Esonero vicepresidi: non c’è soluzione, almeno per ora

da La Tecnica della Scuola

Esonero vicepresidi: non c’è soluzione, almeno per ora

Trovare una soluzione al problema dei vicepresidi che non potranno avere nessuna forma di esonero dall’insegnamento sembra impossibile, almeno per ora.
Come è noto il Ministro ha sempre sostenuto che quando l’organico dell’autonomia sarà attivato, i dirigenti scolastici potranno utilizzare il personale assegnato secondo il progetto deliberato dagli organi collegiali dell’istituzione scolastica.
Quindi, allo stato attuale, le scuole potrebbero avere a disposizione docenti per sostituire i vicepresidi non prima della fine del mese di novembre (e questa è una previsione ottimistica).
I sindacati (e non solo) stanno facendo pressioni sul Ministero per ottenere una soluzione diversa, ma a dire il vero non si capisce proprio come il problema potrebbe essere affrontato.
C’è chi parla della possibilità di “sbloccare” già a settembre qualche migliaio di posti per consentire ai vicepresidi di svolgere l’incarico senza doversi occupare anche della propria classe.
Ma, purtroppo, una procedura del genere appare piuttosto debole: assegnare 4-5mila posti alle scuole già a settembre per anticipare altrettante assunzioni che dovrebbero invece essere effettuate sull’organico potenziato potrebbe falsare (e non poco) le “regole del gioco” intaccando i diritti dei docenti inseriti nelle GAE, in quanto una parte di essi verrebbe già “sistemata” a settembre, mentre tutti gli altri dovrebbero attendere per altri 3 mesi.
Senza considerare che la procedura delle assunzioni è già piuttosto complicata per conto suo, e quindi c’è da supporre che il Ministero non abbia molta voglia di correre ulteriori rischi.
La questione, comunque è molto complessa, e non bisogna escludere nulla.

Assunzioni, i posti sono 2mila in più rispetto alle domande. Ma in 15mila dovranno emigrare

da La Tecnica della Scuola

Assunzioni, i posti sono 2mila in più rispetto alle domande. Ma in 15mila dovranno emigrare

Anche se ci sono non meno di 2mila posti in più a disposizione per le assunzioni delle fasi B e C della L. 107/15, 15mila precari, per lo più di Sicilia e Campania, dovranno trasferirsi al Nord.

Ad essere coinvolti nel trasferimento forzato saranno anche tanti precari pugliesi, lucani, laziali (soprattutto romani), abruzzesi e toscani. A sostenerlo è il sindacato Anief, dopo aver messo a confronto i posti suddivisi per regione e materia, residuali rispetto alle fasi precedenti (18.476 risultanti dai 47.476 disposti nelle fasi iniziali a dispetto dei 29 mila assegnati), più i posti del potenziamento, con le 71mila domande inoltrate al Miur attraverso il sistema telematico.

Per il sindacato, inoltre, se fosse vero che “almeno 10mila domande sono irricevibili, i posti alla fine non assegnati potrebbero superare le 12 mila unità, anche se si potrebbero utilizzare i docenti dell’infanzia in organico potenziato nella primaria. Il Governo, comunque, sembra aver già perso la sua partita”.

“È una vera e propria lotteria – dichiara Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir) – perché il Miur non ha pubblicato né le graduatorie aggiornate degli albi territoriali con i punteggi incrociati dei candidati presenti in tutte le province, ma ha predisposto un algoritmo secretato che assegnerà i ruoli in barba ai principi costituzionali relativi alla pubblicità degli atti nell’accesso al pubblico impiego, alla gestione delle procedure concorsuali come quelle comparative date dallo scorrimento delle graduatorie. Non è una questione solo di trasparenza ma di regolarità dell’intera procedura di assegnazione degli incarichi a tempo indeterminato che porterà certamente il Miur in tribunale”.

“Se è vero che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro – continua Pacifico – non è giusto sfruttare per tanti anni i precari per poi deportarli dove si vuole. Il diritto al lavoro non può e non deve distruggere il diritto alla famiglia, perché senza di essa non c’è lo Stato. Ciò è evidente nella nostra Costituzione come nella Carta europea dei diritti dell’uomo. Così si sta realizzando un esodo mai pensato neanche ai tempi della leva obbligatoria. Stiamo parlando di posti potenziati e proprio perché il Sud è un’area economicamente depressa, ad alto tasso di abbandono scolastico e con un alto tasso di disoccupazione, con Comuni al collasso per i servizi essenziali, una viabilità disastrata, isole e comunità montane abbandonate a se stesse, tocca ora al Governo rivedere i parametri e assegnare 10 mila posti in più nelle regioni dove più necessitano. Soltanto così si comincia ad affrontare la questione meridionale. Nella prossima legge di stabilità – conclude il presidente Anief – devono pertanto essere riviste tutte le regole sulla mobilità del personale scolastico, a partire dall’assegnazione provvisoria annuale, e deve essere previsto un aumento dell’organico potenziato nelle aree a rischio del Paese, soprattutto per il bene delle nuove generazioni”.

Il sindacato ricorda che dal piano di assunzioni sono stati lasciati fuori diverse decine di migliaia di “precari aventi diritto”. Tra questi, “7 mila precari abilitati ma fuori dalla Gae, esclusi, hanno chiesto ai legali dell’Anief di ricorrere per partecipare al piano straordinario”.

L’impressione è che sia solo l’inizio di un contenzioso dalle proporzioni gigantesche: tanti precari assunti fuori regione, dopo aver vinto un concorso regionale o aver scelto una provincia delle GaE, potrebbero decidere di intraprendere la stessa strada che porta in tribunale.

