Certamen Nissenum Gara di Lingua e Cultura Latina

Certamen Nissenum Gara di Lingua e Cultura Latina

Il Liceo Classico Paritario “Pietro Mignosi” di Caltanissetta, nell’ambito del Progetto d’Istituto “CIVITAS – Cittadini Vitali Attivi Solidali”, nell’articolazione, per il corrente anno scolastico «Parola e parole – “La parola è il sale che dà sapore al grande mare dell’essere (M. Sensini)”- Pista di sviluppo: “Tradurre … tradursi”», con il patrocinio della Banca di Credito Cooperativo “G. Toniolo” di San Cataldo, indice la prima edizione del CERTAMEN NISSENUM, gara di lingua e cultura latina.

Le domande, vistate dal Dirigente, dovranno essere inviate, a cura della Scuola, per raccomandata al Liceo Classico Paritario “Pietro Mignosi” viale Regina Margherita, 29 C.A.P 93100 Caltanissetta o tramite e-mail, liceomignosi@diocesicaltanissetta.it, entro e non oltre il 09 APRILE 2016.

La prova, che si svolgerà il prossimo 28 APRILE 2016 ore 09,00 presso il locali del Liceo Classico Paritario “Pietro Mignosi”, consisterà nella traduzione in italiano di un testo di autore latino, per quest’anno sul tema legato al rapporto uomo-natura e in un commento linguistico e/o storico e/o letterario e/o estetico. Il tempo a disposizione per la prova è di 5 ore.

La Commissione giudicatrice attribuirà, a suo insindacabile giudizio, i seguenti premi messi in palio:

1° premio € 300,00

2° premio € 200,00

3° premio € 100,00

La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 21 MAGGIO 2016 ore 11,00 presso i locali del Liceo Classico Paritario “Pietro Mignosi” Caltanissetta. È obbligatoria la presenza dei vincitori alla cerimonia di premiazione.

Il Certamen, oltre ad essere un momento competitivo, vuole rappresentare un’occasione privilegiata per promuovere e rivalutare lo studio dei classici. L’obiettivo è invitare i ragazzi a riflettere e trovare delle risposte alle grandi domande che oggi ci assillano, interrogando proprio i classici. Il Certamen rappresenta inoltre un’opportunità volta a favorire contatti e scambi culturali tra i Licei del territorio provinciale, regionale e nazionale.

Responsabile del progetto la Prof.ssa Sabrina Fazzotta Docente di Latino e Greco.

Trovate il bando completo sul sito: www.liceoclassicomignosi.com

Criteri per la valorizzazione del merito dei docenti

Criteri per la valorizzazione del merito dei docenti
Un esempio partendo dall’esperienza di una scuola

di Agata Scarafilo

da Scuola e Amministrazione, n. 3, Marzo 2016

 

A posteriori dell’entrata in vigore della Legge 107/2015, in questi mesi si è tanto parlato di premialità e valutazione nelle scuole, sia relativamente ai criteri per la valorizzazione del merito dei docenti (L.107/2015 art. 1 comma 129 punto 3) sia in relazione a quella che si determinerà come valutazione esterna delle scuole, che si inserisce, invece, nel più ampio contesto normativo determinato dall’emanazione del “Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione” (DPR n. 80/2013) e dai successivi provvedimenti attuativi.

Così, tralasciando in questo contributo di trattare di valutazione esterna, vorrei tentare di affrontare, dandogli un taglio pratico, il tema dei criteri per la valorizzazione dei docenti attraverso l’esperienza di un Istituto Scolastico, il Primo Istituto Comprensivo di Ceglie Messapica, guidato dal Dirigente Scolastico Giulio Simoni.

Insomma, vorrei attraverso l’esperienza di questo Istituto arrivare a codificare un esempio concreto di criteri che, attenendosi agli ambiti fissati dalla legge, non solo possano trovare concreta applicazione, ma possano anche impiantare una base su cui è possibile porre in essere altri e più opportuni criteri in base ai diversi ordini e tipologie di scuole.

Nell’affrontare il tema, il primo passo che l’Istituto Comprensivo di Ceglie Messapica ha fatto è stata quello di dar vita, attraverso risorse interne della scuola, a percorsi formativi finalizzati non solo alla conoscenza della Legge 107/2015, ma anche alla comprensione della ratio della stessa. Aspetto questo di non poco conto in considerazione del fatto che, come è ovvio immaginare, le idee, le opinioni possono essere tante, ma la cosa certa è che la Legge può e deve essere esattamente applicata solo se correttamente interpretata (un’attività volta a chiarire e stabilire il significato delle disposizioni, in vista della loro applicazione nei casi concreti). Al fine di attuare processi di compartecipazione e di vera rappresentatività ed in attesa che l’USR designi la componente esterna, il DS ha inteso, in pieno accordo con le componenti interne (già designate dagli organi collegiali preposti), sperimentare un processo di ricerca, con il coinvolgimento volontario dei docenti e dei genitori finalizzato a raccogliere una rosa di criteri che, se coerenti con quanto prescritto dalla norma, potrebbero essere presi in considerazione dal futuro Comitato di Valutazione ufficialmente costituito. Tuttavia, la raccolta delle idee intorno ai criteri e alla loro documentabilità è stata guidata entro uno schema di rilevazione dati suddiviso in 3 macro aree, che rispecchiano di pari passo i tre punti sanciti dal comma 129 dell’art. 1 della Legge107/2015.

Ciascuno di questi ambiti è stato a sua volta suddiviso in micro aree affinché fosse possibile, ad esempio, individuare indicatori più stringenti (vedasi esempio riportato di seguito).

Oltre alla documentabilità si è cercato di sondare anche il peso che i docenti e i genitori vorrebbero dare agli indicatori attraverso la richiesta di un’attribuzione di punteggio (da 1 a 10).

Tuttavia, è bene precisare che la richiesta di attribuzione del punteggio non ha avuto una finalità tesa a voler dar vita ad una sorte di graduatoria tra docenti, ma unico scopo è stato quello di consentire la realizzazione di indici che decodifichino,  in termini numerici, le azioni di miglioramento e, nello stesso tempo, possano offrire la possibilità di stabilire o la percentuale dei docenti che potranno rientrare nell’attribuzione del compenso del merito o il punteggio di sbarramento entro il quale un numero “X” di docenti potranno usufruire del beneficio. Infatti, si ricordi che comunque vi è il divieto di assegnare il bonus “a pioggia”.

Così, grazie anche a questo atteggiamento dell’Istituto, propenso più all’apertura e alla condivisione che all’ imposizione, si sono superate diverse criticità iniziali e ci si è aperti alla collaborazione.

Il lavoro continuerà fino a quando il Comitato di valutazione si costituirà ufficialmente con la componente designata dall’USR e potrà ufficialmente individuare i criteri generali attraverso i quali i Dirigente Scolastico dovrà assegnare il bonus.

Al fine, però, di non lasciare il lettore senza un esempio concreto, ho pensato, anche sulla base di quelle che sono state le prime risultanze del Primo Istituto Comprensivo di Ceglie Messapica di realizzarne uno. I criteri che andrò a codificare saranno declinati sulle caratteristiche ed attività che per sommi capi interessano un Istituto Comprensivo (S.I., S.P. e SMS), pertanto se il lettore vorrà prenderli in considerazione come modello base dovrà, poi, adattarli ai vari ordini di scuola e alle diverse caratteristiche ed attività che li caratterizzano. I punti che richiedono maggiore approfondimento saranno accompagnati da note a piè di pagina.

L’applicabilità dei criteri dovrebbe essere, a mio parere, preceduto da precondizioni di accesso alla valutazione quali ad esempio:

  1. assenza di provvedimenti disciplinari;
  2. percentuale di assenza dal lavoro che non superi, ad esempio, il 30% delle attività didattiche.

