Precetto Pasquale ed altre attività di natura religiosa

Spett.li Dirigenti Scolastici della SICILIA
Spett.le Dirigente Ufficio Scolastico Regionale della SICILIA
Spett.li Dirigenti Ufficio Scolastico Provinciale della SICILIA

Oggetto: Precetto Pasquale ed altre attività di natura religiosa

In prossimità delle festività pasquali, questa O.S. ricorda ai Dirigenti Scolastici che alle scuole non è
consentito a nessun titolo l’organizzazione o la partecipazione in orario scolastico ad atti di culto,
celebrazioni o a qualsiasi altra attività di natura religiosa (Precetto pasquale, ecc.) così come
espressamente previsto dalla sentenza definitiva del T.A.R. Emilia Romagna n. 250/93. I principi
espressi nella citata sentenza fatti propri dal Ministero dell’Istruzione con CM ‐ Prot. N. 3084 1996,
affermano infatti che:
a) gli atti di culto, le celebrazioni religiose, ecc.. non sono né attività scolastiche, né extrascolastiche;
b) tali attività non hanno nulla a che fare con l’insegnamento della religione cattolica;
c) il fatto più grave e antigiuridico è che le pratiche religiose e gli atti di culto abbiano luogo e
svolgimento in orario scolastico cioè negli orari destinati alle normali lezioni, all’insegnamento delle
materie oggetto dei programmi della scuola statale e vengano perciò previsti in luogo e in sostituzione
delle normali ore di lezione;
d) immaginare che il compimento di atti di culto possa rientrare nella categoria e nel quadro delle
attività extrascolastiche si configura una evidente violazione della legge e della Costituzione;
e) la facoltà di parteciparvi o meno non elimina il fatto obiettivo del turbamento e dello
sconvolgimento dell’attività scolastica, consistente nella soppressione dell’ora di ordinario
insegnamento e nella previsione, in luogo di essa, della effettuazione di una attività estranea alle
finalità della scuola statale anche se deliberata contra legem dagli organi collegiali o proposta dalle
componenti studentesche.
Pertanto la scrivente O.S., nel dichiararsi disponibile ad ogni chiarimento in merito, preannuncia sin
d’ora che in caso di conoscenza o notizia di violazione delle disposizioni citate rinvierà all’accertamento
dell’Autorità giudiziaria la sussistenza dell’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio in danno
degli studenti al fine del perseguimento di ogni responsabilità accertata.
Si allega alla presente copia della Sentenza 250/93 TAR Emilia‐Romagna.

Per il Coordinamento Regionale Siciliano
Cobas Scuola
Prof.ssa Candida Di Franco

Ma la scuola è una cooperativa muratori e cementisti?

Ma la scuola è una cooperativa muratori e cementisti?

di Claudia Fanti

Non dico altro. Niente più parole. Ultimamente sento ripetere spesso che la scuola è una priorità per migliorare tutto il tessuto sociale ed economico, e subito dopo odo affermare che vanno fatti investimenti sull’edilizia scolastica. A questo punto credo che la nostra speranza e quella dei precari risieda nel trasformarci in mattoni.

Mattoni fatti delle competenze che abbiamo acquisito nel tempo.

La scuola che vorrei è semplice, serena, rilassante e rilassata. Non ha alcuna necessità di effetti speciali, ha infinito bisogno di persone che di speciale abbiano la passione per il lavoro a contatto con i bambini e i ragazzi e tante competenze in ambiti diversi, prima fra tutte la capacità umana di mettersi in contatto con chi si ha dinanzi.

(Una cosa chiederei direttamente al ministro: di toglierci la follia del registro elettronico e dei voti. Per lo meno alle elementari, ministro, ci lasci scrivere con la penna ogni giorno, e pure a lungo quanto vogliamo, le nostre note preziose sui miglioramenti in itinere di ogni bambino o bambina su delle magnifiche pagine bianche. Lei non può immaginare quanto sia sciocco perdere il tempo con  simili strumenti, quando i bambini e le bambine  premono per avere la nostra attenzione che è ben altra cosa del registrare ogni loro respiro tramutandolo in numeri da mettere in caselle.)

Ma torniamo ai mattoni dell’edificio che sono sicuramente importanti, tuttavia riguardano ingegneri, architetti, lavoratori dell’edilizia, investimenti nel settore delle costruzioni ridotto all’osso. Certo, saremmo ben contenti se ogni scuola fosse edificata nel rispetto delle richieste di una pedagogia attenta alle persone che la dovranno abitare, ma temo che i problemi da affrontare per costruire edifici a misura siano di non facile soluzione e sicuramente richiederanno il tempo lungo che noi non abbiamo, perché il nostro lavoro è fatto di presente.

La scuola che vorrei assumerebbe i precari storici e darebbe finalmente spazio alla loro energia. Consentirebbe ai docenti più anziani di uscire dal sistema con dignità e a testa alta per il lavoro svolto in anni e anni di lotte per fronteggiare riforme e controriforme. Oppure li valorizzerebbe incentivando un passaggio di testimone sotto forma di incontri seminariali professionali interni alle scuole, in particolare sulle modalità che hanno adottato per far fronte alla sempre più difficile conduzione delle classi e sulle strategie mirate a rendere più appetibili gli apprendimenti.

La scuola che vorrebbero altri e diversi da noi invece dovrebbe assomigliare a sistemi lontani, estranei al nostro, ricchi di risorse e di strumenti: nessuno di noi docenti potrebbe contestare che ogni minimo sforzo fatto per rendere efficace l’insegnamento sia da condannare, eppure la scuola italiana ha ora bisogno di altro, di una riflessione minimale sui frammenti buoni, piccolissimi, che sono rimasti dopo anni di devastazioni barbare.

Così se fossi il ministro ripartirei da alcune riflessioni sulla valutazione senza voti, sul tempo pieno e il tempo lungo, sul ritorno al team docente nella primaria, sull’ obbligo scolastico, sui laboratori possibili nei tecnici e nei licei, sulla libertà d’insegnamento alquanto ridimensionata in questi vent’anni, sull’utilizzare in modo razionale ed efficace le persone-insegnanti sia per immettere forze nuove consentendo continuità al loro lavoro nelle classi sia per non disperdere il mare di competenze degli insegnanti senior, su un diverso concetto di autonomia e sulle gerarchie di potericchi che si sono formate in ogni istituzione e che troppo spesso si sono fossilizzate, ingessate, accentrate nelle stesse mani e di conseguenza si sono chiuse, bloccando energie, idee di miglioramento, impedendo circolazione di novità, di ricerche.

