Bene Renzi su disabilità, ma adesso si cambi verso

Bene Renzi su disabilità, ma adesso si cambi verso

Hanno sortito l’effetto sperato le proteste di FAND e FISH verso le proposte del Commissario Cottarelli che ipotizzavano misure restrittive sulle indennità di accompagnamento destinate ai disabili gravi.
Una risposta politica esplicita è arrivata ieri dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Non toccheremo pensioni e indennità di accompagnamento per i disabili.”
Sembra, quindi, archiviata sia l’idea di legare l’erogazione dell’indennità al reddito e, ancor più, la “teoria degli abusi” che sottostava all’ipotesi espressa da Cottarelli.

C’è soddisfazione da parte di FAND e FISH per l’espressione chiara di una volontà politica non punitiva nei confronti delle persone con disabilità. Ma adagiarsi sullo “scampato pericolo” non appartiene alla storia e alla cultura delle Federazioni. Chiedono piuttosto, ancora e con forza, ! l’avvio e il consolidamento di serie politiche per la disabilità, per la non autosufficienza, per l’inclusione sociale. Oggi sono carenti se non assenti.

La disabilità è il primo fattore di impoverimento per milioni di persone e famiglie, a causa della carenza di servizi edi  supporti consolidati. E anche l’esclusione sociale pesa. Pesa drammaticamente nelle condizioni di vita delle persone con disabilità.
Le disparità territoriali sono poi enormi e irrisolte anche a causa dell’assenza di livelli essenziali di assistenza che dovrebbero garantire servizi e prestazioni omegenee sul territorio nazionale.
Sulla disabilità gravano anni di riduzioni dei trasferimenti agli enti locali, di tagli di finanziamento, di disapplicazioni di norme, nazionali e internazionali, che si davano per consolidate.

FAND e FISH plaudono alla chiarificazione di Renzi, ma si vada oltre.
Il Piano d! i azione sulla disabilità (approvato con DPR lo scorso ottobre), ad esempio, attende di essere applicato con responsabilità diffuse, ma con una regia fondamentale da parte del Governo.
Anche la disabilità necessità di imponenti riforme, di investimenti oculati, di risorse, di scelte politiche che per troppo tempo sono state latitanti, inefficaci, insufficienti.
C’è bisogno di scelte che cambino “il verso” anche sulla disabilità.

Pietro Vittorio Barbieri
Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap

Giovanni Pagano
Il Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità

Parità degli strumenti di scrittura

PARITÀ DEGLI STRUMENTI DI SCRITTURA RIFORMA COSTITUZIONALE

di Umberto Tenuta

Parità degli strumenti di scrittura, modifica della Costituzione repubblicana.