Si riporta di seguito un esempio dei criteri:

a) PRIMO PUNTO

“Qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti”

QUALITA’ DELL’INSEGNAMENTO
INDICATORI DESCRITTORI DOCUMENTABILITA’ PUNT.
Attuazione di piani e programmi Misurazione del grado di attuazione dei piani e programmi, nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti, del livello di assolvimento delle risorse Assenza di criticità formalmente denunciate o  rilevate  dal DS o dai genitori/tutor degli alunni 1
Modernizzazione e miglioramento qualitativo dell’insegnamento Innovazione educativa veicolata dall’integrazione di strumenti e metodi basati sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)Conoscenza ed uso delle Tecnologie Didattiche (TD) (1) Documentazione a cura del docente e progetti agli atti della scuola 4
Inclusione ed accoglienza Accoglienza ed inclusione alunni BES-DSA-STRANIERI –DISABILI e con problemi vari in attività progettuali che prevedono anche l’uso di strumentazione specifica (2) Documentazione a cura del docente e presenza agli atti della scuola delle attività progettuali finalizzate all’inclusione e all’accoglienza 1
Individualizzazione personalizzazionedurante le ore curriculari Attività di recupero o di potenziamento personalizzati in rapporto ai problemi o ai bisogni riscontrati  durante le ore curriculari Documentazione a cura del docente e presenza agli atti della scuola delle attività progettuali 2
Individualizzazione e/o personalizzazionedurante le ore extracurriculari Attività di recupero o di potenziamento personalizzati in rapporto ai problemi o ai bisogni riscontrati  durante le ore extracurriculari Documentazione a cura del docente e presenza agli atti della scuola delle attività progettuali 1
Contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico Adesione a progetti  MIUR- regionali  finalizzati a contrastare  la dispersione o l’abbandono scolastico (es. Area a Rischio) Documentazione agli atti della scuola delle attività progettuali 2
Relazioni con le famiglie e patto formativo Frequenza degli incontri, contenuto delle comunicazioni, condivisioni dei problemi Assenza di criticità formalmente denunciate o  rilevate  dal DS o dai genitori/tutor degli alunni 1
CONTRIBUTO AL MIGLIORAMENTO DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA
Partecipazione  e collaborazione elaborazione del POF /PTOF Accettazione da parte del docente di incarichi afferenti l’elaborazione del POF /PTOF Incarico ed espletamento dell’incarico su valutazione del DS 4
Partecipazione elaborazione del Piano di Miglioramento d’Istituto Accettazione da parte del docente di incarichi afferenti l’elaborazione del Piano di Miglioramento d’Istituto Incarico ed espletamento dell’incarico su valutazione del DS 4
Produzione di strumenti e modelli pedagogici e di apprendimento Elaborazione personale o in gruppo di modelli pedagogici e di apprendimento e strumenti funzionali all’Istituto ed adottati nell’ambito dello stesso (3) Documentazione a cura del docente 2
Iniziative di ampliamento dell’offerta formativa documentata Proposta e realizzazione con esiti positivi di iniziative di ampliamento dell’offerta formativa rispondenti ai bisogni dell’Istituto e coerenti con il POF /PTOF Documentazione a cura del docente e su valutazione del DS 2
Partecipazione  a gare e concorsi Partecipazione  a gare e concorsi con il coinvolgimento di delegazioni di alunni o gruppo classi Documentazione agli atti della scuola 4
Disponibilità sostituzione colleghi assenti Disponibilità dichiarata supportata da supplenze svolte  con ore eccedenti Documentazione agli atti della scuola 2
SUCCESSO FORMATIVO E SCOLASTICO DEGLI STUDENTI
Esiti degli allievi alle prove Invalsi Posizionamento rispetto alla media nazionale- “No cheating” Raccolta dati da comunicazione Invalsi 2
Esiti degli allievi al 1° anno di tutti e tre gli  ordini di Scuola successivi Rilevazione degli esiti degli alunni in uscita (campionamento da eseguire su i più bravi –media del 9 o giudizio ottimo) Raccolta dati da ordine di scuola successivo 2
Mantenimento dell’andamento positivo  o miglioramento degli esiti degli allievi nel passaggio da una classe all’altra Rilevazione degli esiti degli alunni in entrata e confronto con gli esiti in itinere Raccolta dati nel passaggio da una classe all’altra 1
Totale massimo di punteggio per il punto a) 35

b) SECONDO PUNTO

“ Risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche”

RISULTATI OTTENUTI DAL DOCENTE O DAL GRUPPO DI DOCENTI IN RELAZIONE AL POTENZIAMENTO DELLE COMPETENZE DEGLI ALUNNI E DELL’INNOVAZIONE DIDATTICA E METODOLOGICA
INDICATORI DESCRITTORI DOCUMENTABILITA’ PUNT.
Uso di ambienti di apprendimento innovativi Costruzione /utilizzazione di ambienti di apprendimento innovativi  ed efficaci per la costruzione di curriculi personalizzati; utilizzo della didattica laboratoriale che impiega strumenti informatici Documentazione agli atti della scuola e a cura del docente 6
Uso di strumenti diversificati  nella valutazione Predisposizione di compiti secondo i diversi livelli di competenza degli studenti, elaborazione partecipata delle prove per classi parallele Documentazione a cura del docente e agli atti della scuola 5
COLLABORAZIONE ALLA RICERCA DIDATTICA, ALLA DOCUMENTAZIONE E ALLA DIFFUSIONE DI BUONE PRATICHE DIDATTICHE
Partecipazione a gruppi di ricerca Partecipazione a gruppi di ricerca interni o esterni all’istituto o in rete coerenti con la professionalità docente Attestazioni di partecipazione, documentazione agli atti della scuola 5
Apporto dato alla ricerca Personale apporto dato alla ricerca Pubblicazioni- Documentazione agli atti della scuola o a cura del docente 5
Impatto /ricaduta sull’azione professionale sperimentazione e ricerca Utilizzo documentato di quanto appreso nei gruppi di ricerca Documentazione agli atti della scuola o a cura del docente 4
Flessibilità nell’orario Sperimentazione di classi aperte, disponibilità al potenziamento delle eccellenze e al recupero delle difficoltà Documentazione a cura del docente e agli atti della scuola 5
Totale massimo di punteggio per il punto b) 30

c) TERZO PUNTO

“Responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale”

REPONSABILITA’ ASSUNTE NEL COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO E DIDATTICO
INDICATORI DESCRITTORI DOCUMENTABILITA’ PUNT.
Responsabile di plesso scuola InfanziaCoordinatori plessi S.I.Coordinatori didattici nella scuola primari

Coordinatori consigli di classe nella SMS

Assunzione di compiti e responsabilità  nel coordinamento  in base all’ordine di scuola in cui si presta servizio Incarico 3
Collaborazione con il DS Supporto organizzativo al dirigente  scolastico Incarico 6
Componente commissione quadri orari/ Supporto organizzativo al dirigente  scolastico Incarico 1
Componente Comitato di valutazione Assunzione di incarichi Incarico 1
Tutor dei docente neoassunto Assunzione di incarichi Incarico 2
Funzioni strumentali Assunzione di incarichi Incarico 5
Funzione RLS Assunzione di incarichi Incarico 3
Preposti sicurezza Assunzione di incarichi Incarico 2
Esperti esterni  sia nell’Istituto che in altre scuole Assunzione di incarichi Incarico 2
Facilitatore – Valutatore e tutor PON Assunzione di incarichi nell’ambito di progetti FSE e FESR Incarico 3
FORMAZIONE DEL PERSONALE
Organizzazione della formazione Assunzione di compiti e responsabilità nella formazione del personale della scuola e/0 reti di scuola Atti della scuola 3
Elaborazione e diffusione di  materiale o strumenti  didattici innovativi per la formazione del  personale Pubblicazioni relative a temi d’interesse professionale.Funzionalità dei materiali a bisogni formativi diffusi Documentazione prodotta dal docente 2
Formatore o esaminatore del personale Formatore in percorsi riservati ai docenti dell’istituto o rete scuola Documentazione agli atti della scuola o a cura del docente 2
Totale massimo di punteggio per il punto c) 35
Totale massimo di punteggio per il punto a)+b)+c) 100

Come si potrà notare il punteggio massimo attribuibile, se per assurdo un docente rispondesse a tutti i criteri, potrebbe essere 100. Come invece si può notare dall’esame dei criteri nessuno mai potrà ottenere il suddetto punteggio, in quanto già di per sé il possesso di alcuni criteri ne esclude altri; si pensi ad esempio all’attribuzione dell’incarico di collaboratore del DS che esclude la possibilità di ricoprire contestualmente l’incarico di funzione strumentale.

Da ciò se ne desume che, in base a quanto già detto in premessa, si renderà necessario stabilire o la quota massima di accesso al beneficio (ad esempio il 15% dei docenti) e di conseguenza, ad esempio, su un numero complessivo di docenti a tempo indeterminato di 100 otterrebbero il beneficio i primi 15 valutati più positivamente dal dirigente. Si potrebbe, invece, pensare ad un’altra alternativa, ossia stabilire che accedono al beneficio coloro che raggiungono un punteggio minimo ad esempio di 35 punti; di conseguenza la percentuale di beneficiari si determinerebbe da sé, in base a quanti docenti riescono a raggiungere almeno il punteggio minimo prestabilito.

 

Note

(1) Pertanto è necessario distinguere le TD (Tecnologie Didattiche) dalle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione). Le TD fanno riferimento ad un ambito interdisciplinare il cui focus è rappresentato dai processi didattici, metacognitivi e metacomunicativi che usano le TIC, ma non coincide con esse. Le TIC, infatti, in senso stretto riguardano le tecnologie utilizzate o utilizzabili nella didattica la cui connotazione è prevalentemente tecnologico-digitale. Attraverso le TD gli strumenti informatici sono usati come supporto per favorire la crescita di “comunità di apprendimento” anziché come veicolo per erogare contenuti.

