Oltre il muro

OLTRE IL MURO

di Umberto Tenuta

CANTO 148 OLTRE IL MURO GUARDO E IL MONDO MI INCANTA

 

flinioNon so se vi è capitato, da bambini, di sentire il confine che una siepe, un muro, una collina, un monte ponevano al vostro sguardo curioso.

Io sì!

Ed era la siepe di lauro e di rosmarino che si ergeva ai confini della terra che circondava la mia casa di campagna e mi impediva di guardare nelle terre vicine.

Ed erano le colline del Barone Salerno che mi impediva di guardare oltre la valle del mio torrente Mavigliano.

Ed era la Serra di Paola che mi impediva di guardare ad Occidente della Valle del Crati.

Ed era la Catena del Monte Botte Donato che mi impediva di guardare ad Oriente.

Circondato da confini, la mia innata curiosità cresceva ogni giorno di più.

E volevo andare oltre.

Volevo percorrere la cresta della Serra di Paola e guardare oltre.

Me lo impedì mio padre, avevo dodici anni!

Giovane maestro, ricordai la mia innata e conservata curiosità quando vidi un bimbo penzolone su un alto muro di cinta.

Gli gridai di scendere ma non ci riuscii.

Lo capii.

Compresi quel che lo teneva aggrappato lassù.

Era la sua innata curiosità di conoscere il mondo che oltre il muro si squadernava.

Ed allora capii che sarei stato un bravo maestro se non avessi distrutto l’innata curiosità dei bimbi che le madri, contadine analfabete, mi affidavano con ansia.

Un giorno mi capitò di avere tra le mani il sussidiario di Guido Petter: COME QUANDO perché.

Capii che ero un bravo maestro!

 

Il disegno ha per titolo

OLTRE IL MURO LE MERAVIGLIE DEL MONDO

Artista: Francesca Flinio -Classe IV B

Maestra: Lucia Ruocco

Scuole Primarie di Amalfi

Meraviglia è del docente il fin

MERAVIGLIA è DEL DOCENTE IL FIN

di Umberto Tenuta

CANTO 147 “E’ del poeta il fin la meraviglia…chi non sa far stupir vada alla striglia” [G.B.MARINO]

 

Docenti meravigliosi!

Docenti sempre aperti alla meraviglia.
Meraviglia di ogni mattino che torna ineluttabile dopo la notte.

Meraviglia di ogni stella nel cielo stellato.

Meraviglia del sole che ogni mattino sorge ad Oriente.

Meraviglia di ogni filo d’erba che si erge verso il Sole.

Meraviglia di ogni rosa che sboccia a primavera.

Meraviglia di ogni rondine che torna a primavera.

Meraviglia di ogni formica che va e viene, tu non sai perché.

Meraviglia di ogni donna che si innamora.

Meraviglia di ogni orribile mostro che per terre per mari e per cieli si sferra.

Meraviglia di ogni figlio di donna che apre per la prima volta gli occhi e ti guarda incantato.

E ti domanda: sei tu la mamma mia?

Ed ancora.

Meraviglia che Galileo Galilei per guardare il sole finisce ad Arcetri.

Maraviglia, dice la mia amica siciliana!

Cose da ammirare, cose da guardare con stupore, cose che attraggono la tua curiosità, il tuo innato bisogno di conoscere, di scoprire, di inventare, di costruire…

Meravigliosa curiosità!

È del poeta il fin la meraviglia.

È del docente il fin la meraviglia!

Il docente che non sa far stupir vada alla striglia.

La meraviglia, lo stupore, la curiosità di tutto conoscere, di tutto comprendere, di tutto cantare, di tutto suonare la musica lieve, di tutto sentire la poesia, di tutto ammirare le forme… di tutto tutto!

 

Canta la gioia! Io voglio cingerti

di tutti i fiori perché tu celebri

la gioia la gioia la gioia,

questa magnifica donatrice!

 

Canta l’immensa gioia di vivere,

d’esser forte, d’essere giovine,

di mordere i frutti terrestri

con saldi e bianchi denti voraci,

 

di por le mani audaci e cupide

su ogni dolce cosa tangibile,

di tendere l’arco su ogni

preda novella che il desìo miri,

 

e di ascoltare tutte le musiche,

e di guardare con occhi fiammei

il volto divino del mondo

come l’amante guarda l’amata,

 

e di adorare ogni fuggevole

forma, ogni segno vago, ogni immagine

vanente, ogni grazia caduca,

ogni apparenza ne l’ora breve.

Canta la gioia! Lungi da l’anima

nostro il dolore, veste cinerea.

 

Ecco la Scuola della Meraviglia!

Ecco la Scuola che ha cambiato verso, Ministra Giannini!

Alcune considerazioni sull’anticipo a 5 anni

Alcune considerazioni sull’anticipo a 5 anni

di Claudia Fanti

 

Tanti anni fa scrissi un articolo sull’ argomento: l’anticipo a 5 anni della frequenza alla scuola elementare.

Era il 2002, epoca della Riforma Bertagna – Moratti. Inserisco il link per comodità del lettore interessato: http://www.edscuola.it/archivio/ped/anticipo.html

Ora la questione si ripropone, almeno nelle dichiarazioni preelettorali del Ministro Stefania Giannini.

La prima reazione è stata di grande stupore, non perché i ministri nel passato non abbiano annunciato cose che non stavano né in cielo né in terra, bensì per il fatto che ritenevo ormai impossibile che si affondasse ancora e ancora il coltello nella piaga della scuola primaria tagliata fino all’impossibile.

Se Sparta piange, Atene non ride: mi riferisco infatti anche alla scuola dell’infanzia.

Sono gli ordini di scuola che maggiormente negli anni hanno avvertito il sommovimento culturale, sociale, economico di tutto il Paese, perché i bambini sono nei loro comportamenti e atteggiamenti, specchio della realtà, specchio fedelissimo fatto di fragilità e paure, di tensione e di ansie, di tendenza alla fretta e alla mancanza di serenità che induce poi alla difficoltà di attenzione e di rievocazione… ecco, ritenevo che i due ordini di scuola avessero già dato in abbondanza.

Ai bambini e alle bambine della scuola primaria viene richiesto di tutto proprio dai documenti ministeriali: basta leggere le Indicazioni Nazionali per comprendere quanto si pretenda in competenze e apprendimenti dalla fascia di età 6-11.

