M. De Giovanni, Sulle orme della sclerosi multipla

Un esempio di coraggio

di Antonio Stanca

degiovanniNon è facile vivere insieme, nello stesso tempo, due condizioni completamente diverse, provare due stati d’animo opposti, di forza e di debolezza, di volontà e di rassegnazione, di azione e di passività. Per farlo serve credere che, pur rinunciando a parte della vita, del tempo di questa, si può vivere altra vita, altro tempo. E’ quanto sta facendo la quarantaquattrenne Maria De Giovanni di Borgagne (Lecce) che, pur affetta da sclerosi multipla, è riuscita non solo a formare una famiglia, marito e tre figlie, ma anche ad inserirsi, a farsi valere in ambito culturale, scientifico, a collaborare con i mezzi di comunicazione, con scuole, ospedali, a creare associazioni finalizzate ad aiutare quanti sono affetti dalla sua malattia, ad incoraggiarli, a farli sperare, a mostrare che è possibile volere, potere pur essendo disabili. E’ un percorso che la De Giovanni ha iniziato da tempo, da quando ha saputo della sua sclerosi, un percorso che l’ha vista immobile, prostrata ed anche attiva, energica, in preda a dolori lancinanti e ad entusiasmi accesi, capace di essere in due modi diversi, di vivere due dimensioni. Non si è arresa all’assalto del morbo, si è opposta, ha lottato, non ha accettato il fermo, si è mossa perché animata, sostenuta da una forza che veniva dalla sua interiorità, dalla sua anima e che voleva sostituirsi alla debolezza del suo corpo, alla fragilità delle sue gambe.

Di questa forza d’animo, di questa volontà di riscatto è frutto anche il recente breve volume Sulle orme della sclerosi multipla che Maria De Giovanni ha pubblicato a Novembre del 2015 presso la Grauseditore di Napoli, nella serie “Specchi di Narciso”. L’opera è stata presentata la sera di Sabato 27 Febbraio al Centro Studi “Chora-Ma” di Sternatia (Lecce), che da tempo opera nel territorio salentino per il recupero del sostrato linguistico greco e la promozione culturale. Presidente del Centro è da molti anni Donato Indino, che ha saputo procedere in modo da fare di “Chora-Ma” una realtà di notevole valore.

La sera del 27 Febbraio abbastanza folto è stato il pubblico convenuto e dopo il saluto del Presidente Indino, la De Giovanni si è intrattenuta in un dialogo con la dottoressa Silvia Cazzato, giornalista e psicologa dell’Università del Salento. Moderatrice è stata la dottoressa Simona Campanella, biologa clinica. Ad emergere da questi scambi, che hanno suscitato molta partecipazione e attenzione, è stato il discorso della De Giovanni continuamente riferito al libro. Oltre ad alcune poesie finali la maggior parte dell’opera consiste in una narrazione autobiografica nella quale l’autrice parla della sua vita, dei suoi dolori e dei suoi piaceri, delle sue angosce e delle sue felicità, del suo male e del suo bene. Non un diario ma una confessione è da considerare perché nei modi semplici, naturali, immediati di chi ha bisogno di parlare di sé è scritta, di chi vuole rivelare ad altri quanto è riuscito ad ottenere nonostante i tanti ostacoli che si frapponevano. Vuole far sapere, vuole proclamare con la sua scrittura, la De Giovanni, la resistenza che sta opponendo ad una malattia che la invade sempre più, che la espone a privazioni, pericoli, problemi di ogni genere. Vuol dire che non ha paura di questi impedimenti, che non l’hanno spaventata né l’hanno fatta desistere dai suoi propositi, dalle sue aspirazioni, dalle sue ambizioni. Queste erano concentrate nel giornalismo e una persona importante nell’ambito dei mezzi di comunicazione, della stampa è diventata, una figura di rilievo nell’area salentina. Ha cominciato a lavorare per la radio ed è ancora una speaker radiofonica. Dal giornale “Nuovo Quotidiano di Puglia” la sua presenza si è estesa ad altre testate presso le quali collabora in qualità di critica letteraria e musicale. Alcuni programmi televisivi si avvalgono dei suoi contributi oltre al sito Internet www.salentodonna.it. Ha creato e presiede l’Associazione culturale “Surprise” che, insieme ad altri suoi progetti, è finalizzata all’aiuto di persone disabili. Di carattere sociale è il compito verso il quale la De Giovanni ha rivolto il suo impegno e la comunicazione, i giornali, la stampa, la televisione sono i mezzi che ha usato per svolgerlo. Eccezionali sono i risultati raggiunti se si pensa che sono opera di una persona affetta da sclerosi multipla. Ed altri ancora questa persona si propone non solo per sé ma anche per quanti sono come lei, per muoverli a credere in se stessi, ad aver fiducia nelle possibilità del proprio spirito, a considerarle superiori a quelle del corpo, ad usarle. Vuole mostrarsi, la De Giovanni, a quanti sono malati di sclerosi multipla, vuole dir loro che oltre al corpo si è composti anche della mente e che questa è più forte di quello e può superarlo, può salvarlo tramite il pensiero, l’idea. Un esempio di coraggio è questo, un gesto di eroismo e come ogni altro non può che suscitare ammirazione e volontà di imitazione. Anche questa è tra le intenzioni della De Giovanni e non è da escludere che come le altre possa realizzarsi.

