GRADUATORIE D’ISTITUTO

GRADUATORIE D’ISTITUTO – Chi si sta abilitando con i PAS ha pieno diritto all’inserimento in seconda fascia

 

Appello dell’Anief al Ministero dell’Istruzione: permetta loro di inserirsi con la tradizionale modalità della “riserva”, da sciogliere entro il 31 luglio 2014. Sarebbe la soluzione più logica, anche per evitare l’innescarsi di inevitabili ricorsi.

 

I corsisti dei Percorsi Abilitanti Speciali non sono figli di un dio minore: hanno pieno diritto di potersi inserire subito, nel corso di questa estate, all’interno delle Graduatorie d’Istituto. Farlo tra sei mesi, come ha deciso il Ministero dell’Istruzione, comporterebbe per tanti degli oltre 65mila abilitandi PAS la perdita del posto di lavoro. Rimanere in terza fascia significherebbe, infatti, essere superati da tutti coloro che passeranno in seconda. E per un precario storico, cha ha svolto almeno tre anni di supplenze, si tratterebbe di un epilogo ingiusto: non è accettabile, infatti, che dopo il conseguimento dell’abilitazione si possa permanere nella stessa posizione.

 

Anief reputa un grave errore non aver dato seguito alle procedure adottate per diversi anni in casi simili, in occasione delle “finestre” d’aggiornamento delle graduatorie. Sarebbe bastato rendere applicabile quanto previsto dalla Legge 143/2004, la quale prevede l’inserimento con riserva di tutti coloro che frequentano un corso abilitante. Con lo scioglimento della riserva stessa da far scattare non appena conseguita l’imminente abilitazione.

 

L’amministrazione, invece, sta commettendo l’errore di permettere l’inserimento nelle graduatorie d’istituto indistintamente entro il prossimo 23 giugno. Lasciando in questo modo fuori dalla seconda fascia, riservata agli abilitati, decine di migliaia di docenti che conseguiranno l’abilitazione nei giorni successivi.

 

A questo punto, per sanare questa situazione il Ministero dell’Istruzione non ha altra scelta: introdurre una proroga, riservata a tutti gli abilitandi PAS, che permetta di far produrre domanda di accesso nelle graduatorie d’istituto con la modalità della “riserva”. Con l’inserimento che verrebbe regolarizzato entro il prossimo 31 luglio.

 

Negare questa possibilità, per una discrepanza di qualche giorno tra l’attuale scadenza e l’acquisizione del titolo abilitante presso le Università organizzatrici, creerebbe un danno professionale ed economico a tantissimi docenti abilitati. Che di certo non starebbero a guardare: è presumibile, infatti, che impugnino la scelta del Miur. Attraverso la presentazione di ricorsi di cui tutti (l’amministrazione scolastica per prima) faremmo volentieri a meno.

Educazione responsabile

EDUCAZIONE RESPONSABILE

di Umberto Tenuta

CANTO 160 DELL’EDUCAZIONE è RESPONSABILE L’EDUCANDO O L’EDUCATORE? PROBLEMA GRANDE

Mi sta intrigando molto questo problema.

Nei precedenti Canti e Saggi pubblicati in questa rivista (http://www.edscuola.it/dida.html ) e nella RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com ) ho affrontato questa problematica, ma mai con questa particolare accentuazione della responsabilità educativa dei docenti.

Il problema è grande.

Si tratta dei destini di persone umane.

Quel mocciosetto che non studia e non impara domani può fare di tutto nella società.

La società di domani è racchiusa nelle pareti delle aule scolastiche.

Ora li avete lì, davanti a voi.

Domani saranno per tutte le curve delle vie del mondo.

E da noi docenti dipende in gran parte se sbanderanno.

Ladri oppure onesti fornai, truffatori o professionisti onesti, delinquenti o onesti contribuenti, peccatori o santi.

Miracolo vero dell’Educazione!

Ma da chi dipende l’Educazione?

L’educando è uno che non è educato.

Ma chiede di essere educato.

Non educato vuol dire che non è capace di intendere e di volere, non è libero, non è autonomo, non è capace di darsi le norme da solo.

Egli ha bisogno di Virgilio che lo stimoli, lo guidi, lo sorregga nella sua crescita, nel suo cammino verso l’autonomia.

Se Virgilio lo abbandona, egli si smarrisce, si perde, muore alla condizione umana.

Grande Virgilio!

Tu lo aiuterai a farsi uomo.

Tu, Maestro insigne, sei il suo tutore che lo aiuta a crescere dritto e alto.

Se la rafia che lo lega a te si spezza, il vento lo può facilmente spezzare e quantomeno piegare e farlo crescere storto.

Tu non riesci a sorreggerlo?

Bene, non sei un tutore.

Vai a bruciare nella fornace, almeno servi a cuocere il pane!

Ecco, questo dicevo quando scrivevo: MAESTRI, NON BOCCIATEVI!

Aiutate le pianticelle, aiutate i vitellini a crescere, a divenire cresciuti, alti come colonne, adulti.

Allora, solo allora, i vostri alunni saranno capaci di autodeterminarsi, saranno autonomi (autosnomos).

Allora, sì, saranno capaci di capire, di comprendere, di saper fare quello che debbono fare.

Respingerli oggi è come abbandonare per strada un bambino che non sa dove andare, verso quale punto cardinale dirigersi, quale strada prendere, di quali cibi nutrirsi per non avvelenarsi.

Sì, non è un anno perduto, ma i veleni, l’alcool, la droga, la vendita del proprio corpo che stanno dietro l’angolo della scuola.

Non rifiutateli, non abbandonateli, non bocciateli, non respingeteli.

Quale che sia la vostra fede religiosa, amateli come amate voi stessi!

Bocciare è il contrario dell’educare

BOCCIARE è IL CONTRARIO DELL’EDUCARE

di Umberto Tenuta

CANTO 159 BOCCIARE è IL VENIR MENO ALLA PROPRIA FUNZIONE DI EDUCARE. DIMOSTRAZIONE LOGICA.

 

Ho gradito molto tutti gli appassionati commenti al Canto DOCENTI NON BOCCIATEVI, sia quelli sfavorevoli che quelli favorevoli.

I primi mi hanno aiutato a riflettere ancora sulla spinosa problematica.

