Un altro passo per concludere un concorso che dura da 4 anni

Un altro passo per concludere un concorso che dura da 4 anni
La soluzione della Campania non deve far dimenticare i gravi problemi per la dirigenza nelle scuole statali

A proposito della copertura dei posti vacanti a dirigente scolastico e delle chiusura delle assurde pendenze del vecchio concorso a dirigente scolastico, pubblicando i decreti della Lombardia ricordavamo le mancate soluzioni di Toscana e Campania. Tempestivo ieri è giunta la sentenza del Consiglio di Stato che chiude il caso Campania
DiSAL per un lungo tempo ha battagliato per una giusta chiusura del caso Lombardia, sostenendo  che in gioco non era solo il diritto di chi supera con merito un concorso, ma anche le urgenze delle comunità scolastiche, degli studenti e delle loro famiglie, poiché tutte le professioni della scuola sono e debbono essere solo servizio a queste.
La figura del dirigente scolastico è cruciale per la vita ed il buon funzionamento delle comunità scolastiche. Diverse forze hanno collaborato e collaborano tutt’ora ad impedire che questa figura possa servire queste comunità e possa rinnovarsi. Anche l’incapacità e l’assenza dell’azione amministrativa e politica hanno dato in passato man forte a queste forze.
Il ritrovato buon senso delle commissioni in Lombardia, una finalmente equilibrata sentenza giurisprudenziale, la tempestiva recente azione politica e amministrativa delle quali occorre dare atto, hanno per ora rimediato a due situazioni incancrenite.
Ma i problemi (oltre al problema Toscana aperto) per la direzione delle scuole statali restano e rischiano di aumentare di nuovo. Anche l’annuncio di oggi del Ministro Giannini dell’assunzione di 336 dirigenti scolastici oltre alle 258 già deliberate all’inizio del mese, resta solo un piccolo rimedio.
Quella massa di problemi li abbiamo appena di nuovo ricordati: “il turnover dei docenti, le dimensioni delle scuole sempre più grandi e sproporzionate ai veri bisogni delle comunità educative, la mancanza degli esoneri per i vicari del dirigente scolastico (con le gravi conseguenze per le scuole di più grandi dimensioni), ma soprattutto la mancanza di dirigenti scolastici titolari in quasi 1600 scuole con la conseguenza che molto più di 3000 scuole (cioè più di un terzo delle scuole italiane) avranno un preside a mezzo tempo”.
Fare gli auguri ai nuovi dirigenti non deve farci dimenticare la drammaticità di queste ferite aperte.

“Qualcosa di buono” di George C. Wolf

“Qualcosa di buono” un film di George C. Wolf

di Mario Coviello

 

qualcosa_di_buonoEsce oggi in tutta Italia nelle sale un film da non perdere “ Qualcosa di buono” , di George C. Wolf, basato sul romanzo di Michelle Wildgen., che ha lo stesso titolo ed è pubblicato in Italia da Vallardi

Kate (Hilary Swank) è una pianista di musica classica , donna in carriera di successo, sposata e dai modi garbati, a cui è stata diagnostica la SLA (più nota con il nome di malattia di Lou Gehrig). Bec (Emmy Rossum) è un’estroversa studentessa universitaria e aspirante cantante rock che riesce a malapena a destreggiarsi in una vita estremamente caotica e confusionaria Eppure quando Bec decide di accettare la disperata proposta di lavoro come assistente di Kate, proprio quando il matrimonio di Kate con Evan (Josh Duhamel) comincia a entrare in crisi, le due donne si affidano a ciò che diventerà un legame non convenzionale, a volte conflittuale e ferocemente onesto. Senza una meta chiara nella vita, Bec è decisa a diventare l’ombra di Kate accompagnandola e traducendo per lei le situazioni più sconcertanti e goffamente comiche. Il risultato è un cameratismo ridotto all’ essenziale, fatto di sostentamento quotidiano e confessioni a notte fonda. Quando la meticolosa e ostinata Kate comincia a influire sulla confusa, spontanea e inafferrabile Bec e viceversa, entrambe le donne si trovano faccia a faccia con i rispettivi rimpianti, esplorando nuovi territori ed espandendo la propria idea su chi in realtà vogliono essere. Il film, che può essere considerato la versione femminile di “Quasi amici” (i protagonisti erano un nobile tetraplegico e il suo badante pregiudicato) parla di handicap, di amicizia, di destino attraverso un impianto a cavallo fra dramma e commedia con molti momenti di umorismo.

