale utilmente collocato in una
graduatoria di richiedenti, che sarà formulata in base alla valutazione del servizio
prestato, dei titoli di studio posseduti e dei crediti professionali maturati. Il titolare
della predetta posizione economica dell’Area B può sostituire il DSGA”
– il comma 3 dell’art. 50 prevede che “La seconda posizione economica è determinata
in euro 1800 annui da corrispondere in tredici mensilità al personale dell’area B.
L’attribuzione di questa posizione economica avviene progressivamente dopo l’esito
favorevole della frequenza di apposito corso di formazione, diretto al personale
utilmente collocato in una graduatoria di richiedenti che sarà formata previo
superamento di prova selettiva anche mediante somministrazione di test”;
– Il comma 4 prevede poi che la seconda posizione economica, non potrà essere
cumulata con quella prevista dal comma 2. Il titolare della seconda posizione è tenuto
alla sostituzione del DSGA per l’area amministrativa ed alla collaborazione con
l’ufficio tecnico per l’area tecnica;
– l’Accordo tra il MIUR e le OO.SS firmato il 12 marzo 2009, concernente l’attuazione
dell’art. 2, comma 3, della sequenza contrattuale sottoscritta il 25 luglio 2008
disciplina i criteri, le procedure e le modalità di attribuzione della seconda posizione
economica orizzontale al personale dell’area B appartenente ai profili professionali di
assistente amministrativo e di assistente tecnico della Tabella C allegata al CCNL del
comparto scuola;
– l’Accordo nazionale evidenzia chiaramente che la “posizione economica è attribuita a
seguito della frequenza di uno specifico corso di formazione a cui accede il
personale utilmente collocato in apposita graduatoria formulata sulla base del
punteggio ottenuto per il superamento della prova selettiva sommato a quello dei
titoli di studio, di servizio e dei crediti professionali posseduti dall’interessato;
considerato che:
– dalla ricostruzione normativa effettuata, risulta evidente che il personale che ha
acquisito le posizioni economiche e che svolge le mansioni superiori proprie della
posizione formalizzate dai dirigenti scolastici con lettere di incarico, ha diritto a
percepire il compenso in virtù della prestazione di lavoro richiesta e svolta;
– non può essere accettata alcuna interpretazione che arbitrariamente stabilisca di
recuperare le somme già erogate in quanto nettamente in contrasto con i principi
generali sanciti dal codice civile sull’adempimento delle obbligazioni in generale per
cui, a fronte di una obbligazione sinallagmatica quale è quella alla base di un
rapporto di lavoro, dove le parti si impegnano reciprocamente ad adempiere
quanto pattuito: prestazione di lavoro-retribuzione, non è accettabile che una
delle due obbligazioni possa essere modificata unilateralmente dopo che l’altra è
stata già adempiuta correttamente;
– il debitore che non esegue correttamente la prestazione dovuta, è responsabile e
pertanto tenuto al risarcimento (art.1218 c.c.);
– che l’art. 1453 del c.c. rubricato “Risolubilità del contratto per inadempimento”,
prevede che “nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti
non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la
risoluzione del contratto salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno”
tutto ciò premesso
DIFFIDANO
il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e, per quanto di rispettiva
competenza le amministrazioni in indirizzo, dal disporre il blocco dell’erogazione del
beneficio economico a titolo di valorizzazione professionale, e dal disporre il recupero
delle somme erogate a fronte di prestazioni di lavoro già svolte e pertanto legittimamente
retribuite
CON AVVERTENZA
che, trascorsi 30 giorni dalla ricezione della presente, in assenza di accoglimento di quanto
richiesto, si agirà per nelle sedi competenti, a tutela dei diritti e per il risarcimento di tutti i
danni subiti e subendi con aggravio di spese a Vostro carico.

