Compiti se sì per tutti

COMPITI SE Sì PER TUTTI

di Umberto Tenuta

CANTO 153 andante ma non troppo la Logica non va

 

Credevo di aver fatto appello alla Logica, ma ho sbagliato logica.

In fondo, avevo ragionato così:

Se SCUOLA significa COMPITI

NON SCUOLA significa NON FARE COMPITI.

Per non creare maggiori contrasti, avevo omesso di aggiungere che questo vale anche per le domeniche e per gli altri giorni di vacanza durante l’anno scolastico.

E, ancora, ho mancato di aggiungere, e ne chiedo scuse, che questo vale anche per i docenti, che nella scuola dovrebbero avere anche il tempo per programmare ed aggiornarsi.

Insomma, un pacchetto SCUOLA TUTTO COMPRESO!

I docenti lo accetterebbero?

E se sì, come credo, perchè solo per gli studenti dovrebbe essere diverso?

Il principio dell’eguaglianza non vale per tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla loro età?

Se qualche docente non è d’accordo, si faccia avanti.

Durante le vacanze −natalizie, pasquali ed estive− egli va a scuola ed assiste gli studenti che a casa non hanno la nonna, la mamma o la zia che aiuta a fare i compiti.

Forse così saremmo tutti d’accordo!

Ma, se mi si permette, vorrei ritornare a fare un discorso un po’, ma solo un po’, più generale.

Mica mi voglio addentrare nei processi della memorizzazione e sul ruolo che in essi riveste la ripetizione skinneriana e la comprensione!

Per quanto mi riguarda, ricordo che in prima media compresi il significato della Tavola pitagorica e da allora non ebbi più problemi nel fare le moltiplicazioni.

Ed analogamente per le equazioni!

Forse anche per le poesie che quando le ho sentite nel cuore mi sono rimaste nella mente.

Si diceva nei Programmi didattici del 1867: il maestro “si astenga dal dare dimostrazioni che in quella tenera età non sarebbero intese. Si limiti ad imprimer bene nelle menti degli scolari le definizioni e le regole”[1].

Credo che ne siamo lontani anni luce.

Forse la cultura non è, come è stato affermato, ciò che rimane nel corpo, nella mente e nel cuore dopo avere dimenticato tutto ciò che si è appreso?

E che dire della memoria digitale che domani porteremo negli occhiali da sole?

Su pagine di quaderno utilizzate come schede avevo ricopiato frasi e frasi significative di pedagogia.

Ora non consulto nemmeno il GRANDE DIZIONARIO ENCICLOPEDICO UTET.

Con un semplice clic consulto INTERNET!

Certo, ho ricordi generali −non generici− di eventi, di teorie, di letture fatte con passione!

Forse dobbiamo approfondire se vale di più la ripetizione o la comprensione, l’affezione, l’emozione con la quale si apprende.

Lasciamo a Skinner le gabbie per condizionare gli animali.

I nostri studenti sono uomini.

Consideriamoli tali!

 

 

[1] LOMBARDI F.M., I Programmi per la scuola elementare dal 1850 al 1985, La Scuola, Brescia, 1987, pp. 49-50).

Petralia Sottana e Garibaldi

Petralia Sottana e Garibaldi

di Gianfranco Purpi

petralia

foto del caro indimenticabile maestro Beppe Cuccì con le scolaresche del 1960 tutte raggruppate per complessive 4 classi di 4 e 5

Mentre si susseguono  in tutta Italia i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia  c’è un filo che lega    Petralia Sottana ad uno dei padri della patria. Forse  pochi sanno che Giuseppe Garibaldi fu nominato presidente onorario dell’antico sodalizio della Soms, la Società Operaia di Mutuo Soccorso, dove è custodita  gelosamente la lettera in cui Garibaldi accettava tale onorificenza e che poi nel 1878 venne a Petralia Sottana. Nel 1960, su iniziativa dei maestri Giuseppe Cuccì e Rosa Leto, un gruppo di  alunni  petralesi (nella foto) festeggiarono i cento  anni dell’unità d’Italia con una mostra  e tra questi piccoli garibaldini c’era l’attuale sindaco Santo Inguaggiato (il sesto seduto a terra, da sinistra).L’anno successivo la stessa classe fu invitata a Torino come viaggio premio per l’iniziativa. Inoltre si racconta che uno dei quattro barellieri che trasportò Garibaldi ferito nell’Aspromonte fosse un certo Librizzi di Petralia Sottana, della gens Cannatino.
M.L.P.

Manifestazione pubblica di protesta contro il MIUR

Manifestazione pubblica di protesta contro il MIUR

Dove e quando: USR Toscana – via Mannelli 113 – FIRENZE. Martedì 3 GIUGNO 2014 ore 15.30
Martedì 3 giugno 2014 ore 15,30 è stata indetta una manifestazione pubblica in via Mannelli davanti
all’Ufficio Scolastico Regionale da parte degli insegnanti toscani frequentanti i Percorsi Abilitanti Speciali
(PAS), indignati contro il Ministro, Stefania Giannini, ed il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca (MIUR) per aver generato, con un atto unilaterale, una differenziazione di punteggio inaccettabile
tra percorsi di abilitazione equipollenti e per avere anticipato la scadenza dell’aggiornamento delle
Graduatorie di Istituto al 23 Giugno 2014.

I 1600 insegnanti PAS di Scuola Secondaria della Toscana solidali con i 40.000 colleghi di tutta Italia
protestano perché con l’emanazione unilaterale del Decreto Ministeriale 353/2014, senza preventiva e
opportuna concertazione, è stata introdotta una pericolosa sperequazione tra titoli di abilitazione equipollenti,
assegnando un punteggio nettamente inferiore al titolo PAS, penalizzandolo nell’inserimento in graduatoria e
per i futuri concorsi a cattedre.
Dal prossimo Anno Scolastico tutte le scuole con disponibilità di incarichi annuali attingeranno i nominativi
dalle nuove graduatorie ex DM 353/2014, in cui gli insegnanti precari PAS, sebbene dotati di numerosi anni
di servizio, occuperanno posizioni di rincalzo che offriranno minori possibilità di reclutamento. Si innescherà
così un pericoloso rimescolamento delle cattedre, in contrapposizione a quanto proclamato dal Premier Renzi
di porre fine al precariato della scuola in Italia.
Il percorso abilitante PAS ha preso il via nei primi mesi del 2014 dopo una serie infinita di ostacoli politici,
normativi, burocratici e organizzativi, e ora che è in pieno svolgimento manca la volontà politica di favorire
l’inserimento in graduatoria degli interessati. La scorsa settimana, infatti, il 23 Maggio 2014 il MIUR ha
anticipato i consueti termini di aggiornamento delle graduatorie al 23 Giugno, in modo tale che coloro che
stanno frequentando i corsi e da anni consentono lo svolgimento di un servizio pubblico, compreso lo
svolgimento degli Esami di Stato, non abbiano la possibilità di aggiornare i titoli e il punteggio in modo
adeguato con l’inserimento in II fascia. Al contrario, viene riconosciuta una ridicola, inutile e umiliante
precedenza in III fascia. Si fa presente che questi insegnanti hanno maturato tutti “rilevanti titoli di servizio”,
riconosciuti dalle normative europee come professionalmente abilitanti, sufficienti nel settore privato per
l’assunzione a tempo indeterminato, insufficienti per il solo settore pubblico della Scuola. Tutto ciò metterà a
repentaglio il posto di 40000 lavoratori in Italia e creerà grossi disagi a oltre un milione di studenti,
obbligherà centinaia di istituti a un imponente turn-over del corpo docente e tutte le attività didattiche
dovranno essere rifondate, a tutto discapito della efficienza e della continuità didattica.