I sottoscritti propongono la riforma del primo comma dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana promulgata il 27 dicembre 1947, sostituendo all’espressione “…di condizioni personali e sociali” l’espressione “…di condizioni personali, sociali e di tipo di pennino, ritenendo valido anche quello digitale”.
Nel glorioso passato dell’umanità, non ci fu bisogno di leggi costituzionali per consentire il passaggio dalla cultura gestuale a quella orale, dalla cultura orale a quella scritta con la penna d’oca (di oca morta, avvio!), e, anche recentemente, da quella con la penna d’oca a quella col pennino metallico, di oro, di argento, di acciaio o di ferro che fosse, seppure installato su una penna cosiddetta stilografica aurora. 
Ma ora ci troviamo dinanzi ad una delle più catastrofiche riforme della scrittura che mai si siano verificate nella così lunga storia dell’umanità, il passaggio dal pennino metallico al pennino digitale, sì, dico pennino digitale. 
Ora, non solo ci approssimiamo all’utilizzo avanzato e generalizzato del pennino digitale su PC, su notebook, su tablet e su smartphone, ma, addirittura. siamo in prossimità di una rivoluzione che l’uomo sapiens sapiens sta preparando, il passaggio dalla carta di cellulosa, che le foreste rischia abbattere, alla carta digitale, sì, di rotoli di carta digitale, block notes di carta digitale fabrianensis, di carta digitale amalfitanensis, insomma di una carta digitale che si arrotola, sulla quale si può scrivere col pennino digitale o, ancora più semplicemente, con il polpastrello delle dita, lasciando così le impronte digitali  −uniche, irripetibili, non falsificabili− di ciascuno dei sette miliardi di homo sapiens sapiens che al giorno d’oggi popolano la Terra e che, salvo cinienses limitazioni delle nascite, sono destinate ad aumentare generosamente nei prossimi anni futuri e futuribili. 
Questa piccola ma significativa riforma costituzionale −seppure costosa, stante l’impegno di una procedura aggravata− risulta indispensabile per riconoscere ai cittadini italiani la libertà di utilizzare la penna d’oca, che peraltro nessuna Costituzione ha abolito, oppure il pennino metallico, oppure il pennino digitale, oppure, gloria dell’uomo, il pennino vocale (non per niente oggi disponiamo già della dettatura vocale sui PC ed anche sui tablet più avanzati). 
Riteniamo che questa modifica della normativa costituzionale contribuirà ad eliminare ogni forma di disuguaglianza tra i cittadini italiani, relativamente all’utilizzo delle mani, della bocca, dei piedi, che finora sono stati utilizzati per comunicare o per dipingere. 
Aboliamo le disuguaglianze, aboliamo le disuguaglianze! 
Viva la parità in tutte le forme nelle quali oggi e domani si potrà manifestare anche scrivendo!
Al riguardo, chiediamo un autorevole intervento personale del nostro beneamato Presidente della Repubblica.
Ma, riteniamo che, con giusta motivazione, anche il Presidente del consiglio dei ministri, dottor Matteo Renzi, sia d’accordo con questa proposta di modifica costituzionale che Egli certamente farà propria, suggerendo alla sua Ministra Stefania Giannini di emanare, seppure in via transitoria, un’Ordinanza Ministeriale a tutte le scuole italiane affinché, nel corso degli studi di tutti gli studenti  −senza privilegio alcuno per gli alunni con BES− sia riconosciuta la possibilità di utilizzare, nelle normali attività scolastiche, i pennini digitali e, in forma discreta, anche la dettatura vocale, purché non rechi disturbo ai propri vicini di banco.
Di tanta benevolenza, Signora Ministra Stefania Giannini e Signor Presidente Matteo Renzi, saranno grati, estremamente grati e riconoscenti, tutti i giovani italiani che comunque si impegnano a portarsi nel proprio borsello, sempre e dovunque, una preziosa penna d’oca, nonché una biro di ricambio, per ogni evenienza che pure bisogna prevedere, perché certamente non mancheranno scrupolosi professori e soprattutto scrupolosi commissari, di esami di stato e non di stato, che ignoreranno i generosi avanzamenti della tecnologia moderna, attaccati come sono alle vetuste tradizioni papiriche e pecorine, nonché delle penne d’oca che, con i tempi che corrono, costano certamente un occhio, un occhio e non due occhi, comunque un occhio, destro o sinistro che sia, sempre a scelta dell’acquirente. 

Pulizie, lavoratori sul piede di guerra Giannini: «Pronto piano in 3 punti»

da Corriere.it

IL CASO

Pulizie, lavoratori sul piede di guerra Giannini: «Pronto  piano in 3 punti»

I tecnici del ministero dell’Istruzione al lavoro sulla possibilità di riqualificare gli operatori impegnati nelle pulizie delle scuole di tutta Italia

di Valentina Santarpia

Nessun taglio, ma un piano di riqualificazione che partirà ad aprile e che riguarderà tutti i lavoratori, circa 26 mila, impegnati nella pulizia delle scuole in tutta Italia: ecco la soluzione che il  ministro all’Istruzione Stefania Giannini offre per la «bomba ad orologeria» che sta per scoppiare. «Abbiamo cercato di affrontare con un piano efficace questo problema non nel clima dell’emergenza ma per una soluzione stabile: un piano di riqualificazione e formazione che partirà il primo aprile e grazie al quale i lavoratori potranno imparare anche a fare lavoretti di piccola manutenzione che poi nel biennio successivo potranno fare, e faranno, con le imprese che hanno vinto l’appalto nelle scuole italiane».

La protesta davanti al ministero

La protesta era scattata questa mattina:i lavoratori delle ditte di pulizia nelle scuole – gli 11mila ex Lsu ma anche i dipendenti degli appalti storici e dei consorzi- hanno incrociato le braccia in tutta Italia, supportati dall’Usb. E hanno manifestato con un blocco stradale davanti al ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere a Roma. La prospettiva, al termine del mese di proroga concesso a febbraio (che scade a fine marzo), è quella di essere licenziati oppure di vedersi ridurre l’orario a 10/12 ore settimanali, con buste paga dai 400 ai 600 euro.  «Una spending review anticipata già da alcuni anni, ma che sta producendo gli effetti finali oggi, con il drastico taglio delle risorse destinati a questi appalti. Abbiamo già dimostrato quanto si sarebbe potuto risparmiare internalizzando il servizio, dato che le ditte e i Consorzi alla fine svolgevano solo una funzione di intermediazione di manodopera con costi maggiorati», sottolinea Carmela Bonvino, dell’Unione Sindacale di Base. Adesso però Giannini prospetta una soluzione che potrebbe, nel giro dei prossimi due anni, ridare una prospettiva di lavoro a oltre 26 mila persone. Il piano annunciato  dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana, e dovrebbe garantire tre punti: la lunga durata del lavoro, la piena occupazione, e il pieno salario. Senza derogare però alla scelta di affidarsi agli appalti Consip, partiti alla fine del 2013: nel caso delle regioni che non sono ancora riuscite ad assegnare la convenzione, ovvero Sicilia e Campania, si procederà molto probabilmente con una proroga del servizio alle ditte già operanti sul territorio. Negli altri casi, si sta pensando di ampliare il raggio di azione delle ditte appaltatrici, in modo da assegnare loro non solo le pulizie ma anche la manutenzione delle scuole: in quel caso, lavorerebbero – e farebbero lavorare – di più.

