Diploma magistrale valido per partecipare ai corsi di sostegno

Diploma magistrale valido per partecipare ai corsi di sostegno

da Supermoney.eu
14-03-2014 – M.C.

Il Coniglio di Stato conferma che il diploma magistrale è valido per partecipare ai corsi di specializzazione sostegno

Corsi sostegno ai diplomati magistrali

Protagonista indiscusso in queste ultime settimane il diploma magistrale ante anno scolastico 2001/2002 sta sicuramente facendo parlare di se in questo ultimo periodo. È di questi giorni la notizia che i diplomati magistrali possono partecipare anche alle prove di accesso per i corsi di specializzazione su sostegno didattico, poichè a ribadirlo è il Consiglio di Stato, il titolo è abilitante a tutti gli effetti.

Con l’ordinanza 1100/2014 il Consiglio di Stato ha dato ragione ai ricorrenti, docenti che tramite il sindacato Anief hanno chiesto il parere sulla possibilità di partecipazione ai corsi per la specializzazione di sostegno didattico, confermando il diritto indiscusso alle prove per il conseguimento di tale titolo.

Le determinazioni del MIUR al riguardo sono in contrasto con la validità del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che è riconosciuto a pieno titolo, dalla vigenti disposizioni abilitanti a tutti gli effetti, e proprio per questo si riscontra un comportamento pregiudizievole del MIUR verso tali docenti che sono stati esclusi dalla possibilità di partecipare ai corsi di specializzazione su sostegno. I docenti, che si erano rivolti anche al TAR del Lazio si erano visti rifiutare tale possibilità con l’ordinanza n.607/2014 che ora il Consiglio di Stato ha annullato chiedendo, inoltre, la fissazione di una nuova udienza in merito.

Il ricorso dei docenti diplomati magistrali ante 2002 contro la nota (del 6/12/13) che negava loro la possibilità di accedere ai corsi di formazione per la specializzazione su sostegno didattico per alunni con disabilità aveva come motivazione la disposizione dell’articolo 13 del Decreto Ministeriale 10 settembre 2010 numero 249 che affermava che a tali corsi potevano accedere esclusivamente i docenti i possesso dell’abilitazione valida per l’immissione in ruolo. Il parere del Consiglio di Stato in merito ha rivoluzionato tutto a quanto pare.

462 ASSUNZIONI DI DOCENTI DI RUOLO

SONO IN CORSO IN REGIONE 462 ASSUNZIONI DI DOCENTI DI RUOLO

(446 ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO PERSONALE DOCENTE SU POSTI DI SOSTEGNO

E 16 ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO PERSONALE DOCENTE DA CONCORSI ORDINARI)

 

  • Personale docente – Posti di sostegno: 446 assunzioni

Sono in corso su tutto il territorio regionale le operazioni di nomina relative a ulteriori 446 assunzioni a tempo indeterminato per il personale docente su posti di sostegno.

Con il Decreto legge n. 29 del 24 gennaio 2014, in applicazione di quanto previsto dall’art.15 comma 2 della Legge 128/13, sono state infatti rideterminate, con un incremento del 5%, le dotazioni organiche di diritto su posti di sostegno per l’anno 2013/14.

All’Emilia-Romagna sono stati assegnati 446 posti in più.

Ecco la ripartizione per provincia e per grado:

 

POSTI SOSTEGNO RUOLO TOTALE nota MIUR prot. n. 362 del 6.2.2014

SOSTEGNO INFANZIA

SOSTEGNO PRIMARIA

SOSTEGNO I GRADO

SOSTEGNO II GRADO

A COMPENSAZIONE ESUBERI

BOLOGNA

94

5

37

27

25

FERRARA

40

2

10

11

17

FORLI’ CESENA

29

3

12

6

3

5

MODENA

77

6

28

20

23

PARMA

44

2

15

11

16

PIACENZA

29

2

10

8

9

RAVENNA

35

3

12

10

10

REGGIO EMILIA

68

2

27

22

17

RIMINI

30

2

10

8

4

6

EMILIA ROMAGNA

446

27

161

123

124

11

 

 

 

Alla luce di quanto sopra, l’organico di diritto (posti di sostegno) assegnato nell’aprile 2013, a seguito del predetto incremento, ammonta attualmente a 3.670 unità, a cui si aggiungono 3.049 assegnazioni in organico di fatto, per un totale di 6.719 posti.