(2) Progetti finalizzati, ad esempio, ad organizzare i curricoli in funzione dei diversi stili o delle diverse attitudini cognitive e a gestire in modo alternativo le attività d’aula, a favorire e potenziare gli apprendimenti e ad adottare i materiali e le strategie didattiche in relazione ai bisogni degli alunni. Non in altro modo sarebbe, infatti, possibile che gli alunni esercitino il proprio diritto allo studio inteso come successo formativo per tutti, tanto che la predisposizione di interventi didattici non differenziati evidenzia immediatamente una disparità di trattamento nel servizio di istruzione verso coloro che non sono compresi nelle prassi educative e didattiche concretamente realizzate. La progettualità didattica orientata all’inclusione  e all’accoglienza comporta l’adozione di strategie e metodologie favorenti, quali l’apprendimento cooperativo, il lavoro di gruppo e/o a coppie, il tutoring, l’apprendimento per scoperta, la suddivisione del tempo in tempi, l’utilizzo di mediatori didattici, di attrezzature e ausili informatici, di software e sussidi specifici.

(3) Per insegnare non basta raccontare infatti il linguaggio da solo non basta. Non a caso non si ha solo bisogno di libri, ma anche di insegnati. Il criterio in questione fa riferimento all’elaborazione di modelli e prototipi didattici, intesi come schemi e dispositivi teorico-pratici a supporto dell’azione formativa. Modelli, dunque, che si caratterizzano per il fatto di saper coniugare la dimensione di senso dell’impegno educativo con quella tecnico-operativa. Un modello didattico rappresenta un dispositivo utile nella costruzione di competenza nella gestione dell’insegnamento soprattutto in quanto favorisce la costruzione di schemi, la cui acquisizione rappresenta un passaggio fondamentale nei processi di professionalizzazione. Così, si ritiene debba essere presa in considerazione, ai fini della valutazione della qualità dell’insegnamento, anche la ricerca a sostegno delle pratiche didattiche a partire dall’evidente indisponibilità di un modello già di per sé adatto.

Autonomia e modulazione delle emozioni

Autonomia e modulazione delle emozioni

di Adriana Rumbolo

Alcuni anni fa nasceva la speranza che la donna ricevendo,  fin da bambina,   un’educazione più attenta a valorizzare il femminile,   potesse  raggiungere una certa autonomia.
Una collana di simpatici libri   :”Dalla parte delle bambine “che ora viene riproposta, avvallava questa speranza
Erano gli anni ’70.
Poi, silenzio!
Ora ,  alla luce  delle scoperte  delle neuroscienze soprattutto per la rivalutazione delle emozioni il percorso di crescita di una bambina/o si ripresenta ,con più urgenza,  per raggiungere la sua autonomia frutto della presa di coscienza di tutto quanto la natura gli ha dato per potersi gestire al meglio e coniugarlo con la cultura modulandolo ,ma non reprimendolo.
Autonomia ed emozioni  sono intimamente connesse
.Purtroppo  come ho già scritto le emozioni sono presenti nel bambino/a fin dalla nascita e forse anche prima  ma ancora sembra mancare  la dovuta attenzione al primo anno di vita del bambino/a quando dovrebbe iniziare la modulazione delle emozioni  primarie rabbia, paura, angoscia da separazione,  nella relazione  con la mamma e  l’ambiente familiare.
Poi il rapido inserimento negli asili nido per l’impegno lavorativo dei genitori,  dovrebbe favorire nella comunicazione con i  pari la continua sperimentazione di quelle emozioni primarie così importanti  che se represse o mal gestite, potrebbero turbare gravemente,   per tutta la vita,  i contatti relazionali , negli affetti, nel lavoro, nelle scelte più importanti.
Spesso il bambino molto piccolo non distingue bene l’accudimento dall’amore.
Inizia così una brutta dipendenza affettiva dove  il soggetto cercherà sempre delle stampelle affettive-accudenti a danno suo o altrui     ignorando  le proprie potenzialità ,il proprio corpo;non farà un buon percorso di crescita affettiva.emotiva-sessuale ,  ma chiederà sempre e invano agli altri di cambiare,  impresa improbabile,    e  alimenterà la propria autostima con i  loro giudizi e pregiudizi.
Per questo,  potrebbero verificarsi gravi disturbi  comportamentali, bassa autostima, blocco dei sistemi difensivi,identità confusa,  incapacità di chiedere aiuto , un potere decisionale molto debole e incerto.
Il soggetto cresce convinto che se perde “le stampelle  affettive- accudenti altrui”, non riuscirà a provvedere a se stesso  e per mantenerle si adatterà a tutto , disturbando l’armonia del suo benessere
e invano il suo corpo manderà segnali di sofferenze psicosomatiche spesso  in un quadro depressivo.
Sono propensa a credere che molti studenti con scarso rendimento negli studi  si trovano in questo stato o  nei manipolatori  di personalità fragili, nei femminicidi  se osservassimo bene troveremmo  soggetti con disordini emotivi , bloccati nei mezzi difensivi.
La Montessori diceva “il bambino di oggi sarà l’uomo del domani “, ugualmente “la bambina di oggi sarà la donna nel futuro”.
I primi anni di vita di un bambino/a sono come le fondamenta di una casa, le radici di un albero, non dimentichiamolo mai.

GENES, EPIGENES, ECOSYSTEM

GENES, EPIGENES, ECOSYSTEM

Save the Date. Il 03 Marzo ore 10.30, Note per la Lezione di Paolo Manzelli .

c/o l’Incubatore UNIFI di Sesto.F.no via Madonna del Piano 06, 50019 SestoF.no.

La biodiversità acquista valore evolutivo sulla base delle relazioni tra geni, epigeni e sistema ecologico indirizzate al mantenimento della vita. Diversamente la biodiversità è stata considerata come la somma delle varietà genetiche degli organismi a tutti i livelli di organizzazione.

Infatti il DNA è stato pensato come una struttura stabile ed non modificabile, cosi’ che senza ricorrere alla “informazione epigenetica” che permetta di aprire il DNA e modularne la espressione in relazione all’ambiente vitale, il DNA è fatto apposta per rendere criptata la informazione genetica, proprio in quanto la doppia elica è avvolta e riavvolta con direzioni inverse, che chiudono tutte le possibilità di facile copiatura.

La epigenetica pertanto individua i caratteri di informazione ambientale che rendono leggibili le sequenze genetiche e permettono di determinarne la loro effettiva espressione generatrice di biodiversità. Le cellule-staminali “totopotenti” sono un es. di come le attività di interazione epigenetica attivino e/o disattivino il silenziamento genetico di vaste aree del DNA per produrre sequenze cellulari diverse : neuroni, muscoli, pelle ecc.. . (1)

Inoltre ogni specie vivente è di per se stessa un sistema evoluto complesso in quanto composto da diversi insiemi di DNA (nucleare, mitocondriale e dei batteri simbionti) ospitati in un medesimo fenotipo, che si alimenta e vive in un ambiente vitale. (2)

Pertanto ogni semplificazione che vede la biodiversità come semplice somma di diversità genetiche è del tutto fuorviante. ((X)). Ad es. studi compiuti sulle formiche, le quali si differenziano per determinare la loro organizzazione sociale, hanno mostrato come la vistosa differenza tra le operaie e le future regine non sia dovuta geneticamente a variazioni della sequenza del DNA, ma a fattori epigenetici che imprimono diversità nella metilazione di alcune aree della doppia elica del DNA. Il processo di metilazione, è infatti molto utilizzato nella differenziazione fenotipica da un punto di vista evolutivo, in quanto permette, ai vari apparati adibiti alla trascrizione del DNA, di leggere e quindi effettuare la discriminazione tra quali geni esprimere e quali invece reprimere per ottenere espressioni di differente tipologia funzionale, ad es. formiche con le ali, vari tipi di formiche operaie e con funzioni di soldato. (3) Infine è necessario tenere ben presente che i vari processi di metabolismo aerobico, sono presieduti dalle attività del DNA mitocondriale, che diversamente dal DNA nucleare è ereditato esclusivamente per via materna, cosi che per tramite la “mitocondrio genesi” diventa possibile regolare le diverse capacita delle cellule nel ottenere energia dalla respirazione cellulare ed inoltre di regolare la “apoptosi “, cioè la morte programmata del ciclo di vita delle varie cellule nei diversi organismi. (4), (5)

In vero dobbiamo pensare alla vita biologica come un sistema “cooperativo complesso” che al contrario della semplicistica impostazione “meccanica” della scienza, si basa su una informazione, diversamente codificata, ma universale, la quale permette di ricavare dall’ambiente energia e nutrienti, per poter rispondere alle necessità di cambiamento dell’ambiente, sia regolando il proprio sistema vitale interno, che trovando soluzioni alternative di interazione e cooperazione necessarie per modificare l’ambiente e favorire l’evoluzione della biologica di tutti gli esseri viventi che ne sono parte integrante.