Roma, 6 febbraio 2014

CISL Scuola
Francesco Scrima
UIL Scuola
Massimo Di Menna
SNALS Confsal
Marco Paolo Nigi
GILDA Unams
Rino Di Meglio

Tfa Sostegno 2014: il punto della situazione aggiornato e novità

Tfa Sostegno 2014: il punto della situazione aggiornato e novità

Al via i primi test di accesso al corso di specializzazione per il Tfa di sostegno. A fine mese le prove a Palermo. Come si svolgeranno e quando

Si sono tenuti i primi giorni di gennaio i test di accesso al corso di specializzazione per il sostegno per gli alunni con disabilità. Dalle ultime notizie che arrivano emerge che i corsi Tfa sostegno inizieranno intorno giugno o settembre, ma si attendono ulteriori aggiornamenti.

Intanto, in Emilia Romagna, a Modena e Reggio Emilia i test si sono svolti il 21 e 22 gennaio 2014, alla LUMSA di Roma il test preliminare si è svolto il 14 e 15 gennaio, alla Cattolica di Milano l’11 gennaio, a Bergamo il 22, a Torino il 9 gennaio, a Firenze l’8, a Bari il test si svolgerà dal 16 al 22 gennaio, a Padova il 15 e 16 gennaio, a Perugia il 15 gennaio, a Urbino il 7 gennaio, mentre a Siena si terrà il prossimo 10 febbraio. a Palermo, invece, le prove preselettive per l’ accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno sono fissate per il prossimi 26 e 27 febbraio.

In particolare, il test per corso di specializzazione per le attività di sostegno per la Scuola dell’Infanzia si terrà mercoledì 26 febbraio, e sono 50 i posti messi a bando, mercoledì 26 si terrà anche il test per il corso di specializzazione per le attività di sostegno per la Scuola Secondaria di II grado, mentre giovedì 27 sono in programma i test per il corso di specializzazione per le attività di sostegno per la Scuola Primaria, per 100 posti; e per il corso di specializzazione per le attività di sostegno per la Scuola Secondaria di I grado.

Ciascun candidato dovrà presentarsi munito di un documento di identità in corso di validità e di una copia del Mav pagato per l’ accesso alle prove. Chi si presenterà senza documenti, con documenti non validi o scaduti non saranno ammessi alla prova.

6 febbraio Sistema nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica

Siglato in Conferenza Unificata l’accordo per il Sistema nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes).

Scuola, via libera al Sistema nazionale delle anagrafi dell’edilizia scolastica
Carrozza: “Passo importante per avere dati chiari e per programmare interventi”

Via libera al Sistema nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes). Grazie all’accordo siglato oggi in Conferenza Unificata riparte, con una nuova modalità e procedure più snelle, la raccolta dei dati relativi all’edilizia scolastica. Nuova formulazione anche per l’Osservatorio sull’edilizia, che viene ripristinato per rendere efficaci gli interventi in materia previsti dalla normativa vigente e per garantire una loro efficiente programmazione.

“Sono molto soddisfatta del passo in avanti sul tema dell’edilizia scolastica fatto con la Conferenza Unificata di oggi – commenta il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza –   Finalmente un accordo che fa ripartire l’Anagrafe dell’edilizia e l’Osservatorio: due strumenti fondamentali per una maggiore trasparenza e una migliore gestione dei dati, ma anche per una programmazione efficiente degli interventi necessari. Si tratta di un ulteriore segnale di attenzione da parte del Governo ad un tema centrale come l’edilizia scolastica”.

Il nuovo Sistema delle Anagrafi sarà (Snaes) costituito da uno nodo nazionale situato presso il Miur e da nodi regionali che saranno in rapporto fra loro per lo scambio reciproco di dati. L’aggiornamento viene reso periodico e costante nel tempo. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica verificherà la funzionalità del sistema e la conformità alle regole tecniche.
Sempre oggi la Conferenza Unificata ha dato anche il suo via libera al decreto applicativo previsto dal Dl ‘L’Istruzione riparte’ sul contrasto della dispersione scolastica. Ci sarà un bando nazionale per le scuole che potranno presentare progetti di didattica integrativa e innovativa, anche attraverso il prolungamento dell’orario nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Sistema nazionale delle anagrafi dell’edilizia scolastica, ecco il testo dell’accordo siglato in Conferenza Unificata