Come ha interpretato il suo ruolo? «Mi sono documentata scrupolosamente frequentando dei veri malati», racconta Hilary Swank, «mi sono fatta raccontare la loro vita quotidiana, ho esplorato i loro sentimenti. E’ stata una prova fisicamente ed emotivamente molto faticosa, ma sono felicissima di aver interpretato questo film che regala molte emozioni. Su di me ha avuto un effetto molto potente».Ho pensato che questa storia fosse un’ottima opportunità per raccontare il legame d’amicizia tra due donne che, nonostante siano antitetiche in tutto, si conoscono e riescono a volersi bene rispettandosi a vicenda”, Della stessa idea anche Emmy Rossum “E’ la storia di due donne completamente diverse che s’incontrano e, inaspettatamente, cambiano l’una la vita dell’altra. Con il tempo imparano a conoscersi e a rispettarsi e, soprattutto, capiscono che non c’è niente di sbagliato nell’essere diversi dagli altri”.

Kate è affetta da SLA e nel film assistiamo al progressivo e inesorabile degenerarsi di una vita fin lì normale. L’attenzione nei confronti della malattia si attiene al rispetto del dettaglio per conferire autenticità alla storia, ma, sia l’autrice del libro che il regista, hanno scelto di evitare ogni possibile scadimento della narrazione nel pietismo o nella temibile lacrima facile. E’ affidato al personaggio di Bec, la ribelle studentessa, un ruolo dissacrante: le sue parole sono un invito diretto, e a volte brutale, ad affrontare la malattia e a vivere fuori dagli schemi. Kate era una donna sicura di sé, bella e soddisfatta della sua vita agiata accanto a un marito innamorato; la malattia, però, con il suo orizzonte di sofferenza e di perdita progressiva di ciò che faticosamente ha costruito, la spingono a lasciarsi andare. Solo l’aiuto di Bec e del suo spirito goffo e irriverente modificheranno il modo in cui Kate guarda se stessa, sino a rimpiangere di non avere, in passato, preferito costruire il suo vero Io anziché aderire alle aspettative di altri .Kate e Bec nel film dimostrano che la vita ci pone di fronte a sfide insormontabili, al dolore più lacerante, ma l’amicizia dona la possibilità insostituibile di poter contare su qualcuno. Non sarà la cura miracolosa ai piccoli grandi drammi che ci colpiscono, ma sì un rifugio accogliente in cui poter ancora coltivare la speranza. Abbiamo sempre pensato che le amiche vere fossero tali in virtù della somiglianza, ignorando che le differenze ci rendono complementari, e possono essere un’opportunità di crescita. Proprio come è stato per Kate e Bec.Questo film approfondisce il tema della malattia, delle scelte e delle relazioni: una malattia degenerativa, contro cui non si può combattere e non si può vincere, getta un’ombra d’impotenza e di angoscia disarmante in tutti coloro che hanno a che farci. In un certo senso mi ricorda Still Alice,che vi ho consigliato in una mia precedente recensione, in cui si parla di una donna brillante, giovane e forte che si vede lentamente divorare la mente dall’Alzheimer pur continuando a lottare, pur sapendo che non ci sono speranze. Hilary Swank, riuscirà con questo film a conquistare premi e pubblico come ha fatto nelle precedenti interpretazione in  “Boys don’t cry” e “Million Dollar Baby”?

PIANO ASSUNZIONI: “FASE B GRANDE FLOP”

PIANO ASSUNZIONI, GILDA: “FASE B GRANDE FLOP”

“Il Governo ha ben poco da festeggiare: la fase B del piano di assunzioni è stato un grande flop. Il numero di candidati che hanno fatto domanda non riuscirà a coprire il contingente del piano straordinario”. Così Antonio Antonazzo, referente precari della Gilda degli Insegnanti, commenta i dati pubblicati ieri dal Ministero dell’Istruzione (e rielaborati nella tabella in allegato, ndr).

“Le domande sono circa 71.000, ma di queste circa 15.000 sono dell’infanzia e quindi quelle reali sono circa 56.000. Già in fase B – spiega Antonazzo – i posti di sostegno dell’infanzia, della primaria e della media, non saranno tutti coperti. Ciò significa che non ci saranno candidati di sostegno per la fase C se non per la sola scuola secondaria superiore. Per la fase C, pur supponendo che i candidati siano distribuiti in maniera tale da poter coprire tutte le classi di concorso che verranno individuate e che tutti i posti di sostegno di questa fase verranno assegnati alle superiori, rimarrebbero 14.000 posti scoperti. Ma è già possibile affermare con certezza che saranno almeno il doppio se non di più. Per fare un esempio – prosegue Antonazzo – sulla classe A019 (discipline giuridiche ed economiche, ndr) ci sono oltre 5400 domande di candidati per poche decine di posti nella fase B e, per bene che vada, qualche centinaia nella fase C. Viceversa in altre classi di concorso, come il sostegno nelle scuole medie, risultano molti posti disponibili, circa 1500-2000 in fase B, senza candidati”.