Se al Ministero ci si rendesse conto fino in fondo del male che la scuola ha subito negli anni, si starebbe molto attenti a fare dichiarazioni, si tacerebbe, ci si metterebbe in totale posizione di ascolto e si comincerebbe con l’affrontare un problema alla volta senza esagerare in voli pindarici e in colpi di scena. 
Invece potenzierei, accanto allo studio della lingua italiana e delle matematiche, certamente quei saperi che, unici e immortali, riguardano il futuro: storia dell’arte, storia, geografia, filosofia, diritto…essi riguardano proprio il futuro dei singoli e della società che vorranno realizzare tramite le loro capacità critiche…altri saperi sono alquanto più contingenti, ma molto più volatili nel tempo e comunque facili da introiettare e da modificare con un minimo di buona volontà. I primi invece sono complessi, dinamici, sono ponti tra il passato e un altrove da reinventare su radici profonde. Tali saperi se mai andrebbero resi più accattivanti, affascinanti tramite revisioni delle modalità di insegnamento e in tempi più consoni ad attività laboratoriali come il teatro ad esempio, ma non certo sterilizzati da eliminazione di ore.

La scuola che vorrei rifuggirebbe da differenziazioni stipendiali dentro la stessa categoria: esse portano sempre a piccole meschinità, invidie, chiusure, e certo non incentiverebbero lo scambio, la ricerca, un clima di confronto. So bene che ora si tenta in ogni modo di arrivare a instituire un regime meritocratico di premi. Tuttavia ciò stride con il fatto che ogni insegnante è in contatto con le classi e fa su di esse lo stesso lavoro e per questo è stato assunto e pagato. Non si può certo affermare davanti alle famiglie e agli studenti che uno dei loro insegnanti è più bravo di un altro. Stupidaggine carente di una vera strategia di attacco alle eventuali inesperienze o inadempienze di alcuni docenti. Tutto sarebbe risolvibile con l’incentivare la programmazione dei consigli di classe e dei team da riesumare, con lo spingere verso una maggiore cura per i momenti di cooperazione professionale al posto degli interminabili collegi dei docenti o delle riunioni piuttosto noiose sulle novità ministeriali di qualche circolare, le quali francamente potrebbero divenire operative con un minimo dispendio di energie, visto che i contenuti delle stesse rientrano nella normale amministrazione di lustri di operatività già attiva.

Forse il Ministro non sa…

Forse il Ministro non sa… ed è opportuno che sappia e provveda!

di Maurizio Tiriticco

Nel lontano 2007 con il dm 139 il Miur provvide a rendere esecutivo l’innalzamento a 10 anni dell’obbligo di istruzione, sancito con la legge 26 dicembre 2006, n.296, articolo 1, comma 622. E, nella lettera di accompagnamento, l’allora Ministro Fioroni dichiarava che “il nostro sistema scolastico compie così un passo molto importante per allinearsi con i sistemi di altri Paesi dell’Unione europea”.

In effetti, nell’ambito comunitario, erano stati varati due importanti provvedimenti:

a) la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006, con cui vengono definite otto competenze chiave per l’apprendimento permanente “delle quali tutti i cittadini hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione”.Le competenze chiave sono così descritte: 1) comunicazione nella madre lingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3 competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare ad imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8) consapevolezza ed espressione culturale;

b) la Proposta di Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 settembre 2006, con cui viene istituito un Quadro Europeo delle Qualifiche per l’apprendimento permanente: European Framework Qualification, EQF. Tale proposta diviene poi esecutiva con la Raccomandazione del 23 aprile 2008. Con l’EQF vengono individuati 8 livelli di qualifica, o di titolo di studio, da quello più basso a quello più alto. L’EQF deve essere utilizzato da tutti i Paesi membri dell’UE “come strumento di riferimento per confrontare i livelli delle qualifiche (e di qualsiasi titolo di studio, n. d. a.) dei diversi sistemi di qualifica (e di titolo di studio, n. d. a.) nel quadro di una prospettiva di apprendimento permanente”. Inoltre, i Paesi membri dell’Unione europea sono tenuti a “mettere in relazione i sistemi nazionali delle qualifiche (e dei titolo di studio) con l’EQF entro il 2009”.

Con il citato dm 139/2007:

a) vengono così curvate al nostro “Sistema educativo di istruzione e formazione” (legge 53/03, art. 2) e definite le “competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dell’istruzione obbligatoria”, di cui alla citata Raccomandazione Ue del 18 dicembre 2006: 1) imparare ad imparare; 2, progettare; 3) comunicare; 4) collaborare e partecipare; 5) agire in modo autonomo e responsabile; 6) risolvere problemi; 7) individuare collegamenti e relazioni; 8) acquisire e interpretare l’informazione. Si precisa che “l’elevamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni intende favorire il pieno sviluppo della persona nella costruzione del , (competenze 1 e 2), di corrette e significative relazioni con gli altri (competenze 3, 4 e 5) e di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale (competenze 6, 7 e 8)”;

b) vengono inoltre individuate, definite e descritte 16 competenze culturali, distribuite lungo quattro assi: a) dei linguaggi (6 competenze); b) matematico (4 competenze); c) scientifico-tecnologico (3 competenze); d) storico-sociale (3 competenze).

Perché la certificazione dell’adempimento dell’obbligo potesse essere effettuata da parte delle istituzioni scolastiche autonome, occorreva che il Miur dettasse un opportuno modello. Tale modello è stato pubblicato con notevole ritardo con il dm 9 del 2010. Nel modello viene prescritta le certificazione delle sole competenze culturali secondo tre livelli: base, intermedio e avanzato, opportunamente descritti. Non viene richiesta la certificazione della competenze chiave di cittadinanza, che vengono citate in nota come semplice riferimento. Non si comprendono le ragioni di tale esclusione, anche e soprattutto perché le competenze chiave per l’apprendimento permanente (Raccomandazione del 18 dicembre 2006), sono state fatte proprie dal citato dm 139/07 e costituiscono un imprescindibile riferimento per la circolazione dei cittadini dell’Unione europea in tutti gli Stati membri. Va anche considerato che competenze di cittadinanza e competenze culturali non sono automaticamente omologabili. Un soggetto può essere un ottimo cittadino, anche se “incolto”, o un pessimo cittadino anche se valente professionista. E certi comportamenti della cosiddetta casta sta a dimostrare quanto in materia di competenze di cittadinanza ci sia, oggi, un’assoluta carenza!