Non sono certo bazzecole visto che bambini e bambine devono apprendere proprio i “codici formali” delle discipline.

Di gioco, certo non si parla, di pregrafismo e prelettura neppure, se non en passant, in modo implicito.

No no, bambine e bambini devono, alla fine dei 5 anni di frequenza, raggiungere dei traguardi prescrittivi per poter accedere all’ordine di scuola successivo.

Detta così sembra facile, ma non è.

Tra l’altro le nostre scuole, quando sono fortunate, hanno palestra e qualche aula laboratorio, ma nella maggioranza dei casi presentano aule anguste, non hanno né carta né gessi né colori né colla né forbici né cartoncini né strumenti-materiali musicali, ecc. ecc.

Dentro un’aula sono stipati bambini e bambine fino a numero di 26-27.

In corso d’anno vengono inseriti alunni e alunne provenienti da Paesi stranieri senza alcun supporto.

Le compresenze delle maestre, che per un numero esiguo di ore, qualche anno fa consentivano di fare piccoli gruppi o di recuperare alunni in difficoltà, sono inesistenti perché vengono utilizzate per coprire le supplenze (le supplenze brevi non ci sono più. Eliminate e sacrificate al dio denaro)…

Scusatemi se sono costretta a non parlare in versi, ma a raccontare la realtà.

Perché desidero essere esplicita? Semplicemente perché molti ritengono che bambini e bambine siano dei bambolotti da mettere seduti su una sedia e che una volta lì stiano belli e tranquilli a bocca aperta e che la maestra possa introdurre in quelle bocche i saperi necessari alla crescita e che poi quei bambolotti come per magia divengano umani e apprendano tacendo contenti del proprio sapere!

Non è così a 6 anni, figuriamoci a 5 e perfino a poco più di 4 anni (per i nati nell’ultima parte dell’anno solare).

Finiamola di prendere in giro la gente per bene con i “se la scuola fosse ludica”, “se le classi fossero poco numerose”, “se ci fossero strumenti adatti” ecc…

Bisogna essere pragmatici e ragionare sul fatto che le maestre con i polli nella stia stanno facendo spesso dei miracoli, poi ci sono alcuni casi di docenti che “scoppiano” perché a una certa età non sopportano più né la fatica fisica né quella tensione psicologica che procura il dovere sempre controllarsi nelle situazioni a rischio e dinanzi alle patologie comportamentali presenti in ogni classe senza potere ricorrere all’aiuto esterno di nessuno.

A volte si dice che il numero di alunni è ininfluente, visto che un tempo una sola maestra insegnava fino a 50 alunni di pluriclasse e io sorrido all’ingenuità di una tale affermazione di comodo, la quale finge di non tenere conto che spesso oggi neppure i genitori riescono ad arginare il proprio figlio/a quando riceve a una festicciola il compagno o la compagna di classe in casa e la mette a soqquadro infischiandosene dei rimproveri e delle contumelie degli adulti!

Se si aggiunge poi che i docenti sentono la pressione delle richieste esterne in relazione agli apprendimenti, quindi aumentano le richieste di prestazioni, immaginiamo come si potrebbero portare avanti insegnamento/apprendimento e buone relazioni in classi di bambini e bambini piccolissimi.

Non regge neppure la frase “il mio bambino è preparato a leggere, a scrivere, a esprimersi…”

No, perché in questo mondo bislacco, si sono aggiunti pure i voti e le scalette di giudizio a stimolare la competizione e a stuzzicare l’istinto di primeggiare di alcuni genitori e bambini/e influenzati da tale istinto.

Poi mettiamoci le prove Invalsi, le verifiche e i questionari e il quadro dell’accoglienza ai piccoli è bello che completato: bambini, bambine e maestre compresse a rischio di boom! Lasciamo perdere!

Invece, come società civile, come genitori, dovremmo chiedere che i governi si prendessero cura dell’infanzia di tutti e la considerassero degna di attenzione e rispetto profondendo un impegno in economia e in ascolto della pedagogia e della psicologia dell’età evolutiva e che rispettassero pure il lavoro di maestre e maestri rendendolo efficace tramite un numero adeguato di alunni, spazi decenti, strumenti di vario tipo a cominciare dai più necessari al bisogno di esprimersi e di giocare di bambine e bambini, che lasciassero libertà di valutazione e di insegnamento rendendo più facile l’applicazione di ciò che i docenti studiano e preparano per i figli di tutti.

Finora sono stati soltanto tagli e pretese in una realtà di deprivazione totale di mezzi e risorse.

Ogni ministro chiede, annuncia e destabilizza ciò che già è stato profondamente snaturato: non mi pare proprio il caso di parlare di anticipo, se mai si chieda alle docenti della scuola dell’infanzia se ritengano proficuo rendere obbligatorio almeno l’ultimo anno del loro ordine di scuola!

Se mia nonna avesse le ruote…

Se mia nonna avesse le ruote…

 

L’intervista sull’anticipo scolastico “Pontecorvo: per anticipare servono più docenti e una diversa didattica” mi ha richiamato alla mente l’irriguardoso quanto antico detto popolare “Se la mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola”.

Per tradurre.

La nonna sta per la scuola italiana dell’infanzia e primaria.
Le ruote sono le “molte condizioni accettabili” (organizzative, strutturali, professionali ecc.) di cui parla la Pontecorvo.
La carriola è l’anticipo a 5 anni della primaria che veicolerebbe il cambiamento richiestoci dall’Europa (?)