Il rebus delle coperture

In realtà la soluzione trovata ha bisogno di risorse per essere realizzata: quelle risorse che negli ultimi anni sono invece state sempre più ribassate. Nel 2011 si spendevano 600 milioni per le pulizie assegnate all’esterno, quelle cioè che non riescono a fare i collaboratori scolastici interni. Nel 2013 se ne sono spesi poco più di 400. E nel 2015 bisognerebbe arrivare a 280 milioni. Pochi soldi, e assegnati anche male: visto che le risorse vengono distribuite in base non ai metri quadrati da pulire, ma in base ai «posti accantonati», ovvero in base agli stipendi eventuali degli 11.851    collaboratori non assunti in organico.  Con almeno due conseguenze complicate: da una parte, i dirigenti scolastici si trovano di fronte a scelte difficili, per distribuire le ore di pulizia necessarie. Dall’altra, i lavoratori, supportati dalle diverse sigle sindacali, hanno cercato di stringere accordi convenienti con le nuove ditte per mantenere il posto di lavoro. Il problema è che spesso questi accordi permettono ai lavoratori di mantenere il posto, ma non garantiscono loro uno stipendio adeguato: tagliate le ore di pulizia, non si tagliano i posti, ma si tagliano le buste paga.Il ministero dell’Istruzione assicura che ci saranno nuovi fondi per coprire i costi dei lavoratori, e contemporaneamente assicurare migliore pulizia e manutenzione alle scuole: ma la cifra è ancora top secret, i tecnici sono al lavoro per trovare le coperture.

Taglio istituti italiani all’estero, proteste immediate

da Tecnica della Scuola

Taglio istituti italiani all’estero, proteste immediate
di A.G.
A farsi sentire, contro il piano Cottarelli, è il leader della Uil Scuola, Massimo Di Menna: sono istituti di eccellenza, altamente considerati nei paesi in cui si trovano, che rispondono ad una crescente domanda di lingua e cultura italiana nel mondo. Il Governo deve sostenerle, non solo con le esortazioni di Renzi.
Si torna a parlare di taglio delle spese per le scuole italiane all’estero. E si tratta di più di un’ipotesi, visto che il progetto fa parte del piano che sta portando a termine il commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli. La “voce” è presto rimbalzata tra le diverse centinaia di lavoratori che operano negli istituti italiani all’estero. E ha messo in allarme i sindacati. In particolare la Uil Scuola, che già un anno e mezzo fa aveva portato avanti una dura battaglia contro la stessa operazione, allora messa in atto da Governo Monti.
Il segretario generale del sindacato Confederale, Massimo Di Menna, ricorda che “la scuola italiana statale di Madrid è fra le cento migliori in Spagna, tra le sei scuole straniere inserite nelle migliori cento. E ne dà notizia il quotidiano El Mundo. Tra le motivazioni assunte per il riconoscimento ‘la possibilità offerta agli studenti di esprimere le proprie capacità, stimolare la creatività e costruire un percorso di crescita e formazione, personalizzato e incentrato sul dialogo con ragazzi e famiglie’. Le scuole italiane all’estero – commenta ancora il sindacalista – sono istituti di eccellenza. Sono altamente considerate nei paesi in cui si trovano. Ancora una volta giunge da altri quell’apprezzamento del nostro sistema di istruzione che dovrebbe partire da noi”.
“Abbiamo letto con sconcerto – continua Di Menna – che nel piano di revisione della spesa predisposto dal commissario Cottarelli sarebbe invece previsto un ulteriore taglio delle risorse per le scuole italiane all’estero. Deve valere, invece, quanto assicurato dal presidente del Consiglio Renzi: l’istruzione è una risorsa strategica. E questo deve valere anche per le scuole italiane all’estero. Condividiamo quanto detto oggi dal Premier a Bruxelles. La qualità della politica deve arrivare a determinare più risorse per l’istruzione che interessi sul debito”.
Ma, come al solito, la politica è un conto, la realtà è un’altra. “Sarebbe davvero sbagliato – conclude Di Menna – non sostenere e valorizzare le nostre eccellenze e la crescente domanda di lingua e cultura italiana nel mondo. Lingua e cultura italiana importanti perché strumenti di integrazione e sviluppo, in Italia e in Europa. Il Governo deve sostenerle e valorizzarle”. Non certo cancellandone una parte.