Va infine ricordato che la    Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, il 20 dicembre del 2012, hanno sottoscritto un “Accordo per la referenziazione del sistema italiano delle qualifiche al Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF), di cui alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008”. In tale Accordo si sono stabilite le seguenti corrispondenze:

livello EQF1: diploma di licenza conclusiva del primo ciclo di istruzione

livello EQF 2: certificazione delle competenze di base acquisite in esito al’assolvimento dell’obbligo di istruzione

livello EQF 3: attestato di qualifica di operatore professionale

livello EQF 4: diploma di istruzione secondaria superiore; diploma professionale di tecnico

livello EQF 5: diploma di Istruzione Tecnica Superiore

livello EQF 6: laurea triennale; master di primo livello

livello EQF 7: laurea magistrale

livello EQF 8: dottorato; master di secondo livello

I descrittori sono i seguenti.

livello EQF1: conoscenze generali di base; abilità di base necessarie per svolgere mansioni e compiti semplici; competenze – lavorare o studiare, sotto una supervisione diretta, in un contesto strutturato

livello EQF2: conoscenze pratiche di base in un ambito di lavoro e di studio; abilità cognitive e pratiche di base necessarie per utilizzare le informazioni rilevanti, al fine di svolgere compiti e risolvere problemi di routine utilizzando regole e strumenti semplici; competenze – lavorare o studiare, sotto una supervisione diretta, con una certa autonomia

livello EQF3 (per la sola IeFP): conoscenze di fatti, principi, processi e concetti generali in un ambito di lavoro o di studio; una gamma di abilità cognitive e pratiche necessarie per svolgere compiti e risolvere problemi, selezionando e applicando metodi, strumenti, materiali e informazioni di base; competenze – assumersi la responsabilità dello svolgimento di compiti in un ambito di lavoro o di studio; adattare il proprio comportamento alle circostanze per risolvere problemi

livello EQF4: conoscenze pratiche e teoriche in ampi contesti in un ambito di lavoro o di studio; abilità – una gamma di abilità cognitive e pratiche necessarie per creare soluzioni a problemi specifici in un ambito di lavoro o di studio; competenze – sapersi gestire autonomamente nel quadro di istruzioni in un contesto di lavoro o di studio, di solito prevedibili, ma soggette a cambiamento; sorvegliare il lavoro di routine di altri, assumendo una certa responsabilità per la valutazione e il miglioramento di attività lavorative e di studio.

OMISSIS per gli altri quattro livelli.

In un tale contesto normativo, in cui, in materia di istruzione (statale e paritaria) e di istruzione e formazione professionale (regionale) si integrano indicazioni europee con scelte nazionali, è opportuno che vengano date le opportune istruzioni perché, alla conclusione del primo ciclo di istruzione e dell’obbligo di istruzione, le istituzioni scolastiche autonome procedano conseguentemente, in modo che i nostri titoli di studio possano essere “letti” e utilizzati in contesti di istruzione, di formazione e di eventuale occupazione, che riguardino anche gli altri Paesi dell’Unione europea.

E’opportuno ricordare che con la strategia “Europa 2020” si aprono nuovi scenari in ordine allo sviluppo dell’economia e dell’occupazione. Si tratta di una strategia che prevede cinque ambiziosi e irrinunciabili obiettivi in materia di occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale ed energia/clima. Un’attenzione di questo tipo ci potrebbe ricondurre a ragionamenti e a iniziative concrete finalizzate a vedere il contesto europeo come un’occasione di concreto e produttivo sviluppo e non come una sorta di gabbia dalla quale, secondo una certa parte politica, dovremmo uscire e al più presto. Occorre sempre pensare che le difficoltà dell’oggi, se lette e affrontate con intelligenza e spirito di iniziativa, costituiscono una occasione per crescere, domani, non un pericolo da cui fuggire!

Ma qui si apre un altro discorso! E un Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca può svolgere un ruolo decisivo per far compiere al Paese e ai suoi cittadini concreti passi in avanti. Sono tre materie che potrebbero costituire una preziosa chiave di volta per quel cambiamento che tutti noi attendiamo e auspichiamo! E per il quale ciascuno di noi deve adoperarsi in ordine alle sue competenze e responsabilità E la competenza e la responsabilità del Ministro Giannini sono determinanti! In una prospettiva che non può non essere europea! Non mi sembra casuale che il nuovo Presidente del Consiglio nel suo discorso di insediamento rivolto alle Camere abbia collocato l’istruzione al primo posto della nuova politica governativa! E ora, dalle parole ai fatti!

W. Vedruccio, Sulle orme di Idrusa

Da una donna ad un mito

di Antonio Stanca

vedruccioNella cittadina pugliese di Otranto ancora succede che si parli, si racconti delle tragiche vicende vissute dai suoi antichi abitanti quando, dal 1480 al 1481, subirono l’assedio e poi l’invasione e la strage da parte dei Turchi. Furono avvenimenti molto gravi dei quali molti segni sono rimasti. Allora Otranto faceva parte del Regno di Napoli che era sotto la sovranità di Ferdinando I d’Aragona e imperatore dei Turchi era Sultan Maumeht. L’evento della presa della città e dell’uccisione di tanti suoi abitanti entrò a far parte sia della storia nazionale sia della tradizione, della fantasia popolare di quel posto, col tempo si rivestì di leggenda, si arricchì di racconti di gesta esemplari, trovò i suoi eroi, assunse una dimensione mitica. Diventò un altro esempio dell’eterna, interminabile lotta tra bene e male, vita e morte, fede e violenza che tante volte ha segnato la storia dei popoli ed attirato l’attenzione non solo degli studiosi, degli storici ma anche degli autori, fossero di arte narrativa, poetica o figurativa, drammatica. E’ successo così che il motivo degli abitanti di Otranto che difendono la loro città dalla ferocia di un numero di gran lunga superiore di nemici e dai pericoli dei loro mezzi bellici, che non temono di morire in nome di quanto è loro, del loro Dio, dei loro padri, dei loro figli, che acquistano nei secoli un significato ad essi superiore, abbia attirato la celebre Maria Corti quando nel 1962 pubblicò L’ora di tutti presso la Feltrinelli di Milano. Filologa, linguista, critica letteraria e scrittrice la Corti era nata a Milano nel 1915 e qui era morta nel 2002. Era stata docente di Storia della lingua italiana presso l’Università di Lecce e poi presso quella di Pavia. Aveva prodotto molti lavori di critica letteraria e fondato molte riviste culturali. Variamente impegnata, instancabile si era dimostrata, molti riconoscimenti le erano stati attribuiti. L’ora di tutti fu la prima delle sue opere narrative, la scrisse quando aveva quarantasette anni e in essa tramite i racconti di cinque personaggi che fungono da voce narrante non solo riuscì a ripercorrere la dolorosa vicenda otrantina ma anche a ricostruire gli ambienti, i costumi, la vita, le persone di quel tempo. I colori, le luci della campagna, del mare dell’antica penisola salentina diventarono, con la Corti, motivo di letteratura. Con i loro posti la scrittrice identifica i personaggi dell’opera, figli di essi li mostra, capaci di correre in loro difesa al momento del pericolo, di comportarsi in maniera coraggiosa, da eroi. Quanto faceva parte della loro storia, delle loro leggende, dei loro miti la Corti de L’ora di tutti riprese, confermò, animò.