Grazie all’accordo siglato il 6 febbraio 2014 in Conferenza Unificata parte il nuovo Sistema nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes). I dati saranno raccolti con una nuova modalità e procedure più snelle. Il Sistema delle Anagrafi sarà costituito da uno nodo nazionale, situato presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e da nodi regionali che saranno in rapporto fra loro per lo scambio reciproco di dati. La principale novità: l’aggiornamento viene reso periodico e costante nel tempo per non interrompere il flusso di dati. In pratica, come si legge nell’accordo siglato (in allegato), è stata stabilita una  calendarizzazione dei flussi informativi:

  • Entro il 1° luglio di ogni anno il Miur invia alle Regioni e alle Province autonome i dati anagrafici con i relativi codici meccanografici di identificazione di tutte le scuole di ogni ordine e grado esistenti e attive e i punti di erogazione dei servizi;
  • Entro il 1° novembre di ogni anno il Miur invia alle Regioni e alle Province autonome gli eventuali aggiornamenti dei dati inviati il 1° luglio;
  • Entro il 1° dicembre di ogni anno le Regioni e le Province autonome trasmettono i dati presenti nei nodi regionali al nodo centrale dello Snaes.

Umbria: disabili a lavoro, dalla Regione 250 mila euro

Disabili a lavoro, dalla Regione 250 mila euro: dalla scuola all’occupazione più possibilità

Casciari: «Dare corso a protocollo d’intesa 2013 con Ufficio scolastico regionale e Anci Umbria»

Ammonta a 250 mila euro la somma destinata dalla Giunta regionale dell’Umbria per sostenere azioni finalizzate a favorire l’inclusione socio-lavorativa dei giovani con disabilità: a darne informazione è l’assessore al Welfare e all’Istruzione, Carla Casciari, precisando che lo stanziamento delle risorse servirà a dare corso al protocollo d’intesa in materia, firmato a fine 2013 tra Regione Umbria, Ufficio Scolastico regionale per l’Umbria e Anci Umbria.

I particolari Nella sede dell’Anci di Perugia, su iniziativa dell’assessore Casciari, si è svolto nei giorni scorsi, un incontro tra i dirigenti della Regione Umbria e i rappresentanti dei Comuni capofila di zona sociale, finalizzato ad illustrare le finalità del progetto sperimentale ai comuni e stabilire i tempi e le modalità di trasferimento delle risorse e di avvio degli stage formativi. «L’inclusione sociale, scolastica e lavorativa delle persone con disabilità – ha spiegato l’assessore illustrando il progetto regionale – rappresenta un passaggio fondamentale in una fase particolarmente delicata che segna il passaggio dal mondo della scuola a quello degli adulti e dell’occupazione, incoraggiando così anche lo sviluppo della consapevolezza delle proprie capacità e favorire l’avvio al mondo del lavoro. Si è passati dai 2.414 allievi nell’anno scolastico 2010/2011 ai 2.570 nell’anno scolastico 2011/2012 fino ai 2.698 nell’anno scolastico 2012/2013. Un aumento – ha aggiunto – che si inserisce in un contesto generale di ‘sofferenza’ per la scuola”. “Attraverso il protocollo – ha detto – vogliamo integrare i percorsi già esistenti offerti dai Servizi comunali di accompagnamento al lavoro (“Sal”), proponendo la creazione di una rete per rendere ancora più saldo il legame fra scuola, territorio, bisogni e diritti dei giovani con disabilità e delle loro famiglie. Passaggio questo, nodale al sostegno e all’accompagnamento alla vita adulta lavorativa – ha aggiunto – e decisivo affinché le persone con disabilità non cadano nell’isolamento o perdano l’autonomia e le competenze che hanno acquisito nel percorso educativo. Avviarsi al lavoro – conclude l’assessore – in un ambito già conosciuto, come quello scolastico, rende più agevole il passaggio e rafforzerà quelle azioni che già vengono compiute in questa direzione. In seguito al protocollo d’intesa – ha concluso l’assessore Casciari – saranno strutturati in via sperimentale nelle scuole, percorsi di integrazione socio-lavorativa delle persone con disabilità. Sarà anche individuato un gruppo di lavoro tra Regione, ai Comuni, Asl e Ufficio scolastico regionale al quale sarà affidata la verifica e la standardizzazione dei modelli progettati».