Di seguito l’incremento dei posti di sostegno, ripartito su base provinciale:

 

 Provincia

POSTI SOSTEGNO APRILE 2013

 

INCREMENTO

POSTI

D.L. 29/2014

 

POSTI DI SOSTEGNO RIDETERMINATI

Bologna

683

94

777

Ferrara

287

40

327

Forli-Cesena

208

29

237

Modena

565

77

642

Parma

316

44

360

Piacenza

209

29

238

Ravenna

251

35

286

Reggio Emilia

490

68

558

Rimini

215

30

245

Totale Emilia- Romagna

3.224

446

3.670

 

 

  • Personale docente – 16 assunzioni da concorsi ordinari

 

A seguito di rinunce, sono state effettuate le operazioni di nomina da concorsi ordinari che hanno consentito l’assunzione di 16 nuove unità di personale docente a tempo indeterminato, di cui 4 nella scuola secondaria di 2° grado, 2 nella scuola secondaria di 1° grado e 10 per il sostegno nella scuola secondaria di 1° grado.

 

 

Graduatorie ad esaurimento

Graduatorie ad esaurimento: per il Tribunale di Roma, chi è stato inserito nel 2012 nella IV fascia ha diritto nel 2014 ad andare in III fascia

 

Accolti i primi due ricorsi Anief. La IV fascia delle Graduatorie a Esaurimento non poteva che essere transitoria, secondo una lettura costituzionalmente orientata. Dichiarato il diritto all’inserimento dei due ricorrenti in III Fascia a partire dal 2014. Ora attesa per gli esiti degli altri ricorsi che il sindacato ha presentato in tutta Italia. Potrebbero essere più di 20.000 i docenti coinvolti abilitati presso le facoltà Scienze della Formazione Primaria o AFAM inseriti nelle graduatorie aggiuntive per effetto della legge 14/2012.

 

Il Tribunale di Roma ha accolto senza riserve le tesi portate avanti dall’ANIEF nel corso degli ultimi anni e ha dichiarato il diritto dei docenti collocati nella cosiddetta “fascia aggiuntiva” delle Graduatorie a Esaurimento, istituita dal MIUR con il DM n. 53/2012, all’inserimento in III Fascia a partire dal prossimo aggiornamento valido per il triennio 2014/2017. Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, avvalendosi della preziosa collaborazione dei nostri legali sul territorio, ottengono dal Giudice del Lavoro della capitale piena ragione in favore di due nostri iscritti e la conferma che la IV Fascia delle GaE non può essere assolutamente considerata una “fascia subordinata alla III” e che, per rispettare in pieno i canoni dettati dalla nostra Costituzione, deve avere natura necessariamente transitoria e può essere considerata legittima solo fino al prossimo aggiornamento previsto per la primavera 2014.

 

L’ANIEF ha nuovamente dato lezione al MIUR sui dettami previsti dalla nostra Carta Costituzionale e, avvalendosi dell’esperienza e professionalità dell’Avv. Salvatore Russo, ha ottenuto ben due sentenze di pieno accoglimento in cui viene accertato e dichiarato il pieno diritto di due nostri iscritti – entrambi docenti inseriti nella cosiddetta IV Fascia delle Graduatorie a Esaurimento – “all’inserimento nella III fascia della graduatoria a esaurimento per il triennio 2014/2017”. Il Giudice del Lavoro, infatti, sposando in toto quanto sostenuto dal legale ANIEF in udienza, ha costatato che la normativa di riferimento istitutiva delle Graduatorie a Esaurimento pone “quale criterio per determinare l’ordine progressivo dei docenti, anche in conseguenza di aggiornamenti e inserimenti nell’elenco, quello del punteggio posseduto dagli stessi e, quindi, quello del merito” e ha riconosciuto che l’istituzione della IV Fascia delle GaE operata dal MIUR con il D.M. 53/2012 è legittima solo perché intervenuta in un momento in cui le suddette graduatorie (2011/2014) erano in corso di validità e, pertanto, non modificabili con ulteriori inserimenti.

 

La sentenza, dopo una precisa ricostruzione della normativa primaria di riferimento, ha ribadito a chiare lettere che “dovendo escludersi che per mezzo di un atto di normazione secondaria possano introdursi deroghe alla disciplina posta dalla legge, non resta che ritenere che l’inserimento della IV fascia è meramente transitorio, perché essa è tesa a raggruppare il personale docente che possiede uno specifico titolo di legge – ossia l’abilitazione in determinati anni accademici – non precedentemente valutato, titolo da far valere in occasione del successivo aggiornamento della graduatoria ad esaurimento, in cui il docente verrà inserito secondo il punteggio posseduto […], dunque con il c.d. ‘inserimento a pettine’ ” e nella corrispondente III Fascia delle suddette graduatorie.