Importante e’ capire come sequenze identiche del DNA possono avere funzionalita’ epigenetiche diverse a seconda della disattivazione dovuta, negli eucarioti, alla metilazione delle citosine. Pertanto l’epigenetica fornisce una spiegazione come il materiale genetico risponda alle mutevoli condizioni ecologiche derivanti dalla informazione ambientale . La variazione della informazione del sistema ecologico ad es. determina interferenze sulla produzione ormonale prodotta dal cervello, che tende a modulare il metabolismo variando durante la crescita di ciascun individuo . Ad es la metilazione della citosina è regolata durante le fasi i sviluppo dalla concetrazione di ormoni. Pertanto la metilazione del DNA è un meccanismo epigenetico utilizzato dalle cellule per gestire l’espressione genica. Sia la ipo- che iper-metilazione sono stati associati all’invecchiamento cellulare. Anche le piante se pur prive di un cervello sono capaci di avere un sistema nervoso e produrre ormoni per rispondere a i cambiamenti stagionali dell’ ambiente. Lo stress derivante dalla esposizione al freddo o al caldo fuori stagione vanno ad attivare a modifiche della metilazione della cromatina che sono in grado di “zittire” o “attivare” i geni della fioritura. Inoltre ad es nei mammiferi anche modifiche della dieta originale possano influenzare la attivazione ovvero disattivazione epigenetica Cosi alcuni topoline incinte quando sono alimentate con supplementi ricchi di gruppi metilici, come acido folico e vitamina B12, la loro progenie ha sviluppato una pelliccia per la maggior parte marrone scuro anziche’ marrone chiaro o pezzato.

In sostanza i fattori epigenetici regolano l’interpretazione della espressione de DNA all’interno di ciascuna cellula vivente. La regolazione epigenetica del genoma supera il riduzionismo genetico della tradizione meccanica della scienza . Una riflessione su la “epigenetica” inizio’ ponendo attenzione alle ” metamorfosi ” come ad esempio la trasformazione di un bruco in farfalla. Entrambi Bruco e Farfalla hanno lo stesso DNA , ma la attivita’ di un ormone specifico prodotto nella maturazione del cervello del bruco attiva la trasformazione in crisalide e di seguito una tutta la serie di cambiamenti di forma che portano al volo della farfalla.

E’ noto che le farfalle non si auto-riproducono ma producono bruchi. per cui la specie “Bruco//Farfalla” è una sola con un solo DNA, mentre la differenza notevole di forma va a dipendere dalla maturazione del sistema neuronale del bruco che è in relazione con la informazione esercitata dall’ ambiente.

Infine è utile ricordare che la maggior parte delle attivita’ biologiche sono catalizzate da specifici enzimi che hanno specifiche funzioni di ossidazione/riduzione, trasferimento, metilazione, formazione di doppi legami ecc.. .

La Interazione tra enzima e sito attivo del substrato fin dal 1894 fu interpretata da Hermann Emil Fiscer con il modello meccanico “CHIAVE-SERRATURA” , fa riferimento ad un incastro molecolare “meccanico” piu’ o meno flessibile.

Certamente il Modello Chiave Serratura ottenuto per contatto diretto, è altamente intuitivo ma anche decisamente insufficiente a capire l’ azione enzimatica come catalisi molecolare ed infatti risulta incapace di interpretare la affinita’ chimica e la possibilita’ di determinare azioni catalitiche di attivazione e/o inibizione cinetica delle reazioni biologiche . In alternativa come modelli di interazione molecolare a distanza (7)

In conclusione la vita è funzione di un sistema complesso che interpretra ed esprime la informazione genetica in funzione della informazione epigenetica ed in risposta alle condizioni di sviluppo del sistema ecologico.

 

Biblio on line:

(1) Splicing alternativo : http://cronologia.leonardo.it/biogra2/introni.htm ;

(2) Gut.brain Axis : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=17323;

(3) PIKAIA-Portal: http://pikaia.eu/cibo-e-coccole-determinano-il-futuro-lavoro-delle-formiche/; metilazione ;

http://pikaia.eu/metilazione-e-duplicazione-genica/ ; http://pikaia.eu/dal-genoma-allepigenoma-2/;

(4)Mitocondrio e sua genesi: http://www.mitocon.it/?p=22.; http://www.caosmanagement.it/n42/art42_05.html;

(5) SINTESI DI CONOSCENZE ACQUISITE: http://www.salus.it/psichiatria-c40/genetica–epigenetica-eneuroscienze-dalle-molecole-alla-vita-psichica-5846.html

(6) – Metilasi : http://www.pianetachimica.it/mol_mese/mol_mese_2011/07_DNA_metilasi/DNA_metilasi.htm; http://www.istitutopontano.it/files/epigenetica.pdf;

(7) – DNA-ANTENNA- :http://www.edscuola.it/archivio/lre/dna_come_antenna_biologica.htm

((X)) Vedi: http://diazilla.com/doc/148714/limiti-dello-sviluppo-e-collasso-della-biodiversita-degli

Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine

Quarto Anno Rondine. Un anno di scuola alla Cittadella della Pace per incontrare il mondo. Aperto il bando per l’a.s. 2016/17

Le richieste d’iscrizione per accedere alla selezione devono pervenire entro il 18 MARZO 2016

Dopo il successo della prima edizione del progetto “Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine” si apre il bando d’iscrizione all’anno scolastico 2016/17 che darà la possibilità a circa trenta diciassettenni di tutta Italia di trascorrere un anno scolastico alla Cittadella della Pace di Arezzo. Un’esperienza straordinaria in una scuola interattiva, capace di mettere in comunicazione diversi paesi e culture, dove è possibile fare il giro del mondo in 365 giorni grazie all’interazione con i giovani dello Studentato Internazionale di Rondine.

Molto di più che un anno all’estero, il Quarto Anno Rondine è un’opportunità educativa, formativa e di studio, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica, rivolta a giovani talentuosi e meritevoli dei Licei Classico, Scientifico e delle Scienze Umane italiani, che frequenteranno la classe quarta nell’a.s. 2016/2017. Per partecipare è necessario iscriversi tramite il bando reperibile nel sito http://quartoanno.rondine.org/ entro il 18 marzo 2016.

“Avevamo promesso a questi ragazzi un anno straordinario – afferma il presidente e fondatore di Rondine, Franco Vaccari – e siamo felici di dire che il risultato è andato ben oltre le nostre aspettative. Questi ragazzi hanno dimostrato di essere curiosi, pronti ad afferrare le sfide della vita e aperti a conoscere il mondo un tutte le sue sfaccettature. Giovani che si porteranno dietro questo bagaglio per condividerlo con la propria classe e la propria città”.

L’offerta formativa del Quarto Anno a Rondine, infatti, pone al centro l’esperienza educativa, civile e sociale dei giovani dello Studentato Internazionale, provenienti da territori e Paesi lacerati dall’odio e dalla guerra, che qui imparano a convivere con il proprio “nemico”. Così gli studenti del Quarto Anno Liceale d’Eccellenza escono dal proprio habitat (spesso generatore di conflittualità, di marginalità e di “ferite” sociali, culturali, psicologiche) ed entrano a far parte di un nuovo “ambiente educativo”, che è locale e globale al tempo stesso, una realtà internazionale, dove si impara a superare i propri conflitti personali e affrontare i conflitti dell’Italia e del proprio territorio.

Un modello didattico che coniuga l’innovazione, tramite l’uso del digitale a supporto del percorso di studio e affianca all’offerta formativa curriculare, il “Percorso Ulisse – Il viaggio per scoprire chi sono” mirato alla crescita emotiva e relazionale del giovane. Una proposta formativa che prevede laboratori interculturali, percorsi sulla consapevolezza di sé, educazione alla pace, legalità; moduli sulla vocazione professionale e sulla responsabilità sociale e ambientale, come persona e come membro di una comunità. Un percorso mirato alla formazione di un ragazzo in grado di muoversi con autonomia e un originale progetto di vita nelle difficoltà di un’epoca che sempre più è e sarà traversata da conflitti di ogni genere.

Un’esperienza che non finisce a giugno e che accompagna il giovane anche dopo il suo ritorno aiutandolo a strutturare un progetto che coinvolga il proprio territorio, per mettersi da subito alla prova come attore e protagonista nella propria società condividendo la ricchezza dell’esperienza maturata a Rondine.

Questo e molto altro ancora da condividere con e un’intera comunità scolastica fatta non solo di docenti ma di educatori, tutor, del team di formatori di Rondine e dello Studentato Internazionale.

Tra i partner che hanno riconosciuto l’alto valore dei contenuti del progetto la Fondazione Vodafone Italia, che ha sostenuto il recupero dell’antico edificio della scuolina dove si tengono le lezioni e l’avvio del percorso d’innovazione tecnologica e digitalizzazione.

Numerosi inoltre i partner che hanno supportato la partecipazione degli studenti al primo anno, tra cui Fondazione CON IL SUD, Fondazione di Sardegna, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Compagnia San Paolo, Banca Popolare di Cortona, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, l’azienda Aboca, l’ARS (Assemblea Regionale Sicilia), insieme all’associazione Fly for Peace, la Regione Marche insieme alla Fondazione Pio Sodalizi dei Piceni e l’Arcidiocesi di Trento. A garanzia della qualità della didattica, inoltre le case editrici Loescher e Zanichelli hanno messo a disposizione gratuitamente la fornitura dei libri scolastici mentre grazie alla collaborazione con il Gruppo Spaggiari, il progetto usufruisce del registro elettronico.