Disabilità, nuovo Isee: “Le famiglie danneggiate devono essere risarcite”

da Redattore sociale

Disabilità, nuovo Isee: “Le famiglie danneggiate devono essere risarcite”

Per il ministro Poletti “non sono previsti risarcimenti”. Ma l’avvocato Sorrentino, che ha seguito il ricorso, ricorda che “la sentenza del Tar di due anni fa era immediatamente esecutiva e la sospensiva è stata negata”. Famiglie decise ad ottenere ciò che spetta loro

ROMA – Il ministro Poletti nega che siano dovuti risarcimenti per i danni arrecati dall’applicazione del nuovo Isee. Per l’avvocato Federico Sorrentino, che ha seguito il ricorso e oggi si dice “molto soddisfatto della sentenza”, questa è “l’ennesima prova dell’arroganza e la prepotenza del governo”. Interpellato da Redattore sociale, all’indomani del pronunciamento del Tar, Sorrentino rammenta infatti che “la sentenza del Tar era immediatamente esecutiva, quindi il nuovo Isee, nella parte oggetto di ricorso, non andava applicato. Avevo anche diffidato Inps e Consiglio dei ministri dal farlo, ma nonostante questo hanno ignorato la sentenza del Tar e la negazione della sospensiva. Confidavano, evidentemente, nel Consiglio di Stato: ora, chi ha subito un danno patrimoniale deve essere risarcito, ovviamente dopo che questo sia stato quantificato e collegato all’applicazione del nuovo Isee. Chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità”.

E sono ben determinate ad andare fino in fondo, le famiglie promotrici del ricorso, decise ad ottenere ciò che spetta loro. Maria Simona Bellini, del Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi, è sconcertata dalla dichiarazione del ministro Poletti: “Dire se ci spetti o meno il risarcimento non tocca a Poletti ma alla legge – afferma – Invece il governo continua a mostrarsi arrogante, non contento della sconfitta subita. Noi siamo certi di essere dalla parte della ragione: c’è stato un accanimento da parte del governo, che poteva applicare la sentenza del Tar in attesa di quella del Consiglio di Stato. Ha scelto di non farlo, procurando danni in alcuni casi molto consistenti: parliamo, in alcuni casi, di migliaia di euro”. Quale indicazione va data quindi alle famiglie? “Qualora fossero state fortemente danneggiate, chiedano il risarcimento del danno: prima in via informale, poi eventualmente per via legale. Noi, come coordinamento, saremo al loro fianco, perché ottengano ciò che è loro dovuto”. (cl)

Scuola, i sindacati rilanciano una nuova fase di intensa mobilitazione

Scuola, i sindacati rilanciano una nuova fase di intensa mobilitazione
Il 28 aprile assemblea nazionale unitaria delle RSU

Roma, 2 marzo.  Sono diversi i fronti aperti nel settore scuola, con vertenze che nelle scorse settimane hanno riguardato il personale ATA, il personale docente, quello precario e i dirigenti scolastici. Vertenze che si collocano in un’azione sindacale più ampia che ha l’obiettivo di superare molte criticità della legge 107: chiamata diretta dei docenti, bonus legato al merito, agibilità degli spazi contrattuali, esclusione docenti infanzia e Ata dalle stabilizzazioni, precari di seconda fascia, ecc.
Resta al momento irrisolta in un quadro di grande incertezza, stante l’irrisorio stanziamento di risorse contenuto nella legge di stabilità, la partita del rinnovo contrattuale, bloccato da oltre sette anni. I sindacati lo rivendicano non solo per le attese di un giusto riconoscimento economico e normativo teso a sburocratizzare il lavoro nella scuola, ma anche per riconquistare  il diritto alla piena contrattualità del salario (art. 39 della Costituzione) e delle altre materie su cui si sono avuti interventi disorganici ed estemporanei per via legislativa.
Su tutti questi temi Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal promuovono nelle prossime settimane iniziative di confronto e mobilitazione in tutte le scuole d’Italia. Verrà avviata anche una raccolta di firme su una petizione che indicherà gli obiettivi irrinunciabili per una piena valorizzazione di tutte le professionalità del settore.
Per il 28 aprile è prevista una grande assemblea nazionale unitaria delle RSU che coinvolgerà rappresentanti eletti nelle RSU, RSA e terminali associativi, riprendendo l’esperienza già attuata l’anno scorso il 18 aprile e l’11 settembre.
Con l’assemblea prenderà avvio una vertenza generale su una piattaforma i cui obiettivi comprenderanno, oltre al rinnovo del contratto nazionale di lavoro, tutti gli altri temi riguardanti la qualità della didattica e dell’organizzazione scolastica. In piazza scenderà, ancora una volta, la vera scuola italiana, attraverso i rappresentanti democraticamente eletti da un milione di lavoratori.

FLC CGIL
Domenico Pantaleo
CISL SCUOLA
Maddalena Gissi
UIL SCUOLA
Giuseppe Turi
SNALS CONFSAL
Marco Paolo Nigi

A LIVORNO TEMPI DURI PER IL COMITATO DI VALUTAZIONE

A LIVORNO TEMPI DURI PER IL COMITATO DI VALUTAZIONE

 

Continua nelle scuole la mobilitazione contro il Comitato di valutazione, organismo istituito dalla controriforma di Renzi e finalizzato a premiare economicamente il merito per i docenti. Attenzione: non il lavoro svolto in termini di tempo e di attività concrete e verificabili, ma il “merito”, che sarà riconosciuto ad una ristretta cerchia di docenti ritenuti meritevoli.