In genere queste interviste ad esperti psico-pedagogisti ecc. ruotano tutte intorno ad una domanda. Il bambino a 5 anni, oggi, può iniziare la scuola primaria? La domanda è astratta, infatti gli esperti rispondono astrattamente alcuni si altri no. Risposta ovvia, direi scontata in quanto riferita al bambino in sè, fuori dai contesti, a prescindere dalla situazione e dalla condizione della nostra scuola.
Alcuni esperti si espongono e dicono sì, si può, e motivano tirando fuori la precocità degli apprendimenti, i “nativi digitali”, l’iperstimolazione cognitiva ecc. ecc. Qualcuno di questi si avventura anche a sostenere che a 3 anni si può già “fare” la Divina Commedia (Manuela Cervi su sussidiario.net)ecc. ecc. In genere questi esperti vanno in difficoltà quando gli si fa notare che non esiste un bambino solo-cognitivo, anzi, il bambino è principalmente altro, è socio-affettivo, emozionale, relazionale, egocentrico, labile e incostante nell’attenzione e concentrazione, poco strutturato e soprattutto gioco-dipendente per la maggior parte delle acquisizioni, emotivo-dipendente dalla situazione familiare ecc. è animistico, è fantasia ecc. ecc., e da questo “altro” bambino dipende anche la qualità delle sue acquisizioni cognitive. Perché c’è cognizione e cognizione, apprendimento e apprendimento. C’è l’apprendimento meccanico e mnemonico, ripetitivo e per imitazione e c’è l’apprendimento significativo, strutturato e strutturante, su base motivazionale e non su base di interessi superficiali e passeggeri, incostanti, labili.
Poi ci sono altri esperti come la Pontecorvo che rispondono si-ma/no-ma. Dipende. Dipende dalle condizioni. Si potrebbe cominciare la primaria a 5 anni se….(segue l’elenco delle condizioni che assolutamente non esistono nella realtà scolastica italiana per colpa proprio di quei governi che ora invocano l’anticipo). Non si può cominciare a 5 anni se…dobbiamo solo conformarci al diktat “ce lo chiede l’Europa”, manca un progetto psico-pedagogico complessivo ecc. E le cose stanno proprio così.
Certo qui non si tratta di stabilire in astratto se il bambino a 5 anni è capace/non è capace. Intanto bisogna tener presente che qui si parla non al singolare ma al pluralissimo, si parla della scuola di tutti i bambini italiani. Certo che ci sono i genietti, come lo sono stati Mozart, Picasso, Piaget, Tasso ecc . Ma ci sono anche e soprattutto bambini (la stragrande maggioranza) che geni non sono nati, ma possono a diritto ambire a diventarlo, se la scuola della repubblica dà loro la possibilità, le opportunità attraverso una ragionevole scansione temporale dei cicli, attraverso un impianto pedagogico calibrato, equilibrato e flessibile nel quale possano trovare residenza e piena cittadinanza insieme precoci e lenti, una pedagogia che proprio per questo è auspicabile che sia piuttosto lumaca che turbodigitale, una scuola che sappia parlare e far crescere tutti insieme i bambini rispettando la loro natura multicolore, varia e per certi aspetti imprevedibile.
Non si può/deve fare una scuola su misura per tutti, anche se ci sono quelli che la chiedono (ognuno si faccia la scuola che vuole), ma una scuola in cui tutti i bambini possano trovare la propria misura, senza precocismi e forzature, senza subire diktat economici (non può esserci un’economia che sia nemica dei bambini).
Agli “esperti” che sono decisamente per il sì all’anticipo io consiglierei due cose: 1) rivedere attentamente le loro teorie per provarne la fallibilità alla luce del fatto che qui si tratta di decidere di un’istituzione, la scuola, di tutti e per tutti; 2) di avere più frequenti contatti con gli insegnanti che la scuola la frequentano tutti i santi giorni di tutti i santi anni (troppi, grazie quel genio tardivo della Fornero) per farsi raccontare le loro esperienze professionali e per farsi dire se ritengono che la scuola debba farsi lumaca, piuttosto che turbo.
Agli esperti che sono per il si-ma, vediamo, sarebbe possibile-ma bisognerebbe creare le condizioni (con tutto rispetto lo definisco brutalmente e irriguardosamente benaltrismo pedagogico) io rispondo tornando alla metafora iniziale.
La nonna (la scuola dell’infanzia/primaria), nemmeno se avesse le ruote (le condizioni necessarie che sono pura chimera nella situazione attuale e non sono assolutamente fattibili per appena un miliardo di ragioni) potrebbe mai essere un carretto (anticipare la primaria a 5 anni). Se vogliamo stare in questo mondo reale e non rifugiarsi nell’iperuranio o nella categoria filosofica della possibilità pura e assoluta.
Si tratta piuttosto di assumersi la responsabilità civile, politica, culturale, intellettuale e pedagogica di dire un sì o un no all’anticipo scolastico, senza se e senza ma.

 

Cosimo De Nitto

Campagna di valorizzazione del mondo femminile: #ledonneresistono

targa

Campagna di valorizzazione del mondo femminile: #ledonneresistono

Con l’hashtag #ledonneresistono vogliamo popolare la rete di immagini, citazioni e testimonianze di vita, per dare valore alle donne che, nel quotidiano, resistono.

 

Perché:

vogliamo dire che la lotta  delle donne è di lungo periodo e che, dagli anni della guerra, si è prolungata nelle conquiste dell’emancipazione e della libertà femminile.

Con l’hashtag #ledonneresistono chiediamo al popolo virtuale la partecipazione alla raccolta di testimonianze di storie di vita e di lotta del mondo femminile: immagini, citazioni di resistenza di genere, per dare valore alle donne che, nel quotidiano, resistono.

 

Vogliamo dire al mondo intero che #ledonneresistono e lo faremo attraverso la viralità della rete, raccontandoci di un‘amica, della maestra dei nostri figli, di una donna del quartiere conosciuta solo a livello locale, di una donna che stimiamo, del passato o del presente, che rappresenta per noi la vera resistenza di genere.
O parlare di noi stesse, rendendo pubbliche le nostre gioie, le nostre vittorie, le nostre difficoltà e i nostri quotidiani momenti di resistenza, in quanto donne, figlie, madri, mogli, compagne e lavoratrici.

 

“Perché la libertà non si riceve come un regalo involtato dentro la carta d’argento e buonanotte e basta e grazie mille. La donna può liberarsi solo da sé, con la sua testa e le sue mani, imparando a conoscere la sua diversità, i suoi sonni storici, le sue vere voglie, i suoi autoinganni. Ma da sé, solo da sé, con pena e guerra.” (Dacia Maraini – Donne mie)

 

Dacia Maraini scrive per #ledonneresistono:

“In un mondo fatto a misura d’uomo è molto difficile per le donne farsi riconoscere e stimare. Più che mai è importante puntare sulla competenza, sulla serietà, sulle idee anziché su un corpo da esibire. Il linguaggio del corpo è una trappola, anche se lusinghiera e di successo. Bisogna evitare di cascarci dentro, come facciamo troppo spesso.  Puntiamo su un pensiero unico e originale, sul giudizio, sull’intelligenza che non ha bisogno di seduzioni facili e ambigue. Ma soprattutto puntiamo sulla rete.