T.A.R. SICILIA. Risultati positivi dei ricorsi collettivi per il diritto al sostegno scolastico

T.A.R. SICILIA. Risultati positivi dei ricorsi collettivi per il diritto al sostegno scolastico

Primi importanti successi ottenuti con le sentenze relative ai ricorsi collettivi di ben 74 famiglie, assistite dalle avv. Rosaria Capo e Chiara Garacci, contro la negazione del diritto al sostegno per gli alunni diversamente abili (http://cobasscuolapalermo.wordpress.com/2013/10/31/ricorsi-ore-sostegno/).
Il T.A.R. Sicilia ha infatti riconosciuto il diritto ad avere sin da subito le ore negate nel corrente anno scolastico per 74 alunni diversamente abili di Agrigento, Palermo e Trapani, confermando in maniera inequivocabile che il diritto all’integrazione – mediante le ore di sostegno dei disabili – è un diritto soggettivo assoluto non condizionabile da vincoli economici o di organico.
Dopo anni di denunce e mobilitazioni che abbiamo promosso contro la carenza degli insegnanti di sostegno e che hanno accompagnato e sostenuto le richieste delle famiglie, esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per questo primo risultato raggiunto, ben consci del fatto che il percorso avviato non è ancora giunto alla definitiva conclusione.
Rafforzati anche da questi riconoscimenti giudiziari contro il vergognoso taglio del sostegno, facciamo presente che continueremo a vigilare affinché le Amministrazioni Scolastiche provvedano, come intimato nei provvedimenti, ad integrare le ore di sostegno dovute.
Rilanciamo inoltre la mobilitazione e la campagna per i ricorsi collettivi: diverse famiglie sono già pronte a un nuovo ricorso e, a breve, riprenderemo il ciclo di incontri con le famiglie per coinvolgerne altre.

6 febbraio Ricerca e innovazione nelle imprese in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta del 6 febbraio, ha esaminato la relazione: “Ricerca e innovazione nelle imprese – Misure di sostegno immediato alle attività innovative e di ricerca delle imprese”.

I ministri della Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza e dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato,  hanno presentato al  Consiglio la relazione: “Ricerca e innovazione nelle imprese – Misure di sostegno immediato alle attività innovative e di ricerca delle imprese”. Un pacchetto di incentivi, per un totale di 250 milioni per il 2014, che si pongono come obiettivo quello di rafforzare la ripresa economica con azioni qualificate per la crescita e valorizzare immediatamente le opportunità offerte dal nuovo ciclo di programmazione europea. La finalità principale è di estendere l’occupazione qualificata e il potenziamento dell’innovazione e internazionalizzazione delle imprese.
Il finanziamento dell’intervento avverrà attingendo ai fondi strutturali europei per le Regioni del Mezzogiorno. Le azioni con copertura anticipata, attuate previa consultazione con la Commissione europea, in particolare riguardano i Programmi operativi a titolarità del Ministero dello sviluppo economico (“Programma imprese e competitività”) e del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Programma ricerca e innovazione), la cui dotazione finanziaria è pari, rispettivamente, a circa  3,2 miliardi di euro e circa  1,6 miliardi di euro. Fondi nazionali per le Regioni del Centro-Nord.

SCATTI, PRESENTATI EMENDAMENTI IN SENATO

SCATTI, FGU PRESENTA EMENDAMENTI IN SENATO

La Federazione Gilda-Unams è intervenuta ieri pomeriggio in audizione alla VII Commissione Cultura del Senato. Il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, ha illustrato ai senatori la questione degli scatti, ribadendo che sono finanziati da risorse contrattuali e che, dunque, non privilegiano gli insegnanti rispetto agli altri dipendenti pubblici. Di Meglio ha inoltre sottolineato l’ingiusto prelievo effettuato dal ministero dell’Economia sui risparmi derivanti dai tagli della legge Gelmini, che dovevano essere destinati agli scatti e invece sono stati spesi per altri scopi.