 

Attorno a questa “novità” è cresciuta una comprensibile opposizione: gli investimenti nel settore scuola sono complessivamente abbattuti non consentendo l’effettiva retribuzione del lavoro svolto in orario extracurricolare, il contratto è bloccato da quasi 10 anni, come pure la progressione di carriera, i fondi per la sicurezza e la manutenzione delle scuole sono praticamente azzerati. Da una parte si taglia, non riconoscendo quanto dovuto, dall’altra si trovano soldi per istituire premi di un non meglio precisato “merito”.

Da qui la protesta contro il Comitato di valutazione, organismo preposto al riconoscimento dei meritevoli, eterogeneamente composto da Dirigenti scolastici, docenti, genitori e, nelle scuole superiori, studenti.

Anche a Livorno alcuni istituti si sono opposti alla costituzione di un organismo che punta solo a dividere e a creare gerarchia.

 

All’ IIS Buontalenti-Cappellini-Orlando il collegio dei docenti non ha espresso candidature e l’organismo è risultato composto solo in sede di Consiglio d’Istituto. Nessun docente per il comitato di valutazione nemmeno dal collegio del circolo didattico Lambruschini.

Al Liceo scientifico Cecioni il collegio docenti ha rifiutato di fornire candidature esprimendo critiche articolate al comitato di valutazione in una mozione che è stata votata dalla maggioranza dei docenti.

Particolare la situazione al Liceo Enriques, dove il Comitato di valutazione non si è composto né in sede di collegio docenti, che ha rifiutato di esprimere candidature, né in sede di Consiglio d’Istituto, dove docenti e studenti non hanno espresso candidature ed hanno respinto l’unica candidatura presentata da un genitore.

Dai due maggiori licei cittadini, oltre che da altre scuole, è dunque arrivato un segnale importante

di critica ad uno dei punti nodali della buona scuola di Renzi.

 

Di seguito riportiamo la mozione del liceo scientifico Enriques, che è stata approvata con larghissima maggioranza:

 

 

Il Collegio dei docenti del Liceo Enriques di Livorno considerando che:

 

 

  • il Comitato di valutazione previsto dalla legge 107/2015 è organismo a composizione eterogenea (Dirigente, docenti, genitori, studenti, componente esterno) che interviene su materia quale l’erogazione di salario accessorio (materia che da contratto è ordinariamente demandata alla contrattazione integrativa) con evidenti incongruenze attualmente al vaglio degli uffici legali di molte OOSS;

 

  • la legge 107/15 dispone la costituzione del Comitato di valutazione in via sperimentale, riservandosi di emanare criteri nazionali di riconoscimento del merito entro il 2018 (L.107/15 c.130);

 

  • Il Comitato di valutazione previsto dall legge 107/2015 introduce un dispositivo che può condizionare l’atttività didattica, inducendola all’adattamento a criteri stabiliti da un organismo eterogeneo, riducendo di fatto l’autonomia di programmazione didattica sia del Collegio docenti che dei singoli Consigli di classe.

 

 

stante le evidenti incertezze sui compiti e le attribuzioni dell’organismo e le molte questioni ancora aperte in merito,

 

decide

 

1) di non nominare la componente docenti per il Comitato di valutazione preposto all’ individuazione di criteri per il riconoscimento del merito;

 

  • di nominare la componente docenti del suddetto Comitato solo nella fase finale dell’anno scolastico, allo scopo esclusivo di procedere alla valutazione dell’anno di prova dei neoimmessi in ruolo.

 

Mozione approvata a stragrande maggioranza (solo 3 contrari).

 

Per la segreteria provinciale Unicobas scuola

Claudio Galatolo

Aggiornati i limiti di reddito per l’esonero dalle tasse scolastiche

da Il Sole 24 Ore

Aggiornati i limiti di reddito per l’esonero dalle tasse scolastiche

di Eu. B.

Rivisti al rialzo dell’1% i limiti per l’esonero dal pagamento delle tasse scolastiche. Il ministero dell’Istruzione ha comunicato i nuovi tetti oltre i quali non vanno effettuati una serie di versamenti relativi agli ultimi due anni delle superiori.

Le tasse scolastiche
L’articolo 200, comma 1, del Dlgs 297/1994, n. 297, stabilisce che le tasse scolastiche sono dovute soltanto per il quarto e quinto anno degli istituti di istruzione secondaria di
secondo grado. Ecco il dettaglio degli importi:
– tassa di iscrizione: € 6,04;
tassa di frequenza: € 15,13;
tassa per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di maturità e di abilitazione – €
12,09;
tassa di rilascio dei relativi diplomi: € 15,13.
È lo stesso articolo 200 a stabilire che i versamenti non sono dovuti dai nuclei familiari con redditi complessivi non superiori ai limiti di cui all’articolo 28, comma 4, della legge 28 febbraio 1986, n. 41 (legge finanziaria 1986).

L’adeguamento
Tali importi vanno adeguati annualmente sdulla base del tasso di inflazione programmata. Per l’anno scolastico 2016/2017 i tetti vanno rivalutati dell’1 per cento. Per i nuclei con un solo componente il limite sale a 5.336 euro. Per quelli con tre componenti arriva invece a 11.372.

Warning degli esperti: controllate i requisiti delle vacanze studio

da Il Sole 24 Ore

Warning degli esperti: controllate i requisiti delle vacanze studio

di Eu. B.

Gli esperti avvertono: controllate le credenziali della scuola prima di prenotare una vacanza studio nel Regno Unito. Secondo una recente indagine, almeno 8000 ragazzi italiani ogni anno frequentano corsi di inglese in scuole britanniche mai sottoposte a un’ispezione per verificare il rispetto delle norme sulla tutela dei minori. Un mercato fiorente considerando – continuano – che le prenotazioni dall’Italia ammontano a circa 375 milioni di euro annui.

