Ricorsi frequenza PAS: Consiglio di Stato accoglie 4 appelli

Ricorsi frequenza PAS: Consiglio di Stato accoglie 4 appelli Anief. Ammessi gli esclusi alla vigilia dei corsi

Annullato il D.G. n. 58/2013, il Regolamento n. 81/2013 che modifica il n. 249/2010 laddove esclude precari e docenti di ruolo con 540 o 360 giorni cumulati con o senza servizio specifico di 180 giorni. Per cinque mesi, il Tar ha respinto ben quattro volte richieste di provvedimenti cautelari. Ora Anief ottiene dal CdS il disco verde per i primi trecento tra i tremila ricorrenti che attendevano di iscriversi con riserva ai corsi universitari abilitanti. I docenti esclusi, in totale, rappresentavano il 5% dei più di 60.000 candidati.

L’avv. Sergio Galleano che ha seguito in appello i ricorsi nn. 8188, 8189, 10060, 10637 del 2013 patrocinati in primo grado dagli avv. Francesca Marcone e Rodrigo Verticelli dell’Anief ottiene dai giudici di Palazzo Spada l’annullamento delle ordinanze negative del Tar Lazio nn. 319, 320, 331, 335 del 2014 nei ricorsi con cui sono stati impugnati i decreti del Direttore generale, i regolamenti ministeriali, gli elenchi degli esclusi ai corsi PAS. Grazie alle ordinanze del Consiglio di Stato nn. 950, 951, 952, 956 del 2014 che confermano alcuni decreti monocratici già ammessi, i ricorrenti appellati seguiti dal Sindacato ora possono iscriversi ai corsi abilitanti iniziati da qualche giorno o che sono in procinto di partire presso le Università.

Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, aveva denunciato fin dall’inizio i motivi di illegittimità del Regolamento che aveva cambiato i criteri di accesso ai corsi riservati per il conseguimento dell’abilitazione presso le Università rispetto a una chiara espressione del legislatore negli ultimi quarant’anni: 360 giorni di servizio prestati in un determinato periodo sono stati sempre considerati un titolo congruo per valutare la capacità didattica e maturare il diritto a poter conseguire un’abilitazione, in possesso del titolo di servizio e di studio. Lo stesso criterio era stato ripreso dalla legge 143/2004 che aveva considerato valido il servizio di 360 giorni prestato tra il 1999-2004 per la frequenza dei corsi riservati presso le SSIS. I titolari del Dicastero di Viale Trastevere, però, nel 2012-2013, cambiano i criteri di accesso con un atto di natura regolamentare e pur prendendo in considerazione in parte gli anni di servizio prestati a partire dal 1999, già legiferati dal Parlamento decidono un nuovo requisito di accesso: 540 giorni di servizio, di cui 180 giorni per ciascun anno e ancora 180 come servizio specifico, con esclusione anche dei docenti di ruolo ancorché sovrannumerari. Già una prima nota del Miur prende atto delle prime storture e considera valido il servizio prestato in ambito disciplinare, mentre l’ultima nota n. 1645 del 26 febbraio 2014 permette, persino, la frequenza in altra classe di concorso ai docenti che hanno presentato domanda senza titolo di studio valido per la classe che intendevano frequentare. Il Tar Lazio, dopo una prima ordinanza accolta in estate per un ricorrente di ruolo, poi disconosciuta e diversi rinvii per tutto l’autunno e l’inverno in attesa della partenza dei corsi, rigetta le richieste cautelari avanzate dai ricorrenti perché ritiene le scelte del Ministero obbligate dall’impianto regolamentare voluto dal ministro Gelmini, emanato dal ministro Profumo e confermato dal ministro Carrozza. Per il Consiglio di Stato, invece, questi provvedimenti cautelari devono essere concessi “considerato che nella comparazione dei contrapposti interessi … appare prevalente l’interesse degli appellanti alla frequentazione dei corsi abilitanti per cui è giudizio, non risultando tale soluzione interinale, assunta in attesa della definizione del merito, di pregiudizio per le ragioni dell’amministrazione scolastica”.

I legali dell’Anief non hanno dubbi sull’esito finale del contenzioso che riguarda una trentina di ricorsi pendenti, vista la chiare espressione del legislatore e della giurisprudenza nel merito. Nel frattempo, finalmente, i ricorrenti esclusi potranno frequentare un corso che costa quasi 3.000 per conseguire un titolo che hanno già conquistato tra i banchi in tutti questi anni.

Il sindacato, a tal proposito, ricorda che è ancora possibile appellarsi in Consiglio di Stato, ma bisogna affrettarsi per ottenere provvedimenti cautelari prima dell’inizio dei corsi e nel monte ore delle assenze autorizzate. ANIEF aveva inviato nei giorni scorsi a tutti gli interessati le istruzioni e il mandato per costituirsi in appello. Chi non dovesse averle ricevute, deve immediatamente inviare una mail a appello.pas@anief.net specificando cognome e nome, indirizzo mail e recapiti telefonici, numero di ruolo del proprio ricorso.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 53

Gazzetta Ufficiale

Serie Generale
n. 53 del 5-3-2014

Sommario

DECRETI PRESIDENZIALI

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 febbraio 2014


Scioglimento del consiglio comunale di Ricadi e nomina della
commissione straordinaria. (14A01561)

 

 

Pag. 1

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 febbraio 2014


Scioglimento del consiglio comunale di Cissone e nomina del
commissario straordinario. (14A01723)

 

 

Pag. 6

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 febbraio 2014


Scioglimento del consiglio comunale di Cumiana e nomina del
commissario straordinario. (14A01724)

 

 

Pag. 7

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 febbraio 2014


Scioglimento del consiglio comunale di San Severo e nomina del
commissario straordinario. (14A01722)

 

 

Pag. 8

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 febbraio 2014


Scioglimento del consiglio comunale di Mesenzana e nomina del
commissario straordinario. (14A01725)

 

 

Pag. 8

 

 

 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 febbraio 2014


Scioglimento del consiglio comunale di Mercogliano e nomina del
commissario straordinario. (14A01726)

 

 

Pag. 9

 

 

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

 