Bbetween

Con Bbetween l’Università Bicocca “rompe” le barriere della conoscenza

È partito il progetto Bbetween dell’Università di Milano-Bicocca ideato per formare e certificare, attraverso il sistema degli Open Badge, competenze trasversali attraverso linguaggi formali e informali: dalla scrittura al teatro, dalla musica al multimedia. La maggior parte dei percorsi è gratuita per gli studenti e aperta anche ai cittadini, in alcuni casi pagando una piccola fee.

Milano, 1 marzo 2016 – Offrire a tutti gli studenti percorsi di crescita culturale e personale indipendenti dal corso di studio, e certificarne la partecipazione. Bbetween è il progetto dell’Università di Milano-Bicocca pensato per accrescere e valorizzare le competenze trasversali degli studenti e di quanti parteciperanno alle iniziative organizzate dall’Ateneo.

La formazione, articolata in corsi e eventi, spazia in sei ambiti: lingue straniere, scrittura, multimedialità, musica, cinema, teatro. La formazione, articolata in corsi e eventi, spazia in sei ambiti: lingue straniere, scrittura, multimedialità, musica, cinema, teatro. Bbetween 2016, partito con una prima iniziativa il 24 febbraio, si concluderà a luglio. La partecipazione ai percorsi sarà attestata dall’attribuzione di uno degli Open Badges Bicocca (.Bestr CINECA), certificazioni elettroniche di competenze acquisite attraverso la frequenza a uno dei percorsi in programma, che utilizzano linguaggi e metodologie diverse da quelle delle normali lezioni universitarie.

Riconosciuti a livello internazionale, gli Open Badges possono essere usati nei curricula elettronici e sui social network. All’immagine – che è la parte sempre visibile del badge – sono associati metadati contenenti la descrizione della competenza acquisita, il metodo utilizzato per verificarla, l’indicazione di chi l’ha rilasciata e l’identità di chi l’ha conquistata. Inoltre, per gli studenti dell’Università di Milano-Bicocca, le attività certificate dagli Open Badges saranno riportate nel Diploma supplement, certificazione integrativa del titolo di laurea che migliora la mobilità professionale degli studenti in ambito europeo. Due i tipi di percorsi Bbetween e due i tipi di Open Badges: di attività e di partecipazione. I primi certificano l’acquisizione di una competenza a seguito della partecipazione a un corso e della presentazione di un progetto finale o dopo il superamento di un esame, gli altri vengono rilasciati a quanti abbiano partecipato a un ciclo di eventi.

Tutti i percorsi sono strutturati per permettere agli studenti di esprimere, sviluppare e veder riconosciute le proprie capacità personali in ambito artistico e culturale. Tra le iniziative formative organizzate dall’Ateneo ci sono anche percorsi musicali e corsi per imparare a utilizzare al meglio gli strumenti multimediali. Inoltre, è possibile affrontare temi di attualità attraverso il teatro, perfezionare le competenze di scrittura e approfondire la conoscenza dell’inglese attraverso il cinema. I percorsi formativi sono organizzati in collaborazione con teatri, scuole civiche, conservatori e fondazioni.

La maggior parte dei percorsi è gratuita per gli studenti e aperta anche ai cittadini, in alcuni casi pagando una piccola tassa di iscrizione.  Con questa iniziativa l’Università di Milano-Bicocca “rompe” le barriere della conoscenza, permettendo a chiunque di acquisire nuove competenze, sia per dare una “marcia in più” alla propria carriera professionale sia per reinserirsi con successo nel mercato del lavoro.

«Per essere competitivi nel mercato del lavoro – spiega Paolo Cherubini, prorettore alla Didattica -, oltre alle capacità tecniche, servono capacità non strettamente legate a professionalità specifiche, ma attivabili in ogni posizione professionale: si tratta di abilità cognitive, relazionali, di efficacia personale e di organizzazione. Vanno dal sapersi esprimere efficacemente al saper affrontare i problemi con tenacia, dal saper far parte di un gruppo al saperlo guidare. La ricerca ha mostrato che la crescita di queste competenze non dipende dalle specifiche discipline studiate, ma dall’accesso – quanto più ampio possibile – a occasioni, eventi e risorse culturali e formative intrinsecamente motivanti. E l’adesione degli studenti al progetto è stata altissima già in questa prima fase».

Sono adulto! Disabilità, diritto alla scelta e progetto di vita

Sono adulto!
Disabilità, diritto alla scelta e progetto di vita

Rimini, 4 e 5 marzo 2016

Guardare alla disabilità da una prospettiva diversa. Smettere di considerare le persone disabili come degli «eterni ragazzi». Mettere al centro la persona e favorire la sua indipendenza. Sono questi alcuni dei punti più importanti sui quali si concentrerà il convegno «Sono adulto! Disabilità, diritto alla scelta e progetto di vita» in programma a Rimini il 4 e 5 marzo 2016.

Saranno presenti i maggiori esperti italiani sul tema e alcuni relatori internazionali: un’occasione per confrontarsi su esperienze positive avviate in diverse realtà, riflettere sulla situazione attuale e proporre soluzioni innovative per il futuro, con particolare attenzione a temi delicati come il diritto alla scelta, le relazioni familiari e il lavoro.

2 Plenarie | 12 workshop di approfondimento | 30 relatori

Spazio al Tuo futuro

Scuola: Spazio al Tuo futuro
Decolla il progetto Miur-Difesa
I tutor in classe per avvicinare gli studenti
alla tecnologia aerospaziale

Il Bando “Scuola: Spazio al tuo futuro”, ideato dal Ministero della Difesa assieme al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, è sulla rampa di lancio e pronto al decollo. L’iniziativa, che su base nazionale si propone come fine quello di “educare gli alunni all’esercizio della democrazia e favorire l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo delle competenze”, punta a portare lo Spazio nelle scuole italiane, coinvolgendo gli alunni in un percorso didattico – formativo che li avvicinerà al mondo della tecnologia aerospaziale e dell’astronautica.

L’Aeronautica Militare, in un’ottica di sinergia istituzionale proprio con il MIUR, mette a disposizione del Paese e dei giovani le competenze umane e tecnologiche maturate in tanti anni di storia. Una storia che vede l’Italia protagonista nello spazio a partire dal primo lancio effettuato il 15 dicembre 1964, che fece del nostro Paese il terzo nella storia, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, a lanciare un satellite, grazie al Gen. Luigi Broglio e al lavoro integrato di ricercatori universitari e personale dell’Aeronautica Militare. Lo spazio e l’aerospazio come dimensione quotidiana fatta di ricerca e innovazione, ma anche di scelte di vita ed opportunità per costruire il futuro, soprattutto quello delle giovani generazioni. La Stazione Spaziale Internazionale è il più grande laboratorio mai realizzato dall’Umanità nello spazio. Un’avventura ed un impegno fatto di cooperazione internazionale, condivisione di conoscenza, tecnologia avanzata e passione umana. Ambiti dove l’Italia eccelle per competenze, formazione e capacità operative. In tale settore si apriranno, nei prossimi anni, importanti prospettive di sviluppo, a partire da nuove applicazioni spaziali, già parte integrante della vita quotidiana, fino a giungere ai nuovi sistemi di trasporto aerospaziale, come ad esempio i voli suborbitali. Tutto in una prospettiva di valorizzazione dei territori e delle diverse realtà geografiche.

Da nord a sud, le scuole italiane saranno affiancate in un continuo sistema di tutoraggio da uomini dell’Arma Azzurra, da enti di ricerca, università, realtà produttive, per creare una combinazione vincente che porterà gli studenti italiani a proporre idee innovative sperimentali da portare, come Italia, nello spazio nei prossimi anni. Il percorso si svilupperà attraverso diverse tappe fino giungere alla premiazione finale a maggio del 2017. In tale contesto, il Tenente Colonnello Walter Villadei, cosmonauta dell’Aeronautica Militare, guiderà i ragazzi nello sviluppo di progetti che potranno essere presi in considerazione in una prossima missione italiana a bordo della stazione spaziale orbitante. Tradizione e futuro, impegno e creatività, questi i valori che idealmente legheranno gli studenti delle scuole italiane in questo percorso di studio e confronto.