Tra i tagli di Cottarelli ci sono le scuole italiane all’estero

da Tecnica della Scuola

Tra i tagli di Cottarelli  ci sono le scuole italiane all’estero
di Aldo Domenico Ficara
Un mix di proposte di risparmi, tra le pieghe dei tagli di Cottarelli,  relativo ad alcuni capitoli sull’efficientamento diretto, potrebbe valere 700 milioni in tre anni
Tra le misure dei gruppi di lavoro ministeriali il contributo relativamente più elevato, rispetto al proprio bilancio, è stato dato dal ministero degli Esteri (inclusa revisione indennità servizio all’estero), dal ministero delle Infrastrutture (incluso riforma Aci-Motorizzazione civile, istituzione centrali uniche appaltanti regionali), e dal ministero dell’Economia (incluso efficientamento Agenzia delle Entrate).  Il totale include anche varie misure proposte dal gruppo di base della revisione della spesa (tra cui: riduzione finanziamenti semestre europeo, taglio spese gabinetti ministri, riduzione spese scuole italiane all’estero, valorizzazione biomasse legnose, riduzione acquisti auto, «shared services» per ministeri, rimborso parziale costo perimetrazione aree stadi calcio, revisione organi amministrazione società partecipate).  A tal proposito si ricorda che con riferimento all’anno scolastico 2013-2014, i posti in contingente per le scuole italiane all’estero sono distribuiti tra 8 scuole statali (223 posti in contingente, inclusa la scuola annessa alla statale di Asmara), scuole paritarie (49 unità) e sezioni italiane presso scuole straniere, bilingui o internazionali (94 unità), 25 posti di dirigente scolastico presso le Ambasciate e i Consolati. A tale rete si affiancano i corsi di lingua e cultura italiana per gli italiani all’estero e i loro discendenti, ex art. 636 del d.lgs. 297/94 con 266 unità di personale, e 176 lettori d’italiano presso le Università straniere. Ulteriore personale (103 unità) presta servizio presso le Scuole europee. Circa 31.000 alunni frequentano queste scuole: la presenza di studenti stranieri è molto elevata, con picchi del 90%.

Profilo professionale e competenze dei docenti neoassunti

da Tecnica della Scuola

Profilo professionale e competenze dei docenti neoassunti
Esiti di una ricerca interregionale (Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia) – a.s. 2007/2008, edito dalla Fondazione Agnelli, a cura di Laura Gianferrari
A seguito dell’articolo “Sui professori offesi ed umiliati” a firma di Pasquale Almirante pubblichiamo lo studio della Fondazione “Giovanni Agnelli” sul profilo professionale e competenze dei docenti neoassunti.  “Le questioni inerenti la qualità dei sistemi scolastici sono oggi un tema prioritario in molti paesi – si legge nella premessa fel rapporto – poiché sta diffondendosi a livello internazionale la consapevolezza che l’istruzione è un fattore strategico per lo sviluppo di una nazione, l’elemento che può “fare la differenza” per la sua crescita economica e sociale.  Le attese nei confronti della scuola e degli insegnanti sono perciò diventate molto alte: la società si attende che sappiano affrontare efficacemente le problematiche sempre più complesse relative all’istruzione e alla formazione dei giovani, garantendo alti risultati di apprendimento e buoni esiti nell’educazione del cittadino”.
clicca qui per scaricare l’intero rapporto

Chi riguarderà il prossimo decreto sulle GaE?