“Questi numeri – conclude Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda – dimostrano in maniera inequivocabile l’inadeguatezza del piano di immissioni in ruolo messo a punto dal Governo e il paradosso per cui i precari che rientrano nella fase C, nonostante i loro punteggi più bassi, hanno maggiori possibilità di ottenere una cattedra vicino casa mentre quelli della fase B, pu con punteggi più alti, rischiano di dover emigrare”.

Ecco l’efficienza della “Buona Scuola”

Ecco l’efficienza della “Buona Scuola”

Mentre a partire dal 1° settembre vedremo gli effetti nefasti della legge 170/15 all’interno delle scuole, mentre ci avviamo verso la scuola del preside manager e sceriffo, della privatizzazione, dello sfregio della didattica e del vero lavoro di insegnamento/apprendimento, il Ministero della Pubblica Istruzione ci mostra ancora una volta il suo vero volto, in tutta la sua (in)efficienza.

Dal 26 agosto l’Ufficio Provinciale di Milano ha iniziato le convocazioni dei docenti assunti in ruolo all’inizio del mese, per la scelta della sede ed esattamente dal 25 di agosto il sito web dell’USP Milano è in tilt. Così è pressoché impossibile per i docenti consultare calendari e disponibilità. A ben poco servono le mail che l’USP invia ai sindacati, chiedendo loro di fare quel lavoro di informazione e pubblicità dei dati che è un preciso compito istituzionale della Pubblica Amministrazione, o la pubblicazione sul sito dell’Ufficio Scolastico Regionale, che non viene consultato abitualmente dal personale che sa di doversi rivolgere all’ufficio provinciale.

La cosa più inquietante e al tempo stesso ridicola è che il sito dell’USP era in sofferenza da tempo e che gli stessi funzionari si aspettavano questo crollo, che puntualmente è arrivato nel momento meno opportuno.
Ci sarebbe davvero da ridere, per la palese incapacità dell’apparato di funzionare anche nei compiti più basilari, quello stesso apparato che va tanto orgoglioso di una riforma vergognosa che rischia di affossare definitivamente la scuola pubblica statale, se solo in tutto questo non ci fossero in gioco la vita e le scelte dei lavoratori, che subiscono danno e beffa di questa gravissima inefficienza.

Non riusciamo neanche ad immaginare cosa potrebbe accadere la settimana prossima, quando le convocazioni da pubblicizzare sanno quelle a Tempo Determinato e dove il non presentarsi ad una convocazione significa perdere il posto per quell’anno, quindi il lavoro, lo stipendio e i punti.
Ci auguriamo che questa grottesca vicenda venga risolta in modo definitivo al più presto, per il bene della scuola e dei suoi lavoratori e per il bene anche dell’USP Milano, che rischia sul serio di essere preso d’assalto dai docenti inferociti, proprio lui che, più realista del re, spesso dà seguito alle iniziative ministeriali e governative prima ancora che siano ufficiali. Se mettesse la stessa solerzia nella gestione del proprio lavoro quotidiano, staremmo tutti certo molto meglio.

Ecco i posti disponibili per la fase B Il 70 per cento è al Nord

da Corriere.it

Ecco i posti disponibili per la fase B Il 70 per cento è al Nord

Su 16.210 posti, al Sud ce ne sono solo 1.474. E’ la conferma che i precari meridionali saranno costretti a emigrare. Più della metà sono posti di sostegno

di Redazione Scuola

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato oggi sul suo sito i numeri dei posti disponibili per la cosiddetta fase B: quelli che sono rimasti vacanti dopo le prime due fasi (fase zero e fase A) che prevedevano l’assegnazione su base provinciale. Si tratta in tutto di 16.210 cattedre rimaste scoperte che a questo punto verranno allocate su base nazionale. Sono i posti più temuti dai precari perché costringeranno molti docenti del Sud a fare le valigie per andare a lavorare al Nord. Le tabelle del Miur lo confermano: i posti disponibili alNord sono 11.464 (il 70 per cento del totale), poco meno della metà a dei quali nella sola Lombardia (5.584 posti); 3.273 al Centro e solo 1.474 nel Sud (isole incluse). Mentre è al Sud che si trova la maggior parte degli insegnanti che ha chiesto di essere assunta nelle ultime ue fasi (dei 71.643 precari che hanno presentato domanda entro il 14 agosto, più della metà vengono dal Meridione).

Guarda la tabella del Miur dei posti disponili per la fase B

La proposta via email entro il 1° settembre

Dei 16.210 posti disponibili in questa fase più della metà (8.797) sono per il sostegno. Per la primaria i posti comuni sono appena 15, contro 3.118 per il sostegno. Per le scuole medie 3.705 contro 4.660. Solo alle superiori i posti comuni sopravanzano largamente quelli di sostegno (7.413 contro 450). I destinatari della proposta per la fase B riceveranno un’email entro la mezzanotte del 1° settembre. Le proposte saranno pubblicate tramite avviso sul sito www.istruzione.it. Gli interessati, entro 10 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso, dovranno provvedere tramite il Portale Istanze Online all’accettazione della proposta. Chi rinuncia verrà automaticamente escluso dalle fasi successive e cancellato dalle graduatorie in cui è iscritto. I destinatari di una supplenza vicino a casa, solo per quest’anno potranno tenerla, rinviando a settembre 2016 il trasferimento nella provincia assegnata.