 

LA TABELLA REGIONALE: POSTI VACANTI E DOMANDE INOLTRATE

Posti di potenziamento +Sosteg Fase C
Regioni Primar Media Second Totale Sostegn Totale Fase B B + C Domande
Abruzzo 449 176 607 1.232 182 1.414 1.925 -511
Basilicat 264 109 394 767 50 817 1.207 -390
Calabria 664 268 967 1.899 193 2.092 4.314 -2.222
Campan 1.815 810 2.689 5.314 691 6.005 11.142 -5.137
Emilia Romag 1.307 487 1.581 3.375 433 3.808 3.696 +112
Friuli 421 164 529 1.114 91 1.205 980 +225
Lazio 1.653 647 2.112 4.412 788 5.200 7.125 -1.925
Liguria 478 193 649 1.320 164 1.484 783 +701
Lombard 2.852 1.065 3.091 7.008 1.023 8.031 6.630 +1.401
Marche 517 198 698 1.413 189 1.602 1.806 -204
Molise 188 76 271 535 34 569 711 -142
Piemont 1.250 488 1.506 3.244 416 3.660 2.623 +1.037
Puglia 1.236 513 1.820 3.569 468 4.037 6.040 -2.003
Sardegn 530 215 769 1.514 162 1.676 1.747 -71
Sicilia 1.595 668 2.131 4.394 649 5.043 11.864 -6.824
Toscana 1.078 427 1.432 2.937 354 3.291 4.283 -992
Umbria 363 139 460 962 94 1.056 1.073 -17
Veneto 1.473 563 1.767 3.803 465 4.268 3.694 +574
Totale 18.133 7.206 23.473 48.812 6.446 55.258 18.476 73.734 71.643 +2.091

Lo squilibrio posti-domande che fa discutere

da tuttoscuola.com

Lo squilibrio posti-domande che fa discutere

In attesa di conoscere quanti docenti effettivamente entreranno in ruolo e dove troveranno la sede, si registrano primi commenti, critiche e richieste. Esaminando i dati grezzi delle domande appare evidente che non vi potranno essere esattamente tanti posti disponibili in ciascuna regione quanti sono i docenti precari che vi risiedono. È’ evidente – e questo si è’ sempre saputo – che non vi può essere coincidenza di posti e di aspiranti al ruolo in tutte le regioni. L’emigrazione fuori regione e’ un dato doloroso, ma fisiologico. Alimentare l’idea che questo è ingiusto e forse illegittimo è pericoloso e populista. E proporre che la legge istituisca posti in più nelle regioni dove c’è un eccesso di docenti non serve alla scuola.

71.643 domande: ecco la distribuzione per Regioni

da tuttoscuola.com

71.643 domande: ecco la distribuzione per Regioni

Sono 71.643 le domande di partecipazione alla procedura nazionale del Piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge ‘Buona Scuola’. Il bando è stato aperto lo scorso 28 luglio, la chiusura della procedura era fissata per la giornata di oggi alle 14.00. Era possibile aderire esclusivamente attraverso un modulo on line.

Siamo molto soddisfatti dell’adesione alla procedura nazionale – commenta il Ministro Stefania GianniniLa piattaforma ha funzionato perfettamente e i candidati hanno capito l’importanza di partecipare per la loro vita e per quella della scuola“.

Esprimo anche soddisfazione – continua Giannini – per la rapidità e l’efficienza con cui i nostri Uffici Scolastici Regionali tra la fine di luglio e la prima metà di agosto hanno assunto 29.000 docenti. Abbiamo già immesso in ruolo molti più insegnanti dello scorso anno e con un mese di anticipo. A metà settembre, con l’avvio delle lezioni, avremo coperto le cattedre vacanti e daremo più continuità didattica ai nostri ragazzi“.

Ecco la distribuzione delle domande pervenute, suddivise per Regioni:

Abruzzo                                  1.925

Basilicata                                1.207

Calabria                                  4.314

Campania                              11.142

Emilia Romagna                       3.696

Friuli                                          980

Lazio                                       7.125

Liguria                                        783

Lombardia                               6.630

Marche                                    1.806

Molise                                         711

Piemonte                                 2.623

Puglia                                      6.040

Sardegna                                 1.747

Sicilia                                     11.864

Toscana                                    4.283

Umbria                                    1.073

Veneto                                     3.694
Totale Nazionale                   71.643

Disabilita’ ed inclusione: le linee guida per i nuovi progetti regionali

Disabilita’ ed inclusione: le linee guida per i nuovi progetti regionali

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato le Linee guida per la presentazione da parte delle Regioni di proposte di adesione alla sperimentazione del nuovo modello di intervento in materia di vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità.

Le Linee guida si inseriscono nel panorama delineato dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 e affida alle Regioni la sperimentazione degli interventi profondamente innovativi previsti in materia di vita indipendente. Il Programma d’Azione biennale prevede infatti l’empowerment della persona che possa realizzare a pieno l’integrazione e la partecipazione nella società delle persone con disabilità. A tal fine le Regioni devono presentare i propri progetti annuali, da realizzare in collaborazione con la persona con disabilità sulla base di un piano personalizzato, rivolti a persone con disabilità con un’età compresa tra i 18 ed i 64 anni. Ogni proposta progettuale può beneficiare di un massimo di 80.000 euro di finanziamento da parte del Ministero, mentre la Regione garantisce, in forma diretta o tramite l’ambito territoriale candidato, il co-finanziamento per una quota non inferiore al 20% dell’importo totale del costo complessivo.

La proposta deve essere inviata al Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali – Divisione IV entro le ore 12.00 del 9 ottobre 2015 mediante posta elettronica certificata al seguente indirizzo: dginclusione.div4@pec.lavoro.gov.it.


Linee guida per la presentazione dei piani di progetto regionali per il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)