Pietro Danesi
per il Coordinamento “PAS docenti precari della Toscana”

D. Palma, L’autentica storia di Otranto nella guerra contro i Turchi

Storia come verità

di Antonio Stanca

palmaQuella che fino ad alcuni anni fa era solo una vaga tendenza della cultura italiana oggi è diventata una sua componente essenziale. La riscoperta del passato, lo studio della storia non riguardano soltanto lavori isolati o particolari programmi di una provincia o regione ma sono ormai un elemento costitutivo dell’atmosfera culturale della nostra nazione. Anche in altri paesi occidentali sta succedendo che molta attenzione, molto interesse siano dedicati al recupero, alla rivalutazione, all’interpretazione di certi momenti, avvenimenti della storia, soprattutto antica. Si vuole sapere quanto è accaduto, si è alla ricerca di risultati certi, sicuri in tempi che come quelli attuali assistono, anche in ambito culturale, a continue modifiche e trasformazioni. Si è andati tanto avanti, si è tanto progrediti da non essere più sicuri, da non avere più riferimenti unici, inalterabili. Perso si è l’uomo contemporaneo tra le sue invenzioni, tra le loro applicazioni ed ha sentito il bisogno di ritrovarsi, di rassicurarsi. La conoscenza del passato gli è sembrata uno dei modi per soddisfare tale bisogno. Il passato ha assunto, così, tanti aspetti quanti sono i propositi di chi lo cerca. Può essere un passato di carattere civile, religioso o di entrambi, si può riferire ad un personaggio, ad una famiglia o ad una comunità, ad un luogo, ad un tempo o ad un avvenimento, di ogni genere può essere ma preferito è quel passato mai completamente chiarito, rimasto sempre dubbio. Su avvenimenti ancora oggi sospesi si sono concentrate tante operazioni di recupero perché animati dall’idea di fare chiarezza, di portare alla luce sono coloro che ad esse si dedicano.

Una funzione di formazione, di educazione alla verità ha assunto la conoscenza della storia visto che tanto interesse suscitano in chi vi assiste e in chi le compie la revisione, la correzione di sbagliate trasmissioni, orali o scritte, di alterazioni, di confusioni di vario genere che per secoli si sono continuate.

Di quest’atmosfera di scoperta, di questo spirito di ricerca, di appuramento dei dati, delle fonti, dei documenti partecipa lo studioso Daniele Palma di Calimera, comune dell’area ellenofona salentina. Questi da anni si mostra impegnato in operazioni volte a recuperare, tutelare la lingua, la cultura, la storia greco-salentina. A sessantadue anni il Palma ha prodotto opere di narrativa, di teatro e numerosi saggi. In ognuna di queste direzioni i temi sono risultati legati alla storia della sua terra, dei suoi ambienti ed ai rapporti di scambio, di collaborazione, di rivalità che in passato si sono verificati tra essi e la vicina Grecia o Turchia. Estesa è l’opera saggistica del Palma e sempre accuratamente documentata. Prima tra biblioteche locali ha cominciato egli a muoversi, poi è approdato a biblioteche nazionali. I saggi sono stati pubblicati, tra gli anni 2000 e 2008, nel Bollettino Storico di Terra d’Otranto (numeri 10-15). L’amore per la sua terra ha trasformato il Palma nello studioso di essa, delle sue origini, delle sue tradizioni, dei suoi usi e costumi, dei suoi avvenimenti e personaggi, della sua lingua, della sua religione. Una passione tale è diventata per lui quella di riscoprire quanto accaduto nel passato dei suoi posti da averla coltivata insieme al suo lavoro di docente di Fisica e all’altro, svolto per decenni, nel campo dell’Informatica. Si è anzi servito dei mezzi, degli strumenti di questa disciplina per le sue interminabili ricerche storiche. E il prodotto maggiore di esse può essere senza dubbio considerato l’immenso volume L’autentica storia di Otranto nella guerra contro i Turchi (Nuova luce sugli eventi del 1480-81 dalle lettere cifrate tra Ercole d’Este e i suoi diplomatici). L’opera si compone di più di cinquecento pagine ed è stata pubblicata, ad Aprile del 2013, dalla casa editrice Kurumuny di Calimera. Di essa si è parlato la sera di Venerdì 30 Maggio presso il Centro Studi “Chora-Ma” di Sternatia (Lecce) suscitando molta attenzione presso il pubblico. Dopo la presentazione del Presidente di “Chora-Ma”, Donato Indino, sono intervenuti la figlia del Palma, Veronica, il figlio, Giuseppe, e don Donato Palma, parroco di Castiglione. Il religioso si è soffermato a parlare con l’autore del libro e dal dialogo sono emersi i modi da lui seguiti nel produrre l’opera nonché i contenuti di questa. Si è saputo che il lavoro è durato molti anni, che rappresenta l’ultimo di una trilogia iniziata da tempo, che la sua novità consiste nella decifrazione di oltre trecento lettere depositate presso l’Archivio di Stato di Modena e inviate ad Ercole d’Este, duca di Ferrara, dai suoi ambasciatori, dislocati in diverse zone d’Italia e presso diversi potentati, durante i tredici mesi dell’assedio turco alla città di Otranto negli anni 1480-1481. Le lettere erano scritte in un linguaggio segreto, in un alfabeto cifrato perché contenevano informazioni particolari e perché rimanessero incomprensibili nel caso fossero cadute in mano nemica. Il Palma è riuscito a decifrarle e ad apportare nuovi e determinanti contributi alla conoscenza di una vicenda della quale molti punti erano ancora oscuri nonostante si sia detto e scritto tanto.

Nell’opera le lettere sono state confrontate con quanto dell’evento otrantino già si sapeva, con altre testimonianze. Non si è trattato di una ricerca soltanto documentaria ma anche storica come altre volte ha fatto il Palma poiché convinto è egli che solo così si possa giungere a stabilire con esattezza la verità. Stavolta lo studioso è pervenuto a molte nuove verità che riguardano non solo la guerra tra Otranto e i Turchi ma anche i rapporti che correvano tra i vari stati del tempo, il comportamento da essi usato in quella circostanza prima che avvenisse, durante e dopo, i motivi dell’assalto turco, i rapporti conseguiti tra turchi e otrantini, il grave episodio degli ottocento martiri. Il maggiore, il più documentato lavoro fino a questo momento compiuto circa la vicenda otrantina può essere senza dubbio considerato questo del Palma.