La fase C

Poi, scatterà la fase C, con i 55 mila posti per il cosiddetto potenziamento dell’offerta formativa. Il paradosso è che in base al complesso sistema elaborato dal Miur, le cattedre residue della fase B, quelle cioè più lontano da casa, vengono assegnate ai precari con un punteggio più alto. Mentre quelli con un punteggio più basso hanno molte più chance di rientrare nell’ultima fase e di essere assegnati vicino a casa. Anche se non avranno una cattedra vera e propria ma, almeno in questa prima fase, saranno destinati a fare da jolly coprendo le assenze dei colleghi e prestando attività di recupero pomeridiano nelle scuole. «Per avere equità bisognerebbe unificare la fasi B e C del piano di assunzioni», dice il segretario generale della Uil scuola Pino Turi. «Facendo due fasi separate in pratica si costringe chi ha più punti a muoversi e chi ne ha meno a rimanere. Alla luce di questa situazione, sicuramente ci saranno ricorsi e saranno i giudici a quel punto a decidere».

Scuola, ecco i numeri che spaventano i neo-prof: il 71% dei posti è al nord

da Repubblica.it

Scuola, ecco i numeri che spaventano i neo-prof: il 71% dei posti è al nord

Rese note le cattedre disponibili per la terza fase del piano di assunzioni  regione per regione: 11.464 in quelle settentrionali, 1.514 al Sud

di SALVO INTRAVAIA

Ecco i numeri che fanno tremare i precari meridionali. Lo spauracchio di migliaia di supplenti e idonei al all’ultimo concorso a cattedre residenti al Sud, che temono di finire al Nord per la fase B del Piano di assunzioni previsto dalla Buona scuola, si trasforma in triste realtà. Una realtà fatta di numeri che descrivono, con il conforto delle quantità, quello che si temeva da giorni. Il ministero dell’Istruzione ha reso noti i posti disponibili per la terza fase del piano di assunzioni  –  la prima a livello nazionale  –  regione per regione. Un dato che incrociato con le 72mila istanze presentate entro il 14 agosto scorso dà una chiara idea di come possa andare a finire a partire dal prossimo primo settembre per migliaia di aspiranti maestri e prof meridionali.

Le cattedre che gli uffici scolastici provinciali e regionali non sono riusciti ad assegnare per mancanza di aspiranti nelle prime due fasi  –  la fase zero e la fase A  –  adesso verranno spalmati su tutto il territorio nazionale e verranno assegnate senza più vincolo territoriale in base al punteggio e alle preferenze espresse al momento della domanda online. In tutto, comunicano da viale Trastevere, sono 16.210 posti, più della metà dei quali su posto di sostegno. Ma è soprattutto nelle regioni settentrionali che si addensano i vuoti di organico. Addirittura 11.464 posti, pari al 71 per cento del totale. Al Sud, sono rimasti appena 1.514 posti vacanti, pari al 9 per cento del totale.

Mentre è al Sud che si trova la maggior parte degli insegnanti che ha chiesto di essere assunta nelle ultime due fasi. Dei 71.643 docenti che hanno presentato domanda entro ferragosto, quasi 39mila sono iscritti in graduatorie meridionali: il 54 per cento. Mentre sono soltanto 18.406 i precari e gli idonei delle regioni settentrionali. Incrociando i due dati, ne consegue che quasi tutti i posti rimasti vacanti nelle regioni settentrionali saranno presumibilmente occupati nella fase B da precari meridionali, con più anni di servizio alle spalle e punteggi generalmente superiori. Poi, scatterà la fase C, con 55mila posti distribuiti a livello regionale in base alle classi e agli alunni. Con i precari con punteggi inferiori che “rischiano” di essere nominati vicino a casa.

Assunzioni, il Miur pubblica le domande presentate divise per gradi scolastici e classi di concorso

da La Tecnica della Scuola

Assunzioni, il Miur pubblica le domande presentate divise per gradi scolastici e classi di concorso

A meno di due settimane dalla scadenza delle candidature alle assunzioni delle fasi b) e C) della riforma, il Miur ha reso pubblico il quadro dettagliato delle domande pervenute.

Scorrendo il file ministeriale, in formato Excel, emerge che sono oltre 14mila le domande presentate per la scuola dell’infanzia, con il numero maggiore che anche in questo caso giunge da Sicilia e Campania. Si tratta, tra l’altro, di un numero considerevole di domande che potrebbero condurre solo a pochissime immissioni in ruolo e quasi esclusivamente sul sostegno.