 

L’ANIEF ha sempre sostenuto che il MIUR, per non incorrere nuovamente nel vizio di costituzionalità già riscontrato nei confronti delle “code” istituite nelle GaE 2009/2011, avrebbe dovuto prevedere sin da subito l’inserimento in III Fascia a partire dal prossimo aggiornamento previsto per il 2014 di tutti i docenti inseriti nella “fascia aggiuntiva” istituita con il DM n. 53/2012; proprio quanto sostenuto dall’ANIEF è stato considerato dal Giudice del Lavoro di Roma l’unica interpretazione che “si presenta del tutto orientata costituzionalmente, in quanto consente l’accesso ai pubblici uffici a tutti coloro che ne hanno titolo, senza alcun riguardo al momento in cui detto titolo è stato conseguito e, dunque, secondo merito” rinviando, sull’argomento, alla Sentenza n. 41 della Corte Costituzionale ottenuta dal nostro sindacato già nel 2011. La mancata previsione da parte del MIUR del diritto all’inserimento nella III Fascia delle GaE 2014/2017 dei docenti inseriti nella “fascia aggiuntiva” prevista con il DM n. 53/2012, è costata anche la condanna alle spese di lite quantificata in un totale di 2.400 Euro oltre accessori.

 

L’ANIEF, sindacato da sempre garante del diritto e della Costituzione all’interno del panorama scolastico italiano, ha nuovamente ristabilito il rispetto del merito all’interno delle graduatorie dei precari della scuola, dimostrando senza ombra di dubbio di aver avuto semplicemente, e per l’ennesima volta, piena ragione nei confronti delle illegittime e imprecise determinazioni del MIUR.

 

Ora si attende l’esito delle altre udienze sul territorio nazionale. ANIEF ricorda che è ancora possibile aderire al ricorso al giudice del lavoro inviando una mail a r.inserimenti2012@anief.net con oggetto “Ricorso inserimento terza fascia” e indicando nel testo i propri dati anagrafici e l’indicazione (denominazione, indirizzo completo di comune e provincia) della sede attuale o di ultimo di servizio in scuola statale. Chi non ha mai prestato servizio nella scuola statale dovrà indicare nella mail di preadesione “nessun servizio in scuola statale”.

CONTRATTAZIONE ISTITUTO, RSU SI DIMETTE: “RISORSE IRRISORIE”

CONTRATTAZIONE ISTITUTO, RSU SI DIMETTE: “RISORSE IRRISORIE”

Le risorse economiche riservate alla contrattazione d’istituto sono ormai ridotte al lumicino e la Rsu si dimette, chiedendo di destinare i pochi fondi rimasti al recupero degli scatti di anzianità. Accade all’I.C. “Crosara” di Cornedo Vicentino, in provincia di Vicenza, dove i rappresentanti sindacali hanno deciso di rassegnare l’incarico “nel tentativo – si legge nel documento presentato all’assemblea d’istituto – di lanciare un forte messaggio alle organizzazioni sindacali e per spingerle a esercitare in modo più efficace il potere contrattuale nei confronti del Governo e dei ministeri dell’Istruzione e dell’Economia”.

Nella lettera inviata alla Gilda degli Insegnanti, i componenti della Rsu denunciano il totale svilimento del loro ruolo e accusano le istituzioni scolastiche nazionali e locali di non aver difeso la scuola, “togliendo risorse al comparto, mortificando i dipendenti con reiterati blocchi stipendiali e causando gravi lesioni dei diritti previdenziali acquisiti, riconosciuti invece ad altre categorie”.

“L’autonomia scolastica è stata via via smantellata – attacca la Rsu – tanto che non abbiamo più nulla da contrattare, né dal punto di vista economico, date le esigue risorse rimaste che vengono prevalentemente impegnate dal Miur per le figure apicali, né dal punto di vista normativo a causa della riforma Brunetta”.