I secondi mi hanno confortato nella mia logica.

Ho fatto ricorso anche alla mozione del cuore, ma non c’è stato verso di convincere i fautori della bocciatura.

E, siccome al cuore non si comanda, ritorno alla logica che dovrebbe essere la caratteristica fondante della persona umana: individua substantia rationalis naturae.

Cosa dice la LOGICA?

Il bambino nasce immaturo, prematuro.

Prematuramente!

Aveva bisogno di restare fino a diciotto anni nel grembo materno.

Ma il grembo materno era troppo piccolo per contenerlo!

Ed allora madre Natura si è inventato un altro grembo.

Il grembo del SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO, del quale la Scuola è promotrice e coordinatrice.

È nel Sistema formativo integrato che il prematuro figlio di donna diventa individua substantia rationalis naturae.

Rationalis naturae!

Non nasce razionale, non sa ragionare, non sa governarsi da solo, non è autonomo.

Ha bisogno del suo Virgilio.

Del Virgilio che lo faccia divenir delle cose umane esperto.

Tratto t’ho qui con ingegno e con arte;

lo tuo piacere omai prendi per duce;

fuor se’ de l’erte vie, fuor se’ de l’arte. […]

 

Non aspettar mio dir più né mio cenno;

libero, dritto e sano è tuo arbitrio,

e fallo fora non fare a suo senno:

per ch’io te sovra te corono e mitrio».

 

Ecco, il Maestro finalmente corona e mitria sovra sé l’alunno.

Prima da solo non sapeva andare, non sapeva come e dove andare.

Virgilio non respinge Dante.

Non lo abbandona perché non può fidare sulle sue capacità di andare da solo.

Né Virgilio pensa minimamente di farsi sostituire, lui che il Poeta chiama lo mio Maestro e lo mio Autore:

Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore,

tu se’ solo colui da cu’ io tolsi

lo bello stilo che m’ha fatto onore.

Virgilio sa che da solo Dante non ce la fa e se ne assume la responsabilità.

Non lo respinge.

Non lo rifiuta.

Il Maestro non può venir meno al compito che ha scelto di assumere quando ha assunto servizio, quando ha accettato il compito di educare i giovani.

I giovani non sono capaci di fare da soli.

Hanno bisogno del loro Virgilio.

E Virgilio non può abdicare al suo compito se non rinunciando al suo ruolo, rinunciando a fare il maestro, l’educatore.

Non lo fa, non lo può fare, per impegno professionale assunto, al quale non può venir meno, pena l’abdicazione al suo ruolo.

E non lo fa anche per orgoglio professionale, se ha stima di sé, se merita la stima di chi sta innanzi ai suoi occhi.

Se riconosce di non meritare stima, ha il dovere morale di dimettersi.

Il medico onesto dice: “Io non so, andate da qualche collega più bravo di me, io rinuncio”.

…Ma l’alunno respinto ha un’altra chance!

Il danno e la beffa.

Le ho fatte tutte, ho fatto tutti i tentativi possibili e tu non ha appreso!

Tutti?

Ed allora, non ce ne sono altri!

Lo crede bene il giovane.

Me lo ha detto il Maestro.

Io non ho più chances.

Per me è finita.

È la fine!

Non mi resta che cercare altrove.

Nella…

Aveva bisogno di voi, e lo avete rifiutato!

Vi ha implorato col suo pianto, e non lo avete ascoltato…

E lo ricordo ancora, nell’aula seminterrata, esposta a Nord, la professoressa di Francese che non mi ha asciugato una lacrima, ed erano tante le mie lacrime, lacrime a dirotto, a singhiozzo!

Ma tu ce l’hai fatta, e bene, poi!

E sì, sono stato fortunato a incontrare un vero Maestro che mi ha guardato negli occhi e ha detto a mio Padre: “Vostro figlio è un ragazzo intelligente!”

Ah, se me lo avessero detto prima!

Io gli ho creduto.

Ed ho bruciato le tappe!

Ma i miei compagni dispersi?

La Dispersione scolastica.

La scuola che mortifica i suoi figli.

La Scuola che respinge i suoi figli.

La scuola che li abbandona.

La lotta alla Dispersione scolastica!

Ma non scherziamo.

Dove nasce la dispersione scolastica?

Ce lo ha insegnato Carlo Lorenzini.

Pinocchio si vende l’Abecedario!

 

Avvocato delle cause perse, io?

Sì.

Ma io non prendo uno stipendio!

Articolo 9 della Costituzione

Articolo 9 della Costituzione,
una due giorni per la conclusione del progetto

Giovedì 5 giugno il Question time degli studenti e venerdì 6 giugno la cerimonia di premiazione al Senato. Ultimi due appuntamenti per il progetto e concorso nazionale Articolo 9 della Costituzione. Cittadinanza attiva per valorizzare il patrimonio culturale della memoria storica a cento anni dalla Prima guerra mondiale (www.articolo9dellacostituzione.it). Le storie della Grande Guerra raccontate dagli studenti italiani. Storie di eroi, ma molto più spesso storie di uomini e donne qualunque, di drammi, dolori, tragedie, e anche di coraggio, altruismo, speranza.
Il progetto, proposto nell’anno scolastico 2013/2014, in occasione del centenario della Prima guerra mondiale, ha ottenuto un successo al di sopra delle aspettative, a cominciare dalla partecipazione – oltre 9.000 gli allievi iscritti,provenienti da circa 400 classi di tutte le regioni italiane (con l’unica eccezione della Valle d’Aosta) – e dalla qualità dei lavori realizzati.
“Articolo 9 della Costituzione” è rivolto alle scuole secondarie di II grado e alle classi terze delle scuole secondarie di I grado. E’ stato realizzato durante l’intero anno scolastico per promuovere nelle giovani generazioni i principi della cittadinanza attiva e consapevole, con particolare riguardo alla tutela, alla valorizzazione e alla ricerca del patrimonio culturale della memoria storica. A promuoverlo il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Direzione Ordinamenti Scolastici e Autonomia Scolastica), il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Direzione per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio), la Fondazione Benetton Studi e Ricerche,  e Rai Educational – con la collaborazione del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri, della «Domenica» del “Sole24Ore”, di Rai Radio3, dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e si altri soggetti istituzionali pubblici e privati.