Le donne sono troppo spesso divise e nemiche. Facciamo rete, come consiglia Lorella Muzi, cominciamo noi a riconoscere il valore delle donne, quello passato e quello presente. Cerchiamo di costruire, senza bombe e fucili, ma con la sola forza della determinazione donnesca, un mondo fatto anche a misura di donna. #ledonneresistono”  D.M.

 

La Casa Internazionale delle Donne:

#ledonneresistono è un’idea che nasce all’interno della CIDD di Roma.

Negli ultimi 3 anni la Casa Internazionale delle Donne ha registrato la presenza di circa 110.000 donne: 700 a settimana e almeno 100 ogni giorno.  Vogliamo continuare ad offrire ulteriori servizi di assistenza e consulenza di tipo sociale, piscologico e legale, vogliamo continuare a rendere disponibile il nostro centro di documentazione sul femminismo;  con questo progetto desideriamo consolidarci sempre più nel territorio cittadino e nazionale.

 

Sul web
#ledonneresistono
facebook: http://www.facebook.com/ledonneresistono

Sito internet: http://www.ledonneresistono.it/

Twitter: http://twitter.com/donneresistono
youtube: https://www.youtube.com/watch?v=48jH4kBXGS8

 

Casa Internazionale delle Donne

Sito internet: http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/home
Facebook: http://www.facebook.com/casaintdelledonneroma

 

 

Abilitazione Scientifica Nazionale, si cambia

Abilitazione Scientifica Nazionale, si cambia: avviata la riflessione
sulle nuove regole. Intanto proroga della seconda tornata

Entro giugno le nuove regole per l’Abilitazione scientifica nazionale (Asn), la ‘porta’ di accesso alla docenza universitaria. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, sta infatti lavorando con le forze della maggioranza per introdurre procedure più snelle già dalla terza tornata dell’Abilitazione, prevista per la fine di quest’anno. Il sistema dei concorsi universitari è stato modificato a partire dalla legge 240 del 2010, la Riforma dell’Università, che ha introdotto l’Abilitazione nazionale come titolo necessario per l’accesso all’insegnamento negli atenei. La nuova procedura è stata sperimentata per la prima volta nel 2012. Le prime due tornate hanno evidenziato i limiti dell’Abilitazione: tempi contingentati e regole complicate che hanno richiesto diverse proroghe e prodotto, alla fine, un numero particolarmente rilevante di ricorsi. I lavori si sono prolungati a scapito di quei meritevoli che aspettavano da tempo di poter fare il loro ingresso nella docenza universitaria. Per questo si cambia. Abilitazione a ‘sportello’ (le commissioni sono in seduta ‘permanente’ e si aprono periodicamente le domande da parte dei candidati), allungamento della validità della stessa, revisione dei  parametri di valutazione e della composizione delle commissioni, maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici: sono alcuni degli aspetti su cui il Ministro sta lavorando, tenendo conto delle riflessioni emerse nel corso dei lavori delle competenti Commissioni parlamentari e su cui aprirà presto il confronto nel Governo e nella maggioranza, con l’obiettivo di un intervento in tempi molto stretti, entro la metà di giugno. Lo stesso intervento consentirà, a tutela dei 16.000 candidati della seconda tornata dell’Asn, una proroga dei lavori delle attuali 184 commissioni. Senza la proroga andrebbero sostituiti tutti i commissari con conseguenti ulteriori ritardi nella conclusione dei lavori e il rischio di perdere quanto fatto sino ad ora. Garanzia della conclusione dei lavori della seconda tornata dell’ASN, quindi, ma al contempo apertura della fase di cambiamento necessaria per consentire alle università di poter assumere nuove leve nei prossimi anni attraverso procedure meno complesse e più rapide.

Dalle aule parlamentari alle aule di scuola – Lezioni di Costituzione

“Dalle aule parlamentari alle aule di scuola – Lezioni di Costituzione”
A Montecitorio la premiazione degli studenti
con i Presidenti Grasso e Boldrini e il Ministro Giannini

“Dalle aule parlamentari alle aule di scuola”. Sono stati assegnati questa mattina i premi per i migliori lavori presentati dagli studenti per la settimana edizione del progetto “Lezioni di Costituzione”. A consegnare i riconoscimenti, nell’Aula di Palazzo Montecitorio, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente della Camera Laura Boldrini e il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini. Sono circa 500 gli alunni, gli insegnanti e i dirigenti di 61 istituti superiori di tutta Italia che hanno partecipato a quest’ultima edizione del progetto. L’iniziativa è organizzata dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. E’ stata lanciata nell’anno scolastico 2007/2008 in occasione del 60° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione. Le “Lezioni di Costituzione” costituiscono un innovativo progetto di formazione civile per le scuole, realizzato dai due rami del Parlamento. Un progetto che va ad affiancarsi ad altre iniziative organizzate dalle Camere per gli studenti delle scuole con l’obiettivo di dare ai docenti impegnati nell’approfondimento dei contenuti della nostra Carta fondamentale un supporto concreto nell’ambito dell’insegnamento multidisciplinare di “Cittadinanza e Costituzione”.

Un ex aequo e tre primi premi i riconoscimenti assegnati nelle quattro categorie previste dal concorso. Quindici le menzioni conferite per progetti che si sono comunque distinti per la loro qualità. Ex aequo anche per il premio speciale “Genoviè De Vita”, per l’uso da parte delle scuole delle tecnologie informatiche. Quest’ultimo premio è intitolato alla memoria dell’ispettrice del Ministero dell’Istruzione che ha svolto un ruolo determinante nell’avvio delle prime edizioni del progetto.

“Cultura della legalità è qualcosa di più della semplice osservanza delle leggi e delle regole”, ha spiegato agli studenti il Presidente Grasso, “. E’ un sistema di principi, di idee, di comportamenti”, ha aggiunto il Presidente del Senato, “che deve tendere alla realizzazione dei valori della persona, della dignità dell’uomo, dei diritti umani, dei principi di libertà, uguaglianza, democrazia, mirabilmente enunciati dalla Costituzione, che devono però trovare costante attuazione come metodo di convivenza civile, come un patrimonio insostituibile da difendere e rafforzare da parte di tutte quante le componenti sociali e da voi in particolare”.