Velletri: al via corso assistenza educativa

da Castellinews.it

Velletri: al via corso assistenza educativa
A cura della cooperativa Archimede

Percorso rivolto agli operatori del settore per lo sviluppo di specifiche competenze operative

Velletri –  «Dopo l’incontro pubblico, patrocinato dal Comune di Velletri e dall’Opera nazionale Montessori e finalizzato a sensibilizzare la popolazione rispetto al metodo Montessori ed alla sua validità ed efficacia, un’altra iniziativa della cooperativa Archimede sta portando alla luce la questione dell’assistenza educativa sia nelle famiglie che nelle scuole. Di fatto, sempre di più in questi tempi, soprattutto sul nostro territorio, si avverte l’esigenza di riuscire ad arginare una certa emergenza sociale che passa dai disagi familiari, ai minori a rischio fino alle diverse disabilità. La vera novità di quest’anno per la scuola italiana sono stati i cosiddetti “Bes”, ovvero i “Bisogni educativi speciali”». È quanto si legge in una nota della cooperativa Archimede.

«Il fatto rilevante – continua la nota — sta nella capacità della scuola di mettere davvero l’alunno al centro dell’azione educativa e di adattarsi a lui, piuttosto che il contrario. Questo presuppone competenze di lettura ed analisi dei bisogni specifici, insieme alla capacità di pianificazione ed implementazione di percorsi di intervento ad hoc. Non a caso, dunque, la cooperativa Archimede ha deciso di creare un percorso formativo per lo sviluppo di specifiche competenze operative, in relazione alla progettazione e realizzazione di interventi socio—educativi rivolti ai minori, in relazione a tre principali contesti: l’assistenza educativa scolastica; le problematiche riguardanti il disagio familiare e i servizi di assistenza educativa; il “lavoro in rete” per il settore sociale».

«Il corso – conclude il comunicato — è rivolto ad educatori professionali, assistenti educativi e specialistici, psicologi, assistenti sociali, pedagogisti, assistenti di base e operatori sociali. Il corso partirà per la seconda metà di marzo e si terrà presso “Il giardino di Archimede”, dove chi fosse interessato potrà anche ottenere ulteriori informazioni (la sede didattica si trova in via di Cori 54 a Velletri, contattabile al 3346591267). In sostanza, ciò di cui c’è bisogno sul nostro territorio è una maggiore competenza specifica, per le scuole dell’infanzia e per gli istituti di istruzione primaria e secondaria, in favore degli alunni con disabilità o con forme di disagio scolastico e delle loro famiglie, soprattutto per rendere possibile il processo di inclusione e integrazione previsto nel percorso formativo scolastico. In questo senso, se si riusciranno a raggiungere tali obiettivi sul nostro territorio, la nostra città sarà davvero predisposta alla cosiddetta “education 3.0” della scuola del futuro».

Riduzione del 50% negli ostelli per favorire le gite scolastiche

da La Stampa

Riduzione del 50%  negli ostelli  per favorire le gite scolastiche

L’Associazione Ostelli della Gioventù: “I viaggi d’istruzione   sono di primaria importanza per la formazione degli studenti”
roma

 L’Associazione Ostelli della Gioventù (A.I.G) ha lanciato un’iniziativa per favorire i viaggi d’istruzione delle scuole, messi in discussione dalla crisi economica, «nella convinzione che effettuare le “gite” resti una questione di primaria importanza per la formazione dei giovani studenti».

Per favorire l’organizzazione dei viaggi d’istruzione, l’A.I.G ha previsto una riduzione del 50% sul costo del pernottamento e della prima colazione per i gruppi scolastici che prenotano ed effettuano entro il 30 giugno 2014 un soggiorno presso le strutture di Alghero, Ancona, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo e Perugia, oltre l’Ostello di prossima apertura a Roma.

L’Associazione   è attiva in Italia dal 1945 con scopo istituzionale la promozione del turismo giovanile attraverso la realizzazione e la gestione degli Ostelli per la Gioventù. Un ente morale e assistenziale, “storico”, a carattere nazionale, dei cui organi centrali fanno parte, come membri di diritto, attraverso propri rappresentanti, i Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca, del Turismo.

L’attenzione  è rivolta principalmente ai giovani, cercando di favorirne la mobilità, la partecipazione ad iniziative multiculturali, l’arricchimento con la conoscenza delle diverse realtà territoriali e la promozione e valorizzazione di percorsi turistici volti a generare cultura, scambi, incontri, ma anche formazione e opportunità di lavoro.