Giovedì 5, alle ore 15, a Roma, nella sede della Biblioteca Nazionale Centrale, gli studenti delle classi finaliste incontreranno il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e i Presidenti delle Commissioni Cultura del Senato della Repubblica, Andrea Marcucci, e della Camera dei Deputati, Giancarlo Galan, ai quali presenteranno i loro lavori e proporranno, in una sorta di Question time, domande e proposte in riferimento ai problemi che sentono più importanti per loro e per la loro comunità, nel campo della cultura, della scienza e dell’istruzione. La riflessione conclusiva sarà affidata al prof. Paolo Maddalena, presidente emerito della Corte Costituzionale (in allegato il programma).

La sera del 5 giugno alle ore 20.30 gli studenti e i loro professori parteciperanno all’incontro Parole vive. Legalità: parliamone insieme: spettacoli e interventi sulla tema della cultura costituzionale e della legalità, organizzato dalla Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno presso l’Aula Magna della Sede di via Veientana.

Venerdì 6, alle 11, nella Sala Koch del Senato della Repubblica, la cerimonia di premiazione con il Presidente Pietro Grasso e il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Durante questa cerimonia saranno comunicati i nomi delle scuole vincitrici e menzionate. Interverranno anche Marco Tamaro, Direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche; Riccardo Chieppa, Presidente emerito della Corte Costituzionale e rappresentanti del MIBACT.

La cerimonia sarà ripresa in direttadalla prestigiosa sede del Senato e trasmessa in streaming nel sito: www.articolo9dellacostituzione.it. 

I prodotti vincitori saranno trasmessi sul Canale Rai Scuola di Rai Educational e su Rai Radio3.

 

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Il programma delle due giornate e la giuria del concorso sono scaricabili nell’area stampa del sito della Fondazione:  www.fbsr.it/area_stampa

Maggiori informazioni nel sito: www.articolo9dellacostituzione.it

 

Inclusione scolastica: burocrazia infinita

I N C L U S I O N E    S C O L A S T I C A

B U R O C R A Z I A   I N F I N I T A

 

Il presidente Matteo Renzi in suo famoso intervento aveva annunciato “lotta violenta alla burocrazia”; non si conoscono gli esiti di questa lotta ma certamente, dalle parti dell’USR del Lazio, la lotta violenta la sta vincendo la burocrazia.

Immaginate che la preoccupazione principale dell‘USR sia la qualità dell’inclusione scolastica ?

Non esattamente; guardate cosa viene richiesto in una circolare ai DS, per motivare le richieste di posti di sostegno in deroga rispetto al rapporto standard 1:2 :

 

“….si chiede alle SS.LL., qualora intendono presentare richiesta di posti in deroga una dettagliata ed esaustiva relazione, corredata dai verbali del GLHI e del GLHO, dal PEI, dalla Diagnosi Funzionale, dalla Certificazione per l’integrazione scolastica e dalla Certificazione – in corso di validità – rilasciata dalla Commissione medico-legale della ASL integrata dall’INPS, attestante lo stato di gravità, con esplicito riferimento all’art.3, comma 3 della L.104/1992. Le certificazioni saranno consegnate in copia conforme all’originale, sottoscritta dal Dirigente scolastico…”.

 

Al di là di alcune imprecisioni (il GLHI è stato sostituito dal GLI; il PAI è deliberato dal collegio dei docenti e non dal GLI) quello che appare a molti – senza essere dichiarato – è:

a) creare, attraverso una richiesta spropositata di documenti, quanti più ostacoli possibili al diritto al

posto in deroga; un comportamento, oltre che controtendenziale rispetto alla semplificazione da

tutti invocata, che ricorda quella particolare forma di sciopero denominato “sciopero in bianco”,

quando cioè si vuole bloccare un servizio attraverso l’applicazione maniacale dei regolamenti (in

effetti molti traggono l’impressione che l’USR si sia messo a fare lo sciopero in bianco contro le

scuole del Lazio e le famiglie degli alunni disabili in condizione di gravità);

b) una dichiarazione di sfiducia preventiva nei confronti dei dirigenti scolastici, dei GLI, dei collegi

dei docenti etc.

 

 

Il presidente provinciale

Giuseppe Guastini

GRADUATORIE DI ISTITUTO: “ SU TITOLI VERGOGNOSO MERCIMONIO”

GRADUATORIE DI ISTITUTO, GILDA: “ SU TITOLI VERGOGNOSO MERCIMONIO”

“Sulle graduatorie di istituto si sta consumando un vergognoso mercimonio”. A denunciarlo è la Gilda degli Insegnanti che tuona contro alcuni corsi online a pagamento con cui è possibile ottenere punti. “E’ un metodo inaccettabile che mortifica l’insegnamento, basta mercanteggiare sui precari” attacca la Gilda, citando l’esempio di una certificazione che dà diritto a 3 punti in graduatoria e che è possibile conseguire pagando 60 euro, di cui soltanto 10 per il corso online, e sostendendo un semplice esame nell’arco di pochi giorni. Sono migliaia – spiega la Gilda – i docenti precari che stanno mettendo mani al portafoglio per conquistare 3 punti che alla fine non cambieranno le loro posizioni in graduatoria ma serviranno solamente a far guadagnare le società organizzatrici dei corsi”.

“La cattedra non è come una batteria di pentole da comprare con i punti della spesa al supermercato” conclude la Gilda, sottolineando che “è pronto il ricorso per bloccare le graduatorie di istituto”.

Scuola-lavoro: via all’apprendistato in azienda per ragazzi delle superiori

da Corriere.it

Firmato il decreto interministeriale: Miur, Lavoro ed Economia

Scuola-lavoro: via all’apprendistato in azienda per ragazzi delle superiori

Dal prossimo anno scolastico, per studenti del quarto e quinto anno. Il periodo «on the job» sarà riconosciuto come credito per la Maturità

di Redazione scuola

La risposta alla disoccupazione giovanile si chiama alternanza scuola-lavoro. Ne sono convinti i ministri (Istruzione, Università e Ricerca, Lavoro ed Economia) che hanno firmato oggi il decreto congiunto che definisce il programma sperimentale in vigore dal prossimo anno. Un’esperienza in azienda svolta tra il quarto e il quarto anno di scuola superiore sarà riconosciuta come credito per la maturità e consentirà di alternare la frequenza scolastica con la formazione e il lavoro in azienda.