DECRETO 18 febbraio 2014


Individuazione dei soggetti a cui si applicano, per l’anno di imposta
2013, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 185, della legge
27 dicembre 2006, n. 296. (14A01729)

 

 

Pag. 10

 

 

 


DECRETO 25 febbraio 2014


Emissione dei buoni del Tesoro poliennali 3,75%, con godimento 1°
marzo 2014 e scadenza 1° settembre 2024, prima e seconda tranche.
(14A01777)

 

 

Pag. 21

 

 

 


DECRETO 28 febbraio 2014


Rettifica al decreto 25 febbraio 2014, concernente le operazioni di
sottoscrizione dei buoni del Tesoro poliennali 3,75%, con godimento
1° marzo 2014 e scadenza 1° settembre 2024, prima e seconda tranche.
(14A01778)

 

 

Pag. 23

 

 

MINISTERO DELLA SALUTE

 


DECRETO 18 dicembre 2013


Autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto fitosanitario
«Filal WG». (14A01599)

 

 

Pag. 23

 

 

 


DECRETO 18 dicembre 2013


Autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto fitosanitario
«Rubigan 125 Ewo». (14A01600)

 

 

Pag. 27

 

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 


DECRETO 27 gennaio 2014


Recepimento della direttiva 1999/17/CE della Commissione che adegua
al progresso tecnico la direttiva 76/761/CEE relativa ai proiettori
dei veicoli a motore con funzione di fari abbaglianti e/o
anabbaglianti, nonche’ alle lampade ad incandescenza per tali
proiettori, della direttiva 1999/18/CE della Commissione che adegua
al progresso tecnico la direttiva 76/762/CEE relativa ai proiettori
fendinebbia anteriori dei veicoli a motore, nonche’ alle lampade per
tali proiettori e della direttiva 2013/15/UE del Consiglio che adegua
determinate direttive in materia di libera circolazione delle merci,
nel settore dei veicoli a motore, a motivo dell’adesione della
Repubblica di Croazia. (14A01676)

 

 

Pag. 31

 

 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

 


DECRETO 11 febbraio 2014


Rinnovo dell’iscrizione e cancellazione di varieta’ di specie ortive
iscritte al registro nazionale. (14A01675)

 

 

Pag. 87

 

 

 


DECRETO 11 febbraio 2014


Cancellazione di varieta’ ortive iscritte al registro nazionale
(14A01677)

 

 

Pag. 92

 

 

 


DECRETO 17 febbraio 2014


Autorizzazione all’organismo denominato “3A Parco tecnologico
agroalimentare dell’Umbria – Soc.cons.a.r.l.”, in Pantalla di Todi ad
effettuare i controlli per l’indicazione geografica protetta
“Prosciutto amatriciano”, registrata in ambito Unione europea.
(14A01672)

 

 

Pag. 93

 

 

 


DECRETO 17 febbraio 2014


Designazione della «Camera di commercio industria artigianato ed
agricoltura di Massa Carrara» quale autorita’ pubblica incaricata ad
effettuare i controlli sulla denominazione di origine protetta
«Farina di castagne della Lunigiana», registrata in ambito Unione
europea. (14A01678)

 

 

Pag. 94

 

 

 


DECRETO 17 febbraio 2014


Designazione della «Camera di commercio industria artigianato ed
agricoltura di Trapani» quale autorita’ pubblica incaricata ad
effettuare i controlli sulla indicazione geografica protetta «Sale
Marino di Trapani», registrata in ambito Unione europea. (14A01679)

 

 

Pag. 96

 

 

 


DECRETO 18 febbraio 2014


Autorizzazione all’organismo denominato “3A Parco tecnologico
agroalimentare dell’Umbria – Soc.cons.a.r.l.”, in Pantalla di Todi ad
effettuare i controlli per la denominazione di origine protetta
“Farro di Monteleone di Spoleto”, registrata in ambito Unione
europea. (14A01671)

 

 

Pag. 97

 

 

 


DECRETO 18 febbraio 2014


Riconoscimento del Consorzio di tutela del Limone di Siracusa IGP a
svolgere le funzioni di cui all’art. 14, comma 15, della legge 21
dicembre 1999 n. 526 nei riguardi della IGP “Limone di Siracusa”.
(14A01674)

 

 

Pag. 98

 

 

 


DECRETO 18 febbraio 2014


Designazione della «Camera di commercio industria artigianato ed
agricoltura di Bari» quale autorita’ pubblica incaricata ad
effettuare i controlli sulla indicazione geografica protetta «Uva di
Puglia», registrata in ambito Unione europea. (14A01728)

 

 

Pag. 100

 

 

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

 


ORDINANZA DEL CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE 21 febbraio 2014


Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli
eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 25 al 26
dicembre 2013, dal 4 al 5 e dal 16 al 20 gennaio 2014, nel territorio
della regione Liguria. (Ordinanza n. 149). (14A01574)

 

 

Pag. 101

 

 

 


ORDINANZA DEL CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE 27 febbraio 2014


Ulteriori disposizioni di protezione civile inerenti la rimozione e
il recupero della nave da crociera Costa Concordia nel territorio del
comune dell’Isola del Giglio. (Ordinanza n. 156). (14A01740)

 

 

Pag. 125

 

 

DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITA’

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

 


DELIBERA 2 agosto 2013


Programma delle infrastrutture strategiche (Legge n. 443/2001). Linea
ferroviaria ad alta velocita’ alta capacita’ (AV/AC) Milano – Verona:
Coltivazione della cava di covo nell’ambito del progetto della linea
AV/AC Treviglio – Brescia (CUP J41C07000000001). Approvazione del
progetto definitivo. (Delibera n. 52/2013). (14A01603)

 

 

Pag. 126

 

 

ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA

 


COMUNICATO


Indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati,
relativi al mese di gennaio 2014, che si pubblicano ai sensi
dell’articolo 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle
locazioni di immobili urbani), ed ai sensi dell’articolo 54 della
legge del 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione
della finanza pubblica). (14A01730)

 

 

Pag. 136

 

 

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO

 


COMUNICATO


Adeguamento dello statuto della Fondazione Teatro Massimo di Palermo
(14A01669)

 

 

Pag. 136

 

 

 