Dalla conoscenza di quest’opera la leccese Wilma Vedruccio nelle prime pagine del suo breve e recente volume Sulle orme di Idrusa dichiara di essere stata mossa a scriverlo. Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Kurumuny di Calimera (Lecce), è corredato di un CD nel quale l’autrice legge quanto ha scritto accompagnata dalla musica di Rocco Nigro ed è stato presentato la sera di Venerdì 28 Febbraio 2014 presso il Centro Studi “Chora-Ma” di Sternatia (Lecce), da molti anni diretto da Donato Indino e divenuto luogo di frequenti incontri e scambi culturali. Nella circostanza, alla quale erano presenti la scrittrice e il Nigro, si è assistito ad un’esibizione, da parte dei due, volta a mettere in risalto, mediante la lettura di lei e la musica di lui, le parti dell’opera e ad evidenziare gli aspetti distintivi del personaggio di Idrusa. Il pubblico ne è stato coinvolto e interessato fin dall’inizio. Incuriosito si è mostrato circa l’operazione compiuta dalla Vedruccio nel libro. In questo, si è chiarito, la scrittrice ha ripreso e continuato Idrusa, il terzo dei cinque personaggi de L’ora di tutti, si è messa “sulle orme di Idrusa” mediante una prosa che giunge a confondersi con la poesia. Di questa figura femminile Vedruccio ha scritto, della sua infanzia, della sua giovinezza, dei suoi amori, della sua dedizione al momento del bisogno, della sua morte prematura. Lo ha fatto con un linguaggio capace di assumere i toni della favola se non quelli del canto.

Idrusa è la più bella bambina, ragazza, donna dell’Otranto del momento dei Turchi. Ma è cresciuta diversa dalle sue coetanee. Già da bambina pensava diversamente da loro, voleva altre cose. Si sentiva vicina, unita agli elementi della natura, alle erbe, alle piante dei campi, alle acque del mare. Non badava ai pregiudizi, alle convenzioni. Una ribelle, una rivoluzionaria era sembrata. Malvista si era sentita. Nonostante questo era stata data in sposa quando aveva ancora diciassette anni ad un pescatore. Viveva delusa la sua esperienza matrimoniale. Poi il marito era morto in mare e si era legata a Manuel, un militare spagnolo che, però, aveva lasciato perché aveva scoperto di essere ingannata da lui. L’amore al quale aveva sempre pensato non aveva ancora incontrato. Arrivati i Turchi ad Otranto, entrati nella città da barbari, aveva prestato soccorso ai feriti, aveva provveduto a sistemare i morti che venivano portati nella Cattedrale trasformatasi in un ospedale. Anche qui sarebbero giunti i Turchi continuando a devastare e uccidere e qui al momento di essere posseduta, violentata da uno di loro, Idrusa preferirà darsi la morte con il coltello del suo assalitore, mostrerà che sani, forti, unici erano i suoi principi contrariamente a come era sempre stata pensata.

Di questa Idrusa dell’antica Otranto scrive oggi la Vedruccio provando che perenne è diventata la sua figura nell’immaginario collettivo salentino, che una favola eternamente valida è diventata la sua, un mito. Oltre che ad Otranto a tutti Idrusa ormai appartiene poiché a simbolo è assurta di una femminilità superiore, di una bellezza del corpo, di una forza dello spirito pari a quelle di una dea. In questa dimensione da favola, da mito riesce la Vedruccio a renderla con la sua opera e con quanto vi è allegato.

Adrian Lyne, Attrazione fatale

“La Bipolarità dell’Amore Vero e comunque…<da attrazione fatale>…irrazionalistica …o rapsodicamente e violentemente arcana”

– Nota essenziale di Gianfranco Purpi –
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…Ecco una serie di riflessioni interpretative e commentali del realistico e assolutamente artistico film “Attrazione fatale” (1987)
con
Michael Douglas: Dan Gallagher
Glenn Close: Alex Forrest
Anne Archer: Beth Gallagher
Ellen Hamilton Latzen: Ellen Gallagher
Stuart Pankin: Jimmy
Ellen Foley: Hildy
Fred Gwynne: Arthur
Meg Mundy: Joan Rogerson
Tom Brennan: Howard Rogerson.