L’esercizio di decifrazione del linguaggio segreto che correva negli scambi epistolari dell’antica corte ferrarese ha reso il Palma tanto edotto da permettergli di decifrare, in seguito nel 2014, una lettera scritta in alfabeto cifrato e inviata nel 1510 dalla nuora di Ercole d’Este, Lucrezia Borgia, al marito Alfonso d’Este, che era in guerra. Nella lettera lo avvertiva della caduta di una fortezza, la Rocca Possente di Stellata. Il documento era rimasto incompreso per oltre cinquecento anni e particolarmente meritorio è da considerare quanto compiuto dal Palma e dai suoi figli che in questa operazione lo hanno aiutato.

I giovani, nei loro interventi, si sono soffermati Veronica a chiarire la figura di Lucrezia Borgia, a dire dei suoi tempi, dei suoi luoghi, della sua vita, Giuseppe ad illustrare i processi relativi alla criptografia, a mettere in evidenza il suo uso fin dai tempi più antichi.

A delle continue rivelazioni si è assistito la sera di Venerdì e il piacere che le scoperte sempre procurano si è provato. Si è pensato anche che più diffusi dovrebbero essere i metodi usati per ottenerle, che la scuola dovrebbe interessarsi a diffonderli mediante il loro insegnamento visto che tanto di passato c’è ancora da scoprire e tanto utile sarebbe la sua conoscenza.

Educare è orientare

Convegno Educare è orientare

Sede del corso e date: Università Pontificia Salesiana, Roma, 25 ottobre 2014

Promosso da:
Università Pontificia Salesiana, Facoltà di Scienze dell’Educazione, in collaborazione con Edizioni Centro Studi Erickson e la Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”.

Relatori:

Pina Del Core (Preside della Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, Roma)
Anna Maria di Fabio (Docente di Psicologia dell’orientamento professionale, Università di Firenze)
Giorgio Sangiorgi (Presidente Società per l’Orientamento, Università di Cagliari)
Speranzina Ferrario (Responsabile nazionale del Piano per l’orientamento permanente del MIUR)
Maria Assunta Zanetti (Presidente C.OR. Centro Orientamento, Università di Pavia)
Anna Grimaldi (Dirigente Isfol)
Massimo Margottini (Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre)
Arduino Salatin (Preside dello IUSVE di Venezia e Vice Presidente Invalsi)
Lauretta Valente (Presidente del Ciofs-FP)
Alessandro Ferraroli (già Presidente Cospes)
Michele Pellerey (Emerito di Didattica generale, Università Salesiana di Roma)

Comitato scientifico:
Michele Pellerey, Pina Del Core, Speranzina Ferraro, Massimo Margottini

Comitato organizzativo:
Dariusz Grzadziel, Emad Samir, Stefano Tognacci

Presentazione
Nel 1954 iniziava le sue pubblicazioni la rivista Orientamenti Pedagogici. L’editoriale del suo primo numero, firmato da Pietro Braido, era dedicato al tema “Educare è orientare”. Orientare in due direzioni: come aiuto e guida all’elaborazione di un personale progetto di vita, ma soprattutto come base e sostegno per il potenziamento della persona nelle qualità individuali che consentono di affrontare positivamente le sfide della vita, dello studio e del lavoro e così poter realizzare le proprie aspirazioni. In altre parole l’orientamento andava considerato come dimensione fondamentale di ogni processo educativo e formativo. In questa prospettiva andavano rilette anche le sue due declinazioni: come orientamento scolastico e come orientamento professionale.
La giornata di studio è stata progettata come conclusione di un’annata della rivista dedicata, a sessant’anni della sua prima pubblicazione, alla stessa tematica: Educare è orientare. La finalità fondamentale dell’iniziativa è rivolta a una rilettura delle tendenze presenti nella pratica e nella riflessione critica in merito allo sviluppo di tale dimensione educativa e formativa. Ciò risulta sempre più urgente di fronte alle sempre più sollecitanti e per molti versi drammaticamente impegnative trasformazioni della società e del mondo del lavoro. Basti pensare alle ricadute, anche sul piano delle scelte personali, dovute ai fenomeni di globalizzazione e di innovazione tecnologica e comunicativa.

http://formazione.erickson.it/corsi_convegni/educare-orientare/?utm_campaign=maggio&utm_medium=email&utm_source=111

Compiti no Proposta di documentazione sì

COMPITI NO PROPOSTA DI DOCUMENTAZIONE Sì

di Umberto Tenuta

CANTO 150 Compiti per le vacanze NO! Una autorivelazione Sì.

 

Ragazze e ragazzi cari,

ora che vi saluto e vi auguro buone vacanze, tutte vacanze, senza compiti per le vacanze, una rivelazione vi voglio fare.

Anche io vado in vacanza.

Vado per terre e paesi lontani, e non mi fido della memoria sinaptica!

Di quella digitale sì.

L’unica spesa che farò prima della partenza è l’acquisto di un capace mini SD di ultima generazione sul quale registrare le foto ed i video del mio LUMIA 1020.

Ma anche le foto ed i video del tablet di mio nipote Francesco.

Sapete, io che sono professoressa di Matematica mica solo di matematica mi interesso.

Mi interessa anche la Geografia dei monti e delle valli, dei paesini arroccati sulle colline, delle vestigia storiche sparse sul territorio italiano, dell’arte delle chiese e dei monumenti…

Insomma

Homo sum nihil humani a me alineum puto   <<Sono un uomo: nulla che sia umano mi è estraneo>> (TERENZIO, Heautontimorumenos, v. 77)

Io vado in giro, ASCOLTO ed OSSERVO, ma tutto registro in apposite CARTELLE.

È questo il mondo della mia memoria digitale, memoria che soccorre e mai sostituisce la mia memoria sinaptica.

Ormai la mia biblioteca è costituita da libri e quadri, ma anche da CDROM ed SD.

Ho cominciato ad usare anche le NUVOLE!

Che?

Calma, ragazze e ragazzi, cosa volete dire?

Lo fate anche voi?

Oddio, al giorno d’oggi i giovani sono più veloci di noi adulti che qualche acciacco pure cominciamo ad averlo.

Ma mi fa piacere per voi che queste cosa anche fate nelle vostre vacanze, senza che nessuno ve le abbia richieste.

Mi fa piacere e fa piacere anche alle mie colleghe di Lingua, di Storia, di Musica e di Canto, d’Arte e di…

In fondo le cose più belle e più importanti si apprendono prima e fuori delle scuola!

Compiti per le vacanze contro logica

COMPITI PER LE VACANZE CONTRO LOGICA

di Umberto Tenuta

CANTO 149 Non perdiamo la logica, almeno nella scuola!

 

Vacanza, dal lat. Vacatio, essere vuoto, libero da occupazioni.

Compito, nell’accezione scolastica, esercizio che l’insegnante prescrive agli alunni a integrazione dell’apprendimento scolastico

Lasciamo stare la necessità dell’integrazione, la quale lascia pensare ad un apprendimento scolastico incompleto −cosa certo non bella!− e consideriamo solo la contraddizione tra libertà e prescrizione.

Se il docente prescrive, lo studente ha l’obbligo di eseguire, quindi non è più libero!

E qui non entro nella vexata questio della durata delle vacanza, e per gli insegnanti, e per gli studenti.

Non ne accenno nemmeno, tanta è complessa!