Arriva ELgo
Per aiutare le famiglie nella scelta è online dalla settimana scorsa il portale ELgo che classifica i centri linguistici accreditati dal British Council a seconda della qualità dell’insegnamento, del livello di tutela dei minori, della sicurezza della località e del prezzo. A mettere in guardia le famiglie sul tipo di offerta che il mercato presenta ci pensa Claudia Civinini, editor di ELgo: «Alcuni agenti non sembrano prendere in considerazione le norme sulla tutela dei minori vigenti in Gran Bretagna – commenta -. Il sistema è completamente trasparente. I verbali delle ispezioni del British Council sono disponibili per tutti online, ma non tutti gli agenti sembrano leggerli. ELgo si basa sui verbali delle ispezioni del British Council e di altri enti governativi e rende queste informazioni chiare e facilmente consultabili per tutti».

L’indagine
L’anno scorso, un’indagine condotta da EL Gazette, la rivista indipendente del settore dell’insegnamento dell’inglese come lingua straniera da cui è nato ELgo, ha scoperto che il 40% dei centri linguistici che offrivano corsi per gli studenti italiani finanziati dai progetti Pon non era accreditato, e un ulteriore 10% non era mai stato sottoposto a un’ispezione per verificare il rispetto delle norme sulla tutela dei minori. Un’indagine parallela condotta su un’associazione di agenti di viaggio ha evidenziato che, sebbene alcuni membri lavorassero con scuole al di sopra di ogni critica, altri purtroppo rappresentavano scuole che non avevano passato l’ispezione del British Council. Per Anna Brosnan, portavoce del British Council, «è fondamentale che i genitori che desiderano mandare i loro figli in vacanza studio nel Regno Unito scelgano una scuola accreditata dal British Council. Un’intera sezione dell’ispezione del British Council – aggiunge – riguarda la policy per gli studenti minorenni. Gli ispettori si assicurano che la scuola abbia procedure efficaci per l’assunzione e la formazione del personale, ambienti adatti, e alti livelli di supervisione e assistenza per gli studenti in ogni parte del loro soggiorno».

I consigli alle famiglie
«Non tutte le scuole accreditate hanno lo stesso livello di tutela dei minori. Ma tante delle situazioni spiacevoli che si sentono raccontare sono facilmente evitabili», spiega ancora Civinini. «I genitori cercano poche cose essenziali: prima di tutto, vogliono essere sicuri che i loro figli siano in buone mani. La scuola perfetta deve avere un alto livello di tutela dei minori, ed essere in un’area sicura, con una buona reputazione. Alcuni preferiscono corsi residenziali dove ci siano altri studenti italiani. Altri cercano corsi con sistemazione in famiglia, così i loro figli non avranno la tentazione di parlare italiano e potranno concentrarsi sull’apprendimento dell’inglese. I migliori corsi residenziali sono spesso quelli gestiti dagli stessi collegi che li ospitano, perchè i collegi in Inghilterra devono rispettare norme severissime per quanto riguarda la tutela dei minori. Per esempio, tutto il personale, non solo gli insegnanti, è sottoposto al controllo della fedina penale». E ecco il consiglio ai genitori: «Non mettete i vostri figli sull’aereo finchè non conoscete il nome della scuola che gestisce i corsi a cui li avete iscritti. E controllate sempre le credenziali della scuola».

La classifica di ELgo
Tutte le informazioni contenute sul sito sono basate sui verbali delle ispezioni del British Council e di altri enti governativi, come Ofsted e Independent Schools Inspectorate. Il sito permette a genitori e insegnanti di valutare e scegliere un corso a seconda delle proprie priorità e preferenze, producendo più di 400.000 diverse possibilità. Prendendo in considerazione i possibili criteri di ricerca di studenti e insegnanti italiani, Civinini consiglia dieci centri linguistici da considerare per gli studenti sotto i 16 anni, se possibile optando per un soggiorno in famiglia:
1. St Edmunds College Summer School (Hertfordshire)
2. English in Chester (Chester)
3. Windermere International Summer School (Lake District)
4. Alexanders College (Suffolk)
5. Absolutely English (Dorset)
6. Stafford House (Canterbury)
7. BABSSCo Harrow / BABSSCo Mill Hill (Middlesex and London)
8. International House (Bristol)
9. Kingsway Summer School (Worcester)
10. Melton College (York)

Trasferimenti, motori accesi

da ItaliaOggi

Trasferimenti, motori accesi

Tra il 25 marzo e il 14 aprile le domande per la mobilità nella provincia di appartenenza

Carlo Forte

Le domande di trasferimento dei docenti, che hanno titolo a muoversi all’interno della propria provincia, potranno essere presentate dal 25 marzo al 14 aprile.

Sono questi i termini ipotizzati dai tecnici del ministero dell’istruzione, in vista dell’emanazione dell’ordinanza applicativa del contratto sulla mobilità siglato il 10 febbraio scorso.

Il testo negoziale è al vaglio degli organi di controllo, ma l’ordinanza, come da prassi, sarà pubblicato senza attendere l’esito della verifica.

Altrimenti non si farebbe in tempo a garantire la presenza dei docenti in cattedra al primo settembre prossimo.

In ogni caso, il provvedimento non potrà essere emanato prima del 15 marzo. Gli esiti dei trasferimenti della fase provinciale saranno pubblicati il 20 giugno. Le domande di mobilità interprovinciale, invece, potranno essere presentate solo nel mese di maggio.