In assoluto, il record di più domande per lo stesso genere di insegnamento, nella fattispecie la scuola primaria, riguarda la Sicilia, da dove sono pervenute ben 3.084 richieste di assunzione.

Alle superiori è boom di domande di accesso al ruolo per la classe di concorso A019 (discipline giuridiche ed economiche), di cui solo 1.019 provenienti dalla Campania, 663 dalla Puglia e 623 dalla Sicilia: si tratta di un numero altissimo, ancor di più se si pensa che si tratta di un numero quattro-cinque volte maggiore di quello riguardante le candidature al ruolo in altre discipline comunque note per l’affollamento di candidati (come l’A043, l’A047 e l’A051, tanto per citarne alcune).

Un’ultima annotazione: delle 10.780 domande relative agli specializzati che chiedono l’assunzione sul sostegno, quasi 6.500 giungono da sole tre regioni: Sicilia, Campania e Puglia.

Per visionare il file completo fornito dal Miur, spostarsi nella sezione CORRELATI (a sinistra dell’articolo) e cliccare sul link “Tutte le domande di assunzione inoltrate divise per classi di concorso”.

In arrivo 350 dirigenti scolastici nelle scuole del nord

da La Tecnica della Scuola

In arrivo 350 dirigenti scolastici nelle scuole del nord

Nelle prossime ore il MEF potrebbe dare il via libera per l’assunzione di circa 350 vincitori dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici.
I neodirigenti arriveranno da alcune regioni del sud in cui sono ancora presenti vincitori in attesa di una sede (Abruzzo, Basilicata e Campania in particolare).
Poichè in queste regioni non vi sono sedi disponibili i neodirigenti dovranno optare per una scuola di una regione del nord dove invece le sedi scoperte sono davvero tante (1.700 circa).
Tuttavia bisogna tenere conto che il comma 92 della legge 107 prevede che solamente il 20% dei posti vacanti in una determinata regione possa essere destinato a queste nuove assunzioni.
In pratica questo significa che i 350 neodirigenti si dovranno dividere fra tutte le regioni dove vi sono posti a disposizione.
In tal modo le scuole dei capoluoghi di provincia avranno la possibilità di ottenere un dirigente titolare; è poco probabile, invece, che i neodirigenti scelgano sedi più periferiche (trattandosi di dirigenti residenti in regioni del sud, infatti, è probabile che le scelte si concentrino sulle città più facilmente raggiungibili).

Assunzioni, per la fase B ci sono 16.210 posti, la metà di sostegno

da La Tecnica della Scuola

Assunzioni, per la fase B ci sono 16.210 posti, la metà di sostegno

Il 26 agosto il Miur ha reso pubblico il contingente di posti destinati alla fase B) di assunzioni, rimasti vacanti e disponibili dopo la Fase A, che avrà effetto nei primi giorni di settembre.

Ebbene, i posti complessivi sono 16.210: oltre la metà (8.797) riguardano il sostegno. La fetta più grossa di posti verranno assegnati alle superiori, sulle cattedre comuni: oltre 7mila.

Come preannunciato da tempo, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia non ci sono posti disponibili: solo 569 sul sostegno agli alunni disabili tra i tre i sei anni.

Per visionare le disponibilità dei posti, a livello regionale e di gradi scolastici cliccare sula link della sezione CORRELATI “Disponibiltà fase B assunzioni 2015” (a sinistra di questo articolo).

Oppure cliccare qui e poi sul seguente link:

N. disponibilità residue dopo le fasi zero e A del piano assunzionale straordinario e destinate alla fase B. (per regione/provincia, grado di istruzione/tipo posto). I dati sulle disponibilità sono stati convalidati dai Direttori generali dei rispettivi USR.

 

Il Miur ha anche riassunto le modalità che porteranno alle oltre 16mila immissioni in ruolo. Eccole:

 

Fase B

Questa Fase prevede la copertura dei posti di organico di diritto rimasti vacanti e disponibili dopo la Fase A.
Le proposte di nomina vengono effettuate esclusivamente tramite sistema informativo.
L’aspirante docente è nominato nella prima provincia nella quale vi sia disponibilità per l’insegnamento per cui concorre. Tale provincia è individuata scorrendo l’ordine di preferenza indicato nella domanda.

Chi partecipa

Gli aspiranti docenti non di ruolo iscritti a pieno titolo, alla data di entrata in vigore della Legge 107/2015, nelle graduatorie a esaurimento e nellegraduatorie del concorso 2012 che non hanno avuto una proposta di nomina nelle fasi precedenti.

Cosa fa l’aspirante

L’aspirante docente deve presentare domanda esclusivamente tramite sistema informativo. Il modulo di domanda è disponibile su Istanze Online del sito MIURdalle ore 9:00 del 28 luglio alle ore 14:00 del 14 agosto.
La domanda è valida per questa fase e per la successiva.