Mi fermo invece alla “contraddition che nol consente”.

Contraddizione logica.

Era la fine degli anni’60, ed anche nelle scuole italiane arrivò la ventata della matematica nuova, auspice supremo Z. P. Dienes.

Nelle scuole che chi scrive animava la Logica diventò di casa, a cominciare dalle scuole dell’infanzia, con tanto di materiali non strutturati e strutturati, seppur con qualche eccesso di giovanili entusiasmi.

La Matematica cambiò volto e l’arido calcolo passò alle calcolatrici meccaniche del tempo.

Quella generazione ora opera nelle scuole e le governa.

Amici miei, tanto entusiasti, tanto affannati, dichiariamo il nostro fallimento!

Di logica, nelle scuole, ombra non c’è.

Ancora COMPITI per le VACANZE.

Potremmo tradurre, per la proprietà commutativa:

VACANZE = COMPITI

Tu sei libero da ogni impegno, da ogni obbligo, tu puoi fare quello che vuoi, ma hai il sacrosanto dovere di fare i compiti obbligatori che il docente ti consegna fra qualche giorno, come grazioso dono per le VACANZE.

Forse la logica verbale mi tradisce!

Forse, ma proprio forse, una logica c’è, un piccola, insignificante logica, la logica che nelle scuole non viene affatto presa in considerazione, la logica commerciale!

Non si dice forse che la propaganda è l’anima del commercio?

E di propaganda per i COMPITI DELLE VACANZE ce ne è tanta, seppure vietata dal MIUR!

Forse la Ministra Giannini ancora farebbe in tempo, con i mezzi digitali che oggi ci sono, a vietare che nelle scuole si contraddica la logica che a livello ministeriale credo ancora ci sia.

Basterebbe una O.M. di cinque parole: VIETATI COMPITI PER LE VACANZE!

Supplenti brevi, in tanti non prendono lo stipendio da febbraio

da tecnicadellascuola.it

Supplenti brevi, in tanti non prendono lo stipendio da febbraio

Alessandro Giuliani

Denuncia del gruppo ‘Supplenti della scuola per la qualità e dignità del lavoro’: chiediamo che l’Ufficio VII del Miur e il corrispondente Ufficio del Ministero dell’Economia si adoperino congiuntamente per sanare, con emissioni speciali e con gli opportuni provvedimenti agli uffici preposti, la situazione degli stipendi arretrati. Per molti di loro non ricevere la busta paga significa andare ‘in bolletta’.

Molti supplenti temporanei della scuola non prendono lo stipendio dal mese febbraio. Ora, a pochi giorni dal termine delle lezioni, che per la gran parte di essi coinciderà con la fine del servizio a tempo determinato, hanno deciso di denunciarlo.

Secondo il gruppo ‘Supplenti della scuola per la qualità e dignità del lavoro’, occorre infatti sensibilizzare istituzioni ed opinione pubblica “sulla situazione di disagio di centinaia di supplenti temporanei della scuola: per questo chiediamo che l’Ufficio VII del Ministero dell’Istruzione e il corrispondente Ufficio del Ministero dell’Economia – si legge nella nota del raggruppamento di precari della scuola – si adoperino congiuntamente per sanare, con emissioni speciali e con gli opportuni provvedimenti agli uffici preposti, la situazione degli stipendi arretrati”.

L’organizzazione denuncia, quindi, “la mancata liquidazione per molti supplenti brevi delle retribuzioni di febbraio, marzo e aprile; la mancata trasmissione dei flussi UniEMens all’Inps, competenza che, dal gennaio 2013, è a carico del Tesoro e che lo scorso anno ha causato lentezze, ritardi e forti disagi nell’istruttoria delle pratiche Aspi e MiniAspi da parte dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale”.

I supplenti hanno ragione: non è la prima volta, anche di questo anno scolastico, che si lamentano per i ritardi abissali dei pagamento del loro stipendio. I vari ministeri interessati, in testa il Mef, farebbero bene a creare le condizioni che certi disguidi non si ripetano. Molti supplenti brevi, stiamo parlando di migliaia di precari, pur di accettare contratti di supplenza sono obbligati a lavorare a centinaia di chilometri da casa. Con notevoli spese per trasporti e alloggi. Ed in questa situazione non vedersi accreditare lo stipendio a fine mese può comportare problemi non indifferenti. Come finire nelle liste dei “cattivi pagatori”.

Scatti in dirittura d’arrivo

da tuttoscuola.com

Scatti in dirittura d’arrivo

Finalmente in dirittura d’arrivo“. Così il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, commenta la convocazione all’Aran il 5 giugno per la trattativa sul recupero degli scatti di anzianità e le posizioni economiche del personale Ata.

Non diversa la reazione della Gilda degli insegnanti, il cui leader Rino Di Meglio auspica addirittura “che la questione si risolva entro la stessa giornata di giovedì“.

Scrima è un po’ più cauto: “ora finalmente – dice il sindacalista – ci è data la possibilità di chiudere rapidamente una vicenda tormentata che si è già trascinata troppo a lungo per lentezze che abbiamo sempre ritenuto incomprensibili e ingiustificabili.

Segue una larvata polemica con i sindacati, in primis la Flc Cgil, che hanno espresso riserve sulla trattativa riguardante il recupero degli scatti. “Tutti conoscono quali siano le condizioni, le opportunità e i vincoli entro cui la trattativa si svolge, e quali le soluzioni possibili per tutelare concretamente, e non a parole, le retribuzioni del personale. Per la Cisl Scuola – conclude Scrima – è la prosecuzione di un percorso e di un impegno fatto di determinazione e coerenza che potrà consentire il pieno recupero dei tre anni di anzianità ‘sterilizzati’ dalla manovra economica del 2010“.

 

Danza …e danziamo

“””Danza …e danziamo …nel cielo in una stanza e con i raggi di luna perlacea sempre vivificante!”- Nota poetica di Gianfranco Purpi

…E con questa mia espressione poetica e fosforescente …e dai graffiti di un Notturno senza tempo e senza spazio ,… mi sembra davvero di rivedere in questo storico 18giugno 2014  (…in transferialità di catarsi da non crederci!),… sublimi metaforici “””Raggi di luna…(che)…danzano …(…)…nell’ombra della stanza della mia casa palermitana””” !!

Si! …Quella mia stanza storica dai mille libri di filosofia critica e dalle agende verdi francofortesi…che si simbiotizzavano assolutamente con le proposizioni dialettiche e ricompositive di un librone rosso bordò marcusiano,…ancora con impresse le impronte di chi lo aveva tenuto in mano come fosse stato il Vangelo di un’araba Fenice da “amore per tutto il pomeriggio e per tutta la notte”!!

Si!…quella stanza dove questi raggi di luna e di lampioni portuali di gru da “gamboni” alla “Papà Gambalunga”, …vi proiettavano ombre cinesi e figure trasfiguratrici in diretta sintonia con la fantasia di chi sentiva ancora lavoglia di volare fino alla sommità del sottostante Monte Pellegrino dalle Rocche Immacolate di amore e di ardesia … e da … Rocce gigliari addaurine da Monte della Santuzza , …per leggere e studiare…e poi… “recitare” ai laureandi …i brani più intangibili delle diverse filosofie della prassi di Antonio e Vladimiro…e Mario Manno!!