Ordinanza Ministeriale 1 marzo 2016, n. 111

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

VISTO            il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, recante  “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59” e, in particolare, l’articolo 2, comma 1, n. 11), che, a seguito della modifica apportata dal decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, istituisce il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

VISTO             il decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, recante “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244” che, all’articolo 1, comma 5, dispone il trasferimento delle funzioni del Ministero dell’università e della ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

VISTO            il decreto del Presidente della Repubblica 21 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 febbraio 2014, al n. 47, recante “Nomina dei Ministri”, con il quale la Sen. Prof.ssa Stefania Giannini è stata nominata Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

VISTO            il regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, recante “Approvazione del testo unico delle leggi sull’istruzione superiore”;

VISTO            il regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269, recante “Approvazione del regolamento sugli studenti, i titoli accademici, gli esami di Stato e l’assistenza scolastica nelle Università e negli Istituti superiori”;

VISTA            la legge 8 dicembre 1956, n. 1378, recante “Esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio delle professioni”;

VISTO            il decreto ministeriale 9 settembre 1957, e successive modificazioni, recante “Approvazione del regolamento sugli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni”;

VISTO            il decreto ministriale 3 dicembre 1985 recante “Regolamento per gli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di odontoiatra”;

VISTA            la legge 18 gennaio 1994, n. 59, recante “Ordinamento della professione di tecnologo alimentare”;

VISTO            il decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1997, n. 470, recante “Regolamento recante disciplina degli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di tecnologo alimentare”;

VISTO            il decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, e successive modificazioni e integrazioni, concernente “Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei”;

VISTO            il decreto ministeriale 4 agosto 2000 recante “Determinazione delle classi delle lauree universitarie”;

VISTO            il decreto ministeriale 28 novembre 2000 recante “Determinazione delle classi delle lauree specialistiche”;

VISTO            il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n.270, concernente “Modifiche al regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509”;

VISTO            il decreto ministeriale 16 marzo 2007, recante “Determinazione delle classi delle lauree universitarie”;

VISTO            il decreto ministeriale 16 marzo 2007, recante “Determinazione delle classi delle lauree magistrali”;

UDITO           il parere del Consiglio Universitario Nazionale espresso nell’adunanza del 16 dicembre 2015;

O R D I N A:

ART. 1

Sono indette nei mesi di giugno e novembre 2016 la prima e la seconda sessione degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario, tecnologo alimentare e per l’abilitazione nelle discipline statistiche.
Alle predette sessioni possono presentarsi i candidati che hanno conseguito il titolo accademico richiesto entro il termine stabilito per ciascuna sessione dai Rettori delle singole università in relazione alle date fissate per le sedute di laurea.

ART. 2

I candidati possono presentare l’istanza ai fini dell’ammissione agli esami di Stato in una sola delle sedi elencate per ciascuna professione nella tabella annessa alla presente ordinanza.

ART. 3

I candidati agli esami di Stato devono presentare la domanda di ammissione alla prima sessione non oltre il 23 maggio 2016 e alla seconda sessione non oltre il 19 ottobre 2016 presso la segreteria dell’università o istituto di istruzione universitaria presso cui intendono sostenere gli esami.
In ciascuna sessione non può essere sostenuto l’esame per l’esercizio di più di una delle professioni indicate nell’articolo 1.
Coloro che hanno chiesto di partecipare alla prima sessione e che sono stati assenti alle prove possono presentarsi alla seconda sessione producendo a tal fine nuova domanda entro la suddetta data del 19 ottobre 2016 facendo riferimento alla documentazione già allegata alla precedente istanza.
La domanda, in carta semplice, con l’indicazione della data di nascita e di residenza, deve essere corredata dai seguenti documenti:

a) diploma di laurea specialistica o magistrale conseguita in base all’ordinamento introdotto in attuazione dell’art. 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e successive modificazioni, o diploma di laurea conseguita secondo l’ordinamento previgente, ovvero altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo ai sensi della normativa vigente.

b) ricevuta dell’avvenuto versamento della tassa di ammissione agli esami nella misura di € 49,58 fissata dall’articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 1990, salvi gli eventuali successivi adeguamenti.

I richiedenti sono inoltre tenuti a versare all’economato dell’università il contributo stabilito da ogni singolo ateneo ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1997 n. 306. La relativa ricevuta va allegata alla documentazione di cui sopra.
La documentazione relativa al conseguimento del titolo accademico è inserita nel fascicolo del candidato a cura degli uffici dell’università o dell’istituto di istruzione universitaria competente per coloro i quali dichiarano nella domanda di aver conseguito il predetto titolo accademico nella stessa sede ove chiedono di sostenere gli esami di Stato.
I candidati agli esami di Stato per medico veterinario devono produrre, entro i termini indicati al primo comma rispettivamente per la prima e per la seconda sessione, una dichiarazione, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante il compimento del tirocinio effettuato presso le strutture autorizzate dalle competenti università.
Detta dichirazione è inserita nel fascicolo del candidato a cura dell’ufficio competente.

I laureati in chimica e tecnologie farmaceutiche che intendono sostenere gli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di farmacista devono presentare una dichiarazione, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dalla quale risulti che, dopo il conseguimento del titolo accademico, hanno effettuato il tirocinio prescritto dal vigente ordinamento didattico.
I candidati che al momento della presentazione della domanda di ammissione non abbiano completato il tirocinio, ma che comunque lo completeranno entro la data di inizio degli esami, devono dichiarare nell’istanza medesima che produrranno l’attestato di compimento della pratica professionale prima dell’inizio dello svolgimento degli esami.
I candidati che non hanno provveduto a presentare la domanda nei termini sopraindicati, sono esclusi dalla sessione degli esami cui abbiano chiesto di partecipare.
Le domande di ammissione agli esami si considerano prodotte in tempo utile anche se spedite a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento entro il prescritto termine. A tal fine fa fede la data dell’ufficio postale accettante.
Sono altresì accolte le domande di ammissione agli esami presentate oltre i termini di cui al primo comma qualora il Rettore o il Direttore, a suo insindacabile giudizio, ritenga che il ritardo nella presentazione delle domande medesime sia giustificato da gravi motivi.

 

ART. 4

I candidati che conseguono il titolo accademico successivamente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande e comunque entro quello fissato dai singoli Atenei per il conseguimento del titolo stesso sono tenuti a produrre l’istanza nei termini prescritti con l’osservanza delle medesime modalità stabilite per tutti gli altri candidati, allegando un certificato ovvero  una dichiarazione dalla quale risulti che hanno presentato la domanda di partecipazione agli esami di laurea .

ART. 5

I candidati cittadini italiani della Regione Trentino-Alto Adige che chiedono di sostenere l’esame in lingua tedesca devono presentare la domanda di ammissione agli esami di Stato relativi all’abilitazione all’esercizio delle professioni sotto elencate presso le seguenti sedi:

Odontoiatra Milano
Farmacista Bologna
Veterinario Bologna
Discipline Statistiche Roma
Tecnologo alimentare Udine

ART. 6

Gli esami di Stato hanno inizio in tutte le sedi per la prima sessione il giorno 15 giugno 2016 e per la seconda sessione il giorno 16 novembre 2016. Le prove successive si svolgono secondo l’ordine stabilito per le singole sedi dai Presidenti delle commissioni esaminatrici, reso noto con avviso nell’albo dell’università o istituto di istruzione universitaria sede di esami.

Roma, 1 marzo 2016

IL MINISTRO
F.to Stefania Giannini


Tabella sedi

Dirigenti scolastici, risorsa decisiva per il futuro delle scuole come comunità di apprendimento

Dirigenti scolastici, risorsa decisiva per il futuro delle scuole come comunità di apprendimento

 

  1. Il XXIV Convegno nazionale Di.S.A.L., conclusosi ieri pomeriggio a Roma, ha visto il ri-accadere di una sempre nuova sorpresa di impegno e studio per gli oltre 150 dirigenti dalle scuole statali e non statali, giunti da tutte le regioni italiane, assieme agli amici e rappresentanti venuti dalle altre nazioni europee e non solo e realizzato con l’apporto di esperti e di figure istituzionali. Un evento culturale e di amicizia durante il quale il comune interesse educativo per la professione direttiva ha permesso di mettere a fuoco utili percorsi per affrontare le istanze e le urgenze della scuola italiana.

Da fonti autorevoli, nazionali e internazionali, è stato documentato, con la presentazione con ricerche ed analisi, di quanto l’azione di una positiva e competente figura direttiva abbia una significativa incidenza sui processi e sui risultati di apprendimento degli alunni.

I materiali raccolti e gli approfondimenti condivisi hanno documentato quanto sia urgente riaprire la discussione per una nuova dirigenza educativa ed organizzativa alle scuole statali e paritarie: per questo DiSAL rilancia alle istituzioni, alle realtà associative e politiche le proprie proposte per una nuova dirigenza scolastica descritte nel proprio “Manifesto per il futuro della direzione delle scuole italiane“ del 2013.