I termini del 25 marzo e del 14 aprile interessano gli assunti entro l’anno scolastico 2014/2015.

Compresi i docenti di sostegno delle superiori, titolari sulla cosiddetta Dos (dotazione organica del sostegno) i docenti in sovrannumero o in esubero e i trasferiti d’ufficio negli ultimi 8 anni, che abbiano conservato il diritto a rientrare nella sede di ex titolarità con precedenza.

Idem per i docenti assunti a tempo indeterminato nel 2015/2016 nella fase «0» e nella fase «A». Che a differenza dei loro colleghi assunti nelle fasi «B» e «C», otterranno la sede definitiva nell’ambito dei movimenti della fase provinciale e ne assumeranno la titolarità.

I posti e le cattedre disponibili saranno individuati non solo nell’ambito dell’organico di diritto, ma anche sull’organico del potenziamento, limitatamente ai posti e alle cattedre provvisoriamente coperti da neoassunti nelle fasi «B» e «C» tratti dalle graduatorie a esaurimento.

I docenti assunti nelle fasi «B» e «C», se tratti dalle graduatorie di merito del concorso ordinario, parteciperanno alla fase provinciale dei movimenti in subordine rispetto ai colleghi già in ruolo nel 2014/2015 e agli insegnanti neoassunti in fase «0» e in fase «A».

E presenteranno le domande successivamente, in periodo che sarà individuato dall’amministrazione nel mese di maggio.

A differenza di questi ultimi, però, non otterranno una sede di titolarità, ma solo l’inclusione in uno degli ambiti della provincia dove prestano attualmente servizio, con relativo assoggettamento al sistema della chiamata diretta dei dirigenti scolastici. Che sceglieranno i docenti degli ambiti proponendo loro un contratto di durata triennale.

Per contro, i docenti neoimmessi in ruolo nelle fasi «B» e «C», tratti dalle graduatorie a esaurimento, non potranno partecipare in alcun modo alla fase provinciale. Per questi insegnanti, l’amministrazione intende predisporre moduli di domanda che prevedano la possibilità di indicare 100 ambiti e 100 province. L’ambito di definitiva destinazione sarà loro assegnato scorrendo una specie di graduatoria nazionale in cui concorreranno con il loro punteggio.

Per la mobilità interprovinciale i termini ipotizzati dall’amministrazione per la presentazione delle domande, sono stati approssimativamente individuati in un periodo compreso nel mese di maggio. La pubblicazione dei movimenti è invece prevista per l’11 luglio in riferimento alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria; il 20 luglio per la secondaria di I grado e il 30 luglio per la secondaria di II grado.

In questa ulteriore fase potranno presentare la domanda anche i docenti assunti entro il 2014/2015 interessati a cambiare provincia. Costoro manterranno il diritto ad acquisire la titolarità della sede solo qualora dovessero essere soddisfatti in una delle sedi di preferenza comprese nell’ambito indicato per primo nella domanda. Se indicheranno anche altri ambiti e la domanda dovesse essere accolta in riferimento ad uno degli ulteriori ambiti, eventualmente indicati dopo il primo, perderanno definitivamente il diritto alla titolarità della sede, andranno a finire nell’ulteriore ambito di accoglimento e saranno assoggettati alla chiamata diretta dei dirigenti scolastici.

Anche i docenti neoimmessi in ruolo nella fasi «0» e «A» e nelle fasi «B» e «C» (se tratti dalle graduatorie dei concorsi ordinari) avranno diritto a partecipare alla mobilità interprovinciale.

Ma non avranno titolo a chiedere sedi scolastiche di preferenza. E dunque, dovranno presentare la domanda facendo riferimento ai soli ambiti. L’effetto dell’accoglimento sarà l’assoggettamento al sistema della chiamata diretta dei dirigenti scolastici.

Il milleproroghe proroga di due anni le graduatorie

da ItaliaOggi

Il milleproroghe proroga di due anni le graduatorie

Le procedure di aggiornamento delle graduatorie a esaurimento si svolgeranno nel 2019. Idem per le graduatorie di istituto di I fascia. Non così, invece, per le graduatorie di istituto di II e III fascia, che cesseranno i loro effetti al 31 agosto 2017 e saranno sostituite dalle nuove dal 1° settembre 2017.

Lo prevede un emendamento al decreto milleproroghe, approvato dal Senato in via definitiva il 24 febbraio scorso. L’emendamento aggiunge il comma 10-bis, all’articolo 1, del disegno di legge 2237, che prolunga di due anni il termine di validità delle attuali graduatorie a esaurimento (fino al 31 agosto 2019).

La ratio del provvedimento è quella di «cristallizzare» gli elenchi in vista dell’attuazione della legge 107/2015. In particolare per quanto riguarda l’espletamento dei concorsi.

La riforma Renzi, infatti, prevede che il reclutamento dei docenti debba continuare ad avvenire secondo il criterio duale stabilito dalle legge 124/99: il 50% dei posti agli aventi titolo tratti dalle graduatorie dei concorsi e il restante 50% agli aspiranti docenti utilmente collocati nelle graduatorie a esaurimento.

Tale criterio, peraltro, è stato salvato in extremis in sede di discussione parlamentare. Perché, inizialmente, l’intenzione del governo era quella di cancellare le graduatorie con un colpo di spugna. Stando alle informazioni contenute nel dossier predisposto dal centro studi del senato: «La previsione sembrerebbe finalizzata a facilitare la pianificazione dei posti da bandire nel concorso previsto dalla l. 107/2015» si legge nel documento «le cui assunzioni dovrebbero avvenire negli anni scolastici 2016/2017, 2017/2018, 2018/2019».