da Tecnica della Scuola

Chi riguarderà il prossimo decreto sulle GaE?
di Lara La Gatta
Domande on-line dal 10 aprile al 9 maggio 2014 (date da confermare). Solo le certificazioni sono da trasmettere in modalità cartacea. La presentazione delle istanze riguarda esclusivamente l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento per il personale docente ed educativo ed i trasferimenti da una provincia all’altra
Come anticipato ieri, è di prossima emanazione un decreto ministeriale riguardante le graduatorie ad esaurimento del personale docente.
Il decreto riguarda esclusivamente l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento per il personale docente ed educativo ed i trasferimenti da una provincia all’altra, mentre con successivi provvedimenti saranno dettate istruzioni sulle procedure di assunzione a tempo indeterminato e a tempo determinato, nonché per l’integrazione e aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto, compresa la scelta della provincia e delle sedi.
Le GaE avranno validità per gli anni scolastici 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 e saranno utilizzate per le assunzioni a tempo indeterminato sui posti annualmente autorizzati.
Dalle stesse graduatorie saranno inoltre conferite le supplenze annuali e quelle fino al termine delle attività didattiche.
Il personale docente ed educativo, inserito a pieno titolo o con riserva, nelle fasce I, II, III e aggiuntiva (IV fascia), potrà così chiedere:
a. la permanenza e/o l’aggiornamento del punteggio con cui è inserito in graduatoria,
b. la conferma dell’iscrizione con riserva o lo scioglimento della stessa;
c. il trasferimento da una ad un’altra provincia nella quale verrà collocato, per ciascuna delle graduatorie di inclusione, anche con riserva, nella corrispondente fascia di appartenenza con il punteggio spettante, eventualmente aggiornato a seguito di contestuale richiesta. La richiesta di trasferimento da una ad altra provincia comporta, automaticamente, il trasferimento da tutte le graduatorie in cui l’aspirante è iscritto e, conseguentemente, la cancellazione da tutte le graduatorie della provincia di provenienza.
La domanda di permanenza, di aggiornamento, di conferma dell’inclusione con riserva e di scioglimento della riserva, dovrà essere presentata tramite apposito modello 1 (corredata dalle relative dichiarazioni sostitutive di certificazione) e indirizzata alla sede territoriale dell’Ufficio scolastico regionale che ha gestito la relativa domanda per il triennio 2011/2012, 2012/13 e 2013/2014, mentre la domanda di trasferimento, anche della posizione con riserva, va diretta alla nuova sede territoriale prescelta.
La scadenza per l’invio, che dovrà avvenire esclusivamente su Istanze on-line, è fissata al 9 maggio 2014. Le funzioni saranno disponibili già dal 10 aprile, per cui gli interessati sono invitati ad effettuare per tempo la registrazione (qualora non sia stata già compiuta in precedenza), fase questa che richiede anche il riconoscimento fisico presso una istituzione scolastica.
Nel modello di domanda dovranno essere dichiarati, oltre al possesso del titolo di abilitazione o idoneità, i titoli culturali e di servizio valutabili, nonché gli eventuali titoli posseduti di idoneità all’insegnamento della lingua inglese e di specializzazione all’insegnamento a favore degli alunni disabili, il diritto alla riserva dei posti o alla preferenza nella graduatoria nel caso di parità di punti, seguendo lo schema del modello medesimo.
Devono essere invece presentate in modalità cartacea (sempre entro il 9 maggio) direttamente all’ufficio territoriale della provincia prescelta, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegna diretta con rilascio di ricevuta, le seguenti certificazioni:
– certificazioni sanitarie attestanti diritti di riserva dei posti o di precedenza;
– titoli artisitici-professionali di cui all’art. 3 comma 3 del presente decreto;
– servizi di cui all’art. 2 comma 5 del presente decreto.
Seguiranno tempistiche diverse, che saranno successivamente comunicate, lo scioglimento delle riserve e l’inserimento dei titoli di specializzazione per coloro che conseguono i relativi titoli dopo la data di scadenza dei termini ed in tempo utile per le assunzioni relative agli anni scolastici 2014/15, 2015/16 e 2016/17 (il riferimento è alla specializzazione sul sostegno secondo la normativa vigente e al diploma di Specializzazione nella didattica differenziata Montessori).
Sono valutabili esclusivamente i servizi di insegnamento curricolare, corrispondenti a posti o classi di concorso per i quali sono costituite le correlate graduatorie ad esaurimento.
Tra le novità, è valutabile come servizio di insegnamento la partecipazione ai progetti promossi dalle Regioni previa specifica convenzione con il MIUR, della durata minima di 3 mesi, fino ad un massimo di 8, a partire dall’anno scolastico 2012/2013. Inoltre, il servizio prestato nei licei musicali deve essere riferito alla specifica classe di concorso (A031, A032 o A077) dalle cui graduatorie si è stati nominati.
A parità di punteggio e prima ancora dell’applicazione dei titoli di preferenza, precede il candidato che può vantare maggiore anzianità di iscrizione nella medesima graduatoria.
Per quanto riguarda infine la conferma dell’iscrizione con riserva, debbono chiedere di permanere in graduatoria con riserva, compilando il modello 1:
a) coloro che sono già iscritti con riserva in graduatoria ad esaurimento in quanto in attesa del conseguimento del titolo abilitante che viene acquisito dopo il termine di scadenza della presentazione delle domande;
b) coloro che, già iscritti con riserva in graduatoria ad esaurimento, hanno ancora pendente un ricorso giurisdizionale o straordinario al Capo dello Stato, avverso l’esclusione dalle graduatorie medesime o avverso le propedeutiche procedure abilitanti.
I suddetti docenti, pur permanendo in posizione di riserva, devono comunque dichiarare  i titoli valutabili.
Coloro che, già iscritti con riserva in graduatoria, non presenteranno il modello 1 saranno cancellati definitivamente dalla graduatoria.