Sperimentazione

La sperimentazione dell’apprendistato per gli studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori partirà dal prossimo anno scolastico, il 2014/2015 e «consentirà ai nostri giovani di affrontare con le giuste competenze e a testa alta un mercato del lavoro sempre più competitivo e alla ricerca di profili specializzati», sottolinea con soddisfazione il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.

 

In azienda

Obiettivo dell’apprendistato a scuola è consentire agli studenti italiani di inserirsi in un contesto aziendale già prima della conclusione del loro percorso scolastico e del diploma: un’innovazione assoluta per la scuola italiana, che offre una risposta concreta ai dati allarmanti diffusi dall’Istat sulla disoccupazione giovanile.

Nuove opportunità di lavoro

«Questo provvedimento – sottolinea il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti – è un’altra testimonianza dell’impegno del governo per favorire nuove opportunità di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani, assicurando loro un’adeguata qualificazione professionale ed una valorizzazione delle competenze. Così come per il piano nazionale Garanzia Giovani, che ad un mese dall’avvio registra già una larga adesione da parte dei destinatari, per il pieno successo di questo nuovo strumento sarà determinante il ruolo delle imprese. Per questo le invitiamo a fare la loro parte, a dare un contributo attivo per aiutare i giovani e costruire il futuro del paese».

L’intesa

I ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia hanno trovato l’intesa sui principi che apriranno le porte delle aziende agli studenti, singolarmente o coinvolgendo l’intera classe. Prima di arrivare alla Convenzione con la singola scuola, l’azienda interessata sottoscriverà un Protocollo d’intesa con il Miur e il Mlps (o gli uffici periferici dei Ministeri) e le Regioni interessate per specificare: gli indirizzi di studio coinvolti, i criteri per individuare scuole e studenti, le modalità per assicurare ai giovani l’eventuale rientro nei percorsi ordinari, il numero minimo di ore da svolgere sul posto di lavoro, i criteri per il monitoraggio e la valutare della sperimentazione. L’impresa dovrà, ovviamente, dimostrare di avere le carte in regola per la formazione degli apprendisti anche minorenni, di rispettare le norme sulla sicurezza, di avere capacità occupazionali coerenti con le norme sull’apprendistato.

Piano formativo

Ogni studente-apprendista sarà accompagnato da un «piano formativo personalizzato», che esplicita il percorso di studio e di lavoro, e da un sistema tutoriale che vede congiuntamente impegnati il tutor aziendale, designato dall’impresa, e il tutor scolastico, individuato tra gli insegnanti del Consiglio di classe in possesso di competenze adeguate. Per agevolare il loro compito sono previste specifiche attività formative, anche congiunte, a carico dell’impresa. Notevoli gli spazi di flessibilità a disposizione delle scuole: per l’interazione tra apprendimento in aula ed esperienza di lavoro potranno utilizzare fino al 35% dell’orario annuale delle lezioni.

Maturità

Per gli Istituti tecnici e professionali si tratta, ad esempio, di un massimo di 369 ore su 1.056, ovvero di margini di autonomia nettamente superiori rispetto a quelli di cui le istituzioni scolastiche dispongono solitamente per organizzare la propria offerta formativa «libera». È un segnale della rilevanza che l’amministrazione scolastica attribuisce a questa sperimentazione. I periodi di apprendistato («on the job») sono valutati e certificati e valgono come crediti ai fini dell’ammissione all’Esame di Stato. Per la predisposizione della terza prova scritta la Commissione d’Esame dovrà tener conto dello specifico percorso sperimentale seguito dagli allievi e potrà avvalersi della presenza del tutor aziendale come esperto, senza oneri per la finanza pubblica. A breve partiranno le attività informative per le famiglie e gli studenti delle scuole aderenti al programma sperimentale affinché possano partecipare con consapevolezza alle selezioni.

Nativi digitali, la maturità diventa ipertecnologica: app e siti da consultare

da Corriere.it

Nativi digitali, la maturità diventa ipertecnologica: app e siti da consultare

Per risolvere dubbi e ansie, la tecnologia può essere d’aiuto

di Valentina Santarpia

App per smartphone, Facebook, Twitter, Internet: la tecnologia offre una miriade di strumenti per aiutare gli studenti alle prese con la maturità. Anche se non bisogna utilizzarli durante le prove ed è importante non bisogna abusarne, i telefono di ultima generazione, i tablet e i computer, se sfruttati in maniera intelligente, possono diventare davvero validi supporti per avere risposte ai propri dubbi, o per dare un’organizzazione più valida al metodo di studio. Secondo uno studio di Studenti.it, il 40% dei ragazzi alle prese con la maturità si farà aiutare dalla tecnologia. Purché sia economica: le applicazioni sono per lo più gratuite, e quelle più sofisticate costano dai 2 ai 5 euro.

Le app da consultare

Apple ha addirittura creato una sezione apposita, nello store, dal titolo «Preparati per i tuoi esami». Le materie sono quelle comuni a tutti gli indirizzi di studio: italiano, storia, lingue straniere, matematica, scienze. Tra le app per prepararsi all’esame di maturità lo store propone l’app dedicata a chi cerca uno strumento per fare ripassi dell’ultimo minuto senza dover compilare tabelle o scrivere appunti e sintesi a penna: si tratta di iRiassunti – Riassunti di Italiano con oltre 150 sintesi di storia della letteratura italiana. iRiassunti si può acquistare a 89 centesimi. Tra le app proposte non poteva mancare Dante Alighieri, l’app di Zanichelli che contiene l’edizione integrale della Commedia di Dante Alighieri completa di note e introduzioni ai canti e accompagnata da un importante corredo multimediale, che costa 21,99 euro. Interessanti sono anche le app iRipasso Chimica (1,79 euro), iFisica Pro (2,69 euro) e iMatematica Pro (2,69 euro). Gratis sono le app Non solo tesine, Apprendere Grammatica e Apprendere Algebra. Sono ben quattro i capitoli della sezione Preparati per i tuoi esami dedicati agli ebook: Libri di Letteratura per un ripasso dei capolavori letti durante i cinque anni di liceo, Libri di italiano per rispolverare le regole grammaticali in vista della prima prova scritta, Libri di storia per affrontare a cuore leggero l’interrogazione e altri libri per la maturità. Per i maturandi l’esame di maturità coincide anche con il momento importante della scelta dell’università da frequentare. Per questo sullo Store nella sezione Preparati per i tuoi esami gli studenti troveranno anche le app per i test di ammissione all’università.