Le flipper classroom e la rivoluzione di Internet a scuola

da l’Unità

Le flipper classroom e la rivoluzione di Internet a scuola

Luigi Cancrini psichiatra e psicoterapeuta

L’idea di rivoluzionare la didattica, cominciando dalla scuola media, attraverso l’introduzione di internet a me sembra molto interessante. È di questo che si parla quando si parla di flipper classroom?
JOLE DI STEFANO

La rivoluzione nel funzionamento delle scuole battezzate flipped classroom in alcune scuole americane in cui la si pratica da tempo viene sperimentata ora anche in Italia, in pochi istituti di scuola media, inferiore o superiore. Di che si tratta? Di un cambiamento drastico nell’organizzazione della didattica basata ora sulla spiegazione in classe e sui compiti che verificano a casa se l’alunno ha capito e basata domani sull’indicazione di un tema da esplorare a casa e sulla discussione guidata su quel tema, in classe, il giorno dopo. Utilizzando, accanto ai libri di testo, internet che dovrebbe permettere a tutti i ragazzi di accedere a qualsiasi contenuto in modo libero e creativo. Ma lavorando, soprattutto, sulla curiosità del ragazzo e sulla sua voglia di esplorare autonomamente il tema che gli viene proposto. Come è possibile e utile fare, sicuramente, in alcune materie come la storia, la geografia o le scienze naturali e assai più difficile, invece, quando a essere insegnate sono la matematica o la filosofia o l’analisi di un testo. Ma come è possibile fare, soprattutto, con gli allievi più interessati e più seguiti, a casa, da genitori che si preoccupano dei loro studi. Aumentando il gap fra i più ricchi e i meno ricchi? Loro non ci sono più ma a me è venuto da pensare che don Lorenzo Milani e Mario Lodi avrebbero guardato con entusiasmo a questo tipo di rivoluzione. Pensando alla possibilità, però, di avere una scuola in cui internet è disponibile per tutti: con tanto di insegnanti-genitori per i ragazzi meno fortunati.

Cgil e Anief: “Gli 85 euro sono un palliativo, bisogna rinnovare il contratto”

da Tecnica della Scuola

Cgil e Anief: “Gli 85 euro sono un palliativo, bisogna rinnovare il contratto”
di R.P.
Anche Pantaleo (Flc-Cgil) e Marcello Pacifico (Anief) dicono la loro sulla detassazione degli stipendi più bassi.
Anche Flc-Cgil esce allo scoperto sulla riduzione della pressione fiscale. “La riduzione  da maggio delle tasse con limite di reddito di 25 mila euro lorde raccoglie le richieste avanzate da tempo dal sindacato per un alleggerimento della pressione fiscale sul lavoro” dichiara il segretario nazionale Mimmo Pantaleo che subito aggiunge: “Non  è però più rinviabile il rinnovo del contratto nazionale in tutto il settore pubblico in assenza del quale non ci può essere il miglioramento delle condizioni salariali e professionali in tutti i comparti”. Sulla stessa lunghezza d’onda Marcello Pacifico dell’Anief secondo il quale “l’intenzione del Governo, annunciata dal premier Renzi, non cambierà di molto la posizione dell’Italia in tema di stipendi ai suoi docenti, che ci vede tra gli ultimi posti dell’area Ocde”. Anche per Pacifico la “madre di tutte le battaglie” resta il contratto: “Se si fosse firmato il contratto, invece ancora bloccato, ne sarebbero arrivati almeno il quadruplo, considerati gli arretrati per gli anni precedenti durante il blocco contrattuale a partire dal 2010”. “Piuttosto di dare un ‘contentino’ – conclude il presidente dell’Anief – si trovino i soldi per sedersi ai tavoli per il rinnovo e si adegui l’indennità di vacanza contrattuale al costo della vita”.

Sindacati “tiepidi” sugli 85 euro in più “promessi” da Renzi

da Tecnica della Scuola

Sindacati “tiepidi” sugli 85 euro in più “promessi” da Renzi
di R.P.
Per ora solo CislScuola mostra di apprezzare l’annuncio del Governo.La Uil dice “Ottimo, ma aspettiamo”, mentre Flc-Cgil non ha ancora espresso la propria posizione.
A commentare favorevolmente l’annuncio del presidente Matteo Renzi sulla detassazione degli stipendi al di sotto dei 1.500 euro è per ora solamente la Cisl Scuola che in un lungo comunicato fornisce anche alcuni dati interessanti. Da questa tabella, per esempio, si evince che tutto il personale Ata, ad eccezione dei DSGA, rientrerebbe nel beneficio fiscale di cui parla il Governo. Ma anche un buon numero di docenti (soprattutto di infanzia e primaria) potrebbe avvantaggiarsene.