Il decreto precisa che l’iscrizione con riserva nelle graduatorie ad esaurimento non consente all’interessato di stipulare contratti a tempo indeterminato e determinato dalle graduatorie medesime e dalle corrispondenti graduatorie d’istituto di I fascia.

Giannini: “Rompiamo i tabù. Premiamo o puniamo i prof“

da Tecnica della Scuola

Giannini: “Rompiamo i tabù. Premiamo o puniamo i prof“
di P.A.
La ministra Stefania Giannini, intervistata dal Corriere, ribadisce la sue posizioni: “Dare ai meritevoli, ma sanzionare quelli che non garantiscono un livello minimo di qualità”. Ai dirigenti questo compito
“Se dobbiamo lavorare con la spada di Damocle delle sentenze dei giudici, sarà difficile migliorare i servizi scolastici. Ma non mi faccia dire queste cose, che poi mi licenziano”. Il riferimento della ministra è al concorso per presidi in Lombardia, alla sentenza del Tar, alle buste trasparenti e ai 360 dirigenti nel guado, anche se, noi aggiungiamo, non c’è stato mai un concorso, negli ultimi dieci anni, senza strascichi giudiziari: chi il responsabile? Ma posizioni di politica scolastica confermate anche in riferimento alle scuole private: “Lo Stato deve garantire la qualità dell’istruzione, ma ogni famiglia deve avere la possibilità di scegliere”, e sugli scatti: “Ribadisco con forza: solo in un sistema statico come il nostro l’anzianità è l’unico modo per valorizzare la figura dell’insegnante con un aumento dello stipendio”. “Premiare i più capaci, disponibili e preparati. I dirigenti scolastici dovrebbero avere l’autonomia per farlo e si dovrebbero assumere la responsabilità delle loro scelte. Un insegnante può essere premiato con un aumento dello stipendio, ma anche con il ruolo di coordinamento di un’area didattica”. E il motivo per cui non si è percorsa questa strada sta sempre nella eccessiva tutela dei sindacati: “I sindacati hanno sempre preteso di tutelare tutta la categoria: non si valorizza chi ha più merito, ma si dà a tutti una garanzia minima. Tanti iscritti garantiti allo stesso modo vogliono dire più potere del sindacato. I tempi sono maturi per cambiare”. “E il sindacato potrebbe rinnovare se stesso, diventando il garante e il custode della qualità del servizio degli insegnanti”. Quindi punire e premiare i docenti “da una parte i più meritevoli promossi con un premio di produttività…se può trovi un’altra espressione dato che questa non è molto amata. Dall’altra si dovrebbe infrangere un tabù…Anche con sanzioni, se non viene garantito un livello minimo di qualità”. Tuttavia il problema principe, e che fa tenere ai docenti premi e punizioni basati non sul merito ma su meccanismi clientelari, sta proprio sul “chi decide” e per Giannini a farlo deve essere “chi dirige un istituto e deve rendere conto della qualità dei servizi si dovrebbe prendere anche questa responsabilità. Gli strumenti per procedere ci sono già, ma è sempre mancata la volontà politica. Basterebbe seguire l’esempio delle università”.

Valutando i prof, la scuola migliora

da Tecnica della Scuola

Valutando i prof, la scuola migliora
di Pasquale Almirante
Il presidente di TreeLLLe scrive al direttore del Corriere, chiedendosi perché mai, col nuovo Sistema nazionale di valutazione,  si valutino le singole scuole, i loro presidi-dirigenti e gli apprendimenti degli studenti e non i docenti che sono il perno della istruzione?
Ma fa pure notare che sia i presidi e sia gli ispettori (questi ultimi sono una delle tre gambe del Snv) sono reclutati tra i docenti, per cui sembra strano che proprio essi non vengano valutati e quindi, in un secondo momento, quelli più apprezzati e più stimati non siano messi a dirigere le scuole e a valutare a loro volta? “Non è forse giunto il momento”, dice TreeLLLe, “di lasciarci alle spalle quella allegra «fattoria degli animali» di orwelliana memoria che è la scuola italiana dove tutti sono uguali per definizione e di riconoscere e valorizzare quelli «più uguali» degli altri?” E’ fra l’altro ormai noto, dice sempre il presidente, Ottavio Oliva, che i “buoni insegnanti riescono a compensare almeno in parte i deficit che derivano da condizioni famigliari difficili. È evidente allora che la differenza di qualità fra le scuole è determinata dagli insegnanti e dalla dirigenza. Ciò nonostante da molti decenni si reclutano i presidi-dirigenti (sono 8.000, inamovibili una volta nominati) senza prima verificare sul campo le attitudini alla leadership. E si reclutano gli insegnanti per lo più con sanatorie di varia natura che privilegiano l’anzianità di servizio come supplenti senza alcuna valutazione sulla professionalità dimostrata. A noi sembra irresponsabile quella società che non cura come dovrebbe i suoi educatori e non dà riconoscimenti di alcun genere a quelli notoriamente più apprezzati dalla comunità scolastica. In ogni scuola, invece, questi dovrebbero essere usati come modelli e leader pedagogici per aiutare gli altri a migliorare (specie i più inesperti)”. “Gli insegnanti sono per lo più lasciati soli, veri e propri autodidatti di fronte a una scuola di massa sempre più difficile da gestire. Tutte le ricerche dimostrano infatti che gli insegnanti chiedono a gran voce di aver un feedback sul loro operato sia da parte dei superiori che dei pari. Solo a queste condizioni la scuola potrà diventare una «comunità di apprendimento» per tutti”. 
 Ma qual è il motivo per cui i docenti non sono valutati e quindi premiati, sia con riconoscimenti pecuniari e sia di carriera, preferendo invece questo appiattimento che frustra i più impegnati, i più preparati e coloro che danno il meglio di sé agli alunni? “Naturalmente”, spiega Attilio Oliva di TreeLLLe, “per la nota opposizione sindacale. Se i ragazzi sono più o meno motivati ed interessati all’apprendimento sembra che la responsabilità sia di altri: i dirigenti, gli ispettori, il sistema” e non mai dei docenti che, lo dice l’Ocse, sostenendo invece tutto il sistema, non possono essere migliori del sistema stesso: “nessun sistema scolastico può essere migliore della qualità dei suoi insegnanti”.