Il coordinatore della Fgu ha presentato una serie di emendamenti per recuperare lo scatto del 2013, oltre che quello del 2012, e ha chiesto il ripristino delle posizioni economiche del personale Ata. Di Meglio ha infine sottolineato che l’anzianità di servizio, riconosciuta ai docenti in tutti i Paesi europei, in Italia è la più bassa in termini assoluti e che, secondo il rapporto Ocse, tra il 2001 e il 2010, in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei, la spesa per studente è calata dell’8%.

Invalsi, il nuovo presidente è Annamaria Ajello «Dobbiamo mettere insieme quantità e qualità»

da Corriere della Sera

L’INTERVISTA AL NUOVO PRESIDENTE

Invalsi, il nuovo presidente è Annamaria Ajello «Dobbiamo mettere insieme quantità e qualità»

Una scelta di compromesso tra gli economisti e i pedagogisti

A un mese esatto dalla scadenza del bando per la presentazione delle candidature per il nuovo presidente dell’Invalsi, il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha scelto il suo uomo: anzi, la sua donna. Si tratta di Annamaria Ajello, una delle candidate indicate dal canale scuola di Corriere.it: ordinario presso la facoltà di Medicina della Sapienza di Roma, per più di dieci anni presidente del nucleo di valutazione dei progetti del Fondo sociale europeo presentati dalla Provincia di Trento e già direttore del Dipartimento di psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione della Sapienza, la professoressa ha un profilo internazionale e vanta diverse pubblicazioni sui temi dell’apprendimento, della valutazione delle competenze, dell’innovazione nel campo dell’educazione.

Professoressa Ajello, come si sente?

Sono soltanto grata  e lusingata per essere stata scelta per questo incarico e spero che, con la collaborazione di tutto il personale dell’Invalsi, possa portare avanti i miei progetti: così come non credo all’uomo solo al comando, allo stesso modo non credo alla donna sola al comando. L’Invalsi ha prodotto delle cose ottime finora, proprio grazie a chi ci lavora: e questo patrimonio non si disperderà.

Quale linea sceglierà, quella degli economisti che l’hanno preceduta o quella dei pedagogisti che incalzano?

Io credo molto nell’incrocio delle competenze. Le persone si stanno ascoltando sempre di più e capendo che possono unire l’approccio qualitativo a quello quantitativo. Obiettivamente non si può scegliere una posizione, bisogna vederle entrambe. L’Invalsi ha fatto una grande fatica per affermarsi e superare le diffidenze, ora dobbiamo mettere insieme dati quantitativi e qualitativi per consolidarlo.

A che cosa si ispirerà nella sua gestione?

A una frase di Cipollone, il primo presidente dell’Invalsi: ‘L’Invalsi deve fornire misurazioni, non valutazione. E deve fermarsi sempre sulla soglia delle scuole’.

Le scuole, al plurale?

Certo, perché in Italia abbiamo tante scuole: come gli ospedali, ci sono quelli che funzionano meglio, quelli che vanno peggio. E spesso ci sono piccole realtà efficienti di cui si sa poco. Io conosco bene il mondo delle scuole italiane, e so che prendendo il meglio delle nostre realtà e il contributo di molte persone diverse possiamo riuscire bene.

Valentina Santarpia

Mancato risarcimento ai precari, domani il pignoramento dei mobili del ministero

da Repubblica.it

Mancato risarcimento ai precari, domani il pignoramento dei mobili del ministero

L’annuncio del Codacons che ricorda le “numerose sentenze dei tribunali di tutta Italia” mai applicate. Secondo le stime, gli indennizzi ammonterebbero a circa 200 milioni di euro

Il ministero dell’Istruzione non risarcisce i precari della scuola e il Codacons pignora la sedia del ministro Maria Chiara Carrozza e gli altri mobili di viale Trastevere. “Nonostante numerose sentenze dei tribunali di tutta Italia – dicono dall’associazione per la difesa dell’ambiente e per la tutela dei consumatori – abbiano condannato il ministero dell’Istruzione a risarcire i docenti precari per la mancata trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, il dicastero si rifiuta di eseguire le sentenze dei giudici”.