COMUNICATO


Adeguamento dello statuto della Fondazione Teatro del Maggio Musicale
Fiorentino di Firenze (14A01670)

 

 

Pag. 137

 

 

MINISTERO DELLA SALUTE

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Cardotek-30» compresse per cani.
(14A01571)

 

 

Pag. 137

 

 

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione dell’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Depomix». (14A01572)

 

 

Pag. 137

 

 

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Dualmix» 100mg/g + 800000
UI/premiscela per alimenti medicamentosi per suini e polli.
(14A01573)

 

 

Pag. 137

 

 

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

 


COMUNICATO


Approvazione della delibera n. 11/13 adottata dal Consiglio di
indirizzo generale dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza
della professione infermieristica in data 29 novembre 2013.
(14A01668)

 

 

Pag. 138

 

 

 


COMUNICATO


Ricostituzione del Comitato dell’Istituto nazionale della previdenza
sociale per la regione Emilia Romagna. (14A01727)

 

 

Pag. 138

 

 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

 


COMUNICATO


Domanda di registrazione della denominazione «KAFAE DOI TUNG»
(14A01673)

 

 

Pag. 138

Un’altra battaglia vinta

Un’altra battaglia vinta del MoVimento 5 Stelle e dei lavoratori della scuola grazie ad un emendamento del M5S che è poi è stato fatto proprio dalla Commissione. Si evita il prelievo forzoso del personale ausiliario della scuola, per le posizioni economiche attribuite per gli anni 2011-2013 in virtù della sequenza contrattuale del 2008.

La battaglia, però, continua alla Camera perchè i fondi per sanare la porcata dei prelievi forzosi di questo governo vengono reperiti per 40 milioni dalla formazione del personale docente e per 380 milioni di euro, dal Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Proporremo fondi alternativi e aspettiamo il presidente del consiglio alla prova dei voti.

Altrimenti l’investimento per la scuola che prevede Renzie è semplicemente una cannibalizzazione del mondo dell’Istruzione.

La prossima tappa sarà accerchiare il Governo per il furto delle ferie ai precari della scuola.

Strumenti compensativi e misure dispensative per i DSA

Corso di formazione ECM – Strumenti compensativi e misure dispensative per i DSA

destinatari
Logopedisti
Neuropsichiatria infantile
Neuropsicologi
Psicologi
Premessa

Questo corso ECM si propone di presentare in modo esauriente alle figure sanitarie che si occupano di diagnosi e di riabilitazione dei DSA i più recenti strumenti compensativi e le misure dispensative per favorire l’apprendimento degli studenti con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.

La Legge 170 dell’8 ottobre 2010 sancisce il diritto dei ragazzi con Disturbo Specifico dell’Apprendimento ad usufruire dei provvedimenti compensativi e dispensativi lungo tutto il percorso scolastico. L’introduzione nel contesto terapeutico e scolastico degli strumenti compensativi deve prevedere un percorso formativo che consenta a ciascun ragazzo non solo di bypassare le difficoltà specifiche ma soprattutto di sviluppare a pieno le proprie potenzialità.

Obiettivi

Sessioni Corso di formazione ECM – Strumenti compensativi e misure dispensative per i DSA

Cooperativa Anastasis
http://www.anastasis.it

Data    Durata (gg)    Ora inizio    Ora fine    Edizione    Indirizzo    Posti liberi    In attesa    Iscrizione
22/03/2014    1    9:00    18:00    Corso di formazione ECM – Strumenti compensativi e misure dispensative per i DSA     Via Cesare Boldrini, 11 – Bologna – Zanhotel Europa – Sala Parigi     11    0

Fornire le conoscenze teorico pratiche per avviare una presa in carico multidisciplinare che, tenendo conto dell’eterogeneità dei profili clinici, favorisca nei ragazzi l’acquisizione di un metodo di studio efficace, integrando abilità metacognitive e strumenti compensativi, con particolare riguardo alle tecnologie informatiche.

I partecipanti verranno, quindi, guidati alla conoscenza delle diverse modalità di apprendimento con particolare riferimento alle strategie maggiormente efficaci per gli studenti con DSA.

Particolare attenzione sarà dedicata alla presentazione dei software compensativi (gratuiti e commerciali) con l’obiettivo di fornire un quadro di orientamento chiaro e preciso per una eventuale prescrizione in relazione alle difficoltà specifiche nella lettura, nella scrittura, nel calcolo e nella memorizzazione.

Contenuti

Verranno presentati gli strumenti compensativi (a bassa e ad alta tecnologia) oggi disponibili e discusso quando è il caso di proporli, con quale tempistica e con quale modalità.

Verranno illustrate le misure dispensative e segnalato quando suggerirle così come indicato nella legge 170/2010 e le successive linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento del 12 luglio 2011.

L’impostazione della giornata di formazione e la didattica riserveranno ampio spazio alle modalità di intervento adatte a promuovere l’autonomia dei soggetti con DSA sia in situazioni scolari sia in situazioni extrascolari.

Luogo

Zanhotel Europa – Via Cesare Boldrini, 11 – 40121 – Bologna

ECM

Crediti ECM previsti per le figure professionali coinvolte sono 8.

Programma della giornata

8.45 – Registrazione dei partecipanti

9.00 – 11.00 – Sessione 1 – Come apprendiamo e come apprendono i DSA (docente Monica Bertelli)

Strategie per comprendere, rispettare e valorizzare le differenti modalità di apprendimento (60 minuti)
Modalità di apprendimento vs modalità di insegnamento: le caratteristiche del DSA (60 minuti)
11.00 – 13.00 – Sessione 2 – Gli strumenti compensativi e le misure dispensative (docente Luca Grandi)

Gli strumenti compensativi: cosa sono, quando proporli e perché (60 minuti)
Misure dispensative: quali sono e quando suggerirle (60 minuti)

ore 13.00 – 14.00 – Pausa pranzo inclusa nel costo della formazione

14.00 – 16.00 – Sessione 3 – Dimostrazione pratica degli strumenti (software) compensativi (docente Luca Grandi)

Strumenti per leggere e per scrivere (60 minuti)
Strumenti per studiare e per memorizzare (60 minuti)
16.00 – 18.00 – Sessione 4 – Promuovere l’autonomia (docente Monica Bertelli)

Modalità di intervento per promuovere l’autonomia nello studio e per rendere lo studente attivo nel proprio processo di apprendimento (60 minuti)
Modelli di intervento: doposcuola specializzati, campus estivi, corsi specializzati (60 minuti)
ore 18:00 – Conclusione lavori e verifica ECM

Docenti

Luca Grandi – Responsabile del Centro Ricerche Anastasis. Membro fondatore del GIpA (Gruppo Informatica per l’Autonomia). Coordinatore didattico del Corso di Alta Formazione per Tecnico dell’Apprendimento in attività doposcolastiche per i DSA, Università di San Marino.