Per questa attività è previsto, nello stesso periodo, un servizio di assistenza telefonica.

Poiché il periodo previsto per la presentazione delle domande si sovrappone con le procedure di assunzione per le Fasi Zero ed A, si raccomanda a tutti gli aspiranti di fare comunque la domanda. Le domande di coloro che verranno assunti nelle citate Fasi Zero ed A non verranno prese in considerazione.

Al momento della compilazione della domanda, gli aspiranti docenti in possesso di specializzazione sul sostegno esprimono l’ordine di preferenza fra posti di sostegno e posti comuni, specificando altresì l’ordine di preferenza fra tutte le provincie.

Le proposte di assunzione sono effettuate esclusivamente tramite il sistema informativo, all’inizio di settembre. Gli aspiranti docenti avranno dieci giorni di tempo dal momento di ricezione della proposta per accettarla o rifiutarla, sempre tramite il sistema Istanze Online. La mancata accettazione equivarrà al rifiuto.

Sul sito internet del Ministero potranno essere pubblicate ulteriori informazioni al riguardo.

Cosa fa l’USR

Fornisce indicazioni sull’assegnazione della sede di servizio all’aspirante che ha ricevuto una proposta di nomina.

Cosa fa la scuola

La scuola si occupa della stipula dei contratti.

L’Aran interviene sulla fruizione delle ferie per il personale Ata in assegnazione provvisoria

da La Tecnica della Scuola

L’Aran interviene sulla fruizione delle ferie per il personale Ata in assegnazione provvisoria

L.L.

Con un recente parere l’Aran ha risposto ad un quesito concernente le modalità di fruizione delle ferie maturate e non godute presso la scuola di titolarità da parte del personale ATA in assegnazione provvisoria presso un altro istituto scolastico.

L’Aran ricorda che, ai sensi dell’art. 13, comma 10, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, “in caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l’anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell’attività didattica. In analoga situazione, il personale ATA fruirà delle ferie non godute non oltre il mese di aprile dell’anno successivo, sentito il parere del DSGA”.

Sulla base di quanto sopra, dunque, secondo l’Aran, in linea generale, l’assistente amministrativo può fruire delle ferie maturate nell’anno precedente entro il 30 aprile dell’anno successivo.

Sempre secondo l’Agenzia però la mancata fruizione delle ferie per motivi di servizio, entro i termini contrattualmente previsti, deve rappresentare un fatto eccezionale in quanto il diritto alle ferie viene qualificato, nell’ambito del nostro ordinamento giuridico (in primo luogo dall’art. 36 della Costituzione) come un diritto irrinunciabile per il lavoratore.

Quindi, in via ordinaria, “l’amministrazione è tenuta ad assicurare il godimento delle ferie ai propri dipendenti, nel rispetto delle scadenze previste dal contratto, attraverso la predisposizione di appositi piani ferie e, in caso di inerzia dei lavoratori o di mancata predisposizione dei piani stessi, anche mediante l’assegnazione d’ufficio delle stesse. Un’attenta pianificazione delle ferie, infatti, è diretta a garantire, da un lato, il diritto dei dipendenti al recupero delle proprie energie psicofisiche e, dall’altro, ad assicurare la funzionalità degli uffici”.

Primo invio dei diplomi degli esami di Stato 2014/2015

da La Tecnica della Scuola

Primo invio dei diplomi degli esami di Stato 2014/2015

L.L.

Con la nota prot. n. 7741 del 25 agosto 2015 il Miur ha comunicato che nei prossimi giorni sarà trasmessa una parte delle copie di modelli di diploma di istruzione secondaria di secondo grado. La trasmissione avverrà, come di consueto, tramite l’Istituto Poligrafico, agli Ambiti Territoriali e, quindi, alle Scuole.

Questo primo invio consentirà di soddisfare nell’immediato e con celerità le richieste di studenti che hanno particolare urgenza al rilascio dell’originale, come ad esempio per l’iscrizione presso università straniere.

Nelle successive settimane il Ministero procederà ad un successivo invio per soddisfare il fabbisogno totale.

Con l’occasione il Miur precisa che sui diplomi di Stato del nuovo ordinamento dovranno essere riportate le relative diciture di cui al D.M. 29 gennaio 2015, n.10, allegato D, mentre sui diplomi rilasciati agli studenti che hanno sostenuto l’esame di Stato sul previgente ordinamento dovrà essere riportata la denominazione secondo la formulazione del previgente ordinamento.

Inoltre, fermo restando la competenza dei presidenti delle commissioni giudicatrici al rilascio dei diplomi, nel caso in cui questi non siano disponibili per la firma prima del termine della chiusura della sessione d’esame, i presidenti medesimi

Dovranno procedere a delegare il dirigente scolastico dell’istituto sede d’esame a provvedere alla compilazione, alla firma e alla consegna dei diplomi stessi.