Per il Presidente della Camera Laura Boldrini “Cittadinanza non significa solo appartenenza ad uno Stato, certificata dalla carta di identità. Cittadinanza è soprattutto partecipazione attiva, chiedersi che cosa posso fare io per il mio Paese, è cura per il bene comune”.

“La vostra è la generazione Erasmus, è la generazione della libertà, una libertà da ribadire”, ha sottolineato il Ministro Giannini aggiungendo che “la scuola non solo è al fianco di questa missione, ma è il centro produttivo di questa conoscenza”.

Le 61 scuole partecipanti al progetto “Lezioni di Costituzione” sono state selezionate sulla base di un concorso nazionale e hanno svolto nel corso dell’anno scolastico dei percorsi di studio su particolari aspetti della Costituzione. Fra i temi oggetto di approfondimento, il bando di quest’anno proponeva in particolare l’articolo 10 della Costituzione, riguardante la condizione giuridica dello straniero e il diritto di asilo politico.

Per preparare l’iniziativa, il 12 e 13 dicembre 2013 si è svolta presso la Camera e il Senato, come nelle precedenti edizioni, una sessione di avvio del progetto insieme ai docenti delle scuole selezionate. Insegnanti e alunni hanno lavorato anche avvalendosi degli strumenti didattici posti a disposizione dalle Camere on line.

Un Comitato formato da deputati e senatori e da rappresentanti del Ministero dell’Istruzione ha individuato le scuole vincitrici. Ne fanno parte, per la Camera, il Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, la segretaria di Presidenza Caterina Pes e l’on. Giuseppe Pisicchio; per il Senato, il questore Lucio Malan, la segretaria di Presidenza Silvana Amati, e il sen. Lucio Romano; per il Ministero dell’Istruzione il Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi e il Direttore generale per gli Ordinamenti scolastici e l’Autonomia scolastica, Carmela Palumbo.

Agli studenti vincitori sono state consegnate dai Presidenti delle Camere delle targhe di riconoscimento.

L’appuntamento è stato trasmesso in diretta dalla Rai, dalla webtv e dal canale satellitare di Camera e Senato.

“LEZIONI DI COSTITUZIONE”
LE SCUOLE VINCITRICI E QUELLE SEGNALATE CON UNA MENZIONE – DISTINTE PER
CIASCUNA DELLE QUATTRO CATEGORIE – PREMIATE ALLA CAMERA
******************

I CATEGORIA: PERTINENZA DEL TEMA RIELABORAZIONE CULTURALE
PREMIO EX AEQUO
Le libertà negate Le libertà conquistate Le libertà cercate. I totalitarismi, la Costituzione, le
migrazioni
L.L.E. “European Language School” di Bitonto (BA)
Il diritto d’asilo per le donne vittime di violenza
I.I.S.S. “Leonardo da Vinci” di Piazza Armerina (EN)
Per la stessa categoria è stata disposta la menzione dei seguenti progetti:
Straniero Blog&Play
Liceo “Guglielmo Marconi” e L.S. “Leonardo da Vinci” di Pescara (Scuole in rete)
Articolo 10: la dignità dell’uomo
L.S. “Leonardo da Vinci” di Treviso
*****************************************
II CATEGORIA: RICCHEZZA DI CONTENUTI E DOCUMENTAZIONE
SCUOLA PREMIATA
Sibari: dal lusso al … fango
I.I.S.S. “Galileo Galilei” di Trebisacce (CS)
Per la stessa categoria è stata disposta la menzione dei seguenti progetti:
Welfare 2.0: idee e soluzioni “Economicamente sostenibili” finalizzate all’attuazione del
dettato Costituzionale in materia di lavoro, diritti sociali e tutela dei più “deboli” in un
periodo di crisi economico-finanziaria
I.I.S.S. “Vincenzo Capirola” di Leno (BS)
La carta della Libertà
L.S. “Corradino D’Ascanio” di Montesilvano (PE)
Articolo 3: L’uguaglianza per inclusione. Ri-muovere muri (per costruire ponti)
I.T.S. “Loperfido-Olivetti”di Matera
Nei panni dei rifugiati. Immigrazione, esilio e diritto d’asilo alla luce della Costituzione
italiana, del diritto europeo e del diritto internazionale
I.I.S.S. “Villa Sora” di Frascati (RM)
III CATEGORIA: ORIGINALITÀ DELL’IMPIANTO ED EFFICACIA DELLA
PRESENTAZIONE
SCUOLA PREMIATA
Integrati – Integranti
L.S. “Renato Caccioppoli” di Scafati (SA)
Per la stessa categoria è stata disposta la menzione dei seguenti progetti:
Partiamo dal dopo
IISS “Don Milani” di Rovereto (TN)
Un cargo di sognatori
ITCG “Pitagora – Calvosa” di Castrovillari (CS)
Dalla Società “verticale” alla Società “orizzontale”: percorsi di democrazia dal basso per la
tutela dei bei comuni
IISS “Adriano Tilgher” di Ercolano (NA)
Scenari futuri di accoglienza e integrazione
ISIS “Caterina Percoto” di Udine
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IV CATEGORIA: COINVOLGIMENTO E RICADUTA NEL TERRITORIO
SCUOLA PREMIATA
“Noi non lo faremo” percorso per diventare uomini che rispettano le donne
I.T.T. “Blaise Pascal” di Cesena (FC)
Per la stessa categoria è stata disposta la menzione dei seguenti progetti:
I-CARE Costituzione, r/esisti
ITIS “Evangelista Torricelli” di Sant’Agata di Militello (ME)
La città a portata di straniero. Informazione al servizio della coesione sociale
I.T. “Luigi Casale” di Vigevano (PV)
Nessuno è fuori luogo.
IISS “Stenio”, IISS “Gregorio Ugdulena” e IISS “Nicolò Palmieri” di Termini Imerese (PA)
(Scuole in rete)
I Padri Costituenti del ’48 sono la guida morale e civile del 21mo secolo
IISS “Piero Gobetti” di Scandiano (RE)
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PREMIO SPECIALE “MARTA GENOVIÈ DE VITA”
per l’utilizzo delle più avanzate tecnologie informatiche
PREMIO EX AEQUO
Il viaggio della speranza…quale speranza
I.T.C. “Cesare Battisti” di Fano (PU)
La solidarietà non ha frontiere
I.T.C. “Bortolo Belotti” di Bergamo
Per la stessa categoria è stata disposta la menzione del seguente progetto:
Dalle Aule Parlamentari alle Aule di Scuola : lezioni di Libertà e di Costituzione
Liceo “Carlo Rinaldini” di Ancona