…Questo cinema epocale e meravigliosamente verace…,declinato in prospettiva di travolgente Thrilling dagli esiti storicistici sempre sull’orlo degli abissi tragici,… è tra i pochissimi che rendono osmotici e massimamente catartici (…allo spettatore attento!),…i sensi e i significati dell’amore vero e organicistico,…orgasmico e autentico,…pure nei suoi sentimenti e nelle sue pulsioni da vita autenticamente dolce e felicitante…e rabbiosa e,al postutto,…da istintuale aggressione ferina …da paure e voglie terribili di sadomasochismo inenarrabile;…anche senza volgarità di sceneggiature e di recitazioni da fabulazione storica erotica fine a se stessa!!
…E’ un film sempre denotato,…in ogni sua costellazione narrativa e teatrante, …dall’esistenzialismo idealizzato …tale…proprio perchè assolutamente realissimo,…che riesce,…come raramente succede,…a disegnare sacralmente sugli aquiloni paranoici…i colori e i graffiti della vera e assoluta “attrazione fatale” quando e se questa si immanentizza e si fonde religiosamente e misticamente…con una vera dicotomia olistica e attraverso tempi/modi/forme integralizzate/integralizzanti passionali di simbiosi umanizzanti subliminali…fino al loro scaraventarsi nei recinti opposti delle disumanità violentemente catastrofiche!!
…Si!…Di simbiosi incantevole e meravigliosa,…epperò conflittuale e foriera di angosce e tormenti …e aggressività indicibili,…in cui alla fin fine i linguaggi risolutivi delle sconfitte e delle ossessioni irragionevoli di questo amore …calpestano ogni umanesimo etico o comunque ogni convivialità civile e razionalizzante ,…e sfociano in sadismi e terrori di violenza cruda inaudita …dalla sola logica delle perversioni del ricatto e della distruttività azzerante …nichilisticamente… indirizzati contro la vita in quanto tale…e avverso ogni valore dignitante e amorevole/affettivo  di Persona (…di vero in fondo,ontologicamente!)…; seppur ,…nonostante tutto…, con l’insopprimibile voglia di vivere ogni esperienza della esistenza “perturbatrice”, … e della storia di due anime e di due cuori …sempre in fusione totalizzante di corpi e anime, …e peraltro attraverso il rovescio della medaglia della bramosità dell’eliminazione fisica reciproca …e di ogni dipendenza da quell'”attrazione fatale …benedetta/maledetta;…per una genesi immediatistica di rarissima oscillazione del Pendolo di Foucault tra odio e amore…che si viene a porre in quanto “attrazione fatale” camaleontica da amore assoluto bramante…e consequenziale oppositivo istinto di morte da violenza sopprimente!
…E pensare che i due amanti trasgressivi avevano cominciato,comunque,…ad amarsi …per davvero e con purezza di sentimenti e affetti trasfigurati e benedetti …nella loro contaminazione più vera e univocante,…in ogni senso e dimensione delle diverse aree e dei diversi linguaggi/comportamenti della strutturalizzante personalità umana di due innamorati immediatamente amati/amanti,…e poi,allo stesso tempo (…in paura di dialettica negativa!),…in prospettiva esperenziale di amanti/aggressori e di belve ferine l’un l’altra,…reciprocamente,…da potenziale schizoide ai confini della “bipolarità” dissociata e dissociante …lacerante,… o…della pazzia che declina il senso più autentico dell’amare …per amarsi/aggredirsi… sempre…in quanto follìa eticamente irrazionalistica non condivisibile dai perbenisti luoghi comuni composti e dignitanti …di una Sacra Famiglia o di una Normalità Kantianamente criticistica!
…Anche … indirizzandosi e avviluppandosi reciprocamente in un crescendo di spirale ellittica di fonti pulsionali ineffabili,…di linguaggi/comportamenti assolutamente indiavolati,… e di prassi intenzionali inenarrabilmente istintuali , …di violenza brada e di saturazione di godimenti ed efferratezze nichilistiche,…in ebbrezza di pulsionalità bio/psichiche e di …neuroregolatori senza alcun limite di ragionevolezza , …o addirittura sadiche e masochiste …davvero …in un continuo “bord/line”…da lacerante fratturante “Io/Diviso” nichilisticamente testimone di personalità rivelantisi tragicamente e drammaticamente “interrotte”…per storicità esperenziali pregnanti ,…in tale senso, …delle loro epistemologie genetiche,…e ,allo stesso tempo…,per convergente “male di testa” cromosomico di psicosi radicali antimetaboliche…
…Anche se Grazia di Michele canta che …”Solo i pazzi sanno amare!”…
…Vero o non vero?…Difficile da asserirlo da un solo punto di vista e da una sola prospettiva epistemologica ed ermeneutica,…ovvero…da un libertarismo marcusiano …da “uomo a una dimensione”…,o da eteronee analogiche “deregulations” dei sartriani Guattari e Deleuze;…o del razionalismo psicanalitico del neo/positivista e…agostiniano (…sembra ma non è contraddizione!)… Mattèe Blanco…

Gianfranco Purpi

LOCANDINA DEL FILM:

Titolo originale Fatal Attraction
Paese di produzione USA
Anno 1987
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, thriller, erotico
Regia Adrian Lyne
Soggetto James Dearden
Sceneggiatura James Dearden
Fotografia Howard Atherton
Montaggio Michael Kahn
Musiche Maurice Jarre
Scenografia Mel Bourne, Jack Blackman e George DeTitta Sr.
Interpreti e personaggi
Michael Douglas: Dan Gallagher
Glenn Close: Alex Forrest
Anne Archer: Beth Gallagher
Ellen Hamilton Latzen: Ellen Gallagher
Stuart Pankin: Jimmy
Ellen Foley: Hildy
Fred Gwynne: Arthur
Meg Mundy: Joan Rogerson
Tom Brennan: Howard Rogerson
Doppiatori italiani
Pino Colizzi: Dan Gallagher
Simona Izzo: Alex Forrest
Roberta Paladini: Beth Gallagher
Paolo Buglioni: Jimmy
Romano Ghini: Arthur
Attrazione fatale (Fatal Attraction) è un film del 1987 diretto da Adrian Lyne. Il film, che presenta anche diversi contenuti drammatici, ha ricevuto 6 Nomination agli Oscar.

TRAMA NARRATIVA DEL FILM:

Dan Gallagher, 40enne avvocato newyorkese, ha una vita tranquilla e una bella famiglia composta dalla moglie Beth e dalla figlia Ellen di 6 anni. Un giorno Dan conosce Alex Forrest, anch’essa avvocatessa seppur di un’altra agenzia, insieme alla quale decide di trascorrere un pomeriggio e un’intensa notte mentre la moglie è in campagna in visita dai genitori. Su insistenza di Alex, i due passano un’altra giornata di divertimenti e soprattutto momenti erotici e al termine – nonostante la temperatura erotica sia stata altissima e ci sia stato anche uno scambio a livello umano – Dan decide di tornare alla sua vita. Alex compie la prima azione che fa presumere la presenza di problemi psichici, infatti si taglia le vene dei polsi manifestando la sua paura dell’abbandono e un comportamento autodistruttivo. Dan la aiuta mettendole delle fasciature e se ne va, anche se tale evento l’ha sconvolto molto e non vedendo l’ora di lasciarsi alle spalle questa storia. Di fatto, scompare e Alex inizia a cercarlo continuamente telefonando sia a casa che in ufficio, anche ad ore impensabili.
Sfinito dall’insistenza di Alex, per la quale si convince di provare una grande pena al fine di autogiustificarsi, Dan decide d’incontrarla. In tale occasione, la donna gli confessa di amarlo e di essere incinta di lui; sconvolto da questa notizia, Dan le propone di abortire ma lei rifiuta tempestivamente. Da questo momento, Alex si trasforma in persecutrice e riesce anche ad ottenere il nuovo numero di telefono casalingo di Dan presentandosi alla moglie e fingendosi interessata all’acquisto della casa messa in vendita: la moglie le porge il nuovo numero, non immaginando chi ha di fronte.
Intanto Dan si trasferisce con la famiglia in campagna, ma questo non scoraggia Alex: infatti nei giorni seguenti la donna versa dell’acido sulla macchina di Dan e gli fa avere un nastro magnetico con un messaggio in cui assume un tono abbastanza pacato chiedendogli di assumersi le responsabilità di padre, dicendogli che pensa ai momenti d’intimità passati insieme, rinnovandogli la dichiarazione d’amore ma contemporaneamente – con un cambio immediato nel tono – sibilando che lo odia, accusandolo di non essere in grado di amarla per una presunta misoginia. Si percepisce che la psiche della donna è caratterizzata da una oscillazione del giudizio tra polarità opposte tipiche della personalità borderline, in cui il pensiero è bianco o nero a seconda dei mutamenti di umore. Dan decide di andare alla polizia per un ordine restrittivo contro di lei, ma gli inquirenti non acconsentono per mancanza di prove. Un giorno, mentre tutta la famiglia è fuori, Alex uccide il coniglio che Dan aveva regalato alla figlia e lo mette in una pentola lasciando accesi i fornelli; la moglie entrando in casa scopre tutto e spaventata lancia un grido, mentre la figlia cade in depressione per la morte dell’amato animale. Dan alla luce di quest’ultimo fatto decide di raccontare tutto a Beth che, non prendendo bene la cosa, caccia di casa Dan il quale, prima di andarsene, telefona ad Alex dicendole che la moglie sa tutto e Beth le risponde che se si avvicinerà di nuovo alla famiglia, lei la ucciderà; dopo tutto ciò, Beth mostra subito di voler conservare l’unità familiare.
Alex decide di rapire la piccola Ellen portandola al luna park: la moglie, accorgendosi che la bambina non è a scuola, comprende immediatamente l’accaduto e sale in macchina per cercarla disperatamente, ma provoca un incidente stradale. Dan la va a trovare all’ospedale, dove c’è anche Ellen che Alex aveva riportato a casa, dopo di che si reca a casa dell’ex amante e comincia ad aggredirla con l’intento di ucciderla o quantomeno di spaventarla in modo che la smetta di far del male alla sua famiglia, arrivando a strangolarla salvo poi fermarsi; Alex tenta di uccidere Dan con un coltello, ma l’uomo la ferma; dopo alcune occhiate i due si separano senza più alcuna possibilità di riconciliazione, specie per quanto riguarda Dan, che decide di tornare alla polizia che accetta di far arrestare Alex per interrogarla.
Dimessa dall’ospedale, Beth decide di perdonare Dan e, mentre si sta preparando per fare il bagno, appare Alex con un coltello che la minaccia e le ferisce una coscia, manifestando così ulteriormente il desiderio di autoannientamento. Beth lancia delle urla disperate attirando l’attenzione di Dan, che corre in bagno dove scoppia una rissa con Alex, che culmina con Dan che cerca di affogare Alex nella vasca piena d’acqua: ad un certo lei sembra perdere i sensi ma dopo un po’ si rialza pronta a riattacare Dan ma Beth con un colpo di pistola le trafigge il cuore, uccidendola. Il film si conclude con un’inquadratura significativa della foto della “famiglia felice” sullo stipo dell’ingresso: finalmente i coniugi Gallagher potranno riprendere la loro normale vita coniugale.