Monica Bertelli – Psicologa e Tutor dell’apprendimento, perfezionata presso l’Università di Padova. Membro del GIpA (Gruppo Informatica per l’Autonomia). Operatrice e coordinatrice esperta di doposcuola specializzati per DSA. Docente nell’ambito del Corso di Alta Formazione per Tecnico dell’Apprendimento in attività doposcolastiche per i DSA, Università di San Marino.

Referente scientifico

Monica Bertelli – Psicologa e Tutor dell’apprendimento, perfezionata presso l’Università di Padova. Membro del GIpA (Gruppo Informatica per l’Autonomia). Operatrice e coordinatrice esperta di doposcuola specializzati per DSA. Docente nell’ambito del Corso di Alta Formazione per Tecnico dell’Apprendimento in attività doposcolastiche per i DSA, Università di San Marino.
Costo

Quota di partecipazione: 100,00 euro (+ IVA 22%)
Iscrizioni

Il corso è a numero chiuso e sono disponibili massimo 40 posti.

Scatti insegnanti, Giannini: bene sì del Senato

Scatti insegnanti, Giannini: bene sì del Senato.
Ora su risorse per scuola Governo sarà responsabile

“Con l’approvazione da parte del Senato del decreto legge di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola abbiamo corretto un errore commesso in passato. Adesso auspichiamo un rapido passaggio parlamentare anche alla Camera dei deputati”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.

“Oggi abbiamo fatto un importante passo in avanti nel presente, ma è necessario guardare soprattutto al futuro. Il Governo nella sua collegialità deve assumersi la responsabilità, e siamo certi che lo farà, di destinare alla scuola e al mondo dell’istruzione le risorse per migliorare la qualità della didattica e dei servizi e per garantire la formazione degli insegnanti. Siamo pronti a scommettere su questa sfida politica e culturale”, ha concluso il Ministro.

Oltre edilizia tante questioni urgenti

Scuola: Mascolo (Ugl),
oltre edilizia tante questioni urgenti
(dall’Agenzia ANSA)

“Investire nell’edilizia scolastica e rilanciare l’efficientamento energetico rappresentano
solo una piccola parte degli interventi di cui la scuola ha bisogno per garantire un servizio
di qualità. Il Governo deve da subito iniziare ad affrontare altre questioni rimaste in
sospeso ormai da troppo tempo”.
Lo dichiara il segretario dell’Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo.
“E’ necessario – spiega – avviare da subito un confronto per discutere della stabilizzazione
dei precari, della destinazione di risorse per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e
dello sblocco dei rinnovi contrattuali e degli scatti stipendiali, così come di una soluzione
concreta alla difficile situazione che sta vivendo il personale Ata. Per non dimenticare, un
nuovo sistema di reclutamento e rideterminazione degli organici prevedendo anche un
organico aggiuntivo dove collocare il personale non idoneo. Alla scuola pubblica –
conclude – servono riforme mirate e strutturali, da realizzare nel più breve tempo possibile,
che siano frutto di un percorso condiviso con le parti sociali e di un’indispensabile
convergenza di tutte le forze politiche. Non si può più aspettare”.

Si sviluppa la mobilitazione dei docenti diplomati magistrali

Si sviluppa la mobilitazione dei docenti diplomati magistrali

Venerdì 7 marzo ’14 a Bologna, Milano, Roma, Torino, Venezia la CUB Scuola e il Coordinamento Nazionale Diploma Magistrale organizzano presidi perché il Ministero dell’Istruzione applichi il recente parere del  Consiglio di Stato che riconosce il fatto che le colleghe ed i colleghi diplomati magistrali sono abilitati all’insegnamento e non devono sottoporsi ai pletorici, costosi ed inutili Percorsi Abilitanti Speciali che tanto ricordano i percorsi di guerra imposti a reclute innocenti.
La CUB Scuola ed il Coordinamento Nazionale Diploma Magistrale hanno rivendicato e dopo il recente parere rivendicano con maggior forza un principio del diritto di assoluta evidenza e cioè il fatto che non si possono cambiare le regole del gioco in maniera arbitraria. Le colleghe ed i colleghi che hanno conseguito un titolo di studio che abilità all’insegnamento non possono essere retrocessi a non abilitati.
Si tratta ora di applicare la legge senza ulteriori ritardi, con questo presidio intendiamo quindi ricordare al Ministro quali sono gli obblighi al quale è tenuto.
Laddove prosegua l’attuale comportamento, ci vedremo costretti ad agire sia sul piano legale che su quello sindacale.
La CUB Scuola anche su questo tema ha indetto uno sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola per l’11 aprile.

Per la CUB Scuola Università Ricerca
Il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi

“A scuola si cresce sicuri”

“A scuola si cresce sicuri”, domani al Miur presentazione del Piano nazionale di formazione alla salute e alla sicurezza nelle scuole

Formare insegnanti, dirigenti e personale ausiliario sulle tematiche della sicurezza e della prevenzione degli infortuni negli ambienti scolastici. Questo l’obiettivo del Piano nazionale “A scuola si cresce sicuri”, che sarà presentato domani al Miur, a partire dalle ore 10, nella Sala della Comunicazione. Apriranno gli interventi il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi e Marco Rossi Doria, già sottosegretario Miur. E’ stato invitato a partecipare anche il regista Carlo Verdone, testimonial dell’iniziativa.