…Stanotte …mi sto invece affacciando proprio ora,…dopo tanto tempo da allora… (appena arrivato da Palermo a Zafferana!),… alla solita terrazza monocorde che dà sullo Ionio e che mi fa vedere allo specchio della mia introspezione più speculare e disincantata weberianamente,…con solo nostalgie di coazioni a ripetere feticistiche …e con voglie di voler ritornare anche domani e sempre al mio Istituto di Filosofia/Pedagogia ,… nella più palermitana Piazza Florio,…a sollecitare ai miei studenti la funzione docente bruneriana …”metaculturale e metanaturale”,…di seminari e strategie bibliografiche per  tesi di Laurea rivoluzionarie!!

…Ed è così che  …”””Lontano…(…)…il suono stridulo di un violino
accompagna un canto disperato”””… e capisco che è la mia voce quando piange col sorriso sulle labbra,…con gli occhi asciutti delle notti scure!!

…Pare il mio “canto libero” di Battisti…che mi ricorda di dover abitare e sopravvivere sempre ad Atlantide,…come le parole di una sublime e metaforicamente struggente canzone di Francesco De Gregori!

…E queste sono davvero…”””Parole scandite da note di pianto…(…)…in questa notte senza alba,
quando il sonno è alla deriva,…(ed)…ogni stella è un tormento, …(ed)…ogni pensiero si abbraccia ad un sogno:…(e)…s’illude,…(e)…siinganna,…(e)…rincorre i ricordi …(…)…”””.

…Anche a me pare,…specialmente dopo l’essere stato ieri a Palermo,…che la sofferenza e la mia nostalgia cruda e nuda …si pongano a genesi perenne della… “””:..(…)… tristezza (…che)…incalza,…(che)…si abbandona al pianto che si fa angoscia …(…)… e alla disperazione chenon dà tregua…(…)…”””.

…Cerco di farmi confortare (…lungo la strada del ritorno di ieri notte,da Palermo!)…dalle luci più storicistiche ed esistenziali che mai,… affioranti da un crepuscolare Viale della Favorita che piomba dritto e alberato sul lungomare di Mondello ,…con rievocazioni  trasfiguranti e di attualizzazione temporalizzante…d’ogni tempo/modo/forma di sole arancione …e dai graffiti rosso porpora di ardesia “passerottina”…

…Ma a me, “””le tenebre dell’oblio e il grido soffocato dell’anima”…è come se mi diano forza e la nitidezza instancabile edespressivamente instancabile …di musica mia da cantare e suonare sulla sabbia del litorale!!

…E questo …”grido soffocato”…pare che l’anima mia  lo faccia sentire solo alla stella cometa più perlacea e piccolina,da favola e da amore di e per tutta la vita celeste di un firmamento sempre vitalistico/contingentista…

…Epperò,…facendolo vibrare dentro le viscere della Stella Grande del Carro …che saprà “pastoralizzare” ancora e sempre virtuosamente bene …le scritture da “design” sublime dell’Amministrazione Paulista e Paidetica…anch’essa sempre con il pianto strozzato in gola da un sorriso sempre meraviglioso…e dalla voce dell’anima che non potrà mai raccontare un Tutto che Tutto non sarà mai!!

Gianfranco Purpi

p.s.: I virgolettati sopra innestati ,…sono citati dal testo della Poesia “Raggi di Luna” della sublime poetessa …amica cara Anna Cappella.

Sanzioni, regolamenti e cellulari

Sanzioni, regolamenti e cellulari: spesso più occasioni di conflitto che opportunità di condivisione

di Cinzia Olivieri

 

La corresponsabilità educativa

Sono sempre d’attualità le questioni relative alle sanzioni disciplinari ed alle modalità che deve adottare la scuola per comminarle, anche per evitare quelle occasioni di conflitto con le famiglie che spesso finiscono per occupare le pagine dei media.

Le modifiche apportate allo Statuto delle Studentesse e degli Studenti con il DPR n. 235/07 e la direttiva del marzo 2007 relativa all’uso dei cellulari e di altri dispositivi elettronici sono state ispirate dalla necessità di intervenire con maggiore incisività sui più gravi episodi di violenza e bullismo. Pertanto i loro contenuti sono analoghi e ribadiscono l’importanza che docenti e genitori vengano coinvolti in un’alleanza educativa che, nel sistema prefigurato, si esplica in particolare attraverso la redazione trasparente (e condivisa) del regolamento di disciplina e la sottoscrizione del “Patto” (art. 3 DPR 235/07).

Si afferma infatti contestualmente il principio della “corresponsabilità educativa” di scuola e famiglia. Compito della prima è “far acquisire non solo competenze, ma anche valori da trasmettere per formare cittadini” mentre l’autonomia scolastica dovrebbe costituire lo strumento per condividere con studenti, famiglie, territorio, il percorso per realizzare l’alleanza educativa e fare “cultura della legalità”. I genitori, ai quali la legge attribuisce  il dovere e diritto di mantenere, istruire ed educare i figli (art. 30 Cost., artt. 147, 155, 317 bis c.c.)  si impegnano quindi a condividere con la scuola l’azione pedagogica.

 

Il procedimento disciplinare: la funzione delle sanzioni e i requisiti del regolamento

Le sanzioni hanno una funzione educativa e quindi sono dirette soprattutto a far comprendere agli studenti il disvalore sociale di atti che l’istituzione scolastica è chiamata in primo luogo a prevenire e non semplicemente a punire. Devono essere temporanee; ispirate a criteri di gradualità e di proporzionalità; per quanto possibile, finalizzate alla riparazione del danno e “poter tendere al recupero dello studente anche attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica tra le quali: volontariato, attività di segreteria e di ricerca; pulizia dei locali; piccole manutenzioni; riordino di cataloghi e di archivi; frequenza di corsi di formazione; produzione di elaborati che riflettano sugli episodi sanzionati.

Poiché il procedimento disciplinare è azione di natura amministrativa, vi si applicano i principi di imparzialità e trasparenza sanciti dalla Legge n. 241/90, assicurando “il diritto di difesa degli studenti e la snellezza e rapidità del procedimento,  all’esito del quale la sanzione disciplinare deve specificare in maniera chiara  le motivazioni che ne hanno reso necessaria l’irrogazione”. Per l’effetto, come chiarisce la nota esplicativa del 2008, i regolamenti devono individuare:

  1. le mancanze disciplinari;
  2. le sanzioni,  ispirate appunto ad una “finalità educativa e “costruttiva” e alla non interferenza tra sanzione disciplinare e valutazione del profitto;
  3. gli organi competenti a comminare le sanzioni;
  4. il procedimento, con particolare rilevanza alle fasi della contestazione di addebito, audizione, convocazione degli organi competenti, offerta di conversione;
  5. le procedure di elaborazione condivisa e sottoscrizione del Patto educativo di  corresponsabilità.