I siti per studenti

Molti siti di supporto per gli studenti hanno creato applicazioni ad hoc: ad esempio grazie all’app di Skuola.net potranno scaricare il materiale di cui hanno bisogno direttamente sul cellulare, insieme ad appunti, traduzioni dal greco e dal latino, esercizi di matematica e quant’altro. Tutto ciò, quindi, di cui un maturando ha bisogno per non sentirsi mai impreparato, in ogni contesto e 24 ore su 24. Anche Studenti.it ha una serie di appunti e test utili per prepararsi. Da consultare anche http://www.guidamaturita.it/che ha anche una pagina Facebook.

I prof denunciano: “Ecco gli imbrogli nei diplomifici”. E il ministro conferma: da settembre possiamo intervenire

da Repubblica.it

I prof denunciano: “Ecco gli imbrogli nei diplomifici”. E il ministro conferma: da settembre possiamo intervenire

Le testimonianze raccolte online da Unicobas. Racconti di falsi stipendi e contributi. Ma anche di falsi verbali per far comparire in aula studenti che non ci sono

di SALVO INTRAVAIA

Più controlli sulle scuole paritarie che sfruttano gli insegnanti con paghe irrisorie. Ma a partire dal prossimo mese di settembre. Per la maturità che sta per iniziare tutto andrà come è stato finora nei diplomifici: studenti fantasma, stipendi inesistenti e l’obbligo di dichiarare il falso. Veronica, Silvia, Marcella, Francesca, Marco sono nomi di fantasia ma le storie che raccontano sono terribilmente vere. Storie di ordinario sfruttamento, di umiliazioni professionali e di vessazioni di ogni genere patite all’interno di quelle scuole paritarie che  –  assieme alle scuole statali  –  dovrebbero costituire la seconda gamba del sistema pubblico di istruzione italiano. Prepotenze e soprusi che migliaia di malcapitati sopportano giornalmente in silenzio per ottenere i 12 punti all’anno che serviranno a scalare le graduatorie provinciali dei precari. Quelle che aprono le porte della scuola statale e consentiranno loro di lasciarsi alle spalle anni di maltrattamenti e mortificazioni.

Celandosi nell’anonimato che garantisce il web, hanno affidato i loro sfoghi a Paolo Latella, sindacalista degli Unicobas, che ha deciso di denunciare quelle scuole private che infrangono le regole tracciando la cartina della vergogna con le segnalazioni provenienti da tutte le regioni del Sud, ma anche da Lazio, Toscana, Lombardia, e Friuli Venezia-Giulia. E inviando un dossier all’ex ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, e al suo successore Stefania Giannini. Perché le scuole che non applicano la normativa vigente sulla parità scolastica possono essere sanzionate con la revoca della parità stessa. Basterebbe controllarle. Ma dal ministero a Paolo Latella non è arrivata neppure una telefonata. Telefonate che invece sono arrivate al sindacalista da chi lo ha minacciato di morte per la sua crociata contro le paritarie.

Eppure le storie raccontate dagli stessi protagonisti lasciano a bocca aperta. E viene perfino il dubbio che si possano verificare in un paese civile. “Siamo insegnanti in cerca di punteggio presso le scuole paritarie e la nostra è una denuncia che arriva dopo mesi di vessazioni e di ingiustizie patite presso una scuola paritaria” della provincia di Caserta. “I gestori per poter dare la possibilità di insegnare (dopo esser stati raccomandati vivamente da persone a loro vicine), obbligano noi precari a sottostare alle inique condizioni lavorative cui non è possibile sottrarsi. Già il primo giorno sono stati chiari: ci hanno detto che gli studenti non frequentano le lezioni e dobbiamo necessariamente attestare il falso, e cioè la presenza in aula di ragazzi che, invece, nella migliore delle ipotesi, sono altrove a lavorare”.

“Sul registro personale e quello di classe  –  continuano i prof  –  attestiamo falsamente la presenza degli studenti ma, in aula, se tutto va bene in una classe di 20 persone, ne sono presenti solo tre o quattro. Rischiamo di andare sotto processo, come già avvenuto in alcune scuole paritarie in quel di Santa Maria Capua Vetere, perché dobbiamo attestare presenze non veritiere. E badate bene che un alunno può anche fare una rapina, noi gli forniamo l’alibi della presenza in aula”. Ma non è tutto. “A fine mese, dichiariamo di aver ricevuto il compenso ordinario firmando la busta paga, ma, in realtà, non percepiamo alcuno stipendio. Siamo costretti a firmare e a dichiarare il falso perché questa finta retribuzione garantisce il pagamento dei contributi previdenziali, condizione necessaria per l’attribuzione dei 12 punti annuali in graduatoria”.

E i contributi? “Quelli, udite bene, ci costringono a pagarceli di tasca nostra! E già, non solo firmiamo la busta paga senza percepire stipendio, ma inoltre, dobbiamo necessariamente pagare i contributi di tasca nostra. Che vergogna. Per non dire del contributo extra di 200 euro che dobbiamo versare ai gestori, per le spese di manutenzione della scuola. Siamo stanchi di essere derisi, sfruttati. Lavorare gratuitamente nelle scuole paritarie può apparire uno scandalo ai più, ma qui in Campania è la regola”. Più fortunate le insegnanti di una scuola elementare e materna della provincia di Napoli che percepiscono sulla carta uno stipendio di 400 euro al mese per dieci ore di lavoro al giorno: dalle 7,30 alle 17,00 e per due volte a settimana fino alle 18,30.

Sono state assunte come volontari di un’associazione di cui è presidente la moglie del direttore e oltre all’insegnamento alle maestre viene richiesto di pulire le aule e i bagni. Vengono pagate due euro l’ora. Una situazione ricorrente al Sud. A Palermo, lo stipendio di Veronica era di 500 euro mensili per 12 ore settimanali. Lei però ne svolgeva 8/9 al giorno e la paga, un semplice acconto, arrivava ogni tre mesi. Per nove lunghissimi anni “ho subito mobbing, rimproveri, urla…. Mi è stato negato il permesso studio per prepararmi al concorso…. Lo scorso anno sono stata circa 5 mesi senza percepire un centesimo, ho attraversato un periodo di forte stress psicologico perché non riuscivo a sostentarmi…”, racconta Veronica.