 

  1. Tra le tante problematiche emerse nei lavori del Convegno, DiSAL intende mettere a fuoco alcune urgenze sulle quali l’Associazione valuterà a breve interventi presso chi è istituzionalmente responsabile:

a- favorire l’iniziale ed incerto tentativo avviato nelle scuole statali dalla legge 107/2015 per il riconoscimento del merito e la valutazione dei docenti, pur ritenendo che sia da rivedere e migliorare negli strumenti e nei soggetti, per attivare procedure di valorizzazione del lavoro del docente che consentano il più possibile al dirigente scolastico di realizzare il proprio ruolo come figura rappresentativa di una comunità professionale e non di assoluto e solitario valutatore;

b- evitare che il reclutamento dei docenti, che quest’anno ha assunto una positiva accelerazione, contini ad escludere i giovani laureati, in un contesto scolastico con la media d’età degli insegnanti più alta in assoluto nei paesi dell’OCSE;

c- vista la grave situazione che da settembre dovranno vivere oltre 3000 scuole statali italiane senza un dirigente titolare stabile, rivendicare l’urgenza di un concorso alla dirigenza delle scuole statali che, giustamente rientrato nell’ambito del Ministero dell’Istruzione (come con forza aveva chiesto DiSAL) sia caratterizzato da procedure che valorizzino concretamente le competenze e le attitudini di chi aspira a candidarsi a servizio delle comunità scolastiche nel ruolo direttivo;

d- riprendere ed accelerare la definizione legislativa della specificità delle dirigenza scolastica all’interno dirigenza pubblica, sostenendone la cruciale provenienza dai ruoli dell’insegnamento ed i caratteri che la legano all’autonomia scolastica;

e- risolvere con le necessarie misure legislative, insieme ad altre numerose improprie incombenze che gravano il lavoro quotidiano del dirigente scolastico statale, l’iniqua attribuzione di responsabilità sulla sicurezza negli edifici;

f- sostenere in tutti gli aspetti di riforma e di innovazione l’attuarsi di una reale parità tra le istituzioni scolastiche statali e non statali.

 

  1. I lavori del XXIV Convegno hanno confermato la positività della scommessa di DiSAL di vivere e proporre una solidarietà professionale a favore dell’educazione ed istruzione.

“Per essere presidi occorre innanzitutto essere uomini – ha sostenuto nelle sue conclusioni il presidente Ezio Delfino – mettere in gioco il primario compito culturale della professione come capacità di spingere una dimensione di ricerca e di innovazione, al servizio di una ‘comunità di apprendimento’ come modello per la formazione della persona, alla quale occorre piegare tutte le soluzioni organizzative, progettuali, tecniche e perfino amministrative. E’ questa la vera sfida che rende interessante il lavoro di dirigere una scuola: urgere negli adulti, implicati nell’avventura educativa, la continua scoperta dello scopo della propria azione; sostenerli ad andare al fondo delle tante provocazioni e domande che gli studenti pongono; ideare modelli didattici che rendano significativa l’avventura della conoscenza; favorire l’accadimento di esperienze di comunità di apprendimento; rendere i soggetti – giovani ed adulti – protagonisti della propria esperienza culturale. Favorendo così la riscoperta di una responsabilità direttiva capace di dare alla scuola la fisionomia di impresa culturale per l’educazione dei giovani ”.

 

 

Il Convegno ha fatto anche riscoprire, in azione, il grande valore di un’associazione professionale come DISAL, sia come risorsa per la propria persona, perché fa circolare esperienze, giudizi e strumenti, sia per la scuola perché esprime una soggettività, un ambito di cultura, un luogo di continuo paragone per aiutarsi a rispondere all’attuale domanda di educazione e di istruzione dei giovani. Un ambito professionalmente qualificato per mantenere vivi l’idealità e lo scopo, fornendo criteri e strumenti sulla modalità di presenza nel mondo in cui si trova ad operare. Oltre ogni corporativismo o conflittualità.

 

Il caso Spotlight di Tom Mccarthy

“Il caso Spotlight” un film di Tom Mccarthy

di Mario Coviello

 

mccarthyLa notte degli Oscar di domenica 28 febbraio 2016 ha decretato miglior film dell’anno una pellicola asciutta e rigorosa Il caso Spotlight, di Tom Mccartrthy , che aveva ricevuto sei nomination agli Oscar, fra cui le candidature per miglior film, regia e per gli attori  Mark Ruffalo e Rachel McAdams. Il caso Spotlight, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno, racconta l’indagine del 2001 da parte di alcuni giornalisti del Boston Globe ( premiata con il Pulitzer) che portò alla ribalta uno scandalo sessuale e pedofilo che coinvolgeva oltre 70 preti del Massachusetts e il cardinale Law, arcivescovo di Boston, che dopo questa inchiesta finì col dimettersi .

Nonostante la ricchezza di potenziali sottostorie di indubbio interesse, al centro del film c’è sempre e solo linvestigazione stessa, con le sue storie, i suoi intrecci, il suo allargarsi e complicarsi a macchia d’olio. Non si tratta quindi solo di un ottimo film; Il caso Spotlight è innanzitutto uno straordinario inno al giornalismo vero, quello di inchiesta, quello che può cambiare in meglio le vite delle persone e può e deve dare un contributo reale alla nostra società, scoprendone gli scheletri nell’armadio e dando voce a coloro che non hanno, da soli, la forza e il coraggio per parlare. A rendere viva e coinvolgente questa investigazione ci sono gli uomini e le donne che ne sono protagonisti, nel bene e nel male. Le vittime che raccontano le loro terribili esperienze e lo fanno con esitazione, rabbia, vergogna e i giornalisti che non si fermano davanti a nulla pur di cercare la verità, e non dimenticano mai il lato umano della tragedia e il rispetto che è dovuto a coloro che hanno subito queste violenze e questi traumi. Così come non dimenticano che prima ancora di diventare “eroi” sono stati anche loro stessi, magari inconsapevolmente, parte del “sistema”.

Ed è così che quando nel finale del film l’articolo del Globe è finalmente in stampa e i giornalisti sono esausti, contenti e con le lacrime agli occhi per il risultato, lo stesso accade anche a noi spettatori, partecipi di un evento epocale e testimoni diretti di un grandissimo film che non dimenticheremo facilmente.

“Il giornalismo, quello vero, può fare la differenza nella vita delle persone.” Queste le parole di Walter Robinson, il giornalista del Boston Globe che sullo schermo ha il volto di Michel Keaton. Robinson così continua “ Il film ispira ancora oggi moltissime persone. Le parole che abbiamo pubblicato sono state importanti, ma era il 2002. Adesso vediamo che è difficile per la stampa condurre nuovamente un’inchiesta di questo tipo per portare alla luce questi problemi; ma il potere che deriva da un film può davvero cambiare la coscienza comune. La Chiesa Cattolica ha creduto di ‘salvare la fede dei molti’ nascondendo la perversione di pochi. Ha invece ottenuto l’effetto contrario finendo con il far accomunare nel sospetto di un’opinione pubblica, spesso pronta alla semplificazione, un clero che nella sua stragrande maggioranza ha tutt’altra linea di condotta. La forza con cui Papa Francesco ha condannato, anche con la detenzione entro le mura vaticane, i colpevoli di questo tipo di reati è prova di un’acquisita nuova consapevolezza in materia. Quell’inchiesta di poco più di dieci anni fa ne è all’origine e quei giornalisti, anche se non ne erano del tutto consapevoli, finivano con il ricordare a chi regalava loro copie del Catechismo di andare a rileggere e fare proprie le parole di Gesù: “Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare” (Matteo 18, 6).

Il trattamento riabilitativo dei DSA

Il trattamento riabilitativo dei DSA: RIDInet – Il servizio integrato

Corsi ECM – N° Crediti: 27,5

270,00 € + iva
Professioni sanitarie
PER CHI

Psicologi, Logopedisti, Neuropsichiatri infantili

Corso rivolto agli operatori attivi nell’ambito clinico, sanitario e riabilitativo

COSA

Bologna, 18, 19 e 20 marzo 2016 presso l’Associazione Oltremodo – Villaggio del Fanciullo, via Scipione dal Ferro, ANASTASIS organizza un corso di formazione ECM per apprendere e implementare progetti di riabilitazione pianificati, articolati e calibrati sulle specifiche difficoltà di ogni singolo paziente attraverso il servizio RIDINet.

Premessa e obiettivi

Ormai da qualche tempo Internet è sempre più uno strumento di lavoro imprescindibile nella vita quotidiana e nelle attività professionali. Nel campo della psicologia clinica si diffondono strumenti informatici e servizi sempre più innovativi, in grado di favorire nuove modalità d’intervento nel trattamento riabilitativo del paziente con Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Grazie a queste nuove soluzioni e alla “pervasività” di Internet, i professionisti possono operare e disporre di informazioni sui propri pazienti sempre e ovunque, migliorando la qualità del servizio che erogano e ottenendo un significativo risparmio di tempo.

La riabilitazione integrata (in studio e a distanza) consente di facilitare l’utilizzo di procedure riabilitative che, qualora alcune condizioni preliminari siano soddisfatte, si sono dimostrate efficaci ed efficienti.