SCATTI: “FINALMENTE IL 5 GIUGNO TRATTATIVA ALL’ARAN”

SCATTI, GILDA: “FINALMENTE IL 5 GIUGNO TRATTATIVA ALL’ARAN”

“Finalmente, dopo le nostre proteste, l’atto di indirizzo per il recupero degli scatti di anzianità 2012 è arrivato all’Aran e adesso ci auguriamo che la trattativa si concluda positivamente nel più breve tempo possibile”. Così il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, commenta la notizia della convocazione dei sindacati all’Aran il prossimo 5 giugno.
“Il nostro auspicio è che la questione si risolva entro la stessa giornata di giovedì”.

Sentenza sulla riduzione dell’orario negli istituti tecnici e professionali

Sentenza sulla riduzione dell’orario negli istituti tecnici e professionali – Lo Snals-Confsal ricorre al Tar per la sua esecuzione

Lo Snals-Confsal ha proceduto a notificare al Miur ricorso per ottenere in via coattiva l’esecuzione della sentenza del Tar Lazio, che ha chiaramente stravolto le riduzioni orarie impugnate, non solo in relazione alla fase transitoria, ma anche in relazione..

Come già in precedenza comunicato, il Tar Lazio, su ricorso dello Snals-Confsal, con sentenza n. 3527/2013, passata in giudicato,  ha annullato le disposizioni normative recanti la riduzione dell’orario scolastico per le materie c.d. professionalizzanti per gli istituti tecnici e professionali.

Con lettera indirizzata al Ministro, lo Snals-Confsal invitava bonariamente l’Amministrazione  a dare esecuzione alla sentenza. L’invito è rimasto però senza risposta.

A questo punto inevitabile la decisione del sindacato di procedere ad una formale diffida al Miur, come in effetti avvenuto.

Il Ministero, a fronte dell’atto di significazione, ha rappresentato che, a suo avviso, la sentenza non sarebbe suscettibile di esecuzione in ragione dell’entrata a regime dei nuovi quadri orari di insegnamento.

Ritenendo tale risposta chiaramente elusiva del giudicato amministrativo, lo Snals-Confsal in questi giorni ha proceduto a notificare al Miur ricorso per ottenere in via coattiva l’esecuzione della sentenza del Tar Lazio, che ha chiaramente travolto le riduzioni orarie impugnate, non solo in relazione alla fase transitoria, ma anche in relazione a quelli che avrebbero dovuto essere a regime i nuovi quadri orari di insegnamento.

Lettera aperta sui Bisogni Educativi Speciali

Al Ministro della Pubblica Istruzione
on. Stefania Giannini

 

Lettera aperta sui Bisogni Educativi Speciali

 

Gentile Ministro Giannini,

nell’anno scolastico che si avvia al termine le scuole hanno cominciato ad applicare la normativa sui Bisogni Educativi Speciali. È il momento, quindi, di fare un bilancio della sua applicazione. E le testimonianze che ci arrivano dalle scuole confermano le nostre iniziali preoccupazioni.

Non poche famiglie, infatti, chiedono alla scuola, talvolta probabilmente con l’aiuto di un medico compiacente, un Piano Educativo Personalizzato come scorciatoia per rimediare a uno scarso profitto scolastico, non motivato da effettive difficoltà di apprendimento. Alcune reagiscono preannunciando ricorsi nel caso che i docenti non ritengano giustificato il PEP.

D’altra parte, l’intervento dei consigli di classe, quasi sempre privi dell’indispensabile sostegno di competenze specialistiche e di strumenti didattici adeguati, spesso non può che tradursi in un puro e semplice abbassamento degli obbiettivi; e non è certo questo il modo migliore di aiutare gli alunni con problemi di apprendimento.

Vogliamo poi segnalarle una grave distorsione che la normativa introduce in una corretta visione della formazione dei giovani. Essa induce infatti a pensare che le difficoltà scolastiche di qualsiasi tipo e origine si possano e quindi si debbano affrontare sul piano della didattica, mentre molto spesso derivano da problemi extrascolastici. Infatti le frequentissime difficoltà nell’attenzione e nella concentrazione, la stancabilità, l’irrequietezza, la scarsa autonomia, i comportamenti oppositivi hanno spesso le loro radici nella debolezza educativa delle famiglie. Molti bambini arrivano alla scuola materna senza un’educazione di base che consenta loro di convivere con gli altri e di impegnarsi in vista di un obbiettivo. La scuola stessa a mette spesso un impegno insufficiente nel far rispettare le regole, a causa di una diffusa sottovalutazione della loro importanza. Di recente la stessa Ocse, nell’analisi dei dati dell’indagine PISA 2012, sostiene invece che la disciplina ha una grande influenza sul livello degli apprendimenti, in quanto favorisce la concentrazione e l’uso ottimale del tempo a disposizione.

Tutto questo considerato, la invitiamo ad avviare con urgenza un’indagine conoscitiva che coinvolga tutte le scuole e faccia un quadro preciso delle difficoltà, dei problemi emersi e dei provvedimenti che i docenti ritengono necessari.