Il Piano è frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 8 gennaio dal Miur, dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp). Attraverso attività specifiche di formazione e di sensibilizzazione, insegnanti, dirigenti e personale ausiliario tecnico e amministrativo potranno apprendere come prevenire gli incidenti in aula e quali manovre immediate mettere in atto quando questi avvengono. L’Iniziativa, di durata triennale, prenderà avvio nel corrente anno scolastico con corsi di formazione DPPS (Disostruzione, Prevenzione, Primo soccorso in età pediatrica) destinati a 1.800 unità di personale (1.200 fra dirigenti e docenti, 600 Ausiliari tecnici e amministrativi) distribuiti a livello nazionale in 60 scuole polo.

A sostegno delle attività che si svolgeranno presso le sedi dei corsi è stato realizzato il video “A scuola si cresce sicuri”, con il contributo degli alunni e dei docenti dell’I.C. “Bruno De Finetti” e dell’I.C. “Domenico Purificato”, le scuole romane in cui è stato girato il filmato. Il video, che vede l’amichevole partecipazione di Carlo Verdone, verrà utilizzato a scopo didattico. Descrive, infatti, tre diverse situazioni d’intervento ispirate a casi realmente accaduti nella scuola dell’infanzia, nella scuola elementare e nella scuola media.

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Edilizia scolastica: la politica del fare e quella degli annunci

da Il Fatto Quotidiano

Edilizia scolastica: la politica del fare e quella degli annunci

di Marina Boscaino

Renzi non ha letto l’annuale rapporto di Legambiente sull’edilizia scolastica, il XIV, pubblicato all’inizio dell’anno, che testa la qualità delle strutture e dei servizi della scuola in 94 capoluoghi di provincia. Non si spiega altrimenti la sua ingenuità.

In Italia oltre il 60% degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1974, data dell’entrata in vigore della normativa antisismica. Il 37,6% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente, il 40% sono prive del certificato di agibilità, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi. Esperienze riuscite di edilizia sicura e sostenibile: Trento, seguita da Prato e Piacenza. Lecce, ventisettesima, è la prima città del Sud in questa graduatoria. Il dossier, ricco e dettagliatissimo, segnala anche la disparità degli investimenti per la manutenzione straordinaria e ordinaria. Nel 2012 l’investimento medio per la manutenzione straordinaria ad edificio scolastico è stato di 30.345 euro contro i 43.382 del 2011. Nel nord la media degli investimenti per la manutenzione straordinaria è quasi 3 volte quella del sud, nonostante la  maggiore necessità di interventi nel meridione legata anche alla fragilità del territorio, al rischio idrogeologico, sismico e vulcanico.

Non esiste un monitoraggio complessivo e sistematico del patrimonio edilizio: dal 1996 si attende un’anagrafe dell’edilizia scolastica; a tale carenza ha cercato di dare una risposta Carrozza, che aveva iniziato la riforma dell’anagrafe creando il Sistema nazionale delle anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes), costruito sulla base delle anagrafi regionali (solo 11 operative). Il rapporto sottolinea la necessità di una programmazione degli investimenti, rivelando come quelli a pioggia e non programmati degli ultimi lustri “non abbiano intaccato una situazione permanente di emergenza legata alla messa a norma e alla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio scolastico” (Vanessa Pelucchi, Legambiente).

Cosa fa invece il nuovo presidente del Consiglio? Scrive agli 8000 sindaci. L’ esordio, “caro collega”, continua a dimostrare una curiosa confusione tra ruoli, da parte di chi è chiamato ad occuparsi, ad esempio, della crisi ucraina. Li invita a segnalare entro il 15 marzo un edificio del proprio Comune su cui intervenire. Con l’impegno a snellire le procedure burocratiche e a intervenire sul patto di stabilità interno per sbloccare le risorse: come? Quando? A svantaggio di cosa? E soprattutto: come hanno fatto quegli imbambolati dei suoi predecessori a non pensarci prima, se la cosa è tanto semplice?

Ecco convergere la politica del fare e la politica degli annunci: non sono in contraddizione, nel mondo dell’effimero, della rapidità che condiziona la nostra percezione e il nostro senso critico, dello smart. In primo luogo, Renzi ha sbandierato ai media l’attivazione di una richiesta di dati di cui la Presidenza del Consiglio è già in possesso;  non una parola, poi, sui concreti fondi a disposizione. Nessuna politica ponderata, studiata, che poggi su competenze serie nello specifico, complesso campo e su comportamenti integerrimi. L’egemonia del cinguettio, della mail informale (Potremo accedere alle denunce? Sarà garantita la trasparenza rispetto a quanto verrà concretamente fatto?), la rapidità che fa notizia uccidono riflessione, approfondimento. Su tutto, la fa da padrone un impressionante personalismo. È lecito dubitare che queste pratiche demagogiche possano fornire risposte convincenti al quadro tracciato da Legambiente. E che la ribalta estemporanea restituisca al problema del degrado dell’edilizia scolastica la centralità che merita.

Il secondo fatto: il rottamatore non nasconde la propria venerazione per Blair. Che nel 2001 illuse tutti con una indimenticabile dichiarazione (“Ask me my three main priorities for government and I tell you educationeducation, and education”). Le cose non andarono proprio inquella direzione.

Il nostro illustre fiorentino non è da meno: “Stiamo affrontando il momento più duro della crisi economica. Il più difficile dal punto di vista occupazionale. Ma dalla crisi non usciremo semplicemente con una ricetta economica. No, si esce con una scommessa sul valore più grande che un Paese può incentivare: educazione, educazione, educazione”. Per dimostrare le sue reali intenzioni e vincere la scommessa, per il momento ha scelto una puntuale  esecutrice del pensiero mainstream sulla scuola, Stefania Giannini; che in una settimana ha già dettato alla stampa il suo formulario – laconico e incisivo, nonché innegoziabile  –  per finire di distruggere definitivamente la scuola pubblica (ma, del resto, non fa mistero, come il giovane capo, della sua simpatia per la paritaria, alla quale ha a più riprese, garantito sostegno. O meglio, ahimé, alla “paritetica” (sic!), come lei stessa  l’ha chiamata, dimostrando tutta la sua competenza sull’argomento).