E alcune volte anche il punteggio per cui i precari sono disposti a tutto se ne va in fumo. “Io ho insegnato dal 95 al 99  –  racconta Marcella  –  in una scuola religiosa a Cosenza che ritenevo legalmente riconosciuta. Lo ritenevo erroneamente, perché da poco ho scoperto che quel servizio vale zero. Ho insegnato per due lire, facendo affidamento sul punteggio. Punteggio che hanno dato a chi mi ha preceduto per anni e poi infine a me. Persino i sindacati mi dicevano che era tutto ok. Tre anni fa  –  prosegue  –  mi sono spostata a Roma sperando di lavorare di più, invece peggio. Beh qualche giorno fa mi scrivono dicendomi, che il mio punteggio riguardante quegli anni vale zero. Per vent’anni nessuno me lo ha contestato, ora scopro di colpo non fosse così. Mi è caduto il mondo addosso”.

Sfruttamento che dovrebbe cessare tra pochi mesi, stando a quanto dichiarato pochi minuti fa dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che ha risposto ad una interrogazione parlamentare del M5S alla Camera. Il ministro ha dapprima rammentato che spetta agli Uffici scolastici regionali vigilare sugli istituti paritari. Ma ha sorvolato sul fatto che gli uffici periferici del ministero hanno una carenza cronica di ispettori. Per la verità, ricorda la Giannini, il ministero ha messo nero su bianco una specifica normativa che però è stata prontamente impugnata al Tar. Ma a settembre, quando partirà il sistema nazionale di valutazione che si regge su tre gambe  –  Invalsi, Indire e corpo ispettivo  –  i 55 neoispettori dell’ultimo concorso potranno mettere le mani tra le carte degli istituti paritari per controllare il trattamento riservato ai docenti o la presenza di altre eventuali irregolarità.

Maturità, impazza il “tototema”

da La Stampa

Maturità, impazza il “tototema”

Dai 10 anni di Fb a Papa Francesco passando per il centesimo anniversario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale
roma

Dal compleanno di Facebook, che quest’anno ha “spento”´ 10 candeline, a Papa Francesco e le Europee, passando per il centesimo anniversario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i siti specializzati come Studenti.it e Skuola.net fanno un elenco di oltre venti ricorrenze “calde” che potrebbero essere al centro delle tracce.

 

Un ottimo modo per cercare di azzeccare l’argomento del tema storico o di quello di attualità è informarsi sulle ricorrenze importanti dell’anno, anniversari di eventi epocali da poter influenzare gli addetti del ministero dell’Istruzione. E allora l’elenco degli argomenti per la prova del 18 giugno si allunga: dal 25esimo anno della caduta del muro di Berlino al 450esimo della nascita di William Shakespeare passando per i 450 anni di quella di Michelangelo Buonarroti.

 

E come escludere a priori i 450 anni dalla nascita di Galileo e il 100esimo anniversario della morte del sismologo Giuseppe Mercalli, in tempi così sensibili al tema delle catastrofi naturali?A questo proposito, quest’anno cade anche il decimo anniversario della tragedia dello tsunami che il 26 dicembre 2004 colpì l’intero sud-est asiatico con un bilancio finale di 230.000 morti. E poi ci sono la recente alluvione in Sardegna e il tifone Hayan che l’8 novembre ha devastato le coste delle Filippine.

 

Altra ricorrenza non sfuggita ai più attenti, la nascita della televisione, di cui ricorrono quest’anno i 60 anni. Fa “parlare” la Rete anche la morte di Gabriel Garcia Marquez, per alcuni argomento scontato, anche se molti altri contano sulla statura letteraria del “padre” di Cent’anni di solitudine. Tra gli anniversari da ricordare ci sono anche la morte del politologo Norberto Bobbio, i 25 anni della scomparsa di Salvator Dalì (per il saggio breve di ambito artistico-letterario) e i 200 anni di quella del filosofo Fichte.

 

Poi ci sono i classici della letteratura del Novecento: Pascoli, Quasimodo, Pasolini, Pirandello, D’Annunzio e Saba sono tra i più quotati, anche se l’anno scorso gli studenti (e anche molti prof) sono rimasti spiazzati dalla scelta, per l’analisi del testo, dell’Infinito viaggiare di Claudio Magris. È saggio quindi non ignorare i saggisti contemporanei, anche se gli autori del Novecento restano i più papabili. Tra gli “esclusi” dalla Rete però c’è Montale (già uscito nelle tracce del 2004, 2008 e 2012), come anche Ungaretti (materia d’esame nel 1999, 2006 e 2011).

 

Per chi si orienta sul tema storico, il Web consiglia di approfondire la vita e le battaglie anti-apartheid di Nelson Mandela, morto a dicembre, come anche di rispolverare la storia americana per i 50 anni dall’omicidio del presidente John Fitgerald Kennedy, anche se le due riccorrenze rientrano negli anniversari del 2013.

 

Il tototema spazia ulteriormente quando a essere sondato è il tema d’attualità o anche il saggio breve: si va dall’omofobia, argomento gettonatissimo, al caso delle baby-squillo fino all’Expo 2015 di Milano, il cui tema sarà “Nutrire il pianeta”. E ancora: la recente santificazione dei due papi, il tema sempre caldo dell’immigrazione, con la ripresa degli sbarchi nella stagione estiva e le polemiche politiche sull’accoglienza e i problemi legati all’integrazione. Attenzione anche all’Europa, soprattutto dopo le ultime elezioni per il Parlamento di Strasburgo e l’ondata euroscettica registrata in Francia e Regno Unito. Tra le vicende italiane, il naufragio della Costa Concordia al Giglio, la missione nello spazio “Volare” conclusa con successo da Luca Parmitano, l’Oscar a Paolo Sorrentino per La Grande Bellezza. Per il saggio breve di carattere scientifico, al top delle probabilità la recente scomparsa delle due grandi della scienza’ Margherita Hack e Rita Levi Montalcini. Guardando all’estero, invece, il più gettonato è senz’altro il conflitto in Ucraina.