La proroga delle validità delle graduatorie permanenti estende a 5 anni la validità degli elenchi attuali. In ciò precludendo ai docenti attualmente inclusi in tali elenchi la possibilità di far valere subito i punteggi maturati nel periodo di vigenza delle graduatorie e impedendo loro di trasferirsi in province con maggiori possibilità di assunzione.

Il prolungamento del periodo di validità delle graduatorie a esaurimento avrà effetti diretti anche sulla prima fascia delle graduatorie di istituto. In tale fascia vengono inclusi gli aspiranti docenti, già inclusi nelle graduatorie a esaurimento, che chiedano di concorrere anche per le supplenze che vengono conferite dai dirigenti scolastici.

L’inclusione nella prima fascia comporta la traslazione nelle graduatorie di istituto del punteggio attribuito agli aspiranti in sede di valutazione delle domande di aggiornamento nelle graduatorie a esaurimento. E dunque, il mancato aggiornamento comporterà la cristallizzazione delle posizioni dei docenti precari interessati anche negli elenchi di I fascia attualmente in vigore nelle istituzioni scolastiche. Il tutto per lo stesso periodo di vigenza delle graduatorie a esaurimento, il cui termine di scadenza, ordinariamente previsto per il 31 agosto 2017, adesso slitterà di due anni, al 31 agosto 2019.

La proroga non vale, invece, per le graduatorie di istituto di II e III fascia: gli elenchi dove vengono collocati, rispettivamente, gli aspiranti docenti abilitati, ma non inclusi nelle graduatorie a esaurimento e i precari non abilitati che vantino solo il possesso del titolo di accesso al posto o alla classe di concorso. Pertanto, il termine di validità delle graduatorie di istituto di II e III fascia scadrà alla data ordinariamente prevista: il 31 agosto 2017. Conseguentemente, le domande per l’aggiornamento di questi elenchi dovranno essere presentate nel 2017, entro il termine che sarà reso noto dall’amministrazione scolastica.

Arriva il “public speaking” per gli studenti italiani

da La Stampa

Arriva il “public speaking” per gli studenti italiani

Il Miur firma un protocollo triennale con il Ted

Esercitare gli studenti a parlare in pubblico e a migliorare le proprie competenze argomentative. È l’obiettivo del Protocollo triennale d’intesa che il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, firmerà giovedì 3 marzo con il curatore di TED Global, Bruno Giussani, in virtù del quale i docenti e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia potranno avvalersi dei percorsi formativi dei TED-Ed Clubs.

Si tratta di un curriculum non obbligatorio volto a incrementare le competenze argomentative e la capacità di parlare in pubblico degli alunni, sia in italiano che in lingua inglese.

Con la firma del Protocollo verrà dato avvio al progetto pilota TEDxYouth@Bologna2016, il primo evento-concorso TEDxYouth rivolto a tutti gli studenti italiani delle scuole secondarie di secondo grado che potranno candidarsi e raccontare le proprie idee con un proprio talk in 11 diverse categorie: scienze, matematica, musica, arte, pensiero critico, start-up/idee imprenditoriali, tecnologia, sostenibilità, informatica, sport, «X» (categoria libera).

Dal 3 marzo al 30 settembre prossimi gli alunni potranno candidarsi sul portale http://www.tedxyouthbologna.com. Gli 11 finalisti, selezionati dal web e da una giuria qualificata, saliranno sul palco di TEDxYouth@Bologna 2016 presso l’Opificio Golinelli di Bologna il 12 novembre 2016, in contemporanea con numerosi altri eventi TEDxYouth in tutto il mondo.

Gite scolastiche, occhio a idoneità del conducente e del veicolo

da La Tecnica della Scuola

Gite scolastiche, occhio a idoneità del conducente e del veicolo

Fanno bene Miur e Polizia a tenere alta la guardia sulle gite scolastiche: condotta del conducente e alla idoneità del veicolo sono prerequisiti fondamentali.

A sostenerlo è il Moige, il movimento nazionale che agisce a tutela dei genitori, il quale torna ad apprezzare l’iniziativa “Gite scolastiche in sicurezza”, nata un anno fa dall’impegno congiunto tra il Ministero dell’Istruzione e la Polizia di Stato, per consentire di aumentare gli standard di sicurezza del viaggio in occasione delle gite.

I controlli realizzati, del resto, dimostrano che i controlli servono: nel 2015, la Polizia Stradale, nell’ambito delle operazioni di controllo del trasporto professionale di persone, ha controllato 7.017 veicoli. In ben 2.464 casi sono state riscontrate delle infrazioni.

“La sicurezza dei nostri ragazzi e del trasporto scolastico in occasione dei viaggi d’istruzione non può che essere il primo pensiero di ogni genitore”, ha detto Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige, movimento italiano genitori.

“La tutela dei minori è un atto di responsabilità collettiva che – continua – e deve essere condivisa da genitori, istituzioni e operatori. La sinergia delle Istituzioni, che con questa iniziativa mostrano una spiccata sensibilità in relazione alla tematica, è particolarmente apprezzabile, favorendo il raggiungimento del comune obiettivo di garantire ai giovani la possibilità di imparare e divertirsi, viaggiando in sicurezza”.

“Gite scolastiche in Sicurezza” diffonde in modo omogeneo, su tutto il territorio nazionale, progetti già sperimentati con esito positivo in diverse province italiane. L’attenzione è posta alle principali norme sul trasporto collettivo mediante noleggio con conducente di autobus, con particolare riferimento alla condotta del conducente e alla idoneità del veicolo.