Scontro Codacons-Renzi: «La lettera ai sindaci una costosa buffonata». Esposto a Corte Conti

da Corriere della Sera

La lettera: «Scommettiamo sul valore più grande: l’educazione»

Scontro Codacons-Renzi: «La lettera ai sindaci una costosa buffonata».  Esposto a Corte  Conti

L’associazione: «L’elenco delle scuole pericolose c’è già» «Uno spreco per la collettività la missiva ai primi cittadini»

(Ansa)Una buffonata, uno spreco, un’azione di marketing. Non piace al Codacons l’iniziativa del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha scritto agli 8mila sindaci d’Italia, invitandoli a individuare un edificio scolastico da candidare a un progetto di ristrutturazione, inviando una mail a sindaci@governo.it entro il 15 marzo, per «rilanciare la crescita», partendo dal territorio.

ELENCO – «L’elenco ufficiale delle scuole pericolose che necessitano di interventi urgenti esiste già, è stato redatto nel 2010 dal ministero dell’Istruzione e pubblicato sul web dal Codacons – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi -. Renzi non ha bisogno di queste iniziative mediatiche che lasciano il tempo che trovano».   L’associazione di tutela dei  consumatori ha quindi deciso di denunciare l’iniziativa del premier alla Corte dei Conti, perché si pronunci sul  danno alla collettività che «l’inutile lettera ai sindaci», la duplicazione delle procedure e l’allungamento dei tempi potrebbero comportare. E ha inviato a Renzi l’elenco delle scuole pericolose «così da evitargli perdite di tempo».

«PRIORITÀ NOTE» – Anche Antonio Saitta, presidente dell’Upi, Unione Province italiane, ritiene un passaggio superfluo qualsiasi ulteriore mappatura del degrado dell’edilizia scolastica: «Inutile un nuovo elenco degli interventi – dice -. Il Decreto del Fare ha già portato a  una panoramica  completa: ci sono i progetti esecutivi, le Regioni hanno stabilito le priorità di intervento. E ci sono anche 150 milioni pronti da spendere». Certo, sono pochi rispetto alle necessità – dice Saitta – «E neppure sono stati assegnati». Ma la richiesta è di partire da questi «facendoli arrivare subito a Comuni e province che stanno aspettando per mettere in sicurezza tante scuole». Poi , è il suggerimento «si pensi a un piano pluriennale dell’edilizia scolastica, che consenta di fare programmi di intervento sapendo con certezza su quali stanziamenti si può contare, anno per anno».

LA LETTERA – Il primo tra i sindaci, da poco di casa a Palazzo Chigi, ha scritto lunedì  ai «colleghi», chiedendo loro di «scegliere all’interno del vostro comune un edificio scolastico. Di inviarci entro il 15 marzo una nota molto sintetica sullo stato dell’arte». Niente progetti esecutivi, solo l’indicazione della scuola, il valore dell’intervento, la tempistica di realizzazione. E («semplice e operativo come sanno essere i sindaci»), entro 15 giorni  «cercheremo di individuare le strade per semplificare le procedure di gara» e «per liberare fondi dal computo del patto di stabilità interna».

CRITICITÀ – Ma nel documento del ministero dell’Istruzione – spiega il Codacons – c’è già l’elenco, regione per regione, delle scuole che presentano «gravi criticità», e che rappresentano un potenziale rischio per la salute di studenti, insegnanti e personale scolastico. Il file pubblicato nel 2010 dal Codacons è stato redatto dopo un monitoraggio disposto a gennaio 2009 dall’ Intesa Stato-Regioni ed effettuato in tutti gli istituti scolastici del Paese, e da esso emergono ben 12mila scuole che presentano le più gravi criticità, ossia il 28% del totale.

ANAGRAFE – In realtà non esiste un monitoraggio complessivo e sistematico del patrimonio edilizio: dal 1996 si attende un’anagrafe dell’edilizia scolastica; a tale carenza ha cercato di dare una risposta l’ex ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, che aveva iniziato la riforma dell’anagrafe creando il Sistema nazionale delle anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes), costruito sulla base delle anagrafi regionali (solo 11 operative).

GLI ALTRI RAPPORTI –  Dati interessanti si ricavano   anche dai rapporti periodici pubblicati da Cittadinanzattiva e da Legambiente. L’ultimo report dell’associazione ambientalista, il quindicesimo, pubblicato all’inizio dell’anno,  testa la qualità delle strutture e dei servizi della scuola in 94 capoluoghi di provincia.

Antonella De Gregorio

Per 1 studente su 2 niente debiti dopo la prima pagella

da La Stampa

Per 1 studente su 2 niente debiti dopo la prima pagella

roma

Il 54% degli studenti delle superiori non ha ricevuto debiti formativi. Ancora non sono disponibili i dati ufficiali del ministero dell’Istruzione sui risultati degli studenti al termine del primo quadrimestre, tuttavia secondo una rilevazione effettuata dal portale specializzato Skuola.net su un campione di 1600 studenti (80% delle superiori e il restante 20% delle medie) 1 studente su 2 si `salva´ dai debiti.

Un dato positivo, visto che secondo un’altra recente indagine di Skuola.net, non sarebbero stati comunque disponibili corsi di recupero per 1 ragazzo su 2.

Smentita poi l’avversione degli studenti verso la pagella, ricevuta nella tradizionale forma cartacea per il 70% di loro: circa la metà degli intervistati non la abolirebbe. Per il 35,6% è utile per far notare i progressi fatti a fine anno, e il 28,6% la considera un metodo giusto per premiare il merito.

Quasi tutto liscio per chi ha scaricato i voti online: solo il 17% di loro ha riscontrato errori grossolani oppure problemi di accesso.

Non per tutti comunque è andata così bene: il 46% dei ragazzi ha ricevuto almeno un debito e ben 1 studente su 10 è risultato insufficiente in più di quattro materie.