Che fa il prof alla sua prima esperienza agli esami di stato?

da tecnicadellascuola.it

Che fa il prof alla sua prima esperienza agli esami di stato?

P.A.

Che succede quando nella commissione degli esami di stato un commissario, e anche più d’uno, è alla sua prima esperienza? È un po’ come mandare in nazionale un giocatore che non ha mai fatto neanche le coppe europee. Lo rivela l’Ansa

Giovane e forte, sì, ma senza quel bagaglio di esperienza da sfoderare nei momenti più critici. Che cosa significa? Che il prof giovane è fresco di studi e quindi molto preparato dal punto di vista didattico e se dal punto di vista anagrafico ha meno anni rispetto al resto della commissione, sente meno la stanchezza e può tirare avanti i lavori con minore affanno. Però non gli è mai capitato di gestire un blocco emotivo o uno sfogo da ansia, di dover riconoscere uno studente timido da uno apparentemente impreparato. Insomma, è sveglio ma conosce meno il mondo della scuola.
Giovane e dall’aspetto simpatico, a volte capita anche che voglia apparire più vicino al mondo dei ragazzi di quanto non sia in realtà. Potrebbe avere un approccio confidenziale e scherzoso ma non bisogna dimenticare mai che dovrà comunque esaminare: rispetto e distanza, quindi, non guastano anche perché di fatto non è un amico. O, almeno, non più di quanto non lo sarebbe un prof interno più datato.
Non solo difetti, il prof giovane al suo debutto alla maturità può capire meglio i maturandi di tanti altri commissari esterni. Perché? Perché in fondo anche per lui si tratta di un esame da sostenere e, quindi , da superare: la tensione della maturità, con la paura di sbagliare, c’è anche per loro. Probabilmente la sentono anche i prof di lunga esperienza, figuriamoci i più giovani. La maturità infatti è un banco di prova per tutti e i docenti vogliono superarla al meglio. Senza intoppi né incomprensioni. Per un giovane prof, quindi, la prima volta alla maturità da commissario esterno è comunque una prova da sostenere. Tutti sulla stessa barca

Ennesima “stretta” sui diplomifici: sarà quella buona?

da tecnicadellascuola.it

Ennesima “stretta” sui diplomifici: sarà quella buona?

Alessandro Giuliani

Ad annunciarla è stato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, rispondendo ad un question time alla Camera: manifesto la volontà di porre in essere tutte le misure adeguate a salvaguardare la qualità e l’efficacia del prezioso servizio svolto dalle scuole paritarie per contenere il fenomeno distorto dei cosiddetti ‘diplomifici’, ha spiegato il responsabile del Miur. Da settembre verranno dunque intensificati i controlli.

Ancora una “stretta” sui diplomifici. Ad annunciarla è stato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, rispondendo ad un question time alla Camera.

“Manifesto la volontà di porre in essere tutte le misure adeguate a salvaguardare la qualità e l’efficacia del prezioso servizio svolto dalle scuole paritarie per contenere il fenomeno distorto dei cosiddetti ‘diplomifici'”, ha spiegato il responsabile del Miur.

Da settembre verranno dunque intensificati i controlli. Primo passo sarà quello di “sensibilizzare gli uffici scolastici regionali affinché vigilino in maniera sempre più stringente anche per evitare che vi siano abusi nei confronti del personale docente”. Verranno poi intensificate le ispezioni: “L’applicazione, a partire dal prossimo settembre, del Regolamento numero 80 del 28 marzo 2013 sul Sistema Nazionale di Valutazione sarà un passaggio cruciale in tal senso: il monitoraggio ispettivo dovrà essere intensificato – ha assicurato il ministro – e riguardare non solo gli aspetti di valutazione dell’efficacia del sistema ma anche i profili legati all’utilizzo del personale, ai contratti individuali posti in essere e al rispetto delle norme contrattuali e legislative in materia di impiego pubblico e privato”.

Il question time proposto dal M5S nasce dall’intervista al segretario regionale lombardo dell’Unicobas, prof. Paolo Latella, mandato in onda la sera del 31 maggio scorso in TG 2 ‘Storie’, autore di un dettagliato dossier sullo “sfruttamento” degli insegnanti nei diplomifici.

Si sbloccano i 220 milioni per le paritarie

da tecnicadellascuola.it

Si sbloccano i 220 milioni per le paritarie

Pasquale Almirante

Gli istituti paritari stanno per ricevere un assegno da 220 milioni di euro. Lo scrive Il Sole 24 Ore. Il ministero dell’istruzione, nei giorni scorsi, ha messo a punto il decreto per la ripartizione dei fondi stanziati dalla scorsa legge di stabilità. Dopo l’ok della Conferenza Stato-Regioni, la fetta più ampie delle risorse andrà a Lombardia e Campania

Il Miur, scrive Il Sole 24 Ore, ripartirà i fondi alle scuole paritarie seguendo lo schema dello scorso anno e cioè suddividendo le risorse in due “contenitori” distinti. A seconda che siano (i primi 100 milioni) o meno (gli altri 120) esentati dai vincoli del patto di stabilità interno come stabilito dall’articolo 1, comma 260, della legge di stabilità 2014.
In entrambi i casi la distribuzione avverrà secondo la consistenza di classi/alunni negli istituti paritari. Una volta incassato l’ok della Conferenza Stato-Regioni le risorse verranno girate alle scuole tramite gli uffici scolastici regionali
Nella distribuzione di entrambi i fondi continuiamo a trovare in vetta la Lombardia e la Campania. Più nel dettaglio, per quanto riguarda i 100 milioni esonerati dal Patto di stabilità, quasi un quarto andrà alle paritarie lombarde: 29,5 milioni. Seguite da quelle campane (12,7 milioni) e venete (11,7 milioni). Fanalino di coda la Valle d’Aosta con i suoi 143mila euro, circa 40mila in meno del Molise. E la stessa graduatoria, come detto, la ritroviamo per i 120 milioni non esentati dal patto di stabilità interno. Di questi la Lombardia se ne aggiudicherebbe 28,7. Dietro di lei di nuovo Campania (15,3 milioni) e Veneto (14 milioni).