RICONOSCIMENTI MONDIALI al film in questione:

1988 – Premio Oscar
Nomination Miglior film a Stanley R. Jaffe e Sherry Lansing
Nomination Migliore regia a Adrian Lyne
Nomination Miglior attrice protagonista a Glenn Close
Nomination Miglior attrice non protagonista a Anne Archer
Nomination Migliore sceneggiatura non originale a James Dearden
Nomination Miglior montaggio a Michael Kahn e Peter E. Berger
1988 – Golden Globe
Nomination Miglior film drammatico
Nomination Migliore regia a Adrian Lyne
Nomination Miglior attrice in un film drammatico a Glenn Close
Nomination Miglior attrice non protagonista a Anne Archer
1989 – Premio BAFTA
Miglior montaggio a Michael Kahn e Peter E. Berger
Nomination Miglior attore protagonista a Michael Douglas
Nomination Miglior attrice non protagonista a Anne Archer
1988 – ASCAP Award
Top Box Office Films a Maurice Jarre
1988 – Saturn Award
Nomination Miglior sceneggiatura a James Dearden
1988 – Eddie Award
Nomination Miglior montaggio a Peter E. Berger e Michael Kahn
1989 – Awards of the Japanese Academy
Nomination Miglior film straniero
1989 – Artios Award
Nomination Miglior casting per un film drammatico a Risa Bramon Garcia e Billy Hopkins
1988 – DGA Award
Nomination Miglior regia a Adrian Lyne
1993 – Golden Camera
Miglior attrice internazionale a Glenn Close
1990 – Golden Camera
Miglior attore internazionale a Michael Douglas
1988 – Golden Screen
Golden Screen Award
1989 – Grammy Award
Nomination Miglior colonna sonora a Maurice Jarre
1987 – National Board of Review Awards
Migliori dieci film
1989 – People’s Choice Awards
Miglior film drammatico
1988 – WGA Award
Nomination Miglior sceneggiatura non originale a James Dearden

Profile Information on Facebook 2014 of EGOCREANET

PIF = Profile Information on Facebook 2014 of EGOCREANET as PARTNER ORGANISATION
ONG – EGOCREANET
Promoter’s legal name (national language) Network on GLOBAL EXPANSION OF CREATIVITIES’ OBSERVATORY
Promoter’s legal name (latin characters) EGOCREANET
Acronym, if applicable EGOCREANET
EGOCREANET- VALIDATED EUROPEAN -PIC  < 959882416>
Department, BUSINESS INCUBATOR UNIVERSITY OF FLORENCE
Address Via MADONNA DEL PIANO 06
Country Italy
Region TUSCANY
P.O. Box
Post code 50019
CEDEX
City SESTO F.NO – FIRENZE
Web site www.egocrea.net
Email egocreanet2012@gmail.com
Telephone +390555734662 – Mob: +393356760004
Fax +390554574639

 

PROFILE
Type of Organisation ONG -Non profit non governamental organization
Is the partner organisation a public body? No
Is the partner organisation a non-profit? Yes

 

BACKGROUND AND EXPERIENCE
Briefly information of the partner organization.in FACEBOOK . -EGOCREANET  cooperates closely with local and regional institutions in Tuscany (IT), and through a formal agreement with the  Business Incubator of the University of Florence -EGOCREANET  support  projects development based on volunteering experiences.

-EGOCREANET  is particularly active in the field

A ) Agrofood  Innovation  for improving Food Nutrition Security  (NUTRA/SCIENZA AND NUTRA-AFRICA),

and B) on cultural Change in Quantum Art & Science  and Augmented Reallity (QUARTE).

See in FACEBOOK – Promotion and dissemination projects Scientific and Cultural Rights. ( Accomplishments past , and in progress)  Florence (IT) 2014/01/10.

1 ) QUARTE 2014: https://www.facebook.com/groups/431161846963599/

2 ) NUTRASCIENZA : https://www.facebook.com/groups/195771803846822/

3 ) NUTRA AFRICA : https://www.facebook.com/groups/195771803846822/

 

SUMMARY:

1 ) QUARTE – (Quantum Art & Science & Augmented Reality) project for the development and diffusion of contemporary culture born 14/DIC/2012 for the diffusion of innovation in artistic and scientific culture and the promotion of cultural communication and marketing technologies through the innovative AR .