PERSONALE IN   SERVIZIO NELLA SCUOLA STATALE

Qualifica
addetti
stipendio iniziale

stipendio    a fine carriera

Collaboratori   Scolastici

136.000
1.008,25
1.243,78

Assistenti amm.vi e   tecnici

64.700
1.108,20
1.409,55

Docenti primaria e   infanzia

330.000
1.301,10
1.816,75

Docenti secondaria I   grado

170.000
1.392,51
1.959,12
Docenti secondaria  II grado
235.000
1.392,91
2.026,55

Secondo le stime di Cisl Scuola stanno sotto i 1.500 euro la metà dei docenti di scuola primaria e dell’infanzia e oltre un terzo di quelli delle secondarie. Complessivamente, aggiunge sempre la Cisl, in un comparto che impiega 935.000 addetti più della metà (500.000 circa) riceve retribuzioni con cui “si fa fatica a vivere”. Per la Uil parla il segretario confederale Luigi Angeletti: “Ottimo. Finalmente, dopo 4 anni di scioperi e manifestazioni siamo riusciti a far sì che i lavoratori abbiano una consistente riduzione delle tasse. Sicuramente è una svolta. Ora vedremo i dettagli e, ovviamente, ci auguriamo che non si sia dimenticato dei pensionati”. E, in effetti, è proprio sui pensionati che si stanno addensando le prime nubi, perché, a quanto pare, il Commissario Cottarelli starebbe pensando ad un prelievo forzoso su tutte le pensioni oltre i 2.500 euro. Il che significherebbe toccare anche i dirigenti scolastici in pensione i quali – se hanno lasciato il lavoro negli ultimi 7-8 anni – possono contare su una pensione variabile fra i 2.700 e i 3.200 euro mensili. Susanna Camusso ha già fatto sapere che le pensioni che derivano da contributi versati per 40 anni di lavoro non si possono toccare. Intanto resta del tutto irrisolta la questione delle risorse per il fondo di istituto che saranno drasticamente tagliate per evitare di chiedere la restituzione degli scatti stipendiali già pagati. La sensazione è che per il comparto scuola, a conti fatti, gli 85 euro mensili si copriranno in buona sostanza con fondi già esistenti.

Scuola in ospedale e a domicilio: indicazioni operative e assegnazione risorse finanziarie

da Tecnica della Scuola

Scuola in ospedale e a domicilio: indicazioni operative e assegnazione risorse finanziarie
di Andrea Carlino
Il finanziamento complessivo è pari ad 2,47 milioni di euro.
Il Miur, con la nota prot. n. 1586 dell’11 marzo, ha fornito il piano di riparto delle risorse finanziarie, destinate a garantire i servizi di scuola in ospedale e di istruzione domiciliare per l’a.s. 2013/14 (anno finanziario 2013), insieme alle indicazioni operative per la gestione degli interventi. Il finanziamento complessivo è pari ad 2,47 milioni di euro.
La nota mette in evidenza che il finanziamento è stato ripartito tra tutte le scuole con sezioni ospedaliere in relazione al numero totale degli studenti di ogni regione e al flusso di studenti in ospedale, con un’attenzione per le situazioni di maggiore complessità. La definizione dei fondi stanziati è affidata agli organi decisionali territoriali, cioè a ciascun Ufficio scolastico regionale, che vorrà avvalersi della collaborazione del comitato regionale per la scuola in ospedale e a domicilio.
Si ribadisce la discrezionalità degli Uffici scolastici riguardo alla verifica della congruità delle assegnazioni e, se necessario, ad un intervento di correzione e redistribuzione delle risorse in accordo con le singole istituzioni scolastiche. Tutte le scuole, di ogni ordine e grado, sono invitati a riservare una quota parte di risorse del fondo d’istituto per far fronte ad eventuali richieste di istruzione domiciliare, che si dovessero presentare. La nota, inoltre, contiene chiarimenti in relazione agli aspetti di maggiore complessità e criticità espressi dalla scuola in ospedale e dal servizio di istruzione domiciliare, nonché  indicazioni di sistema a cui è importante che il personale dirigente osservi attentamente.
Si richiama infine l’importanza del “portale scuola in ospedale”, che si configura come lo strumento di comunicazione, elaborazione dati e diffusione di quanto avviene a livello nazionale nel mondo della scuola in ospedale e dell’istruzione domiciliare. È compito dell’Ufficio scolastico regionale raccogliere, monitorare e valutare i dati della scuola in ospedale e a domicilio nel rispetto delle tempistiche assegnate, individuare un referente regionale per la scuola ospedaliera e designare il referente per il portale.