Nell’ambito del protocollo d’intesa firmato dai ministeri dell’Istruzione e dell’Interno, il 5 gennaio dello scorso anno sono state fornite informazioni utili riassunte nel vademecum elaborato dalla Polizia Stradale. Si tratta di informazioni basilari sulla scelta e la regolarità delle imprese di trasporto, sull’idoneità del conducente e sulle condizioni generali dei veicoli.

Bonus ai docenti, il dubbio c’è: se a sbagliare fossero i sindacati chiusi a riccio?

da La Tecnica della Scuola

Bonus ai docenti, il dubbio c’è: se a sbagliare fossero i sindacati chiusi a riccio?

La certezza dell’incertezza. Male endemico del nostro modo di intendere leggi, norme, regole, responsabilità. “Mo’ vediamo…”.

Da un lato la Legge 107 sulla “Buona Scuola”, sul famoso bonus ai docenti giudicati “bravi”, dice espressamente che è compito del nuovo Comitato per la Valutazione dei docenti stabilirne i criteri, per lasciare poi al preside la responsabilità della loro applicazione, dall’altra il mondo sindacale ribadisce, a piè spinto, che, trattandosi di “salario accessorio”, lo stesso bonus andrebbe contrattato con la Rsu.

Piccole domande preliminari, per essere in grado di rispondere: qual è il valore di una legge? Al di là che piaccia o meno. Devo rispettare solo le leggi che condivido? Perché tentare di svuotarla, cercando la sponda del Ministero? Vale più una legge (che ha valore universale) o un contratto (relativo alle parti interessate)? Dovrebbe essere chiara, è, meglio, chiara e cristallina la risposta sul primato della legge, per il suo valore universale.

Basterebbe leggere il Critone di Platone, con due o tre passaggi del vecchio e saggio Socrate. Ma tant’è, siamo in Italia.

Bel pasticcio, dunque, perché è evidente che quando le norme ingenerano diverse interpretazioni vuol dire che non sono scritte bene. Altro modo per dire che non sono scritte bene per favorire la vera prassi giuridica: “fatta la legge, trovato l’inganno”?

Il tentativo di queste settimane è quello di far rientrare dalla finestra ciò che la lettera della legge 107 esclude, cioè la contrattazione del bonus, cioè non solo del FIS, cioè del fondo di istituto di ogni scuola.

Come se ne esce? Non certo alimentando lo scontro, come sta invece avvenendo, ma chiarendo una volta per tutte. Sarà la giurisprudenza, a seguito di nuovi contenziosi?

Ma la scuola ha bisogno di nuovi contenziosi. O questi servono solo a giustificare ruoli che, nel nostro contesto che cerca faticosamente di uscire dall’ombra assistenzialistica, sono diventati sempre più marginali? Parlo del ruolo dei sindacati, essenziali in una democrazia matura, ma se non sono più chiusi a riccio su se stessi.

Parlo dei sindacati scolastici, mentre gli altri comparti oramai sono allenati ad un contesto da “società aperta”. Perché i nostri sindacati della scuola sono difensori di un vecchio finto egualitarismo, a favore del “docente mediocre”, con tutti quindi lo stesso stipendio, al di là della passione, dedizione, del fatidico “merito”. Il quale va valutato sulla base dei risultati, cosa oggi impossibile, con adeguate forme di customer satisfaction, in un contesto di rendicontazione e di bilancio sociale. Chi parla mai di queste cose? Non dovrebbe essere, un sindacato, estremo difensore della professionalità?

Per cambiare i sindacati basterebbe, in un provvedimento sulla rappresentanza, introdurre due piccoli emendamenti: il limite dei mandati sindacali (perché quello del sindacalista non può diventare un lavoro a vita) e la decadenza in caso di pensionamento. Basterebbero questi due piccoli emendamenti. Avremmo sindacati che puntano realmente al valore della professionalità dei propri associati.

Pensioni, dall’Inps chiarimenti su “Opzione donna” e penalizzazioni pensioni anticipate

da La Tecnica della Scuola

Pensioni, dall’Inps chiarimenti su “Opzione donna” e penalizzazioni pensioni anticipate

L.L.

La recente Legge di Stabilità 2016 ha apportato alcune modifiche di natura previdenziale, una riguardante il regime sperimentale donna, l’altra le penalizzazioni previste per le pensioni anticipate.

Con la circolare n. 45 del 29 febbraio 2016 l’Inps fornisce chiarimenti su questi due aspetti.

Opzione donna

L’art 1, comma 281, della suddetta legge 208/2015, dispone che “al fine di portare a conclusione  la sperimentazione di cui all’articolo 1, comma 9, della legge  23 agosto 2004, n. 243, la facoltà prevista al predetto articolo 1, comma 9,  è estesa anche alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti previsti dalla predetta disposizione, adeguati agli  incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto legge 31 maggio  2010,  n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010, n. 122, e successive modificazioni, entro il 31 dicembre 2015  ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva  a tale data, fermi restando il regime  delle  decorrenze e  il sistema  di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione.”.

L’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004 n. 243 e successive modifiche, richiamato nella norma, prevedeva che, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, le lavoratrici possono conseguire il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, ove in possesso dei prescritti requisiti anagrafici e contributivi, optando per la liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo.

Questa facoltà di opzione è stata estesa, dalla Legge di Stabilità 2016, anche alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturano un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari o superiore a 57 anni e 3 mesi per le dipendenti, a prescindere dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico.