Per parte nostra, riteniamo comunque indispensabile:

  • assicurare a tutte le scuole, come succede ad esempio in Finlandia, la collaborazione continuativa di psicologi scolastici, logopedisti, assistenti sociali realmente preparati, in grado di supportare concretamente gli insegnanti nell’affrontare i problemi degli allievi secondo l’ottica più opportuna caso per caso, anziché dover contare, come spesso accade, solo su comitati pletorici e poco qualificati, su competenze improvvisate e su organismi di supporto ancora insufficienti ;

  • delimitare in modo più chiaro e rigoroso il concetto di Bisogno Educativo Speciale – che nel testo della Direttiva 27 dicembre 2012 comprende di fatto qualsiasi tipo di difficoltà scolastica – in modo da riservare effettivamente l’adozione di un Piano Educativo Personalizzato solo a casi di gravi difficoltà di apprendimento, escludendo gli allievi il cui insoddisfacente andamento scolastico sia imputabile soprattutto a scarso impegno e alle ordinarie difficoltà che chiunque può incontrare;

  • mettere al centro della politica scolastica la necessità di una scuola più esigente nel richiedere serietà e impegno e più ferma nel far rispettare le regole, in modo da assicurare al lavoro scolastico la necessaria cornice di serenità;

  • favorire la diffusione di centri di consulenza educativa per i genitori, anche valorizzando quelli già esistenti in diverse zone del paese, anche allo scopo di prevenire i problemi scolastici dei figli.

Cordiali saluti,

Per il Gruppo di Firenze

Giorgio Ragazzini

Arte Educazione aut Storia

ARTE EDUCAZIONE AUT STORIA

di Umberto Tenuta

CANTO 145 − STORIA DELL’ARTE O INVECE EDUCAZIONE ARTISTICA, COME LOGICA VORREBBE?

 

Scuola per istruire o per educare l’uomo?

è questo l’interrogativo che nessuno si pone, tanto le leggi si fanno senza sentire coloro che hanno diritto al pieno sviluppo della loro personalità.

Troppo facilmente si dimenticano le leggi che pure fanno obbligo alle scuole di garantire il successo formativo di tutti i figli di donna[1].

Ed allora nelle scuole si riempiono le teste degli studenti.

Ma non si promuove la formazione né delle teste né dei cuori, ammesso pure che si provveda alla formazione del corpo attraverso la danza, il nuoto…

L’assurdo è che nelle scuole c’è l’insegnante di Musica, ma, per imparare a suonare, gli studenti pagano un docente di flauto dolce, flauto che pure dovrebbe essere lo strumento principe della loro prima educazione musicale.

Certo, di anno in anno si studia il pentagramma e le note sopra e dentro le righe.

Nonché le chiavi, sì, quelle del violino che solo coloro che pagano il corso pomeridiano di violino possiedono.

Ma lo strano ancora è che la poesia non viene considerata arte, ed a ragione, perchè a scuola la poesia viene tradotta in prosa ed anche riassunta, mica il docente è Gassman che le recita!

Artista nella scuola non è nemmeno il docente di Disegno, ancora fermo alle matite Faber, seppure a colori, per grazia presidenziale e volontà della nazione.

Non dico gli acquerelli che chilometri di carta richiedono per apprendere ad utilizzarli, ma nemmeno le tempere[2], di facile utilizzo e di poco costo, sostituiscono le aggiornate biro colorate!

Comunque, oltre al disegno è difficile che nelle scuole si faccia pittura.

Cose dell’altro mondo poi rimane il modellaggio, l’incisione, la scultura e non so, perchè nessuno me le ha insegnate, quali altre tecniche vengono utilizzate nella scuola.

Certo, mica a scuola si può fare architettura!

Ed allora, così come nella scuola non si poeta, nemmeno si pittura, nemmeno si incide, nemmeno si scolpisce, nemmeno si costruisce approntando un cantiere edile.

Ma mica a scuola non si fa nulla!

I docenti fanno dotte lezioni, esposizioni, di-mostrazioni di storia dell’arte, con tanto di biografie, di elenchi completi delle opere d’arte e, mica no, con i libri a colori che oggi abbondano, e perchè no con le illustrazioni a color vivaci.

Ricordo ancora il mio libro di Storia dell’arte con la nomenclature delle colonne doriche e delle colonne ioniche:

1-trabeazione 2 – colonna 3 – cornice 4 – fregio 5 – architrave o epistilio 6 – capitello (composto da abaco e volute) 7 – fusto 8 – base 9 – stilobate 10 – stereobate

Certo, l’epistilio, lo stilobate e lo stereobate me li ero dimeniticati!

Un gran male no, perchè la sensibilità artistica mica l’avevo maturata, come largamente testimonia la mia scarsa o quasi nulla frequentazione di templi e Partenoni, esclusi quelli di Porto Empedocle, di Pompei e di Paestum nei cui pressi vivo.

E soffro!

Soffro, sì, o disgraziata scuola, che di ablativi assoluti, di gerundivi e participi passati mi hai nutrito!

Il resto, anche questo disgraziato scrivere l’ho appreso col sudore della mia fronte, mica con le tre coniugazioni, il congiuntivo ed il condizionale che poi nulla condiziona!

Onorevole Ministra, Onorevoli Deputati, Eccellenti Senatori che ancora legiferate, un poco pensate anche all’educazione artistica dei giovani.

Tanto l’istruzione ormai si trova sulle Nuvole!

 

[1] D.P.R. 8.3.1999, n.275−Art.1(Natura e scopi dell’autonomia delle istituzioni scolastiche)

…2. L’autonomia delle istituzioni scolastichesi sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento.

[2] http://www.rivistadidattica.com/unita_apprendimento/scuolainfanzia11.htm

Test preliminare Tfa, 50, 60 o 100 quesiti?

da tecnicadellascuola.it

Test preliminare Tfa, 50, 60 o 100 quesiti?

Redazione

Mentre i candidati iniziano ad iscriversi sul sito del Cineca per poter partecipare aal secondo ciclo del Tirocinio formativo attivo (Tfa) rimangono aperti molti dubbi.

Ad esempio, quali saranno le università che all’interno della regione prescelta ospiteranno i corsi?

Bisognerà attendere il superamento della prova di selezione. Infatti, secondo l’art. 7, comma 5, “All’esito del test preliminare, con successivo decreto direttoriale, sono individuati i termini e le modalità in base ai quali ciascun candidato, ammesso alle successive prove scritte, può indicare con apposita integrazione dell’originaria domanda on line, l’ateneo presso il quale intende svolgere le prove scritte e orali ed eventualmente frequentare il percorso di Tfa”.

 

Altro problema riguarda la quantità di domande che verranno proposte nel test preliminare.