“Per tale motivo – continua la nota – il Codacons, assieme ad un ufficiale giudiziario, si recherà domani alle 11.30 presso la sede del dicastero di viale Trastevere 76 a Roma e procederà al pignoramento dei beni dell’ente”. Un’azione clamorosa che non ha precedenti e che rischia di svuotare le tante stanze del palazzo della Minerva. Nel corso degli ultimi anni infatti sono state centinaia le sentenze favorevoli ai tantissimi precari della scuola che hanno prestato servizio ininterrotto per decenni senza vedersi mai riconoscere il ruolo.

Secondo una direttiva europea sul lavoro a tempo determinato, recepita da una legge italiana – il decreto legislativo 368 del 2001 – dopo alcuni anni di servizio ininterrotto, per evitare l’abuso di contratti a termine, il precario ha diritto alla stabilizzazione con contratto a tempo indeterminato. Per questa ragione, tutti coloro che si sono rivolti al giudice del Lavoro hanno ottenuto una sentenza – di risarcimento del danno o di immissione in ruolo coatta – favorevole. Quelle patrocinate dal Codacons sono circa 2.600 di cui 400 già andate a sentenza. Quella di domani si riferisce a un risarcimento del danno di 10mila euro.

“I precari della scuola – dicono dal Codacons – non possono subire oltre al danno la beffa di sentenze non eseguite. Se non riusciremo ad ottenere le somme dovute dal ministero, continueremo con il pignoramento. Ma speriamo che il ministero provveda a risolvere la questione in modo diverso”. Secondo una stima abbastanza attendibile, sarebbero circa 200 i milioni di risarcimento richiesti complessivamente dai giudici del lavoro di tutta Italia negli ultimi anni. Alcune addirittura stratosferiche, come quelle del giudice di Trapani che ha condannato il ministero a risarcire due supplenti con 170 mila e 150 mila euro.

Si tratta di supplenti che hanno alle spalle anni di precariato e in alcuni casi anche decenni di saliscendi facendo la spola tra gli istituti di mezza Italia. Se tutti coloro che hanno avuto una sentenza favorevole da domani si presentassero in viale Trastevere con l’ufficiale giudiziario, non basterebbero tutti i mobili e i quadri del palazzo che ha visto come ministri della Pubblica istruzione del regno d’Italia personaggi del calibro di Benedetto Croce e Francesco De Sanctis.

Polemica sul bonus-libri. Pd: “Dalle modifiche nessun favore a chi vende”

da Repubblica.it

Polemica sul bonus-libri. Pd: “Dalle modifiche nessun favore a chi vende”

Fa discutere l’emendamento che cambia il decreto sugli sgravi del 19% sull’acquisto di libri. Sel: “Governo rimangia la parola data”. Ma Causi respinge le critiche: “Un vantaggio per giovani studenti”

ROMA – Era stata pensata come misura per favorire i lettori e la diffusione dei libri. Ora è accusata di essere stata trasformata in una norma che favorisce esclusivamente i venditori. Ma il deputato del Pd che ha presentato l’emendamento, lo difende.  Ed esplodono le proteste. Il decreto sugli sgravi del 19% per l’acquisto di libri è stato sostanzialmente modificato dal testo, approvato dalla commissione Finanze e Attività produttive della Camera, che prevede che il credito d’imposta valga per i librai. È stato, infatti, approvato un passaggio che sostituisce il riferimento alle “persone fisiche e giuridiche” con quello agli “esercizi commerciali che effettuano la vendita al dettaglio”.