Al via l’apprendistato in azienda per i ragazzi del quarto e quinto anno delle superiori

da tecnicadellascuola.it

Al via l’apprendistato in azienda per i ragazzi del quarto e quinto anno delle superiori

Redazione

Il periodo on the job sarà riconosciuto come credito per la Maturità

Al via la nuova frontiera dell’alternanza scuola-lavoro. Parte infatti dal prossimo anno scolastico, il 2014/2015, la sperimentazione dell’apprendistato per gli studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori. Un’innovazione assoluta per la scuola italiana che offre una risposta concreta ai dati allarmanti diffusi dall’Istat sulla disoccupazione giovanile. Obiettivo della sperimentazione, infatti, è consentire agli studenti italiani di inserirsi in un contesto aziendalegià prima della conclusione del loro percorso scolastico e del diploma, alternando la frequenza scolastica con la formazione e il  lavoro in azienda.

“L’apprendistato a scuola consentirà ai nostri giovani di affrontare con le giuste competenze e a testa alta un mercato del lavoro sempre più competitivo e alla ricerca di profili specializzati”, sottolinea con soddisfazione il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini. Il decreto interministeriale (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Economia) che definisce il programma sperimentale è stato firmato da tutti i ministri coinvolti. “Questo governo – spiega Giannini – è riuscito a portare a casa un provvedimento che segna una svolta nel rapporto fra scuola e mondo del lavoro e che era atteso da molto tempo sia dalla Scuola che dalle stesse imprese alcune delle quali, come l’Enel, sono già pronte a partire”.

“Questo provvedimento” -sottolinea il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti- “è un’altra testimonianza dell’impegno del governo per favorire nuove opportunità di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani, assicurando loro un’adeguata qualificazione professionale ed una valorizzazione delle competenze. Così come per il piano nazionale Garanzia Giovani, che ad un mese dall’avvio registra già una larga adesione da parte dei destinatari, per il pieno successo di questo nuovo strumento sarà determinante il ruolo delle imprese. Per questo le invitiamo a fare la loro parte, a dare un contributo attivo per aiutare i giovani e costruire il futuro del paese”.

I Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia hanno trovato l’intesa sui principi che apriranno le porte delle aziende agli studenti, singolarmente o coinvolgendo l’intera classe. Prima di arrivare alla Convenzione con la singola scuola, l’azienda interessata sottoscriverà un Protocollo d’intesa con il Miur e il Mlps (o gli uffici periferici dei Ministeri) e le Regioni interessate per specificare: gli indirizzi di studio coinvolti, i criteri per individuare scuole e studenti, le modalità per assicurare ai giovani l’eventuale rientro nei percorsi ordinari, il numero minimo di ore da svolgere sul posto di lavoro, i criteri per il monitoraggio e la valutare della sperimentazione. L’impresa dovrà, ovviamente, dimostrare di avere le carte in regola per la formazione degli apprendisti anche minorenni, di rispettare le norme sulla sicurezza, di avere capacità occupazionali coerenti con le norme sull’apprendistato.

Ogni studente-apprendista sarà accompagnato da un “piano formativo personalizzato”, che esplicita il percorso di studio e di lavoro, e da un sistema tutoriale che vede congiuntamente impegnati il tutor aziendale, designato dall’impresa, e il tutor scolastico, individuato tra gli insegnanti del Consiglio di classe in possesso di competenze adeguate. Per agevolare il loro compito sono previste specifiche attività formative, anche congiunte, a carico dell’impresa. Notevoli gli spazi di flessibilità a disposizione delle scuole: per l’interazione tra apprendimento in aula ed esperienza di lavoro potranno utilizzare fino al 35% dell’orario annuale delle lezioni. Per gli Istituti tecnici e professionali si tratta, ad esempio, di un massimo di 369 ore su 1.056, ovvero di margini di autonomia nettamente superiori rispetto a quelli di cui le istituzioni scolastiche dispongono solitamente per organizzare la propria offerta formativa ‘libera’.

È un segnale della rilevanza che l’amministrazione scolastica attribuisce a questa sperimentazione. I periodi di apprendistato (on the job) sono valutati e certificati e valgono come crediti ai fini dell’ammissione all’Esame di Stato. Per la predisposizione della terza prova scritta la Commissione d’Esame dovrà tener conto dello specifico percorso sperimentale seguito dagli allievi e potrà avvalersi della presenza del tutor aziendale come esperto, senza oneri per la finanza pubblica. A breve partiranno le attività informative per le famiglie e gli studenti delle scuole aderenti al programma sperimentale affinché possano partecipare con consapevolezza alle selezioni. La firma del decreto si inserisce fra le attività che il Miur sta mettendo in campo per ampliare le competenze dei nostri studenti. Un obiettivo perseguito anche dal #Cantiere scuola voluto su questo tema dal ministro Stefania Giannini che vede al tavolo esperti e personale Miur e dovrà produrre proposte e documenti entro l’estate.

Domani i sindacati convocati all’Aran per trattative scatti d’anzianità

da tecnicadellascuola.it

Domani i sindacati convocati all’Aran per trattative scatti d’anzianità

Andrea Carlino

Domani i sindacati di categoria sono convocati all’ARAN per riprendere la trattativa sul recupero degli scatti di anzianità e le posizioni economiche del personale ATA

Le organizzazioni sindacali sono state convocate per domani presso l’Aran per l’apertura delle trattative su scatti di anzianità 2012 e posizioni economiche maturate negli anni 2011-2014. Per la CISL Scuola è la prosecuzione di un percorso e di un impegno fatto di determinazione e coerenza che potrà consentire il pieno recupero dei tre anni di anzianità “sterilizzati” dalla manovra economica del 2010. La Flc Cigl, invece, ritiene grave  la mancata apertura della sequenza per stabilire l’indennità ai DSGA che reggono due scuole. Sono anni che questi colleghi si sobbarcano lavoro e responsabilità aggiuntivi senza avere alcun compenso in cambio – si legge in una nota – Tutto ciò è ancora più inaccettabile se si considera il fatto che il Miur ha già predisposto, a seguito della mobilitazione della FLC, l’atto di indirizzo la cui copertura finanziaria era stata garantita dalla spending review del 2011(dimensionamento della rete scolastica). La Gilda degli Insegnanti, invece, si auspica che la questione si risolva entro la stessa giornata di domani.