In piazza gli insegnanti di greco e di latino

da La Stampa

In piazza gli insegnanti di greco e di latino

Mercoledì 5 sit-in di protesta al Ministero della Pubblica Istruzione. “Basta attacchi contro la cultura umanistica e contro la legalità”

Stavolta ad alzare la voce sono gli insegnanti di latino e greco, che hanno organizzato per mercoledì prossimo un sit-in di protesta al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. “Sarà il nostro benvenuto al neo ministro Giannini”, dice Letizia Bosco, una delle docenti del Coordinamento, “per esprimere tutto il nostro dissenso nei confronti delle sue recenti dichiarazioni. E per dire basta ai continui attacchi contro la cultura umanistica e contro i metodi di attribuzione delle cattedre, che anche il Tar del Lazio ha giudicato illegittimi e antimeritocratici”.

Nel mirino dei docenti, innanzitutto, l’apertura del Ministro Giannini alla riduzione a 4 anni della durata delle scuole superiori. Una misura che, se entrasse in vigore, comprometterebbe a detta degli insegnanti la qualità dell’intero sistema di istruzione e l’efficacia didattica del loro insegnamento, già messo a dura prova dalla riduzione, operata dalla riforma Gelmini, del monte ore settimanale di italiano, storia e geografia, dall’accorpamento di queste ultime discipline in quell’agglomerato denominato “geo-storia”, dalla drastica riduzione del latino al liceo scientifico e linguistico e, dulcis in fundo, dalla formazione delle cosiddette “cattedre spezzatino”. “Né è accettabile – prosegue la docente – che ora venga messo in questione, con frasi fumose ed ambigue, anche l’insegnamento della filosofia e la sua dignità di disciplina autonoma. Questo atteggiamento sconsiderato, oltre ad impoverire culturalmente l’intero nostro sistema di istruzione, porterà al progressivo oblio della cultura umanistica nel nostro paese, quella cultura che ha sempre rappresentato un vanto per l’Italia agli occhi del mondo e ha costituito un modello di riferimento nella formazione dei gusti estetici europei.

Ma non finisce qui. I docenti di latino e greco sono sul piede di guerra anche per un’altra questione, che riguarda l’attribuzione delle cattedre e che quindi mette in discussione i loro posti di lavoro. “Le circolari emanate dal Ministero per l’attribuzione delle cattedre di italiano, latino, storia e geografia nel ginnasio “riformato”, in attuazione della disastrosa “riforma” Gelmini – tuona la Bosco – non tengono nel minimo conto le specificità professionali degli insegnanti, e sono state fatte con il solo obiettivo di reimpiegare gli esuberi di personale prodotti da anni di tagli indiscriminati. Persino il TAR del Lazio (sentenza 1305/2014, ndr) ha dichiarato illegittimi e antimeritocratici i criteri alla base delle circolari in questione.” Un modus operandi improntato, agli occhi degli insegnanti, a superficialità e incompetenza, il cui risultato è stato la progressiva estromissione dei docenti di latino e greco dall’insegnamento o, per i più fortunati (cioè quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato), la prospettiva dell’insegnamento del solo greco. E oltre al danno la beffa: risulta infatti che pur avendo ottenuto, a suon di concorsi, tutte le abilitazioni necessarie, i docenti della classe di concorso cosiddetta A052, appunto quelli di latino e greco, sono assurdamente esclusi dalla possibilità di insegnare le materie letterarie negli istituti superiori che non siano licei classici.

Non solo. Gli insegnanti di latino e greco protesteranno anche per le dichiarazioni del Ministro Giannini e le chiare posizioni del suo partito circa l’esiguità dell’orario di lavoro degli insegnanti, la necessità di introdurre meccanismi premi-penalità, basati sui risultati dei test INVALSI per valutare il loro operato, nonché la prospettiva di una riforma del reclutamento con l’introduzione della “chiamata diretta” dei docenti da parte dei dirigenti scolastici.

“Cinque materie di cui ben tre scritte – puntualizza la professoressa Bosco – richiedono una quantità di ore lavorative – oltre alle attività aggiuntive per consigli di classe, collegi docenti ecc. – non visibili all’esterno, che fanno parte di quel “lavoro nascosto” sempre accuratamente e strategicamente taciuto nelle dichiarazioni dei nostri rappresentanti politici, che va ad aggiungersi alle ore di lavoro a scuola.”

Non meno tranchant è il giudizio nei confronti dell’introduzione di meccanismi premi-penalità per la valutazione degli insegnanti e delle scuole, che a detta dei docenti esaltano la competizione a discapito della cooperazione tra docenti, presupposto imprescindibile per il successo formativo degli alunni. Dulcis in fundo, la questione del reclutamento. I docenti sottolineano come sia ben più urgente, nonostante se ne parli sempre meno, la questione della stabilizzazione dei precari, con le graduatorie ad esaurimento ancora piene di docenti pluri-abilitati e con anni di servizio alle spalle, che rivendicano il diritto ad un posto di lavoro stabile e per i quali si è in attesa della pronuncia della corte europea che rischia di condannare l’Italia con pesanti sanzioni a causa dell’abuso dei contratti a termine. “Se passerà la «chiamata diretta» per reclutare gli insegnanti – conclude Letizia Bosco – potremo mettere una pietra tombale sulla libertà di insegnamento, principio sancito dalla nostra costituzione, e sul rispetto del merito nella scelta degli insegnanti, mentre le nostre scuole pubbliche saranno definitivamente abbandonate al clientelismo locale”.