Legge 107: modifiche impossibili, almeno per ora

da La Tecnica della Scuola

Legge 107: modifiche impossibili, almeno per ora

In questi ultimi giorni le speranze alcune disposizioni della legge 107 possano cambiare in tempi più o meno rapidi si stanno moltiplicando.
In alcune regioni, per esempio, si sta creando molta attesa sulle delibere che i consigli regionali hanno già adottato e che adotteranno nei prossimi giorni. Si tratta, come abbiamo già scritto più volte, delle delibere con le quali i consigli chiedono che la legge 107 venga impugnata davanti alla Consulta per violazione di uno o più principi costituzionali.
In realtà si tratta di una strada tortuosa e per nulla sicura, per svariate ragioni. Intanto le delibere finora adottate (Puglia) o in fase di approvazione (Calabria) danno mandato all’esecutivo regionale di verificare, tramite i propri uffici legislativi, la possibilità di ricorrere.
Tanto che allo stato attuale non si sa ancora qualche decisione intenda prendere la Giunta regionale pugliese.  Senza contare che molto difficilmente  i ricorsi delle regioni potranno essere accolti dalla Consulta, dal momento che le regioni possono rivolgersi alla Corte Costituzionale solo quando una norma di legge invada le prerogative delle regioni stesse. E non pare davvero questo il caso della chiamata dagli albi territoriali o della valutazione dei docenti che vengono tirate in ballo nelle delibere che finora abbiamo letto.
Altra questione: da più parti si sta sollevando il problema della distribuzione dell’organico potenziato (OP) e della assenza della scuola dell’infanzia dal piano di assunzioni.  Il punto è che l’OP è definito da una apposita tabella allegata alla legge 107: per modificarla ci vorrebbe un altro atto avente valore di legge che, al momento, non sembra davvero essere nella mente del Governo.

Supplenze annuali e tempistiche penalizzanti

da La Tecnica della Scuola

Supplenze annuali e tempistiche penalizzanti

La possibilità offerta di non partire per la sede dove si è immessi in ruolo grazie alla fase B del piano di assunzioni è stato chiarito dal Miur in risposta ad un quesito di un lettore.

ll Miur ha spiegato che in questo caso, la sede del docente neoassunto resterà per l’anno in corso quella in cui ha accettato l’incarico a tempo determinato. Lo stesso anno scolastico, peraltro, potrebbe valere anche come periodo di prova, nel caso si tratti della stessa classe di concorso per la quale l’insegnante è stato immesso in ruolo. Per realizzare questo, tutti gli uffici scolastici dovranno provvedere ad assegnare gli incarichi a tempo determinato entro l’otto settembre al fine di assicurare tempistiche che non penalizzino coloro che per quest’anno intendono restare nella propria provincia. La tempistica presa in considerazione però riguarda soltanto gli incarichi che vengono conferiti dagli uffici dell’USR (ATP), si dimentica però che molti docenti presenti nelle GaE, risultano presenti nella GaE di una provincia per gli incarichi conferiti dagli ambiti territoriali ma hanno scelto anche – essendo prevista tale possibilità – di essere inseriti nelle graduatorie d’istituto di altre province in attesa di ottenere la proposta di incarico da parte delle scuole.  Proviamo ad immaginare (ipotesi reale) che un docente X non riceva nessuna proposta d’assunzione dalle GaE della provincia in cui è inserito e che invece nella provincia dove ha optato per le scuole la graduatoria provinciale sia esaurita, ci sono posti da occupare e attenda quindi di essere assunto con contratto t.d. da qualche istituto. Perché ottenga un contratto a tempo determinato fino al 30 giugno o al 31 agosto in tempi rapidi sarà necessario che gli ATP completino le proprie operazioni di conferimento incarichi e che le scuole autorizzate dagli stessi ATP provvedano rapidamente alle chiamate. In caso di ritardi il docente in questione per non perdere il ruolo sarebbe costretto a prendere servizio nella provincia per cui è stato chiamato nella fase B. Pertanto sarebbe opportuno che il Miur, considerasse tale eventualità, allungando un po’ i tempi per l’accettazione dell’immissione in ruolo permettendo così alle scuole di assegnare le supplenze annuali di propria competenza. Inoltre sarebbe senz’altro opportuno già da ora  autorizzare gli stessi istituti a procedere alle convocazioni per le classi di concorso in cui risultano esaurite le graduatorie provinciali.

La supplenza annuale permette di non partire anche se arriva dopo la proposta d’assunzione

da La Tecnica della Scuola

La supplenza annuale permette di non partire anche se arriva dopo la proposta d’assunzione

Accettare una supplenza fino al 30 giugno o al 31 agosto 2016 permette di terminare l’anno in quella sede: anche qualora la proposta d’assunzione del Miur sia giunta qualche giorno prima.