Mile Stones : Conferences Exhibition

a) 14/DIC/2012 Florence Province : . http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=133748

b ) 31/Mg +1-2 / Giu/2013 Casciana  Terme ( Pisa) : http://dabpensiero.wordpress.com/2013/06/14/quarte-partendo-da-casciana-terme-verso-nuovi-orizzonti/

c) 09/NOV/2013 Pietrasanta ( Lucca): http://dabpensiero.wordpress.com/2013/08/25/arte-quantistica-scienza-e-realta-aumentata-sinergie-d-innovazione/ This initiative has received the Medal of Recognition of ‘ high cultural value of the Presidency of the Italian Republic : http://giulianaguazzaroni.wordpress.com/2013/11/13/la-medaglia-del-presidente-della-repubblica-premia-levento-dedicato-a-quantum-art-and-augmented-reality/

d) QUARTE 2014 – ROME : continue with the development of the Cultural Arts and Science Quantum and Augmented Reality with the scheduled conference exibition held in collaboration with the University ‘ La Sapienza in Rome on 26 / June 27 c / o – 2014 Hall of Odeion the ” Faculty of Letters of Wisdom ” p.le A. Moro 5 – ROMA ( IT) . First Organizational Meeting in Rome c / o Dip Chemistry Ple A. Moro 5, the 17/GENN/2013 15.00-17.00 .

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2 ) NUTRA -SCIENCE ( Program for Innovation and Development of Nutraceuticals ) was born in 2010 as a Virtual Enterprise of the LRE Dip Cimica of the University of Florence promotion for the renewal of the Agriculture Nutritional Quality of Food and Nutraceutical production for the prevention health , including the Green & Blue Economy for the protection of ‘ the land and marine environment . http://www.unifi.it/dipchimica/CMpro-v-p-212.html

a) The Program NUTRA . SCIENCE from 2010 to date has produced a strong cultural and scientific impact , whose lines of development were initially described in: http://www.edscuola.it/archivio/lre/NUTRA_SCIENZA.pdf , and then progressively implemented on the basis of ‘ volunteer efforts of scientific and cultural EGOCREANET .

b ) Recently Program NUTRA -SCIENCE 2013 and addressed to the Promotion Strategy HORIZON 2020 See Conference at the CNR in Florence 13/12/13 :

http://www.daa.cnr.it/index.php/it/component/content/article/50-homepage/795-1312-nutra-scienza-per-horizon-2020 , The design lines of development are now being processed  see: http://www.eurosportello.eu/sites/default/files/NutraScienza_Horizon_131213.pdf and ‘ next scheduled to meet for participation in the Tender H- 2014 c / o the ‘ Auditorium Ente Cassa Di Ans . Florence the 16/Aprile 2014.

c) In addition, the program NUTRA –TUSCANY – 2014 currently preparing to promote the project in relation to the Regional Call on ” Nutraceutics and Health ” seehttp://www.regione.toscana.it/-/bando-pubblico-per-progetti-di-ricerca-nel-settore-nutraceutica

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3 ) NUTRA – AFRICA and the section of the program NUTRA – HORIZON SCIENCE for 2020 to promote the Notice H- 2014 on AGRICULTURE & FOOD SECURITY ” HORIZON -SFS -6 -2014″ on: Sustainable intensification pathways of agri- food systems in Africa

: https://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/topics/2319-sfs-06-2014.html.

With this new design we would like to reuse the previous European experience of European design for the ‘ Africa , which was a “best pratics ” even if not funded . http://www.egocrea.net/MALNUTRITION_IN_AFRICA.pdf

To coordinate the Partnership ‘s new H- 2014 for the project ‘ The Renewal of Agriculture in Africa and the planned meeting at Univ Of ROME -3 Dip Economics 17 / GENN/2014 Morning 09.30 -13/ 30.

NUTRA-AFRICA PROJECT = NUTRition-Agriculture in AFRICA ,See recent info. In  CHAOS MANAGEMENT N° 86//2014;

http://www.caosmanagement.it/109-the-nutra-africa-project

 

 

WEB’s and BloGs Since 1997 EGOCREANET develop  creative program ofnsocietal change and cultural transformation : see on the following  webs :

a)      http://www.edscuola.it/lre.html

b)      http://www.egocrea.net

c)      http://gsjournal.net/Science-Journals-Papers/Author/742/paolo,%20manzelli

d)      http://dabpensiero.wordpress.com/

 

What are the skills and expertise of key staff/persons involved in EGOCREANET The key staff involved in those projects are people that have already wide experience in the field of Creativity &Science & Art , and that have participated as beneficiary and/or organizers in previous projects and  action programmes.All the person in the EGOCREANET team: are able to communicate fluently in Italuian and also in english; and are competent on  the multidisciplinary complex fields involved in the research & developmental  activities and validation;. They are also acquainted with European policies and programmes.EGOCREANET staff has developed skills in monitoring and evaluation and project management n the framework of EU Framework programs. .

The adminstration of The EGOCREANET  is managed by Marcello Traversi traversimarcello@gmail.com , he is an expett of managing European , National and Regional Projects.

The voluntary competency’s staff  of Egocreanet is variable depending on thr tipology of projects and activities. is intercultural and multicultural including people from countries in Africa and thus it’s trained to overcome cultural differences and can offer support and communication in many European languages.

EGOCREANET added value to be used in all European applications. EGOCREANET  will disseminate the results of the projects and activities  in all  public informative events and through a very large network of stakeholders, thus generating  a cross-fertility multiplying effect and an great impact outside the organisations and individuals directly participating in tany  project, at local, regional, national and European levels.Since EGOCREANET are closely cooperating with many local and regional institutions we will be able to disseminate the projects results at a mainstreaming level.

Normally EGOCREANET can involve in project’s activities decision makers and policy makers at local, regional and European level .We can heavily contribute to any of the previous projects alarge visibility thanks to our website (about 1000 unique visitor per months), our twitter account (more than 500 followers), and our facebook groups and pages (several thousands of followers and friends).BesidesEGOCREANET cooperate as well with some media partners and scientific & cultural journals and newspapers.