Questa proposta s’inserisce quindi a pieno titolo nell’ambito delle politiche d’innovazione dei servizi rivolti alla persona, alle famiglie, alla scuola ed alla comunità locale. Gli obiettivi principali sono:

offrire agli operatori strumenti riabilitativi che siano specifici per il disturbo e calibrabili sul singolo paziente;
strutturare ed implementare modalità di presa in carico per i pazienti con DSA che risultino efficaci, poiché basati sulla letteratura scientifica in merito, ed efficienti, grazie all’utilizzazione di innovative soluzioni tecnologiche;
aumentare la frequenza dell’intervento riabilitativo, giacché anche da casa, qualora sussistano le condizioni, gli utenti possono proseguire, integrandola, la riabilitazione svolta in studio/ambulatorio con l’operatore;
consentire ai professionisti, grazie all’accesso internet, di supervisionare e, se necessario, modificare informazioni e programma riabilitativo dei propri pazienti nel momento che preferiscono, anche quando il paziente non è fisicamente presente in studio/ambulatorio, migliorando in tal modo la qualità del servizio che erogano ed ottenendo, al contempo, un significativo risparmio di tempo;
fornire ai professionisti materiale riabilitativo pronto, strutturato e sempre diverso da utilizzare, personalizzandolo, con i diversi casi clinici per tutta la durata della presa in carico.
Contenuti

Il corso approfondirà gli aspetti metodologici del trattamento riabilitativo integrato (in studio e a casa) avvalendosi delle applicazioni disponibili all’interno della piattaforma RIDInet. In particolare il corso toccherà gli aspetti introduttivi legati all’utilizzo della piattaforma e dei servizi collegati ad essa oltre agli aspetti clinici legati alla prima stesura di un programma riabilitativo personalizzato.

Il corso di formazione consentirà al clinico di progettare e implementare programmi di riabilitazione pianificati, articolati e calibrati sullo specifico disturbo di ogni singolo paziente attraverso il servizio RIDINet, relativamente alle capacità di: denominazione rapida, implicata nell’acquisizione della lettura (Run the RAN); lettura sublessicale e lessicale (Sillabe e Reading Trainer e Rapwords – Tachistoscopio); comprensione del testo scritto (Cloze); processamento numerico (Linea dei numeri).

Il corso di formazione verte sui modelli interpretativi dei Disturbi e loro applicazione in ambito clinico e si articola sull’interazione tra la sessione teorica, in modalità seminariale e in plenaria, e la sessione pratica che si svolge nel laboratorio informatico.

Gli aspetti principali che verranno affrontati sono i seguenti:

quando attivare un trattamento;
evidenze di efficacia ed efficienza sui trattamenti attualmente disponibili;
quando scegliere il trattamento integrato (riabilitazione a distanza);
stesura e condivisione del programma riabilitativo;
quando interrompere il trattamento,
APPLICAZIONI DISPONIBILI

Cloze è una applicazione per la comprensione del testo scritto che mira specificatamente al recupero dei processi di inferenza lessicale e semantica. Ad ogni seduta di riabilitazione il bambino lavorerà su testi scritti a cui mancheranno delle parole: il bambino dovrà completare gli spazi vuoti scegliendo l’alternativa corretta tra quelle proposte automaticamente dal software affinché il testo sia congruente.
Autori: Laura Bertolo, Cesare Cornoldi
Informazioni su Cloze

La Linea dei Numeri è una applicazione pensata per favorire la rappresentazione mentale della quantità e del calcolo, fornendo un approccio, il più possibile ludico, al numero, alle operazioni e alle stime.
Autori: Marcella Peroni, Patrizio Tressoldi
Informazioni su Linea dei Numeri

Rapwords- Tachistoscopio è un programma che intende stimolare una lettura globale delle parole favorendo un migliore utilizzo e sviluppo del lessico ortografico. In altre parole Rapwords stimola la decodifica simultanea, in parallelo, delle lettere o dei bigrammi che compongono le parole.
Autori: Cristina Burani, Pierluigi Zoccolotti
Informazioni su RapWords

Run the RAN una applicazione finalizzata al potenziamento dei processi di denominazione rapida reputati importanti per l’acquisizione della lettura nello sviluppo tipico e deficitario nella Dislessia Evolutiva (DE).
Autore: Chiara Pecini
Informazioni su Run the RAN

Reading Trainer è una applicazione per esercitare e migliorare la velocità e la correttezza nell’abilità di lettura attraverso un training sublessicale e lessicale personalizzato.
Autore: Patrizio Tressoldi
Informazioni su Reading Trainer

Sillabe è una applicazione di rieducazione della lettura, che favorisce lo sviluppo della capacità di decifrazione senza supporto lessicale, attraverso il riconoscimento rapido di sillabe o gruppi di lettere (subcomponenti delle parole).
Autore: Giacomo Stella
Informazioni su Sillabe

COME

Il corso di formazione verte sui modelli interpretativi dei Disturbi e loro applicazione in ambito clinico e si articola sull’interazione tra la sessione teorica, in modalità seminariale e in plenaria (1° giorno) e la sessione pratica che si svolge nel laboratorio informatico (2° e 3° giorno).

DOCENTI

Laura Bertolo – Psicologa e psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia cognitiva e in Psicopatologia dell’apprendimento impegnata come psicologa presso ASL5 – La Spezia e come libera professionista; è attualmente Vice presidente del direttivo Nazionale Associazione Italiana Ricerca e Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento (AIRIPA).

Andrea Ustillani – Formatore della Cooperativa Anastasis esperto in tecnologie informatiche per i DSA e tutor dell’Apprendimento perfezionato presso l’Università di Padova. Responsabile dei servizi formativi Anastasis e direttore organizzativo dei Laboratori Anastasis.

REFERENTE SCIENTIFICO

Laura Bertolo – Psicologa e psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia cognitiva e in Psicopatologia dell’apprendimento impegnata come psicologa presso ASL5 – La Spezia e come libera professionista; è attualmente Vice presidente del direttivo Nazionale Associazione Italiana Ricerca e Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento (AIRIPA).

Patrizio Tressoldi – Ricercatore, Dipartimento di Psicologia Generale, Università di Padova: impegnato in diverse aree di ricerca tra cui la Psicologia Clinica. In questo ambito si occupa in particolare di psicodiagnosi e valutazione dell’efficacia di interventi riabilitativi per disturbi dell’apprendimento.

LINK E APPROFONDIMENTI

info.ridinet.it

Puoi iscriverti al corso scegliendo una data tra quelle disponibili. Il corso potrebbe durare una o più giornate. Procedendo con l’iscrizione potrai visionare il dettaglio del prezzo prima di confermarla.
INFO E PREZZI

18/03/2016 Dalle ore 9:30 alle ore 18:00
Presso: Via Scipione dal Ferro, 4 – c/o Villaggio del Fanciullo – Bologna – Associazione Oltremodo
Programma giornata
Primo giorno

ore 9.30 – Registrazione dei partecipanti

ore 10.00 – 12.00 – Istruzioni per l’uso della piattaforma RIDINet sia dal punto di vista del clinico che del paziente

ore 12.00 – 13.00 – Primo accesso alla piattaforma e personalizzazione del profilo del clinico

ore 13.00 – 14.00 – Pausa pranzo

ore 14.00 – 16.00 – Il trattamento riabilitativo dei DSA – Modelli di trattamento a confronto

ore 16.00 – 18.00 – Il trattamento riabilitativo integrato dei DSA – Studi di efficienza ed efficacia

Secondo giorno

Presentazione ed inquadramento clinico delle app disponibili all’interno della piattaforma per l’attività professionale del clinico (attivazione, accesso ai parametri e monitoraggio delle attività)

ore 9.00 – 10.00 – Modelli clinici di riferimento della lettura

ore 10.00 – 13.00 – Il trattamento riabilitativo sublessicale e lessicale dei DSA attraverso l’uso di Reading Trainer. Casi studio: impostazione parametri, somministrazione e monitoraggio

ore 13.00 – 14.00 – Pausa pranzo

ore 14.00 – 16.00 – Il trattamento riabilitativo sublessicale dei DSA attraverso l’uso di Sillabe. Casi studio: impostazione parametri, somministrazione e monitoraggio

ore 16.00 – 18.00 – Il trattamento riabilitativo lessicale dei DSA attraverso l’uso di Rap Words. Casi studio: impostazione parametri, somministrazione e monitoraggio

Terzo giorno

Presentazione ed inquadramento clinico delle app disponibili all’interno della piattaforma per l’attività professionale del clinico (attivazione, accesso ai parametri e monitoraggio delle attività)

ore 9.00 – 11.00 – Potenziamento della denominazione visiva rapida Run the RAN. Casi studio: impostazione parametri, somministrazione e monitoraggio

ore 11.00 – 13.00 – Il trattamento riabilitativo della discalculia dei DSA attraverso l’uso della Linea dei numeri. Casi studio: impostazione parametri, somministrazione e monitoraggio

ore 13.00 – 14.00 – Pausa pranzo

ore 14.00 – 17.00 – Il trattamento riabilitativo dei DSA sulla comprensione del testo attraverso l’uso di Cloze. Casi studio: impostazione parametri, somministrazione e monitoraggio

ore 17.00 – Conclusione lavori e verifica ECM

Offerta speciale per i partecipanti

L’abbonamento annuale (12 mesi) al servizio RIDINet è incluso nel costo del corso. Qualora il partecipante sia già in possesso di tale abbonamento, avrà la possibilità di fruire gratuitamente della proroga di ulteriori 12 mesi ai suddetti servizi. Le modalità di attivazione dell’abbonamento annuale o dell’eventuale proroga saranno comunicate tramite e-mail successivamente alla conferma dell’iscrizione e prima della data del corso.

(I prezzi elencati sono IVA esclusa)