L’importante conferma – riguardante la fase B) del piano straordinario di assunzioni della riforma – è giunta dal ministero dell’Istruzione attraverso una risposta ai quesiti posti dal nostro lettore Arturo Frasca, il quale ci ha prontamente chiesto di divulgare la “graditissima risposta” giunta appunto dal dicastero di Viale Trastevere.

ESEMPIO PRATICO:
Supponiamo che il giorno 1° settembre arrivi la proposta di immissione in ruolo a Milano. Avrei 10 giorni per accettare, quindi entro il giorno 11. Nel frattempo, il giorno 7 settembre mi arriva la proposta di un incarico annuale fino al 30 giugno 2015, nella mia città. Ovviamente, preferirei optare per questa seconda possibilità.

QUESITI POSTI AL MIUR:

1. Posso accettare l’incarico di supplenza annuale? O no, visto che la proposta di immissione in ruolo è precedente?

2. Nel caso sia possibile accettare l’incarico annuale, devo comunque comunicare l’accettazione della sede di immissione in ruolo, presso cui prenderei servizio il prossimo anno?

3. L’incarico annuale mi conterebbe come anno di prova?

 

RISPOSTA DEL MIUR:
1) Nell’ipotesi da lei formulata, lei può prendere la supplenza del giorno 7 e SUCCESSIVAMENTE accettare la proposta di assunzione a tempo indeterminato arrivata giorno 1 (ovviamente entro il termine dei 10 giorni previsti per accettare) pertanto lei potrà prendere il ruolo ma terminare l’anno sulla sede di supplenza.

Abbiamo stabilito il termine per conferire le supplenze entro il giorno 8 sia per dare alle scuole i 32.000 supplenti di organico di fatto prima dell’inizio della scuola (e non a ottobre come accaduto in passato), sia per favorire le situazioni da lei prospettate. Le modalità di comunicazione alla sede a tempo indeterminato circa la supplenza ottenuta saranno oggetto di istruzioni operative di prossima diffusione (punto 2 delle sue domande).

3) circa il valore dell’anno di prova, rimane valido quanto stabilito in passato, quindi possibile purché su stesso tipo di posto e classe di concorso, 180 giorni di effettivo servizio di cui 120 di attività didattica.

In conclusione, tutti i docenti attualmente precari che nei primi giorni di settembre riceveranno dal Miur via e-mail la proposta di assunzione a tempo indeterminato (tramite posta certificata, corrispondente ad una vera a propria convocazione), possono comunque sperare di posticipare la presa di servizio di un anno. Come da noi evidenziato qualche giorno fa attraverso un articolo, se sottoscriveranno una supplenza annuale (come previsto dalla direzione generale del Miur entro l’8 settembre 2015) potranno infatti svolgere l’anno scolastico 2015/16 nella provincia dove sono attualmente collocati nelle GaE o nelle graduatorie di merito.

L’a.s. varrà anche come anno di prova, sempre che la disciplina d’insegnamento sia la medesima o “affine” (pure su sostegno), e potranno anche presentare domanda di mobilità per l’anno scolastico successivo (2016/17) per tentare di essere immediatamente trasferiti nella propria provincia. A breve, in ogni caso, il Miur fornirà ulteriori adeguate informazioni.

Il Miur precisa: l’organico potenziato sarà interamente coperto

da tuttoscuola.com

Il Miur precisa: l’organico potenziato sarà interamente coperto

Tuttoscuola ha evidenziato ieri che per il solo anno scolastico 2015-16 la legge 107 (comma 95) non consente supplenze annuali sui posti dell’organico potenziato che rimarranno vacanti.

Sulla notizia riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente precisazione del Miur.

Gentile Redazione,

il Miur intende fare alcune precisazioni sul tema supplenze e organico potenziato. Il comma 95 de ‘La Buona Scuola’ prevede che sui posti dell’organico del potenziamento (55.258)  non si possano nominare supplenti brevi. Sarebbe infatti un paradosso continuare a incrementare supplenze brevi per una riforma che le vuole ridurre. Questo vale per il presente anno scolastico e per quelli a venire.

Per quanto riguarda il 2015/2016  l’organico sarà interamente coperto. Nessuna partenza ‘azzoppata’. Non si potranno nominare supplenti fino all’avente diritto. Vale a dire che una volta che saranno state fatte le nomine in ruolo su questi posti, quelli rimasti vuoti potranno essere dati a supplenza per tutto il resto dell’anno scolastico.

Roma, 26 agosto 2015

Prendiamo atto della precisazione fatta dal Miur: ci sembra una buona notizia sia per i docenti che sono in attesa di destinazione sia per le scuole che attendono di ricevere l’organico potenziato. C’è da aspettarsi che presto venga chiarito anche sotto l’aspetto normativo come tale indirizzo, che appare ragionevole, verrà implementato.