 

Le caratteristiche delle sanzioni

L’identificazione esatta dei comportamenti sanzionabili evita dubbi e possibili contestazioni, giacché l’azione biasimevole deve costituire la violazione di un preciso dovere e non basta che essa sia semplice fonte di fastidi o irritazioni se priva di quel disvalore che giustifichi l’applicazione di una conseguenza negativa.

La scuola dovrà quindi cercare di tipizzare con precisione quelle condotte individuate genericamente e/o a titolo esemplificativo dalle norme, alle quali il DPR n. 235/07 ricollega i provvedimenti disciplinari, classificati in: Sanzioni diverse dall’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica, non specificate neanche nella nota esplicativa del 2008 e quindi causa di maggiori incertezze e di più ampi margini di discrezionalità (pensiamo ad esempio alle più svariate note disciplinari che talvolta si leggono nei registri di classe); Sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo per un periodo  inferiore a 15 giorni, comminate dal Consiglio di Classe in composizione “allargata” e cioè con la presenza dei rappresentanti genitori e, nella secondaria di secondo grado, degli studenti; Sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo per un periodo  superiore a 15 giorni e/o fino al termine dell’anno scolastico e/o l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di stato conclusivo del corso di studi, irrogate dal Consiglio di Istituto.

 

La conversione della sanzione. Confronto con lo Statuto di Bolzano

Il dpr 235 07 dispone che allo studente debba sempre essere offerta la possibilità di convertire la sanzione in attività in favore della comunità scolastica.

Sebbene tale previsione preceda (art. 4) la caratterizzazione delle sanzioni che importano l’allontanamento dalla comunità scolastica, per collocazione e contenuto deve intendersi di ordine generale, così finendo apparentemente per svuotarle di contenuto. Invero, se allo studente deve essere sempre offerta la possibilità di conversione questo allontanamento di fatto potrebbe non realizzarsi mai. Ecco perché anche in tal caso la scuola potrà ovviarvi tipizzando altresì le sanzioni alternative in riferimento ai singoli comportamenti puniti.

A Bolzano, invece, lo Statuto dello studente e della studentessa, approvato con la Deliberazione della Giunta Provinciale 21 luglio 2003, n. 2523, prevede chel’opportunità di conversione in attività a favore della comunità vada offerta allo studente solo “Se possibile”. Ciò impedisce l’effetto collaterale sopra descritto, con la diversa necessità di individuare previamente in quali casi possa o meno essere concessa tale possibilità.

 

Operatività del regolamento

Il regolamento deve essere rispettato all’interno della comunità scolastica. Ciò comporta che il regime sanzionatorio si applichi, anche nei casi più gravi che configurano astratte situazioni di reato, a comportamenti che si realizzano dentro la scuola, in quantoil dovere di vigilanza sugli alunni sussiste all’interno degli spazi scolastici. Tanto si evince con chiarezza in particolare nella direttiva del 2007 sull’uso dei cellulari che prevede che tanto il divieto di utilizzo – che peraltro sussiste anche per il personale docente (CM n. 362 del 1998) – quanto la possibilità di ritiro dello stesso operano solo in orario di lezione.

In caso di uso scorretto, il ritiro del telefono cellulare dovrà essere temporaneo ed intervenire solo (appunto) durante le ore di lezione. Non è consigliabile quindi operare un sequestro dello stesso fino al prelievo da parte del genitore, giacché una tale autoritaria e duratura apprensione di un bene personale, anche se prevista da regolamento, può costituire occasione di contrasto e contestazione.

Si sottolinea inoltre come il divieto riguardi il solo utilizzo scorretto e non la semplice detenzione. Inoltre sempre più spesso l’evoluzione tecnologica, che influenza anche la didattica, comporta la possibilità di far uso anche in classe di dispositivi elettronici.

Pertanto, come chiarito nel testo normativo, un uso improprio o una violazione del divieto di utilizzo comporterà, quindi, l’irrogazione delle sanzioni disciplinari appositamente individuate da ciascuna istituzione scolastica, nella sua autonomia, con il proprio regolamento, ed adeguate secondo il criterio di proporzionalità.

La questione riguarda altresì eventi, anche gravi, che dovessero coinvolgere gli studenti durante il loro tragitto verso casa e fuori dall’ambito scolastico, ovvero a mezzo internet (pensiamo al cyberbullismo).

Occorre rammentare che per il codice civile (art. 2048 c.c. e art. 147 c.c.), anche per quei comportamenti sanzionabili che dovessero realizzarsi durante l’orario scolastico, la culpa in educando può concorrere con le responsabilità del personale scolastico per culpa in vigilando in quanto i doveri di educazione che incombono sui genitori nei confronti dei figli non vengono meno solo perché il minore è affidato all’altrui vigilanza. Pertanto per liberarsi da responsabilità i genitori saranno tenuti a dimostrare di avere impartito al minore stesso un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti ed il personale scolastico di non aver potuto impedire il fatto compiuto dal minore durante la vigilanza.

A maggior ragione quindi nessuna responsabilità può gravare sulla scuola per episodi che si realizzano fuori dalla suddetta vigilanza a meno che non siano collegati al periodo di permanenza dello studente nella struttura scolastica come nel caso ad esempio di un filmato realizzato illegittimamente all’interno della stessa e in seguito divulgato ovvero anche allorquando l’immagine della scuola venisse apertamente lesa dal comportamento posto in essere dallo studente. In tali casi la scuola difficilmente potrebbe imporre sanzioni, se non direttamente coinvolta, senza incorrere in conseguenti impugnazioni di eventuali provvedimenti.

Inoltre è consigliabile disciplinare con attenzione, condividere e divulgare opportunamente le regole relative alla vigilanza all’uscita.

Bisogna aggiungere che dal sistema delle sanzioni previsto dal dpr 235 07 continuano ad essere esclusi gli alunni della scuola primaria, mentre a Bolzano lo “Statuto” (che peraltro contiene esplicita previsione (art. 3) delle regole relative alle verifiche in occasione di giorni festivi o sospensioni dell’attività didattica ed ai compiti a casa – tema pure di recente molto dibattuto) si applica a tutti i gradi di scuola (art. 5 comma 10).

 

Limiti del patto di corresponsabilità

Il punto debole di questo sistema è rappresentato proprio dal Patto educativo di corresponsabilità, che è idealmente distinto dal regolamento d’istituto (sebbene ormai ne faccia parte integrante).

Invero il regolamento è considerato un atto unilaterale della scuola verso gli studenti, vincolante con la sua adozione da parte del consiglio e la pubblicazione all’albo
e diretto a specificare i comportamenti consentiti, dovuti o vietati e le sanzioni per le violazioni. Diversamente il Patto dovrebbe essere condiviso tra scuola e famiglia diventando vincolante con la sua sottoscrizione.

A parte l’estrema labilità del vincolo, privo di reale coazione, nella sua immediatezza il Patto è stato utilizzato in particolare al suo esordio per richiamare i genitori alla responsabilità civile che può insorgere a loro carico per eventuali danni causati dai figli a persone o cose durante le attività didattiche. Insomma un monito al “chi rompe paga” anche con la previsione di sanzioni collettive (contrarie al principio della personalità della responsabilità e della pena).

