Canto di Natale

CANTO DI NATALE di Umberto Tenuta

CANTO 331 Canto per il Natale della BUONASCUOLA

 

Canto per il Natale della BUONASCUOLA.

Cantiamo in coro l’inno della BUONASCUOLA!

Cantiamolo assieme, Bimbi senza grembiuli, Maestre senza grembiuli, Dirigenti senza grembiuli!

È nata!

È nata la BUONASCUOLA.

È nata la Scuola del SUCCESSO FORMATIVO.

Il dono lo hanno ricevuto tutti i bimbi.

Lo ha portato Babbo Natale.

Lo ha portato nel sacco.

Un sacco grande.

Un sacco grande grande.

Un sacco che contiene i SUCCESSI FORMATIVI di tutte le bimbe.

Nessuna esclusa!

Un sacco che contiene i SUCCESSI FORMATIVI di tutti i bimbi.

Nessuno escluso!

Due sacchi pieni.

Li ha riempiti Mamma Stefania.

Oh quanti soldi ha speso!

Tutti quelli ch’Ella aveva nella borsetta di coccodrillo.

Tutti quelli che le sue Amiche avevano nelle borsette di vitellino.

Ora sono contente tutte le mamme del mondo.

Ora sono contente tutte le nonne del mondo.

Ora sono contente tutte le zie del mondo.

Tutte le bimbe del mondo sono contente.

Tutti i bimbi del mondo sono contenti.

Oh che felicità!

………

Felicità è tenersi per mano
Andare lontano la felicità.
è il tuo sguardo innocente
In mezzo alla gente la felicità.
È restare vicini come bambini…
(Albano e Romina Power)

 

Ai bambini nessuno può negare la felicità.

La felicità di farsi uomini!

 

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Malala

MALALA, ISTRUZIONE E/O EDUCAZIONE di Umberto Tenuta

CANTO 330

MALALA combatte per l’istruzione o per l’educazione?

 

La risposta sembra scontata.

Malala parla di istruzione educativa!

Forse nella Valle pakistana dello SWAT l’educazione impartita dal contesto sociofamiliare è già sufficiente ed i giovani hanno bisogno solo di istruzione.

Ben lo sappiamo, educa innanzitutto la famiglia, poi il vicinato, il contesto socioculturale più vasto.

Ove queste istituzioni educative funzionano.

Anche quando non esisteva la scuola, l’educazione esisteva.

Era l’educazione che formava gli uomini.

Ma quando, soprattutto con l’accrescersi della cultura, e di quella scritta in particolare, il contesto socioculturale non bastava più, nacque la scuola.

Prima privata, riservata a una ristretta cerchia di bimbi privilegiati.

Poi sempre più aperta a determinate categorie di persone.

Infine, generalizzata, con la Riforma e la Controriforma.

In ultimo, obbligatoria.

Istruzione obbligatoria.

Tutti d’accordo.

Conoscere l’alfabeto, saper leggere, scrivere e far di conto sono diventati sempre più una necessità per tutti i cittadini.

E l’Educazione?

L’Istruzione riguarda il sapere, i saperi, le conoscenze: il contenuto delle enciclopedie.

La Formazione riguarda la formazione, il saper fare, le abilità, le capacità.

L’Educazione riguarda il saper essere, gli atteggiamenti, i sentimenti, gli amori.

L’istruzione e la formazione riguardano la mente.

L’educazione riguarda il cuore.

Ed il cuore è il cuore delle persone.

Con l’istruzione impari a conoscere le armi.

Con la formazione impari ad usarle.

Con l’educazione impari a combattere per la libertà.

Certamente, Malala combatte per la libertà.

Si può dare un suggerimento ad un Premio Nobel?

Se si può, vorrei suggerire a Malala di combattere per l’istruzione e per l’educazione.

Con un’avvertenza però.

L’educazione è educazione solo se è educazione alla libertà.

Se Maria Montessori non ci basta, leggiamo Jacques Maritain!

Ma per l’EDUCAZIONE bisogna combattere, Malala!

Per l’Educazione di tutte le figlie delle donne del mondo, per l’educazione di tutti i figli delle donne del mondo.

Solo l’EDUCAZIONE rende liberi!

 

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