Giannini incalza i sindacati: Siate alleati per la meritocrazia

da tuttoscuola.com

Giannini incalza i sindacati: Siate alleati per la meritocrazia

Solo la constatazione di un dato di fatto e non un’aggressione nei confronti dei sindacati che, anzi, possono divenire i “migliori alleati” per promuovere la meritocrazia in favore degli insegnanti italiani. Così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, intervenuta ad ‘Effetto giorno’ su Radio24 ha replicato alle critiche ricevute dopo aver dichiarato che nella scuola italiana sindacati “salvaguardano solo il minimo garantito”.

Le mie non sono state affermazioni aggressive, ma solo la constatazione del fatto che – ha precisato il Ministro – da decenni la scuola non prevede un percorso di carriera che valorizzi il merito degli insegnanti”.

La meritocrazia premiante “per me e per gli insegnanti rappresenta un principio sacrosanto”, ha detto Giannini aggiungendo che si tratta de “l’unico modo per restituire il prestigio e la dignità sociale a questo lavoro di importanza fondamentale”.

A questo scopo “il sindacato può diventare l’alleato migliore, il che non significa azzerare diritti acquisiti, ma di aggiungerne altri”, ha concluso la titolare del Miur.

Giannini insiste: punire gli insegnanti incapaci

da tuttoscuola.com

Giannini insiste: punire gli insegnanti incapaci

Premio di produttività per i più meritevoli e sanzioni per gli insegnanti incapaci, quelli che non garantiscono “un livello minimo di qualità”.

Non si tira indietro il ministro Stefania Giannini, malgrado le immediate e pressochè unanimi proteste dei sindacati dopo le sue dichiarazioni di ieri. Nel supplemento ‘Sette’ del Corriere della sera di oggi, 21 marzo, si dichiara non pentita per aver sostenuto, pochi giorni dopo la nomina, che andava superato il meccanismo degli scatti di anzianità (“per me non è stato un inciampo”, risponde al giornalista, Vittorio Zincone, che aveva così definito l’intervista sugli scatti che aveva scatenato la reazione dei sindacati).

Ma chi decide se l’insegnante raggiunge o meno il livello minimo di qualità è l’inevitabile, successiva domanda del giornalista, “gli studenti, i loro genitori?”. La risposta del ministro è secca: “No, Non si può mettere la carriera di un insegnante nelle mani di dieci genitori che si lamentano”. A suo giudizio “chi dirige un istituto e deve rendere conto della qualità dei servizi si dovrebbe prendere anche questa responsabilità”.

E’ facile prevedere che i sindacati replicheranno. Si attendono con interesse anche i commenti dell’ANP e delle associazioni dei dirigenti scolastici, Andis e Disal.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 68

Gazzetta Ufficiale

Serie Generale
n. 68 del 22-3-2014

Sommario

LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI

 


DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2014, n. 39


Attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro
l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia
minorile, che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI. (14G00051)

 

 

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DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2014, n. 40


Attuazione della direttiva 2011/98/UE relativa a una procedura unica
di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai
cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di
uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di
Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro.
(14G00052)

 

 

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DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

 


DECRETO 3 marzo 2014


Autorizzazione al laboratorio «t²i-trasferimento tecnologico e
innovazione s.c. a r.l.», in Rustigne’ di Oderzo, al rilascio dei
certificati di analisi nel settore vitivinicolo. (14A02180)

 

 