Sessanta come per il primo ciclo, di più, di meno? Nella tornata del 2011 furono dati 60 quesiti, 50 per la conoscenza della disciplina e 10 per l’abilità linguistica. Ad ogni risposta esatta veniva dato un punteggio pari a 0.50, alla risposta non data o errata, 0. Bisognava, dunque, rispondere esattamente a 42 quesiti in modo da raggiungere i 21/30. Ma nel primo ciclo non c’erano gli accorpamenti che sono stati introdotti per la prima volta quest’anno.

E allora, quando si saprà? Saranno 40, 50, 60 o 100? Al momento nessuno al Ministero dell’istruzione sa darci risposte. Si aspetta l’insediamento della Commissione nazionale nominata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca che dovrebbe avvenire a giorni. Ricordiamo che i test preliminari per ciascuna classe di abilitazione saranno di contenuto identico su tutto il territorio nazionale.

Maturità, il 30 maggio elenchi dei commissari alle scuole. Dal 3 giugno su sito Miur

da tecnicadellascuola.it

Maturità, il 30 maggio elenchi dei commissari alle scuole. Dal 3 giugno su sito Miur

Redazione

Il 3 giugno sul sito www.istruzione.it sarà disponibile il motore di ricerca per la consultazione degli elenchi in formato elettronico.

Primi passi di avvicinamento alla maturità2014. Domani, infatti, le scuole superiori riceveranno dagli Uffici Scolastici Regionali l’elenco dei commissari dell’Esame di Stato. Le liste dei commissari saranno dunque disponibili e consultabili dagli studenti e dai docenti interessati presso le segreterie scolastiche. Nella stessa giornata saranno stampate le lettere di nomina e aperte le procedure informatiche per le eventuali sostituzioni. Mentre a partire dalla giornata del 3 giugno 2014 sul sito www.istruzione.it, nella sezione dedicata agli Esami di Stato 2013/2014, sarà disponibile il motore di ricerca per la consultazione degli elenchi in formato elettronico.

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Studenti indifferenti alla storia dell’arte, ma sensibili per la musica

da tecnicadellascuola.it

Studenti indifferenti alla storia dell’arte, ma sensibili per la musica

Pasquale Almirante

Incrementare lo studio della storia dell’arte nelle scuole non pare interessare i ragazzi

Un sondaggio di Skuola.net mette in evidenza come il protocollo “per l’accrescimento della conoscenza e del patrimonio culturale per la formazione dei giovani nelle scuole”, siglato fra Giannini e Franceschini, non interessi gli studenti Dopo le petizioni e gli appelli per la valorizzazione dell’educazione artistica nelle scuole e l’incremento delle ore da destinare a questa materia, soprattutto negli istituti a indirizzo turistico, sembra tuttavia che gli studenti non abbiano uguale sensibilità al problema. E se la ministra promette di agevolare l’avvicinamento dei ragazzi al mondo della cultura tramite nuove iniziative della “carta dello studente” e “un progetto nazionale di alternanza scuola-lavoro, da svolgersi all’interno dei luoghi della cultura”, agli interessati importerebbe poco. Secondo un sondaggio svolto da Skuola.net, infatti, almeno 6 studenti su 10 non vorrebbero più ore di storia dell’arte a scuola e ben il 23% dei ragazzi che hanno partecipato all’inchiesta ha dichiarato di non studiare seriamente questa disciplina. Insomma l’arte/cultura e i giovani sembrano essere due mondi piuttosto separati. E se per l’arte i ragazzi nicchiano, avrebbero invece molto interesse per l’incremento della musica nelle scuole. Infatti l’intervento della Giannini e di Franceschini mira anche alla valorizzazione del patrimonio musicale e quindi al potenziamento dell’insegnamento della musica nelle scuole: “Saranno espressamente elaborati, in via sperimentale, progetti didattici di educazione al patrimonio musicale che ne favoriscano la comprensione, ne agevolino la conoscenza e ne permettano la libera reinterpretazione, in chiave collaborativa e multimediale, da parte degli studenti”. Poco meno della metà dei giovani partecipanti al sondaggio ha espresso il proprio consenso all’aumento delle ore di musica in classe. Pur non essendoci unanimità tra i ragazzi in questo giudizio, l’apprezzamento degli studenti nei confronti della musica apparirebbe evidente.

Anche le raccomandazioni hanno le tassonomie

da tecnicadellascuola.it

Anche le raccomandazioni hanno le tassonomie

Aldo Domenico Ficara

Nel sistema scolastico ci sono vari tipi di raccomandazioni, ci sono quelle buone che favoriscono il regolare andamento procedurale delle dinamiche attuative riguardanti indicazioni nazionali, e ci sono quelle cattive che rappresentano un malcostume tutto italiano, fondato sul tornaconto personale

Nel primo caso possiamo fare riferimento alle raccomandazioni per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali per i Piani di studio personalizzati nella Scuola Primaria, che esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le Scuole Primarie del Sistema Nazionale di Istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile all’istruzione e alla formazione di qualità. Oppure, sempre nell’ambito delle raccomandazioni buone, quelle per la gestione del bambino allergico a scuola, che nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto nell’ottobre 2007 tra FEDERASMA Onlus – Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno ai malati Asmatici e Allergici – e SIAIP – Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica – sono state proposte dalla Commissione per la tutela del Bambino Allergico”, ovvero un gruppo di lavoro, composto da esponenti di entrambe le organizzazioni, che ha come obiettivo quello di identificare e studiare le tematiche di interesse strategico per la tutela, in ogni ambito di vita, della salute e dei diritti del bambino allergico. Di contro ci sono le raccomandazioni cattive, che secondo la definizione di Wikipedia, sono intese, comunemente, come azioni o condizioni che favoriscono un soggetto, detto raccomandato, nell’ambito di una procedura di valutazione o selezione, a prescindere dalle finalità apparenti della procedura, cioè indicare i più meritevoli e capaci. Per essere tale, la raccomandazione deve coinvolgere un altro soggetto, detto raccomandante o sponsor, il quale esercita un’influenza sulla procedura di valutazione, indipendentemente dalle qualità del soggetto raccomandato. Le procedure di valutazione o selezione più frequentemente distorte dalle raccomandazioni sono i concorsi pubblici, le procedure di selezione del personale, i procedimenti di valutazione scolastica o di accesso a un corso di studi, gli esami universitari o di abilitazione professionale, o qualsiasi procedura dove si valuta l’idoneità o la competenza di un soggetto in un determinato ambito professionale o culturale.