Oggi Renzi nella scuola “Raiti” di Siracusa

da Tecnica della Scuola

Oggi Renzi nella scuola “Raiti” di  Siracusa
di P.A.
Il presidente del consiglio visiterà oggi l’istituto comprensivo “Salvatore Raiti”, nel popoloso rione della Borgata di Siracusa
Una scuola forse simbolo della Sicilia stessa, anche se la dirigente non si spiega il motivo perché Matteo Renzi l’abbia scelta per il suo tour. Scuola particolare, scrivono le agenzie, per la mancanza di barriere architettoniche fruibili dagli studenti diversamente abili il cui numero è il più alto della città e con trenta alunni stranieri su 800 ragazzi, tra materna, elementari e medie, e con 90 insegnanti, ma dispone di tempo prolungato. Dedicata a Salvatore Raiti, giovane carabiniere siracusano ucciso nella strage mafiosa della circonvallazione di Palermo del 16 giugno del 1982, la scuola ha fatto propri i temi dell’educazione alla legalità, insieme a quelli dell’integrazione e dell’educazione alla pace. “Non sappiamo perché il presidente Renzi abbia scelto questa scuola per il suo primo viaggio al Sud”, dicono dei docenti, “ma ci fa immensamente piacere e quando abbiamo ricevuto la notizia, appena ieri mattina, giorno in cui per altro la scuola era chiusa per le festività di carnevale, non abbiamo esitato un solo istante. Ci siamo tutti ritrovati qui e ci siamo messi al lavoro per preparare con i ragazzi l’accoglienza al premier”. E come è nelle usanze delle scuole, quando ricevono la visita di personalità, la scuola è stata messa al lucido ed è già pronta l’accoglienza da parte del gruppo musicale formato da cornamuse, mentre i docenti hanno lavorato con lena per organizzare l’evento al meglio e senza intoppi. I ragazzi, scrivono le agenzie, saranno al centro dell’attenzione e saranno loro a guidare il presidente Renzi attraverso i loro sogni e le loro aspettative. Alle 9 l’accoglienza al premier che quindi si sposterà nella parte del plesso che ospita le classi dell’infanzia per un breve momento con i bambini più piccoli e poi l’incontro con gli studenti delle ultime classi delle elementari e delle medie.  Prevista pura la presenza di una ex allieva dell’Istituto che consegnerà a Renzi una lettera aperta dove viene denunciato il disagio di tanti giovani diplomati anche eccellenti. Prevista inoltre  la “merenda con il Premier” a base di dolci tipici siciliani che i ragazzi consumeranno col presidente nella sala mensa.

Premi ai prof che insegnano in piccole isole o zone montane

da Tecnica della Scuola

Premi ai prof che insegnano in piccole isole o zone montane
di A.G.
A proporlo in Commissione Cultura è il Pd, primo firmatario l’on. Caterina Pes: per garantire continuità didattica agli alunni con minori chance di successo formativo serve un meccanismo premiale per quegli insegnanti che scelgono di trasferirsi a lavorare e vivere in territori ‘difficili’. È probabile che chi accetti debba quindi legarsi alle sedi disagiate per più anni.
Incentivare gli insegnanti che scelgono di trasferirsi a lavorare e vivere in territori ‘difficili’, come le piccole isole o le zone montane”. È la proposta di legge che il Pd ha presentato in Commissione Cultura il 4 marzo, al fine di garantire continuità didattica agli alunni con minori chance di successo formativo.
“La legge sulla continuità didattica – fa sapere le prima firmataria della proposta di legge, Caterina Pes, deputata del Pd – è stata incardinata in commissione scuola ed inizia così il suo percorso parlamentare, che mi auguro possa essere il più breve possibile vista la priorità che il diritto allo studio ha per questo governo”.
Pes spiega, quindi, che la “proposta mira a favorire la funzionalità e la continuità didattica in quei territori che, per ragioni geografiche sono difficili da raggiungere o sono poco popolati, come le piccole isole o le zone montane”. L’on. democratica entra quindi nel vivo della proposta: “si tratta di una norma che vuole garantire il diritto allo studio a tutti gli alunni attraverso un meccanismo premiale per quegli insegnanti che scelgono di trasferirsi a lavorare e vivere in territori ‘difficili’ crediamo che il diritto di cittadinanza, e dunque anche quello allo studio, debba valere per ogni italiano, a prescindere dal luogo dove si nasce”, conclude Pes.
Anche se non è specificato, sembra di capire che nella proposta del Pd è previsto una sorta di ‘blocco’ pluriennale per i docenti che accettano di lavorare nei territori difficili. In cambio, però, di un adeguato premio. Staremo a vedere se la proposta andrà avanti.

Decreto ripristino scatti: la Commissione approva e lo invia all’aula

da Tecnica della Scuola

Decreto ripristino scatti: la Commissione approva e lo invia all’aula
di R.P.
Trovata una soluzione anche per le posizioni economiche Ata. Il personale non dovrà restituire nulla; la copertura deriva da un taglio di 17 milioni di euro alle spese di funzionamento delle scuole.
Brusca accelerata sulla conversione in legge del decreto n. 3 in materia di automatismi stipendiali del personale della scuola. Fino a ieri pareva che la Commissione Cultura avrebbe impiegato ancora un paio di giorni per chiudere i lavori e inviare il testo emendato all’aula e invece nella mattina di martedì 4 c’è stata la svolta: la maggioranza ha trovato un accordo e il provvedimento è stato approvato, con una piccola sorpresa (positiva) per il personale Ata. Il decreto interviene sulla questione del blocco degli scatti stipendiali per i dipendenti pubblici negli anni 2010, 2011 e 2012, disposto dal decreto n. 78 del 2010, prorogato però di un ulteriore anno con il DPR 122 del 4 settembre 2013. In Commissione Cultura è stato più volte sottolineato che quest’ultimo decreto risulta particolarmente iniquo per il personale della scuola al quale, a causa dell’ effetto retroattivo delle norme in esso contenute, il MEF ha intimato di restituire gli scatti percepiti legittimamente nel corso dell’anno 2013. Nel pomeriggio di martedì il provvedimento è arrivato in aula dove è stato presentato dalla senatrice del PD Francesca Puglisi. In base all’articolo 1 del provvedimento in esame le che  percepite non devono essere restituite, ma vanno a compensazione di quanto sarà recuperato per gli scatti 2012 a conclusione della sessione negoziale. La copertura sarà trovata anzitutto dai residui del Fondo relativo al 30 per cento dei risparmi derivanti dal Piano programmatico varato da Tremonti e Gelmini nel 2008; laddove tale fondo non sia sufficiente le risorse saranno sottratte ai 463 milioni di euro accantonati dal Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa nell’anno scolastico 2013-2014. La Commissione istruzione ha approvato anche un emendamento che riguarda le somme percepite dal personale ATA destinatario delle cosiddette posizioni economiche. Il personale non dovrà restituire quanto percepito finora; la copertura (17milioni di euro) arriverà dal taglio del fondo per l’autonomia della legge 440/97 confluito da qualche anno nel fondo per il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole. Nella mattinata del 5 marzo il decreto proseguirà il suo percorso in aula che potrebbe votarlo già nella stessa giornata.