Cottarelli: nessun taglio per istruzione e cultura

da Tecnica della Scuola

Cottarelli: nessun taglio per istruzione e cultura
di Pasquale Almirante
“Nella mia proposta non si riducono stanziamenti all’istruzione”: lo ha detto Carlo Cottarelli il commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica. Manca però il “punto di vista”
Lo ha ribadito il commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, il quale, in un’audizione della commissione Bilancio del Senato, ha affermato: “nella mia proposta non c’è alcuna riduzione per l’istruzione e la cultura”.
 E questa è una buona notizia, benchè rimanga di capire da quale punto di vista osserva il commissario straordinario per la spending review. Se infatti si ridicesse di un anno la secondaria di secondo grado, così come tante sperimentazioni in corso in molti istituti italiani vanno dimostrando, non si toglierebbero soldi alla scuola, perché in effetti dal punto di vista dei finanziamenti non vedremmo sottrazioni di risorse. Vedremmo semmai sottrazioni di personale che per certi versi corrisponde all’ida che si ha di “razionalizzazione” della pubblica amministrazione. Il Leitmotiv più comune è infatti quello di contrarre la grande pletora di impiegati che affollano, spesso inutilmente, gli uffici dello stato sottraendo risorse giudicate importanti. Con eguale punto di vista, nessun taglio cioè alla scuola e all’istruzione, se si aumentassero le ore di docenza da 18 ore a settimana a 2i o a 24: quale tagli ci sarebbe infatti alle rimesse cash per il Miur? Ecco, da quale punto di vista guarda Cottarelli? E’ questo ciò che non abbiamo capito nelle sue parole

Sicurezza edifici, il Governo programma 10mila interventi

da Tecnica della Scuola

Sicurezza edifici, il Governo programma 10mila interventi
di A.G.
L’annuncio è del ministro Giannini dalle pagine della Stampa: 2mila saranno finanziati dal miliardo di euro presenti nel Fondo per l’Edilizia del Miur e altri 8mila dai fondi dei comuni, che ora finalmente potranno spendere. Le risorse complessive sono pari a 3 miliardi e 713 milioni. ‘Stoccata’ ai governi passati: solo per noi la scuola è al centro.
Per la messa in sicurezza delle scuole il Governo Renzi ha programmato 10mila interventi, di cui 2mila finanziati dal miliardo di euro presenti nel Fondo per l’Edilizia del Miur e altri 8mila dai fondi dei comuni. L’annuncio, all’indomani degli interventi delineati dal Cdm anche in materia di scuola, è del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, intervistata dalla Stampa: ”abbiamo previsto risorse disponibili per 3 miliardi e 713 milioni, i fondi dei comuni ne sono una parte consistente” e i sindaci, sottolinea il ministro, “ora potranno spenderli”.
E sul coinvolgimento di Renzo Piano, che il premier incontrerà nelle prossime ora, Giannini sottolinea: ”Sono convinta che quello che ora sembra solo un annuncio ad effetto possa rivelarsi una mossa intelligente per coordinare su progetti concreti le risorse che abbiamo. Credo che intenda mettersi al servizio nell’operazione di recupero di edifici esistenti, nel ridisegnare l’abitabilità e la luminosità eliminando la sciatteria”.
Nel corso dell’intervista, il ministro dell’Istruzione sottolinea come per la prima volta l’agenda di governo parta dall’istruzione: ”Tutti i ministri dell’Istruzione di questo Paese si sono ritrovati a dover rincorrere il ministro dell’Economia di turno perché l’agenda politica del governo non prevedeva la scuola al centro. Nel nostro caso non sarà così. Per noi la scuola è al centro”. Una puntualizzazione che non può che far felici 8 milioni di alunni, le rispettive famiglie e 1 milione di dipendenti.