 

PRESIDENT & LEGAL REPRESENTATIVE
Title DR.
Gender Male
Family name Manzelli
First name Paolo
Position President
Department of the Presidency Business Incubator (IUF. UNIFI)
Personal Email pmanzelli.lre@gmail.com
Personal Telephone +393356760004

 

Aggiornamento obbligatorio? Sembra facile …

da Tecnica della Scuola

Aggiornamento obbligatorio? Sembra facile …
di R.P.
.. ma non lo è affatto. Soprattutto perchè per rendere obbligatorio l’aggiornamento ci vorrebbero quattrini di cui per ora non c’è traccia. Per intanto il Ministro potrebbe però firmare il decreto previsto dal DL 104 che stanzia 10milioni di euro per il 2014.
Il problema dell’aggiornamento professionale “obbligatorio” torna nuovamente alla ribalta grazie anche alle recenti dichiarazioni del ministro Giannini che pensa di legare (almeno in parte) gli stipendi dei docenti alla partecipazione ad attività di formazione. Idea peraltro non nuova perché è stata in vigore per diversi anni fino a quando venne cancellata durante il ministero Berlinguer. Ma cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi? Difficile dirlo, anche se appare probabile che nel futuro contratto nazionale possa esserci qualche riferimento al tema dell’aggiornamento. Il nodo da sciogliere, però, è piuttosto complicato e delicato: se l’aggiornamento professionale diventerà obbligatorio dando anche luogo a benefici stipendiali di qualche genere, allora sarà indispensabile che le scuole dispongano di fondi adeguati per poter organizzare le attività di formazione e aggiornamento. Ci sarà poi anche il problema del “controllo di qualità” delle attività promosse da questa o quella organizzazione o associazione. Un’altra strada potrebbe essere quella di riconoscere la deducibilità delle spese sostenute dai docenti per le attività di aggiornamento e formazione in modo da garantire nei fatti uno “sconto” seppure modesto sulle imposte legate al reddito. Insomma, parlare di aggiornamento obbligatorio è facile, meno semplice appare invece il mettere in pratica l’idea. Non a caso, d’altronde, a tutt’oggi non è ancora stato emanato il decreto ministeriale previsto dal 2° comma dell’articolo 16 del DL 104/2013 che dovrà fornire indicazioni precise sulle modalità di organizzazione delle attività di formazione e aggiornamento obbligatori per le quali il decreto stesso stanzia 10 milioni per il 2014. Vedremo nelle prossime settimane se il ministro Giannini deciderà di dare attuazione ad una precisa previsione di legge.

Ugl: monitorare l’operato dei DS

da Tecnica della Scuola

Ugl: monitorare l’operato dei DS
di Aldo Domenico Ficara
Il segretario nazionale dell’Ugl Scuola (Unione Generale del Lavoro), Giuseppe Mascolo, riferendosi alle recenti dichiarazioni della titolare del Dicastero dell’Istruzione dichiara:
“Pur condividendo le opinioni del Ministro Giannini sulla necessità che la scuola italiana torni ad avere un ruolo centrale, anche rafforzando e riqualificando il personale docente, ci lascia comunque perplessi il fatto che, nonostante queste dichiarazioni, non si prospettino ancora soluzioni per il rinnovo del ccnl di categoria, ormai in sospeso da troppi anni.  Concordiamo anche sull’urgenza di investire in edilizia scolastica per una maggiore sicurezza, ma l’operato del Miur, che continua a prevedere classi di trenta alunni in locali troppo spesso non idonei, contraddice anche tali propositi. Suggeriamo inoltre al Ministro di monitorare l’operato dei dirigenti scolastici introducendo anche per loro un diverso ma soprattutto reale sistema meritocratico, perché riteniamo che le riforme di un sistema gerarchico come quello della scuola debbano essere fatte partendo dai vertici. Solo adottando un attento sistema di valutazione collegiale e non del singolo infatti si potranno evitare le ben note storture che a tutt’oggi continuano ad essere presenti nella scuola italiana e potremo parlare concretamente di riforma, altrimenti  ci troveremo di fronte ai soliti provvedimenti inopportuni e inefficaci cui assistiamo da troppo tempo”.

Pubblicata l’O.M. dei trasferimenti personale scolastico

da Tecnica della Scuola

Pubblicata l’O.M. dei trasferimenti personale scolastico
Emanata l’O.M. n. 32 del 28 febbraio sulla mobilità del personale scolastico. Scadenza domande: 29 marzo personale docente ed educativo, 9 aprile personale Ata.
La Flc-Cgil dà notizia che dopo la sottoscrizione definitiva del Contatto nazionale integrativo relativo alla mobilità 2014/2015 del personale della scuola avvenuta lo scorso 26 febbraio, il Ministro ha firmato l’ordinanza ministeriale n. 32 del 28 febbraio che dà avvio alle procedure.
La presentazione delle domande (per il personale docente ed Ata), va effettuata obbligatoriamente via web  utilizzando l’applicazione del Miur “istanze on-line” (si veda a tal proposito la nota prot. n. 511 del 18 febbraio)
Confermate le scadenze dal 28 febbraio al 29 marzo 2014 per il personale docente ed educativo e dall’11 marzo al 9 aprile 2014 per il personale Ata.
L’O.M. è stata trasmessa dalla nota prot. n. 655 del 28 febbraio 2014.

Coi licei di 4 anni si risparmierebbero tre miliardi di euro l’anno

da Tecnica della Scuola

Coi licei di 4 anni si risparmierebbero tre miliardi di euro l’anno
di P.A.
Oltre alla ministra Giannini, che però non si sbilancia troppo, sono in tanti a vedere bene il taglio di un anno nel percorso scolastico. E scattano pure i conti ragionieristici: si risparmierebbero 3 miliardi di euro  l’anno
“Il liceo di quattro anni? È una sperimentazione su cui ho bisogno di approfondire, ma non ho pregiudizialmente nulla in contrario perché se i ragazzi escono prima e ben preparati va bene”: cosi, come è noto, si è espressa la ministra Giannini.  “Abbiamo un ciclo di studi che dura tredici anni, l’unico in Europa”,  -afferma in un’intervista a La Stampa il rettore dell’Università di Udine. “Bisogna necessariamente portarlo a dodici”.  Ma come sono i cicli scolastici degli altri Paesi europei?  In Francia si studia 11 o 12 anni (5 di scuola primaria, 4 di secondaria inferiore e 2 o 3 di scuola secondaria superiore), in Inghilterra si può decidere tra 11 e 13 anni di formazione, a seconda del corso di studi scelto (6 nella primaria, e 5 tra secondaria inferiore e superiore), mentre in Spagna il ciclo scolastico è addirittura di 10 anni (6 di scuola primaria e 4 di secondaria, a cui si possono aggiungere 2 anni di corso preuniversitario).  Negli Stati Uniti gli anni di studio sono 12 e sono divisi in 5 di primaria, 3 di secondaria inferiore e 4 di superiore.  Inoltre, come abbiamo più volte pubblicato, alcuni istituti hanno già avviato delle sperimentazioni: tre licei veneti hanno preso accordi con l’università di Venezia Ca’ Foscari per l’accesso anticipato ai corsi, mentre un liceo di Brescia propone un corso di quattro anni invece di cinque e simile progettazione è scattata pure in una scuola privata di Catania. Il punto allora qual è? Oltre all’equiparazione agli standard scolastici europei, che però stanno interessando solo ora, anche di un grande risparmio per lo Stato.  Infatti viene detto, anche se si innalzassero i salari dei nostri docenti, la riduzione di un anno di scuola porterebbe a un risparmio pari a quasi tre miliardi di euro.  E di fronte a tanti soldi a disposizione, standard europei o no, ci pare che la strada sia tracciata.