Questa, però, non è l’unica modifica: la detrazione non riguarda più tutti i libri, ma solo i testi scolastici e universitari e, per beneficiare del bonus, gli studenti dovranno presentare nelle librerie che accetteranno di usufruire del credito d’imposta un buono sconto timbrato e numerato.

Immediate le reazioni di chi ritiene, come Alberto Galla, presidente dell’associazione dei librai indipendenti italiani, che il governo approva decreti legge prima di rendersi conto di non avere la sufficiente copertura ed è poi costretto a correggere il tiro o di chi, come il capogruppo di Sel in commissione Finanze, Giovanni Paglia, sostiene che l’esecutivo rimangia la parola data.

Marco Causi, deputato del Pd che ha presentato l’emendamento, respinge, però, le critiche:

“Le risorse disponibili nel decreto Destinazione Italia per gli sconti sui libri non permettevano una generale applicazione delle agevolazioni fiscali – precisa – Abbiamo deciso quindi, con il consenso di tutti i gruppi, di destinarle agli studenti delle scuole medie superiori. I ragazzi potranno acquistare i libri di lettura con un immediato sconto che sarà poi risarcito ai librai. Quindi nessun esclusivo favoritismo ai librai, ma un vantaggio per i giovani studenti”.

Al via il programma “Erasmus +”

da La Stampa

Al via il programma “Erasmus +”

Tra le novità non solo  formazione  professionale ma anche scambi e volontariato  in attività del terzo settore
roma

Il “vecchio” programma Erasmus si rinnova e si arricchisce di nuovi contenuti e diventa “Erasmus +”: non più solo periodi di formazione universitaria e stage in aziende all’estero, ma anche formazione professionale, scambi e volontariato nel terzo settore, dedicati non più soltanto agli universitari ma anche ai ragazzi dell’ultimo anno delle scuole e delle scuole superiori (complessivamente saranno coinvolti giovani compresi tra i 13 e i 30 anni).

Le iniziative del programma “Youth” sono state presentate ieri presso la sede dell’Agenzia nazionale giovani. Con l’occasione, è stato presentato alla stampa anche il nuovo direttore generale dell’Agenzia, Giacomo D’Arrigo, che arriva alla guida dell’Ang dopo un periodo di vacatio.

Complessivamente, ha spiegato Giorgio Guazzugli Marini, della direzione generale Educazione e cultura del programma Erasmus +, sono stati stanziati 14,7 miliardi di euro, dal 2014 al 2021, per l’intera comunità europea. Di questi, 95 milioni andranno all’Italia.

Le iniziative relative al terzo settore e al volontariato si prevede coinvolgeranno complessivamente 70mila giovani europei che potranno scegliere tra periodi di volontariato, scambi con gruppi di coetanei con i quali sviluppare i più svariati argomenti e attività di formazione professionale.

«La mobilità è una aspetto fondamentale per la formazione dei nostri ragazzi – ha sottolineato il ministro Kyenge – perché li aiuta non solo ad avere più opportunità nel mondo del lavoro ma anche ad ampliare i propri orizzonti culturali, costituendo un’occasione di crescita. Con il dipartimento per le Politiche giovanili – ha annuciato – stiamo lavorando al Piano nazionale giovani, un documento strategico che, prima di tutto, vuole agire sulla mentalità e sull’approccio alle politiche giovanili, che devono essere trasversali, attive e inclusive».

Un approccio alle politiche giovanili fortemente condiviso dal direttore generale dell’Ang che ha tenuto a sottolineare come «chiudere i giovani dentro il perimetro delle sole politiche giovanili sarebbe un errore».

Il capo dipartimento della Gioventù e del Servizio civile, Paola Paduano, ha invece posto l’accento sull’occasione che il semestre italiano di presidenza europea rappresenta anche per le politiche rivolte ai giovani, sia dal punto di vista formativo che lavorativo, e ha concluso ricordando il ruolo «di braccio operativo dell’Ang, e delle omonime agenzie degli altri paesi europei, per indirizzare il dialogo, il confronto e le consultazioni tra istituzioni e associazionismo giovanile su questi temi».