Concorso dirigenti scolastici Lombardia, trovata soluzione per i vincitori

da Tecnica della Scuola

Concorso dirigenti scolastici Lombardia, trovata soluzione per i vincitori
Entreranno in servizio dal prossimo 30 giugno
Risolta la vicenda dei neo presidi delle scuole lombarde. Il capo di Gabinetto e il capo del Dipartimento per l’Istruzione del Miur, su sollecitazione del Ministro Stefania Giannini, hanno incontrato nella giornata di ieri una delegazione dei 355 vincitori del concorso per dirigenti scolastici della Lombardia, giunto a conclusione solo nelle scorse settimane a tre anni dal bando – si legge in una nota del Miur. Un ritardo causato da ricorsi che hanno pesato sul destino dei nuovi presidi. Ai vincitori il Ministero ha voluto dare la migliore risposta possibile sui tempi per la loro presa di servizio, nel rispetto della continuità didattica.  A causa di un ‘effetto domino’, infatti, quarantamila alunni rischiavano un cambio in corsa di docenti qualora i neo dirigenti avessero lasciato le loro classi per entrare in presidenza.  Tutto questo non accadrà: i 355 presidi prenderanno servizio il prossimo 30 giugno e cominceranno a breve la formazione obbligatoria, tirocinio compreso. Nel frattempo rimarranno in cattedra fino alla fine dell’anno scolastico, con garanzia giuridica della loro presenza anche nel corso gli esami di maturità. La soluzione individuata dal Ministero salvaguarda i diritti di chi lavora e di chi studia. Ora il Miur si concentrerà rapidamente sul prossimo obiettivo: formare i neo presidi per fare in modo che a settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, siano pienamente operativi.

La meritocrazia a scuola? Non esiste

da Tecnica della Scuola

La meritocrazia a scuola? Non esiste
di P.A.
Un docente scrive al Corriere, rispondendo a una mamma che auspicava la valutazione dei prof come “la vera riforma della scuola italiana”
Benissimo, scrive il professore, “da insegnante è quello che mi auguro, perché, magari, se qualcuno cominciasse a valutare i “learning objects” che ho prodotto sinora (disponibili e accessibili a tutti sul sito del liceo dove insegno da otto anni), il mio curriculum vitae (studi, esperienze formative all’estero, borse di studio, dottorato di ricerca etc) e, più in generale, il metodo didattico con cui mi sforzo ogni santo giorno di interagire con i digital natives sempre più restii e insofferenti alla classica lezione frontale, forse, potrei sperare nella restituzione dei famosi scatti di anzianità che la signora Gelmini e il signor Tremonti hanno indebitamente sottratto dal 2009 a me e a tutti gli altri colleghi, o quantomeno nel riconoscimento effettivo del mio lavoro”. “E tutto questo puntualmente non accade, perché la vera meritocrazia, tanto invocata e parimenti disattesa, nella scuola italiana non esiste; l’unico criterio di avanzamento di carriera, o meglio di graduatoria, è l’anagrafe: più sei maturo (forse più saggio ed esperto), più avanzi nella scala dei meriti. E se porti novità, se provi a dialogare con i giovani usando il digitale, sei un folle, uno “smanettone” o un povero illuso. Voce di uno che grida nel deserto… Grazie per l’attenzione”.

Nella scuola il 53,5% guadagna meno di 1.500 euro

da tuttoscuola.com

Nella scuola il 53,5% guadagna meno di 1.500 euro

I conti sullo sconto fiscale li fa il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima.  “C’è grande attenzione tra il personale scolastico per lo ‘sconto’ fiscale annunciato dal premier Renzi. Se infatti la soglia di accesso al beneficio è individuata in uno stipendio mensile netto di 1.500 euro, vi rientra più della metà di chi lavora nella scuola statale e quasi interamente chi presta servizio nelle paritarie o nella formazione professionale”.

Secondo il sindacalista “i 1.500 euro netti rappresentano una soglia praticamente impossibile da raggiungere, anche a fine carriera (cioè dopo 35 anni di servizio) per tutta l’area del personale Ata, con la sola eccezione degli 8.000 direttori dei servizi. Tra collaboratori scolastici e assistenti, si tratta in tutto di 200.000 unità di personale. Per i docenti, stanno sotto quel valore la metà di quelli che lavorano nella scuola primaria e dell’infanzia e oltre un terzo di quelli delle secondarie, un numero che approssimativamente equivale a circa 300.000 unità. In termini complessivi, stanno sotto i 1.500 euro 500.000 addetti su 935.000“. Cioè il 53,5% del totale.

Una categoria, quella dei lavoratori della scuola, tutt’altro che privilegiata. Si può dunque capire – afferma Scrima – “perchè sia così importante per noi la difesa delle posizioni economiche del personale Ata, o la vertenza per il recupero degli scatti di anzianità, che riguarda docenti e Ata”.