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DECRETO 3 marzo 2014


Modifica al decreto 16 maggio 2013 con il quale al laboratorio Centro
per l’enologia S.a.s. di Enot. Drocco Carlo & C., in Grinzane Cavour
e’ stata rinnovata l’autorizzazione al rilascio dei certificati di
analisi nel settore vitivinicolo. (14A02181)

 

 

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DECRETO 5 marzo 2014


Modifica dell’articolo 6 del disciplinare di produzione della
denominazione di origine controllata «Lison-Pramaggiore», concernente
la riduzione dell’estratto non riduttore minimo dei vini delle
tipologie «Bianco», «Sauvignon» e «Chardonnay», limitatamente alla
campagna vendemmiale 2013/2014. (14A02183)

 

 

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DECRETO 5 marzo 2014


Modifica dell’articolo 6 del disciplinare di produzione della
denominazione di origine controllata dei vini «Piave», concernente la
riduzione dell’estratto non riduttore minimo dei vini delle tipologie
«Manzoni Bianco» e «Verduzzo», limitatamente alla campagna
vendemmiale 2013/2014. (14A02184)

 

 

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DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITA’

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

 


DELIBERA 8 novembre 2013


Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 – Sistema di gestione e
controllo – Autorita’ di Audit. (Delibera n. 76/2013). (14A02237)

 

 

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DELIBERA 8 novembre 2013


Fondo sanitario nazionale 2011 – Ripartizione tra le regioni della
quota accantonata per l’assistenza sanitaria agli stranieri
irregolari presenti sul territorio nazionale. (Delibera n. 80/2013).
(14A02238)

 

 

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ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI MODENA

 


COMUNICATO


Provvedimento concernente i marchi di identificazione dei metalli
preziosi (14A02239)

 

 

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MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

 


COMUNICATO


Rideterminazione della circoscrizione territoriale del Consolato
onorario in Samara (Federazione Russa). (14A02214)

 

 

Pag. 22

 

 

 


COMUNICATO


Rilascio di exequatur (14A02215)

 

 

Pag. 22

 

 

 


COMUNICATO


Rilascio di exequatur (14A02216)

 

 

Pag. 22

 

 

 


COMUNICATO


Rilascio di exequatur (14A02217)

 

 

Pag. 22

 

 

 


COMUNICATO


Rilascio di exequatur (14A02218)

 

 

Pag. 22

 

 

 


COMUNICATO


Rilascio di exequatur (14A02219)

 

 

Pag. 22

 

 

 


COMUNICATO


Entrata in vigore dell’Accordo relativo al progetto «Trans Adriatic
Pipeline» – TAP – tra la Repubblica Italiana, la Repubblica Albanese
e la Repubblica Greca, fatto ad Atene il 13 febbraio 2013. (14A02220)

 

 

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COMUNICATO


Rideterminazione della circoscrizione territoriale del vice Consolato
onorario in Craiova (Romania) (14A02221)

 

 

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COMUNICATO


Elevazione del rango dell’Ufficio consolare onorario in Arad
(Romania) (14A02222)

 

 

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COMUNICATO


Istituzione del Consolato onorario in Timisoara (Romania) (14A02223)

 

 

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COMUNICATO


Rilascio di exequatur (14A02227)

 

 

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MINISTERO DELL’INTERNO

 


COMUNICATO


Soppressione dell’Arciconfraternita di San Giuseppe, in Gaeta
(14A02240)

 

 

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COMUNICATO


Soppressione della Confraternita di Santo Stefano Protomartire, in
Gaeta (14A02241)

 

 

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COMUNICATO


Conclusione del procedimento avviato nei confronti del Comune di
Stilo, ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267. (14A02323)

 

 

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MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

 


COMUNICATO


Comunicato relativo alla pubblicazione sul sito istituzionale del
decreto n. 1789/Ric. del 3 ottobre 2013 di rettifica del decreto n.
55/Ric. del 14 febbraio 2012, limitatamente al progetto DM53699.
(14A02243)

 

 

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MINISTERO DELLA SALUTE

 


COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio della
premiscela per alimenti medicamentosi «Polisulfan 100» 100 mg/g + 40
mg/g. (14A02131)

 

 

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COMUNICATO


Modifica all’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Lincospectin» 50+100 mg/ml.
(14A02132)

 

 

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COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Izometazina» soluzione iniettabile.
(14A02133)

 

 

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COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Izopenicillina». (14A02134)

 

 

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COMUNICATO


Modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale veterinario «Izopenicillina lattazione». (14A02135)

 

 

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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

 


COMUNICATO


Approvazione della delibera n. 91/2013 adottata dal Consiglio di
indirizzo generale dell’ente di previdenza dei periti industriali e
dei periti industriali laureati in data 18 settembre 2013. (14A02242)

 

 

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