Poi, la consapevolezza della sostanziale insuperabilità per via pattizia di disposizioni normative di grado superiore che subordinano la responsabilità, appunto sempre personale, al suo accertamento e l’entità del risarcimento alla quantificazione del danno, hanno ridotto l’interesse per questo strumento anche per la difficoltà a prevedere reali procedure di elaborazione condivisa, la cui disciplina è rimessa dal dpr 235 07 (comma 2 dell’art. 5 bis) al regolamento d’istituto. Idealmente pertanto la scuola potrebbe attribuire la competenza ad elaborare e modificare il Patto al Consiglio di istituto, dove sono rappresentate le diverse componenti della comunità scolastica, compresi i genitori e gli studenti ovvero attraverso l’istituzione di commissioni miste. Ma è noto che anche il regolamento di fatto prevalentemente viene sottoposto all’approvazione del consiglio senza previa reale condivisione. E dove manca una chiara disciplina prevale una prassi eterogenea.

Infatti l’art. 10 del Dlgs 297/94 si limita ad affermare che il consiglio di istituto “adotta” il regolamento, ma non fornisce indicazioni in merito al procedimento di elaborazione che non è previsto avvenga in forma condivisa. La forma verbale (“adottare”) poi, utilizzata anche per il POF dall’art. 3 del dpr 275/99 nonché per le “adozioni” dei libri di testo, più che di “approvazione” configura un atto di “scelta”. Pertanto di prassi la fase preparatoria è affidata a figure individuate. Il testo è poi portato a conoscenza dei consiglieri che possono, se vogliono, leggerlo e suggerire modifiche. Un processo di condivisione apparente o comunque formale perché privo di un reale confronto.

Quanto al momento di sottoscrizione del patto, l’art. 5 bis comma 1 dispone che questa debba avvenire, da parte dei genitori e degli studenti, “contestualmente all’iscrizione alla singola istituzione scolastica”.  Com’è evidente, seguito delle iscrizioni on line, essa diventa meramente virtuale in questa fase e le scuole, nella parte relativa al proprio modulo, di prassi prevedono dei richiami. Pertanto, nell’ambito delle due settimane di inizio delle attività didattiche (art. 3 comma 3) dovrebbero porsi in essere le iniziative più opportune per la condivisione e la presentazione del patto di corresponsabilità. Il che, nella gran prevalenza dei casi, si realizza invece attraverso la semplice somministrazione del testo cartaceo in occasione del primo incontro con le famiglie, nonostante il recente rilancio del Patto attraverso le Linee di Indirizzo sulla partecipazione dei genitori e la corresponsabilità educativa del novembre 2012.

Diversamente a Bolzano lo Statuto, che non reca menzione del Patto di corresponsabilità, fornisce indicazioni maggiormente chiare in merito all’elaborazione condivisa del regolamento, stabilendo espressamente (art. 5) che il Consiglio d’Istituto definisca le infrazioni disciplinari e le relative sanzioni, tenuto conto delle proposte formulate dal collegio dei docenti, dai comitati dei genitori, nonché, nelle scuole superiori, delle proposte formulate dai comitati degli studenti e delle studentesse. Solo dopo l’approvazione di queste da parte del consiglio, le stesse vengono inserite nel regolamento interno e comunicate a tutti gli interessati. Un processo quindi che si conclude con un atto di approvazione e che prevede il coinvolgimento di tutte le componenti. Ovviamente poi tutto questo, idealmente previsto, dovrà essere concretamente realizzato nella pratica.

Da tanto si desume che solo attraverso un’elaborazione davvero condivisa e la massima divulgazione del regolamento e del Patto si eviteranno conflitti relativi alla loro applicazione in quanto “Non conoscenza e disinteresse si rinforzano a vicenda” (Audizione UCIIM 2004). Le norme ci danno spesso degli strumenti che poi non vogliamo o sappiamo utilizzare ed il processo di condivisione e coinvolgimento per lo più appare difficile, arduo e faticoso.

 

Cara Barbara, …

Cara Barbara, …- Lettera/racconto surreale,…ma vera… in temporalizzazione estatica …e di fantasia realistica – Nota di Gianfranco Purpi.

Cara Barbara,

…Ti vedo sovente in quei prati dolomitici che introducono come un tappeto verde di santità e giudizio teogonico ai Monti delle stelle alpine ed…allecartoline illustrate in cui si riesumano tutti i paesaggi da Libro Cuore della “Val di Non” (Bozen)!
… Mi pare ora,…con una fantasia analogica ma pur sempre immaginifica,…che stai arrivando al laghetto di Fondo con una voglia immensa di scrivere il diario del tuo viaggio della vita…e disegnare la giostra continua delle tue emozioni di ora o di sempre …o del futuro sublime…
…Mi pare che tu debba avere anche molto appetito…e,allora,prima di seguire la tua prima lezione al Passo della Mendola,…mi chiedi di accompagnarti in un buon posticino dove si mangia semplice e  caserecciamente buono,…con le fragole a più non posso e i funghi più ghiotti!
…Allora…in men che non si dica ,…arriviamo alla Trattoria del luogo(Malosco) tipicamente montanara …del “Falchetto”,…con le panche altoatesineai bordi del più bel prato del mondo,…quello delle “Regole”…dove caprioli e coniglietti li trovi sui sentieri dagli alberi numerati come anime buone e danon pensare affatto di mangiare quale frutto di caccia che detesto TUTTA…
…Impazzisci per gli gnocchi e il lacerto con le patate al forno e la buona macedonia fatta con i frutti del luogo!
…Poi…mi chiedi previsionalmente …che tipo di lezione possiamo seguire nel tardo pomeriggio …nelle aule succursali dell’Università del Sacro Cuore che sono storicamente istituzionalizzate lì…da secoli ,…dai tempi degli Asburgo,…tra pinete e boschi da Alice nel paese del paese delle meraviglie…
…E io non posso non risponderti che pare davvero tu sia la Fata Schellinghiana di un Lago,…quello di Fondo,…cristallina come le cascatelle che vi si insinuano tra rocche e fiuminaturali di purezza alpina da fiaba…e da “acqua levissima” di nome suggestivo…e di fatto cristallino!
…E,…dato che ti sembra una risposta interlocutoria e forse senza l’inerenza criticistica della Filosofia della Storia  …di sé a sé medesima,…ti indico con il palmo della mano …una casetta in lontananza di una vera Biancaneve dei nostri giorni,…ma anche di ieri e dell’altro ieri…
…E così ti anticipò,in esplicitazione…,che quella Fata e Biancaneve sono la stessa persona che muoiono dalla voglia di vivere felici con i sorrisi di ogni gioia umanistica,…anche nel e col sacrificio dell’assenza imprevista o della salute precaria loro o di qualche caro,…proprio perché un Dio…D’Io…aveva voluto questo e le sue conseguenze di angoscia inenarrabili e leniti solo dalla dolcezza dei sorrisi virgiliani…
…E allora capisci veramente che questa lezione sarà davvero meravigliosa ,educativa al massimo…, epperò da vita terrena etica ed estetica ,…con la leggerezza di chi ha la sensazione di star volando …nel frattempo… in cielo con gli aquiloni rossi e azzurri,…e vicino ad una Fiamma d’Argento che pare  tenga il suo cappello magnifico sempre…da quelle parti,…allo stesso tempo e per lo stesso motivo…
…Tu ti stupisci di questa storia inestricabile e forse banale nella sua essenzialità metaforica!
…  Ti meravigli anche che io non ti dia nemmeno il bacio e l’abbraccio dell’arrivederci ,…quando poi finisce la lezione e devi tornare nei tuoi voli di estasi e di motori di mercato scientifico/tecnologico …e da sondaggi di razionalismo curricolare epistemologicamente oggettualizzante e reificante,…quando lo si pensa e lo si fa …e lo si insegna …con le essenze universali ed esistenziali di Platone ,…quando queste si colorano sempre a guisa di ossimori feticistici …e non già di autentiche oggettualità d’amore e di Paideia filosoficamente fondata e valorialmente disegnata per il Bene Comune“erga omnes”!
…E io ti rispondo che ti avevo già baciato e assolutamente amato…in una delle vite che c’erano state “prima” …o che ci saranno “dopo”,…anche fra secoli o mesi…quando tu diventerai la personificazione vera e animistico/artificialistica ,…”arte/fatta” nel senso di vera e fatta ad arte in ogni tempo e in ogni luogo ,…e con l’ontologia assiologica in corpo e nell’anima,…con la mappa prassica e teoretica di questa Paideia da linguaggio sempre e comunque in quanto Funzione Genetica del Pensiero Vero e Veritativo…e viceversa,…con le stimmate della sperimentalità unita alla laicitàcristianizzante dell’Olismo più umanistico di tutti i Jesus con la croce inchiodata dentro la loro testa…
…E …mi pare che io …continui a giocare a tennis in quel paradiso terrestre del Castello della Villeggiatura dei Reali d’Austria,…in unaMendelpass che non posso che rivivere con il Romanticismo e i Sentimenti dell’Oasi vicino al Castello di Rigoletto,…ed agli specchi dei laghi che lo circondano e che lo hanno segregato per tutta la vita …proprio per volere essere sempre …”sé stesso vero”…e non solo …”vero sé stesso”,…da dovere etico kantiano ed imperativi morali conseguenti!
… …Anche se i capelli biondi giallo grano…saranno sempre i più dolci e autentici  della Buona Polenta Casereccia…che per ora e sempre sognerò e vorrò baciare …e morsicare come non si può non fare amorevolmente e teneramente …con il dolce della Buona Massaia Pura che sa fare meglio di tutti “Il Risutin virgiliano”…della Patriarcalità virtuosa mirabile…