Pertanto, la data del 31 dicembre 2015 è da considerarsi quale termine entro il quale devono essere soddisfatti i soli requisiti contributivi e anagrafici per il diritto alla pensione di anzianità in regime sperimentale donna.

Penalizzazioni pensioni anticipate

L’articolo 1, comma 299, della legge in esame inserisce, dopo il comma 113 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il seguente: “113-bis. Le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 2-quater dell’articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, come sostituito dal comma 113 del presente articolo, si applicano anche ai trattamenti pensionistici decorrenti negli anni 2012, 2013 e 2014. La disposizione del presente comma si applica esclusivamente con riferimento ai ratei di pensione corrisposti a decorrere dal 1o gennaio 2016”.

L’articolo 1, comma 113 della citata legge n. 190/2014 prevedeva che, con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1° gennaio 2015, le disposizioni in materia di riduzione percentuale della quota retributiva della pensione anticipata per i soggetti che accedevano a pensione con età inferiore ai 62 anni, non si applicavano limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.

Il comma 299 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità ha invece esteso l’applicazione di tale norma ai trattamenti pensionistici anticipati aventi decorrenza negli anni 2012, 2013 e 2014, al fine di escludere anche per essi le sopra indicate penalizzazioni, esclusivamente con riferimento ai ratei di pensione corrisposti a decorrere dal 1o gennaio 2016.

Quindi, la ricostituzione pensionistica avverrà senza riconoscimento di interessi o arretrati per i ratei relativi a periodi precedenti alla data del 1° gennaio 2016.

Il Pd chiede intervento del ministro Madia sul personale Ata

da La Tecnica della Scuola

Il Pd chiede intervento del ministro Madia sul personale Ata

Il Gruppo del Pd alla Camera chiede un intervento del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, per sbloccare le assunzioni del personale ATA degli uffici di segreteria delle Istituzioni Scolastiche e garantire il turn over. Tra il 2012 e il 2014, a fronte di un incremento complessivo di quasi 90mila alunni, alle nostre scuole ci sono 50mila amministrativi in meno, tecnici e ausiliari, rispetto a soli quattro anni fa.

La trasformazione delle province in “città metropolitane” ha comportato il soprannumero di personale che deve essere ricollocato nella PA: in base ai dati del Dipartimento Funzione Pubblica del 16 novembre scorso si evince che il personale da ricollocare e che dovrebbe transitare negli uffici di segreteria delle Istituzioni Scolastiche è in numero di circa 500 unità.

Per questo i deputati del Pd chiedono che sia consentito al MIUR di procedere all’assunzione del personale ATA necessario per far fronte alle esigenze organizzative delle nostre scuole.

Ai confini dell’apprendimento

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Ai confini dell’apprendimento

Come stanno cambiando i modi di insegnare e di apprendere? Quali opportunità e quali orizzonti si possono esplorare attraverso le tecnologie digitali? Cosa cambia nella formazione dal punto di vista organizzativo? Quali sono le strategie didattiche che possono realmente cambiare la scuola, l’università, la formazione continua? In una parola, cosa c’è ai confini dell’apprendimento?

A queste domande – e a molte altre – si cercherà di dare alcune risposte l’11 marzo prossimo, nella splendida cornice dell’Abbadia di Fiastra, nelle Marche, tra Tolentino e Macerata. A Fiastra si terrà infatti un workshop promosso e organizzato da Smart Skills Center e Laboratorio Formazione, con il patrocinio dall’Università di Macerata. La giornata di confronto è dedicata proprio Ai Confini dell’Apprendimento – E-learning, formazione continua e modelli metodologico-didattici innovativi, e rappresenta prima di tutto un’occasione per capire come funziona e quali possibilità permette di attuare il progetto eKnow, un portale di e-learning dedicato interamente alla formazione di insegnanti e formatori e all’apprendimento permanente, dove, partendo dal quadro di riferimento europeo sulle competenze chiave necessarie ai futuri cittadini dell’unione, si propongono corsi totalmente in rete basati su vari modelli, talora sperimentali: dai MOOCs a corsi supportati da e-tutor professionisti e basati su attività interattive e collaborative, da percorsi brevi centrati sulla soluzione di problemi a percorsi di scoperta georeferenziati, fino a comunità di innovazione gestite da esperti, Coach e Information Broker.

A Fiastra, durante la mattinata del giorno 11 marzo, ci si confronterà prima di tutto sui vari modelli e tipologie di e-learning che il progetto eKnow porta avanti, discutendo attorno a dei tavoli coordinati da alcuni dei collaboratori del progetto (insegnanti e formatori). Nel primo pomeriggio si apriranno alcune “finestre” sul mondo dell’e-learning e su alcune tendenze in atto, con collegamenti in tempo reale da Bruxelles, Londra e il Quebec. Si proseguirà poi con un confronto aperto tra Mario Rotta (esperto di e-learning e responsabile del progetto eKnow) e Beatrice Ligorio (Università di Bari). Il programma è inoltre aperto a qualsiasi altro contributo critico: gli stessi organizzatori cercheranno di animare il confronto sia in presenza che attraverso i social.

Nel corso della giornata verrà anche illustrato il concorso Smart Education, un’opportunità per le scuole per realizzare un progetto per un corso in e-learning.

La partecipazione alla giornata è aperta a tutti e totalmente gratuita. Basta visualizzare il programma e compilare il modulo di iscrizione. Alle 13, presso la Foresteria dell’Abbadia di Fiastra, sarà offerto un rinfresco.