Gianfranco Purpi

Dario Cillo’s Birthday

DARIO CILLO’S BIRTHDAY

di Umberto Tenuta

Canto fuori programma EDUCAZIONE&SCUOLA

 

Scrivo da una decina di anni su Educazione&Scuola, ma non mi ero mai soffermato più di tanto sul significato di questo titolo.

La segnalazione di poc’anzi sul mio smartphone del genetliaco di Dario Cillo mi ha improvvisamente richiamato sul particolare significato del titolo della sua rivista.

EDUCAZIONE

Non mera Istruzione, non illuministici saperi, e tantomeno non nozionismo così diffuso nelle nostre scuole!

Ma Educazione, educazione che utilizza l’istruzione ma non si riduce ad essa.

Si istruisce per educare e si educa per istruire.

Istruzione educativa: la conoscenza vi farà liberi.

Ma l’educazione vi farà uomini.

Nati non foste a viver come bruti!

Ma per seguir virtute e canoscenza.

Scrive Kant: <<La bestia è già resa perfetta dall’istinto… L’uomo invece… non possiede un istinto e deve quindi formulare da sé il piano del proprio modo di agire… La specie umana deve esprimere con le sue forze e da se stessa le doti proprie dell’umanità. Una generazione educa l’altra… L’uomo può diventare tale solo con l’educazione>>[1].

Uomini innanzitutto se hanno acquisito virtù, tutte le virtù umane, del cuore e della mente, delle braccia e delle gambe, braccia e gambe virtuose, non statuarie!

Uomini se hanno acquisto canoscenza.

Nasce il bimbo e avverte il bisogno di impossessarsi della conoscenza che i Padri hanno creato nel corso dei millenni.

Attraverso l’acquisizione di questa conoscenza si esplicano tutte le sue possibilità: emotive, affettive, motorie, percettive, cognitive e chi più ne ha più ne metta.

Questa è la nascita alla condizione umana.

Questa è l’educazione!

Non restiamo succubi delle sirene incantatrici dell’exducere, del pindarico divenire quello che si è!

Né Dio né la Natura sono responsabili dei talenti umani.

Sarebbe troppa l’ingiustizia!

L’ingiustizia è una creatura umana.

Sono gli uomini che si comportano da ciechi e non vedono il dis, l’altro, il due, la dualità, accecati dalla bestiale egoità.

La natura umana è diritto, dis, dualità, diceva Carnelutti.

L’uomo non sarebbe mai diventato uomo senza l’altro, senza gli altri che lo hanno preceduto e di cui si fa erede.

L’educazione o formazione o umanizzazione o inculturazione, chiamiamola come vogliamo, ma resta il processo attraverso il quale si diventa quello che siamo.

Santi o bestie!

Vorrei ancora affidarmi alla logica e domandarmi se santi si nasce.

Ho già risposto altrove che se santi si nasce santi non si è.

E nemmeno peccatori!

Questo è il compito dell’educazione: far nascere i santi!

Ma perché la Scuola?

Educazione&Scuola

L’educazione e la scuola.

In quale rapporto?

L’educazione si realizza nel Sistema formativo integrato.

La Scuola ne è promotrice e coordinatrice.

La scuola da sola non basta.

Occorre che prima di essa −e durante la sua attività− abbiano operato ed operino la famiglia, il vicinato, il villaggio, il paese, la città…

Ma la scuola ha un ruolo specifico.

È nata con la funzione di secondo grembo materno.

Gli uomini, i cittadini, i lavoratori di domani sono anche e soprattutto i figli suoi.

Lo sa, lo deve sapere bene, non solo Dario, ma anche la Ministra dell’Istruzione.

Dario ha posto all’attenzione l’Educazione come processo di umanizzazione e della Scuola come istituzione appositamente creata per questa funzione.

Una Rivista è una cosa importante nella civiltà della comunicazione.

Ma una rivista non basta crearla giorno dopo giorno, con impegno diuturno e notturno,

Occorre anche leggerla.

E ci domandiamo quanti oggi leggono sulla carta, sui TABLET, sui NOTEBOOK, sui PC ancora per un po’.

Leggere debbono gli uomini, tutti gli uomini, ma soprattutto quelli che insegnano a leggere!

 

Grazie, Dario Cillo, grazie alla Madre che ti ha fatto nascere, grazie alla Scuola che ti ha aiutato a diventare grande, grazie a te che non smetti di essere generoso.

Auguri di lunga vita, per te e per noi!

 

[1] KANT E., Pedagogia, O.D.C.U., Rimini, 1953, pp.25-27. Al riguardo, vedi anche: IL PROCESSO FORMATIVO in: http://www.rivistadidattica.com/file%20pdf/sicsi.pdf.